Spatial Computing con Lucio Bragagnolo
Roberto e Filippo, con l'ormai immancabile Lucio Bragagnolo, commentano le novità del WWDC 2023 sulla presentazione del Vision Pro.
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Roberto e Filippo, con l’ormai immancabile Lucio Bragagnolo, commentano le novità del WWDC 2023 sulla presentazione del Vision Pro.
Note dell’episodio
- Apple Vision Pro: pagina ufficiale Apple del visore attorno a cui ruota la discussione.
- VisionOS svela app, finestre e interfaccia di Vision Pro: panoramica sulle prime indicazioni di visionOS, finestre e app.
- Sony svela magia e tecnologia dei display 4K di Apple Vision Pro: approfondimento sui pannelli OLED microdisplay citati nella valutazione del prezzo.
- Vision Pro può identificare oggetti, copiare testo stampato e tradurlo: esempi di funzioni abilitate da telecamere, sensori e riconoscimento del contesto.
- Occhi (e testa) con l’Apple Vision Pro: esperienza diretta di prova utile per il tema di comfort, occhi digitali e interfaccia.
- Altre opinioni di Apple Vision Pro: raccolta di prime impressioni dopo WWDC 2023.
- AppStories Episodio 335 — WWDC 2023: l’esperienza di Federico con Apple Vision Pro: testimonianza citata tra le prove dirette del dispositivo.
- Cortex 143: Apple Vision Pro: Experiencing the Future: discussione internazionale usata come confronto sulle prime reazioni al visore.
- Apple Vision Pro È Impressionante, Ma Sono Preoccupato…: video di commento sul potenziale del prodotto e sulle criticità ancora aperte.
- Perché Vision Pro di Apple è il prossimo iPhone (Analisi): analisi che interpreta Vision Pro come piattaforma di lungo periodo.
- Ho provato Vision Pro e ho visto il futuro del cinema: prova focalizzata sull’esperienza video e cinematografica.
- Apple Vision Pro! Prova con visionOS: dimostrazione pratica dell’ambiente visionOS.
- Apple ha comprato Mira, startup specializzata in Realtà Virtuale: contesto sull’investimento Apple nelle tecnologie immersive.
- Mark Zuckerberg su Apple Vision Pro | Lex Fridman Podcast Clips: reazione del fondatore di Meta, utile per il confronto tra approcci VR e spatial computing.
Sinossi1
1. Dal WWDC al primo vero prodotto di spatial computing
Filippo e Roberto aprono la puntata con Lucio Bragagnolo partendo dalla presentazione di Apple Vision Pro al WWDC 2023. Roberto racconta subito una delusione molto precisa: si aspettava che Apple usasse il nuovo Mac Pro e la potenza grafica Apple Silicon per lavorare con modelli 3D, rendering e ray tracing, mentre il keynote ha spostato l’attenzione quasi interamente sul visore. Da qui nasce il confronto tra ciò che molti immaginavano come evoluzione del Mac e ciò che Apple ha invece mostrato come nuova piattaforma.
Lucio ricolloca il tema: Vision Pro non va letto come un altro visore VR generico, ma come il primo prodotto Apple pensato per spostare l’interfaccia fuori dal display fisico. Il lessico è importante, perché Apple evita di parlare solo di realtà virtuale o realtà aumentata e insiste sullo spatial computing.
“è lo special computing, è lo spatial computing”
Nella discussione il prodotto viene trattato come un dispositivo 1.0, ma non nel senso di esperimento fragile: è piuttosto la prima versione commerciale di una categoria che Apple preparava da anni, con acquisizioni, brevetti e sviluppo software. Filippo nota anche l’effetto mediatico: Vision Pro, per qualche giorno, sposta la conversazione tecnologica dalla generica ondata sull’intelligenza artificiale a un oggetto concreto, costoso e già abbastanza definito da obbligare tutti a prendere posizione.
2. Prezzo, lancio e accesso al prodotto
Il gruppo passa poi al tema della disponibilità. Il lancio americano annunciato per l’inizio del 2024 rende improbabile un arrivo rapido in Italia: tra localizzazione, certificazioni, distribuzione e assistenza, l’ipotesi ragionevole è una finestra più lunga, forse anche 2025. Questo apre il tema dell’importazione, inevitabile per appassionati e professionisti che vorranno provarlo subito, ma con tutti i limiti di un prodotto che richiede supporto diretto, componenti personalizzate e probabilmente un’esperienza di acquisto guidata.
Il prezzo da 3499 dollari viene discusso senza ridurlo allo shock iniziale. Lucio e i conduttori ragionano su cosa c’è dentro: due display ad altissima risoluzione, chip M2, chip R1 dedicato alla latenza dei sensori, telecamere, microfoni, audio spaziale, struttura ottica, cinghie, batteria esterna e una filiera produttiva che nel 2023 non può ancora reggere volumi da iPhone. La conclusione non è che sia economico, ma che il prezzo vada letto come costo di una piattaforma di prima generazione, non come accessorio consumer.
La prova in Apple Store diventa un altro punto concreto. Vision Pro non è un iPhone che si prende dallo scaffale: per capirlo serve indossarlo, regolarlo, forse misurare il volto, gestire lenti correttive e spiegare i controlli. La vendita potrebbe quindi somigliare più a una dimostrazione su appuntamento che a una prova libera.
3. Lenti, accessibilità e attenzione ai dettagli
Una parte consistente della conversazione riguarda la vista. Chi porta occhiali non può semplicemente indossarli sotto il visore: servono inserti ottici magnetici, probabilmente costosi, con disponibilità diversa a seconda dei difetti visivi. Filippo e Roberto discutono il problema pratico delle lenti a contatto e delle prescrizioni, mentre Lucio sottolinea un punto meno scontato: Apple ha inserito una soluzione già nella prima versione, invece di rimandare il tema a una generazione futura.
Vision Pro viene quindi analizzato come dispositivo in cui accessibilità, ergonomia e precisione dell’esperienza non sono rifiniture laterali. La resa degli occhi all’esterno, la ricostruzione del volto durante le chiamate, la latenza minima nel pass-through e l’audio spaziale servono tutti a ridurre l’attrito di un gesto innaturale: mettere un computer davanti alla faccia.
Il confronto con altri prodotti Apple fa emergere una tensione interessante. Da un lato Apple è storicamente forte nel rendere accessibile un oggetto complesso; dall’altro un visore espone problemi fisici molto più diretti di un telefono o di un Mac: peso, calore, vista, affaticamento, isolamento, compatibilità con prescrizioni mediche. Per questo la cura della prima versione conta più del solito.
4. Vision Pro come Mac, non solo come esperienza immersiva
Il passaggio centrale della puntata è la domanda d’uso: che cosa ci si fa davvero? Lucio insiste sul fatto che Vision Pro può essere usato anche come ambiente di lavoro, non solo come visore per contenuti o demo immersive.
“Vision Pro lo usa come se fosse un mech”
Il riferimento è al Mac perché Apple mostra la possibilità di portare lo schermo del Mac dentro visionOS e di usare finestre, app e documenti in uno spazio più grande del monitor fisico. Roberto collega il tema al lavoro su modelli, immagini, tavole e documenti: invece di avere un display davanti, si può organizzare un ambiente a 360 gradi, con più superfici e materiali consultabili intorno al corpo.
Qui nasce anche il dubbio più serio: se visionOS eredita troppo da iPadOS, rischia di riproporre i limiti che molti utenti professionali già vedono su iPad. La presenza di app iPad compatibili al day one è un vantaggio enorme per partire con un ecosistema ricco, ma non basta a dimostrare che il sistema sia adatto a workflow complessi. La domanda non è se Vision Pro faccia girare app, ma se permetta di lavorare con la libertà, la persistenza e la gestione dei file che un professionista si aspetta da un Mac.
5. Finestre nello spazio, interfaccia oculare e gesti
Filippo, Roberto e Lucio entrano poi nel funzionamento dell’interfaccia. Vision Pro usa lo sguardo come puntatore, con gesti delle mani per confermare e manipolare. È una scelta potente perché evita controller esterni, ma richiede una precisione estrema: se l’occhio diventa il cursore, ogni latenza o ambiguità diventa immediatamente percepibile.
“il tuo puntatore è l’occhio”
La discussione tocca anche la dimensione delle finestre. Le prime esperienze degli sviluppatori suggeriscono che le finestre piccole, trasposte dal desktop, non funzionano bene nello spazio. Vision Pro invita a pensare interfacce più ampie, avvolgenti, posizionate a distanze diverse, magari con documenti, video e strumenti distribuiti attorno all’utente.
“un’interfaccia avvolgente che copre l’intero campo”
Questo cambia il rapporto tra schermo e ambiente. Su Mac e iPad lo spazio di lavoro coincide con il rettangolo del display; su Vision Pro lo spazio è l’ambiente stesso, ricostruito dalle camere e popolato da finestre. Il punto non è solo avere un monitor più grande, ma poter dare posizione, scala e memoria spaziale agli oggetti digitali.
6. Batteria, postura e uso reale
La batteria esterna viene trattata come scelta pragmatica. Non è pensata per trasformare Vision Pro in un computer da otto ore lontano dalla corrente, ma per evitare di concentrare ancora più peso sulla testa e per permettere sessioni in piedi, spostamenti e prove in ambienti diversi. Lucio ricorda che, quando si lavora seduti, il visore potrà essere collegato all’alimentazione: il limite delle due ore non descrive necessariamente ogni scenario d’uso.
Il gruppo ragiona poi sulla postura. Vision Pro può liberare dalla scrivania classica, ma può anche introdurre nuove forme di affaticamento. Tenere finestre troppo alte, muovere continuamente la testa o restare isolati in un ambiente condiviso sono rischi concreti. La promessa dello spatial computing non elimina la disciplina ergonomica: la sposta su un piano nuovo, dove distanza, altezza e grandezza degli oggetti digitali diventano parte del setup.
Il tema del lavoro fuori casa è altrettanto ambivalente. Da un lato un visore potrebbe offrire uno schermo enorme in treno, in albergo o in luoghi dove un monitor esterno è impossibile. Dall’altro restano privacy, accettabilità sociale, luminosità, comfort e sicurezza. Vision Pro mostra possibilità nuove, ma non cancella la differenza tra una demo controllata e un uso quotidiano.
7. Pass-through, isolamento e rapporto con il mondo esterno
La parte finale torna sul rapporto tra immersione e realtà. Vision Pro non è opaco rispetto al mondo esterno: ricostruisce l’ambiente tramite telecamere e permette di regolare quanto lasciar entrare della stanza. Questo crea una condizione diversa dalla VR tradizionale, perché l’utente non è costretto a scegliere tra mondo fisico e mondo digitale.
“ti permettono di vedere il mondo esterno”
Il paradosso è che, tecnicamente, l’utente guarda display interni; percettivamente, però, vede il mondo esterno mediato dal dispositivo. Da qui nascono sia la meraviglia sia le preoccupazioni. Se la latenza è bassa e la qualità è alta, il cervello accetta la mediazione; se qualcosa non torna, anche un dettaglio minimo può rompere la sensazione di naturalezza.
Lucio chiude riportando Vision Pro alla sua natura di prototipo commerciale del futuro: non è l’oggetto che tutti compreranno subito, ma indica quali problemi Apple ritiene risolvibili. I pulsanti fisici, la corona, le foto e i video spaziali, gli occhi digitali, l’uso di app iPad e Mac, la batteria esterna e le lenti correttive sono tasselli di una prima generazione che serve a far esistere pubblicamente una nuova categoria.
Questa sinossi è generata con l’intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione della puntata. ↩︎
Leggi la trascrizione completa
Benvenuti all'episodio 63 di Adue Podcast, in cui potete scoprire velocemente e
felicemente come utilizzare al massimo la vostra tecnologia Apple.
Io sono Roberto Marin e sono assieme agli amici Filippo Strozzi e
Lucio Bragagnolo.
Di cosa parliamo in questa puntata, caro il mio Filippo?
In questa puntata, oltre ovviamente a salutare e accogliere l'amico Lucio, parleremo
di qualcosa di nuovo, decisamente nuovo perché la novità della, la vera
grande novità del WWDC 2023, ovvero lo Special Computer.
Ragazzi, devo dirvi che ho qui, ah, intanto, buonasera a tutti.
Volevo dirvi che ho il copione sotto mano.
C'è scritto: Quello al mare fa la gag della maschera da sub.
Però non vedo la maschera da sub.
Siamo senza la gag.
Sono io me la metto.
È vero, me la vado a prendere.
Se ci fosse qui mio figlio la portata, me la sarei fatta
portare per mettermela.
Ed è la battuta è la mia, perché in effetti assomiglia un
sacchissimo a una maschera da sub questo Vision Pro, ma è veramente
figo.
Perché allora dunque, faccio una premessa perché questa qui è doverosa.
Ho seguito assieme agli amici del Keynote Apple che siamo sempre i
soliti 5 e ormai seguiamo da qualche anno
la nostra kermes Apple preferita.
Ma ricordiamo, però, prima di fare la kermes preferita, di fare ovviamente
la nostra sigla preferita, ovvero di A2 Podcast in cui sentiremo
cosa facciamo e perché lo facciamo
, A2 Podcast.
Scopri come ottenere il massimo dalla tua tecnologia apple.
Due professionisti, Filippo e Roberto, te lo spiegano con argomenti monotematici ed
ospiti che raccontano il loro flusso di lavoro.
Mi mandi la sigla sempre a tradimento comunque.
Io ero già a guardare la mappa mentale, stavo facendo ripartire di
nuovo.
Ok, cancella la mappa mentale, perché adesso vi racconto un po' il
mio punto di vista, perché secondo me devo fare una doverosa premessa,
ero molto come dire, arrabbiato.
Con Apple per un semplice fatto, nel senso che guardando il keynote
Apple, è sempre pieno di aspettative, ma io la stavo aspettando in
un punto preciso.
In un punto preciso, stavo aspettando che Apple tirasse fuori qualcosa che
mi aspettavo, che volevo con tutto il cuore, perché ho detto buhon
ci siamo, ci siamo.
Abbiamo visto il Mac Pro che ha un sacco di porte nuove,
interessanti.
E eravamo lì ha detto: Boh, ci siamo!
È la volta buona!
Che finalmente rientriamo sul pezzo con il ray tracing, e poi mi
tirano fuori il Vision Pro che purtroppo mi ha fatto un po'
un po' tristezza.
Ma non per l'hardware in sé, ma perché ero carico di aspettative.
Nel senso, io mi aspettavo che in effetti si parlasse di modelli
3D virtuali, quindi c'è bisogno del ray tracing all'interno di questi modelli
virtuali per renderli veramente ingannare il nostro cervello in modo tale che
riesca ad arrivare a capire che quello è un ambiente virtuale, ma
non così tanto virtuale.
Invece Apple mi ha fregato.
Mi ha fregato, nel senso, ragazzi, prendetelo sempre, mi ha fregato perché
ha fatto una proiezione essenzialmente di quello che c'è nel vostro intorno,
che è molto intelligente come idea, anzi, è una cosa interessantissima.
Ma io in quel momento lì ce l'avevo proprio la carogna addosso
perché essenzialmente lavorando con modelli tridimensionali, vedendo la visualizzazione dei modelli architettonici
che hanno bisogno di questo ray tracing per essere effettivamente sul pezzo,
e vedendo, diciamo, anche un Mac Pro con un sacco di porte
che purtroppo non saranno dedicate alle schede video grafiche diciamo di ultima
generazione, mi ha fatto un po' veramente
proprio scendere la scimmia dalla parte della versione cattiva di me stesso
e non nella parte comprensiva.
Quindi ripresomi un po' da questo tradimento, questa cosa che è culminata,
secondo me.
Anche questo ne dovremmo parlare, non so se in questa sede, ma
io vi dico il mio punto di vista.
Ma parlo adesso solo perché poi più avanti, probabilmente perderò un po'
la parola.
Perché ovviamente i nostri interlocutori sono di tutto rispetto e voglio dare
loro lo spazio.
Ma purtroppo, un'altra cosa che mi ha dato un po', come dire
da pensare è questa One More Things che non lo so, l'ho
sentito un po' stonato.
Non so se l'avete sentito anche voi un po' stonato, questa è
la mia impressione, non dico che sia stato sbagliato o ma diciamo
che io fossi stato Tim Cook, ma non lo sono, ovviamente, perché
se no sarei ricco e sfondato e riuscirei a portare avanti Apple
come sta facendo Team Cook in questo modo egregio che sta sfornando
trimestri uno dietro l'altro, sempre più forti, più ovviamente produttivi.
Io non so se sarei stato in grado, ma mi sarei sentito
di lasciare questa frase al mio ex capo e non tirarla di
nuovo fuori.
Ma soprattutto per una questione di rispetto.
Io capisco che per team, ovviamente io sono l'ultimo degli arrivati nel
mondo Apple, non dovrei anche starmene zitto e starmene neanche un po'
da parte, ma francamente l'ho sentita un po' stonata.
Io capisco che per Team sia stato un momento epocale perché è
il suo, diciamo, hardware che deve cambiare la vita degli utenti Apple.
Però quella è una frase di Steve, non è una frase sua
e è stonato proprio per questo motivo qua.
Poi nel contesto, probabilmente ci stava anche bene, ma io l'ho sentita
un po' stonata.
Ma è una mia impressione, e non voglio che sia l'impressione anche
vostra, probabilmente era soltanto che in quel momento era un po' particolare,
io ho visto un po' le cose in modo un po' particolare.
Ma l'ultima cosa: prima di passare a quello che in effetti è
il culmine di questa presentazione, secondo me, perché in effetti ha dato
un sacco di spazio per quanto riguarda l'hardware.
Decisamente interessante sotto tutti i punti di vista.
Sono molto contento di quello che è stato presentato nel keynote, riguardandolo
con occhi un po' più edulcorati, un po' meno arrabbiati, si riesce
a capire che, in effetti è stato un bel keynote, stavano viaggiando
la velocità della luce e in effetti hanno dato spazio a questo
nuovo hardware che ti ricordo, Roberto, che ne parleremo approfonditamente nella puntata
65 di tutta questa roba qua.
Quindi non esagerare nella tangente: sì, esatto.
Che secondo me, il mio punto di vista, questi Vision Pro essenzialmente
potremmo definirli la versione 2.0 dei visori, tutto quello che c'era precedentemente
possiamo definirla 1.0.
Ho fatto un attimo di riflessione al riguardo.
Che appunto dice che nella curva di Hype di quello che viene
presentato di qualsiasi cosa c'è una curva che sale su, poi scende
e poi riprende a salire.
Secondo me, questa curva che sale su e poi scende, è stata
fatta essenzialmente da tutto quello che c'era prima, i suoi precedenti, e
in questa versione di Vision Pro, siamo presi e partiti e incominciare
forse a vedere qualcosa di diverso e passare a un 2.
0, detto questa parte qua, che secondo me era doverosa, almeno dalla mia
parte, vi ringrazio per avermi aiutato a esprimere questi pensieri che erano
secondo me doverosi.
Perché secondo me alcuni punti alcune cose non le ho chiarite nel
modo giusto.
Questo qui era il momento ideale per parlare di queste cose, soprattutto
in compagnia di Lucio, che, secondo me, è un punto di riferimento
non solo dal punto di vista di ciò che rappresenta, ma soprattutto
per quello che scrive, che è sempre un punto di vista molto
molto tagliente, sempre molto interessante e soprattutto molto intelligente.
E noi siamo ovviamente onorati di sentirlo qui tra di noi e
sentire le sue parole di nuovo qui, sul due podcast.
Organizzate un prelievo del tasso alcolico per il signore che ha appena
parlato prima.
Intanto io vorrei dire questa cosa: cercherò di limitarmi così poi facciamo
un po' di ping pong, perché, chiaramente, ognuno di noi singolarmente può
parlare per 48 minuti di seguito di Vision Pro con tutto quello
che si è visto.
Quindi accenderò solo qualche pillola.
Prima di tutto, l'introduzione di Vision Pro ha avuto un merito indiscutibile
e inattaccabile: quello di aver fatto cessare sui media la chiacchiera sull'intelligenza
artificiale.
Tutti sono tornati per un attimo alla realtà virtuale, aumentata che poi
non è un visore come Apple Watch non è un orologio.
Apple ha questo dono quando fa le cose bene.
Cosa fa?
Prende un settore, prende gli apparecchi di quel settore, l'apparecchio di quel
settore, lo trasforma, lo computerizza, lo rende un computer.
Sul Mac è chiaro che c'è stato fatto un lavoro di altro
tipo, ma poi il lettore musicale è diventato un computer, il cellulare
è diventato un computer, l'orologio è diventato un computer, lo scatolino da
tv per guardarsi le serie è diventato un computer.
Adesso diventa un computer, anche il mascherone da mettersi davanti per vedere
la realtà virtuale.
Quando è stato presentato Apple Watch, che è stata l'ultima presentazione, diciamo,
originale di prodotto dopo l'IPAD, ho percepito quello stesso clima un po'
di entusiasmo e un po' di non vediamo l'ora finalmente di poter
presentare questa roba che apparteneva anche lui, a Steve.
Roberto ha un po' ragione nel dire che la One More Thing
forse
si poteva lasciare ai predecessori.
Tuttavia, quel clima di abbiamo lavorato per anni e adesso finalmente non
vediamo l'ora di.
Questo invece è Apple e secondo me ci stava e si sentiva
nonostante il format tutto digitale.
Però, per quanto mi riguarda, trovo meraviglioso e speriamo si conservi.
Apple Watch, quando era stato presentato, mi aveva lasciato molto freddo perché
la presentazione era stata perfetta, ovviamente, ma io non avevo colto neanche
l'utilità, i casi d'uso perché sono sempre chiacchiere vuote, non avevo colto
la filosofia.
Poi è capitato che ne prendessi uno, mi ci sono trovato straordinariamente
bene, in prima generazione adesso guai a chi mi toglie Apple Watch.
Uscito Vision Pro, mi sono un po' preoccupato perché la mia reazione
è stata: accidenti se hanno fatto le cose bene, mi hanno convinto
da subito.
Quindi spero di non ritrovarmi nel 2024-2025 quando esce e
rimanere scottato da aspettative che
mi sono creato.
Ultima cosa da prologo e poi cominciamo: a me piace tantissimo appunto
che questo sia un computer, non è un visore.
Infatti, anche nelle note per gli sviluppatori, lo spatial computing che non
è lo special computing, è lo spatial computing, è una forma di
computing come c'è il computing da polso, quello da tasca, quello tavoletta,
quello desktop, quello laptop, e poi la realtà aumentata, quella deformata, quella
intristita, quella arricchita, quella indemoniata, sono tutti mattoni che si inseriscono dentro
questa esperienza di computer.
Ma uno volendo, Vision Pro lo usa come se fosse un mech,
trovo questo fantastico.
E con questo passo la parola a
sì, io devo dire ti la verità, Roberto, sul discorso del One
More Thing, con una riflessione a posteriori, chiamiamoli in questi termini, però
devo dirti la verità: secondo me, invece c'è stato, è il one
more thing diamorco per gli amici, ma effettivamente, dopo ne parleremo più
quasi mai in dettaglio.
Il Vision Pro effettivamente è il culmine, secondo me, di dieci anni
di lavoro.
E questo è l'ultimo video che vi ho girato, che faceva una
bella, secondo me, sintesi dell'argomento, Apple non si è messa a fare
realtà aumentata and realtà virtuale ieri l'altro con il Vision Pro, è
il software.
C'era già tutta una serie di cose che adesso vedremo, di cose
che può fare di software e di anche gestione hardware di tutte
queste vicende.
Nasceva da lontano, ed effettivamente, adesso, a prescindere che il primo prodotto,
probabilmente anche il prodotto molto di nicchia e molto particolare, ma come
era poi il primo iPhone, però il Vision Pro sicuramente ha questo
approccio, è un approccio innovativo, appunto.
È un computer innanzitutto è un computer visuale, appunto, per lo spazio.
È sicuramente qualcosa di totalmente diverso da quello che era in circolazione
che c'era fino a quel momento e che c'è tuttora, voglio dire,
perché comunque a prescindere dai limiti a solo due ore di autonomia,
non si capisce bene tra l'altro se si riesce ad attaccare un
cavo e prolungargli la vita o addirittura proprio devi spegnerlo e sostituire
la batteria, ci sono ancora tutta una serie di pigoli vivi che
andranno smussati ovviamente nel tempo.
Però il costo è esorbitante da un certo punto di vista, poi
anche lì ne parleremo meglio.
Tuttavia, sì, è un prodotto nuovo che non esisteva prima, probabilmente è
un'unione di tante cose che prima non c'erano.
Che se c'erano, anche, per esempio, le lenti, cioè non le lenti,
proprio gli schermi del visore, chiamiamolo così.
Sono schermi della Sony che fino a ieri l'altro nessuno si filava,
ma la Sony aveva già perché sono schermi in 4K per singolo
occhio, che Apple utilizza per avere un notevole risultato finale per chi
guarda attraverso questo visore.
Perché poi ecco, adesso facciamo casomai un passo indietro e diamo un
occhio a cos'è questa cosa, chiamiamoli in questi termini.
Nel senso che il Vision Pro sostanzialmente è una maschera, chiamiamoli in
questi termini, che si trappone tra noi e il mondo a dei
chiamioli così, lenti attraverso cui noi vediamo, e a fronte di quelle
lenti, che sono degli schermi, sostanzialmente, noi vediamo la realtà intorno a
noi, e ovviamente attraverso il fatto che c'è tutto un sistema di
sensori che percepisce la realtà intorno a noi.
Le lenti è come se fossero, chiamiamole così, trasparenti, cioè, ma di
fatto noi ci mettiamo non solo una maschera da su in faccia,
ma ci mettiamo una maschera da sub coperta, cioè che non fa
vedere nulla.
E la cosa interessante, appunto, è proprio questo: il fatto che questo
sistema non sia gestito esternamente, non sia gestito da un iPhone, da
un computer e così via, ma sia gestito direttamente dal chip dai
chip che sono all'interno di questo divisore.
Sì, diciamo che la situazione è ancora un po' in divenire, dobbiamo
scoprire, soprattutto dobbiamo metterci le mani addosso, perché non tutte hanno avuto
la forza.
Tra noi tre, non penso che nessuno abbiano avuto.
Ecco, quindi dobbiamo metterci addosso poi le mani e poi ne parleremo
anche un'altra puntata.
Secondo me in questo momento dopo questa bella prefazione che abbiamo fatto,
comunque ringrazio tutti quanti per i concetti e spezi che sono sicuramente
di alto livello.
Non mi avete convinto dire che poteva tirare fuori una frase del
tipo: Ho una cosa nuova da raccontarvi, una cosa del genere, oppure
vi voglio presentare una cosa nuova, andava tutto bene, ma vabbè, questi
sono punti di vista che continuo a dire sono soggettivi.
Magari qualcuno è rimasto d'accordo con me, qualcuno è d'accordo con voi.
La cosa interessante è che abbiamo qualcosa di cui parlare.
Davvero, secondo me sono punti di vista tutti da seguire, interessante, ognuno
troverà tra gli ascoltatori, troverà il suo punto di vista che è
più vicino a Filippo o a Lucio o al mio.
Ma la cosa interessante è che, appunto, Apple ha tirato fuori qualcosa
di assolutamente nuovo.
E come dicevamo siamo al 2.0.
Ma a questo punto direi di passare alla scherza della puntata.
Prendo la palla in mano io e riporto i nostri simpatici interlocutori
all'interno del sentiero tracciato da Filippo.
Questa volta tocca a me a fare lo Shepard.
Diciamo, andiamo un po' al succo della questione che è il Vision
Pro.
Che appunto, prima di tutto, non lo vediamo in Italia, molto probabilmente
fino al 2025.
Grazie e arrivederci.
Ma detto questo, diciamo che sicuramente ci sarà qualcosa nel 2024 nel
mondo americano che è lì sul pezzo e soprattutto confido che qualcuno
lo porti dall'America all'Italia, perché lo sapete che succederà una cosa del
genere, no?
Nel senso che qualcuno volerà in America, se lo compra, se lo
porta qua in Italia e ne parleremo poi qua in Italia.
Probabilmente andrà a finire così, vedrete che andrà a finire così, ne
sono sicuro.
Ma detto questo, una cosa che a me ha lasciato perplesso, ma
a questo punto lascio ai miei professionisti, che loro sì che sono
professionisti, non come me scappati di casa, perché chi è in diretta
sa perché io sono scappato di casa, mentre i nostri professionisti sono
professionisti che sono sul pezzo.
Ma questo qui, diciamo, è un fuori onda.
Volevo dire soltanto una cosa che a me ha lasciato un po'
perplesso, che riguarda chi ha problemi di vista, come ad esempio me
e Filippo.
Ma detto questo, è un'altra di quelle cose di cui ne parleremo
lungo la puntata, di cui secondo me bisogna parlare subito del prezzo
che ha lasciato tutti quanti un po' spiazzati.
Filippo cosa ne pensi?
Tu?
Che io so già che stai mettendo fuori i soldi sul piatto
perché sarai uno dei primi acquirenti qua in Italia ad acquistare Vision
Pro.
Il prezzo è come al solito un prezzo da Apple, mettiamolo in
questi termini.
Quindi da una parte sicuramente il prezzo è, chiamiamolo così, folle, nel
senso che 3.500 dollari, che probabilmente da noi va e cambio euro-dollaro
arriveranno tra i 4.000 e 4.500 euro.
È sicuramente un prezzo di un oggetto decisamente costoso.
Diciamo, non per le tasche di tutti, attualmente anch'io, se fossi uscito
ieri e io avessi la possibilità di comprarlo, probabilmente un pensiero ce
l'avrei fatta adesso con la mente un po' più pacifica e tranquilla,
sto anche ragionando che, visto che comunque probabilmente secondo noi in Italia
si farà fatica a vederlo prima del 2025, tra una palla e
quell'altra, poi casomai verrò smentito clamorosamente, ma è previsto l'uscita all'iniz 2024
in America e solo in America.
Si parla appunto di difficoltà di approvvigionamento, comunque anche per già tutti
i soggetti che sono interessati e che hanno la disponibilità economica per
fare questo acquisto.
In più l'ulteriore problematica di tutta la vicenda è che, cioè per
tutti quelli che non hanno una buona vista, diciamo, c'è da aggiungere
a questo le linee.
Le lenti sono lenti magneti che adesso non si capisce ancora, perché
nelle avvertenze non è stato proprio indicato che non tutti i problemi
di vista saranno disponibili all'inizio.
Io, peraltro, sono pure astigmatico, quindi ho tutta una serie di
deficienze visive, varie ed eventuali, tra l'altro, una di queste due lenti
è una lente che costa appunto 400 euro solo perché
solo perché
per cercare di non fare il vetro della bottiglia si utilizzano tutta
una serie di tecniche.
Quindi, come da utilizzatori di occhiali, diciamo, so quanto costano gli occhiali,
quindi i prezzi che appunto si viaggiano tra i 200 e 600
dollari come idea per le lenti aggiuntive, da un certo punto di
vista, ovviamente sono giustificate perché questo costano anche se comprano un paio
di occhiali.
Quindi non vedo perché dovrebbero farcele pagare di meno.
Però ovviamente vanno ad aggiungersi già un prezzo abbastanza significativo.
Si parla appunto di queste lenti zaiss, quindi comunque anche lenti sicuramente
di pregio a livello pratico, però va a finire che è un
giochino decisamente costoso, mettiamolo così.
Sicuramente non per te.
Una domanda che mi facevo ad esempio, perché io adesso non so
te, ma io ho le lenti normali.
Però mia moglie, che è la bifocale, ad esempio, questo è un
ulteriore problema, nel senso che tu hai la superficie della lente, diciamo,
fino all'80% che corregge l'astigmatismo per dire.
E poi hai la parte, diciamo, più vicina: presbiopia, che è un
diciamo è un triangolo piccolo
che riguarda la lente che è fatto in modo diverso.
Quindi questo potrebbe creare dei problemi ancora più grossi, nel senso che
per correggere la presbiopia, noi abbiamo dei grossi problemi dal punto di
vista della lettura, perché non riesco a leggere bene un testo se
tengo la vista dritta.
Devo per forza, nella normale pratica, spostare verso il basso il testo
e guardare, tenere dritto gli occhi, cioè tenere
la testa dritta e girare gli occhi verso il basso per andare
a prendere quel triangolino che ti permette di vedere bene il testo.
Questo è un grosso problema.
Sicuramente in qualche modo si risolverà.
Soprattutto ho molta confidenza in Apple perché è sempre stata molto vicina
alle persone che hanno dei problemi di qualsiasi tipo dall'udito, alla vista
e discorrendo anche nei dispositivi normali, non vedo perché non dovrebbe farlo
anche in Vision Pro.
Però mi chiedo a questo punto se io ho già delle difficoltà
adesso con le mie attuali lenti a vedere bene un testo, se
questa cosa si ripercuote all'interno di Vision Pro anche con le lenti,
diciamo di costruzione come le mie, e soprattutto se sarà preso in
considerazione un modo per migliorare questo difetto visivo che non si riesce
più a leggere bene da vicino o da lontano, dipende dalla distanza
che si mette.
C'è da dire che d'altra parte Apple, non so se lo sapete,
ma all'interno dei computer è una cosa che io utilizzo normalmente per
riuscire a leggere meglio il testo e che in effetti, per quanto
mi riguarda, cambia davvero la vita, è semplicemente il miglioramento del contrasto.
Essenzialmente, lo mette tra i difetti visivi come accessibilità e quindi quando
si avvia il computer, dopo qualche secondo migliora il contrasto.
Io l'ho alzato di pochissimo perché mi bastava per leggere meglio, ma
quindi le scappatoie software, chiamiamoli così, ci possono essere.
Quindi confido in questo senso di un miglioramento anche per chi ha
dei difetti visivi come il mio e anche come il tuo, Filippo.
Perché anche io le lenti sono di li chiamano di costruzione, che
sono in effetti diciamo molto costose.
Ma d'altra parte se fossimo furbi, qua è una mia, ovviamente per
metterla lì sul ridere, se mi metto un paio di lenti a
contatto, risolvo tutti i problemi.
Avendo gli occhiali da quando sei anni a contatto.
Personalmente sono qualcosa di abominio.
Tuttavia, l'alternativa, appunto, a comprare a comprare 600 euro di lenti Apple,
probabilmente e ne fai dei lenti a contatto, dipende, perché poi l'uso
e getta, però ti danno poi problemi all'occhio.
Insomma, io non sono un amante, ma stiamo divagando come lo solito.
Come sempre, ovviamente chi ha parlato?
Tocca a me.
Se state divagando, tocca a me, sono io quello che amo divagare.
Ma intanto sono genuinamente sorpreso che nella prima versione di Vision Pro
ci sia già una soluzione hardware per i problemi della vista.
Perché siamo sempre stati abituati a vedere l'iPhone che esce con il
minimo indispensabile di quello che ci vuole.
L'iPad uguale l'Apple Watch uguale.
Vision Pro è l'unico computer fatto da Apple in cui nella versione
1.0 hanno fatto attenzione a una quantità di dettagli spaventosa rispetto al
solito.
Detto questo, le mie competenze sul problema della vista, che sono completamente
nulle per mia fortuna, mi fanno affermare che bisogna stare attenti a
distinguere i problemi che sono risolvili solo con una lente correttiva, dai
problemi che sono risolvibili, come diceva Roberto prima, attraverso le opzioni di
accessibilità.
Qui appunto la mia esperienza è zero, poi non abbiamo ancora messo
gli occhi dentro un modello autentico, quindi non sappiamo cosa succede.
Però teniamo anche presente che abbiamo un'interfaccia avvolgente che copre l'intero campo
visivo e abbiamo la possibilità di disporre gli elementi dell'interfaccia, parlo più
di quelli convenzionali, finestre, contenuto standard, più che realtà varie, possiamo disporli
alla distanza che vogliamo, nella posizione che vogliamo, con la percentuale di
immersività che preferiamo.
Quindi io non mi sento di escludere che non voglio dominare una
problematica specifica per non dire una scemenza.
Che, però, se io ho un certo tipo di problema nel vedere
bene i caratteri da una certa distanza dentro nel mio ambiente spaziale
creato da Vision Pro non possa semplicemente prendere quella finestra che mi
interessa, metterla un po' più vicina, o metterla un po' più lontana
e risolvere il problemi.
Sì, tra l'altro, tornando anche al discorso di Roberto.
Il problema di avere il giornale lontano o vicino e così via,
secondo me, non si pone proprio perché tu lo schermo ce l'hai
nella concretezza, ce l'hai a qualche centimetro dall'occhio.
È finto che tu vedi lontano.
Non so se mi spiego.
No, più che questo sto pensando addirittura probabilmente ci sarà eventualmente un
miglioramento dal punto di vista, o quella rotellina famosa che magari ti
permette di fare uno zoom, magari ti permette di fare uno zoom
anche sul testo.
Vedremo, ragazzi.
Io sono molto curioso, però d'altra parte mi dispiacerebbe, diciamo, non riuscirli
a provare perché ho gli occhiali, nel senso che mi aspetto che
avendo gli occhiali mi dicono: no, tu non lo puoi provare perché
non ci vedi una ceppa.
Non è costruito per avere lo spazio all'interno del visore per tenerti
gli occhiali indosso.
Gli Apple Store sono costruiti per farti provare le cose.
Quindi, tu entrerai in un Apple Store e dirai: ho 28 diotterie
di qui e 57 di lì.
E loro apriranno un cassettino e tireranno fuori una serie di lenti,
di cose, di adattatori, eccetera.
Per cui auspicabilmente immagino nel 90% delle situazioni perché coprire tutto è
impossibile, ti faranno vedere come funziona.
Poi certo ti diranno che devi spendere 600 euro di lente.
D'altro canto, fino alla versione 5 che monterà le lenti in metallo
liquido trasparente con dentro il mesh di sensori che si autoconfigurano morfologicamente
in base alla risposta che ha il rimbalzo della luce che cade
sulla retina, andrà così, ci vorranno delle lenti speciali perché ha bisogno
di requisiti speciali.
D'altronde non lo dico per fare dispetto a queste persone di cui
riconosco molto bene le esigenze, magari una persona che ci vede meno
bene probabilmente evita di prendersi un iPad Mini e si prende un
iPad Pro perché è più grande e se quel problema che ha
con la vista un po' si compensa con uno schermo più grande,
lavora su uno schermo più grande.
È chiaro, purtroppo che un iPad Pro costa più di un iPad
mini.
D'altra parte, però, se mi permettete, pensate che bello vedere un mondo,
diciamo, proiettato alla fine, perché ti fa vedere la proiezione del mondo
esterno che tu puoi vedere obiettivamente senza occhiali.
Cioè va bene che hai un visore, però non hai gli occhiali,
deve essere qualcosa di ulteriormente più interessante.
Molti che l'hanno usato hanno fatto notare come gli altri visori sono
più ingombranti e ovviamente ti devi mettere dietro gli occhiali.
Quindi per chi porta gli occhiali è effettivamente anche più scomoda come
esperienza.
Di fatto, molti di chi hanno avuto la possibilità di provarlo, e
tra l'altro, io credo anche che Apple, da un certo punto di
vista, questo giro non poteva fare altrimenti.
Cioè, se toglieva via tutta la gente che portava gli occhiali, di
fatto si tagliava una grossissima fetta nel mercato tech dove o male
c'è tanta gente che non ci vede più bene, mettiamole in questi
termini, e comunque lo rendeva, già sarà un prodotto comunque inizialmente sicuramente
di nicchia.
Un prodotto diventava ancora un prodotto ancora più di nicchia.
E in questo caso, secondo me, le lenti erano, non dico indispensabili,
ma comunque danno quel comfort, quella distinzione particolare, che poi è tipica
di Apple, è sicuramente utile.
Sul discorso dell'acquisto barra prova, tra l'altro, secondo me io sono molto
curioso di cosa farà Apple, perché rimane, è un oggetto di veramente
fascia alta.
Cheamiamolo in questi termini particolarissimo.
Cioè, io sono convinto che non dico che si dovrà andare su
appuntamento o robe del genere.
Però, per provare e il modo anche in cui ti faranno provare
questo oggetto negli Apple Store, per forza di cosa, sarà particolare, cioè,
ci sarà anche un formalismo di come provare Vision Pro, anche perché
devo dire la verità: anch'io nella remotissima ipotesi in cui li vado
ad acquistare, prima li voglio provare.
Non è uno di quegli acquisti.
Vabbè, ho 5.000 euro che non sapevo dove mettere e te li
do te, per cui credo che se vogliono vendere questo prodotto, comunque
ci deve essere addirittura un sistema totalmente nuovo di accompagnare il cliente
all'acquisto anche di dal punto di vista fisico, anche.
Io con quella cifra lì compro un motorino, voglio dire, adesso, non
è un discorso, è vedere, è vero, i nuovi schermi Apple costano
la stessa cifra, quelli XDR o roba del genere.
Tuttavia, quello lo puoi vedere e lo puoi mettere in mostra ne
mostri uno.
Qui, secondo me, la situazione è totalmente diversa, anche proprio per il
cliente, proprio perché è un oggetto molto piccolo anche nella sua semplicità,
voglio dire, perché poi, se togliamo via il sistema dietro per tenerlo,
e la fascia che ti diciamo che poni davanti agli occhi per
chiudere la visuale e quindi avere totalmente lo schermo nero, o meglio
guardare attraverso il visore, il visore in sé per sé è appunto
un po' più pesante è curvo, ma un po' più grosso di
un iPhone.
Vi faccio anche presente che il primo Macintosh uscì in vendita prezzato
a 2.495 dollari.
Le stime che ho visto parametrate alloggi indicherebbero un prezzo attuale tra
i 6.600 e i $6.000.
Questo per dire che certamente il prezzo di ingresso è alto, ma
si tratta del prezzo di ingresso del primo esemplare di una piattaforma
che poi si suppone evolverà e evolverà anche nei prezzi.
Il mio primo Macintosh di proprietà, pur avendo lavorato su un 128k,
quello col rotore di elicottero per leggere i dischetti.
È stato un Macintosh Plus e mi presi il lusso di comprare
anche il lettore di floppy esterno per non dover fare troppo avanti
e indietro con i floppy, perché bisognava infilarne uno, scambiarlo con un
altro e c'era un bug che è stato risolto solo qualche anno
fa quando non c'è più ragione di occuparsene.
Per cui bisognava magari scambiare due dischi 20-30 volte reciprocamente prima che
il sistema riprendesse a funzionare, aveva un display 512x342 in bianco e
nero e io l'ho pagato 6.100.000 lire, che è un 3.000 euro
di adesso e poco meno di un Vision Pro.
Questo senza fare i conti con l'inflazione, probabilmente
sarebbe
esatto, molti di più, sarebbero molti di più.
Quindi, sì, prezzo di ingresso alto, però, se uno senza sapere che
esiste Vision Pro, si sentisse proporre un'offerta di due monitor 4K, un
M2, un R1 disegnato apposta per il sistema che sta andando a
comprare, sei telecamere.
Non ricordo quanti microfoni,
e tutto, considerata poi la progettazione, la miniaturizzazione, il software fatto su
misura, la componentistica, perché lo schermo non è un coperchio bianco come
sul MetaQuest, è uno schermo vero a doppia proiezione.
È un OLED curvo, un OLED esatto, che quindi è ancora un'altra
parte che tutto questo ti costa 3.500 euro.
E uno dice: sì, però è tanto però a Cicchia, due monitor,
poi il chip apposta, certamente prezzo di ingresso elevato.
Va anche detto che se è vero, che Apple ha una previsione
di vendere l'anno prossimo, cioè quest'anno scusate, 450.000 esemplari e ha problemi
di approvvigionamento.
Anche chi glielo fa fare di venderlo a 999, nel senso che
non può farne abbastanza per tutti quelli che non vorrebbero.
Certo, sono d'accordo, sono perfettamente d'accordo.
L'unica cosa che diciamo può essere interessante per chi in effetti trova
questa barriera alta, chiamiamola così, del prezzo, potrebbe essere questa fantomatica versione
economica che potrebbe arrivare nel 2025.
Forse.
E io potrei dire che normalmente quando si parla di cose economicche
vuol dire che si perdono dei pezzi e sarei molto curioso di
vedere che pezzi andranno a perdersi in questa fantomatic versione economica, nel
senso che non penso che la versione Pro che cosa si perde?
Per esempio, potrebbe inpotizzo, potrebbe perdersi la parte della parte sonora che
non è più con delle casse che non entrano all'interno delle orecchie,
magari hai bisogno delle cuffie, una cosa che devi inserire all'interno delle
orecchie.
Non lo so, magari perde una serie di sensori che davanti
allo schermo, comunque ci sono una serie di sensori che permettono di
capire com'è girata la tua stanza, che luminosità ci sia, chi c'è
di fronte a te.
Oppure potrebbe anche essere qualcosa che riguarda la parte anteriore dello schermo,
che magari non fa più vedere gli occhi, ad esempio.
Quindi bisogna anche un po' capire, soppesare, la parte economica, quanto in
effetti sia economica e in quanto perdi la bellezza di un prodotto
del genere che comunque sta un po' ridefinendo il mercato, tant'è che
vi porto questo scorcio all'interno del mondo dell'architettura.
C'è stata recentemente una conferenza per lo sviluppo software, non mi ricordo
più precisamente qual è la città, però è Laia ed è molto
famoso dal punto di vista della presentazione del software per gli architetti
e della progettazione del mondo delle costruzioni, si leggeva comunque che all'interno
di questa manifestazione, come per magia, erano scomparsi tutti i visori, non
se ne parlava più.
Quindi la botta è arrivata, ragazzi, sul mercato, perché nel momento in
cui tutti non riescono più a dire qualcosa, vuol dire che è
arrivato qualcosa di molto diverso che può in effetti coinvolgere il mercato
e rendere questo prodotto qualcosa che può ridefinire dal punto di vista
dell'esperienza quello che abbiamo visto fino ad ora.
Quindi mi ricollego all'1.0 e 2.0.
Invece, una riflessione che volevo fare con voi, proprio che non c'è
all'interno della scaletta come il mio solito, ma perché sono pensieri che
vengono parlando con persone molto intelligenti e che mi permettono di esprimere
le idee come voi due, che è qualcosa che non si trova
spesso all'interno delle comunità di qualsiasi tipo, forma e dimensione, avere la
possibilità di esprimere queste idee che riguardano appunto, ad esempio, il nome
Vision Pro.
Io non vorrei che ci fosse stato, dal punto di vista di
chi vuole andare ad acquistare un fraintendimento sul pro.
Nel senso che, secondo voi, nonostante siano stati presentati all'interno di ambienti
domestici, c'è stata una piccola parte che riguardava dal punto di vista
professionale come lo pensiamo noi, ovvero l'uso del computer, presentazioni, call, utilizzo
di software di vario tipi e dimensioni.
Voi come lo vedete, questo nome, Vision Pro, è in effetti dedicato
ai professionisti?
Oppure è qualcosa che indica che a un livello superiore rispetto a
quello che probabilmente verrà presentato come versione economica?
Come la vedete voi, questa idea di chiamarlo Vision Pro?
Prima di tutto, credo che io sono un grande nelle previsioni.
Ho detto che Apple non sarebbe mai passato ai processori Intel, per
esempio, ho un record di clamato di esattezza.
E dico che nella versione economica, quando ce ne sarà una di
Vision Pro, non scomparirà niente di quello che c'è in questa versione.
Per la ragione che si creerebbe un precedente.
Apple ha sempre aggiunto cose, oppure ha ridotto prezzi, non ha mai
tolto qualcosa se non per ragioni di manifesta inutilità di togliamo il
chip per fare le chiamate via Modem, perché togliamo il lettore di
floppy, perché quelle non sono decisioni dettate dall'economia, ma sono decisioni strategiche.
Dice Steve Jobs: dice c'è internet, ci sono i CD Roma, il
lettore di floppy non serve più.
Ciao ciao per caso, noi siamo i primi, quindi qualcuno si lamenta.
Ma facciamo la cosa giusta.
Tra cinque anni lo faranno tutti effettivamente è andata così, a maggior
ragione, non possono togliersi cose perché è fatto così Vision Pro, perché
Apple ha guardato a tutti i punti di fallimento dell'esperienza che ci
sono negli altri prodotti, chiamiamoli concorrenti, anche se l'ha detto Roberto benissimo,
siamo una generazione precedente agli antenati.
Che cosa c'è di sbagliato nei visori quelli lì?
La risoluzione è insufficiente, c'è la latenza, anche quando è piccola, comunque
la latenza la senti, sei isolato dal mondo esterno, l'oggetto ti pesa
sulla testa, hai un problema di interfaccia utente, hai una cattiva qualità
dell'audio, oltre ad avere una cattiva qualità del video a causa della
bassa risoluzione.
Tutto questo contribuisce a farti venire voglia di toglierti dalla testa l'idea
di avere sulla testa una cosa di quel tipo.
Quindi Apple che Apple ha detto: noi convinciamo la gente a mettersi
in testa un Vision Pro solo se veniamo incontro a
tutte queste problematiche.
Mi ero dimenticato l'isolamento dal mondo esterno.
Quando vedo le foto demo di quelli con l'Oculus davanti, con il
Quest, insomma, qualunque lettore ci sia, hanno il coperchione davanti, capisci che
vivono una vita loro, capisci che tu vuoi vivere la tua.
Apple ha fatto i miracoli per riuscire a ottenere l'interazione con il
mondo esterno, la commune con il mondo esterno bidirezionale.
Tu accetti nella tua esperienza di computing spaziale ciò che arriva fuori.
Chi arriva fuori può vederti anche se tu stai sperimentando l'esperienza di
computing spaziale.
Questa cosa è stata perseguita al prezzo di ottenere dei breakthroughs, pazzeschi,
tecnologici di integrazione di programmazione, di progettazione, per riprodurre tutto perché non
c'è nessun passaggio diretto attraverso lo schermo.
La gente vede una persona digitale ricreata, noi dietro Vision Pro vediamo
quello che abbiamo davanti e ricreato con un effetto che è senza
latenza, senza pixel, la risoluzione giusta, con l'audio naturale, spaziale.
Tutto questo, secondo me, non si può togliere.
E questo mi porta alla nomenclatura di Vision Pro, perché oggi chi
ha il caso d'uso.
Non esiste una biblioteca software, non esiste una diffusione tale per cui
c'erano tutti i miei amici e allora anche io me lo prendo.
Non esistono i contenuti, non esiste nulla.
Quindi chi è che compra Vision Pro al di là di un
appassionato che è d'accordo?
Il programmatore, il creatore di mondi 3D, il modellatore, chi si occupa
di realtà virtuali, un ingegnere del suono, Disney World che equipaggia tutte
le sue attrazioni di Vision Pro e poi basta, non c'è più
nessun caso d'uso reale, perché quello che possiamo fare noi appassionati, diciamo
così, è mettercelo in testa e dire sticoli come si lavora bene,
ma che bello.
Guarda, adesso mi guardo un film e io ho già scritto nel
mio blog, la prima cosa che ho scritto probabilmente è questa qui
è la disruption del televisore.
Perché, come vedo un film, magari un film in 3D con Vision
Pro, il televisore, se lo scorda.
L'Home Theater se lo scorda conto della visione in compagnia, ma quando
sono da solo, se poi abito in 42 metri quadri e l'home
theater non ce l'ho, io mi metto sulla mia poltroncina e mi
godo un'esperienza filmica travolgente.
Però, 3500 euro per vedersi bene i film oggi sono un po'
tantini.
Quindi, vision pro, perché l'apparecchio che sarà in vendita l'anno prossimo è
irrimediabilmente destinato a chi per qualche ragione ha un risvolto professionale nel
suo usaggio, ok.
Filippo.
Invece tu cosa ne pensi?
Io concordo, lui concorda.
L'unica cosa che segnalo è che secondo me l'approccio a Vision Pro
è quello dell'iPad Pro e questo è l'unico dubbio grosso che mi
fa venire Apple, diciamo, nel senso che la Vision Pro, da quello
che ho visto io, funziona, poi dopo con le dovute ovviamente condizioni
e differenze rispetto a
quanto è possibile fare, come un iPad Pro, ed effettivamente anche l'interfaccia
di base di tutto il sistema nasce come un'evoluzione spaziale, chiamiamoli in
questi termini, di iOS, e in particolar modo di iPadOS, dove
ci sono applicazioni diciamo, più grandi, perché ovviamente le applicazioni per telefono
hanno dei limiti concreti di gestione.
Ed è qui che mi lascia, mi preoccupa, mettiamola in questi termini,
perché il discorso è sempre il solito, se Vision Pro, o meglio,
Vision OS, che è il sistema operativo di Vision Pro, e presumibilmente
di tutti i futuri dispositivi spaziali, ha ereditato, diciamo, anche i limiti
da un certo punto di vista, i limiti software, intendo, non i
limiti hardware, anche perché da quel che si è visto, è il
top, o comunque è stato fatto un connubio di hardware inusuale e
chiamiamolo così mai visto fino ad ora.
Ma se il sistema operativo ha preso invece come sembrerebbe questi limiti
dell'iPad, o meglio di iPadOS, ecco lì potrebbe cascare l'asino, perché
il concetto pro di Apple su iPad non è mai arrivato alla
fine, non so come spiegarlo.
E questo potrebbe essere effettivamente il vero fattore di limitazione di un
dispositivo di questo genere, che, però, a prescindere dal costo, diciamo, anche
un iPad Pro alla fine costa accessoriato quasi 1600 euro.
Quindi poi non è che costi pochissimo, cioè un computer portatile a
tutti gli effetti.
Ecco, lì i ho il dubbio che ci possono essere dei problemi,
anche se da utilizzatore di iPad Pro, devo dire la verità: nel
tempo sono emerse e ci sono ormai un tot di applicazioni professionali
per iPad, dal giorno 1, diciamo, potranno essere utilizzate direttamente nel Vision
Pro, ovviamente con gli opportuni adattamenti.
E quindi forse, dico forse, la sinergia dei due sistemi a questo
punto potrebbe invece dare uno slancio maggiore che far arretrare il sistema.
Il mio unico dubbio è quello lì del concetto pro, diciamo, abbastanza
particolare di Apple, soprattutto su iPad.
Io mi ricollego all'iPad appunto perché c'è una cosa interessante.
Appunto, seguo la scaletta, io
, una vergogna, una vergogna, una vergogna.
Oggi veramente mi scuso con tutti, abbiate pazienza, sono in vacanza.
La testa viaggia.
Una cosa che secondo me è molto interessante.
Che è vero che si appoggia ad iPadOS dal punto di
vista del sistema, diciamo, di gestione di tutto quanto lambaradante, chiamiamolo così.
Ma io ovviamente scusate, ma io purtroppo ho questa inclinazione che è
anche sbagliata, però professionale, mi sono posto il problema su come mi
hai messo proprio la schermata che è perfetta: di penso che sia,
non ho capito adesso guardandola così, non ho capito se note o
free form, ma in ogni caso penso che sia note, guardarla meglio.
È un
file di file.
Nel caso particolare, però, sono delle note, sì.
Che esatto ovviamente possono essere manipolate.
Io che, diciamo, ho già dovuto ricalibrare la questione dell'utilizzo della matita
sullo schermo in vetro perché non c'è l'attrito.
Come me la cavo scrivendo per aria?
Cioè, mi sono posto il problema.
Io bisogno, normalmente, quando tu scrivi, appoggi qualcosa su qualcos'altro.
Siamo sempre stati abituati a fare questo.
Quindi faccio fatica a focalizzare il momento in cui mi metto le
mie vision pro mi prendo una nota a mano e mi chiedo
come faranno.
Nel senso, ci vuoi una sensoristica così alta, un feedback così complesso,
che faccio fatica a immaginarlo, perché, in base al movimento della mia
mano nello spazio, intanto devi intercettare la questione, e poi anche cercare
di capire com'è inclinata la penna all'interno dello spazio, di quello che
io ipotizzo sia il piano di lavoro.
E in più, attualmente, tu, se inclini la penna o l'appoggi di
più, ha una certa risposta.
È altrettanto vero che sono riusciti comunque a fare in modo che
la penna nello spazio tridimensionale, attualmente tu la tieni staccata dallo schermo
e l'iPad reagisce, teni conto che puoi usare gli accessori fisici.
Considera che quello che ti ho fatto vedere io ho catturato da
un video dimostrativo di Apple, e da quello che ho visto, chi
faceva usava il dito.
In fatto utilizzava un'interfaccia tipica dell'iPhone, quindi si vede anche nella cattura
a schermo, che ovviamente gli ascoltatori non possono vedere, ma si vede
proprio che il segno è molto grezzo, presumibilmente non abbiamo parlato, ma
sono d'accordo
con Lucio.
Come diciamo se tu col Vision Pro guardi un Mac e quindi
il schermo del Mac entra in una funzione che è di fatto
connuity.
Secondo me, anche l'iPad farà la stessa cosa, quindi di fatto tu
potrai eventualmente disegnare con la Pencil su una canvas, chiamiamola così, molto
più grossa, anche se anche lì non saprei come possa essere realizzata.
Io ho visto velocemente solo l'esempio del Mac
.
E anche lì, comunque è stata una cosa molto veloce per cui
si vedeva lo schermo del Mac che si espandeva nella visuale.
L'utente che continuava a digitare sulla tastiera.
Non so se mi spiego.
Sicuramente, Trackpad, barra il mouse vengono riproposti nello schermo virtuale in Vision
Pro del Mac.
Cosa sotto ci sia invece?
Sull'iPad, presumo che sia fattibile uguale, mettiamolo in questi termini.
Non so, perché io non ho visto delle demo con anche iOS,
barra iPadOS, simulati con la funzione di connuiti.
Quindi quello è un punto di domanda dal mio punto di vista.
Intanto, ricordo gli ascoltatori che con una donazione di 600 euro al
podcast possono ricevere delle denti per poter vedere le acquisizioni video effettuate
da Filippo.
Terminato questo annuncio, volevo inserirmi nel discorso per dire che questo è
l'inizio.
Intanto, io ho trovato straordinario il fatto che le persone spaventate da
una tastiera che fluttua nell'aria davanti ai tuoi occhi possano pedestremmente
usare una appoggiata della scrivania, quella che hanno con le dita normale,
andiamo a scrivere sulla tastiera che hanno sempre usato, andare con l'appil
che hanno sempre usato, o andare col dito sul trackpad, che è
stato compagno federale.
Ma questo è l'inizio.
Nella documentazione per gli sviluppatori c'è scritto chiaramente that when si crea
un'app per Vision OS.
Quest'app può essere dotata come minimo di una window, ossia di una
finestra, come siamo abituati a concepirla bidimensionale, oppure può essere dotata di
un volume di dotato dal piano si passa allo spazio, alla profondità,
and è possibile che un'app di domani abbia l'interfaccia distribuita nello spazio
tridimensionale.
Perché Vision OS lo consente e Vision Pro gli americani direbbero screams
for it.
Non vede l'ora che ci siano applicazioni usabili in questo modo con
un rapporto tridimensionale verso gli oggetti.
Quindi, sì, preoccupiamoci di quello di come rifare su Vision Pro quello
che abbiamo fatto sempre finora su uno schermo piatto, perché questa è
la realtà.
Però prepariamoci a un futuro che magari potrebbe essere completamente diverso.
Magari domani ci sarà nella versione 28 la pencil che galleggia nello
spazio, che tu afferri ti dà un feedback attico di qualche tipo,
e magari pure un'idea di densità, per cui ti sembra di strofinare
una punta su un foglio quando invece tutta l'interazione è virtuale, digitale,
come chiamarla?
È altro reale, non so, esatto, concordo.
Secondo me potrebbe essere un ulteriore sviluppo, della questione diciamo delle periferiche
Apple, in questo senso, perché Vision Pro ti permette di passare dal
bidimensionale al tridimensionale.
Attualmente le periferiche che abbiamo sono tutte bidimensionali, dalla prima all'ultima, e
questo potrebbe essere un ulteriore sviluppo che è tutto da vedere, nel
senso che bisogna capire come riusciranno a farlo e come lo renderanno
realizzabile.
Già la questione che l'Apple Pencil a un centimetro dallo schermo, riesce
a fare cose, deve già dare, secondo me, un indizio di quello
che si riesce a portare avanti dal punto di vista di un'azienda
come Apple che ha software e hardware assieme, messi assieme.
Questo è una diciamo un vantaggio rispetto alle altre aziende e la
sta sfruttando a pieno.
Vision Pro, secondo me, sarà giusto per ritornare sul tema, sarà una
di quelle cose che permetterà di vedere Apple veramente sul pezzo e
far vedere quello che può fare, perché vediamo anche quanto personalmente mi
ha sconvolto vedere il mouse passare dallo schermo del Mac e arrivare
all'iPad.
È qualcosa che a me ha lasciato ancora adesso che lo faccio,
lo guardo e dico: ma come avete fatto?
Cioè, me lo spiegate com'è così naturale il passaggio.
Oppure anche una cosa che ormai è diventata normale, il fatto che
all'interno di uno stesso ecosistema, tu puoi partire ad appuntarti una cosa
sull'iPhone, svilupparla sull'iPad e magari a fare le rifiniture sul Mac, tutto
in cosa del tutto naturale che fino a qualche tempo fa era
qualcosa di difficilmente realizzabile.
Quindi facendo una retrospettiva, mi aspetto sotto questo punto di vista, qualcosa
di concretamente nuovo, particolare, forse il passaggio reale al computing a qualcosa
che riguarda, in effetti il mondo tridimensionale e si abbandoni il paradigma
bidimensionale.
Che in qualche modo si è sempre cercato di rincorrere con anche
semplicemente con le finestre, vedere la profondità su uno schermo che in
realtà non c'è.
In questo momento noi probabilmente ce le avremo.
Penso che molti rimarranno sorpresi quando all'interno di Vision Pro si potrà
girare attorno all'interfaccia grafica di comando.
Cioè, nel senso, io passo da lecone non le vedo solo in
modo frontale, io mi posso mettere lateralmente.
Sì, attualmente è così, nel senso, si sono già viste le interfacce
in questa.
Che è un altro mondo, è veramente un altro mondo.
Questo permette di fare delle cose che attualmente con gli strumenti che
abbiamo, non sono pensabili.
Perché ho visto soltanto uno strumento che ha cambiato il paradigma del
disegno tridimensionale, che adesso, francamente, non mi ricordo qual è il nome,
ma ti permette di ruotare lo spazio e disegnare in effetti in
uno spazio, nel senso che tu non disegni un'immagine di una prospettiva,
tu disegni all'interno di uno spazio.
Quindi fai una parete, poi ci giri attorno, crei l'altra parete, vai
avanti e continui a disegnare a mano e quel disegno non è
più bidimensionale, ci vai dentro, lo navighi, è qualcosa che cambia veramente
il punto di vista della progettazione.
E io penso che quello che abbiamo visto è veramente poco, l'hardware,
io confido tantissimo in quello che ha detto anche Lucio.
Che questa penna.
Che ne stavamo parlando dal punto di vista del disegno, appunto perché
sono direttamente interessato.
Ma mi aspetto qualcosa del genere che non abbia più in effetti
di un iPad per riuscire ad appoggiarla e a prendere il puntamento,
che in effetti ti faccia sentire in qualche modo la spazialità.
Come è stato, secondo me, incredibile.
Anche vedere l'Apple Watch che può essere comandata con dei gesti.
Quello lì è il primo passaggio che se lo provate ad utilizzare,
vi dice ma qui siamo completamente fuori di testa.
Perché vedete lo schermo che reagisce al comando della mano, è un
paradigma nuovo anche per quello.
Perché tu quello che ti hanno fatto vedere con Vision Pro in
realtà ce l'hai già anche sull'Apple Watch.
Perché tu comandi lo schermo, fai con due dita, puoi cambiare l'applicazione,
muoverti all'interno dell'applicazione, oppure con movimenti delle dita ti permette di gestire.
Io vedo Filippo che è un po' sconcertato, ma io l'ho provato,
fa veramente paura.
Perché è qualcosa di nuovo.
Cioè, tu navighi nell'aria e vedi questo schermo, che capisce è una
cosa nuova, non c'è quello che abbiamo visto per adesso, è sempre
qualcosa che abbiamo visto direttamente collegato.
Nel senso che con la penna punti sullo schermo e scrivi, hai
bisogno di una tastiera e la usi, hai il mouse tutto quanto,
anche l'interazione con l'Apple Watch, ce l'hai diretta sullo schermo.
Quando vedi che la penna può stare a un centimetro staccato dallo
schermo, vedi che usi le dita e si muove qualcosa sullo schermo,
interagisce, fai qualcosa del genere.
È qualcosa di un'esperienza come quello della voce.
Cioè, tu comandi un computer volendo, non dico con la voce perché
io non l'ho mai fatto, però l'iPhone lo puoi far reagire.
E quindi sono molto curioso di vedere di come se la gestisce
questo perché sono cose tutte nuove.
Qui è stata proposta un'interfaccia oculare perché il tuo puntatore è l'occhio.
Dopodiché, puoi avere le mani in grembo e toccare pollice indice, hai
fatto click su quello che stai guardando, John Gruber nella sua primissima
recensione, dice: Ti abitui in un paio di minuti a questa situazione.
Quelli di noi che hanno scoperto per la prima volta il mouse
è una roba bellissima, ma ci hanno messo di più.
Chi si è ritrovato a usare il dito è rimasto incantato.
Io sono incantato dall'interfaccia di iPad, ma ci è voluto di più.
Siamo al punto in cui c'è una batteria di telecamere che sorveglia
tutti i movimenti.
Una capacità di individuare e selezionare gli oggetti sullo schermo pari a
quella del puntamento dell'occhio, abbiamo davanti delle opportunità di design di interfaccia
e di interazione che fino adesso non si sono viste.
E sui vecchi dispositivi ex di prima generazione, oramai nel dimenticato, quasi
erano completamente fantascienza.
L'interfaccia che rimane ferma, dove la lasci.
Onestamente, credo che su un quest questo non succeda, ed è un
punto di accessibilità e di interfaccia humana è fondamentale.
Sugli altri a Geggi, tu muovi la testa, l'interfaccia ti segua.
È una cosa terrificante da un punto di vista di interaction.
Su Vision Pro, se tu hai la tua finestra, and in quel
momento ti interessa prenderti il birrino e guardi verso il balcone del
bar, l'interfaccia ti resta lì dove l'hai lasciata, poi quando ci ritorni
con gli occhi, le cose sono dove le avevi lasciate tu.
E questa è una grande cosa.
Vitici, per esempio, faceva dei ragionamenti dicendo appunto casomai sulla scrivania io
lascio le finestre, chiamiamole così, di lavoro, la mia interfaccia di lavoro.
Mi sposto appunto per prendere il famoso birrino e casomai posso vedere
Twitter o quello che è o i social o un video, che
è collocata appunto casomai nella stessa stanza, ma in posizioni e postazioni
differenti.
Quindi appunto la spazialità anche di questo dispositivo sicuramente ti permette di
lavoro, oltre a avere, non so, vari documenti aperti in contemporanea in
posti diversi.
Quindi, sai che sul soffitto hai determinate cose, mentre per terra casomai
ne hai delle differenze.
Però effettivamente ti dà uno schermo a 360 gradi virtuale, se vogliamo,
che nessun altro dispositivo ti può dare, e con delle risoluzioni che
da quello che si è potuto capire, non vedere nel senso tecnico,
ma che altri hanno visto.
Sono sicuramente risoluzioni di tutto rispetto e che quindi ti permettono anche
di gestire, per esempio, a me capita spesso di dover aprire 3-4
documenti in contemporanea.
E anche su uno schermo a 5K come la IMAC che ho
qui davanti.
Sì, due o tre documenti riesco a fare, di più devo comunque
o mettere su scrivenie differenti o comunque minimizzarli, riaprirli e così via.
In questa maniera puoi avere n documenti aperti, avere una finestra dove
lavori e dove scrivi casomai.
Comodamente, e senza sprecare spazio, non so come spiegarlo.
Quindi, sì, sicuramente il paradigma è interessantissimo.
E questo solo in una metafora, chiamiamola così molto banale, bidimensionale da
un certo punto di vista.
Con opzioni che oggi non possiamo neanche immaginare, probabilmente perché le applicazioni
sono da venire, le vere applicazioni pensate per questo dispositivo, è ovvio
che si potrà avere tantissime cose e si potranno fare tante cose.
L'unico dubbio che mi pongo è effettivamente il discorso del fatto che
sono visori che ti isolano da un certo punto di vista, e
forse dovremmo anche fare due ragionamenti su
le critiche, anche da un certo punto di vista, giusto, secondo me,
di questi dispositivi.
Io ho tutta la mia filosofia su come vorrei utilizzare Vision Pro
se mai ce lavorò.
Però intanto vi lancio lo spunto, poi dopo chiudo io, caso mai
dicendo le mie idee strambe, sull'argomento.
Vi dico che parliamo di una frequenza di refresh 90 Hz, che
vuol dire una nitidezza e un riposo per l'occhio clamorosi e questo
già vuole dire qualcosa?
Nei video della WWDC c'è l'esperienza di uno sviluppatore che è uno
di quelli che ha lavorato nel gruppo di creazione Division Pro e
ha testato da parecchio per mesi.
Ha passato settimane di estremo disagio.
Risolte nel momento in cui un collega gli ha detto: Ma perché
ti ostini a tenere quelle finestre così piccole e così inquadrate davanti
a te, come se tu avessi ancora uno schermo?
Fatti un bel finestrone grande che ti avvolge se vuoi lavorare, lavori
con quello, vedrai che ti trovi subito meglio e lui.
E lui dice
è assolutamente vero, abbracciando in un certo senso il contenuto invece di
considerarlo separato da me, come nella nostra esperienza quotidiana, mi sono trovato
molto meglio.
Rispetto, questo mi porta al discorso del pattern di utilizzo.
Intanto, ho premesso che comunque si attacca tranquillamente all'alimentazione, quindi la batteria
ti serve quando hai bisogno di alzarti in piedi, di fare cose
in giro per qualche motivo.
Ma io non mi aspetto minimamente di passare otto ore con un
vision pro sulla testa esattamente come non passo otto ore con un
iPad in mano o con un iPhone in mano o un ma
neanche davanti al Mac.
Perché dopo un po' mi alzo vado a fare un caffè.
Penso al modo in cui io sono solito ascoltare la musica con
gli auricolari, sento perfettamente la musica, ma a un livello sufficientemente basso
che io possa comunque sentire tutti gli stimoli che ci sono in
giro.
Quindi, se una figlia chiama la sente.
Io sono un metallio, non posso sentire la musica bassa,
i gusti sono gusti.
Se vado a prendere il metrò, comunque io sento tutti gli annunci,
tutte le cose.
Poi appunto il tuo mile verification.
Ognuno sceglie l'forzione che preferisce.
Qui Apple ha fatto i salti mortali per darti tutti e due
i mondi.
Tu puoi essere completamente immerso, avvolto nella tua app, letteralmente, oppure puoi
averla in un pezzettino e vedere chi ti sta parlando, sentire una
roba che arriva da fuori, sistemare degli oggetti che hai sul tavolino
e contemporaneamente conservare l'esperienza.
Questo è proprio un salto epocale rispetto a tutti gli altri apparecchi
che lì ti isolano.
Isolano davvero?
Apple ha fatto sforzi tremendi, l'abbiamo detto, per dare la maggiore parvenza
di realtà possibile a
questa percezione di non isolamento, perché comunque tu vedi una proiezione degli
altri, gli altri vedono una persona digitale che ha la tua faccia,
ma non sei tu, e però è il più reale che si
riusciva a fare.
Quindi, non so, a questa cosa dell'isolamento credo poco.
Quelle immagini distopiche degli sviluppatori della conferenza di Facebook che hanno tutti
addosso il coso, o dei vecchi nella casa di reposo che hanno
tutti sulla seggiola, chi sul divano, chi è sul letto, sulla poltrona,
e tutti hanno addosso il loro visore con la loro app che
li tiene impegnata e fa in modo che non disturbiano.
La vision Pro non è fatta per quegli scenari.
Perché chiunque si gira la Digital Crown, sulla testa, improvvisamente si apre
quello che ha davanti, anche se è un'illusione, anche se proiettata, però
è iperrealistica.
Quindi io la vedo un po' così: esatto, mi ricollego a questo
perché: secondo me, è interessante, una cosa che almeno io non ci
ho pensato subito.
Ma che, ovviamente, con tutte le questioni che sono saltate fuori, tutti
i vari particolari di cui non si sa niente, e alcuni invece
si sono scoperti nel mente e sono convinto che ne scopriremo ancora.
Mano a mano, e probabilmente dovremmo ritornare di nuovo sulla questione.
Perché già abbiamo fatto un'ora fischia di puntata e non abbiamo parlato
neanche di un terzo delle cose che volevamo parlare.
Ma metto soltanto questa kic che, secondo me, è interessantissima per far
capire quanto possa essere la cura di Apple, in questo senso, di
non far sentire le persone isolate, all'inizio non ci ho pensato, poi
ci ho ragionato: ma come cavolo fanno a risolvere questo problema?
Nel senso che sapete che sulla parte frontale del visore vengono proiettati
gli occhi di chi indossa il visore.
La ricostruzione degli occhi, ok, sì, no, giustamente una ricostruzione.
Però, se voi pensate a uno che si mette non proprio di
fronte a chi ha davanti col visore, si mette un po' più
di lato.
Tu, se non viene curata questa questione, tu hai la visione degli
occhi distorta, nel senso che la ricostruzione non segue, diciamo, la prospettiva
che uno ci si aspetta di quando uno si mette di lato
a vedere una persona che ha davvero gli occhi e non il
visore.
In questo senso, le lenti che ci sono di fronte al visore,
sono delle lenti particolari, sono delle lenti, se ho capito bene, si
chiamano lenticolari, che permettono appunto di correggere la visione e dare l'impressione
a chi sta di fronte, a chi guarda il visore, che se
tu ti metti di un po' più di lato rispetto alla perpendicolare
del visore, riesci a vedere gli occhi in modo corretto, cioè a
seguire la prospettiva corretta.
E capite che anche questa è una piccolezza, probabilmente dal punto di
vista di chi è dall'altra parte, ma denota la grande cura che
c'è all'interno di un'azienda che cerca in effetti di non rendere questo
visore qualcosa che sia alienante, nel senso che tutti ci aspettiamo che
entri dentro questo visore, quindi entri nella tua realtà e tutto il
resto non lo vedi.
In realtà, quello che in effetti possiamo percepire dal chiamo riguardando con
gli occhi poi, è che in effetti le cose che hanno fatto
vedere tutte le esperienze, comunque erano tutte quante collegate alla realtà, nel
senso che davano un feedback reale.
Ti permette di vedere la persona che è di fronte, che è
di fronte a te riesce a vedere i tuoi occhi, riesce a
sentire quello che succede intorno a te, anche nel tuo mondo virtuale,
nel momento in cui il computer riesci a capire che quello è
un computer, ti interfacci con questo computer, è sempre tutta experience that
in qualche modo collegata alla realtà, and this appunto denota il senso
di questo visore che non è alienante, come abbiamo visto in alcuni
prodotti, where in effect all'interno di un mondo virtuale, questo è quanto.
Nella mia piccola experience anche navigare all'interno di un progetto con un
visore che non è in realtà un visore, ma che può dare
subito quanto può essere grosso, il problema in questo senso.
In senso parlo del Google Cardboard, che può mettere all'interno il cellulare.
Con determinate applicazioni, tu puoi permettersi di navigare all'interno di questo edificio
progettato virtualmente, e io subito all'inizio mi sono reso conto che comunque
la tendenza è quella di cercare di camminare, non di spostarti all'interno
del mondo virtuale.
Cioè, tu hai un'azione reale che non hai il riscontro nel mondo
virtuale, e viceversa.
E questo viene completamente tolto.
Ed è una cosa che sicuramente sono convinto che aiuterà davvero tantissimo
le esperienze della realtà aumentata, mista e discorrendo, perché è qualcosa che,
ad esempio, potrebbe anche risolvere, lo vedremo poi nel corso del tempo.
Il famoso dovrebbe chiamarsi motion sickness, se non ricordo male.
Che quella sensazione diciamo di far girare la testa, di girare l'interno
esatto, di questo mondo virtuale.
La questione è che quello non è un mondo virtuale to core.
La questione è che io me la sono presa appunto con Apple
perché mi aspettavo qualcosa rivolto verso il mondo virtuale e che quindi
utilizzasse le tecnologie che sono richieste per ricreare quel mondo virtuale.
In questo caso possiamo vedere che la realtà è diversa, nel senso
che io l'ho chiamato scherzosamente realtà proiettata, ma questo ti risolve un
sacco di cose.
Penso a partire da quello e soprattutto avere un'esperienza che è legata
alla realtà e non è virtuale.
Io torno faccio due passi indietro e uno in avanti.
Da una parte sul discorso del
iamo di mettere due o tre punti che non abbiamo ancora trattato.
Da una parte, per esempio, anche l'audio, perché all'interno del Vision Pro
ci sono comunque un sistema di audio integrato, e la cosa particolare
di questo sistema audio integrato è che chi ascolta, cioè chi ha
il Vision Pro addosso, riesce ad ascoltare quello che si sente attraverso
il viso un po', quindi musica, sta parlando con delle persone, sente
le persone che parlano.
Addirittura è stato pensato un sistema di audio spaziale.
Quindi, se da una parte ho un uccello virtuale o comunque un
qualcosa di virtuale che è collocato spazialmente alla mia destra, il suono
provverrà, eh sì, vabbè, dai, alla destra, e così via.
Ma dall'altro, se
sono in mezzo a delle altre persone, sentirò anche quello che dicono
le altre persone, quindi riuscirò a interagire direttamente con queste persone pur
avendo, diciamo, essendo avendo i piedi in due staffe differenti, chiamiamoli in
questo termine.
Quindi è anche molto interessante questo.
Dal mio punto di vista, lo so che sarà una cosa un
po' particolare, ma io sono quello che sostiene che una delle cose
che per me sarà il non plus ultra del Vision Pro o
comunque mi piacerebbe provarlo, anche se sarebbe abbastanza inusuale come approccio, è
quello invece di utilizzarlo all'aperto.
A me è capitato di lavorare all'aperto con l'iPad Pro, ma anche
con un Mac, riflessi del sole, è praticamente non dico impossibile, ma
comunque si lavora in maniera molto scomoda con uno schermo all'esterno.
Il Vision Pro invece è il contrario: cioè hai gli schermi nel
buio totale sostanzialmente, ma ti permettono di vedere il mondo esterno.
Quindi lavorare adesso è molto hippie, ma è una delle cose che
effettivamente sto cercando di fare di più.
Secondo me ha anche ci sono sia motivi scientifici e motivi generali
per farlo.
Lavorare all'esterno quando è possibile farlo, con uno strumento del genere è
sicuramente interessantissimo perché hai, diciamo, un computer portatile nel vero senso della
parola, perché te lo porti davanti agli occhi, hai uno schermo potenzialmente
infinito.
Puoi lavorare tranquillamente su una panchina e in giardino, chiamiamolo così, senza
però quindi stando al sole.
Quindi è effettivamente l'unico vero rischio che ti prendi l'abbronzatura con l'effetto
Vision Pro, come si sono visti in alcuni meme.
Tuttavia, il vantaggio enorme è che vedrai perfettamente questo schermo, e potrai
fare tutto tranquillamente.
Anche per esempio, vai in giardino con i figli, devi comunque continuare
a lavorare.
Hai tu Vision Pro addosso.
Puoi stare, tra virgolette, dietro anche in parte ai figli o vedere
che non si ammazzino o roba del genere, ma contemporaneamente rispondono alle
mail o
fare ovviamente delle cose di concetto.
Ma dal mio punto di vista, per esempio, la parte più creativa
del mio lavoro, cioè quella di scrittura e così via, trova beneficio
dal stare all'aperto, dal potersi muovere addirittura, perché a quel punto lì
con la dettatura vocale io potrei dettare un documento mentre sto camminando.
Nel contempo sto guardando anche il documento o sto esaminando dei documenti.
Si possono veramente fare soluzioni di lavoro se si vuole lavorare, ecco,
in maniera notevolmente differente.
E secondo me è aberrante il contrario: cioè ovvio che se sono
bloccato in aereo, casomai mi diventa comodo andare a trasferirmi una delle
visuali spettacolari che hanno fatto vedere nella demo.
Ma abitualmente è il contrario, secondo me.
Cioè, la cosa interessante di questo sistema è
poter lavorare in posti inusuali, mettiamola così, immerso nel posto inusuale, ma
con un ambiente di lavoro che è portatile all'ennesima potenza, da un
certo punto di vista.
Io non so perché ho subito immaginato la pallonata di mio figlio
in fronte mentre ho il viso.
Beh, addirittura, però, teoricamente, dovresti riuscirla a vedere, quindi dovresti riuscire a
schivare.
Ah sì, sì, ma anche guarda, anche adesso se la vedo mi
arriva in fronte, comunque.
Perché a questo punto ci saranno i programmi apposta che rilevano, che
sta per partire una palunata, in fronte, ti dà la vibrazione per
spostarti, spostati a sinistra o a destra o per parare a seconda.
Quello che dice Filippo: è stravero.
Io, quando mi trovo in mobilità, trovo sempre in un ufficio ideale
dove c'è meno gente che disturba, meno problemi, sono più libero di
rilassarmi.
E questo può essere una panchina del parco, può essere il treno,
può essere il bar in attesa di un appuntamento, possono essere tanti
punti diversi, che poi sono smart working.
Smart working non è lavorare da casa, è lavorare dal punto migliore,
che può essere casa, ma può essere anche l'ufficio, può essere anche
la motocicletta, se la situazione lo permette.
E da questo punto di vista, per esempio, la spaziità di Vision
Pro è grande perché se tu hai un collega che ti si
avvicina da dietro, senti che si avvicina da dietro, non senti solo
un rumore di avvicinamento, e l'audio si sposa con il video e
con tutte le altre caratteristiche sensoriali che ha l'Aggeggio.
Per questo credo che non gli toglieranno niente.
Risparmieranno su prezzi minori di componenti che è più facile produrre e
così via.
Tuttavia, quello che oggi Vision Pro è il prototipo di quello che
deve avere un apparecchio di questo tipo, per farti superare tutti gli
handicap connessi al fatto di infilare un visore davanti alla faccia.
Assolutamente sì.
Adesso chiedo a voi se il caso di andare verso la fine
della puntata o se avete altro da aggiungere, perché in effetti di
carne al fuoco ne abbiamo buttata veramente tantissima e non l'abbiamo messa
tutta, ragazzi.
Vuol dire che in effetti, se
non abbiamo avuto modo di mettere tutto quanto sul piatto, vuol dire
che ce n'è davvero tanto di cui parlare.
Vuol dire che non è una sciocchezza.
Non è una cosa buttata lì da Apple, è qualcosa su cui
crede, come abbiamo visto.
Tant'è che gli ha dato una grande fetta del keynote, conseguentemente vuol
dire che ci sta credendo davvero tanto.
L'altra parte delle keynote è stata dedicata alle novità Apple di cui
parleremo a parte, ma un altro discorso.
Io adesso non so se volete aggiungere ancora delle note conclusive, oppure
se preferite poi riprendere ancora il discorso in una seconda parte, lascio
a voi la parola come si dice.
Dico solo puntualizzo solo che Vision Pro ha due pulsanti e abbiamo
parlato di un pulsante solo, perché l'altro, quello che serve a creare
i video, a prendere le fotografie e usarle, di quello non abbiamo
minimamente parlato.
Sarà anche un discorso interessante dal punto di vista dell'accettazione sociale, oltre
che dell'interazione dell'interfaccia.
Perché è il punto dove sono naufragati Google Glass.
Il pensiero che la gente vedesse uno che ha lì gli occhiali
e tocca e comincia a registrare, comincia a guardare tutto, è stato
sempre visto con un certo malumore, diciamo.
Malumore, esattamente.
Apple ha preso degli accorgimenti, insomma, ha affrontato la situazione da par
suo quindi non dovrebbe succedere la stessa cosa.
Tuttavia, magari sarà interessante parlarlo nella quinta ora del podcast.
Certo, mi sa che si sta profilando una seconda parte del Vision
Pro, ma la vedo così.
D'altronde però pensa se fosse stato Vision no, non funziona, non si
vede, non si accende, non si vede, nessuno l'ha visto, tra l'altro.
No, tra un'altra
un prototipo semifunzionante.
Il prototipo è questo, vedi tu?
Infatti, cosa che c'era qualcuno che in effetti, al fine Kynota si
era posto il problema, ha detto: ma questa qui è una sola
presentazione, l'hardware non l'abbiamo visto sul diciamo durante la presentazione.
Nel senso, di sotto te lo fanno vedere in qualche modo.
Però, in effetti, poi alla fine c'è stata una parte dedicata a
chi era sul posto e poteva provarlo, che in effetti ha avuto
questa fortuna.
Beati loro prima o poi inviteranno anche noi tre, o almeno basta
uno.
Nel senso, l'importante è che ci sia qualcuno di noi, in modo
tale che se lo vada a provare in anteprima, riesca anche a
parlarne direttamente.
Questa è una cosa interessante perché era così nuovo che quasi era
difficile credere che ci fosse qualcosa da provare, anche se in formato
ovviamente in ambiente protetto, ma ci mancherebbe.
Tuttavia, era così nuovo, così fuori dagli schemi, che sembrava impossibile che
qualcuno potesse provarlo qualche giorno dopo.
In realtà è andato a finire che è un prodotto reale, alla
fine dei conti.
Se avete dei gonnellini di banane.
Possi andare su TikTok, fare un milione di visualizzazioni.
Apple ce ne manda subito una.
Effettivamente, ci sono stati.
Dovevi essere almeno uno youtuber con un milione di subscribe?
Ma me ne manda qualcuno, ma più o meno, per essere invitato.
E per poter fare la prova vera e propria, addirittura dovevi avere
veramente una marcia in più.
Da quello che ho sentito dire, appunto, da chi l'ha provato, ci
sono due cose da sottolineare.
Da una parte nessuno ha visto gli occhi, chiamiamoli così, cioè la
parte, diciamo frontale del visore dove dovrebbero gli occhi, e diciamo nell'endone,
cioè dove nella sala mostra, diciamo, il visore faceva vedere l'effetto Siri,
chiamiamolo così, e nessuno che ha provato il visore, invece ha potuto
vedere un'altra persona col visore fuori.
Quindi, presumibilmente si suppone che ancora questa parte sia acerba, mettiamone in
questi termini.
Ma è pronto tutto il software rispetto agli occhi, semplicemente tu devi
fare prima un percorso di digitalizzazione della faccia.
Tuttavia, quello l'hanno fatto, diciamo che nessuno è mai riuscito a vedere,
siccome la gente aveva gli occhiali su, come vedevano gli altri, non
riusciva a vedere e non c'era, ma.
L'altra cosa che butto lì, perché è l'unica cosa che, dal mio
punto di vista, un po' stonato, nel senso che mi ha lasciato
un po' perplesso, anche se si è già detto, ne abbiamo già
detto anche noi, comunque è notizia nota: internamente Apple chi ha seguito
il progetto, l'ha utilizzato, ha utilizzato questi visori da tempo e vengono
utilizzati da tempo anche dentro le mura, diciamo, dell'epall park e così
via.
Non è stato ragionato e non è stato neanche spiegato.
Una cosa che tipicamente invece è Apple, sull'ergonomia, cioè sia l'affaticamento degli
occhi, questi schermi affaticano o non affaticano, come affaticano, sia secondo me
problematica più grossa, è che comunque ti metti in faccia 500 grammi
di un oggetto, peraltro nella parte frontale della faccia.
Quindi tendenzialmente hai la testa a sbilanciarti, questo ovviamente presumo da vecchio
quale sono, con tutti gli acciacchi vari ed eventuali, soprattutto sulla schiena,
può influenzare secondo me non poco la postura, e quindi puoi conseguentemente
dare dei carichi alla cervicale, ovviamente non da poco.
Il fatto che non ne abbia neanche fatto un minimo decenni, ma
ha lasciato un po' così, perché, fra l'altro, dal mio punto di
vista, non credo che il ragazzino si prenderà, cioè o meno ragazzino
che sta bene di famiglia, probabilmente sì, ma
esatto.
però abitualmente questo dispositivo, presumibilmente, è per un target, diciamo, sia benestante
da una parte, ma anche di una certa età, sopra i 40
anni più o meno, dove comunque appunto un gingillo di questo genere,
perché alla fine poi parliamoci chiaro, anch'io, per esempio scrivo gli attivati
col Vision Pro.
È diciamo un po' forzata come cosa, mettiamoli in questi termini.
Definirlo uno strumento necessario per il mio lavoro è abbastanza tirato, quindi
comunque presumibilmente sarà gente over 40 con un lavoro che ti permette
di fare un investimento di questo genere senza non dico battercilio, ma
comunque senza intaccare le risorse.
Non mi sembra che qualcuno comprerate un dispositivo di questo genere solo
per casomai, chi vuole sviluppare dei prodotti per questo dispositivo, allora può
fare un ragionamento del genere, ma lì è giustificato anche come.
Si apre un grande mercato per i poggi a testa, però poi
in parte le persone si abitueranno naturalmente perché quando è partito il
mouse, erano sindromi del tunnel del carpale una volta a settimana, adesso
il tema non esiste più.
Tutti hanno un avambraccio omicidiale e usano il mouse.
Va anche detto che la versione 8 peserà 50 grammi in meno,
la versione 12: 40 grammi meno della versione 8, alla fine si
andrà verso
quel processo di miniaturizzazione e disparizione della tecnologia che attraversano tutti gli
altri apparecchi.
Va anche detto che secondo me Apple non ha una base di
testing solida, cioè avrà diverse migliaia di ore di uso raccolte su
alcune centinaia di ingegneri, ma sono niente.
Devi raccogliere per vedere se ti dà problemi la cervicale, devi farlo
provare un milione di persone.
E a un certo punto se vengono, se viene la cervicale a
10.000 è una cosa, se viene la cervicale a 100.000 è un'altra
cosa.
Certo, cosa che era stata fatta poi anche con l'Apple Watch per
quanto riguarda la sensoristica.
Tuttavia era chiaramente di uno di grandezza diversa, perché hanno fatto delle
prove a tappeto, nel vero senso della parola.
In ogni caso, Apple se stai ascoltando, qua ci sono tre persone
che stanno zitte e farebbero volentieri il test.
Quindi penso che siano tre ambiti che molto probabilmente all'interno di Apple
non ci siano.
Nel senso che non penso che ci sia una figura di noi
tre all'interno di Apple che possa fare le stesse cose.
Tiroiamocela anche un po'.
E quindi, Apple, mi raccomando, adesso prendi e mandi tutto quanto, questi
simpatici tre personaggi che direi che a questo punto possono andare in
conclusione di puntata.
Che secondo me è stata bella densa, molto interessante, con tanti concetti
di tutti i tipi.
Davvero, non abbiamo parlato, come avete sentito, di caratteristiche hardware se non
in poco conto, nel senso che le potete trovare dove volete, ne
hanno parlato fino a far venire il vomito.
E quindi queste sono riflessioni veramente personali fatte da persone che utilizzano
tecnologia Apple.
Tutte le domande che ci siamo poste, tutte le riflessioni penso che
siano non dico di assoluto rilievo, ma sicuramente permettono di avere una
concezione un po' più
personale di un nuovo hardware e quindi meno legato alla tecnologia, ma
più proprio a qualcosa che riguarda noi stessi, all'utilizzo di tutti i
giorni e quello che può o non può portare all'interno delle nostre
vite lavorative.
Come sempre, se vi sono piaciuti tutti i nostri argomenti, le nostre
parole, avete solito andare da qualche parte e metterci un sacco di
stelline perché ce le meritiamo prima di tutto.
E poi, se invece volete entrare in contatto con uno di noi
a caso, non c'è nessun problema, sapete dove trovarci perché insomma Lucio
è.
Mi vergogno di chiedere di dove trovare Lucio.
Invece, noi siamo qualche piano più sotto, non qualche gradino, ma proprio
qualche piano più sotto.
Quindi più tardi vi dico anche dove trovarci.
Ma se volete metterci qualche tipo di bella frase all'interno delle vostre
recensioni e non sapete come fare, ci sono i link all'interno delle
note dell'episodio, mettete qualche recensione che è sempre ben accetta.
Se volete parlare direttamente con noi, l'indirizzo è sempre il solito.
Scrivete appunto.
it.
E come sempre, le note dell'episodiocolapodcast.
Oltre all'interno dell'episodio, andate su a2podcast.it/63 e trovate tutto
quanto.
Per quanto mi riguarda, che sono un pinco pallino, mi trovate sul
mio minimo blog che fa qualche visualizzazione.
Su all'indirizzo marchondnet.wordpress.com dove vi parlo di Mac architettura.
Lì scoprirete che oltre a questo ci sono altri vari podcast.
Ormai non li conto più perché se no mi viene mal di
testa.
Ma non per altro, ma perché forse sto un po' esagerando, mi
sono fatto un po' prendere la mano.
Scrivo anche su un altro blog, quello di Grafisoft Italia, c'è il
podcast Archic Talks sempre di Graffiso Italia.
E poi mi trovate anche sul mio canale YouTube che è piccolino,
sta partendo, ma ovviamente facendo tutte queste cose, soprattutto sbagliando le introduzioni
alle puntate, capite che di tempo ne ho veramente poco.
Invece, il nostro simpatico Filippo, dove lo troviamo?
Di bello.
Ma diciamo anche dove si può trovare Lucio a questo punto.
Invece Lucio, il punto di partenza è Macintelligence.org che è il mio
blog dove ogni tanto ogni tanto, nel senso che più o meno
è una volta ogni 24 ore al di là.
Appunto esatto?
Io non so come tu faccia, il contatti che sono qua che
vedo tutti gli articoli.
Non posso dirlo, ma a proposito di Vision Pro, questa è la
persona 3D, poi quella vera sta progettando la prossima puntata.
Comunque andatevelo a leggere, perché ci sono riflessioni non solo sul mondo
Apple.
Questo mi preme sottolinearlo, ci sono riflessioni a tutto campo perché giustamente
il nostro Lucio parla di cose che gli capitano durante il giorno
o riflessioni che gli capitano magari andando prima di andare a dormire,
e ha la forza di metterle giù e rendere disponibili a tutti
e sicuramente questo vi farà crescere perché ci sono cose che vi
fanno pensare.
Davvero, grazie Lucio per quello che stai facendo.
Non ti ho mai ringraziato direttamente, ti ringrazio direttamente online, così che
rimanga agli atti perché è davvero bello leggerti.
Oltre al danno anche la beffa, sentirti per due ore e poi
becarsi anche il ringraziamento.
Com'è così, le puntate non sai come iniziano e non sai come
finiscono.
Ma adesso non rimane soltanto che salutare i nostri ascoltatori che hanno
avuto la pazienza.
Attenzione, attenzione, attenzione.
Però prima di salutare, segnaliamo che la puntata 65 sarà dedicata al
WWDC 2023.
Con qualche sporata di Roberto, non ne abbiamo parlato oggi, ma ovviamente
sarà una puntata dedicata direttamente a quello, e ovviamente abbiamo il nostro
lucio che ci accompagnerà nella puntata.
Quindi creiamo un minimo di
hype, come si dice: quelli bravi parlano di hype, no: attesa, attesa.
Nel frattempo, se volete che proviamo davvero questi vision pro, fate anche
un pre-order, noi li accettiamo senza problemi.
Fate come volete.
L'importante è che ci fate arrivare questi Vision Pro che li proviamo
direttamente in puntata.
Direi che con queste note conclusive non ci rimane che salutare i
nostri ascoltatori online direttamente sulla diretta.
Ringrazio ovviamente Daniele Borghi che ha espresso un sacco di concetti.
Purtroppo non abbiamo avuto modo di riportarli all'interno della puntata, ma sono
ovviamente interessanti grazie Daniele e poi ovviamente a tutti gli ascoltatori che
ci hanno seguito fino qua e diamo all'appuntamento tra due settimane ciao
a tutti alla prossima