Ep. 74 1:12:41

Flusso di lavoro con Andrea Ciraolo

In questa puntata Roberto e Filippo hanno l’onore di ospitare Andrea Ciraolo e parlare con lui del suo flusso di lavoro, della sua esperienza non riuscita con Apple ed altro ancora.

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In questa puntata Roberto e Filippo hanno l’onore di ospitare Andrea Ciraolo e parlare con lui del suo flusso di lavoro, della sua esperienza non riuscita con Apple ed altro ancora.

Note dell’episodio

  • Andrea Ciraolo: pagina ospite A2 con il profilo di Andrea e i collegamenti ai suoi progetti.
  • Organizzazione per Negati: podcast citato come legame tra Andrea, Matteo Scandolin e Valentina De Poli.
  • Todoist: task manager usato da Andrea per inbox, lavoro, scadenze e task condivisi.
  • Stream Deck: controller Elgato citato per ridurre frizione nei comandi quotidiani e nelle comunicazioni.
  • OBS Studio: software di registrazione e streaming discusso nel confronto tra Mac, Windows e creazione video.
  • Ecamm Live: alternativa citata da Roberto nel contesto delle dirette e dei webinar su Mac.
  • ChatGPT: riferimento nella discussione sull’uso dell’intelligenza artificiale come supporto creativo e operativo.
  • DALL·E: strumento citato da Roberto per generare immagini e stimoli progettuali.
  • Midjourney: servizio di generazione immagini citato nel confronto sulla progettazione e sul brainstorming visuale.
  • Autodesk Revit: software BIM citato da Roberto nel passaggio sui plugin e sull’analisi di progetti precedenti.
  • Calendly: servizio usato da Andrea per far prenotare appuntamenti sulla base del calendario.

Sinossi1

1. L’arrivo di Andrea e la polemica sull’ordine degli inviti

Filippo e Roberto aprono l’episodio completando idealmente il trittico di Organizzazione per Negati: dopo Matteo Scandolin e Valentina De Poli arriva Andrea Ciraolo. Andrea entra subito con una polemica scherzosa: è stato invitato dopo i colleghi e vuole sapere perché A2 abbia preferito prima loro. La battuta serve a introdurre il rapporto tra i tre e il modo in cui Andrea viene percepito: creator, podcaster, formatore, persona molto organizzata ma anche ironica sul proprio ruolo.

Roberto ricorda la prima puntata del podcast di Andrea, aperta con l’ammissione di non essere capace a fare podcast. È un dettaglio utile perché mostra il tema della puntata: il workflow non nasce perfetto, ma si costruisce per tentativi, frizioni, strumenti scelti e abitudini personali. Prima di entrare nel metodo, però, i conduttori vogliono affrontare il suo rapporto con Apple.

2. Windows, Mac e il problema dei bias

Andrea racconta di aver avuto un’esperienza non felice con il Mac e di lavorare oggi soprattutto su Windows, pur usando con soddisfazione anche dispositivi Apple. Roberto spiega il percorso opposto: attratto dall’interfaccia del Mac già ai tempi di Windows XP, poi convinto dalla stabilità e dal minor bisogno di smanettare. Il confronto diventa interessante quando Andrea sposta l’attenzione dai sistemi operativi ai bias degli utenti.

“C’è un atteggiamento del tutto religioso e ricco di bias.” — Andrea Ciraolo, 00:12:27

Secondo Andrea, molti utenti Mac confrontano il Mac di oggi con Windows XP, non con Windows attuale. Allo stesso modo, chi passa da un ambiente conosciuto a uno nuovo può scambiare spaesamento per difetto oggettivo. La domanda giusta non è “qual è il sistema migliore”, ma se in un certo momento valga la pena pagare il costo cognitivo di cambiare abitudini.

3. OBS, streaming e generalizzazioni nate dall’esperienza personale

Roberto porta un caso concreto: su Mac Intel ha avuto problemi con OBS durante webinar e dirette, mentre su altre macchine l’esperienza è stata migliore. Andrea usa l’esempio per mostrare come nasce una generalizzazione: da “la mia esperienza con OBS Studio è stata negativa” a “OBS Studio non funziona bene sul Mac”. Non esclude che ci siano ottimizzazioni diverse tra piattaforme, ma chiede di distinguere il dato tecnico dal bias di conferma.

“mia esperienza con OBS Studio è stata negativa” — Andrea Ciraolo, 00:23:55

La discussione resta pratica. Roberto cita Ecamm Live come alternativa pensata per Mac, ma non giustificata economicamente per il suo uso. Andrea, che ha studiato OBS e la creazione video, ragiona sul contesto: gamer, streaming, piattaforme, hardware, codifica audio-video e carico della macchina. Il blocco serve a chiarire che un workflow professionale non dipende solo dall’app, ma da hardware, ottimizzazione, competenze e tipo di produzione.

4. Intelligenza artificiale tra creatività e operatività

La puntata passa poi all’intelligenza artificiale. Roberto parla di DALL·E, Midjourney e strumenti generativi come acceleratori di brainstorming visuale per architettura e progettazione. Non li descrive come sostituti dell’architetto: generano ipotesi, spunti e immagini da rielaborare con giudizio umano. Cita anche plugin legati a Revit capaci di confrontare progetti precedenti e proporre soluzioni simili.

Andrea distingue il proprio uso: per lui oggi l’AI testuale è più interessante di quella visuale, ma il vero salto arriverà quando sarà operativa. ChatGPT è utile per creatività, brainstorming e incipit; Siri o Alexa realmente intelligenti cambierebbero invece la gestione quotidiana delle azioni. Filippo aggiunge una cautela: se un sistema usa i progetti precedenti per proporre soluzioni, bisogna chiedersi cosa faccia con quei dati e quanto dell’elaborazione resti davvero nostro.

5. Un workflow cloud-first e comunicazioni sotto controllo

Andrea descrive un modo di lavorare molto indipendente dalla singola macchina. Racconta un episodio: arriva a un evento con la custodia ma senza computer, una collega gli presta un Mac, entra in Chrome in incognito, accede agli account necessari e lavora comunque. Questo è possibile perché molti strumenti sono web e perché il suo flusso non dipende da un setup locale pesante.

La parte più interessante riguarda gli input comunicativi. Andrea preferisce che le comunicazioni legate al lavoro passino dalla mail, mentre chat e messaggistica restano più personali. Toglie notifiche, separa canali e usa uno Stream Deck per aprire Telegram, WhatsApp, mail e poi chiuderli tutti con un tasto. Il suo obiettivo è leggere e rispondere, poi tornare al task senza lasciare finestre e notifiche aperte.

“io utilizzo moltissimo uno Stream Deck” — Andrea Ciraolo, 00:42:18

6. Scrivania, portatile e frizione fisica

Roberto è incuriosito dallo Stream Deck ma teme di diventare dipendente da un accessorio non disponibile in mobilità. Andrea conferma che il rischio è reale: per lui fisso, portatile e telefono non sono semplicemente tre computer di dimensioni diverse, ma dispositivi con frizioni diverse. Più piccolo è il dispositivo, meno supporti fisici ha, più cose deve tenere in testa.

Questo passaggio spiega perché Andrea sia molto scrivania-oriented. Mouse, tastiera meccanica, schermo grande, monitor di supporto e Stream Deck riducono carico cognitivo e motorio. Quando passa al portatile può persino capitare che la mano cerchi un tasto dello Stream Deck che non c’è. L’idea non è collezionare gadget, ma costruire un ambiente in cui le azioni frequenti costano meno energia.

7. Gmail, Calendar, Todoist e la RAM del cervello

Alla domanda sui tre strumenti indispensabili, Andrea risponde: Gmail, Google Calendar e Todoist. Gmail gestisce comunicazioni, Calendar appuntamenti e disponibilità, Todoist attività. Calendar è anche integrato con Calendly, così clienti e persone seguite possono prenotare slot autonomamente. Il time blocking entra soprattutto per proteggere momenti non prenotabili, come la palestra, più che come tecnica rigida di produttività.

“di scaricare la RAM del cervello” — Andrea Ciraolo, 00:52:14

Todoist è il punto più ricco. Andrea ha provato GTD, agile e vari metodi, ma da lavoratore singolo ha ridotto tutto a poche categorie: inbox per catturare, lavoro per le cose da fare, una sezione condivisa con collaboratrici, e scadenze future nascoste finché non servono. Se la lista supera la pagina e deve scrollare, per lui è un segnale che qualcosa non va: deve fare, delegare o cancellare.

8. Creator, consulenze e supporto delle collaboratrici

Filippo chiede di spiegare cosa faccia Andrea oltre al canale YouTube. Andrea chiarisce che il canale è un magnete di opportunità: porta consulenze, corsi, channel check, sponsorizzazioni, monetizzazione YouTube e progetti formativi. Fare video e fare consulenza richiedono competenze diverse, ma entrambe le attività hanno bisogno di creatività.

“specie di chat GPT on steroids” — Andrea Ciraolo, 00:56:08

Andrea parla anche delle collaboratrici, in particolare Francesca e Deborah. Alcune attività non richiedono la sua creatività diretta o non sono quelle che ama fare; altre richiedono una forma di responsabilizzazione. Con Francesca registra video che da solo rimanderebbe, perché il rispetto per il suo tempo lo obbliga a trovare energia. L’ultimo blocco sostanziale della puntata è quindi il lavoro con altre persone: anche chi lavora da solo può progettare un sistema in cui responsabilità, supporto e delega rendono sostenibile il workflow.


  1. Questa sinossi è generata con l’intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione della puntata. ↩︎

Leggi la trascrizione completa

A2 podcast.

Scopri come ottenere il massimo dalla tua tecnologia apple.

Due professionisti, Filippo e Roberto, te lo spiegano con argomenti monotematici ed

ospiti che raccontano il loro flusso di lavoro.

Benvenuti all'episodio 74 di A2.

Per questo episodio facciamo a tre, visto che abbiamo un ospite in

cui scoprire come tenere il massimo dalla tecnologia Apple, e non solo.

Io sono Filippo Strozzi e sono il vostro ospite, assieme all'amico Roberto

Marina.

Di che cosa parliamo?

E con chi, mio caro Roberto?

Questa volta sono proprio senza parole, perché non ho altro da dire

che due parole.

Due parole che riguardano l'ospite in questione.

È un ospite veramente enorme, chiamiamolo così, perché è non perché è

grande dal punto di vista fisico, anzi, volevo fargli i complimenti direttamente

subito, perché l'ho seguito praticamente da quando è nato nel mondo social

e l'ho visto adesso.

Proprio il suo cambiamento fisico è veramente dimagrito, molto asciutto, è veramente,

non so come abbia fatto, è stato veramente grandissimo.

Mi lo facendo vedere i bicipiti, grandissimo, grandissimo.

E abbiamo con noi.

Perché non ne parli?

Adesso ne parliamo subito.

Abbiamo il nostro grandissimo, nonché muscolosissimo Andrea Ciraolo.

Ciao ragazzi, ciao, grazie per l'invito.

Il piacere è tutto nostro, anzi, è veramente fantastico avere un personaggio

come te qui con noi.

Finalmente siamo riusciti a concludere i tre terzi di Organizzazione per Negati,

come avete sentito, siamo partiti da Matteo Scandolin.

Siamo passati da Valentina De Poli e finalmente è arrivato anche Andrea

Tra di noi.

Andrea Tradi noi, che è veramente un personaggio per quanto mi riguarda,

adesso cerco di essere sintetico.

Che davvero ho conosciuto quando è iniziato e iniziato a fare il

podcast, e mi è piaciuto subito perché proprio in quel periodo lì

stavo iniziando anch'io.

Ho iniziato con una frase che mi è piaciuta tantissimo, ce l'ho

ancora qua in testa.

Dove diceva appunto, nella sua primissima puntata, ciao, sono Andrea Ciraolo, e

non sono capace a fare podcast.

E qua hai avuto la mia massima simpatia.

E capisco benissimo qual era la situazione all'inizio, perché all'inizio abbiamo affronquentato

tutti quanti delle difficoltà, e appunto, Andrea, tu hai iniziato a registrare,

se non ricordo male, anche tu in auto.

Ma io prima di tutto mi sto chiedendo se tu hai volutamente

taciuto e fatto passare in sordina la cosa più grave di questa

puntata, cerco di fare il furbo e sto in sordina.

Ma perché io non vi permetterò di cominciare senza una polemica gravissima,

che è legata al fatto: voi ridete su i baffi, ma il

problema è molto serio.

È legato al fatto che voi avete invitato prima di me i

miei compagni, il mio compagno è la mia compagna di podcast.

Cioè, voi avete invitato prima Mattia Scandolini.

Poi avete invitato Valentina De Poli e come ultima ruota del carro,

avete invitato il sottoscritto e non solo, lo avete fatto solo perché

noi abbiamo avuto così la gentilezza, vi abbiamo fatto la gentilezza di

citarvi nel nostro podcast, se no, io non sarei neanche stato invitato.

Quindi, ora io voglio che voi mi diciate, se no, io non

aprirò la bocca durante questa puntata, io voglio che voi mi diciate

qual è il motivo, che cosa vi fa preferire Matteo e Valentina?

A me.

Ah, dunque, la metti su questo piano, invece, io la mettevo su

un altro piano.

Ma dunque, per la preferenza, dunque, secondo me, rispetto a loro due

hai solo più barba.

Tutto qua.

Ma è ovvio che voi non preferiate me, voglio sapere perché preferite

loro perché loro sono più simpatici di me.

Cosa hanno fatto loro?

Che io non ho fatto?

E la barba, vedi?

C'è già Filippo che ha già la barba lunga, e quindi ne

abbiamo già troppi di barbe.

Loro mi fanno pesare questa cosa ogni puntata del podcast.

Prima di iniziare a registrare, loro ci tengono sempre a sottolineare: guarda,

Andre, che noi siamo andati da due podcast, e tu no, mi

trattano veramente come se fossi il bambino scemo del gruppo per colpa

vostra.

Siamo delle brutte persone, effettivamente.

No, è colpa di Filippo.

La realtà è che colpa di Filippo.

Tu sei un avvocato, ti saprai ben difendere.

Io purtroppo sono solo un architetto.

Allora, questo io non lo sapevo, ma appunto, io ho detto: ma

Andrea ha fatto tantissime cose, ma lavora solo con Windows.

Invece, poi Matteo mi ha detto: ma no, non è vero, Andrea

ha anche avuto un'esperienza malvenuta fuori da questo punto di vista con

Apple.

Allora ho detto: adesso possiamo chiamarci perché voi non mi invitavate perché

sapevate che avremmo fatto polemica anche con Apple.

No, beh, noi siamo critici.

Noi siamo critici.

Allora lo avete fatto per vostra tutela.

No, ma non era quella la questione.

La questione è: appunto, tendenzialmente, qua in due podcast, passano persone che

utilizzano Apple nel loro lavoro.

In realtà noi siamo abbastanza aperti come mentalità, perché in realtà pensiamo

che qualsiasi strumento vada bene: l'importante è essere produttivo e sul pezzo

che tu utilizzi Windows o Apple, chi se ne frega.

L'importante è che fai del meglio con la tecnologia che hai.

E quindi tendenzialmente siamo sempre.

Scusa, rispetto a questa frase, cosa c'entra Valentina De Poli?

Fammi capire: Valentina usa strumenti Apple.

No, no, no, tu hai detto fare il meglio con la tecnologia.

Fammi un attimo capire.

Aiutami.

Ha fatto il suo meglio con la tecnologia.

Ah, ok, ha fatto il suo meglio quindi un po' come si

fa con i bambini: dici comunque, se riuscite ad accendere il computer,

brava, hai fatto del tuo meglio.

Ma no, non è vero.

Allora, bisogna capire anche la questione.

Che lei ha avuto forse un impatto un po' diverso con la

tecnologia, cioè il suo forse il lavoro.

Aspetta, perché le stai dicendo che è anziana?

No, ma gliel'ho già detto anche in puntata, in realtà, purtroppo.

Quindi ormai sono già nella valle di lacrime, sono quasi sommerso.

Scendere due centimetri in più o salire due centimetri in più non

cambia niente, ormai sono nella valle di lacrime.

Ma in realtà ha avuto un impatto, secondo me, abbastanza difficoltoso in

linea di massima con la tecnologia, anche perché se io vedo, ad

esempio, mia moglie che fa il mio stesso lavoro, ha veramente un

impatto diverso con la tecnologia.

Io sono appassionato e quindi cerco di estrapolare il meglio.

Lei lo usa soltanto per quello che gli serve, che è anche

un atteggiamento giusto.

È uno strumento.

È uno strumento come tutti gli altri.

Io il martello posso usarlo per metterci dentro un chiodo come farebbe

mia moglie, ma per esempio posso anche martellare la macchina di Filippo.

Se mi serve, ad esempio, un nome a caso.

Comunque, al di là di quello, la cosa interessante è che, appunto,

non sapevamo di questo trascorso con il mondo Apple.

Sappiamo benissimo perché ti seguiamo, che lavori con Windows.

E quindi mi sembrava molto carino sentire il tuo punto di vista,

che appunto ha visto i due mondi e riuscire un po' a

confrontarci e a parlare di questo tuo trascorso, da quello che ci

ha detto Matteo, abbastanza negativo.

Quindi cerchiamo di far arrabbiare un po' tutti oggi.

Sì, assolutamente sì, siamo qui per questo.

E quindi cosa crediti?

Cosa credite che io vi dica in particolare?

Raccontaci un po' appunto, perché hai provato Apple, quali sono i motivi

per cui non ti sei trovato, perché poi questo è il risultato

finale.

Ma allora, intanto io sono tuttora una felice utente Apple, perché utilizzo

un iPhone come mio telefono, un paio d'anni.

Credo.

È un iPhone 13 mini.

Quindi da quando è uscito, sostanzialmente?

Cosa saranno due anni?

Più o meno?

Sì, due o tre anni, sì.

E già in precedente, in precedenza, avevo usato iPhone, per cui sono

assolutamente soddisfatto di questo dispositivo.

Per quanto riguarda il computer, quello che era successo è stato che

a un certo punto io utilizzo per lavoro quasi esclusivamente il computer

fisso.

Il mio vecchio computer portatile iniziava a perdere colpi, allora ero in

una fase in cui dovevo sostituirlo.

E proprio in concomitanza con quella fase, ho realizzato un corso su

OBS Studio, che è un software che si usa per registrare video

e per fare live streaming, e mi sono detto: beh, a questo

punto, io potrei acquistare un Mac anche con i proventi delle vendite

di primi ricavi delle vendite del corso, così da poter fare delle

lezioni del corso anche sul Mac, per quei piccoli ambiti in cui

il software ha delle differenze.

Nel caso di OBS Studio non sono molti, però ci sono.

E così ho fatto.

Di fatto, per quanto riguarda i video su OBS Studio, l'idea è

stata assolutamente un'ottima idea, perché ha funzionato molto bene.

Ma per quanto riguarda poi la mia esperienza da utente, invece l'esperienza

non è stata particolarmente positiva.

A differenza di quello che ci si potrebbe aspettare, cioè, magari i

nostri ascoltatori e le nostre ascoltatrici potrebbero aspettarsi un po' di sangue

in questo momento, un po' di cattiveria, ma la verità è che

purtroppo la risposta è molto più banale di quello che potrebbe essere:

semplicemente mi sono reso conto che la mia memoria motoria scorciatoie, dove

si trovano un po' le cose, eccetera, eccetera, è troppo abituata a

Windows.

E non ho trovato dei vantaggi nell'affrontare questo Switch che avrebbe richiesto

alcuni mesi di adattamento molto pesanti per il mio utilizzo.

Io sono un utilizzatore estremamente veloce del computer.

Vi basti pensare che io tengo il mouse.

Le persone che vengono alla mia scrivania si stupiscono di quanto è

veloce il mio mouse.

Il puntatore è proprio del mouse, perché lo metto alla massima velocità

possibile, in modo che io, senza mai muovere il polso, arrivo a

tutti gli angoli dello schermo e di tutti gli schermi che ho

a disposizione.

E quindi, questo per farvi capire che per me la velocità è

proprio importante, se no, mi viene proprio.

Mi sento stressato quando ho dei limiti e quando devo pensare a

che cosa qualità stipremere.

E quindi un passaggio a Mac sarebbe stato possibile, al netto che

sarebbe stato reso difficile dal fatto che avevo ancora un computer fisso

Windows.

Ma anche volendo pensare a un passaggio totale, avrebbe richiesto dei mesi

di adattamento.

E sinceramente, che voi ne diciate, amici del Mac, non ci sono

dei reali vantaggi per cui fare quello sbatte e quegli sforzi.

Perché di fatto i due sistemi operativi, se non si sono, diciamo,

degli utenti con dei gravi handicap cognitivi, sono assolutamente equivalenti in ogni

loro singola funzionalità.

Io mi metto tra quelli che ha dei problemi cognitivi, lo ammetto,

perché lo dico a te, Andrea, per raccontare anche un po' qual

è stato il mio passaggio da Windows a Mac.

Io mi ricordo, era all'epoca di XP giù di lì che vedevo

l'interfaccia grafica del Mac veramente molto bella, molto accattivante e quello mi

aveva sempre attirato molto.

Poi c'era un problema dal punto di vista software che non potevo

utilizzare il software che uso adesso per lavoro e all'epoca non si

potevo utilizzare, quindi ero un po' tagliato fuori dal mondo Mac, però

lo vedevo lì sempre molto bello, molto carino, tant'è che utilizzavo anche

delle skin apposta per riuscire a rendere Windows, almeno dal punto di

vista grafico, molto simile al Mac.

Alla fine sono riuscito a passare al Mac velocemente, e poi, recentemente,

perché ogni tanto mi tocca anche farlo, devo mettere le mani sul

Mac, sul scusate, sul Windows di mia moglie.

E devo essere sincero, questo ve lo dico sinceramente, mi sento un

po' perso, nel senso che con la nuova interfaccia grafica, parlo di

Windows 10.

In questo momento mi sento sempre un po' perso, che non riesco

a capire bene dove sono.

Mentre devo dire la sincera verità, che con il Mac, tutto sommato,

mi trovo sempre un po', come si dice, nel mio ambito.

A questo punto dico.

però, quello che tu forse stai facendo intendere, non so se è

il tuo caso Roberto, il problema degli appassionati del mondo Apple, è

che c'è un atteggiamento del tutto religioso e ricco di bias.

Perché quello che succede a te nel passaggio da Mac a Windows,

è la stessa cosa che succede a me a Windows.

Assolutamente.

Cioè, questa cosa non accade perché, come a molte persone un po'

impalinate, piacerebbe credere, perché ci sono delle differenze migliorative del sistema operativo.

Accade semplicemente perché se una persona è abituata a stare per anni

su un sistema operativo, è normale che si senta spaesata in un

altro sistema operativo.

E se io fossi stato, diciamo, un po' più ottuso nel mio

modo di ragionare, avrei detto la stessa cosa del Mac quando ci

sono passato.

Ciò avrei detto che il Mac è confusionario, le cose nel Mac

richiedono il doppio del tempo, le cose sono più complicate nel Mac.

E la verità è che è molto semplice, basta fare un minimo

di autoanalisi per rendersi conto che semplicemente abbiamo delle abitu.

E la domanda che dobbiamo farci è val la pena in un

determinato momento della nostra vita fare degli sforzi per un passaggio oppure

no?

Sono d'accordo, difatti, nel mio caso, diciamo, la differenza l'ho sentita appunto

da Windows a Mac, nel senso che è quella che hai sentito

tu, la stessa diretta, solo che per me era importante riuscire a

utilizzare questo sistema operativo.

Uno perché mi piaceva molto dal punto di vista grafico, e purtroppo,

anche per la mia professione, questo ha un peso.

Ma la seconda parte, che, secondo me, ha avuto peso all'epoca e

continua a avere peso adesso, è che una certa stabilità all'epoca non

c'era per il sistema operativo, soprattutto anche perché bisogna sempre ed era

una costante, smanettare con driver con il registro di sistema e riuscire

a fare una serie di cose per riuscire a farlo funzionare come

volevo io.

La differenza per me è grossa, che quella che mi ha aiutato

in questo passaggio è appunto non solo l'utilizzo del sistema operativo che

mi piaceva dal punto di vista grafico e continua a piacermi, ma

era anche una stabilità intrinseca del sistema che obiettivamente adesso devo dire

che vedendo mia moglie, Windows 10 ha raggiunto, ma anche penso 11.

Siamo all'11.

Sì, sì.

Da appunto dicevo 10 perché ce l'ho avuto sotto, ma immagino anche

11: quasi 12, speriamo nel 12 e mi sembra.

Guarda, la cosa che fa ridere dei sostenitori del Mac, e ripeto,

io non sono affatto un sostenitore di Windows perché utilizzo dispositivi Apple

con grande soddisfazione.

Ma la cosa che fa ridere è che di solito chi sostiene

il Mac fa un confronto tra il Mac di oggi e Windows

XP.

E uno dice: Eh no, perché Windows, per come me lo ricordo,

io era un colabrodo.

Sì, ma cavoli, ma tu stai parlando di un Windows di vent'anni

fa, porca miseria.

Cioè, anche io se ti faccio il confronto col DOS, è ovvio

che vince Mac.

Ma confrontiamoci col sistema operativo di oggi e vi dirò la verità.

Io ho questo ricordo, perché ricordo proprio che lo notavo anche in

virtù di questo trigger di cui stiamo parlando, ma quel Mac che

io ho avuto per alcuni mesi si è impallato almeno tre volte

che io ricordi.

Cioè, io ricordo tre volte in cui si è spento il computer.

I ho detto che sta succedendo, cosa che non mi è successa

ad oggi con il mio bel Dell XPS, quel cavolo che è,

non si è mai spento.

Questo cosa vuol dire che è meglio il Del, che è meglio

Windows?

No, vuol dire che quando noi valutiamo queste cose, siamo sempre guidati

dai nostri bias.

No, sicuramente sono d'accordo anch'io, perché continuo a dire, io sono partito

dall'esperienza di XP, perché poi da lì l'ho abbandonato.

Però riconosco obiettivamente che il Windows di adesso non è paragonabile a

quello dell'epoca, ma sicuramente è decisamente molto più stabile.

Ribadisco, come ho detto nella premessa, secondo me non esiste un sistema

operativo o un hardware migliore alla fine, nel senso che forse un

hardware forse probabilmente sì, perché deve essere ritagliato sulla propria professione.

Ad esempio, io, come dal punto di vista architetto, in quello che

sto facendo, mi trovo bene con quello che ho.

Ma è chiaro che se dovessi puntare a fare un esempio che

è il render, probabilmente il sistema operativo l'hardware che sto utilizzando non

sarebbe per niente adatto e dovrei cambiare proprio squadra.

E lì c'è poco da dire.

Nel senso che, ribadisco, c'è un sistema operativo, un hardware adatto a

quello che si fa ed è migliore in quel momento.

Ovviamente non esiste il migliore in assoluto sotto questo punto di vista.

Tra cosa che mi ricordo che mi hai portato alla luce, Andrea,

era anche questa questione: che erano le formatazioni, le famose formatazioni.

Adesso io non so tu, io contro dire sono con esperienza da

XP, però mi ricordo che era normale amministrazione fare una formatazione una

volta l'anno circa.

Anche questo mi aveva lasciato un po' perplesso, e ne avevo anche

un po' abbastanza, ed è per quello che poi sono passato a

me.

Che ho trovato un po', diciamo, un sistema che mi permetteva di

essere operativo.

Tant'è che io, Filippo, mi guarda sempre in modo storto quando lo

dico.

Tuttavia, dal 2010 che faccio: io non so come si faccia una

formatazione.

Sono continui.

Quando cambio il computer faccio il ripristino da time machine, delle impostazioni,

in un'ora e mezzo sono in piedi.

E io, francamente, dovesse chiedermi adesso come si fa a portare a

zero un mio computer, non lo so, non ho la minima idea:

impostazioni e ripristino dati di fabbrica.

Probabilmente sì.

Ad ogni modo non è molto diversa da un'esperienza Windows.

Ancora altro bias, noi paragoniamo i MacBook Pro da 2500 euro con

i portatili Asus da 199 euro.

Voglio dire, è ovvio che a livello di prestazioni di manutenzione c'è

un abisso tra questi dispositivi.

Ma se noi prendiamo un computer Windows da 2000 a 2500 euro,

ma io i miei non li ho mai formattati.

Poi non lo so se sto sbagliando qualcosa io, se magari mi

manco, magari sto ignorando delle problematiche.

Che ne so, io.

Quello che so è che io, utente medio, utilizzo i miei dispositivi

senza alcun problema.

La stessa cosa che mi risultano fare gli utenti degli altri sistemi

operativi.

Probabilmente così, nel senso che forse ero anche il mio hardware dell'epoca

che non era dei migliori, ma ovviamente non lavoravo all'epoca e quindi

non è che potessi permettermi chissà che.

E continuo dire, è in effetti legato ai bias, e come giustamente

hai sottolineato, la questione è che era molto interessante riuscire a sentire

il tuo punto di vista.

Il tuo punto di vista che, secondo me, è molto interessante, perché,

insomma, noi ti abbiamo conosciuto che facevi podcast per intenderci, almeno io.

Ti abbiamo visto entrambi, sia io Filippo che anche altre persone ti

abbiamo visto al famoso Festival del podcasting a Milano.

Non abbiamo avuto modo di piacere di conoscerci di persona, ma comunque

ti abbiamo visto, è la cosa importante.

Ma quello che volevo definire io, perché secondo me fai tantissimo, ed

è difficile riuscire a metterti dentro un cappello, volevo sapere da te

a questo punto che lavoro fai, mettiti tu un cappello e spiegaci

come usi il tuo computer Windows nel tuo lavoro, partendo dal lavoro.

Allora guarda, io sono in una fase della mia vita in cui

la tecnologia è davvero un mero strumento per me.

Cioè, più diventa trasparente la tecnologia che utilizzo, e più ne sono

contento.

A differenza di altri momenti della mia vita in cui provavo anche

una forma di eccitazione nello smanettarci, nell'usarla, nell'ottimizzarla, nel inventare, creare cose,

oggi, sostanzialmente, ciò che io desidero dai miei dispositivi elettronici è che

mi connettano col mondo che mi circonda, e in particolare con altre.

Diciamo, in input con cose che posso imparare, informazioni che posso acquisire,

e in output con le persone a cui voglio arrivare con cui

voglio comunicare.

Tutto ciò che non rientra in questi due scopi per me è

una distrazione ed è qualcosa che cerco di eliminare o di togliere.

Purtroppo per fortuna la grandissima parte della mia giornata lavorativa è a

questa scrivania, di fronte a questo computer, e quindi inevitabilmente la tecnologia

è una parte molto importante per le mie attività.

E quello che ci faccio credo che sia quello che più o

meno ci fanno tutti: cioè ci mando mail infinite, messaggi Whatsapp, Telegram

e già così abbiamo esaurito più o meno il 95% del mio

tempo.

Tutto il resto del tempo è trascorso a registrare video e caricarli

su YouTube sostanzialmente.

Vabbè, ma è già tanto, perché io ho provato a fare un

video un po' più di alto livello, nel senso, ho provato ad

alzare la mia sticella ed è stato, non dico, un bagno di

sangue, ma tu consideri che l'ho registrata ad agosto ed è uscito

praticamente a inizio novembre.

Quindi Beato te che ci metti poco, ci ho messo una vita

infinita.

È perché non mi hai seguito abbastanza, evidentemente.

Sicuramente è vero, è vero, effettivamente, Andrea è decisamente molto focalizzato anche

sulla produzione di contenuti, cioè sulla modalità su come produrre contenuti.

Vedo proprio che ci hai ragionato sopra e hai creato il tuo

sistema, chiamiamolo in questi termini.

Sì, credo che sia così.

Credo che sia così.

C'è stato, diciamo che io ho un po' questa cosa: quando provo

interesse nei confronti di qualcosa, trovo molto interesse nei confronti di quella

cosa.

E quando il mio interesse è diventato la creazione di contenuti, sono

andato in fissa con questo tema e l'ho approfondito, studiato e messo

in pratica così tanto, che effettivamente hai ragione nel dire che ho

un po' ideato il mio metodo: traspare.

Io già sto, qui ovviamente, in preparazione, avevo già visto un sacco

di video tuoi su OBS e chiudo una parentesi.

Ma personalmente, poi casomai sono io che sbaglio, ma su Mac io

trovo che OBS funzioni veramente male.

Infatti, è una cosa che visto che hai detto che hai anche

fatto un corso sopra, volevo.

Perché effettivamente la mia esperienza con OBS su Mac in tele, intendo

a precisare.

Gli M1 sono già un'altra bestia, ma veramente non.

Ma che cosa in particolare ti viene in mente perché il sport

non funziona male, funziona male.

Tu fai conto che io in pandemia ho comprato il MacBook Pro

16 pollici, quello Super Mega Galattico Intel, mettiamola così, addirittura proprio perché,

vabbè, nelle mie idee, di fondo, era il computer che avrei utilizzato

da casa e anche per fare dei video, appunto, perché c'erano tutto

il discorso di fare formazione online, fare tante cose online.

Per cui effettivamente un computer ben carrozzato era una cosa sensata all'epoca.

Nella sostanza, questo computer, che è Intel, appunto, con OBS sopra non

sono mai riuscito a farci niente sostanzialmente.

Addirittura le dirette streaming ho avuto svariatissimi problemi.

E nell'assurdo, diciamo, sto registrando e sto parlando dal mio iMac invece

del 2017, fa tutto senza problemi, ho fatto i miei webinar perché

io faccio anche formazione per gli avvocati.

Direttamente tre ore di webinar in diretta senza battere ciglio, sempre con

OBS, tenendo a precisare, perché l'altra opzione sarebbe ICA Live, ma diciamo,

la remunerazione di queste cose, non ha senso che io lo paghi,

mentre so che Matteo è super appassionato, effettivamente pensato su Mac, e

la differenza a livello proprio hardware, cioè la fatica che fa il

Mac per lavorare con OBS e con ICA, è un mondo lontano,

ecco.

E il fatto è che dovremmo fare degli esempi concreti, nel senso

che io questa cosa non lo so, perché non ho mai usato

OBS, diciamo, per lungo tempo su Mac.

E le volte che l'ho usato anche per il corso, così non

ho avuto dei problemi particolari.

È possibile, perché ci sono alcuni software che sono ottimizzati per Windows

e non sorprenderebbe se fosse OBS uno di questi, perché nasce per

il mondo del gamer OBS, per cui potrebbe anche essere che questa

cosa abbia una ragione di esistere.

Cosa che non ti saprei dire.

Se hai degli esempi concreti, magari mi viene in mente se così

anche su Windows per dire.

Tu fai conto che a un certo punto con comunque connessione buona

e tutto il resto, adesso ti potrei anche mandare il link a

uno di queste di queste cose, c'era proprio la desincronizzazione audio video,

proprio perché il computer non riusciva a gestirlo.

Il flusso audio e il flusso video erano lo impallavano a tale

livello che la vicenda era ingestibile.

E effettivamente, perché mi ero confrontato all'epoca con Matteo, mi fa: No,

no, no, non è un problema del perché avevo un microfono wireless

all'epoca.

Non è il problema del microfono wireless che comunica male, è un

problema.

Adesso c'è un termine tecnico che non mi viene in mente, è

quello che sostanzialmente l'hardware non sta, non riesce a codificare i dati

in tempo reale, quindi ovviamente è una desincronizzazione delle cose.

Però sai cosa?

Guarda, io vi porto questa riflessione che è un po' più, diciamo,

estesa, generalizziamola un po' naturalmente.

Però, quando prima parlavamo di bias, vi faccio notare proprio come si

creano questi bias.

Cioè, che cosa ha portato il tuo processo logico dal dire la

mia esperienza con OBS Studio è stata negativa, al dire OBS Studio

non funziona bene sul Mac.

Perché tra le due cose c'è una grossa differenza.

E molte volte noi prendiamo la nostra singola esperienza, è quella di

persone che, come dire, hanno esperienze simili a noi in una sorta

di bias di conferma.

Perché poi figurati, se io apro adesso qualsiasi forum, troverò sicuramente OBS

non funziona sul Mac, OBS non funziona su Windows, OBS non funziona

su Linux, ovviamente, al dirci questo software non funziona su questa piattaforma.

Poi ripeto, magari nel caso di OBS, è assolutamente così, e io

questa roba qua non la so.

Tuttavia mi chiedo cosa ci porta noi esseri umani a generalizzare la

nostra singola esperienza.

No, no, allora, avendo fatto varie teste test, diciamo che su M1

mi sono sempre trovato bene.

Questo altro computer mi sono trovato, cioè funziona, funziona, fa fatica, ma

funziona, mettiamolo in questi termini, ma un computer del 2017, quindi è

proprio ti dico e ho anche il dubbio che sia un problema

del Mac portatile che ho io,

o di quel Mac o di quella generazione di Mac.

Tu consideri che io ho fatto questo acquisto nel 2020, appunto, aprile,

proprio in mezzo alla pandemia, mettiamola così, non mi ricordo più se

a giugno o a settembre sono usciti gli M1.

Quindi alla fine era il top di gamma all'epoca di Apple, e

gli ho dato anche dei bei soldi all'epoca, e nel giro di

pochissimo, un MacBook era fa di più, probabilmente del mio portatile super

carrozzato, mettiamoli in questi termini, poi ovvio che sono quegli acquisi sbagliati.

Ebb che dire Filippo?

Viva il Mac!

È assolutamente un ecosistema solido, bravi, molto bravi ragazzi.

Nesti è vero, siamo rimasti schiavi da questi bias.

Ma appunto sui bias, che era interessante, secondo me come punto di

vista, ma che tu giustamente ne hai parlato in questo ambito Windows,

Mac oppure dei sistemi e delle proprie percezioni.

Ma in realtà è decisamente più profonda la questione, nel senso, soprattutto

in questo inpoco proprio precisa in questo momento in cui spesso e

volentieri ci appoggiamo all'utilizzo dell'intelligenza artificiale, che io ho potuto dire non

chiamata intelligenza artificiale perché non ha quasi niente di intelligenza, sono solo

dei semplici acceleratori dei propri workflow.

Però dietro a questi acceleratori e questa intelligenza artificiale, in realtà si

potrebbero nascondere un sacco di bias cognitivi che non sono impliciti di

chi magari programma, perché magari ce li ha e non lo sa.

E appunto, visto che eravamo entrati nell'argomento, volevo chiederti una tua opinione

a riguardo, Andrea.

Nel senso,

cosa ne pensi dei

bias cognitivi che si possono nascondere dietro all'intelligenza artificiale?

Ci sono, non ci sono, o riusciremo a riconoscerli, o perlomeno, come

faremo a riconoscerli e quindi a non caderci?

Guarda, in realtà, secondo me, la risposta era già insita nella tua

domanda, e di fatto, io credo su questo, io in generale, sull'intelligenza

artificiale, un'opinione forse un po' forte, che andrebbe smussata su alcuni aspetti,

ma non essendo una cosa che riveste un grandissimo interesse nella mia

vita, mi basta un'opinione un po' superficiale.

E il fatto è che credo che sia un non problema, nel

senso che l'intelligenza artificiale, come hai detto tu, non fa altro che

amplificare cose umane e di fatto non aggiunge conoscenza all'umanità, in questo

momento, quantomeno, né al singolo individuo.

L'unica cosa che fa è semplificare dei processi.

E quindi se io utilizzo l'intelligenza artificiale oggi per acquisire competenze o

conoscenze, beh, il bias non è dell'intelligenza artificiale, il bias è mio,

come essere umano.

Ed è ovvio che l'intelligenza artificiale mi porterà quello che è in

grado di portarmi, cioè molto poco.

Ma non cambia molto rispetto a quando vent'anni fa i nostri zii

si informavano su Facebook, no, forse dieci anni fa, si informavano su

Facebook e ci riportavano i rimedi medicinali, miracolosi, perché li avevano letti

su Facebook.

Cioè prima c'era quello, oggi c'è l'intelligenza artificiale e non credo che

faccia una grande differenza sostanziale.

Gli esseri umani hanno sempre bisogno di qualcuno che li rassicuri con

soluzioni semplici.

Oggi queste soluzioni semplici sono date dall'intelligenza artificiale, non sono peggio di

quelle che davano i social network poco tempo fa e non saranno

peggio di quelle che ci daranno i chip impiantati nel cervello fra

vent'anni.

Alla fine il concetto è sempre quello: sta all'individuo scegliere gli strumenti

con cui cerca di migliorarsi.

Mi piace come idea e volevo chiederti un'altra cosa, un'altra, diciamo mia

curiosità a questo punto: nel tuo lavoro ne utilizzi di questi strumenti

o riesci a farne a meno?

Utilizzo praticamente zero.

Ok, perfetto.

Non è che riesco a farne a meno.

Cioè, questi strumenti non sono strumenti di cui fare a meno.

Al contrario, sono strumenti da utilizzare nel momento in cui hanno un'utilità.

Nel momento attuale, e credo che cambierà questa cosa nel corso degli

anni, perché vanno a una velocità incredibile questi strumenti oggi.

Ma nel momento attuale il mio livello di creatività nelle cose che

faccio è ancora, diciamo, molto superiore all'utilità che mi può dare l'intelligenza

artificiale.

Nel tempo questa cosa cambierà forse, o perché io mi sentirò più

stanco, o perché l'intelligenza artificiale farà dei passi ulteriori, ma oggi la

utilizzo molto poco.

Cioè, io potrei aprire chat GPT per dirti: non so se ce

l'ha data nelle chat, ah dovrei fare il login.

Vabbè, ma la lascio aperto.

Niente.

Però io penso che l'ultima volta che l'ho usato sarà stato un

mesetto e mezzo fa, qualcosa del genere.

Ok, perché ad esempio, nel mio caso, faccio un esempio pratico: l'utilizzo

dell'intelligenza artificiale, in effetti, accelera una fase che tendenzialmente nel workflow lavorativo,

nel mio caso di architetto, era veramente una perdita di tempo, anche

se era necessaria.

Che esempio, appunto, riguarda la creatività.

La creatività, nel caso mio, viene spesso sollecitata dal visionare progetti, immagini

o altri tipi di idee che possono essere integrate nel progetto che

sto facendo e nell'idea che ho io in testa.

Quindi può diventare utile, ad esempio, utilizzare da lì o mid journey

per creare delle immagini e andare sempre a iterare il lavoro in

modo tale da avere una panoramica di idee da cui poter riuscire,

appunto con l'intelletto umano, chiamiamolo così, metterle assieme e tirare fuori qualcosa

di nuovo.

In questo caso ho notato che in effetti aiuta davvero tanto dal

punto di vista della progettazione.

C'è anche da dire che recentemente, questo lo dico per dare, diciamo,

una chiusura verso l'intelligenza artificiale, che sta entrando veramente in modo pesante,

almeno nel mio ambito, è che attualmente esiste un plugin per un

sistema di progettazione che si chiama Revit Software, che praticamente riesce a

andare a controllare tutti i progetti che hai fatto precedentemente con lo

stesso software, e quindi riesce a dare direttamente lui la soluzione, o

perlomeno le soluzioni più simili a quello che hai progettato fino a

qualche giorno prima, diciamo.

Quindi è interessante anche questo sviluppo che sta prendendo dell'intelligenza artificiale, in

realtà mi sembra più un sistema di sintesi, forse non cognitivo, chiamiamolo

così, che ti permette di avere in effetti delle idee su cui

poter lavorare.

Almeno, questa qui è la mia personale impressione.

Invece, Filippo, tu lo usi?

Guarda, no, volevo solo aggiungere una cosa, scusami Roberto.

Allora, è molto.

Capisco bene quello che tu dici.

Da un lato, io mi rendo conto di avere meno bisogno di

questa cosa proprio perché a differenza tua, e forse in questo posso

supporre di essere più simile a Filippo.

Io sono molto più legato all'intelligenza artificiale, diciamo, di tipo testuale.

Nel senso che tutta la parte di immagini, nel lavoro che faccio,

nelle cose che faccio tutti i giorni, sono meno rilevanti.

E quindi, per me il trovare stimoli creativi, forse è un po'

più semplice o il vantaggio che mi dà Chat GPT è un

po' più attutito, perché comunque sono una persona che legge molto, che

guarda molti video, che fa già molte cose di suo.

Mi rendo conto che in questo momento il valore dell'intelligenza artificiale è

molto improntato sulla creatività, sul brainstorming, sull'avere idee, sull'avere spunti, sull'avere incipit,

su cose che alimentano la nostra creatività.

Cosa di cui io in questo momento, ma ripeto, voglio sottolineare in

questo momento della mia vita e del mio lavoro, di cui oggi

sento meno il bisogno.

Io aspetto con grande ansia perché sono convinto che lì io ci

andrò sotto quando l'intelligenza artificiale sarà invece improntabile all'operatività.

Cioè il giorno in cui Siri o Alexa speriamo che non si

svegliino, il giorno in cui questi due tizi e tizie saranno davvero

intelligenti.

È cavoli, lì cambierà la mia vita senza dubbio farò uno switch,

perché a quel punto sarà molto più semplice fare determinate cose che

oggi di fatto sono tutto purché intelligenti.

Invece tu, Filippo, le utilizzi?

No, sto cercando di utilizzarle non per utilizzarle, ma per prenderci la

mano, non so come definirla diversamente.

Sposo sostanzialmente tutto quello che ha detto Andrea, nel senso che sono

creativo, nel senso come avvocato, perché ovviamente comunque devo scrivere testi, devo

fare cose, poi, vabbè, nella diciamo cosiddetta fase delle mie passioni, creo

contenuti, mettiamoli in questi termini, collateralmente per passione.

Tuttavia, il discorso di fondo è questo: cioè, uno, venendo il tuo

ragionamento, cos'è che la cosiddetta intelligenza artificiale potrebbe darti di più quando

è andata a guardare i tuoi progetti?

Per l'altro, presumibilmente te li ha copilati, a questo punto li utilizzerà

a futura memoria per altri soggetti, che non puoi fare tu.

Nel senso, secondo me, è il solito discorso.

Attualmente l'intelligenza artificiale è semplicemente quello che era l'email all'inizio: invece di

perderci del tempo a scrivere qualcosa di complesso e mando un'email, ci

metto tre secondi, non la ragiono neanche, te la mando via e

rompo le scatole al prossimo gratuitamente, tra virgolette, ma sulla mia scrivania,

io ho mandato la mail, ho fatto quello che dovevo fare, non

sono più fatti miei.

Ti faccio due esempi: non capito dove sta lo stesso discorso all'intelligenza

artificiale, di fatto, tu demandi a un algoritmo, mettiamola così, una migliore

l'ipotesi,

di proporti qualcosa che hai già fatto, e che bene o male,

dovrebbe essere un qualcosa di tuo.

Non so se mi spiega.

Hai perfettamente ragione.

Ma la questione è che, come stavo cercando di spiegare, non è

che ti sta dando una soluzione o ti sta dando la soluzione,

sta semplicemente accelerando quel processo che dovresti fare tu, ma non è

detto che, perché tu

il lavoro dell'architetto, è vero che però non c'è solo quello, c'è

anche tutta una serie di sistemi attorno che derivano dall'impegno.

Ovviamente tu puoi dire io voglio faccio il disegno così e poi

dopo che si è visto, la travi in segno e poi vengono

i punti giù.

Lui fa un disegno bellissimo, ma poi non funziona, oppure mette le

passerelle con le lastre di vetro in una zona che molto probabilmente

potrebbe anche essere un po' con umido e salsedine, magari qualcuno potrebbe

farsi male, magari ragionarci un po' sopra.

Ma non è tanto quella questione.

La questione è: ma per esempio, utilizzando da lì e mi giorni,

che invece è più vicino alla mia esperienza, tu puoi scrivere quello

che vuoi, o perlomeno qualcosa che si avvicina molto a quello che

vuoi, e hai delle soluzioni che ti vengono date in parte, ti

danno essenzialmente quattro soluzioni.

Si tratta in realtà di una progettazione generativa, quella su cui si

sta nascendo, nel senso che lui genera delle soluzioni all'inizio, ma poi

è sempre l'interesse umano che modifica e trasforma quello che viene dato.

Diciamo che io perdevo tantissimo tempo perché tu cosa fai?

Vai a farti una ricerca su Google, cerchi Pinterest, cerchi Instagram, vai

a una serie di posti e vai a cercare delle soluzioni, le

metti su una bacheca, te le guardi tutte quanto, cerchi di tirare

fuori qualcosa che ci assomiglia perché magari non è proprio quello che

cercavi, e vai avanti così.

E un po' di tempo, secondo me, lo accelera.

Ma quello che volevo invece richiamare Andrea nel discorso, perché ci siamo

un po' persi, ovviamente con me e Filippo non può essere diversamente.

Visto che stavamo parlando dei workflow lavorativi, ero molto curioso visto che

sono entrato anch'io in questo mondo dei video, magari un po' in

punta di piedi facendomi male come è giusto che sia, volevo chiedere

appunto ad Andrea che tipi di software utilizza e qual è magari

la sua scaletta personale nella creazione di un contenuto video.

Allora, guarda, sui software che utilizzo, sai cosa facciamo?

Forse ti dico quali sono quelli che ho pinnato nella mia barra

di Windows qui sotto, così che penso che sia abbastanza esplicativo.

Come si dice esplicativo esatto?

Allora, in ordine da sinistra verso destra, e quindi per certi versi

forse anche di importanza.

Ho esplorato risorse, ovviamente esplora file, o Chrome o Telegram o WhatsApp.

Poi ho una serie di applicazioni che ho estrapolato dal Mac, non

so scusate, da Chrome, non so come si chiama.

Quando fai diventare un sito una specie di applicazione a sé stante.

Sì, un'applicazione esatta.

Quindi ho Gmail ho il calendario, ho Tudist o Spotify.

Poi come altre app native, ho Obsidian, che è un'applicazione per prendere

note, diciamo.

Ho Chat GPT che non utilizzo da molto.

Visual Studio Code per programmare, ma una cosa che ormai non faccio

praticamente mai.

Ho BS Studio, e poi ho alcuni ulteriori strumenti che però in

realtà sono qui solo perché non li ho mai tolti.

Che sono Free File Sync, che è una roba che mi serve

per sincronizzare diversi hard disk.

Ho Good Sync, che invece mi serve per fare il backup di

Google Drive, e poi ho anche che è uno strumento per flash

cards per

cose.

Interessante.

Non l'avrei mai detto, detto francamente, nel senso che non mi aspettavo

questa declinazione molto sulla comunicazione, diciamo.

Che tendenzialmente uno si aspetta che magari non so, abbia la comunicazione

difficile da spiegare.

Messi in secondo piano, ma che sia sempre lì, nel senso che

in qualche modo riesce ad arrivarci.

Che il mio caso, nel senso, le mail, Telegram Whatsapp, per fortuna

me ne sto tenendo fuori, dico per fortuna più che altro per

una questione di gestione

diciamo dei gruppi della scuola, ma solo per questo motivo.

Ma diciamo che sono sempre presenti nel mio lavoro, ma non li

ho mai messi, diciamo, all'inizio della barra, che avete tutti quanti sotto,

come programmi di partenza.

Molto interessante questa cosa, ma anche interessante il fatto che hai creato

delle applicazioni che si appoggiano direttamente al web.

Che in realtà ce ne sono moltissime, che sono magari fatte, vengono

chiamate app, magari rilasciate dagli sviluppatori, ma in realtà non sono nient'altro

che delle versioni web delle app confezionate all'interno di un eseguibile, per

intenderci.

Esatto.

Adesso non entro nel merito perché non è proprio la mia pane,

però, comunque l'idea è questa.

Ed è molto interessante.

E quindi, per quanto riguarda la creazione dei video, se ho capito

bene, correggimi se sbaglio, OBS è il tuo strumento principe, sì, esatto.

In realtà è forse l'unico strumento che differenzia il PC fisso da

quello portatile.

Nel senso che poi quasi tutto il mio lavoro è sul web.

Adesso io sto guardando di fatto, è letteralmente tutto sul web, eccetto

Obsidian, che pure è sincronizzato su internet, e Telegram per cui ho

l'applicazione nativa, ma già Whatsapp per dire non ho neanche installato WhatsApp

web, ma sto usando quello del browser.

Quindi, sì, c'è soltanto OBS che utilizzo per registrare video e tutto

il resto è dentro Chrome sostanzialmente.

Cioè, se io oggi dovessi formattare, appunto, ci dicevamo il mio computer,

dovrei installare Chrome, è vero.

E OBS, sto pensando proprio a quello, scaricare tutti i file esatto.

Ed è un bel aiuto questo, perché in effetti, dire, rimanendo alla

mia esperienza vecchia, che alla fine mi ha fatto passare al Mac,

la questione è decisamente cambiata.

Perché non hai più bisogno di tanti software installati sulla macchina in

questo momento storico.

In effetti, l'atteggiamento e il workflow che sta utilizzando Andrea è davvero

molto molto interessante.

Perché vi permette, tutto sommato, e correggimi se sbaglio anche qua, Andrea,

che tu in realtà potresti essere operativo anche con una macchina di

qualcun altro.

Sì, esattamente.

Cosa che in alcuni sporadici casi succede.

Mi ricordo, per esempio, un annetto fa più o meno sono andato

a un evento e arrivo all'evento, apro lo zaino per prendere il

computer e mi rendo conto che nello zaino c'è solo la custodia

del computer e non il computer.

In quel caso, una collega mi ha prestato il suo Mac, tra

l'altro, e non ho avuto assolutamente nessun problema.

Perché una volta che sono entrato con Chrome Navigazione in incognito, sono

entrato in quei due o tre account che mi servivano e ho

fatto tutto quello che devo fare.

Comunque non avrei registrato video in quella situazione e quindi c'era tutto

quello che mi serviva.

In particolare, la parte di messaggi, diciamo così, per me un aspetto

molto sensibile, tornando un attimo un passo indietro a quello che tu

dicevi.

Forse l'hai notato anche tu, Roberto, per dire: vediamo questo piccolo dietro

le quinte.

Tu, Roberto, mi ha detto a un certo punto, facciamo un gruppo

su Telegram per le parti organizzative.

Io ti ho detto: guarda, se è possibile, questa cosa, magari facciamola

via mail.

Perché devo ammettere che un po' per necessità di sopravvivenza e un

po' per mia attitudine personale, io tendo ad essere molto, diciamo, rigido,

tra virgolette, o dalle persone a volte viene vista come rigidità, ad

avere molta attenzione ai miei flussi di input legati alle comunicazioni.

E quindi sostanzialmente cerco di porci attenzione, per esempio togliendo le notifiche

sicuramente dal computer, ma spesso anche dal telefono e così via, e

cercando di dirotare le comunicazioni, diciamo, in canali specifici in base al

tenore di quella conversazione.

In particolare, per esempio, tutte le cose che possono in qualche modo

rientrare nel mio ambito lavorativo, cerco di dirottarle sulla mail piuttosto che

sugli altri strumenti che invece tengo più per tutta la mia vita,

diciamo così, più privata.

E una cosa che è carina, per esempio, del mio workflow rispetto

a questo aspetto è che io utilizzo moltissimo uno Stream Deck, che

è un tastierino con dei pulsanti programmabili sostanzialmente.

E ognuno di questi pulsanti ha un effetto, diciamo, fa delle cose.

Io ho in una fila i pulsanti che mi aprono le applicazioni

per mandare e ricevere messaggi.

Quindi, io apro Telegram, poi apro Whatsapp, poi apro la mail, faccio

tutto quello che devo fare, e l'ultimo pulsante l'ho programmato io e

mi chiude tutte quelle cose che ho appena aperto.

Quindi ho il pulsante con una piantina che chiude tutti i messaggi.

Per cui sostanzialmente quello che cerco di fare quando lavoro, non ci

riesco sempre purtroppo.

È gestisco i messaggi, leggo e rispondo, poi chiudo tutto e mi

metto a fare altri task.

Bello.

Si sei molto organizzato, io l'odoro.

Adesso per chi non ci ascolta e non vede quello che stiamo

vedendo noi, io bramavo nell'inquadratore di Andrea c'è lo stream deck ben

in vista, ed è uno di quegli oggetti magici che io abbramerei

per lanciare tutte le automazioni che mi piace fare, ma che mi

sto astenendo, perché di fatto è un acquisto compulsivo, secondo me.

Guarda, nel mio caso ti dirò: non credevo che questo affare fosse

così tanto utile quanto poi si è rivelato.

Cioè, io oggi mi rendo conto proprio che a livello motorio è

di una comodità pazzesca.

Fa poche cose se ci penso, ma quelle poche cose che fa

mi velocizzano mi velocizzano di quei microsecondi che mi fa molto piacere.

Cioè, vi dico una stupidaggine: io ho nella riga superiore dello stream

Deck le emoji più frequenti che utilizzo.

E quindi se devo mandare un cuoricino, io premo il tasto del

cuoricino.

Voi dite: cosa ti costa premere Windows spunto e scrivere cuore e

mettere il cuore?

Non mi costa nulla, certamente, ma poterlo fare con un tasto mi

toglie quella piccolissima frizione.

Che ammetto che mi fa piacere togliermi.

Eh sì, perché togli frizione qua, trogli frizione là, alla fine guadagni

un po' di minuti alla giornata, tutto sommato.

Ecco, ti faccio una domanda perché appunto cercherò di non comprare lo

streaming, lo dico in diretta.

Non ci crede nessuno, non ti crede nessuno.

Ho anche messo il camel camera per controllare i prezzi.

Ma mi sono auto varie volte, non sende molto.

Lo so, infatti, appunto.

Ovviamente adesso anche tu lavori prevalentemente, chiamiamola così, da una scrivania.

Però, ovviamente ogni tanto ti tocca anche fare le cose fuori.

Il mio terrore, diciamo, io ho sempre cercato, vabbè, adesso è un

setup un po' diverso, ma ho sempre cercato di avere computer di

casa, computer dell'ufficio, diciamo, non solo sincronizzati, ma anche con le stesse

capacità.

Non so se mi spiego, di modo che non devo fare il

cambio mentale di impostazione.

Quando non hai lo stream deck,

ti senti rallentato?

O alla fine poi sì, è una comodità, ma

non ti cambia la vita.

Non so se mi spiego, comunque non ti rallento.

No, è molto corretto quello che dici.

Ed è una paura super fondata, è esattamente quello che succede.

Ma questo non vale solo per lo stream deck per me, ma

vale proprio PC fisso verso PC portatile.

Io vivo il passaggio dal fisso al portatile con la stessa frizione

che ho quando passo dal portatile al telefono.

Cioè, è proprio un altro dispositivo col quale faccio altre cose in

maniera diversa.

Cioè, non sono due computer, ma uno è il computer e l'altro

è il portatile, sono proprio due cose diverse.

E il portatile mi crea uno stress maggiore del fisso, così come

il telefono mi crea uno stress maggiore del portatile del fisso.

Cioè, più è piccolo il dispositivo che sto usando, e meno funzioni

ha, diciamo, fisiche, il mouse, la tastiera meccanica, lo stream deck, lo

schermo da 34 pollici, quello che è, più i due schermi di

supporto.

Meno cose ha l'hardware che sto usando, più cose devo tenere nella

mia testa.

E per me è un gran casino tenere cose nella testa, per

cui sento proprio quella frizione.

Nel caso del portatile, addirittura a volte succede, anche se sporadicamente, che

la mia mano sinistra vada a cercare uno stream deck che non

c'è, a volte.

E poi mi ricordo che no, per fare questa roba sul portatile

devo usare la scorciatoia.

Devo dirti che questo ha sicuramente lo svantaggio che io sono molto

scrivania oriented, quindi quando non ho la mia scrivania ne sento la

mancanza.

Tutto sommato, nel calcolo costi-benefici che ho fatto, mi sono detto che

la scrivania, fortunatamente, ce l'ho, è a mia disposizione, quindi posso sopportare

lo svantaggio di sentirmi un po' castrato quella volta che devo lavorare

al bar oppure in albergo, ma visto che succede così raramente preferisco

essere più performante invece nel 95% del mio tempo.

No, ti capisco, infatti, io vivo più di scorciatoia da tastiera, proprio

perché tra virgolette, sono, le posso spostare in qualsiasi computer, mettiamolo così.

Poi è ovvio che appunto io davanti a un 27 pollici 5K

che è vecchio, ma appunto mi concede di avere sostanzialmente due fogli

a quattro uno di fianco all'altro, quindi avere da una parte dove

scrivo, dall'altra dove leggo quello su cui devo scrivere casomai.

Quindi è ovviamente un flusso di lavoro molto comodo.

Sì, c'era anche il 16 pollici, che è uno schermo enorme, tra

virgolette, non mi dà lo stesso comfort, la stessa comodità, mettiamola così.

Infatti, lo stream deck appunto, io anche io prenderei quello enorme se

devo prenderlo.

Però poi appunto è un oggetto che non porti in giro, o

se lo porti in giro è rischiosissimo romperlo, secondo me, e comunque

non è che poi tiro fuori il portatile e lo stream deck

e tutto il resto.

Sì, è proprio così.

Dalla chat mi dicono che c'è anche la possibilità di usare lo

Save Pad.

Però, se io sono un amante del tablet, mettiamolo in questi termini:

anche se progressivamente lo uso sempre meno.

Però il problema è solito: se devo portarmi il tablet e il

portatile, cioè, che mobilità è, dal mio punto di vista, mettiamoli in

questi termini.

Sì, soprattutto se si riferisce allo Stream Deck, in realtà lo stream

deck lo puoi installare anche sul telefono, non necessariamente sul tablet.

Per cui da un punto di vista della portabilità non sarebbe un

problema.

Devo dirti che perderebbe un po' il suo scopo.

Nel senso che lo scopo di uno strumento come lo stream deck

è proprio tattile, nel senso che questi tastini sono tasti fisici, sono

tasti in rilievo, e tu praticamente non li guardi quando li premi,

ma sai già dove si trovano posizionati perché è un oggetto che

è qui con questo scopo.

È una fisicità sua, diciamo.

Eh sì, ma per dirti, quando io apro finestre dei messaggi di

cui ti parlavo prima, io semplicemente so che sono una dopo l'altra,

e quindi io col dito non guardo neanche.

Io premo una, poi mi rendo conto quando sono al tasto successivo,

lo premo e poi vado avanti.

Fare la stessa cosa sul telefono, non è lo stesso.

Poi certo, ognuno ha le sue esigenze, ognuno ha le sue piccole

fisse, ognuno ha le sue idiosincrasie.

Per cui probabilmente il 99% delle persone si troveranno bene con il

si troverebbero bene anche con lo stream deck sul telefono.

Nel mio caso, non credo che sarebbe la stessa cosa.

Sarebbe interessante provarlo, nel senso che io, per esempio, non ne sento

francamente molto la necessità, ma sicuramente ne avessi bisogno, probabilmente sarei molto

attirato da averlo sull'iPhone, sul telefono, ma per il semplice fatto che

a differenza forza, purtroppo, da un certo punto di vista, lavoro anche

spesso in mobilità e la cosa mi diverte anche molto.

Sarebbe interessante avere in effetti avere lì l'iPhone che ti permette di

comandare qualcosa direttamente sul computer.

Con la modica cifra che non mi ricordo, poi aver la licenza

Lifetime recentemente hanno fatto, perché prima era pagamento, cioè abbonamento, che era

veramente inutile dal mio punto di vista.

E di fatti, per quello che hanno cambiato sistema, probabilmente.

Non lo so, il gato fa delle cose ben fatte, io continuo

a ripetere, sono bramo troppe cose del gato nell'ultimo periodo, però so

anche che sono acquisti compulsivi e bisogna che mi trattenga, come si

suol dire.

Il gato è uno di quei brand molto improntati all'entertainment e al

gaming in particolare, ma come tanti brand, poi, quelle cose lì possono

essere usate per la produttività.

Certo, come tante cose, abbiamo visto almeno nel mio settore, ad esempio,

i motori grafici dei videogiochi, adesso sono a pieno titolo sistemi per

fare dei rendering, quindi direi che chiude perfettamente il cerchio dell'entertiment, che

alla fine rientra in tutti i nostri lavori, praticamente.

A proposito di lavoro, adesso penso che dopo un'ora e qualcosa, possiamo

tranquillamente andare a chiudere la puntata, visto che immagino che anche il

nostro Andrea abbia un sacco di cose da fare, tipicamente e conoscendolo,

ma vado così a stima.

Volevo tanto farti questa domanda, che poi bisogna lasciare anche un po'

di spazio a Filippo, che nella scaletta, ovviamente, ne ha messo finché

basta, perché giustamente lui è molto preciso.

Non è necessario fare io sono poi.

Mettiamo che può essere interessante.

Abbiamo tempo, comunque, non vi preoccupate.

Ah, ok, perfetto.

Comunque è interessante, secondo me, anche questo tipo di raffronto, e anche

soprattutto vi raccontiamo anche dietro il quinte di questa scaletta, che così

vi dice bene che tipo di persone siamo.

La domanda che ci siamo posti verso la parte finale di questa

puntata era chiedere ad Andrea se ci poteva parlare di tre software

di cui non può fare a meno nel suo lavoro digitale.

Direi forse tre software barra applicazioni web.

Allora, se devo dirvi quelle più aperte.

Sì, ci ho pensato un attimo per essere sicuro, ma quelle più

aperte in assoluto in termini proprio di percentuale di tempo sono Gmail,

Google Calendar e to Dist.

Sono senza dubbio le cose su cui proprio io vivo letteralmente durante

il mio lavoro, e senza le quali non riuscirei a fare quello

che faccio.

Gmail per ovvi motivi, calendar perché per me al netto della quantità

di appuntamenti e di attività che svolgo.

Ma così come tuist, per certi versi, io ho proprio bisogno, per

ragioni, diciamo, strutturali del mio cervello, di scaricare la RAM del cervello

su dei supporti fisici e quindi trasferire su Hard Disk sostanzialmente.

E calendar e To-Dist fanno esattamente questa cosa: cioè calendar è ciò

che mi dice cosa farò nell'arco della mia giornata.

Solo per farvi un esempio che potrebbe farvi sorridere, ma io ho

ricordato stamattina perché ho guardato calendar di avere questa intervista ed è

quello che succede per tutti i miei appuntamenti, ovviamente.

E TuDist è la stessa cosa per le cose che devo fare,

per cui io le scarico dalla testa e le metto lì sopra.

Questi sono sicuramente i tre che uso di più.

Ti faccio una domanda a questo punto, visto che mi hai lanciato

un assistere notevole.

Anzi, due domande: guarda come sono messo, mi sono messo così,

calendario: cioè, se puoi e se vuoi, lo usi solo per appuntamenti,

fai time blocking, fai cose strane, o sei molto, vuoi solo dire

io oggi devo fare questo, questo e questo, in questo, questo e

questo orario, giusto come curiosità, visto che sono un appassionato di queste

cose.

Allora, il mio calendario nasce decisamente per una dire per una necessità

super pratica di ricordarmi le cose che devo fare con altre persone,

per cui sostanzialmente gli appuntamenti.

E quello è lo scopo principale del mio calendario.

Successivamente si è aggiunto un altro scopo che è diventato quello di

integrarlo con calendri.

E quindi il mio calendario diventa anche lo strumento che serve alle

persone per sapere quando io sono libero per prendere appuntamento con me.

E quindi io giro il calendary alle persone che possono prenotarsi gli

appuntamenti in autonomia.

Con persone, intendo coloro che seguo nelle consulenze o nei channel check,

nelle attività professionali che svolgo.

Quindi, secondo utilizzo: terzo e ultimo utilizzo, che però è legato più

squisitamente all'esigenza di bloccare i momenti così che non siano prenotabili dalle

persone, il time blocking che tu citi, che tendo a fare, ma

non perché io abbia, come dire, trovi efficace nell'usare la tecnica del

time blocking, che purtroppo ad oggi, per mio limite, non funziona benissimo

con me, ma perché io devo proprio dirmi: dire lunedì a ora

di pranzo vado in palestra e se io questa cosa non la

segno nel calendario, rischio che qualcuno sia prenota un appuntamento in quel

momento e allora devo necessariamente farlo.

Ti faccio una domanda piccola parentesi, perché poi noi lo diamo per

scontato perché ti conosciamo e così via.

Metti il caso che qualcuno non ti conosca, oltre a ovviamente avere

un canale YouTube, avere dei podcast e così via, cosa fai anche?

Perché poi non l'abbiamo mai detto in maniera seria.

Beh, in realtà il mio lavoro deriva tutto da questo, nel senso

che avere un canale YouTube fa sì che tu diventi un magnete

di opportunità, e quindi sostanzialmente il mio lavoro è avere un canale

YouTube.

Se invece la domanda è come monetizzi il canale YouTube e come

diciamo espandi l'ambito di quello che è lo scopo della tua vita

professionale.

Allora la risposta è: faccio consulenze alle persone che vogliono imparare a

comunicare online, vendo corsi più o meno su questo stesso scopo.

E monetizzo con aperta e chiusa parentesi.

Avete fatto tu e Matteo un corso per fare podcast, lo mettiamo

così, visto che è recente la cosa.

Bravo, bravo, facciamo un po' di pubblicità, fai podcast come un fabbro

e poi monetizzo con la monetizzazione di YouTube, con i video sponsorizzati,

eccetera, eccetera.

Sì, sì, quindi comunque è un'attività anche relativamente complessa perché cambia anche

modo di lavorare, chiamiamola così.

Cioè, immagino fare un video richiede determinate skill, mettiamolo in questi termini,

fare coaching o comunque attività di consulenza conto terzi è una cosa,

presumo abbastanza diversa come approccio, come tutto.

Non solo, sono delle attività che richiedono una elevatissima creatività, anche quelle

dove non penseresti di dover usare creatività.

Prendiamo per esempio una consulenza.

Di fatto quando io faccio una consulenza con un cliente, sono una

specie di chat GPT on steroids, quindi sono un ampliamento della sua

mente, ma per ampliare la sua mente per fargli vedere le cose

come direbbero quelli bravi, out of the box, per aiutarlo a individuare

strade percorribili, in quel momento devo essere in uno stato di creatività

molto alto, perché se no non sarei efficace.

E per ottenere questa cosa mi sono reso conto: almeno questo è

valido per me per la mia vita, io devo considerare come lavorative

anche tante attività che per altri professionisti sono considerate di svago.

Per esempio, l'attività fisica, per esempio, la parte di crescita personale, il

percorso psicologico, introspettivo.

Tutti questi aspetti sono parte del mio lavoro, perché sono elementi che

mi servono a ottenere quello stato di creatività elevato in maniera un

po' più un po' costante nell'arco della mia giornata settimana.

No, ok, ok, perfetto.

Secondo discorso, non so se hai fatto io, devo dirti la verità.

È sul

fatti, ti sgrido.

Allora, però su Todoist ho fatto anche delle ricerche, quindi saresti dovuto

saltare fuori quantomeno, dall'algoritmo.

Hai fatto dei video su Tudoist.

E come lo usi a questo punto?

Mentre cerca

, lo dico solo per giustificazione.

No, no, no, no, no, non mettiamo le mani avanti.

Io sono un amante dei contenuti in lingua inglese.

Infatti, Matteo mi cazza sempre.

Perché io adesso scrivo su YouTube, scrivo semplicemente toist.

Non è che scrivo chissà che cosa e vieni fuori.

È peccato che il primo risultato di ricerca

il primo dei risultati di ricerca sia proprio il mio video: allora

adesso guardate, ci provo anche io in diretta.

Così vediamo se sono così poco bravo, come si suol dire.

Allora, mi tocca soltanto fare una niente sta cercando, volevo tanto dirvi

che, in effetti, c'è una cosa molto interessante che ha detto Andrea,

e secondo me va davvero sottolineare.

Sei il terzo dal mio,

sono il terzo dopo tuist: No, dopo tuist e poi video sponsorizzati,

esatto, dopo i video sponsorizzati, hai ragione.

Allora

sono il primo organico.

Sì, hai ragione.

Sei troppo bravo, troppo bravo.

Filippo devi guardare le cose in italiano, non solo le cose in

inglese.

Apre chiudo una parentesi, a un ho del vero, ma non lo

faccio.

Io ho un account specifico per navigare su YouTube, che probabilmente

è allenato per guardare solo in inglese sull'inglese, sì, sì, ma in

questo siamo simili.

Adesso, per esempio, ho fatto il login con come si dice con

l'account che ho attivo adesso di due podcast, perché stiamo facendo la

diretta, tutte le cose in diretta.

Effettivamente, però in italiano.

Poi vabbè, ho messo anche il la chiocciolina, Ciroone, quindi direi che

probabilmente A2 Podcast è legato decisamente a te, adesso.

Tuttavia, a questo punto, a prescindere che hai fatto i video, come

lo usi velocemente?

Perché poi non vogliamo, non voglio tediarti.

No, ma in realtà, io nell'utilizzo di tutti gli strumenti tecnologici sono

estremamente minimale.

Quindi, non mai vi racconterò di metodi strani o metodi particolari, così

come per il calendario, io semplicemente ci segno sopra gli appuntamenti.

La stessa cosa vale per Tudwist.

In Twist ci scrivo le cose che devo fare e poi le

faccio.

Tuttavia, quindi struttura molto semplice, snella, per esempio,

io come lo uso ormai da tempo, diciamo, anch'io ho preferito un

approccio snello, prima ero adesso non so se conosci, ma Omnifocus è

il super mega sistema

del mondo Apple per la gestione dell'attività da fare.

Tuttavia, effettivamente, pur avendo attività complesse, nel senso che sono spesso e

volentieri una collegata all'altra con varie scadenze lunghe nel tempo.

Perché la giustizia italiana è veloce, mettiamoli in questi termini, e quindi

devo ricordarmi cose nel futuro non prossimo, ma lontano.

Tu doista è una via.

Lavoro da solo, quindi posso permettermi di scegliere la piattaforma che voglio

sostanzialmente.

Tu doist diciamo che mette assieme complessità da un certo punto di

vista, cioè non arriva a una complessità eccessiva, ma anche ti permette

di fare robe relativamente complesse, se le vuoi fare, voglio dire.

Tu che approccio hai alla vicenda?

Allora, io le ho passate tutte, nel senso che così come molti

nerd sono passato dal getting things a tutti i metodi della produttività

possibili, immaginare, il metodo agile.

Cioè, tutti, tutti, li ho in qualche modo mi hanno affascinato.

Ciò di cui mi sono reso conto è che quando sei un

singolo, e quindi non un team, perché nel caso di un team,

alcuni processi sono necessari.

Ma quando sei un singolo, la maggior parte di questi sistemi non

fanno altro che appesantire la tua operatività.

E quindi tu passi più tempo a cambiare categoria del task piuttosto

che a farlo, quel maledetto task.

Per cui ciò che io faccio sostanzialmente su Toodist è l'unica piccola

particolarità è avere sostanzialmente tre categorie, tre progetti che poi io racchiudo

in un'unica schermata: che sono l'inbox, dove butto dentro le cose man

mano che mi vengono in mente, con le scorciatoie dell'iPhone, con tutta

una serie di strumenti in modo che siano super velocizzate.

Dopo ho la categoria che io definisco lavoro, che si chiama proprio

lavoro, dove sostanzialmente non faccio altro che spostare da sopra sotto le

cose che devo fare.

E poi ho un'ultima categoria che è quella dove ci sono alcuni

task che condivido con le mie collaboratrici.

Ma quello mi serve solo per ragioni tecniche, differenziarlo.

E l'ultima cosa che faccio è a volte mettere delle scadenze, nel

senso che se una cosa non la devo fare adesso, la metto

con una scadenza nel futuro e con un filtro la tolgo dalla

visualizzazione.

Per cui io vedo soltanto le cose che devo fare nel momento

in cui le devo fare.

E basta, l'obiettivo è stare super minimali su questa cosa, perché quando

poi se ha una toist con decine di task al suo interno,

vuol dire che qualcosa è andato storto.

Per cui l'obiettivo è sostanzialmente metterla a zero e quello che faccio.

Per esempio, se io adesso, cosa che ho appena fatto, apro la

mia toist, vedo che i task superano la lunghezza della pagina dell'applicazione.

Quindi devo scrollare per guardarli tutti, e in questo momento mi rendo

conto che c'è qualcosa che non va.

Quindi sostanzialmente me li guardo, faccio quelli che ha senso fare, cerco

di delegare quelli che non ha senso fare, e cancello quelli che

posso permettermi di cancellare.

Tutto qua.

Ma quindi hai anche delle collaboratrici, questo non lo sapevo, sai, io

sì, io sono ignorante, lo ammetto: leggi solo cose in inglese, segui

cose in inglese, non può essere diverso.

È vero, evidentemente non ascolti organizzazione per negati, per cui

non ascolta neanche il mio di podcast.

Ma probabilmente neanche.

Allora, non è vero, non è vero, in preparazione ho anche ascoltato

per te, Valentina.

Ma adesso Matteo mi cazza perché.

Ma il fatto che tu lo abbia fatto in preparazione non ti

rimano una persona minimica, in preparazione il minimo che tu fai, infatti,

non ascoltereste neanche A2 Podcast se non dovessi editarlo.

Io l'ho sempre detto: io mi ascolto solo perché devo editare, ma

se no, non ascolterei neanche me stesso.

Ad ogni modo, sì, nonostante questa tua gravissima lacuna, ti confermo che

ho delle collaboratrici che mi supportano in tutti quei compiti che non

richiedono una mia creatività diretta e in particolare, magari non amo molto

fare.

Poi diciamo che in alcuni casi, per esempio, sono due figure un

po' diverse: Francesca e Deborah.

Nel caso di Francesca c'è anche proprio un badantaggio personale, cioè Francesca

mi fa tipo è una via di mezzo tra una badante e

una mamma sostanzialmente, che cerca di mettere dei confini alla mia testa

caotica.

Per cui a volte lei proprio mi dice Andrea, oggi dobbiamo metterci,

facciamo questo video, mi raccomando, io le dico fra, non c'ho voglia,

oggi non lo faccio.

E lei mi dice: No, dai, proviamo a farlo.

Oppure mi dice: No, allora prendiamo un appuntamento e lo facciamo domani.

Per cui è proprio una, diciamo, un supporto che va anche oltre

la semplice assistenza tecnica.

Però avere una persona, diciamo, anche nei confronti della quale, se chiamiamola

così responsabile, cioè, che ti responsabilizza su quello che devi fare.

Io l'ho trovato, io ho avuto pochissimo la segretaria per vari motivi.

Però effettivamente quando ti mettevi lì così, che dovevamo scrivere la lettera,

fare la cosa, la facevi.

Non so se mi spiego.

È proprio quello che succede: io con Francesca faccio video che da

solo non farei mai, perché la responsabilità nei confronti del suo tempo

mi impone poi di tirare fuori quell'energia che diversamente non riuscirei a

trovare se fosse solo per me in certe circostanze mi direi: questa

cosa la faccio domani, e poi domani va avanti all'infinito e alcune

cose non le faccio.

Sai, avendo anche il lusso e il privilegio di lavorare per conto

proprio, di dover rendere conto solo a se stessi.

Lo svantaggio è che quelle cose che non ti piace fare, rischi

di non farle.

Ho presente purtroppo, è qualcosa che c'è comuna.

Diciamo che la presenza di Francesca in queste attività mi dà due

vantaggi: da un lato la responsabilità, dall'altro anche il piacere di fare

certe cose.

Perché fare certi video che a volte devo fare per il mio

lavoro, a volte rischio di essere molto noioso.

Farli magari insieme a lei, sai, diventa anche divertente perché poi un

gioco si può scherzare, si ironizza, diciamo cose off camera che sono

indicibili, poi ci accorgiamo di averle registrate per sbaglio, allora dobbiamo rifare,

diventa molto divertente.

No, no, capisco che c'è anche un modo di lavorare in gruppo

che lavorare da solo, poi appunto, da un certo punto di vista,

tu vivi in quella stanzetta, ma non imitando, però è vero, alla

fine, per esempio, una cosa che io amo, amavo perché adesso è

cambiato molto.

Era il fatto che avendo anche l'udienza meno male, anche dei momenti

di gruppo, non so come definirli differentemente, dove ti confronti con colleghi

e così via, che spesso e volentieri invece in altre situazioni non

hai, e anche se è bello fare queste chiacchierate a distanza, è

diverso farla in presenza e non c'è niente da fare.

Quindi stai proponendo una pizzata.

Beh, volentieri.

Allora, io in questo devo ancora vedere Matteo perché tu hai avuto

anche l'autografo di Matteo, ma io no, sto aspettando ancora l'autografo pure

l'autografo, a me non me l'ha mai fatto l'autografo.

È sul suo libro, visto che abbiamo acquistato il suo libro del

podcast, Roberto.

Io che mi sono dovuto comprare il libro di uno dei miei

più cari amici, che non mi è neanche stato regalato, non credo

di avere la dedica, ecco, vedi che ti abbiamo dato delle idee

interessanti.

Ma io l'ho messo proprio alle strette, mi sono presentato con il

libro e ho detto: adesso, tu, questo ci metti una firma almeno

e non te ne vai fuori da Torino se non mi fai

la firma.

Quindi l'ho proprio messo un po' alle strette, quindi è colpa mia,

ammetto.

Ma prendo la palla al balzo, perché secondo me di questo discorso,

diciamo che partito dalle tre applicazioni che Andrea non può fare a

meno.

In realtà, secondo me, ci ha dato tre perle all'interno di questo

suo discorso, che ne vale davvero la pena sottolineare e che forse

dovremmo far rientrare tutti quanti noi all'interno della nostra vita.

Perché in realtà sono tre perle che sono importantissime.

La prima che ha detto riguardava il lavoro, il suo lavoro creativo,

che in realtà non può fare a meno che rendere degli altri

aspetti della sua vita come un lavoro, come può essere appunto l'esercizio

fisico e tanti altri aspetti della sua vita.

Questo è importantissimo, ragazzi, nel senso che non lo date per scontato,

è un aspetto che deve entrare come lavoro per il semplice fatto

che vi aiuterà nel lavoro.

Quindi ha bisogno della stessa importanza, questo aspetto che può essere l'esercizio

fisico, ma ci sono magari altri aspetti nella vostra vita che vi

rendono creativi, quindi non sottovalutateli, rendeteli allo stesso livello nella vostra scaletta,

importanti quanto il lavoro, perché in effetti vi aiuterà nel lavoro.

Questo è importantissimo.

L'altra cosa che secondo me è da sottolineare è questa questione di

svuotare il cervello ed è questo famoso inbox.

Questo famoso inbox, che in realtà è un sistema che può essere

applicato a qualsiasi tipo di sistema che avete voi davanti al naso,

nel senso che può essere dal foglio di carta dove vi appuntate

qualcosa all'inizio alla mattina, quando vi svegliate, dovete appuntarvi delle cose, a

qualcosa di più tecnologico.

Ad esempio, Andrea ci ha fatto degli esempi.

Io personalmente ho trovato la quadra con Pro Memoria di Apple,

ma recentemente perché fino a poco tempo fa usavo, ma questo è

tutto un altro discorso.

E concludo con l'ultima cosa che è altrettanto importante a quello che

ha messo giustamente Andrea in pista, che è la collaborazione.

La collaborazione, trovare delle persone fidate su cui appoggiarsi e riuscire a

delegare è davvero importante perché vi solleva tanto e non solo dal

punto di vista lavorativo, perché in effetti vi aiuta a portare avanti

il lavoro, ma anche a svolgerlo e a renderlo anche meno pesante.

Quindi, queste qui, secondo me, sono delle grandissime perle che ha inserito

nel suo discorso e andavano sottolineate, veramente con l'evidenziatore alla grande perché

non è giusto che passino sotto i ponti.

Dalle tre applicazioni siamo passati alle tre perle che ci aiuteranno, penso,

indipendentemente dal sistema che utilizziamo, a portare avanti il lavoro nel modo

migliore.

Per questo ti ringraziamo Andrea per queste parole che hai messo all'interno

del podcast.

L'altra perla che tu, però, hai voluto mettere è che Windows è

meglio di me.

Certo, ma quello è implicito, direi che non c'è altro da aggiungere,

grazie, grazie ragazzi.

Stiamo in.

Almeno non volevamo rubarti altro tempo,

appunto, sei un ospite.

Grazie, grazie per questa chiacchierata.

È stato un piacere.

Il piacere, è stato grosso assolutamente.

Penso anche per gli ascoltatori, perché, ovviamente, tra ridendo e scherzando, sono

venute fuori veramente delle cose davvero molto interessanti.

A partire da quello che può essere il sistema operativo, che era

soltanto un pretesto, alla fine, per riuscire ad arrivare veramente a fine

puntata, per riuscire a dirvi: in effetti, forse che più del software

conta proprio la parte che sta tra il computer e la sedia,

che è l'essere umano, che deve ovviamente avere un suo perché e

il suo modo di procedere.

Grazie anche ai workflow che ci ha indicato Andrea, che ovviamente, non

solo con i suoi suo canali YouTube, e l'aiuto che mette all'interno

di questi canali, ci ha aiutato anche in questo caso.

Grazie, grazie.

Benissimo, direi che a questo punto, invece, io mi sono perso come

al solito, vado invece a prendere le note di chiusura che sono

scritte, perché ovviamente non mi posso ricordare tutto.

Oltre a ringraziarvi per essere stati qui con noi ad ascoltare Andrea,

ma soprattutto Filippo.

E questa qui ovviamente è una piccola frecciatina così buttata lì.

Gratuita, se volete supportare il podcast, come sempre, sapete cosa fare, andare

a fare una bella recensione sul sistema che preferite, tendenzialmente Apple Podcast

oppure Spotify o quello che vi viene in mente o dove ci

trovate, anche

.

Comunque, in ogni caso, se non sapete come fare, trovate tutto quanto

all'interno delle note dell'episodio con un apposito link.

Se invece volete tirarci un po' le orecchie, che fa sempre bene

e ci aiuta anche ad aprire la testa, potete iscrivere liberamente a

scrivi.chiocciolaaduepodcast.it.

Come sempre, troverete tutto quanto all'interno delle note della puntata, oppure seguendo

a due podcast.it slash, come dice il nostro simpatico connazionale 74.

E invece, se volete andare a cercare Andrea Ciraolo, io non lo

dico neanche, perché mi sembra veramente di dire una bestemmia.

Dove ti possiamo trovare?

Andrea?

Dicci un po': Beh, intanto, se scrivete Tudo su YouTube, io esco

come primo risultato di ricerca.

Direi di partire da questo team di ricerca.

Io partirei da lì e poi trovate tutto il resto.

Partite da Tudist.

Benissimo, direi che invece, per quanto mi riguarda, sapete dove trovarmi.

Dalla mia casa che si trova in formato web all'interno di un

sito che raccoglie più o meno quello che faccio che si chiama

MEC Architettura.

Potete trovare all'indirizzo mark.net.wordpress.com.

Invece filippo dove lo troviamo?

Avvocate.

Quindi, molto probabilmente, dopo aver ringraziato ovviamente Andrea per l'aiuto che ci

ha dato per confezionare questa bellissima puntata, ci troviamo molto probabilmente tra

due settimane.

Alla prossima, ciao.

Ciao.

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