2024 Il Tema dell’anno - parte II
In questa puntata Roberto e Filippo, dopo l’interesse mostrato l’anno scorso, hanno deciso di riproporre il tema dell”anno (ep. 51) per aggiornasi a vicenda e per partire col piede giusto l’anno nuovo.
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In questa puntata Roberto e Filippo, dopo l’interesse mostrato l’anno scorso, hanno deciso di riproporre il tema dell”anno (ep. 51) per aggiornasi a vicenda e per partire col piede giusto l’anno nuovo.
Note dell’episodio
- Episodio 51: Il tema dell’anno: puntata precedente in cui Filippo e Roberto introducono il metodo del tema annuale.
- Deep Work di Cal Newport: libro richiamato per il collegamento tra intenzionalità, pianificazione e lavoro concentrato.
- Semina come un artista: libro di Austin Kleon citato da Filippo per ragionare sul mostrare il proprio lavoro e creare contenuti.
- Metodo Wim Hof: riferimento alla terapia del freddo e al lavoro su respirazione, concentrazione e adattamento al freddo.
Sinossi1
1. Dal bilancio al programma: cosa significa iniziare il 2024 con un tema
Filippo e Roberto aprono la seconda parte del tema dell’anno chiarendo il cambio di prospettiva: dopo il recap del 2023, qui si ragiona su cosa portare nel 2024. La puntata è registrata a cavallo delle feste, quindi la stanchezza di fine anno entra nel discorso: non è un momento di pianificazione ideale, ma proprio per questo costringe a distinguere tra ciò che si vorrebbe fare e ciò che è sostenibile.
Roberto anticipa che il 2024 di A2 non sarà necessariamente limitato alle dodici puntate ordinarie. Potrebbero esserci episodi extra legati ad Apple o ad altri eventi, ma la scelta di fondo resta prudente: fare più cose non deve trasformare il podcast in un altro impegno affannoso. Filippo conferma che sta già programmando le prime puntate dell’anno, ma il filo conduttore resta lo stesso della puntata precedente: usare il tema annuale per dare una direzione, non per costruire una lista rigida.
“Facendo sintetico, con le virgolette, recap dell’anno precedente.” — Roberto, 00:01:55
2. Pianificazione multiscala e Bullet Journal
Filippo introduce la pianificazione multiscala di Cal Newport, collegandola al tema dell’anno. L’idea è organizzare l’attività su più livelli: quotidiano, settimanale, trimestrale e annuale. Se il tema dà la direzione, la pianificazione multiscala serve a calarla in scelte pratiche: cosa fare oggi, cosa rimandare, cosa chiudere nel trimestre, cosa mantenere come valore o obiettivo più ampio.
Roberto riconosce subito una parentela con il Bullet Journal. Nel suo uso, il diario analogico permette di rivedere continuamente attività, note e priorità: ciò che non viene fatto si sposta, ciò che si aggiunge trova un posto, ciò che smette di avere senso può essere cancellato. La forza del metodo non sta nella grafica o nella ritualità, ma nella reiterazione: costringe a guardare il proprio piano invece di lasciarlo invecchiare in una lista digitale mai riaperta.
“Questa scala di dimensioni ti permette poi di organizzarti meglio.” — Filippo, 00:08:33
3. Filippo: esperimento, crescita e contenuti
Il tema 2024 di Filippo ruota intorno a esperimento e crescita. Non lo presenta come una promessa precisa, ma come un campo di prova: nei primi sei mesi vuole creare più contenuti, approfondire meglio ciò che studia e capire se alcune attività possano diventare almeno in parte sostenibili anche sul piano economico. La parola “contenuti” gli sta stretta, perché per lui il punto è insegnare, approfondire e ragionare ad alta voce su ciò che sta imparando.
In questo blocco cita Semina come un artista di Austin Kleon. Il riferimento serve a distinguere due azioni: rubare in senso creativo, cioè prendere buone idee e rielaborarle, e seminare, cioè mostrare il proprio lavoro mentre prende forma. Filippo vuole essere più intenzionale nel raccontare cosa fa, come lo fa e quali processi usa. Il progetto riguarda A2, Avvocati e Mac, Compendium e altri possibili formati, ma anche la necessità di ottimizzare lo spazio fisico di lavoro e i processi tecnici che rendono possibile produrre senza consumare troppe energie.
4. La lettura di Roberto sul percorso di Filippo
Roberto interviene per dare una lettura esterna del percorso di Filippo. Nota che rispetto agli anni passati c’è stato un calo significativo di alcune attività, ma non lo presenta come fallimento. Al contrario, vede in Filippo una capacità di mantenere la rotta e di imparare dai momenti difficili. La cosa importante, per Roberto, è che la difficoltà non ha solo lasciato un insegnamento teorico: ha spinto Filippo a muoversi verso cose che qualche anno prima forse non avrebbe nemmeno immaginato.
Questo passaggio è utile perché rimette il tema annuale nel suo contesto reale. Non serve solo quando l’anno procede bene; serve soprattutto quando ci si trova a rivedere le priorità. Filippo non sta semplicemente aggiungendo progetti, ma sta cercando di scegliere dove mettere attenzione, quali processi rendere più sostenibili e quali attività non portare avanti se richiedono più di quanto restituiscono.
“Filippo è riuscito a mantenere salda la rotta.” — Roberto, 00:29:12
5. Roberto: “Io”, salute e terapia del freddo
Il tema 2024 di Roberto è “Io”. Dopo un anno di miglioramento, sente il bisogno di concentrarsi sul rapporto con se stesso: non per chiudersi, ma per capire meglio sensazioni, energie, limiti e reazioni. Racconta di aver attraversato un periodo in cui il corpo e la testa gli hanno segnalato che alcune cose andavano ascoltate con più attenzione.
Dentro questo percorso entra la terapia del freddo, collegata al metodo Wim Hof. Roberto la affronta in modo molto graduale: non immersioni estreme, ma docce in cui abbassa progressivamente la temperatura e osserva cosa succede al corpo. Nota di sopportare meglio il freddo in cantiere e in taverna, dove durante la registrazione ci sono circa 17-18 gradi. Il punto non è diventare asceti del freddo: è allenare respirazione, concentrazione e adattamento in modo controllato.
6. Scuola, lavoro e nuove incertezze operative
La parte personale di Roberto si intreccia con due fonti di movimento per il 2024: scuola e lavoro. Da un lato c’è il possibile cambio di scuola dei figli, con accorpamenti, criteri di iscrizione, stradari e incertezze burocratiche. Filippo e Roberto si confrontano anche sui consigli orientativi alla fine delle medie e su quanto le famiglie si trovino dentro meccanismi non sempre chiari.
Dall’altro lato c’è il lavoro dell’architetto dopo il 110. Roberto spiega che il superbonus lo ha toccato di striscio, ma il suo venir meno lascia comunque spazio da riempire. Significa cercare nuove collaborazioni, migliorare quelle esistenti, mantenere il fatturato e valutare progetti più ambiziosi. Tra le idee in bozza ce n’è una che unisce video, podcast e architettura: potrebbe essere un terreno adatto a lui, ma riconosce che salire di livello aumenta anche il rischio di farsi male se il progetto non è sostenuto bene.
7. Da Notion agli strumenti Apple e il workflow video
Roberto vuole anche chiudere il passaggio da Notion agli strumenti Apple. Promemoria è già dato per acquisito, mentre Note è ancora in una fase di transizione. Il criterio è pragmatico: se le app Apple sono già integrate, sincronizzate e disponibili ovunque, ha senso capire fin dove possono sostituire un sistema esterno. Un esempio molto concreto è Siri in auto: poter chiedere i promemoria della giornata mentre si guida è una funzione che Notion non può offrire con la stessa naturalezza.
Sul versante video, Roberto racconta un esperimento fatto poco prima di Natale: un video breve, realizzato in tempi rapidi, gli mostra che il workflow può essere migliorato in modo mirato. Per video divulgativi in cui conta lo schermo, il disegno digitale o l’iPad più della faccia in camera, ci sono margini per produrre meglio senza aumentare troppo la fatica. A questo aggiunge fotografia con iPhone, bicicletta e il desiderio di tornare a disegnare architetture su iPad: attività diverse, ma unite dall’idea di imparare strumenti e pratiche restando dentro il proprio tema.
“Adesso, con le novità di Pro Memoria e note, sto passando a.” — Roberto, 00:53:21
8. Il ritmo di A2: dire dei no per fare meglio
Nel finale Filippo riporta il discorso al ritmo del podcast e al tempo disponibile. Se A2 diventasse settimanale, servirebbe dedicare una giornata a settimana alla preparazione, trasformando una conversazione piacevole e ragionata in una fatica costante. Qui il tema dell’anno diventa una regola pratica: dire no a una cosa significa dire sì ad altro, cioè a più calma, più approfondimento, più spazio per lasciar decantare le idee.
Roberto condivide questa lettura e la propone agli ascoltatori come spunto per il proprio tempo. Nel 2024 A2 potrà avere episodi extra, ma il cuore resta fare puntate sostenibili per chi le produce e utili per chi ascolta. L’ultimo passaggio sostanziale è quindi organizzativo: Roberto rimanda al blog Mac e Architettura come base dei suoi esperimenti; Filippo segnala le registrazioni già messe da parte per Compendium e per l’inizio dell’anno. I punti interrogativi restano, ma sono punti interrogativi consapevoli.
“A volte bisogna sapere dire di no.” — Filippo, 01:00:43
Questa sinossi è generata con l’intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione della puntata. ↩︎
Leggi la trascrizione completa
A2 podcast.
Scopri come ottenere il massimo dalla tua tecnologia Apple.
Due professionisti, Filippo e Roberto, te lo spiegano con argomenti monotematici ed
ospiti che raccontano il loro flusso di lavoro.
Episodio 76 di A2, in cui scoprire come ottenere il massimo della
vostra tecnologia Apple.
Io sono Filippo Strozzi e sono il vostro ospite, assieme all'amico Roberto
Varin.
Di che cosa parliamo in questo episodio, mio caro Roberto?
Fammi finire di parlare.
Ma è andata giù la connessione, mi son perso tutto.
Ah, ok.
Quindi non sappiamo niente, quindi vai riparti.
Scusami, vabbè, ma tanto va bene così, c'è anche lo scherzo, ok.
Allora, buon anno, ragazzi, benvenuti in una nuova puntata di A 2,
nuova fiammante.
Proprio in partenza con la mia connessione.
Che nonostante abbiano finalmente cablato, buttato un po' di fibra nel capoluogo
di dove lavoro e vivo, ma purtroppo la rete è sempre a
Criceti e attendiamo che finiscano i lavori intanto che siamo solo nel
2024.
Allora, Filippo non ti chiedo come è andato, come è passato le
vacanze, perché noi stiamo registrando prima delle vacanze.
Difatti, sentirete che la connessione va a rotoli appunto perché è stanca
anche lei.
Noi siamo stanchi perché siamo praticamente a cavallo di Natale.
Tuttavia, questa puntata uscirà il prossimo anno, nel 2024.
Quindi sarà, diciamo, dal punto di vista temporale un buon anno a
tutti quanti.
Spero che ve la siate passate bene.
Noi speriamo di essercela passata bene riposati e si riparte di slancio
con una nuova puntata di A2.
Nuova puntata di A2 che è praticamente il proseguo di quello che
abbiamo già raccontato nel 2023.
Nel 2023 vi abbiamo raccontato, o perlomeno, abbiamo cercato di fare un
sintetico.
Non so se lo vedete, se lo sentite al microfono, che sto
facendo sintetico, con le virgolette, recap dell'anno precedente, di come l'abbiamo passato,
di cosa ci è stato storto e invece di cosa è andato
per il verso giusto.
E invece siamo qua, nel 2024, a iniziare la puntata raccontandovi cos'è
che faremo il prossimo anno.
Allora, la prima cosa che faremo, di sicuro, come comunicazione di servizio,
vi dobbiamo dare una triste notizia, ma non tanto triste.
Neanche triste, dai.
Non è particolarmente triste, ma diciamo che vi teremo un po' meno
compagnia.
Non perché finalmente Filippo ha smesso di tenere podcast da un'ora e
mezza, non per quel motivo lì, perché ovviamente bisogna tenere botta.
Invece, no, diciamo, abbiamo deciso per impegni personali, professionali, discorrendo e soprattutto
cercare di vivere un po' meglio i pochi anni che abbiamo davanti.
Tra virgolette, lo metto sempre lì iniziamo bene l'anno, come si dice,
abbiamo deciso di passare a una programmazione mensile.
Esatto, esatto.
Esatto, è così oggi gira così.
Io ho bisogno di riposo.
Anche se siamo nel nuovo anno.
Ho fatto già subito che ho bisogno di riposo.
Comunque, in ogni caso, l'idea è quella di passare a una programmazione
mensile, se Dio vuole senza grossi problemi, riuscendo a mettere a posto
tutte le cose che vogliamo fare.
Tra cui vi racconterà Filippo che ha un sacco di cose che
volano in pentola, perché ovviamente lui è la parte che sprezza idee
da tutte le parti, mentre invece io sono un po' più basic
come avete iniziato a capire.
Ma lui invece ha un sacco di idee, le vuole mettere tutte
in campo e bisogna anche lasciargli anche un po' di spazio per
queste idee che spero che vadano dove devono andare, e ci spiegherà
nel corso della puntata quali sono queste idee.
Non vi lasceremo solo con 12 puntate l'anno, probabilmente conoscendoci, insomma, da
70 puntate passa che ci conoscete.
Sicuramente qualcosa salterà fuori, qualche speciale qua e là, giusto per buttare
giù un po' di parole e chiacchiere insieme appunto, perché probabilmente saranno
delle chiacchiere fatte con degli ospiti che inviteremo in puntata, e poi
probabilmente ci saranno una serie di eventi.
Qualcuno ha pensato ad Apple, avete pensato proprio bene, che ci terranno,
diciamo, davanti ai microfoni e vi racconteremo un po' come vanno le
cose fuori dalla programmazione normale.
Quindi saranno 12 puntate, ma molto probabilmente saranno più vicino alle 20
che alle 12.
Conoscendo Filippo andrà più o meno così.
Quindi non dico che siamo una via di mezzo tra quelle che
dovremmo fare tendenzialmente e quelle che vorremmo fare con gli speciali.
Hai qualcosa da aggiungere, Filippo?
Diciamo che garantiamo 12 puntate, poi se ne vengono di più meglio.
Ma effettivamente, tra una palla e quell'altra, varie motivazioni.
Ha anche il fatto che così abbiamo un mese per preparare la
singola puntata, e quindi anche fare degli approfondimenti.
Casomai diventeranno sempre puntate più lunghe, almeno una al mese, che poi
eventualmente i teleascoltatori potranno dividere come meglio credono, ascoltare come le 12
saranno, diciamo, nostre, mettiamole in questi termini, e in questa maniera, poi,
se avremo ospiti, le possiamo mettere come speciali e a quel punto
lì anche tutta la programmazione, diciamo, degli ospiti diventa più semplice, nel
senso che, base alle, diciamo che sembra stato abbastanza complicato incastrare tutte
le varie cose tra un ospite e l'altro, la programmazione così via.
Io sto già programmando le prime sei puntate dell'anno in questa maniera.
E anzi, lo dico in diretta, perché io invece, non so a
che santo votare
il compenso.
Tu programmi, io non so a che santo votare.
Dico in diretta, ma conto già ai primi di gennaio di registrare
le prime due.
Così
abbiamo fino a marzo libero.
Ok.
Va bene così, Roberto lo sistemo io.
E basta, queste sono, diciamo, le novità.
A questo punto, direi che possiamo andare a veleggiare, diciamo, nell'argomento della
puntata di oggi.
Lo ricordiamo: il tema dell'anno, diciamo, abbiamo spezzato.
Diciamo il tema dell'anno che è iniziato con la puntata 51 dell'anno
scorso, nel 2023.
Siamo ancora nel 2023, mettiamola così mentre registriamo, ma caro ascoltatore, invece,
sei nel 2024, anzi, dovrebbe essere passato l'8 gennaio, data di pubblicazione
futura di questa puntata, e quindi possiamo andare a concludere i nostri
discorsi.
Non facciamo ovviamente il recap della puntata precedente perché, se no, finiamo
mai più.
Anzi, io già mi scuso perché ho preparato e ho caricato sul
nostro sistema, diciamo,
la prima parte
questo giro è stata colpa mia.
Ho fatto una serie di incisi notevoli.
Va bene, spero che siano interessanti, mettiamoli questi termini.
Oggi cerchiamo di andare dritto al sodo, ma facendo, però, una piccola
premessa, nel senso che lo dico sempre piano, non credo di avere
tantissimo da dire per il 2024, anche perché sono Roberto a fa
il mega galattico.
Ma diciamo che ho intenzione di semplicemente testare varie cose, mettiamola così,
e probabilmente 90 su 100 non andranno come spero io.
Ma prima di parlare diciamo delle aspettative di come vogliamo, quali saranno
i nostri temi per il 2024, mettiamoli in questi termini.
Volevo fare un piccolo spunto, diciamo, su una cosa che è collegata,
chiamiamolo così, al tema dell'anno, nel senso che
possiamo chiamarla programmazione spicciola o la gestione dell'attività spicciola, diciamo, nel corso
dell'anno.
Ed è un'idea molto carina, nel notare nell'episodio, ovviamente troverete nel dettaglio
tutti i link sia i video che sono prevalentemente in inglese, però
lo dico già, sull'argomento da cui poi ho tratto tutta la vicenda.
Tuttavia la pianificazione multiscala, che è di Cal Newport, diciamo.
Che è sostanzialmente un modo di organizzare a livelli, mettiamoli in questi
termini, l'attività quotidiana, settimanale e trimestrale, perché queste scale di ampiezza diversa,
l'idea, appunto, abbiamo detto che il tema dell'anno è anche come vivere
l'anno in maniera chiamiamola così programmatica e intenzionale.
Per cui, appunto, fare un programma, diciamo, trimestrale, quindi avere un modo
di ragionare su un periodo medio e lungo, cioè i tre mesi,
e poi invece lavorare sulla settimana e nel dettaglio sul giorno, appunto
questa scala di dimensioni ti permette poi di organizzarti meglio nel corso
dell'anno e anche essere più intenzionale e più pratico, e più anche
sapere dove andare, mettiamola così, nel corso dell'anno.
Ok, e praticamente la metodologia bugio, ma delle bulle, giurno, vedi che
sei contento così allora
, è certo, ero sul pezzo vabbè.
Adesso, ovviamente, Kal ha tutte le sue le sue cose.
Bene o male, il quadro generale l'abbiamo già visto, l'idea di fondo
che poi si sposa abbastanza bene con il tema dell'anno, è appunto
avere un sistema principale di valori, quindi sapere dove si vuole andare,
mettiamola così, o comunque quali sono neanche i punti d'arrivo, ma la
direzione in cui si vuole andare, mettiamola in questi termini, così riprendiamo
alcuni concetti poi della puntata scorsa, e grazie appunto a questo sistema
di scala di valori, a un piano chiamiamo così strategico, cioè vedere
come programmarsi nel trimestre e poi calarlo quotidianamente nella settimana prima e
poi dopo nell'attività giornaliera, diventa effettivamente un bello strumento per irregimentare tutta
la vicenda.
Tra l'altro, la cosa interessante adesso non so se anche questo qua
è sempre legato al bullet journal, come ama Roberto, suggerisce sostanzialmente la
cosiddetta shutdown routine, cioè
la routine di chiusura della giornata, che sostanzialmente ha lo scopo appunto
di chiudere i loop aperti quindi le cose che casomai non si
è riuscito a fare pur avendo programmato di fare A, B e
C in quel giorno, si è riuscita a fare invece solo A
e B, chiudendo la giornata e quindi chiudendo i loop e riprogrammando
sostanzialmente quello che non si è riuscito a fare o riassestandosi, diciamo,
questo poi aiuta ulteriormente nella gestione anche tranquilla, cioè nella chiusura appunto
dell'attività, chiamiamo così lavorativa.
Può anche non essere solo lavorativa, e a questo punto avere la
mente sgombra per rilassarsi perché è importante anche bilanciare tra lavoro e
ricarica delle energie, e a questo punto invece lavorare sul giorno successivo,
a questo punto Roberto, hai qualcosa
del metodo che volevi specificare?
Allora, sì, del bullet journal funziona così, nel senso che nel momento
in cui c'è un task che non si riesce a fare nella
giornata, si mette un diciamo un segno di fianco a questo task
che potrebbe essere, se non ricordo male, il segno di maggiore
, che vuol dire che lo sposta a una data da destrazione: una
freccia, esatto, esatto, una specie, ma solo la testa, solo il maggiore
che simbolizza la frezza, tu esatto, tu in questo momento cosa fai?
Verso fine giornata, ovviamente vedi cosa c'è e cosa non c'è.
Ma la cosa che secondo me è molto interessante è che questo
sistema di reiterazione di quello che sta succedendo nella tua programmazione viene
fatta non solo alla giornata, ma anche a fine settimana e a
fine mese.
E poi, ovviamente a scalare anche all'anno.
Nel senso che è un giusto controllo di come sta andando la
situazione, hai veramente il posto della situazione.
Che quindi non si, come dicevo, non si blocca alla giornata che
si fa un recap sulla giornata.
Ma nel momento in cui tu devi cambiare pagina e fai la
settimana dopo, devi riprendere tutto quello che c'è la settimana precedente e
te lo riporti una settimana dopo, per capire quello che hai fatto,
cosa non hai fatto, le cose che si sono aggiunte o le
cose che si sono tolte.
Ok, ok.
Adesso, secondo me, con la connessione che ballerina non hai visto quello
che ti ho fatto vedere, ma va bene comunque, non ti so
che non ti stavo guardando in questo momento nel video.
Stavo guardando proprio, dimmi.
Guardavi altrove, guardavi altrove, non mi guardavi, sì, mi sto facendo, stavo
guardando in giro, ti volevo fare, il mio solito bigliettino, oh, il
tuo bigliettino, il volo, il giorno di Nostro Filippo è praticamente neanche
un mezzo a 5,
una 6.
Con
il to-do e poi deiciamo delle annotazioni a margine nel basso, che
non ho letto così, comunque immagino che sono, sono le cose lungo
il respiro.
Che tra l'altro mi sto trascinando da troppo tempo.
Quello lo so, perché le sto ricopiando come a
la cosa più fastidiosa, proprio quella, ricopiare le stesse cose.
Esatto, infatti, adesso sono che purtroppo, come al solito, ne discutevamo nei
giorni scorsi, il mondo sta finendo di nuovo perché è di nuovo
Natale e questo è poco, non ci si salta fuori
tutto bello pacifico e tranquillo.
Punto a fare questa settimana quasi relax, mettiamola in questi termini, e
invece, forse venerdì mattina dovrei essere scarico, ma lo dico piano a
questo punto perché non vorrei tirarmi
praticamente all'antivigilia, sei scarico,
c'è poco da fare.
Come al solito, il problema è sempre che le cose che hai
programmato per motivi vari ed eventuali, non vanno come dovevano.
Quindi, una cosa che dovevo fare almeno due o tre settimane fa
non è stata fatta.
Se tutto va bene, domani la concludo, ma l'ho dovuta concludere stasera
domani la mando via.
Domani ho appuntamento con dei clienti.
Giovedì pomeriggio punto di domanda, quindi non ci sto neanche troppo dietro.
E venerdì, a quel punto lì, forse, riesco a sbrigare tutta una
serie di cose che dovevo sbergare in ottica, poi, tra altre cose,
natalizia, perché vabbè, lasciamo stare, che è meglio,
detto io che ero un periodo un po' tosto.
Questo, ma nessuno mi vuole ascoltare in questo podcast.
Ma perché non doveva esserlo?
Ma comunque va bene.
Fa lo stesso, fa lo stesso, andiamo al sodo, e quindi a
questo punto parliamo del mio sperato, mettiamola così, nel mio tema del
2024, ok.
Così casomai, questa puntata di inizio anno, non la teniamo così lunga
come l'ultima, mettiamola così: famosi, buoni propositi, esatto, iniziamo subito.
La mia idea del nuovo anno è un anno di esperimento e
insegnamento.
E adesso ti vado a spiegare perché questi due termini, uno assieme
all'altro, tra l'altro.
L'idea di fondo, questo credo che col senno di poi, mettiamola così,
è abbastanza facile.
Insegnamento, devo dire la verità: ci ho messo nel tempo a ragionarsi,
a vederlo io da solo, ma questo appunto solitamente non vedi bene
vicino a te.
Ho notato un modello, diciamo, che poi sto seguendo.
Con a 2, con l'attività formativa che faccio da praticamente ormai una
decina d'anni.
Stavo ragionando di Riff di Raffa con gli articoli che scrivo su
Avocato e Mac, appunto, dal 2015,
dal 2015 e così via.
Effettivamente, nel tempo mi sono appassionato a
insegnare mettiamoli in questi termini: cioè a comunque creare
contenuti non piace come affermazione, mi piace approfondire le cose.
E tra l'altro ho notato nelle ultime letture, secondo me, lo valutavo
bene, come
è vero che
chi non sa fare insegna, dice il motto, ma abitualmente anche insegnare
significa poi imparare cose nuove.
Abitualmente, diciamo, se non ti siedi, diciamo sull'attività, effettivamente appunto, tutta la
creazione di queste puntate, la creazione dei vari contenuti che propongo a
chi vuole ascoltarmi è in quest'ottica: di accrescimento mio personale da una
parte, ma dall'altro di insegnamento.
E sostanzialmente sto ragionando di vedere se sarà possibile in una qualche
maniera o delle perplessità, mettiamoli in questi termini: cioè rendere parzialmente un'attività,
un'attività economica, mettiamola così: anche questo mio chiamiamolo così.
Nella peggiore delle ipotesi, rimarrà il mio hobby e il mio svago,
mettiamoli in questi termini.
Tuttavia, effettivamente ho notato e dopo parlerò anche degli altri motivi, diciamo,
che mi stanno in questa direzione: ho notato questo modello di cose,
questi puntini che vanno in quella direzione, e effettivamente, all'inizio del 2024,
almeno i primi sei mesi, diciamo, mi sono dato un termine minimo,
saranno dedicati.
Ovviamente, se il lavoro non sarà così pressante come credo, mettiamoli in
questi termini, a ampliare, diciamo, quello che già sto facendo, vedere se
da cosa nasce o se invece rimarrà per sempre una passione, mettiamoli
in questi termini, e invece mi dedicherò a fare delle
sostanza, adesso non voglio neanche andare troppo nel dettaglio, però, da quello
che ho visto nel mondo legale c'è poco spazio per l'insegnamento remunerato,
mettiamolo in questo termine, se non nell'ambito accademico, ormai diciamo che quel
treno è passato, è passato da mo, mettiamoli in questi termini.
E tra l'altro, l'insegnamento che ritengo io non è l'insegnamento del diritto
e roba del genere, anche se poi è legato in parte a
queste cose, ma è l'insegnamento di queste competenze ibride, chiamiamola così, tra
diritto, informatica,
gestione delle risorse, gestione strutturazione anche di come ottimizzare i processi lavorativi
in generale.
Quindi, questi sono un po' le macro aree che ho notato, essere
il mio live motive, ci leggo, ci ragiono, faccio e così via.
Quindi questa è l'idea, e sostanzialmente
imparare insegnando che poi il tema.
Così oggi parliamo di un altro libro, mettiamoli in questi termini, perché
la sto prendendo come
in maniera positiva la cosa dei libri.
Attualmente stiamo ricevendo abbastanza feedback positivi sul fatto anche di intermezzare queste
queste letture, che comunque tanto noi facciamo.
Nella sostanza, il libro che mi ha dato, mentre preparavo, diciamo, la
scaletta
di questa puntata, Show Your Work, cioè Mostra il tuo lavoro.
Che da noi è stato tradotto ovviamente alla maniera italiana.
Semina come un artista.
Il motivo del semina come un artista è perché lo scrittore è
il suo secondo libro, e il primo libro da noi è stato
tradotto Ruba come un artista, cioè still like an artist.
L'autore Austin Cleon.
Il libro non è neanche definibile un libro, mettiamola così: è un
volumetto di 60-70 pagine, tra altre cose, illustrato, Cleon è sostanzialmente un
artista che appunto parla ovviamente per gli artisti, ma il messaggio generale
effettivamente è più a 360 gradi.
Io l'ho sempre utilizzato anche nella mia attività quotidiana, cioè appunto, ruba
come artista, il concetto è prendi le cose buone, ovviamente che trovi,
fatte da altri, fa le tue e ovviamente reinventale e reinterpretale, alla
tua maniera, la sintetizzo in maniera veramente come fanno tutti gli architetti,
essenzialmente.
Semina come un artista, cioè mostra il tuo lavoro, l'idea di Clione
è effettivamente interessante, e a volte in parte mi sono reso conto
di averlo fatto senza rendermi conto che lo facevo.
Non so se mi spiego, e quindi la mia idea poi è
quella di rendere tutti questi processi più a me stesso più chiari
e più evidenti, è che l'idea è quella di pensare al processo
e non al prodotto.
Quindi, è ovvio che io, per esempio, non posso far vedere come
il mio atto è bellissimo, tra virgolette, così via, perché comunque è
qualcosa di riservato e legato al mondo legale.
Ma per esempio, in parte posso fare vedere il mio processo e
quindi anche documentare il processo, cioè come lavori, come fai le cose
e così via, e quindi anche mostrare il lavoro che poi c'è
dietro all'attività che svolgi o alle cose che fai è sicuramente utile
e ti permette, da una parte
di condividere e quindi di insegnare, di mostrare quello che sai fare
e anche avere anche un feedback, in modo da anche renderti raggiungibile,
diciamo, dalle persone poi che eventualmente possono essere interessate alle tue cose.
Quindi, appunto, quest'anno diciamo, la mia idea nei primi sei mesi è
quella di creare, anche qui non mi piace come cosa, ma di
creare più contenuti, mettiamoli in questi termini.
È proprio per mostrare ed essere più intenzionale, mettiamola così, nel mostrare
quello che faccio, come lo faccio, ottimizzare anche i miei processi e
parlare di come faccio queste cose, sostanzialmente.
L'altro argomento che mi ha intrippato ed è sempre collaterale, mettiamola così,
a questo è quello delle procedure operative standard.
Che ho notato si colloca bene, diciamo, nel mio contesto, diciamo, dove
o male, appunto ho cercato in tutte le maniere, nella mia attività
professionale, di ottimizzare il mio flusso di lavoro, quindi appunto il mio
processo per velocizzare, semplificare, rendere più lineare e evitare gli errori di
quello che faccio.
E effettivamente mi piace anche tutta la fase organizzativa, quindi, nella sostanza,
l'ottimizzazione dei processi lavorativi e creativi è una cosa di cui voglio
fare degli approfondimenti maggiori, li sto già facendo adesso mentre parliamo, nel
senso che ho già messo in pista varie cose, varie ragionamenti, e
in futuro si vedranno.
Spero.
Anzi, sto contattando conoscenti per anche fare degli esperimenti pratici non solo
su me stesso, ma con terzi, mettiamola così.
Eventualmente se ci sarà modo, se le cose vanno come spero io,
ne parlerò adesso dove, come, quando, perché.
Non so ancora in questa maniera.
Tuttavia,
è diciamo l'aspetto, diciamo, dell'insegnamento e della creazione, e poi dall'altra.
Appunto ho notato che pur essendo una persona che vivo online, anche,
diciamo che è una sua entità online, perché ho comunque un sito
perché ho i podcast, anche questo piccolo canale YouTube.
Mi sono reso conto che non sono un uomo social, non lo
sarò mai credo.
Ma appunto l'idea di fondo è di ottimizzare il tutto e farmi
andare giù, cose che attualmente non mi vanno molto giù, come si
suol dire, ingoiare il boccone amaro?
Ma sì, continuo a ripetere adesso.
Io appunto, su piattaforme come Facebook, Instagram, non esisto, e in buona
parte non voglio esistere.
Non so se mi spiego, anzi, lo dico sempre.
Non ho neanche Whatsapp, quindi sono veramente pur essendo un appassionato tecnologico,
tendo a precisare, diciamo che appunto su certe cose sto.
Non mi ci sto ripensando, ma diciamo, sto ragionando adesso, per esempio,
secondo me ne accennavo anche Roberto, sto mettendo mano a varie cose
su possibili cose pratiche del cosiddetta intelligenza artificiale, l'LM sarebbe più corretto
dire e così via.
Quantomeno rimanere legato a queste nuove tecnologie, non perché ci creda molto,
per esempio, perché continuo a ripetere, ho delle grosse perplessità su tante
cose.
Tuttavia sono cose nuove, probabilmente verranno introdotte più o meno a forza,
o più o meno perché gli altri li usano nella nostra vita.
La mia idea è quella di ragionare se e come possono far
parte poi della mia vita tecnologica, mettiamola in questi termini, e quindi
anche il discorso media, diciamo, che non amo, anzi che tendenzialmente cerco
di
cui cerco di tenermi molto lontano, devo trovare, o almeno la mia
idea, appunto, di sperimentare e trovare una mia via, mettiamola in questi
termini, in questo flusso.
L'ultima cosa, cioè o meno le ultime due cose che, diciamo, sono
legate a tutto questo sistema è sicuramente l'ottimizzazione del mio spazio di
lavoro, che, come dicevo la volta scorsa, adesso non mi ripeto molto,
ma ormai lavoro prevalentemente da casa, a parte ricevere i clienti sostanzialmente
nel vecchio ufficio.
Il mio piccolo studiolo, come lo definisco io, è ben messo.
Adesso l'ho fatto vedere a Roberto, qualcosa sta migliorando.
Ho avuto un momento di ho anche un po' ottimizzato due o
tre cose, devo ancora ottimizzarlo, anche perché appunto deve diventare
uno strumento, diciamo, dove posso fare un po' di tutto.
Dall'attività professionale, alle
attività ricreative, di registrazione podcast, video e così via.
Quindi sto ragionando dei piccoli acquisti cercando di non spendere troppo, ma
ottenere il massimo risultato.
Dli acquisti, proprio per rendere questo piccolo spazio sempre più efficace, utile
e efficiente.
E poi, ovviamente, il live motiv di tutta questa vicenda.
E poi un motore, diciamo purtroppo, che mi ha portato a fare
tutta una serie di ragionamenti.
È appunto un periodo di spending review, perché comunque la situazione è
quella che è: il futuro non è tremendo, ma è diciamo più
incerto dei periodi precedenti, almeno dal mio punto di vista.
Il lavoro non sta andando così bene come speravo.
Da un certo punto di vista, questo è un pro e anche
un contro.
Mi permette di sperimentare da una parte, dall'altra, ovviamente, è un problema,
mettiamola così quindi, soprattutto non vedo possibilità breve di un ritornare agli
splendori ai fasti del tempo, mettiamoli in questi termini.
Premetto non mi è mai andata male, quindi,
ovvio punti di vista, bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto, mettiamoli in
questi termini, diciamo.
Però, oggettivamente, rispetto agli anni passati, c'è stato un significativo calo, mettiamoli
in questi termini, che ha richiesto ovviamente di accorgimenti per tempo, non
vado in un fosso a breve, mettiamoli in questi termini, nessuno si
preoccupi, mettiamola così.
Sicuramente questa situazione mi ha fatto ragionare di più,
mi ha fatto prendere coscienza di alcune cose, ragionare su altre, e
appunto l'idea di fondo è finché c'è il margine per dare le
sterzate e per fare degli esperimenti, ho intenzione di farlo.
Poi ovvio che a fronte di varie cose, farò scelte in base
anche a un feedback più o meno negativo, che mi darà la
vita concreta, mettiamole queste cose, certo.
Tra l'altro, sono cose che io giudico del tutto normali che all'interno
di una vita professionale, o anche la vita normale, ci si trovi
comunque, non dico in difficoltà, ma che comunque bisogna arrivare a un
certo punto che bisogna rivedere un po' la situazione.
È normale amministrazione, non è, secondo me, un
si può definire una sconfitta o qualcosa del genere.
Anzi, probabilmente è più un insegnamento.
Volevo solo far passare questa cosa, perché Filippo sa bene che aveva
dei fasti obiettivamente adesso è tornato un po' tra i comuni mortali
come me, e quindi
so d'altra parte che passare a fare questi tipi di passaggi può
anche andare, non dico in depressione, ma incomincia a farsi forse le
domande sbagliate.
Invece, devo dire che Filippo è riuscito a mantenere salda la rotta,
soprattutto dalla persona che è, che è una bella persona, veramente una
bella persona, è riuscito a ragionare su quello che sta capitando e,
come diceva, a sterzare dove doveva e a prendere insegnamento.
Tant'è che questo insegnamento, come avete sentito dalle sue parole, non è
stato solo un semplice insegnamento, ma la cosa più bella è che
l'ha anche spronato verso fare delle cose che probabilmente non vorrei dire
ma 4-5 anni fa non gli passano neanche per la testa.
Invece, adesso si sta rimettendo in gioco e quindi, a tutto il
mio massimo rispetto per quello che sta facendo, auguro vediamo come va,
come andrà.
Esatto, auguro le migliori fortune, come sempre.
Insomma, si inizia ed da qualche parte si va, ma hai le
possibilità e le capacità, soprattutto di testa.
Invece, passando al mio di anno 2024, insomma, che vi posso dire,
ragazzi miei?
L'anno che si è andato a chiudere, secondo me, è stato molto
positivo.
Continuo a dirlo per me è stato non dico un successo dietro
l'altro, ma è stato veramente piacevole 2023,
nonostante quello che stesse capitando nel mondo.
Quindi, da parte questo, diciamo, problema che ho avuto ad agosto, intorno
a giugno, e si è portato fino ad agosto, diciamo che mi
ha dato anche in questo caso un po' di insegnamento.
Un po' di insegnamento perché questo mi ha fatto capire che forse
ero arrivato a un punto che ho messo a posto tante cose
nella mia vita, ma non avevo perso di vista una cosa molto
semplice, che è il sottoscritto.
Nel senso che sembra un po'
un contresso, ma in realtà si tratta proprio di questo.
Diciamo che quest'anno l'ho intitolato per me stesso, Io, ovvero
voglio dedicare più attenzione alle mie esigenze.
Non si tratta di egoismo, ve lo dico già subito.
Perché ho notato che io come mi dicevano, questa frase che mi
hanno detto le elementari mi è rimasto nella testa, e non so
per quale motivo.
Una mia compagna mi ha detto: Ah, tu sei altruista, quindi sarai
destinato a vivere male.
Giustamente, ha fatto uno più uno, che tu farei tantissimo per gli
altri e per te farai ben poco.
Questa è l'elementare è notevole, però.
E devo dire che me l'ha detto l'elementare è stato un flash.
Me l'ha detto così io.
Sito non ci ha dato peso perché ammetto all'epoca di averci dato
assolutamente peso.
Tuttavia nella maturità, questa cosa qua è saltata fuori ed è rimasta
lì e sta saltando fuori anche adesso.
Ed è essenzialmente, non dico che ha ragione, è stata estremizzata.
Tuttavia, la realtà è che tante, tante, tante volte mi sono visto
durante il corso del 2023 a dire no a me e dire
sì agli altri.
Gli altri di qualsiasi forma di genere e dimensione: a partire dai
figli, dalla moglie, dalle conoscenze, dagli amici, dai professionisti con cui lavoro
e vi discorrendo.
Quindi voglio avere un atteggiamento più maturo, più maturo, nel senso che
dire no quando serve, perché sento che serve dire no.
E piuttosto di dire no, non gli dico no per il semplice
fatto che andrei contro la mia natura di essere altruista, ma mi
rendo conto che questo sì forzato, chiamiamolo così, va contro la mia
natura umana.
Nel senso che devo incominciare a gestire quello che sento
e come distribuirlo.
Perché scherzando, mettiamola così: ridendo e scherzando fino a un certo punto,
però sono la metà della mia vita, anzi, forse anche superata, esatto,
quindi bisogna incominciare a pensare che i capelli bianchi servono anche a
questo, e ho intenzione di proseguire su questa strada.
Come ho intenzione di proseguire su questa strada?
Ho notato che per me è veramente di supporto l'energia fisica, energia
fisica che avevo perso, avevo trascurato nel corso degli anni, lo ammetto,
da quando sono nati i miei figli, mi sono decisamente molto trascurato.
Questo, però, ha avuto delle ripercussioni.
Ho avuto delle ripercussioni, lo spiego sempre perché magari ci sono dei
nuovi ascoltatori.
Era due anni fa facendo un banale gesto di spostamento di un
taglia erba, cioè mi sono chinato sulle ginocchia, l'ho spostato verso il
muro, mi sono tirato su, non sono più riuscito a tirarmi su.
E vuol dire che lì la schiena mi ha detto: Ok, ragazzo
mio, qua è arrivato al limite, e quindi me lo sono attaccato
all'orecchio, come si dice al dito all'orecchio, e quindi ho investito.
Si dice all'orecchio da noi, vabbè, ho anche al dito in difetti.
Comunque, me lo sono appuntato, diciamo, e ci ho investito, non dico
molto, ma ho incominciato a crederci che è la parte più difficile,
secondo me.
La parte più difficile, è proprio quella, nel senso che in questo
momento ho avuto i risconti, quindi ci credo che l'energia fisica è
veramente qualcosa che vi può portare al risultato, per il semplice fatto
che non c'è solo la testa, il ragionamento ci deve essere, chiaramente,
ma deve essere supportato dal vostro fisico.
Il vostro fisico, che non vuol dire andare a fare culturismo, capiamoci
bene.
Si tratta semplicemente di fare esercizio, esercizio aerobico tendenzialmente, neanche tanto di
potenziamento.
Parlo di aerobico tipo corsa, bicicletta, un po' di esercizi per quanto
riguarda il resto del corpo per mantenerla in forma, la parte alta,
gli addominali, le gambe, discorrendo.
Ma sta entrando in questo momento, lo sto facendo entrare io non
più come un dico passatempo, ma come tempo per me stesso.
E quindi potevo dedicare al di fuori della sfera lavorativa, dovevo trovargli
un posto al di fuori della sfera lavorativa, l'ho fatto rientrare come
lavoro, nel senso che per me il lavoro è anche fare esercizio
fisico.
Quindi, non è una cosa che tendo a trascurare perché arrivo in
secondo piano, l'ho fatto salire a livello del lavoro perché vedo e
ho visto nel corso del 2023 che questo non mi permette di
essere efficiente ed efficace in quello che faccio.
Quindi sta diventando una parte fondamentale, chiaramente
ha i suoi risvolti, perché dal punto di vista fisico migliora anche
l'aspetto fisico, si perde peso e si resiste anche di più sotto
sforzo.
Sotto sforzo, che può essere qualsiasi tipo di sforzo, come potrebbe essere,
ad esempio, fare una camminata prolungata perché devi andare a prendere il
tram sotto una temperatura molto alta, ad esempio, può essere quello, magari
in certe condizioni ti fermi perché dici il tuo cuore non riesce
ad assisterti, la tua muscolatura non riesce a portarti fino lì.
Il tuo cervello vorrebbe andare lì, ma se il tuo fisico non
ti assiste, è come se tu avessi una macchina con una ruota
bucata essenzialmente, non puoi andare avanti più di tanto.
Quindi questa è la situazione, la mia idea è quella di mantenere
queste quattro ruote gonfie e questo perché riesca a portare anche energia
mentale.
Perché sono analisi abbastanza stupide.
Ma nel momento in cui ci si entra nel mood, mi sono
reso conto che addirittura anche l'alimentazione influisce sul ragionamento, nel senso che
banalmente quando si mangia tanto o si alza un po' il gomito,
ma alzare il gomito diventa naturale intuitivamente che hai un po' la
percezione alterate.
Ma io ho notato che ho un rallentamento del lavoro del cervello
nel momento in cui esagero troppo nel mangiare.
Quindi anche questo fa parte di questo lavoro e quindi sto arrivando
anche dal punto di vista dell'alimentazione, non dico di cambiare completamente quello
che faccio, o semplicemente in questo momento ho mangiato leggermente di meno
e la cosa sta già funzionando alla grande, ma voglio portare un
po' più di attenzione.
Perché nel corso di questi anni ho notato che, ad esempio, una
cosa banale come il latte, io, ad esempio, non riesco più a
reggerlo fisicamente, nel senso, non riesco più a digerirlo.
Ma una banalità che ho visto: Benvenuto, benvenuto, benvenuto, eh, lo so,
però io vivevo a latte quindi puoi immaginare.
Ho notato una cosa stupidissima che è veramente di una banalità estrema,
ma che veramente ti apre la testa.
Che, per esempio, da quest'estate fino adesso ho iniziato a portare i
ragazzi a mangiavamo per il centro di un paese e c'è una
panetteria, fanno le focacce normalmente di fianco hanno aperto sempre la stessa
panetteria, però la parte chiamiamola vegana, ma io metto, in realtà è
semplicemente la focaccia fatta senza le farine, praticamente esatto, ho costrutto, senza
farina, è impossibile, nonorevole.
No, scusa, scusami, mi ha corretto giusto te, perché sto pensando senza
farine, ma hanno detto che cacchio, stai dicendo?
Senza strutto questa parte qua, ragazzi miei, io non riesco più a
mangiare l'altra focaccia perché ho notato che non mi rimane sullo stomaco,
mi sento più leggero.
Cioè lo mangio, nel senso che mi alimenta, ma non mi appesantisce.
E quindi questa scoperta mi sta iniziando a portare anche magari a
fare delle scelte alimentari un po' più calibrate.
Diciamo, nel senso che se prima andava bene tutto, magari adesso incomincio
a buttarci un occhio a quello che mangio e a farci anche
un po' più attenzione.
Ti do una bruttissima notizia.
Quando ti abitui a
mangiare bene, fai fatica a mangiare cosiddetto gium food dopo
io sono molto goloso, quindi la mangio molto volentieri se a McDonald's
o Burger King, io so sempre si va.
Però c'è questo aspetto, perché io non sono un tipo particolarmente estremista.
Cerco sempre di trovare una via di mezzo e dove posso, ho
intenzione di fare questo.
E quindi, diciamo, questo sforzo è appunto indirizzato in questo senso.
Poi c'è un'altra cosa che mi ha molto incuriosito e che era
una cosa che non conoscevo.
Che ho fatto vedere anche Filippo, che invece invece lui lo conosceva,
perché lui, ovviamente, è più erudito di me e quindi c'è poco
da fare.
Io sono uno zapatore, ve lo dico tutte le volte, ma non
mi credete.
Tuttavia, in ogni caso, quello che sono venuto a conoscenza è della
terapia del freddo.
Terapia del freddo, che io subito, essendo uno zapatore quindi essendo proprio
di bassa lega, ho subito pensato che fosse la terapia del freddo
che facevo anch'io quando hai uno strappo o
hai un muscolo particolarmente infiammato.
Invece no, non è quello.
Non si tratta di utilizzare il freddo per calmare un stato infiammatorio,
ma bensì si tratta di tutt'altro che io non sapevo.
Si tratta appunto di parte da questo personaggio che non ho ancora
letto il libro, ma prima o poi lo leggo, che si chiama
Win Off.
Che già il nome è già interessante, che ha messo su un
metodo, e che, e anche in questo caso, secondo me, è un
po' estremo, perché è arrivato a dei livelli di mantenimento della temperatura
interna, nonostante se ci fossero delle temperature sotto zero, ma parecchio sotto
zero.
Qual è quello che si lancia nel lago ghiacciato, fa il buco
nel lago e quelle cose lì?
Cose del genere che a me vengono solo i bevi di solo
adesso.
Tuttavia, la cosa interessante è che questa terapia del freddo si basa
essenzialmente sulla respirazione e la concentrazione.
È una sorta di stato meditativo che permette di aumentare la temperatura
interna migliorando la respirazione che si ha essenzialmente.
Proprio questo in estremissima sintesi, perché è molto più complesso, molto più
difficile e ci vuole molto allenamento.
Ma la cosa interessante è che questo stato di terapia del freddo
che io ho iniziato a fare proprio nel modo più blando, ma
che avevo iniziato senza saperlo di fare, può partire semplicemente dalla doccia,
che è una cosa che sto facendo: famose doccia fredda esattamente.
E io ho trovato molto beneficio sotto questo punto di vista.
Ovviamente non prendo e mi butto sotto la doccia fredda perché forse
adesso, in questo momento che lo faccio da un po', potrei reggerla
un po' di più, ma mi ricordo che tempo indietro, se non
era a temperatura da scottarsi, non mettevo neanche il piede nella doccia.
Quindi sono passato da una situazione.
A me piaceva molto la doccia calda, mi rilassa tantissimo.
E infastidisce notevolmente.
Mi è sempre rilassato tantissimo.
Però adesso, adottando questa cosa che sto facendo, praticamente anche qui da
quest'estate, ho iniziato ad abbassare mentre sono sotto la doccia, gradualmente la
temperatura.
E sono arrivato a sto sotto l'acqua fredda, diciamo non in fase
meditativa, ma controllo il respiro e cerco di rimanere concentrato.
E noto che arrivo a temperature decisamente basse.
Io ricordo che comunque ho l'acqua dalla fonte, nel senso che non
è acqua l'acqua è dotta, la mia arriva proprio fredda ghiacciata.
Quando arriva a fredda, arriva fredda, ma veramente fredda.
E sono uscito ad arrivare a delle temperature che se io provo
a mettere la mano dopo che ho fatto la doccia, sono passato
un po' di tempo, metto la mano alla stessa temperatura in cui
ero, mi sembra veramente impossibile di essere arrivato a quella temperatura.
Mi sta facendo bene, tant'è che adesso sto sentendo le temperature in
modo diverso.
Io, ad esempio, adesso sono in maglietta da un po', ma qua
non c'è riscaldamento, è spento, sono sotto in taverna, in spento ci
saranno 20, 19, 20 gradi, no, ci sono 17, 18 gradi.
Dopo guardo, per sicurezza controllo bene.
Comunque fa freddo, ma non sento freddo.
Ho notato d'altra parte che questo mi ha detto anche mia moglie:
che
sento tanto le mani fredde o le estremità particolarmente fredde, però che
io non sento freddo.
Una cosa un po' particolare, non credo che sia il caso di
indagare, però è molto interessante perché ho notato che quest'inverno, anche se
c'era molto freddo, riuscivo a mettermi giacche decisamente meno spesse.
In cantiere faceva freddo, sì, ma lo sentivo molto meno, ero più
abituato.
E forse questo fa parte di questa io l'ho messa anche dal
punto di vista psicologico, questa parte di benessere che abbiamo: che ormai
siamo abituati a stare al caldo, sotto tutti i punti di vista,
entriamo in macchina, riscaldamento, ci vuole poco ed è subito calda, abbiamo
una macchina, non si va più in bici, non si va più
correre freddo fuori al freddo, e anche questo sto facendo queste cose.
Attualmente, con
diciamo un pizzico, diciamo così, di abbigliamento tecnico che non è quel
che ti svena.
Tuttavia, nel senso che in questa fase di inverno che sono arrivato
a temperature a uscire in bici con 4 gradi e devo dire
che non è stato questa morte civile.
Nel senso bisogna essere un po' più coperti, d'accordo, ma riesco a
reggerlo meglio e speriamo soltanto di non avere il riscontro.
Quest'estate invece che sento molto più caldo, ma vediamo come si mette.
Ho intenzione di approfondire appunto leggendo un po' di che si tratta
di questa terapia del freddo.
Sicuramente la mia idea non è quella di sperimentarla in totale.
L'idea è quello che estate se riesco a buttarmi in un torrente
che ho qua di fianco, vicino a casa, dove ci saranno le
temperature molto basse di quell'acqua.
Ho intenzione di provare a stare lì almeno un minuto, due minuti
senza suicidarmi per il freddo.
Sono molto curioso, voglio provare.
Questo è un esperimento che voglio fare.
Uno degli esperimenti che voglio fare quest'anno mi piacerebbe tantissimo farmi una
giornata interamente in bici, vorrei fare un giro molto largo.
Prendermi il mio tempo per fare questo giro e probabilmente anche non
fermarmi in qualche posto dove ci sia un bar essenzialmente per mangiare.
Quindi mi piacerebbe veramente partire la mattina, salutare tutti quanti e tornare
la sera e facendo mangiandomi un panino o due panini, o portarmi
dell'acqua dietro e essere completamente indipendente per fare un viaggio un po'
così.
Proprio con me stesso e vedere un po' più a largo raggio
la possibilità di vedere il mondo che c'è qua attorno.
E poi un'altra cosa che probabilmente mi porterò con me: è portarmi
un libro digitale perché pesa molto meno, posso leggerlo sul cellulare o
sul tablet.
Ma vorrei mantenere la quantità di libri che ho letto quest'anno, che
sono molto soddisfatto.
Come sentite dalle mie parole, non è questo non sarà un anno
in cui punto al miglioramento, ad aumentare qualcosa.
Quest'anno ho intenzione di concentrarmi su di me stesso, ma di mantenere
i livelli almeno in cui sono arrivato quest'anno.
Quest'anno, anzi, il prossimo anno sarà un anno movimentato, possiamo definirlo così:
in parte per colpa della scuola dei figli: mia figlia passer alle
superiori.
Mio figlio probabilmente, per cause non imputabile a lui, dovrà cambiare scuola,
nel senso che per problemi organizzativi, dovrà essere accorpata a una scuola,
diciamo, locale con quella che c'è nel capoluogo e quindi dovrà probabilmente
cambiare.
E conseguentemente ci sarà un po' di movimento, anche perché purtroppo
l'iscrizione alle scuole superiori, tornando invece alla figlia più grande, non è
così automatica, nel senso che tu ti puoi sì dare la preferenza
per andare in quella scuola, ma non è detto che ti prendano
così.
Mentre io mi ricordo che, non so, tu, Filippo, sei andata così,
ma io dove mi sono iscritto, mi hanno mandato anche: se era
la lettera G.
A te cosa è successo?
Quando ti sei iscritto al superiore?
Allora, tristemente, purtroppo mia moglie mi sta facendo la testa così, quindi
ti posso dire che da quello che ho capito io, però rendetelo
con gli insegnanti che eventualmente stanno ascoltando, non mi fulminino.
Sostanzialmente all'uscita delle medie, hai un giudizio da parte dei tuoi insegnanti.
Quel giudizio, che è vincolante.
Nel senso che se ti hanno detto che va bene per i
tecnici, non puoi andare ai licei, per intenderci.
O contrario, cioè, comunque se ti dicono che devi andare al liceo,
se vuoi andare al tecnico che ti interessava fare quello.
Certo, sono le novità delle nuove.
Ah, ma non solo.
Ad esempio, ho scoperto la mia spese, anche se devo dirti la
verità, che c'erano già anche i miei tempi.
Io me lo ricordo, all'epoca, io mi avevano consegnato di andare in
un liceo.
A me avevano consigliato di fare un professionale invece di fare un
istituto tecnico.
Non lo so.
Dopo questo non te lo so dire, devo dire la verità, i
miei amici andavano al liceo, io sono andato al liceo.
Questo è stato il mio
passaggio, no, no, io invece la scelta era molto molto facile, nel
senso che mi sono chiesto cosa ti piace fare, nel senso, in
queste medie cosa ti è piaciuto fare disegnare.
Allora, unisco il disegno tecnico con il disegno che avevo una mano
abbastanza buona all'epoca, e quindi sono andato a fare poi i geometri.
Tuttavia, la mia votazione era quella di fare il professionale e non
il tecnico, però me ne sono frequentemente sbattuto, ma ho scoperto che
c'è un altro livello che non sapevo: gli istituti danno la preferenza
in base, tra le altre cose che fa impazzire, alla vicinanza dell'istituto,
il peso di quello che hai fatto alle media essenzialmente è relativo,
perché a parte il giudizio che danno.
Si chiama stradario esatto, ma io veramente non commento perché voglio iniziare
bene l'anno, visto che questo qui è l'anno nuovo, mi sono già
proiettato lì.
Non voglio commentare in modo molto molto cattivo questa ideologia che è
stata buttata lì dentro per il passaggio dalle medie alle superiori e
ai criteri per cui.
Allora ti do la notizia: vale uguale anche per le medie.
Io sto affrontando il passaggio elementari medie.
E appunto sto a raccontare tutto, perché mi è toccato anche subire
vari meeting su queste vicende.
Come poi vi vedrò apprezzato da morire, come sai, si immagino, immagino
perché ci sono passate.
E appunto sì, sì, c'erano tutte queste disquisizioni.
Di fatto c'è tutto il sistema.
Poi adesso vabbè, probabilmente credo che sia regionale, quindi, casomai.
No abbiamo regioni abbastanza simili, mettiamola in questi termini, diciamo, mettiamola così
perché hanno delle compagini abbastanza
dove ci gemiliamo spesso volentieri, mettiamola in questi termini, però, sì, di
fatto tu fai un percorso in determinati canali nel bene e nel
male, poi dopo non ho le competenze per valutare l'opportunità o meno
della cosa, è ovvio che sì.
Noi abbiamo scelto la più vicina, e quindi quella di stradare, mettiamola
così.
Però anche lì dipende molto da dove ti collochi.
Sono molto curioso, però, questa incertezza di dove andrà a finire mia
figlia, le superiori, mi lascia un po'.
Farai i sorteggi, immagino farai i sorteggio, immagino.
Probabilmente ci saranno dei sorteggi, la cosa mi fa abbastanza già riscato,
perché questa sicurezza insita nel sistema scolastico.
Io ho un caro amico professore che mi raccontava tutta una serie
di robe che appunto insieme al liceo.
Addirittura adesso hanno cambiato le classi quindi almeno in Emilia Romagna parlo.
La classe mina mi diceva: perché io non ne so nulla, sono
27.
Quindi poi a fronte 27 perché poi dopo c'è tutto un.
Non andiamo in tangente anche perché rischiamo di prendere
nomi inutilmente
tangenti tangenti, meglio parlare al bar, forse è meglio, che almeno siamo
anche un po' più liberi.
Invece, l'altra parte che mi movimenterà quest'anno è il lavoro, perché possiamo
tranquillamente salutare il 110, come sapete, a meno di cose che salteranno
probabilmente tra Natale e Capodanno, ma io ne ho mille proroghe.
Si parla, mille proroghe.
Sì, mille proroghe che lo fanno tra Natale e Capodanno, giustamente, uno
dovrebbe anche programmare l'anno.
Ma no, scusami, quando possono votare in punta a decidere esatto, siamo
lì tutti ad aspettare, vabbè, chi se ne frega, intanto, in caso,
bisogna compensare questa mancanza di lavoro.
Diciamo che probabilmente genererà il 110, che, io non l'ho preso di
petto, ma l'ho preso molto di striscio dal punto di vista lavorativo.
Quindi è per quello che sono qua a raccontarlo, perché molti miei
colleghi invece che hanno preso di petto, ci hanno rimesso un po'
di sanità mentale.
Quindi bisogna compensare con nuove opportunità di lavoro essenzialmente.
Bisogna cercarsi lavoro, cercare di mantenere almeno il fatturato del 2023 per
non andare proprio a gambe all'aria.
E quindi bisogna valutare essenzialmente le nuove collaborazioni, migliorare quelle che ci
sono, lavorare meglio e via discorrendo, e ampliare la diciamo, anzi coprire
quello spazio che è stato lasciato dal 110 nella mia giornata lavorativa.
Si sta saltando fuori un'idea che mi è stata gentilmente passata da
un collega che mi ha aperto questa idea.
Ne sto parlando un po' a tutti i livelli di conoscenza che
ho più che altro perché riguarda un certo tipo di lavoro, è
un'idea della bozzo che mette assieme essenzialmente il video, il podcast e
l'architettura, che sono praticamente tre cose di cui io potrei occuparmi, e
quindi mettere un format di questo tipo, magari probabilmente potrei essere la
persona giusta, ma vediamo come si evolve la questione, anche perché, comunque
qui si sale parecchio di livello e quando sali di livello ti
puoi anche far male facilmente.
Ma detto questo, l'altra cosa che voglio fare, oltre a rimanere a
galla dal punto di vista lavorativo per il 2023, è il terminare
il processo di abbandono di Notion, che era il sistema che ho
usato fino all'anno scorso.
Adesso, con le novità di Pro Memoria e note, sto passando a
questa fase.
Ovviamente ci vuole un po' di tempo.
Pro Memoria è dato per assso dato.
Note è ancora lì in bilico perché sono un po' di qua
e un po' di là, però ho intenzione di passare il più
velocemente possibile a note e abbandonare Notion.
Ma non perché mi sa antipatico, ma per il semplice fatto che
ho già degli strumenti che ho in pancia e non vedo perché
non potrei utilizzare quelli di Apple che praticamente mi trovo sincronizzato da
tutte le parti senza grossi problemi, non ci devo neanche tanto pensare.
Detto questo: ti blocco lì e adesso, poi più avanti, con calma,
quando avrai formalizzato, ci racconterai a questo punto il passaggio.
Sì, devo dire che mi ha molto sorpreso, nel senso che è
molto intuitivo, e ci sono alcuni aspetti che Notion non ti potrà
mai dare.
Dico già subito l'anteprima: che è quello di dirmi: mentre sono in
auto, chiedere a Siri di dirmi quali sono i promemoria di oggi.
Invece, non potrei farlo con Notion, non posso chiederlo.
Tuttavia, ragazzi, io sto programmando la giornata.
Forse sì, ma è complicato.
Diciamo, e tu che sei un braccino, e molto complicato.
Soprattutto è improbabile, perché devi probabilmente utilizzare le shortcut post per noi.
Esatto.
E invece, così ho visto che è molto molto interessante.
Nel senso che, ovviamente, c'è l'integrazione con Apple, come sapete, è una
delle parti che a noi due piace di più, nel senso che
c'è questa integrazione estrema tra tutte quante le cose.
Permetterti di fare il punto della situazione mentre sei in auto e
chiedere la memoria della giornata, per me non dico che mi ha
svoltato la vita, ma diciamo che ho questa possibilità che posso utilizzare
semplicemente e quindi mi aiuta davvero tanto nel lavoro, ma anche nell'organizzazione
della giornata, anche a far passare le giornate in auto quando capito.
Per quanto riguarda invece gli altri processi collaterali, che essenzialmente è uno
perché il resto più o meno rimarrà lì.
Probabilmente spero forse quello di alzare un po' più la sticella, nel
senso che vorrei migliorare la questione, nel senso, come avete sentito, quest'anno
non si tratta di migliorare da nessuna parte, se non il rapporto
con me stesso, di me stesso, con me stesso.
Diciamo che l'idea è quella per YouTube di migliorare il workflow.
Miglioramento del workflow, che ho fatto un experimento, ma proprio perché ho
avuto l'occasione.
Mi è stata gettata addosso e non mi sono spostato due giorni
fa.
Due giorni fa per chi sta ascoltando in 2024, non è 2024,
ma nel 2023 prima di Natale, dove ho fatto praticamente mi sono
imposto una cosa e mi sono anche chiesto come realizzare in tempi
celeri.
Si tratta di un video breve, mi pare che sia sui due
minuti e mezzo o tre, ma l'ho fatto in modo molto celere
ottimizzando un po' di cose.
E la cosa che mi ha stupito è che in effetti ci
sono margini ma grossi margini di miglioramento, e quindi si può intervenire
sul workflow in modo abbastanza, non dico semplice, un po' mirato, mettiamola
così, almeno per questo tipo di video, dove essenzialmente non sono inquadrato
in faccia, perché faccio dei video, come in perfetto italiano divulgativi.
Quindi la concettazione deve essere sul mio faccione che vi spiego le
cose, ma bensì su quello che sto facendo, e quindi, in questo
caso, si tratta di disegno digitale, la mia faccia è relativa: può
esserci non esserci, in questi tipi di video divulgativi, vedo che c'è
molto margine per riuscire a farne di più, e quindi ho intenzione
di farlo, visto che probabilmente potrei anche riuscire a farlo senza ammazzarmi
troppo.
Ti do delle idee dopo, ho paura, ho paura.
E poi l'ultima cosa che invece ho unito assieme alla bicicletta la
fotografia, non la fotografia in tempo professionale, ma proprio la possibilità di
migliorare la fotografia e soprattutto di imparare a utilizzare l'iPhone, che ci
sono alcune cose che nessuno ti dice alcune possibilità che hai da
utilizzare con l'iPhone che in un uso normale che potrei fare io.
Me le potevo tranquillamente scordare.
Invece, adesso, ponendo un po' di attenzione, non solo dal punto di
vista di come lo utilizzo, ma soprattutto di chi spiega, di come
fare le fotografie, di come le imposta, di come utilizzo l'iPhone, in
questo caso, perché è il mio strumento con cui faccio le fotografie,
ho visto che qualcosa di buono ne sta uscendo, e mi piacerebbe
rimanere sul pezzo, perché comunque è molto interessante ed è uno di
quei pallini che mi è rimasto sempre in giro.
L'ultimo pallino che non ho segnato in scaletta e che mi piacerebbe
disegnare di nuova architettura, cioè avere il tempo di sedermi, guardare
un'architettura e disegnarla su iPad.
Tuttavia, questo qui è un pallino molto lontano, così ci puoi fare
anche il video,
ma pure volendosi e vai, e buttiamo dentro anche quello e facciamo
di tutto un po'.
E questo qui dovrebbe essere il 2024.
Se tutto va bene, siamo all'inizio, vediamo come si smette, e soprattutto
cosa può succedere.
Insomma, sono tutti dei bei progetti, viviamo in tempi interessanti, come diceva
qualcuno.
Alla faccia dei interessanti, ragazzi.
Sono degli anni molto molto interessanti.
Sotto questo punto di vista, bisogna un po', come si dice, portare
la pelle a casa in qualche modo.
Ma insomma, sono ottimista sotto questo punto di vista.
Lo spero che siate anche voi nei vostri progetti, a chi ci
ha dico sempre: siamo alla fine dell'anno, non siamo all'inizio.
Quindi, probabilmente anche questo mood di stanchezza generale che ci sta, approccio
tremendo.
Ce l'abbiamo, le caviglie: questa stanchezza esatto, esatto, esatto.
Effettivamente adesso
sono sicuramente anni particolari per tutti, non solo per noi, tenendo a
precisarlo, sì, sì, sì, assolutamente sì, perché stanno cambiando tante cose e
ci sono tanti problemi, ma come ci sono sempre stati, come probabilmente
sempre ci saranno.
È ovvio che questa serata qui io finito di lavorare il sette,
Roberto, più o meno, è ovvio che casomai, ci ha preso un
po' più del previsto, ma non vogliamo neanche essere troppo negativi.
Anzi, secondo me.
Anzi, l'idea di fondo, è proprio quella: cioè di andare verso anche
se le cose non vanno bene e quello non possiamo mai controllarlo.
Cioè, cosa ci capiterà non è qualcosa che noi possiamo controllare.
Possiamo semplicemente controllare come noi reagiremo a quello che ci capita.
E questo è la parte più difficile, certamente, però appunto l'intenzionalità di
approcciare sostanzialmente quello che arriva, quindi anche di ragionare di più su
quello che ci capita, mettiamola così, adesso apro chiudere una parentesi.
Nell'ultimo periodo per i podcast che ascolto, per le letture che faccio,
una delle cose che noto di più è che in questo mondo
frenetico diciamo c'è sempre meno tempo per pensare, nel senso di avere
un attimo di tranquillità,
di stare un attimo con se stessi, di ragionare le cose.
Lo vedo in colleghi, amici e così via, dove tra le tante
cose vedo, sono devo fare questo, devo fare quello, devo fare quell'altro.
Sì, certo, ma spesso e volentieri questo affanno è dovuto anche al
fatto appunto, ricollegandomi anche al discorso che faceva Roberto, di dire sempre
di sì.
A volte bisogna sapere dire di no.
È brutto da dire, io adesso ho delle disquisizioni abbastanza infervorate con
la moglie su questi argomenti.
Tuttavia, quello che mi rendo conto è che ormai è sempre, perché
tizio fa anche quello, quindi lo dovremmo fare anche noi.
Il discorso è spesso e volentieri per dire di sé una cosa
devi dire no a dici altre cose.
È una questione di scelte.
E se ci si ferma un attimo a pensare su è banale.
Potevamo dire: invece di andare una volta al mese andiamo a una
puntata a settimana.
Certo, per fare una puntata a settimana vuol dire che io dovremmo
dedicare un giorno una settimana a preparare tutti i contenuti, perché diventerebbe
una sfacchinata infernale, non diventerebbe più il momento
piacevole che passiamo a raccontare cose nel tempo, appunto.
Abbiamo ragionato sulle cose e così via, è il momento in cui
io e Roberto, chiacchieriamo, ci scambiamo opinione e quant'altro.
Se si perde la gioia di questa cosa, è ovvio.
E quindi, alla fine, nessuno ci vede di farne di più nel
2024, ma 12 puntate fatte con calma, organizzate per non diventare affannosi
per noi, vuol dire anche poterle fare meglio, probabilmente, si spiega quantomeno,
cioè il no, a fare delle puntate in più, a fare 12
puntate in più rispetto a quelle che faremo, è anche un sì,
a fare dell'altro, o a prendersi quel tempo, quei momenti, per approfondire
per fare le cose con più calma, per fare le cose anche
semplicemente in maniera più ragionata, per lasciare decantare le idee, non muoversi
tutto di corsa, a volte è necessario.
Adesso vado con una chiusura molto esistenzialista.
Io direi che non posso aggiungere nient'altro che se non condividere quello
che ho detto, di farne ovviamente tesoro per questo 2024.
Su questo ragionamento che ha fatto Filippo, che è assolutamente condivisibile, ma
soprattutto prendetelo come spunto per il vostro tempo, come abbiamo fatto io
e Filippo.
Insomma, vi aiuterà e sicuramente ne troverete dei benefici.
Se trovate il tempo, chiaramente sapete cosa fare.
Una bella recensione volendo, sì, delle stelline tante.
Sì, grazie anche questi.
Se volete, potete anche scrivere, abbiamo un indirizzo di posta elettronica.
Scrive.accio a chiocciolapodcast.it e se invece volete approfondire i temi di cui
abbiamo trattato, in qualche modo troverete il link all'interno della nota delle
puntate oppure direttamente sulla pagina duepodcast.it 76, che è il mio anno
di nascita.
Questo è interessante.
Che si inizi il 2024 con il 66 e anche il tuo,
ovviamente era sottointeso.
L'ultima cosa dove ci potete trovare per quanto mi riguarda, sapete dove
trovarmi: Prezzemolino Roberto ha un sacco di posti, mai diciamo che la
partenza obbligata è dal mio blog dove praticamente sto cercando di metterci
dentro, tra cui anche la parte video che in questo momento non
ho curato molto.
Ma ci sto mettendo una pezza qua e là con delle idee
stanno venendo abbastanza bene.
Devo cercare un po' di confezionare la questione.
Il blog è la parte iniziale da cui sono iniziato, le mie
sperimentazioni, ma è quello che in realtà ha bisogno di più cura
e devo dedicarci un po' più di tempo, tra le altre cose.
Comunque, questo blog lo trovate all'indirizzo mark.net.wordpress.com, il suo titolo è Mac
e Architettura, e da lì potete trovare bene o male quello che
faccio.
Filippo invece noi ti troviamo catemac.it
visto che uscite a seltuare quant'altro, però
almeno la puntata natalizia di dicembre uscirà anche per compendium.
Quindi per ora ho già registrato due episodi in seguito.
Se tutto va bene nel periodo natalizio, appunto, in previsione di mettere
da parte alcune cose proprio per poi permettermi di farne altre.
Però di registrare invece le puntate di inizio 2024.
E qualcosa mi dice che a questo elenco si aggiungerà un po'
di cose che farà Filippo nel 2024.
Dove trovarli?
Vedremo.
Non è detto.
Qualcosa mi dice che andrà a finire così.
È un grosso punto di domanda, quello.
Come in tutti i punti interrogativi che abbiamo messo all'interno di questa
puntata, abbiamo messo un sacco di buoni propositi, ma alla fine, se
guardate bene, in fondo sono tutti con un bel punto interrogativo, perché
ovviamente certezza non abbiamo, ma di una cosa siamo certi del nostro
impegno.
Io direi che per questa puntata è tutto.
Ci sentiamo alla prossima puntata.
Alla prossima, ciao,