Value4value e Crypto
Roberto e Filippo, dopo lo speciale estivo in presenza ma non in diretta, affrontano un approfondimento sul concetto di Value 4 Value e sul suo funzionamento parlando anche delle Cryptomonete, Bitcoin e Lightning.
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Roberto e Filippo, dopo lo speciale estivo in presenza ma non in diretta, affrontano un approfondimento sul concetto di Value 4 Value e sul suo funzionamento parlando anche delle Cryptomonete, Bitcoin e Lightning.
Note dell’episodio
- Podcasting 2.0: introduzione al progetto e ai tag moderni usati nel contesto Value for Value.
- Value4Value: modello discusso per restituire valore ai podcast senza pubblicità o abbonamenti tradizionali.
- Podcast Index: infrastruttura aperta collegata all’ecosistema Podcasting 2.0.
- Nostr: protocollo citato insieme agli zap e ai sistemi aperti di micropagamento.
- Zaps su Nostr: meccanismo di micropagamento richiamato nelle note originali.
- Bitcoin: criptovaluta usata per spiegare wallet, blockchain e trasferimento di valore.
- Lightning Network: rete di pagamento citata per microdonazioni rapide e a basso costo.
- Monero: criptovaluta citata nel confronto sulla privacy.
- Fireside: piattaforma di hosting podcast citata da Filippo per i costi e le funzionalità di A2.
- Castamatic: app podcast citata come esempio di player con supporto a funzioni Podcasting 2.0.
Sinossi1
1. Perché parlare di Value for Value
Filippo e Roberto dedicano l’episodio a un futuro possibile del podcast: Podcasting 2.0 e Value for Value. Non è una puntata di annuncio operativo, ma un ragionamento su come i podcast possano ricevere sostegno fuori dai modelli classici di pubblicità, membership e piattaforme chiuse. Filippo chiarisce subito che il tema è complesso e che la spiegazione sarà semplificata, soprattutto nella parte sulle criptovalute.
“sarà una puntata introduttiva sul value for value” — Filippo Strozzi, 00:01:07
A2 non nasce come progetto commerciale, ma ha costi: hosting, piattaforma, tempo, strumenti. Il Value for Value viene presentato come possibilità teorica di restituire valore a chi produce contenuti, non solo con denaro, ma anche con idee, suggerimenti, contatti e partecipazione.
2. Costi del podcast, libertà editoriale e limiti dei modelli esistenti
Filippo spiega che A2 usa Fireside nel piano più basso, ma alcune funzionalità più avanzate, come una migliore gestione degli ospiti, richiederebbero piani più costosi. La questione non è solo economica: se il podcast diventa un lavoro o un prodotto da monetizzare, cambia anche il rapporto con la libertà editoriale. I conduttori vogliono poter decidere temi, ritmo e durata senza dipendere da sponsor o obblighi di pubblicazione.
Il confronto con il mercato americano serve a mostrare un contesto diverso. Alcuni podcast hanno avuto pubblicità, membership e modelli economici strutturati; in Italia la situazione è più piccola e meno monetizzabile. Value for Value prova a rispondere a questa scala ridotta: chi ascolta può restituire qualcosa in modo proporzionato al valore percepito.
3. Il problema del middleman: PayPal, Patreon e piattaforme
Il primo nodo è l’intermediario. Filippo cita PayPal, Patreon e piattaforme di monetizzazione come soggetti che possono prendere commissioni, bloccare pagamenti o imporre regole. Le microdonazioni con strumenti tradizionali spesso non hanno senso: se una persona dona pochi euro, le commissioni possono pesare troppo rispetto al valore trasferito.
“soliti noti, cioè Paypal, Patreon e così via” — Filippo Strozzi, 00:21:25
Questo non significa che ogni intermediario sia inutile, ma che il modello Value for Value nasce proprio per ridurre l’uomo in mezzo. Nel podcasting, il sogno è permettere all’ascoltatore di mandare valore direttamente al podcast e, se previsto, dividerlo tra conduttori, ospiti o altri partecipanti.
4. Blockchain spiegata come registro, non come magia
Prima di arrivare a Bitcoin, Filippo chiarisce la blockchain come registro. Non deve contenere solo transazioni: può teoricamente registrare dati di filiera, certificazioni o altri passaggi. Roberto porta l’esempio del BIM e della tracciabilità in ambito progettuale. Però Filippo nota che, fuori dalle criptovalute, molte aziende usano “blockchain” come parola di moda più che come tecnologia realmente implementata.
Il punto tecnico è l’integrità della catena: ogni blocco è legato al precedente e modificarlo richiederebbe una potenza computazionale enorme, mentre verificarlo è relativamente semplice. È questa asimmetria tra costo di modifica e facilità di verifica che rende interessante il modello, anche se non lo rende automaticamente utile per ogni problema.
5. Bitcoin, limiti pratici e privacy
Filippo presenta Bitcoin come criptovaluta più nota, ma ne sottolinea subito i limiti pratici: valore molto alto, costi e tempi delle transazioni, complessità di gestione e scarsa utilizzabilità quotidiana in Italia. Roberto fa domande da non esperto, aiutando a distinguere valore finanziario, tecnologia e uso reale.
Il tema privacy viene introdotto con Monero, citato come criptovaluta pensata per risolvere problemi che Bitcoin non risolve, perché la blockchain Bitcoin è pubblica. La conversazione non diventa investimento o consulenza finanziaria: è un’introduzione concettuale al fatto che “crypto” è un insieme di tecnologie, rischi e scelte molto diverse.
6. Lightning e micropagamenti per i podcast
Lightning entra come possibile soluzione al problema dei microtrasferimenti. Filippo lo descrive come un sistema più rapido ed economico per scambi di valore molto piccoli rispetto alla catena principale di Bitcoin. Nel contesto podcast, questo abilita due meccanismi: boost, cioè messaggi con donazione, e streaming sats, cioè valore inviato mentre si ascolta.
“Ed entra in gioco il protocollo Lightning.” — Filippo Strozzi, 00:41:20
L’esempio è A2: un ascoltatore potrebbe mandare un boost al podcast, e il sistema potrebbe dividerlo automaticamente tra Filippo e Roberto. Oppure potrebbe inviare pochi satoshi per ogni minuto ascoltato. App come Castamatic integrano già parti di questo ecosistema, ma per i conduttori resta un mondo complesso da comprendere prima di adottare.
7. Rischi, exchange e custodia
La parte finale si concentra sui rischi. Filippo racconta casi di furti e perdite di Bitcoin, sottolineando che delegare la custodia a un exchange richiede fiducia in soggetti spesso esteri e non sempre solidi. Per cifre piccole può essere sperimentazione; per cifre importanti diventa un problema serio di sicurezza e responsabilità.
“queste cose che sembrano barzellette in realtà capitano” — Filippo Strozzi, 01:00:06
Il ragionamento resta prudente: se mai Filippo comprasse Bitcoin, lo farebbe per giocare e capire, non come investimento. Inoltre in Italia esistono questioni fiscali da valutare con un professionista. L’episodio si chiude distinguendo l’adozione tecnica del Value for Value, oggi poco sensata per A2, da una forma più ampia già praticabile: ricevere suggerimenti, temi, contatti e contributi dagli ascoltatori.
Questa sinossi è generata con l’intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione della puntata. ↩︎
Leggi la trascrizione completa
A2 Podcast.
Scopri come ottenere il massimo dalla tua tecnologia apple.
Due professionisti, Filippo e Roberto, te lo spiegano con argomenti monotematici ed
ospiti che raccontano il loro flusso di lavoro.
Benvenuti all'episodio 67 di A2 Podcast in cui potete scoprire come
utilizzare al massimo la vostra tecnologia Apple e soprattutto come riuscire a
seguire i nostri host.
Che sono il sottoscritto Roberto Marin e il mio simpatico ospite, ma
anche soprattutto vostro, il grandissimo Filippo Strozzi, che adesso ci introdurrà la
puntata.
Di cosa parliamo, caro il mio Filippo?
Però oggi puntata un po' particolare: diciamo, puntata più di
cosa vorremmo fare o di futuri possibili del podcast, ma ne approfittiamo,
diciamo, come ragionamento, perché sarà una puntata introduttiva sul value for value,
cioè su un particolare modo di fare podcast, il podcast 2.0.
Ne abbiamo accennato velocemente, secondo me, nella puntata 48 con Franco Solerio,
e per capire, però, come funziona tutto questo baraccone, diciamo, che da
un certo punto di vista è molto interessante.
Dall'altro, secondo me, spoiler, non so quanto possa funzionare in Italia, mettiamola
così però casomai mi sbaglio.
Tutto si basa ovviamente sulle criptovalute.
Quindi, già che ci siamo, come comunque è uno dei miei vari
pallini, anche se ad oggi non ho un Bitcoin o niente, anche
perché avere un Bitcoin oggi vuol dire avere dei soldi, tra l'altro.
Tuttavia, appunto, siccome il sistema funziona sostanzialmente sulle criptovalute, parleremo anche di
criptovalute e tutta una serie di cose collaterali.
Lo dico già all'inizio, ovviamente, quello che andiamo a dire oggi sarà
una versione super edulcorata.
Io cercherò poi adesso di Roberto ne sa meno di me, quindi
sarà quello che fa le domande.
Spero di essere chiaro, però probabilmente non sarò chiaro per tutti.
Cercherò ovviamente di raccontarvi tutto l'argomento nella maniera più semplice e quindi
forse anche banalizzando alcuni concetti.
Perché ovviamente tutta la parte, soprattutto delle criptovalute, richiede o richiederebbe conoscenze
anche matematiche da un certo punto di vista abbastanza complesse.
Diciamo che quello che ho capito io, con un minimo di esperienza,
e avendo, essendomi informato da varie fonti, in varie maniere, questo sarà.
Quindi spero di dare un'infarinatura generale che può diventare utile per tutti,
anche perché quello che, secondo me, è interessante.
Bisogna ragionare, è che per il podcast, non lo so, per il
podcast italiano, credo ancora meno, ma le criptovalute in qualche maniera sono
qui per restare, probabilmente.
Non si sa esattamente ancora bene come, quando e così via, ma
sicuramente è un sistema interessante.
Conoscere la tecnologia che sta dietro, secondo me, è una cosa, almeno
a livello di massimi sistemi, è una cosa abbastanza utile per tutti.
Assolutamente sì.
Tra altre cose, seguendo un po' un attimo la scaletta, facciamo una
piccola premessa perché, come avete sentito, in queste 67 puntate abbiamo toccato
bene o male un sacco di argomenti.
E quindi se avete suggerimenti per temi di future puntate, ovviamente diteci
la vostra, sapete dove trovarci.
Trovate ovviamente tutti quanti i link nelle note dell'episodio.
Vi dirò anche l'indirizzo che è scrivi.
chiocciola a due podcast.it, oppure anche in modo diretto, direttamente o con
me o con Filippo con i vari canali privati che abbiamo.
In modo tale che anche per le prossime puntate potremo seguire i
vostri suggerimenti.
Visto che comunque gli argomenti di 67 puntate sono tante, magari gli
suggerimenti sono ultra che benvenuti perché ci aiutano a portare avanti il
podcast, che ovviamente una parte sarà affidata ai vari ospiti che chiameremo
e che vorranno ovviamente partecipare con noi A2 Podcast, ma altre
tematiche che possiamo toccare anche semplicemente io e Filippo.
È meglio che magari ci iniziate a dare qualche suggerimento e noi
saremo ben lieti di studiare come facciamo sempre.
Anche un'altra cosa: se per caso conoscete qualcuno che lavora col Mac
o con gli strumenti Apple e che ritenete sia una persona interessante
da intervistare, barra a dei workflow o dei flussi di lavoro molto
particolari, ovviamente i suggerimenti sono ben aperti.
Noi ovviamente andiamo tra le conoscenze che abbiamo, persone che conosciamo di
rimando, diciamo nell'ambiente e ne approfittiamo spesso volentieri.
Però è ovvio che
non siamo presenti su tutto lo scibile italiano di chi lavora col
Mac e di tutti i lavori.
Quindi ovviamente ci farebbe molto piacere poter
avere anche altre persone, diciamo dalle nostre piccole nicchie o dalle fere
di conoscenza, che ci parlano appunto di come lavorano e cosa fanno,
come automatizzano se automatizzano utilizzando il meccanico, siamo a disposizione, diciamo, per
suggerimenti.
Diciamo che nell'ultimo periodo iniziamo a
tanti argomenti, ma sono molto verticali.
No, più che altro sono molto verticali e richiedono tempo per la
preparazione.
Quindi, iniziamo, diciamo, è brutto da dire, le cose semplici le abbiamo
fatte quasi tutte.
Sì, e adesso cominciamo a fare fatica.
Adesso, proprio bisogna andare sulla anche questa puntata è comunque abbastanza verticale,
secondo me, appunto può avere un interesse generale, però è un esperimento,
ecco.
Quindi, appunto, nei prossimi mesi ci saranno le nuove uscite Apple che
su cui ci soffermeremo ovviamente.
Tuttavia, siccome appunto la programmazione a lungo spettro e cerchiamo di andare
a avere due o tre mesi di programmazione in avanti già pronta,
diciamo, ecco, ci farebbe molto piacere avere anche dei vostri suggerimenti.
Sì, è un modo anche per contribuire al podcast, perché, come sapete,
ha due podcast, come tutti i podcast, in ogni caso, hanno un
costo.
Uno di questi costi è di tipo economico, ma l'altro è anche
di energia e di tempo.
Quindi, se riuscite a contribuire dal punto di vista, anche solo di
energie e tempo per non cercare nuovi argomenti, questo ci sarebbe molto
utile.
E poi sappiamo anche bene, soprattutto il sottoscritto, che, nonostante sia, diciamo,
al minimo dal punto di vista delle risorse economiche necessarie per mantenere
Snap, io, invece, visto che so benissimo che ogni podcast richiede uno
sforzo, se non economico, sicuramente di energia e tempo, ma il nostro,
in compenso, tra le altre cose, invece ha anche una richiesta economica,
perché si appoggia su una piattaforma di hosting per il dominio: il
dominio che essenzialmente serve alla pagina di A2 Podcast, e l'altro
invece serve proprio a ospitare i file fisici MP3 che vengono distribuiti
dalle varie piattaforme di distribuzione di podcast essenzialmente.
Quindi diciamo che A due ha due aspetti che riguardano la gestione
di questo podcast: uno economico, che vi appena spiegato, invece l'altro che
riguarda l'energia e il tempo che io e Filippo cerchiamo di mettere
nel modo migliore.
Soprattutto Filippo, perché Filippo è quello che prepara il contenuto facendo una
bella scaletta.
Io, tendenzialmente, ogni tanto, quando ho un barlume di intelligenza, ci butto
dentro un argomento e cerchiamo di svilupparlo, ma più delle volte questo
lavoro se sobbarca il nostro grandissimo Filippo.
Il nostro grandissimo Filippo, che, come avete sentito, tira fuori delle scarette
che fa veramente paura e sono decisamente molto ramificate, perché io ce
l'ho qua davanti anche solo per questo tipo di puntata, ci sono
almeno oltre i dieci rami che poi si sviluppano
al loro seguito per tre o quattro voci, quindi incominciate a capire
quante cose sta mettendo dentro Filippo dentro queste scalette, ma oltre alla
preparazione del contenuto, che vuol dire cercarsi il contenuto, capire di che
si tratta, cercare di non dire idiozie e cercare di dire le
cose giuste nel modo giusto, c'è la parte di registrazione.
La parte di registrazione è che, per chi è in diretta, i
pochi eletti che ci seguono in diretta sul nostro canale YouTube, abbiamo
una diretta dove appunto registriamo al brucio, come si direbbe, ognuno la
sua parte, se non la puntata scorsa, dove eravamo presenti entrambi, è
stato molto divertente.
E poi diciamo che questa qui è la parte più facile, forse
nel momento in cui ci si mette davanti un microfono e si
racconta e si cerca di seguire una scaletta, mentre la seconda parte
è quella dell'editing e pubblicazione.
Che anche qua Filippo si è adesso barcato.
Grandissimo Filippo, il nostro eroe A2 Podcast, che fa l'editing, lui
dice sdraiato con il suo iPad, ma secondo me non è così
semplice come ce la dipinge.
E poi fa la pubblicazione guarda, devo dirti la verità, proprio appunto,
con con le ultime versioni di Ferita, sono veramente un signore.
Nel senso che infatti,
questa è una piccola chicca.
Ma mentre ero in montagna, ho fatto l'editing sia di quasi tutte
le puntate che avete ascoltato.
Per cui: anzi, no, secondo me, ho fatto l'editing nella puntata dove
ci siamo visti.
Poi, praticamente subito dopo che abbiamo registrato quella di luncio, con Lucio
ho fatto praticamente in presa diretta, tra virgolette, sì, i tempi tecnici
di mandare via il file.
Come sapete, io, avendo una linea criceti, ci mette il tempo che
ci vuole.
Ma a proposito di tempo c'è anche una risorsa che non viene
quasi mai considerata se non da chi è più scaffato, che è
proprio appunto la questione del tempo che viene speso, soprattutto non solo
il nostro, che lo facciamo per passione, ma soprattutto degli ospiti che
si prestano a venire in puntata e ci regalano il loro tempo
in allegria, senza ovviamente farci pesare niente.
Questo è più o meno il quadro della situazione che richiede a
due a livello di costo.
A livello di costo, come avete sentito più e più volte, non
vi abbiamo mai chiesto un euro agli ascoltatori.
I motivi sono tanti: perché uno lo facciamo per noi per divertirci
e poi non è un lavoro vero e proprio.
Io, invece, che sono un po' più sfacciato, l'ho richiesto, ma più
chiaro che
lo ricordo agli ascoltatori di Snap, il mio podcast personale.
Invece, questo lo ricordo perché a monte di più di 200 puntate,
in effetti, avendo una cadenza settimanale, non dico che è un lavoro,
ma poco ci manca.
Ma non tanto per quello, quanto perché, appunto, avendo avuto Franco Solerio,
diciamo che è uno tra i primi podcast che ho ascoltato anche
io da quando ho iniziato ad ascoltare podcast assieme ad altri due
o tre, c'è da dire che il messaggio che mette nei suoi
podcast di Franco è tutto sommato giusto.
Nel senso che probabilmente sì, c'è una parte che deriva dal divertimento.
Probabilmente sì, c'è una parte che deriva dal fatto che lo facciamo
per noi stessi, ma è anche altrettanto vero che soprattutto quando un
podcast incomincia a diventare molto seguito, e qui non parlo né di
Sna di due, ma parlo a livelli alti come può essere il
Digital, che penso che le cifre di ascolto siano almeno a tre
zeri.
Questo diventa un vero e proprio lavoro perché ci mettono dentro la
ricerca di una serie di contenuti da dare agli ascoltatori a cadenza
settimanale.
Facendo anche un altro tipo di lavoro che non è il lavoro
principale, vuol dire andarsi a prendere alla fine il tempo libero e
il tempo libero ha anche un valore anche questo.
Conseguentemente, Franco ha sempre spiegato nel suo podcast Digitalia.
Che se non avete ascoltato, andatevelo ad ascoltare, che è sempre molto
interessante.
Vi dice essenzialmente che è una trial gratuita quella che vi dà
Franco ad ascoltare con Digitalia, ovvero che una volta che avete ascoltato
e che vi piace, vi venite invitati tutti gli ascoltatori, a fare
una donazione di vario modo.
Per me è stato utile per Snap cercare di mettere su carta,
ovvero rendere visibile qual è il contributo degli ascoltatori di Snap che
io non ho messo direttamente l'importo in euro e non mi sono
fermato neanche solo all'importo in euro.
Per esempio, ci sono degli ascoltatori che, ad esempio, magari non hanno
donato degli importi in euro, ma mi hanno dato tanti contenuti, tante
cose che abbiamo magari anche fatto assieme di persona.
Conseguentemente, gli ho dato questo appellativo: i pro snapper, che sono stati
messi alla fine delle note dell'episodio, appunto per ricordare che comunque c'è
gente che ci crede nel progetto e ci sta mettendo del suo.
Questo potrebbe anche essere una cosa interessante da fare anche con Filippo
per tutte le persone che magari ci hanno aiutato nel corso della
storia di A due e magari prima o poi è anche vero
che non abbiamo chiesto neanche mai un nero, ma non abbiamo neanche
mai messo un posto dove fare le donazioni.
Quindi diciamo che è una cosa che facciamo in questo modo per
adesso, e in questo modo chi lo sa, il futuro cosa ci
aspetta.
E tra le altre cose, appunto, mi ricollego a Snap appunto, perché
seguendo l'idea di Franco Solerio che ha fatto diventare Digitalia uno dei
tanti podcast 2.0, che non so quanti ce ne siano di 2.0,
ma vi posso dire, ad esempio, che il mio Snap sono riuscito
a farlo diventare un podcast.0.
Podcast 2.0 cosa potrebbe essere, detto in parole povere, caro il mio
Filippo?
Come ce lo possiamo spiegare?
Diciamo che allora, il mondo adesso abbiamo fatto già delle puntate sul
podcast, quindi non voglio neanche dilungarmi troppo.
però, ovviamente, creare un
podcast che rimanga che vada sul lungo periodo è un piccolo secondo
lavoro, chiamiamolo in questi termini.
E vabbè, gli americani, per esempio, hanno tutto il discorso della pubblicità,
chiamiamola così, delle promozioni pubblicitarie nel corso dell'episodio, o appunto, l'accesso diciamo,
a contenuti aggiuntivi piuttosto che togliere la pubblicità, per gli abbonati.
Adesso anche Apple credo che abbia fatto la possibilità di fare dei
piani in abbonamento per i podcast.
L'idea, però, qual è quella di se il podcast dà un valore,
cioè dà un contributo fattivo alla vita dell'ascoltatore perché lo intrattiene perché
gli dà informazioni utili, perché gli dà degli spunti per approfondire e
così via, l'ascoltatore può restituire questo valore aggiunto, diciamo il valore che
tiene l'ascoltatore stesso, in questa modalità che si chiama value for value
value diciamo che questa modalità nasce ovviamente nel mondo americano, dove effettivamente,
anche se c'è stato un calo drastico: podcast come ATP, per esempio,
nelle ultime puntate non avevano advertising, non avevano pubblicità, andiam
ano gli ascoltatori that la puntata veniva fornita di chi era iscritto con
la membership libro, and so via.
Diciamo che il mondo del podcast sta avendo attualmente è esploso da
una parte, e adesso sta la bolla, probabilmente americana, sta scemando in
parte.
E quindi comunque a quello che ho visto, la maggior parte della
realtà che ascolto io sono sicuramente legate da noi.
È tutto un mondo abbastanza diverso.
Credo che ci sia Digitalia e pochissimi altri podcast che diciamo con
il gergo tecnico abbastanza beccio, monetizzano le loro registrazioni e le loro
trasmissioni.
Appunto a due non è mai stato in quest'ottica, non è nato
in quest'ottica, anzi, da un certo punto di vista, il contrario, per
mille motivi.
Un po' perché appunto o lo fai per lavoro e però, a
quel punto lì è un lavoro: perdi parte del gusto che abbiamo,
diciamo, e dall'altro appunto domani, tra potremmo decidere di smettere di pubblicare
o cambiare totalmente la pubblicazione, perché siamo io e Roberto che decidiamo
cosa fare, come investire il nostro tempo in questa avventura.
È ovvio che però, appunto a due ha dei costi.
Poi vabbè, io sono quello spendaccione dei due, quindi ho obbligato Roberto
a scegliere la piattaforma che volevo provare io, che è Fireside.
Abbiamo il taglio più basso, mettiamola in questi termini.
Però, diciamo, questa piattaforma è gestita da uno dei guru del podcast
americano, ha un sistema anche di reportistica, diciamo, la nostra versione minimale,
però esistono le versioni anche semi-professional e professional, mettiamole in questi termini.
E la cosa interessante è che ci dà un minimo di idea
di come stiamo andando, stiamo andando anche dal nostro punto di vista
ben, perché inizia a essere un centinaio di persone che ci ascoltano
quasi tutte le settimane, che dal nostro punto piccolo di vista, ci
dà molta soddisfazione.
Poi nei computi generali riusciamo ad arrivare anche a più soggetti, quindi
contentissimi da questo punto di vista, però è ovvio che sul lungo
andare, diciamo, pesa decisamente sulle nostre tasche, mettiamole in questi termini, e
soprattutto, diciamo, certe cose abbiamo dovuto tagliarle.
Per esempio, non possiamo fare le versioni più elevate, mettiamola così, per
esempio, ti danno la possibilità di inserire anche le persone che vengono
a fare gli ospiti.
Quindi anche avere la possibilità, per esempio, Lucio è già venuto 3-4
volte, credo.
Se invece l'ascoltatore vuole ascoltare tutte le puntate con Lucio, deve un
po' ingegnarsi.
Mentre, per esempio, con le versioni più avanzate c'è la possibilità, per
esempio, di avere tutti gli ospiti.
Quindi, l'ascoltatore può vedere tutte le puntate.
Però, quando andiamo su quella fascia lì, diciamo che diventa una spesa
non più giustificabile alle mogli e a noi stessi, mettiamo in questi
termini.
Per cui l'idea di poter dare funzioni in più, ovviamente, non tirando
fuori direttamente noi tutto il denaro, anche perché sono funzioni che probabilmente
non interessano proprio a tutti.
E quindi sono cose comode da avere, ma che ti costano quello
che costano.
Diciamo, si passa veramente da credo 200 euro all'anno.
Ho fatto due conti a Spann, ma secondo spendiamo intorno ai 200
euro all'anno si passare a 400-500 euro, che inizierebbe a diventare un
costo non giustificabile.
Per questa diciamo attività di divertimento, mettiamoli in questi termini.
A questo punto, diciamo, possiamo parlare dell'altro perno di questo nuovo sistema
del podcast 2.0, del value for value, che diciamo affronta un problema
che è un problema che un po' hanno tutti nel mondo di
internet, mettiamoli in questi termini: cioè, come faccio
a farmi pagare o a ricevere le donazioni.
Poi vabbè, adesso da legale, mettiamoli in questi termini: anche pagamento e
donazioni.
È un mondo che oggi non affronteremo minimamente, ma che è complesso,
perché anche le donazioni andrebbero tassate, e tutto il resto.
Per piccole cifre non ha veramente senso.
Però ci sono tutta una serie di problemi fiscali che si aprono
e per questo poi che, per esempio, credo che i digitali abbiano
costituito una società proprio per gestire i proventi dell'attività che svolgono, che
esula da qualsiasi cosa e da complessità inutili che non voglio neanche
avere.
Ma il vero più grosso problema è che se vuoi, tra virgolette,
ricevere delle donazioni e così via, devi andare attraverso
gli istruzioni di internet, gli chiamo, ma comunque il cosiddetto uomo in
mezzo, cioè il middleman, che ti gestisce i pagamenti e parliamo dei
soliti noti, cioè Paypal, Patreon e così via.
Ora, siccome ho approfondito tutta la vicenda all'epoca e poi ho deciso
che non ne valeva veramente la pena, almeno dal mio punto di
vista, per non so, avere 100 euro al mese o che ne
so, io ho anche meno, probabilmente.
Tutti questi soggetti ovviamente hanno messo su un'infrastruttura che permette a chi
vuole fare il patrono piuttosto che vuole fare una donazione e così
via, inviare delle somme di denaro via internet ai vari youtuber barra
podcaster del genere.
Però ovviamente facendo questa attività, giustamente non lo fanno per beneficenza e
quindi vogliono una percentuale, spesso e volentieri sulle cifre di basso conto,
e scalare, diciamo sulle cifre già un po' più alte.
Tuttavia credo di averlo passato uno schemino che avevo fatto a uso
interno e fatto vedere Roberto.
In estrema sintesi su PayPal avevo fatto questo esempio: con le donazioni
su PayPal, in pratica, le piccole donazioni ci guadagnano più Paypal
di chi riceveva la donazione, si iniziava a ragionare su donazioni però
già di 50 euro, che continuo a ripetere, iniziano ad essere cose
che non credo tutti facciano o facciano così saltuariamente.
Tanto è che con Roberto avevo detto che non ha veramente senso
fare niente.
In tutta quest'ottica, siccome poi in America comunque appunto le cripto sono
una realtà anche molto più concreta e molto più utilizzata, mettiamola così,
è entrato in gioco appunto il discorso di una soluzione per evitare
l'osidto uomo in mezzo.
Quindi per evitare di dare appunto la percentuale o comunque la tassa
a PayPal, al Patreon e così via, e utilizzare quello che è
qui entra in gioco poi tutto l'argomento della puntata diciamo è più
interessante, le criptovalute.
Perché le criptovalute cosa sono?
Allora, ovviamente sono delle monete finte.
Perché tutto il sistema monetario, beh no, è la verità.
Cioè, noi a un euro o a una banconota da 5 euro
diamo un valore, ma quel valore è un valore che condividiamo tra
di noi.
Ma teoricamente se io vado all'estero, quell'euro potenzialmente non vale niente, o
il dollaro, vabbè, adesso non lo so, o comunque altra moneta altaccata
moneta può non valere niente, è solo un valore che convenzionalmente noi
diamo.
Quindi l'idea delle criptovalute è qual è?
Quella di evitare appunto le banche, di evitare tutti i vari soggetti
che su questi pagamenti ci prendono una percentuale, mettiamola in questi termini.
Crea una moneta virtuale che, però, valga per tutto il mondo a
questo punto, e che ovviamente come tutte le monete fluttua, quindi il
valore dei bitcoin piuttosto che altre criptovalute altalena.
Diciamo nel tempo, ovviamente chi originariamente aveva minato.
Dopo vedremo cosa vuol dire minare, il Bitcoin ha visto un aumento
del valore negli ultimi dieci anni, se c'era dieci anni, è cresciuto
esponenzialmente.
Recentemente invece il Bitcoin ha avuto degli altri bassi notevoli e c'è
gente che investendo in bitcoin ci ha perso il lusco il brusco,
come si suol dire.
Tra l'altro, stavo sentendo proprio una notizia l'altro giorno che c'era all'inizio
dell'uscita del bitcoin qualcuno che ha pagato una pizza con un bitcoin
e quindi giusto per darvi il valore che c'era all'epoca, mentre adesso
voi pensate che con un bitcoin adesso non so qualsiasi il cambio,
ma è arrivato un certo punto che il bitcoin era a quattro
zeri.
Quindi pensate.
No, no, adesso un bitcoin vale dei soldi, adesso un bitcoin vale
proprio dei soldi.
Cioè, se tu hai un bitcoin, è interessante.
Inizia a essere interessante.
Adesso dico, anzi, se vuoi andare a vedere, ma secondo me lo
sto facendo.
Vado a memoria, ma secondo me il bitcoin adesso vale in euro
vale: vale 100.000.
Un bitcoin vale 100.000 euro quindi inizia a essere piuttosto interessante come
cosa.
Tuttavia, vado a memoria.
So che quando l'avevo guardato, aveva dei valori: sono 23.000 euro 24.000
euro in questo momento.
Insomma, un bitcoin inizia a essere interessante.
Ovviamente il bitcoin nel tempo è salito.
E quindi cosa succede?
Nel caso specifico dei podcast, si è deciso di non utilizzare il
Bitcoin perché adesso dopo lo vedremo, ci sono tutta una serie di
limiti di questa criptovaluta, ma di usare il Lightning, che è un
milionesimo, un valore minimale, diciamo, del Bitcoin.
Si basa sui bitcoin, ma è diciamo, una sottovaluta, mettiamola in questi
termini.
Adesso poi cercheremo di parlarne in maniera più approfondita.
Quindi adesso cerchiamo di capire, che cavolo sono, sono delle valute, è
ok, ma come funziona una criptovaluta?
Che ovviamente è la base per comprendere tutto questo sistema, lo ripeto,
sto banalizzando ai massimi livelli tutto il sistema.
Però l'idea è appunto un sistema di valuta virtuale, l'abbiamo già detto,
decentralizzato, che vuol dire che questi flussi di denaro non passano attraverso
una banca, un'istituzione.
Per esempio, adesso con l'Europa c'è la Banca Centrale Europea.
Però una volta la Banca d'Italia batteva moneta sostanzialmente e tutte le
lira all'epoca e gli euro progressivamente passavano attraverso la Banca d'Italia che
garantiva il valore della moneta, la lira all'epoca dell'euro oggi, e così
via, così come la Federal Reserve
garantisce, diciamo, il valore dei dollari.
E tendenzialmente, una volta a fronte della moneta, abbattuta, la banca dentro
le casse, fornox e insegna, aveva l'oro corrispondente al valore della moneta
sostanzialmente.
Quindi c'è un sistema per garantire questo.
Decentralizzata cosa vuol dire?
Vuol dire sostanzialmente che non c'è qualcuno che batte in senso tecnico
moneta e soprattutto non c'è un'istituzione, mettiamola così.
Che dice: per esempio, se utilizziamo PayPal, Paypal dice Roberto Marin ha
10 euro sul suo conto, ne dà 5 a Filippo Strozzi attraverso
il pagamento, ok, o comunque la donazione, quel cacchio che è.
Adesso Roberto Marin ha solo 5 euro sul suo conto e invece
Filippo Strozzi, che non ne aveva neanche uno sul suo conto, adesso
se ne trova 5.
Però è ovvio che se PayPal decide che invece Filippo Strozzi se
ne trova 4 e Roberto Marin se ne trova sempre 5.
Filippo e Roberto non è che ci possono fare molto.
Tu ti devi sempre fidare, ovviamente, del soggetto che gestisce queste transazioni.
Stesso discorso vale per Patreon, per YouTube, nella monetizzazione di YouTube.
Di fatto, nessuno ha accesso ai dati, per esempio, di il video
che stiamo registrando, non avrà milioni di visualizzazioni, ma quanta pubblicità ha
generato a YouTube, quanti revenue ha portato a YouTube e quanti soldi,
tra virgolette, dovrebberoci per quelle cose.
La gente si fida, mettiamoli in questi termini.
Però è ovvio che fidarsi è bene e non fidarsi è meglio.
È un sistema un po' come l'algoritmo di ricerca, nel senso che
non sai come funziona, ma ti devi fidare di quello che ti
dà.
Non è detto che sia sempre l'idea delle cripto monete e soprattutto
si appoggiano appunto a quella che viene chiamata cosiddetta blockchain, che un
po' viene raccontata da tutte le parti, e sostanzialmente il concetto della
blockchain è questo: cioè è una catena di transazioni, quindi le transazioni
non sono pubbliche, mettiamole in questi termini, quindi sono sicure anche perché
ovviamente tutti possono controllare il passaggio di soldi, o meglio, il passaggio
della criptovaluta.
Attualmente credo che la blockchain attuale sia tra un terabyte e due
terabyte di
dimensioni, perché ovviamente più si va avanti, più il passaggio di denaro
va, più la blockchain diventa grossa, e ovviamente cosa succede?
Questa blockchain non esiste una copia, ma ne esistono n copie distribuite
sulla rete, quindi la decentralizzate, sicuri, perché a questo punto, anche se
io mettessi a cercare di cancellare: Roberto decide di darmi
10 bitcoin, e poi dopo decide che li va indietro, che non
vuole più fare la donazione, così via, è ovvio che per poter
bloccare,
riscrivere questa operazione, dovrebbe andare a modificare il blockchain in mille posti
diversi, in centinaia di migliaia di posti diversi, e quindi anche qui
ci sarebbe il discorso della sicurezza.
Ovviamente la sicurezza viene garantita anche da un sistema differente, un algoritmo
matematico sostanzialmente.
Perché cosa succede?
In pratica, questo è un sistema più o meno generalizzato,
queste transazioni sostanzialmente vengono verificate, validate.
Alzo un attimo la manina, perché volevo soltanto fare una piccola precisazione.
La blockchain è una specie di tecnologia, potremmo definirla così.
Non è detto che siano transazioni, solo quelle che sono all'interno della
blockchain, ma possono anche essere altri tipi di dati che possono essere
utili.
Ad esempio, io faccio l'esempio, perché mi è venuto in mente proprio
in questo momento che avevo scritto un articolo proprio riguardo alla Beam
Chain che riguarda i dati all'interno della filiera della filosofia Beam.
Quindi è una tecnologia.
Ci sono adesso non volevo andare per la tangente, però, giusto perché
l'hai accennato tu, molti sostengono, perché poi attualmente, da quello che ne
so io, non ce ne sono delle grandi realtà che lo fanno.
Ma per esempio, si potrebbe garantire la filiera di un prodotto, cioè
il prodotto esce esce dalla fabbrica A, viene consegnata alla fabbrica B.
Diciamo che è un registro.
È un registro che nel caso di criptovaluta, ovviamente è un registro
sulle transazioni di queste criptovalute, quindi chi è proprietario di cosa e
chi
passa la criptovaluta a chi.
È ovvio che il sistema potrebbe essere utilizzato per fare, è un
database in estrema sintesi, quindi ovviamente può essere utilizzato per qualsiasi necessità
e così via.
Nella sostanza attualmente, da quel che ne so io, tranne che per
le criptovalute, la blockchain è come l'intelligenza artificiale.
Tutte le aziende dicono che hanno la blockchain, che hanno l'intelligenza artificiale.
Nella sostanza, concretamente, di farci qualcosa,
pochi ce l'hanno fatta, mettiamola così.
L'idea è appunto comunque della blockchain è quella che per appunto validare
questo database, ok, quindi i blocchi della blockchain, appunto dal nome, questa
catena appunto chain è legata una all'altra, quindi la transazione A segue
la transazione B è così all'infinito.
E inoltre la validazione richiede un computo matematico molto complesso, ok?
Quindi, nella sostanza, cosa succede?
Per essere sicuri che ovviamente non venga sovrascritta da nessuno questa blockchain,
che quindi, per garantire l'integrità della catena, ogni blocco della catena viene
validato e viene validato con un algoritmo che richiede a livello computazionale
una richiesta molto esosa di risorse informatiche, ma che da verificare, da
controllare invece richiede sostanzi pochissimo tempo.
Per cui se io voglio verificare che la catena non è stata
interrotta, ci metto 3 secondi.
Ma se io voglio diciamo modificare la catena, chiamiamola così, non ce
la faccio perché nel mentre la catena ha già recuperato degli altri
anelli, cioè dovrei avere una potenza ad oggi computazionale infinita e oltre.
Ovviamente questo sistema come si regge?
Si regge appunto con eliminare la moneta.
Cioè, siccome comunque tenere la blockchain fisicamente sul tuo computer, è ovviamente
un dispendio di risorse del tuo computer, e fare queste operazioni di
calcolo per garantire l'integrità della blockchain, che sono compiti matematici complessi, che
quindi richiedono computer molto potenti, e quindi energia elettrica e tutto il
resto, richiede molte risorse, cosa succede?
Chi chiude per primo la blockchain, diciamo, si genera un bitcoin.
Il pagamento esatto, la remunerazione esatta non me la ricordo.
Però il concetto di fondo è che appunto quando tu mini i
bitcoin, vuol dire che tu hai dedicato un computer spesso e volentieri
specializzato, con delle risorse hardware abbastanza anche imponenti, diciamo, per appunto fare
tutte queste operazioni, e sostanzialmente in questa maniera si crea anche tutta
l'operazione decentralizzata, cioè tante persone su tanti computer diversi sparsi per tutto
il mondo, gestiscono blockchain per minare appunto i bitcoin quindi per avere
una remunerazione da questa attività, però, non c'è nessuno che possiede la
blockchain o che faccia da controllare la blockchain, ed è questa la
cosa interessante.
L'altra cosa che per i bitcoin è venduta
e più in generale appunto per le criptovalute è venduta come una
caratteristica in più, ma che spesso e volentieri poche ce le hanno
nel senso tecnico del termine, è l'anonimato, perché oltretutto queste transazioni sono,
abbiamo detto, dal soggetto A al soggetto B, ma teoricamente il Bitcoin
non lo garantisce al 100%, per cui è un anonimato con l'asterisco,
come lo definisco io.
Però, diciamo, è ovvio che se hai degli strumenti avanzati, puoi risalire
ai soggetti a cui sono passati i soldi, perché anche qui qual
è il problema?
Roberto mi dà 5 euro, vabbè, sono pochi soldi, non è un
problema.
Però casomai Roberto non vuole fare sapere a sua moglie che mi
ha dato 5 euro perché gli andava di darmi 5 euro.
Oppure Roberto ha l'amante e vuole dare 100 euro al amante.
È ovvio che se lo viene a scoprire la moglie, forse è
un problema.
E ovviamente adesso noi stiamo facendo esempi abbastanza stupidi.
Tuttavia, considerate che, ovviamente, le criptovalute hanno trovato il loro là grosso,
almeno questa è la mia opinione.
Non ho delle fonti sufficientemente, ma direi che
direi che è abbastanza verosimile nella criminalità organizzata: ovviamente l'acquisto di queste
monete che
garantivano l'intracciabilità o comunque la promettevano diventava molto interessante nel mercato nero
e nel cosiddetto dark web.
Però, adesso, a prescindere da tutto questo, vi posso garantire comunque che
per gli studi che ho fatto io e per
certi approfondimenti che ho fatto io nel 2021: gli investigatori della guardia
di finanza e così via, appunto, facevano la ricostruzione dei portafogli virtuali
proprio per la criminalità organizzata.
Perché ovviamente questi valori, diciamo, queste criptovalute hanno anche interessi, sicuramente la
vendita di armi, passaggi di denari, lavanderie di soldi e così via.
Quindi sicuramente, gli affari sporchi, mettiamola così, hanno anche dato il là
alle criptovalute.
Nel caso specifico, però, segnalo che il Bitcoin, e qui continuo a
ripetere, l'ho visto perché le forze di polizia, mi ricordo più, comunque
un dipendente delle forze pubbliche che spiegava a sommi capi come era
possibile ricostruire i passaggi di denaro e anche individuare questi soggetti, ovviamente
è con difficoltà tracciabile.
Diciamo che l'annonimato totale non esiste.
Se siete interessati a una criptovaluta con anonimato, da quello che ho
capito io, perché non ve la vendo anche lì con sempre dubitativi,
la migliore moneta è il Monero, che appunto nasce proprio per risolvere
tutta una serie di problemi legati a queste cose, adesso apro chiudo
una parentesi, però è ovvio che un'altra possibilità per queste criptovalute di
interesse è: immaginate se è un governo oppressivo o abbia necessità, appunto,
di fare pagamenti che non risultano, per esempio, io voglio fare una
donazione a un istituto che, però lo stato in cui vivo, che
è oppressivo, non gradisce e che quindi mi potrebbe tracciare e potrebbe
incriminarmi perché ho fatto una donazione a Medici senza frontiere.
Non lo so.
E questo ovviamente può diventare anche interessante, cioè, ci sono anche dei
motivi leciti per utilizzare le criptovalute e così via.
Quindi diciamo che ci sono dei problemi legati, appunto, alla gestione della
valuta del denaro, che le cripto in parte
possono tutelare.
Infatti, è utilizzato anche.
Tra l'altro, è anche utilizzato appunto sul podcast 2.0.
Quindi non è che serve per forza da riciclare denaro.
Cioè, fatevi conto che comunque come vi dicevo, in America hanno pagato
una pizza con un Bitcoin quando valeva pochi euro o pochi dollari,
e adesso con un bitcoin mi comprate una macchina essenzialmente.
Ma al di là di quello, e degli usi più o meno
proprio impropri.
Come tutto, anche con il denaro, puoi comprare delle armi anche con
un martello il martello.
Puoi usarlo per appiccicare un chiodo, un quadro alla parete, oppure può
darlo in testa a qualcuno, dipende sempre da uso, se ne fa,
giusto per fare, un'inquadratura della situazione, però in questo caso
esistono, diciamo, anche diversi tipi di protocollo per quanto riguarda il bitcoin
perché si suddivide a sua volta.
Ad esempio, quello che viene utilizzato appunto per il podcast 2.0, che
è il Lightning.
Di che si tratta in generale?
Allora, abbiamo visto più o meno a grandi linee, veramente grandi come
funziona il Bitcoin.
Il bitcoin, però, validare la catena e quindi fare le transazioni.
Poi del Bitcoin sono dispendiosi.
Sia a livello di tempo, la validazione di una blockchain della blockchain
non è così veloce, parla di decine di minuti.
Quindi, se io voglio dare 5 euro in Bitcoin, che non so
cosa sia, ma comunque sono poca roba e 0, bitcoin a Roberto,
è più il tempo che ci metto a fare il passaggio di
denaro.
E tra l'altro, ovviamente il passaggio di denaro viene tracciato e quindi
comunque c'è una si chiama
un pagamento che viene fatto per chi ovviamente fa tutta questa attività.
Quindi, ovviamente, per i piccoli pagamenti, il bitcoin, soprattutto adesso che il
Bitcoin ha un valore elevato, non è efficace.
Cosa hanno fatto?
Slickcoin hanno costruito un'ulteriore, chiamiamola così, infrastruttura,
per transazioni flessibili e poco costose.
Ed entra in gioco il protocollo Lightning.
Il protocollo Lightning è un sistema di interscambio di bitcoin più veloce,
meno costoso, dove in pratica gli utenti fanno da microbanca.
È un termine molto banale, ma fa capire bene come funziona: io
ho 100 bitco.
No, ho un bitcoin, per esempio.
A questo punto io faccio da appunto Lightning di interscambio.
E quindi mi collego al punto A e al punto B.
E se attraverso il punto A e il punto B devono essere
fatte le micro transazioni, anticipo e divento debitore, per esempio, anticipo al
punto A i soldi per andare al punto B.
Sembra complesso, ma l'operazione è relativamente semplice.
E cosa succede sostanzialmente?
Io ho un nodo Lightning funzionante.
Quindi io diciamo metto a disposizione di altri questa prestazione di denaro
o di valuta virtuale, mettiamola così, e ovviamente a fronte di questa
di questa mia attività di intermediario, mettiamola così, ottengo un micro pagamento.
Quindi, cosa succede?
Nella sostanza, avendo un nodo Lightning, io posso guadagnare o comunque far
rendere i miei bitcoin che starebbero lì fermi a non fare niente
finché non faccio un acquisto di un qualche genere, diciamo.
E anche lì, adesso devo dirti la verità, ho guardato vari video
perché ero sul discorso del Lightning, ero incuriosito e interessato proprio per
un discorso anche di gestione, perché dopo parleremo anche di come gestire
questi soldi virtuali e di quali accortezze avere.
Tuttavia, da quello che ho capito io, anche gestire un nodo Lightning
è praticamente un lavoro.
E quindi, oltre a dover avere un'infrastruttura informatica, cioè non devi avere
un computer potente perché a questo punto è semplicemente chiamiamo così un
sistema di interscambio.
Non c'è la blockchain, non c'è tutto il discorso di avere dei
computer particolarmente performanti per minare i bitcoin.
Ma ovviamente devi avere un hard disk di medie grosse dimensioni, 2
terabyte più o meno, perché ovviamente devi avere la copia della blockchain
sul tuo dispositivo, e poi gestire tutti questi pagamenti.
Quindi un collegamento a internet, ovviamente e un computer sempre acceso.
Perché, se no, diciamo, lo scopo del non.
Lightning è fare passare.
Diciamo, con queste operazioni di bilanciamento: si chiamano di io devo a
te 10.000.
Perché il Lightning credo che sia un milionesimo del Bitcoin, una roba
del genere.
Tutti questi passaggi, perché poi, ovviamente, è una sorta di enorme da
ravere.
Quindi io devo 100.000 Lightning a te, me ne deve altre 50,
poi me ne deve anche tizio altri 50.000.
È tutto un gioco di.
Perché poi io devo avere anche per anticipare i pagamenti di tizio,
io devo avere la provvista.
Non so se mi spiego.
È tutta una roba abbastanza complicata.
Tant'è vero che appunto da quello che avevo visto io?
Dovevi anche addirittura adesso iniziavano ad esserci tutta una serie di script
per fare tutta questa gestione, perché poi tu anticipi a chi ti
chiede il prestito, diciamo quanto che fili, cioè che percentuale vuoi per
prestare quei soldi lì sostanzialmente.
Quindi c'è anche tutto un sistema molto veloce di
cambio di fee.
Per cui per arrivare dal punto A al punto Z, c'è tutto
un passaggio chiamiamo così di moneta virtuale da un nodo all'altro.
Tutto questo sistema di interscambio che è molto veloce rispetto al Bitcoin,
ma ovviamente ha dei costi però dei costi decisamente inferiori perché è
solitamente lo 0, qualcosa.
Quindi, comunque se io ti do, non so, 100 lightning che sono
tipo 5 centesimi, 10 centesimi.
Costo per far passare questi 100 Lightning, che casomai saranno un lightning
e poco di più, hai capito?
Quindi è ovvio che
in questo modo, diciamo, io per darti 100 Lightning che sono praticamente
niente, ho un costo che non dico nul, ma comunque su 100
Lightning se mi costa 5 euro 5 Lightning mandarti lì è poco
niente rispetto alla cifra che ti devo mandare.
Quindi questi micro pagamenti ovviamente diventano fattibili.
Tuttavia, tutta l'infrastruttura è relativamente complicata.
Ed è interessante sapere come funziona tutto il sistema, perché a quel
punto lì si capiscono tante cose.
Perché appunto col sistema del Value for Value e del podcast 2.0,
cosa succede?
Succede che Roberto o Filippo o io e Roberto possiamo creare appunto
un punto dove gli ascoltatori mandano appunto questi lighting, queste donazioni, queste
micro donazioni che possono essere micro donazioni, come in formato chiamiamolo così
Boost: cioè ti mando un messaggio potenziale perché può anche non esserci
il messaggio.
Ti mando, non so, 50.
000 Lightning, ma li mando ad due podcast.
A questo punto, A2 Podcast, può dire 50% sono di Roberto,
il 50% sono di Filippo.
E a sua volta ancora quindi i 550.000 Lightning che vengono mandati
A2 Podcast, vengono dati poi a 25.000 a Roberto e 25.000
a Filippo.
Tutto questo sistema è interessante perché a questo punto gli ascoltatori da
una parte possono comunicare direttamente con noi facendo questi boost.
Possono decidere che, per esempio, di darci 5 Lightning ogni secondo che
ascoltano la puntata, quindi, in base a quanto ascolta la puntata, i
pezzi della puntata che ascoltano, dare appunto valore a questo ascolto.
Quindi c'è un sistema anche, ovviamente possono fare qualsiasi tipo di donazione,
perché ovviamente con Lightning si possono fare anche tranquillamente le donazioni e
così via.
Tuttavia, è una maniera molto flessibile e molto interessante.
In più applicazioni, per esempio, come quella dello stesso Franco, Custamatic, si
implementano tutto il sistema, avendo un portafoglio Lightning è possibile, ovviamente fare
tutto direttamente dall'applicazione.
Quindi, diciamo, il sistema del value for value e del podcast 2.0
è quello di utilizzare questi strumenti che, di fatto, se hai appunto
dei bitcoin e dei Lightning sono a costo chiamiamolo così zero per
l'utente finale, per invece appunto, farsi partecipi e condividere, appunto, restituire valore
diciamo dai podcaster e così via.
E quindi in una qualche maniera finanziare mettiamoli in questi termini i
podcast che più ci piacciono e quindi anche creare poi una serie
di feedback e così via.
Tra l'altro nel sistema del podcast 2.0, addirittura se andate a vedere,
adesso c'è una pagina dove appunto c'è un elenco dei podcast in
base ai
proventi, chiamiamoli così, dei boost e quant'altro.
Quindi c'è anche
un modo per far conoscere il tuo podcast.
Perché più boost ricevi, più nel concreto vuol dire che c'è gente
che è appassionata del tuo podcast, e quindi anche altri possono scoprire
e conoscere il tuo podcast in questa maniera, cioè vedendo chiamiamola così
una classifica anche più verosimile.
Perché casomai il mio podcast ha 100 milioni di download, ma un
download non vuol dire che la gente ascolta il mio podcast, vuol
dire che l'ha scaricato.
E tra l'altro,
non vuol dire neanche che io ascolto il podcast per dire fa
schifo, a due mi fa schifo, però lo ascolto per ascoltare le
asinate che dicono Roberto Filippo, Roberto.
Invece, il discorso appunto di questo sistema, ovviamente è molto interessante, sì,
e la cosa altra interessante, che adesso ci arriveremo, perché ovviamente, avendo
parlato praticamente di valute, bisogna anche gestirle in qualche modo.
A proposito, volevo tanto segnalare che, essendo appunto, il mio, su un
diciamo un podcast 2.0, mi sono dovuto anche preoccupare di capire come
e quando, e nel caso in cui arrivino delle donazioni.
Volevo solo segnalare che esiste un bot su Telegram che fa proprio
questo, nel senso che va a interrogare il nodo Lighting per dirti
se hai ricevuto delle donazioni e lo puoi interrogare quante volte vuoi
con un semplice, diciamo, mi pare che sia uno slash list, se
non ricordo male, dovrebbe darti la lista delle donazioni fatte per il
proprio podcast.
La questione del value for value, secondo me, è molto interessante soprattutto
per ambienti come il podcast, perché appunto avendo la possibilità di dare,
chiamiamolo così, non solo una donazione, ma proprio un vero e proprio
boost che nel momento in cui ascolti qualcosa di interessante, tu puoi
dire OK, Hai detto una grandissima cosa, mi è utile per la
mia vita.
Puoi inviare il boost con ovviamente parte di Lightning e quanti te
ne servono, e soprattutto volendo poi anche metterci un messaggio e quindi
diventa proprio una donazione molto personale, molto ritagliata e verticale sul podcasting.
Poi ti dico è anche un bel feedback, perché ovviamente il boost
abitualmente lo fai o lo puoi fare, diciamo, immediatamente dopo che hai
ascoltato qualcosa, cioè un pezzo specifico, quindi anche chi riceve il boost
lo può ricollegare a quel pezzo specifico, e quindi anche sapere che
quel particolare contenuto è piaciuto, quindi anche avere appunto un feedback diretto.
Noi attualmente, per esempio, abbiamo un feedback in diretto, chiamiamolo così.
Gli ascolti stanno tendenzialmente aumentando.
Siamo partiti da poco niente, adesso abbiamo una platea più ampia.
Però effettivamente pochi ci scrivono, pochi ci sono recensioni, ma non ce
ne sono tantissime.
Effettivamente è un feedback, diciamo, molto a lungo respiro.
Casmai facciamo, per esempio, non so, vi piacciono le puntate lunghe piuttosto
che le puntate corte?
Ben o male, noi cerchiamo di intervallare, gestire in maniera un po'
più casuale, mettiamola così, perché tendiamo a lungo e non al corto.
Tuttavia può diventare uno strumento utile, appunto, anche per far capire che
questa puntata è piaciuta di più.
Certti argomenti sono piaciuti, ma presumiamo che siano piaciuti perché ci sono
stati più download nella media rispetto che ad altre puntate.
Però è tutto soggettivo e abbiamo appunto un feedback molto molto rarefatto,
mettiamole in questi termini.
Quindi, secondo me, è anche molto utile proprio da questo punto di
vista.
Direi che siamo a un'oretta già fatta, mettiamola più o meno così,
quindi cercerei di chiudere ragionando su alcune cose finali.
Innanzitutto, come si gestiscono però queste criptovalute, questi bitcoin e così via.
Abitualmente si parla di portafogli, cioè appunto ovviamente una metafora, perché non
esistono dei veri portafogli di criptovalute, ma esistono appunto quelli che vengono
anche definiti wallet, appunto portafogli in inglese, dove chiamiamolo così conservare la.
Adesso non voglio entrare troppo nel tecnico, ma comunque conservare
la titolarità diciamo di questo valore.
Cioè tu crei un wallet, appunto, crea un portafoglio e all'interno di
questo portafoglio, ovviamente collegato a questo portafoglio, diciamo, a questa cave privata
e pubblica, poi, perché questo sono, sono legate le transazioni, determinate transazioni
sulla blockchain piuttosto che Lightning e quant'altro.
Qual è la criptovaluta che si vuole utilizzare?
Esistono sostanzialmente due modalità per fare questa cosa qua.
Da una parte ci si può affidare a un soggetto terzo.
Soggetto terzo è la soluzione, chiamiamola così, più semplice da un certo
punto di vista.
Perché in pratica il mio portafoglio, chiamiamolo così, lo gestisce un altro.
Io mi offre già un'interfaccia bene o male più o meno intuitiva
per fare i pagamenti e per spostare somme di denaro, mettiamole in
questi termini.
Lo svantaggio della vicenda, ovviamente, qual è?
È che se questo gestore terzo e malintenzionato ha le chiavi in
mano dei miei soldi.
Quindi è ovvio che se io ho un centinaio di euro in
criptovalute poco mi interessa, ma c'è gente che ha migliaia e centinaia
di euro in criptovalute.
E questo ovviamente può diventare un problema e lo è già diventato
perché ci sono già state tutta una serie di, chiamiamole così, criptotruffe
più o meno sulla gestione delle criptovalute, in pratica, appunto, un miscuglio
di gestore e exchange.
Quindi è ovvio come faccio a prendere, come faccio a comprare un
Bitcoin o un mezzo bitcoin o quello che è.
Devo andare sul mercato, ci sono dei soggetti apposti che mi cedono
diciamo la titolarità di quella cifra di criptovaluta.
Ci sono addirittura dei soggetti che giocano d'azzardo, chiamiamolo così, sull'aumento o
la diminuzione delle criptovalute e mi danno
così dividendi, anche se non è il termine tecnico corretto, ma di
tutta questa roba qua non ci interessa minimamente.
Quello che io invece suggerisco di più, e quello che ad oggi
io non ho un euro in criptovalute, ma semmai lo farò, è
avere invece il mio portafoglio virtuale, cioè su PC o chiavetta.
Ovviamente, questo è il sistema che garantisce maggiore tutela, è ovvio anche
che se io ho la chiave, diciamo, che mi dà la titolarità
a 100.000 euro in bitcoin, e la perdo, ho perso 100.000 euro.
O il computer viene infettato da un virus e mi cifra tutto
il contenuto del computer, è ovvio che mi trovo in difficoltà.
Quindi, da una parte è più sicuro perché non affido a terzi
e bitcoin, dall'altra, ovviamente rischio di perdere tutti i soldi.
Cito non è un esempio vero, ma è la storia: diciamo di
una puntata di The Big Band Theory dove appunto i vari nerd
avevano fatto,
il avevano minato vari bitcoin, cinque anni dopo se ne ricordano, dico
avremmo non so quanti.
Peccato che dove avevano salvato non c'era la chiave, e vabbè, Sheldon
per fare un scherzo agli altri.
L'aveva salvata su una chiavetta, chiavetta che, però, era stata persa, la
chiavetta che viene trovata da un altro personaggio del The Big Ben
Theory che non capisce, non sa cosa c'è sopra, e quindi la
prende e la usa per usarla come chiavetta USB normalissimo e è
tutto contento perché ha trovato una chiavetta USB che varrà a 5-6
euro.
Quindi vabbè, questa è la barzelletta, la storiella, però è la concretezza
della vicenda.
Addirittura ci sono storie di chi ha dato appunto questi portafogli li
ho affidati a soggetti terzi.
Il soggetto terzio è morto in un incidente aereo.
Ci sono bloccati là migliaia di bitcoin e migliaia di euro o
di dollari o quello che è.
però il tizio è morto, ovviamente la password per accedere al portafoglio
la conosceva solo il tizio, è appunto lì.
Ed è per quello che io consiglio sempre di sapere come funzionano
questi sistemi, almeno a grandi linee.
Proprio perché spesso e volentieri i cosiddetti wallet custodial, cioè gestiti da
terzi, possono sembrare l'alternativa più semplice, ma abitualmente conviene le dovute accortezze
ovviamente, gestire il bitcoin in maniera diversa.
Addirittura ci sono proprio delle chiavette USB, credo, del dispositivo apposta per
garantire addirittura, non so, c'è un codice di recupero, mettiamola così, quando
generi il wallet.
Addirittura ti consiglio, non so, di scriverlo, scriverlo proprio cartaceamente e di
metterlo in una cassata di sicurezza o roba del genere, perché con
quello, ovviamente, puoi recuperare o reclamare soldi e così via e quant'altro.
Per cui questo è tutto il sistema.
Le criptovalute, diciamo, hanno una doppia potenzialità, che è l'argomento, diciamo, finale
che vorrei trattare.
Cioè, l'hype, diciamo che si è avuto, cioè la grande nomea era
di speculazione.
Io 5 anni fa avevo comprato un bitcoin che ho pagato 10
euro e oggi mi ritrovo in mano 23.000 euro di bitcoin, il
controvalore di Bitcoin di 23.000 euro.
L'altro discorso, e tendenzialmente tutti fanno questi ragionamenti: oggi compro bitcoin nella
speranza che cresca, e quindi io comprato n bitcoin per 10.000 euro
e domani quegli nitcoin li vendo a 15, 20, 30, 100.000 euro.
E quindi ho fatto l'investimento della vita, mettiamola così.
E ho avuto anche clienti che hanno fatto queste operazioni e così
via.
Poi c'è appunto il bitcoin come vera e propria moneta, quindi l'uso
di denaro.
Da questo punto di vista ne chiacchieravamo con Roberto perché gli ho
provato a far vedere alcune cose, mi sono andato un po' a
spucciare velocemente perché poi, appunto non avendo bitcoin non mi interessa più
di tanto.
Tuttavia, attualmente in Italia ci sono veramente pochissimi esercizi commerciali che accettano
i pagamenti di criptovalute.
Quindi se in un futuro
si potrebbe fare quello che si fa oggi con Satispay e sistemi
di pagamento che in Italia funzionano in digitale.
Diciamo, allo stato attuale di quando stiamo registrando oggi 21 agosto 2023
questa puntata, diciamo che le criptovalute come moneta, chiamiamole così, o come
controvalore di denaro nella pratica quotidiana, è praticamente impossibile da utilizzare.
Già se si va nel mondo del web, allora, non so, si
possono pagare, non tutti lo fanno: sito internet, gli spazi web.
Volevo tanto aggiungere una piccola nota di colore a riguardo della questione
degli enti terzi, che non tanto tempo fa, stiamo parlando del 2014,
che c'è stata una società, chiamiamola così, che si chiama Mount Gox.
Non so se per caso tu ne sai qualcosa, io avevo seguito
da vicino ed era molto interessante perché da lì veniva gestito circa
il 70% di tutte le transazioni Bitcoin al mondo, ok?
Quindi tu immagina tutta questa roba qui.
Nel febbraio del 2014 c'è stato un piccolissimo problema perché il gestore
ha dovuto chiudere il sito, terminare le transazioni e dichiarare banca rotta.
Tutto questo perché ho annunciato che circa 850.
000 bitcoin, che all'epoca erano circa intorno ai 450 milioni di dollari, appartenenti
ai suoi clienti neanche i suoi, è come se una banca dicesse,
OK, 850.000
bitcoin dei propri clienti, non erano più reperibili, erano spariti nel nulla,
ne erano recuperati soltanto 200.000 di bitcoin, mentre gli altri sono completamente
spariti.
E nel 2015 la società di sicurezza che si chiama Wix Sec
giapponese, ha portato a concludere che questi bitcoin sono stati portati per
lo più via durante il tempo dall'apertura, diciamo,
di questo sistema fino al momento della sua chiusura.
Quindi praticamente gli hanno sfilati da sotto il naso, pian pianino, e
ne sono spariti 850.000.
Quindi considerate che queste cose che sembrano barzellette in realtà capitano e
fidatevi che.
Poi soprattutto con la tecnologia, cioè il discorso non capendo come funziona
la tecnologia, è ovvio che io posso, tra virgolette, il malintenzionato, tipo
fregare in tutte le maniere possibile.
Il solito discorso per questo il mio ragionamento di fondo, con un
approccio molto legale, devo dire la verità.
Tuttavia è quello che se devo gestire le cose, me le gestisco
io piuttosto che il cretino me stesso.
Poi, tra l'altro, da quello che ne so io, perché in Italia
ci sono pochissime società italiane che lo gestiscono, al massimo ci sono
degli exchange, se tu dai 100 euro, loro ci danno il valore
in contro moneta, ma spesso e volentieri sono siti esteri, quindi comunque
ti devi anche fidare.
Tant'è vero che appunto la mia idea di fondo è quando è
mai se lo farò, comprerò 100-200 euro di Bitcoin.
Che ho quello che è per poi giocarci, mettiamoli in questi termini,
ma non nell'ottica di dire faccio un investimento.
Tant'è vero che appunto chi adesso ha dei
valori è perché l'ha fatto dieci anni fa, investendo cifre ridicole dicendo
vabbè, ci provo al massimo sono 100-200.000 euro, in dipendenza ovviamente dal
portafoglio più o meno grande che hai che ho lanciato, è come
giocare a casino.
No, ecco, mettiamola in questi termina.
Però la verità di tutto questo sistema è che a oggi, da
quello che ne so io, da quello che ho potuto vedere facendo
velocemente delle ricerche, le criptovalute non sono vere valute, nel senso che
non posso andare al bar e comprarmi con i Lightning un caffè.
E quindi, poi, infatti, il ragionamento mio e di Roberto di aderire
a questi aspetti al podcast 2.0 ad oggi, cioè, per le dimensioni
che ha questo podcast, e tutto il resto, non ha veramente senso.
Discorso diverso è value for value in ottica diversa, cioè appunto quello
che abbiamo anche chiesto a inizio puntata: titoli o argomenti da approfondire
nelle prossime puntate, persone da intervistare contatti con persone da intervistare che
possono essere interessate a essere intervistate.
Tutto questo può invece far parte di questa iniziale apertura al value
for value e può diventare utile.
Ultimissimissima cosa che voglio dire facendo una dovuta premessa, cioè per approfondimenti,
sentire il vostro commercialista consulente fiscale, è la tassazione 101, come farebbero
gli americani, di queste valute.
Perché attenzione, che se da una parte ovviamente non c'è l'uomo in
mezzo che ti può bloccare una quota di questi valori, c'è da
considerare il fatto che ovviamente questi valori hanno valore e quindi potenzialmente
possono essere tazzati dal nostro amato Stato italiano.
Non vado ad approfondire argomenti che richiederebbero non una puntata ma decine
di puntate.
Io ho iniziato a guardare qualche articolo sull'argomento, ho deciso, tra le
altre cose in Italia adesso c'è un notevole diciamo fermento, perché appunto
credo recentemente siano state varate varie normative per fare rientrare, diciamo, non
sono capitali all'estero, ma nella sostanza, se io ho bitcoin, spesso e
volentieri, bitcoin sono poi gestiti appunto da soggetti terzi e spesso e
volentieri in stati esteri, mettiamola così, in America e quant'altro.
Quindi ovviamente il Bitcoin io in Italia non lo riesco a convertire
in euro attraverso una banca, mettiamola in questi termini.
Quindi devo prima avere un exchange, appunto che mi dà o un
Bitcoin mi dà 23.000 euro o meglio la conversione in dollari, poi
dopo dalla banca americana me la faccio portare di qua di denaro,
e a quel punto lì c'è il problema della tassazione, perché quei
soldi lì da dove vengono, e così via.
Adesso qui non entrerò nel discorso, ma ovviamente le tasse si pagano
se c'è una cosiddetta plusvalenza: cioè se io ho spesso 100 ma
me ne ritornano 10.000, è ovvio che lo stato, su quel plus
rispetto ai soldi che valevano iniziale, me lo tassa.
Questa è la regola generale più o meno, adesso ve la faccio
anche qui, semplicissima, perché non voglio.
Tendenzialmente, se ho un portafoglio gestito da me, quindi fisicamente diciamo, ho
nella mia tasca e i bitcoin, a questo punto finché ovviamente non
li converto in moneta e quindi non ho la famosa plusvalenza, li
posso gestire, non c'è da tassare, non c'è da dichiararli e così
via, a meno che non si abbia, se no, se no, c'è
tutto il discorso delle plusvalenze quindi di dichiarazione dei redditi e così
via.
Quindi attenzione, perché la cosa poi si complica a livello fiscale e
quindi è tutto bello, ma ci sono tutta una serie di problemi.
Faccio una domanda: se io ho il mio simpatico Bitcoin che l'ho
comprato, diciamo a 10 euro ed è salito a 20.000 euro come
più o meno circa adesso, e mi compro un'auto con quel Bitcoin.
Se ci riesci
, non è la tassa.
Non è tassato, se il portafoglio è tuo è come se tu
avessi 20.000 euro in tasca.
Cioè il concetto è: se tu hai 20.000 euro in tasca, nessuno
te ritassa.
Non è che lo Stato viene nel tuo portafoglio a guardare cosa
c'hai nel portafoglio, ti dico: Oh, hai 100 euro nel portafoglio, ne
voglio 10.
Perché abitualmente quei 100 euro che hai nel portafoglio, teoricamente, provengono dal
tuo lavoro o da chissà cosa, però, teoricamente, ho ereditato e così
via.
Tuttavia, il discorso è che appunto è proprio quello: segnalo che per
controvalori grossi, cioè più di 50.000 euro e qualcosa, invece vanno dichiarati
nel.
Comunque dovete sentire il vostro consulente fiscale, perché adesso quando iniziano a
parlarsi di cifre significative, diciamo, anche perché spesso e volentieri cosa succede?
La verità è che l'80-90%, secondo me, di chi gestisce i Bitcoin
ce li ha in portafogli custodia, il cosiddetti, cioè gestiti da terzi,
che se comprati, capito niente, addirittura si fa propria speculazione.
Quindi in quel caso lì sono tassati sempre o comunque, come si
suol dire:
anche se tu hai 100 azioni Apple o che l'Apple aumenta di
valore, vendi le azioni Apple, il differenziale da quando le hai comprate
a quando le vendi, e quindi la plusvalenza te la tassa.
Il sistema è proprio quello e non ce se ne esce, mettiamo
male questi termini.
Le tasse vanno pagate, c'è poco da star lì.
Direi che possiamo andare tranquillamente nelle conclusioni della puntata, perché abbiamo detto
di tutto di più, grazie Filippo.
Ovviamente fateci sapere come poi scoprirete se è il caso di fare
degli approfondimenti che riguardano l'acquisto di criptovalute.
Oppure, come sempre, sapete dove come trovarci e farci sapere come proseguire.
Se volete darci qualche idea, potete tranquillamente iscriverci all'indirizzo di posta elettronica
scrivi.
it.
Potete contribuire ovviamente con le idee, ma volendo anche con delle recensioni,
stelline, quello che vi viene in mente.
Potete trovarci nei nostri canali privati.
L'importante è un po' interagire che aiuta sempre un po' tutti quanti.
Per quanto riguarda invece le note dell'episodio, con il link e degli
argomenti che abbiamo trattato in puntata, lo trovete come sempre, con tutti
i vari riferimenti del caso, al link a2podcast.it/67.
Dove ci potete trovare?
Sottoscritto mi potete trovare nella mia casa digitale che si chiama Mac
Architettura all'indirizzo mark.net.wordpress.com.
Invece, il nostro grandissimo Filippo, avvocatemec.
Punit, direi che a questo punto ci possiamo sentire tra due settimane.
Alla prossima!
Al prossimo!