Ep. 45 1:03:54

Minimalismo su iPhone ed iPad

In questa puntata Roberto e Filippo fanno un approfondimento su come configurare il tuo iPhone o iPad in modo minimalista per ottenere di più con meno. 1. Cosa intendiamo per Minimalismo? iPhone ed iPad sono potenziali strumento di distrazione Usare bene pochi strumenti Utilizzare solo quel che è es

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In questa puntata Roberto e Filippo fanno un approfondimento su come configurare il tuo iPhone o iPad in modo minimalista per ottenere di più con meno.

Note dell’episodio

Sinossi1

1. Minimalismo digitale e dispositivi che distraggono

Filippo e Roberto aprono la puntata spiegando che il tema nasce dagli articoli scritti da Roberto su iPadOS, modalità produttiva e Home Page minimale. L’idea di partenza è semplice: iPhone e iPad sono strumenti potenti per lavorare, creare, comunicare e informarsi, ma proprio per questa ricchezza diventano facilmente ambienti di distrazione. Roberto sottolinea che l’iPad, soprattutto con Apple Pencil, è uno strumento professionale molto importante per chi lavora in ambiti creativi o tecnici, ma porta con sé anche una forte componente ludica e comunicativa. Email, messaggi, notifiche, app social e stimoli continui possono interrompere il lavoro e ridurre la concentrazione.

Filippo precisa quindi cosa intendono per minimalismo in questa puntata. Non si tratta di estetica fine a sé stessa o di una moda, ma di usare pochi strumenti scelti bene, ridurre la confusione e rendere il dispositivo più adatto al compito che deve svolgere. Il minimalismo digitale diventa una strategia per scegliere cosa è essenziale, eliminare ciò che non serve e creare un ambiente meno rumoroso.

“L’idea di fondo è utilizzare solo quello che è essenziale e ridurre appunto la confusione.” — Filippo, 00:05:45

Roberto collega il tema al libro Digital Minimalism di Cal Newport, che descrive il problema degli strumenti digitali che reclamano continuamente attenzione. Per Roberto il punto non è rinunciare alla tecnologia, perché i dispositivi servono per lavorare, comunicare e informarsi, ma imparare a distinguere ciò che è davvero utile da ciò che occupa solo spazio mentale. Porta l’esempio di avere più applicazioni che fanno quasi la stessa cosa: il minimalismo aiuta a scegliere quella più adatta e a smettere di domandarsi ogni volta quale strumento usare.

2. Ripulire le app e capire cosa si usa davvero

La prima proposta concreta riguarda la pulizia delle applicazioni. Filippo osserva che sull’App Store esistono milioni di app e che spesso i dispositivi si riempiono di strumenti scaricati per prova, doppioni o applicazioni usate una sola volta. L’approccio radicale sarebbe inizializzare l’iPhone o l’iPad e ripartire da zero, reinstallando solo quello che serve davvero. È però una soluzione rischiosa o scomoda, soprattutto se i dati non sono ben sincronizzati o se alcune informazioni restano dentro le app.

Per questo Filippo suggerisce una soluzione meno estrema: attivare nelle impostazioni di App Store l’opzione per rimuovere automaticamente le app non usate. La funzione nasce per liberare spazio, ma in questa puntata viene reinterpretata come strumento di consapevolezza. iOS e iPadOS rimuovono l’app, mantenendo i dati; quando si prova a riaprirla, il sistema la riscarica. Se un’app resta rimossa a lungo, diventa evidente che probabilmente non è così indispensabile.

Roberto conferma l’utilità pratica di questa funzione, soprattutto su dispositivi con poco spazio, come vecchi iPad da 16 GB. Il vantaggio non è solo tecnico: il sistema fa emergere le app dimenticate e aiuta a decidere cosa cancellare definitivamente.

“C’è iOS che fa il lavoro sporco che dovremmo fare in teoria noi.” — Roberto, 00:15:12

La pulizia delle app si lega anche alla Libreria app. Roberto racconta di avere su iPhone una Home quasi vuota, con una sola applicazione e la dock, mentre su iPad mantiene una sola pagina principale. Tutto il resto viene recuperato dalla Libreria app o dalla ricerca. Questo approccio costringe, almeno all’inizio, a compiere un gesto intenzionale prima di aprire un’app. Con il tempo, però, la memoria muscolare può rendere lo swipe verso la Libreria quasi automatico; per questo la rimozione automatica delle app non usate resta utile come secondo livello di controllo.

3. Cerca, Spotlight e una Home meno affollata

Filippo e Roberto passano poi alla funzione Cerca di iOS e iPadOS, paragonandola a Spotlight su macOS. Scorrendo verso il basso dalla Home, o usando Comando + Spazio con una tastiera su iPad, si può cercare e aprire rapidamente un’app senza tenerla visibile nella schermata principale. Filippo richiama il suo uso abituale su Mac: digitare poche lettere e premere invio è più veloce che cercare l’icona.

La funzione Cerca non serve solo ad aprire app. Filippo segnala che può eseguire calcoli e conversioni, proprio come Spotlight. Questo permette di ridurre ulteriormente la dipendenza da icone, widget o app dedicate per piccole operazioni quotidiane. Roberto apre una parentesi su macOS e racconta di aver perso l’abitudine al vecchio widget della calcolatrice nel centro notifiche, usando più spesso Spotlight per operazioni rapide, pur rimpiangendo alcune funzioni come il nastro della calcolatrice.

Dentro la logica minimalista, Cerca diventa quindi uno strumento centrale: meno icone in Home, meno pagine, meno stimoli visivi, ma accesso rapido a ciò che serve. L’obiettivo non è rendere il dispositivo scomodo, bensì togliere dalla vista ciò che invita a distrarsi e mantenere disponibili gli strumenti davvero utili.

4. Widget, raccolte smart e dashboard essenziali

La parte successiva è dedicata ai widget. Filippo racconta di averli inizialmente considerati belli ma poco utili, salvo poi capirne il valore con il tempo. Roberto descrive la Home di Filippo come una sorta di ferro di cavallo di widget attorno allo schermo, mentre la sua configurazione è più minimale ma con più icone. I widget vengono trattati non come decorazione, ma come viste sintetiche sulle app: mostrano informazioni utili senza obbligare ad aprire l’applicazione.

Roberto spiega la sua “modalità produttiva” per iPad, nata dall’incrocio tra Home personalizzate, Full immersion, widget e comandi rapidi. Ha creato una pagina generale per l’uso quotidiano e una pagina produttiva con solo le app necessarie al lavoro. La pagina produttiva è collegata a una Full immersion che silenzia quasi tutto: niente email, niente messaggi, niente Telegram, con poche eccezioni realmente utili. Un widget dei comandi rapidi consente di passare da una modalità all’altra con un tocco.

“Avevo bisogno di un’area protetta, chiamiamola così, per la produzione.” — Roberto, 00:25:00

Roberto racconta anche di aver rivalutato le raccolte smart dopo aver capito che potevano essere personalizzate. Le raccolte smart sono pile di widget che possono cambiare in base al contesto, ma possono anche essere configurate manualmente. Filippo le usa come parte di una dashboard: calendario, attività della giornata, foto e altre informazioni. Roberto sottolinea che una raccolta smart può liberare spazio nella Home, perché permette di nascondere più app o viste dentro un unico blocco consultabile.

5. Widget personalizzati, Widgy e Widgetsmith

Dopo i widget di sistema, i conduttori discutono delle app che permettono di personalizzare ulteriormente la Home. Filippo cita Widgetsmith, molto noto nella comunità Apple, e Widgy Widgets, usato da Roberto. Queste app permettono di costruire widget con grafica, sfondi, calendari, orologi, meteo e altre informazioni, trasformando la Home in uno spazio più coerente e adatto al proprio modo di lavorare.

Roberto racconta di aver cercato soprattutto un orologio grande e leggibile a colpo d’occhio. Con Widgy ha adottato un widget già preparato e poi modificato: in alto mostra l’ora, sotto il giorno, poi una riga con i giorni della settimana e un indicatore rosso sul giorno corrente, oltre alle previsioni meteo ogni tre ore. La forza del widget, per Roberto, è la densità informativa: in un solo elemento vede ora, data, settimana e meteo.

Widgy permette anche di associare azioni a zone diverse del widget. Toccando la parte della settimana, per esempio, Roberto apre il calendario; su iPhone può aprire anche l’app Meteo. Pur ammettendo che costruire un widget da zero non è immediato, Roberto spiega che partire da modelli già pronti rende la personalizzazione più accessibile. Il risultato è una Home più utile e meno frammentata, perché un solo widget può sostituire più icone o app aperte continuamente.

6. Icone, comandi rapidi e pagine produttive

Un altro tema importante è la personalizzazione delle icone tramite Comandi Rapidi. Filippo ricorda che esistono pacchetti di icone gratuiti e a pagamento, tra cui quelli di MacStories. Roberto chiarisce che su iOS e iPadOS la personalizzazione delle icone passa dai comandi rapidi: ogni icona, in pratica, può diventare un comando rapido travestito da launcher. Questo introduce qualche limite, ma anche molta potenza, perché l’icona può aprire un’app oppure eseguire azioni più complesse.

Nella sua Home produttiva, Roberto ha scelto icone senza nome, con sfondo nero, abbinate a uno sfondo nero dell’iPad. Il risultato è una schermata molto asciutta, dove icone e widget sembrano fondersi con lo sfondo e restano visibili solo gli elementi più importanti. Ammette però che una configurazione del genere diventa molto personale: chi prende in mano il suo iPad non sa necessariamente a cosa corrispondano quelle icone senza etichetta.

Filippo aggiunge il trucco del carattere invisibile per rimuovere il nome sotto le icone. Questo consente di ottenere una Home più pulita, soprattutto con sfondi neri o molto uniformi. Il tema resta sempre lo stesso: non personalizzare per puro gusto grafico, ma costruire un ambiente visivo che riduca il rumore e renda più immediato il passaggio alla modalità di lavoro.

7. Full immersion, automazioni e il futuro dei comandi rapidi

Durante la puntata arriva anche una domanda dalla diretta: meglio Comandi Rapidi o Automator? Filippo risponde che Automator sta progressivamente perdendo centralità, mentre Comandi Rapidi è il futuro delle automazioni su macOS, iOS e iPadOS. Il vantaggio principale è la portabilità tra piattaforme e il supporto delle app moderne, che possono offrire azioni specifiche ai comandi rapidi.

Filippo porta un esempio concreto legato proprio ad A2: ha creato un comando rapido per generare le note dell’episodio, usando Data Jar per gestire il numero della puntata successiva. Ogni volta che genera una nuova puntata, il contatore viene aggiornato automaticamente e sincronizzato via iCloud. È un tipo di integrazione che Automator non può offrire nello stesso modo, soprattutto perché non esiste su iOS.

“Automator sta morendo. Qui meglio comandi rapidi se ci vuole avere qualcosa per il futuro.” — Filippo, 00:47:01

Roberto riconosce che Automator può essere stato più semplice da capire all’inizio, mentre Comandi Rapidi richiede un po’ di lavoro per entrare nella logica. Però la potenza è maggiore, soprattutto quando i comandi vengono collegati a widget, Home personalizzate e Full immersion. Un singolo tocco può cambiare pagina, attivare una modalità, bloccare notifiche, avviare un timer o modificare il contesto visivo.

8. Scala di grigi, suoni di sottofondo e timer di lavoro

Nella parte finale Filippo racconta alcune idee sperimentate con le novità di iOS 16 e iPadOS 16. Una delle più interessanti riguarda il filtro colore per rendere lo schermo in scala di grigi. L’idea nasce dal fatto che i colori attirano l’attenzione: icone, foto e interfacce sono progettate per essere visivamente stimolanti. Uno schermo in bianco e nero rende l’iPhone o l’iPad molto meno accattivante e può aiutare a ridurre la distrazione.

Il problema, in passato, era la scomodità: per attivare o disattivare la scala di grigi bisognava entrare nelle impostazioni di accessibilità. Questo rendeva la soluzione poco pratica, soprattutto quando serviva tornare rapidamente ai colori per fare foto o visualizzare correttamente alcuni contenuti. Con Comandi Rapidi, invece, Filippo immagina un sistema in cui una Full immersion attiva automaticamente la scala di grigi durante il lavoro e la disattiva quando si esce da quella modalità.

“Se tu guardi l’iPhone in bianco e nero e un iPhone a colori è totalmente una cosa diversa.” — Filippo, 00:50:42

Filippo cita anche i suoni di sottofondo, come rumori bianchi o ambientali, attivabili tramite comandi rapidi. Non ci sono moltissimi suoni integrati, ma è possibile usare app di terze parti per scenari più specifici, come rumore del fuoco o brusio da bar. Anche il volume di questi suoni può essere regolato automaticamente, rendendoli parte di un ambiente di concentrazione.

Un altro esempio riguarda i timer. Filippo usa una Full immersion per l’editing dei podcast che avvia timer dedicati: uno per tracciare il tempo di lavoro e uno per ricordargli quando ha lavorato per un’ora. Roberto collega questo approccio al Pomodoro timer e cita l’app Minimalist, che unisce lista minimale delle attività e timer da 25 minuti. Nell’ultimo tratto della puntata, l’attenzione resta quindi sulle automazioni pratiche: un tap o una Full immersion possono cambiare schermata, sfondo, notifiche, suoni e timer, trasformando iPhone e iPad da strumenti dispersivi a dispositivi più orientati al lavoro.


  1. Questa sinossi è generata con l’intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione della puntata. ↩︎

Leggi la trascrizione completa

Benvenuti all'episodio 45 di A2, in cui scoprire come ottenere il massimo

della vostra tecnologia Apple.

Io sono Roberto Marin e sono il nostro ospite assieme all'amico Filippo

Strozzi.

Di cosa parliamo in questa puntata, caro il mio amico Filippo?

Allora, parliamo di una cosa, cara Roberto, qui anche ha scritto un

articolo che ovviamente sarà citato rigorosamente nelle note dell'episodio, ovvero il minimalismo

con iPhone e iPad.

Io ho preso dallo spunto dell'articolo di Roberto, poi ho fatto un

po' di approfondimenti.

A fondo puntata vi racconterò anche le mie peripezie e il mio

approccio odierno a dire la verità, quindi ancora molto grezzo.

Tuttavia novità, diciamo, di iPadOS e quindi anche di iOS 16.

Apro chi una parentesi mentre noi stiamo registrando, è appena uscito iOS

16 e probabilmente quando state ascoltando questa puntata che sarà pubblicata a

fine ottobre, se non la state seguendo live come sta facendo il

nostro caro amico Daniele.

Che ringraziamo, e con le nostre faccione in diretta ci sarà probabilmente

perché non si sa ancora la data di uscita di iPadOS, ma

sarà disponibile anche iPadOS.

Quindi teoricamente, quello che vi racconterò oggi a fine puntata potrete farlo

anche voi.

Esattamente.

Io in realtà non ho scritto solo un articolo a riguardo, ma

ben due: addirittura il primo che si chiama appunto iPadOS modalità

produttiva, e poi c'è la seconda parte che si chiama iPadOS

Home Page minimale.

Questo perché?

Perché mi sono fatto prendere in realtà un po' la mano.

Sono partito dalla modalità produttiva che diciamo parte da un assunto, diciamo,

ovvero che l'iPad è veramente uno strumento molto importante, nel senso che

non solo nella mia vita professionale, ma ad esempio anche quella di

Filippo, è un ottimo strumento lavorativo, ma anche per altri tanti altri

professionisti, e con Apple Pencil diventa ovviamente insostituibile, soprattutto di chi si

occupa di lavori creativi, tra cui anche il mio.

Tuttavia il problema grosso è che è una forte componente ludica e

comunicativa, che ovviamente quando si lavora bisogna cercare di tenere un po'

a bada per non esserne travolti.

Chiaramente sarebbe tutto bello se lavorassimo in un ambiente molto ludico e

molto comunicativo, in modo tale da poter sfruttare completamente le capacità di

iPad, ma può capitare spesso e volentieri che essere bombardati continuamente da

email, notifiche, messaggi e chi più ne ha ne metta non è

proprio il massimo per rimanere concentrati.

Sapete benissimo che la concentrazione è un nostro punto di forza.

Qua che stiamo cercando di comunicare su A2 Podcast, potete vedere

ormai se mangiare la puntata 45, ne abbiamo parlato e straparlato di

come rimanere concentrati, di come limitare i fastidi, diciamo, della vita quotidiana.

Non è tanto bello essere continuamente interrotti, come è capitato poc'anzi, ma

solo chi è nella diretta potrà capire da cosa mi riferisco.

Diciamo che questa tipologia di funzioni di ammorbidire le interruzioni quando si

lavora, è disponibile anche in macOS Monterey.

Ma ovviamente io, essendo uno scappato di casa doc, non ho ancora

potuto provarla perché seguo la strategia di usare il sistema operativo precedente

all'ultima versione disponibile per avere la maggior stabilità sulla macchina di produzione.

Filippo prima diceva che è uscito iOS 16, non ancora iPadOS

16 mentre stiamo registrando.

Io probabilmente lo installerò il prossimo mese.

Se tutto va bene sui miei dispositivi o se no, aspetto ancora

un po'.

Tendenzialmente aspetto quando mi viene la notifica.

Comunque, ognuno è libero di fare un po' come meglio crede, c'è

qualcuno che installa anche le beta sui propri sistemi produttivi.

Questa è una cosa che sia io che Filippo sconsigliamo caldamente.

Perché purtroppo se usate questi sistemi per la produzione, non dovete essere

bloccati.

In questo, diciamo, in questo argomento della puntata di oggi, ovviamente, andiamo

a vedere appunto come mantenere l'iPad produttivo grazie a alcune capacità come

quelle introdotte da Apple con full immersion e i comandi rapidi.

Ovviamente, tutto questo può essere assistito anche dai widget per fare un

passaggio, diciamo, molto veloce degli ambienti che cercheremo di creare per rendere

il sistema più produttivo.

Questo magari lo spiego magari più avanti, visto che comunque ho scritto

un articolo, magari lascio un attimo la parola a Filippo, che invece

parla di cose un po' più interessanti e main stream, come la

definizione di minimalismo.

L'idea di fondo, visto che è il nome della puntata, abbiamo già

fatto una puntata sul chiamiamolo così minimalismo su macOS.

Quindi come rendere minimalista my co

alizzando le scalette varie degli episodi, abbiamo pensato anche di, visto che Roberto

aveva fatto questo articolo, di fare anche una puntata dedicata ai OS

e ai PADOS.

Mi sembrava utile prima di entrare nel vivo e di darvi tutta

una serie di esempi di cose che si possono fare per cercare

di ottimizzare, creare un ambiente meno distratto e comunque complesso, diciamo per

lavorare.

Cosa intendiamo per minimalismo?

Anche perché sì, il termine, diciamo, dà un'idea, ma casomai è meglio

precisare.

È un po' abusato, è un po' abusato, anche esatto, esatto, esatto.

E infatti iPhone e iPad, diciamo, sono potenziali anzi, sono strumenti di

distrazione, soprattutto se si usano applicazioni social piuttosto che di messaggistica e

quant'altro.

Quindi, l'idea di fondo è quella, appunto.

Nell'ottica di minimalismo, di utilizzare poche applicazioni, poche strumenti, ma in modo

corretto e funzionale per stare avanti il proprio lavoro, portare avanti quello

che si sta, che si vuole fare.

Quindi, il ragionamento di fondo, appunto, per definire minimalismo, è utilizzare solo

quello che è essenziale e ridurre appunto la confusione.

Per cui questo è il tentativo, diciamo, sono gli stratagemmi che cercheremo

di proporvi.

Come il nostro Filippo sta cercando di spiegare, il minimalismo digitale, possiamo

anche introdurlo grazie a un libro che mi ha fatto conoscere Filippio,

che è quello di Carl Newport, Digital Minimalist, che veramente è molto,

diciamo, molto duro sotto questo aspetto, nel senso che, leggendo il libro,

vi spiega essenzialmente che la nostra vita, in effetti, è fatta, anzi,

la nostra vita deve fare i conti con degli strumenti che richiedono

continuamente la nostra attenzione.

E questo non è un bene perché uno vi succhiano del tempo

e delle risorse, che potete impiegare in qualcosa di decisamente migliore.

La cosa interessante è che all'interno di questo libro viene proprio spiegato

come fare una dieta essenzialmente informatica, chiamiamola così, per cercare di arrivare

a qualcosa di molto interessante che appunto il minimalismo digitale, ovvero arrivare

a qualcosa che non è un semplice, diciamo, non è una semplice

moda, ma è qualcosa di veramente ragionato.

Nel senso che io per primo, magari faccio un esempio, sull'iPad ho

tre applicazioni che fanno essenzialmente la stessa cosa.

Magari la fanno un po' diversa, magari hanno delle cose in più

e in meno.

Ma quello che vi stimola e vi rende cerca di farvi capire

questo libro è che possono andare bene tutti e tre, ma per

il vostro benessere dovete cercare di capire quali di queste tre applicazioni,

ad esempio, è quella che fa il caso vostro.

Nel mio caso, io seguendo i consigli di questo libro, ho capito

qual era la differenza sostanziale per il mio lavoro di queste tre

applicazioni e tant'è vero che le altre due applicazioni piano piano le

sto abbandonando.

Cosa vuol dire questo?

Che la mia mente non deve pensare a quello che devo fare,

con cosa lo faccio.

Lo faccio con quello perché so già, è stata una scelta a

monte che mi ha permesso di arrivare all'obiettivo senza perdere tempo e

dritti al punto.

Cioè, nel senso, non sono distratto, so che uso quell'applicazione, non vado

a pensare se usassi quel, magari potrei fare qualcosa di diverso oppure

potrei essere più facilitato.

Facendo un attimo, in realtà dice di un mese di dieta digitale,

che è veramente tanto.

Nel senso, io non so chi possa fare una cosa del genere.

Forse Filippo l'ha fatto mentre era su in montagna, ma francamente io

non ce la farei perché con i miei dispositivi essenzialmente ci vivo,

mi comunico, mi informo e ci lavoro

quindi non riuscirei a stare un mese senza questi strumenti, perché purtroppo

non riuscirei a fare diversamente.

Conseguentemente, questo aspetto è molto importante nella nostra vita lavorativa e quindi

vi consiglio prima di tutto di leggere questo libro.

Perché, come dicevo, ha consigliato di fare un mese di dieta digitale,

cosa che per me è impossibile, come spiegavo prima, perché ci lavoro

con questi dispositivi quindi per me è impossibile.

Però vi basta anche una settimana, secondo me.

Nel senso che una settimana incominciate già a sforbicciare un bel po'

di cose.

Perché una volta che riprendete il dispositivo, incominciate a dire: Ma io

questo non me ne faccio niente, non ho sentito l'esigenza, sentite proprio

la diversa richiesta di quello che è nel vostro lavoro ciò che

vi serve.

E questo è importantissimo, secondo me.

Comunque detto questo, andatevelo a leggere, sicuramente vi spiegherà molto più in

dettaglio ciò che stiamo cercando di condensare in questa puntata.

Due piccole precisazioni.

Se non ricordo male, adesso esiste anche la versione in lingua italiana

di minimalismo digitale.

E quindi, se tutto va bene, poi vi troverete i link nelle

note dell'episodio.

L'idea di fondo di Kal è più legata nel caso specifico ai

social media, quindi al togliere qualcosa che non è essenziale, già a

prescindere.

Sicuramente, però, che è un approccio poi simile ad altri approcci, chiamiamoli

così, minimalisti.

Per esempio, io ho visto un documentario sempre sul minimalismo non digitale,

ma proprio fisico, un'idea che effettivamente ha un sostegno logico, anche se

non è penso per tutti, in casa è quella di inscatolare tutto,

mettere tutto nelle scatole, è come se doveste fare un trasloco e

solo quando vi serve una determinata cosa, tirarla fuori dalla scatola dove

l'avete riposta, diciamo, lo scatolone dove l'avete riposta, e in questo caso

diventa un oggetto, chiamiamolo così, essenziale.

L'idea di fondo che approcceremo, la modalità di approccio sarà un po'

simile, almeno in alcuni punti, a questa, anche se meno estremista, chiamiamolo

così, perché l'idea di fondo è proprio quello: cioè spesso e volentieri,

soprattutto sull'app store, abbiamo milioni di applicazioni che fanno più o meno

tutte la stessa cosa, o comunque sono classi di applicazioni che fanno

cose molto simili, a volte sono gratuite, a volte sono a pagamento,

a volte sono in abbonamento e spesso e volentieri ci si trova

anche con chiamiamo così dei doppioni o anche applicazioni che si sono

scaricate, ma che poi alla fine non si sono mai utilizzate.

Ecco, l'idea di fondo, anche di minimalismo, chiamiamo così digitale, è quello

di vedere cosa si utilizza e cosa no, e

pulire il sistema.

Una delle cose che non ho mai fatto, ma che sono a

tanto così da fare è quello di, per esempio, cancellare l'intero iPhone

che ormai si trascina da

anni, sì, esatto.

E partire con un'installazione fresca, cosa che effettivamente, mentre su Mac è

abbastanza così, semplice da fare, su iPhone e su iPad è un

po' meno è un po' meno semplice per tutta una serie di

motivi.

Tuttavia, questo avrebbe il vantaggio, diciamo, di fare appunto quel generale ripulisti,

dove effettivamente, quando ci si accorsa di non avere un'applicazione chiamiamo così

essenziale o comunque che ci serve, la scarichiamo altrimenti, tutto il resto

andiamo avanti, chiamiamola così, con le applicazioni di sistema o comunque con

quelle applicazioni che per noi sono indispensabili e sappiamo che non possiamo

farne a meno.

Appunto, in questo approccio se non volete fare questo approccio che è

un po' eccessivo, forse da un certo punto di vista, e comunque

in determinate situazioni, ovviamente vi può.

Se non avete un sistema di backup o comunque un sistema dove

i vostri dati sono altrove rispetto al telefono, per esempio.

E quindi se fate un ripristino da zero, è ovvio che perdete

tutti i dati o avete un backup, ma comunque non riuscite a

estrapolare quei dati dal backup.

L'altra soluzione è invece quella di andare nelle impostazioni e utilizzare un

sistema che nasce per risparmiare spazio su un device.

Cioè, se andate nell'impostazione, appunto di sistema, adesso anzi, se ce la

faccio, se andate a vedere qui ho messo degli screenshot nella mappa

mentale, se andate nelle impostazioni del sistema e andate, scendete nelle varie

voci dell'impostazione, andate su App Store, alla voce App Store, sempre in

fondo troverete rimuovi applicazioni che non usi, spuntando quindi mettendo la spunta

verde, chiamiamola così a questo sistema, nella sostanza iOS o iPadOS

cosa farà per risparmiare, tra virgolette, spazio, cancellerà solo le applicazioni, non

i dati relativi alle applicazioni.

E a questo punto, se vi venisse la necessità di utilizzare quell'applicazione,

dovreste solo riscaricarla nuovamente sul telefono o sul tablet.

Questo sistema è interessante perché io lo utilizzativamente sull'iPhone, perché ha solo

64 GB di spazio, credo, e quindi non ho tantissimo spazio.

Aspetta, innanzitutto vado a vedere se l'aggiornamento sta andando avanti.

Si sta preparando l'aggiornamento di iO 16 e se vado nello spazio

del mio iPhone, si ho 64 GB e ne ho.

Vabbè, adesso in questo caso specifico 54 occupati, ma perché ho scaricato

l'aggiornamento da qualche GB di iOS, dovrebbe ripulirsi progressivamente.

Tuttavia, cosa succede?

Ovviamente devo tenere, diciamo, controllato, chiamiamolo così, lo spazio sull'iPhone e quindi

per essere volentieri tutte le applicazioni che non utilizzo vengono cancellate.

Questo è interessante perché poi quando andate a cercare l'applicazione vi rendete

conto che è stata cancellata e vi rendete conto quindi anche che

non la utilizzate da molto tempo.

A volte ci sono applicazioni che utilizzano saltuariamente, ma che quella volta

vi può essere utile utilizzare, ma vi renderete conto, spesso e volentieri

che invece ci sono applicazioni che non utilizzate proprio e quindi effettivamente

può diventare un ottimo strumento.

Infatti, io spesso e volentieri cosa faccio quando vedo le applicazioni che

hanno la nuvoletta e la freccia che dice che la puoi scaricare,

la cancello direttamente, in modo che a quel punto lì non ho

neanche più quel problema, non ho neanche proprio l'applicazione.

Sì, esatto, c'è iOS che fa il lavoro sporco che troviamo fare

in teoria noi.

Nel senso, accorgerci che ci sono applicazioni che non funzionano e che

non vi servono.

Questo è un ottimo consiglio per me, ad esempio, è stato super

funzionale quando avevo in casa degli iPad Air prima generazione con 16

GB di spazio, quello mi ha veramente salvato la vita in moltissimi

casi e ovviamente aiuta davvero a ridurre la questione.

Anche perché, qual è l'altro barbatrucco che vi volevamo consigliare che si

collega direttamente con questo per un semplice fatto?

Ad esempio, l'accesso rapido alle applicazioni nel mio caso su iPhone non

su iPad, su iPhone, essenzialmente io ho liberato completamente la schermata Home.

C'è solo una applicazione che utilizzo e poi c'è ovviamente la doc.

E poi tutto il resto delle applicazioni con uno swipe verso destra

mi trovo questa famosa libreria delle applicazioni.

Questa è un, diciamo, è molto molto intransigente come approccio.

Sull'iPad, invece, che mi piace avere più applicazioni sullo schermo, anche perché

è più grande, forse sarà quello che mi frega.

Ho semplicemente una sola pagina, che è quella della Home, e recupero

tutto quanto, ovviamente con lo swipe verso destra e quindi trovo questa

famosa libreria.

Quello che, però, questa libreria vi può aiutare anche soltanto per capire

effettivamente le applicazioni che andate a cercare in questa libreria sono quelle

che effettivamente avete bisogno.

Non ce l'avete lì sulla Home che vi fanno l'occhiolino blink blink,

anzi wink wing con un occhiolino solo, vi fa l'occhiolino e quindi

voi volete usarla, facendo anche soltanto il gesto dello swipe verso destra

vi dovrebbe in teoria far capire che state facendo un'azione voluta.

Questo è vero solo all'inizio, secondo me.

Adesso vi spiego perché, perché è da circa un anno, un anno

e mezzo che una situazione di questo genere.

Ormai per me è diventato.

La memoria muscolare è diventata tale per cui io faccio uno swipe

verso destra, so benissimo dove andarmi a beccare le applicazioni, che è

quasi tanto uguale avere in om, non cambia molto effettivamente.

Quindi può aiutarvi sotto un certo punto di vista, dall'altro è relativamente

aiutante.

Ma quello che volevo ricollegarmi al discorso di prima, delle applicazioni che

si autodisinstallano e fanno e iOS e fa il lavoro sporco per

voi è perché, appunto facendo un approccio di questo tipo, avendo la

libreria, voi perdete direttamente la concezione di quello che c'è installato sul

vostro tablet o sul vostro iPhone.

Non avete idea perché ci sono queste X applicazioni che vi fanno

vedere tendenzialmente sono quattro per gruppo essenzialmente, e quindi non avete un'idea

precisa.

L'idea precisa ce l'avete quando andate a fare un tap sulla libreria

per cercare, sul cerca e vedete tutte le applicazioni elencate.

Ma se non fate così non avete idea di quello che c'è

installato.

Quindi un altro consiglio a questo punto, che è quello che farò

anch'io, perché penso di aver perso un po' il punto di vista

sotto questo aspetto delle applicazioni installate, sarà quello appunto di fargli rimuovere

automaticamente l'applicazione installata.

Perché tendenzialmente è molto facile che ci sia dello spazio da liberare,

ma più che altro ci sono delle applicazioni che molto probabilmente non

mi ricordo di aver scaricato, lo ammetto, che magari le ho provate,

sono lì che guardano, fanno, disfano e io non ne so più

niente e occupano essenzialmente dello spazio.

Quindi, questo, secondo me, dal punto di vista minimale è molto interessante

perché sia l'approccio di usare la libreria e delle app vi può

mettere di fronte a capire quali sono queste effettivamente queste applicazioni che

meritano la vostra attenzione.

Diciamo così.

E invece dall'altra parte, se avete un approccio molto lungo come è

stato per me per l'uso della libreria delle applicazioni sul lato destro,

questo invece il consiglio di cominciare a fare liberare iOS tutto quanto,

è decisamente da utilizzare.

Penso che lo farò assolutamente anch'io.

Come vi dicevo, questo è un modo di un accesso rapido alle

app installate appunto tramite la libreria app, si può usare anche la

funzione cerca che essenzialmente basta fare scorrimento verso il basso al centro

della schermata Home per far comparire questa funzione cerca che non è

nient'altro che il nostro simpatico spotlight di Mac OS.

Essenzialmente è una versione simile perché comunque sì, di fatti, però diciamo

che per bene spotlight è interessante anche per lanciare le applicazioni e

sotto questo punto di vista si allaccia molto iOS.

Per esempio, sul Mac il comando rapido da tastiera, comanda più spazio.

Poi digito una lettera.

Ad esempio, Telegram, basta che dico T, invio e questo è partito

senza andare a cercare in giro per il mondo oppure fare cose

strane.

Questo sistema fa iPadOS, tra virgolette, perché hai OS oggettivamente diventa

complicato avere una tastiera, diciamo, meccanica sull'iPhone, ma penso e dico penso

che funzioni potenzialmente anche lì in maniera uguale e

quindi è molto comoda.

E diciamo che più si va avanti nel tempo, più i due

chiamiamoli così Spotlight.

Anche se in senso tecnico, secondo me appunto è la funzione cerca

per Hai Osha e iPadOS, almeno dai manuali, chiamiamoli così di Apple.

Però le funzioni sono molto simili.

Sì, sì, si chiama cerca.

Per esempio, stamattina ho fatto qualche test

e se si fa le stesse cose, diciamo, volevo fare dei conti.

Se si fa, per esempio, 20 più 10, automaticamente anche utilizzando la

funzione cerca,

viene data la somma o viene fatta l'operazione che

è inserita nel testo di ricerca.

Quindi, comunque ci sono molte funzioni simili o la conversione delle misure,

ci sono tutta una serie di funzioni che di fatto sono equiparabili

a Spotlight.

Quindi, poi alla fine probabilmente non è una a uno la corrispondenza,

però sicuramente è molto molto vicino.

E ovviamente è uno strumento anche molto utile per aprire rapidamente applicazioni.

Esatto, apro una parentesi sul MyOS.

Che, come dicevi tu, fa il spotlight permette di fare le operazioni.

Questo è venuto in soccorso a me perché, per esempio, utilizzavo tantissimo

la tastiera sulla destra quando facevo uno swipe con due dita sul

trackpad e quindi mi saltava fuori il centro di controllo.

Io adesso la calcolatrice lì non ce l'ho più e qualche maledizione

se l'è beccata Craderichi subito da me senza passare dal via, perché

questa mi è rimasta proprio qua sullo stomaco.

Però in compenso a questo punto utilizzo più spotlight per queste cose,

fa un po' girare le scatole perché è un accesso veloce.

Chi non è a conoscenza di questa cosa qua, si deve aprire

la calcolatrice, ma la calcolatrice, d'altra parte, ha delle funzioni in più

come ad esempio il nastro.

Che secondo me è una cosa fantastica, soprattutto per chi deve fare

calcoli complessi e ha bisogno magari di rivedere cosa ha fatto.

Senza passare dalla calcolatrice scientifica, che, ovviamente, questo diciamo questo, chiamiamolo widget

che c'era fino a qualche versione prima, forse deve essere Catalina, forse

c'era ancora, vado un po' a memoria, ma non ne sono neanche

tanto sicuro.

In ogni caso, non mi ricordo neanche io.

Comunque in ogni caso è interessante che questo spotlight è qualcosa che

essenzialmente è centrale, non soltanto in Mac OS, ma anche in iOS

e i Pad OS, perché oltre alle varie funzioni di ricerca, ha

la possibilità di lanciare le applicazioni, quindi ha un lanciar a tutti

gli effetti, e anche una calcolatrice che non è male, ma fa

anche le conversioni.

Quindi, piccola parentesi, chiudo e possiamo passare dire a questo punto: i

widget: che ne dici, Filippo?

Widget è questa funzione, diciamo che a me all'inizio, quando l'ho vista

arrivare su iOS, principalmente poi sui iPadOS, mi ha lasciato un

po' così come dire belli, che me ne faccio?

La prima domanda è stata proprio quella.

Poi nel corso degli anni, perché per me ci è voluto un

attimo un po' di tempo per assimilare la questione, ho capito che

in effetti potevano diventare utili, io arrivo sempre un po' tardi, però

quando ci arrivo, insomma, incomincio a metterli in pratica.

Dunque, i widget sono simpatici.

Per esempio, Filippo nella sua home page, se non ho visto male,

ha una qualcosa come un ferro di cavallo che gira attorno a

tutto lo schermo, più quattro applicazioni al centro e questo ferro di

cavallo è fatto di widget, se non ricordo male.

Invece la mia home page è decisamente più minimale.

Mi ricordo bene, visto?

Sì, sì, sì, sì.

Invece, la mia home page è molto minimale, ma ha più, diciamo,

icone.

Tuttavia, bisogna anche a questo punto vedere il pro e il contro,

nel senso che Filippo.

Non penso che adotti la mia tecnica, questo qui

divergiamo, perché io ho questa modalità, chiamiamola così, produttiva dell'iPad, è una

diciamo è un barbatrucco, chiamiamolo così, in verità che comunque è stato

introdotto da iOS 15, permette comunque di avere una personalizzazione maggiore del

proprio iPad.

Io lo uso su iPad, potete farlo anche su iOS, per carità

non muore.

Ma diciamo che questa possibilità, ovvero di avere delle pagine, chiamiamole così,

personalizzate che si possono nominare e richiamare tramite l'utilizzo di un'altra funzione,

diciamo che è stata una miscellanea.

Quello che ho messo su, è un incrocio tra la full immersion,

le possibilità di full immersion, e la possibilità di personalizzare le pagine

e dargli anche un nome.

Per fare lo spiegone, vi rimando ovviamente all'articolo che metteremo poi nei

note dell'episodio che ho scritto, però vi spiego d'altra parte cosa mi

serve.

Appunto, partendo dalla questione che l'iPad è molto davvero tanto comunicativo e

ludico, perché ci sono questi aspetti tutti e tre: quello produttivo, ludico

e diciamo comunicativo, io avevo bisogno di un'area protetta, chiamiamola così, per

la produzione.

Quindi, cosa ho fatto?

Ho fatto una serie di tecniche per riuscire a impostare una pagina

generale che uso tutti i giorni quando non devo lavorare, e una

pagina produttiva con solo le applicazioni che utilizzo, che agganciata alla modalità

full immersion, per la quale viene anche richiamata, mi permette anche di

tagliare fuori tutte le comunicazioni che non mi interessano a partire dalle

notifiche.

Essenzialmente penso che forse c'è una notifica che passa che mi interessa,

quella che deriva dall'applicazione del Pomodoro Time e tutto il resto è

silenziato.

Così le email non mi interessano, sono i pad, non le voglio

neanche vedere, non voglio vedere messaggi, non voglio vedere Telegram, non voglio

vedere niente di tutto questo

è molto blindato.

Perché questo è interessante?

Perché grazie ai barbatrucchi che ho messo in pista e l'utilizzo di

widget ho quindi dei comandi rapidi che mi fanno passare alternativamente dalla

home page, chiamiamola normale, quella di tutti i giorni, a una home

page solo per la produzione.

Quindi, a questo punto mi è venuto molto utile questo widget perché

il widget dei comandi rapidi l'ho preso e l'ho messo in alto

a sinistra e posso, con un semplice tocco, passare da una modalità

all'altra senza particolari sbattimenti, permettetemi il termine.

Questo è uno dei tanti utilizzi di widget, ad esempio, questo qui

è dei widget dei comandi rapidi che può tornare utile.

Ma ce ne sono tanti altri.

Ma la cosa che, diciamo recentemente mi è piaciuta moltissimo, che non

avevo capito fino a non dico tanto fino a penso tre mesi

fa, non vorrei sbagliarmi, tre o quattro mesi fa, queste raccolte smart.

Vi spiego qual è stato il mio problema da nabo.

Chiamolo così, perché questo mio figlio mi dà del nabo, ma questa

volta sono stato veramente nabo.

Quindi, io mi caricavo le mie simpatiche raccolte Smart.

Tuttavia, le vedevo che, francamente, a me ero un chiavante Smart, ma

non me ne fregava essenzialmente niente di quello che mi veniva proposto.

In questo, diciamo, widget che permettava di ruotare su se stesso e

far vedere delle altre schermate.

Finché non sono riuscito a capire che si poteva personalizzare.

Facciamo un passo indietro, facciamo un passo indietro.

Le raccolte Smart cosa sono, giusto per avere un'idea?

Diciamo che i widget sono delle viste, chiamiamole così, sulle applicazioni.

Ovviamente ne esistono di qualunque tipo.

Adesso ve ne parleremo di alcuni che vi permettono di avere tutta

una serie di personalizzazioni e informazioni anche potenzialmente utili.

Ma le raccolte Smart fanno qualcosina in più: cioè, teoricamente, in base

all'orario, all'attività che svolgete, l'attività che svolgete abitudinariamente.

L'intelligenza artificiale di Apple vi permette diciamo, le viste cambiano e cambiano

in base alle teoricamente vostre esigenze.

Originariamente c'era una cosa simile su Apple Watch che vi permetteva, diciamo,

di avere tutta una serie di informazioni a portata di mano nel

quadrante dell'Apple Watch, basato, non so, per esempio, si sta avvicinando un

appuntamento che avete segnato sul calendario, vi fa vedere questo appuntamento.

Vi è arrivato un'email importante, vi fa vedere che avete un'email importante

e così via.

Stesso discorso varrebbe per le raccolte smart.

Personalmente dal mio utilizzo permesso uno, ovviamente le raccolte smart possono essere

personalizzate, cioè, ci potete mettere su i widget che volete voi.

Due, è possibile anche disabilitarle.

Quindi semplicemente avete 3-4 widget che vi fanno vedere cose differenti.

Diciamo.

Per esempio, nella mia Home screen, abitualmente ho il calendario con l'attività

della giornata.

Quindi ho un widget più grosso, diciamo, che mi dà il quadro

della situazione, ma se scorro ho anche il widget delle foto.

Quindi ho le foto che vengono presentate da Apple, che è sempre

carino avere, diciamo, nel senso che abitualmente sono ricordi, sono situazioni e

così via.

E che effettivamente a me fa piacere poter avere.

Non sempre.

Anzi, abitualmente, diciamo il widget principale, quello sempre operativo e solo raramente

in qualche momento parte il widget delle foto.

Tuttavia effettivamente è molto comodo.

E bene o male c'è la schermata, la mia home, diciamo, dell'iPad

è più una dashboard, diciamo, che mi dà un quadro generale di

tante cose che mi interessano, ma non sono prevalentemente legate al lavoro.

Certo, e aggiungo che appunto questa possibilità di personalizzarla per me è

stata un'epifania.

Perché a questo punto ho detto: ah, ok, adesso i widget la

raccolta smart del widget incomincia a diventare interessante.

Sotto questo punto di vista, secondo me, Apple non è stata proprio

legia, nel senso che dal punto di vista dell'interfaccia di personalizzazione non

è che sia il massimo da utilizzare.

Ma in ogni caso, la cosa interessante è appunto che c'è la

possibilità di personalizzare questi widget un po' come vi serve.

Ma altra cosa interessante, appunto, tornando al minimalismo, è che, ad esempio,

se voi infilate note scusate, in una di queste raccolte SMART, voi

la potete togliere dalla home screen, ad esempio.

Quindi la raccolta Smart riesce anche a liberare di parecchio la vostra

home page.

Perché è inutile tenere, che ne so, fatto prima l'esempio di note,

ma adesso sto scorrendo.

Per esempio, notion.

Mi è utile, per esempio, in questo caso il widget perché ho

tutte le mie pagine che mi servono elencate.

Con un tap posso passare a una di quelle che mi serve,

d'altra parte è relativamente utile tenere notion all'interno della home screen.

Quindi vedete la raccolta Smart come quasi qualcosa che vi aiuta a

liberare la vostra pagina iniziale, ma anche tante altre pagine.

Grazie a questi widget che posso tenere all'interno della home, incomincio a

liberare tutte le pagine che ci sono al di là.

Perché tendenzialmente cosa fate?

Voi installate continuamente applicazioni e continuano a crearsi pagine.

Invece l'idea è quella di avere una pagina Home sola, una, basta

avanza.

Tutto il resto, quello che non vi serve, lo buttate sulla libreria

delle applicazioni e vi fate aiutare ovviamente da questi widget che potete

mettere sì in home, ma potete anche richiamare all'interno del centro di

controllo.

Io, ad esempio, sul centro di controllo ho messo qualcosa che non

mi serve sempre, però, quando mi serve so che lì.

Quindi non devo andarlo a cercare in giro per la home.

Ad esempio, cercarlo anche col colpo d'occhio sull'applicazione, oppure col comando cerca.

Quindi ci sono essenzialmente delle applicazioni di secondo piano, chiamiamole così.

Quindi ho focalizzato sulla home essenzialmente ciò che mi serve utilizzo tutti

i giorni.

Le mie raccolte SMAT che mi aiutano a liberare dello spazio, e

poi ho la mia simpatica barra della doc, che a questo punto

diventa molto interessante.

La doc nella mia fase di personalizzazione ho notato che quella non

rimane personalizzata.

Nel senso, la vostra DOC se la modificate essenzialmente rimane modificata sia

quella famosa schermata

home sia

in quella famosa schermata produttiva.

Quindi per me è stata una sorpresa perché mi aspettavo che invece

la doc reagisse al contesto.

Ricordami un po', Filippo, iOS 16 permette questo tipo di personalizzazione.

Mi pare di aver capito di sì, ma non ne sono sicurissimo.

No, da quello che ne so io, no, per un semplice motivo,

la DOC e la DOC.

Avevano migliorato la personalizzazione a lo sfondo

, anche lo sfondo, ad esempio, si fa già con iOS 15 lo

sfondo.

No, ho provato.

Per esempio, uno sfondo, uno sfondo unico da una parte dall'altra, cioè

quello che imposti viene ribaltato in tutte le schermate che vai ad

impostare in iOS 16 invece la schermata dello sfondo puoi personalizzarla.

Do il trucco ti do il trucco comunque.

Visto che conoscendoti, non passerai dai aiPados o iOS 16 subito.

C'è il comando rapido che ti permette di modificare lo sfondo.

Quindi

quando lanci

una determinata full immersion, puoi anche far partire una shortcut in automatico

e fare tutta una serie di modifiche.

Ti cambia lo sfondo.

Diciamo che sto anticipando un po' quello che è la mia idea

di futuro sistema interattivo, diciamo, di personalizzazione appunto delle modalità chiamiamole così

operative di iPad e di iPhone, dove appunto utilizzando questi trucchetti, diciamo,

si riesce a ottenere una versione, diciamo, personalizzata e più tagliente e

più affilata del nostro dispositivo mobile.

Una cosa di cui non abbiamo parlato, e ne accenno, visto che

così, dopo casomai chiudiamo la questione dei widget, è che ogni applicazione

potenzialmente può donare o comunque essere dotata di una serie di widget,

perché anche qui poi non abbiamo detto, ma anche perché secondo me

ne avevamo già parlato nelle puntate precedenti, quindi non volevamo troppo entrare

nel merito, ma comunque i widget possono essere di vari formati, avere

differenti riempimenti, chiamiamoli così, in base ovviamente a quello che il programmatore

ha voluto fare.

Quindi il consiglio che vi diamo ovviamente è quello di approfondire soprattutto

le applicazioni che utilizzate di più o le applicazioni di sistema, approfondire

il loro funzionamento e decidere qual è casomai, la funzione più interessante

per voi di questo widget.

I widget non sono interattivi, nel senso che se li ci toccate

sopra, vi apre l'applicazione abitualmente, o vai in un determinato punto dell'applicazione

al di più, ma vi possono dare informazioni in presa diretta, chiamiamoli

così.

Per esempio, una serie di widget che ho io.

S widget legati alla temperatura di casa e quindi mi permettono di

monitorare con i vari sensori che ho la situazione di casa piuttosto

che l'utilizzo dell'iPad di mio figlio e altre cose.

Esistono, però, dei widget particolari, chiamiamoli così.

Appunto, Roberto nel suo articolo, parla di Widgie, credo che sia.

O il più famoso ma a pagamento.

È Widget Smith.

Che deve aver fatto anche un botto notevole di un programmatore.

Un ottimo programmatore, tra l'altro, che ha fatto svariate applicazioni per Apple

Watch.

È relativamente famoso

nella piccola bolla, tra virgolette, anglofola di Apple, e che ovviamente vi

permette di personalizzare proprio l'aspetto, chiamiamolo così, dell'iPad piuttosto che degli iPhone,

e sono spesso e volentieri applicazioni che puntano prevalentemente sulla grafica, non

so come definirla altrimenti, ma vi permette di avere appunto, non so,

il calendario con particolari sfondi.

Addirittura personalizzare gli sfondi di questi widget.

E quindi diciamo utilizzare questi widget come mattonelle per anche decorare il

vostro iPad o iPhone.

Poi a questo punto direi Roberto: io devo dirti la verità, non

li uso e quindi ti do la parola e ti lascio dare

i tuoi spunti.

Ecco, io invece ho imparato a usarli appunto perché ho personalizzato la

mia home page e volevo renderla produttiva.

Quello che sentivo è la necessità e la mancanza era di un

orologio che fosse grande e di facile compressione al volo.

Così cercando in rete, finalmente ho trovato.

Se non mi sbaglio, questo deve essere del nostro famoso amico di

Zis che abbiamo accennato qualche tempo fa quando abbiamo parlato appunto di

minimalismo dell'iPad, come o forse era del Mac addirittura perché comunque aveva

dato un consiglio del Mac su YouTube.

E in questo caso invece aveva introdotto Widigi.

Wigg è un'applicazione non proprio semplice da utilizzare.

Io, francamente, non mi sono neanche esposto a mettermi lì a utilizzare.

Intanto, diciamo subito che è un'applicazione è gratuito finché utilizzi un widget

personalizzato.

Nel mio caso, Widget basta, avanza.

Se volete fare invece più Widget dovete pagare.

Io cosa ho fatto?

Mi sono preso e mi sono appollagliato.

Diciamo sulla schiena di Disease che sul suo canale YouTube aveva spiegato

questa applicazione e ha dato anche la possibilità di scaricare questo widget

che aveva impostato.

La cosa interessante di questo widget, appunto, è che di quella forma

quadrata.

Cos'è successo?

Ha inserito in alto la prima riga molto alta c'è l'ora, poi

sotto il giorno.

Poi la cosa che mi è piaciuta molto di questo widget, quindi

l'ho preso e l'ho buttato subito dentro, è che c'è la settimana,

cioè dal lunedì al sabato con la numerazione sotto con un pallino

rosso sulla giornata in cui si è.

E altra chicca che vi è piaciuta tantissimo, era l'aggiunta della possibilità

di mettere le previsioni meteo ogni tre ore.

Quindi capite bene che questo widget impostato così vi dà un sacco

di informazioni.

La cosa bella è appunto magari a farlo è difficile partire da

zero.

Però, partendo da dei modelli già personalizzati come questo, per esempio mi

è tornato utile per modificare tante varie cose, ma l'altra cosa interessante

di questa applicazione è che vi permette di lanciare quello che volete

se fate un tap in alcune aree di questo widget.

Quindi se io tappo sulla settimana, ad esempio sulla lista dei giorni

da lunedì al sabato con i numeri mi apre il calendario.

Se do un tap, ovviamente qua non me lo può fare perché

per adesso iPadOS non ha un'applicazione del meteo personalizzata, ma ad

esempio ne ho un'altra così invece per abbellire su iOS, mi apre

direttamente l'applicazione di sistema che riguarda il meteo.

Chiaramente questo è così potente che permette di lanciare qualsiasi tipo di

applicazione che avete installato sul vostro tablet o iOS.

Ed è veramente fenomenale perché io questa l'ho personalizzata poco su widget,

ma quello che ho messo, ad esempio, sul mio iPhone è decisamente

personalizzato perché riprende, diciamo, la falsa riga della riga da lunedì alla

domenica con i numeri sotto l'indicazione col pallino di che giorno siamo,

poi sulla sinistra ho messo la temperatura attuale e la previsione mento

attuale.

Quindi, in questi due diversi mi sono divertito un po' ad allinearlo

perché voi avete la possibilità di spostare per pixel essenzialmente gli oggetti

che ci sono all'interno di questo widget.

Quindi, per chi è appassionato di queste cose qua ci si perde.

Io, francamente, mi sono limitato a fare questo e una volta che

si entra nel meccanismo, c'è veramente da divertirsi.

Quget lo inserito sia nella mia home page generale che in quella

produttiva.

Perché per me è un punto di riferimento perché mi dà un

sacco di informazioni con un colpo d'occhio.

Se volete provarla, andatevela a scaricare.

Non so se penso che Filippo metta tutti i link che abbiamo

indicato.

Diciamo che se andate a vedere sull'articolo che ho scritto, anche questa

parte qua che potete andare a vedere con i vari riferimenti e

soprattutto un'altra cosa interessante di questa applicazione è che c'è un modello

già fatto ed è pubblico, è stato pubblicato, è possibile semplicemente copiare

e incollare il link per poter averlo già a disposizione e metterlo

direttamente dentro nel vostro, diciamo, wallet di widget e partire serenamente nella

modifica, come ho fatto io, è una cosa molto semplice e vi

consiglio di fare.

A questo punto, direi che possiamo passare invece ai consigli che ha

messo sull'accessibilità a Filippo.

Secondo me potremmo passare direttamente a quello, cosa dici?

Ne parli anche nel tuo articolo, ed è una cosa che, da

quel che ne so io, è abbastanza apprezzata da molti, tra virgolette,

cioè la possibilità di personalizzare le icone della Home o comunque le

icone che si utilizzano i suoi OS e i suoi pad.

Nel tuo articolo, come dicevo: è abbastanza divertente divertente.

Io sono una di quelle cose che odio fare, è possibile farlo

anche su macOS.

An se una volta si faceva, c'erano proprio i vari packaging di

icone.

E lo facevo più su Windows, perché volevo l'interfaccia di macOS per

quello su iPadOS e iOS, diciamo, esistono tutta una serie di packaging

gratuiti piuttosto che a pagamento.

Non ho inserito i link alle icone che proponeva Roberto, perché nella

sostanza c'è stato un piccolo problema.

Ma ho inserito quelle invece a pagamento di Mac Stories, un problema

tecnico, quantomeno, vi dà un'idea di che cosa è possibile fare, mettiamole

in questi termini.

Sicuramente è interessante soprattutto perché queste icone possono essere associate a dei

comandi rapidi.

Queste icone possono diventare da una parte dei semplici lanciar di un'applicazione,

ma anche lanciare specifici comandi rapidi che possono fare anche cose, diciamo,

più complesse di una semplice applicazione.

Sì, ti sei spiegato bene.

Diciamo che la personalizzazione dell'icona passa da comandi rapidi, con i pro

e i contro, nel senso che uno ci si aspetta mai di

passare da comandi rapidi per personalizzare le icone, ma la cosa interessante

è che diventa essenzialmente molto potente la questione, perché voi potete fargli

fare un sacco di cose con un comando rapido travestito da icona

essenzialmente, perché alla fine sono tutti dei travestimenti, sono delle icone che

celano al loro interno un comando rapido che quindi potete personalizzare come

volete e conseguentemente potete caricare l'icona che vi interessa.

Nel mio caso parlo dell'home page produttiva, sono andato anche un po'

oltre obiettivamente perché non mi sono fermato, come vi dicevo, avere questa

home page produttiva, l'ho resa anche minimale, appunto sfruttando questa possibilità e

togliendo addirittura il nome dell'applicazione che c'è all'interno di questo comando rapido,

in modo tale che non vedessi neanche le scritte e ho personalizzato

le icone in modo tale che mi ricordassero facilmente a memoria l'applicazione

che vanno a richiamare.

Chiaramente se io do un iPad mio a qualcun altro non sa

da che parte girarsi in quella modalità perché voi vedete queste icone

che non hanno il nome, quindi devi aprirle per forza una per

volta per capire di che si tratta.

La cosa interessante qual è, è che le icone che ho scelto

hanno uno sfondo nero e aggiungendo lo sfondo nero all'iPad avete veramente

un effetto, secondo me, anche molto elegante, ma decisamente molto professionale perché

è molto asciutto come Home, nel senso che anche con il widget,

che, tra l'altro quello che vi ho detto prima ha lo sfondo

nero.

Voi praticamente avete questa lavagna nera dove praticamente galleggiano icone e scritte

solo quelle più importanti.

Perché il widget essenzialmente si mimetizza tanto quanto lo sfondo dell'icona con

lo sfondo dell'iPad.

E quindi si amalgama bene o male tutto quanto.

Secondo me è interessante.

Andatevi vedere anche le bellissime icone di Max Stories.

Che se non ricordo male, è la fidanzata barra moglie, non so

che tipo di livello di direi di rapporto sia, ma dovrebbe essere

la sua la sua compagna.

Pare che si chiami Silvia Gatta una cosa del genere.

Confermo bravissimo.

In ogni caso, è bravissima.

Andatevela a vedere perché bravissima, è veramente un capo.

Ha fatto delle illustrazioni bellissime.

Icone sono molto belle.

In vari formati e quant'altro.

Quello trucco se non l'hai detto già tu.

Di fatto, se non volete avere il nome dell'applicazione o comunque non

avere il nome sotto l'icona, c'è praticamente un carattere trasparente che dovete

andare a copiare unicode, credo che sia.

Che dovete andare a copiare per poi non avere sotto i carattere

quindi avere proprio solo l'icone, e appunto nel caso di uno sfondo

nero, per esempio, l'icone bordo nero si fondono tutte assieme.

Stesso discorso con lo sfondo bianco o sfondi di altro colore, però

diventa un po' più complicata da gestire, probabilmente.

Sì.

Facciamo un cenno alla chat, perché giustamente Daniele ci chiede: visto che

parlavamo dei comandi rapidi, se secondo te, visto che hai avuto entrambi

gli appoggi, se è meglio comandi rapidi o automator: allora, automator sta

morendo.

Qui meglio comandi rapidi se ci vuole avere qualcosa per il futuro,

mettiamola così: cioè comunque rispetto a automaticamente a comandi rapidi è futuribile.

Nel senso, è comunque il futuro dell'automazioni su Mac OS e i

OS.

Ma secondariamente ha molte più applicazioni che funzionano o che danno nuove

funzionalità comandi rapidi.

Per fare un esempio, forse stupido, ma per far capire ho creato

un'automazione per creare le note dell'episodio, bene o mano standardizzati, episodi di

a 2.

Tra le varie cose, ho utilizzato data jar come sistema per avere

il numero della puntata nuova, diciamo, successiva, cioè senza dover fare dei

ragionamenti.

Io quando clicco il pulsante per creare le note dell'episodio, passo dalla

puntata 44, che è l'ultima, diciamo, alla puntata 45, che è quella

di oggi, in automatico, senza dover fare ragionamenti e così via.

Perché ogni volta che genero una nuova puntata, il contatore in data

jar viene aggiornato dalla shortcut che o dal comando rapido, che genera

ovviamente le note dell'episodio.

Data jar funziona sia su Mac che su Pad o su iOS,

si sincronizza ovviamente via i cloud ed è qualcosa che non esiste,

per esempio, su AutoMator.

Quindi, tutte queste applicazioni che adesso danno, donano funzionalità aggiuntive, azioni aggiuntive

a comandi rapidi sono inesistenti su automator.

Quindi è ovvio che su questo, un esempio, fosse anche banale, stupido,

però è questo il concetto: ormai difficilmente le applicazioni per macOS e

per iOS hanno queste funzionalità su iOS, ovviamente non esiste automator, quindi

comunque non è possibile.

Però è ovvio che sviluppare un comando rapido su iOS mi permette

anche di poterlo utilizzare su macOS e quindi è ovvio che riesco

poi a fare, per esempio, nel caso specifico, vabbè, fate una modifica

a questo comando rapido che abitualmente lanciavo da iOS, l'ho fatto direttamente

su macOS, non ha avuto nessun tipo di problema.

Appunto, testimone Roberto, le note dell'episodio sono state generate in una modalità

chiamiamola così diversa, perché abbiamo usato un supporto cloud diverso, ma

il sistema era il medesimo che avevo già sviluppato, e questa è

sicuramente, secondo me, una cosa impagabile.

Sì, c'è da dire che primo acquisto per me automator è rimasto

più semplice che i comandi rapidi per entrare all'interno di comandi rapidi

e capire bene come funziona, bisogna un po' lavorarci.

Tuttavia, francamente, è decisamente potente.

Ma noi abbiamo fatto delle puntate dove lo spieghiamo: decisamente potente.

Sì, potete andarvi a vedere le puntate di A2.

Ma invece, quello che volevo parlare, visto che siamo su comandi rapidi,

volevo sentire i comandi rapidi di Filippo.

Allora, diciamo che visto che tu hai fatto tutta questa roba qua,

io non avevo niente in mano da raccontare, ma avevo alcune idee.

Avevo alcune idee da tempo che volevo approfondire.

Ne approfitto perché ovviamente quello che vi racconterò in parte è legato

alle novità di iOS 16 e iPods 16 e le nuove funzionalità

che si possono utilizzare.

Volevo creare una cosa che avevo già letto tantissimo tempo fa: cioè,

l'idea di fondo è che i nostri dispositivi sono appunto dei dispositivi

che ci distraggono.

Una delle modalità con cui ci distraggono, tra virgolette, sono anche i

colori, cioè tendenzialmente siamo attratti dai colori, se vedete tutte le applicazioni

e tutte le varie cose, non so, Instagram è tutta colorata.

Ci sono tutta una serie di le foto, diciamo, sono uno strumento

per distrarci, nel senso che ovviamente vedi una foto colorata è molto

diversa dal vedere una foto in bianco e nero.

Una delle funzioni interessanti e uno dei consigli che avevo letto all'epoca,

perché secondo me ho ricercato l'articolo, ma non l'ho trovato, quindi non

ve lo riesco a mettere se ce la faccio, cerco di mettere

note l'episodio, ma oggi pomeriggio non sono riuscito a trovarlo.

Era quella di rendere, per esempio, lo schermo dell'iPhone in bianco e

nero, cosa che ho fatto all'epoca.

Il problema è che c'è da andare nelle impostazioni di accessibilità dell'iPhone

in fondo a un sottomenu e passare dalla versione a colori a

quella in bianco e nero che effettivamente ti cambia la vita: cioè,

se tu guardi l'iPhone in bianco e nero e un iPhone a

colori è totalmente una cosa diversa e quindi anche una distrazione diversa.

Ora, l'idea era carina: però, per esempio, con l'iPhone ci fai le

foto e poter inquadrare con la fotocamera colori, lo schermo a colori

e fare le foto, far vedere una foto a colori, credo che

sia fondamentale.

Per cui dover fare tutto questo arzigogolo ogni volta era oggettivamente una

roba dal mio punto di vista impensabile.

Tant'è vero che ci avevo provato qualche giorno.

Poi ho detto: vabbè, non ne parliamo più, diventa troppo scomodo.

A volte addirittura se non ha colori, non vedi bene alcune cose.

Quindi, quindi insomma, c'è tutta una serie di problematiche che nascevano da

una scelta di campo di questo genere.

Quello che sapevo, tuttavia, è che con le novità di comandi rapidi

di iOS 16 e ai Padlo 16 c'erano tutta una serie di

nuove funzionalità azioni di cui si poteva andare a usufruire, tra cui

appunto il filtro colore che permette di rendere in scala di grigio,

ho fatto qualche test veloce oggi pomeriggio rendere scala di grig invece

il vostro dispositivo.

Ovviamente, con un comando rapido, questo cambia drasticamente la complessità della vicenda

perché basta lanciare il comando rapido metacolori e un comando rapido metti

in bianco e nero.

Se aggiungiamo a possibilità delle full immersion di lanciare specifici comandi rapidi,

ci rendiamo conto che il cerchio si chiude e diventa semplice.

Cioè, quando, per esempio, voglio lavorare, posso attivare la modalità diciamo in

grigio

cercando di abbattere tutte le distrazioni, rendere fermata grigia quindi anche visivamente

rendermi conto che devo fare una cosa e sono in una determinata

modalità, farlo in automatico.

Ovviamente uscendo da questa modalità è possibile automatizzare e far partire l'altro

comando rapido che invece mi ripristina senza problemi tutte le funzioni.

Mi sono divertito, ho detto, ma sarebbe carino anche, non so, per

esempio, mettere i suoni sottofondo, quelli che fanno il cosiddetto rumore bianco,

diciamo che ti aiuta a concentrare maggiormente.

Anche qui non mi ricordo più se sono già in iOS 15

o sono solo di iOS 16, ma comunque, sicuramente ci sono tutta

una serie di azioni di comandi che vi permettono di attivarli, chiamiamolo

così in automatico o cioè con un comando rapido.

Non sono tantissimi i rumori bianchi, chiamiamoli così, presenti già di base,

pare che siano tre o quattro, credo.

Di sottofondo in iOS.

Tuttavia, vi segnalo anche che ci sono.

Se siete dei fan di queste cose qui, non so, avere il

rumore del fuoco, il rumore del chiacchiericcio di sottofondo del bar e

così via, esistono applicazioni di terza parte invece che possono essere in

questo caso lanciate sempre raccomandi rapidi e vi permettono di fare qualcosa

di più customizzato, chiamiamolo in questi termini, addirittura tra le varie funzioni,

tra le varie azioni che ci sono, c'è la possibilità di alzare

o abbassare questi volumi.

Quindi, per esempio, volete proprio mettervi nelle cuffie solo i rumori di

sottofondo e escludere tutto il resto.

Alzate, chiamiamo così rumori sottofondo a manetta.

O altrimenti potete abbassarli quindi volete ascoltare la musica o volete fare

o avere comunque la possibilità di non dare fastidio casomai a qualcun

altro, o comunque ascoltarli.

Quindi potete anche creare i comandi rapidi per alzare, abbassare o fermare

questi rumori di sottofondo.

L'altro discorso, invece, anche qui interessante, è quello di utilizzare comandi rapidi

per modificare lo sfondo dello schermo.

E quindi ovviamente personalizzare come volete, perché di fatto poi questa azione

vi permette di passare un'immagine come schermo di fondo del vostro iPad

o iPhone.

È ovvio che creando tutta una serie di potete o salvare direttamente

un'immagine all'interno del comando rapido, potete recuperare da una serie prestabilita, un

elenco prestabilito di immagini, potete andare a pescare un'immagine casuale nella libreria

delle immagini.

Insomma, si può fare veramente dopo tutto quello che si vuole, in

base ovviamente, alle personalizzazioni che si vogliono dare.

L'altra cosa che vi avevo già raccontato, ci sto dietro particolarmente, ma

per esempio, quando faccio l'editing dei podcast, in automatico faccio partire un

timer con la modalità di editing podcast quindi ho un full immersion

dedicato solo ai podcast.

Anzi, adesso ne sto pensando a due, diciamo: una per Adue e

una per Compendium, così ho i timer differenziati ovviamente.

Dove, in pratica, un comando rapido fa partire il timer, fa partire

una serie di timer.

Poi il timer per tenere traccia del fatto che sto facendo l'editing

del podcast e poi perché cerco di farlo per non più di

un'ora.

Un altro timer che parte quando inizia a fare l'editing e mi

dà il timer di un'ora appunto, quindi mi suona una sveglia un'ora

dopo che ho editato il podcast un'ora.

Che è molto comodo perché è un po' una versione del pomodoro

timer o roba del genere, nel senso che lavori finché non senti

la sveglia che suona, e quindi può essere uno strumento per dire

non ho ancora sentito la sveglia, devo andare avanti, vado, vado, vado,

finché non sento la sveglia.

E la cosa interessante è che tutte queste azioni possono essere collegate

al cambiamento di focus mode o di full immersion che avete creato,

in base a come volete strutturare il vostro flusso di lavoro lo

specifico lavoro che volete fare, potete inserire tutte queste azioni.

Non ho comandi rapidi specifici da condividere, semplicemente perché è un'operazione che

ho testato ovviamente in preparazione dell'episodio, ma non ho nulla di definitivo.

Tuttavia, sicuramente è qualcosa di interessante che va tenuto presente e che

rende strumenti ancora più efficaci e efficienti.

I nostri dispositivi mobili, che spesso sono il contrario, diventano invece una

fonte di disattenzione o di distrazione.

Adesso sto prendendo in mano l'iPhone proprio come fonte di distrazione, proprio

perché sono aggiornato ai OS 16.

Secondo me questa home screen ci darà delle soddisfazioni.

Invece, per quanto riguarda comandi rapidi, la cosa giusta è che diceva:

esatto.

Invece, in questo caso, nel mio caso, fate in specie, lanciando un

comando rapido che mi cambia l'interfaccia grafica essenzialmente di iPad, si può

associare all'azione.

Ovviamente il cambiamento dello sfondo e aggiungere una musica.

Quindi con un tap, riuscite in questo widget che mantengo nella home

page e voi potete avere essenzialmente un'azione che vi cambia veramente la

modalità di utilizzo del vostro iPad.

Sembra una cosa banale, ma vi esorto a provarlo.

Perché secondo me è molto interessante.

È molto interessante uno perché vi permette di conoscere un altro tipo

di modalità di utilizzo del vostro iPad che passa da comandi rapidi,

da widget e dal full immersion, che vi può aprire molte molte

strade.

Ad esempio, su iPhone, non utilizzando questa modalità qua, ma una modalità

che si chiama lavoro, semplicemente di full immersion, dove ovviamente taglia tutto

quanto.

Nel senso, le notifiche che mi interessano che passano sono quelle che

riguardano mia moglie.

Essendo un telefono e non un iPad, ho bisogno di sentire se

ci sono problemi da parte di mia moglie quando è in giro

o chiamate di lavoro.

Mentre questa modalità mi manda anche in esecuzione il pomodoro timer.

Quindi praticamente io con un tap faccio tutte queste cose in modo

veloce, semplice e limpido.

Perché io faccio un tap, fa tutte le sue cose e poi

ti manda sulla schermata principale direttamente l'applicazione di pomodoro timer che utilizzo.

Che nella fattispecie si chiama piccola parentesi, minimalist, che è molto particolare

perché aggancia la funzione di Pomodoro timer alla lista minimale che voi

potete segnarvi.

Per esempio, per me è molto interessante all'inizio o alla fine della

giornata fare un attimo di mente locale e scriverci le cose che

ci sono.

Io me le trovo il giorno dopo, do un tap sulla cosa

che sto facendo e mi parte 25 minuti.

Quindi è un'applicazione interessante, vi consiglio gratuita.

Guardatevi anche questo.

Che ne dici Filippo?

Direi che hai altro da aggiungere a riguardo?

No, direi che possiamo chiudere visto che abbiamo fatto la nostra solita

puntata

di un'ora e mezza più o meno.

Puntina, perché non riusciamo a non sbrudolare.

Poi vabbè, in editing, probabilmente sarà un po' meno perché c'è da

toglier via qualche sbavatura.

Però arriveremo sempre alla nostra ora, ora e un quarto.

Con l'ottimo lavoro di Filippo che lavora sempre dietro alle quinte.

Se volete ringraziarlo, sapete come fare?

Ve lo dico io o gli fate complimenti utilizzando il nostro indirizzo

di posta elettronica che si chiama [email protected], oppure

scrivete una bella recensione che ci aiuta non solo i nostri cuori,

ma anche a farci conoscere di più all'interno delle classifiche di Apple

Podcast.

Che, tra l'altro, non sono neanche tanto male perché A2 Podcast,

salta fuori spesso e sovente.

Tra primi, chiamiamoli così tra virgolette 100 perché alla fine mi pare

che siano 100-200 in quelle che si fa che fa vedere adesso

non mi ricordo più precisamente ma in ogni caso compare spesso e

sovente in alto in classifica nella classifica tecnologia e vi ringraziamo prima

di tutto per l'ascolto e poi se volete ancora farlo salire di

più perché per Apple è importante la recensione andatevela a fare tranquillamente

seguendo il link che troverete all'interno delle note dell'episodio.

A proposito di note dell'episodio, come sempre troverete all'interno di questo lunghissimo

papiro che ci sarà anche per questa volta molto molto lungo.

Perché ci sono tutti i link di quello che vi abbiamo parlato

in puntata, andando tranquillamente nella pagina a2podcast.it

45.

Scusate, non vedo più perché incomincio ad essere stanco anch'io.

Dove ci potete trovare i nostri simpatici eroi.

Ma guardate, per quanto mi riguarda, mi trovate un meno male dappertutto.

Prima o poi dovrò smettere anche di fare tutta questa roba così

indiscriminatamente.

Ma essenzialmente principalmente mi trovate sul mio blog personale Mac Architettura.

Che potete trovare all'indirizzo marchonnet.wordpress.com sul mio podcast settimanale che si chiama

Snap Architettura Imperfetta.

E anche qui lo trovate su tutti gli aggregatori di podcast.

E poi mi trovate anche sul blog di Grafisoft Italia dove vi

parlo del BIM e di come si utilizza nel mondo dell'architettura.

Invece, il nostro simpatico Filippo, dove lo troviamo?

Lo trovate su avvocatemac.it e se volete ascoltarmi anche su un altro

podcast, Compendium Cadenza mensile quindi non troppo pesante.

Nell'ultimo periodo sto facendo tutta una serie di cose legate un po'

al minimalismo e un po' al fatto che ho fatto una serie

infinita di traslochi, quindi ho tutta una serie di pensieri e di

ragionamenti sull'argomento che sono diventati abbastanza importanti, mettiamola.

Quindi, se volete avere altri spunti, diciamo, potete trovarli nelle ultime puntate

di compagno.

Come ragionamento principe, quello di evitare come la peste i traslochi.

Ma questo lo capirete anche voi sentendo le sottolineature molto pesanti, che

ha fatto nel suo podcast, Filippo.

E per adesso non ci rimane che darvi appuntamento fra due settimane.

Alla prossima!

Alla prossima!

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