Ep. 7 59:35

Manutenzione del Mac: procedure ed utility

In questa puntata Roberto e Filippo vi parlano di come tenere il vostro Mac in perfetta forma. 1. Antivirus ? Ha senso installare un antivirus / anti-malware??? Sicurezza su macOS (https://www.apple.com/it/macos/security/) Gatekeeper supporto Apple (https://support.apple.com/it-it/guide/deployment-r

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Note dell’episodio

  • Sicurezza su macOS: panoramica ufficiale Apple sui meccanismi di protezione integrati nel sistema operativo.
  • Gatekeeper — Riferimento deployment macOS: documentazione Apple su come Gatekeeper controlla l’installazione delle applicazioni.
  • Protezione da malware su macOS: guida Apple sulle firme anti-malware aggiornate automaticamente da XProtect.
  • Pi-hole: sistema di filtraggio DNS a livello di rete per bloccare pubblicità, tracker e domini malevoli noti.
  • Virus e probiviri: articolo di Lucio Bragagnoli sulla sicurezza dei Mac, citato in puntata da Roberto.
  • Bitdefender Virus Scanner: scanner antivirus gratuito per Mac, usato da Roberto nella sua routine mensile.
  • BlockBlock: utility gratuita di Objective See che segnala in tempo reale l’esecuzione di servizi persistenti non autorizzati.
  • OverSight: utility di Objective See che avvisa ogni volta che un’applicazione accede al microfono o alla fotocamera.
  • Objective See: raccolta di utility gratuite per la sicurezza su Mac, curata da Patrick Wardle.
  • Gemini: app per trovare ed eliminare file duplicati, anche immagini con nomi diversi ma contenuto identico.
  • Come liberare spazio di archiviazione sul Mac: guida ufficiale Apple allo strumento integrato di gestione dello spazio su disco.
  • DaisyDisk: utility a pagamento con grafico a torta interattivo per analizzare l’occupazione dell’hard disk cartella per cartella.
  • AppCleaner: app gratuita per disinstallare applicazioni rimuovendo anche tutti i file di preferenze associati.
  • Hazel: utility di automazione che, tra le altre funzioni, rileva e rimuove i file residui quando si disinstalla un’applicazione.
  • OnyX: utility di manutenzione per macOS (disponibile in versione specifica per ogni sistema operativo) che libera cache e ottimizza il sistema; da usare con cautela.
  • Macs Fan Control: utility gratuita per controllare manualmente la velocità delle ventole e monitorare le temperature dei sensori interni.

Sinossi1

1. Benvenuti in famiglia: figli ospiti e DAD al tempo della pandemia

L’episodio si apre in modo insolito: insieme ai due conduttori Roberto Marin e Filippo Strozzi ci sono anche i loro figli, Bianca e Andrea, ospiti speciali della diretta del venerdì sera. È la prima settimana di didattica a distanza e la tecnologia Apple è già protagonista della vita quotidiana dei ragazzi: Bianca usa l’iPad con WeSchool, Andrea lavora su un iMac da 24 pollici. L’intervista ai due giovani è leggera e divertente — lista dei desideri inclusa (un iPhone, una Apple Pencil tutta sua, un iPad di ultima generazione) — ma serve anche da contrappunto pratico all’argomento principale della puntata: la manutenzione del Mac. Roberto introduce il tema ricordando che, a differenza di Windows, macOS non ha un registro di sistema e le applicazioni sono per lo più autocontenute in pacchetti .app, il che rende il sistema strutturalmente più stabile e pulito per sua natura.

2. Antivirus sì o no? La posizione di Filippo

Filippo prende la parola sul tema sicurezza e fa subito chiarezza: la domanda «devo installare un antivirus?» è tipicamente da utente Windows, e su Mac la risposta dipende dal comportamento dell’utente. La quota di mercato di macOS è storicamente più bassa rispetto a Windows, il che lo rende un bersaglio meno appetibile per gli hacker, e di conseguenza la quantità di malware circolante è significativamente inferiore.

Per un utente attento — che non apre allegati sospetti, non clicca su link nelle email, non scarica contenuti da siti di streaming pirata — la risposta è tendenzialmente no. I principali vettori di contagio restano le email di phishing e i siti discutibili, non il sistema operativo in sé. Filippo segnala però un rischio spesso trascurato: avere un virus per Windows sul proprio Mac senza saperlo, e rischiare di contagiare macchine Windows sulla stessa rete.

“Se siete utenti relativamente attenti e consapevoli nell’utilizzo del proprio computer, la risposta a se installare o meno un antivirus è tendenzialmente no.” — Filippo, 00:08:09

Per chi invece naviga senza particolari accortezze, l’antivirus rimane consigliato, con la consapevolezza che qualsiasi software residente che analizza continuamente il disco ha un costo in termini di prestazioni. Filippo racconta in prima persona di aver installato un antivirus su un Mac e di averlo poi rimosso perché il degrado delle performance era evidente.

3. Le difese integrate di Apple: Gatekeeper, XProtect e il volume di sola lettura

Apple ha progressivamente irrigidito la propria politica di sicurezza. Filippo illustra tre livelli di protezione che macOS offre nativamente. Il primo è Gatekeeper, che richiede all’utente con privilegi di amministratore di autorizzare esplicitamente l’installazione di software non firmato. Il secondo è XProtect, il sistema di firme anti-malware aggiornato silenziosamente da Apple, che opera in background senza bisogno di configurazione. Il terzo, introdotto con Big Sur, è il volume di sistema in sola lettura: la partizione che contiene il sistema operativo non può essere modificata nemmeno con i permessi di root, il che rende strutturalmente molto più difficile un’infezione profonda.

Filippo ricorda anche la politica di Apple sugli aggiornamenti di sicurezza: vengono garantiti tipicamente per le ultime due versioni di macOS. Al momento della registrazione (inizio 2021) il limite era Mojave (10.14); con l’uscita di Big Sur, Catalina sarebbe diventato presto il confine. Chi usa sistemi più vecchi di quel limite è esposto.

4. Pi-hole e la protezione della rete di casa

Filippo introduce brevemente un sistema che va oltre il singolo computer: Pi-hole, un filtro DNS a livello di rete. L’idea è semplice: invece di proteggere ogni dispositivo singolarmente, si filtra il traffico a monte, bloccando la risoluzione dei domini noti per distribuire pubblicità, tracker e malware — inclusi i domini usati dai ransomware più diffusi. È una protezione che vale per tutti i dispositivi connessi alla rete, Mac, iPhone, iPad e PC Windows compresi. Filippo riconosce che approfondire Pi-hole richiederebbe una puntata a sé, ma vuole che gli ascoltatori sappiano che questo livello di protezione esiste.

5. La routine mensile di Roberto: Bitdefender, BlockBlock e OverSight

Roberto descrive nel dettaglio la sua procedura di manutenzione, che esegue il primo di ogni mese. Non usa un antivirus residente, ma avvia una volta al mese Bitdefender Virus Scanner (gratuito), che scarica le firme aggiornate, esegue una scansione completa dell’hard disk da 128 GB in circa mezz’ora e segnala eventuali corrispondenze. È una scansione a chiamata, non un processo permanente in background, e quindi non incide sulle prestazioni quotidiane.

A presidio del sistema in tempo reale usa invece due utility di Objective See, entrambe leggerissime e gratuite. La prima è BlockBlock: rimane silenziosamente attiva nella barra dei menu, monitora i servizi che si avviano all’interno del sistema operativo e avvisa l’utente ogni volta che un processo tenta di installarsi in modo persistente. Roberto racconta un episodio divertente: aveva provato a bloccare un servizio di Spotify con BlockBlock e Spotify aveva smesso di funzionare. Nessun segnale di malware, ma la prova che lo strumento funziona davvero.

“Nel momento in cui vede qualcosa di strano, te lo fa sapere.” — Roberto, 00:21:13

La seconda utility è OverSight: monitora microfono e fotocamera e avvisa immediatamente quando un’applicazione tenta di accedervi senza che l’utente l’abbia richiesto esplicitamente. Per un professionista che tratta dati sensibili, è una protezione concreta contro accessi non autorizzati alla telecamera del Mac.

Roberto segnala che il sito di Objective See contiene molte altre utility, tra cui una per monitorare il traffico di rete, e consiglia di esplorarlo.

6. Liberare spazio: lo strumento integrato di Apple, Gemini e DaisyDisk

Roberto passa alla gestione dello spazio su disco, argomento particolarmente sentito per chi lavora con un SSD da 128 GB. Il primo strumento che consiglia è già integrato nel sistema: dal menu Apple → Informazioni su questo MacArchiviazioneGestisci, si accede a una panoramica dell’occupazione suddivisa per categoria (applicazioni, documenti, foto, mail, musica, sistema). La tab Browser file permette di navigare le cartelle e individuare quelle più pesanti, in modo simile a DaisyDisk ma senza installare nulla.

“Questa è una delle grandi novità dei sistemi operativi Apple che ha tagliato le gambe a molte utility.” — Roberto, 00:28:24

Filippo aggiunge che DaisyDisk va oltre: il grafico a torta interattivo permette di scendere nella gerarchia delle cartelle e scoprire cache nascoste o file di sistema in posizioni non standard, come i backup di iPhone e iPad che possono occupare decine di gigabyte senza che l’utente se ne accorga. Il costo è intorno ai 15 euro.

Per la ricerca di duplicati, Roberto cita Gemini, che riesce a identificare file identici anche con nomi diversi, per esempio confrontando le immagini a livello di contenuto. Roberto precisa che lo ha usato in un periodo in cui era incluso in un bundle in abbonamento tipo Setapp.

Viene citata anche GrandPerspective (o Grand Perspective), utility gratuita che rappresenta graficamente l’hard disk con rettangoli proporzionali alle dimensioni dei file, raggruppati per tipo e colorati per categoria. Utile per individuare con un colpo d’occhio i file più pesanti.

Durante la diretta, Roberto scopre di avere ancora 12 GB occupati dall’installer di Big Sur — lo aveva installato su un disco esterno ma non aveva cancellato il file sorgente — e li elimina in diretta. Filippo, dal canto suo, nota 4 GB di film archiviabili e 55 GB occupati dalla libreria foto.

7. Disinstallare le applicazioni nel modo giusto

Roberto spiega la differenza tra la disinstallazione su Mac e su Windows. Su Mac, nella maggior parte dei casi, basta trascinare l’applicazione nel cestino: le app sono autocontenute nel pacchetto .app e non contaminano il registro di sistema. I file di preferenze (.plist) rimangono nella cartella Libreria, ma sono piccoli e non causano problemi.

Chi vuole una pulizia più completa può usare AppCleaner: si trascina l’applicazione nell’interfaccia di AppCleaner, che individua tutti i file associati sparsi nel sistema e li presenta all’utente prima di eliminarli. Filippo usa invece Hazel, che intercetta automaticamente l’eliminazione di un’app e propone di rimuovere anche tutti i file collegati.

La distinzione che Filippo tiene a fare riguarda i file .pkg (pacchetti di installazione tipici di driver e stampanti), che scrivono in profondità nel sistema operativo e richiedono un disinstaller dedicato. I normali file .dmg — dove basta trascinare l’icona nella cartella Applicazioni — non hanno questo problema.

8. OnyX: pulizia del sistema con i superpoteri (da usare con giudizio)

Roberto introduce OnyX come strumento di manutenzione avanzata del sistema: libera le cache di macOS, Safari e delle applicazioni, e permette di eseguire le script di manutenzione Unix che solitamente girano di notte. Avverte però con forza che OnyX è potente e richiede attenzione.

“Come per Spider-Man, dai grandi poteri derivano grandi responsabilità.” — Roberto, 00:44:41

Tre avvertenze pratiche: esiste una versione di OnyX per ogni versione di macOS e non sono intercambiabili; va avviato con tutte le altre applicazioni chiuse, perché richiede un riavvio al termine; le impostazioni di default sono sicure, ma avventurarsi nelle sezioni avanzate senza sapere cosa si fa può causare problemi seri. Il consiglio di Roberto è di limitarsi alla scheda Manutenzione, lasciare tutto su default ed eseguire — niente di più.

9. Manutenzione hardware: pulizia esterna e gestione delle ventole

La parte finale è dedicata all’hardware. Roberto descrive la sua routine di pulizia fisica, valida anche per iPad e iPhone. Per scocca e tastiera usa un panno inumidito di alcol: durante la pandemia è il minimo igienico, ma serve anche a rimuovere lo sporco che si accumula invisibilmente. Per lo schermo del Mac raccomanda invece il panno in microfibra da occhiali leggermente inumidito con acqua, per via del rivestimento più delicato rispetto ai display di iPhone e iPad.

La parte più originale riguarda le ventole. Roberto racconta che l’idea gli è venuta da un amico comune, Nicola Lossito, che aveva problemi di surriscaldamento con un iMac da 27 pollici e aveva risolto mandando le ventole al massimo con Mac Fan Control (evoluzione di SMC Fan Control, non compatibile con i chip T2 dei Mac più recenti). Con le ventole a piena velocità per circa venti minuti, la polvere accumulata all’interno viene espulsa senza dover aprire il computer.

“Tutti i vari residui che ci sono all’interno di un portatile vengono espulsi. Per me lo è stato perché lo utilizzo praticamente dal 2014.” — Roberto, 00:51:46

Roberto usa questa tecnica anche come precauzione prima di avviare rendering pesanti: mette le ventole al massimo prima di iniziare, in modo che il processore lavori subito in condizioni termiche ottimali anziché scaldarsi e aspettare che il sistema operativo reagisca con ritardo. La versione gratuita di Mac Fan Control è sufficiente per questo scopo: permette di salvare un preset automatico (sistema operativo) e uno al massimo, oltre a mostrare i valori di tutti i sensori di temperatura interni.


  1. Questa sinossi è generata con l’intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione della puntata. ↩︎

Leggi la trascrizione completa

Benvenuti all'episodio 7 di A2 in cui scoprire come ottenere il massimo

della vostra tecnologia Apple.

Io sono Bianca Marin e sono la vostra ospite insieme all'amico Filippo

Strozzi, Roberto Marin, Andrea Strozzi.

Di cosa parliamo in questo episodio, Filippo?

Oggi puntata leggera, parliamo di come ottenere, come tenere in buono stato

il nostro Mac.

Questa è una puntata decisamente voluta da Roberto, quindi sarà lui a

condurre le danze.

E invece, io e Andrea, che anzi, Andrea, puoi salutare, saluta il

pubblico.

Ciao, sono Anastasti

grandissimo, grandissimo Andrea vai sii tutti noi.

Allora, Bianca, raccontaci un po'.

Stai utilizzando la tecnologia Apple per la tua DAD?

Dico bene, direi di sì.

E come ti trovi?

Molto bene, molto bene.

Cosa stai usando in questo momento?

We're

WeSchool ovviamente un'app dentro l'iPad, perfetto, ottimo!

E come ti sembra?

Sembra facile da utilizzare o è difficile?

No, direi che è abbastanza facile.

Ok, quindi possiamo dire che l'iPad è un ottimo strumento per lo

studio?

Sì, molto.

Ma lo usi anche per altro?

Ovviamente per guardare video, giocare, scrivere, disegnare.

Ho capito, molto interessante.

Ma allora a questo punto devi far passare la palla ad Andrea.

Andrea, ascolta un po', tu invece usi strumenti Apple per la tua

vita?

No!

Ma si che li usi?

Eh sì, li uso so perché devo andare in classe fare molti

compiti.

Ah già, parla del microfono.

Perché visto che abbiamo restritto le ore in tre ore, vuol dire

che andiamo molto veloci.

Altre volte facciamo pochissime cose a scuola in tre ore.

E che cosa usi per fare scuola tu?

Io uso un computer un Mac, un i Mac!

Wow, quello con lo schermo gigante!

Esatto, un vecchio i Mac 24 pollici.

Come ti trovi?

Come ti trovi?

Di chi è il Mac?

Benissimo, è il Mac di Filippo Strozzi.

Quindi vale doppio, nome e cognome, non si sbaglia.

Che non ci si sbagli, ma mi hanno detto che usi anche

un iPad, è vero?

È un iPad, un iPad nuovo che è uscito nel 2019-18, secondo

me.

No, 19, c'hai ragione.

Ma usi anche la pencil per caso?

La uso poco, però la uso ottimo, direi che qui abbiamo un

utente Apple di un certo tipo.

Cavoli, direi che è stato bene è un'ottima intervista.

Io dovrei utilizzare quello meno tencolò quello del passato che pento perché

Pietro Bogali ce lo fa utilizzare per l'informatica.

Fanno informatica su Windows e usano Painter

ovviamente no comment, non posso dire di più.

Ovviamente no comment.

Qua non possiamo commentare perché non saremmo politicamente corretti.

Allora, senti un po', Bianca.

Vuoi aggiungere qualcosa?

Cosa vorresti dalla tua tecnologia Apple?

Allora, sicuramente un telefono che però arriverà quando sarà il momento.

Almeno spero, poi una pencil, tutta mia, un iPad magari di ultima

generazione.

Perché quello che ho non so di che anno è.

Spero, che non sia del 2000 o qualcos'altro.

No, il 2013, non ti preoccupare.

Ok, direi che come lista per Babbo Natale ho già preso nota

e incomincio a fare le rate io.

Adesso escono i nuovi iPad Pro, quindi gli puoi prendere un vecchio

iPad Pro.

Insomma, facciamo le cose serie.

Non aspetto nient'altro.

Vabbè, allora, a questo punto direi che possiamo passare alle comunicazioni di

servizio per ricordarvi che il podcast è ufficialmente online e potete ascoltarlo

sia su Apple Podcast che su Spotify e se volete anche su

Amazon.

Abbiamo visto un sacco di gente che ci ascolta anche da lì.

È operativo inoltre anche il sito ufficiale con le note degli episodi.

Lo potete trovare all'indirizzo a due podcast.it oppure potete andarci a cercare

direttamente sul canale YouTube che si chiama a due podcast.it

YouTube dove potete trovare tutte le nostre dirette del venerdì sera come

questa sera che passiamo in compagnia dei nostri figli.

Può capitare una novità interessante.

Direi che abbiamo dato vita nuova, vita giovane, gente giovane che segue

il podcast.

Non è solo per i professionisti come avete sentito, la tecnologia Apple,

mentre se volete supportare il podcast, vi chiediamo con il cuore di

fare una recensione su Apple podcast in questa fase iniziale, tante recensioni

ci permetteranno di essere visti da più persone possibili.

Se volete sapere come fare una recensione, trovate il link nelle note

dell'episodio.

Potete scriverci anche a chiocciola a chiocciola.

Vai con calma.

Si chiama l'indirizzo internet è scrivi.

@a2podcast.it.

Facile, vero?

Effettivamente, è un po' uno scogilingua benissimo, quindi a questo punto possiamo

passare agli argomenti interessanti del podcast.

Di cosa parliamo Bianca?

Allora parliamo innanzitutto della manutenzione del Mac, cosa fare e cosa utilizzare.

Ok, poi chiaramente questo lo dico io perché tu non lo puoi

conoscere, visto che non usa sistemi Windows, non siamo a livelli dei

sistemi Windows che invece hanno bisogno di manutenzione, perché, come tutti ben

sapete, sono sistemi un po' particolari, non sono come i sistemi Macintosh,

sono un po' diversi perché tendenzialmente si incraccia, che è un termine

tecnico chiaro a tutti quanti:

il registro di sistema e quindi a volte capita che Windows a

un certo punto dica che è troppo stanco per portare avanti la

sua vita da Windows ed è meglio formattare e ripartire da zero.

È un po' diverso per quanto riguarda il Mac perché ha un

diverso sistema e di gestione delle applicazioni perché non ha un registro

di sistema.

Le applicazioni sono praticamente, per quello che posso dire io da informatico

della primora, sono praticamente tutte raggruppate all'interno di uno scatolone che si

chiama app.

Lì hanno praticamente tutto, lasciano soltanto qualche preferenzi di sistema in giro

per il sistema operativo, ma niente di grave, niente che occupi chissà

cosa.

Quello che vi volevo parlare io, invece, aspetta, vediamo un po' se

Bianca rientra tra di noi.

È la manutenzione, mensiri che consiglia questo individuo che ha chiamato Roberto

esattamente.

Che usa il suo Mac per professione, per lavoro e si diverte

pure quando i figli glielo permettono di lavorare qui in DAD siamo

veramente messi un po' così, siamo alla prima settimana di DAD.

Siamo sopravvissuti.

Hai qualcosa da dirci al riguardo della DAD Bianca?

Come è andata la prima settimana?

Allora, secondo me la DAD è andata bene, solo che io preferisco

stare in presenza invece che in DAD, ma anche perché ho avuto

un trascorso, diciamo, nell'altra scuola che la DAD era veramente molto pesante,

facevano soprattutto geometria se non sbaglio, e nient'altro.

Esattamente.

Comunque, bene, sono contento che questa tua nuova versione di DAD funzioni,

funziona anche per noi.

Cerchiamo di lavorare sì e no.

E come vi dicevo usiamo strumenti MAC in questo caso perché parliamo

di manutenzione del Mac.

Quindi io direi che a questo punto passo la palla al mio

amico Filippo Strozzi che ci racconterà un po' la sicurezza intrinseca all'interno

dei sistemi Macintosh.

Esatto, diciamo che come primo step dobbiamo ragionare se installare o meno

un antivirus o un anti-malware.

Questo è il tipico approccio, diciamo, da utente Windows, perché abitualmente l'utente

Mac invece schifa, chiamiamolo così, sempre in termine tecnico: l'installazione di antivirus

e antimalware.

Questo per ragioni storiche abbastanza concrete, ovvero che macOS ha una quota

di mercato dei PC relativamente piccola, per cui ovviamente

in generale è meno appetibile per gli hacker, e quindi tendenzialmente ci

sono meno virus e meno malware, meno troio e così via.

Quindi va a fatto una distinzione.

Se si è utenti relativamente attenti e consapevoli nell'utilizzo del proprio computer,

la risposta a se installare o meno un antivirus, o un antimalware

è tendenzialmente no.

Però questo vuol dire, per esempio, non aprire legati strani delle mail

o cliccare sul link all'interno di mail, che sono i principali vettori

di

contagio, e ovviamente non navigare in siti pericolosi, tipo scaricare programmi legitamente,

video, guardare in maniera pirata le parti di ricalcio, perché abitualmente proprio

su questi siti si annidano sorprese poco piacevoli.

L'altra cosa che io suggerisco, che esce un po' dall'ambito, è, però,

implementare sistemi come ad esempio Pie Hall per proteggere la navigazione di

casa o dell'ufficio.

Faccio una piccolissima parentesi, ma Pai Hall è un sistema che permette

di filtrare sul traffico internet, in particolare la risoluzione dei DNS, e

attraverso tutta una lista di siti chiamati malevoli o che tracciano, è

possibile bloccare pubblicità.

Quindi ecco, anche la pubblicità può essere uno dei vettori di sorprese

perché attualmente anche nella pubblicità vengono iniettati programmi potenzialmente malevoli e ovviamente

vi permette di bloccare tutta una serie di siti noti, per esempio

per i malware dove i Crypto Locker, cioè i ransomware.

Spesso e volentieri nelle liste di PIL vengono bloccati tutti i INS,

quindi i domini legati ai programmi più noti che fanno queste cose

e quindi ovviamente vi dà un'ulteriore protezione a livello di rete

della casa e quindi sicuramente sono cose da implementare.

Adesso oggi esulerebbe dalle nostre argomentazioni specifiche, però sappiate che esistono tutta

una serie di sistemi che vi permettono di proteggere non solo il

singolo computer, ma proprio la rete, e quindi può essere utile implementare

queste cose.

Altrimenti se siete inesperti, se navigate senza particolari accortezze, ovviamente il consiglio

è quello di installare dei software antivirus e antimalware.

La conseguenza però è che spesso e volentieri questi sono programmi che

si aggiungono ai programmi già presenti sul vostro Mac e che abitualmente

per funzionare in maniera valida richiedono di fare analisi sul vostro hard

disk.

Quindi tendenzialmente l'antivirus è una di quelle cose che rallenta almeno una

percentuale le performance ovviamente del vostro computer.

Quindi se il vostro computer è relativamente lento o comunque non è

moderno, sicuramente ciò non aiuta.

Io personalmente ho installato su un Mac una volta un antivirus e

ho deciso che non era cosa da farsi perché le performance nel

Mac erano degradate notevolmente.

E lo continuo a ripetere, i rischi di infezioni diciamo sono relativamente

bassi, ma ovviamente sono ancora più bassi se si utilizzano delle modalità

specifiche, cioè non si fanno cose che possono dare una mano ai

Trojan piuttosto che ai virus piuttosto che ai malware per l'installazione.

Un'altra cosa fondamentale da tenere presente è che casomai voi avete un

virus per Windows e non lo sapete sul vostro Mac, e questo

potrebbe infettare, se andate, per esempio, in una rete con computer Windows,

con i PC Windows che avete nella rete.

Quindi attenzione perché c'è anche quell'ulteriore problema della vicenda che va sottolineato.

La politica di Apple è progressivamente sempre più talebana sulla sicurezza.

Quindi se mantenete anche un sistema operativo aggiornato, quindi nelle ultime due

versioni del sistema operativo, giusto per fare un esempio, si va a

due sistemi operativi indietro abitualmente per le patch di sicurezza dei Mac,

quindi ad oggi teoricamente viene ancora garantita la sicurezza di Moave che

è macOS 10.14 dovrebbe essere e nulla di più.

Quindi, se avete anche un sistema operativo vecchio, ovviamente più vecchio di

Moave.

E ovviamente se ascolterete questa puntata tra un anno le cose cambieranno

perché l'anno prossimo diventerà Catalina l'ultimo, anzi, quest'anno dirà la verità, perché

uscirà sicuramente un nuovo sistema operativo a settembre-ottobre di quest'anno.

Quindi a settembre-ottobre di quest'anno probabilmente Catalina sarà l'ultimo sistema garantito da

Apple per la sicurezza.

Poi anche Apple spesso e volentieri fa degli aggiornamenti di sistema anche

per i vecchi sistemi se queste le falle di sicurezza sono molto

gravi.

Però la garanzia, diciamo, di avere un sistema tranquillo è appunto quella

di avere un sistema aggiornato almeno a due versioni precedenti, da Big

Sure, tra le altre cose, Apple, che sempre appunto si è sempre

focalizzata molto tra le altre cose, sulla sicurezza, ha creato una cosa

un po' particolare, cioè il sistema operativo in solo lettura.

Quindi quando andate a installare Big Sure sul vostro computer, ci sarà

una partizione del vostro hard disk col sistema operativo che in pratica

potrete leggere ma non potrete modificare, e invece un ulteriore volume dove

salvare poi i documenti dove avete la possibilità non solo di leggere

ma anche di modificare l'hardisk e questo proprio per aumentare e garantire

la sicurezza dei Mac.

Anche qui segnalo Apple comunque adesso, dopo ti do la parola a

Roberto una domanda più che altro.

Apple comunque ha implementato una serie di firme anti-malware quindi viene aggiornato

abitualmente un particolare pacchetto.

Lascio poi il link nelle note dell'episodio se vi interessa approfondire.

Adesso non mi sembra sensato andare troppo nello specifico, ma c'è comunque

una serie di sistemi implementati da Apple proprio per la sicurezza anti-malware.

E in generale viene gestito Gatekeeper, che è il sistema che garantisce,

o meglio, che chiede il permesso all'utente finale, che ha ovviamente privilegi

da amministratore, di installare sul Mac dei programmi.

Quindi c'è un doppio meccanismo di sicurezza nell'installazione delle applicazioni.

Ecco la domanda riguarda appunto le applicazioni.

Prima hai parlato di una partizione, chiamiamola così, separata per i documenti,

ma i programmi dove vanno a finire?

Dalla parte del sistema operativo o dalla parte dei documenti, dalla parte

dei documenti e nella parte utenti, perché di fatto la strutturazione del

file system di macOS, la parte vera del sistema operativo è nella

library nelle librerie.

Tutto il resto invece abitualmente è gestito.

Le applicazioni stanno nella cartella applicazioni, la maggior parte delle applicazioni stanno

nella cartella applicazioni perché poi lo vedremo.

Ogni tanto lasciano cose installate a destra manca, però molto meno che

Windows, chiamiamola così.

È ovvio che quindi le cose funzionano in maniera abbastanza differente.

Io adesso Bixur non lo utilizzo ancora in maniera seria, però mi

sono reso conto, avendolo installato su un disco esterno, proprio di questa

differenza e del fatto che anche tanti programmi che per esempio implementano

cose un po' particolari si sono dovute riadattare.

Un esempio è Easel, perché, per esempio, non è più possibile da

Big Sure installare l'applicazione delle preferenze di sistema, ma deve essere un'applicazione

appunto esterna, proprio perché deve andare nella cartella delle applicazioni, non può

più essere installata a livello più profondo, chiamiamolo così.

Certamente, capito.

Tra le altre cose, colgo la palla al balzo per ringraziare gli

utenti che hanno iniziato a dare i primi feedback.

Uno di questi che volevo ricordare più che altro anche a Filippo

è di cercare di stare entro un'ora.

Perché in effetti andiamo sempre molto lunghi.

Io direi di cercare di tenere un'oretta di podcasting come stiamo facendo

in questo momento.

Non c'è molto da dire, però volevo cercare di essere un po'

veloce, nel senso che per gli approfondimenti abbiamo avanti almeno un centinaio

di puntate davanti a noi prima che diventiamo vecchi e inservibili.

Conseguentemente direi che tempo ne abbiamo.

Iniziamo a dare una spolverata.

Poi penso che faremo come i bravi podcaster che si riascolteranno, prenderanno

note delle cose che devono parlare e ne parleranno nelle puntate successive.

Faremo così penso.

Quindi saremo gli ascoltatori migliori di A2 Podcast.

Detto questo, ringrazio come sempre gli ascoltatori, chi c'è offline che ci

ascolta in seconda battuto e chi c'è online che ci ascolta in

questo momento.

Adesso passiamo direttamente a quello che è la mia esperienza diretta col

Mac per quanto riguarda la manutenzione.

Come vi abbiamo spiegato, non è come Windows che ha bisogno di

manutenzione particolare, ma io ho una routine mensile che utilizzo sul mio

Mac e lo faccio ogni primo del mese essenzialmente.

Vedo che la situazione è molto stabile.

Il mio Mac è molto stabile, tant'è che lo scorso anno, no,

era due anni fa, ho praticamente usato l'installazione quasi del 2014.

Quindi io ho fatto quando avevo il MacBook Pro del 2014 ho

installato i vari aggiornamenti andando avanti così.

Poi, quando è stata ora di passare al mio attuale Mac, ho

fatto semplicemente un ripristino e il mio Mac continua a rimanere stabile.

Conseguentemente, dalla mia esperienza, questa manutenzione, in effetti funziona a tutti gli

effetti.

È una manutenzione abbastanza stupida, nel senso che è molto veloce, non

ci vuole niente di che.

La mia idea è che è bene fidarsi degli strumenti Apple, ma

è meglio averne un altro di scorta, ed è per quello che

io, almeno sul mio Mac, ho un antivirus che non è residente

in, mi viene da dire da System 3, ma ovviamente questi qui

sono termini da Windows nella barra dei menu.

Non è lì ferma, ma è semplicemente un'applicazione che avvio una volta

al mese che faccio una ricerca sull'hard disk e sui percorsi più

diciamo pericolosi in cui si possono trovare già i maloware e via

discorrendo.

Io utilizzo Bit Defender virus scanner che dovrebbe essere ancora gratuito.

Io uso la versione gratuita, io prendo lo scarico, si scarica le

firme, fa un giro sull'hard disk e in giro di una mezz'oretta

il mio lavoro è fatto che è finito.

Considerate che io ho 128 GB di hard disk, fa la sua

ricerca tra scansione e via discorrendo, e quindi sono abbastanza tranquillo.

Perché le firme sono aggiornate, si fa la sua scansione.

In più ci sono ovviamente tutti i sistemi che ha appena elencato

Filippo che vi aiuteranno di sicuro a mantenere il vostro sistema operativo

bello che pulito.

Chiaramente se vi andate a cercare le grane, le trovate perché MEC

sia un sistema sicuro, ma

non è imbattibile.

Quindi, se vi andate ad adentrare in alcuni siti discutibili, chiaramente se

ve le andate a cercare prima o poi arriva.

Quindi,

come in tutte le buone famiglie, il buon padre di famiglia ti

dice: usa il tuo sistema operativo, ma stai attento a quello che

fai, semplicemente.

Per quanto riguarda invece i malware, uso due simpatiche applicazioni molto molto

leggere che arrivano dal sito Objective-C che vi consiglio di andare a

vedere.

Il sito di Objective-C è pieno di utiliti che vi aiutano a

mantenere molto sicuro e contro l'altro il vostro Mac.

Sono veramente delle micro utility, sono praticamente tutte gratuite.

Io ad esempio utilizzo BlockBlock che è un utility che ti dice

se ci sono in esecuzione o stanno per entrare in esecuzione dei

servizi non voluti.

Quindi praticamente lui rimane lì tranquillo, controlla che il tuo sistema operativo

stia facendo le cose normali di un sistema operativo, nel momento in

cui vede qualcosa di strano, te lo fa sapere.

Ad esempio, vi faccio un esempio pratico.

Nelle prime versioni di Spotify veniva lanciato un servizio che BlockBlock reputava

un po' birrichino, chiamiamolo così.

Dalla finestra di Block Block c'è la possibilità di fare subito una

scansione per vedere se questo servizio è un virus, semplicemente cliccando su

una specie di bandierina.

E quindi vi dà un risultato e vi fa vedere se questo

rientra tra i virus conosciuti.

E poi va a fare ancora un sito, va a fare ancora

una ricerca per vedere se deriva da qualche altro tipo di

altri virus che sono in giro per il sistema operativo.

Molto simpatico perché è molto leggero e vi diceva appunto Spotify ho

provato a bloccarlo con block block e il risultato è che giustamente

Spotify ha smesso di funzionare.

Quindi è bastato semplicemente riavviare il servizio e poi Spotify è ripreso,

ma chiaramente era uno di quei servizi sotterranei che un utente normale

non vede, però nel momento in cui ha certi strumenti riesce a

bloccare cose che possono essere potenzialmente dannose.

Chiaramente non era questo il problema di Spotify perché ho voluto proprio

fare una prova perché né

l'antivirus interno di BlockBlock nella ricerca sul database dava positività di questo

servizio, però ho voluto proprio vedere se Spotify riusciva a funzionare lo

stesso con questo servizio bloccato.

Quindi, oltre a essere leggero, è anche potente perché permette appunto di

chiudere la porta a determinati tipi di servizi non voluti.

Altra cosa che utilizzo su sempre di Objective C oversight.

Oversight è una simpatica utility che anche quella rimane lì nella bar

del menu, non occupa assolutamente niente, se non un po' di spazio

nella menu bar.

E ti avverte se c'è il microfono o la telecamera che sono

in esecuzione senza che tu l'abbia chiesto.

Ad esempio, se io apro Skype e mi voglio collegare con Filippo,

oversight mi dice: Guarda, c'è Skype che sta chiedendo di accedere al

tuo microfono e alla tua camera, vuoi farglielo fare?

Quindi praticamente questo cosa permette?

Permette di evitare che, come sapete, avete una telecamera sempre puntata davanti

alla fronte, che questa telecamera non vi riprenda sempre o nel caso

in cui ci siano intrusioni nella propria rete e vi attivino la

telecamera o il microfono.

Chiaramente questo va alla parte della sicurezza che è importantissima per chi

è un professionista e ha a che fare con dati sensibili che

non venga ascoltato da chiunque passi di lì.

Quindi vi consiglio anche questa di installarla, è molto leggera e non

è per niente invasiva.

Aggiungo che il sito di Objective-C è molto molto interessante sotto questo

punto di vista, perché ci sono tante altre utility che vi consiglio

di dare un'occhiata.

Io ho semplicemente installato queste due, ma ce ne sono molte altre.

Per esempio c'è anche un'utility che permette di filtrare il traffico che

avete sulla rete.

Questo è interessante, non lo utilizzo non perché non funzioni, ma per

il semplice fatto che utilizzo un'altra applicazione che si chiama Tripolo Mode,

ma la loro va benissimo.

Io l'ho acquistata Trip mode e conseguentemente mi conviene usare questa.

Per quanto riguarda la ricerca e sicurezza del MAC, io utilizzo semplicemente

questo, oltre, alla crittografazione dell'hard disk, ma quello ne abbiamo già parlato.

Ma sono tutte, diciamo, cose che vanno implementate al fine della sicurezza

intrinseca del proprio sistema operativo.

Diciamo che sono piccole aggiunte, non è niente di che.

Invece, per quanto riguarda la manutenzione, la procedura che vi dicevo, quella

mensile, quella che faccio è quella di ricercare i file di grandi

dimensioni o doppi all'interno del mio hard disk.

Come sapete, io sono un professionista che vive con un hard disk

da 128 GB e anche se sembra incredibile, ho comunque dello spazio

libero.

Per il semplice fatto che, oltre a utilizzare questo tipo di manutenzione,

cerco di spostare i file i file grandi oppure le commesse chiuse,

non me le tengo lì sull'hard disk e me le porto avanti

e indietro, me le metto su un hard disk esterno e per

me è chiusa l' questione.

Quindi, visto che l'hard disk è piccolino, faccio questa manutenzione che comunque

consiglio a tutti quanti perché vi ritroverete come per magia a scoprire

di avere l'hard disk pieno di cavolate, perché alla fine si tratta

di questo.

Ci sono interessanti applicazioni come Gemini, che è un esempio di un'utility

magnifica che vi fa un giro per tutto l'hard disk e vi

dà tutti i duplicati in un modo veramente puntuale e direi quasi

ritagliato su misura.

Perché potete trovare addirittura due immagini uguali, nonostante magari ci sia il

nome del file diverso, riesce ad arrivare a questo tipo di controllo

sui propri file.

Ma questa è un'applicazione che ho utilizzato per un certo periodo finché

non è entrato nell'orbita di quella famosa applicazione, che adesso mi sfugge

il nome, che diciamo che è un'alternativa all'App Store setup.

Esatto, con setup che praticamente dietro a un

pagamento di una certa quota mensile, vi permette di scaricare un

tot di applicazioni.

Quindi per raggirare il problema, per fortuna ci ha aiutato la nostra

amica Apple, che vi permette, grazie alla meletta che troverete in alto

a sinistra della vostra bar, potete andare tranquillamente in informazioni su questo

Mac.

Poi, dopo che avete guardato la vostra bella finestrina che vi fa

una sintesi di quello che è il vostro Macintosh, andate semplicemente nella

tendina archiviazione e poi vedete che dopo un bel grafico colorato a

barre, sulla destra c'è il tastino Gestisci.

Questo, secondo me, è una delle grandi novità di dei sistemi operativi

Apple che ha tagliato penso le gambe a molte utility perché cosa

fa?

Vi dà una panoramica dello spazio occupato sul vostro Mac, senza bisogno

di ricorrere a grafici particolari, ma semplicemente vi dice che in questo

momento vi faccio un esempio del mio Macintosh.

Le applicazioni occupano circa 14 GB, i documenti 24, quindi capite già

l'ordine di grandezza rispetto alle applicazioni, o più documenti che applicazioni, e

poi vi parla delle foto, di cloud drive, i libri, la mail,

i messaggi, musica.

E poi il sistema, ad esempio, in questo caso occupa 11 GB.

Poi abbiamo una bellissima tendina che magari forse è utilizzabile, sarebbe bello

vedere cos'è sto altro con 54 GB, che vuol dire che occupa

quasi la metà del mio hard disk.

Non lo sappiamo per il momento, ci sono le utility che vi

ho appena descritto che possono aiutarvi.

Un'altra che mi ero dimenticato di dirvi che è gratuita e si

chiama Grand Perspective, che vi permette di fare un'analisi grafica di quello

che è il vostro hard disk.

E vuol dire semplicemente che una volta che analizzato il vostro hard

disk, vi fa vedere le dimensioni occupate dai file rispetto all'intero.

Quindi, se voi avete

il filmato di Gundam della vecchia generazione che occupa 10 GB

, chiaramente vi farà vedere questo file molto più grande rispetto al file

di progettazione AutoCAD che magari occupa 500 megab.

Quindi lo vedete molto più piccolo e quindi con un colpo d'occhio

vedete subito quello che occupa di più sul vostro hard disk.

Gram Perspective inoltre suddivide i file per colore e li raggruppa per

tipo.

Quindi avete delle zone rosse, delle zone blu, delle zone verde e

voi potete andare a vedere quello che occupa di più.

Tornando invece, per esempio, invece all'applicazione interna di Apple, è molto interessante

quando entrate nella cartella documenti perché potete andare a vedere già un

bel po' di cose che vi verranno molto utili.

Noi che siamo dei podcaster e utilizziamo ad esempio Producer, è meglio

che controlliamo questa simpatica utility perché Producer ha la tendenza a fare

duplicati di file WAV.

E come sappiamo bene io e Filippo, i file WAV occupano una

Madonna e mezza e conseguentemente è meglio iniziare a liberare spazio passando

da lì, iniziando a togliere i file duplicati.

Inutili.

Comunque, vi consiglio di andare a fare un giro perché ogni hard

disk e ogni sistema operativo e ogni utente ha il suo modo

di archiviare le cose.

E quindi andatevi a fare un bel giro per capire come gira

il mondo sul vostro hard disk.

Vedo nelle note dell'episodio che Filippo ha aggiunto Daisy.

Hai voglia di parlarcene un attimo?

Volentieri, volentieri.

Sì, io abitualmente l'ho acquistato ormai tempo addietro e la utilizzo spesso

volentieri.

Daisy disc è un utility ovviamente a pagamento, adesso non mi ricordo

che costo, ma deve costare intorno ai 15 euro.

Credo.

L'idea di Daisy Disc è ovviamente simile a quella di serie di

Apple, la cosa carina è che Daisy Disc praticamente fa un grafico

a torta dove si vedono le cartelle all'interno delle quali ci sono

più file, quindi le cartelle così più grosse, e entrando ovviamente dentro

la singola cartella, è possibile vedere a sua volta quali sono i

file più grandi.

Quindi è un modo molto rapido per vedere innanzitutto da che cosa

e come è occupato il vostro computer e andare a fare un'analisi

un po' più raffinata e un po' più specifica rispetto a quella

dell'applicazione diciamo di base di Apple, che si dà delle informazioni abbastanza

utili.

Però, per esempio, una cosa che forse Roberto non ha detto: ma

se non avete salvato i file dentro documenti, per esempio, questa applicazione

di Apple non va a fare le ricerche e fa vedere le

varie cose.

Quindi Daisy Disc, per esempio, vi può far scoprire che alcune applicazioni

hanno creato delle cash piuttosto che delle cose strane che abitualmente vengono

salvate in altre parti del sistema operativo e che possono dare dei

programmati.

Esempio tipico, che nel nostro caso specifico viene rilevato comunque dall'utility di

Apple, ma che fino a secondo me, due o tre sistemi che

hanno aggiunto questa funzione del gestire lo spazio su hard disk.

Prima se tu facevi molti backup dell'iPhone sul computer, vedevi che non

avevi più spazio su disco, ma non sapevi per quale ragione, spesso

e volentieri mi sono accorto che uno dei problemi era dovuto ai

backup appunto dei telefoni piuttosto che dell'iPad e così via.

Quindi Daisy Disc è molto utile da questo punto di vista per

fare questa tipologia.

È ovviamente un'applicazione chiamata a pagamento quindi professionale,

ti permette di fare delle indagini più specifiche e a volte anche

utili per capire, soprattutto se si hanno molti file, molte cartelle e

molte cose, riuscire a individuare dove ci sono dei problemi e dove

si può intervenire per ottimizzare il tutto.

Mentre tu parlavi, ovviamente ho lanciato anche io l'applicazione di Apple e

mi sono per esempio reso conto che ho dei filmati ancora salvati

sull'hardis.

Che ovviamente posso archiviare altrove, e che infatti sto archiviando mentre stiamo

discutendo perché sono 4 GB di film.

È un attimo con i filmati di salire con la cifra.

È vero che sul mio MacBook Pro 16 pollici ho 512 GB

di hard disk, quindi è una cosa diversa.

Si, per me sarebbe una prateria con tutto quello spazio, non saprei

cosa farmene attualmente ho 115 151 GB liber.

Che ha lo spazio lo usa, giustamente?

A proposito di spazio, bisogna ricordarsi che i backup di iPhone e

i pad si possono spostare dall'hard disk del Macintosh, cioè nel senso

che potete prenderli e archiviarli da un'altra parte senza fare danni nel

momento in cui ne avete bisogno, lo rimettete nella stessa cartella.

Ma secondo me forse è meglio il caso parlarne in una puntata

apposita tra i vari backup e compagnia briscola.

Comunque ricordatevi che non per forza dovete essere proni a quello che

vi dice Apple.

Si può fare anche in modo alternativo, soprattutto se seguite il nostro

podcast dove vi svegliamo o perlomeno vi raccontiamo quello che facciamo noi

per sopravvivere con la tecnologia Apple da professionisti.

Una piccola precisazione perché mentre parlavamo ho fatto due controlli e segnalo

che effettivamente l'applicazione di Apple è più furba del previsto, cioè nel

senso, se andiamo in documenti e andiamo a vedere, non solo ci

fa vedere i file più grandi, diciamo, ma ci fa vedere i

file all'interno della cartella di download e vabbè, cioè meglio, vabbè, effettivamente

io su questa cartella dovrei lavorarci più spesso perché ho veramente tanto

tante cose bruttine.

Ma

l'ultima tab è browser file e vi permette di vedere appunto quali

sono le cartelle.

Sempre all'interno dei documenti attendo a precisare, no, neanche perché ci sono

anche immagini quindi direi che in generale raggruppa per tutto è molto

interessante non l'avevo ancora guardato infatti ti dico non l'avevo neanche neanche

io e lì vi fa vedere appunto per esempio la cartella più

grossa che ho e che quindi è simile a Easy Disc come

approccio e immagini dove ci sono solo 55 GB di immagini ma

c'è c'è dentro la libreria di foto ovviamente quindi anche quello si

può fare il backup lo so anzi addirittura è possibile spostarla su

un hard disk esterno però nella sostanza anche di quelle cose ne

dovremmo parlare anche di questo nel senso vedi perché dobbiamo riascoltare le

puntate perché mentre parliamo ci vengono altre idee da sviluppare successivamente anzi

direi io per esempio invece la cartella più grande è quella dei

documenti che ho 15 giga e invece la cartella immagini arriva solo

a 1 giga e 12, perché appunto questa tendenza a liberarmi di

file che non utilizzo o che vanno archiviati.

Io per esempio do una piccola preview la libreria delle immagini faccio

un archivio per anno e poi la spedisco ogni anno a dicembre

prendo un pacchettino e lo spedisco sul hard disk esterno certo se

mi bolla all'hard disk esterno sono morto devi fare i backup ma

questa sarà puntata probabilmente una delle prossime puntate mentre parlavamo ho liberato

12 GB della beta di Big Sure che avevo sul Mac, già

installato ho già installato su un hard disk esterno quindi ho big

sure comunque funzionante d'altrove e mi sono reso conto che avevo ancora

12 GB leggerissimo e quindi ho cancellato anche questa roba quindi direi

che oggi mi sei servito.

Visto, la puntata di oggi è diventata utile a tutti, noi stessi

compreso.

Dunque, andiamo avanti e andiamo a vedere un po' per quanto riguarda

invece l'installazione e la disinstallazione delle applicazioni, perché magari tra le varie

vostre applicazioni troverete delle applicazioni che non utilizzate più, avete installato e

non ve ne fate più niente o vi hanno dato dei problemi.

Chi lo sa, non tutte le ciambelle vengono col buco.

La cosa più veloce da fare è qual è: e se non

essendo su sistemi operativi Windows, non dobbiamo ricorrere a una procedura di

disinstallazione, almeno generalmente nella maggior parte dei casi, e basta prendere semplicemente

l'applicazione della cartella applicazione, buttarla nel cestino e così l'avete salutata una

volta per tutte.

Se invece volete entrare a gamba tesa sulla eliminazione e estirpazione di

tutto ciò che riguarda questa applicazione, ci sono delle utility apposta, come

ad esempio quella che utilizzo io che si chiama App Cleaner, e

che ti permette semplicemente di invece spostare l'applicazione nel cestino, la spostate

all'interno dell'applicazione app cleaner e questa applicazione vi controllerà tutte le varie

P list che sono i file che utilizza il Macintosh per ricordare

le vostre preferenze e quindi farà un giro del vostro disk e

vi prende anche quelle preferenze e ve le butta nel cestino.

Quindi è una pulizia decisamente più mirata.

Io lo faccio perché continua a dire per me lo spazio su

a disk è prezioso.

Ma considerate che basta semplicemente anche prendere l'applicazione, buttarla nel cestino e

avete risolto tutto quanto.

Ecco una precisazione.

Attenzione, perché a me è già capitato varie volte soprattutto in Firefox,

mi ha dato questi problemi.

Appunto, le applicazioni hanno sia l'applicazione, chiamiamola così core che tutta una

serie di file, diciamo, di configurazione che Mecost trattiene abitualmente.

Proprio perché se voi avete fatto dei salvataggi o avete delle impostazioni

su un'applicazione, la cancellate, la riinstallate, la riscaricate dall'ap store Mac App

Store, queste impostazioni rimangono, però ovviamente queste impostazioni hanno un peso, diciamo,

sul vostro hard disk e quindi appunto up cleaner piuttosto che io

utilizzo Azer perché ce l'ho già e quindi di fatto fa la

stessa funzione.

Quando vado a cancellare un'applicazione, la sposto nel cestino e poi la

cancello, si accorge che l'applicazione è stata cancellata e mi sottopone una

finestra dove mi dice vuoi cancellare anche tutti questi file collegati all'applicazione.

Abitualmente se avete disinstallato un'applicazione nell'80-90% dei caso è perché non la

usate, perché ve le volete disfare quindi anche le varie configurazioni non

vi interessano.

È ovvio che se, per esempio, per emergenza avete dovuto cancellare 10

applicazioni perché non avevate spazio sull'hardisk ma le volete reinstallare, allora tutta

questa attività non ha senso.

Tuttavate che sotto il cofano, diciamo, è così che funziona il sistema.

È molto intuitivo perché, appunto, in generale rispetto a Windows, salvo casi

particolari, driver, piuttosto che applicazioni che fino a Big Sure richiedevano un'installazione

all'interno del sistema operativo, chiamiamolo così, la maggior parte delle applicazioni DMG

per intenderci, i file DMG di installazione delle applicazioni, basta trascinare le

applicazioni nella cartella applicazioni e basta a quel punto lì cancellare dalla

cartella applicazioni l'applicazione.

Sui packag PKG invece, che sono i pacchetti che richiedono un'installazione più

interna nel sistema operativo, che è tipico dei driver o delle stampanti,

per esempio, lì è un discorso diverso.

Infatti, spesso e volentieri il PKG ha anche un disinstaller perché deve

andare a fare pulizia in altre parti del sistema operativo.

Devo dire la verità, recentemente l'unica cosa che non ho testato di

Big Sure è l'installazione di periferiche come una stampante, uno scanner e

così via.

Quindi non so dirvi esattamente se ci sono problemi o meno.

Tuttavia, per esempio, ho installato una cosa un po' particolare, ma OpenSC

su Big Sure che è un PKG come file di base, e

devo dire la verità, non ho avuto grossi problemi.

Anche lì dipende molto dove va a installare cosa è tutto chiaro.

Sì, sì, poi chiaramente io ve lo raccontiamo così prendetele con le

pinze la questione, perché bisogna provarlo col sistema operativo corrente.

Noi adesso stiamo registrando nel 2021.

Io, ad esempio, non ho ancora Big Sure per il semplice fatto

che aspetto un anno dalla data di uscita.

Può darsi che magari alcune di queste cose devono essere riviste nell'anno

in cui ascoltate.

Ve lo dico questo perché appunto una delle utility che vi sto

per citare adesso è un utility che cambia in base al sistema

operativo.

Si chiama Onix, vi permette di fare una pulizia del sistema come

liberare la cache via discorrendo.

Adesso do un'occhiata anche alle preferenze.

Però questa simpatica applicazione ce n'è uno per tipo di sistema operativo.

Quindi, se avete Mojave avete un Onix apposta, se avete Big Sur

ne avrete un'altra apposta.

Allora io adesso lancio un attimo, meglio di nuovo, ho paura che

faccia casini perché richiede di chiudere tutte le applicazioni.

Onix è un'applicazione molto interessante.

Tuttavia, come per Spider-Man, dai grandi poteri derivano grandi responsabilità bravissimo.

Stavo passando.

Tu sei responsabile, un fan del lavoro.

Infatti, te l'ho lasciata lì.

Ho detto dillo

.

Comunque, detto questo, perché Onix è un'applicazione decisamente potente.

Che se non sapete dove mettere le mani, è facile che vi

blocchi anche il sistema operativo.

Ma è un'applicazione dall'altra parte molto semplice che fa quello che deve.

Io di tutte le tendine che ci sono, ne guardo semplicemente una

che è quella della manutenzione, lascio tutte le impostazioni di default e

la lascio lavorare.

Questa simpatica applicazione prende e incomincia a liberare la cash del sistema,

di safari, insomma, dà una bella pulita di quello che non serve

all'interno del sistema operativo e poi chiaramente fa un riavvio alla fine

della procedura.

Chiaramente perché

funzioni come debba funzionare, tutte le applicazioni vanno chiuse prima di avviare

Onix.

In ogni caso, questo vi avverte di quello che sta facendo.

Centemente è un'applicazione sicura, bastano andare in giro a cercarvi delle grane,

è un po'

il discorso di prima: se non vi cercate delle grane, tutto funziona

alla grande.

Se non sapete dove mettere le mani, potete combinare dei disastri perché

Onix è un'applicazione molto potente e può fare cose interessanti, ma può

anche farne altre che vi possono creare dei problemi se non sapete

dove mettere le mani.

Poi continuo a dire: questo è un consiglio che io ho testato

da anni.

Onix, nella sua situazione di default, fa quello che deve fare e

non fa danni, semplicemente basta avviarla a QuerSerena e non andarci a

cercare delle grane.

Questo più o meno è quello che faccio io dal punto di

vista software sul mio Mac e poi passo direttamente a quello che

faccio sull'hardware.

Non è che ci sia chissà cosa, però anche l'hardware ha bisogno

di una sua pulizia e manutenzione.

Questo in teoria dovrebbe essere valido per tutti i computer o strumenti

che utilizzate.

Ad esempio, la prima cosa che faccio io, che soprattutto in periodo

di pandemia penso che sia appena il minimo, è quello di pulire

il case e la tastiera del vostro Macintosh o del vostro computer.

Qui incominciamo ad allargare il gettito anche iPad e iPhone, perché comunque

soprattutto l'iPhone e l'iPad sono strumenti che forse stanno molto più vicini

a noi dal punto di vista tattile.

Anche del parlare, perché comunque quando avete un iPhone e siete il

telefono, comunque ce l'avete più vicino, sicuramente che un Mac e conseguentemente

hanno bisogno di essere puliti molto più spesso.

Io faccio così: utilizzo tendenzialmente l'alcol.

Ho visto che su iPhone e iPad non patiscono assolutamente nulla, nel

senso che lo schermo lo potete pulire tranquillamente con un po' di

altol, non è che dovete renderlo completamente fradicio, basta inumidirlo un po'

un panno, lo passate davanti, dietro, attorno dietro dove lo prendete, poi

anche sullo schermo, date una pulita e via andate.

Invece, sul Mackintosh credo che non ne ho la certezza, ma credo

che il video sia decisamente più delicato rispetto all'iPad e l'iPhone.

Conseguentemente, io pulisco semplicemente la scocca dietro al video e la scocca

sotto la tastiera, con

il panno im bevuto di alcol e lì vi stupirete di quante

schifezze rimangono attaccate al vostro Mac e non ve ne rendete conto.

E poi bisogna pulire fare la stessa cosa direttamente sulla tastiera, anche

lì le tastiere sono tendenzialmente un ricettacolo di schifezze, perché comunque le

mani, a meno che non lavorate

all'interno di una clinica, saranno sempre per forza di cose, più sporche

del dovuto.

Conseguentemente bisogna pulire con alcol anche quelle superfici.

Nel corso degli anni ho pulito le tastiere, il trackpad e tutta

la parte sopra del Mac e non ho mai riscoltato problemi.

Quello che vi consiglio, però, di fare per quanto riguarda lo schermo

è di lasciar perdere l'alcol e di prendere uno di quei pannetti

che chi utilizza gli occhiali sa di quello che parlo, sono il

microfibra e inumidirlo leggermente e poi passarlo tranquillamente sul vostro schermo.

Anche lì, almeno io che parlo spesso e volentieri davanti al Macintosh

è un pullulare di puntini sul video.

Quindi io questa pulizia sarò un po' pazzo, però la faccio ogni

settimana essenzialmente.

Voi se non siete pazzi come me, ve la fate una volta

al mese e state tranquilli che funziona tutto quanto.

Detto questo, io faccio ancora un'altra cosa che riguarda l'hardware, che è

una cosa abbastanza semplice ma che non tutti ci pensano.

Che è quello che riguarda la pulizia delle ventole.

Io non vado a smontarmi il Mac per dare una pulita alle

ventole, ma grazie a un consiglio che ha dato il grandissimo Nicola

Lossito che ringrazio e saluto caldamente perché è amico comune sia mio

di Filippo e che praticamente ci ha fatto conoscere, lui ha avuto

un problema con i Mac, mi pare che sia il 27 pollici,

se non ricordo male.

Fatto sta che aveva dei problemi di raffreddamento e ha deciso bene

di provare a fare un esperimento.

Invece di aprire il Mac e pulire le ventole ha preso un

utility, all'epoca si chiamava SMC Fan Control, e ha preso e ha

sbattuto alla massima velocità le ventole ed è uscito di tutto

dall'uscita delle ventole perché giustamente il MAC tendenzialmente lavora a ventole ferme

o che girano molto poco, però la polvere la becca non lo

stesso.

SMC Fan Control è un'applicazione che mi pare che non funzioni con

i MAC recenti dotati di chip T2, almeno a me non funzionava.

Così sono andato a cercarmi un'altra utility che si chiama Mac Fan

Control, che probabilmente dà sicuramente più indicazioni rispetto a SMC fan conto

che era abbastanza un'utility molto povera, diciamola così.

Invece questa è un'utility abbastanza completa, perché oltre ad avere la possibilità

di mandare le ventole al massimo, vi dà tutta una serie di

parametri che sono per esempio le temperature che stanno subendo il vostro

hardware interno.

Per esempio, adesso che sto registrando, ho la CPU che viaggia intorno

a 67 gradi e la GPU pure GPU in questo caso è

integrata al processore e sto guardando che la parte più fresca è

quella dove c'è il palmo che è a 27 gradi, invece l'SSD

viagg intorno ai 45 gradi, ma questi sono dati poco importanti.

Quello che vi dico io è che c'è la possibilità di prendere

e sbattere le ventole al massimo.

Io le tendo tendenzialmente 20 minuti al massimo.

In modo tale in 20 minuti di giramento di ventole, chiamiamolo così,

tutti i vari residui che ci sono all'interno di un portatile perché

comunque lo mettete dentro una borsa e comunque va in vari ambienti

o anche al Mac che rimane lì e comunque si becca la

polvere, perché in ogni ambiente c'è la polvere più o meno.

Sono macchine che essendo girandoci elettricità attirano la polvere.

Esattamente è una cosa improbata.

Direi che è matematico che attiri la polvere, e quindi questa qui

può essere un'ottima soluzione, e vi dico per me lo è stato

perché lo utilizzo praticamente dal 2014, giù di lì, questa possibilità.

Io non ho mai avuto problemi col Mac, forse anche grazie a

questa possibilità che il sistema di raffreddamento, soprattutto con i Mac Intel,

perché per quanto riguarda i Mac M1, potete anche probabilmente staccare la

ventola che non se ne accorge neanche il processore.

Invece, con i Mac Intel che hanno la tendenza a diventare delle

stufette che sono molto deliziose d'inverno, ma d'estate vi fanno maledire Intel

e tutti i suoi ingegneri.

Però con questa possibilità di mandare le ventole a picco è una

cosa molto interessante non solo per quanto riguarda la pulizia, ma soprattutto

per quanto mi riguarda nel mio lavoro professionale, capita di fare dei

rendering e quando devo fare dei rendering, la prima cosa che faccio

prima di iniziare ad aprire il programma, metto direttamente le ventole al

massimo perché so già che il processore sarà sotto carico e quindi

inizia già subito a lavorare bello fresco che avrà poi tempo di

raffrescarsi piano piano e quindi non ci penso più.

So che le ventole sono al massimo, non sono gestite dal sistema

operativo perché è abbastanza

, tende a non mandare subito le ventole alla velocità che serve tende.

Ho notato che il MEC tende a far riscaldare il sistema, probabilmente

perché avranno anche sicuramente dei parametri loro, sanno bene quello che fanno,

ma vedo che anche quando faccio carichi molto complessi, l'evento non sono

quasi mai al massimo e sono sempre io che cerco di spingerle

al massimo in modo tale che sia raffreddato nei migliori dei modi.

Beh, ma abitualmente secondo me l'approccio di Apple è quello di non

far sentire la macchina.

Io una delle prime cose che mi sono reso conto passando Apple

è che rispetto ai PC, soprattutto all'epoca, erano silenziosissimi.

Io me ne rendo conto perché, non so, la IMAC quando inizia

ad essere sotto sforzo, si inizia a sentire la svampata della ventola

e dici che roba è?

Poi dopo la ventola.

Sì, sì, sì, è perché siamo appunto abituati a viaggiare nel silenzio.

E appunto per questo che consiglio di tenerle pulite.

Ste ventole.

Perché a forza di non farle girare, per forza di cose, la

polvere si va a per esempio sul MacBook Pro 16 pollici Intel

che scalda in maniera vergognosa da un certo punto di vista, anche

la gestione delle ventole, effettivamente, non avevo mai considerato di fare un

acquisto del genere.

Tu, a proposito, hai comprato, hai scaricato la versione free o la

versione apagata?

Io viaggio con la versione free.

Infatti, immaginavo quindi chiedevo per gli utenti che casomai vogliono provarla, la

possono provare tranquillamente, c'è semplicemente l'applicazione che invece di farvi salvare vari

preset, vi fa salvare quello normale che è quello automatico del sistema

operativo, e quello al massimo, che è quello che serve a me.

Quindi potrebbe tornare utile avere, che ne so: d'estate, l'evento le messa

a circa un po' più della metà, in modo tale che sia

un po' più fresco

l'hardware.

Tuttavia, io ho visto che tendenzialmente non mi serve e quindi mi

sono sempre fatto andare bene la versione gratuita che fa il suo

lavoro e poi soprattutto ha questo monitoraggio dei vari

sensori che ci sono all'interno dell'hardware che è molto interessante.

Insomma, sai cosa sta caricando di brutto e sai anche forse anche

dove intervenire volendo?

No, no, effettivamente devo dire la verità.

Una cosa, io adesso non sono un uomo da portatile e il

mio MacBook Pro di fatto non è un portatile, non viene utilizzato

come un portatile.

Tuttavia, per esempio, appunto mi sono reso conto perché l'ho lasciato, diciamo,

quasi come un fisso per un tot di tempo, mi sono reso

conto prendendolo in mano, ho detto: ma perché sporco c'erano i segni

della polvere delle ventole, cioè dove

siccome è una parte nascosta, diciamo, del Mac che io non utilizzo.

Mi sono reso conto.

Infatti, adesso mi sto sforzando ogni tanto di usarlo come un vero

portatile, me lo porto in giro per casa a fare poco o

niente, però almeno per risparmare le batterie, che effettivamente sono abbastanza già

fruste adesso.

E anche per fargli fare questo, ma credo che inserirò anche l'aggiunta

dell'evento a manetta, che effettivamente è una buona cosa, devo dire la

verità.

Penso che invece a me l'evento le buttano sullo schermo, quindi vedo

praticamente tutte le schifezze che vanno sullo schermo quindi mi fa abbastanza

ridere

.

Io direi, Filippo: che con questa puntata abbiamo raggiunto l'ora, siamo riusciti

a dire tutto.

Abbiamo detto tutto, ci siamo prefissati.

Un obiettivo ce l'abbiamo fatta, io direi che a questo punto possiamo

chiudere che ne pensi.

Volentieri, volentieri, quindi trovate le note dell'episodio come con i link, ovviamente,

gli argomenti di cui abbiamo trattato in questa puntata, e tutti i

nostri riferimenti su a due in numero podcast.

Che è la puntata di oggi.

Dove ci potete trovare, Roberto, lo trovate su mach

net.wordpress.com, un sito, un dominio, non compriamolo.

Guarda, non chiedermi, ma io ero partito così tranquillo.

Poi non pensavo neanche che mi seguissero, figuraci.

E oltre a questo, chi vuoi che lo sappia che ci sia

un architetto che parla di me?

Chi vuoi che interessi invece, alla fine è interessato?

Ma nessuno ti vede di comprare un dominio anche adesso, aperta e

chiusa.

Lo farò, chi lo sa, lo farò.

E ovviamente il podcast settimanale di Roberto che è Snap Architettura Imperfetta

sul network runtime radio, a me invece trovate su avvocatima.it e direi

che a questo punto ci sentiamo la settimana prossima.

No, perché ti sei dimenticato che c'è anche l'altro tuo podcast Compendium.

Ah, vabbè, compendium, sì, vabbè, dai.

Mi potete trovare saltuariamente

ecco, così mi piace molto di più.

Adesso, ragazzi, vi salutiamo di cuore, vi auguriamo una buona settimana o

quello che verrà, e ci sentiamo alla prossima volta.

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