Strumenti per lavorare concentrati (Parte 2)
In questa puntata Roberto e Filippo parlano del perché è importante concentrarsi, le possibili tecniche e trucchi per farlo al meglio e come utilizzare la tecnologia Apple per avere un ulteriore aumento dell’effetto.
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In questa puntata Roberto e Filippo parlano del perché è importante concentrarsi, le possibili tecniche e trucchi per farlo al meglio e come utilizzare la tecnologia Apple per avere un ulteriore aumento dell’effetto.
Note dell’episodio
- A2 episodio 61: prima parte del discorso sugli strumenti per lavorare concentrati, richiamata come base della puntata.
- Effortless: libro citato per ragionare sul lavoro senza sforzo inutile e sulla preparazione delle attività.
- Tecnica del pomodoro: pagina enciclopedica usata per inquadrare il concetto citato nella puntata.
- Opzione Apple: guida Apple richiamata nel passaggio sulle modifiche di sistema e sull’organizzazione del Mac.
- Full immersion: funzione Apple discussa per filtrare notifiche e contatti in base al contesto di lavoro.
- Homepage minimale: episodio richiamato per il tema della semplificazione dell’ambiente digitale.
- Spotlight sul Mac: ricerca integrata in macOS usata come base di confronto per i launcher.
Sinossi1
1. Dalla teoria agli strumenti
Filippo e Roberto riprendono la puntata precedente: prima hanno parlato di sonno, corpo, ambiente e allenamento dell’attenzione; ora passano agli strumenti. La premessa resta prudente: nessuna app elimina distrazioni, imprevisti e problemi della giornata. Gli strumenti funzionano solo se sono inseriti in un metodo sostenibile.
Il primo concetto è preparare il lavoro prima di iniziare. Filippo lo riassume con una formula molto concreta: bisogna avere materiali, file, app e contesto già disponibili, così l’energia non viene consumata nei primi minuti per cercare ciò che serve.
“roba pronta per lavorare”
2. Pomodoro, timer e attrito basso
La tecnica del pomodoro viene presentata come metodo semplice: sessioni concentrate, pause brevi, cicli ripetibili. Roberto ricorda l’origine del nome, legata ai timer da cucina, ma la parte utile oggi è la struttura: un intervallo definito aiuta a iniziare e a contenere l’ansia del lavoro lungo.
“brevi sessioni concentrate attraverso un timer”
Gli strumenti Apple offrono varie strade: timer su iPhone, iPad, Mac, Apple Watch, Siri e Spotlight. Filippo segnala che il timer visibile nella barra dei menu su macOS riduce l’attrito perché rende chiaro quanto resta senza dover cambiare app. Siri può essere ancora più rapido quando basta avviare un conto alla rovescia a voce.
“partire i timer a voce”
3. Comandi Rapidi e automazioni
La puntata entra poi nel terreno delle automazioni. Con Comandi Rapidi si possono creare timer o sveglie distanziate, costruendo una sequenza di lavoro e pause. Non sempre il sistema consente esattamente ciò che si immagina, ma il principio è chiaro: automatizzare ciò che è ripetitivo abbassa il costo di iniziare.
“l’automazione è utile”
Filippo e Roberto insistono sull’adattamento personale. Venticinque minuti non sono una legge: si può lavorare con blocchi più lunghi o più brevi, a seconda dell’attività, dell’energia e del momento della giornata. Lo strumento deve sostenere il metodo, non diventare un’altra regola da subire.
4. Time blocking, musica e routine di avvio
Prima delle app specifiche, i conduttori parlano di time blocking e preparazione. Bloccare tempo in calendario serve a proteggere attività importanti e a rendere visibile l’impegno, anche quando la giornata cambia. La musica, i podcast o i suoni di sottofondo possono aiutare alcuni utenti a entrare in modalità lavoro, purché non diventino un’ulteriore fonte di distrazione.
La routine di avvio è centrale: aprire i file giusti, chiudere quelli inutili, scegliere la musica o il silenzio, attivare un timer, mettere il telefono in modalità adeguata. Sono piccoli gesti, ma ripetuti ogni giorno riducono la negoziazione mentale prima del lavoro.
5. Finestre, scrivania e Stage Manager
La seconda metà guarda al Mac e all’iPad come spazi di lavoro. Filippo parla di gestori di finestre come Amethyst, mentre Roberto ragiona su Stage Manager. Il tema non è estetico: finestre sovrapposte, desktop pieni e applicazioni aperte a caso consumano attenzione. Un gestore di finestre o Stage Manager può aiutare solo se rende più semplice vedere ciò che serve e nascondere ciò che non serve.
“Scrivania pulita che vuol dire sia scrivania fisica”
Sul Mac Stage Manager può non essere ideale per tutti; su iPad il discorso cambia perché la gestione delle finestre è più vincolata e la funzione può creare gruppi di app utili. La regola pratica è provare il sistema sul proprio flusso reale: scrittura, ricerca, email, documenti, call e consultazione non hanno tutti la stessa esigenza.
6. Full immersion e chiusura del contesto
La parte finale è dedicata alle modalità Full immersion. Filippo e Roberto le trattano come filtri contestuali: in modalità lavoro si possono consentire certe notifiche e bloccarne altre; su iPad o iPhone si può cambiare schermata, app visibili e comportamento delle comunicazioni. Il vantaggio non è solo non ricevere notifiche, ma avere un segnale chiaro che si è entrati in un contesto diverso.
“se io sono in modalità lavoro”
L’episodio chiude con un criterio: meno attrito, meno finestre inutili, meno notifiche e più preparazione. Timer, automazioni, Stage Manager, scrivania pulita e Full immersion funzionano quando rendono più facile iniziare, restare dentro un’attività e uscire dal lavoro senza portarsi dietro tutto il rumore digitale.
Questa sinossi è generata con l’intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione della puntata. ↩︎
Leggi la trascrizione completa
Benvenuti all'episodio 62 di A2, che è uno scelto di lingua, in
questo caso, in cui scoprire come ottenere il massimo dalla vostra tecnologia
Apple.
Io sono Filippo Strozzi e sono il vostro ospite assieme all'amico Roberto
Armerin.
Di che cosa parliamo, mio caro Roberto oggi?
Oggi parliamo della seconda parte dell'argomento principe per tutti quanti, ovvero gli
strumenti per lavorare concentrati.
Un problema che bene o male tutti quanti abbiamo affrontato in qualche
modo e in qualche modo ci siamo fatti aiutare dalla musica.
Abbiamo detto musica, quindi sigla
A2 Podcast.
Scopri come ottenere il massimo dalla tua tecnologia apple.
Due professionisti, Filippo e Roberto, te lo spiegano con argomenti monotematici ed
ospiti che raccontano il loro flusso di lavoro,
ed eccoci qua nella seconda parte della puntata dedicata agli strumenti per
lavorare concentrati.
Nella prima parte abbiamo visto l'importanza di concentrarsi in un mondo sempre
più pieno di rumore, rumore di qualsiasi tipo, forma e dimensione.
A partire dal cellulare, a parlare delle email a riguardo a tutto
quello che abbiamo attorno, compreso la famiglia, perché anche quella fa rumore,
anche solo il traffico fa rumore.
Tutto quanto riesce a distrarci, riesce a interrompere quello che stiamo facendo.
Quindi abbiamo iniziato a proporre strategie e metodi che sono fondamentali per
quanto riguarda il mantenimento della propria concentrazione.
Ci siamo un po' dilungati, bisogna dire perché abbiamo preso.
No, no, davvero?
Abbiamo preso in effetti qualche allungamento.
Colpa mia, ovviamente, perché mi sono diventato prolisso.
E quindi ho cominciato a buttare fuori tutto quello che mi veniva
in mente e non mi sono accorto del passare del tempo, colpa
mia.
E quindi questa qui è la seconda parte che va, diciamo, a
fare da compendio alla prima dove entreremo un po' più nel dettaglio
per quanto riguarda gli strumenti che ci aiuteranno.
Detto questo, bisogna ovviamente ascoltare la prima per arrivare sul pezzo, sulla
seconda.
Quindi vi consiglio di andarvel ad ascoltare, soprattutto se volete anche dare
qualche spunto, sapete dove trovarci.
Comunque ve lo ricorderemo alla fine della notte della puntata.
E quindi, cosa bisogna iniziare a fare in questo mondo incasinato?
Purtroppo non abbiamo la licenza di far sparire la gente attorno a
noi, purtroppo delle volte ci vorrebbe, ma per fortuna siamo in una
società civile e quindi in questo caso non possiamo farlo.
Piacerebbe tantissimo avere delle cuffie a riduzione del rumore per riuscire appunto
a isolarmi ancora di più, ma anche queste potrebbero creare dei problemi
soprattutto quando si va a fare editing audio, quindi anche questo è
sconsigliato.
Quindi incominciamo a pensare, come ho fatto io adesso, da dove partire,
da dove possiamo partire?
La cosa importante qual è?
Indovinate un po' come in tutte le cose è partire.
Eh sì, perché proprio questo è il problema grosso un po' di
tutto il mondo, ovvero che come abbiamo già anche parlato, spesso e
sovente delle abitudini che bisogna adottare, bisogna iniziare da qualche parte, perché
se non si inizia mai, purtroppo non si arriva mai neanche alla
fine.
Ma la questione è: vale per tutti i discorsi, oppure i progetti.
Uno tra tutti, anche noi, che abbiamo fatto due podcast, ci abbiamo
messo la bellezza di due anni, se non ricordo male, Filippo.
Correggimi se sbaglio: esattamente, ci abbiamo messo forse un po' di più,
perché adesso non mi ricordo più qual è la prima prova di
registrazione che abbiamo fatto.
Era pre-pandemia, comunque.
Noi abbiamo iniziato in pandemia ed era pre-pandemia.
Era ancora tempi felici che non sapevamo che ci aspettava una pandemia
in mezzo, ma siamo sopravvissuti e siamo qui a raccontarvela.
E un'altra cosa che vi volevo dire è che in effetti ci
abbiamo messo un po' tanto con due podcast, ma per esempio ci
sono altri progetti dove in effetti è anche facile buttarsi.
Io, ad esempio, col mio podcast personale Snap, sono partito a registrare
in auto giusto per dare un indizio.
E poi anche con il mio nato canale YouTube mi sono lanciato
così senza saper leggere né scrivere, e però, in qualche modo, sono
partito da qualche parte.
Una cosa che bisogna tenere ben presente, soprattutto quando si tratta di
lavorare, ma anche in tutti i vari progetti sia personali che professionali,
è l'importante avere, come dice Filippo, roba pronta per lavorare.
Ovvero cosa vuol dire?
Che se io perdo tempo a organizzare il lavoro prima di lavorare,
io quel tempo lì l'ho perso perché non lavoro effettivamente.
Quindi, è una cosa che può essere interessante, una cosa che io,
ad esempio, adotto inconsciamente, diciamo così, ma che Filippo, con questa scheletra,
me l'ha portata un po' fuori, nel senso che non ci avevo
mai pensato.
È che in effetti, quando mi sto dirigendo verso il momento in
cui mi vado a concentrare per lavorare, ho la tendenza a avere
il lavoro fatto, ovvero sapere cosa devo fare.
Quindi è
importante prepararsi prima di iniziare a lavorare concentrati.
Nel senso che faccio un esempio banale che però penso che possa
chiarire un po' la questione, è ad esempio l'inizio della settimana.
Io quando inizio la settimana, ho già pronto da sabato domenica una
buona organizzazione della settimana, nel senso che so cosa devo fare, quando
lo devo fare e soprattutto quali sono gli appuntamenti.
Me li gestisco un po' come vi ho raccontato, con Notion con
la gestione settimanale, e quindi è importante iniziare la settimana con avere
un bel programma preciso.
Ho sperimentato sul mio personale lavoro il problema di non iniziare preparati,
nel senso che c'è stato un periodo perché ho avuto veramente un
po' di casino dietro le quinte, chiamiamolo così, e non riuscivo a
organizzare la settimana.
Quindi avevo perso quel treno che mi ero riuscito a salire, che
mi permetteva nel weekend di mettermi a posto la settimana, sapere cosa
fare e cosa non fare.
E poi, soprattutto, un'altra cosa che è interessante è riuscire a chiudere
la giornata, la sera, non proprio quella lavorativa, proprio verso la sera,
e organizzarsi ulteriormente la versione della mattina del giorno dopo.
Questo perché?
Perché, come sappiamo benissimo, all'interno della giornata, oltre alle varie distrazioni, ci
sono anche i vari problemi della vita e in qualche modo bisogna
affrontarli, e quindi è direi normalissimo cambiare un po' la scaletta di
quello che ci si era organizzati.
Per questo motivo avevo trovato questo, diciamo, ingranaggio funzionante che mi permetteva
di riorganizzare il giorno dopo in base a quello che avevo fatto
il giorno stesso, quindi diventava molto utile.
Io vi ho parlato, ad esempio, nella scorsa puntata di qualche strumento.
Ne abbiamo parlato io e Filippo così in modo molto superficiale, anche
Notion è uno dei tanti che possiamo utilizzare.
Ma a questo punto io lascio la parola a Filippo che ci
racconta invece un po' più nel dettaglio il software, che è quello
che ci può aiutare all'interno
del nostro workflow.
Ma prima di parlare del software, dobbiamo anche parlare di qualche tecnica.
Penso che Filippo ci voglia raccontare un po' di più sul time
blocking.
Sì, alcune piccole precisazioni.
Ovviamente, avere la roba pronta vuol dire anche avere i materiali su
cui si vuole lavorare, nel senso che è ovvio che se io
voglio scrivere un atto, devo aver prima fatto le ricerche, devo aver
prima preparato il materiale.
Oggi, per esempio, noi ci troviamo con la scaletta pronta e quindi
abbiamo la possibilità
di muoverci rapidamente, una parola azzardata in questo caso, ma comunque sappiamo
come muoverci e sappiamo come gestire questo podcast.
È questo che aiuta e soprattutto semplifica a volte la vicenda.
Sul time blocking, anche il time blocking può diventare uno strumento utile
per crearsi una scadenza precisa.
Per il time blocking, sostanzialmente prendo un appuntamento con se stesso per
fare una specifica cosa.
Quindi dedicare, per esempio, stasera e abitualmente io mi segno due ore
dalle 21 alle 23 più o meno, per registrare la puntata con
Roberto.
Quindi so che stasera io ho un impegno con Roberto per registrare
la puntata.
Ecco, farlo per le varie attività che dobbiamo svolgere è ovviamente utile.
Utile perché da una parte rende intenzionale quello che vogliamo fare.
Quindi, come diceva Roberto, prescende dalla confusione che il mondo esterno ci
butta addosso, diciamo, però avere un minimo un'idea della scaletta della giornata,
di quali sono gli impegni e di che impegni eventualmente posso prendere
o posso spostare durante il corso della giornata, mi rende anche più
facile capire cosa posso fare, cosa sono in grado di fare e
così via.
Dall'altra, sapendo già cosa devo fare all'inizio della giornata, riesco anche a
fare queste attività con minor sforzo, proprio perché so già dove devo
andare, cosa devo fare e così via.
E dall'altra, avere una fascia di tempo specifica ti permette ovviamente di
contenere anche l'impegno.
Perché è ovvio che, a parte casi eccezionali, dove post registrazione ci
perdiamo in chiacchiere, però, meno male al lunedì sera io e Roberto
ci troviamo e sappiamo che dalle 9 di sera fin verso le
11 siamo impegnati, facciamo le nostre cose.
Se andiamo troppo oltre, sappiamo anche che dobbiamo tagliare.
Infatti, la volta scorsa, per esempio, abbiamo deciso di fermarci per tempo
proprio per non andare oltre il tempo che ci eravamo prefissati, e
questo è molto utile.
Da una parte, perché ovviamente certi impegni evitano di sforare di, per
esempio, prenderci tutta la giornata.
Dall'altra siamo motivati da un certo punto di vista.
Pian piano che arriva la scadenza, a cercare di ultimare o essere
anche più concentrati, perché questo è il tempo che ci siamo dati.
Quindi sicuramente questo è un ulteriore modo utile, un altro metodo, diciamo,
per cercare di lavorare in maniera più concentrata e così via.
Poi adesso iniziamo un po' a vedere tecniche, barra cose che si
possono fare con le applicazioni Apple.
La prima è abbastanza semplice, ne abbiamo parlato secondo me anche varie
volte, probabilmente incidentalmente, ma è il cosiddetto pomodoro timer: la tecnica del
pomodoro, che, peraltro, è stata creata da un italiano, e nella sostanza
l'idea è quella di fare delle brevi sessioni concentrate attraverso un timer,
appunto pomodoro timer, perché il ragazzo che ha inventato, chiamiamola così questa
tecnica.
Utilizzavo quei timer da cucina a forma di pomodoro e quindi da
lì il nome.
Scalenziati in 25 minuti: 25 minuti, una pausa di 5 minuti dove
non si fa niente, chiamiamolo in questo termine, cioè si fa un'attività
sostanzialmente di recupero.
E poi altri 25 minuti credo in tre cicli.
E poi solitamente si fa una pausa più lunga di 25.
Proprio per tutelare per cercare di studiare in maniera concentrata e la
memoria è giusta.
Questo si può sicuramente applicare a qualsiasi attività, infatti, viene applicata spesso
e volentieri da tanti.
Io posso anche dire che spesso e volentieri diciamo il timer diventa
poi una scusa, cioè nel senso, a volte io la uso poco
perché poi quando parto parto, però se vedo che ho difficoltà e
quindi casomai mi metto un timer, a volte poi, anche se il
timer suona, continuo ad andare avanti.
Perché una volta che poi appunto l'importante è partire quando prendi lo
slancio, poi difficilmente ci molli, o casomai vedi che stai arrivando in
fondo e quindi hai quella voglia spesso e volentieri io parto a
fare l'editing di una puntata, casomai ci metto, sono ritagliato un'ora.
Quando arrivo l'ora, però sono quasi alla fine dell'editing della puntata, dico:
vado avanti, faccio altri casomai 20 minuti senza problemi, perché poi alla
fine so che la puntata è finita, quello che dovevo fare l'ho
fatto e ho la soddisfazione di aver raggiunto l'obiettivo.
Quindi il vero discorso è proprio quello quando si parte per un
viaggio, una volta che sei quasi a fine viaggio, raramente ti fermi
a
breve termine dall'arrivo, ma vai all'arrivo definito.
È ovvio che se sei invece a metà viaggio e ti sembra
di morire, casomai fai una pausa, e a quel punto lì poi
diventa sempre più difficile ripartire da capo.
Per cui, come implementare questa tecnica basilare, ovviamente si può fare in
maniera analogica, quindi con il famoso pomodoro timer o un timer qualunque,
si può ovviamente utilizzare l'iPhone, l'iPad o i vari dispositivi che hanno
dei timer.
E ovviamente la versione, chiamiamola così, base del sistema non permette di
avere i timer ripetitivi, chiamiamolo in questo termine.
Quindi ogni volta facciamo ripartire un timer di 5 minuti o di
25 minuti e in base alle nostre esigenze.
Quello che segnalo è che ormai con Siri è possibile ovviamente far
partire i timer a voce, sia su Mac che su iOS e
iPadOS, quindi è molto semplice.
E addirittura segnaliamo perché è una delle cose relativamente nuove.
Quindi con Spotlight è possibile proprio con comandi rapidi, generare dei timer
più strutturati.
Quindi, da una parte con Spotlight, se inserisci i timer spesso e
volentieri ti viene il timer che vuoi, oppure puoi digitare il timer
25 minuti e ti fa partire un timer di 25 minuti.
Con comandi rapidi è possibile creare i timer chiamiamoli così scadenziati, ma
non come penseremo noi: nel senso, non è che posso dirglire un
timer di 25 minuti, poi aspetta 5 minuti, poi fai un altro
timer, ma devi fare la matematica sostanzialmente perché si possono creare più
timer, ma a intervalli di tempo più lunghi.
25 minuti, pausa di 5, quindi ha un timer a 30 minuti,
poi un altro timer a 55 minuti a questo punto, un timer
a 60 minuti e così via.
Quello che può venire comodo in questo caso e già che ci
siamo, faccia una piccola parentesi perché è una cosa utile: sono i
comandi rapidi legati e le azioni dei comandi rapidi legati al calcolo
delle date.
Perché si può prendere, per esempio, si può creare un comando rapido
dove si prende la data attuale, quindi data e orario ovviamente, ci
si aggiungono 25 minuti e a questo punto si crea una sveglia
o un timer con quella data aggiuntiva.
In questo caso, ovviamente, facendo delle aggiunte incrementali, si può con un
comando rapido unico lanciare, per esempio, le 3-4 sveglie che servono per
fare una sezione completa di pomodoro timer.
Ovviamente esistono un fracasso di applicazioni di terze parti che implementano in
una maniera o in quell'altra il sistema.
Credo la cosa carina di macOS attualmente è che con i timer
adesso si vedono nella barra del menu quindi con zero spesa e
zero fatica, tra virgolette, se si lavora ovviamente davanti a un computer,
si vede il timer che scende, diciamo, nella barra del menu.
Quindi, mentre si sta lavorando, si può tranquillamente guardare il timer e
quindi essere anche motivati, questa scelta visuale.
Tu hai qualcosa da aggiungere, Roberto?
Stavo pensando che una cosa interessante potrebbe essere quello di utilizzare Siri
per lanciare i timer, che forse crea ancora meno attrito, penso, perché
con la voce basta avviare il timer 25 minuti, oppure, se si
vuole fare qualcosa di speciale, magari potrebbe essere interessante, ma qui chiedo
a te, perché è nella mia mente, ma non l'ho mai provato.
Potrebbe essere quello di fare un'automazione che è richiamabile con Siri, lato
voce dove parte un timer da 25 minuti, poi però, a questo
punto non credo che si possa ganciare un altro timer da 5
minuti.
Puoi fare appunto quel gioco con i comand rapidi, cioè puoi generare
un comando rapido che ti genera più sveglie o più timer distanziati
nel tempo.
E potresti chiamarlo, quindi puoi dire il pomodoro, timer o quello che
vuoi.
Segna un'applicazione molto molto carina.
Di cui sono anche beta tester.
Che alla fine poi non utilizzo tantissimo perché non sono un utilizzatore
folle dei timer, ma si dovrebbe chiamare aspetta, just timers.
La cosa carina di questa applicazione è che quello che abbiamo raccontato
fino adesso, cioè la possibilità di lanciare più timer uno in sequenza
all'altro, in base a tutta una serie di necessità.
Quindi, molto carina, e si possono creare anche dei timer, chiamiamoli così
personalizzati, nel senso che possiamo avere dei timer differenti per nome, chiamiamolo
così, e anche differenti per tempo, per cui avere dei timer personalizzati
proprio per le specifiche esigenze, diciamo che uno ha.
Ovviamente 25 minuti sono arbitrali, quindi si può tranquillamente fare dei timer
da 30 minuti, l'idea di fondo è fare un timer dove o
male si crea un periodo di tempo
non troppo lungo, per cui non ci si sta concentrati troppo e
quindi non si rischia anche di perdere la concentrazione.
E dall'altro non troppo breve perché, se no, non si riesce poi
a fare nulla sostanzialmente.
È vero, è una metodologia che ho utilizzato anch'io, quella dei 25-5
minuti, che francamente adesso è un po' abbandonato in favore di un
metodo un po' diverso che semplicemente ha diviso la giornata in due
e cerco di concentrarmi nella prima parte della giornata in modo continuativo,
e nella seconda a rilanciare le cose che sono di secondo piano.
Per adesso pare funzionare, vediamo se è il caso di ritornare al
pomodoro timer.
Che comunque mi ha aiutato davvero tanto, tantissimo, soprattutto, secondo me, è
utile quando siano dei lavori lunghi che magari sono complessi, come potrebbe
essere, ad esempio, fare dei dettagli, fare un progetto esecutivo che ti
porta via un sacco di tempo nel disegnarlo,
nello studiare discorrendo, e magari diventa molto utile, soprattutto se siano delle
scadenze, riuscire a fare delle pause di 5 minuti.
Quando invece, ad esempio, riesco un po' a gestire meglio il mio
tempo, mi trovo attualmente meglio con questo metodo di smezzare la giornata.
Sono d'accordo con te.
Anche se per esempio nell'ultimo periodo io faccio veramente fatica, ma questo
è un altro discorso.
Perché non l'abbiamo detto, ma spesso e volentieri poi si va a
fasi: cioè ci sono i periodi per mille motivi dove se concentrati
c'è meno confusione e quindi si riesce anche a fare le cose
meglio.
Ci sono periodi della vita dove appunto queste tecniche possono venire soprattutto
in aiuto, proprio nel momento in cui si rende conto che non
si riescono a fare le cose.
Raccontavo fuori onda Roberto oggi dovevo fare delle cose alla fine per
mille motivi non le ho fatte, ho abbracciato l'idea che va bene
oggi faccio poco, ho fatto dell'altro, però poi so anche che domani
dovrei cercare se riesco, di mettere in pista le cose che dovevo
fare stamattina che non ho fatto.
Quindi è anche molto utile rendersi conto in che momento specifico della
vita si è, in che momento anche di energia si ha in
quello specifico momento e poi, ovviamente, adattare alle esigenze e alla situazione
concreta.
Tutto quello che raccontiamo noi ovviamente deve essere appreso anche nell'ottica di
dire prendere quello che può essere utile e lasciare perdere quello che
non funziona o non diventa comodo.
Appunto, il pomodoro timer, per esempio, io l'ho segnato perché effettivamente può
diventare comodo.
Mentre eravamo mi è venuto in mente che io spesso e volentieri
con mio figlio, quando studiamo, assieme facciamo i compiti assieme, utilizziamo un
sistema un po' diverso, cioè, nel senso, cerchiamo di fare due o
tre cose, e poi, ovviamente, lui si prende la sua pausetta, il
suo timer di 5-10 minuti di riposo, che, però, effettivamente aiuta molto
a scadenziare e anche a comunque continuare a fare fino a che
non abbiamo ultimato tutte le operazioni dei compiti e soprattutto dal mio
punto di vista, oggi, diciamo, lo devo sorvegliare perché ancora piccolo, domani
spero che questo metodo comunque gli rimanga attaccato e quindi poi lo
faciliti in un momento di autogestione, quant'altro.
Cosa che io devo dirti la verità, quando ero giovine, diciamo, non
avevo nulla di tutto ciò, quindi la mia organizzazione, la mia era
disorganizzazione o gestione a voglia, mettiamola così.
E mi rendo conto, però avrei potuto fare molto di più e
soprattutto faticare molto di meno con un sistema più reggimentato e più
regolarizzato, mettiamole in questi tema.
Ovviamente un altro punto per iniziare per far funzionare le cose meglio,
sono le automazioni.
Sembra il mio live motiv, ma l'automazione è utile per da una
parte standardizzare, quindi rendere uniforme le cose, e dall'altra velocizzare soprattutto le
operazioni tesiose e ripetitive.
Recentemente, appunto, per tutte le puntate A2 Podcast, abbiamo diciamo una
Kanban dove ci sono gli oggetti delle singole puntate, poi tutte le
attività che abitualmente sono ripetitive, di come si realizza una puntata dall'inizio
alla fine.
Progressivamente, siccome utilizzo to doist bene o male, Roberto subisce più o
meno
to doist lato suo, però,
siccome di fatto sono io quello che inserisce tutte le varie cose,
alla fine ho creato un'automazione per cui in pochi secondi mi genera
tutta la struttura diciamo delle attività da svolgere per la puntata, quindi
la creazione della scaletta iniziale, della mappa mentale, le miniature, il link
a YouTube.
Quando registriamo, di modo che ho anche la data di quando registriamo,
la fase di editing e tutta la fase di cosiddetta post-produzione è
che diventa comodo perché ovviamente mi permette velocemente di avere già la
scaletta di tutta l'attività da svolgere, e poi a quel punto lì
mettere anche in base quando dovrà venire pubblicata la puntata, mettermi tutte
le scadenze, per esempio, caricare su Fireside, che il sito su cui
pubblichiamo il podcast.
Abitualmente me lo metto un giorno prima dell'avviso o un giorno prima
della pubblicazione della puntata, di modo che, comunque, la domenica, che solitamente
casomai capitano di tutte e di più, ho un ricordo che devo
farlo se non l'ho già fatto precedentemente.
Quindi, almeno ho un segnale che devo farlo entro un determinato momento
e in un determinato periodo, perché mi è già capitato varie volte
di ricordarmi al lunedì mattina che dovevo pubblicare la puntata.
Sì, sì, ma è normale amministrazione.
Stavo ragionando mentre raccontavi, che questo è un tipico esempio di standard
operation program di cui parlavamo qualche puntata fa, le SOP che una
volta che sono ripetitive, tanto vale avere una scaletta da seguire che
si tira fuori ogni volta, quella volta che si fa l'operazione.
Nel nostro caso è un po' è molto ripetitiva perché ogni due
settimane usciamo, io con Snap esco ogni settimana e quindi abbiamo una
serie di cose da fare ogni settimana
continuativamente un lavoraccio.
Devo dire che mai come in questo periodo riesco a capire cosa
vuol dire creatore di contenuti e sottolineo il fatto che in effetti
bisogna avere anche un po' di sguardo critico, diciamo spostandoci un po'
verso l'alto e cercare di capire nella nostra vita quali sono i
punti bassi e alti di concentrazione, ma soprattutto capire dove siamo.
Io, ad esempio, come Filippo, per me maggio-giugno sono due mesi che
arrivo veramente in ginocchio verso le vacanze di agosto.
Luglio non lo considero neanche perché è noto che sono morto.
Ma la questione è che si sta iniziando ad alzare l'onda
della diciamo di sentirsi affaticato fino a maggio, sarà un po' l'età,
sarà un po' il cambio di stagione, sarà quello che vuoi.
Però fatto sta che, comunque, io questo maggio l'ho sentito abbastanza pesante
e ho il timore che giugno lo sarà ancora di più.
E quindi bisogna cercare un po' di tenere un po' botta con
questi metodi che vi stiamo dando che utilizziamo anche noi in prima
persona.
E come giustamente ha fatto Filippo, ha detto, vabbè, oggi non ce
la faccio, delle volte meglio lasciare perdere piuttosto che mettersi sopra e
lavorare male perché è peggio.
Nel senso che non ottenete niente, sapete che di non aver ottenuto
niente siete ulteriormente arrabbiati.
Invece, avere proprio si tratta di coraggio in questo caso.
La possibilità e il coraggio di dire Ok, oggi proprio niente c'è
il cervello che non collabora, lasciare che il cervello non collabori, vada
a farsi un giro in spiaggia e poi, quando tornerà, ci mettiamo
a lavoro insieme.
Io e il mio cervello riusciamo a portare a casa, magari la
pagnotta.
Consigli interessanti da ascoltare perché spesso quando ci si è dentro non
ci se ne accorge, e quindi magari sentirlo, magari lo ribadiamo, aiuta
secondo me, perché vuol dire che non siete soli, anche noi capita,
capita tutti quanti, quindi siamo nella stessa parte.
Un'altra cosa da sottolineare: ovviamente noi siamo liberi professionisti, quindi abbiamo i
capi di noi stessi nel bene e nel male.
Però anche quando comunque siete studenti o comunque si lavora per altri,
è ovvio che non si può dire non vengo a lavorare.
Ciao, mettiamoli in questi termini, ma sicuramente se si rende conto che
la giornata non è così proficua, si può dove è possibile.
Ovviamente se sei sotto scadenza, che domani ci la consegnava un lavoro,
è ovvio che a un certo punto, ma spesso e volentieri poi
di necessità si fa vertù in questi casi.
Però si possono, per esempio, svolgere attività più blande, chiamiamole in questo
termine, casomai delle telefonate, delle corrispondenze email e così via, e evitare
la cosa complicata per poi, casomai, invece, affrontare meglio cose complesse.
Mi ha fatto venire in mente una questione.
Quando ero dipendente, lavoravo diciamo in un ufficio open space e mi
ricordo precisamente che ognuno adottava una tecnica un po' diversa, nel senso
che c'era chi arrivava presto la mattina, perché non avevamo bisogno di
arrivare a un certo ore, però, diciamo, avevamo dei compiti da fare.
E mi ricordo che c'era un mio collega che arrivava lì alle
6 di mattina e io ero veramente stupito.
Lavorava quelle sette due ore e mezza, circa, quasi tre, dove praticamente
arrivava la gente poi più tardi.
Quindi riusciva a lavorare in quelle tre ore, quello che riusciva a
fare in sei ore con la gente in ufficio.
Perché questa gente in ufficio, in qualche modo lo disturbava e si
rendeva conto che io vabbè ok, parto alle 6, però faccio il
lavoro di una giornata quasi in tre ore, sto praticamente altre 3-4
ore e faccio le cose minimali e io chiuso la giornata e
sto bene, invece che arrivare, che ne so, alle 8 e mezza,
8 e mezza 9, faticare tutta la giornata perché fa fatica a
concentrarsi e poi arrivare magari alle 8 a dire ok non ho
concluso niente e domani sono già in ritardo.
Questa era una possibile idea.
Io ad esempio avevo un'altra tecnica che era quello che appunto, invece
io arrivavo tardi la mattina, non facevo le cose più importanti la
mattina, ma aspettavo in effetti verso la sera, che invece era il
mio momento in cui riuscivo a essere più concentrato, dove cercavo di
battere duro sui computi metrici, assentamente dove c'era bisogno in effetti di
concentrazione al massimo livello.
Poi, chiaro, ho potuto dire ognuno ha il suo metodo, ha le
sue libertà all'interno di un ufficio dove si è dipendenti, ma ad
esempio, penso che una pausa caffè prolungata faccia più bene che male
in questi casi.
E quindi concedetevela delle volte se è possibile, perché a volte non
è neanche apprezzato questo.
Ma questo è un altro discorso.
L'altra cosa, ovviamente, tu hai parlato di Open Spa e così via,
anche se non sempre da quello che ho capito, sono politiche apprezzate
o meno.
Però una delle cose che si può fare, ovviamente è avere le
cuffie e avere quelli che si chiamano rumori di sottofondo.
Nel caso specifico di Apple, tra l'altro, ce ne sono pochi, diciamo,
non c'è una quantità enorme di rumori di sottofondo, ma vi segnalo
che effettivamente c'è appunto un'opzione gratuita di Apple con credo non so
quanti suoni.
Forse 4 o 5, però veramente pochi.
Si su macOS che su iPados si va nelle è abbastanza nascosto,
ovviamente tutta questa roba qui.
Perché sono nelle impostazioni accessibilità, audio, e a questo punto va e
si può ovviamente abilitare il suono direttamente da lì.
E se si vuole invece poter accedere rapidamente, diciamo a questi sistemi
si deve andare in centro di controllo.
E dentro il centro di controllo ci sono dei tag sostanzialmente da
attivare.
Che udito mostrano una barra dei menu e mostrano in centro di
controllo, che appunto danno la possibilità anche di avere questi suoni abbastanza
comodi, è una parola grossa, abbastanza comodi.
Io abitualmente non sono un amante di questo genere, anzi, abitualmente lascio
alla gente basita, perché io per concentrarmi ascolto la musica, ma musica
randomica,
anche perché a un certo punto la musica mi silenzia, diciamo, il
mormore del cervello e a un certo punto vado, per i fatti
miei, non ascolto neanche più la musica.
Tuttavia che altri fa impazzire.
Quindi, però studiavo così, io qui mi sfondo un portone aperto perché
se mi devo concentrare, sono di fretta.
Io ho solo un genere musicale che posso ascoltare, che il metal
lo tengo veramente alto, nel senso che ogni tanto c'è mia moglie
che mi batte sulla spalla per dirmi di abbassare, perché lo sente
lei, che ha tre metri da me essenzialmente.
E' vero, ad esempio, con la musica metal, quella che piace, faccio
delle playlist, non dico che faccio delle playlist apposite perché sarebbe un
po' troppo.
Tuttavia, diciamo che con Alex Raccuglia, il nostro amico comune, abbiamo un
podcast un po' latento in questa fase, ma perché ci sono un
po' di alti e bassi incrociare le rispettive vite, è un po'
difficile, ma al tempo indietro riuscivamo a fare delle playlist ogni due
settimane e si portava avanti appunto questo discorso sulla musica.
Tante di queste playlist io le ascolto ancora attualmente perché è musica
che mi piace, ma soprattutto mi permette di essere concentrato.
E come hanno detto tanti ascoltatori, che secondo me è una cosa
interessante, la usano tantissimo in queste playlist per fare, diciamo, palestra, perché
ti carica parecchio tanto, ti aiuta ad alzare molto più pesi di
quello che riuscessi normalmente appunto perché è musica particolarmente decisa.
E mi rendo conto che anche nel lavoro, anche se dovresti essere
abbastanza tranquillo, questo ti riesce anche a mantenere un certo ritmo elevato
nel fare le cose, ognuno ha la sua tecnica.
Io, ad esempio, mia moglie che è di fianco a me, lei
ascolta piuttosto musica tipo Buddhabar, per intenderci, non so se avete presente,
musica lounge genere questo, che è musica molto tranquilla, molto rilassante.
Lei, siamo due opposti: io, con quelli che gridano e vanno a
velocità della luce, lei invece è tranquilla con melodie molto rilassanti, ognuno
ha il suo metodo, basta trovarlo, come si dice?
No, sicuramente, adesso poi, appunto, qui sono tecniche, barra appunto preferenze.
Io abitualmente, quando raccontavo che appunto io studiavo proprio ma otto ore
al giorno, studiavo con musica nelle orecchie per 8 ore al giorno,
però effettivamente mi aiutava molto a poi addirittura ho determinate, cioè mi
ricordo gli esami in base al CD, perché poi all'epoca c'erano i
CD che andavano a manetta in continuo, finiti, esatto, esatto, in modalità
shuffle a bestia.
Adesso devo dirti la verità: dopo aver utilizzato per tanto tempo Spotify,
che però ha la pubblicità e così via, sono tornato ai vecchi
sistemi invece.
E quindi ho con Plex, in particolare con questa applicazione che si
chiama Plex Up.
Poi avere su iPhone, iPad e i Mac.
In pratica utilizzo la musica che ho io.
Quindi salvate sul computer, sul server, chiamiamolo così.
Fai verso a WinAp.
Però ti dico la verità: funziona molto bene e vabbè, adesso con
Plex, siccome ti permette anche di ho lo streaming anche fuori casa.
Quindi, la cosa carina, che la musica la posso ascoltare ovunque.
Bello.
Perché poi con tutto un narzigogolo varie eventuali.
Ovviamente se sono brani ad alta qualità si fa fatica.
Però diventa comodo e alla fine non ho la pubblicità.
Ecco, sotto la musica, la pubblicità è fastidiosa, devo dire la verità.
Sì, quello sì, assolutamente sì.
Anzi, ti interrompe, proprio nei momenti più belli, forse, quando inizia a
concentrarti, arriva questa qua che ti rompe le scatole con qualsiasi tipo
di pubblicità.
Infatti, a un certo punto ho deciso che non volendo pagare i
vari abbonamenti, ancora.
Ce n'è una di musica che vi potrei consigliare che non dovrebbe
avere pubblicità, se non ricordo male, è su YouTube.
Sì, allora su YouTube ci sono un sacco di canali di questo
genere che fanno anche 30 ore di musica di filata.
Sono quelle, però che piacciono più a tua moglie.
No, però quello aiuta tantissimo perché è un altro tipo di genere
lo uso anch'io.
Ogni tanto si chiama Lo Fai Girl, quello che ascolto io, e
che usa appunto musica lo fa.
L'ho consigliata anche a mia figlia quando si è messa a studiare
e mi ha ringraziato.
Quindi vuol dire che sta funzionando, vedo che la sta usando anche
lei.
È una musica particolare, è una musica che in teoria dovrebbe aiutare
a concentrarti, però non ti toglie la concentrazione con la musica.
Quindi non è come me che a forza di bastonare deciso nelle
orecchie, il mio cervello va in autoprotezione e si concentra.
Lì è proprio diverso.
Certo accompagnarti per lunghe ore di studio in modo tale che tu
riesci a rimanere concentrato in quello che stai studiando, ma è una
specie di musica di sottofondo che non dà fastidio.
Ve lo consiglio, ascoltatevelo adesso, ho visto che hanno fatto anche, diciamo,
delle diverse diramazioni di questo tipo di musica.
Per esempio, ho visto recentemente, però non ho badato più di tanto,
che c'è anche la versione per andare a dormire.
Quindi non l'ho ancora ascoltato, deve essere una musica di accompagnamento per
andare a riposare.
Io un giro ce lo farei, provarlo.
Lo proverei perché comunque vedo che è molto efficace.
Sì, segnalo, visto che abbiamo preso la nostra solita tangente, che effettivamente
una cosa a pagamento, però, questa segnalo.
Quindi, io l'ho provato, non ho trovato grossi aggiovamenti e quindi poi
non ho mai fatto nulla di che.
Tuttavia, si chiama Brain FM FM, e nella sostanza, si vende come
musica che scientificamente aiuta a focalizzare.
Tuttavia, giusto per dare un'idea, comunque il costo, il costo annuale, non
è neanche tremendo, devo dirti la verità: sono 50 dollari all'anno.
Alla fine è abbastanza abbordabile come prezzo.
In più posso dirlo perché, appunto, mi ero iscritto per il free
trial, diciamo, c'è la prova gratuita, poi non sono mai andato avanti,
spesso e volentieri, se ci molli, poi ti fanno delle offerte ancora
migliori, mettiamoli in questi termini.
Per tornare sopra, quindi, effettivamente, sul fatto che si è provato scientificamente,
adesso, dopo raccontano qui cose strane.
Quindi, questa musica che ha un'onda particolare simile a quella dell'onda del
cervello, per cui dovrebberi a calmare e a stimolare la concentrazione.
Insomma, questa non lo so, mettiamola così.
Diciamo che sicuramente
citano studi scientifici, poi non so che dire.
Abitualmente, diciamo che ormai le mie abitudini non la trovo clamorosa, alcuni
invece la trovano molto interessante e molto utile.
Quindi la segnalo anche se a pagamento.
Quindi, diciamo, deve esserti utile prima di fare un investimento di questo
genere, anche se non è un investimento enorme, perché comunque sono cifre
abbordabili, mettiamola così.
Mi sembra un discorso valido.
E ognuno continua a dire che bisogna provare per vedere cos'è la
propria strada migliore.
Qui c'è una serie di consigli che vi possiamo dare in questa
puntata, la numero 62, vi parlavamo dei suoni di sottofondo.
La cosa più veloce da fare, appunto, essendo gratuiti macOS e iOS
e iPadOS, vi permettono di fare una prova veloce che vi
può tornare utile in molti frangenti.
Direi che sì, poi è ovvio che ci sono milioni di applicazioni
di rumori bianchi.
Credo che Noizo sia un'altra semi-gratuita e così via.
Dopo veramente basta cercare, ce ne sono tantissime.
Diciamo che il vantaggio di Apple è almeno ci sono pochi suoni,
ma almeno quelli sono gratuiti e possono diventare diventare utile testarli.
Sì, ce ne sono alcune, per esempio, che siano anche i rumori
di fondo di una caffetteria, giusto per rimanere in tema.
Il noiz, secondo me, addirittura ti permette di miscelare i suoni.
Quindi, non so, vuoi il suono del fuoco e della foresta o
dell'acqua che scorre, puoi metterli tutti assieme con volumi differenti.
Però, insomma, sì, non lo so, poi devo dirti la verità, non
utilizzandoli quasi mai.
Mia moglie so che apprezza volte, anche per addormentarli, non li uso
piuttosto uso i podcast.
Sì, sì, sì, certo, anche i podcast sono un aiuto.
Un'altra cosa che uso, ad esempio, quando ascolto i podcast, il problema
è farli fermare.
Quindi, io uso Apple podcast, c'è la possibilità di mettergli un timer
dopo 5, 10, 15 minuti, un'ora si ferma automaticamente così almeno non
mi perdo delle puntate intere quando mi addormento.
Io tendenzialmente metto 15 minuti perché mi bastano e mi avanzano.
No, io invece sono peggio, io sono peggio, io li lascio andare,
io lascio andare, io lascio andare.
Abitualmente sono podcast che comunque diciamo che non mi interessano al centro,
non voglio essere concentrato, quindi non mi interessa, diciamo, totalmente l'argomento.
Diciamo che mi aiuta, abitualmente li ascolto in inglese, quindi comunque progressivamente
quando perdi, perché no, la cosa fastidiosa è che ogni tanto, alcuni
di questi hanno le musiche finali che svegliano: svegliano, ma però, anche
lì, io, per esempio, non so, finisce la puntata, te ne accorgi
perché non hai più il sottofondo, anche se non hai ascoltato la
puntata,
comunque, comunque non ti ragiversiamo come il nostro solito.
L'altra abbiamo ancora altre due o tre trucchetti, diciamo da segnalare.
Innanzitutto, quello che secondo me è una cosa che ormai è sconosciuta
di più e che ho apprezzato fin da subito, da quando ho
iniziato a utilizzare l'iPad per lavorare e così via, ma usare un'app
alla volta che è una banalità da un certo punto di vista,
ma in un mondo di multitasking a livello computazionale tendo a precisare,
avere più applicazioni aperte contemporaneamente.
Io adesso sto tenendo monitorato la videochiamata con Roberto, la scaletta da
una parte, la chat di YouTube dall'altra con la diretta su YouTube,
più l'audio e jack che sta registrando e più dell'altra roba sotto.
Ovviamente in questo caso mi serve proprio per quel motivo che devo
tenere tutto monitorato e essere sicuro che la registrazione sta andando e
così via mentre chiacchieriamo.
Tuttavia, abitualmente è il modo giusto per fare dei danni e salvo
appunto queste tipiche situazioni, io addirittura su Mac proprio per avere un
approccio simile a quello dell'iPad che ho sempre amato, utilizzo questa applicazione
che si chiama Ametist, che è un gestore di finestre.
Quello utilizzo in pratica se ho solo un'applicazione, l'applicazione occupa tutta l'intera
schermata del computer.
Se o due applicazioni che vanno in split screen, chiamiamole così: cioè
una metà un'applicazione, l'altra metà l'altra applicazione.
Se aggiungo una terza, nel caso mio specifico, la parte di destra
si suddivide a metà di nuovo, quindi ho le tre applicazioni dove
la prima, diciamo, quella sul margine sinistro, è l'applicazione abitualmente principale, e
poi ho chiamiamole così finestre secondarie nelle metà, diciamo, dell'altra metà.
Per cui questo per me è molto utile, si possono fare varie
cose.
Adesso credo che Roberto parlerà anche di stage manager.
Io personalmente su iPad preferisco ancora lo split screen.
Quindi avere due applicazioni al massimo per avere un'applicazione che, diciamo, tiro
fuori quando mi serve.
Non so,
sto leggendo delle cose, voglio prendere appunti velocemente, copio e incollo in
un'applicazione che mi sta nello slide over.
O non so, devo fare velocemente dei conti, vedere se il collegamento
internet dell'iPad funziona.
Ho quelle due o tre applicazioni che stanno, diciamo, nascoste quando non
servono, e invece le posso tirare fuori velocemente altrimenti.
Ma non amo Stage Manager da nessuna delle due parti, né su
Mac né su iPad, ma per il motivo che racconto prima: su
Mac o appunto Ametis che effettivamente fa il grosso del lavoro, e
su iPad comunque utilizzo tutto lo schermo, spritover e così via.
Vai Roberto invece su Stage Manager dove lo ritieni utile?
Allora, dunque, premetto che io purtroppo su iPad non posso.
Grazie Apple per il regalo che mi hai fatto, nel senso che
avendo un iPad di nona generazione, mi attacco al treno, anzi, al
bus, e mi fisco in curva visto che non è supportato, mentre
sul Mac invece è supportato, quindi ho potuto provarlo.
Ho potuto provarlo, devo dire, sinceramente, che mi trovo molto bene.
Ero un po' dire, un po' prevenuto perché ne avevo sentito parlare
male praticamente da chiunque che io conosca.
Non si è trovato bene con Steve Manager, come in tutte le
cose, l'ho provato e poi alla fine mi sono dovuto ricredere perché
invece mi sono ritrovato bene.
Mi sono ritrovato bene per una serie di motivi.
Il primo è che intanto è un'alternativa, diciamo, che si propone come
gestione delle finestre o del multitasking, chiamiamolo così, quindi è alternativa e
lo posso attivare quando voglia.
Ho notato che quando faccio cose dove non c'è bisogno che rimanga
tanto concentrato, mi viene normale utilizzare l'uso normale di macOS con il
suo gestione delle finestre.
Gestione delle finestre, io ad esempio non uso un gestore di finestre
esterno, quindi mi trovo bene così con MOS, però questo stake manager
in effetti è una situazione che ti permette di essere molto più
concentrato, molto più attivo sulle finestre, per un semplice fatto, ad esempio,
di una banalità assurda, ma quando l'ho visto la prima volta ho
detto cacchio, questa è una mossa intelligente che semplicemente quando si attiva
ti fa sparire tutta l'icona della scrivania, e già lì ti dà
una pulizia mentale che in alternativa non avresti, corda molto sotto questo
punto di vista, l'idea di iPadOS, e secondo me, è ulteriormente
sviluppata all'interno del Mac.
Perché sì, è vero, tu hai una, diciamo, una colonna sulla sinistra
dove ci sono queste finestre che rimangono in piccolo.
Ma se ci pensiamo, potrebbe essere tranquillamente il sostituto della DOC perché
in effetti, quando c'è stage manager attivo, si potrebbe tranquillamente nascondere la
DO senza alcun tipo di problema.
Perché riuscite a lavorare tranquillamente
e richiama molto lo stile di lavoro di App OS.
Quindi avete una finestra tendenzialmente e le altre, quelle che avete ce
l'avete sulla sinistra.
Per metterle in sovrapposizione sullo stesso schermo bisogna proprio spostarlo.
È una cosa intenzionale.
Cioè, io, ad esempio, se ho bisogno del finder e di un'altra
applicazione, devo andare a prendere il finder e spostarlo fisicamente dalla colonna
di sinistra sulla finestra che sto utilizzando per riuscire a utilizzarli insieme.
Quindi è un'azione intenzionale e non è quella di macOS normale che
avete un sacco di finestre anche se non lo volete.
Delle volte fate fatica a trovare la finestra che vi serve e
in questo caso vi viene comodo exposé perché ve le fa vedere
tutti insieme, tutte splittate in varie dimensioni all'interno della finestra, ma sotto
questo punto di vista ho trovato molto più diretto e facile da
utilizzare Stage Manager soprattutto quando si ha a che fare con applicazioni
diverse che lavorano magari su diversi file.
Ad esempio faccio un esempio abbastanza semplice: a me è venuto migliorato
ancora molto di più la produttività.
Quando devo gestire le foto del cantiere, ottimizzarle, mettergli sopra dei filtri,
discorrendo, migliorarle, poi catalogarle, mettere da una parte e poi utilizzare vari
file.
Che uno potrebbe essere un documento dove c'è praticamente la relazione, e
l'altro un foglio di calcolo dove vengono inserite tutta una serie di
altre indicazioni che riguardano quel cantiere.
Quindi saltare da un'applicazione all'altra e avendole lì sulla colonna mi viene
molto facile perché appunto uno l'applicazione in FTT hai in operativa e
ti tiene praticamente tutto lo schermo essenzialmente, quasi tutto lo schermo.
Tuttavia, ti lascia la possibilità di passare da una all'altra senza problemi,
e altra cosa interessante, secondo il mio punto di vista, è che
rimane esposé e si mantiene, diciamo, la possibilità di mandare l'applicazione a
tutto schermo, e conseguentemente riuscire a utilizzare la suddivisione in due delle
finestre sovrapponendole quindi diventa molto facile.
Mi piace molto come idea perché, come vi dicevo, ha la possibilità
e è molto intenzionale, cioè, deve essere proprio deciso per riuscire ad
avere delle finestre che lavorino insieme sullo schermo, perché in alternativa è
molto centrato ad avere una finestra davanti a voi e su cui
vi potete concentrare.
Per me è diventato molto utile questo e diciamo che quello che
posso consigliare io è di iniziare un po' a provarlo.
Non viene sempre spesso utile.
Per esempio, chi utilizza tanto il desktop, secondo me, lascia tanti file
sul desktop per aprirli i file.
The Stage Manager non è proprio il massimo, forse è meglio la
versione precedente.
Però, appunto, sotto questo punto di vista, in generale, aprendo un po'
lo sguardo, cercando di vedere quello che sta facendo Apple, questo mi
sembra francamente il primo timido tentativo di parificare due sistemi.
Perché se voi avete un Mac OS con Stage Manager attivo senza
la doc e probabilmente senza neanche la menu bar che avete in
alto e avete di fianco un iPad con Stage Manager attivo.
Voi non sembra di essere sullo stesso ambiente lavorativo, né più né
meno.
E quindi mi è sembrato da parte di Apple veramente un avvicinamento,
forse è il primo vero e proprio avvicinamento dei due sistemi operativi,
che non è imposto, ma volendo, è possibile farli lavorare in modo
molto simile.
Ed è una cosa molto interessante perché non viene imposto, quindi non
è una decisione che arriva dall'alto.
Ma se vuoi, non avendo l'iPad, purtroppo non posso fare la prova
al volo.
Però, secondo me, dal punto di vista delle gesture della modalità di
lavoro è veramente un avvicinamento molto forte:
nel senso che la differenza grossa con l'iPad è che le finestre
si autoregolano, mentre credo che su
ano più opzioni, mettiamole in questi termini.
Ci ho detto, devo dire che la verità proprio
per come ragiono io e per come gestisco io le applicazioni, mi
ruba troppo spazio, soprattutto sugli schermi piccoli, ruba molto spazio, che è
l'altro grosso difetto di stage manager per avere la possibilità di vedere
le applicazioni che chiamiamole così, puoi scegliere o poi richiamare dalle varie
finestre.
Comunque direi di passare oltre, perché, come al solito, stiamo già arrivando
all'ora e abbiamo ancora un pezzettino di puntata non finita.
Quindi l'altro suggerimento da dare, abbastanza semplice anche questo, ma a volte
le banalità poi vanno dette, avere una scrivania punita.
Scrivania pulita che vuol dire sia scrivania fisica, quindi anche la quantità
di roba che, oltre al computer, oltre a tastiera, mouse e così
via, si utilizza nella scrivania meno confusione c'è e più è facile
lavorare in maniera concentrata e così via.
Io, per esempio, ho notato, avendo digitalizzato tutti i fascicoli, che una
volta avevo i vari fascicoli e le varie cose impilate sul tavolo,
che comunque creavano confusione e così via.
Con invece la digitalizzazione totale e non avendo più la
necessità di avere il fascicolo fisico nuovo sul tavolo, assieme a tutto
il resto, ho notato un grosso cambiamento, oltre a poter lavorare così
ovunque, proprio anche di confusione sulla scrivania e quant'altro.
Anche se devo dire la verità, se adesso guardassi la mia scrivania,
potrebbero venire i brevi, per cui
forse ma qui adesso spero a breve di dare notizie nella prossima
puntata notizie positive, mettiamole in questi termini.
Stesso discorso, ovviamente, vale anche per le scriverie cosiddette digitali.
Roberto parlava del desktop, dove spesso e volentieri si buttano i file
in lavorazione, una cosa che io abitualmente non faccio, però ho visto
cose che voi uomini non potreste mai pensare, cioè scriverie piene piene
di file e non archiviati.
Io appunto, per come sono organizzato accesso a tutti i documenti direttamente
dal desktop, tornando alla scrivania invece
del Mac.
Ovviamente non utilizzo e sconsiglio di utilizzare comunque avere troppi file sul
desktop, anche se ho visto gente che ci vive con quantità enorme
di file sul desktop.
Lo dico sempre perché è meglio saperlo, ma Macost non è fatto
per avere i documenti sul desktop e quantomeno se lo si vuole
utilizzare come diciamo soluzione temporanea per avere dei file.
Ricordarsi sempre a fine giornata di spostarli nella cartella di destinazione o
cancellarli se sono file temporanei, perché troppi file sul desktop, almeno una
volta potevano danneggiare le performance del vostro Mac, quindi dare dei problemi.
Eventualmente, se volete accedere velocemente ai vostri documenti esistono le alias che
invece si possono mettere tranquillamente sul desktop perché aprono le cartelle di
cui si abitualmente si vuole accedere velocemente.
Su iPad non esiste neanche questo problema, perché non è possibile avere
diciamo i file su desktop, per cui l'altra cosa che io consiglio
è quella di utilizzare una scrivania, cioè un desktop per attività.
Quindi io sono uno di quelli che utilizza vari desktop virtuali, chiamiamoli
in questa maniera.
La prima cosa da fare è togliere l'auto
l'autoregolazione, l'auto spostamento delle scrivanie di Apple, perché, se no, i desktop
si spostano a loro piacimento, o meglio a piacimento di Apple, ma
abitualmente, non so, il desktop 1 ho safari aperto, desktop 2, ho
to do list i Fantastical, che sono le applicazioni che utilizzo per
gestire la giornata lavorativa e così via.
Sull'ultimo desktop ho la mail, il programma di mail aperto, di modo
che i desktop, chiamiamoli così, più lontani sono anche quelli che dovrei
cercare di evitare di più di starci sopra, mettiamoli in questi termini.
Quindi, non so, per esempio, appunto il settimo o l'ottavo desktop è
dedicato a messaggistica e così via.
O l'applicazione della musica, giusto proprio per sapere che se mi muovo
troppo a destra, diciamo, sto andando verso qualcosa che non è.
Quindi, abitualmente, non so, sto lavorando su una posizione, lavoro su uno
specifico desktop, ho tutta la roba legata a quella posizione su quel
desktop aperta.
E eventualmente se devo spostarmi su un altro desktop per guardare un'altra
cosa per un'altra applicazione, gli dedico un'altra posizione.
Gli dedico ovviamente specificamente quel compito.
Quindi, abitualmente io lavoro in questa maniera.
Su iPad, diciamo, non esistono in senso tecnico i desktop veri e
propri, ma comunque si possono fare degli abbinamenti di applicazioni e le
applicazioni abitualmente sono o due o una e quindi mondo tematiche.
E infatti è da lì che io ho imparato a utilizzare appunto
l'approccio, non dico singolo, ma semi-singolo, dell'applicazione.
Proprio perché effettivamente, avendo a disposizione solo quell'applicazione, si fa quella cosa,
la si finisce, si chiude l'applicazione, si va
in un'altra schermata e così via.
Per cui quello credo sia un buon sistema, diciamo per appunto tenere
la scrivania virtuale pulita.
Poi direi e andiamo verso la conclusione.
Ovviamente un altro consiglio banale, ma evitare le distrazioni, che sembra appunto
la solita banalità, ma è importante.
Quindi l'abbiamo già parlato mille volte per cui andremo molto velocemente.
Minimizzare al minimo le notifiche, soprattutto le email, evitare di avere le
notifiche delle email.
E eventualmente se c'è necessità di utilizzare notifiche VIP.
Quindi dedicare solo a determinate applicazioni a determinati soggetti la possibilità di
disturbarci, chiamiamola così.
Poi adesso ormai da due sistemi operativi che è presente su Apple,
full immersion, apre chiudendo una parentesi, registriamo prima del WWDC, ma voi
ascolterete la puntata dopo il WWDC, quindi potrebbero esserci delle novità su
questo punto, e quindi anche qui non esagereremo nell'andare nel dettaglio, ma
diciamo che la full immersion permette di ridurre drasticamente la possibilità di
ricevere notifiche da parte di applicazioni e soggetti terzi.
Quindi, ovviamente ci possono avere al massimo 10 modalità di full immersion,
c'è la possibilità di filtrare le notifiche delle applicazioni, anche qui è
molto interessante, ho visto perché non ci avevo mai giocato in maniera
seria, ma si può dare a singole applicazioni.
Ovviamente devono supportare questa funzionalità e ho visto che non ce ne
sono tantissime che la supportano.
Tuttavia, per esempio, per le mail, se io sono in modalità lavoro,
casomai posso vedere solo la cartella o le cartelle mail è solo
una cartella, dire la verità di lavoro.
E se invece non sto lavorando quindi sono in vacanza, per esempio.
O comunque sono nel weekend, posso vedere solo casomai la mia casella
personale.
Stesso discorso vale anche per i calendari, ho visto e Safari che
posso vedere solo uno specifico gruppo di pannelli.
Su Safari, non so quanto sia utile, sui calendari o sulle mail,
devo dire la verità.
Quello che ho visto è, per esempio, anche qui: Fantastical: ti dà
la possibilità di avere i calendari, chiamiamoli così, radgruppati.
Quindi io posso dire fammi vedere sui calendari personali nel weekend e
durante gli orari lavorativi, farmi vedere solo i calendari lavorativi, chiamiamoli così.
Con calendario credo che si possa fare proprio solo, semplicemente a un
calendario alla volta, chiamiamoli in questi termini.
Però comunque può essere uno strumento utile proprio per, diciamo, voglio vedere
le mail, ma non voglio vedere determinate tipologie di mail in base
alla modalità di full immersion in cui sono.
Ovviamente c'è la possibilità anche di personalizzare la home e la scherm
di blocco, quindi anche avere, soprattutto per il cellulare, in questo caso,
a colpo d'occhio sapere che adesso sto lavorando, adesso sono nel momento
di libertà, chiamiamolo così.
Adesso, per esempio, molto carina la funzione sonno di Apple perché ti
dà una scherm sostanzialmente scura.
Puoi avere qualche widget sopra e basta.
E ti dimostra subito che sei una modalità dove dovresti cercare di
non
guardare il c
ellulare sostanzialmente.
Sì.
Io, ad esempio, questa modalità la uso sull'iPad, ne avevo già spiegato
una volta.
È una, diciamo, una concatenazione di comandi rapidi e appunto della personalizzazione
della schermata Home e ho creato essenzialmente due schermate: una work e
una, diciamo, home normale, perché uso tutti i giorni, e in quella
work è molto molto castigata.
Nel senso che ci sono solo le applicazioni che utilizzo per lavoro,
zero notifiche, zero distrazioni.
Tutto ciò che serve per l'iPad per essere produttivo.
È una cosa molto interessante.
Chissà se prima o poi arriverà magari anche su Mac OS, chi
lo sa, nel senso, riuscire a avere più modalità di interazione con
il Mac potrebbe essere interessante, non so se sia necessario, ma diciamo
che io l'ho trovata molto utile su iPad perché, come vi ho
sempre spiegato, l'iPad è molto bello, ma ha questo problema, tra virgolette,
che è molto comunicativo.
E conseguentemente, comunicazione vuol dire distrazione in questo caso, ed è una
possibilità che viene concesso, diciamo,
al reparto mobile di Apple.
Poi abbiamo ovviamente sempre legate a full immersion: la possibilità di programmare,
quindi attivare e disattivare in automatico le varie modalità che abbiamo strutturato
per le nostre esigenze.
L'altra cosa che segnalo, perché sembra anche qui una banalità, ma è
importante, è quella di catturare e scordarsi delle idee, cioè avere un
sistema per catturare rapidamente.
Adesso si possono fare con le note rapide, con Drafts, è un'applicazione
che si può utilizzare in questi casi.
Ognuno può utilizzare applicazioni più o meno utili per sé o anche
note di Apple e così via, se ci passa un pensiero per
la testa e
vogliamo togliercelo.
Diciamo, uno dei modi migliori è quello di mettere su bianco il
pensiero che ci è venuto, l'idea che ci è venuta, o la
cosa che dobbiamo fare casomai, perché in questa maniera, comunque il nostro
cervello non sarà, non cercherà di ripensare a questa cosa.
Ma siccome l'abbiamo salvata in qualche maniera se in digitale, il cervello
uscirà da questo loop.
Direi che l'ultima cosa che manca, poi chiudiamo è invece la workspace
di Roberto, che ovviamente ce ne parla Roberto.
Sì, ve ne abbiamo già parlato, ma è quello che mi riferivo
prima di avere due spazi diversi sull'iPad, uno per lavoro e uno
per, diciamo, per lo svago.
Ma a questo punto di questo ho fatto anche una puntata di
snap, uno speciale estivo dell'anno scorso, è una cosa un po' complicatina,
nel senso che ci sono tante cose da mettere assieme per riuscire
a farlo funzionare.
Ma poi, quando funziona, avete sicuramente delle ottimizzazioni sotto vari punti di
vista.
Nel caso, vediamo se il caso di mettere un collegamento a quella
puntata
potrebbe essere interessante.
Più che altro, perché lì ho fatto proprio una puntata speciale dove
porto passo a passo nella configurazione delle due schermate essenzialmente, anche se
non è video, ma chi lo sa, magari un giorno di questi,
visto che sono arrivato nel mondo video, magari mi occuperò anche di
fare la versione video di questa guida.
Ma direi che per questa puntata è tutto.
Prima di tutto, però, vi ringraziamo per essere stati con noi e
vi ricordiamo che potete supportare il podcast mettendo una bella recensione su
Apple Podcast.
Mi raccomando, se volete mettere le stelline, bastano anche solo quelle
, oppure potete anche scrivere delle righe.
In questo caso potete seguire l'esempio che ha seguito Olden 80, che
ci ha lasciato una bella recensione con 5 stelline.
Ha scritto anche qualche riga che adesso vi leggo.
Ci dice aperte virgette, bravissime!
E grazie delle cose preziose che condividete.
Chi è imprenditore comprende quanto il risparmio di tempo sia la cosa
più preziosa, virgolette, grazie mille per questa recensione che ci aiuta tantissimo.
Non solo come classica pacca sulla spalla per riuscire a portare avanti
il lavoro fatto, ma ci aiuta anche a livello generale a farci
conoscere e soprattutto, come sapete benissimo, chi arriva sul podcast e non
lo conosce, la prima cosa che fa è guardare le recensioni.
Chiaramente quella che ci ha fatto il nostro Holden ci aiuterà sicuramente
a richiamare più spettatori perché ovviamente è super positiva e lo ringraziamo
tantissimo.
Se non vi basta fare questo aiuto che ci date, potete contattarci
direttamente semplicemente scrivendoci a [email protected].
Come sempre, troverete le note dell'episodio con il link degli argomenti che
abbiamo trattato in questa puntata e tutti i nostri riferimenti su a
due podcast.it 62.
Dove ci potete trovare sottoscritto?
Mi potete trovare su mach architettura all'indirizzo mardonnet.wordpress.com.
E visto che l'ora è tardi, lascio direttamente la parola a Filippo
che siamo stanchi entrambi, che ci racconterà dove trovarlo.
Direi che per questa puntata è tutta.
Ci sentiamo tra due settimane.
Alla prossima,