Ep. 54 1:20:52

Freeform con Lucio Bragagnolo

In questa puntata Roberto e Filippo, assieme all’amico Lucio Bragagnolo, ti racconteranno la loro esperienza con Freeform. Freeform è uno spazio flessibile in cui riunire tutti gli elementi, come foto, forme, appunti e altro, e visualizzare rapidamente i concetti. Note episodio Cosa abbiamo fatto? T

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In questa puntata Roberto e Filippo, assieme all’amico Lucio Bragagnolo, ti racconteranno la loro esperienza con Freeform. Freeform è uno spazio flessibile in cui riunire tutti gli elementi, come foto, forme, appunti e altro, e visualizzare rapidamente i concetti. Note episodio Cosa abbiamo fatto? T

Note dell’episodio

Sinossi1

1. Un esperimento collaborativo con Freeform

Filippo e Roberto invitano Lucio Bragagnolo per discutere Freeform dopo averlo provato insieme. La puntata non è una recensione astratta: i tre hanno preparato una lavagna condivisa con link, appunti e materiali, lavorando da luoghi e sistemi diversi. Questo permette di valutare subito il punto forte dell’app: non una semplice nota, ma uno spazio comune in cui costruire un ragionamento.

“Freeform un bel po’ per”

La prima impressione è che Freeform sia ancora giovane, con limiti evidenti, ma già riconoscibile come app Apple: integrata, semplice da avviare, gratuita e coerente con strumenti già noti come Keynote, Note e FaceTime. Roberto nota le somiglianze con Keynote; Lucio e Filippo guardano invece al potenziale collaborativo.

2. Canvas infinito e differenza rispetto a Note

Il concetto più importante è il canvas infinito. In Note si scrive su una pagina che cresce verso il basso; in Freeform si lavora su una superficie aperta, dove testi, immagini, disegni e file possono essere disposti liberamente. Questa libertà cambia il modo di pensare: non si tratta solo di prendere appunti, ma di organizzare relazioni visive tra elementi.

“canvas, ovvero un foglio infinito”

Il confronto con Note è continuo. Freeform permette di disegnare con Apple Pencil, inserire post-it, creare collegamenti e muovere oggetti, ma non eredita tutte le funzioni mature di Note. Alcune aspettative sull’uso della Pencil, sulla selezione dei disegni e sul riconoscimento della scrittura restano parzialmente deluse.

La lavagna può contenere link, immagini, documenti, forme, post-it virtuali e disegni. Filippo racconta di aver inserito molte risorse nella board dell’episodio, mostrando subito un limite pratico: quando il materiale cresce, la lavagna diventa grande e serve un modo efficace per orientarsi. Freeform funziona bene per raccogliere, meno bene quando serve struttura rigorosa.

Lucio collega il tema a strumenti come Miro, che hanno anni di sviluppo su lavagne collaborative. Freeform non ha ancora la stessa profondità, ma porta il concetto dentro l’ecosistema Apple senza costi aggiuntivi e con un’interfaccia molto accessibile.

4. Collaborazione in tempo reale e FaceTime

La collaborazione è il passaggio più promettente. I partecipanti vedono scrivere gli altri sulla stessa lavagna, possono lavorare in diretta e usare FaceTime come canale di conversazione. L’idea è potente: non solo condividere un documento, ma abitare lo stesso spazio di lavoro visuale.

“la collaborazione può essere fatta veramente in diretta”

Filippo descrive Freeform come parte di un progetto più ampio: Apple non sta solo aggiungendo una lavagna, ma costruendo un modo per lavorare insieme usando chiamata video, condivisione schermo, app native e oggetti sincronizzati. La qualità audio/video di FaceTime diventa quindi parte dell’esperienza collaborativa, non un accessorio.

5. Una prima fase con molto potenziale

La conclusione è prudente ma positiva. Freeform non sostituisce ancora strumenti specialistici, non è accessibile a ogni forma di automazione e non risolve tutti i problemi di selezione, struttura e navigazione. Però offre una lavagna infinita semplice, integrata e immediata, con un potenziale evidente per brainstorming, didattica, progettazione e collaborazione.

“il prototipo, l’inizio, la prima fase”

Lucio chiude riconoscendo la direzione: Freeform può diventare più ricca, forse anche collegarsi in futuro a realtà aumentata e strumenti collaborativi più avanzati. Nella versione discussa in puntata è soprattutto una base: già utile per appunti visuali e lavoro condiviso, ma ancora bisognosa di maturazione.


  1. Questa sinossi è generata con l’intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione della puntata. ↩︎

Leggi la trascrizione completa

Benvenuti all'episodio 54 di A2, in cui scoprire come ottenere il massimo

dalla vostra tecnologia Apple.

Io sono Filippo Strozzi e sono il vostro ospite, assieme all'amico Roberto

Marin.

Di che cosa parliamo in questa puntata, Roberto?

Ti interrompo subito perché hai sbagliato tutto.

Ti riprendo da capo perché è vero, sono tuo amico, mi chiamo

Roberto Marin, ma non siamo da soli, abbiamo un ospite ovviamente di

enorme importanza.

Come ormai qua su A2 Podcast, siamo abituati a ospitare gente

di un certo livello, come si direbbe in certi ambiti, abbiamo con

noi il mitico, il grandissimo Lucio Bragagnolo.

Non ho guadagnato tutto questo peso durante le vacanze, quindi smettetela subito.

Ciao a tutti, è un piacerone averti qui con noi ai microfoni,

come sempre, simpaticissimo.

Soprattutto sei molto

dire, alla mano, che è una cosa che non tutti hanno.

E questo ci fa molto piacere, siamo molto contenti di stare di

nuovo in tua compagnia.

E questa volta ti abbiamo invitato perché abbiamo qualcosa di cui parlare,

di un'applicazione che più o meno stavamo aspettando tutti e tre per

un motivo o per l'altro.

E quindi, diciamo, il quarto ospite, perché giustamente si gioca in poker

in quattro o in 5, adesso non mi ricordo più, comunque diciamo

che si gioca a scopa in quattro.

Così dobbiamo essere più sicuri.

Oppure Pinacola.

Pinacola sono più tranquillo perché sono sicuro che si gioca almeno in

quattro.

E il quarto ospite è Free Form, l'applicazione di Apple che ci

ha lanciato diciamo così un po' sulla schiena, perché ci ha lasciato

un po' sospeso da quando l'aveva annunciato nel lontano 2022, se non

erro nell'ultimo chinote

, che abbiamo commentato assieme tra l'altro, al buon Lucio.

Esatto, esatto.

Ci ha lasciato in sospeso adesso, finalmente ne possiamo parlare.

Ma prima di parlare di Friform, chiediamo un po' a Lucio come

va la vita, cosa ci racconti di Benio?

Dunque, ieri ho fatto notte a guardare il Super Bowl.

Quindi adesso sono completamente rintronato e aspetto che voi mi mettiate in

bocca le parole perché non ho la minima idea di che cosa

sta succedendo né di come mi chiamo.

Al di là di questo sto usando Freeform un bel po' per

attività paraludiche e perché avevo una grande esigenza di uno strumento che

fosse nativo, capace di operare come un'app e non come una finestra

web per prendere appunti in modo libero e magari anche per farlo

in modo collaborativo.

Dopodiché, da quando ci siamo visti l'ultima volta, ho cambiato iPhone, ho

cambiato iPad, e tutto questo involontariamente.

Quindi la vita va benissimo.

Il conto corrente conta di rimpinguarsi con gli incassi di questo favoloso

popolo.

Ok, bene, allora sei messo malissimo,

stiamo aspettando anche noi.

Vi interrompo solo un attimo perché se no dopo perdiamo la trebisonda,

come ho solito, e devo far ascoltare la sigla A2 Podcast.

Scopri come ottenere il massimo dalla tua tecnologia apple.

Due professionisti, Filippo e Roberto, te lo spiegano con argomenti monotematici ed

ospiti che raccontano il loro flusso di lavoro,

vedici qua, dopo la sigla, possiamo lanciarci con il nostro ospite, come

dicevamo, che ci racconterà il suo flusso di lavoro che ha avuto

anche con noi due.

Perché abbiamo avuto la bella idea di mettere subito questa magnifica applicazione

che stavamo aspettando appunto per un lavoro collaborativo, ovvero parlare della puntata

di Freeform con Freeform in siti diversi su sistemi diversi.

Io, ad esempio, sono un poverino e non ho ancora il Ma

Sultimo aggiornato, quindi non l'ho usato sul computer.

Ma in compenso l'ho usato su iPhone e iPad e dobbiamo dire

che ci sono luci e ombre sul sistema su Freeform, è potuto

dire molto interessante.

No, beh, vabbè, allora, bene o male, hai già raccontato, abbiamo

cos'è ormai 3-4 settimane che abbiamo iniziato a giocarci assieme.

Abbiamo fatto un po' di esperimenti di vario genere, la collaborazione anche

in diretta, perché a un certo punto ci siamo trovati più o

meno sulla stessa lavagna assieme, mettiamola così, abbiamo visto i pregi e

anche i difetti di questa nuova applicazione, sicuramente credo condividiate con me.

È un ottimo prima release, ma ha ancora qualcosa da aggiustare qua

e là e probabilmente deve ancora un po' crescere.

Tutto,

come primo giro, non è affatto male e almeno da utente Apple

che conosce meno male gli strumenti, perché Friform, almeno dal mio punto

di vista, riprende tanti archetipi di applicazioni del mondo high work

di Apple.

Sicuramente, per esempio, io che uso molto Kynote, non dico mi sono

trovato a casa, ma comunque ho trovato molte similarità e molti concetti

simili su Freeform.

Quindi effettivamente mi sono trovato molto bene per iniziare a creare tante

cose, ecco, perché poi abbiamo fatto veramente una cosa abbastanza ci abbiamo

giocato molto, mettiamola così: non è una chiamiamola in questi termini, mappa

mentale super organizzata, ma sicuramente l'abbiamo proprio testata, non dico tirata al

massimo, ma abbiamo sicuramente

abbiamo provato tutto quello che si poteva provare, ci abbiamo cercato di

provarlo a fare con esiti più o meno positivi, ma questo è

un altro discorso.

Tuttavia, le idee ce le siamo fatte credo abbastanza chiare.

Sì, esatto, tornando a Freeform.

Forse dobbiamo dare un attimo di spiegazione.

Friform cos'è essenzialmente questa nuova applicazione che vi trovate che ha un

canvas, ovvero un foglio infinito che io aspettavo veramente da moltissimo.

Perché chiusa note per prendere le proprie annotazioni, si trova bloccato in

questo foglio, non può spostarsi né a destra né a sinistra, ma

può soltanto andare verso il basso, perché verso l'alto sono note che

ci ha preso, quindi devi scendere, scendere e scendere.

Essenzialmente pare che con due dita vi potete spostare ovunque all'interno di

questo foglio infinito.

Per fortuna aggiungo io perché non aspettavo nient'altro, perché uno dei problemi,

secondo me, di note è che non aveva, diciamo, il sottofondo con

i puntini, che a me serve tantissimo.

Essendo architetto, purtroppo questo è il mio lavoro, ma sono abituato a

disegnare sui fogli con i puntini per avere almeno delle dimensioni, una

serie di punti di riferimento per riuscire a disegnare in scala e

a me serviva moltissimo questi puntini.

Ma ovviamente questo è un lato positivo, ma penso che a fine

puntata raccoglierò tutti i lati negativi e li racconto io dal mio

punto di vista che facciamo prima.

In ogni caso, non ha soltanto questa, diciamo, questa possibilità free form,

perché potete usarla con una lavagna condivisa come abbiamo fatto io, Filippo

e Lucio.

Con la possibilità di disegnare a mano con Apple Pencil, potete anche

scrivere normale testo.

C'è questa possibilità, c'è riconoscimento, se non ricordo male, corrigetemi se sbaglio.

Ricoscimento del testo anche all'interno di free form.

Sì, c'è Scribble, ma

non ti stira fuori, non so come definirlo, non riesce a strapolare

le lettere scritte a mano, chiamiamoli questi termini come note, non riesci

a farti la conversione, se usi Scribble, però sì: scrivi con Scribble

e poi te lo converti, quello che scrivi, quello che scrivi, viene

convertito in tempo reale, non riesce a farlo a posteriore, esatto, cosa

che invece, secondo me, in note riesce a fare, e tra l'altro

una delle cose che mi sarebbe piaciuta avere, però capisco che come

prima versione non si può prendere la luna, in note hai tutta

una serie di funzioni, non so, per radrizzare il testo, che casomai

non è scritto perfettamente e dritto, si può disegnare con Apple Pencil,

ma non

ci sono ancora almeno.

Le funzioni chiamiamole così più avanzate che sono presenti invece in note.

L'unica cosa che mi ha lasciato abbastanza basito, anche se capisco che

dal punto di vista Apple, probabilmente è evoluta, è che se si

può scrivere tranquillamente, disegnare tutto con Apple Pencil su iPad, non si

può, per esempio, utilizzare una tavoletta grafica su Mac per fare altrettanto.

L'unica cosa che si può fare eventualmente è disegnare con Apple Pencil,

cioè da Mac passo la palla come già fanno tutte le applicazioni

Apple.

Passo la palla a un iPad e a questo punto posso disegnare

sull'iPad la parte, diciamo, grafica che voglio disegnare e poi riaverla sul

Mac.

Non si riesce per esempio a utilizzare, io non ho provato con

la tavoletta grafica perché quando ho provato non ce l'avevo, ma ho

utilizzato l'iPad come tavoletta grafica con Astropad.

Tuttavia, il vero problema è che proprio non c'è la funzione di

disegno a mano libera, chiamiamola in questi termini.

Su Mac, mentre su iPad c'è, e quindi si può fare tranquillamente.

Gli ingegneri Apple a copertino so che si sono vantati di molto

perché io mi sono sempre opposto a usare l'Apple Pencil è una

cosa che proprio non mi appartiene come logica, ma arrivato freeform per

la prima volta l'ho usata, e loro sono stati molto contenti.

So per certo che è successo questo!

C'è stata la ola

.

Sì, diciamo che secondo me è un'occasione persa, da un po' che

di questa cosa non riesco a capacitarmene perché in effetti col TrackPad,

che insomma, incomincia a avere delle dimensioni abbastanza generose.

Potrebbe essere utile, ad esempio, utilizzare l'Epple Pencil per questo tipo di

cose per piccole cose, non è che bisogna fare chissà cosa.

Tuttavano essere interessanti il passaggio di Apple Pencil che può passare da

un iPad a un MacBook, ad esempio, senza grosse problematiche.

Sarebbe interessante, secondo me.

Secondo me, tu la fai un po' troppo semplice, Roberto, a livello

tecnologico.

Non me ne volere, ma da uno schermo tattile, cioè, le tecnologie

effettivamente sono simili probabilmente, ma non sono uguali.

L'Apple Pencil, per esempio, comunque utilizza anche il Bluetooth

del dispositivo, è più complicato da gestire, secondo me,

che solo lo schermo di vetro, chiamiamoli in questi termini, capacitivo e

così via.

Già mi avete fatto usare Apple Pencil sull'iPad.

Adesso, per favore, non portate neanche il Mac con lo schermo

su cui si può scrivere, o abomini di questo tipo.

Ma no, ma io più che pensare proprio a uno schermo.

Bastava anche un trackpad.

Per esempio, potrebbe essere utile per firmare oppure per fare piccoli disegni

in questo caso, ma lasciando comunque tutto il resto del puntamento al

mouse, proprio come diciamo, opzione, una cosa in senso: come tavoletta grafica

sul track esatto, in miniatura, una cosa da avere lì che puoi

utilizzare.

Che ne so, anche per esempio, con Photoshop potrebbe essere utile farlo

direttamente con la pencil invece che passare col mouse.

Oppure anche dei disegni semplici da fare su note potrebbe essere interessante.

O anche su il famosissimo freeform.

Ma qui ovviamente stiamo prendendo la tangente tanto per cambiare.

Quindi torniamo subito dritti dritti su quello che si può fare e

cosa non si può fare con Freeform.

Perché se no sapete già che ce la raccontiamo fino a notte

fonda.

Quindi un problema poi per Filippo che si deve editare tutto quanto.

In ogni caso, tornando invece a Free Form, ci sono molti strumenti

a disposizione, con essenzialmente strumenti simili a quelli che si usa in

Keynote, per chi non sapesse, Keynote è essenzialmente il programma antagonista, probabilmente

anche fatto meglio, giusto perché siamo amici di Apple,

del programma che non si può dire il nome in questo momento,

ma anche di Microsoft.

Quindi avete immaginato di chi sto parlando, giusto per essere politicamente corretti.

Oltre a queste cose, a questi strumenti a disposizione, c'è anche la

possibilità di inserire post-it virtuali, potete inserire immagini.

Come vi dicevamo prima, scrivere sia dal punto di vista del testo

normale, diciamo, digitato, al testo riconosciuto con Scribble, al testo fatto a

mano.

Sul testo fatto a mano c'è stato qualche piccolo, diciamo, imprevisto o

diciamo inciampo di percorso.

Ma a questo punto lascio la parola a Lucio perché sono veramente

curioso di sentire i suoi pensieri riguardo a Freeform dopo che l'ha

utilizzato qualche tempo.

Ma intanto una premessa: Friform ha già attraversato un aggiornamento e adesso,

dopo l'aggiornamento, è la versione 1.0, per cui abbiamo una qualche idea

di che cosa fosse prima del primo aggiornamento.

Update che, come si può immaginare, ha messo a posto prima di

tutto, qualcuna delle problematiche più importanti

e più critiche

per lo scopo dell'app.

Una di queste era sincronizzare correttamente il testo scritto a mano, da

dove lo scrivi agli altri device, chiunque li possieda, con cui viene

condivisa la lavagna, la board.

Da questo punto di vista sembra che siano state risolte queste cose

primarie, di prima necessità.

Se avete lavagne vecchie, quelle lì continueranno ad aggiornarsi e a sincronizzarsi

male, apritene una nuova, aprendone una nuova da zero con il programma

aggiornato, la sincronizzazione funziona come deve funzionare.

E questa era la prima cosa.

Prima di ripassare la palla aggiungo la premessa della premessa.

Io uso da molto tempo un'app di quelle zero code che stanno

su internet, sono dei blob di JavaScript pazzeschi che si chiama Miro,

Miro.com, che fa esattamente quello che aspira a fare Freeform, lavoro collaborativo

su una tela infinita con libertà di disporre a piacere testo, immagini,

video, HTML, mappe mentali, contenuti di ogni genere.

Quindi ogni tanto a me capiterà di fare soprattutto dei confronti con

Miro che io uso non quotidianamente ma molte volte l'anno in ambito

lavorativo con clienti per cui si fanno dei workshop a distanza, si

presentano cose sulla lavagna infinita di Miro, si fa lavoro collaborativo a

fare.

Allora, Filippo, invece tu ci racconti un attimo invece cosa ci hai

appiccicato a queste lavagne, diciamo condivise.

La cosa interessante di Friform è che di fatto ci puoi lanciare

quasi tutto dentro e lo gestisci in qualche maniera non nella maniera

migliore, forse, ma qualche maniera lo gestisce perché abbiamo provato a buttarci

dentro la cattura a schermo, nessun problema, anzi,

io mi sono in particolar modo divertito a fare la cattura a

schermo dei problemi di free form e inserirli dentro come immagine.

C'è la possibilità di inserire il PDF.

Abbiamo già detto le note, diciamo, tipo post-it, che chiamano in questi

termini: i link che è una delle funzioni che io amo e

che, per esempio, non ho nelle mie mappe mentali e che gradirei

avere nelle mappe mentali.

Se tu inserisci il link automaticamente, come note, non solo vedi il

link, diciamo, ma hai anche l'anteprima, per esempio, non so, della pagina

web il nome dell'articolo sotto è un'operazione relativamente semplice: cioè va a

catturare quello che è di partenza

della pagina web del link e il titolo della pagina sostanzialmente.

Tuttavia, effettivamente a livello grafico diventa molto intuitivo e ti permette di

comprendere rapidamente mentre casomai un link se non c'è il nome dentro

così via, fai fatica anche a capire di cosa si tratta.

Per esempio,

per questa lavagna ho inserito tutta una serie di link a risorse

che saranno poi nelle note dell'episodio.

Divide prevalentemente in inglese, devo dire la verità: su come utilizzare Freeform,

su trucchi per utilizzare Freeform.

E la cosa bella di questi link è che si vedeva la

miniatura.

La maggior parte sono video, la miniatura appunto del video di YouTube

con il nome e col titolo del video.

E quindi diventava veramente molto più semplice da visualizzare, comprendere, anche far

vedere a chi è interessato, perché alla fine, appunto, diventa molto grafico,

molto visuale e ti permette proprio di gestire in maniera

molto puntuale e molto bella il tutto, e anche qui con cavas

è infinita.

Quindi le posso rigirare, spostare, riorganizzare, commentare, abbiamo fatto un po' di

tutto di più sostanzialmente.

Quindi devo dire la verità: questo aspetto secondo me è veramente molto

interessante.

Si possono inserire anche i video, infatti, l'altra cosa che mi lascia

abbastanza perplesso, mettiamoli in questi termini.

Non ho trovato, se avete trovato voi, immagino che il backend sia

sempre di i cloud, cioè lo spazio, diciamo, dove vive il file,

l'enorme file, perché la nostra lavagna è effettivamente una lavagna diventata piuttosto

grossa, mettiamoli in questi termini a livello di spazio.

Mentre Lucio scriveva a mano, ho ripreso con l'iPhone e postato il

cosa vedevo io.

Diciamo mentre Lucio scriveva, tutto il video.

Tra altre cose, comunque un video girato dall'iPhone, che quindi vuol dire

saranno centinaia di megabyte, se non di più.

Queste lavagne diventano.

La lavagna che abbiamo creato noi oggettivamente diventa un qualcosa di abbastanza

impegnativo anche a livello di spazio.

Non ho ben capito come funziona.

Presumo e dico presumo che utilizzi lo spazio per le applicazioni di

cloud drive.

Tuttavia, questo è un punto di domanda.

Diciamo che

non ho trovato, secondo me, cose specifiche o articoli dove anche il

testo, per esempio, scritto a mano, essendo un'immagine, comunque un testo pesante

e probabilmente i primi problemi di sincronizzazione di questo testo erano legati

anche alle dimensioni, chiamiamole così, di questo testo, perché soprattutto all'inizio i

video ho visto che facevano abbastanza fatica.

Io facevo una cosa che non si dovrebbe fare, cioè lavoravo con

Friform aperto sul Mac e aperto su iPad, e in contemporanea guardavo

cosa succedeva da un dispositivo all'altro.

Come diceva Lucio con la versione 1.1, non ci credevo, ma lui

mi fa: No, è così.

E c'ha ragione, Lucio.

Ovviamente.

Ho provato a fare la stessa cosa su una nuova lavagna, e

tutto si è sincronizzato

in diretta mentre lo facevo.

Addirittura ho tirato fuori anche l'iPhone e anche nell'iPhone funzionava tutto senza

problemi.

Quindi devo dire la verità: mentre all'inizio abbiamo avuto veramente dei grossi

problemi sul soprattutto sul testo scritto a mano, chiamiamoli in questi termini,

adesso invece sembra funzionare tutto in maniera molto lineare e la cosa

appunto, più bella, ne ho parlato velocemente, ma credo che vada sottolineato,

è che la collaborazione può essere fatta veramente in diretta.

Cioè, io ho visto Lucio scrivere mentre scrivevo su un dispositivo, si

vedeva scrivere nell'altro, e quindi diventa anche molto interessante questa modalità collaborativa

non come Google Doc per intenderci, perché non è che si scrive

in senso tecnico un testo, però la lavagna si può riempire e

si possono fare commenti, si possono fare tante cose molto interessanti.

Dall'altra ci sono comunque una sorta di limiti.

Probabilmente non l'abbiamo provato questo, dovremmo provare per il prossimo giro.

L'idea di Freeform è proprio di avere la lavagna, essere in posti

differenti, usare face time per dialogare mentre si sta lavorando sulla lavagna.

Questo non l'abbiamo fatto, è l'unica cosa che ci siamo.

Non siamo riusciti a coordinarci così tanto, diciamo, probabilmente in quest'ottica diciamo,

non c'è il bisogno di capire chi sta facendo cosa, perché nel

mentre si sta è come se si fosse tutti assieme nello stesso

posto, anche se lontani, chiamiamoli in questo termine.

Se si lavora però in maniera diciamo asincrona invece, cioè io metto

qualcosa sulla lavagna, ma giustamente Roberto e Lucio non sono contemporaneamente presenti

con me, si perde questo aspetto.

E infatti, dopo abbiamo fatto tutta una serie di giochi per far

capire chi faceva cosa o chi aveva scritto cosa.

Apple ha una opportunità piuttosto grossa davanti in questo scenario perché se

l'esperimento con FaceTime riesce, hai comunicazione video di livello di punta di

qualità e auspicabilmente con la crescita di freeform, collaborazione sulla lavagna infinita

di livello di qualità.

Dico questo perché da utente di Miro e poi da esploratore degli

altri ambienti che ci sono in questo ambito o funziona bene l'ambito

del disegno della collaborazione e funziona meno bene la parte di contatto

video, di conferenza, di chiacchiera, o funziona molto bene la parte video

e invece la parte di lavagna lascia a desiderare uno dei grandi

programmi di collaborazione che fanno quelli là che non si devono nominare

che sono il male assoluto, ha dentro un ambiente di lavagna interattiva

collaborativa, fa abbastanza ridere.

Mitt ha un ambiente di lavagna collaborativa, fa un po' meno ridere,

però siamo ancora nel campo della comicità.

Miro fa molto bene la lavagna collaborativa e insomma non si trova

benissimo almeno per ora con le connessioni audio-video.

Se Apple riuscisse a fare bene l'una cosa e l'altra avrebbe un

asso da giocarsi negli ambienti di lavoro o comunque di intrattenimento, apprendimento

di un certo livello, una bella carta.

Assolutamente, la cosa che probabilmente dobbiamo dire è che effettivamente questa applicazione

nasce per risolvere un problema della pandemia, probabilmente della stessa Apple.

Roberto lo accennava ma non lo diceva, cioè keynote nasce perché Steve

Job voleva fare le presentazioni fatte bene appunto.

E questa applicazione è stata sviluppata perché l'ha voluta Steve Job.

Cioè Kino nasce da quello e funziona in una certa maniera e

ha caratteristiche che il suo competitor non ha o comunque non ha

tutte le sfaccettature, diciamo, che ha Kino proprio per questo motivo, secondo

me.

Freeform, secondo me, nasce in quest'ottica e probabilmente non lo sappiamo.

Però è una bella unione tra le varie tecnologie Apple, proprio perché

dovevano lavorare da remoto lontano e tuttora credo che lavorino ancora, perché

non credo che siano tornati al 100%, anche se vorrebbero, visto che

hanno speso milioni di dollari sul campus nuovo, ripristinare la presenza, c'è

una policy di giorni fissi di presenza e giorni fissi di possibile

assenza, che non piace assolutamente a tutti, ha provocato anche qualche defezione,

però, in questo momento per ora è quella del.

Quindi, effettivamente, se si vuole lavorare con un po' di gente a

caso, un po' di gente in ufficio questa diventa per forza.

E infatti, effettivamente, anche le interazioni sono state abbastanza veloci.

Cioè, dalla 1.0 alla 1.1 non è passato poi tanto.

Coi tempi di Apple, sempre che Freeform non è uscita in contemporanea

con tutti i sistemi operativi e così via.

Nel caso di Apple bisogna sempre cercare di indovinare che reparto si

sta occupando di quel pezzo di codice di quell'app, perché Page, schynote

e numbers non stanno sotto lo stesso cappello di dove sta macOS

piuttosto che piuttosto che altre piuttosto che Apple podcast per dire una

cosa qualsiasi io ho l'impressione quando l'ho visto per la prima volta

ho detto Filippo

avrà avuto ragione il 13 febbraio quando dirà nel podcast che è

stato fatto per le esigenze indotte dalla pandemia è stato un momento

di previsione del futuro in cui io mi sono molto compiaciuto di

me stesso e poi ho detto è un'app Frankenstein qualcuno ha detto

ma facciamo così per fare questa cosa prendiamo queste cose da Keynote

che poi come dire le prendiamo da Pegis e da Numbers perché

condividono lo stesso toolbox di strumenti queste cose le prendiamo da Safari,

queste altre cose le prendiamo da quello che rimane di QuickTime, mettiamo

tutto insieme e cuciamo insieme

il prototipo, l'inizio, la prima fase di una bella app per collaborare

insieme su della lavagna infinita.

Secondo me è andata un po' così, non è stato qualcuno a

volerla di preciso fatta in un certo modo, ma hanno detto mettiamo

insieme queste funzioni che sono quelle utili.

Infatti adesso possiamo intrattenerci durante la serata parlando come già si sta

facendo, di quello che fa, di quello che non fa, dovrebbe, non

dovrebbe.

Una piccola curiosità che volevo chiedervi è: avete parlato di versione 1.0

che abbiamo usato praticamente fino

all'altro ieri per parlare, lavorare insieme con Freeform.

Invece la versione chiamiamola 1.1 dove si fa aggiornare all'interno del sistema

operativo, immagino, attualmente sì, attualmente sì, che l'altra cosa strana della vicenda,

tra l'altro, perché Freeform nasce come

applicazione preinstallata, chiamiamola in questi termini, mentre tutto il reparto, diciamo ex

i work, cioè Nambars, PG e così via, invece sono applicazioni a

testanti, probabilmente però, casmai, mi sbaglio, preinstallata nel sistema operativo ha il

vantaggio di farla conoscere quando non è ancora conosciuta.

Anche se come al solito, Apple ne ha parlato al keynote, non

si è visto più niente

anche nelle ultime presentazioni, non è che ci abbiano minimamente parlato.

Adesso vediamo col nuovo keynote di quest'anno se casomai ci saranno novità.

Sai, quella volta lì dovevano mostrarti share time,

le funzioni aggiunte di FaceTime, quelle integrazioni lì che sono anche molto

più spettacolari.

E questo arriva dopo, non arriva proprio per tutti, non è che

tutti abbiano voglia di avere l'applicazione per prendere appunti a mano libera

su Mac o su o su iPhone o su iPad

.

E questa è un po' la ragione

dell'apparente trascuratezza poi ultimamente sono state presentate novità che poco avevano a

che vedere per me possiamo aspettarci qualche novità magari per la WW

DC

perché si vede che evoluzione hanno le prossime versioni dei sistemi operativi

e Freeform, come ha detto Filippo, appartiene alla cerchia più larga del

sistema operativo, delle app preinstallate.

Esatto.

E poi un'altra cosa di cui volevo parlare è che una mia

esperienza personale, a proposito di Keynote, che è un'applicazione così trasversale, che,

ad esempio, alcuni architetti lo utilizzano per fare le presentazioni dei propri

progetti.

Nel senso che invece di andare a scomodare app blasonate per

l'impaginazione

di tavole oppure di libri, basta anche semplicemente usare Keynote, perché è

così semplice, così trasversale nell'utilizzo che si può utilizzare anche per questi

tipi di presentazioni dei propri progetti o delle idee, o fare delle

mode board, ad esempio, o via discorrendo.

E Keynote è un'applicazione gratuita, tra le altre cose, preinstallata, che la

potete installare in qualsiasi momento, di Apple, e che comunque ha una

curva di apprendistato, chiamiamolo così, veramente piatta.

Perché è questione di pochi secondi per entrito nell'ordine di idee di

come utilizzarlo, per essere subito operativa.

Esatto.

Io adoro Kinote per come, specialmente dopo che ti sei preso la

briga di definirti uno stile, un template che è tuo dove non

devi cambiare il font, non devi cambiare magari la palette grafica, far

nascere una presentazione approssimata è questione veramente non di secondi, ma di

minuti e pochi minuti.

E se vuoi farla bella hai veramente tutti gli strumenti.

Poi a me capita tantissimo di essere in mobilità, essere in ritardo

con la presentazione, quindi in treno, in tram, in monopattino, tirare fuori

l'iPad al volo, sistemare, aggiungere, integrare, correggere, abbellire, arricchire, rivedere, si fa

meravigliosamente.

Poi se domani i free form si connettesse in qualche modo

a questo mondo sarebbe fantastico.

Se io potessi usare il programma per far arrivare automaticamente delle cose

dentro una slide di keynote, non sarebbe male.

Magari qualcuno, armeggiando con Apple Script o con i comandi rapidi, può

combinare qualcosa, o magari si potrà fare.

Per ora, FreeFone, come tutte le applicazioni che nascono così in Apple,

non ha nessun tipo di collegamento con comandi rapidi o altro.

Adesso aspetta, quello mi è fatto venire

un dubbio, andiamo a vedere.

Voi parlate tranquillamente.

Azione che buon Filippo parte per la tangente, lo lasciamo lavorare.

Un'altra cosa del discorso che avete fatto che è molto interessante questa

possibilità di utilizzare gli strumenti Apple per la collaborazione attiva, nel senso

che sono praticamente real time, l'ho provata in una versione beta di

un'applicazione che adesso si può utilizzare tranquillamente, che è Morfolio Trace, che

permetteva appunto di avere una Canva dove potevamo disegnare essenzialmente ognuno la

sua parte in tempo reale, utilizzando però appoggiandosi a FaceTime.

E quindi tramite una chiamata FaceTime e la condivisione, praticamente di quello

che si vedeva, era possibile disegnare sullo stesso foglio in due persone

diverse a distanza ed era veramente qualcosa di molto bello.

Questo l'ho visto prima dell'uscita di Freeform.

Secondo me è anche una di quelle aperture che ci sono sotto

al cofano di Apple, che comunque magari non ti interessa perché subito

non riesci a vedere le applicazioni operative di queste cose, ma poi

quando inizi a utilizzarle effettivamente ti rendi conto che sono quelle modifiche

sotto il cofano che possono cambiarti veramente la vita collaborativa con le

persone e fare un lavoro addirittura distribuito e quindi molto interessante.

Confermo non ci sono neanche Apple Script, non c'è dizionario.

Quindi ad oggi Freeform non è accessibile a nulla, nel senso che,

casomai, dopo parliamo anche delle esportazioni o delle non esportazioni che permette

Freeform.

Però attualmente non c'è modo con comandi rapidi o con Apple Script

di accedere all'applicazione.

Devo dire la verità, sarebbe anche relativamente complicato, però perché essendo una

lavagna infinita, come fai a piazzare

con un comando, chiamiamolo in questo termine, un qualcosa all'interno di questa

lavagna senza andare casomai a cozzare contro altre regioni.

Questo è interessante da girare a chi sta gestendo le API in

ambito Apple, e speriamo abbia voglia.

Apple, alla fine la amiamo perché ogni tanto trova delle risposte a

dei quesiti che sembrano irrisolvibili.

Sarebbe bello avere un cassetto dove le altre applicazioni inviano le cose

e questo cassetto si apre all'interno di freeform e si possono selezionare

una per volta, come se fosse un contenitore di cose o inviate

o copie incollate.

Diciamo.

Nel senso, potrebbe essere interessante questo, un oggetto che ti permette di

recuperare tutto quello che gli viene inviato dalle altre applicazioni.

Potrebbe essere interessante, una soluzione possibile.

Una cosa bella che fa Friform, che Filippo ha abbondantemente descritto prima

è il poter porre sulla lavagna come la chiamiamo?

Lagna, tela, canvas, board, superficie.

Secondo me parla si parla di lavagna, cioè, ti dice proprio nuova

lavagna.

Sì, sì, lui è una lavagna e una board.

Però, poi, quando diciamo canvas viene in mente la tela.

Allora, diciamo che sul selciato di free form, come ha detto Filippo,

è molto comodo e molto interessante poter mettere i video, i PDF,

chiaramente le immagini ci mancherebbe altro.

Una cosa che gli manca in questo momento, e che non mi

invento l'ho vista in funzione su Miro è la possibilità di spogliare

documenti.

Quello che a me piacerebbe è poter mettere su Freeform, sulla griglia,

di, no, sulla rete da pesca di Free Form

un documento Pagis e poterlo spogliare.

Non pretendo di editarlo, di usarlo come se fossi dentro Pagis, ma

poter fare l'anteprima che alla fine uno può avere dalle icone del

Finder.

Il finder permette di spogliare i documenti se lo facesse anche free

forma, come lo fa Miro il PDF ti permette di fare un

anteprima.

Tutto schermo, ma te lo permette di farlo.

Non ho provato, con ho provato con Pegis, devo dirti la verità.

No, con almeno se un ultimo aggiornamento non mi buggeria e mi

smentisce, cosa di cui sarei felice.

Se tu butti su un documento Pegis, ti arriva uno zip generico

che non ha neanche l'estensione Pagis, è uno zip.

Perché poi Pagis di fatto, però, certo, sì, sì, ma

lui non compie il lavoro che sarebbe necessario per renderlo di nuovo

documento visibile.

Questo si questo mi pesa un pochino.

E invece, giusto per bilanciare, una cosa che amo è il lavoro

a livello di interfaccia utente e esperienza utente.

Poi arriveremo a parlare delle funzioni specifiche e anche lì voglio dire

qualche cosina.

Però, a livello alto, interfaccia utente e esperienza utente, per il momento

si sta facendo un lavoro abbastanza buono, abbastanza apple, abbastanza piacevole.

Lo dico perché gli altri strumenti da Miro in poi sono quasi

tutti strumenti che nascono per poter essere eseguiti dentro un browser.

Quindi sono web applications

in soldoni, applicazioni web, grandi blob di JavaScript, e dal punto di

vista dell'interfaccia utente e dell'esperienza utente lasciano sempre un po' a desiderare

rispetto a quello che sono le app native.

Allora, Lucio ti do una notizia che non so se è bella

o brutta, ma

sono già seduto allora, il file doc li vede.

Quindi adesso sto provando a salvare il file doc che ho trascinato,

provare a buttare fuori.

No, allora ti fa anche peggio nella versione 1.1, ti fa anche

peggio, cioè, tu vedi l'anteprima adesso non so dove farvela vedere.

Aspettate, perché poi è una roba.

Ho il primo file che ho trovato nell'entusiasmo generale, chiamavoli.

Ma tu pensi a quella riunione a copertino in cui gli ingegneri

hanno detto: Ma avete sentito

come si chiamano?

Strozzi, Marini, Bragagnolo, ma bisogna fare la versione in cui si leggono

i documenti pages e che diamine.

E dopo è la visualizzazione: hai l'anteprima

!

L'unica cosa è tutto schermo che è fastidiosissimo per me, però, questo

è punti di vista.

Ma questo arriva vuol dire che l'hanno fatta su iPad.

Secondo me può essere effettivamente.

L'approccio è quello.

Il senso è che su iPad tu abbia l'anteprima.

Siccome stage manager poi arriva dopo in termini evolutivi, per il momento

è tutto schermo perché iPad lavora così probabilmente effettivamente sarà stata sviluppata

in Swift Wide.

Effettivamente questa applicazione.

Ora che mi ci fai ragionare sopra come struttura, quella, effettivamente.

Quindi possiamo a questo livello dire solo bene di free form, per

poco tempo.

Si ha un podcast progressista in cui si fanno progressi man mano

che va avanti, l'applicazione migliora sotto i nostri occhi e dentro le

nostre reti.

Io sono ansioso, per esempio, di vedere il miglioramento come dicevamo per

il riconoscimento della scrittura, ovvero non proprio il riconoscimento della scrittura, ma

dici la visualizzazione della scrittura fatta con pensi.

Perché vi racconto questo piccolo aneddoto mio personale che ho detto: vabbè,

c'è un problema di sincronizzazione tra persone diverse sulla scrittura, ma sono

sicuro, ho fatto i miei conti in tasca che se lo faccio

tra dispositivi che sono della stessa persona all'interno della stessa rete, figuriamoci

se non funziona.

Così cosa ho fatto?

Stavo per uscire di casa, però avevo l'iPad sotto mano e ho

ricevuto una telefonata.

Mi sono preso un appunto del numero di telefono su Freeform perché

ormai lo uso come blocco note totale, globale, finale, esco.

Salgo in macchina, prendo, vado via, tiro sull'iPhone, guardo, cerco il numero

di telefono che mi era puntato e vedevo soltanto parte della scritta

visibile nonostante avessi diciamo sotto copertura perfetta.

E lì veramente deve essere caduto qualche Madonna in zona di cupertino,

perché veramente avevo bisogno di quel numero di telefono e purtroppo avevo

bisogno dell'iPad perché non era sincronizzato giusto.

Questa diciamo era uno dei tanti problemi che avevamo visto nella versione

base e spero che nella nuova versione che io non ho ancora

aggiornato, continuo a dire, ma sono certo che la nuova versione questa

situazione si sia molto molto migliorata.

Dicevo, dovrebbe essersi risolta con il famoso aggiornamento attuale, che non va

a 1.1, arriva a 1.0

ok a me proprio attualmente su Mac, a me da versione 1.12,

hai una versione più aggiornata della mia, più bella della tua, non

è aggiornato, aggiornato, io ho una versione 1.0, vedi a cosa servono

questi podcast.

Me ne servirebbe una, io sono Aventura 13.2, quello non credo che

sia, è collegato a quello.

Non ho aggiornato.

No, hai ragione, hai ragione perché io ho la mia abitudine di

aggiornare quando il sistema dice ho l'aggiornamento.

Dico bene, fallo, bravo, perché non voglio mettere tempo sulla cosa.

Sto pagando caramente

questo mio ritardo di aggiornamento con il ritardo nella preparazione, ma ancora

una volta posso solo essere contento di tutto ciò.

Già che ci siamo, allora, a questo punto faccio io la domanda:

Roberto, ti rubo il mestiere per 10 secondi.

Adesso si riescono a fare ruotare le scritte, ma qui, anche in

questo caso, faccio la corsa su Miro.

Miro permette di ruotare il testo.

Sì, si può, vedi, vedi, vedi, vedi, vedi.

Però attenzione, ma forse si poteva fare anche prima.

Si seleziona la scritta, chiamiamola in questo termine: cioè il testo, si

tiene premuto command e a questo punto il cursore che prima faceva,

ingrandisci e riduci, ti permette di ruotarlo sostanzialmente.

C'è anche addirittura l'angolo di rotazione, cioè mentre ruoti, ti dice anche

cosa stai ruotando, che angolo stai ruotando.

Molto carino, molto carino.

Nella versione precedente, però no, sto provando io adesso su iPad.

Aspetta, adesso stavo guardando in quella vecchia ah si, si riusciva.

Si riusciva con due dita, la ruoti con due dite.

Questo mi piace, mentre sei lì che mentre sei lì che paciocchi.

Avevamo segnato sulla scaletta che non era possibile lavorare, però, con gli

allegati che vengono inseriti.

Questo rimane

una costante.

Penso.

Puoi aprire un'anteprima, ok.

Non puoi andare a modificare.

Il trucco almeno, quello che ho provato e funziona, è se lezioni

il file all'interno di freeform, fai command C sostanzialmente, command V sul

esempio sulla scrivania.

Il file viene copiato sulla scrivania e a questo punto lo puoi

lavorare, ma non puoi lavorarlo dall'interno.

Non so come, è solo l'anteprima all'interno.

Quindi vedi solo il file, però se lo porta dietro.

Però lo riesci a portare fuori e quindi puoi riportare dentro, eventualmente

modificato.

Diciamo che è interessante, ma poi non credo che sia pensato in

quell'ottica lì, cioè, eventualmente hai sulla lavagna hai i file come punto

di riferimento.

Modelli.

Ho preparato questo documento, te lo metto qui, però non credo che

c'è un modo di condividere, chiamiamoli in questi termini.

Non è un lavoro collaborativo sul documento mentre sei dentro FIFO, anche

perché comunque hai tutta una serie di problemi più complicati, perché anche

gestire poi la sincronizzazione di questi documenti, immagino che diventerebbe anche abbastanza

complicato, diventerebbe

un sistema ancora più complicato rispetto a una scatola dentro la scatola.

Non so come definirlo differentemente.

Io ritorno per un attimo sui blocchi di testo dentro free form,

e alzo la posta, visto che abbiamo scoperto che la rotazione si

può fare, mi piacerebbe tantissimo avere anche la distorsione, lo stiramento, lo

stiracchiamento, cioè quello con l'altro, con l'alt ingrandisci.

Eh, infatti, secondo me.

No, io parlo di stirare, farlo

in modo che anche i font si deformino per capirci.

Per una ragione, uno dei grandi vantaggi e una delle ragioni di

usare freeform per prendere i nostri appunti è che dal punto di

vista della tipografia e della gestione delle forme geometriche, del colore dei

font e di ogni elemento che possiamo creare, lui si appoggia al

sistema.

La tipografia di Apple è la migliore del mondo, la gestione del

colore e della geometria, pure quella del colore di sicuro, quella della

geometria comunque si difende molto bene e allora vedere il trattamento del

testo, come lo si può avere nell'ecosistema Apple ai suoi massimi dentro

Free Form, sarebbe una grande figata.

Ti do questa buona notizia: cioè se vai, seleziona il testo, si

apre una nuvoletta dove hai il colore, chiamiamolo così, appunto un font,

cioè AA per intenderci, e la dimensione del font.

Se schiacci su A e clicchi su font, si apre la palette,

diciamo, dei font di macOS.

Quindi ovviamente riesci a fare tutto quello con le legature, gli spazi,

puoi fare un sacco di cose.

Veniamo alla funzione spicciola approfondita di freeform che a me fa impazzire

più di ogni altra perché questo non ce l'ha nessun altro strumento

concorrente e non ditemi che non li ho provati tutti, ne sono

sicuro.

Per avere la smentita voglio veramente vederla.

Il blocco, diciamo così, il rettangolo dentro cui sta il blocco di

testo può essere modellato, può essere deformato e al suo interno il

testo scorre in modo da adattarsi alla forma del

rettangolo

che non è più a quel punto un rettangolo uno può inserire

ogni tipo di curva linea continua retta spezzata immaginaria può avere pezzi

di testo di ogni tipo di forma come un fumetto come un

cuore come un fulmine basta avere voglia di disegnarlo con lo strumento

di curve di Besier che c'è poi dentro Pages Key Note e

Numbers e il contorno così rieditato, così modificato può comunque acquisire tutti

gli attributi

delle linee, quindi essere colorato, essere spesso, essere sottile, puntinato, seghettato a

pallini verdi, continuo.

Insomma, io lo trovo una meraviglia dal punto di vista della creatività

applicata in un momento di improvvisazione di presa di appunti, e questa

funzione, assolutamente, se fosse solo questa, Free Form sarebbe già il campione

assoluto della categoria.

Infatti, ho visto che ti eri divertito, come si suol dire, fare

questi esperimenti, infatti, infatti, ma perché quando l'ho scoperto ero veramente al

settimo cielo.

Sì, tra l'altro, mentre stavate parlando, sto facendo appunto delle prove con

le linee molto interessanti, che forse non abbiamo ancora parlato bene.

Che ci sono questi oggetti che si possono inserire all'interno di Freeform

che fanno da collegamento tra, che ne so, del testo e un

segno fatto con l'Apple Pencil.

Quindi riesce ad agganciare automaticamente questa linea degli oggetti vettoriali, chiamiamoli così,

e rende questo un gruppo.

Quindi, se voi volete spostare, che ne so, un concetto scritto a

mano con una linea e poi che ne so, un cerchio fatto

con Apple Pencil, voi usate questa linea di collegamento e poi la

potete spostare tranquillamente come se fossero degli oggetti.

E questa linea è interessante perché, come dicevi tu, si può molto

personalizzare, si può farla diventare da una freccia a una linea semplice

di collegamento, cambiargli la dimensione del tratto, cioè aumentare lo spessore di

questa linea, oppure farla addirittura tratteggiata e c'è solo veramente da divertirsi.

Comecevi tu, aiuta tantissimo dal punto di vista della creatività.

Sono cose che richiamano molto keynote, secondo me, ed è questo un

collegamento molto interessante, quello che hai fatto, Lucio.

Mi è piaciuto davvero tanto perché aiuta la creatività.

Freeform sembra quasi un passo in questa direzione.

Ma per esempio, quando hai a disposizione un elemento immagine, puoi applicare

il masking, puoi escluderne dalla vista un pezzo, esattamente come fai con

Kinote

e compagnia.

E anche questa è una cosa che manca, se non su tutti

i programmi analoghi, certamente su molti.

Sì, già che siamo su questo argomento.

Ci sono due opzioni che secondo me sono molto carine, cioè, se

trascini dentro un'immagine, hai la possibilità sia di creare l'effetto ombra, chiamiamolo

in questi termini, cioè l'immagine comunque

non è diciamo piana sulla canva, ma ha questo effetto di risalto.

E se si schiaccia il tasto destro del mouse su Mac si

può abilitare o meno e poi ha gli angoli arrotondati, che dà

quell'effetto un po' più

meglio esatto

.

All'argomento, e ovviamente c'è la possibilità anche di fare quello che

io abitualmente faccio in keynote di modificare appunto le dimensioni, cioè il

ritaglio, chiamiamola così, dell'immagine, perché casomai voglio focalizzarmi solo su una parte

dell'immagine e non su tutto, e anche deformarla nell'immagine, nel senso che

adesso io sto usando su iPad, se si dà un tap sull'immagine

e poi diciamo sull'icona, tutta destra con i tre puntini, si apre

il menu che dovrebbe essere immagino col tasto destro.

Basta spuntare le proporzioni vincolate, puoi decidere se l'immagine quando la deformi

mantiene le proporzioni vincolate oppure è libera nella deformazione, ovviamente mantenendo sempre

la forma rettangolare, però si può deformare l'altezza e la base in

modo libero oppure mantenerla vincolata.

Ecco, diciamo che è utile, soprattutto su Mac, ricordarsi del tasto destro,

perché se si va col tasto destro, su immagini o

su altre possibilità, diciamo, ci sono tutta una serie di cose tra

cui mettere in sfondo in primo piano, tagli e incollo.

Ovviamente.

La possibilità di duplicare l'elemento selezionato, di bloccarlo, quindi di non renderlo

più modificabile, chiamiamolo in questo termine.

Se si selezionano più oggetti si possono raggruppare come in kinota anche

qui, quindi si possono creare

così dei macro oggetti anche solo per spostare rapidamente una serie di

elementi e non altri, quindi può diventare molto comodo anche per questo.

In più appunto, non so, per esempio, sull'immagine c'è la possibilità di

modifica non proporzionale, di salvare lo stile, di fare tutta una serie

di cose che effettivamente per esempio si può addirittura se

si clicca sull'icona dell'immagine, mettere a dimensione originale l'immagine, ma soprattutto sostituirla,

quindi anche fare il cambio di immagine con

un altro documento.

Insomma, diciamo che effettivamente sotto il cofano ci sono veramente tante tante

opzioni e tante possibilità.

In questo ambito, soprattutto blocchi di testo, oltre che blocchi immagine.

A me piace tantissimo l'idea di poter copiare lo stile del blocco

testo e poterlo riportare su un altro blocco testo, che è un

problema tipico di questi sistemi dove tu hai tanti blocchi di testo

indipendenti, e arrivi la settimana dopo, ti dimentichi che avevi usato il

Buskerville e lui ti salta fuori in elvetica per motivi di benessere

mentale non lo vuoi e allora lo devi cambiare, però non ti

ricordi quanto era alto e invece con la copia e l'incolla

dello stile questo si fa in un attimo.

Altra cosa, sempre nel menu diciamo così, contestuale della modifica degli oggetti

c'è un campo interessante per chi fa queste cose per lavoro che

è description, io lo vedo in inglese, descrizione dove si possono mettere

informazioni, un po' come i commenti che ci sono dentro il finder

se chiediamo le informazioni su un file, è una finestra in cui

si può scrivere quello che si vuole relativamente al contenuto, al senso

che per noi ha quel file lì.

Una nota, la nota proprio così, e questo quando, non so, stai

preparando una serie di elementi da mostrare in una presentazione piuttosto che

ah, ma qui il professore ha detto questa cosa c'è da ricordarsi,

li infili lì invece che nella lavagna dove non gli apparterrebbero, e

la tua comodità di lavoro e il tuo ordine mentale ne risentono

assai positivamente.

Correggo li ovemente perché la descrizione serve, ma solo perché lo leggo,

non perché questa è una descrizione utilizzata dalla tecnologia assistive come voice

over.

Quindi per non udenti, non vedenti, sì, beh, questo è l'uso, poi

successivo, però, sai, senza avere voice over, io comunque posso

tranquillamente andare a vedere quello che c'è scritto.

Se poi ho una esigenza di farmi leggere quel testo, sai che

Apple sull'accessibilità non fa sconti a nessuno, ed è una cosa molto

bella, quindi hai fatto molto bene a sottolinearlo.

Ne approfitto perché parlavamo degli stili e dico due cose.

Una, nella versione 1 non c'era, secondo me, la scorciatoia tastiera, in

questa versione 1.1 invece ci sono un sacco di scorciatoie tastiere, tra

cui copia stile e incolla stile che è Option Command C e

Option Command V, che poi la scorciatoia tipica anche di keynote e

altri software di Apple per copiare e incollare gli stili.

Quindi per ulteriormente velocizzare le operazioni si può anche fare in questa

maniera.

E appunto, la cosa interessante è che non ci sono ancora tutte,

tutte, tutte le scorciatoie da tastiera, ma bel grossa fetta di cose

è possibile farle anche a scorciatori a tastiera o quantomeno, chiamiamole così:

le scorciatoie a tastiere di sistema.

Quindi quelle che sei abituato a utilizzare in altre applicazioni, finalmente ci

sono anche in questa, e quindi tutto funziona in maniera più fluida,

probabilmente anche per chi, per esempio, come sottoscritto, una volta che ha

poi imparato le scorciatoie a tastiere, le preferisce al clicca qua punta

qua.

Io so che Roberto è stato a copertino in una riunione di

ingegneri, e ha detto: assolutamente: non dovete mettere la scorciatoia di tastiera

sul comando che nasconde la griglia.

Perché a me la griglia piace tantissimo, era la cosa che mi

mancava.

Non aspettavo altro, non la dovete togliere, uno deve accorgersene a fatica

e lo hanno ascoltato, manca il comando.

Però, vedi, mi hanno accontentato su una cosa, ma non su un'altra,

che è quella che spero che nella versione nuova sia stata adottata.

Che purtroppo non c'è la versione night di questa di questo freeform.

Nel senso che sarebbe bello avere

non c'è dark World.

Nel senso che se lo usi di notte dopo un po' rimani

un po' dire sbaragliato dalla luce del bianco.

Quindi sarebbe bello avere una versione dark mode.

Spero che la introducano, perché potrebbe essere davvero interessante.

Anche se mi rendo conto che in una situazione con tante cose

di questo tipo, con vari colori, dimensioni forme, ci puoi infilare di

tutto, diventa complicato gestire.

L'interfaccia comunque ha il dark mode.

Adesso, io lo sto guardando, essendo notte, tra virgolette, è tutto nero,

però, sì, la canvas, la lavagna è totalmente bianca con i puntini,

però, devo dire la verità diventa anche complicato perché dopo gli devi

anche devi fare anche dei ragionamenti sul cambiamento non tanto del testo

scritto, che forse quello più semplice, e del testo scritto a mano,

che a questo punto deve avere l'effetto inverso.

Il testo colorato in otto modi diversi

diventa diventa una cosa.

È difficile fare l'effetto.

L'effetto negativo

solarizzato, è però poi la leggibilità, chi lo sa

ottieni?

Ma, no, è ovvio che cambia molto a livello pratico.

Ecco un'altra cosa che volevo segnalare che io, visto che sono un

amante di Apple Pencil, che, però, mi sta dando, non mi sta

dando i feedback che mi aspetto da Freeform.

Anche qua.

Io continuo dire, sono sempre sulla versione vecchia.

Spero che la nuova sia risolta.

Ad esempio, se io uso Pencil, non ho la possibilità di fare

delle selezioni che vadano al di là degli oggetti vettoriali.

Nel senso, se utilizzo la Pencil per selezionare col proprio strumento, se

voglio prendere assieme, un'immagine, una scritta fatta a mano e una parte

del testo, prenderla e spostarla tutta assieme, questa non viene selezionata, ed

è quelle cose che non ti aspetti, perché ti aspetti che quando

facci una selezione, becca tutto quello che c'è dentro.

No, perché

probabilmente se non utilizzi, cioè se la pensi, la utilizzi, ma secondo

me abitualmente Apple non fa funzionare così in estrema sintesi, nella versione

per iPad c'è un pulsante, diciamo, di disegno che non esiste nella

versione Mac per intenderci.

Nel momento in cui la utilizzo, se raccatto, provo anche a raccattare

l'iPad, che comunque è alla beta,

no, ma io ho la beta sull'iPad, quindi sono sicuro di essere

aggiornato, cioè più avanti di te.

Come al solito, il discorso è che abitualmente quando

l'iPad sente la penna, parte con lo strumento penna che disegna, e

quindi forse disabilitando lo strumento penna, l'ole pencil può diventare un input

diciamo per la gestione dell'interfaccia, ma dubito fortemente perché in questi casi

è raro che lo faccia e abitualmente il contrario: cioè appena sente

la pencil, va

e ti dico subito se per caso nell'ultima versione ha fatto qualcosa

di diverso.

No, volevo dire, a meno che non ci sia una impostazione della

Pencil dove tu puoi fare alternanza tra modalità disegno e modalità

dispositivo di proprio come pensavo io, ho disabilitato la funzione disegno appena

io appoggio la pencil sullo schermo, lei disegna.

E parte è fatta per scrivere e non rompere esatto, però se

tu selezioni l'ultimo strumento sulla destra che è quello della selezione con

Apple Pencil, ma è la selezione del selezione del disegno fatto del

tratto del tratto, e infatti, se cerco di seleziona perfettamente il tratto,

e infatti mi dà addirittura la possibilità di ridimensionare il tratto.

Vabbè, con nulla di particolare, di separare il tratto.

Addirittura adesso volevo vedere se si riesce a fare.

Sì, sì, prende solo il tratto.

In effetti, e proprio perché secondo me il disegno è pensato solo

in questa maniera.

Io preferirei facesse una selezione di tutto, però va da uno all'altro,

nel senso perché immagino che ognuno abbia le proprie preferenze.

Poi ognuno.

Non siamo nella testa degli ingegneri Apple e questa probabilmente la soluzione

migliore, perché in effetti, se uno sta scrivendo, vuole anche selezionare quello

che sta scrivendo, non tutto il resto che c'è attorno.

È una soluzione, forse più furba.

Questa di quello che uno ci si aspetta.

Poi volete in bastardirmi il Mac con tutte queste robe di input

con le dita, input con la penna, input con le orecchie, il

Mac è un Mac, andate sull'iPad, andate sull'iPhone.

Allora, per Roberto, nelle impostazioni, nelle impostazioni di Freeform in impostazioni, perché

nel tab delle impostazioni di sistema, chiamiamoli in questi termini sotto l'applicazione

freeform, c'è su Apple Pencil selezione scorri.

Usa Apple Pencil per selezionare gli oggetti e scorrere sulla lavagna.

Quindi se la abiliti adesso te l'abilito e torno in free form

e selezione scorri è quella, intendi, eh?

Ah no, sì, in questa maniera effettivamente mi fa il doppio sistema.

Cioè, per esempio, ho selezionato del testo scritto, con leppel pencil me

l'ha selezionato.

A questo punto c'è l'icona dello scrivere, e mi passa a scrivere

con Apple Pencil.

Quindi, se lo vuoi, puoi fare?

Sì, ma non funziona come dico io, adesso te puoi.

No, però è interessante il fatto che comunque tu lo possa selezionare.

È una selezione diversa, in effetti.

Questa forse no, la usi come input

ma è ancora più giusto.

Ah, beh, tu volevi il solito gioco.

Ma è più giusto così.

E che non ti aspetti questa situazione, perché magari associ la scrittura

a usare la pencil come strumento di input, no, e invece, per

Apple è completamente diverso.

Cioè, se lo usi come strumento di input, quello che selezioni è

quello che stai scrivendo.

Una volta che esci da questa forma di scrittura, esci, puoi utilizzare

le pole pencil in effetti come strumento di puntamento, non funziona facendo

un cerchio attorno all'oggetto che ti serve, ma gli dai un diventa

un sostituto del dito.

Sostanzialmente esattamente.

Gli devi dare un tapp sull'oggetto, allora lo puoi muovere con la

pencil, che è molto interessante come idea.

La prossima volta che vai a copertino e sei in riunione con

gli ingegneri, gli passi anche quello.

Tra l'altro, un'altra cosa che a proposito che volevo passargli,

che è un'altra cosa che mi ha lasciato molto perplesso, è il

raddrizzamento automatico della linea che disegni con Pencil su Note, puoi farlo,

nel senso, se tu tiri una linea dal punto A al punto

B, se ti soffermi sul punto B, la linea diventa automaticamente dritta.

Adesso non so, io ho provato su Freeform, non funziona, magari sulla

versione nuova funziona.

Sto testando in diretta, ma attendiamo anche questa.

Non ci sono alcune opzioni che sono presenti in note: quindi, anche

la possibilità di raddrizzare, per esempio, il testo scritto un po' istorto.

Funzioni che ad oggi, però, appunto, continua a ripetere, effettivamente già hanno

risolto tutta una serie di problemi che erano forse prioritarie rispetto a

questo.

Assolutamente sì.

E a proposito, una cosa che avevamo segnalato, diciamo, sulla collaborazione.

Che adesso non so se hanno introdotto qualcosa di diverso, è appunto

non riuscire a distinguere chi scrive che cosa, nel senso che non

c'è un segnalibro o un'indicazione, per esempio, su quello che ho scritto

io, su quello che ha scritto Filippo o quello che ha scritto

Lucio all'interno dello stesso contesto, adesso, magari in quella versione nuova c'è

la possibilità di vedere la differenza.

Dovrei condividervelo adesso ci provo se volete.

In diretta fallo con Lucio perché io purtroppo sono indietro, no?

Ti mando il link che facevano

.

Aspetta, che guardo.

Aspetta, vero

, che sotto, qui è tutto e noi facciamo tutti in diretta perché

non ci facciamo mancare niente come si soldi?

Ma perché il Mac bicicletta della mente, amplificatore di intelligenza, ragazzi.

Non è

tutto vero.

Comunque, te l'ho mandato su Telegram.

Sì, disgraziatamente, secondo me, non essendo io aggiornato, non riesco ad apprendere.

Ragazzi.

Siete tutti su sistemi non aggiornati a vero.

Siamo su sistemi anziani, infatti, no, e questo è molto vero.

Daveri appassionati, Apple è così che funziona, ragazzi.

Quando sento qualche giovane che si lamenta perché quando era giovane, veramente

si poteva smanettare dentro dei sistemi, cercare, incuriosire, imparare dall'esperienza, adesso hai

dei sistemi infinitamente più complessi, dove se tu avessi lo stesso spirito

di 92 anni fa potresti acquisire dall'esperienza infinite cose in più invece

di lamentarti.

È vero e un'altra cosa che vi volevo far ridere tutti e

due è perché

mentre stavo cercando, è dato fuori un non so se è vero,

perché lascio a voi l'onere del

provare che sia in effetti vero su Max City Net è saltato

fuori che c'è già 13.2.1 che l'articolo è proprio di oggi, quindi

anche qua fixo, legati alla sicurezza, niente di particolare.

Siamo già al punto 1,

io sono già sull'iPad, sono sul 16.6, sì, ma che esiste come

beta, giusto?

Sì, sì, sì, sì, infatti, qui sono in beta, quindi non è

che per cui, signori, direi che abbiamo fatto la solita nostra ora:

abbondante,

il giro di riassunti.

Allora, Lucio, raccontaci, Freeform come ti è sembrata?

Dunque, Friform è una ottima 1.0 che promette molto, realizza delle aspettative

interessanti che avevo dal punto di vista tipografico, dal punto di vista

dell'interfaccia utente, dell'esperienza utente, manca ancora

in qualche modo sulla parte delle esportazioni, sulla parte del dialogo con

il resto del sistema e invece, grazie a un paio di aggiornamenti,

è diventata più che soddisfacente al pari delle aspettative rispetto alla sincronizzazione

e alla collaborazione.

Quindi chiudo: potrebbe davvero costituire l'altro asso di quella coppia di assi

che Apple potrebbe mettere sul tavolo, videoconferenza

ricca e magari domani in realtà aumentata, e collaborazione su Lavagna Infinita

che nessun altro concorrente in questo momento ha.

Lo vedo bene anche come studio, come strumento di studio tra diversi,

diciamo, studenti che magari sono a casa, ognuno è una proprio a

casa e portano avanti un compito insieme.

Potrebbe anche essere questa una bella strada dal punto di vista educational,

chiamiamolo così.

Invece, Filippo, cosa ne pensi?

Sono rimasto veramente colpito.

Sono ancora più interessato.

Adesso anzi, mi ripropongo, ci riproviamo a usarla quando vi siete aggiornati

con anche FaceTime.

Perché effettivamente credo che il connubio.

Recentemente ho testato FaceTime con un collega, quindi ho condiviso la scrivania,

condiviso finestre mentre eravamo in chat in FaceTime e devo dire la

verità: il collega aveva anche un buon collegamento come sottoscritto, ma il

risultato finale della vicenda è stato molto interessante e molto funzionale.

Quindi aggiungere anche questo ulteriore tassello al sistema, ammetto che FaceTime, diciamo,

è un giochino per noi utenti Apple, ma per il resto del

mondo è qualcosa di conosciuto.

Però devo dire la verità: col fatto che adesso, per esempio, FaceTime

si può comunque utilizzare nella finestra del browser, le possibilità ci sono

e probabilmente se funziona tutto correttamente

diventa interessante anche perché il concorrente che io purtroppo conosco perché è

Teams in cui si fanno le udienze con Teams, si fanno i

convegni con Teams e l'esperienza che ne ho io è abbastanza imbarazzante

a dir poco, mettiamone in questi termini, per cui ben venga tutte

queste novità, e effettivamente, forse

noi, tra virgolette, evangelisti

dovremmo cercare di portare il verbo più in giro, perché effettivamente, per

esempio, in Italia Face Time l'ho usato pochissime volte, con appunto colleghi

appassionati di Mac, con appassionati Mac in generale, ma alla fine è

veramente qualcosa di residuale a dirtato.

Io ultimamente ho dato un paio di appuntamenti a persone con FaceTime

che loro usavano dentro la finestra del browser e ci siamo riusciti.

Chiaramente è uno spostamento culturale per queste persone abbastanza importante, quindi ci

vuole un po' di pazienza e molta mano diplomatica, diciamo così.

Io, ad esempio, lo utilizzo per quando devo chiamare mia moglie o

viceversa, quando uno dei due è a casa, visto che a casa

ho anche la linea cellulare non prende bene, invece utilizziamo Face time

audio in questo caso.

Si appoggia ovviamente alla rete WiFi, invece chi è fuori utilizza il

3G, il 4C o il 5G in base a quello che gli

serve e funziona molto bene.

Quello non potrebbe essere un possibile utilizzo alternativo di FaceTime che può

essere sia video, ma ricordiamoci che c'è anche la versione audio che

è molto interessante.

La qualità della chiamata audio di FaceTime è vastamente superiore a quella

della chiamata cellulare.

È stato in effetti è vero, questo posso dimostrarlo, in effetti è

una funzione che si dimentica, ma è lì che ti fa l'occhiolino

e ce ne si dimentica, ovviamente.

Devi avere entrambi l'iPhone, alla fine, però, in un ecosistema Apple questa

cosa funziona decisamente molto bene.

Guarda, che anche in azienda è pieno di gente che ha il

PC sulla scrivania e l'iPhone in mano, perché le alternative non sono

moltissime.

Appena sali di livello nella gerarchia, nessuno ha un Android.

È vero, quello l'ho notato anch'io.

Ma altra cosa che fa molto ridere, che, ad esempio, con queste

persone che a me capita di lavorare con persone che utilizzano iPhone

ma non hanno un Mac, nonostante faccio il mio stesso mestiere, è

bello che io possa rispondere dal Mac mentre loro devono per forza

fermarsi e utilizzare il telefono per forza di cosa.

Invece, grazie a questo ecosistema completamente integrato, ti permette anche di fare

queste cose che ti guardano sempre con una faccia un po' invidiosa,

come dire, ma cacchio, ma come tu puoi e io no?

Rimasta nella mitologia di un certo gruppo di miei amici.

Il momento in cui durante la partita a calcio a sette, ho

ricevuto, siccome ero vicino alla panchina, ho ricevuto una chiamata sull'Apple Watch.

Mentavo ho risposto a voce dettando: Guarda, sono impegnato, ti richiamo dopo

e sono andato avanti a giocare.

Questo è rimasto ancora si ricorda.

Eh, sì, sì, è una di quelle cose che lascia il segno

questo tipo di utilizzo degli strumenti Apple.

È interessante.

Noi siamo, diciamolo, fortunati a poterli utilizzare allegramente tutti quanti, non solo

nel nostro tempo libero, ma anche nelle fasi lavorative.

Molti purtroppo perché sono in un sistema che non glielo consente e

si sono proprio legati.

Io, ad esempio, dovessi scegliere in questo momento, ovviamente, probabilmente in questa

fase della mia vita, probabilmente eviterei anche di lavorarci con un sistema

Windows, ma più che altro perché ho un altro tipo di mentalità.

Mi rendo conto che per me è difficile.

Mia moglie, ad esempio, al contrario: non riesce a lavorare su Mac

e lavora bene su Windows.

Però abbiamo la fortuna, ognuno, di poter scegliere il proprio sistema operativo,

ma di lavorare insieme.

In altre situazioni, purtroppo questo non è possibile.

Su questa, diciamo che su questa triste constatazione del mondo del lavoro,

che purtroppo tutti quanti ci auguriamo di arrivare in un momento in

cui ognuno può usare quello che vuole e tutto funziona normalmente che

tutti si dialogano tranquillamente.

Basta che abbiano un qualsiasi dispositivo hardware che possa essere connesso alla

rete, prima o poi arriveremo anche a questo punto.

Vi ricordiamo che se volete supportare il podcast, basta semplicemente passare in

un qualsiasi aggregatore di podcast e lasciare, ad esempio, qualche stellina.

Io come sempre suggerisco 5 stelline che aiutano tutti quanti.

Su Apple Podcast, ad esempio, visto che siamo soprattutto qua che battiamo

forte su Apple, visto che è il nostro strumento che ci aiuta

a portare la pagnotta a casa.

Se volete, potete anche lasciare una recensione direttamente con una scritta, e

potete trovare anche una guida all'interno delle note dell'episodio.

Se volete invece entrare in contatto con noi, potete iscriverci all'indirizzo di

posta elettronica, scrivi.a chiocciola podcast.it.

Ora è arrivato il momento di chiudere la puntata.

Prima di tutto, però, salutiamo Lucio, che ci ha dato il suo

tempo preziosissimo, la sua simpatia, la sua disponibilità, e noi siamo veramente

orgogliosi di averlo qua con noi a microfoni.

Come sempre, è stato un piacere.

Ho preso anche un sacco di appunti, ma posso condividerli solo dopo

avervi mostrati a Coopertino la prossima riunione.

Ottimo, volentieri,

ok?

Drei che per questa puntata è tutto.

Potete trovare le note dell'episodio con tutti i link di quello che

abbiamo parlato in puntata, essenzialmente friform.

Quindi non so quanti link ci possono essere, ma probabilmente ci saranno.

Tutti i video che ho copiosamente ricopiato nella mappa mentale per poi

avere la conversione in Markdown.

E per trovare tutto questo bellissimo lavoro che fa sempre Filippo.

Dietro le quinte, che comunque è il lavoro più spesso di tutti

quanti, potete trovare anche queste simpatiche note e l'episodio in adopodcast.it slash

54.

Invece, dove ci potete trovare Lucio, non lo dico nemmeno perché mi

vergogno di dirlo.

Lucio lo trovate,

lo trovate, non c'è bisogno di fare presentazioni.

Noi siamo Macintelligence.org esattamente.

Lì il punto ha una capacità di mandare fuori articoli uno al

giorno quando va bene, perché se no, ne manda anche due o

tre.

Io non ho idea ancora adesso di come faccia.

Seguitelo perché sono tutte cose interessanti.

Non parla solo di Apple, parla anche di altre cose interessantissime.

Tutte dalla prima all'ultima, è sempre un piacere leggerlo perché è un

bellissimo punto di vista.

Quindi andatevelo a cercare, se non sapete chi è, frustate sulla schiena

subito e andatevelo subito a leggere, linkare e fate come noi che

lo seguiamo dalla notte dei tempi essenzialmente.

Appena abbiamo messo piede sul mondo Apple.

Seguiamo Lucio da quando siamo praticamente abbonati ad Apple.

Invece, per quanto mi riguarda, mi trovate sul mio blog personale Mac

e Architettura che trovate l'indirizzo marktonnet.wordpress.com, e invece il nostro Filippo dove

lo troviamo?

Avocate Mac.

Come siamo stati veloci, sto giro Roberto?

Hai visto?

Direi che con questa bellissima conclusione è tutto e ci sentiamo tra

un paio di settimane.

Ciao a tutti, grazie, alla prossima.

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