Ep. 6 1:04:50

Montaggio video con iMovie

In questa puntata il nostro ospite Alex Raccuglia parla di come montare i nostri video attraverso il programma gratuito di Apple: iMovie. Comunicazioni di servizio È operativo anche il sito ufficiale con le note degli episodi a2podcast.it (http://a2podcast.it) a2podcast.it/youtube (http://www.a2podc

Guarda la diretta

Note dell’episodio


Sinossi1

1. Il primo ospite: Alex Raccuglia, regista e sviluppatore

Filippo apre la puntata presentando Alex Raccuglia come il “papà putativo” del podcast: senza di lui, spiega, A2 non sarebbe mai esistito. Alex ha seguito i due conduttori fin dai primissimi esperimenti da podcaster, ha fornito gli strumenti tecnici necessari e ha disegnato il logo del programma. Nella vita professionale Alex lavora come regista: per una quindicina d’anni il suo core business erano gli spot televisivi, con una specializzazione nei video pubblicitari per giocattoli destinati ai bambini piccoli. Negli ultimi due o tre anni la sua azienda ha cambiato direzione, spostandosi verso la comunicazione per case farmaceutiche — materiale informativo rivolto ai medici, eventi (ora in larga parte virtuali a causa della pandemia) e produzione audiovisiva istituzionale. Alex è anche podcaster nel network Runtime Radio, dove conduce Tecno Pill, e negli ultimi anni ha iniziato a commercializzare piccoli software professionali per Final Cut Pro.

2. Perché capire come funziona il video prima di montarlo

Prima di entrare in iMovie, Alex propone una “prefazione” tecnica: capire cosa c’è sotto il cofano, dice, aiuta a gestire meglio gli strumenti senza dover smontare il motore. Il video è un file come tutti gli altri, con la differenza che occupa uno spazio enorme. Un video di dieci secondi equivale a circa 300 fotogrammi; un video di dieci minuti può pesare diversi gigabyte già in forma compressa. Per poter essere riprodotti in tempo reale, i programmi di montaggio decomprimono i file in lavoro: un file che compresso occupa 3–4 GB può arrivare a 20–30 GB nella forma non compressa usata internamente da iMovie o Final Cut. Alex racconta che in ufficio un progetto di media entità per una farmaceutica americana — da tradurre in 22 lingue europee — occupava 300 GB e richiedeva un hard disk dedicato con backup notturno dei soli file di progetto, non dei render. Filippo conferma per esperienza diretta: quando registrava lezioni video da usare in ambito professionale, i file diventavano di proporzioni ingestibili su un Mac con 128 GB di SSD.

“Prima di iniziare a montare, assicurarsi di avere abbastanza spazio.” — Alex Raccuglia, 00:18:46

Per chi lavora in modo professionale la soluzione sono gli hard disk esterni ad alte prestazioni, collegati via USB 3 o Thunderbolt. Alex descrive il setup del suo ufficio — uno storage Sun con connessione in Fibre Channel, ridondanza RAID 60 — ma precisa che oggi, per uso semi-professionale o domestico, un SSD esterno in USB 3 dentro un case è più che sufficiente. Il punto centrale del messaggio è uno solo: prima di aprire iMovie, verificare di avere spazio a sufficienza.

3. La storia di iMovie e Final Cut: lo stesso motore

Alex racconta la storia di Randy Ubillos, il programmatore che ha guidato lo sviluppo di Final Cut in Apple per oltre dieci anni, poi andato in pensione a cinquant’anni. Ubillos aveva collaborato ai lavori iniziali di Premiere, per poi passare in Macromedia quando il progetto Final Cut era ancora bipiattaforma (Mac e Windows). Dopo l’acquisizione da parte di Apple, la versione Windows venne soppressa. A un certo punto, mentre lavorava a Final Cut Pro 6, Ubillos volle sviluppare un suo sistema personale per catalogare e visualizzare video e fotografie prima del montaggio, completamente libero da vincoli aziendali. Quel prototipo divenne il motore condiviso di entrambi i programmi: iMovie e Final Cut usano le stesse librerie, la stessa filosofia di base e, aprendo una libreria iMovie con Final Cut, si vede che la struttura interna delle sottocartelle è praticamente identica. La differenza, spiega Alex con una metafora efficace, è quella tra due versioni dello stesso microprocessore: alla variante economica sono stati “tagliati due fili” per limitarne le funzioni, ma il cuore è lo stesso.

4. Aprire iMovie: la timeline e i primi passi

Quando si apre iMovie per la prima volta, il programma chiede subito se si vuole creare un nuovo progetto o usare uno dei template predefiniti — i cosiddetti Trailer, che Apple ha incluso per permettere agli utenti di riempire un canovaccio già costruito con le proprie immagini. Alex li definisce “carini, li fate una volta”, ma li mette da parte: per chi vuole davvero raccontare qualcosa, il punto di partenza è il progetto vuoto. L’interfaccia si organizza attorno alla timeline, una rappresentazione spaziale del tempo: una barra verticale (la testina di riproduzione) scorre verso destra indicando il momento corrente, mentre le clip vengono posizionate in sequenza da sinistra a destra. Sopra la timeline principale si possono sovrapporre altre clip (per picture-in-picture o effetti), sotto si posizionano audio, musica ed effetti sonori. Il codice colore è lo stesso di Final Cut: blu per le clip video, verde per gli effetti sonori, viola per i titoli.

Il flusso di lavoro consigliato è semplice: trascinare tutte le clip nella timeline nell’ordine desiderato, premere la barra spaziatrice per vedere il risultato, poi procedere con i tagli. Per accorciare una clip si trascina il bordo destro verso sinistra; per allungarla verso destra. Tra una clip e l’altra si inseriscono le transizioni (dissolvenza incrociata, tendine, zoom) trascinandole nel punto di giunzione. Per i titoli basta scegliere uno dei modelli disponibili, trascinarlo sulla timeline e digitare il testo. Le fotografie, quando inserite, vengono animate automaticamente con uno zoom progressivo.

5. Strumenti avanzati: stabilizzazione, filtri, picture-in-picture e mappe animate

La bacchetta magica sopra il viewer migliora automaticamente colore e luminosità di una clip con un solo clic, ma i parametri sono regolabili anche manualmente. Lo stabilizzatore analizza il movimento fotogramma per fotogramma usando un algoritmo di optical flow — lo stesso principio alla base degli stabilizzatori hardware nei telefoni — e compensa i movimenti indesiderati. Alex spiega perché questo processo richiede necessariamente uno zoom dell’immagine: compensare uno spostamento di 100 pixel verso destra significa spostare l’intera immagine di 100 pixel verso sinistra, lasciando una banda nera sul lato opposto; lo zoom elimina quelle bande. Algoritmi basati su intelligenza artificiale stanno cercando di ricostruire le parti mancanti (usando fotogrammi adiacenti), ma sono ancora immaturi o riservati a software professionali molto complessi come Mocha.

“Tutti gli algoritmi di stabilizzazione si basano su un algoritmo unico che si chiama Optical Flow, il cui scopo è capire fotogramma per fotogramma dove stavano i pixel nel fotogramma precedente.” — Alex Raccuglia, 00:37:16

I filtri di colore funzionano come quelli di Instagram: da leggeri aggiustamenti a veri e propri stravolgimenti cromatici. Il picture-in-picture si ottiene sovrapponendo due clip e usando il comando di crop per ridimensionare quella superiore. Tra le funzioni più particolari, Alex cita gli sfondi di mappa animata: partendo da una città di partenza (San Francisco è il default) si sceglie una destinazione e iMovie genera una linea animata che ricorda le mappe dei film di Indiana Jones — pensata proprio per i video di viaggio.

6. I gimbal: come funzionano e perché usarli

Filippo chiede ad Alex dei gimbal, strumenti che Alex usa regolarmente sul set. Un gimbal è la versione automatizzata della steadicam: dove quella classica utilizzava contrappesi e molle su un’imbragatura da 30 kg (con operatori che sviluppavano problemi alla schiena dopo anni di utilizzo), un gimbal moderno usa giroscopi ad alta reattività che compensano i movimenti del polso in tempo reale. Il risultato è che l’orizzonte rimane piatto, i movimenti laterali diventano fluidi e morbidi, e i movimenti di rotazione vengono seguiti con naturalezza. L’unico limite dei gimbal, precisa Alex, è il movimento verticale: il rimbalzo del passo durante la camminata resta visibile, ma in misura molto ridotta grazie alla stabilizzazione sugli altri assi.

“Con l’iPhone 11 Pro la stabilizzazione si vede, si sente, è quasi magica.” — Filippo Strozzi, 00:39:55

Alex usa il suo gimbal da sei o sette anni, acquistato a circa 80 euro (oggi probabilmente meno), e non ha visto grandi innovazioni nel settore da quando i giroscopi sono diventati sufficientemente precisi per i telefoni. Il consiglio pratico: va la custodia protettiva del telefono, perché spesso è troppo spessa per il bilanciamento meccanico del gimbal. È uno strumento per chi fa molti video con intenzione; per i selfie dal mare, non serve.

7. iMovie su Mac versus iPad e iPhone

Filippo chiede se abbia senso montare su iPad. Alex risponde che dipende dalle abitudini, ma che per lui il problema principale è la precisione: nel montaggio video si arriva a dover togliere un singolo fotogramma, e con il dito su uno schermo touch è frustrante raggiungere quella precisione che il mouse su desktop garantisce. Per assemblare rapidamente due o tre clip il tablet va benissimo, e la potenza di calcolo degli iPad degli ultimi cinque anni è più che adeguata — in alcuni casi l’esportazione potrebbe essere anche più veloce di quella su un Mac (eccetto i modelli con chip M1, che condividono la stessa architettura). Alex nomina LumaFusion come la scelta più usata da chi monta seriamente su iPad, pur non avendola provata direttamente. Il punto di accordo: se si è in viaggio senza computer e si vuole montare qualcosa, l’iPad funziona. Per un lavoro sistematico, la tastiera fisica e il mouse rimangono insostituibili.

8. La filosofia del montaggio: tagliare, ritmo, linguaggio

Alex distilla anni di esperienza in una serie di principi pratici. Il primo: iniziare sempre con poche clip, sei o sette al massimo, magari video del gatto o del cane girati col cellulare. Imparare a raccontare una storia breve prima di affrontare materiale complesso. Il secondo: non aver paura di tagliare.

“Se un video dura 60 secondi, può tranquillamente durarne 55? Prima regola. Seconda regola: se dura 55 secondi ne può durare 50.” — Alex Raccuglia, 00:31:56

Il ritmo della comunicazione contemporanea — Instagram, TikTok, persino Sanremo — si è addensato al punto che ogni singola inquadratura nei trailer dura meno di un secondo e siamo già abituati a questo linguaggio. Un ritmo elevato mantiene l’attenzione meglio di una narrazione lenta; e se lo spettatore si perde un’inquadratura, il contesto viene comunque comunicato dall’insieme. Il canale audio è spesso più importante di quello video: la scelta della musica giusta o un commento registrato con un buon microfono vale più di cinque clip aggiuntive. Alex porta la sua esperienza da giurato a un festival cinematografico provinciale: il difetto più comune nei lavori delle scuole di regia è l’eccessiva lentezza.

9. Requisiti hardware e ruolo dei coprocessori Apple

iMovie è progettato per un’utenza “tranquilla”: un MacBook Pro del 2019 gestisce senza problemi anche video in 4K. Apple ha investito molto nel sottosistema audiovisivo chiamato AV Foundation, e i chip T1, T2 e in particolare gli M1 includono hardware dedicato all’encoding video. Questo ha trasformato radicalmente i tempi di esportazione: Alex ricorda quando esportare dieci minuti di 4K richiedeva un’ora e mezza di attesa. Oggi, su qualsiasi macchina venduta negli ultimi cinque o sei anni, l’esportazione avviene quasi in tempo reale. Non ci sono requisiti particolari di potenza per usare iMovie; l’unica variabile rilevante resta lo spazio disponibile su disco.

10. iMovie versus Final Cut Pro: quando passare

Alex individua tre aree in cui Final Cut supera chiaramente iMovie. La prima è la gestione dei progetti: Final Cut permette di organizzare le librerie in cartelle specifiche, controllare dove risiedono i file, archiviarle in modo pulito. In iMovie estrarre o archiviare un singolo progetto è complicato quanto esportare un sottoinsieme di libreria da Foto di Apple. La seconda è la profondità dei controlli: filtri personalizzati, titoli animati personalizzati, gestione dettagliata dei parametri di colore e audio. La terza è il multicam e la sincronizzazione automatica: Final Cut può ricevere video da due telecamere diverse e audio registrato su un dispositivo terzo, sincronizzarli automaticamente sul clap o sulla forma d’onda, e permettere di scegliere in tempo reale quale angolo usare durante la riproduzione. È la funzione centrale del podcast A2 stesso, che viene registrato con più fonti. Alex cita anche l’interoperabilità via XML: Final Cut importa ed esporta in un formato strutturato che consente di aggiungere funzionalità esterne. Un esempio è Bitmark, un’applicazione scritta da Alex stesso, che analizza una canzone, individua i marker a tempo di musica e li porta in Final Cut — da cui parte il montaggio sincronizzato al ritmo.

“iMovie per fare il video delle vacanze, il video del cane, il video di auguri per la mamma, va assolutamente bene. Final Cut ha degli strumenti ancora più potenti, ma essenzialmente è la gestione progettuale che è molto più ricca.” — Alex Raccuglia, 00:53:25

Final Cut Pro è disponibile a 300 euro con aggiornamenti gratuiti dalla prima versione. Al momento della registrazione si vocifera di un futuro passaggio a modello in abbonamento (stima di Alex: 10–15 euro al mese), giustificato dagli oltre tre milioni di utenti dichiarati e dalla necessità di Apple di sostenere lo sviluppo continuo senza far leva sul margine hardware.

11. I software di Alex: Diet e la suite per Final Cut

Alex descrive Diet, l’applicazione che ha sviluppato per “mettere a dieta” le librerie di Final Cut. I programmi di montaggio video creano file temporanei e render intermedi che si accumulano nel tempo: una libreria che dovrebbe occupare pochi gigabyte può arrivare a centinaia. Curioso di capire cosa ci fosse dentro quelle librerie, Alex ha scritto uno strumento che identifica i file eliminabili in sicurezza, riducendo drasticamente le dimensioni prima dell’archiviazione. Una versione analoga per iMovie sarebbe tecnicamente possibile, ma Alex ritiene che il mercato non giustifichi lo sviluppo: iMovie è un prodotto di ingresso, gli utenti alla fine migrano a Final Cut. Tutti i suoi tool, spiega, sono pensati per un’utenza professionale con esigenze molto specifiche — e il fatto di trovare nel mondo altri professionisti con le stesse necessità è stata una sorpresa piacevole degli ultimi anni.

12. Keynote come strumento di animazione per video

Filippo usa ScreenFlow per i suoi video YouTube e chiede ad Alex se iMovie potrebbe sostituirlo. Alex risponde con una proposta inaspettata: per il tipo di contenuti che Filippo produce, userebbe Keynote. Alex stesso sta realizzando una serie di video didattici sull’insonnia che inizialmente erano pensati in After Effects e che si sono spostati su Keynote per la facilità di modifica delle posizioni degli elementi. Il flusso di lavoro suggerito: preparare le diapositive animate in Keynote, esportarle come video (ogni slide dura 5 secondi, ogni transizione 2 secondi per impostazione predefinita), poi sincronizzare il risultato nel programma di montaggio tagliando sull’audio. È sempre più comodo tagliare che allungare. Alex annuncia che una puntata dedicata a Keynote come strumento di animazione avanzata sarebbe meritata: su YouTube esistono tutorial che mostrano animazioni complesse realizzate interamente nel programma, gratuitamente incluso in ogni dispositivo Apple.


  1. Questa sinossi è generata con l’intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione della puntata. ↩︎

Leggi la trascrizione completa

Benvenuti all'episodio 6 di A2, qui scoprire come tenere il massimo con

la vostra tecnologia Apple.

Io sono Filippo Strozzi e sono il vostro ospite abitualmente assieme all'amico

Roberto Marin, che oggi forse ci raggiungerà nel corso della puntata.

Ma udite udite, abbiamo il nostro primo ospite speciale, che è Alex

Racuglia.

Ciao ciao, buonasera, grazie a tutti, grazie a te di avermi qua.

E ciao a tutti gli ascoltatori.

Allora, una piccola introduzione di Alex.

Alex, oltre a essere il papà puntativo di questo podcast, quindi onora

il merito.

Infatti, senza di lui non esisterebbe questo podcast, perché se io che

Roberto abbiamo iniziato i nostri primi esperimenti da podcaster con Alex e

con gli strumenti che ci dà, ci permette di utilizzare Alex.

Quindi senza lui proprio non ci sarebbe mai stato niente.

Inoltre, il logo di A2 è fatto da Alex.

Quindi un grazie, grazie, grazie in diretta è necessario, ovviamente.

Alex è un podcaster e fa vari podcast sul gruppo Ranta M

Radio, tra cui Tecno Pill e tanti altri, per cui non riesco

a citare tutti.

Nella vita reale, però, Alex è un regista di video commerciali, correggimi

se sbaglio, vero?

Ma video pubblicitari nella sostanza.

Sì, sì, faccio allora fino a due anni fa, il mio core

business era lo spot televisivo ed ero abbastanza specializzato in spot televisivi

di giocattoli per bambini piccoli.

Negli ultimi due anni, tre anni, la mia azienda ha un po'

cambiato direzione perché le cose cambiano, il mondo cambia e sono anche

contento perché sarebbe stato problematico con la pandemia.

Adesso la maggior parte dei nostri clienti sono case farmaceutiche e mi

occupo della comunicazione o interna oppure diretta ai medici, per cui c'è

molta più informativa e molta meno promozionalità.

Tuttavia, è un mercato che devo dire che resiste nonostante tutto.

Ah, beh, anzi, in questo periodo storico particolare direi qualcosa di più.

Sì, ma è cambiato molto anche quello, devo dire la verità, perché

prima il contatto con i medici, con gli eventi, con un sacco

di cose, era molto più ricco, adesso è tutto molto più offline,

molto più online, molto più virtuale, di conseguenza, anche molta la comunicazione

si è un po' si è ridimensionata ed ha cambiato anche natura.

Immagine, immagino l'oggetto, ovviamente, di questa puntata di oggi, dopo le giuste

introduzioni, è quella di sfruttare le competenze specifiche, ovviamente di Alex, perché

io e Roberto non ne siamo minimamente in grado.

Per parlarvi di uno dei programmi gratuiti di Apple per il montaggio

video, ovvero i Movie.

Ovviamente Alex non utilizza i Movie nella vita professionale, utilizza la versione

più professionale appunto che è Final Cut Pro se lo dico giusto,

perché ogni tanto c'era la X, poi non so se l'hanno tolto

la X e così via.

L'hanno tolta da pochi mesi.

Ok, ok.

Allora mi ricordo qualcosa di giusto.

Ovviamente ai Movie è la versione povera, chiamiamola così il fratello minore,

però sicuramente è uno strumento gratuito che tutti possono avere e che

casomai può diventare utile per farsi una prima esperienza di montaggio video

per fare il passo ulteriore tra ovviamente la ripresa così nude e

cruda, amatoriale e invece un montaggio anche un po' più strutturato.

Priare la parola ad Alex, perché sarà lui poi fondamentalmente a parlare

durante questo episodio, piccola comunicazione di servizio.

Il podcast è ufficialmente online e lo trovate sia su Apple Podcast

che su Spotify e su Amazon, da cui, tra l'altro, ho scoperto

per caso che ci ascolta tanta gente da Amazon, mai avrei detto

che fosse possibile.

Il sito del podcast è a due numeropodcast.it e se volete partecipare

alle dirette su YouTube, come questa che stiamo facendo stasera.

Basta digitare a due podcast.it slash YouTube.

Come sempre, per supportare il podcast potete tranquillamente fare una cosa, ovvero

scrivere una recensione su iTunes.

Abbiamo già ricevute le nostre prime 5 stelle da quando una settimana

fa siamo arrivati su iTunes Apple Podcast.

Ma ovviamente più recensioni ci sono, più abbiamo la possibilità di farci

conoscere.

Se non sapete come fare una recensione, trovate nel link delle note

dell'episodio anche una mia breve guida su come farlo.

Ed infine, se volete raggiungerci, potete iscriverci a scrivi a anzi, scrivi.

A questo punto la parola ad Alex e io direi di iniziare

dalle basi: cioè iniziamo a vedere innanzitutto qualche consiglio diciamo per il

video amatore che vuole iniziare a fare dei video, casomai per la

famiglia o anche per eventi personali o professionali, con qualche strumento.

Che strumenti casomai è possibile utilizzare e come ottimizzarli.

Buonasera a tutti, sono rientrato a Bomba dopo una settimana di ferro

e fuoco che spiegherò chiaramente nel podcast Snap che questo venerdì è

saltato.

Ma alla fine sono riuscito anche a collegarmi a questo bellissimo podcast

con i nostri amici Filippo ed Alex.

Allora, dove siamo rimasti?

Raccatevi: stavo per iniziare a parlare di movie e però volevo fare

una sorta di una piccola digressione all'inizio, una prefazione per parlare del

video, perché secondo me se capiamo un po' tutti come funziona sotto

il cofono, la cosa, non sto dicendo di aprire il motore e

di smontarlo.

Però di avere una minima idea di che cosa c'è sotto, capiamo

anche meglio di come gestirlo.

Fare video è abbastanza semplice per certi versi.

Adesso abbiamo tutti in tasca un telefono che è 500 volte più

bello della mia prima telecamera, per cui è fighissimo.

Fare video in 4K con bassa luminosità, fare rallentatore, veramente è stratosferico

quello che può fare un telefono cellulare oggi.

Finché c'è da fare un video: girare, il video selfie dove ci

salutiamo, quando diciamo, oggi ho comprato la pasta asciutta, la sto cucinando

e facciamo la storia su Instagram va tutto bene.

Il problema

le cose diventano divertenti quando vogliamo mettere insieme più clip per fare

un montaggio.

La cosa che mi viene in mente è: una volta si faceva

il video delle vacanze, adesso non si fa più perché durante le

vacanze si continua a fare video che vengono postati subito.

Tuttavia, la cosa che si fa adesso tendenzialmente si fa sempre: capita

sempre di partecipare a una festa di compleanno, che ne so, il

cinquantesimo, il sessantesimo, il millesimo compleanno di X.

E tendenzialmente viene chiesto ad ognuno di noi di fare una sorta

di video di video saluto che poi viene proiettato durante la serata.

Ecco, cioè la persona che si occupa di fare questo montaggio, poi

a questo punto, a parte il fatto che ha tutta la mia

stima, perché si becca del materiale girato con ci sono 20 persone

che partecipano, ci sono 20 formati di file differenti, probabilmente.

Girati in condizioni, in qualsiasi tipo di condizioni sia di luce che

di audio, per cui mettere insieme tutte queste cose diventa complicato.

Ecco, questa è ancora una di quelle cose che ancora si fa

nonostante il mondo sia cambiato dal punto di vista della comunicazione.

Mentre dieci anni fa tutti facevano video, facevano montaggi, adesso siamo ritornati

a essere noi che fondamentalmente ci viviamo con questa roba qua, è

perché la comunicazione è diventata sempre più parcializzata fino a diventare atomica

per quanto concerne la storia di Instagram, il post sul social network.

Non voglio citare Facebook perché magari non lo usa più nessuno, mi

sa.

E poi ci sono gli youtuber che invece fanno produzioni video, però

quelle sono diventano una sorta di passo in più.

Il video più semplice, quello che possiamo fare veramente tutti.

Diventa una cosa un po' strana e complicata.

Di conseguenza è anche difficile trovare gli strumenti per farlo senza impazzire.

In questo devo dire Apple ha fatto un grandissimo lavoro con iMovie

e voglio raccontarvi la storia di questo iMovie qui, che è la

storia di una persona che io stimo tantissimo, che è il programmatore

capo che ha inventato il primo Final Cut.

Cioè non lui che l'ha inventato, ha collaborato inizialmente al progetto del

primo Final Cut per poi diventare il capo progetto, che si chiama

Randy Obilios e che da cinque anni è andato in pensione perché

ha detto: Io ho fatto il mio, ho 50 anni, cacchio me

ne frega, vado in vacanza con il mio marito e sto via

per tutta la vita.

E per cui il mondo ha perso un visionario che ha lavorato

in Apple da inviato lui, sì.

Spero che abbia fatto i soldini, però immagino che a capo della

divisione audiovisiva di Apple, insomma, per dieci anni qualche cosa te la

si è portata a casa.

Lui ha lavorato a un sacco di progetti di montaggio video.

Credo che inizialmente abbia lavorato anche a Premiere, che è stato il

primo software che ho usato di montaggio nel 96-97, credo.

Per poi passare in Macromedia quando hanno iniziato a sviluppare Final Cut,

che poi è stato venduto a Apple.

Final Cut inizialmente era un progetto biattaforma sia Mac che Windows.

Apple l'ha comprato e ha detto: sapete che c'è la versione Windows?

Buttiamola via, otteniamoci solo quella Mac.

E giustamente dal loro punto di vista si tratta degli anni 90

erotti.

E poi a un certo punto Randio, questo geniaccio lo lavorava, giustamente,

stavano sviluppando la versione corrente di allora di Final Kat la Final

Cat Pro 6.

Se non sbaglio, e ai Movie non mi ricordo più che quale

versione.

Lui a un certo punto ha detto voglio sviluppare un software che

mi serva a me per catalogare le immagini, i video prima di

montarli.

E nel farlo si è detto: ma sai che c'è?

Faccio una cosa dove assolutamente sono libero da chiunque, dato, non devo

rendere conto a nessuno.

E ha sviluppato questo prototipo, questo motore di visualizzazione e di gestione

dei film dei formati video, audio e fotografie.

Che poi è diventato, a un certo punto, visto che questa roba

cresceva ed era fighissima, ed è diventato il cuore contemporaneamente di IMovie

e di Final Cut.

IMovie e Final Cut condividono lo stesso identico motore, le stesse identiche

librerie, e per certi versi anche la stessa filosofia di funzionamento.

IMovie è molto semplificato.

però, per certi versi, è un po' come quando vai a comprare

il microprocessore, compri quello più economico perché costa di meno.

In realtà è come quello più potente, solo che gli hanno tagliato

due fili per non farlo funzionare.

Per cui la filosofia è esattamente quella.

Questa è la storia di Final Cut e di IMovie, che sono

essenzialmente lo stesso programma, e possono convivere.

Pensate che inizialmente Finalcat poteva leggere tranquillamente le librerie di IMovie e

oggi ne ho aperta una per curiosità, effettivamente la struttura delle sottocartelle

all'interno delle librerie è praticamente identica.

Adesso voglio parlare prima di parlare di IMUVI vero e proprio, però

voglio fare una sorta di digressione.

Un'altra digressione per quanto concerne invece la produzione di video.

Siamo abituati a gestire nel nostro computer dei file che sono file

di vari natura.

Documenti Word, se non pages, file Excel, se non numbers, file PDF,

abbiamo un sacco di file.

Quando apriamo il nostro computer, ci sono un sacco di robe.

Le fotografie.

Ecco, il video ha una caratteristica.

Sì, il file video è un file come tutti gli altri, solo

che essenzialmente occupa un sacco di spazio.

Perché non bisogna considerare il video solo come una sequenza di fotografie.

Immaginate un video di

un video di 10 secondi è come se fosse composto da 300

fotografie.

E i video di 10 secondi sono anche brevi.

A volte fate un video di 10 minuti, a me capita spesso

di farmi delle video chiacchierate abbastanza lunga.

Ecco, questi file cominciano a occupare decine, centinaia, se non migliaia di

megabyte.

Per cui avere un file video di 2-3 GB non è raro.

Pensate che le macchine fotografiche di due generazioni fa salvavano file video

che duravano al massimo 12 minuti perché la massima dimensione di file

consentita era 2 GB, perché utilizzano delle schede formattate con i vecchi

sistemi.

2 GB per 12 minuti.

Capite che se vi mettete a girare, a fare il filmato della

partita di pallone di vostro figlio, sono 90 minuti, dovete moltiplicare questi

12 per 5x6.

Per cui il fa e il video esplodono dal punto di vista

della quantità di spazio

occupato.

Assolutamente sì.

Io ho avuto la prova direttamente facendo qualche filmato, e in effetti

sì.

Confermo sottoscritto: io non ci credevo perché non ci credevo, non ero

al corrente della situazione quando ho iniziato a fare podcasting che già

mi sembravano enormi i file audio, ma sono una sciocchezza di fronte

ai file video.

File video per intenderci, io ho avuto una piccola esperienza quando registravo

delle lezioni che mi servivano poi per fare essenzialmente la mia professione.

E questi video se non fosse stato per il buon Alex che

mi consigliava comunque un certo livello di compressione, un certo livello di

bit rate e via disconcendo, diventavano delle proporzioni allucinanti.

E a questo punto l'hard disk

di un Mac come il mio, che è un 128 GB, diventano

veramente inutilizzabili con file di questo tipo senza considerare lo storage.

Perché comunque ridendo e scherzando sia io che Alex abbiamo incominciato a

fare i numeri, a contare quant'è che diventano questi file e soprattutto

metterli da parte, diventa un costo che tant'è Alex mi racconta che

anche nei suoi preventivi viene inserito questo costo.

Perché comunque il costo di mantenere dei filmati all'interno degli hard disk

occupa spazio e di conseguenza ha anche un costo.

Dico bene, Alex.

Ha un costo sia per l'archiviazione a lungo termine, ma sia anche

durante la lavorazione.

Anche perché considera che un programma di montaggio video.

Stavo dicendo, io parlo essenzialmente di IMUVI di Final Cut

, ma parliamo solo di AMUVID essenzialmente, sono pensati per dare al massimo

delle performance, perché i video sono dei file molto complessi.

Dato che non si possono memorizzare i fotogrammi così come sono, perché

occuperebbero uno spazio ancora più elevato, vengono utilizzati degli algoritmi molto sofisticati

che permettono di comprimere il video in modo tale che uno non

si accorga che è compresso.

Un po' come se fosse l'MP3 per l'audio, però in maniera molto

ma molto più complessa.

Ecco, i file video vengono letti a questo punto, ma per essere

letti in tempo reale ci vuole un sacco di potenza di calcolo.

Ovvio che adesso avremo dei computer di nuova generazione di M1 che

sono molto robusti su questo.

Però un file 4K magari ne mettete più di uno contemporaneamente e

questa roba qua fa uccidere le risorse del processore.

Per cui i programmi di montaggio video e iMovie non è anche

lui è uno di questi.

Otimizzano le risorse per cui nel momento in cui un progetto è

aperto, renderizzano già i file in modo tale che non siano compressi.

Per cui immaginate un file che è già compresso occupa un sacco

di spazio, non compresso ne occupa 10 volte tanto.

Per cui magari un nostro video di 10 minuti che magari occupa

su disco qualcosa come 3-4 GB, magari non compresso può occuparne 20,

25, 30.

E capite che quando gli hard disk e gli SSD dei nostri

computer non sono da terabyte terabyte, ma sono nell'ordine di 256 e

anche 512 GB, 20 terabyte sono veramente una botta, non indifferente.

È anche una di quelle cose che va considerata quando si inizia

a lavorare, per cui spesso e volentieri nel campo professionale si lavora

sempre con degli hard disk esterni performanti.

Quando si fanno montaggi così per amicizia, magari uno lo fa sul

proprio desktop

sul proprio hard disk.

Però bisogna ricordarsene, perché a un certo punto sta roba occupa un

sacco di spazio e a un certo punto lo spazio va liberato

in qualche modo.

Volevo chiederti quali sono, mia curiosità, hard disk esterni performanti, tendenzialmente che

porte utilizzate voi nel vostro ambiente, nel senso che tipo di porte

utilizzate, che hard disk, devono avere qualche particolarità, raccontaci un po'.

Allora, ci sono diverse scuole di pensiero.

Io devo essere sincero, non ho dei volumi di lavoro enormi come

quando facevo magari collezioni di DVD per cui ogni settimana dovevo produrre

un'ora di materiale, magari su due collane contemporaneamente per cui ci lavoravamo

in tante persone.

Adesso è molto più semplice.

In ufficio abbiamo uno storage Sun che è collegato in fibra ottica,

in Fire Channel.

C'è da dire che questo era lo stato dell'arte 15 anni fa,

adesso essenzialmente una connessione USB o anche con Thunderbolt, che è

anzi, più performante, perché se la porta è la stessa sui nostri

computer nuovi è un po' quello che si usa.

Ultimamente io ho degli hard disk esterni, compro dei case, cifico dentro

un SSD e lo attacco in USB 3 e sono molto molto

soddisfatto delle performance.

C'è da dire che se dovessi utilizzare tante cose contemporaneamente sarebbe un

problema.

Devo dire che il server Sun che abbiamo in ufficio è anche

ridondante, un RID 60, per cui se si rompe un hard disk,

e ci è capitato che si rompesse, cioè comunque si può andare

avanti a lavorare, si inserisce quello nuovo, si fa la formattazione in

automatico e dopo un giorno circa è tornato tutto come nuovo.

Siete super carrozzati in ufficio.

E considera se il tuo core business è di questo, sì.

Adesso devo dire che le cose sono molto più fluide.

Passo molto più tempo a lavorare a casa o sono molto più

leggero per certi versi.

Tuttavia, l'ultimo progetto che ho fatto grosso era un progetto a regime

mi occupava 300 GB di spazio.

Avevo dedicato un hard disk solo a questo.

Ogni notte facevo il backup dei progetti, non dei renderizzati, ma dei

progetti, perché era un progetto molto importante, molto remunerativo e che aveva

dei tempi tale per cui anche un solo giorno di stop sarebbe

stato problematico.

Per cui poi non è mai successo niente, è andato sempre tutto

alla grande.

Un progetto per una farmaceutica americana da tradurre in 22 lingue europee.

È interessante le lingue europee come sono molto divertenti per certi versi.

Per cui, ripeto, è importante sapere questa cosa qua: prima di iniziare

a montare, assicurarsi di avere abbastanza spazio.

Ovvio che se uno dice faccio un video che deve durare un

minuto, non occupa niente.

C'è un minuto, sono anche volendo, sarà un gigabyte, sì, è vero.

Se però, per fare questo video di un minuto si prendono tante

sorgenti, si ha, che ne so, un'ora di video in precedenza, allora,

diciamo che le dimensioni contano e soprattutto nel video, le dimensioni contano

con la C maiuscola.

Fatto questo, che non voglio sparimentare spaventare nessuno.

Fare video è divertentissimo ed è una cosa che a me rilassa

anche molto, oltre a essere molto entusiasmante.

Fare video è relativamente semplice.

IMovie è un programma talmente banale che la prima cosa che vedi

quando lo apri è: Vuoi creare un nuovo progetto?

Sì.

Lui ti propone di avere due tipi di progetti.

Se lo apro insieme a voi, così, ti propone di o di

fare un progetto ex nuovo, oppure di utilizzare un template che sono

alcuni template che sono già pronti, che sono essenzialmente dei trailer.

Apple quando ha lanciato questa versione di iMovie qualche anno fa, 5-6,

forse anche 8, ha detto mettiamoci dentro dei trailer da riempire così

la gente ci fica dentro le sue immagini e non sta neanche

lì a pensare al montaggio.

Questa cosa è una cosa carina, la fate una volta.

Dopo che l'avete fatta, ovviamente se la cosa non si adatta alle

vostre esigenze, dovete pensare invece a costruirne uno da zero.

Il montaggio in a Movie è molto semplice, c'è essenzialmente un'unica grande

linea in basso che si chiama timeline, che se non l'avete mai

vista, essenzialmente ha questo scopo: tradurre in informazioni spaziali, cioè in una

finestra, qualcosa che invece succede nel tempo.

Il video lo guardi, è sempre una finestra che però continua a

cambiare.

Dato che non si può rappresentare lo cambiamento del tempo cambiandolo, perché

sarebbe difficile da gestire, viene visualizzato con la timeline, che è una

rappresentazione bidimensionale con lo scorrere del tempo, cioè una testina di riproduzione

che va avanti e indietro, cioè va verso destra per segnare lo

scorrere del tempo, per cui a seconda di dove sta questa testina

di riproduzione, che è una barra verticale, sapete che siete in quel

momento lì nella timeline.

È più facile da vedere che da spiegare, naturalmente.

Su questa barra, qua, la prima cosa che vi viene da dire

è trascinate tutte tutto quello che vi piace in ordine, dal primo

all'ultimo.

IMovie vi mette a disposizione una finestra sui file multimediali, cioè su

tutte le fotografie, tutti i video che avete caricato sul computer e

tutte le musiche, anche quelle che avete comprato di musica una volta

si chiamava iTunes.

Però potete trascinare dalla scriveria da qualsiasi finestra il file che verrà

appunto posizionato.

Dove file è un file video, un file di immagine, una fotografia,

un file audio, cioè una musica con effetto sonoro.

Io consiglio sempre di iniziare così a ruota libera e di mettere

dentro le cose così come sono e di vedere come

viene.

E il vedere come viene significa far partire la barra di riproduzione,

essenzialmente si fa prendere la barra spaziatrice, che è la cosa più

comoda.

Diviene molto comodo a un certo punto invece di stare lì a

premere il pulsante play, di vedere cosa succede.

E a questo punto è di andare a tagliare.

Quando si mettono due cose vicine, due fotografie, per esempio vicine, si

può scegliere di accorciare andando a beccare il bordo destro della clip.

Se si sposta verso sinistra e bordo destro si accorcia, se si

sposta verso destra, si allunga la clip.

Destra significa avanti nel tempo, sinistra significa indietro nel tempo.

I comandi di iMovie sono veramente banalissimi, sono molto molto semplici da

gestire.

E tra l'altro, tra il taglio, tra una clip e l'altra, si

possono mettere quelle che viene chiamate transizioni.

Ce ne sono poche, sono le stesse.

Di final cat, sono un decimo di quelle che sono a disposizione

di final cat, ma sono quelle più utilizzate: tipo la dissolvenza incrociata,

le tendine, zoom incrociata, ci sono un sacco di cose e vi

fa vedere anche un'anteprima: cui si prende la transizione, si trascina tra

i due clip.

Viene fuori un simbolino con due triangoli che si vanno uno contro

l'altro.

E a questo punto la transizione viene creata facendo play con la

barra di riproduzione, si vede l'effetto che fa.

È immediato ed è pensato proprio per poterci giocare nel senso, uno

ci gioca un po', ci fa un'oretta di tempo a giochicchiarci e

a un certo punto scopre che cosa gli piace e cosa non

gli piace.

Alla fine si mette la musica sotto, prendete un qualsiasi brano, ovviamente

coperto dai diritti di

perché tanto.

Comunque se non fate un video che viene mostrato a 50 milioni

di persone su YouTube, non è un grosso problema.

Comunque, caricate un video con un brano di musica che protettore dei

diritti d'autore.

YouTube essenzialmente ve lo mette la pubblicità e se la becca lui,

per cui non è che ci sono grossi neanche grossi problemi dal

punto di vista della parte legal.

L'unico problema è che a volte sul mobile non c'è ah, è

verso sei avvocato.

E da quello che ho visto, io appunto mi sono preparato per

la puntata guardando un po' di cose, tutti sconsigliano caldamente di se

si vuole pubblicare ovviamente sui social o roba del genere.

Anche perché da quello che ho capito, YouTube, Facebook e così via,

cancellano in automatico i video

e trovano diciamo le musiche coperte da copyright nel giro di pochissimo.

Poi devo dirti la verità: non so se in tutti questi video

si faceva pubblicità ovviamente a vari servizi che concedevano in uso della

musica da mettere come fondo per i video, il consiglio pratico è

cercare o utilizzare appunto delle musiche non coperte dai diritti d'autore o

addirittura open, oppure utilizzare casomai, un'altra cosa, forse un giorno faremo una

puntata anche su quello.

Garage Band ha la possibilità, per esempio, di generare dei loop che

si possono utilizzare, diciamo, anche come chiamiamole così, musiche di sottofondo per

non spendere niente.

È ovvio che a uso personale potete metterci la musica che volete.

Sì, infatti, devo dire la verità: che se vai su Instagram, nelle

storie c'è sempre musica di qualcun altro e se ne sbattono un

po' tutti, perché ha lo stesso effetto della radio, non è che

anche perché poi finché tu non fai un milione di visualizzazioni,

non sai nessuno di come se ascoltassi la musica in casa.

Dal punto di vista legale, ovvio che ci sono queste cose, ma

alla fin, fine, non succede praticamente niente.

Un video didattico che ho fatto su una canzone di Lady Gaga,

ed è ancora lì.

Nessuno mi ha mai detto niente.

Ma allora, sei un video didattico è adesso, ma non entriamo nel

cavoli!

Hai vinto tu una cosa che imparerete: anzi no, prima di ultima

cosa è: c'è la possibilità di inserire dei titoli.

Vedete che ci sono tantissimi titoli già pronti nei movie.

L'idea è quella di scegliere quello che vi piace.

Se ci cliccate sopra e scorrete avanti e indietro col mouse, vedete

o col dito, vedete come sono fatti questi titoli.

E basta a questo punto trascinare il titolo sulla timeline e digitare

il testo che vogliamo metterci.

Inizialmente vi farà la scritta è testo del titolo.

Basta metterci dentro il mio video delle vacanze.

Guardate quanto è buona la mia donna!

Cioè, per dire le due cose che uno potrebbe fare, questo apparirà.

E anche su questi

titoli hanno già dentro delle animazioni per cui appaiono e scompaiono in

maniera molto morbida.

È molto interessante il fatto che le foto vengono animate automaticamente, se

trascinate una foto, vedete che appunto c'è uno zoom automatico.

Faccio una domanda, Alex.

Si c'è un po' di lag, quindi arriverà tra un po' la

domanda.

Dunque, volevo chiederti per quanto riguarda la timeline, adesso io non ho

mai aperto i movie quindi cado un po' dal pero, ma vedendo

qualche filmato qua e là dei vari youtuber, ho visto che la

timeline può essere su vari gradini, nel senso che ci possono essere

più timeline.

Ipotizzo io perché vedendo da qua non posso capire, nel senso che

non usando il programma.

Penso che si possa suddividere il video in più segmenti in cui

si può applicare

degli effetti non penso che sia per IMUVI penso che questo sia

da pannaggio di Final 10 però appunto volevo chiederti questa curiosità perché

ho visto queste diciamo queste timeline spezzate allora se hai presente un

programma che conosci che è Pod User funziona allo stesso modo c'è

una linea principale che è quella del nostro racconto e poi c'è

tante cose che possono essere appiccicate sopra o sotto sopra vengono messe

le clip cioè le clip video e sotto gli effetti sonori la

musica che hanno lo stesso codice colore di final catché

gli effetti sonori sono verdi, le clip video sono blu e i

titoli sono viola.

Diciamo si possono sovrapporre diverse clip perché poi a un certo punto

cliccando sulla clip, in alto a destra ci sono tutte le impostazioni

che si possono essere fatte sulla clip stessa, sopra la viewer c'è

una bacchetta magica che ha lo scopo di migliorare

il colore,

la luminosità, eccetera, eccetera, eccetera, in maniera automatica, però, si possono regolare

anche in modo automatico.

C'è lo stabilizzatore delle immagini quando si fanno le pagine che sono

un po' movimentate, cliccando su quello, le immagini vengono stabilizzate e vengono

eliminati i troppi movimenti.

Ci sono le impostazioni dell'audio, ci sono un sacco di impostazioni, e

poi ci sono anche i filtri che sono molto simili ai filtri

di Instagram, che danno un effetto più bello o meno bello, nel

senso possono essere o migliorativi, leggermente o poco incisivi, oppure delle vere

e proprie botte che cambiano completamente i colori

della clip, per cui, che ne so, c'è un viraggio completo al

viola, come sto vedendo in questo momento.

È pensato effettivamente per giocarci un po', magari non è immediato per

certi versi, però è pensato effettivamente per permettersi lì e giochi chiare

e se si mettono insieme due fotografie, tipo una sopra l'altra, si

può fare l'effetto picture in picture andando a ridimensionarla con il comando

crop che praticamente consente di fare il ritaglio della clip stessa in

modo tale che possa essere a questo punto messa in una sorta

di picture in picture, in più in piccolo.

Sì, dai video che ho visto io ci sono effettivamente molte funzioni

relativamente avanzate, tipo la possibilità anche di mettere della grafica animata utilizzando

il green screen, chiamiamolo così, su un video principale.

Quindi tutte le varie clip poi possono essere utilizzate come miglioramenti o

per inserire delle infografiche, per esempio, e così via.

Sì, poi c'è anche la possibilità: negli sfondi, ci sono anche gli

sfondi di mappa che sono pensati proprio per mostrare gli itinerari per

cui ovviamente di default mettere San Francisco perché è la parte della

Silicon Valley, ma basta mettere, vediamo se c'è Banzago, casa mia.

C'è Milano e poi si può scegliere un punto di arrivo.

Vediamo Londra.

Praticamente genererà il disegno,

la linea rossa che collega del viaggio, che ricorda effettivamente la copia

a carbone degli passaggi che ci sono nei film di Indiana Jones,

che sono tra l'altro i miei film preferiti.

Beh, diciamo che ai Movie di fatto è pensato per un'utenza casalinga,

chiamiamola così, e quindi, per esempio, appunto il viaggio delle vacanze piuttosto

che viaggio avventure nel mondo o altre cose simili.

Tutti questi strumenti, secondo me, sono anche perché immagino che in Final

Cut una roba del genere non esista, o comunque venga utilizzata abbastanza

poco.

No, ma, tra l'altro, è bellissimo.

Personalmente, se dovessi fare una roba del genere, farei delle piccole animazioni

in IMOV le esporterei per poi portarla in final cat.

In realtà ci sono

dal punto di vista professionale, ci sono dei template già pronti da

utilizzare in After Effects, che è il programma che effettivamente uso di

più.

Che un programma di animazione di compositing che hanno

tra l'altro, utilizzano le vere mappe con il vero rilievo georeferenziato da

Google Maps ed è molto.

Quelli è molto realistica come cosa.

Infatti, se vedete quando fanno le presentazioni delle tappe del Giro d'Italia,

utilizzano sistemi di questo tipo, sono effettivamente molto belli perché vedete effettivamente

le valli, vedete proprio i rilievi esattamente come sono.

Sì, beh, quello è veramente professionale.

Adesso, noi siamo alla fase ancora casarezza, chiamiamola così.

Sì, allora l'approccio che io vedo con i Movie è un programma

molto giocoso: è giocaci.

Il consiglio che posso dare è non cominciare con un video con

50 clip, ma cominciare con un video con 6 o 7.

Fate 3-4 video al vostro gatto, al vostro cane, proprio 3-4 clippettine

col cellulare, le trasferite sul computer e vedete come poter raccontare una

storia.

Una cosa che io dico sempre a tutti è: ed è un

mantra che io ho ripetuto e a tutti i miei collaboratori.

Se un video dura 60 secondi, può tranquillamente durarne 55?

Prima regola.

Seconda regola, se un video dura 55 secondi ne può durare 50.

Non avete paura tagliare.

Siamo abituati a guardare le pubblicità che durano 15 secondi, 10 secondi

e i trailer dei film che durano un minuto, ma hanno dentro

tanta di quella roba per cui ogni singola inquadratura dura meno di

un secondo.

Siamo abituati a questo tipo di linguaggio.

Ovvio che se dovessi fare un video per mia nonna, farei una

cosa un po' più morbida, eccetera, eccetera.

Però eviterei di.

Il ritmo più elevato, anche con la possibilità di perdersi una inquadratura,

mantiene di più l'attenzione dello spettatore rispetto a una cosa un po'

blanda.

Per mia esperienza, io sono un giurato di un festival di cinema

che si svolge ogni anno qui in provincia di Milano, quest'anno abbiamo

rimandato la data del festival dalla fine dell'anno scorso a quest'estate per

poterlo fare all'aperto sperando che non ci sia la fine del mondo.

E effettivamente una cosa che io lamento spesso in tutti quei registi

che scondo le scuole è un'eccessiva lentezza.

Nel senso, se ho capito cosa sta succedendo, fammi vedere quello che

c'è dopo.

Perché il modo di comunicare è cambiato tantissimo.

Se Instagram ti dice la tua unità di misura deve essere il

15 secondi, e Ander War ha sbagliato, non erano 15 minuti ma

15 secondi.

Allora e TikTok ha un modo di comunicare che funziona tantissimo, non

soltanto sui giovanissimi.

Vuol dire che ormai siamo pronti a una comunicazione che è iper

veloce, è iper ritmata, ma dalla quale riusciamo anche a comprendere qualcosa.

Se ci perdiamo anche una singola clip va bene, perché comunque il

contesto ci viene comunicato questo.

Questo il video è video, ma è anche audio, per cui certe

volte è più importante scegliere la canzone giusta o fare il commento

audio, giusto, registrato bene con un bel microfono oppure con silenzio, piuttosto

che dare tante informazioni con un unico canale, quello del video, tralasciando

tutti gli altri.

Se andate a vedere in questo momento, non so chi ci sta

guardando.

Se qualcuno ci sta guardando, lo saluto e lo ringrazio perché invece

di guardare Sanremo è qui con noi.

Ma se vede Sanremo, che comunque è una cosa che sta su

Rai 1 per cui morbida, proprio deve essere capita da tutti, comunque

ha un ritmo veramente incessante.

Anche quello, e anche le pubblicità che ci sono tra una canzone

e l'altra, perché ci sono tra una canzone e l'altra, sono belle

dirompenti, per cui è una cosa che tra l'altro si impara col

tempo.

Il primo video lo farete che dura 5 minuti dopo un anno

lo riguarderete, sta roba, potrebbe durarne due, e dopo dieci anni lo

riguardate, sta roba qua doveva durare 30 secondi.

Forse sto divagando anche troppo.

Ti volevo fare una domanda che riguarda invece sempre ai movie, volevo

chiederti: dal punto di vista hardware, per montare un video, ci sono

richieste hardware particolari, nel senso che devono essere particolarmente capaci i nostri

computer o iPad per intenderci, oppure si può fare una cosa tranquilla

anche con un MacBook Pro scrauso del 2019.

Il MacBook Pro del 2019 non è scrauso, iMovie soprattutto è pensato

per un'utenza tranquilla per cui gestisce senza grossi problemi video anche in

4K probabilmente, senza pesantire troppo il carico dell'utente, non mi farei questi

problemi.

Anche perché, devo dire la verità, Apple, comunque negli ultimi 15 anni

ha lavorato tantissimo al sottosistema di gestione audiovisivo che si chiama ID

Foundation, per cui magari la responsabilità è che se tu premi play,

la riproduzione non inizia proprio dopo un millisecondo, ma dopo 20 millisecondi,

qualcosa del genere.

Però non ci sono dei grossi requisiti di potenza di calcolo.

Le macchine più recenti, quelle che hanno il coprocessore T1 per farvi

capire o T2 e gli M1, ovviamente, hanno dell'hardware dedicato anche per

l'encoding.

Significa che l'esportazione del video è, se non in tempo reale, anche

di più, e di conseguenza non ci sono grossi vincoli.

Io mi ricordo un tempo quando questi coprocessori non c'erano, che esportare

un video in 4K di 10 minuti significava aspettare un'ora, un'ora e

mezza e andare a neanche berci un caffè, ma di farci un

pranzo di quelli grossi.

Le risorse adesso sono su qualsiasi macchina venduta negli ultimi 5-6 anni,

non c'è assolutamente nessun nessun problema.

Allora, io ti faccio alcune domande invece un po' più generiche, ma

giusto per cambiare anche un po' argomento.

Due cose che mi sono reso conto, diciamo, facendo ogni tanto qualche

montaggio video qua e là, soprattutto a uso domestico, stabilizzazione di iMovie

è una cosa che secondo me va detta, e che secondo me

ti sei perso.

La mia impressione, però, lì correggimi se non sono corretto, è che

per stabilizzare comunque l'immagine viene di fatto ritagliata, perché, se ho capito

bene, l'algoritmo che c'è dietro, di fatto

per evitare il movimento di camera, chiamiamola così, deve zoomare all'interno del

video originale, ed è una cosa da tenere, secondo me, presente: oltre

alle tempistiche che

ci mette a fare su iMovie almeno.

Allora ti spiego come funziona.

Tutti gli algoritmi di stabilizzazione si basano su un algoritmo unico che

si chiama Motion Flow Optical Flow, il cui scopo è di capire

fotogramma per fotogramma dove stavano i pixel nel fotogramma precedente.

Se tu fai una ripresa senza uno stabilizzatore del telefono, che fa

la stessa identica cosa, però non te ne accorgi essenzialmente anche solo

il pulsare del sangue fa sì che la tua mano si muova

leggermente, per cui se tu stai inquadrando il tuo cane, faccio un

esempio perché io faccio spesso le foto e video al mio cane,

magari tra un istante il successivo la tua inquadratura si sposta su

e giù.

Gli algoritmi di stabilizzazione si accorgono di questa cosa e cercano di

compensare mettendo un movimento contrario.

Ovviamente se partiamo dal cane che magari sta nel centro dell'immagine e

poi dopo il fotogramma successivo è spostato a destra di 100 pixel

faccio un esempio: se noi vogliamo stabilizzare del tutto, dobbiamo spostare tutta

l'immagine a sinistra di 100 pixel, ma questo vuol dire che la

parte destra dell'immagine è vuota perché non ci sarebbe.

Allora, per far sì di evitare questa comparsa di bande nere, si

fa lo zoom dell'immagine e tutti i programmi di stabilizzazione fanno questa

cosa.

Si sta lavorando negli ultimi tempi ad algoritmi di intelligenza artificiale, che

però sono ancora in fase primordiale o comunque sono delle cose miste,

che ricostruiscono le parti mancanti.

Per farti un esempio, se tu guardi il cane, ti sposti a

sinistra di 100 pixel e poi ancora a destra, vuol dire che

hai un fotogramma in cui ti mancano 500 pixel, che però puoi

prendere un po' dal fotogramma precedente e un po' dal fotogramma successivo.

Queste cose sono un po' più complicate, naturalmente necessitano di grande elaborazione.

L'algoritmo di After FTRFX dice che lo fa, ma non lo fa

bene.

In questi casi si utilizzano software diversi, sono come per esempio Mocha,

che però è un prodotto veramente veramente veramente complesso.

Se non sapete che esiste vuol dire che non vi serve.

Io so che esiste, ma so anche che lo usano studi di

produzione di un certo livello, quindi anche solo a livello di costo,

credo che non sia affrontabile, diciamo, per l'utenza domestica.

La primissima versione costava tipo 10.000 dollari per un mese, una cosa

del genere.

Venne usato essenzialmente soltanto al cinema.

Adesso credo che sia dentro il package, perché ha passato di mano

diverse volte, credo che sia nell'intorno di qualche centinaio di dollari.

Tuttavia, ripete, è una cosa anche difficilissima da usare per certi versi,

per cui non starei lì a pensarci.

Detto questo, la maggior parte dei telefoni ha lo stabilizzatore di immagine

già dentro, per cui quando fate dei video se non l'avete mai

attivato, vuol dire che è già attivato il suo, quello che vedete,

lo vedete anche a volte, vedete delle riprese che sono naturalmente stabili.

Tuttavia, è come per certi versi, un po' come l'autotune siamo talmente

abituati che non ci fa più effetto ormai.

No, devo dire la verità: con l'iPhone 11 Pro, io venivo da

un 6, la stabilizzazione si vede, si sente, è quasi magica perché

effettivamente, comunque riuscire con un telefono che si tiene in mano abitualmente,

fare delle immagini stabili, non dico che è impossibile, ma diciamo anche

lì ci vuole una mano che non è la mano dell'utente domestico,

ma come sono io, ma sicuramente un utente più esperto, o quantomeno,

utilizzare strumenti appositi.

E sull'argomento, visto che invece credo che possa essere interessante, e so

che tu lo usi, ci riesce anche a parlare un po' dei

cosiddetti gimbal?

Ok, i gimbal sono la versione automatizzata della stedicam.

Sapete cos'è una stedicam, essenzialmente quella roba con la grossa imbargatura per

cui una camera enorme, sta collegata con dei contrappesi con delle molle

che pesano alla fin fine 30 kg sulla schiena di un operatore

per cui i movimenti dell'operatore vengono ammortizzati e la camera è abbastanza

stabile.

Questa cosa qua ovviamente necessitava di un operatore che passava la vita

ad avere problemi di schiena e B comunque non era una cosa

facile.

Io ho provato a usare anche delle versioni semplificate di Stadicam, devi

proprio fare del training di mesi per imparare ad essere più o

meno accettabili e non fare riprese anche peggiori.

Gli stabilizzatori di immagini, essenzialmente, come i gimbal, sono degli strumenti che

hanno dentro degli giroscopi che sono molto molto veloci, molto reattivi e

cercano di bilanciare i movimenti del nostro polso.

Per cui se noi spostiamo leggerissimamente, anche molto velocemente e violentemente il

polso a destra o a sinistra, il fatto di avere tutti questi

giroscopi messi insieme fa sì di andare a ristabilizzare l'immagine, per cui,

che ne so, l'orizzonte è sempre piatto, non ci sono mai inclinazioni.

Oppure se stiamo inquadrando davanti, giriamo il polso a destra e a

sinistra, guardiamo sempre la camera guarda sempre dritto.

O ancora meglio, se noi spostiamo il nostro polso per inquadrare un

po' a destra, il movimento che viene fatto dalla camera è fatto

in maniera molto morbida e molto fluida, perché vuol dire che io

ti seguo, ma in maniera molto morbida, in questo modo le riprese

sono anche belle da vedere molto fluide.

Gli stabilizzatori sono eccezionali.

L'unica cosa che non stabilizzano è il movimento su e giù.

Per cui quando noi camminiamo, passo passo il passo è essenzialmente come

se fosse una sorta di rimbalzo.

E nel momento in cui appoggiamo un piede, rimbalziamo e di conseguenza

tutto il nostro corpo va su e giù.

Questa cosa si vede, però effettivamente con tutte le altre stabilizzazioni, tali

per cui si percepisce veramente poco.

Io ne ho uno che ho comprato sei anni fa, sette anni

fa, a 80 euro, adesso che credo che costi la metà, non

c'è stata una grande innovazione in questi.

I primi stabilizzatori del genere sono venuti fuori una decina d'anni fa,

più grossi, anche questi si appoggiavano alla schiena oppure direttamente con due

mani, ma sono anche pensati magari per bilanciare anche i movimenti, quelli

del corpo.

La tecnologia è talmente efficace, talmente efficiente che adesso se non si

deve stabilizzare una camera molto pesante, cioè se si basta stabilizzare il

nostro telefono, veramente con i punti dell'esse lunga si trova senza grossi

problemi.

L'effetto è veramente eccezionale.

Questo significa che il telefono pesa un po' di più, ma è

più facile da portare perché tenere in mano un cilindro è più

comodo che tenere in mano un telefono.

Bisogna di sottotogliere la custodia protettiva del telefono, perché è troppo grossa

e di conseguenza non riesce a tenerlo dritto.

Va bene se facciamo tante riprese, o se vogliamo fare un video

particolarmente entusiasmante.

Se diciamo che se ne facciamo tanti, se dobbiamo fare soltanto i

video selfie dal mare per far vedere che siamo al mare.

Va bene che non averlo.

Sì, sì, diciamo è uno strumento, chiamiamolo così, anche prosumer: cioè per

chi veramente ha una passione per il video e fa tanti video,

perché ovviamente altrimenti non ha molto senso fare cose di questo genere,

anche fare l'investimento di 80-100 euro per uno di questi strumenti.

Poi io l'ho usato spesso per fare video aziendali, per fare un

sacco di cose, anzi, ultimamente, se io posso uso i telefoni cellulari

invece delle macchine fotografiche per fare video, perché sono immensamente più comodi,

e la qualità ormai è tale per cui ci stiamo dietro.

Anzi, se avessi un telefono come il tuo, l'11 Pro o il

12 Pro, ma telefono tutta la vita.

Anche perché lì subentra anche la potenza della fotografia e del video

computazionale, per cui quello che non riesce a tirare fuori dalle lenti,

dall'hardware, il software che è potentissimo, lo riesce a fare.

In quei casi se è un progetto, non dico vero,

mi spiego meglio.

Se è un progetto che per cui il video viene prodotto per

un motivo, allora me lo porto sempre dietro.

Non me lo porto dietro in vacanza, perché devo dire la verità,

che mi è andato in giro sto coso.

Non è che mi fa impazzire, ma perché essenzialmente quando non sono,

quando non lo faccio per lavoro o anche per diletto, ma in

modalità, tra virgolette, ti faccio un favore, ma come se fosse un

lavoro.

Avete presente, spesso vuol dire lo facciamo ed è anche divertente.

Quando non sono in quella modalità, io tendenzialmente cerco di evitare di

fare video, per farvi capire, non ho fatto neanche il video nel

mio matrimonio, c'è solo le foto e mi sono rifiutato categoricamente: non

volevo gente che facesse video.

E beh, effettivamente, poi lavorando nell'ambiente, anche avere tutte le ulteriori eventuali

scocciature di dover gestire il tutto, capisco anche che se è un

impegno, a volte meglio staccare effettivamente.

Bene, adesso faccio una domanda, poi

mi puoi tacciare di partigianesmo e così via.

Hai dato un occhio anche alle differenze, tra virgolette, tra i movie

per Mac e iPadOS.

Perché poi esiste anche una versione, ovviamente, per i OS Partigiano,

ma oggettivamente montare un video sull'iPhone, diciamo, a parte tagliare, diciamo qualche

scena che è venuta male.

O ridurre il video per avere qualche inquadratura specifica, credo che sia

abbastanza complicato.

Allora, io credo

che dipenda molto dalle abitudini.

Sinceramente, ho provato a fare montaggi su iPhone, scusa, su iPad.

Non ho provato prodotti di Rumaforge se non sbaglio, che è quello

che viene più utilizzato, ma perché io ho sempre il mio computer

dietro, l'iPad lo uso più per fluire delle informazioni che per costruirle.

Trovo che il grosso problema sia la precisione.

Nel senso, quando si fa montaggio video, a un certo punto diventa

anche importante togliere anche un singolo fotogramma per certi versi.

Su computer con il mouse riesco a essere molto più preciso.

Sul tablet, col dito, molto meno e per cui diventa per me

per certi versi frustrante.

Poi, però, per mettere insieme due cose va benissimo, la potenza di

calcolo dei telefoni e degli iPad di adesso è eccezionale.

Dicevo, gli ultimi telefoni e gli ultimi i pad, ma dove gli

ultimi sono gli ultimi cinque anni, hanno dei processori che sono pensati

espressamente per manipolare il video in maniera pesante.

Proprio perché a postessa sul sistema operativo dice fate i video e

vengono video belli, e per fare i video belli ci vuole un

sacco di potenza di calcolo per la stabilizzazione, per la gestione dei

colori, eccetera, eccetera.

Per cui l'esportazione di un video su iPad, mi aspetto che sia

anche più veloce che su un Mac, per certi verti, tranne sull

M1, che però è essenzialmente la stessa natura, la stessa tecnologia sottostante.

Partigiano o non partigiano, nel senso va bene, cioè, nel senso, se

hai solo quello, va più che bene.

Io se vado in vacanza, non mi porto dietro il computer, di

sotto mi porto l'iPad perché è comodo per prenotare gli alberghi, per

vedere le cartine, per un sacco di cose.

Mia moglie invece è molto più millennial di me, lei fa tutto

col telefono e non si pone neanche grossi problemi.

A me senza la tastiera manca la tastiera, ma sono probabilmente.

Detto questo, però per il montaggio, la possibilità di avere una tastiera

fisica e il mouse per me è molto importante.

Perché l'hai detto anche tu in trasmissione, cioè, non so se l'ultimo

ha puntato o precedentemente, è molto sensato imparare degli scorciatori di tastiera

perché inizialmente è proprio una frustrazione.

Se sono abituato a cliccare sul pulsante, sono abituato a cliccare sul

menu, eccetera, eccetera, eccetera.

Ma nel momento in cui ti fai questa abitudine, ma basta anche

impararne una settimana un tasto a settimana, e questa cosa qua si

viene ripetuta, diventa parte della nostra memoria fisica motoria, per cui per

certi versi l'utilizzo della tastiera è un po' come diventa molto più

fisico.

Io sono un grande cultore dell'approccio fisico al software: cioè se tu

interagisci col programma con il tuo corpo, cioè con le tue dita,

e non attraverso il mouse, che comunque dà un'interazione differita per certi

versi, diventi molto più performante, diventa anche molto più rilassante per certi

versi, perché dico sempre: l'automobile si guida con tutto il corpo.

Tu vai e a un certo punto, dopo che hai imparato, dopo

qualche mese che hai imparato, non stai più lì a pensare freno

frizione, girare il volante, eccetera, eccetera, eccetera.

Eccetto, tu guidi ed è naturale, devi andare a destra e giri

il volante, oppure andare in bicicletta, muovi il manubrio, o in moto

ti pieghi, cioè quando tu fai le cose col tuo corpo, hai

una reattività molto maggiore, e anche tu una percezione di quello che

stai facendo, molto più in sintonia, per cui

dopo anni che fai un lavoro come il montaggio video o il

montaggio audio, diciamo che fisicamente vedi le cose e le percepisci con

una sorta di sesto senso, che ti arriva da un sacco di

esperienza e da un sacco di quelle migliaia di volte che hai

ripetuto la stessa cosa.

Ovvio che queste cose che dico sono per chi magari ha voglia

di imparare.

Tuttavia, essenzialmente se tu digiti un sacco di documenti con la tastiera,

a un certo punto inizi a scrivere con tante dita, magari non

con dieci, però con tante dite.

Diventa anche un pochettino più naturale, anche più rilassante scrivere rispetto a

chi digita un dito tutto con un dito solo, diventa un po'

più complicato.

E lo Stasso Dicasi per il montaggio ovvio che queste cose ti

arrivano dopo un po' che lo fai e se ti piace, e

se ti piace, dipende da un sacco di fattori: tipo, ne fai

uno ed è bello, ne fai un altro e vai avanti.

Il montaggio video effettivamente è una delle cose più potenti, ma anche

più impegnative.

Dico sempre questa massima: Orson Wells diceva: Se devi scrivere un romanzo

hai bisogno di una macchina per scrivere, se vuoi dipingere un quadro,

hai bisogno di un pennello dei colori.

Se vuoi fare un film, hai bisogno di un esercito.

Ed è vero, se guardate i titoli di coda dei film ci

hanno dentro migliaia di persone, ma perché ci vuole per fare un

film, ci vuole una bagonata di

ore e di anni uomo per farne uno singolo.

Ovvio che poi uno da casa non fa un film, non si

mette di fare Avengers, però l'impegno che si deve porre per realizzare

un minuto di video è difficilmente in altri contesti artistici c'è lo

stesso sbattimento.

Forse nella danza, mi viene in mente, nel teatro più nella danza,

probabilmente.

No, no, sicuramente, io faccio pochissime cosette video e devo dire la

verità.

Poi ne abbiamo parlato anche tra di noi.

Ogni volta che voglio arrivare a un gradino un po' più elevato,

la richiesta di tempo aumenta esponenzialmente nella sostanza.

Ovviamente, io faccio tutto da sole, quindi è ovvio che c'è solo

un uomo che

fa tutto quindi diventa complicato.

Però sicuramente è anche divertente, se piace,

gli strumenti ti aiutano fino a un certo punto.

La cosa che ti aiuta di più è l'esperienza per far sì

di rendere tutto efficiente, ecco, perché se tu una cosa la fai

una volta ogni morti di papa, devi anche pensare cosa vuoi fare

e poi deve pensare a come farlo e deve pensare qual è

lo strumento software.

Cioè, ci sono quattro livelli che sono messaggio, linguaggio, tecnica e tecnologia,

che sono a livelli sempre più a basso livello dal punto di

vista in alto, c'è appunto il messaggio, nel senso cosa voglio comunicare,

poi dopo il linguaggio che voglio utilizzare, ecco, l'esperienza ti aiuta ad

abbreviare tutti questi circuiti, secondo me.

Poi magari non è però non è per menarmela tendenzialmente assolutamente.

Anche ogni tanto mi dico: ma com'è che si fa sta roba?

Mi sbatto la testa.

Tuttavia mi rendo conto che invece su un sacco di cose, ormai

le do per scontate, perché le faccio tutti i giorni da vent'anni,

da 25 anni.

Me le rende meno complicate.

Direi a questo punto: se Alex non hai altre cose, diciamo che

hai dato sicuramente un quadro molto molto completo di cosa è possibile

fare in ambito, diciamo, domestico e non solo.

Ovviamente la cosa che chiuderei è: ovviamente i Movie non è la

versione professionale di final cut, dove, se possibile, taglieresti dicendo per fare

certe cose ci vuole final cut, o

a un certo livello, diciamo, di esperienza comunque ci vuole final cut

per fare qualcosa di più, dove distinguo tra è meglio ai Movie,

diciamo, per un'utenza domestica e invece Final Cut per un'utenza, chiamiamola così

prosumer o comunque professionale?

È una domanda molto bella e la risposta è che tendenzialmente il

limite si vede dopo un po' che si utilizzano le cose.

Il primo limite che vedo è la gestione dei progetti, cioè Final

Cut consente di crearsi delle librerie che stanno in una certa cartella

e di avere un certo controllo su quello che ci sta dentro

una libreria, su dove sta questa libreria, soprattutto dal punto di vista

dell'archiviazione, perché il grosso problema è tanto che lavori un progetto può

anche tenere occupati 50 GB, ma quando è finito, cosa fai?

O lo archivi o lo butti via.

E neiMovie l'archiviazione di un singolo progetto è molto complesso, è molto

è difficile, un po' come l'idea di esportare una parte di libreria

di i foto.

Sì si può fare, ma che veramente diventa un macello non è

differente.

Per cui la gestione di progetti già taglia fuori iMovie.

E anche il maggior controllo sulle caratteristiche dei filmati e su.

Tendenzialmente, se uno volesse farlo youtuber, andrebbe bene questa cosa qui.

Fino a un certo punto, perché poi uno magari vuole metterci il

filtro personalizzato, vuole metterci una scritta personalizzata.

Per la versione base per fare il video delle vacanze, il video

del cane del gatto, il video di Iuguri per la mamma, va

assolutamente bene.

Final cat ha degli strumenti ancora anche più potenti per la gestione

dell'audio, anche se è il suo punto debole per certi versi.

Per cui

è difficile pensare a una singola cosa che viene meglio su Final

Cut, perché sì, viene praticamente un po' tutto meglio.

Ma essenzialmente

la gestione progettuale che è un po' più ricca in Final Cut

perché è molto più

facile catalogare le clip, avere delle risorse molto più ricche.

E infine la sincronizzazione automatica delle sorgenti.

In final cat, magari fai un'intervista a una persona, usi due telecamere

diverse e registri l'audio su un altro strumento ancora.

Perché magari il Fonic usa un suo sistema di registrazione, ecco in

Final Cut

si possono dare in pasto tutti gli audi, i video fatti con

una camera, i video fatti con l'altra camera, e lui li sincronizza

in automatico e ti consente di fare anche del multicam, cioè di

riprodurre la sequenza, di scegliere istante per istante quale foto quale immagine

usare.

Magari hai fatto un primo piano, hai fatto un piano largo e

poi alternare in questo modo.

Ecco, questo è un esempio delle cose che funziona di più.

Oltre al fatto che final cat è pensato molto per l'interscambio, per

cui consente di esportare e di importare file XML formatati in un

certo modo ed è abbastanza facile anche scoprire come, per cui è

facile aggiungere delle funzionalità specifiche per la singola persona.

Mi viene in mente un programma che conosco, che consente di montare

a tempo di musica perché gli dà in pasta una canzone, lui

ti trova i markard al tempo di musica, la tiri dentro in

fanal cat.

A questo punto ci metti un attimo e tirarà dentro le clip

questo nome.

Sì, si chiama Bitmark.

Qui sai, che siamo siamo fan dell'Ax Racuglia, programmatore, anche.

Sì, perché in realtà io faccio il regista, insomma, faccio video da

20-25 anni, ma ho studiato informatica, ingegneria informatica e ho sempre lavorato,

ho sempre realizzato dei piccoli tool che usavo internamente per fare per

aiutarmi nei processi di gestione dei progetti o anche delle singole attività.

Da due o tre anni ho iniziato a mettere in commercio questi

tool che sono molto verticali, pensati per un'utenza professionale perché usa Final

Cut.

E devo dire che

nell'ultimo anno o due, sto avendo una certa soddisfazione per questo tipo

di prodotti, perché ho scoperto che nel mondo ci sono un sacco

di persone come me che hanno le stesse esigenze.

Se non hanno trovato una cosa che la facesse, non dico che

l'ho inventata io, ma ho fatto alcune cose che possono aiutare.

Non volevo fare questa, non volevo presentarmi, l'ho detto per ridere questa

cosa.

Tuttavia, ma invece, io volevo, anche perché

adesso sai che sono un tuo estimatore e ho visto e in

parte ho provato alcuni tuoi software.

Oltre a essere un regista e avere una conoscenza appunto sul video

notevole, una futura volta te lo dico già, mi piacerebbe parlare con

te, appunto, invece dell'altra tua passione.

Chiamiamola così il secondo terzo lavoro che invece lo sviluppo software.

Anche perché tu, comunque

hai un'esperienza a 360 gradi anche perché hai sviluppato sia applicazioni per

iPhone che

per Mac e io utilizzo alcune delle tue applicazioni, quindi sono sicuramente

curioso di avere informazioni.

Tuttavia, diciamo ce le teniamo per una futura puntata.

Questa ovviamente è una puntata più a carattere generale.

Ti faccio solo una domanda di curiosità mia.

Proprio.

Ovvio che, però, le applicazioni che hai creato tu per Final Cut

non sono utilizzabili con iMovie perché sono due comunque modi diversi, o

ci sarebbe anche il modo di utilizzarle?

Allora, tutte le applicazioni che ho scritto che mandano roba a Final

Cut non possono funzionare con i Movie perché i Movie non accetta

niente d'ingresso.

L'unica applicazione che potrebbe avere una sorta di utilità si chiama Diet,

che è nato come una sorta di scherzo, cioè metti a dieta

le librerie di Final Cut.

Come ho detto, i programmi di montaggio video per ottimizzare le risorse

dal punto di vista di decomprimere continuamente il video, si salvano internamente

un sacco di file temporanei.

Final catissimo.

Va a finire che spesso volentieri puoi avere delle librerie che si

occupano centinaia di GB.

Io per mia curiosità, ho curiosato di vedere cosa c'è dentro queste

librerie.

Ho scoperto che ci sono alcuni file che si possono assolutamente cancellare.

Pensato per quando archiviavo i progetti, perché archiviare un progetto da 50

GB va bene, però archiviare uno da 500 GB comincia a diventare

un po' più complicato e anche più delicato e anche più costoso,

soprattutto nell'ottica di tenere i file per 5 anni almeno.

E allora ho iniziato a scritto un programmino che andasse a togliere

quello che si può togliere.

Secondo me una versione si potrebbe fare anche per i Movie.

Non lo farò mai perché non credo che ci sia un mercato,

nel senso che è un prodotto relativamente semi-professionale.

Chiusa i Movie arriva a un certo punto, poi capisci che Final

Kat ha le stesse identiche cose, con tante marce in più.

Fino ad oggi, Finalcat è stato messo in vendita a 300 euro

con aggiornamenti gratuiti dalla prima volta.

Si vocifera e secondo me sarà così che dall'inizio, da quest'estate, da

quest'autunno, divenga anche il final cat un programma a sottoscrizione ad abbonamento.

Va bene, ce ne faremo una ragione.

Diciamo che per chi lo usa saltuariamente può avere il suo senso.

Cioè, io, per esempio, che ho usato nella vita, poi progressivamente l'ho

abbandonato.

Tuttavia, Photoshop, Illustrator e così via, oggettivamente, casomai ne ho bisogno a

livello saltuario, mi faccio il mese e lo utilizzo, cerco di utilizzarlo

per quel mese, quello che mi serve da fare, spendendo neanche tantissimo,

e non mi devo comprare la licenza.

Che vabbè, per final cat effettivamente è anche abbordabile.

300 euro.

Se inizio anche già solo a fare molti, montaggio video, diciamo, può

avere un suo senso logico.

Bisogna vedere molto, secondo me, anche cosa significherà questo abbonamento: se sono

10 euro al mese, 100 euro al mese, dubito 100 euro, forse

anche meno.

La NASO, secondo me, sarà nell'ordine di grandezza dei 10 massimo 15

al mese, anche perché considera che ufficialmente ci sono 3 milioni di

utenti ufficiali, che l'hanno comprato il programma di questa roba.

Se anche 300.000 si mettono a fare l'abbonamento significa 300.000 per 100

euro: sono 30 milioni all'anno.

Ti paghi lo sviluppo di un'applicazione tosta.

Considerando che Apple ha sempre fatto in perdita queste cose, perché l'obiettivo

di Apple è venderti l'hardware, final cat, è una dolce aggiunta: un

po' come dire ti metto l'autoradio gratis.

No, è vero, è vero, effettivamente è una delle cose interessanti, appunto

dell'ecosistema Apple, anche solo appunto ai Movie, ai Movie, una volta era

a pagamento, ma ormai secondo me è una decina d'anni che non

lo è più.

Di fatto, comprando qualsiasi dispositivo Apple, si ha accesso non solo ai

Movie, ma a tutta la Suite Office, ai work sostanzialmente, Garage band

e forse qualche cos'altro.

Quindi comunque si ha effettivamente tutta una serie di programmi che ci

permettono poi di fare tante cose anche quando abitualmente non lo si

potrebbe fare, o si dovrebbe comunque spendere dei soldi per acquistare un

software di montaggio video.

Io, per esempio, per fare i miei video su YouTube uso ScreenFlow,

comunque ScreenFlow ha un suo costo e ogni aggiornamento comunque richiede un

pagamento.

Quindi, alla fine c'è poco da fare.

Se sei molto interessato, lo usi, ma effettivamente stavo ragionando che per

esempio iMovie poteva

diventare anche un bel sistema per fare i video che voglio fare

io senza spendere niente, diciamo.

Sì, io ho visto le cose che fai tu a naso le

farei con keynote per dirti.

Adesso non sto scherzando, c'è una serie di video che sto facendo

didattici sull'insonnia, inizialmente l'ho pensato a fare in After Effects perché doveva

essere tutti in animazione, però, ci stiamo spostando sempre di più a

farli in keynote perché diventa molto più efficiente la modifica delle posizioni

delle cose.

Siccome ho visto alcune animazioni che hai fatto tu, secondo me preparare

il canovaccio in keynote e poi dopo andare a fare la sincronizzazione

nel programma di montaggio video che scegli tu potrebbe essere la soluzione.

Quando esporti in keynote, ogni passaggio dura se non sbaglio, 5 secondi.

Per la slide a tempo pieno e 2 secondi per la transizione.

Per cui tu puoi gestirti le cose facendo un video che è

molto più lungo per certi versi, che poi vai a sincronizzare con

le parole che dici nell'audio andando a tagliare.

È sempre più comodo andare a tagliare che andare ad allungare.

Poi devo dirti la verità adesso, qui andiamo in tangente, ma prima

o poi faremo una puntata dedicata a Kinote perché è un programma

eccezionale non solo per fare presentazioni.

Ho trovato tutta una serie di video su YouTube dove effettivamente con

Kinote sapendo utilizzare e affrontando alcuni limiti e così via, si riescono

a fare delle animazioni notevoli, anche abbastanza complicate.

Ovvio che c'è da costruire tutta mano, l'unico difetto è quello lì,

secondo me.

Tuttavia riesce a fare animazioni abbastanza elevate.

E anche qui è un programma che di fatto è gratuito per

chi ha acquistato uno strumento Apple sostanzialmente.

Bene, siamo giunti alla fine anche di questa puntata.

Potete trovare Alex ed i suoi programmi sul sito ulti.media, ultimedia, o

ascoltare il suo podcast TecnoPill che trovate su Apple Podcast o sul

sito runtimeradio.it e trovate Alex su Twitter come ALXGI.

Trovate Roberto su Mac Architettura o sul podcast Snap Architettura Imperfetta.

Ed infine sottoscritto su avvocatiMac.it.

Tutte le note dell'episodio le trovate con i link, ovviamente, agli argomenti

che abbiamo trattato in questa puntata.

E tutti i nostri riferimenti.

Li trovate sul sito a2 in numero podcast.it sbarra 6.

Ci sentiamo la settimana prossima

↓ Scarica SRT