Speciale Estivo
Roberto e Filippo si trovano tra le montagna di Torino e registrano dal vivo per un episodio speciale estivo.
Roberto e Filippo si trovano tra le montagna di Torino e registrano dal vivo per un episodio speciale estivo.
Note dell’episodio
- MacBook Air: portatile scelto da Roberto per passare da Intel ad Apple Silicon nel lavoro quotidiano.
- AppleCare+: copertura acquistata insieme al MacBook Air M2 per ridurre il rischio su una macchina nuova.
- Rosetta 2: tecnologia citata per eseguire applicazioni Intel sui Mac Apple Silicon.
- Twinmotion: software di rendering real time usato da Roberto per confrontare prestazioni Intel e Apple Silicon.
- Apple CarPlay: citato nel passaggio sulla ricarica dell’iPhone via auto rispetto al MacBook Air.
- iMac 27 pollici 5K: Mac desktop di Filippo spostato nello studio domestico e integrato nello standing desk.
Sinossi1
1. Una puntata estiva registrata dal vivo
Filippo e Roberto registrano insieme nella stessa stanza, evento raro per A2. La puntata nasce in un contesto volutamente leggero: grigliata, famiglie presenti, atmosfera da vacanza e setup improvvisato. Questa cornice spiega il tono più rilassato, ma anche i due temi concreti dell’episodio: il nuovo MacBook Air M2 di Roberto e lo standing desk mobile di Filippo.
“siamo in contemporanea, nella stessa” — Roberto Marin, 00:00:37
Roberto presenta la puntata come uno speciale estivo: non una recensione strutturata, ma un racconto di prime impressioni su strumenti appena entrati nei rispettivi flussi di lavoro. La registrazione dal vivo diventa essa stessa parte del tema, perché costringe i conduttori a ragionare su ambiente, microfoni, stanza non trattata e compromessi pratici.
2. Il passaggio di Roberto da Intel ad Apple Silicon
Roberto racconta l’acquisto del MacBook Air M2 da 13 pollici come macchina principale per l’ufficio, in sostituzione di un MacBook Pro Intel del 2019. La decisione nasce da più fattori: la transizione Apple Silicon ormai completata, una promozione su Amazon vicina ai prezzi dell’usato, la scelta di comprare nuovo dopo anni di Mac usati e la possibilità di aggiungere AppleCare+.
La scelta cade sul modello base, non sull’Air M1 né sul 15 pollici. L’M1 ha ancora lo chassis già conosciuto, mentre Roberto voleva anche un cambio di forma; il 15 pollici è troppo recente e costoso. Il punto interessante è che il modello base, pur non essendo una macchina “pro”, diventa sufficiente per il lavoro reale di Roberto: mobilità, cantiere, gestione immagini, modellazione e attività d’ufficio.
3. Prestazioni, temperature e lavoro in mobilità
Il test più concreto riguarda 595 foto di cantiere da migliorare e ridimensionare in un bar a Torino, con circa 30 gradi all’ombra. Sul vecchio Intel il workflow avrebbe fatto partire le ventole in modo evidente; sull’Air M2 fanless la temperatura arriva a un massimo di 55 gradi e poi scende.
“in alcuni momenti arrivava a 55 gradi, poi scendeva a 50” — Roberto Marin, 00:13:02
Roberto prova anche Twinmotion, software di rendering real time usato nel suo lavoro di architetto. Su un modello di test già usato per confronti precedenti, il MacBook Pro Intel impiegava oltre due minuti per esportare un’immagine; l’Air M2 la produce in 24 secondi, pur con un test non perfettamente “pulito”. Il vantaggio non è solo numerico: una macchina silenziosa, fredda e reattiva cambia il modo in cui si lavora lontano dalla scrivania.
4. Batteria, ricarica e MacBook come power bank
La nota meno entusiasta riguarda il caricatore della versione base: potenza più bassa e ricarica più lenta rispetto alle abitudini maturate con l’Intel. Filippo chiede se il Mac si possa caricare da power bank e Roberto ammette di non aver ancora provato, ma racconta l’esperienza inversa: usare il MacBook Air come power bank per l’iPhone.
Il MacBook carica l’iPhone più rapidamente della presa USB dell’auto usata per CarPlay, e questo diventa un dettaglio pratico per chi lavora in mobilità tra sopralluoghi e fotografie. L’episodio insiste su un punto semplice: autonomia e gestione energetica non sono caratteristiche astratte, ma cambiano il modo in cui si pianificano spostamenti, pause e micro-attività.
5. Lo standing desk mobile di Filippo
Filippo racconta poi il suo nuovo standing desk motorizzato. La scelta nasce dall’esigenza di lavorare in piedi, ma soprattutto di avere una scrivania flessibile in casa. Il tavolo è volutamente piccolo, 120x60 cm, perché deve essere spostabile tra studio invernale e studio estivo, dove c’è l’aria condizionata. Le rotelle completano l’idea: non solo standing desk, ma postazione mobile.
“Lo standing desk è motorizzato.” — Filippo Strozzi, 00:28:23
Filippo monta sul desk anche l’iMac 27 pollici 5K su braccio VESA. Il braccio permette di chiudere il monitor durante gli spostamenti e poi aprirlo nella posizione ergonomica corretta, diversa quando si lavora seduti o in piedi. Il setup diventa quindi una postazione compatta quando si muove e ampia quando serve lavorare.
6. Gruppo di continuità, microfono e postazione completa
Il dettaglio più tecnico è il gruppo di continuità montato direttamente sullo standing desk. Filippo usa molti Mac desktop, quindi senza batteria interna; con il gruppo di continuità può spostare la postazione da una stanza all’altra senza spegnere l’iMac. Può persino alzare e abbassare il desk per breve tempo senza collegamento alla corrente.
“ho deciso comunque di montare il gruppo di continuità direttamente” — Filippo Strozzi, 00:33:51
Nel setup entrano anche il braccio del microfono e l’attrezzatura per registrare podcast in piedi. La soluzione non è presentata come definitiva per tutti, ma come risposta a esigenze molto specifiche: lavorare tra casa e ufficio, cambiare stanza in base alla stagione, mantenere ergonomia e ridurre il numero di cavi e oggetti da spostare.
7. Registrare insieme, accettando l’improvvisazione
L’ultimo blocco torna alla puntata stessa. La stanza non è trattata acusticamente, c’è cemento armato, ci sono famiglie e bambini fuori campo, e il setup è nato al volo. Filippo sa già che scoprirà problemi in post-produzione, ma il valore dell’episodio sta anche nell’essere insieme fisicamente, guardarsi negli occhi e registrare senza la mediazione della connessione internet.
La chiusura resta coerente con lo speciale estivo: una puntata meno strutturata ma concreta, in cui due aggiornamenti di workflow diventano occasione per parlare di Mac, mobilità, ergonomia, alimentazione e spazi domestici. Prima dei saluti, Roberto sottolinea che la grigliata è andata bene e che la compagnia ha reso possibile anche la registrazione: dettaglio domestico, ma parte reale dell’episodio.
Questa sinossi è generata con l’intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione della puntata. ↩︎
Leggi la trascrizione completa
Benvenuti all'episodio sessantise di A2, in cui scoprire come ottenere il massimo
dalla vostra tecnologia Apple.
Io sono Filippo Strozzi e sono il vostro ospite, assieme all'amico dal
vivo Roberto Marin.
Di che cosa parliamo oggi, Roberto?
Beh, intanto dobbiamo parlare del fatto che siamo in contemporanea, nella stessa
stanza a registrare, evento più unico che raro, giusto perché siamo in
una puntata 66.
Che il nome dice già che c'è un zampino del diavolo.
Infatti, siamo qua insieme.
Abbiamo appena grrigliato, abbiamo mangiato bene.
Spero Filippo che mi dai conferma.
Sì, confermo, confermo.
Ottimo, sono molto contento.
Sarà una puntata leggera perché siamo qua praticamente in vacanza, bene o
male, o nelle vicinanze delle vacanze, diciamo così.
E vi vogliamo raccontare essenzialmente due novità che ci sono capitate in
questo momento molto molto recente.
Dunque, per chi mi segue da vicino, chi segue Sna oppure segue
il canale Sper di Telegram?
Ha già capito di cui sto parlando, ovvero della novità per il
mio ufficio dell'ingresso come macchina principale del MacBook Air M213 pollici, in
sostituzione del mio vecchio MacBook Pro 13 pollici, sempre però Intel del
2019.
Come mai abbiamo avuto, almeno come mai ho avuto questa idea di
passare a questo nuovo hardware per il semplice fatto che il là
me l'ha dato l'ultimo WWDC in cui abbiamo visto praticamente la transizione
completa per quanto riguarda Apple nel mondo Apple Silicon.
Quindi gli Intel non li vediamo più.
Mi sono detto, forse è anche il momento di fare l'upgrade dal
mio punto di vista.
Ma la cosa interessante è che proprio nello stesso momento in cui
avevo praticamente deciso di cambiare hardware, è saltata fuori una promozione su
Amazon, molto probabilmente perché era uscito il MacBook AR 15 pollici, quindi
i 13 pollici incominciavano ad essere un po' scomodi da vendere, diciamo
le mie due.
E quindi c'è stato questo forte sconto che mi ha incentivato a
passare a questo nuovo hardware.
Questo assieme alla transizione, non poteva che essere, insomma, un segnale più
che chiaro che dovessi fare questo passaggio.
L'ho comprato nuovo, come vi dicevo, su Amazon e il mio nuovo
Mac che compro e l'ultimo che ho comprato nuovo è del 2008,
quindi dalca dal 2010 in avanti, fino a questo MacBook che ero
sempre acquistato computer usati, con molta soddisfazione.
Aggiungo perché.
Sei uno spendaccione, come al solito c'è un grosso risparmio dal punto
di vista monetario.
Per fortuna, in ambito Apple, quello che si trova sul mercato dell'usato
è tendenzialmente sempre in buone condizioni, perché ovviamente c'è un occhio di
riguardo da parte degli utenti Apple per il loro hardware e si
possono trovare delle buone occasioni.
Ci vuole ovviamente un po' di tempo, non è che appena si
apre la pagina della ricerca dell'usato si trova quello che si vuole,
ma si possono trovare delle buone occasioni con avendo un po' di
pazienza.
Comunque, io in questo caso ho deciso di passare al Mebookare M2
base, perché appunto l'offerta me l'ha offerta Amazon, che era quasi a
livello dell'usato che c'era, diciamo, sui mercati usati.
Insomma, io ero arrivato a circa appena sotto i 1000 euro per
quanto riguarda il Mabare M213 pollici usato e ho visto che aggiungendo
150 euro avrei comprato uno nuovo, quindi mi sono detto ma perché
non farlo?
E tra l'altro, visto che per essere sicuro ho anche aggiunto l'Apple
Care Plus, giusto per aggiungere un diciamo un'ulteriore sicurezza in più, ma
non peraltro, perché questa volta avevo proprio le possibilità di farlo e
non mi sono fatto tirare indietro.
Dunque, la scelta del MacBook Air M2 base è stata dettata da
un paio di questioni.
La prima è che l'AR M1 aveva lo chassis del BemBook Air
2010 che ho posseduto, quindi era una cosa già conosciuta per me,
era un computer che conoscevo già nonostante avesse l'hardware nuovo, quindi diciamo
ero un po' meno portato a questo tipo di scelta come lo
è stato per il Mebu Pro 13 pollici però versione M1 con
lo chassis vecchio.
Diciamo che la confezione era vecchia e non mi stava, diciamo, chiamando
più di tanto, anche perché sono andato a fare un giro nel
Apple Store e ho visto in effetti l'Air di fianco al pro
io parlo del Pro 14 pollici, con il nuovo modello, con la
nuova fisionia.
Mi è piaciuto molto di più l'Air e continuo a confermare che
l'air è decisamente molto più bello, almeno per i miei gusti.
Il MacBook Air invece 15 pollici, era troppo fresco, ma anche molto
più caro.
Parliamo di ricordo male 1600 euro di partenza con la versione base,
mentre il 14 pollici per me era decisamente troppo costoso.
Siamo oltre i 2000 euro, 2003, se non ricordo male, il 2003-2004,
ma in ogni caso era al di fuori del mio budget.
Conseguentemente ho preferito scendere dal punto di vista delle richieste con un
MacBooker 13 pollici M2 base e mi sono fatto andare bene anche
la questione dell'SD, che è una cosa che mi è rimasta un
po', come ho detto, più in altre sedi, mi è rimasto abbastanza
sullo stomaco.
Ma nonostante questo ho deciso di fare questo acquisto, perché, comunque, al
di là di tutto ci avrei solo guadagnato arrivando dall'Intel.
Probabilmente avessi dovuto fare il passaggio da M1, non sarei passato a
M2, ma arrivando dall'Intel avevo soltanto cose positive, tra cui ovviamente un
hardware che è supportato per molto più tempo da parte di Apple,
poi ho raddoppiato la dimensione dell'SSD e in ogni caso avrei guadagnato
in velocità.
Conseguentemente mi sono fatto andare bene.
Questa questione dell'SSD che va alla metà rispetto agli altri, e tra
altre cose ho avuto anche la possibilità di fare qualche piccolo, diciamo,
confronto dal punto di vista estetico con il mio vecchio MacBook Pro
13 polis 2019.
Intanto le dimensioni sono le stesse: sono praticamente identici.
Ne ho messo uno sopra l'altro e c'è proprio qualche decimo di
millimetro che differenza, ma sono della stessa dimensione.
Ovviamente il peso è a favore dell'air, che è decisamente più leggero,
sembra veramente che non ci sia niente all'interno del portatile, a parte,
diciamo, le batterie e poi una differenza sostanziale delle porte.
Se vi sembrerà poco, ma il fatto di avere il cavo Mag
Safes separato dalla porta USB C fa guadagnare una porta in più.
Quindi io ho guadagnato essenzialmente una porta in più grazie al fatto
che, comunque, quando sono in ufficio, l'utilizzo è collegato alla corrente e
quindi ho una porta in più da sfruttare nel caso in cui
ne avessi necessità.
Questa è una cosa, secondo me, molto molto importante perché comunque passare
da una a due porte hai già raddoppiato la quantità di porte
utilizzabili.
Per quanto riguarda, invece, il passaggio che ho fatto essenzialmente dal MacBoo
Pro Intel al Medbooker M2 è stato semplice perché, al di là
dei consigli che mi è stato dati da tutti quanti, ho tentato
la via più semplice.
Sapete che è un hardware con cui lavoro e quindi dovevo recuperare
il più tempo possibile.
Quindi ho fatto passaggio direttamente con il time machine, ho tirato tutto
quello che potevo su, dal time machine, ovvero ho aperto il portatile,
mi ha chiesto se volevo ripristinare la situazione precedente utilizzando un backup
di time machine, l'ho collegato e in un'ora e 20 ero operativo.
Un'ora e 20 che non è male come situazione perché è pochissimo
tempo.
Se ci pensate, è tempo di andare a pranzo e voi avete
il portatile sostituito, potete riprendere da dove eravate senza grossi problemi.
Nessun problema dal punto di vista delle funzionalità perché anche le applicazioni
hanno funzionato subito al primo colpo, ma hanno lasciato un po' diciamo
il cuore in sospeso quando ho mandato avanti le app Intel.
Perché ci sono alcune applicazioni che sono ancora in versione Intel, non
sono ancora native, e quindi hanno dovuto hanno richiesto l'utilizzo di Rosetta
2.
Quindi io ho lanciato l'applicazione e ho aspettato un attimo, ho detto
Oh oh, qui iniziano i primi problemi.
Ma in realtà era soltanto una questione di tempo perché bisogna dare
tempo a Rosetta 2 di entrare in gioco e trasformare quello che
doveva trasformare in compatibile in Apple Silicon e poi si partiva e
ovviamente non si vedeva più la differenza.
Fatta la prima volta, gli successivi AVI erano praticamente istantanei come se
fosse su Intel.
Detto questo, passo subito alle prestazioni: giusto per dare qualche idea per
far capire un po' la differenza.
Proprio di prima mano di chi ha utilizzato i portati di Intel
e diciamo si lamentava come sottoscritto, ma ha ragione veduta vedendo la
situazione.
Non ti sei mai lamentato in vita tua o dell'Intel?
Ma va mai, soprattutto
la stuffetta legna praticamente.
Ed è tutto vero, continuo a dire tutte le mie lamentele si
sono praticamente dissolte nel momento in cui si passa a Apple Silicon.
Questo giusto per darvi un'idea: il ripristino, l'aggiornamento del sistema operativo e
tutte le applicazioni che, ovviamente, si sono aggiornate per il nuovo sistema
operativo, hanno pesato per la bellezza dell'1% sulla batteria.
Cioè, quindi
con Intel non sarebbe andata così, insomma, sarebbe stato un disastro sotto
tutti i punti di vista.
Mentre aggiornava tutte queste cose qui, ho guardato la temperatura.
Perché, ad esempio, un'altra cosa interessante è che alcune applicazioni che utilizzavo
per Intel per tenerlo a bada.
Ad esempio, faccio un esempio tra tutti il turbo boost Switch che
mi permetteva di togliere il turbo boost di Intel e riuscire a
sopravvivere in qualche modo nel caso in cui non avessi la batteria
che era sufficiente, l'ho dovuta eliminare perché non mi serve più.
Invece ho tenuto, nonostante non ce ne sia necessità, l'utilità che utilizzo
per monitorare le ventole MAC fine control.
Questo perché?
Perché ha tutta una serie di sensori che mi permettono di controllare
la temperatura all'interno del.
Non è che ha dei sensori MAC control, ma utilizza i sensori
che ci sono già all'interno del Mac e ti dà essenzialmente il
dato che sta andando a leggere.
Io ho visto che durante questo processo di aggiornamento e tutto quanto
che vi ho raccontato prima, che è pesato l'1%, siamo stati intorno
a temperature tra i 33 e i 35 gradi, che io mi
ricordo che erano la temperatura di partenza appena accendevo il Mac Intel
senza fare un tubo.
Invece, questo lavorando a tutto spiano, è andato avanti decisamente a temperature
ragionevoli.
Altra cosa interessante che ho trovato ovviamente il sistema operativo, come dicono
gli americani, Snappy ed è veramente così, nel senso che è molto
più reattivo.
Si vede che il sistema operativo è tagliato su questo hardware e
gestisce veramente tutto quanto.
E poi ho fatto qualche piccolo test qui in là per riuscire
a tirare fuori qualche dato da darvi.
Anche se non ho fatto tutti i test che volevo fare io,
ma questione solo di tempo, adesso, penso che la prossima settimana, se
Dio vuole, ho qualche momento libero e metterò un po' sottotorio questo
M2, perché per adesso mi sta dando delle grosse soddisfazioni.
Ho utilizzato, diciamo, il workflow che utilizzo per la gestione delle immagini
di cantiere ed ero in quel momento a Torino, in un bar
perché capita di lavorare in mobilità, ero vicino ai pressi del cantiere.
Quindi, un attimo di pausa tra un cantiere e l'altro, mi fermo
in un bar magari a prendere un caffè o bere qualcosa di
fresco, visto che c'erano 30 gradi all'ombra quindi era abbastanza calduccio.
La cosa interessante è che avevo 595 foto da migliorare e ridimensionare.
Ho preso, ho fatto sempre il mio solito workflow classico che avrebbe
richiesto al mio MacBook Pro 13 Polci Intel di avere le ventole
non dico a stecca, ma probabilmente se avesse dato di più, avrebbe
anche dato di più.
Mentre questo simpatico Air, che continuo a ricordare, è fanless, quindi non
ha alcun tipo di dissipazione attiva, è arrivato al massimo a 55
gradi con 30 gradi.
Quindi un aumento di 25 gradi che direi che mi ha lasciato
letteralmente senza parole.
Anche perché continuo a dire era veramente un test abbastanza particolare, perché
adesso Filippo, poi, come vi confermerà, abito in un posto abbastanza fresco.
Confermo.
Quindi, diciamo la temperatura in cui è abituato a lavorare, tra virgolette,
questo è abbastanza decente, non ha bisogno di particolari indicazioni.
Invece, già a Torino, a 30 gradi all'ombra, mi aspettavo che ci
fosse un aumento della temperatura un po' più alta, anche perché, comunque,
vedendo lo sforzo che aveva bisogno l'Intel per riuscire a fare questo
tipo di workflow, mi aspettavo qualcosa di un po' più caldo.
Invece, 55 gradi direi che sono assolutamente una temperatura ma non costante,
era al massimo.
Cioè, in alcuni momenti arrivava a 55 gradi, poi scendeva a 50
e capite che comunque è un aumento risibile rispetto a quello che
può essere un utilizzo con Intel.
Altra cosa che ho fatto è stato quello di utilizzare Twin Motion,
Twin Motion, ricordo per chi non ci segue e non conosce quello
che faccio.
Ricordo, sono un architetto e faccio anche modellazione tridimensionale, tra le altre
cose, e Twin Motion è un software di rendering in real time.
Questo software di rendering in real time è molto molto interessante.
Ne ho parlato più volte su Snap, ma lo racconto praticamente a
tutti quanti.
E ho utilizzato un modello che è all'interno di Twin Motion come
diciamo come prova.
Nel senso che non ho caricato uno mio particolare, ma uno di
quelli che era già lì.
Di cui ho fatto i test grazie anche all'intervento di Matteo Scandolin,
ma anche di Mariano Di Benedetto, dove riusciamo a testare hardware PC
e hardware Mac per riuscire a capire con Twin Motion quali sono
i tempi in gioco del rendering.
E il mio vecchio MacBook Pro
lo chiamo vecchio, ma in realtà non è vecchio, però è vecchio
come concezione.
Il MacBook Pro 13 Pollici del 2019 per elaborare un'immagine che è
la stessa che abbiamo utilizzato per il test.
Nel mio caso, ci ha messo due minuti e 16 secondi.
L'ho lanciato senza neanche pensarci troppo, ma avevo delle applicazioni in background,
non l'avevo riabbiato.
Insomma, era un test non proprio puro come si dovrebbe fare, che
ho fatto con le altre volte e l'immagine l'ha tirata fuori in
24 secondi.
Io non so voi, però capite che passare da due minuti a
24 secondi la potenza in gioco c'è nonostante sia fanless.
Quindi sono molto molto intrigato da questo hardware.
Adesso, finalmente, visto che non ho più paura, posso anche mandare avanti
il test, perché, oltre al test di un'immagine, c'è anche il test
di 11 immagini messe in sequenza.
Quindi in quel punto mi aspetto: poi vedremo che ci sia un
po' di terminal trotting che magari rallenti un po', non sia proprio
lineare la gestione del tempo da parte di questo Mac, ma vediamo
e poi lo metteremo in confronto con magari il Mac Studio che
c'era in competizione.
Il mio Mac Boo Pro ovviamente era tirato fuori perché avevo paura
di mandarlo avanti più di dieci minuti con un carico del genere
perché avevo paura che la ventola non ce la facesse e dovesse
aspettare magari anche mezz'ora, chi lo sa.
Quindi l'ho escluso.
E poi ci sono gli altri computer con hardware per PC che
invece hanno messo ovviamente delle belle cifre in campo e secondo me
è interessante.
Di questo ne ho parlato su un articolo che potete trovare su
Mac e Architettura all'indirizzo marc.net.wordpress.com e che verrà aggiornato ovviamente con l'ingresso
del MebBooker 13 Pollice M2 e secondo me continuo a dire è
un risultato molto interessante.
Voglio vedere fino a che punto si spinge.
Altra cosa che ho notato è che l'editing del podcast è decisamente
molto più veloce, nel senso che ho notato tanti meno ritardi nell'editing,
nel senso, i tagli, lo spostamento della traccia, vi discorrendo è decisamente
molto più veloce, tant'è che ho dovuto un po' ricalibrare il movimento
del mouse rispetto a quello che ero abituato precedentemente.
E poi un'altra cosa che ho notato è che ha una batteria
veramente notevole sulla tua batteria esatto, come si è evoluta la vicenda,
nel senso che immagino che tu lavori molto anche in mobilità.
Assolutamente sì.
Nel caso sono andato in vacanza proprio recentemente la settimana scorsa e
sono partito con il MEC al 100%.
Abbiamo registrato una puntata A2 Podcast con Lucio Pragagnolo che avranno
sentito o sentiranno.
Sentiranno il 10 di luglio esatto, sentiranno
successivamente.
Ma questa la sentiranno a fosto.
Quindi il contrario, quindi avete già sentito la puntata a questo punto
di cui io parlo in questo momento ed ero in mobilità completamente
perché ero proprio fuori ufficio, non ero attaccato alla corrente ed ero
in una situazione un po' particolare che è la vacanza, e ho
visto che insomma la registrazione del podcast ha abbassato la percentuale di
una percentuale risibile.
Parliamo di circa l'11% dopo due ore, mentre l'intel aveva meno del
10% dopo una situazione del genere.
Quindi capite che il gioco, la potenza della batteria e la gestione
di un portatile in questo modo è decisamente diversa rispetto a quello
a cui erabituato con Intel.
E poi praticamente alla fine della settimana di vacanza, io me ne
sono andato via con il 29%, sono arrivato a casa, l'ho aperto,
avevo il 29% quindi in una settimana io non l'ho ricaricato nonostante
abbia lavorato.
Ci ho lavorato, ho fatto il podcast, come vi dicevamo, non ho
fatto lavori particolarmente pesanti e lunghi.
Però, insomma, iniziare a lavorare sulla documentazione, aprire qualche disegno e queste
cose di questo tipo l'ho fatto, anche qualcosa che riguarda, ad esempio,
chiamiamola la vita social, ma che comunque ha un certo peso sulla
batteria, ho notato che questo qui è davvero molto molto interessante.
Le altre cose, diciamo le caratteristiche tecniche, le sapete più o meno
tutti quanti di che si tratta.
Devo dire dal mio punto di vista che lo schermo è nettamente
migliorato rispetto a quello che avevo prima, che era già uno bello
schermo, ma in questo caso la luminosità, soprattutto quando sono in movimento,
ho notato che uso meno luminosità per vedere le stesse cose obiettivamente
hanno migliorato anche sotto questo punto di vista.
Io direi che sono molto molto soddisfatto della situazione, anche il colore,
nonostante lasci le dittate dappertutto, è davvero molto molto interessante, bello e
affascinante, diciamo, è un bel colore che non si vede spesso in
giro.
In definitiva, devo dire che i soldi che ho investito, che comunque
ci ho messo un po', nel senso non è che sono andato
come gli influencer che o glielo danno da provare o glielo regalano,
oppure hanno i soldi pronti.
Io ci ho lavorato praticamente da diciamo da dicembre dell'anno scorso con
l'idea di mettere via i soldi.
Piano piano li ho messi via e poi si è presentata questa
situazione e aggiungendo una piccola cifra, sono riuscito poi a comprarlo direttamente
nuovo e sono molto molto soddisfatto.
In generale, adesso tu che Filippo sei qui di fronte a me
e al tuo MacBook Pro 16 pollici, che è davvero molto bello,
comunque ha sempre il suo perché.
Adesso che vedi un MacBookare dal vivo, cosa ne pensi?
Allora, devo dirti la verità: è veramente piccolo rispetto al mio 16
pollici.
Quindi questa è la cosa che balza subito all'occhio, nero molto bello.
Le ditate si vedono purtroppo.
Credo sia un problema, tra virgolette, perché poi, alla fine è in
porta fino a quel momento.
Sicuramente una settimana, ovviamente, presumo non di lavoro intenso perché ero in
vacanza e così via, senza dover neanche ricaricare la batteria, è tipo
l'iPad e quindi diventa veramente uno strumento interessante.
Adesso, anche già solo fare otto ore di mobilità in una giornata
cambia drasticamente, secondo me, il modo di lavorare e soprattutto anche come
gestire tutto.
Io appunto ne parlavamo prima, chiamiamolo così Forondo, il mio MacBook Pro
16 pollici Intel, ha un alimentatore da più di 100 watt.
A prescindere dal costo, ha una quantità di energia non indifferente e
senza questo sistema, tra l'altro, non credo che duri più di 4-5
ore con uso molto blando, cioè senza fargli fare cose strane.
Per cui devo dire, poi appunto l'hai sentito quando l'ho acceso, perché
io abitualmente tengo le ventole al massimo, proprio perché se lo uso,
diciamo, in grambo o comunque in modalità portatile cheamiamolo così, il calore
si sente significativamente senza le ventole.
Per cui, sì, devo dire la verità, un bel cambiamento, sono molto
tentato, ma per ora non è il momento di dedicarsi al portatile
che io poi uso in maniera portatile veramente poco.
E infatti una cosa che mi ricordo del MacBook Pro 2019 è
che c'erano certi momenti che facevo magari delle lavorazioni particolari, che era
veramente caldo, non si riusciva a tenere sulle ginocchia.
Nel senso che delle volte volevo proprio alzarlo e spostarlo perché diventava
veramente, non dico incandescente, però era decisamente sensibile il calore che veniva
sprigionato.
E questa è una cosa che in questo MacBook adesso, adesso non
sto facendo niente perché sto guardando semplicemente sto guardando la mappa mentale,
invece sto demandando a Filippo la registrazione.
Considerate che è più freddo dell'ambiente, è una cosa veramente spettacolare.
Invece, ricollegandomi all'alimentatore una nota di colore, che in effetti bisogna segnalare,
perché non sempre sono tutte rose fiori, ho notato che il caricatore
del MacBook Air 13 pollici versione base M2 è un po' più
lento, ma giustamente perché ha un vantaggio molto più basso rispetto, per
esempio, al MacBook Pro M2 però con un livello superiore di SSD,
se non ricordo male.
Hanno un vantaggio diverso, di fatti, ho notato che il caricamento del
portatile è decisamente più lento rispetto a quello del 2019.
Quindi è una cosa che non avete bisogno perché lo usate molto
meno.
Però lo notate nel caso in cui siete abituati con l'Intel, che
in effetti è vero, la batteria scendeva anche tanto in fretta, ma
si caricava abbastanza in fretta, non è che era questo fulmine.
Però in ogni caso, la differenza è che il vattaggio del caricatore
della versione base dell'M2 è decisamente più bassa rispetto alla versione superiore,
se non mi sbaglio, è anche una porta aggiuntiva se vado così
a memoria.
Ma in ogni caso c'è una differenza e poi soprattutto ricordiamo che
né uno né l'altro, parlando del caricatore del MacBook Air, sono comunque
così potenti come quello che usa Filippo in questo momento, che comunque
100 watt spogione una bella potenza.
Invece, a proposito di Filippo, invece tu cosa ci racconti per quanto
riguarda?
Sì, prima ti volevo fare una domanda, non so se l'hai fatto,
ma questa tipologia di Mac si carica anche col Power Bank Bene.
Ecco, questa sarebbe una bella cosa da fare, da provare.
Dovrei staccare essenzialmente il cavo, che tra l'altro è colorato dello stesso
colore del Mac, che è bel punto di come si può dire,
di stile.
Molto interessante invece del bianco, tra virgolette, solito, ma è in fila
di trecce molto carino.
Ma al di là di quello, dovrei riuscire a staccare il jack,
diciamo che è una presa USB C, staccarlo dal trasformatore, mettergli un
adattatore e collegarlo a una powerbank perché ce l'ho tutte USB A,
chiamiamole.
Dovrei provare a vedere se riesce a funzionare.
Non ho mai provato.
Secondo me poi anche attaccare semplicemente il Powerbank a una porta USB
C.
Ovviamente perdi la porta, però dovrebbe caricare anche dalle porte USB C.
Ok, questa è una cosa che non sapevo e proverò.
Sicuramente sarà una delle cose che farò.
Quello che ti posso dire è una cosa che ho fatto invece
in mobilità: che questa è interessante, ho utilizzato invece il MyBook Air
come power bank dell'iPhone.
Incredibile!
Cioè, io avevo il portatile attorno al 90% in quel momento, ho
collegato l'iPhone al portatile e si è caricato più velocemente di quando
si carica sulla macchina.
E questa è una cosa particolare.
Non so per quale motivo quale sia la specifica.
Fatto sta che ci ho messo molto meno tempo a ricaricare quel
20 che mi serviva, quel 20% per portarlo da circa l'1 al
20% minimo, perché poi devo andare a fare le fotografie.
Con il MacBooker ci ho messo molto meno tempo rispetto a attaccarlo
al cavo della macchina, non direttamente al trasformatore, in questo caso, ma
al cavo USB che ho collegato alla macchina per diciamo usare Apple
Car Play.
E quindi è stata anche questa una bella sorpresa.
Si può utilizzare come power bank il MacBook.
Credo perché l'iPhone ha il fast charging e probabilmente il vattaggio delle
batterie dell'air sono comunque elevato e permette il fast charging.
Sui vattaggi e su quelle cose lì nulla ne so.
Ma probabilmente questo è uno dei motivi per cui tutto funziona.
Quindi, dalla prossima volta mi porto quando faremo di nuovo A2, farò
questa prova con il Power Bank.
Se lo carica o se non lo carica, vediamo un po'.
In ogni caso, sicuramente l'iPhone ha ringraziato di avere il mio booker
come Power Bank ed è stato molto utile.
È veramente una sorpresa.
Questo portatile.
Devo ancora vedere tutte le varie finezze che perdevo con Intel, perché
sapete il sistema operativo in base all'hardware su cui era equipaggiato, magari
perdeva delle funzionalità in cui mi ero abituato.
Quindi adesso devo cercare di recuperare quelle piccole finezze che non riuscivo
a utilizzare prima e poi, ovviamente, ne parleremo ancora a breve.
Perché è vero che è da un po' che ciò, sarà più
di un mese quasi, ma tra una cosa e l'altra, tra lavoro,
tra vacanze, podcast e tutte le cose che devo combinare sempre nella
vita, purtroppo non ho ancora avuto modo di esplorare tutto quanto, ma
ci arriveremo piano piano con tanta voglia e sagacia, diciamo.
Invece, tornando a bomba che di McBooker ne abbiamo parlato già abbastanza.
Invece, voglio proprio sentire cosa ci racconta Filippo perché ne ha di
cose da raccontare.
Oggi, ovviamente, l'argomento è specifico e quindi cercherò di parlarne.
Non abbiamo parlato, secondo me, quasi mai o forse incidentalmente nelle scorse
puntate, ma ho ordinato a maggio, all'11 maggio, ho ordinato il mio
primo standing desk.
La marca credo che sia FlexBit, un'arma del genere, comunque è un
produttore tedesco.
Diciamo la prima cosa che voglio raccontare è l'epopea che Roberto ha
seguito in diretta praticamente nella consegna dello standing desk, perché alla fine
ci sono stati una serie di piccoli, mettiamola così, problemi, e quindi
alla fine di tutto il risultato mi è arrivato completo lo standing
desk il 30 di maggio, che effettivamente non è proprio una consegna
da 3 a 7 giorni, come raccontavano.
Il problema grosso è stato che in pratica la prima consegna è
stata rallentata e ho dovuto sollecitarla.
Quando finalmente mi è arrivata, c'era il tavolo, il pianale del tavolo,
c'erano le ruote.
Ne parlerò più in dettaglio dopo del perché ho scelto le ruote
per il mio standing desk, ma non c'era lo standing desk.
Scrivo all'assistenza e mi dicono: Eh sì, lo standing desk sarà il
modello che ha scelto lei, che era nero invece che bianco, sarà
in consegna a fine giugno.
Se vuole, però può riceverlo quello bianco.
Che ovviamente ho detto: Sì, sì, grazie, datemi quello bianco, anzi, ma
perché non me l'avete detto quando ho fatto l'ordine, che era la
cosa più semplice.
Comunque, a parte questo piccolo inghippo, diciamo, dove alla fine ci ho
messo una ventina di giorni per avere lo standing desk, sono riuscito
a montarlo.
Le mie capacità di montaggio manuale sono praticamente pari a zero.
Quindi è veramente molto semplice da montare.
Mettiamoli in questi termini.
Lo standing desk è motorizzato.
Prima raccontare perché volevo lo standing desk, lo standing desk, diciamo sono
quei tavoli che possono cambiare di altezza, diciamo, piano del tavolo.
In questo caso è motorizzato, quindi schiacciando un tastierino, sostanzialmente si può
regolare o a manina bella, cioè quindi con un tasto più un
tasto meno, oppure credo fino a quattro altezze preimpostate, mettiamolo in questi
termini.
Diciamo che io è da molto che volevo testare, provare a utilizzare
uno standing desk, perché ho letto, e non è solo questo libro,
ma diciamo è il libro che consiglio se qualcuno vuole approfondire l'argomento:
La Mente estesa, di Annie Murphy Pau, che praticamente ragiona su varie
su varie cose, adesso qui non ci interessa, ma uno degli studi
scientifici che riporta e che, diciamo, mi ha sempre incuriosito, siccome di
fatto la mia attività è chiamamola così creativa, nel senso che sia
come legale, sia come scrittore di blog, sia come creatore di video
piuttosto che di podcast, diciamo, la creatività o comunque essere più creativo
è un plus, diciamo.
Per molti versi ci sono molti studi scientifici che dimostrano come noi
non siamo fatti per ragionare o comunque per creare seduti, ma l'uomo
si è evoluto
pensando in piedi, chiamiamolo in questi termini.
Quindi con maggiore mobilità, con maggiore possibilità poi di espandere la mente,
come è il titolo del libro.
Ovviamente il libro esamina svariati argomenti e così via.
Ruardo perché secondo me è molto interessante.
La questione di lavorare in piedi, perché è una cosa che seguo
molto da vicino perché mi piacerebbe davvero tanto.
Nelle poche volte che capita di avere un tavolo un po' più
in alto, io cerco di lavorare in piedi neanche con lo sgabello
diciamo alto.
Quindi cerco di lavorare anche io così perché mi piace molto.
Ma una cosa che riguarda invece, ad esempio, il podcast, che secondo
me è una cosa che non tutti sanno e non prendono in
considerazione, è che in questo momento sia io che Filippo abbiamo la
posizione sbagliata per parlare al podcast.
Perché in questo momento stiamo chiudendo il diaframma, perché siamo seduti male.
In realtà bisogna sedersi tendenzialmente sulla punta della sedia per riuscire a
stare retti.
E la cosa migliore, in realtà, quando si fa un podcast, è
quello di stare in piedi perché avete la cassa toracica completamente distesa.
Non siete piegati su se stessi o verso il microfono o comunque
verso qualche cosa come tipo il video.
E quello vi aiuta anche dal punto di vista della voce.
Quindi, è una cosa interessante quella di lavorare in piedi, oltre a
migliorare il ragionamento della testa, migliora anche la voce.
Quindi tornando a noi, diciamo,
ho scelto un tavolo molto piccolo perché è 120 cm di lunghezza
per 60 di larghezza, ma l'ho scelto volutamente piccolo perché volevo che
fosse maneggevole, appunto, perché la mia idea era di una scrivania da
una parte forzatamente minimale, quindi con poca roba sopra, e dall'altra comoda
da muovere perché è una scrivania per casa, io lavoro sia a
casa che in ufficio, e l'idea di fondo era quella di poter
spostare il mio stand in desk ovunque per la casa, più o
meno ovunque per la casa, proprio perché attualmente la casa mia è
strutturata in un ufficio, il vero e proprio un piccolo studiolo dove
lavoro abitualmente in tutto il periodo invernale, chiamiamolo così per
quando le temperature lo consentono, mettiamo in questi termini.
Ma purtroppo lo studiolo è senza area condizionata e vivendo in Emilia
Romagna e in pianura padana, diciamo che nel periodo estivo l'area condizionata
diventa abbastanza essenziale, soprattutto se si vuole lavorare.
Quindi l'idea di fondo era quella di poter utilizzare appunto lo standing
des un po' per tutta casa, soprattutto nel mio studio cosiddetto estivo,
dove ho uno split dove posso almeno sopravvivere e non boccheggiare.
Quindi, oltre allo standing desk semplice, ho comprato queste rotelline un po'
come il Mac Pro, diciamo che non costano come il Mac Pro,
che costassero 30 euro quindi lontano, esatto.
E a questo punto ho avuto la possibilità, e l'ho testato e
l'ho fatto anche vedere a Roberto nelle varie configurazioni, nei vari ambienti
della casa, ho avuto la possibilità appunto di muoverlo avanti e indietro.
A fronte di tutto questo, ho fatto anche un'altra piccola cosa che
effettivamente si è rivelata molto interessante.
Ovvero, da sempre l'iMac 27 Pollice 5K che è su un braccio
meccanico montato su un braccio ovesa, che sono sempre tenuto in ufficio,
diciamo, ho deciso di trasferirlo in casa.
Questo perché alla fine in ufficio non ci vado tantissimo, diciamo, e
soprattutto è il Mac con lo schermo più generoso, un 5K che
comunque è veramente un signore schermo.
Se siete interessati a vederlo, ho scritto un articolo.
All'articolo ci sono anche legate tutte le varie foto.
Quindi è possibile vedere tutto l'arzgogolo che ho fatto è un acquisto
del luglio 2018.
E quindi nello standing desk ho agganciato questo sistema che, tra l'altro,
è doppiamente comodo, perché ovviamente l'altezza del monitor quando sono seduto, l'altezza
del monitor quando sono in piedi, devono essere per essere ergonomici, devono
essere differenti.
E col Mac che si può alzare e abbassare in base alle
mie esigenze, proprio perché su un braccio mobile sostanzialmente ha creato un
sistema molto ergonomico e molto comodo.
Appunto, anche perché mentre lo sposto lo riesco a
chiudere su se stesso.
Quando invece devo lavorare posso espandere il braccio e gestirlo in maniera
molto più ingombrante, chiamiamolo così, quindi diventa piccolo mentre deve muoversi e
grande
quando invece non devo lavorarci sopra.
Tra l'altro, anche lì io su tutti i miei Mac di lavoro,
chiamiamoli in questi termini, ho un gruppo di continuità, perché, ovviamente, sia
la maggior parte dei Mac che ho io sono desktop, quindi comunque
non hanno una batteria sul dispositivo, ovviamente.
Dall'altra, recentemente ho anche avuto vari problemi.
Probabilmente sono stati anche registrati nelle precedenti puntate di due podcast e
quindi ho avuto dei problemi con l'elettricità soprattutto nel periodo estivo.
Per cui ho deciso comunque di montare il gruppo di continuità direttamente
sullo standing desk.
Questo mi ha permesso anche di muovere tutto senza neanche dover spegnere
l'attrezzatura, perché di fatto il gruppo di continuità, ovviamente per poco tempo,
ma è quello che mi interessa.
Mi permette di spostare lo stand in desk senza nessun tipo di
problema da una stanza all'altra, continuando a mantenere il computer acceso.
Addirittura posso alzare abbassare lo standing desk senza neanche avere la corrente
elettrica.
Da ultimo, questo setup è veramente minimale e complessivo.
Perché all'interno di questo setup sono riuscito ad agganciare anche il braccio
col microfono, ovviamente per fare podcast e quindi riesco a fare rispetto
a Roberto il podcast in piedi sostanzialmente.
Addirittura per i webinar una webcam.
Quindi ho anche la webcam, oltre a quella della Mac che ormai
è abbastanza anziana ed è abbastanza poco performante.
Invece sono riuscito a montarci anche sopra.
Addirittura anche le luci, anche se non è comodissimo, perché dopo diventa
un po' più.
Diciamo che quando avrò i soldi e la voglia, le legato light
sono molto più piccole, sono luci LD e quindi potrei utilizzare queste
che occupano veramente molto meno spazio.
Attualmente invece ho delle luci abbastanza ingombranti, che non sono comodissime, ma
comunque posso veramente fare un po' tutto quello che voglio.
Recentemente ho sperimentato sia con Lucio che con Roberto con esiti non
perfetti, mettiamola così.
L'utilizzo come webcam invece dell'iPhone montato su Gimbal, ma questo è tutto
un altro discorso che eventualmente approfondiremo più avanti.
Assolutamente sì.
Tra l'altro, Gimbal, che abbiamo avuto il modo di vederlo assieme, è
veramente una figata assurda.
Scusatemi, il francesismo perché, secondo me, è interessante non solo dal punto
di vista ludico, perché ha delle capacità che diventano interessanti anche dal
punto di vista professionale per chi deve utilizzare filmati o fare foto
a 360 gradi, le famose bubble view.
Ad esempio, nel mio caso, sarebbe davvero molto interessante.
Perché potrei portarmi in questo gimbal, metterlo lì in mezzo alla stanza,
fargli fare la scansione della stanza, cambiare stanza piano piano e ho
praticamente la scansione di tutto l'appartamento.
Diventa molto utile dal punto di vista del lavoro.
Altra cosa interessante di questo gimbal che abbiamo visto in azione, che
mi ha ripreso mentre stavo grillando, tra le altre cose, e che
è incredibile!
Che tiene l'inquadratura sulla faccia, che riesce a percepire e si muove
da solo, mantiene la verticalità della ripresa.
Fa veramente particolarmente affascinante vedere questo mezzo, come si può dire, semimeccanico
che riesce a seguire qualcosa grazie alle indicazioni che viene data dall'iPhone,
è un qualcosa che assomiglia veramente a qualcosa di cibernetico addirittura.
Pensa da solo, ragiona da solo e si autostabilizza.
È veramente spettacolare.
Altra cosa che secondo me è davvero spettacolare: questo standing desk che
è molto molto interessante.
È un modo di lavorare diverso, e anche semplicemente avere la possibilità
di passare dalla modalità seduta a quella in piedi vi può cambiare
decisamente la vita.
Negli uffici di un certo livello, soprattutto americani, potete trovare delle scrivanie
di questo tipo, in Italia ne ho viste pochissime.
In vari uffici si tende ancora a lavorare da seduto, ovviamente, quando
ci sono quelle società che hanno, però, ad esempio, degli spazi che
lasciano a disposizione dei dipendenti, degli spazi comuni, ce ne sono pochi,
però, quando ci sono, è più facile trovare degli spazi che ti
permettono anche di lavorare in piedi.
Quindi questa sua bella interpretazione di questa chiamiamola workstation mobile, che permette
addirittura di alzarsi autonomamente grazie al sistema di
un motore elettrico sostanzialmente.
No, il gruppo di continuità, grazie al gruppo di continuità, è molto
interessante.
È autonomo sotto tutti i punti di vista, girare per casa, cercare
in questo caso, vabbè, il punto migliore, più fresco per lavorare, ma
d'altra parte può diventare interessante per riuscire a trovare il punto più
isolato o quello che ti permette di concentrarti meglio in base alle
esigenze della famiglia, è davvero molto molto interessante.
Secondo me anche la questione che si possa far girare per casa,
è un qualcosa che ti può cambiare la vita, tanto quanto può
cambiare la vita della batteria del MacBookare in mobilità è sicuramente un
passaggio.
Diciamo che lo sentite veramente a livello di qualità di lavoro.
Sì, oggi non so se è effetto placebo oppure è diverso, però
devo dire la verità: ho scritto qualche atto in parte in piedi,
perché ovviamente stare poi in piedi troppo incide drasticamente sulla schiena.
Tutto, comunque appunto la possibilità di cambiare posizione, di non essere legati
fisicamente, soprattutto legati alla sedia, è un approccio anche mentale diverso.
Poi, appunto, non so se questo è legato all'acquisto, che non è
neanche stato eccessivamente dispendioso, perché ho speso meno di 400 euro che
complessivamente con spese di spedizione già comprese e tutto il resto, mio
ovviamente non era super carrozzato come sistema.
Addirittura questa casa produttrice ti dà la possibilità, se vuoi di avere
sotto lo standing desk di tapirano la bicicletta, la ciclette.
Quindi esistono delle soluzioni, diciamo, vabbè, anche un po' oltre, mettiamola in
questi termini.
Tuttavio dire la verità: anche facendo il podcast in piedi recentemente, mi
sono trovato molto più libero, molto più svincolato anche dalla postazione,
il fatto di poter cambiare stanza che è piacimento, anche se poi
è vero, fino a un certo punto, perché ovviamente lavorare da casa
però ormai è diventato un quando posso lavoro da casa perché alla
fine diventa quasi più comodo e mi permette di svolgere meglio certe
cose.
Diciamo, mi permette anche di cambiare luogo all'interno di un luogo fisicamente
limitato.
Quindi, comunque è interessante, probabilmente non per tutti, sicuramente non per tutti
gli uffici, ma può essere utile in alcune soluzioni, soprattutto se si
vuole essere flessibile o se addirittura adesso con le rotelle si vuole
avere la possibilità di spostare anche di riconfigurare gli uffici da un
certo punto di vista.
Comunque maggiori informazioni più avanti quando avrò anch'io ho avuto modo veramente
di testare tutto il sistema con calma per tempo.
Diciamo che questa è appunto una registrazione stemporanea da un certo punto
di vista.
Abbiamo di fuori di fuori bimbi che stanno giocando e è una
situazione diciamo inusuale, anche le registrazioni spero che sia venute decentemente perché
abbiamo fatto un po' di tutta improvvisata, mettiamola in questi termini.
Per cui da una parte è molto bello potersi vedere direttamente senza
i problemi di internet, tra l'altro dall'altro, però, ovviamente, non abbiamo minimamente
ragionato su come configurare correttamente la stanza, anzi, probabilmente ci sono dei
problemi che scoprirò in post produzione.
Sicuramente ci saranno, perché questa stanza non è assolutamente trattata, anzi, forse
è quella più sfortunata dell'intera casa, perché diciamo che è quasi un
semi interrato e a causa di questo c'è molto cemento armato.
Sapete benissimo che il cemento armato non è proprio il migliore per
abbattere le riflessioni delle nostre parole.
Pazienza!
La cosa bella è appunto che è stato improvvisato, è stata una
bella puntata, secondo me.
Oltre a parlarvi delle nostre impressioni con le novità, siamo veramente assieme
nella stessa stanza.
Raccontaci ci quogliamo negli occhi.
È la prima volta in assoluto in questo podcast.
Sì, direi che questa puntata 66 ce la possiamo ricordare tranquillamente, non
solo per la grigliata, che insomma è andata bene.
È sempre un punto interrogativo quando si cucina, sperare che quello che
viene cucinato sia apprezzato.
In questo caso mi sembra sia andato molto bene perché ho visto
che è rimasto molto molto molto poco.
Non è rimasto niente.
Esattamente, sono rimaste praticamente le briciole quindi indica che il cibo è
piaciuto e soprattutto la compagnia è piaciuta davvero tantissimo.
Tutti si stanno divertendo, è tutto molto leggero.
Anche registare il podcast.
Grazie all'ausilio delle nostre mogli, bisogna ricordarlo che queste sante che ci
non ascolteranno mai, ma che ringraziamo comunque, anche se non lo sanno.
Esatto, e oltretutto ci sopportano, che è la cosa più secondo me,
è faticosa di tutto quanto.
Perché comunque adesso vedo che in qualche modo hanno legato, hanno i
loro punti di vista in comune tante cose di cui parlare.
E ci ha permesso appunto di registrare questo podcast.
Che direi che a questo punto possiamo avviarci tranquillamente verso la conclusione.
Filippo cosa dici?
Direi di sì, anche perché siamo in 48 minuti di registrazione, quindi
questa è una puntata extra fragostana.
Teoricamente avremmo dovuto chiudere la parte estiva del mese d'agosto e invece
alla fine siamo detti.
E abbiamo fatto questo regalo
di questa puntata per non lasciarvi da soli, perché comunque i nostri
ascoltatori ci teniamo tutti quanti.
Vi ringraziamo anche in questa puntata di aver ascoltato queste due voci
che, nonostante non siano al 100%, hanno trovato modo di raccontarvi cose
e dirvi le loro impressioni.
Se volete supportare il podcast, vi chiediamo come sempre di lasciare una
recensione, oppure tante belle stelline a vostra scelta.
Bastano anche solo le stelline.
Se volete scrivere qualcosa, tanto meglio perché riusciamo a capire qual è
la direzione che deve prendere questo podcast, ma giudicare dalle vostre recensioni.
Direi che siamo sul punto giusto ed è giusto continuare così.
E se invece volete darci un'opinione, chiedere qualcosa, interagire direttamente con noi,
vi lasciamo la nostra mail che potete trovare all'indirizzo scrivi.a chiocciolapodcast.it.
Come sempre, troverete tutto quanto di cui abbiamo parlato, ma abbiamo parlato
essenzialmente del nostro hardware, ma lo troverete linkato all'interno delle note dell'episodio.
Oppure potete andare a cercare direttamente nel web all'indirizzo a2podcast.it/66.
Per quanto ci riguarda, vi potete trovare un po' dove volete, potete
partire come vi dicevo, già all'interno del podcast dalla mia casa digitale
che è il mio blog che si chiama Mac e Architettura.
Potete trovare all'indirizzo mardonnet.wordpress.com.
Non faccio solo questo, ci sono un sacco di podcast, oltre a
due.
In questo momento me ne vengono tre in mente, ma ce ne
sono quasi quattro, se non cinque.
Ma lasciamo perdere, troverete tutto quanto, come sempre, lì nel blog.
Poi c'è anche il canale YouTube che in questo momento è un
po' fermo, ma per il semplice fatto che cambiando hardware non poteva
essere diverso, anche perché vorrei fare una micro recensione video e devo
superare un po' la mia, diciamo, il mio problema atavico con la
mia immagine che continua a non andare ancora d'accordo.
Un po' come quando si inizia col podcast che la propria voce
non piace per niente, poi si inizia a scendere a patti.
Io devo fare la stessa cosa non solo con la voce, che
in questo momento tutto sommato riesco a supportare, a non a supportare,
ma a sopportare abbastanza bene.
Invece, con l'immagine ho ancora qualche difficoltà, e spero di riuscire a
divincolarmi da questo piccolo, chiamiamolo, problema mentale,amola così.
Invece, Filippo, dove ti troviamo?
Mi trovate come al solito a avvocatemec.tv.
Non ci rimane che augurarvi buone vacanze.
Esatto, e ci sentiamo tra due settimane.
Alla prossima!