Ep. 75 1:47:53

il Tema dell’anno - parte I

In questa puntata Roberto e Filippo, dopo l’interesse mostrato l’anno scorso, hanno deciso di riproporre il tema dell”anno (ep. 51) per aggiornasi a vicenda e per partire col piede giusto l’anno nuovo.

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In questa puntata Roberto e Filippo, dopo l’interesse mostrato l’anno scorso, hanno deciso di riproporre il tema dell”anno (ep. 51) per aggiornasi a vicenda e per partire col piede giusto l’anno nuovo.

Note dell’episodio

Sinossi1

1. Il tema dell’anno come bussola, non come lista di buoni propositi

Filippo e Roberto riprendono il metodo del tema dell’anno introdotto nell’episodio 51 e spiegano perché questa puntata è divisa in due parti: prima il bilancio del 2023, poi la programmazione del 2024. Il punto non è fare una lista di obiettivi rigidi, ma scegliere una direzione capace di orientare decisioni, tagli e priorità durante l’anno. Roberto lo presenta come un episodio personale ma utile: successi e insuccessi diventano esempi concreti, non materiale autobiografico fine a se stesso.

Filippo precisa la differenza tra tema e proposito. Un proposito come “perdere 10 kg” può diventare rapidamente una misura di fallimento se la vita si mette in mezzo; un tema come “rimettermi in forma” aiuta invece a decidere cosa fare quando si apre una finestra concreta: andare in palestra, leggere invece di guardare un video, riprendere un’abitudine interrotta. Dentro questo ragionamento rientra anche la lettura: Filippo ricorda a Roberto Pensaci ancora di Adam Grant, con l’idea di tornarci in una puntata futura.

“Il tema dell’anno è rimettermi in forma, cerco di andarci.” — Filippo, 00:07:37

2. Filippo: intenzionalità, crescita e un anno meno lineare del previsto

Il tema 2023 di Filippo era costruito intorno a intenzionalità e crescita. A fine anno il bilancio non è trionfalistico: dice che è andata “meno peggio” di quanto si aspettasse, soprattutto perché a metà anno si era trovato in un momento difficile. Roberto conferma di averlo seguito da vicino e usa quel passaggio per ricordare che la distanza fisica rende più complicato aiutare davvero una persona che attraversa una fase pesante.

Il racconto entra poi nel concreto. Filippo voleva mettere mano a due fronti digitali: il sito dell’ufficio e la migrazione di Avvocati e Mac da Squarespace a Hugo. Il primo viene effettivamente realizzato, anche se al momento della registrazione qualcosa non carica più e va sistemato; il secondo resta incompiuto dopo alcuni test riusciti, perché l’estate porta traslochi, gestione familiare e la vendita di una casa usata anche come ufficio. La crescita, quindi, non è soltanto “fare di più”: passa anche dal riconoscere dove il sistema si è inceppato e dove la vita reale ha chiesto spazio.

“Diciamo che era sicuramente un anno di passaggio.” — Filippo, 00:13:11

3. Meno oggetti, meno computer accesi, meno attrito

Una parte consistente del bilancio di Filippo riguarda la riduzione: meno roba accumulata, meno computer sempre accesi, meno consumi inutili. La vendita dell’immobile e il trasloco costringono a svuotare cantine e spazi pieni di cose. Da lì nasce una riflessione molto pratica sull’accumulo, anche digitale e tecnologico: vecchi Mac, server, Mac mini e sistemi lasciati accesi perché “potrebbero servire” producono costo, rumore operativo e complessità.

Filippo racconta di aver razionalizzato l’infrastruttura domestica e professionale. Rimangono un Mac mini M1 sempre acceso come server, un NAS per i dati, un server Proxmox e l’iMac di lavoro; altri computer vengono accesi solo quando servono. Roberto allarga il discorso ai consumi familiari e ricorda quanto sia cambiata la percezione del comfort: oggi tenere molti dispositivi attivi sembra normale, ma il costo energetico diventa evidente quando si guarda una bolletta o si confronta una stanza riscaldata con una casa in cui, da bambini, il termosifone nemmeno c’era.

Nel concreto entra anche il tema del Mac mini usato da remoto: se lavora senza monitor, può servire un adattatore HDMI 4K per sbloccare risoluzioni adatte; per il controllo si citano Condivisione Schermo, Screens e Wake on LAN. Non è una parentesi tecnica casuale: è il modo in cui Filippo prova a mantenere gli strumenti utili, togliendo ciò che resta acceso solo per abitudine.

4. Webinar, processi professionali e automazioni che risparmiano energia mentale

Il 2023 di Filippo contiene anche una parte professionale molto concreta. I primi webinar accreditati sono faticosi: tempi lunghi per ottenere gli accrediti, burocrazia, pubblicità complicata e un sistema da mettere in piedi. A fine anno, però, l’esperienza accumulata cambia il risultato: un webinar di tre ore arriva a circa 280 partecipanti e produce un feedback positivo, anche perché Filippo riesce a presentarlo senza dover costruire tutto da zero ogni volta.

L’altro esempio riguarda il lavoro amministrativo ripetitivo. Filippo descrive un sistema che gli consente di preparare automaticamente parti dell’attività di fine mese e di ridurre passaggi piccoli ma ricorrenti. Non parla di automazione come esercizio astratto: la misura del successo è l’energia risparmiata quando un processo ricorrente non richiede più attenzione manuale a ogni giro. È lo stesso criterio che attraversa il tema annuale: togliere attrito dove il costo cumulativo è alto, anche se il singolo passaggio sembra banale.

5. Scrivania, iPad e schermi: il lavoro fisico cambia il lavoro digitale

Dopo il racconto sui computer remoti, Filippo e Roberto parlano di postazione. Filippo descrive una configurazione in cui guarda Roberto sull’iPad collegato allo schermo grande, ragionando su monitor, tavoli, continuità elettrica, caldo prodotto dai Mac e gestione dello spazio in casa. La discussione sembra laterale, ma è collegata al tema dell’anno: il modo in cui si organizza una scrivania influenza attenzione, fatica e capacità di lavorare con continuità.

Roberto collega questo blocco al proprio uso del MacBook Air e alla possibilità di lavorare in modo più mobile, anche in sala con l’aria condizionata durante l’estate. Il portatile non è valutato come oggetto in sé, ma rispetto al lavoro dell’architetto: scrivere da una parte, consultare documenti dall’altra, usare l’iPad o un secondo schermo quando serve, evitare che la postazione diventi un vincolo. Filippo gli fa notare che questa gestione visiva e modulare lo sta avvicinando a logiche simili al Bullet Journal e alla pianificazione multiscala, tema che verrà ripreso nella puntata successiva.

“Mi stai avvicinando piano piano al Bullet Journal.” — Filippo, 00:56:33

6. Roberto: miglioramento, video, blog e podcast

La seconda metà della puntata passa al bilancio di Roberto. Il suo tema era il miglioramento, e il primo indicatore è economico: da libero professionista punta almeno a pareggiare l’anno precedente e, con un piccolo aumento percentuale, sembra riuscirci. Sa però che l’anno successivo sarà più difficile, soprattutto per il cambiamento del contesto lavorativo.

Il miglioramento riguarda anche la produzione di contenuti. Roberto racconta l’evoluzione dei video su Morfolio Trace, disegno digitale e architettura. Ha iniziato a introdurre B-roll, riprese dello schermo dell’iPad, luci, una postazione più controllata e una cura maggiore dell’audio. Filippo osserva che Roberto ha una capacità naturale di spiegare a braccio, ma il video richiede una sintesi diversa: non basta parlare bene, bisogna rendere visibile e comprensibile il gesto tecnico.

Entrano poi le statistiche del blog Mac Architettura, del podcast Snap e del blog Archicad Italia. Roberto non presenta i numeri come vanità: li usa per capire quali contenuti hanno funzionato, dove gli ascolti sono cresciuti e quali attività hanno ancora senso. Il video su Morfolio Trace, per esempio, gli fa vedere che c’è pubblico per contenuti molto verticali se sono utili e ben confezionati.

7. Salute, movimento e rapporti: il miglioramento che passa dal corpo

Nel bilancio di Roberto il miglioramento non resta confinato alla produttività. Parla di camminate, cantieri, zaino, bicicletta, esercizio fisico e alimentazione. Nota che alcuni risultati arrivano tardi: l’anno precedente faceva già attività, ma solo nel 2023 il corpo inizia a rispondere in modo percepibile. La parte interessante è il collegamento con il lavoro: più energia fisica significa anche dormire meglio, muoversi meglio in cantiere e reggere meglio le giornate.

Roberto racconta anche episodi personali, come il pranzo con Filippo e il valore delle relazioni nate intorno ai podcast. Non è un capitolo di chiusura emotiva: serve a spiegare che il tema dell’anno funziona perché attraversa più livelli, dal fatturato alla salute, dalla scrivania al tempo con le persone. Il miglioramento non è una categoria astratta; è un insieme di segnali che, a fine anno, permette di capire se la direzione scelta ha davvero inciso.

“A me piace molto il tema dell’anno.” — Roberto, 01:43:18


  1. Questa sinossi è generata con l’intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione della puntata. ↩︎

Leggi la trascrizione completa

A2 podcast.

Scopri come ottenere il massimo della tua tecnologia Apple.

Due professionisti, Filippo e Roberto, te lo spiegano con argomenti monotematici ed

ospiti che raccontano il loro flusso di lavoro.

Benvenuti all'episodio 75 di A2, in cui potete scoprire come ottenere il

massimo della vostra tecnologia Apple.

Io sono Roberto Marin e sono il vostro ospite assieme all'amico Filippo

Strozzi.

Di cosa parliamo in questo episodio, Filippo?

Allora, questo episodio, e anche il prossimo, dirti la verità, parleremo di

un argomento di cui abbiamo già trattato.

Siamo a fine anno, stiamo registrando, vabbè, all'inizio di dicembre, ma tu,

caro ascoltatore, ascolterai questa puntata a Natale, auguri, 25 dicembre usciremo con

una puntata con questa puntata natalizia.

E poi per non farci mancare niente.

Effettivamente gli argomenti che tratteremo rischiano, diciamo, di esondare.

Abbiamo deciso.

Rischiano.

Abbiamo deciso.

Rischeranno sicuramente.

Abbiamo deciso di spezzare, diciamo, sia la registrazione che la puntata in

due.

Cavallo dell'anno sostanzialmente parleremo del tema dell'anno.

Ne abbiamo parlato credo all'inizio del 2023.

Quest'anno avevamo fatto un breve rilogo di tutte le vicende che ci

hanno portato a ragionare in questo termine.

Quest'anno, appunto, lo speziamo in modo che sia anche più fruibile da

un certo punto di vista.

Quindi, faremo in questa puntata chiamiamo così un recap di cos'è il

tema dell'anno, se non hai mai ascoltato, e di come è andato

alla fine, a fronte delle promesse e delle speranze di inizio 2023,

come è andato effettivamente il nostro 2023.

E poi, la prossima puntata, invece, parleremo di cosa speriamo per il

2024.

E poi, se tutto va bene, a fine 2024 faremo lo stesso

gioco, più o meno.

Diciamo che attualmente è una puntata alla puntata 51, in cui, appunto,

se vuoi poi ascoltare il nostro 2022-2023, diciamo, è andato abbastanza bene.

Credo che sia piaciuto il format e tutto il resto.

Quindi, a noi è piaciuto, nel senso che è stato anche uno

strumento utile per la nostra crescita e i nostri ragionamenti nel corso

dell'anno.

Per cui l'idea è quella di mantenere la tradizione o comunque iniziare

una tradizione per poi vedere da che parte andrà a finire e

quindi fare le nostre cose.

La prossima puntata, della 76 invece, uscirà l'8 di gennaio, quindi all'inizio

dell'anno del 2024.

Quindi, innanzitutto, auguri il buon Natale se ci ascolti, perché appunto siamo

proprio a Natale nell'uscita di questa puntata, unica avvertenza di tutto questo

discorso.

Ovviamente sarà una puntata piena di esempi e abbastanza personale per il

motivo che noi vi parliamo delle nostre cose, ma perché non potremmo

fare altrimenti il tema dell'anno è il nostro tema dell'anno, chiamiamolo in

questi termini.

Ma ovviamente l'idea è di darvi un esempio di darti un esempio

per creare il tuo tema dell'anno o per ragionare sul tuo tema

dell'anno e così via.

Come tutte le cose, potrebbe sembrare un po' autoreferenziale, ho detto all'Emiliano

da sboroni, però l'idea

sostanzialmente è quella di dimostrare i concetti parlando sia dei nostri successi,

ma anche come tutte le vite, degli insuccessi che sono presenti e

che spesso e volentieri sono più importanti nei successi, ricordiamolo perché se

impari da un insuccesso o da un errore, sicuramente cresci molto di

più di avere tutto dritto e spianato senza problemi.

Impari meglio, come si dice?

Nel senso che dai propri errori e da quello che capita nella

vita, tendenzialmente c'è sempre qualcosa da imparare nel bene e nel male.

Dunque, indicando circa che cos'è un tema dell'anno per chi non avesse

ascoltato, tutto nasce da un video che ovviamente io non ho visto,

o forse l'ho visto e non mi ricordo, sapevo, lo sapevo.

Ho paura che sia ancora in coda, giusto perché non può vedere

le note del nostro episodio della scaletta La Mappa mentale.

Non solo, ho messo il video, ma ho messo anche il link

al video, giusto perché, appunto, mi sembrava giusto che qualcuno lo guardasse,

lo guarderò sicuramente.

Comunque il video in questione è.

Un proposito per il nuovo anno, ovviamente esattamente.

Anzi, non lo faccio adesso perché ho pure che mi si pianti

tutta quanta la connessione, ma lo farò fidati.

Comunque questo simpatico video fatto per mano di CGP Grey, che riguarda

appunto i tema dell'anno.

Immagino che buon Filippo metterà un simpatico link nelle note dell'episodio.

Come troverete sempre i link tendenzialmente di quello che trattiamo, è un

po' difficile mettere le cose personali all'interno dei link, ma in qualche

modo troveremo il modo di farvi vedere di cosa ci stiamo occupando.

E la cosa importante è che questo tema dell'anno, buttato lì così,

non è, diciamo, un imperativo di quello che si vuole fare all'inizio

dell'anno, quello che si fa sempre tutte le volte, ovvero una bella

lista con i buoni propositi e si prende la lista e si

comincia a seguirla a capofitto.

Invece, il tema dell'anno in realtà è veramente un tema che deve

seguire l'anno.

Quindi deve far risuonare l'anno che estate per iniziare ad affrontare, in

modo tale da avere una linea guida, una direzione in cui andare,

magari probabilmente è più facile che non abbia una meta precisa, ma

almeno c'è la direzione che vi guida nel corso di quest'anno.

Io e Filippo ci siamo imposti, o perlomeno più che imposti ci

siamo detti assieme a voi ascoltatori e ve l'abbiamo ripetuto, quali potevano

essere le nostre linee guida dell'anno.

E appunto questa puntata è essenzialmente un recap di quello che ci

siamo detti l'anno scorso, una valutazione di come è andato il nostro

tema dell'anno, il nostro rispettivo tema dell'anno.

E chiaramente non possiamo che raccontarvi anche qual è il futuro nostro

tema dell'anno.

Ovviamente non si può che partire da Filippo perché Filippo ha iniziato

la scorsa puntata ed è giusto che inizi anche questa puntata iniziando

dal suo recap.

Allora, raccontaci un po', Filippo, come è andato quest'anno, il 2023.

Faccio un piccolino passo indietro, nel senso che volevo fare una precisazione,

appunto, sul concetto del tema dell'anno.

L'idea di fondo di tutta la vicenda, e che secondo me è

molto azzeccata, è quella di dire spesso all'inizio dell'anno cosa si fa?

Voglio perdere 10 kg, o voglio perdere 5 kg, o voglio andare

in palestra tutti i giorni o due volte a settimana e così

via.

Progressivamente il primo periodo lo si fa, perché appunto, se carichi e

si dice questo è il mio esatto, questo è il proposito dell'anno.

Poi per mille motivi, la vita ci va in mezzo, mio ma

quello che era il nostro proposito, salta per aria progressivamente.

E tra l'altro in questa maniera saltando per aria, quindi invece di

perdere 10 kg ne ho persi solo 5.

Da un certo punto di vista posso essere soddisfatto.

Tutto, però, di fatto, non aver perso quei 10 kg che mi

ero ripromesso all'inizio dell'anno di perdere, può essere anche una causa di

delusione.

Non so se mi spiego, cioè non ce l'ho fatta, ho fallito

e tutto questo discorso.

L'idea del tema dell'anno, invece, è proprio questo: svincolarsi, cioè da un

discorso di ho fatto bene, ho fatto male, mettiamola così, anche perché

poi è un qualcosa che deve accrescerti sostanzialmente, ma invece avere appunto

una bussola.

Nel momento in cui faccio A o faccio B, cioè oggi non

ho voglia di andare in palestra, ci vado o non ci vado.

Il tema dell'anno è rimettermi in forma, cerco di andarci.

La vita ti si complica a mille.

Oggi non sei andato in palestra, non succede niente.

Però, nel momento in cui hai del tempo libero o vuoi leggere

di più, invece di guardare un video su YouTube, mi metto: apro

l'iPad o apro il mio libro e mi metto a leggere.

Nell'ultimo periodo, per esempio, tra le varie cose, spoiler alert: ma se

io che Roberto l'anno scorso, o meglio all'inizio dell'anno, avevamo detto dobbiamo

leggere di più, una delle cose che ho cercato di sforzarmi, effettivamente

in parte ci sono riuscito, è quella di aumentare la quantità di

ora di lettura e di cose lette e così via.

Anzi, a proposito, e così lo ricordo anche a Roberto per il

futuro, visto che ho guardato la scaletta delle prossime puntate, diciamo, che

abbiamo in programma, ti ricordo, ti ricordo che hai un libro da

leggere, lo ricordo anche gli ascoltatori in questo caso, che pensaci ancora

di Adam Grant, credo che sia Adam Grant adesso che è già

iniziato.

Bravo, non so che pagina sono, adesso te lo dico anche a

che pagina sono.

Bravo, bravo, per cui anche qui l'idea puoi leggere assieme a noi

e poi ne parleremo in una prossima, una futura puntata quando Roberto

ha finito di leggerlo.

Io posso dire di aver già letto il nuovo libro di Adam

Grant, che in parte mi è piaciuto, in parte no, ma questo

poi lo discuteremo.

Tuttavia, questo è in inglese, quello che invece andiamo a leggere, spensciamo

ancora, invece, è un libro totalmente in italiano, ovviamente lo si può

trovare sia in libreria su Amazon e compagnia briscola, sia lo ricordiamo

perché ne parliamo abbastanza spesso.

Ma secondo me è una cosa importante da ricordare: MLOL, che è

sostanzialmente una biblioteca online, almeno in Piemonte, come in Emilia Romagna, è

disponibile, diciamo, ma credo anche in Lombardia, perché ne parlavo con un

amico collega che è lombardo, quindi ti permette di leggere i libri

gratuitamente prendendo i libri digitali così da non avere la carta in

giro.

Comunque si può anche andare in biblioteca normalmente.

Ecco, ovviamente c'era da vedere se nella tua biblioteca hanno comprato quel

libro.

Sono a pagina 35, credo che siano ritorno alle 300 pagine.

Sì, 315, ho superato il 10%.

Ok, ottimo.

Direi che la puntata sarà a metà anno a questo punto

le mie previsioni, ok, ok, va bene.

No, adesso a parte gli scherzi, lo scopriremo tutti vivendo.

Lo scopriremo nelle prossime puntate, esatto, esatto.

Comunque, chiudendo tutta questa parentesi, diciamo, torniamo a noi.

E quindi adesso io direi: appunto, vediamo un po' come va, nel

senso che abbiamo buttato giù delle cose, diciamo, ciascuno.

E poi la faccia è una delle mappe mentali più lunghe che

ho visto e non è ancora completa.

Sono due puntate, però quindi abbiamo diviso appunto 2023-2024.

Su 2023-2024 Roberto e Filippo.

Quindi questa è la struttura di base che andremo.

Io con Roberto interrompi quando vuoi anche per fare gli approfondimenti per

fare ragionamenti.

Io interromperò di sicuro Roberto, anche perché ho letto alcune cose, perché

poi appunto ognuno ha scritto la sua, mettiamola così: sì, sì, infatti,

noi sappiamo di che parliamo.

E ha letto quella dell'altro esatto, esatto, esatto.

Allora, il mio facendo il recap, appunto, il mio anno doveva essere

dell'intenzionalità e della crescita, anche qui, spoiler alert.

Allora, dici un po' subito così: Al Brucio.

È andata bene o è andata male?

Diciamo che a conclusione dell'anno posso dire che è andata meno peggio

di quello che mi aspettassi, mettiamoli in questi termini.

Ok, è relativamente positivo.

A metà anno era abbastanza sconsolato, ma probabilmente tutta una serie.

L'ho seguito anche in diretta io questa situazione.

In effetti, Filippo ha attraversato un brutto momento.

Da questa parte: dico sinceramente: era anche difficile riuscire ad aiutarlo a

questa distanza.

Probabilmente fossi stato lì, magari portarlo fuori e discutere direttamente di quello

che gli passasse per la testa, avrebbe sicuramente aiutato.

Purtroppo, qui la distanza non ha aiutato assolutamente nulla.

Vi garantisco che Filippo era veramente in un momento un po' difficile.

Però anche qui nel solito discorso.

Un momento difficile, sembra banale, ma dalle difficoltà.

Solitamente se ti sollevi, o comunque se poi la vita ti dà

tregua, mettiamola in questi termini.

Che poi la situazione migliora e, e comunque, appunto dalle necessità poi

nascono anche momenti interessanti.

In quel periodo.

Questo è un approccio che ho notato avere da tempo, cioè nei

momenti di difficoltà, perso e volentieri mi rifugio in letture che mi

aiutino da una parte a ragionare, dall'altra mi accrescono.

Quindi, appunto, adesso ne abbiamo accennato forse anche un po' nelle puntate

scorse.

Ho letto Sene.

Quindi, non fai come me che se invece di andare a prenderti

letture erudite, io o prendo qualcosa di alcolico oppure vado su per

qualche salita.

No, niente, tu leggi, ok?

È così.

Ho quell'approccio,

rispetto.

Molto rispetto.

Comunque, morale della favola, è ovvio che è stato un anno un

po' particolare per mille ragioni, ovviamente, adesso ci sono cose personali, quindi

non ha senso neanche metterle sul piatto così inutilmente.

Diciamo che era sicuramente un anno di passaggio, è stato un anno

di passaggio, penso che anche il prossimo sarà comunque un anno di

passaggio per mille motivi, perché stanno succedendo nella mia vita varie vicende,

varie cose.

Diciamo che

a livello di score, mettiamola così, mi ero prefissato di fare il

nuovo sito dell'ufficio che ho fatto, ma facendo una ricerca mi sono

reso conto perché poi era un sito veramente minimale.

Anzi, adesso provo a riaprire il link per vedere se effettivamente

è successo?

Niente, è down.

Adesso devo mettermici lì, non ho capito perché, nella sostanza, l'anno lo

volevo dedicare al passaggio a creare da un certo punto di vista.

Sì, sì, ma non carica.

Sia un passaggio degli avvocati e Mac da una soluzione, diciamo, a

pagamento e gestita da Squarespace, sostanzialmente, con una gestione invece più semplice,

un sito statico, sostanzialmente.

Una landing.

Quindi il primo step

è stato quello di creare, tra virgolette, il

sito dell'ufficio che dovevo fare poi da millenni.

Tra l'altro.

L'ho fatto, funzionava.

Poi non so che cosa si è rotto, adesso devo andare a

vedere e decidere qual è stato il problema.

Quando è stato invece il momento di mettere mano in maniera abbastanza

pesante, perché dovevo anche recuperare tutti gli articoli, quindi c'era da fare

tutto un trasbordo di cose, mettiamole in questi termini, su Avvocati e

Mac, il passaggio, appunto da Avocate Mac da Squarespace a Ugo, che

è questo sistema, che è un sito statico sostanzialmente.

Quindi ci sono delle pagine HTML statiche e così via.

Ho fatto i primi test, sono funzionati.

Credo che ancora la versione beta: se andate su beta.avvocate Mac.it, dovrebbe

esserci una serie di articoli che era la base poi per far

funzionare tutto il sistema.

Per mille motivi, a luglio sono stato via tutto il mese in

gestione familiare, altre cose, ma non ce l'ho fatta, come si suol

dire, ho fatto un trasloco.

Insomma, ci sono stati i mesi estivi, diciamo, sono stati più complicati

di quello che mi sarei legittimamente aspettato, mettiamola così.

È stata una cosa positiva, nel senso che ho venduto una casa,

casa dove di fatto poi avevo trasferito l'ufficio.

Questo, però, ha fatto sì che da una parte sono molto soddisfatto

di essermi liberato di un immobile ed aver avuto un ingresso di

liquidi, mettiamoli in questi termini.

Dall'altro ho concluso l'affare, chiamiamolo così, a giugno e a settembre ho

consegnato la casa.

Quindi c'è stato un momento e sono stato via un mese.

E la casa e la casa, ovviamente aveva roba dentro e così

via.

Forse ne abbiamo anche accennato.

Appunto, sono stati due anni dove ho fatto due

tarslock in due anni e quest'ultimo è stato ancora più impegnativo perché

dovevo fare spazio alla roba nella casa attuale dove vivo, quindi è

stato proprio un catartico da un certo punto di vista.

Ho buttato via un quintale di roba e mi sono dato anche

ulteriori riferimenti.

Proprio per che non accada più, mettiamola così, o comunque il fatto

di accumulare roba, come si suol dire, venga ridotto nei limiti del

possibile.

Poi tendenzialmente sono figlio di accumulatori seriali e credo che farò fatica

a uscirne tranquillamente.

Tuttavia, come sa Roberto, sto cercando anche qui di migliorare il mio

approccio alla vita e anche il fatto di leggere

solo in digitale.

Sono appassionato anche di tenere i libri fisicamente, però effettivamente i libri

poi occupano spazio e così via.

Avendo liberato cantine piene di roba dei miei genitori, effettivamente.

Sì, è un insegnamento utile, mettiamola in questi termini, anzi, è un

insegnamento che cerco di condividere con più persone possibile perché effettivamente non

ci rendiamo conto spesso e volentieri, perché poi la roba che non

usiamo non è davanti ai nostri occhi, ma ci troviamo a volte

anche c'è un frusale.

Adesso appunto recentemente chiedevo a Roberto se voleva uno dei miei svariati

Mac.

Io nel tempo, dal 2006, ho comprato Mac fino ad oggi, accumulandone

nel tempo, e alla fine ho cercato di anche riciclarne e così

via.

L'amico Nicola Rosito ci ha fatto vedere un meraviglioso Mac Pro il

Trash can che ha appena comprato, super carozzato, anche se, ovviamente.

Ma apriamo una parentesi.

Io quella roba lì che ci sto un po' sbavando, perché con

tutta quella roba lì che ha addosso quel prezzo, è veramente almeno

per quanto mi guarda, potrebbe essere tornarmi utile, veramente

, guarda, è meglio di una EGPU.

Allora, sì, però tu consideri che dentro è Xeon.

Infatti, io con Nicola, appunto, dicevo: anche qui nell'ultimo periodo ho cercato

anche di ridurre la quantità di computer accesi in casa, perché appunto

mi sono reso conto, facendo i conti della serva, soprattutto nella vecchia

casa che poi ho venduto, dove avevo solo i computer, che chiamiamo

così dell'ufficio, ma avevo vari Mac Mini sempre accesi e così via.

Dei consumi elettrici, visto che praticamente c'ero solo io, e a parte

il caffè fatto con la macchinetta del caffè.

C'eri tu e il terzo incomodo che è in tela.

Esatto.

Però effettivamente, per un immobile, diciamo, non abitato, mettiamola in senso tecnico,

ma utilizzato solo come ufficio, i consumi erano da una famiglia come

se ci fosse presente una famiglia che facesse lavatrici, lavastoviglie e quant'altro.

Mi sono decisamente spaventato prima di giugno, dove poi di fatto ho

chiuso sull'ufficio, lì da maggio ho iniziato a chiudere tutti i computer

e così via, e effettivamente ho notato una significativa riduzione dei costi

elettrici, diciamo, anche dei consumi elettrici.

Proprio.

È ovvio che io me ne sono accorto l'anno scorso, in questo

periodo, c'era l'aumento esponenziale delle bolette elettriche e del gas, quindi effettivamente

il passaggio si vedeva, ma perché l'elettricità costava il doppio e il

triplo di quello che abitualmente costava.

In questa maniera ovviamente ti rendi anche conto del fatto che poi

cose che

diamo per scontate consumano e sono, e pur

offrendomi un servizio, da un certo punto di vista, sono un servizio

a caro prezzo.

Quindi anche qui adesso ho cercato di ottimizzare.

E tra virgolette, perché quando lo dico Roberto mi guarda come se

fossi un mica normale.

Attualmente ho un Mac sempre acceso, che è il Mac Mini M1,

però che è quindi quello che consumo che consuma meno sostanzialmente.

Che è il mio server, chiamiamolo così.

Ho un NAS dove ho tutti i dati e le varie cose.

Ho il mio server Proxmos che è un PC Intel, esatto, e

poi ho il mio iMac, che è il computer con cui lavoro.

Siamo a quattro.

Sì, sì.

Basta?

No, beh, poi ogni tanto ha bisogno, accendo gli altri.

Esattamente.

Perché ho un computer su cui gira il gestionale.

Che adesso tengo spento, tranne quando devo fare la fatturazione e altre

cose.

Ho un computer che mi serve per fare un'altra cosa, ho tutta

una serie di.

Ho comunque il portatile che ogni tanto utilizzo, quindi quelli poi ogni

tanto

vengono fuori.

Però sì, appunto, ho ridotto dal mio punto di vista, ho ridotto

al minimo.

Eccolo, mettiamolo in questi termini.

Ecco, volevo raccontare soltanto questo perché ne stavo parlando proprio oggi con

la mia moglie riguardo a una considerazione di questo tipo: che in

effetti, in realtà, stiamo vivendo veramente di lusso, nel senso che possiamo

permetterci come Filippo, tenersi quattro computer.

Io e Mara, anche se ci lavoriamo, comunque abbiamo due computer, ci

sono gli iPad dei ragazzi, i miei con i cellulari, vi discorrendo,

tutto fa un diciamo, un bel consumo dal punto di vista della

vita in generale.

Tornando indietro, vi svelo questa mia piccola parte di vita privata.

Quando ero piccolo, fino a circa 10-11 anni, poi quando ho cambiato

casa, nella vecchia casa in cui abitavo, nella stanza da letto in

cui dormivo non c'era il riscaldamento,

ma proprio non c'era nemmeno il termosifono.

Se voi considero, sì, sì, come quando dico che arrivo da una

famiglia non troppo, diciamo, con le spalle coperte.

Non scherzo, è veramente così.

La cosa che se voi andate a pensare, però dietro a questa

mancanza che comunque tutto sommato sono ancora qua.

Vi racconto che non sono morto.

Ma diciamo che comunque facendo due righe di Conti della serva, abbiamo

detto va bene, ok.

Proviamo a pensare cosa vuol dire a togliere un termosifone in casa

nostra, che può essere quella della stanza dei ragazzi, e valutiamo quanto

risparmiamo, ma in realtà non è un risparmio, è un benessere che

all'interno della nostra vita ed è un prezzo che paghiamo giornalmente e

non ce ne rendiamo conto perché lo diamo come diciamo come livello

minimo, ma non è il livello minimo, nel senso che abbiamo tutti

dei livelli probabilmente alti comunque per un certo tipo di minimi ma

quelli veri.

In questo senso vuol dire quindi molte cose che diamo per scontato,

come può essere, come ha detto Filippo, avere quattro computer accesi.

Il suo ragionamento è corretto, nel senso affinché non è arrivata questa

diciamo problematica del consumo che ti ha fatto guardare questa cosa qua,

fino all'epoca non era per te un problema mantenere questo stato di

cose, no?

Anzi, non ci pensavo neanche, proprio.

E quindi il ragionamento è molto corretto, esatto.

Quindi l'idea è anche questo: nel senso, questo piccolo messaggio che è

passato sotto banco, ma secondo me bisogna un po' sottolineare, è che

tante volte il nostro livello di consumo e di agiatezza, anche se

ci sono.

Anche se essendo umani, continuiamo a guardare l'erba del vicino, che è

sempre più verde, sempre più alta e renderizzata meglio, però, se siamo

un po' obiettivi, veramente cominciamo a guardare dentro di noi, nella mia

fattispecie posso dire: Ok, ragazzi, io sono passato da una situazione in

cui dormivo essenzialmente senza il termosifone in camera, a riuscire a garantire,

però, a mio figlio, in qualche modo, ai miei due figli, di

dormire tranquillamente con il loro termosifone.

Sembra una banalità, ma se la guardi in questo senso, capisci che

non è più una cosa banale e probabilmente dovresti veramente ringraziare di

quello che sia, tra cui anche quattom che ha il nostro simpatico

Filippo.

Nel senso, questo qui l'indirizzo, come ti dicevo, ne ho di più,

poi non so ne un sacco di più, ma spenti questa volta

sono spenti.

No, poi effettivamente l'altro discorso è che ormai sono,

alcuni di questi hanno più di 10 anni, è vero, i Mac

lo ripetiamo, un po' alla marolla.

Sono computer che comunque invecchiano bene, mettiamoli in questi termini,

tra l'altro, appunto, quello di cui ti parlavo: ormai due o tre

anni fa gli ho fatto mettere 16 giga di RAM e un

SSD che quindi non avevo originariamente, ma quindi lo ho ulteriormente agionato,

con 200-300 euro.

Si è fatto, è una iMac del 2011-2012, che comunque alla fine

adesso, infatti, stavo ragionando.

Per esempio, montandoci sopra un sistema operativo Linux, probabilmente un computer che

oggi può tranquillamente essere utilizzato come un computer di tutti i giorni

e discreto, perché comunque è un 2 o quattro ora intel, e

alla fine tra RAM e tutto il resto, ha uno schermo da

21 e mezzo, è una cosa fattibile.

Poi al solito discorso: questi computer comunque consumano sicuramente molto di più

dei computer moderni.

Tant'è vero che appunto, quando ho fatto i miei cambiamenti, diciamo, nell'assetto,

quindi quando ho smobilitato l'ufficio e ho deciso di prevalentemente lavorare da

casa perché poi ho un appoggio esterno, diciamo, per ricevere i clienti,

ho deciso con un po' di rimpianto nel cuore, nel senso che

il McMini è tuttora il mio miglior computer, tra virgolette, cioè più

moderno, l'M1.

Però l'ho trasformato, chiamiamolo così, nel mio server, quindi mi ci collego

da remoto e lo utilizzo, tra l'altro, anche dall'iPad, quindi diventa molto

comodo.

Quindi i depositi telematici, tutta una serie di cose che richiedono una

configurazione specifica sono sul Mac Mini, il Mac Mini, ovviamente, è cosiddetto

endless,

non ha un monitor, non ha una tastiera, non ha un mouse

collegato.

Mi ci collego solo da remoto.

E a parte qualche piccolo problema perché il McMini, come si lamentava

Davide, sostanzialmente è molto gli ultimi macOS, sostanzialmente, soprattutto sugli M1, sono

molto attenti al risparmio energetico, chiamiamolo in questi termini, quindi ha comunque

dei cicli di sonno, chiamiamoli in questa maniera: per cui spesso e

volentieri mi trovo che non è sempre operativo e quindi lo devo

risvegliare.

Adesso facciamo una piccola parentesi, è una cosa che probabilmente interessa non

tantissimi, cioè chi fa questa modalità di gestione, ma il cosiddetto Wake

On Lan, cioè un comando che viene lanciato all'interno della rete, ovviamente

diretto a uno specifico computer, nel caso specifico, al Mac address della

scheda di rete di quel computer.

E se in modalità sono sleep, il computer si sveglia e quindi

dopo ti puoi collegare, puoi gestirlo e non devi andare a muoverti

sostanzialmente fisicamente nei confronti del computer.

L'unica cosa che non sapevo che invece ero convintissimo che i Mac

facessero invece non è così, lo facevano solo i server dell'Apple, ma

parliamo di tempo addietro, non si accendono da soli.

Cioè, se tu hai spento il Mac, devi fisicamente schiacciare il tasto

di accensione, o

il ragionamento che ho fatto adesso, quindi l'avendo con dei dubitativi, c'è

una presa smart o comunque telecomandata, chiamiamola così, e gli imposti di

accendere al calo di tensione sostanzialmente.

Una volta che l'hai spento e la

stacchi la corrente, diciamo, alla presa elettrica di alimentazione del Mac.

Quando ridai corrente alla presa, teoricamente il Mac si dovrebbe riattivare e

accendere, quindi fare tutto il boot.

Però poi hai un altro problema.

Nel mio caso specifico, perché i miei Mac sono tutti con l'hard

disk cifrato, quindi devi inserire la password e a quel punto lì

sei comunque fuori.

Quindi, esattamente il problema grosso è quello.

Ovviamente io avendo i dati di lavoro sul Mac che mi fa

appunto dal server, tra le altre cose.

Purtroppo non c'è modo.

Tant'è vero che quando mi tocca fare il riavvio, chiamiamo così manuale,

non quello che faccio apposta che mi evita di inserire la password.

Devo proprio andare lì fisicamente, attaccarci una tastiera alla cieca, digitare la

password del computer per sbloccarlo,

non c'è molto altro da fare.

La vita difficile dei sistemisti, è questa, no, continuo a ripetere, McMini

è veramente come server remoto, come server diciamo di gestione, è veramente

una macchina splendida.

Consuma poco gli M1 e M2, gli M1 sono quelli che consumano

di meno, a dio la verità, perché anche gli M2 hanno aumentato

i consumi rispetto agli M1.

Tuttavia, nella sostanza, per il lavoro, diciamo, che faccio io: non devo

fare rendering, non devo fare cose particolari.

Anche se per esempio ho fatto dei test di trascrizione del testo

per i nostri podcast sull'M1 perché ha al chip che mi permetteva

di farlo in maniera sensata, cioè non mettendoci degli mettiamoli in questi

termini, però, anche lì comunque si riesce proprio perché io lo telecomando

da remoto e quindi faccio tutto collegandomi.

Già che siamo in questa parentesi enorme, così tanto abbiamo un trucco

che segnalo.

Se si utilizzano i Mac mini, diciamo, come computer remoti senza collegarli

a un televisore.

Abitualmente se non attacchi niente, il Mac Mini, ovviamente ha la risoluzione

minima, che credo che sia 1080p.

Ma se compri un angle da 5 euro che simula l'inserimento del

monitor 4K, anche da remoto puoi avere il 4K.

Ovviamente dipende dalla banda, è tutto il mio Mac min nel caso

specifico, è attaccato una fibra FTTH, quindi ha la potenza per

passare la banda bene, mettiamola in questi termini.

Infatti, uno dei motivi per cui ho deciso anche di fare tutto

questo sistema è perché è collegato alla dorsale della fibra, effettivamente mi

permette in qualunque, diciamo, l'unico collo di bottiglia è la connessione verso

il Mac Mini, non è la connessione del Mac Mini, quindi è

molto comodo.

Perché abitualmente se non sono posti dove praticamente non tira il segnale,

posso collegarmi, posso gestire il McMini totalmente come se fosse uno schermo

virtuale, quindi un computer remoto direttamente.

Nella peggiore delle ipotesi, come diceva Roberto, c'è sempre la possibilità, ma

è un po' più diciamo ad alto livello, di collegarsi via SSH

e quindi a terminale sostanzialmente.

Lì ovviamente hai dei vincoli maggiori, anche se dal mio punto di

vista non mi cambia la vita, perché appunto lavoro abitualmente a terminale,

quindi non è che

ho decisamente esagerato come al mio solito, nelle parentesi, quindi tornando a

bomba, come si suol dire.

L'altra grossa cosa, diciamo, che volevo fare quest'anno: che inizio anno non

mi ha dato minimamente soddisfazione.

Mentre fino anno, diciamo, perché finalmente, ovviamente dalle esperienze negative, si impara

sempre, mettiamoli in questi termini.

Sono i webinar e lo volevo.

Tuttora penso che lo farò nel 2024, ma non voglio andare oltre

con il discorso, volevo iniziare a fare webinar accreditati, quindi, per la

formazione continua degli avvocati, ovviamente, sempre nei miei temi soliti, quindi processi

civili, processi telematici e cose simili, dimmi Roberto?

Ti faccio una domanda che non ti ho mai chiesto, credo.

Ma per questi webinar è fatto con la tua sola volontà, o

ti davano anche un compenso dietro?

No, ho fatto tutto io.

Cioè, nel senso, io ero ero artefice fautore e organizzatore.

Quindi, nella sostanza, ci ho speso dei soldi alla verità.

Perché, nella sostanza, per vivere meglio, io tendo a precisare, ho fatto

la richiesta di accreditamento al CNF che è il Consiglio Nazionale Forense,

che però hanno dei tempi abbastanza lunghi.

Infatti, all'inizio anno è stato un delirio.

Perché, sostanzialmente, io avevo, hanno 45 giorni per accreditarti.

Quindi tu fai la domanda e 45 giorni dopo, teoricamente, te l'accreditano.

Nella sostanza, i tempi sono più lunghi, sono intorno ai 60, se

va bene.

Poi, appunto, nel mio caso specifico,

li ho fatti a inizio anno, quindi ho fatto l'accreditamento a fine

novembre e soltanto che col periodo natalizio e così via, in pratica,

credo il primo o il secondo webinar che ho fatto non era

ancora accreditato ufficialmente, era in fase di accreditamento.

Quindi, poi questo ha creato tutta una serie a cascate.

Quindi, non ho fatto pubblicità in estrema sintesi,

l'ho detto ai pochi che sapevano, mettiamola così, è andata bene, perché

alla fine, comunque erano webinar gratuiti, quindi c'è stata affluenza e ho

avuto un feedback positivo.

Diciamo che, però, per tempo, diciamo, investito, io parlo di investimenti in

queste cose, comunque, tempo investito da me, soldi spesi, perché comunque ho

utilizzato una piattaforma che di fatto faceva tutto controllare, diciamo, la presenza

degli iscritti, perché per l'accreditamento devi anche controllare che la gente sia

presente e così via, sia gli attestati che sono l'altra aronia spaziale,

mettiamola così, soprattutto nel solito discorso.

Se hai poca gente, cioè 5-10 persone, fare 5-10 attestati è una

cosa che tutto sommato ti richiede il tempo, ma non è così

drammatico.

Se inizia ad avere delle affluenze più significative, questo primo corso comunque

ha avuto un'affluenza 100-150 persone, se ho capito bene, perché poi i

dati io non ce li ho direttamente.

Peraltro per 4 lezioni, quindi ogni lezione un attestato diventava una roba

ingestibile.

Quindi collega che è molto più bravo di me, ha creato una

piattaforma apposta.

Io ovviamente ho pagato la piattaforma e ho fatto tutto questo.

Tuttavia, diciamo, la soddisfazione alla fine c'è stata, ma non è stata

clamorosa.

Invece, a fine anno ho fatto un ulteriore webinar, è l'ultimo di

quest'anno accreditato.

Sto giro sono stato molto attento alla cosa.

Quindi ho chiesto l'accreditamento a giugno, a giugno del 2023.

Me l'hanno dato credo a settembre-ottobre.

Però il webinar erano a metà

a metà novembre, il 10 novembre è stato, era più compatto, nel

senso che anche lì avevo fatto quattro lezioni da due ore, perché

effettivamente ritenevo che fare 3-4 ore in un pomeriggio via webinar dove

solo io parlavo, tra l'altro, era da

distruzione delle persone.

Il problema è che, diciamo, i costi mi sono lievitati.

Alla fine, comunque, era un impegno grosso lo stesso, e quindi alla

fine, invece, ho fatto questo ultimo webinar di tre ore, dove, alla

fine ho fatto in un colpo solo tre ore e più crediti

formativi, diciamo, e credo che

nel caso lo linkerò tutto nel ovviamente a chi fosse interessato, ma

credo che sia venuto meglio

in tutto il sistema, ho potuto fare relativamente alla pubblicità.

Poi pubblicità

l'ho anticipato sul mio sito internet e sui social network.

Non ho fatto nulla di clamoroso.

Ho comunque avuto un feedback positivo.

Eravamo anche a fine anno, quindi, però mi è stato detto 280

persone che hanno partecipato quindi, comunque, un buon risultato, effettivamente, anche dai

feedback di YouTube è stata una visualizzazione notevole.

Dal mio punto di vista è stato utile, e in più era

molto di nicchia, che era un'altra cosa che mi interessava.

Volevo che fosse appunto, tra virgolette, il successo, era anche legato al

fatto che volevo appunto condividere con più persone possibili.

C'era appunto la creazione dei miei atti telematici avanzati con l'ate che

cose del genere.

Diciamo che abbastanza come sa Roberto,

abbastanza

, sì, lo so, lo so, però appunto anche qui io lo continuo

a ripetere, ho fatto tutto un percorso abbastanza complicato per trovare una

soluzione il più semplice possibile e il più aperta possibile, l'ho trovata,

effettivamente attualmente sto continuando a lavorare con questo sistema, anche se io

ne avevo un altro.

E devo dire la verità, come al solito, adesso tra le varie

cose che ho letto recentemente, che condividevo anche con Roberto, appunto, per

imparare una cosa, la miglior cosa da fare è insegnare.

E ammetto che, effettivamente, come sempre,

da tutti questi risultati, ho creato comandi rapidi per automatizzare questo piuttosto

che quell'altro aspetto.

E ovviamente ho imparato un sacco di cose, perché poi, comunque, dal

mio punto di vista, pur per esempio, nel primo corso, che erano

cose più o meno già fatte, tranne la notifica mezzo pack, che

comunque ho dovuto ristudiare, riapprofondire, riragionare e così via, ho anche, per

esempio, creato delle automazioni per sostanzialmente creare in automatico la relata di

notifica

e far inviare diciamo le pack direttamente in automatico ai destinatari.

Insomma, effettivamente, facendo questo, ho anche ottimizzato tutta una serie di cose

che prima non avevo fatto.

Quindi, a prescindere dalla conoscenza che ho ottenuto, diciamo approfondendo gli argomenti,

ovviamente ho anche ottenuto come piace a me, perché poi, ovviamente, tutto

quello che faccio abitualmente ha il pallino non il pallino dell'automazione, ma

comunque rendermi la vita più semplice per il futuro.

E quindi tutti questi sistemi che mi fanno guadagnare un secondo qua,

un secondo là, un secondo su, un secondo giù, però poi complessivamente

mi rendo la vita molto più semplice.

Lo ripeterò tantissime volte, anche lì volevo chiudere la newsletter del chamando

mensilmente sostanzialmente, a chi è scritto la mia newsletter.

Per oggettivamente dispendioso da fare peraltro a fine mese, peraltro dovendo fare

tutta una serie di attività e così via.

Ho creato un sistema per cui in automatico io nel corso del

mese salvo i link che voglio condividere, li faccio tradurre in automatico

a comandi rapidi e quindi a Apple.

Quindi io ho già tutta la pappina pronta, diciamo, per la base

della newsletter, poi devo scrivere sostanzialmente un articolo o comunque un piccolo

pensiero, diciamo, di quel mese lì, ma creare quella newsletter adesso a

me richiede dai 30 minuti ai 60 minuti, compreso anche tutto il

resto.

E lo faccio nei ragli di tempo.

Non so se mi spiego.

Perché, per esempio, mentre leggo gli articoli che mi interessano, dico: questo

potrebbe essere interessare non solo a me, ma anche a qualcun altro.

Salvo il link adesso.

Non racconto il comando rapido che gestisce questa cosa.

Però, nella sostanza mi semplifica la vita, mi rende un compito che

stava diventando pesante, diciamo, molto più fluido, molto appunto effortless senza sforzo.

E in quest'ottica sto vedendo che sono queste piccole cose che progressivamente

invece stanno migliorando la vita.

E appunto se mettiamo i primi mesi dell'anno non sono andati benissimo.

E appunto avevo ragionato di smettere tante cose, perché ovviamente se vuoi

fare tante cose, devi anche dire tanti no, in pratica.

O comunque, per fare una cosa, devi dire almeno no a 3-4

altre cose.

Stavo ragionando di forbice tante cose, o comunque fatto dei tagli: non

nego l'evidenza, ma appunto sono riuscito comunque in questa maniera e con

questi chiamiamoli così strategemmi, a ottimizzare.

E effettivamente, devo dire la verità: a fine anno, per esempio, mentre

i primi tre mesi dell'anno, quando ho finito i webinar, ho detto

cavoli, ho investito tantissime ore nella preparazione, mi è costato comunque un

po' di soldi, non una follia tenendo a precisare.

Però, comunque se devo ragionare tra tempo speso e soldi spesi, ero

sicuramente indecisa perdita, mettiamola così a livello pratico.

A fine anno posso dire che invece, da quell'esperienza ho migliorato notevolmente.

Per esempio, ho già fatto domanda per l'acquasitamento di un nuovo ciclo

di corsi che devo aver programmato lì a marzo, in più teoricamente,

qui ho già buona parte del materiale pronto, quindi sarà molto più

semplice fare tutta una serie di cose.

Proprio perché ho iniziato a prendere le misure su questa attività, che

comunque è un'attività, lo vedremo poi prossima puntata, che ho scoperto piacermi

e che voglio curare e voglio, se possibile, far crescere in un

futuro.

Quindi è sicuramente sicuramente molto meglio, appunto, anche stupidamente la questione della

vendita della casa, che è stata decisamente una cosa inaspettata, mettiamola così.

Perché addirittura io non volevo vendere, si sono fatti sotto, diciamo, i

venditori immobiliari della verità.

Vi ho detto: io voglio questa cifra qua, se no, non vendo

andate a quel paese, ho detto: tanto non venderemo mai.

Ho venduto la cifra che volevo.

Quindi, alla fine ho portato a casa i miei soldini e sono

contento alla fine di aver venduto.

Ho tutta una serie di spese in meno: oltretutto, che un altro

che è bello fare, è bello avere immobili, ma gli immobili costano,

mettiamoli in questi termini.

Effettivamente, anche lì rotture di scatole in meno, perché comunque c'è.

Un immobile, comunque ci devi stare dietro.

Purtroppo non c'è

modo diverso dalle piccole riparazioni, dalle piccole cose, dalle piccole cure, dai

piccoli qualunque cosa, e sono appunto quello stilicidio che, dopo un po',

mettiamola così, si sente esatto, esatto, esatto.

Adesso vabbè, ormai è ancora troppo presto per fare ragionamento su questo,

però, sicuramente, la vendita dell'immobile, il fatto di aver dovuto organizzare e

ridurre drasticamente anche cose che avevo, perché fisicamente.

Avrei dovuto comprare un altro immobile per metterceli dentro, quindi non aveva

veramente senso.

Mi ha dato un senso anche maggiore di pulizia, anche se effettivamente

appunto, adesso stavo cercando di posizionare computer da Roberto, ma proprio per

questo discorso: io non li sto usando, si, no, ti aiuta Roma,

tranquillo.

Non ti preoccupare, ti aiuto.

Non li sto usando, non mi servono.

Non ha senso che stiano lì a prendere la polvere, preferisco regalarli

a qualcuno che li utilizza e dare nuova vita.

Perché l'ascolto sono già davanti, io alla lista.

Ragazzi.

Sì, no, non chiedete, vogliamo dei Mac, anche perché poi sono vecchi.

No, no

, devo dire la verità.

Ci sono io davanti, non vi preoccupate, ci penso io, è roba

mia.

E quindi è stato in ultima analisi, è stato un anno su

e giù, mettiamola così, però, sicuramente interessante.

Alla fine, comunque mi ero dato: volevo essere più intenzionale, sono sicuramente

stato più intenzionale.

Volevo crescere, poi

, posso dire di essere cresciuto in alcuni ambiti e quindi sono soddisfatto

dei risultati.

Poi è ovvio che

ci sono tantissime cose.

Adesso, ho anche fatto, ho messo insieme una cosiddetta spending review, e

quindi ho tagliato dove secondo me abituati al tanto si faceva presto,

adesso ho cercato di anche essere più essenziale, mettiamoli in questi termini,

e di togliere il superfluo o quello che poi è inutile.

L'ultima stupidata era da tempo che volevo trovare una soluzione per fare

appunto questi webinar che faccio con gli strumenti che attualmente ho.

In pratica ho trovato il modo di utilizzare l'iPad come teleprompter, chiamiamolo

così, cioè come gobbo, proprio per aiutarmi.

Attualmente io sto parlando con Roberto guardando l'iPad sullo schermo grosso del

Mac delle Mac 25 27 pollici 5K ci sono tutte le varie

strumentazioni.

Diciamo per registrare il podcast e per fare la diretta e così

via.

Però in questa maniera effettivamente ci guardiamo in faccia pur a 315

km di distanza, perché sappi che ho iniziato a guardare quanto ci

vuole per venire a trovarti da Reggio Emilia, però ce ne vuole,

devo dirti la verità.

Ci vuole un bel pezzo di strada, ragazzi miei.

Sono tre orette buone di strada, tre ore o qualcosa.

Se ti va bene, puoi mettere anche tranquillamente 4.

No, quattro van in Valle d'Aosta.

Adesso non me ne vuole che tu sei più vicino.

Ma hai visto che arrivare da me, non è arrivare a Torino.

Ah, no, no, sono d'accordo.

Che lunga la sui moti con Annetta, effettivamente.

È

i criceti che vanno avanti e indietro a portare la linea.

Tra l'altro, piccola notizia nel capoluogo dove abito, finalmente stanno facendo gli

scavi, stanno mettendo giù la fibra.

Ovviamente a casa mia non arriverà mai perché abito lontano.

Tanto nel capoluogo stanno mettendo la fibra, quindi siamo tutti molto lieti,

chissà che magari abbia dei benefici, anch'io.

Un povero Cristo, io te l'ho detto, purtroppo, Starlink è la tua

soluzione attuale, però so che è impegnativo.

Un'altra cosa che fa un po' arrabbiare: che veramente ho la fibra,

l'ultimo tombino della fibra, ma questo da anni ce l'ho a circa

700 metri da casa, 700 metri da casa.

Che dove abito io è veramente poco.

Vuol dire che ce l'ho dietro a quattro cubo.

Però appunto è il saluto discorso.

Devi fare 700 metri di cavo in fibra.

Ma li pago io, gli faccio una tesata con la fibra quando

ti dicono cosa costa, secondo me, il buon Roberto

io scavi lì.

Salgo su, metto sul no, vabbè, lo porto sulla tesata.

Faccio prima

secondo me ci sono dei problemi lo stesso.

Ma comunque, se no, dopo andiamo oltre come al solito, io devo

finire.

L'altra cosa che: quindi, è successo tutto questo bei lam, mettiamolo in

questi termini.

Quindi

tra maggio e settembre, effettivamente c'è stato un po' di tutto e

di più.

E proprio in quel periodo lì ne ho già accennato sostanzialmente una

puntata di Ferragostana, chiamiamola in questi termini, che adesso non mi ricordo

più qual è.

Però ho anche comprato uno standing desk.

Lo standing desk effettivamente è diventato una cosa interessante, nel senso che

ne ho parlato, appunto, se ti interessa, nella mia ultimissima newsletter, ho

creato sostanzialmente un tavolo da 120 x 60, che è piccolo, è

veramente piccolo.

Però l'ho voluto così proprio perché lo standing desk, quindi lo standing

desk, per chi non lo sapesse, è un tavolo che si può

alzare in altezza.

Quindi io, per esempio, adesso sto registrando in piedi, sto parlando al

microfono in piedi e spesso e volentieri durante la giornata scrivo anche

in piedi, cioè nel senso, ovviamente adattando l'altezza del tavolo e del

monitor del 25, perché dico 25 pollici, ma non è un 25

pollici, ma è un 27 e

il polliciaggio e la situazione.

E quindi cosa ho fatto?

Già avevo questo iMac 5K 27 pollici montato su un braccio meccanico,

che era montato sul tavolo del mio ufficio, l'ho montato sullo standing

desk.

Quindi sostanzialmente il monitor si muove con lo standing desk e posso

alzare e abbassare il monitor in base ovviamente a se sono seduto

o se sono in piedi.

Sullo standing desk ho attaccato tutto quello che potevo attaccare.

E quindi ho la webcam montata su un braccio, il microfono del

podcast anche lì col braccio e la ragno e tutto.

E quindi, e quindi nella sostanza, io su questo tavolino che posso

spostare, tra l'altro in giro per casa, perché ha le rotelle.

E quindi è un tavolo mobile, perché aperta e chiuso parentesi, uno

dei problemi maggiori che avevo è che il mio piccolo studiolo di

casa che adoro, però ho un difetto che non è condizionata.

Quindi d'estate, in pianura padana, è abbastanza impegnativo, esatto, esatto.

Mentre adesso, per esempio, soprattutto se hai computer Intel che aiuta ad

aumentare la temperatura, esatto, esatto, esatto.

Ma allora devo dirti la verità: questo i Mac scalda, sì, perché

adesso è a 66 gradi, ma non scalda come il MacBook Pro.

Ma questo è un altro discorso, ancora.

Non ritogliamo, adesso mi posso vantare, vediamo se mi posso vantare.

Ah, vabbè, avrai il Mac Mini e il MacBook A 37-38 gradi.

E danno vita che non li guardo più.

In questo momento la temperatura più alta è 38 gradi, e fanless

oltretutto, senza vento, sì, sì.

Poi a casa tua comunque là sui monti con Annetta c'è anche

fresco.

Toro, dentro no, sono in maglietta

.

Io, tra l'altro, chiudendo la porta per cercare di.

Del mio studiolo, per cercare di evitare la confusione, di fare confusione,

perché di là, la famiglia che fa i fatti suoi, e probabilmente

è il figlio che dorme, qua io sto morendo, perché io sono

in maglietta a maniche corta, mettiamola così.

Comunque, capisco bene, anche io sto nella stessa situazione.

Questo tavolo è effettivamente, ma mi ha tutta la vita, è una

parola grossa.

Tuttavia, per tante piccole cose, ho montato direttamente sul tavolo il gruppo

di continuità.

Quindi il tavolo, addirittura come

elettrico, diciamo, l'alzata e l'abbassata.

Il tavolo, anche mentre lo muovo, posso ovviamente alzarlo e abbassarlo e

non solo, posso, vabbè, non lo faccio, però posso lavorare al computer

perché la batteria a tampone secondo me dura 25-30 minuti non di

più.

Ma nella sostanza posso non spegnere il computer, posso spostarlo dove voglio.

Io, ovviamente nei limiti di spazio della casa e lavorare spesso e

volentieri.

Non lo so, quest'estate lavoravo in sala con l'area condizionata, o addirittura

nell'unica camera, diciamo, con direttamente l'area condizionata all'interno.

Ed è veramente molto comodo.

Il discorso di poter lavorare liberi, chiamiamolo così, perché è molto diverso.

Lavorare in una scrivania e lavorare in piedi, quello posso, ormai sono

sei mesi che ho questo tavolo e devo dire la verità.

Ma anche non so se si sente o si percepisce, ma anche

registrare un podcast.

Io adesso sto gesticolando, sono in piedi e ho massima libertà e

effettivamente mi dà un modo di interagire notevole.

Per esempio, fare un webinar di tre ore seduto, a un certo

punto hai il sedere che praticamente non lo senti più.

Invece, in piedi è impegnativo, ovviamente, perché parlare per tre ore è

negabile che sia impegnativo, ma il podcast mi aiuta.

Però devo dire la verità: ho notato notevoli

miglioramenti su vari fronti, mettiamola così, nel senso, poi non è che

sto sempre in piedi, anche perché a un certo punto poi ti

affaticchi, altrimenti mettiamoli in questi termini, ma sicuramente è molto utile avere

tutto, avere questo tavolo che è convertibile, come piace definirlo a me,

dove posso fare qualunque cosa che io voglia fare, quindi lavorare, registrare

podcast, fare video, webinar e così via è molto comodo e in

uno spazio ho ridottissimo.

Lo studiolo sarà da mettere a posto, ma questo è un altro

discorso, ancora perché è abbastanza confusionato, un po' di lavoro ancora da

fare.

L'ultimissima cosa, poi, se no, la tiriamo veramente la tiro veramente troppo

lunga.

Una cosa che ci tenevo anche, se so che Roberto ma va

in panico ogni volta che lo dico.

Ne abbiamo parlato anche con Valentina De Poli.

Sostanzialmente io ho iniziato credo a settembre una sorta di metodo analogico

dell'attività quotidiana.

In pratica uso un foglio di un quarto di A4, quindi doveva

essere

una 5, una 6: la 5 è la metà del

atto, è la 6, credo - proprio una cosa così.

Adesso, ovviamente, chi ci ascolta non lo può vedere, ma a Roberto

lo può vedere.

Sì, sì, sì, è la dimensione che mi aspettavo.

È un fogliettino molto semplice, è una 6.

Esatto, o alla sera o al mattino, appena inizio, faccio la lista

della spesa delle cose che devo fare quella giornata.

Valentina dice che sono molto precisino e molto puntuale nello scrivere.

Ma comunque con il mio checkbox, quindi con il mio quadratino che

posso spuntare e poi l'attività che posso ovviamente cancellare, è molto comoda,

o meglio nel senso molto operativa, mettiamola in questi termini.

Nel senso che meno male sotto gli occhi sulla scrivania.

Poi vabbè, io addirittura avendo la tastiera spezzata metà, mettiamola così, io

la metto in mezzo alla tastiera, mettiamola in questi termini.

Quindi, quando abbasso gli occhi, vedo il fogliettino, vedo le cose che

devo fare.

Molto utile e devo dirti la verità adesso.

Adesso, probabilmente nella prossima puntata faremo un cenno e spero anche un

approfondimento sul multiscale planning di Cali Newport.

Che diciamo di cui questo fogliettino è una parte, mettiamolo in questi

termini.

Tuttavia, il connubio, diciamo, analogico digitale lo trovo molto comodo, nel senso

che, appunto, il fogliettino, una volta che è finita la giornata, io

lo prendo quello che ho fatto, ho fatto, quello che non ho

fatto, lo riporto sul fogliettino successivo del giorno dopo e vado avanti

così e brucio il fogliettino.

Dimmi Roberto.

E ovviamente la domanda che ti continuo a fare e continuerò a

fare, ma questa volta ti obbligo a dare la risposta in diretta:

è: ma perché non usi sto cacchio di iPad con la sua

pencil?

Allora, devo dirti la verità: l'ho fatto, cioè, questa roba qua non

è la novità dal mio punto di vista.

Lo facevo già tempo dietro, e cosa facevo?

Ho fatto varie cose, ma comunque io sono un appassionato di Good

Note, anche se la versione 6 mi lascia un po' perplesso, ma

questo è un discorso per un'altra puntata, mettiamoli in questi termini.

Addirittura il vantaggio di Good Note era che, oltre a scrivere a

mano, comunque chiamiamolo così comunque un fogliettino.

A prescindere che l'iPad Pro non è un fogliettino, mettiamolo in questi

termini.

E già questo è diverso.

Cioè, in più devo usare l'iPad e scomodo.

Nel senso, il fogliettino ce l'ho sotto, comodo, è anche poco ingombrante.

Non so se mi spiego.

Con Good Note addirittura io potevo le cose che non avevo fatto

le potevo semplicemente copia e incollare nel giorno successivo.

Il problema è che alla fine era comunque tedioso, non ce l'hai

sempre sotto gli occhi.

So che sembra una banalità, però è il discorso è che spesso

è volentiero.

Abitualmente, se lavoro a computer non uso l'iPad a meno che non

debba leggere, non so se mi spiego.

Ma anche se devo leggere, cioè se sto già lavorando sull'IMAC, che

peraltro avendo un 27 pollici, comunque mi permette di leggere qualsiasi cosa

comodamente.

Tu consideri che questa i Mac sostanzialmente a livello di monitor è

più di due foglie a quattro.

Quindi, comunque non ho problemi da una parte avere dove scrivo e

dall'altra avere i documenti che devo esaminare e così via.

O devo leggere, sottolineare e così via.

E alla fine è diventa più comodo.

Cioè, se tu stai lavorando da una parte e lavorare un pezzo

a un pezzo, diventa.

È ovvio che, non so, mi metto a leggere un libro, prendo

il mio iPad, mi metto sulla poltrona, mi metto dove voglio e

prendo l'iPad e leggo il libro.

Non so se mi spiego, cose che leggere un libro sul Mac

ammetto che non abbia molto senso.

Ma abitualmente non devo leggere 100 pagine di roba, devo leggere 3-4

pagine, esaminare un documento, trovare quel riferimento, fare, leggere una norma e

così via.

Quindi alla fine per il lavoro normale vado direttamente tutto sul computer

e quindi poi ho l'iPad che, a parte che su questo tavolo,

oggettivamente fa fatica, o lo monto come è montato adesso.

Cioè, io sto guardando l'iPad.

Adesso, ovviamente, i teleascoltatori non ci vedono, ma Roberto mi vede, e

io sto indicando l'iPad sostanzialmente in questo momento e sto guardando dentro,

sto guardando dritto negli occhi Roberto sostanzialmente, pur a distanza, mettiamoli in

questi termini, e in questo caso è molto comodo.

Devo dire la verità: con un 27 pollici, appunto lavorare anche di

fianco all'iPad se non c'è uno scopo specifico, mettiamoli in questi termini,

è relativamente inutile.

Cioè, nel senso, un 12,9, quindi un 13 pollici contro un 27.

Sì, ci potrei mettere, non so, il calendario.

Alla fine, e ti dico la verità: sì, mi piace, però ammetto

che scrivere a mano al suo fascino, mettiamola così, anche perché appunto

se ho fatto poche robe, mettiamola così il giorno prima e quindi

mi tocca ricopiarle nel giorno dopo, è anche una fatica fisica.

Non so se mi spiego.

Ma non hai fatto un cacchio ieri.

Mi stai avvicinando piano piano al Bullet Journal.

Vediamo se entro il 2024 ti vedo lì con il tuo libricino,

che ti fa il planning, quello che diceva.

Ovviamente questi foglietti sono carta riciclata bestiale tagliata la mano.

Guarda, io la metto la mano, non penso di mettere la mano

sul fuoco, ma non penso di andare tanto lontano.

Pensando al metodo che mi avevi accennato prima: quello multiplan

iscale plan, scusami, fidati che sicuramente sarà qualcosa di molto vicino al Bullet

Journal,

adesso non andiamo avanti, anche perché devi parlare tu adesso.

Tocca a me, ok, va bene.

Comunque, dai, nel complesso possiamo dire che il tuo quest'anno tra alti

e bassi, comunque l'hai portato a casa in modo dignitoso.

Cioè, ci sono dei lati positivi, i lati negativi ti hanno lasciato

un po', come si può dire, del lavoro da fare, da studiare,

da imparare, diciamo più che altro, da quello che ti ha dato

questo nuovo anno.

Hai imparato molto, diciamo.

Invece il mio era nato con l'anno del miglioramento, ho fatto dei

miglioramenti, ragazzi, incredibili!

Beh, a parte gli scherzi.

Dunque, allora, la prima cosa che ho pensato: che è quello che

pensiamo tutti: è lavorare di meno e guadagnare di più.

Come è andata?

Non è andata proprio benissimo, nel senso che non ci sono riuscito,

ma non mi aspettavo niente di meglio.

Cioè, ci ho provato, ma non ho preso.

In parte sono riuscito a farlo proprio per delle piccole cose che

sono riuscito a delegare in qualche modo ne ho guadagnato, ma in

linea generale, in effetti, ho mantenuto la posizione.

Che è già qualcosa, infatti, appunto, io te lo stavo per dire,

ma nell'ultimo periodo da libero professionista già andare pari con l'anno precedente,

vista la situazione, è già quale.

Adesso che mi ci pensare, ho un po' perso di vista con

il passaggio che sto facendo da Notion a Pro Memoria e Note

alla coppiata, mi sono perso un po' di vista l'andamento che mi

ero fatto trimestrale per vedere il fatturato.

A naso dovrei essere andato sulle aspettative che mi aspettavo, cioè sulle

aspettative che mi ero impostato.

Quindi mi pare di aver messo un aumento di percentuale minimo rispetto

all'anno scorso, dovrei esserci riusciti ad arrivare in qualche modo.

Se non sono lì, però sono lì vicino.

Comunque, diciamo che in linea di massima la posizione è stata mantenuta

ed è già qualcosa di veramente positivo, secondo il mio punto di

vista.

Prossimo anno ho i miei dubbi di riuscire a farlo, lo metto

già adesso, in conto che il prossimo anno sarà un po' più

dura, però ne parleremo di quello che sarà la previsione per il

prossimo anno.

Quest'anno sono riuscito a fare quel famoso passaggio che vi avevo raccontato

che ormai era diventato necessario, è arrivato questo famoso 13 pollici M2,

che direi che ne sono ampiamente soddisfatto, oltre le mie aspettative.

Praticamente non so neanche più cos'è una presa elettrica, fra poco, perché

non lo collego praticamente più all'elettricità.

Questo va avanti in continuazione.

Considerate che in questo momento, oltre a registrare, visto che comunque tiene

tanto così la batteria, mi sono pure lanciato avendo una piccola lampada

A LED appoggiata sullo schermo che viene alimentata dal Mac e quindi

non è neanche impresa elettrica.

Cioè siamo a questo punto.

In ogni caso, lo spunto del MacBook Air mi ha dato anche

la possibilità di creare un video che ne parla, nel senso che

ho fatto una specie di piccola recensione di come lo farei io

da architetto.

Difatti, è molto tagliato verso quello che potrebbe essere un possibile utilizzo

del MacBook Air nell'ambito dell'architettura.

E devo dire che, per le mie aspettative, ovviamente è uno dei

primi video che ho fatto un po' più, diciamo, elaborati rispetto agli

altri video che ho fatto, un po' più leccato,

esatto, un po' più leccato.

Ma perché volevo volevo fare una certa cosa, ci sono riuscito.

A me è soddisfacente.

Non è che punto a tanto più in alto, secondo me, da

lì in avanti si può migliorare in qualche modo, ovviamente con l'esperienza

vi discorrendo.

Tutto, sinceramente, è un livello molto valido per i miei mezzi, per

quello che posso fare io con i miei tempi.

I miei tempi che, tra l'altro, si sono rispecchiati tranquillamente perché l'ho

registrata ad agosto ed è uscito a novembre, praticamente.

Poi l'ho lasciato bollire.

Un po' volevo fare una cosa fatta bene e non ho avuto

anche tempo d'altra parte.

Però comunque per i miei standard è stato un successone.

Le visualizzazioni miracolosamente sono arrivate a tre cifre e quindi tantissima roba

per quanto riguarda il mio canale, che tutto sommato, non è così

curato come il podcast.

Come vi ho sempre detto, ho tante cose da fare nella vita.

La parte finale che perde un po' i pezzi in tutto questo

casino che sto facendo è appunto la parte della registrazione che piano

piano sto migliorando, non avrò un workflow dei migliori, però, insomma, incomincio

a avere le idee un po' più chiare di dove poter tagliare

e migliorare la questione.

Quindi, anche sotto questo punto di vista sono molto soddisfatto.

Ho imparato delle cose sull'editing, qualche trucchetto qua e là, perché ovviamente

andando a cercare di arrivare a un certo livello bisogna anche capire

come arrivarci.

È un po' come spiegavi prima, dovevo insegnare a me stesso come

arrivare a un certo risultato e in qualche modo ho imparato.

Perché alla fine si tratta di questo.

Perché finché lo vedi dice sì, vabbè, è una cosa semplice, sì.

Allora falla.

Quando la fai, capisci che in effetti ti sembra semplice vista, ma

in realtà dietro c'è tutta una lavorazione che richiede appunto fare un

video di soli 12 minuti.

Perché alla fine è stato fuori un video di 12 minuti e

ho imparato qualcosa.

Tra cui iniziamo, si vedeva benissimo, ma la cosa non mi interessava

assolutamente nulla, anche perché sono alle prime armi, leggevo alla grande.

Non sono come adesso che vado a braccio, sarà probabilmente la telecamera.

Sarà che probabilmente avevo veramente tante cose da dire in quel video

perché sono 12 minuti, ma sono 12 minuti decisamente condensati.

E avevo bisogno di uno script da seguire, anche perché c'erano anche

dei dati tecnici, quindi non è che potevo tenerli in tutta memoria:

video e audio cambiano totalmente.

Cioè, un discorso è parlare appunto a braccio, come stiamo facendo noi

e parliamo anche per tanto tempo abitualmente, ma chi ci ascolta, presumibilmente,

lo fa tenendo solo l'orecchio attento, eventualmente, e non anche la vista.

Su un schermo sostanzialmente.

Lì ci vuole un approccio totalmente diverso, soprattutto, credo, anche per lo

standard che si è creato nel tempo.

Io

recentemente nel corso dell'anno, sono andato con mia moglie a vedere al

cinema Frankenstein Jr., che lo so, il 25-50<unk> anno dalla realizzazione, quindi

rimasterizzato era il cinema, ho detto: Dai, dai, facciamo questo giro, devo

dire la verità: abituati a YouTube, ma anche solo i film d'azione

moderni, voglio dire, o comunque hai i film Marvel e così via.

Ammetto che da quel punto di vista lì, non so, l'inquadratura che

va avanti, pian piano, ma io dico: Ma non finisce mai.

La parttura di Frankenstein Giulio, è l'inquadratura che va verso il castello,

ma si mette dei minuti ad andare al castello.

Ma quindi è vero, bisogna tenere un po' alta l'attenzione, ma potete

anche vedere tranquillamente: una cosa che sto facendo recentemente con mia figlia.

Sto facendo vedere la saga di guerra stellari e sono partita da

quelli centrali, vedere la differenza anche da quello che conosciamo un po'

meglio in questo periodo e vedere quello che era all'epoca, vedete proprio

la differenza.

Lo sentite e YouTube ovviamente tutto partito, diciamo a stecca perché l'idea

è quella di mantenere l'attenzione a tutti i costi.

Perché, se no, perdi follower, perdi tutto e vi discorrendo.

La mia idea non era quella, ammetto nel senso che l'algoritmo vuole

quello, quindi devono essere contenuti incalzanti e comunque più io ti trattengo,

più sono chiamiamo così ricompensato.

Per cui ovvio che è appunto un business dell'attenzione che ha i

suoi pro terribili.

Io continuo a ripetere: la sintesi è sicuramente utile.

Quindi, fare queste cose, noi ci possiamo permettere appunto di chiacchierare, di

perdere tempo, mettiamola così, a prescindere, che probabilmente io lo faccio di

sicuro, molti lo faranno di sicuro.

Matteo, per esempio, scandolino l'ultima volta che è venuto da noi, diceva:

Ho sentito la sigla finalmente a velocità normale, perché io l'ascolto sempre

a velocità aumentata, e quindi ho sentito la vostra sigla per la

prima volta, alla velocità giusta, mettiamo in questi termini.

Ma lo faccio anch'io.

Io addirittura faccio editing a velocità doppia, quindi lo farei anch'io.

E quindi capisco, e però, quando ti inizi a abituare a fare

così è un sistema comunque abbastanza particolare, però è ovvio che più

veloce vai, più ti perdi le cose.

Poi nel nostro caso specifico, secondo me, appunto, le nostre puntate sono

lunghe, chiacchieramo, è ovvio che alla fine aiuta a condensare.

Io poi addirittura con l'editing che faccio

esattamente aumenta questa cosa, nel senso che salcio tutto quello che è

inutile, mettiamola così quando posso.

Tuttavia, appunto, stiamo andando verso un'economia dell'attenzione, e quindi è complicato e

utile da un certo punto di vista, perché pulire quello che fai,

sintetizzare quello che dici e ovviamente tirando il sodo, rendendo semplice ma

non semplificando troppo, mettiamolo in questi termini.

È sicuramente uno sforzo utile e comodo.

Per YouTube, diciamo, per poche cose che ho fatto anche io su

YouTube.

Appunto, nell'ultimo anno mi sono reso molto conto di quanto sia importante

evitare le tangenti, che sono invece, abbastanza un nostro segno di marchio

di fabbrica,

di fatti, su YouTube è difficile perché devi condensare tutto quanto, mentre

qua ce la raccontiamo come al suo solito.

Ma, infatti, poi, per esempio, gli ascolti del podcast, diciamo che non

viene neanche ditato.

Diciamo, noi registriamo, non lo diciamo quasi mai, ma in maniera randomica,

perché non abbiamo ancora trovato un giorno fisso nell'ultimo periodo.

Ma noi registriamo su YouTube in diretta e poi, una volta che

è finita la diretta, viene tirata giù la puntata e programmata per

l'uscita assieme al podcast, chiamiamolo in questi termini.

Ma ovviamente su YouTube c'è la diretta, mettiamola così, nuda e cruda,

senza editing, senza niente.

Come è veramente successo, però ovviamente le nostre puntate non hanno nessun

tipo di riscontro su YouTube, ma giustamente da un certo punto di

vista, proprio perché non c'è neanche.

Non sono pensate per quello, tra l'altro.

Abbiamo cercato anche di fare il video, ma alla fine, per mille

motivi, diventava troppo complicato.

Più che altro, limitato alla banda dalla banda di Roberto, però, comunque

alla fine anche vederci in faccia, appunto, questo podcast nasce come podcast

e quindi come tale non ha molto senso.

Dovremmo proprio ripensare anche il format per farlo in video.

Probabilmente potrebbe essere, ma non lo so, in realtà un format del

genere, magari su YouTube, non potrebbe funzionare, ma magari su Twitch potrebbe

avere un senso.

Chi lo sa?

Bisogna ragionarci su questo.

Comunque, vedremo

della tangente

.

Tornando al mio video, diciamo che lo dico giusto per gli ascoltatori,

che magari sono interessati.

Non è che abbia usato chissà che, anzi, proprio niente di particolarmente

entusiasmante, nel senso che.

Infatti anzi, secondo me invece va valorizzato adesso.

Io sono quello che è l'oggettino meraviglioso, la funzione meravigliosa.

Però tu, Roberto invece, hai la capacità.

Io, per esempio, di mettermi a fare editing con iMovie non ci

avrei mai pensato, non mi ci metto neanche, non so se vi

spiego.

Poi è vero che io faccio delle cose diverse quindi iMovie diventerebbe

troppo scomodo dal mio punto di vista.

Tuttavia, tu ti sei messo lì con iMovie e hai dimostrato che

anche con strumenti

semplici ma comunque efficaci si riesce a fare tutto.

Sì, sì, perché tutto sommato ho utilizzato, come diceva giustamente Filippo.

IMovie sul mio Mac, un iPhone, il microfono che sto usando adesso.

In questo momento è sempre lo stesso, e basta.

Essenzialmente, non c'è stato nient'altro in più a parte una luce a

LED che utilizzavo soltanto di tre quarti, ma è un po' più

intensa di quello che sto utilizzando adesso che invece è attaccato al

Mac, ma niente di più, quello lì era la mia strumentazione.

E diciamo che quello che ho cercato appunto per sopperire un po'

e dare un po' di movimento a questo video, sono questi famosi

B-Roll che mi ha fatto conoscere Filippo perché non so neanche che

si chiamassero così.

Comunque, poi, alla fine ci ho pensato a cosa servono, come funzionano.

E devo dire che tutto sommato ero partito con un'idea di video

che forse doveva essere più in primo piano.

Pensato proprio anche per questo, perché dovevo un po' sfatare questa cosa

qua di mettermi, era il mio primo video in cui mi si

vedeva in faccia, quindi dovevo fare anche questo passaggio di gradino.

Ma la cosa interessante è appunto questo Brol che sono la parte

che è più divertente che mi è capitato di girare.

Perché li facevo in giro di 10 minuti, tempo di fare l'inquadratura

e a pensare cosa dovevo fare, lo facevo e poi lo mettevo

su iMovie e via, il problema risolto, e mi ha aiutato un

sacco a fare questa parte.

Mi ha aiutato anche tanto il tema che era tutto sommato sentito

non solo da me, ma visto gli ascolti anche da chi stava

dall'altra parte e anche dai commenti che ho ricevuto.

I complimenti.

Ringrazio anche chi mi ha dato oltre i complimenti, mi ha dato

anche dei consigli per quanto riguarda il video dove migliorare, perché io

ho il mio punto di vista, ma giustamente chi lo guarda da

fuori ha un'altra ottica ed è giusto ad ascoltarla.

E nonostante tutto, una cosa che ho visto proprio oggi, perché ho

detto: Vabbè, dobbiamo parlare di questo argomento, andiamo a vedere in effetti

di che si tratta.

Ho notato che nella mia, diciamo, con YouTube Studio puoi vedere tutte

le statistiche dell'anno, ma non solo dell'anno, anche di più se volete.

Però io ho richiuso nell'anno perché volevo vedere un po' di che

si parlava.

Nonostante il tema fosse molto sentito di questo video, che come avete

sentito, mi ha preso un sacco di tempo, però non ha superato

le view, o in questo caso sono le view, di un altro

video in cui ci ho messo probabilmente molto meno, ed era che

riguardava l'utilizzo di Morfolio Trace per scalare un disegno vettoriale.

Questo video era completamente diverso, è un video preso di tre quarti

dalla schiena che fa vedere io che disegno e spiego come utilizzare

Morfolio Trace in questo caso.

Il video è decisamente diverso e non ci sono tanti B-ROL, nel

senso che uno è il video che viene recuperato dallo schermo dell'iPad,

e l'altro video è quello che viene fatto dalla mia schiena.

Quindi, io sovrappongo in base a quello che mi serve, questi due

video e me li cavo con quello.

E tutto sommato ci ha messo meno tempo e quindi anche questo

deve aiutare chi lavora come me e sta cercando di fare queste

cose qua su YouTube.

Che non sempre cercare di arrivare a un livello che ti prende

più via più tempo, ti dà lo stesso risultato.

Può dartelo come non può dartelo, ma comunque la cosa è stata

interessante.

Era un livello a cui volevo arrivare e ci sono arrivato, sono

decisamente molto contento.

L'altro aspetto di cui mi sono occupato nel corso di quest'anno è

migliorare la postazione del podcast che sto utilizzando in questo momento.

Ho messo delle luci come vedete lì dietro per chi mi vede

in video, o per lo meno chi non mi vede abbastanza pixelato.

Comunque ho ti vedo solo io comunque esatto.

Diciamo che ci sono

sui pensili che ci sono all'interno di questa stanza, sono state montate

delle luci LED per illuminare la stanza in modo molto più omogeneo.

E poi ho aggiunto una luce, questa qui che vi parlavo prima,

che viene alimentata direttamente dal Mac.

Questa è una lucetta che serve appunto quando si fanno i video.

Spiegano in tutti i tutorial che hai bisogno di una luce d'ambiente

da tutte le parti, qualcosa di tendenzialmente morbido, chiamiamolo così.

E poi hai bisogno di una luce di tre quarti che ti

illumini il volto, perché in effetti cosa succede?

Che ti rimane piatto, perché tutte le luci che ci sono attorno

ti rimane scura.

La sfiga vuole che avendo gli occhiali c'è sempre il riflesso che

io tendo a tenere la testa bassa e non si vede, come

faccio vedere Filippo.

Però, come alzo un po' la testa batte subito sulla lente e

si fa vedere.

Gli occhiali sono tremendi, non c'è niente da fare.

Pazienza, ce ne faremo una ragione e pazienza.

Il tavolo è stato sostituito, nel senso che avevo un tavolo forse

un po' più diverso, un po' più grande, l'ho ridotto nel senso

che avevo un tavolo con un piano da 10x60.

Utilizzo quello perché, per fortuna, io in questa postazione anzi, sono anche

abbastanza largo, forse un po' più piccolo, però sarei anche meglio.

Diciamo che tiene il braccio, ho il mixer sulla sinistra, sul destro

l'iPad se mi serve per prendere appunti, davanti ho il mio portatile

che è di fronte a me e quindi non è che occupi

chissà tanto.

C'è ancora abbastanza spazio.

Sì, leggermente rialzato perché ha uno stand che lo tiene leggermente alzato,

ma è uno stand che mi porto dietro anche quando lavoro tanto

da remoto, e quindi quando lavoro su un tavolo qualsiasi che non

sia la mia scrivania, me lo porto dietro in modo tale che

sta un po' più inclinato.

Non devo tenere la testa troppo inclinata e mi faccia male al

collo.

Un'altra cosa, ho fatto qualche piccola aggiunta che è essenzialmente un panno

di peltro, che dovrebbe essere questo il materiale che è stato poggiato

sul tavolo, essendo di legno ed essendo laccato, ovviamente qui rimbalzano tutto

quanto come se non ci fosse un domani.

E poi ho messo un pannello self-made, ovviamente, giustamente, perché l'ho visto,

l'ho visto perché l'ho visto, qua ho appoggiato sul tavolo, ma forse

non so se l'hai visto nell'ultima versione, perché questo era rivestito con

un tessuto grigio, esatto, rivestito e appoggiato qua sul mio fronte, in

modo tale che le onde sonore possano rimbalzare un po' meno, perché

io sono in un angolo di una stanza, aiuta tantissimo il microfono,

che non è di quelli condensatore, e conseguentemente, essendo di quelli dinamici,

becca le onde fino a un certo punto.

Quindi devo proprio risolvere la questione qui intorno e risolto anche con

un piccolo tappeto che ho messo sotto i miei piedi, perché, anche

in questo senso, rimbalzano un po' tutto quanto.

E decisamente per quello che ho io, ho fatto dei grandi miracoli

e funziona bene.

Insomma, la qualità auto, scusate, la qualità audio non è male, è

accettabile.

Quindi, tutto sommato sono molto soddisfatto.

E potere dire, anche grazie agli indizi che mi ha dato Matteo

Scandolin, che è stato veramente di grandissimo cuore, mi ha aiutato sotto

questo punto di vista, sia dal punto di vista dell'equalizzazione del mixer,

ma anche dal punto di vista dell'intervento in seconda battuta, con diciamo

non dei filtri audio, ma diciamo un'equalizzazione audio anche sul sistema di

equalizzazione, quindi sono riuscito a risolvere molto la questione così.

D'altra parte, però, ovviamente c'è qualcosa di negativo: che questo negativo in

quest'area è la discesa del mio blog, Mac Architettura.

Nel senso che devo dire che un po' me la sono cercata

perché quest'anno pensavo di scrivere molto di più, non ho scritto un

cacchio di niente.

Nel senso che non è che non ho proprio scritto niente, non

ho scritto dei veri e propri articoli.

Nel senso che lì ci sono andati a finire tutti gli aggiornamenti

dei podcast che ho pubblicato, quindi Snap, Architettura Imperfetta, Archicad Talks e

poi anche gli articoli del blog Archicad Italia.

Perché ovviamente gli sforzi sono indirizzati sotto quel punto di vista, anche

perché mi pagano quindi è anche giusto che li indirizzi lì.

Però d'altra parte ho notato che non so se un bene o

un male, dovrei valutarlo in un altro momento, non ho avuto modo

di pensarci troppo: se non scrivo cose nuove, comunque non si abbassa,

mi aspettavo che andasse giù a picco.

Invece no, rimane abbastanza costante.

Ha perso ancora qualcosina rispetto all'anno scorso, ma niente di così devastante

come era stato negli anni precedenti.

Quindi c'è un futuro, anche perché devo anche aggiornare, chi lo sa,

con calma e tranquillità, anche questo l'articolo che deriva dal test che

ho fatto in parte nel video che riguarda la renderizzazione.

Avevo fatto un articolo apposta sul blog, che ha avuto anche quello

molto successo.

Perché non se ne parla nel mio ambiente, non so per quale

motivo non si parla di qualcuno che pensi a fare dei test

di questo tipo, ci penso io, però bisogna avere un attimo di

pazienza che ci vuole anche il tempo per portare anche la pagnotta

a casa.

Per quanto riguarda le valutazioni dell'anno, cosa possiamo dire?

Dunque, come sapete, ve l'ho appena accennato, mi occupo di Archicad Talks,

mi occupo di Archicad Talks, il podcast dedicato alla digitalizzazione, al BIM

e a Archicad, perché è il podcast ufficiale di Grafisoft Italia.

E devo dire che quest'anno ho dato un'occhiata alle statistiche recentemente, e

devo dire che è un ottimo risultato dal punto di vista degli

ascolti.

In senso assoluto, perché si sta avvicinando a un totale di download

con cifre a sei numeri da quando ha aperto, quindi vuol dire

che sta facendo

un bel progresso non solo perché ci sono io, ma da quando

ho aperto il podcast, sta migliorando ogni giorno di più.

E la cosa che mi ha fatto abbastanza, mi ha fatto molto

piacere, ho visto che l'85% di questi download è stato fatto quest'anno.

Quest'anno in cui in effetti ho fatto un anno completo.

Quindi è stato apprezzato questo diciamo cambio di paradigma che c'è dietro

ad Archicat Toles.

Nel senso che, rispetto ai conduttori precedenti, ho dato un mio taglio

personale, e sembra che sia stato apprezzato.

Dal punto di vista relativo del podcast di quest'anno ho potuto notare

che a maggio c'è stato, non so per quale motivo, anche perché

non sono andato ad approfondire, ma comunque a maggio c'è stata un'esplosione

con un aumento di 2,5 2,5 volte degli ascolti, quindi è salito.

Ma la cosa interessante è che a novembre, cioè lo scorso mese,

ha raggiunto tre volte quelle di maggio.

Quindi potete capire che

se si guarda un attimo il grafico, ha una bella

curva, non penso che lo potrà mantenere per molto.

Tuttavia, diciamo che dal punto di vista degli ascolti, vuol dire che

la strada è giusta.

Cioè, mi sta dicendo non tanto incensati per questo, perché come sempre

merito degli ascoltatori che ascoltano, ma mi incenso perché vedo che la

strada che è stata decisa, è quella giusta e i risultati, in

qualche modo, stanno arrivando.

Rimanendo sempre all'interno di Grafisoft mi occupo anche del blog di Archica

d'Italia.

Tiro fuori un articolo al mese e sono abbastanza apprezzati.

Anche qui ho dato un taglio molto personale perché non sono un

venditore, nel senso che non ti vuole vendere il suo prodotto.

D'altra parte, però, sono un tecnico che utilizza il tuo prodotto e

quindi lo usa anche nella professione.

Quindi da un taglio completamente diverso, ti dice: Per me è stato

funzionale in questo senso.

Probabilmente lo sarà anche per te.

Si parla sì di Archicat, ma in realtà parlo veramente di tanti

temi che riguardano questo famoso BIM.

Questo famoso BI che è diventato a parte molto importante, tant'è che

spesso mi sono sentito indicare come divulgatore del BIM.

La cosa mi fa abbastanza sorridere perché non era questa la mia

intenzione, ma alla fine ci sono caduto dentro.

Ma nonostante questo, non voglio mettermi su un piedistallo, anzi, sono quello

che sta ancora imparando adesso, tant'è che sto ampliando la conoscenza di

quello che è questa filosofia nel mondo delle costruzioni, che si sta

avviando verso il Bim 2.0 e di cui ne parlo su Snap:

Architettura Imperfetta, che comunque ha sempre un'evoluzione.

Devo dire che, però, in questo momento sto evolvendo io dal punto

di vista della mia professione e di quello che sto imparando.

Appunto, grazie nonostante tutto, nel senso che non era il fine ultimo

in questo senso, ma mi sta dando degli altri risultati che appunto

portare avanti Archicard Talks, il podcast Snap Architettura Imperfetta, e poi recentemente

sto completando anche il corso specialistico per la figura di Beam Specialist

di Graphisot Italia.

Quindi, sto ampliando sotto questo punto di vista anche le mie conoscenze.

Lo sto facendo con Luca Manelli come docente, e quindi la cosa

è diventata molto molto interessante.

Soprattutto vedo proprio ormai la strada è quella, non si può più

tornare indietro.

E bisogna abbandonare la precedente tecnologia, che è quella del CAD essenzialmente.

Un'altra cosa che dicevo appunto, con parlando di Luca Manelli, che ho

avuto piacere di nuovo di rincontrarlo di persona quest'anno, ho trovato anche,

ho incontrato anche altre persone direttamente.

Ho potuto parlarci: di Snapper, che sono praticamente chi segue il mio

podcast.

Ne cito due, giusto per dare dei nomi, che Diego Bortolato, architetto

anche lui, e poi l'astro nascente del BIM che è Mario Napolitano,

che è una persona molto giovane, ma decisamente molto molto preparata, che

mi fa molto piacere.

Mario Napolitano, quando riusciamo, ci vediamo una volta al mese, non sempre,

e facciamo un pranzo insieme: scambiamo quattro chiacchiere sul BIM e non

il Bim.

Ed è stato molto molto divertente.

E poi, ovviamente, il pranzo con Filippo di cui

abbiamo fatto partecipe la grigliata con Filippo, di cui abbiamo fatto partecipe

in qualche modo perché dopo la grigliata abbiamo fatto anche la puntata

insieme che è stata veramente divertente.

Tuttavia, diciamo che dietro a questo mondo che vi ho appena raccontato,

comunque non è stato così tutto semplice come sembra perché.

Perché poi alla fine da fuori sembra tutto bello, semplice, scintillante, tutto

perfetto, la tua vita è una figata.

Arrivano anche a me le legnate.

È arrivata una bella legnata intorno a giugno, è stata abbastanza tosta

quest'estate, perché ve lo dico sinceramente: non me la sono goduta quest'estate,

nonostante sia venuto Filippo, ma non è per quello, e che non

avevo la presenza d'animo giusta per godermi tutto quanto come dovevo.

Nel senso, la quella giornata che ho passato con Filippo è stata

bellissima, è stata molto spensierata, mi ha aiutato tanto.

Tuttavia, nel corso dell'estate è stata veramente difficile l'estate, perché ho dovuto

fare una valutazione profonda, chiamiamolo così, della vita che stavo trascorrendo.

È uno di quei momenti classici dove a me piace parlare molto

per senso figurato, dove ti dici: ti svegli e dici cazzo, sto

veramente bene.

Cioè, posso dire che la mia vita è non dico perfetta, ma

sono nel punto in cui volevo, tempo che finisci la parola, arrivo

uno, ti dà una bastonata sulla pancia e ti piega in due,

perché è così che funziona.

Giuro che è andata così nel senso figurato, ma il risultato è

stato quello, nel senso che ho dovuto rivalutare tante cose della mia

vita a tutti i livelli, e francamente non so se ne sono

tanto fuori.

Ma diciamo che la situazione complessiva mi è molto chiara e come

in tutte le situazioni complessive, nel momento in cui ti prendi, come

si può dire, prendi coscienza di quello che è, ovviamente ci sono

dei pro e dei contro, delle cose le puoi mettere a posto,

delle cose te devi fare andare bene e devi cercare di fare

in modo che ci siano meno danni possibila nella tua vita.

E altre cose purtroppo non si possono cambiare, quindi c'è poco da

fare.

Non ne sono ancora come si dire, fuori completamente, perché con una

cosa del genere ci vuole un po' di tempo.

Devo dire che la mia idea è che forse questo dicembre me

la passerò meglio come vacanza rispetto a quella di agosto.

Probabilmente riuscirò a riposarmi un po' di più a tirare un po'

più il fiato.

Vi dico veramente che io a settembre ero senza forze, perché era

stata un'estate completamente difficile e avevo davanti tutta la parte dell'autunno.

In questo momento mi sento altrettanto stanco, ma non ho un'altra diversa

stanchezza.

Nel senso che so cosa mi attende.

Diciamo che è una cosa che mettiamola così ho subito quando ero

più giovane.

Tuttavia, questa volta ho gli strumenti.

Però, d'altra parte ho anche tante altre cose da fare ed era

particolarmente difficile.

Ma in ogni caso, chiusa questa parentesi, che, come vi dicevo, non

è tutto scintillante da fuori, questo vale per tutti, nel senso che

sì, l'erba del vicino magari può sembrare più verde, ma se vi

mettete da loro parte, vedete che le foglie magari sono marroni, non

sono verde come le fa vedere a voi.

Recentemente ti ho girato una frase mitica: l'erba del vicino è sempre

più verde perché è conciata stronzata, mi ha fatto ridere un sacco,

però è perfetta ed è giustissimo.

È una citazione che ci sta: ogni tanto arrivano queste pillole da

Filippo che mi mettono sempre di buon umore.

Comunque, grazie Filippo.

Ma che lì non è farina il mio sacco, è semplicemente la

traduzione letterale del libro che sto leggendo.

È vero, è vero.

Appunto, perché forse ho preso questa bastonata, ma era già in itinere

questa mia idea di fare più esercizio fisico, perché mi sono reso

conto che la mia testa funziona maticamente molto meglio.

C'è poco da fare, e forse anche grazie a questo esercizio fisico,

che il problema che ho avuto quest'estate sono riuscito a gestirlo un

po' meglio, nel senso che io credo che dal punto di vista

familiare questo l'abbiano subito veramente pochissimo.

Cioè, nel senso che forse c'è mia moglie che ogni tanto mi

ha chiesto stai bene, ma una o due volte.

Ma in realtà la situazione era decisamente peggiore.

Quindi vuol dire che di testa, in effetti, c'ero e riuscivo a

gestire la questione.

Esercizio fisico che mi ha permesso di arrivare a un traguardo che

io non mi ero francamente posto, nel senso che non è la

mia idea, quella.

Però, alla fine il risultato, che poi, alla fine, sono quelli che

sono i numeri che ti dicono cosa cambia, ho perso 18 kg

18 kg, che la mia schiena ringrazia la grandissima, perché voi pensate

di andare in giro con uno zaino di 18 kg in giro

per tutto il giorno, e capite che arrivate a fine giornata in

un modo con lo zaino, e un altro modo senza zaino a

fine giornata.

Vi è già in un altro modo.

Questo è una fortuna, nel senso che probabilmente il mio fisico ha

iniziato a rispondere all'esercizio fisico che facevo già dall'anno prima.

L'anno prima devo dire che non ho avuto particolari risultati, era molto

altalenante, rimanevo sempre più o meno fisso lì.

Invece, a un certo punto, ha deciso, di iniziato a scendere, anche

in concanza del fatto della testa che mi ha detto: Senti, ma

che ne dici di sentire un po' lo stomaco per capire se

sei pieno o no, quando è ora di fermarsi e non mangiare

per golosità, ad esempio, e questo mi ha permesso di far scendere

la bilancia di tanto.

E una cosa che mi ha fatto abbastanza ridere è che sulla

mountain bike che utilizzo per andare in giro in bici c'è la

forcella anteriore che è ammortizzata e che si regola appunto sul peso.

Quindi mi ha fatto abbastanza ridere, farlo girare da farlo abbassare piano

piano, e anche questo dà un bel risultato.

An dal punto di vista visuale, non solo dal punto di vista

fisico.

Da cosa siamo pensati?

A parte gli esercizi che faccio praticamente mi sono imposto proprio recentemente

di fare esercizio fisico come se fosse un lavoro, fa parte del

mio lavoro, nel senso che prendo una parte del orario lavorativo per

fare esercizio fisico perché quello mi aiuta a fare il lavoro meglio.

Quello notato, perché, ad esempio, non solo dal punto di vista di

testa che ci metto di meno a fare le cose perché i

collegamenti arrivano prima, anche una parte del mio lavoro va anche in

cantiere, quindi c'è anche del movimento.

E conseguentemente, anche riuscire a muovermi più agilmente e arrivare, vedo anche

a chi mi segue che non ce la fa, perché non dico

che corro sui punteggi, ma poco ci manca.

Quindi sono decisamente più agile.

Riesco a vedere le cose prima, faccio tutte le cose prima e

questo aiuta davvero tantissimo.

Comunque, parte tutto un po' dall'esercizio fisico, come dicevo, faccio una volta

sì e una volta no, durante la settimana, nel senso che un

giorno gli dedico, non è che tanto tempo, perdo mezz'ora e tre

quarti d'ora con la doccia.

Questo qui è il mio lavoro fisico

un giorno sì, un giorno no, adesso ho aggiunto anche sulla parte

no, dieci minuti di esercizio fisico, giusto per tenermi in allenamento.

Però non è niente di particolare, sono tutti, io lo chiamo allenamento

funzionale perché tutto questo alla fine è nato da un problema che

è saltato fuori due anni fa, che è arrivato dalla mia schiena.

Che mi ha detto OK, basta, non ce la faccio più, adesso

la pianti, ti fermi tre giorni a letto, perché questo qui è

quello che mi ha fatto fare.

Perché alla fine era un'ernia, è uscita probabilmente molto poco, mi è

andato a beccare proprio i nervi che servivano, quindi non riuscivo a

muovere, non riuscivo a dormire.

Io ho detto, dall'epoca ho detto ok, basta così va bene.

Ho toccato il fondo, la mia schiena mi ha detto che va

bene, per questa vita hai dato, nel senso che ti sei divertito

fino adesso.

Adesso non puoi più divertirti, mi ha detto.

Adesso la pianti, perché se no, non riesci più a arrivare magari

a 80 anni in piedi.

E conseguentemente, un po' è arrivato da questo, dalla costanza di fare

questo esercizio fisico, e d'altra parte utilizzo questa mountain bike che ho

riscoperto piano piano, anche grazie a qualche consiglio di qualche amico snapper

che tra l'altro ha anche intervistato.

Questo mi riferisco a Michele Bondanelli, che ho conosciuto grazie ad Archic

Talks, e poi e anche lui podcast, ci siamo sentiti sui rispettivi

podcast.

Quindi capite che anche conoscere nuove persone ti apporta, ti migliora tutto

quanto.

Quindi devo ringraziare quest'anno anche per questo, non solo perché li ho

visti di persona, ma anche in modo indiretto.

Mi hanno sempre dato tanto queste persone che ascoltano il podcast, che

alla fine nasce tutto da lì e tutto ritorna.

Come notate, anche qui con Filippo ci siamo riconosciuti grazie al podcast.

Alla fine tutto torna, tanto che ne facciamo uno insieme.

Un piccolo, diciamo, tra virgolette, in questa mountain bike famosa che utilizzo

spesso tutte le settimane, nei weekend cerco di utilizzarla appena c'è bel

tempo, anche adesso, che è inverno, sono uscito recentemente con 4 gradi

ed ero anche bello contento.

Potete andarlo a vedere sul mio profilo Instagram, vedete anche dov'è che

vado.

Sono posti particolarmente belli, sono posti abbastanza incontaminati, c'è un sentiero e

un sacco di alberi, sono sempre in mezzo alla natura.

È una mountain bike a pedalata muscolare, quindi non c'è assolutamente nessun

ausilio se non richiedere aiuto alle mie gambe.

E come è classico nella mia vita, come avete capito, l'ho comprata

usata.

Perché secondo me spendere all'epoca costava 450 euro nuove.

Mi sembrava un po' un'esagerazione.

Nel senso che col doppio avevo comprato.

Non sai neanche se la userai tanto.

Perché poi all'inizio.

Infatti, però, nella mia testa ho fatto il conto, ho detto: sì,

col doppio della cifra mi sono comprato lo scorso MacBoo Pro.

Quindi faccio un attimo di paragone, ho detto ok, per me è

troppo quella cifra, allora sono andato a me l'ho usata e mi

lancio essenzialmente in questi trail che sono essenzialmente dei sentieri.

Ho la fortuna di abitare in un posto che non sapevo fino

a poco tempo fa, che adesso mi sono informato che è pieno

di sentieri.

Cioè, io esco di casa, sto scherzando, esco di casa, faccio 10

metri e parto con tre sentieri e quindi ho solo l'imbrazzo della

scelta.

Prendo questi sentieri vado verso dove voglio essenzialmente.

E poi l'altro del problema è che, essendo abitando in una zona

collinare, scendo mi diverto, però poi devo anche risalire.

Quindi anche questa è una parte diventente.

La cosa che è interessante è che nel corso di questi mesi

ho dato che certe salite che facevano veramente paura, Filippo.

Le ha fatte anche in macchina, adesso non dico che le faccio

agilmente, ma le faccio senza pensieri.

Nel senso che so che riesco a farlo, il mio fisico riesce

a portare sulla bici, anche grazie al miglioramento dei muscoli, ma soprattutto

allo sport e via discorrendo.

Questo ritaglio del mountain bike, ovviamente, ha risvegliato qualche spirito anche in

famiglia, perché finalmente sono riuscito anche a regalare a mia moglie una

bicicletta pedalata assistita e sono molto contento perché lei ha provato a

uscire con me con la bicicletta normale, ma ovviamente

fa molta fatica.

Invece, con questa penso di riuscire a portarla fuori e a fargli

fare anche un po' più di chilometri.

Quindi si divertirà anche lui.

Ultima chicca, che questa la dico sempre a tutti quelli che mi

guardano di Magrito così.

C'è stata anche mia socio che mi ha detto: Sei dimagrito troppo,

mi ha detto addirittura quello, ma in realtà sto benissimo, nel senso

mi s

ento molto bene.

Mi prendevo in giro l'anno scorso dicendo che ho la tartaruga io

sulla pancia, soltanto che è girata d'altra parte, cioè dalla parte della

pancia, cioè quindi c'era la pancia.

Invece, adesso finalmente incomincio a riintravedere un po' di muscolatura degli addominali

e la cosa mi fa molto piacere perché ci sto anche lavorando

un po' sopra.

Comunque, questo ovviamente non basta solo lo sforzo fisico, perché non è

che poi a fare lo sforzo fisico e ad andare a casa

a farti 200 grammi di pasta, sto mangiando effettivamente un po' meno.

Ovviamente in famiglia mi additono tutti: ecco, non mangi per mantenere la

linea di discorrendo.

In realtà è che a un certo punto arrivi, si tratta semplicemente

che lo stomaco incominci ad auto a riprendere le sue dimensioni normali,

nel senso che se tu mangi tanto, il tuo stomaco chiede sempre

tanto.

Se tu cominci a non è che abbia fatto chissà cosa, non

è che sono a dieta, io mangio sempre le stesse cose e

mangio.

Probabilmente

non è che mi tolgo delle cose, tolgo soltanto una piccola porzione

di quello che mangiavo normalmente.

Mangio sempre le stesse cose, ma un po' meno, e questo mi

ha dato sicuramente un aiuto.

Ho notato che nel momento in cui aumento, mangio un po' di

più, lo sento direttamente nella testa e nello stomaco, perché sento che

lo stomaco ha bisogno di più energia, quindi il mio fisico ha

bisogno di più, trasferisce più energia allo stomaco per mangiare, per digerire

quello che ho mangiato, e la testa, di conseguenza, diceva anche probabilmente

meno sangue, diciamo, e rimane più annebbiato.

Chiamiamolo così.

Vi do questa idea, ma se fate un esperimento, lo capirete subito

bene perché basta provarlo.

Invece, andando verso le ultime parti, che insomma c'è ancora qualcosina, snap,

architettura imperfetta.

Devo dire che ho messo appunto il metodo, funziona, non ho più

problemi.

Nel senso che, a parte stasera che, grazie alle feste, domani lo

pubblicherò, ma probabilmente nel pomeriggio invece che alla mattina, ma comunque venerdì,

sono soddisfatto anche per questo.

E pazienza.

Cioè, nel senso, è festa anche per me, però, esce la puntata.

Comunque.

Quest'anno ho dato un'occhiata alle statistiche.

Anche prima di fare questa puntata, ho notato che all'interno del network

di Runtime on Radio che ospita il mio podcast, ma anche quello

di Alex Tracula, Davide Gatti, insomma, c'è anche un pezzo da 90

come il nostro Data Nightmare di Walter Vannini.

Nonostante tutto, Snap è il quinto per ascolti, quest'anno e sono molto

contento.

Molto fiero di questo perché, insomma, è nato dal piccolo, però piano

piano sta salendo.

Guardando un po' l'andamento

del podcast di ascolti, è abbastanza costante, devo dire quindi niente di

nuovo.

Ho avuto un picco giugno, non so per quale motivo, però ha

avuto questo picco a giugno.

Ringraziamo tutti gli ascoltatori che hanno ascoltato a giugno.

La cosa interessante è che è stata inserita all'interno di Snap un

inserto che mancava, che è quello dei render imperfetti.

Grazie a Mariano Di Benedetto, che si è presa la briga, essendo

lui molto bravo dal punto di vista dei render, segue molto la

scena, ha indicato tantissime cose che riguardano i render.

Io ovviamente sono un po' carente perché non me ne occupo direttamente,

invece, lui è molto sul pezzo.

Ed è veramente stato molto piacevole, perché vedo che c'è questa collaborazione

che è piaciuta tantissimo anche agli ascoltatori, e questo mi fa decisamente

molto piacere.

Facendo un po' le somme, l'andamento di YouTube, gli iscritti sono andati

oltre le mie aspettative.

Non è che sia chissà numeri, ma io pensavo di arrivare a

10 iscritti a fine anno.

Invece sono molti di più, non pensavo, però sono molto contento.

Ho notato che, nonostante ci sia Morfolio Trace che tiene banco, perché

in effetti è un'applicazione verticale per il disegno digitale

per gli architetti, vedo che anche la questione dell'hardware utilizzato per gli

architetti è interessante e soprattutto finalmente sciogliere in qualche modo la famosa

domanda: che gli architetti possono usare un Macintosh per lavorare e ovviamente

darò la risposta all'interno del canale.

Grazie a Filippo, ho letto di più, sempre con ML, grazie alle

dritte che mi dà.

Insomma, sono sempre lì che leggo qualcosina.

Devo dire che questa estate ho dato il meglio perché, nonostante la

testa che stava svariionando, però avevo quel momento di pace e tranquillità

superiore che era durante la colazione dove c'era il mondo che dormiva,

ovvero i miei figli e mia moglie che dormivano.

Io ero da solo, praticamente in cucina, potevo prepararmi la mia colazione

in santa tranquillità e aprire il libro e leggevo quel libro in

mano e intanto tirovo su e mangiavo.

Quindi era molto bello questo mi è piaciuto.

Anche se poco, riuscire a leggere quelle tre pagine la mattina.

Mi ha permesso di completare un paio di libri e andare avanti.

Comunque con altri libri che sto leggendo in questo momento in digitale,

seguendo la linea di Filippo.

Ma ovviamente la sera tiro le cuoia perché

le forze sono quelle.

Dal punto di vista invece della mountain bike come obiettivo, ho finito

quasi la gomma posteriore.

Ovviamente me ne sono accorto molto adesso in inverno, perché in inverno,

avendo il terreno leggermente più scivoloso, avendo un po' più fango, ho

notato che in effetti, da gran genio che ero, ho detto: sì,

io a fine estate arriverò con una gomma posteriore quasi finita, ma

non perché freno, perché appunto ho forza di usarla.

Tuttavia ne sto pagando le conseguenze e probabilmente a breve cambierò la

gomma perché meglio che non mi ammazzi

per le discesa.

Esatto, ho una famiglia da mantenere, diciamo.

Ultima cosa, che questa qui è proprio recente.

Questo passaggio che grazie a Apple posso fare, che è quello di

abbandonare relativamente, perché lo sto facendo piano piano, non sono ancora nella

fase completa di passaggio, ma sto abbandonando Notion e secondo me è

anche possibile farlo grazie alla binata di promemoria e note, ho già

impostato la settimana.

Come sapete, mi ero impostato grazie al template di Eric Reynolds 30

by 40 Workshop, che è il mio punto di riferimento.

È il mio guru nel senso che lo conoscesse.

Delle volte ci ho scambiato anche delle mail molto simpatico.

Comunque utilizzo quello, utilizzavo quello, però ho utilizzato quella base lì che

ho trasportato in Pro Memoria e per adesso sta funzionando.

Devo dire che ho delle proMemoria mi ha sorpreso perché, grazie a

tante piccole chicche, ti permette anche di avere forse un quadro migliore

di quello che pensavo.

Uno tra tutti, per esempio, impostato nel modo migliore, nonostante abbia fatto

questa gestione settimanale molto simile a quella di Eric Reynolds, però c'è

questa, diciamo, elenco automatico smart che oggi, che, però, ti dà già

una bella impostazione.

Poi soprattutto questa idea di avere l'inbox che, grazie a tutta una

serie di, non dico di automazioni, ma di piccole chicche che ci

sono all'interno di iOS e iPadOS, è possibile utilizzare, devo dire

che purtroppo ho il lato negativo della medaglia, ma relativamente note visto

che ha la possibilità di fare collegamenti come link alle altre note

e mi sono fatto anche lì una bellissima paginetta dove posso fare

tutta la raccolta delle mie note.

Suddiviso per i vari ambienti lavorativi che vi avevo spiegato tempo fa,

che avevo su noi.

Adesso l'ho riportato di là, ma avendo il sistema operativo del desktop

indietro, non posso usare il link.

Ma è una cosa di poco conto, perché comunque in realtà questa

situazione della pagina di riepilogo ti viene comoda perché ce l'hai subito

davanti con i sistemi come iOS e Pad OS, ma invece con

il Mac che hai l'elenco a sinistra che non ti occupa troppo

spazio e lo puoi richiamare in qualsiasi modo.

Ho fatto la stessa cosa e così me la sono cavata.

Nel senso che sulla sinistra ho una specie di raggruppamento con le

cartelle sotto cartelle.

Che anche queste sono novità che

ha messo Apple, di cui probabilmente forse io in prima persona non

gli ho dato il giusto peso, ma che in questo momento devo

dire che tanto di cappello, c'è soltanto come dicevamo con Daniele Borghi,

manca soltanto la notazione markdown in note e io, veramente per me

ha vinto.

Perché, tra le altre cose, una cosa che in notion manca, anche

se Filippo mi aveva dato il barbatucco per poterlo sfruttare, è la

notazione a penna che io utilizzo tantissimo.

Delle note e una cosa che è interessante.

Non so se avete mai provato, ma se voi fate le notazioni,

se prendete le note con la vostra scrittura, potete anche ricercare delle

parole all'interno della vostra scrittura e le trovate.

Perché ho fatto un bel po' di esperimenti perché io ho delle

notazioni molto lunghe.

Perché magari sto guardando un corso come quello di Beam Specialist che

sto facendo, oppure per dei lavori che magari è una notazione che

continua nel corso degli anni, scusate, degli anni, dei mesi, una notazione

che continua nei mesi, e quindi mi viene comodo riuscire ad andare

a beccare, che ne so, anche solo la data o un argomento

specifico che io mi sono notato a penna normalmente come se facessi

un foglietto, invece ti permettere di fare una ricerca avanzata.

Io direi che abbiamo concluso queste due ore di registrazione.

Direi che i nostri ascoltatori avran il sangue che esce

dalle orecchie, anche tu immagino di ascoltarmi, ma volevo chiederti se avevi

qualche domanda, se no, passavo direttamente alla chiusura della puntata.

No, allora direi che possiamo andare effettivamente in chiusura, più che altro

perché sei stato molto chiaro.

Quindi devo dire la verità: appunto, ti ho ascoltato volentieri proprio perché

alcune cose le avevo già lette, ma

volevo capirle meglio dalle tue stesse parole, diciamola così.

E appunto, a questo punto, visto che comunque un po' di tangenti

le abbiamo prese come il nostro solito, abbiamo fatto bene a spezzare

in due la puntata.

Sì, ma come mi aspettavo, perché col tema dell'anno parliamo veramente come

se fossimo davanti a una birra con tanti ascoltatori che ci ascoltano.

E io e te che ci raccontiamo com'è andata.

E magari anche i nostri ascoltatori, ripensando al loro anno, magari pensano

alle stesse cose, magari danno degli spunti, magari si avvicinano a quello

che è successo a noi e magari trovano anche una strada da

percorrere, un indizio e quindi può essere utile per tutti quanti.

E quindi penso che a me piace molto il tema dell'anno, perché

da quando è stato introdotto l'anno scorso, mi sono molto divertito l'anno

scorso e mi sto divertendo ancora quest'anno, quindi penso che si rifarà

anche il prossimo anno.

Ma direi che davvero direi di concludere qua, perché sono due ore

e siamo anche un po' strani.

Ma un po' meno di due ore è fine di tutta l'operazione,

ma sì: certo, però comincia a diventare corposo, come si dice?

Se volete supportare questo corpo, ovvero il podcast, sapete come fare.

Una bella recensione se volete, non è obbligatorio, bastano anche un sacco

di stelline.

Probabilmente il numero dispera è superiore a quattro.

Quindi cercate di trovare la soluzione.

E se volete invece scriverci due righe per sapere come va, se

abbiamo risolto oppure avere qualche idea, indizio di come abbiamo risolto.

Noi magari vi può tornare utile, o anche semplicemente dirci: anche io

ho passato un anno così ve lo racconto.

Trovate ovviamente il link all'interno del nostro episodio.

Io ve lo dico qua a voce.

Potete scrivere tutto quanto a scrivi.

it.

Se volete fare una recensione, c'è una guida che ha fatto Filippo.

Invece non so su questa puntata se troverete tutto quanto, ma diciamo

che in linea di massima troverete, come sempre, i link degli strumenti

o delle cose di cui abbiamo parlato all'interno dell'episodio.

Potete andare a visitare tutto quanto in aduepodcast.it 75 dove ci potete

trovare il sottoscritto partendo dal mio blog.

Che, nonostante non sia cresciuto, però è il punto di riferimento da

cui tutto è partito.

E vi rimando lì perché praticamente c'è scritto tutto lì, o perlomeno

è raggruppato tutto lì.

Lo trovate all'indirizzo mark.net.wordpress.com e il sito si chiama Mac Architettura.

Invece, Filippo, dove lo ascoltiamo?

O dove lo vediamo?

Lo trovate su avvocatmac.it e segnalo, giusto perché a Roberto fa sempre

piacere, quindi io lo dico.

È ripartito il mio piccolo podcast Compendium.

Dovrebbe rimanere a cadenza messile almeno per un po'.

Mettiamola in questi termini.

Adesso ne parleremo nella prossima puntata.

Ho dei programmi per il 2024.

Vediamo come andranno, mettiamola così.

Andatevi ad ascoltare Compendium, che con l'ultima puntata in cui stiamo parlando

adesso.

Era molto interessante il tema, l'ho ascoltato molto volentieri.

E ovviamente lo sentite anche voi, ha dato degli spunti di riflessione

su cui riflettere.

Io non so se dirvi se ci sentiamo tra due settimane, ma

sicuramente vi possiamo dire una cosa, ovvero passate tantissime belle feste di

buon Natale.

Divertitevi, riposatevi.

Fate un sacco di regali.

Pensate anche a noi se vi capita, che insomma ci fa sempre

piacere.

E magari anche a Capodanno, come sempre, passatela bene, non esagerate, non

alzate troppo il gomito perché poi la pagate il giorno dopo o

anche i giorni dopo, se non fate cose troppo eccessive.

Noi, come sempre, cercheremo di dare una programmazione per due podcast che

non vi abbandona.

Ci saranno un sacco di cose che vi terranno probabilmente incollati, ma

sicuramente ci sarà un'altra puntata che vi sta aspettando lì, che sta

per friggere perché la registeremo a breve, che inizierà l'anno che dovrebbe

essere l'8 gennaio, mi ricordo i bene, Filippo.

Sì, l'8 gennaio.

L'8 gennaio ci sarà la nuova puntata dove vi faremo essenzialmente la

raccolta di quello che vorremmo fare noi per il nuovo anno in

cui saremo, che per adesso lo vediamo là col binocolo.

Io cercherò di arrivare con le ossa intere grazie al 110 cercando

di arrivare a fine anno senza che nessuno mi aspetti a casa,

anche se so già che almeno vi dico quattro cantieri vanno fuori

dal dicembre con le lavorazioni e vediamo come se la cavano adesso

lì sarà un bel punto interrogativo vedremo come andrà a finire ci

sono tanti altri bei progetti di cui vi parleremo come sempre nella

prossima puntata per ora rinnoviamo i nostri auguri Filippo fai gli auguri

a tutti

giusto e divertite noi ci vediamo da qualche parte su YouTube con

i video su Instagram nel mio canale Instagram magari mi troverete che

mi lancio ancora da qualche parte perché tra le altre cose non

l'ho detto che uno dei miei obiettivi di questo inverno è invece

è mettere le ruote su una neve e lo farò ne sono

assolutamente certo quindi vedrete magari una pista fatta dalle orme della mia

bicicletta e poi vedrete io che vi saluto e quello sarà il

mio saluto per quest'anno speriamo di arrivare tranquillamente.

In caso, divertitevi, buon riposo, buon Natale, passatevela bene e iniziate un

buon anno.

Ci sentiamo presto, la prossima

.

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