Ep. 5 1:21:43

Le basi di iPadOS

In questa puntata Roberto e Filippo vi introducono alle particolarità di iPadOS il sistema operativo degli iPad. Oltre a parlare di come funziona il multitasking di iPadOS esamineranno in dettaglio l'app File, come navigare con Safari con la modalità desktop ed infine dell'utilizzo di iPad con l’_Ap

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In questa puntata Roberto e Filippo vi introducono alle particolarità di iPadOS il sistema operativo degli iPad. Oltre a parlare di come funziona il multitasking di iPadOS esamineranno in dettaglio l’app File, come navigare con Safari con la modalità desktop ed infine dell’utilizzo di iPad con l’Apple Pencil, il mouse o il trackpad e le tastiere esterne tra cui: la Bridge Keyboard, la Smart Folio Keyboard e la Magic Keyboard.

Note dell’episodio

Sinossi1

1. iPadOS: un sistema operativo con una storia propria

L’episodio si apre con una breve panoramica storica: l’iPad nasce nel 2010, presentato da Steve Jobs, e per anni gira su iOS, lo stesso sistema operativo dell’iPhone. Il salto qualitativo arriva nell’ottobre 2015, quando Apple lancia il primo iPad Pro insieme alla prima Apple Pencil. Ma è solo a settembre 2019 che vede la luce iPadOS come sistema operativo distinto, pensato specificamente per le dimensioni e le possibilità dello schermo dell’iPad. Filippo racconta che proprio nel 2015, grazie a un buono regalo, acquistò il primo iPad Pro e da allora non ha più smesso di usarlo come strumento principale di lavoro. Roberto, invece, possiede un iPad Air di prima generazione fermo a iOS 12, e ammette di essere «un po’ eclissato» in questa puntata per via di quel limite hardware: molte delle funzioni discusse nell’episodio non sono disponibili sul suo dispositivo. L’ultima grande svolta di iPadOS arriva con la versione 13.4, che introduce il supporto ufficiale a mouse e trackpad e, contestualmente, la Magic Keyboard con trackpad integrato, uscita nel maggio 2020.

2. Il multitasking come cuore di iPadOS

La vera differenza tra iOS e iPadOS, spiega Filippo, sta nel multitasking. Mentre su iPhone si lavora quasi sempre con un’app alla volta, iPadOS è stato costruito attorno all’idea di gestire più applicazioni contemporaneamente. Il sistema ruota attorno al Dock, richiamabile con uno swipe dal basso, che sull’iPad Pro da 13 pollici può contenere fino a 15 icone più 3 app di uso recente; sui modelli più piccoli il numero scende. Dal Dock si aprono le tre modalità di multitasking principali.

Lo Slide Over permette di sovrapporre un’app in formato ridotto — simile a quello di un iPhone — all’applicazione principale. L’app secondaria può essere nascosta verso il bordo destro e richiamata con un gesto dal margine dello schermo: utile per consultazioni rapide senza abbandonare il flusso di lavoro.

La Split View affianca due app sullo schermo con una barra divisoria centrale che si può spostare per ridistribuire lo spazio tra le due finestre. Nella configurazione più comune un’app occupa due terzi dello schermo, l’altra un terzo; sugli iPad Pro da 13 pollici è possibile avere entrambe le app alle dimensioni dell’iPad base. Aprire la Split View non è immediato: bisogna richiamare il Dock mentre un’app è aperta a schermo intero, trascinare l’icona desiderata verso un lato e attendere che lo schermo si apra per accoglierla. Filippo e Roberto discutono di come questa gestione, meno intuitiva rispetto al vecchio sistema a barra laterale, diventi fluida una volta memorizzata.

Il Picture in Picture consente di ridurre un video o una chiamata FaceTime in una finestra flottante e spostabile sullo schermo, continuando a usare un’altra app in primo piano. Filippo ammette di usarla poco, perché lo schermo dell’iPad — pur generoso — non rende agevole lavorare e guardare un video allo stesso tempo.

“Abbiamo notevolmente innovato rispetto all’archetipo dell’iPhone. L’iPad, soprattutto con iPadOS, ha preso moltissimi concetti tipici del Mac e li ha fatti propri.” — Filippo, 00:13:10

3. Drag and drop: spostare file e contenuti tra app

Una delle funzioni più potenti di iPadOS è il drag and drop tra applicazioni, che permette di trascinare foto, documenti o testo direttamente da un’app all’altra quando entrambe sono aperte in Split View. Il meccanismo funziona tenendo premuto un elemento finché non si «stacca» dallo schermo, quindi trascinandolo mentre si usa l’altra mano per toccare elementi aggiuntivi da aggiungere allo stack. In questo modo è possibile selezionare più file insieme — per esempio cinque foto dall’app Foto — e trascinarli direttamente in Mail per allegarli in un solo gesto.

Filippo precisa che questa funzione richiede un’implementazione specifica da parte degli sviluppatori: non tutte le app di terze parti la supportano correttamente. Le app che lui usa con risultati eccellenti sono Working Copy e Secure ShellFish, che permettono non solo di condividere singoli documenti tra applicazioni ma di esporre intere cartelle all’interno dell’app File, abilitando la modifica sul posto direttamente da un’altra app come iA Writer.

4. L’app File: potenzialità e limiti rispetto al Finder

L’app File è l’equivalente di Finder su iPadOS, ma con alcune differenze sostanziali. La funzione di ricerca è meno avanzata rispetto a Spotlight su macOS: mancano i parametri multipli e l’indicizzazione profonda. Filippo ammette di non utilizzarla molto, in parte perché i suoi documenti sono distribuiti tra sistemi remoti a cui accede tramite Secure ShellFish, e in parte perché i risultati non lo soddisfano quanto quelli di macOS.

L’organizzazione dei file ricalca quella del Finder: è possibile avere due finestre di File aperte in Split View e spostare documenti da una cartella all’altra con il drag and drop. Dalla versione 13 di iPadOS è disponibile anche la vista a colonne, simile a quella del Finder, ma solo sui modelli con schermo più grande.

File supporta anche i dischi esterni, purché formattati in APFS, Mac OS Extended, MS-DOS (FAT) o ExFAT — i formati Windows più datati sono compatibili. Gli iPad senza porta USB-C, dotati di Lightning, richiedono un adattatore Apple per collegare chiavette o hard disk. È inoltre possibile montare dischi di rete tramite il protocollo Samba, compatibile con Windows, Linux e macOS: Filippo però la considera la funzione meno affidabile dell’app, usata solo in casi residuali.

Sul fronte delle integrazioni, Filippo porta l’esempio di Nextcloud — il suo cloud privato — che pur essendo visibile in File non supporta la condivisione di cartelle: ogni documento va aperto singolarmente, senza poter modificare i file di una cartella direttamente da un’altra app.

“Le potenzialità di File sono molto elevate, ma dipendono molto dall’implementazione da parte degli sviluppatori terzi, che spesso non viene fatta correttamente.” — Filippo, 00:36:55

5. Safari in modalità desktop e la gestione dei download

Fino a poche versioni fa, Safari su iPad si presentava ai siti web come browser mobile: molti siti restituivano la versione ridotta, i menu a tendina non funzionavano correttamente con il tocco e i download erano impossibili senza app di terze parti. Filippo spiega che dall’iPadOS 12 o 13 Safari ha adottato la modalità desktop di default, identificandosi ai siti come un browser da scrivania. Il risultato è che quasi tutti i siti ora funzionano a pieno regime, i menu contestuali si aprono e si gestiscono correttamente con il dito o con il puntatore, e il comportamento complessivo è paragonabile a quello di Safari su Mac.

Sul fronte dei download, Safari integra ora un gestore direttamente nella barra degli strumenti: un’icona con il simbolo del download compare quando un file è in corso di scaricamento, e da lì è possibile aprire il file direttamente in File, visualizzarne l’anteprima e scegliere dove salvarlo. La cartella di destinazione predefinita è Download, ma è personalizzabile.

6. Apple Pencil: due generazioni, un’esperienza diversa

Roberto introduce la storia dell’Apple Pencil ricordando la celebre battuta di Steve Jobs al lancio dell’iPhone nel 2007, quando derideva le stilo come strumento superato. Otto anni dopo, Apple presentò la sua versione di penna capacitiva — integrata con sensori di pressione e di inclinazione — destinata esclusivamente all’iPad Pro. Roberto descrive il salto rispetto alle tavolette grafiche tradizionali: su queste ultime il lag tra il gesto e il tratto a schermo è fastidioso al punto da rendere il lavoro tedioso; sull’iPad Pro, invece, la risposta è praticamente immediata, soprattutto nelle app Apple come Note.

La prima generazione di Apple Pencil si accoppia tramite il connettore Lightning — inserito fisicamente nella porta dell’iPad — ed è compatibile con i modelli Lightning incluso l’iPad base attuale. La seconda generazione si aggancia magneticamente al bordo dell’iPad Pro e dell’iPad Air (ultima versione), si ricarica per induzione e aggiunge un doppio tocco configurabile che cambia strumento all’interno delle app che lo supportano. La seconda generazione gira inoltre a 120 Hz, lo stesso refresh rate del display ProMotion degli iPad Pro, contro i 60 Hz della prima.

Filippo usa la Pencil 2 quotidianamente, anche per l’editing del podcast in Ferrite. Roberto usa ancora una penna capacitiva generica per via del suo iPad non compatibile, ma dopo aver provato la Pencil di prima generazione alla sua uscita descrive il feeling come «decisamente generazionale» rispetto alle alternative allora disponibili.

“Editare con la Apple Pencil in Ferrite è molto più divertente rispetto al montaggio audio tradizionale. Non so come definirlo altrimenti.” — Filippo, 00:56:53

Sia Roberto che Filippo concordano sul problema del vetro: la superficie liscia dello schermo rende la scrittura diversa dalla carta, privando il tratto della resistenza a cui la mano è abituata. Le soluzioni discusse sono due: applicare una pellicola opaca e leggermente ruvida (come Paper-like o le alternative Moshi) che simula la carta, oppure montare un cappuccio speciale sulla punta della Pencil che aumenta l’attrito senza toccare lo schermo. Filippo dice di essersi abituato al vetro nel tempo e di non sentirne più il disagio.

7. Scribble: la scrittura a mano diventa testo

Con iPadOS 14 Apple ha introdotto Scribble — «scrivi tratto» in italiano — che permette di scrivere con la Pencil direttamente in qualsiasi campo di testo e ottenere la conversione automatica in caratteri digitali. Filippo l’ha testata in inglese e la trova interessante, ma non adatta al suo flusso di lavoro abituale. Le funzioni più utili di Scribble sono la cancellazione di parole tracciando una riga sopra di esse e l’inserimento di testo posizionando il segno nel punto esatto della parola. Al momento della registrazione (febbraio 2021), Scribble non è ancora disponibile in italiano: la versione iPadOS 14.5, allora in beta, avrebbe portato il supporto anche alla lingua italiana.

Filippo cita anche una funzione meno nota di Pages: è possibile cerchiare del testo digitale con la Pencil e quella cerchiatura rimane ancorata al testo, seguendolo se viene spostato. Un dettaglio che mostra quanto Apple stia lavorando per unire l’interazione fisica con la Pencil e il testo strutturato.

8. Il puntatore adattivo: mouse e trackpad su iPadOS

Da iPadOS 13.4, il sistema supporta mouse Bluetooth e trackpad — incluso il Magic Mouse di seconda generazione e il Magic Trackpad 2. Il cursore non replica quello di macOS: è un punto circolare che muta forma in base all’elemento sotto di esso. Sul testo diventa un cursore di inserimento; sulle icone delle app si trasforma e le «cattura» visivamente; sui pulsanti si adatta alla loro forma. Apple ha costruito un sistema di interazione pensato per uno schermo touch, non per emulare un desktop classico.

Le gesture del trackpad — scorrimento, pinch, swipe tra app — funzionano direttamente sul pad senza toccare lo schermo, che rimane comunque utilizzabile in parallelo. Filippo dice di usare il trackpad come input principale e di trovarlo molto comodo per lavorare a lungo senza sollevare il braccio verso lo schermo.

“Connettendo una tastiera e un trackpad, l’iPad non è più un tablet: diventa un portatile, se Roberto mi concede questa affermazione.” — Filippo, 01:03:55

9. Tastiere esterne: da Smart Keyboard a Magic Keyboard

Filippo descrive l’ecosistema di tastiere compatibili con iPad, che va dall’opzione più semplice alla più complessa. Una tastiera USB qualsiasi, collegata tramite adattatore o hub, funziona senza problemi; lui usa spesso una tastiera meccanica collegata all’iPad Pro via USB-C con un dongle multi-porta. La Smart Keyboard (o Smart Folio Keyboard) è la soluzione di Apple senza batterie: si attacca magneticamente e si ricarica tramite il connettore Smart Connector dell’iPad, trasformando il tablet in un ibrido tra portatile e tablet.

Le Brydge Keyboard di terze parti avvolgono fisicamente l’iPad fino a farlo sembrare un MacBook: l’iPad diventa lo schermo, la tastiera il corpo. Filippo ne ha posseduta una e non ne è rimasto soddisfatto: i gommini di aggancio si sono rotti, il peso era eccessivo e lo sgancio non era magnetico come quello Apple, generando frizioni nell’uso quotidiano.

La Magic Keyboard di Apple — uscita nel maggio 2020 — è la soluzione più avanzata e più cara: oltre 400 euro per la versione da 13 pollici. Integra un trackpad, monta l’iPad su un piedistallo magnetico basculante e consente di regolare l’angolazione dello schermo. Il risultato è a tutti gli effetti un computer portatile touch, con un costo totale (iPad Pro + Magic Keyboard) che supera quello di un MacBook Air M1. Roberto osserva che questa sovrapposizione di costi rende il confronto con i portatili Apple meno scontato di quanto sembrerebbe.

10. Le app professionali consigliate da Roberto

Nella parte conclusiva dell’episodio Roberto illustra alcune applicazioni iPad che ritiene indispensabili per il lavoro nel settore dell’architettura, con una premessa: l’iPad non può sostituire un Mac per la progettazione avanzata, ma come strumento complementare è eccezionale. Per l’annotazione dei PDF cita PDF Expert, più completo dell’Anteprima nativa. Per il disegno a mano libera e tecnico indica Morpholio Trace, che riconosce automaticamente i punti di fuga e le linee prospettiche, permettendo di disegnare a mano seguendo la geometria della scena. Per la gestione di progetti e risorse indica Notion.

Sul fronte della modellazione 3D Roberto nomina Shapr3D, Formit di Autodesk e Onshape come le tre applicazioni più serie attualmente disponibili su iPad. Infine, per la scansione LiDAR — disponibile sugli iPad Pro con quel sensore — cita Display.land, Pix4D e Matterport, che trasformano l’iPad in uno scanner 3D in grado di produrre nuvole di punti utilizzabili per rilievi architettonici.

“Per chi lavora nell’architettura, l’iPad è il tipico compagno di avventure: quando manca, si sente davvero la mancanza.” — Roberto, 01:11:00


  1. Questa sinossi è generata con l’intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione della puntata. ↩︎

Leggi la trascrizione completa

Benvenuti all'episodio 5 di A2 in cui potete scoprire come ottenere il

massimo della tua tecnologia Apple.

Io sono Roberto Marin e sono il nostro ospite assieme all'amico Filippo

Strozzi.

Senti un po' cosa mi racconti quest'oggi, Filippo?

Oggi finalmente parliamo di iPadOS e quindi gioia, giubilo e gaudio.

L'argomento di oggi ovviamente va a completare la precedente puntata su iOS

invece.

E allora alcune premesse veloci.

Poi dopo ci interrompiamo un attimo perché dobbiamo fare le comunicazioni di

servizio e poi dopo entriamo nel vivo della puntata.

Nelle note dell'episodio troverete link ai vari podcast in lingua inglese perché

di fatto non credo che ci siano podcast specifici per utilizzare in

maniera avanzata gli iPad, diciamo in lingua italiana, dove potrete ovviamente avere

svariate informazioni.

I primi due podcast sono Apt e Canvas, tutti e due interrotti,

ma tutte e due molto interessanti perché hanno veramente tante notizie e

informazioni di base da cui poi io, in parte ho tratto tutta

la conoscenza che ho su iPadOS, e invece l'ultimo che è

iPad Pros, invece questo lo stanno ancora facendo e quindi è più

legato a interviste dove si parla appunto con vari soggetti che lavorano

con l'iPad, sempre tutto in inglese.

Sono sicuramente strumenti utili se volete approfondire se vi interessa questo sistema

operativo.

L'altra cosa che dobbiamo dire che non lo si può non dire,

è che l'esperto assoluto di iPad è l'italianissimo Federico Vittici di MacStory.net

che tuttavia scrive e parla solo in inglese.

Quindi anche qui, se volete ascoltare Federico che oggettivamente vive lavorando solo

con l'iPad in pratica, anche se adesso ho anche un Mac Mini,

è sicuramente quello che conosce a menadito tutte le funzioni anche abbastanza

nascoste di iOS e iPadOS.

Quindi sicuramente lui è il punto di riferimento per chi volesse approfondire

dopo questa nostra puntata invece introduttiva che sarà tale come dicevo prima.

Ci ho detto alcune comunicazioni di servizio, la cosa fondamentale è che

finalmente il podcast è ufficialmente online.

L'avevo promesso, è stata una settimana decisamente impegnativa dove ho editato solo

quattro puntate in stecca.

Però finalmente siamo sia su iTunes, sia o meglio, Apple podcast perché

iTunes è da vecchio ormai.

Spotify, addirittura credo anche Amazon Music, ma non ve lo garantisco, non

ho neanche cercato direttamente il podcast.

L'altra cosa è che il sito è ufficialmente attivo.

Il sito è www.2 scritto il numero numero podcast.

Da qui verrete reindirizzate di fatto al nostro hosting che è Fireside.

Ma che vi interessa, trovate proprio il sito con tutti gli episodi.

La possibilità di iscrivervi al nostro feed, RSS.

Se volete ascoltare il podcast, lo potete fare e lì vi segnalo

l'ultima cosa: sempre su a2podcast.it, se mettete la slash YouTube,

troverete anche la pagina YouTube del nostro podcast.

È un forward, cioè un riindirizzo alla pagina YouTube del podcast.

Quindi avete tutti i riferimenti a questo punto a vostra disposizione e

potete trovarci facilmente.

Se volete, ovviamente, quello che vi chiediamo attualmente per supportare il podcast

è con tutto il cuore: fate una recensione su iTunes, che sia

positiva che sia negativa.

Beh, speriamo ovviamente che sia positiva, ma comunque fate una recensione su

iTunes in questa fase iniziale di lancio su iTunes, Apple Podcast, perché

io lo chiamo sempre come si chiamava al tempo.

In questa fase iniziale, tante recensioni ci permetteranno ovviamente di essere visti

da più persone possibili e quindi permettere di far crescere il podcast.

Quindi se dovete fare qualcosa adesso, una recensione su iTunes è

il piacere che ci potete fare e come supportare in questo momento

il podcast che è in fase cosiddetta di lancio, chiamiamola così.

Se volete sapere come fare una recensione su iTunes, non vi preoccupate,

sempre nelle note dell'episodio c'è il link a una mia guida, dove

spiego sostanzialmente passo passo se non avete mai utilizzato iTunes barra Apple

podcast, soprattutto se state ascoltando questo podcast non da strumenti Apple, diciamo,

è quello che potete fare.

È tutto spiegato molto chiaramente.

L'ultima cosa che vi volevo dire: e poi invece, entriamo nel vivo

dell'episodio, potete anche iscriverci una mail.

Funziona anche la mail.

Quindi è scrivi.

Ticeveremo la mail sia io che Roberto, e quindi ci potrete dare

il feedback necessario, eventualmente per i prossimi episodie e così via, farci

le domande, altre cose da dire, Roberto?

Ma essenzialmente no, io sono, diciamo, sarò un po' eclissato in questa

puntata perché non iPadOS non lo conosco benissimo visto che il

mio iPad Air non è supportato da questo sistema operativo, quindi parlerà

molto di detto questo, io comunque aggiungo che l'iPad è un simpaticissimo

strumento di lavoro, ma non per tutti i lavori.

Questo è un punto su cui io e Filippo ci siamo sempre

più o meno scontrati amichevolmente, chiaramente, però abbiamo due punti di vista

sull'iPad perché è vero che ci puoi lavorare ma non puoi fare

tutto, come è giusto che sia, perché non è nato per quello,

anzi, si sta evolvendo e quindi vedremo delle nuove e interessanti evoluzioni

a parte il mio, perché non è finita qua soltanto con l'iPad

OS e tutte le varie periferiche che ci sono state agganciate, di

conseguenza ne parlavo appunto sul podcast questo venerdì, che un altro strumento

di lavoro è molto interessante che è stato agganciato.

L'IDAR che ci permetterà di fare delle scansioni 3D e quindi avere

delle nuvole di punti da cui prendere delle misure che per noi

architetti può diventare davvero molto interessante.

Ma come sempre, io qua sto un po' divagando, volevo soltanto appunto

risottolineare che va bene lavorarci non per fare tutto, perché, per esempio,

dal mio punto di vista non lo potrò per ora sostituire con

un Mac per il semplice fatto che non ci posso progettare sopra

o perlomeno sarei molto limitato.

Ma detto questo, lascio la parola a Filippo che ne sa sicuramente

più di me.

Allora, iniziamo con un po' di storia.

L'abbiamo già accennato nella puntata precedente, ma l'iPad nasce, viene presentato nel

2010 da Steve Jobs, tra l'altro, per una serie di fortunate coincidenze,

o meglio, avevo un buono del medewor all'epoca.

Praticamente per utilizzare il buono, alla fine non sapevo cosa comprare e

mi sono comprato il primissimo iPad del 2010 che ha fatto una

fine ingenerosa cadendo di piatto su un pavimento di ceramica e defragrando

completamente lo schermo.

A fronte di questa prima versione dell'iPad c'è stata una serie di

reiterazioni negli anni fino al 2015, all'ottobre 2015, dove c'è stato diciamo

il grande cambiamento, nel senso che è nato e i ho acquistato

il primo iPad Pro con la prima Pencil e solo a settembre

invece è nato iPadOS.

iPadOS di fatto è il sistema operativo basato su iOS perché è

indiscutibilmente parente strettissimo di iOS, ma specificamente pensato da Apple per l'iPad.

Quindi anche questa puntata non riparleremo ovviamente di quanto abbiamo già detto

su iOS, perché di fatto buona parte di quello che abbiamo già

detto nella scorsa puntata si applica agli iPad, ma andremo a ragionare

su alcuni aspetti peculiari di questo sistema operativo.

Da iPadOS 13.4 abbiamo altre due grosse novità, ovvero l'abilitazione del

trackpad e delle gesture collegate, e infine l'uscita della Magic Keyboard che

a questo punto è uscita a marzo dell'anno scorso, quindi in piena

pandemia, se non mi risco, è stata presentata.

Scusami, è stata presentata a marzo 2020 con iPados 13.4 e a

maggio, credo, dello stesso anno è uscita e era disponibile all'acquisto della

Magic Keyboard.

Ovviamente di tastiera e tutto il resto, ne parleremo in fondo, diciamo,

alla puntata, nel senso che adesso prima parliamo della parte del sistema

operativo, ma ovviamente l'hardware e il software in questo caso si intersecano

notevolmente.

Quindi dobbiamo parlarne appositamente se per l'iPhone diciamo e per iOS non

c'era questa necessità, anche se è possibile collegare una tastiera, per esempio,

all'iPhone, anche se non è comodissimo utilizzarlo.

Diciamo che per l'iPad invece l'utilizzo sia del mouse barra trackpad e

della tastiera

danno una marcia in più notevole.

Ultima cosa come fase introduttiva vi segnalo che nelle note dell'episodio.

Appunto, vi raccontavo che Roberto vi diceva che effettivamente io sono un

appassionato di iPad, quindi ho l'elenco diciamo dei principali articoli che ho

scritto nel tempo, dal 2010 più o meno ad oggi sull'evoluzione in

pratica dell'iPad, quindi le mie prime esperienze con l'iPad Pro e infine

quelle che all'epoca, perché l'articolo, secondo me, ormai è di un po'

di tempo fa, l'evoluzione dell'iPad.

Non ha senso parlarne qui perché mi ripeterei, potete leggere tranquillamente gli

articoli, ci saranno tutti i link nelle note dell'episodio.

L'altra cosa che dicevo che volevo dire è: Sì, sono d'accordo con

Roberto.

Ovviamente l'iPad dal mio punto di vista è un ottimo computer, non

è un computer per tutti, e ancora quello che, secondo me, ad

oggi, a febbraio 2021, manca, sono un ecosistema chiamiamolo così professionale di

applicazioni.

Perché secondo me l'utenza base, cioè che utilizza l'iPad per navigare in

internet, per scrivere, per guardare video per fare foto, gestire foto e

così via, sicuramente trova.

Sicuramente ci sono degli strumenti anche professionali, appunto, interessanti, ma non si

ha ancora la parità, tra virgolette, con macOS dal punto di vista

Apple, mancano ancora tutta una serie di software.

Tra le altre cose, anche tutti i software professionali di Apple non

esistono su iPad, quindi parlo di Final Cut Pro, Logic e ovviamente

Xcode, che è il software per creare programmi per Mac e iOS,

iPadOS.

Per cui sicuramente aspettiamo ancora una piena maturità, anche se ormai

l'iPad ha compiuto più di 10 anni ormai.

L'iPhone credo che ormai vi leggi per i 13-14.

Quindi, insomma, siamo nell'adolescenza di questi sistemi operativi, la maturità probabilmente arriverà

ancora un po' più avanti, però sicuramente diventa utile poterli utilizzare e

sicuramente sono uno strumento interessante.

Va bene, allora, a questo punto entriamo nel vivo della puntata che

parliamo di come funziona il multitasking su iPad.

L'importanza del multitasking su iPad è notevole perché mentre l'iPhone e iOS

di fatto è possibile utilizzare solo un'applicazione,

anche una questione di dimensioni dello schermo stesso, l'iPad, soprattutto con iPad

OS, ha notevolmente innovato rispetto all'archetipo diciamo di iPhone.

Quindi abbiamo innanzitutto il DOC un po' come su Mac, il DOC

retrattile, chiamiamolo così, nel senso che

può essere richiamato con uno swipe o con un gesto dal basso

verso l'alto dell'iPad, dove abbiamo la possibilità come il DOC per macOS,

quindi già notiamo come

l'iPad abbia preso moltissimi concetti che sono tipici del Mac e li

abbia fatti propri e personalizzati.

Qui possiamo avere sull'iPad Pro 13 pollici, io lo chiamo anche se

sarebbe 12 e 9, 15 icone che possono essere messe sul dock,

più 3 che sono quelle di utilizzo, cioè le applicazioni che vengono

utilizzate.

Le ultime applicazioni che sono state utilizzate prima di far vedere il

doc, e sul Pro ha 11 pollici e quindi anche sugli iPad

più piccoli, anche se adesso.

L'ultimo iPad è comunque 10.7, quindi la differenza

tra l'iPad Pro e gli iPad normali, diciamo

si differenza di pochi pollici.

Credo che ci siano 10 icone possibili, cioè 10 icone di applicazioni

barra cartelle in cui salvare altre applicazioni.

Il DOC è molto comodo perché ovviamente come il DOC per Mac

permette di muoversi velocemente tra le applicazioni più utilizzate, e abitualmente diventa

comodo avere

nel DOC le applicazioni che si utilizzano di più.

Abitualmente ho safari, OnePassword, la calcolatrice, cioè tutta una serie di.

Immagino qualche strumento di scrittura.

Allora, attualmente nel DOC ho questa shortcut ho questo comando rapido che

poi lancia tutta una serie di altre applicazioni.

Che quindi di fatto fa da lancer per tutta una serie di

applicazioni della scrittura.

Sì, ho una cartella con dentro varie applicazioni per la scrittura.

L'altra cosa, ovviamente, oltre al DOC, è la possibilità ovviamente di utilizzare

due applicazioni contemporaneamente su iPad.

E questo può avvenire in due modalità differenti: lo slide over, che

permette di avere sostanzialmente un'applicazione sovrapposta in formato diciamo iPhone, per intenderci,

quindi in una

dimensione relativamente piccola, sovrapposta all'applicazione principale.

In questo caso l'applicazione, chiamiamola così secondaria può essere minimizzata spostandosi prendendo

dalla parte alta e spostandola verso destra e richiamata, ovviamente

spostando il dito da destra, dal lato destro diciamo dell'iPad verso sinistra.

Quindi è un modo per accedere velocemente a un'applicazione, fare qualcosa e

poi accedervi.

Nel mentre apro e chiudo una parentesi, saluto Sergio che è presente

e ci sta salutando quindi è in diretta con noi.

Ciao Sergio, benvenuto.

Che mi fa anche la precisazione: che il base del 2018 ha

nel DOCA 13 icone più 3 che sono quelle base, diciamo, del

recente utilizzo.

Quindi ringrazio anche Sergio.

Vedete che in diretta possiamo avere anche delle precisazioni ed è utile

l'intervento anche del pubblico in diretta.

L'altra cosa invece di cui volevo parlare è la split view.

La split view invece è la modalità con cui è possibile avere

due applicazioni, chiamiamole così, affiancate l'una all'altra.

La split view, diciamo sugli iPad piccoli, io la ritengo abbastanza inutile,

tra virgolette, anche se può diventare comodo in alcuni casi.

E abitualmente in Split View si ha un'applicazione principale, chiamiamola così, che

occupa più o meno due terzi dello schermo dell'iPad, e invece l'applicazione,

chiamiamola così, secondaria che occupa più o meno un terzo dello schermo.

Con invece l'iPad Pro credo solo la versione

19, diciamo 13 pollici, c'è la possibilità, visto lo schermo grosso, di

avere due applicazioni a schermo intero, o meglio, con le dimensioni dell'iPad

base in split view, altrimenti c'è tutta una serie di rapporti che

devo dire la verità: qui servrebbe Federico Vitici per specificare il tutto,

Roberto, vuoi precisare?

No, più che precisare, volevo raccontare un attimo un'esperienza e verificare se

in effetti è vero.

Dunque, come sapete, ho un iPad Air prima generazione che fermo, immagino

iOS 12, se non ricordo male, così a NAS, mi pare che

per un certo periodo la split view fosse presente su iOS 12,

mentre attualmente non riesco più a tirarne fuori.

Quindi, la mia ipotesi è che se gli abbiano tagliato decisamente le

gambe nelle ultime versioni di iOS 12 per poi passare ai iPad

OS e dare anche questa, possiamo definirla, questa particolarità in modo tale

sia più riconoscibile.

Hai qualche esperienza in merito?

O soltanto io che sono in capace?

Allora, devo fare degli approfondimenti.

Nel senso che ho anch'io un vecchio iPad mi tenuto nel dimenticato,

anche perché allo schermo rotto e così via, che era quello un

iPad, credo che fosse l'iPad 3, chiamiamolo così.

Nel senso che non era ancora.

Per cui ti dico, secondo me, però, quell'iPad e l'iPad più vecchio,

addirittura è fermo, ancora peggio è

iOS 11.

Stavo leggendo un attimo

sulla split view, parlano proprio di split view su iOS 12.

Sto cercando di tradurre dall'inglese dove dice che bisogna tirare su

dal basso in modo molto lento in modo tale da vedere la

doc.

Filici siamo perché in effetti mi compono.

E poi trascini.

Se vuoi che, dunque, facciamo un esempio: io ho note aperto e

voglio aprire safari, ok.

Quindi io devo tirare su con note aperto tutto schermo.

Tiro su uno swipe verso l'altro, compare la doc, poi devo andare

sulla doc, prendo safari e la metto da un lato.

Cona di safari la trascini fuori,

teoricamente, c'è questa animazione che ti fa vedere una specie di icona

più grossa di safari nel caso specifico, e a quel punto ci

la sposti a destra o a sinistra, si apre uno spazio dove

puoi inserire la dentro.

Perché all'inizio invece lo split view non era nato così, bastava fare

uno swipe, mi pare verso sinistra, compareva una barra sulla destra dove

c'erano tutte le applicazioni aperte.

Tu gli dicevi quali vedere in quella striscia.

Allora, quella era una versione, era la prima versione di la prima

interazione, chiamiamola così, sì, è vero, era proprio la primissima.

Adesso ti dico almeno 3-4 anni, secondo me, o 2-3 anni di

sicuro che funziona così, è un po' meno intuitiva così a narco.

Così aciamo che una volta, una volta che si capisce come funziona,

è abbastanza facile.

La prima volta, ecco anche qui: se vi interessa, nelle note dell'episodio

metteremo tutti i link al materiale che fornisce Apple.

Per esempio, quello che sto guardando io c'è l'esempio proprio visuale quindi

ti fa capire molto bene come funziona tutta l'operazione.

Vi segnalo perché a questo punto ci stiamo addentrando, non volevo entrare

così nel dettaglio, ma a questo punto ne parliamo che utilizzando le

funzioni di ricerca.

Adesso dopo vedremo come è possibile accedervi, però, oltre al dock per

avere la seconda applicazione in split view, è possibile appunto trovare l'applicazione

con la funzione cerca una volta che ci sono le icone nella

funzione cerca e trascinare l'icona fuori dalla funzione cerca e metterla in

split view.

Quindi è possibile anche fare questo secondo passaggio che è ancora meno

intuitivo, tra virgolette, rispetto alla docker, devo dire la verità.

E ovviamente è possibile passare dallo slide over prendendo il lato alto

diciamo dello slide over e tirandolo giù.

Diciamo col dito, automaticamente, se c'è la possibilità, va in modalità split

view e quindi vi permette di poggiare la finestra secondaria o a

destra o a sinistra, e sempre in modalità split view vi troverete

in base a come il vostro iPad, o al centro o a

due terzi o un terzo, una linea divisoria nera.

Chiamola così.

Al centro di questa linea divisoria c'è un

cursore grigio, diciamo, che vi permette se col titolo lo toccate, vi

permette di modificare la divisione delle due finestre, quindi questa è un'altra

cosa da tenere ben presente.

L'ultima cosa di cui bisogna parlare per il multitasing, che a questo

punto è presente anche negli ultimi iPhone e credo in iOS, è

la modalità picture in picture.

In questo caso, se state guardando un video, è possibile minimizzare, creare

mettere il video in una finestra, diciamo che flottante sullo schermo de

iPad, che quindi potete spostare a destra, a sinistra e ridimensionare in

parte e utilizzare un'altra applicazione.

Quindi, volete guardando un video su YouTube che però non volete guardare

più di tanto, ecco, è possibile farlo in questa maniera.

Vedo anche da quello che ho visto io, per esempio, anche con

le chiamate Face time è possibile fare e quindi mettere in modalità

picture in picture la chiamata FaceTime, ok.

E quindi continuare a lavorare sulle iPad, casomai, mentre si sta facendo

la videochiamata si vede anche, oltre che si sente, la persona

con cui si sta parlando facendo la videochiamata.

Personalmente quest'ultima funzione è quella che utilizzo di meno perché poi, appunto,

lo schermo anche generoso dell'iPad Pro non è così generoso da permettere,

per esempio, di fare questo tipo di operazione con comodità, cioè è

difficile guardare un video e mettersi a fare dell'altro sullo schermo dell'iPad,

secondo me, però sicuramente è un'opzione possibile.

Ovviamente esistono oltre a questo abbiamo anche tutta una serie di gesture,

cioè di gesti, che vi permettono di interagire in maniera molto avanzata

tra applicazioni.

La parte più interessante, sicuramente è quella del drag and drop, che

è una delle funzioni più avanzate di iPados, e vi permette, per

esempio, di avere in split view, non so, l'applicazione delle foto, quindi

scegliere una serie di foto e dall'altra parte mail e quindi trascinare

semplicemente le foto che vogliamo appunto spedire o le foto che vogliamo

mandare via messaggio e trascinare quindi fare il drag and drop proprio

da un'applicazione all'altra e automaticamente iOS si occuperà di tutta la gestione

interna.

Potrei fare il VTC della situazione, andare in dettaglio sul funzionamento in

background di tutto questo sistema che però è relativamente complesso, sappiate che

funziona in maniera un po' particolare le applicazioni devono, soprattutto le applicazioni

di terze parti devono implementare questo sistema quindi non è nativo di

default da quel che ne so io.

Tuttavia, tendenzialmente il grosso delle applicazioni funziona abbastanza bene ed è molto

interessante da utilizzare perché, diciamo, soprattutto nel lo vedremo dopo nel trascinamento

dei file dei documenti, questo diventa molto comodo perché vi permette appunto

di muovere e spostare documenti in maniera intuitiva e tattile direttamente dall'interno

delle iPad.

L'altra cosa da sapere è che utile da sapere è che premendo

su appunto un file, una foto o un altro documento tenendo premuto

e trascinando, ovviamente questo si sposta da un'applicazione può essere spostato da

un'applicazione all'altra.

Se vogliamo trascinare più file, una volta che abbiamo preso il primo

file, quindi tenendo fermo il file movimento e vedrete ci sarà un'icona

col simbolo più e una miniatura diciamo del visuale del documento sotto

al nostro dito utilizzando la seconda mano.

Abitualmente, anche se è possibile farlo con due dita ma è un

po' un gioco acrobatico.

Quindi la seconda mano potete toccare ulteriori file e automaticamente verranno così

catturati e messi in uno stack, cioè in una pila di documenti,

e potrete appunto trasferire più documenti in un colpo solo.

Quindi, per esempio, 4-5 foto direttamente, continuando il nostro esempio, in mail

e quindi mandare via mail

tutti questi documenti.

Quindi, questo credo che sia interessante.

Anche con il tuo iPad vecchio funziona Roberto, una roba del genere,

o neanche questo funziona?

Guarda, ormai l'iPad vecchio tra virgolette, lo usa principalmente il mio figlio

per giocare, io lo uso relativamente poco.

Infatti, diciamo che mi sono ritagliato una parte finale di questa puntata,

appunto, perché uno, non avendo l'iPadOS, due utilizzando alcune applicazioni professionali.

Proprio per quanto mi riguarda del mio settore, solo sull'iPad, saltuariamente, quindi

non specificatamente, io potuto dire, questa puntata dirò bene o male pochissimo.

Quindi, l'unica cosa che posso aggiungere è che, francamente, non mi ricordo

se iOS 12 permette di fare queste cose, mi pare di no,

mi sembra già finoltre e oltre abbondanza avere una iOS 12 che

funziona, in più che ci sia anche uno split view.

Perché poi, alla fine, se non ricordo male, avevano già iniziato a

tagliare un po' di funzioni, già nella funzione, già

cambiando il device, devo dire che, comunque, ammetto sotto ogni punto di

vista, che comunque, il mio iPad è del 2013, a otto anni,

e incomincio a vedere che le applicazioni chiedono sempre più potenza, che

purtroppo il mio non riesce a dare, anche per il semplice passaggio

da un PDF all'altro, per dirvi.

Quindi, purtroppo va bene per giocare per quei giochi che riescono ancora

a tenere il passo, ma continua a ribadire che dal punto di

vista della produttività, il iPadOS ha fatto decisamente un passo in

avanti rispetto agli OS 12, che è rimasto semplicemente un sistema operativo

basico, molto basico.

Non è che si possa fare voliti pindareci, c'è file, quello sì,

è una cosa che aiuta molto, non è che si possa fare

grosse cose dal punto di vista del multitasking.

Mi sembra che iPadOS sia molto indirizzato sotto questo punto di

vista, molte

feature, come per esempio l'utilizzo del mouse, della tastiera e di tutte

le scorciatoie, siano date su questo tipo di indirizzo, cioè l'utilizzo di

iPadOS come un vero e proprio sistema operativo desktop, perché alla

fine, se ci pensate, voi mettete uno schermo da 13 pollici, come

quello che può essere quello del iPad Pro assieme a una tastiera

e un mouse, perché adesso iPadOS supporta il mouse e conseguentemente

le possibilità si sono decisamente ampliate rispetto agli S12.

Negli ultimi due anni c'è stata una notevole evoluzione di iPadOS

e questo ha reso l'iPad

per chi vuole e per chi può, ovviamente, è un sistema molto

flessibile.

Siccome hai parlato di file, ne approfitto e entro subito nell'argomento di

file, ne abbiamo già accennato nella puntata scorsa su iOS.

Qui appunto ha senso fare alcuni approfondimenti perché rispetto ad iOS, ovviamente

lo schermo più generoso, chiamiamolo così, dell'iPad permette di fare qualcosa di

più, soprattutto ci sono alcune funzioni di cui vi volevo parlare.

Innanzitutto, la funzione di ricerca, che la volta scorsa, secondo me, non

avevamo approfondito.

Non è, secondo me, non ha la potenza, chiamiamola così,

che ha la funzione di ricerca del finder di macOS.

Le ricerche.

Ogni tanto ci ho provato a fare qualche ricerca direttamente da file

e il suo funzionamento non è avanzato come la ricerca che è

possibile fare su macOS.

Poi forse non abbiamo approfondito dettagliatamente, ma considerate che macOS ha un

sistema di indicizzazione che è appunto Spotlight molto avanzato e permette anche

di fare delle ricerche attraverso più parametri e quindi di focalizzarsi molto

nel fare la ricerca.

Tutte queste opzioni avanzate non sono presenti in file invece di iPadOS,

che, però, lo ricordo, è l'equivalente di Finder ovviamente per iOS e

iPadOS.

Sicuramente è possibile cercare dei file, devo dire la verità: io vendo

un misto tra documenti che sono su computer remoti e a cui

accedo attraverso un sistema abbastanza complicato e pochi documenti invece fisicamente su

iPad, dove probabilmente l'indicizzazione è molto più performante e molto più valida,

le ricerche che faccio non mi danno grosse soddisfazioni e comunque non

sono abituato a utilizzare la funzione di ricerca così tanto come su

macOS per intenderci.

L'organizzazione dei file invece è similare nella sostanza.

Quindi vi permette, come vi dicevo, con il drag and drop c'è

la possibilità di

spostare file da una cartella all'altra, anche qui non l'abbiamo detto nel

punto precedente, ma credo dalla versione di iPadOS 13 è possibile avere

due finestre di file e due finestre di un'applicazione affiancate l'una all'altra.

Quindi, come su macOS, è possibile spostare da una cartella a un'altra

avendo due finestre di file aperte sulle due differenti cartelle, i documenti

da una parte all'altra, con ovviamente il drag and drop.

An qui diciamo si raggiunge un qualcosa di simile al pari di

MecO's c'è ovviamente la possibilità, ma questo è presente anche su macOS

di collaborare e condividere sia cartelle che documenti.

Ovviamente questo attraverso i cloud nella base, diciamo poi ovviamente con altri

provider di servizi sostanzialmente cloud è possibile fare cose simili, ma ovviamente

Apple cerca di sponsorizzare i suoi servizi proprietari e parlando appunto di

applicazioni di terze parti, è possibile integrare in file applicazioni di terze

parte.

Q devo fare una parentesi semilunga.

Nella sostanza sotto i Pad OS come iOS c'è un sistema di

condivisione dei documenti tra applicazioni.

Le applicazioni di terze parte, però, devono utilizzare questo

sistema di Apple, per cui non tutte le applicazioni nativamente supportano la

condivisione dei documenti presenti in queste applicazioni su files.

Solo alcuni sviluppatori infatti hanno implementato tutto il sistema di condivisione dei

documenti in file.

Giusto per fare l'esempio, le applicazioni che io utilizzo di più e

che sono effettivamente al 100% compatibili con tutte le funzioni più avanzate

di iPados sono Working Copy e Secure Shelfish, che sono applicazioni avanzate

di cui vi parlo oggi così.

An passando solo per dire che esistono applicazioni molto avanzate che vi

permettono di fare tante cose, ma con queste applicazioni io posso non

solo

condividere dei documenti tra applicazioni differenti, ma addirittura cartelle tra applicazioni differenti.

Quindi senza andare, posso modificare sul cosiddetto sul posto dei documenti all'interno

di una specifica cartella e vedere tutta la cartella.

Per esempio, se io utilizzo high writer per scrivere qualcosa, posso condividere

la cartella che utilizzo per esempio sul mio Mac attraverso Sicuro Shelfish

e modificare direttamente sul mio Mac di fatto un documento da high

writer sull'Edpad Pro.

Questa è una versione, chiamiamola così, avanzata.

Adesso, poi, quando ci sarà tempo, faremo eventualmente una puntata dedicata a

questa metodologia di lavoro abbastanza complessa, chiamiamola così, però le potenzialità di

file sono molto elevate.

Come sempre, dipendono molto

dalle applicazioni e dall'implementazione, soprattutto da parte degli sviluppatori terzi, di tutte

queste funzioni avanzate di iOS e iPadOS, che spesso e volentieri

invece non vengono implementate correttamente.

Non so, per esempio,

ho provato a utilizzare l'applicazione di Nextcloud, che in pratica è un

cloud personale, cioè un cloud che viene gestito direttamente da me.

È simile a Dropbox, ma per esempio non ha funzione di condivisione

delle cartelle.

Quindi, per esempio, non riesco a modificare i file contenuti nella cartella.

Tutti i file contenuti nella cartella dai writer, ma devo una a

uno andare a modificare un singolo documento.

Lo riesco a fare sul posto, ma non riesco a fare di

più.

Questo è un po' il problema, secondo me, di chi vuole lavorare

in maniera univoca su iPadOS.

Certe funzioni sono legate alla buona volontà degli sviluppatori, non sempre appunto

vengono implementate.

L'ultima cosa di file che funziona anche su iOS, tendo a precisare,

ma secondo me trova un utilizzo molto valido su iPad, è quella

ovviamente di poter agganciare dischi esterni collegati agli iPad, e in questo

caso non tutti i dischi esterni possono, cioè non tutti i file

system, cioè il modo in cui il disco esterno sia un hard

disk esterno piuttosto che una chiavetta USB, formattato, solo l'APFS, cioè il

nuovo file system di Apple, il Mac OS Extended, che è la versione

vecchia, diciamo, del file system di Apple, l'MS-DOS, che il cosiddetto FAT

e l'ex FAT, che sono invece le formattazioni, diciamo Windows più datate,

sono compatibili, cioè possono essere viste da iPadOS e iOS.

Questo, però, ovviamente permette di salvare i documenti sulle chiavette e così

via.

Anche qui una piccola precisazione è che ovviamente sugli iPad non pro

attualmente c'è il connettore Lightning.

Quindi è necessario per collegare un

chiavetta USB o un hard disk USB, un adattatore che viene sempre

venduto da Apple, oppure per gli iPad Pro che hanno l'USBC, ovviamente

avere un adattatore se

l'hard disk con la chiavetta non è USBC.

Allora, oltre a questo è possibile anche vedere i dischi di rete

e questo solo per il protocollo Samba, quindi solo per il protocollo

Windows, che, però ormai è un protocollo altamente condiviso, tant'è vero che

funziona sotto Linux, sotto Mac e appunto anche sotto iPad, e ovviamente

funziona con tutti i dispositivi Windows.

Quindi, se avete un computer Windows, basta abilitare la condivisione

di cartelle, diciamo, queste cartelle possono essere viste sotto la medesima rete,

da iPad.

Devo dire la verità, per la mia esperienza personale, questa forse è

la funzione meno performante di file, che io utilizzo veramente in modo

residuale.

Per l'ultima cosa, e poi concludo sulla questione di file, è la

vista colonne, che ricorda appunto sempre il finder che dovrebbe dire qualcosa

anche a Roberto.

In questo caso, però, da quel che ricordo io, la visualizzazione a

colonne è presente solo nelle versioni a grosso schermo degli iPad e

non è invece possibile utilizzarla sui iPad, chiamiamoli così, piccoli.

Fino a 3-4 versioni fa, iOS veniva riconosciuto come sistema mobile e

quindi, nella sostanza, Safari aveva la versione mobile, vedeva anche su iPad.

Quindi molti siti non funzionavano correttamente perché non avevano la versione desktop

e comunque la versione desktop funzionava maluccio.

Attualmente hanno fatto un notevole lavoro sotto il cofano e quindi Safari

su iPad ha la possibilità di visualizzare diciamo un sito internet con

la modalità desktop, e adesso poi ne parleremo meglio.

Anche i menu contestuali, i menu a tendina e così via, vengono

renderizzati correttamente e sono gestibili attraverso l'interfatta Touch, quindi tattile, e ovviamente

anche con il mouse, chiamiamo così, il puntatore di iPadOS.

Quindi c'è stata una notevole miglioria nel sistema.

Una volta credo fosse necessario richiedere il sito desktop, chiamiamolo così, e

comunque anche in questo caso spesso e volentieri il sito non funzionava

correttamente.

Credo dal 12 o dal 13 di iPadOS, il Safari ha

una marcia in più ed effettivamente quasi tutti i siti sono tranquillamente

utilizzabili a pieno regime, chiamiamola così, attraverso l'iPad, mentre prima spesso e

volentieri si doveva utilizzare una versione ridotta appunto

mobile, chiamiamola così, per

Safari.

Quindi credo che l'altra cosa che è stata introdotta e effettivamente non

ne avevamo parlato, su iOS, è anche

uno dei grossi limiti di Safari su iOS era che non gestiva

neanche i download.

Quindi, addirittura era necessario utilizzare un'applicazione di terze parti per gestire, per

esempio, volevate scaricare un file zip da un sito, era impossibile farlo,

o comunque non ci si riusciva tranquillamente su iPados e si doveva

fare tutta una serie di trucchetti di vario genere.

Adesso.

Appunto, come con Safari per Mac, se clicchiamo su un link che

permette di scaricare un documento, si apre una piccola icona.

Viene mostrata una piccola icona

nella barra principale di Safari, cliccando su quest'icona che ha proprio il

simbolo dell'owd, è possibile vedere i file che abbiamo scaricato uno o

più file e addirittura aprirli direttamente in file e quindi eventualmente avere

l'anteprima e così via, e questi documenti vengono scaricati in un apposita

cartella all'interno del file system di file, abitualmente download, ma è personalizzabile

eventualmente, quindi si può anche scegliere di far scaricare altrove.

Parlato, diciamo, dato uno sguardo complessivo

alla parte diciamo software, che, appunto, come vi dicevo, non è che

cambi molto, andiamo invece a vedere velocemente l'apple pencil, che credo a

questo punto che sia anche un po' il divertimento di Roberto che

la vista

ha due pensieri sull'argomento.

Io introduco solo dicendo che originariamente ci sarà il link nella note

dell'episodio,

stive job

quando ha presentato l'iPhone, sbeffeggiava

le style, i pennini che si utilizzavano per interagire con i vecchi

telefoni Windows in particolar modo.

Ora, nell'ottobre 2015, assieme alla iPad Pro, Apple ha presentato la prima

versione perché adesso siamo già a due versioni differenti della Apple Pencil

che è una penna capacitiva pensata direttamente da Apple e che effettivamente,

grazie alla perfetta integrazione tra Pencil e iPad, ha sicuramente un feeling

inusuale rispetto a tutte le altre penne capacitive.

Io ne avevo anche provate alcune all'epoca, ma erano cose abbastanza orrende,

e di fatto

in parte un collegamento Bluetooth quindi funziona con il collegamento Bluetooth l'Apple

Pencil, ma anche un sensore di pressione, quindi ha comunque non solo

di pressione, ma anche di movimento.

Quindi, in base all'inclinazione della penna, sostanzialmente è possibile modificare il tratto

che viene creato a livello software, ovviamente, dalle applicazioni, per esempio, di

disegno a cui poi la pencil è pensata, e sono la morte

della Pencil perché oggettivamente disegnare con l'Apple Pencil è molto intuitivo e

praticamente l'Apple Pencil e l'iPad diventano una sorta di tavoletta grafica ultra

portatile per disegnare e fare attività grafica, chiamiamola così.

Il collegamento dell'Apple Pencil avviene per l'Apple Pencil di seconda generazione agganciandola

magneticamente all'iPad Pro o all'iPad Air, l'ultima versione, ovviamente, quella che credo

abbiano presentato a ottobre, settembre, ottobre, non mi ricordo più.

E invece

la pencil di prima generazione che si collega, fa il pairing, cioè

il collegamento di aggancio Lightning, e effettivamente da questo punto di vista

è un po' antiestetico, perché praticamente

si toglie il cappuccio della penna.

Diciamo dove ci stareb il gommino, chiamiamolo così, esce un connettore maschio

Lightning e lo si inserisce all'interno

del buco di connessione dell'iPad Lightning, e in questa maniera sia si

ricarica la Pencil eventualmente se si è necessità sul momento, ma soprattutto

si collega la Pencil all'iPad e da quel momento lì in poi

fino a che non venga collegata un altro dispositivo, quella Pencil è

agganciata a quello specifico iPad.

Ovviamente l'altra cosa da tenere presente è che l'Apple Pencil 1 di

prima generazione funziona solo con gli iPad Lightning, chiamiamo così poi c'è

un elenco specifico, mentre la Pencil di seconda generazione funziona solo con

gli iPad Pro e da pochissimo con l'iPad Air, che poi di

fatto è una versione ridotta dei pro ha preso proprio anche tutto

il form factor e la struttura, diciamo dei pro.

Vuoi provare a parlare su come si scrive con la pencil Roberto

potrei farci veramente dei voli pindarici, perché anche in questo caso non

sono dotato di pencil, non sono dei pochi fortunati o dei tanti

fortunati in base alle proprie tasche, ma io utilizzo una penna capacitiva

che non molti apprezzano, ma io me la faccio andare bene, perché

comunque quella ho e quella mi tengo.

E conseguentemente l'unica prova che ho fatto appunto sulla Apple Pencil di

prima generazione, che ricordo che nonostante questa sfiga di essere chi può

aver progettato il connettore sotto il mouse del Magic Mouse 2 deve

essere la stessa mente, perché evidentemente ha una mente abbastanza contorta per

arrivare a questo tipo di connessioni.

Ma questo è a mio parere personale, ma anche ergonomico, penso che

sia anche abbastanza condiviso.

Dicevo che questa Apple Pencil di prima generazione, quella che ho provato

quando è nata con l'iPad Pro, se non ricordo male.

Adesso è talmente normale utilizzarla che si può comprare un semplice iPad

di ottava generazione, se non mi ricordo, che è l'ultimo in commercio,

e questo iPad permette di utilizzare le Paul Pensi di prima generazione.

Quindi è una cosa assolutamente interessante, secondo me, perché l'Apple Pencil aumenta

di molto le possibilità di iPad senza passare dal mouse dalla tastiera.

Conseguentemente, la prima volta che ho provato questa iPad Pensi di prima

generazione sono sull'iPad Pro, che ricordo che all'epoca e anche gli attuali

iPad che la supportano, viaggia con un refresh rate di 60 Hz,

se non ricordo male, mentre gli iPad Pro di ultima generazione viaggiano

a 120 Hz e conseguentemente anche l'Apple Pencil 2.

Bisogna dire che l'Apple Pencil 2, oltre ad avere un attacco un

po' più furbo per quanto riguarda la ricarica, ha anche un bel

tastino che si può utilizzare in base alle applicazioni che la supportano

e conseguentemente è decisamente più utile.

Bisogna aggiungere che il passaggio da 60 a 120 Hz si sente

e come, da quello che ho potuto vedere dai filmati, ma all'epoca

vi garantisco che già poter utilizzare l'iPad Pro con la pencil di

che circolavano allora era decisamente un passo in avanti perché sembrava davvero

di scrivere su uno schermo.

A proposito di scrivere sullo schermo, in questo momento mi viene in

mente una cosa perché non molti ve lo dicono, ma non è

proprio come scrivere normalmente su un foglio di carta, perché in realtà

state scrivendo su un vetro e conseguentemente il feeling che avete tra

la penna e il vetro è decisamente diverso da quello di scrivere

su un pezzo di carta.

E ci sono, da quello che ho potuto vedere, un paio di

soluzioni.

La prima è quella di applicare una pellicola trasparente ma leggermente ruvida,

in modo tale da restituire alla pencil, o perlomeno a chi tiene

la pencil e scrive, restituire

la sensazione di scrivere su un foglio di carta.

In alternativa, chi non vuole sporcare il proprio iPad con una pellicola

può anche pensare a mettere un cappuccio particolare che si può mettere

sulla pencil in modo tale che questo cappuccio simuli

la carta e quindi ha una ruvidità più alta e conseguentemente vi

trovate meglio.

Indubbiamente, questo è utile perché in effetti la prima sensazione è proprio

quella di scrivere su un pezzo di vetro, che non è proprio

la stessa cosa di scrivere sulla carta.

Chi è abituato a disegnare a mano sa benissimo che comunque quel

minimo attrito permette di avere un certo tipo di tratto, un certo

tipo di stile, perché è anche difficile da replicare la propria scrittura

su un pezzo di vetro, perché non siete abituati a avere questa

assenza di ruvidità.

Fate un attimo di mente locale oppure provate a scrivere su un

vetro e capite benissimo di quello che sto dicendo.

E conseguentemente vi dicevo, tornando indietro invece sull'iPad e sulla Pencil: che

indubbiamente all'epoca il salto era decisamente generazionale rispetto

alle tavolette grafiche, perché le tavolette grafiche hanno un deciso

almeno e si sente il lag tra il tratto e quello che

state vedendo a schermo, è la cosa abbastanza fastidiosa, tant'è che tanto

fastidiosa che io me le sono, nonostante fossi molto affascinato, ho deciso

bene di dire che non fa il mio caso, appunto, perché c'era

un lag che rendeva praticamente tediosa ogni tipo di operazione su una

tavoletta grafica, invece, a differenza dell'iPad, che ha una risposta letteralmente immediata

in base anche al tipo di applicazione.

Perché, per esempio, su ho notato che su Note, che l'applicazione di

Apple, la risposta è decisamente veloce, qualcosa di spaventoso.

Mentre su altre applicazioni di terze parti, non tante, ce n'era solo

una.

Mi ricordo all'epoca che mi aveva dato un po' da pensare, invece

è un po' rallentata, forse era addirittura quella di Adobe, non mi

ricordo più neanche precisamente.

In ogni caso le cose adesso sono molto cambiate.

Praticamente con la pencil c'è anche il riconoscimento della scrittura sui campi

di testo e può diventare davvero utile.

Questo è appannaggio di iPadOS, chiaramente, e il mio consiglio è

quello di acquistare l'iPad con la Pencil perché altrimenti vi perdete gran

parte dell'esperienza che può regalarvi un iPad con un puntatore decisamente diverso

del vostro dito, è molto più preciso.

Riuscite a regolarvi meglio e secondo me è molto meglio del mouse,

indubbiamente.

Il mouse per quello che ne dicono è sicuramente un passo indietro

rispetto alla pensil, per il semplice fatto che voi avete la mano

distante dallo schermo, di conseguenza avete una specie di differenza fisica tra

quello che c'è sullo schermo e la vostra mano.

Invece, avere in mano il puntatore che punta direttamente sullo schermo, è

tutto un altro tipo di risposta rispetto a quello che può essere

il mouse.

Queste qui sono più o meno le mie osservazioni riguardo ai pad

OS.

Se vuoi aggiungere qualcosa, tu, ben venga.

Allora, sì, io sono un felice possessore sia della Pen 1 che

della Penna 2, anche se adesso la 1 è stata ereditata da

mio figlio, Barablie, se loro la usano decisamente poco.

Io la uso da sempre e devo dire la verità: forse per

abitudine, perché io ormai la uso dal 2015, quindi comunque ormai sono

passati tanti anni.

Venivo anche da una tavoletta grafica, quindi anche lì probabilmente avevo già

rotto l'indugi anche in questo senso.

Ma ammetto che, per esempio, la differenza vetro, a me non dà

fastidio, l'effetto vetro non mi dà fastidio.

E io di fatto scrivo con le Paul Pencil, cioè, diciamo, per

la parte fisica digitale, cioè io scrivo a mano sull'iPad, vabbè, disegno

anche, ma quello è un altro discorso.

E devo dire la verità: attualmente edito anche attraverso ferrite appunto con

le Paul Pencil.

Utilizzo le Paul Pencil per fare l'editing anche di questo podcast, per

cui devo dire la verità: l'interazione che si può avere con l'iPad

è notevole e sicuramente chiamiamolo così il futuro, nel senso che non

ho ancora visto in altri ambiti un'interazione così intensa tra il computer

e l'uomo, nel senso che la Pencil effettivamente ti permette di sia

utilizzarla come puntatore, sia utilizzarla per scrivere, sia utilizzarla anche per svolgere

altre attività.

L'esempio di Ferrite, che è questo programma che serve appunto per fare

montaggio audio, secondo me è molto interessante.

Appunto, visto che nell'ultima settimana mi sono dedicato prevalentemente nel tempo libero

a fare l'editing di quattro episodi di questo podcast, l'ho usato anche

abbastanza intensamente.

E devo dire la verità: è proprio piacevole rispetto all'utilizzo del computer,

al montaggio audio, per esempio, che faccio con il programma di Alex

Raguglia Producer, devo dire la verità, è molto più divertente, non so

come definirlo altrimenti, per cui sicuramente anch'io consiglio, l'iPad non ha senso

attualmente, visto che teoricamente anche la versione base che costa intorno ai

350 euro, credo, senza Apple Pencil non ha veramente, secondo me, senso

perché la Pencil comunque ti dà tantissime opzioni in più adesso.

Questa è una cosa che pochi sanno, anche perché poi effettivamente l'utilizzo

è relativo nella pratica, ma per esempio, Apple su Pages ha una

funzione bellissima per cui tu puoi addirittura fare le correzioni con la

pencil e cercare il testo, e la cerchiatura, per esempio, del testo

rimane legata al testo digitale, chiamiamolo così, cioè il testo stampato scritto

su Pages, direttamente con la pencil.

Quindi ci sono veramente funzioni molto interessanti e diciamo se applicata correttamente,

sicuramente possono essere fatte delle applicazioni molto nuove, con orizzonti differenti.

L'ultima precisazione che faccio è questa.

Appunto, con iPadOS 14 è uscita la funzione Scribble che è praticamente

scrivi tratto in italiano da noi.

E che vi permette di scrivere in qualsiasi punto dell'iPad con la

Pencil dove ci sono dei campi.

Voi potete scrivere direttamente con la Pencil e iPado fa il riconoscimento

del testo e quindi il testo che voi scrivete a mano viene

trasformato in testo digitale, in caratteri sostanzialmente, e dato in pasto poi

a quello che si vuole dare in pasto.

Questa funzione che funziona è presente ma solo in lingua inglese fino

adesso dovrebbe uscire a breve la versione di iPadOS 14.5, tra cui

c'è anche la funzione presente in lingua italiana, quindi dovrebbe fare il

riconoscimento del testo anche in lingua italiana, oltre che a quella inglese.

Io personalmente l'ho testata non in italiano ma in inglese e devo

dire la verità: è interessante.

Diciamo che è un modo diverso di lavorare quindi non è mio,

mettiamola così, ma sicuramente è utile: è utile per potete cancellare le

parole facendo una riga sopra la parola stessa, oppure aggiungere del testo

in una determinata o dividere le parole addirittura.

Quindi vi permette, diciamo, di interagire diciamo col testo scritto, chiamiamolo così

a macchina, anche con la pencil.

Quindi anche la fase di revisione, per esempio, di un documento può

essere la pencil può essere utilizzata per svolgere queste funzioni ed è

molto utile.

Visto che stiamo arrivando a sforare la nostra ora e passa, direi

di chiudere un po' e andare un po' più in velocità, per

cui vi parlo di altre tre cose fondamentali da sapere di iPad

OS e del suo funzionamento.

Ne abbiamo parlato in inizia puntata.

La funzione cerca è fondamentale e praticamente funziona con uno swipe, quindi

con una gesto dall'alto verso il basso, si ha riquadro sostanzialmente in

stile spotlight come su macOS adesso da iPadOS 14, dove potete

iniziare a digitare del testo e attraverso questo testo potete utilizzarlo per

lanciare applicazioni.

Quindi se digitate le prime parole di un'applicazione che volete lanciare.

A questo punto, ovviamente comparirà l'icona e potrete premere sull'icona e lanciare

l'applicazione.

Potrete lanciare i comandi rapidi, ne dobbiamo parlare di comandi rapidi ma

non ho in questa puntata, dedicheremo probabilmente una puntata specifica a comandi

rapidi e come funzionano e cosa sono.

Ovviamente si possono fare anche tutta una serie di operazioni che si

fanno anche su Spotlight, perché, per esempio, si possono fare le operazioni

aritmetiche.

2 più 2 uguale a 4 e così via.

E ovviamente si possono anche fare le ricerche su web.

Quindi se iniziamo a digitare il testo, tra le varie opzioni ci

dà la possibilità di cercarlo con cercarlo su internet sostanzialmente o cercare

la definizione di una parola nel vocabolario e così via.

A tastiera l'opzione è comando spazio, così come comando spazio funziona su

macOS.

Quindi è anche interessante vedere come i due sistemi operativi si stiano

avvicinando l'un l'altro e tra virgolette iPados stia copiando tante funzioni utili

del suo fratello maggiore che è macOS.

L'ultima cosa di cui voglio parlare: che sono due punti, è il

tablet convertibile, l'oggetto del discorso.

Ovviamente fino adesso abbiamo parlato di iPados, vabbè, con la Pencil eventualmente,

ma come tablet puro e semplice invece da iPados 13.4 è stato

introdotto la possibilità di utilizzare il mouse e il trackpad.

Questo attraverso addirittura un puntatore circolare e di fatto Apple ha inventato

un nuovo sistema di interagire in maniera tattile attraverso il mouse e

il trackpad.

Infatti, il cursore si mutave descriverlo, diciamo in un podcast è complicato.

Ma se collegate un mouse o un trackpad all'iPad, vedrete, diciamo, il

vostro dito virtuale come un punto.

E questo punto, in base a dove si trova all'interno dello schermo

e su cosa si trova, cioè sull'oggetto fisico, cioè su un'icona dell'applicazione

piuttosto che su del testo, muterà forma per mettervi, per esempio, di

selezionare del testo, di premere l'icona, di aprire un sottomenu è presente

anche il tasto destro in questo caso.

E quindi un'interazione che non c'è più il puntatore del mouse, ma

c'è questo nuovo puntatore pensato esclusivamente per iPadOS, che, però, effettivamente

si amalgama veramente bene con il sistema e vi permette veramente di

sfruttare modalità chiamiamola così, desktop, tutto il sistema.

A proposito di ciò, fra l'altro il trackpad e il Magic Mouse

di seconda generazione, cioè le ultime versioni, permettono addirittura di utilizzare gesture

quindi invece di interagire fisicamente con lo schermo, che comunque è sempre

possibile contemporaneamente, chiamiamolo così, voi potrete interagire con le dita ma non

direttamente sullo schermo, ma con il trackpad.

Io utilizzo prevalentemente questo, come ho già detto nella puntata scorsa, ma

anche con il Magic Mouse utilizzando le dita.

Quindi è veramente comodo perché in questa maniera, appunto, in questo caso

entriamo nella fase successiva, cioè collegando all'iPad non solo il trackpad, ma

anche una tastiera.

L'iPad non è più un tablet, ma a questo punto diventa computer

portatile, chiamiamolo così, se Roberto mi concede questa affermazione.

E sulla tastiera abbiamo ovviamente tutta una serie di opzioni.

Possiamo avere la tastiera basica USB, che ovviamente deve essere collegata con

i vari dispositivi.

Io sull'iPad Pro, per esempio, che ho l'USB C abitualmente per collegare

in modalità che chiamiamo così desktop, ho un dangle che mi permette

di avere più dispositivi USB da collegare e quindi, per esempio, utilizzo

la mia tastiera meccanica collegata all'iPad per scrivere.

Ovviamente è possibile collegare tutto via Bluetooth, quindi in questo caso mouse

o trackpad e appunto tastiera via Bluetooth, esiste anche la Smart Keyboard

che attualmente ho montato sul mio iPad Pro e che di fatto

la tastiera Apple che non ha bisogno di batterie, ma che si

collega fisicamente all'iPad e che lo copre in una custodia e che

quindi rende di fatto l'iPad una via di mezzo tra un computer

portatile e un tablet.

Infine esistono soluzioni di terze parti.

Quella di cui vi posso parlare brevemente sono le keyboard bridge di

cui ho un esemplare di cui non sono soddisfattissimo, devo dire la

verità, ma che approcciano la vicenda in maniera totalmente diversa, cioè permettono

di agganciare fisicamente l'iPad alla tastiera e di fatto di rendere l'iPad

un portatile in questo caso, perché in pratica la tastiera si va

a richiudere sull'iPad e l'iPad diventa lo schermo di un portatile in

estrema sintesi, ovviamente uno schermo touch, uno schermo che è regolabile nella

sua estensione e nella sua distanza.

Personalmente l'esperienza che ho avuto è stata relativamente negativa, ma non perché

la tastiera non mi piacesse e così via, ma perché la tack

stacca, diciamo, non magnetico come invece è stata la scelta di Apple,

rende abbastanza scomoda la vicenda perché comunque ci sono delle frizioni.

Questi gommini a me si sono rotti e quindi l'operazione di utilizzare

questa tastiera che comunque è anche pesante, oltretutto.

Alla fine a me non ha convinto e devo dire la verità.

Sono stati soldi un po' mal spesi, mettiamola così.

Da ultimo a maggio 2020 è uscita la Magic Keyboard di Apple,

la follia Apple, tra virgolette, perché per la versione mia del mio

iPad Pro costa più di 400 euro.

Solo una tastiera, con incorporato c'è anche un trackpad e quindi in

questo caso veramente si va ad avere un iPad che è anche

un portatile, la tastiera è altamente avanzata nel senso che è magnetica.

Quindi l'iPad viene montato su un piedistallo basculante, oltretutto magnetico.

Quindi lo schermo regolabile dell'iPad anche se non a 360 gradi, ma

comunque

è possibile modificare l'angolazione dello schermo dell'iPad.

Ovviamente avendo tastiere trackpad come un portatile, è possibile interagire con l'iPad

sia attraverso il trackpad sia attraverso la tastiera.

Quindi veramente si ha una via di mezzo tra un MacBook Pro

e i pad e comunque si continua a utilizzare

con le dita.

È sicuramente una scelta particolare, anche perché ovviamente se mettiamo l'iPad Pro

e la tastiera assieme, il costo di fatto è uguale o addirittura

superiore ad alcuni portatili Apple.

Per esempio, immaginiamo il MacBookera M1, attualmente costa meno che l'iPad Pro

con la Magic Keyboard.

Tu, Roberto, hai qualcosa da dire sul punto dei costi?

Dunque, sul punto dei costi, chiaramente dal mio punto di vista, non

è consigliabile un iPad Pro con tastiera e mouse per lavorare perché

non ci sono le applicazioni per lavorare.

Indubbiamente è uno strumento molto interessante.

Continuo a dire, perché, ad esempio, rispetto a un Mac, non ti

permette di fare le foto.

Ad esempio, hai il sensore LiDAR scusate, che sul Mac non esiste,

c'è una pletora di applicazioni molto interessanti.

Che sul Mac App Stor non ci sono, sono tendenzialmente tutti a

pagamento o hanno dei costi veramente molto alti.

L'unica cosa che posso dire è che sono due sistemi completamente diversi

di lavorare.

Ma per quanto mi riguarda per il settore dell'architettura, non può essere

il computer che si può utilizzare principalmente per lavorare.

Assolutamente no, ci sono tutta una serie di mancanze, tra cui prima

di tutto, le applicazioni che servono a portare a casa la pagnotta.

Invece, chi può portare a casa la pagnotta tranquillamente elaborando testo, possono

essere come gli avvocati, possono essere anche gli scrittori e via discorrendo.

Indubbiamente, quello che dico io è che le capriole tecniche fotovoltaiche di

VTC sono assolutamente assurde, perché tendenzialmente tante cose si riescono a fare

anche in modo più veloce, invece che ricorrere a scorciatoie che tendenzialmente

sono discutibili.

Più che altro perché VTC si è impuntato a usare l'iPad come

un computer, mentre bisogna arrendersi e dire OK, questo non è un

computer, lavora in modo diverso.

Sicuramente le scorciatoie aiutano bene o male tutti quanti.

Tra l'altro, ho scoperto poco tempo fa che esiste addirittura una scorciatoia,

tra virgolette, pomodoro time molto utile.

Questa la utilizzerò probabilmente sull'iPhone per vedere se questa scorciatoia bypassa direttamente

tutte le notifiche di cui vi avevo parlato la scorsa volta.

Ma detto questo, per chi vuole passare a un iPad e a

tutto il mio benestare, perché se lo volete come computer principale, sappiate

che ci sono delle limitazioni, quindi fatevi il segno della croce.

Cercate di capire qual è il vostro business model.

Per quanto riguarda un architetto, non può essere il computer principale, però

per chi lavora nel settore dell'architettura è assolutamente uno strumento eccezionale, nel

senso che è il tipico compagno di avventure che quando manca si

sente veramente la mancanza.

Perché vi permette di prendere note sui PDF, vi permette di fare

fotografie, vi permette anche di utilizzare la realtà virtuale con determinate applicazioni.

Ma queste ne parlavo dopo.

Volevo rubare un attimo un po' il microfono a Filippo così almeno

si riposa un po' e inizio a parlare un po' io, anche

se continuo a dire oggi non è proprio giornata.

Vi volevo raccontare che: insomma, di iPad ne abbiamo addirittura quattro, un

costosissimo iPad Mini che ha una diagonale di otto pollici che costa

la bellezza di 460 euro.

Questo ha un simpatico chip a 12 bajoni ed è compatibile con

la tastiera Bluetooth di cui diceva appunto Filippo.

Questa tastiera Bluetooth non è quella imperiale con il trackpad che invece

è riservata ad altri iPad, e appena un gradino sopra c'è l'iPad

quello form factor che conosciamo tutti quanti, ovvero da 10,2 pollici, che

si riconosce anche perché ha il form factor di quelli vecchi, nel

senso che se lo guardate frontalmente dalla parte dello schermo, vedete che

l'iPad attuale, il base, ha la stessa conformazione del mio iPad era.

Quindi, insomma, vuol dire che ha un design, non dico di un

po' vecchiotto, ma lo dico chiaramente.

Insomma, l'iPad R del 2013 e non commento oltre.

Tuttavia differenza è che rispetto all'iPad Mini costa decisamente meno perché costa

389 euro.

Quindi noi ci troviamo in questi chiamiamoli idioti patentati di Apple che

si sono inventati un iPad Mini 360 che è impossibile vendere perché

hai un iPad normale che costa 390 euro.

Secondo voi chi che cosa comprerà un acquirente?

L'iPad Mini devi essere proprio veramente amante di questa form factor e

di queste dimensioni, perché, se no, ti vai a prendere un iPad

normale che costa anche meno e molto probabilmente ti dà anche delle

soddisfazioni più alti.

Dal punto di vista della compatibilità, anche l'iPad normale ha la stessa

compatibilità con la smart keyboard e sia l'iPad mini che l'iPad normale

hanno la compatibilità con l'Apple Pains di prima generazione.

A questo punto si crea un bel spartiacque da quello che possiamo

definire degli iPad che cercano di recuperabile.

Cerca di recuperare tutto quello che c'è nelle casse di Apple per

riuscire a fare cassa, perché da qui si inizia a cambiare marcia.

Insomma, cambiamo già la forma e le dimensioni dello schermo.

Perché passiamo all'iPad Air, che è l'ultimo rilasciato recentemente, che costa circa

670 euro.

Insomma, non è poco, però offre davvero molto.

Intanto abbiamo uno schermo più grande, un 10,9 pollici, quasi un 11

pollici, ma soprattutto si parte con una 14 Bionic.

In più ci becchiamo la Magic Keyboard, la Smart Keyboard Foglio e

più soprattutto la Pencil 2, conseguentemente con tutto ciò che ne consegue.

Nel gradino più in alto abbiamo l'iPad Pro da 12,9 pollici o

11 pollici, quindi essenzialmente uguale a quello dell'iPad R, però il costo

sale decisamente di più perché le caratteristiche sono decisamente diverse.

Partiamo dalla bellezza di 900 euro.

La fregatura di questo iPad Pro è che, però, ha un chip,

diciamo, datato, chiamiamolo così: una 12 Z, che è una via di

mezzo tra la 12 e la 14 e con qualche caratteristica grafica

in più.

Ma insomma, incominciamo a capire che chi vuole avere qualcosa di bene

aggiornato e vuole rimanere sul pezzo, per forza di cosa, deve puntare

sull'iPad Air in su.

Invece, chi diciamo si vuole avvicinare al mondo dell'iPad e sfruttare le

magie della Pencil, penso proprio che un iPad base possa andare benissimo,

ma anche per gli architetti, nel caso lo vogliano usare dal punto

di vista professionale, penso che non ci siano grossi problemi.

Detto questa cosa, faccio ritiro in ballo il mio amico Filippo per

chiedergli di una novità che è stata introdotta con iPadOS, che

io, francamente, un po' perché sono lontano dall'area iPadOS, un po'

perché mi sembra che nessuno ne stia parlando, è questa introduzione della

app clip.

Non so se ti ricordi questa funzione che è stata introdotta con

iOS.

Penso, non so se c'è in iOS oppure

che sono queste micro applicazioni.

Che sono queste microapplicazioni che dovrebbero funzionare in modo di dipendenza senza

rompere tanto le scatole.

Tu ne sai qualcosa?

So che esistono, ma allora da noi credo che non abbiano nessun

tipo di.

Perché sono legate, secondo me, a specifici eventi e specifiche situazioni, da

quello che ricordo io.

Quindi, per esempio, non so, tu inquadri un QR code e questo

parte e fa le sue cose con l'up clip, secondo me, ad

oggi è una di quelle cose True Apple, diciamo, sicuramente in Italia

da noi non ha nessun tipo di seguito.

Un discorso diverso potrebbe essere in America, ma secondo me l'app Clip

nasceva per un mondo pre-pandemia.

Quindi

adesso, come adesso, secondo me, è una di quelle cose che è

stato un notevole buco nell'acqua.

Però, casomai è una mia, ma è anche una mia impressione.

Boh, direi che a questo punto possiamo tagliare corto.

Chiudo con quello che posso consigliare come applicazioni, perché secondo me possono

diventare interessanti.

Ne parleremo molto probabilmente più approfonditamente nei prossimi episodi.

Vi do soltanto un dico un'infarinatura, ma voglio darvi un'idea di quello

che si può fare con l'iPad, anche se io non lo definisco

computer.

Ci sono molte cose che si possono fare con iPad.

Ad esempio, la prima che mi viene in mente è l'utilizzo di

PDF Expert per annotare i PDF, c'è da dire che non c'è

bisogno di PDF Expert annotare i PDF, perché basta anche anteprima che

è equipaggiato su iPadOS, ma PDF Expert diciamo che ha qualcosa

in più che può aiutare in tutti i momenti, a differenza di

anteprima, aggiungo che ci sono moltissime applicazioni di disegno a mano libera.

Io almeno in questo momento ne sto testando ben quattro e sono

tutte e quattro fantastiche.

Per quanto mi riguarda dal punto di vista dell'architetto, vi consiglio Morfolio

Trace.

Aggiungo che ci sono anche applicazioni dedicate alla gestione del tempo e

delle risorse come Notion, che fa un po' di tutto, tra cui

anche fare siti internet.

Quindi potete immaginare che le possibilità che questa applicazione dà all'iPad sono

davvero enormi, e poi un'altra cosa riguarda appunto il disegno tridimensionale, perché

tra le altre cose non ci dimentichiamo che Morfolio Trace, ad esempio,

permette di fare delle inquadrature e riconoscere automaticamente i punti di vista,

i punti di fuga e conseguentemente riuscire a tracciare delle linee secondo

queste linee di fuga.

Ma inoltre ci sono anche applicazioni che permettono effettivamente di fare modellazione

3D e quindi la cosa si fa davvero molto su goosa.

Nomino 3 che sono le più importanti: sono Sharep 3D, sono formit

e mi pare una shape.

Detto questo, rimane ancora, visto che siamo in ambito 3D, lo sfruttamento

dei sensori LIDAR per fare le scansioni del costruito o dell'ambiente o

di quello che volete anche degli oggetti.

Nel senso che se vi serve fare una scansione 3D di un

oggetto, potete farlo con il sensore LIDAR.

E vi do l'indizio di mettervi sulla pista di Display Land, di

Px 4D e di Matterport, che sono applicazioni che sono dedicate appunto

alla scansione e alle nuvole di punti.

Io a questo punto direi che vi ho messo, diciamo, sulla strada

giusta per scoprire quello che si può fare con iPad.

Sicuramente torneremo su queste applicazioni o su questo tipo di utilizzi di

iPad per approfondire.

Però, adesso, ragazzi miei, sono già le 23:21, direi che è il

caso di tagliare, perché, insomma, abbiamo fatto una certa ora, Filippo.

Sì, decisamente.

Anche in sto giro abbiamo superato i nostri già record di lunghezza

dell'episodio.

Questo sarà l'episodio per ora più lungo.

Stiamo aumentando in lunghezza.

Decisamente.

Sì, perché, se no, anche gli ascoltatori ne vengono due, non possiamo

dire che cosa.

bravissimo, bravissimo anche perché, se no, avrei censurato in post produzione, sarebbe

stato bello sentire una censura in post produzione.

Comunque dobbiamo impegnarci a farli durare un po' meno.

Erano tutti argomenti abbastanza sucusi, secondo me, e appunto ci sarebbe ancora

da dire tante altre cose.

Progressivamente cercheremo casomai in maniera un po' più specifica e settoriale, casomai,

di approfondire alcune cose qua e là.

A questo punto direi di chiudere quindi trovate Roberto su Mac Architettura,

sul podcast settimanale Snap Architettura Imperfetta.

Per il sottoscritto invece mi trovate su Avvocati e Mac e in

giro per il web in generale.

A questo punto salutiamo tutti e ci sentiamo ovviamente la settimana prossima.

Alla prossima, cari!

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