Speciale WWDC 2022 con Lucio Bragagnolo
In questa puntata Roberto e Filippo con l'ospite Lucio Bragagnolo ragionano sulle novità presentate all’ultimo WWDC 2022 da Apple in una lunga chiacchierata come speciale estivo di Agosto.
In questa puntata Roberto e Filippo con l’ospite Lucio Bragagnolo ragionano sulle novità presentate all’ultimo WWDC 2022 da Apple in una lunga chiacchierata come speciale estivo di Agosto.
Note dell’episodio
- WWDC 2022: pagina ufficiale Apple della conferenza sviluppatori da cui partono le novità discusse in puntata.
- Steve Jobs presenta iMac: riferimento storico richiamato da Lucio per parlare del Mac come “digital hub” e dell’evoluzione verso una bolla di dispositivi integrati.
- Apple Freeform: lavagna collaborativa Apple citata come esempio centrale della direzione verso collaborazione e lavoro condiviso.
- Miro: piattaforma di lavagna collaborativa usata come termine di paragone per Freeform.
- LiDAR su iPhone: spiegazione della tecnologia citata da Roberto come esempio di iPhone trasformato in strumento professionale per rilievi e scansioni.
- Guida galattica per gli autostoppisti: riferimento a Douglas Adams usato da Lucio per ragionare sulla resistenza culturale al cambiamento tecnologico.
- Controllo vocale su iPhone, iPad e iPod touch: supporto Apple collegato al tema di dettatura, input vocale e interazione senza tastiera.
- Indicazioni stradali su Apple Watch: guida Apple citata nel passaggio sull’uso di Apple Watch per navigazione e indicazioni discrete al polso.
- Anteprima di iOS 16: pagina Apple richiamata per Siri offline, dettatura con tastiera, punteggiatura automatica, lock screen e libreria foto condivisa.
- Passkey: approfondimento sul sistema di autenticazione senza password discusso in puntata.
- Agenzia delle Entrate e LockBit: video citato durante il ragionamento su ransomware, password e sicurezza aziendale.
- Anteprima di macOS Ventura: pagina Apple collegata alle novità di Mail, Continuity Camera, Stage Manager e Impostazioni di Sistema.
- Full Immersion produttiva: articolo di Roberto sulla modalità Full Immersion usata come base per discutere workflow, contesti di lavoro e concentrazione.
- La nuova lock screen di iOS 16: panoramica sulla schermata di blocco personalizzabile e sui widget collegati alle Full Immersion.
- Multiutenza su iPad: articolo di Lucio richiamato nel confronto sull’iPad come dispositivo personale e non condiviso.
- Continuity Camera: dimostrazione della funzione che permette di usare iPhone come webcam del Mac, inclusa la vista dall’alto della scrivania.
- Impostazioni di Sistema in macOS Ventura: approfondimento sul redesign delle preferenze del Mac in stile più vicino a iOS e iPadOS.
- Document proxy icons in macOS: articolo citato nel passaggio sulle proxy icon e sulle funzioni storiche del Finder meno visibili agli utenti recenti.
- Clarus the Dogcow ritorna in macOS Ventura: riferimento all’easter egg storico Apple raccontato da Lucio.
- Create macOS or Linux virtual machines: sessione WWDC 2022 sulla creazione di macchine virtuali macOS e Linux su Apple Silicon.
- Rosetta 2 per applicazioni x86 su macchine virtuali Linux: video tecnico citato da Filippo sul far girare software x86 dentro VM Linux su Mac Apple Silicon.
Sinossi1
1. WWDC 2022 come occasione per leggere una direzione comune
L’episodio si apre come speciale estivo di agosto, con Roberto che collega ironicamente il numero 40 ai quaranta gradi dell’estate e alle macchine Intel capaci di scaldare ulteriormente la stanza. Filippo introduce la puntata come un confronto sulle novità presentate alla WWDC 2022, con Lucio Bragagnolo di nuovo ospite dopo una precedente partecipazione molto apprezzata. Fin dall’inizio, però, Lucio propone di non seguire una scaletta divisa per piattaforme, ma di guardare alle macro-aree.
La sua chiave di lettura è che Apple stia facendo avanzare insieme tutti i sistemi verso un’idea di collaborazione e interscambio continuo tra dispositivi. Mac, iPhone, iPad e Apple Watch non sono più centri separati, ma punti di contatto con una “bolla digitale” più ampia. Lucio richiama il vecchio concetto di “digital hub” presentato da Steve Jobs: allora il Mac era il centro a cui collegare e sincronizzare tutto; oggi il Mac è solo uno degli elementi di un ecosistema distribuito.
“Adesso semplicemente il Mac è uno degli elementi nella bolla.” — Lucio, 00:04:13
Roberto si ritrova in questa impostazione e accetta di partire dalla collaborazione. Il tono resta leggero, ma l’impostazione è chiara: la WWDC 2022 viene letta non come elenco di funzioni, bensì come conferma di un cambio di paradigma nel modo in cui Apple vuole far lavorare persone, dispositivi e servizi.
2. Freeform, collaborazione e cultura aziendale
Il primo esempio concreto è Freeform, applicazione promessa da Apple ma non ancora disponibile al momento della registrazione. Lucio la descrive come una lavagna collaborativa in stile Miro, ma inserita nell’ecosistema Apple e potenzialmente più semplice, immediata e integrata. Secondo lui non è solo un’app: è la punta della lancia di una strategia più ampia che coinvolge Messaggi, FaceTime e iCloud. Le chiamate FaceTime possono spostarsi tra dispositivi, Messaggi accumula funzioni collaborative, la libreria foto condivisa introduce modifica e arricchimento comune degli stessi contenuti.
Roberto porta il discorso nel suo lavoro di architetto. Per lui l’interesse di Freeform sta anche nel superare i limiti di un foglio chiuso: poter disegnare, allargarsi, zoomare, passare da una pianta a un dettaglio senza esaurire lo spazio è un vantaggio creativo e operativo. Aggiunge che le API di collaborazione probabilmente verranno adottate anche da app terze.
La domanda diventa poi culturale: in Italia, dove Google e Microsoft dominano molti ambienti collaborativi, Apple può davvero sfondare? Lucio distingue tra problema informatico e problema culturale. Il primo, cioè la diffidenza verso Mac e iPhone in azienda, si sta attenuando. Il secondo resta più profondo: molte persone non vogliono muoversi da ciò che hanno faticosamente imparato e spesso, negli uffici, temono il giudizio reciproco.
“Il problema culturale legato al collaborare è incredibile.” — Lucio, 00:11:32
Per Lucio il cambiamento non avviene imponendo una nuova app, ma creando una testa di ponte: un team che usa davvero questi strumenti, ottiene risultati visibili e fa nascere negli altri il desiderio di recuperare terreno. Roberto conferma con esempi professionali: colleghi inizialmente scettici cambiano atteggiamento quando vedono iPad, Apple Pencil o LiDAR usati come strumenti di lavoro reali.
3. iPad, LiDAR e il computer come interfaccia personale
La conversazione si sposta sul modo in cui i dispositivi Apple vengono percepiti. Roberto insiste sul fatto che iPhone e iPad non sono solo oggetti di consumo o status symbol: possono diventare strumenti professionali. Il LiDAR su iPhone, per esempio, per un architetto permette scansioni del costruito e rilievi utili. L’iPad, con Apple Pencil, cambia natura: non è più solo dispositivo di fruizione, ma superficie di lavoro.
Lucio allarga il ragionamento alla cultura Windows. Moltissime persone usano Windows non per scelta, ma perché hanno ricevuto un computer con Windows e non hanno mai davvero considerato l’esistenza di un sistema operativo alternativo. Cita anche il dibattito nato dopo Apple Silicon: quando i Mac erano Intel venivano spesso confrontati con PC Intel, mentre con M1 e M2 alcuni siti sembrano evitarli, quasi che un computer debba avere Intel e Windows per essere considerato tale.
Roberto porta l’esempio della figlia, cresciuta con iPad e poi esposta a lezioni scolastiche di informatica basate su Windows, Paint e Word. La sua reazione è che “i computer” siano difficili da usare. Per Roberto questo mostra uno scollamento: le nuove generazioni partono da iPhone e iPad, non necessariamente dal PC tradizionale.
Lucio sintetizza il punto: il computer come oggetto degli anni Settanta o Ottanta non è più il centro. I dati vivono altrove, nel cloud e nella rete; ciò che conta è avere l’interfaccia giusta per accedere, trasformare e usare quelle informazioni. In questo quadro, Mac, iPad, iPhone e Watch sono forme diverse dello stesso accesso al mondo digitale.
4. Dettatura, Apple Watch e interazione vocale
Da qui Roberto introduce una funzione che considera sottovalutata: la dettatura. Racconta di usarla per relazioni, articoli, messaggi e note prese mentre guida. Il riconoscimento vocale di Apple, secondo lui, è migliorato molto rispetto alle prime versioni, quando gli errori potevano scoraggiare l’uso. Apple Watch entra nel discorso come strumento utile per messaggi rapidi e indicazioni stradali, soprattutto senza CarPlay.
Lucio ammette di essere stato un detrattore della dettatura perché, vivendo di scrittura, ragiona meglio mentre digita. Apple Watch però gli ha insegnato l’utilità della voce per messaggi brevi, frasi semplici e comunicazioni veloci. Lo stesso vale per la navigazione: in una città sconosciuta, guardare il polso e ricevere un feedback tattile è più discreto e pratico che camminare con un iPhone o un iPad in mano.
Filippo racconta i test sulle beta di macOS Ventura e iPadOS 16, evidenziando due novità: la dettatura offline on device e la possibilità di dettare mentre si interagisce con il testo tramite tastiera. Questo cambia l’esperienza perché non obbliga più a dettare tutto in un unico flusso rigido. Lucio aggiunge che la punteggiatura automatica, se funzionerà bene, renderà la dettatura ancora più comoda.
“La dettatura è qualcosa che vi può salvare ore intere di lavoro.” — Roberto, 00:24:59
Il limite citato è Siri: quando funziona bene è una comodità notevole, ma resta soggetta a momenti di errore. L’arrivo di più elaborazione offline viene visto come una possibile svolta per affidabilità e velocità.
5. Sicurezza, passkey, password e posta elettronica
Il tema successivo è Passkey. Filippo spiega il concetto come sostituzione della password con chiavi asimmetriche: una chiave privata sul dispositivo, una chiave pubblica sul servizio, sincronizzazione tramite portachiavi iCloud e protezione nell’enclave sicura. L’idea è promettente, ma richiede implementazione da parte dei siti e dei servizi.
Lucio riporta il discorso in azienda: la difficoltà non sarà solo tecnica, ma culturale. Se già è complicato convincere le persone a usare un gestore di password invece di note protette o taccuini, introdurre un sistema senza password richiederà formazione e fiducia. Il confronto tocca anche pratiche discutibili come la rotazione periodica obbligatoria delle password, che spesso porta a varianti prevedibili mese per mese.
La sicurezza viene collegata al caso Agenzia delle Entrate e LockBit, citato nel periodo in cui circolavano notizie su una possibile sottrazione di dati. Filippo richiama il problema umano: molte vulnerabilità passano dalla posta elettronica, dal phishing e da comportamenti errati.
Mail diventa quindi argomento centrale. Roberto dice di apprezzare il client Apple proprio per la sua semplicità, mentre Filippo osserva che Mail era rimasto indietro rispetto ad altri client e con iOS 16 e macOS Ventura recupera funzioni ormai comuni: invio programmato, annullamento dell’invio, promemoria per rispondere, ricerca smart, controllo degli allegati mancanti e anteprime dei link. Filippo usa Airmail e considera alcune di queste funzioni già normali, ma utili per rendere Mail più moderno.
Lucio racconta anche un aneddoto aziendale sulla proposta di passare alla posta in solo testo per ridurre rischi, peso dei messaggi e ambiguità visive. La proposta, pur ragionevole, scatena complessità operative perché in azienda convivono Outlook, iPhone, Android, sistemi tecnici e firme diverse. Anche qui emerge il tema ricorrente della puntata: la soluzione tecnica semplice può diventare difficile quando deve attraversare una cultura organizzativa stratificata.
6. Foto condivise, lock screen, Full Immersion e multiutenza
La libreria foto condivisa in iCloud viene accolta da Filippo con un “finalmente”. Il problema familiare è molto concreto: una persona scatta foto dei figli o delle vacanze, l’altra le chiede via messaggio, i video restano in una libreria separata. La nuova libreria condivisa promette di ridurre questi passaggi. Roberto, però, teme che foto di lavoro e foto familiari finiscano insieme, soprattutto per chi usa iPhone anche in cantiere. Filippo chiarisce che la libreria condivisa è separata e che Apple prevede criteri di selezione e condivisione.
La discussione prende anche una piega ironica su privacy familiare, relazioni e album nascosti. Lucio ricorda che nei nuovi sistemi gli album nascosti sono protetti e cifrati per impostazione predefinita. Roberto e Filippo parlano poi di fiducia nei dispositivi di famiglia: codici condivisi, accesso possibile in caso di bisogno, ma senza controllo abusivo.
Si passa quindi alla lock screen di iOS 16 e alle Full Immersion. Filippo non ha installato la beta su iPhone per prudenza con le app bancarie, ma usa Full Immersion su iPad per editing podcast e tracciamento del tempo. Lucio vede nella funzione un avvicinamento tra workflow su iPad e Mac, ma segnala un limite per i liberi professionisti con più clienti: una Full Immersion “lavoro” è troppo generica quando applicazioni e file si sovrappongono tra clienti diversi. Vorrebbe separare meglio la visibilità dei documenti del cliente A da quelli del cliente B, ma riconosce che la funzione non arriva ancora a quel livello.
Il tema porta alla multiutenza su iPad. Roberto la vorrebbe soprattutto per figli e famiglia, ma Lucio rovescia la prospettiva: la multiutenza è forse un retaggio del passato, mentre i dispositivi moderni sono sempre più personali. Più che utenti separati servono restrizioni efficaci, modalità di contesto, Stage Manager, schermate e Full Immersion per cambiare paradigma d’uso rapidamente.
“Per me la tendenza è verso l’apparecchio personale.” — Lucio, 01:10:52
7. Continuity Camera e lavoro ibrido
Continuity Camera è una delle funzioni più discusse. Filippo non l’ha testata direttamente perché non ha installato iOS 16 su iPhone, ma ha visto prove video e ne riconosce il potenziale. Apple non inventa l’uso dello smartphone come webcam, già possibile con app terze, ma lo integra nel sistema con funzioni avanzate: sfocatura, ritaglio della persona, uso del grandangolo e Desk View per mostrare la scrivania dall’alto.
Filippo legge questa novità nel contesto del lavoro remoto e ibrido. Negli ultimi due anni Apple sembra avere incorporato esigenze nate o accelerate dalla pandemia: videochiamate migliori, condivisione, collaborazione, qualità dell’immagine, strumenti per mostrare cosa si sta facendo.
Lucio considera Continuity Camera una funzione geniale e “diabolica” perché dà un nuovo uso a un iPhone costoso che molti utenti possiedono già. Vede un impatto non solo per riunioni d’ufficio, ma anche per creator, influencer, formatori e professionisti video. Con Desk View Apple offre un’alternativa semplice a impalcature, webcam dedicate e setup complessi. Roberto, da architetto, immagina subito usi pratici: riprendere dall’alto un disegno, mostrare come si lavora su iPad, documentare processi senza acquistare attrezzature dedicate.
8. Impostazioni di Sistema, proxy icon e memoria storica del Mac
Verso la fine emerge un punto più controverso: le nuove Impostazioni di Sistema di macOS Ventura, ridisegnate in modo più vicino a iOS e iPadOS. Filippo è critico: le vecchie Preferenze di Sistema erano disordinate, ma le nuove gli sembrano confuse e acerbe. Alcune opzioni sono difficili da trovare e la disposizione dei menu richiede abitudine.
Lucio sospende il giudizio. Secondo lui queste interfacce sono molto legate all’abitudine: dopo qualche uso diventano “così e basta”, mentre chi non le usa spesso le trova comunque misteriose. Il paragone è con lo scorrimento naturale del trackpad: all’inizio divisivo, poi assorbito dall’abitudine o disattivato da chi non lo sopporta.
Filippo cita le proxy icon come esempio di funzioni storiche diventate meno visibili. Per lui sono ancora utilissime, ma molti utenti non sanno nemmeno cosa siano. Lucio osserva che Apple lavora sempre più per un pubblico consumer: rimuovere o nascondere elementi misteriosi può semplificare la vita a milioni di persone, anche se irrita gli utenti esperti.
Il discorso sulla memoria storica porta a Clarus, il cane-mucca. Lucio racconta l’origine dell’icona usata nelle vecchie anteprime di stampa del Mac, con rotazioni e inversioni che mostravano orientamento e impostazioni della pagina. Ricorda anche il verso ufficiale “moof” e il ritorno di Clarus in macOS Ventura come easter egg nostalgico, più simbolico che pratico.
9. Virtualizzazione su Apple Silicon, Linux e SwiftUI
L’ultimo blocco riguarda virtualizzazione e sviluppo. Filippo spiega che uno dei limiti dei Mac con chip M1 e M2 è stato, almeno inizialmente, il cambio di paradigma rispetto alla virtualizzazione tradizionale. Su Apple Silicon non si può semplicemente far girare qualunque sistema x86 come prima: bisogna lavorare con sistemi ARM o strumenti specifici.
Le novità di macOS Ventura e delle API Apple permettono però di creare più facilmente macchine virtuali macOS e Linux su chip Apple. Per Filippo è utile sia per provare beta in un ambiente separato, sia per chi sviluppa e ha bisogno di ambienti Linux. Cita anche esperimenti con Rosetta 2 per eseguire applicazioni x86 dentro macchine virtuali Linux, una soluzione più tecnica e articolata, ma interessante.
Windows su Apple Silicon resta invece più complicato: serve Windows per ARM, non equivalente all’esperienza tradizionale, e molti software non funzionano o risultano limitati. La battuta finale su ARM “come usare Windows con un braccio solo” chiude il passaggio con leggerezza.
Prima dei saluti, Lucio aggiunge un’osservazione da sviluppatore su SwiftUI. Ricorda che Apple sta spostando sempre più il lavoro da Objective-C e framework storici verso Swift e SwiftUI, non solo per cambiare linguaggio, ma per uniformare lo stile di programmazione su orologio, telefono, tablet, portatile e desktop. All’utente finale questo lavoro resta invisibile, ma abilita molte delle convergenze discusse durante tutta la puntata.
“Riuscire a uniformare non l’interfaccia, non il sistema operativo, ma lo stile di programmazione diventerà sempre più una cosa di cui noi non ci accorgiamo minimamente.” — Lucio, 01:36:10
Questa sinossi è generata con l’intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione della puntata. ↩︎
Leggi la trascrizione completa
Benvenuti all'episodio 40 di A2, in cui scoprire come ottenere il massimo
dalla vostra tecnologia Apple.
Io sono Filippo Strozzi e sono il vostro ospite, assieme all'abico Roberto
Marin.
Di che cosa parliamo in questo episodio, Roberto?
Come facciamo a non parlare della temperatura visto che sono numero 40,
come 40 i gradi che ci siamo dovuti sopportare in quest'estate, e
visto che siamo in quest'estate, questo è l'episodio speciale del mese di
agosto.
Sperando di non friggere come abbiamo fatto fino adesso, soprattutto non maledire
continuamente Intel, perché tende ad alzare ancora di un paio di gradi
la temperatura della stanza quando si fa qualcosa di diverso, che non
sia, ad esempio, guardare un'immagine.
Però bisogna dire che qui siamo riuniti tutti quanti, perché uno è
uno speciale, chiaramente.
Perché in questo caso parleremo delle novità del WWDC 2022, dove Apple
ha presentato un po' di cose che ci riguardano sia dal punto
di vista professionale, sia mio che del nostro amico Filippo, che è
qua, che ci racconterà tutto.
Perché lui installa tutto quello che è beta, se c'è sopra scritto
beta, lui lo installa.
E invece, il secondo punto, che secondo me, è quello da sottolineare
con l'evidenziatore, sperando di non fare errori di dizione come ho fatto
nella scorsa puntata, abbiamo assieme a noi Lucio Bragagnolo, che è intervenuto
la scorsa puntata e ci ha fatto un sacco ridere.
Questa volta è intervenuto di nuovo, lo ringraziamo già da subito.
Perché si sta trasformando in un amico, in un compagno di avventure,
in una persona che fa parte della nostra famiglia.
E ringraziamo col cuore Lucio di essere di nuovo unito a noi
per parlare di API.
C'è un impegno da uscire a parte questo, no, non è vero,
grazie a voi, invece, è un bellissimo invito che riaccolgo molto volentieri,
saluto tutti.
Siamo orgogliosissimi e super lusincati di avere te qua con noi, i
nostri microfoni, soprattutto i nostri ascoltatori che hanno fatto complimenti a destra
e manca per la puntata che abbiamo fatto assieme.
Ma prima di continuare a lusincare i nostro simpatico Lucio, vi ricordo
che potete sostenerci in qualche modo.
Quali sono questi modi?
Per esempio, noi non chiediamo di darci dei soldi perché siamo due
bravi ragazzi, ma vi chiediamo, però, di fare una recensione su Apple
Podcast in modo tale che uno, capiamo se siamo sulla strada giusta,
due, farci salire nelle classifiche, farci vedere di più, farci ascoltare di
più e ovviamente più gente ci ascolta, più ampliamo gli argomenti, più
riusciamo a fare più cose.
Se volete sapere come fare una recensione, trovete il link come sempre
nel note dell'episodio.
Se invece voi scriverci qualcosa di interessante, come ad esempio, perché Lucio
Bargagnolo sta facendo volare una sedia sopra la testa mentre sto parlando,
potete chiederlo tranquillamente con un'email scrivendoci a [email protected].
Andiamo subito a bomba dopo questa bella presentazione, questo podcast a due
podcast, che parla della tecnologia Apple e di come sopravvivere al mondo
del lavoro utilizzando appunto gli escamonage che vi abbiamo dato nel corso
di queste puntate.
In questa puntata, invece, sfruttiamo a mani basse Lucio e le sue
impressioni, e soprattutto la sua esperienza, che ci racconta un po' di
cosa ha presentato la nostra amica, la nostra amica, nonché mamma, Apple.
Da dove partiamo, Lucio?
Partiamo che ne so: a Bomba
da quale parte di modifiche, novità.
A me piacerebbe parlare un po' meno di piattaforme specifiche e un
po' più di macro aree, non tanto un pregiudizio, ma perché a
me sembra di vedere un trend di cui ho anche parlato altre
volte e magari mi ripeterò.
Vedo questa questa Apple che fa progredire insieme tutti i suoi sistemi,
che stanno puntando a mille nodi.
Questa è la mia impressione, almeno, verso un'idea di collaboration e di
libero interscambio tra i device.
Come se in un certo senso i device, i Mac, gli Apple
Watch, gli iPhone non fossero altro che punti di contatto dei terminali,
delle zone di libera interaction uomo andina, con una bolla digitale che
ci riporta ai tempi di quando c'era Steve Jobs che presentava la
Mac e diceva che questo è il digital hub, lo hub digitale
di tutta la nostra vita perché ci attacchi tutto, ci sincronizzi tutto.
Adesso semplicemente il Mac è uno degli elementi nella bolla, e di
volta in volta, come nei film di fantascienza, noi quando vogliamo interagire
con la bolla che abbiamo intorno, abbiamo un punto di terazione di
contatto che può essere sul polso, può essere in tasca, può essere
sulla scrivania, eccetera, eccetera.
E quindi partirei dall'idea di collaborazione.
Poi, se non siete d'accordo e avete altro, volete sovvertire la scaletta
che io ho appena sovvertito e mettere quella vostra, siete liberi di
dirmelo adesso.
No, no, tranquillo, anche perché
sono d'accordo con te.
Quindi partiamo da lì, poi, dopo tanto, facciamo serata stasera, come si
suol dire potenzialmente.
Se tiene la connessione, l'iPhone è attaccato alla corrente, quindi si può
andare avanti all'infinito.
L'altra volta sono rimasto afono per un giorno e mezzo, vi dico
solo questo.
Cerchiamo di evitartelo, è vero che sei al mare, quindi la risposta
è: devi fare esercizio.
No, collaborazione viene da dire che la novità vera della WWDC e
dei nuovi sistemi non è una novità e non l'hanno neanche presentata
perché Free Form non c'è ancora, non si vede, ci è stato
solo promesso, arriverà più tardi.
Freeform, l'ultima volta quando ci siamo parlati, si parlava di Miro, che
è un sistema interattivo di fare collaborazione grafica insieme tutti quanti sulla
stessa lavagna, in un modo molto veloce, molto svelto, molto pratico, molto
efficace.
Freeform è questo al quadrato: proprio la collaborazione interattiva, totale su tutto
nel modo più facile e nel modo più apple che si possa
pensare.
Se veramente mantengono quelle promesse lì, è una cosa che io non
vedo l'ora di avere, perché già sono affamato di collaborazione normalmente di
strumenti di collaborazione sul lavoro, e Freeform potrebbe diventare un cavallo di
troia pazzesco che soppianta tutta una serie di cose di Teams in
su, perché più giù di Teams non c'è niente, che promettono una
collaborazione, non è solo Teams, è Google Meet, la squadra grossa.
Esatto, ti danno queste webboard, queste whiteboard virtuali, che sono robe per
bambini.
Sembra di disegnare con i programmi del pinguino per i bimbi, proprio
e quella lì è collaborazione.
Sì, stiamo lavorando insieme, stiamo facendo ridere insieme.
Free form sarebbe una grande cosa, ma free form è in realtà
solo la punta della lancia perché messaggi sta accumulando funzioni su funzioni,
possibilità su possibilità, Face time si sta integrando sulla stessa falsa riga.
Ti arriva una chiamata FaceTime, puoi dirigerla su qualunque device tu voglia,
puoi spostarla su qualunque device tu voglia.
ICloud Library una cosa per famiglie, sì, una cosa per uffici.
Proviamo a parlare un secondo.
Tutti hanno gli stessi diritti di modifica sulle foto, tutti possono arricchire
una raccolta oppure un album oppure editare.
Tutto questo sembra che come si tocca una funzione di Apple, si
comincia a inserire, si comincia a vedere una sfera di collaborazione dove,
comunque, siccome siamo nella rete, quando vuoi fare una cosa, se hai
bisogno o voglia o piacere di farla insieme ad altri, finalmente sta
per diventare vero.
E che cosa fa sempre Apple?
Non inventa quasi niente, prende quello che è stato inventato senza pensare
all'interfaccia umana, all'interfaccia utente, ci mette un'interfaccia utente, Apple, al suo meglio,
lo fa, it just works e diventa quello che finalmente tutti aspettavamo
e non sapevamo di aspettare.
Poi la ricerca di email diventa smart.
Aspetta, fermiamoci, fermiamoci.
Aspetta, aspetta, volevo parlare ancora un attimo di free form, perché penso
che sia davvero interessante.
Dal punto di vista, ad esempio, che io, per lavoro, sono abituato
a disegnare.
Avere questa possibilità già solo di non essere più bloccato come in
note essenzialmente in un formato vincolato, chiamiamolo così.
Avere la possibilità di continuare a disegnare, a espandere, nel mio caso,
è molto interessante perché, ad esempio, si parte da un disegno di
una pianta, magari al 100 la cominci a disegnare, poi magari inizi
a fare un particolare, allora a quel punto finisci il foglio, hai
bisogno di spostarti e questa possibilità che ti permette di usare free
form, di ampliare il disegno all'infinito, è davvero molto interessante dal punto
di vista creativo.
Io parlo da architetto perché è il mio lavoro, ma immagino che
anche tantissimi designer, tantissimi disegnatori di qualsiasi tipo perché diventa davvero utile
avere la possibilità di ingrandire, di allargarsi ed avere qualcosa.
E poi soprattutto questa questione della collaborazione, come giustamente ha sottolineato il
nostro Lucio, è fondamentale.
Adesso faccio un accenno di un'applicazione di cui sono detta tester, non
potrei parlarne, ma do un accenno: vedrete che di questa possibilità che
permette free form, face time e messaggi, verrà implementata lentamente anche da
altre applicazioni per permettere la collaborazione.
Credo che abbiano fatto proprio delle api adesso.
Quindi ovviamente adesso partono con le cose loro, ma teoricamente più avanti
ci sarà la possibilità di espandere, diciamo, queste opzioni.
Lucio ti posso fare due domande: non una due.
Nel mio ragionamento, diciamo, su Free Form che ho fatto scrivendone, secondo
te in Italia in America è un mondo diverso, chiamiamo così: Apple
è altamente penetrata dentro tutto, quindi ha un mercato totalmente diverso da
quello italiano.
Secondo te noi la collaborazione di Apple dici che riuscirà a sfondare?
Tra virgolette,
considerato che da noi credo all'80-90% due grossi sono Google e Microsoft,
per virgolette, collaborare.
Secondo te c'è possibilità, o perché in America, secondo me, ce la
faranno probabilmente se le premesse sono queste, ten da precisare, da noi
ho dei dubbi, però volevo un confronto.
In Italia c'è un problema culturale che è immenso, è una cosa
spaventosa.
Non ne pare.
La buona notizia è che avevamo un problema informatico prima di avere
un problema culturale, ovvero che se tu avevi una buona funzione, qualcosa
di bello su una piattaforma Apple, tu entravi in azienda, in azienda
ti cacciavano a calciare sedere.
Questa cosa non dico che sia terminata perché le aziende solo Windows
sono tante.
Impazzano, impazziscono e via così.
Al tempo stesso, però, vedere dei Mac, vedere non manco da dirlo,
degli iPhone in azienda non è più diventato così alieno, così strano.
Quindi il problema culturale legato alla piattaforma hardware sta scomparendo.
Il problema culturale legato al collaborare è incredibile.
Sul lavoro io ho in tanti ambienti e in tante situazioni ho
esattamente questa sola e unica difficoltà.
Le persone non intendono smuoversi dalle tre cose che hanno faticosamente imparato,
primo, secondo, in ufficio le persone in Italia spesso hanno paura l'una
dell'altra reciprocamente.
Allora, nell'azienda poi l'Italia è grande, le aziende sono tante, i contesti
sono infiniti, non è sempre così.
Però, nell'azienda di Fantozzi che esiste, c'è ancora anche se il villaggio
scriveva 50 anni fa le avventure di Fantozzi.
Nell'azienda di Fantozzzi, il Duca Conte indice una grande riunione collaborativa per
lavorare al progetto della prossima gara aziendale, tutti si guardano per vedere
chi sarà il primo che ha il coraggio di fare la prima
mossa, tracciare la prima linea che non andrà bene qualcuno.
Il problema vero è questo qui: quello in cui credo, perché sostanzialmente
quello che io riesco a implementare, e quando lo implemento, poi a
volte tende a propagarsi, è che dove trovi l'isola, il team, la
situazione che riesci magari a forzare tu prendendo le persone giuste, e
metti insieme una squadra dove cominci improvvisamente a lavorare in questo modo,
ma hai intorno persone disposte a superare quell'ostacolo lì, improvvisamente tutto il
resto del mondo dell'azienda vede che sta succedendo qualcosa e sta succedendo
qualcosa di meglio, sta succedendo qualcosa di più produttivo.
Siccome hanno paura, ma sono anche invidiosi l'uno dell'altro, e se qualcuno
prende dei vantaggi sugli altri, loro vogliono colmarli istantaneamente, cominci a vedere
un apprezzamento e un'accoglienza o una disponibilità un po' superiore.
Allora, maneggiando con molta calma, giocando una partita di scacchi, prudenziale posizionale
e sommamente statica, riesci piano piano a guadagnare terreno e a portare
non tanto la nuova app che in sé non ha nessun vero
significato.
Nessuno cambia più piattaforma per il software, questo da un quarto di
secolo, ma cambiare approccio culturale.
E allora sono andato lungo come al solito.
Tua la sostanza è che se si verifica questo, tu riesci a
mettere una testa di ponte in azienda, succede qualcosa, si tocca con
mano, arrivano dei risultati, è una roba carina.
Quelle stesse forze di invidia e di paura a quel punto cominciano
a lavorare a tuo vantaggio.
Certamente aggiungo che questo problema del salto culturale, ma anche informatico, non
è mai da sottovalutare, nel senso che anche scendendo dall'azienda che già
il problema è grosso, può diventare anche difficile nel rapportarsi con gli
altri colleghi.
Se tu utilizzi un tipo di tecnologia, se glielo spieghi parole che
ti trovi meglio, può capirti fino a un certo punto.
Tuttavia, se glielo dimostri, come è capito più di una volta, perché
mi è capitato di avere dei colleghi che tra l'incredulo e tra
l'effetto mago, quando gli facevo vedere delle cose, che alla fine, vedi
che capiscono in effetti che possono diventare anche per loro degli strumenti
che visti all'inizio come oggetti che potevano essere di accompagnamento nella vita
normale, diventano degli strumenti professionali come per magia.
Tant'è che l'esempio classico che io continuo a portare è l'iPad, che
può diventare un normale strumento di fruizione dei contenuti.
Però, nel momento in cui libut una pencil in mano, vedi che
cambia già di iPad.
Stesso discorso per una cosa che è passata un po' sotto i
ponti, secondo me non è stato abbastanza risalto.
Ad esempio, è l'utilizzo del LIDAR.
Tu ti sono chiesti ma che cacchio me ne faccio, dell'IDAR, sarebbe
più giusto pronunciarlo, che cacchio me ne faccio?
Io alzo la mano e dico me ne faccio io perché ti
permette di trasformare un iPhone che utilizzi per telefonare in qualcosa che
ti permette di fare la scansione del costruito.
Penso che il fatto di avere qualcosa che è in mano, che
prima magari telefonare o chattare diventa uno strumento di lavoro è una
questione fondamentale.
Bisogna iniziare a fare.
L'iPhone ha il suo diciamo retaggio, il suo appeal da strumento, diciamo
elitario, nel senso che è qualcosa che costa molto, funziona molto bene
e ha un bel design.
Però far capire che questo design, comunque tu lo puoi sfruttare per
il tuo lavoro, secondo me è molto interessante.
Perché ho visto anche dei miei colleghi che cambiano proprio l'approccio verso
Apple, diventano un altro punto di vista che prima non vedevano, perché
spesso, come cade, è sommerso dal marketing.
Nel senso, chiaramente il marketing tende a farti volere qualcosa perché punta
sulle cose di più uso comune e c'è un aspetto invece che
è quello professionale che spesso sfugge, ho notato, all'interno del
presentazione di Apple perché avranno i loro piani, però anche
nel permettere alle altre persone di utilizzare questi strumenti.
Nel canale Snapper di Telegram del mio podcast, per esempio, si è
presentata una persona che è un autorizzato Apple e spiegava appunto che
è difficile far capire agli architetti in questo caso, perché è entrato
perché lavora con professionisti di questo tipo far capire che c'è qualcosa
al di là di Windows che sembra incredibile, ma siamo nel 2022,
siamo ancora ancorati a qualcosa che ci tiene giù in qualche modo,
perché l'abbiamo detto più di una volta: puoi usare Apple, può usare
Windows.
A me personalmente non me ne frega niente.
Basta che per te sia lo strumento che ti permette di essere
più produttivo.
Ma fare questa scelta perché lo utilizzano tutti, o perlomeno è il
più utilizzato, a me fa abbastanza ridere.
E io penso che questo tipo di
mentalità errata entra anche nelle aziende, penso.
Adesso chiedo a te a Lucio, che hai un po' più di
esperienza sotto questo punto di vista.
Ma semplicemente il mondo è pieno di gente che usa Windows perché
gli hanno dato un computer e Windows, non ha la minima nozione
del fatto che esista un altro sistema operativo, né che esista il
sistema operativo.
Per loro Windows è il modo in cui funzionano i computer.
Non vai neanche a parlargli di un'alternativa, è come parlare di un'alternativa
al motore a scoppio.
Sbagliato perché c'è il diesel e l'elettrico, ma il motore è il
motore, quello è il motore, non c'è nient'altro.
Ma parlavo ieri di questo articolo, questo blogger che si poneva l'interrogativo:
Ma com'è che da quando è arrivato Apple Silicon, le recensioni sui
siti che si dicono agnostici, imparziali, che si occupano di tutto, le
recensioni dei PC, le recensioni dei portatili non prendono più in considerazione
i modelli Apple Silicon.
Mentre quando i Mac erano Intel, tranquillamente venivano recensiti insieme ai PC
Intel, quando andava bene di pari categoria.
E lui si poneva degli interrogativi su questo, e una delle risposte
possibili che si dava era: le persone pensano che per essere un
computer, per essere un PC, debba avere dentro un processore Intel, altrimenti
non è un computer.
Deve avere dentro Windows perché sei cresciuto con Windows.
Deve avere un Intel perché sei cresciuto con Intel e non si
va oltre.
Ricorderete Douglas Adams, quello che ha scritto la guida all'universo per autostoppisti.
No, si chiama in un altro modo, ma fa niente.
Ecco, grazie.
La guida galattica, è vero?
E lui diceva, adesso parafraso molto perché non me lo ricordo testuale,
ma diceva: Quando hai vent'anni, tutto ti sembra un progresso dovuto e
anzi perché non è arrivato prima.
Poi ci sono dei passaggi quando passi i 35, tutto quello che
viene creato dopo quel momento lì è una creazione del demonio da
contrastare, distruggere a cui opporsi con tutte le proprie forze.
Perché proprio si chiude il cervello, si tira giù la sala cinesca
e non si va più oltre pensando che il mondo si sia
fermato nel momento in cui si è fermato il tuo sviluppo cerebrale.
Non è così, ecco.
Sì, no, certo, tra l'altro, stavo pensando mentre parlavi del mondo Windows,
portiamo, io porto sempre questo esempio perché per me è
la bandiera per quanto riguarda sia del sistema scolastico sia di quanto
gli studenti ragionano in un modo diverso.
Mia figlia non ha un computer, ha un iPad da quando ha
iniziato ad approcciare all'informatica.
Tra virgolette, quando ho iniziato a fare informatica in classe, dopo due
lezioni, è venuta da me e mi ha detto: Papà, a me
i computer non piacciono perché sono troppo difficili da usare.
E io qua ho detto che hai ragione, hai ragione.
Questi ti insegnano l'informatica su un computer Windows, Paint, Word, non è
questa l'informatica, non è più questa l'informatica.
Bisogna, come dico anche nel mio settore, bisogna iniziare a cambiare marcia
e essere a passo con i tempi.
Anzi, delle volte bisogna anche essere più avanti, bisogna anche essere un
po' precursori perché io non me ne capito di questa cosa che
in ambienti in cui si insegna l'informatica dalle basi, mi chiedo perché
partire dal computer, ma perché?
È tutto sbagliato, non partono con quelli ragazzi in mano.
In mano hanno un iPhone, quelli più fortunati hanno già un iPad
e i computer non sanno neanche come è fatto, e probabilmente non
lo voglio neanche sapere come è fatto.
Sotto un certo punto di vista hanno anche ragione, perché questo qui,
secondo me, è il futuro.
Facciamo sempre: io faccio sempre il bilancio, è vero, con il Mac
puoi fare un sacco di cose, però non ne puoi fare altre,
che invece l'iPad te lo permette.
Tante cose, ad esempio, sono solo i tre assi nella manica che
hanno adesso le iPad: sono la fotocamera, la pencil e il LIDAR.
Questo non ce l'ha il Mac,
puoi farli fare tutt'altro, ma queste cose non
le può fare e molto probabilmente l'iPad potrà fare le cose che
farà il Mac in futuro perché si tratta essenzialmente.
Alla fine, se vogliamo essere proprio cattivi di programmi.
Si tratta di quello.
L'hardware del Mac tutto sommato è limitato.
Il computer non esiste, come hai detto tu, non esiste più, esiste
la rete, esiste il mondo digitale.
Tutto quello che tu hai bisogno è un oggetto che faccia da
interfaccia per permetterti di andare nel mondo digitale a reperire le informazioni
che ti servono e usarle e trasformarle come ti servono.
Poi possiamo chiamare computer uno di questi oggetti, ma non è più
l'oggetto che veniva fabbricato negli anni 70 o negli anni 80.
È diventata una cosa completamente diversa e il focus si è completamente
spostato.
Perché una volta i dati risiedevano sui computer, poi potevamo chiamarli server,
ma cambiava poco.
Sempre i computer erano.
Adesso i dati stanno comunque su dei server, perché sappiamo come nascono
i bambini e come si fa il cloud.
Tuttavia distanza è diventata tale che noi possiamo prescindere da questa necessità
fisica e considerare il mondo dei dati come un mondo assolutamente virtuale
a cui possiamo attingere con la giusta interfaccia, il giusto collegamento.
A proposito di dati e in generale di interfaccia, secondo me, un'altra
cosa interessante di questo keynote è un altro strumento che spesso viene
sottovalutato.
Lo dico con rammarico perché l'ho scoperto anch'io tardi, ma quando l'ho
scoperto, ragazzi, i miei ci sono andato giù pesante.
Nel senso sto parlando della detatura.
La dettatura è qualcosa che vi può salvare ore intere di lavoro.
Io ho detto le relazioni, ho detto gli articoli, detto i messaggi,
il riconoscimento vocale di iOS e di Apple S è molto evoluto
rispetto a quando è stato introdotto.
E probabilmente molti hanno anche un po' perso la voglia di utilizzarlo
perché all'epoca, quando era stato introdotto, la detatura non era riconosciuta benissimo.
Io vi dico che attualmente sfrutto tantissimo la detatura, un esempio banale
che è quello: mentre vado in auto, io ho detto qualcosa su
note, questo qui è un testo che io ho già fatto che
mi permette di guadagnare tempo.
Sto guidando e sto facendo un altro procedimento, oppure, come giustamente, mi
fa vedere Lucio, il simpatico Apple Watch che aiuta tantissimo.
Ecco, per esempio, l'Apple Watch, sotto questo punto di vista, non lo
sfrutta ancora benissimo, e anche questo mi spiace perché lo vedo ancora
tanto come orologio avanzato, ma quello di Siri non riesco mai a
metterla a fuoco che c'è e lì che mi aspetta, devo solo
attivarlo.
Perché io tendenzialmente ho fatto così: in macchina è comodissimo.
Mandare messaggi che lo so, ma io soprattutto se stai guidando, ma
c'è Apple Car Play.
Ah, ma tu sei avanti per una cosa, siete tutti avanti per
il resto, io almeno per la macchina, sono un po' più avanti.
Difatti, sotto questo punto di vista, perde un po' di funzionalità.
Ma è altrettanto vero che quando non avevo l'auto a cui si
poteva collegare Apple Car Play, c'è da dire che l'Apple Watch, ad
esempio, era una super grandissima figata anche per le direzioni da seguire.
Tu hai la mappa su un polso e in colpo d'occhio vedi
dove stai andando, hai la cartina lì, te lo fa vedere.
Certo, non ti fa vedere tutto quanto, ma ti fa vedere il
punto in cui devi andare o le indicazioni o la mappa.
E per me quello era davvero fondamentale perché non avevo o mi
tenevo il cellulare così in mano o lo appoggiavo se ce l'avevo
sul cruscotto.
Oppure l'alternativa era lasciare giù il cellulare e usare Apple Watch, che
è anche quella una grandissima cosa sotto il.
L'alternativa vera è comprarti il porta
hai in fondo a attaccare al vetro.
Te lo dico al vetro, il classico, te lo dico perché io
ero un detrattore della dettatura e me l'ha insegnata Apple Watch perché
vivendo di scrittura io scrivo, e il mio cervello funziona bene mentre
scrivo.
Se provo a dettare, non funziona altrettanto bene.
Poi devo fare un casino di editing e poi ci metto più
tempo di quello che ci metterei scrivendo.
Ma quando si tratta di mandare messaggi, di comunicare, di sbrigare una
cosa veloce in fretta, di comporre una frase semplice, un pensiero veloce.
Apple luat c'è lì che mi dice: detta, stupido, sono qui apposta
che ti aspetto.
Quando poi mi trovo nel centro della città che non conosco e
devo andare nel posto che non so, invece che tirare fuori l'iPhone,
a me è capitato di tirare fuori l'iPad a Venezia, un cretino
che ha attraversato Venezia con l'iPad in mano per trovare la strada
per arrivare in un posto che poi l'iPad mi ha portato davanti
a un ponte chiuso, ero esattamente dove dovevo essere, c'erano solo 5
metri di mare in mezzo
, nessun problema.
Esatto, ma l'iPad non era ancora tanto impermeabile.
Adesso vai con l'Apple Watch, che è discreto, non ti fa passare
per un turista deficiente o per una vittima sacrificare se il posto
non è simpatico, dai un'occhiata discreta, ricevi un input tattile se devi
girare.
È meraviglioso.
Tra l'altro, ne approfitto visto che stiamo parlando di dettatura vocale, perché
una delle grosse novità
e Pados 16 è la possibilità.
Io ho fatto un breve test.
Apro chiudo una parentesi.
Ho sia sul vecchio ormai vecchio MacBook Pro 16 pollici caricato su
un hard disk esterno macOS Ventura, la nuova beta del sistema operativo
di macOS, e invece l'anello sacrificale, che il mio iPad Pro, ormai
è anziano, però diciamo non riesce a fare tutto quello che potrebbe
fare un M1, ma sulla dettattura funziona.
Quindi la cosa molto interessante è che Apple negli ultimi due anni
ha fatto due cose veramente belle.
Uno che puoi dettare senza avere internet, e quindi di fatto on
device, che è una cosa che nessun altro fa, e due, adesso
riesci a dettare nel contempo, interagire col testo, che è un'altra cosa
effettivamente che ti cambia la vita.
Perché veramente devo dirti la verità: anch'io come Lucio, ma secondo me,
perché è un approccio professionale diverso, sei abituato a scrivere davanti alla
tastiera.
Quindi parlare, il tuo pensiero è più difficile, almeno per me.
Sono più abituato a digitare ormai il testo che
narrarlo, chiamiamolo così, e ti cambia proprio la vita.
Devi pensare alla frase all'inizio e avere la frase completa, anche perché
poi la direttatura vocale richiede comunque una frase di senso compiuto, perché
giustamente gli algoritmi interni poi sono legati alle parole vicino l'una all'altra,
per poi riconoscerle e così via.
Tuttavia, devo dire la verità: stare e contemporaneamente poter manipolare questo testo
che cresce, è un'esperienza strana.
Io ho fatto qualche test positivo, però effettivamente proprio è un cambio
di paradigma notevole.
Ma devo dire la verità, anche tra l'altro, senza avere internet, che
veramente è poter dettare il testo ovunque a quel punto lì è
una cosa molto interessante.
E secondo me, è passata anche abbastanza scivolata nel keynote.
Ma per alcune categorie, diciamo, sicuramente è una di quelle funzioni che
possono cambiare la vita, e devo dire la verità: ormai la gestione
dei messaggi.
Il vero problema è che Siri ogni tanto impazzisce dal mio punto
di vista, quindi ogni tanto ha i suoi momenti di debacle, ma
quando è in piena forma, veramente riesce a fare cose e diventa
veramente una comodità notevole, perché appunto non avendo car play, per esempio,
tutta la parte di quando guido arriva un messaggio e voglio rispondere
o voglio scrivere un messaggio mentre sto guidando, è ovvio che lo
strumento più comodo diventa poi veramente invece l'Apple Watch.
Ti permette di interagire facilmente e soprattutto con i contatti che mia
moglie e così via, devo dire solo il nome e automaticamente lui
fa tutto, cioè, in strada dove devo andare, la cosa ed è
una certezza, è raro che non c'entri il bersaglio, come si suol
dire.
Poi ogni tanto fa degli strafaccioni da incredibili, ma questo fa parte
del gioco.
Mi permetto di aggiungere che una cosa che sulla dettatura se funziona
bene, cambierà molto le cose, è che è stata inserita la generazione
automatica della punteggiatura.
Io aspetto di vedere la versione definitiva.
Se quella funziona, e lui capisce anche il 90% delle volte quando
ci vuole la virgola, quando ci vuole il punto, la dettatura diventa
anche già ancora più comoda di quello che ora.
Anche un'altra cosa è che non si blocca in automatico.
La vera differenza è che su iPhone e iPad avevi comunque anche
un tempo limitato di dettare, quindi dovevi essere veramente molto efficace.
Adesso invece, proprio puoi interagire, poi riprendere.
È proprio un'esperienza diversa.
Io vivo questa esperienza sull'Apple Watch, quando dico Ehi Siri, messaggio per
Ciccio e devo digitarlo in un fiato, perché, se no, lui bastarda
a un certo punto, taglia e prende metà del messaggio che volevo
mandare.
Sì, sai quando stai pensando all'ultima cosa, no, è già andato.
Esatto, è un time out micidiale.
Il vero salto totale sarà quando avremo Siri Offline, che secondo me
ci vuole ancora un attimo, ma lì poi poi si non impazzisce
più o quantomeno, impazzisce un decimo delle volte.
Speriamo che arrivi presto.
Infatti.
Lo speriamo un bene o male tutti quanti.
Intanto che colgo la palla al balzo per salutare gli amici in
chat, Mariano Di Benedetto e Daniele Borghi.
Che appunto, Daniele ci apporta una sua esperienza in azienda dove ci
racconta che in effetti cambia il workflow in azienda perché è ancora
basato su un desktop portatile, senza considerare che si tende a rimanere
nella propria comfort zone all'interno delle aziende.
In più ha aggiunto una cosa che secondo me è davvero interessante.
Lui fa un lavoro tipo di disegnatore meccanico.
Essenzialmente, se ho detto bene, adesso Daniele mi correggerà se sbaglio.
Un designer dell'ambiente meccanico, combatte in azienda perché si tende ancora adesso
nel 2022 a stampare qualsiasi cosa e non utilizzare, ad esempio, tablet
e iPad, con la possibilità di editare PDF, che sarebbe, tra l'altro,
anche più veloce e molto probabilmente più preciso, tra l'altro, che della
carta.
Perché, appunto, essendo vettoriale, molto probabilmente, essendo anche un disegno vettoriale, c'è
la possibilità di zoomare di più e si può scrivere bene o
male quello che si vuole e l'altra cosa è che ce l'hai
subito in digitale e non devi ritornare indietro, portare dalla carta al
digitale avanti e indietro, fare un po' come un ping pong infinito
tra due aspetti fondamentali della progettazione.
Questo sicuramente è un aspetto da sottolineare per quanto riguarda appunto il
fatto che ci chiediamo spesso perché le grandi aziende non cambiano mentalità.
Uno di questi problemi è questo, ma io direi di scivolare tranquillamente
invece in una cosa che io non ho focalizzato molto bene perché
in quel momento non ero molto lucido, nel senso che
strano, il caldo cominciava a farsi sentire, e o forse probabilmente stavo
di nuovo maledicendo per l'ennesima volta Intel, perché era stato presentato appena
in quel momento l'M2.
Comunque, volevo fare un attimo il focus con voi su Pass Chi
di che si tratta e di come potrebbe essere utilizzato anche in
azienda, perché penso che anche lì ci siano delle economie di scala
bene o male per tutti quanti gli utenti.
Allora, PSI è il futuro, chiamiamolo così.
Nel senso che attualmente di fatto è una bella idea, ma secondo
me con poca sostanza perché deve essere implementata.
L'idea è che invece di avere la password, avremo delle chiavi asimmetriche,
cioè quello che di fatto è come la firma digitale, come idea,
c'è una chiave pubblica e una chiave privata.
Un device hai la chiave privata che ti permette ovviamente di sbloccare,
tra virgolette, la chiave pubblica.
E a questo punto, tra l'altro, condividendo le chiavi pubbliche si può
dialogare tranquillamente.
È ovvio che in questo sistema, diciamo, c'è un punto fondamentale di
attrito che deve essere implementato da chi.
Non so, voi andare sul sito Pinco Pallino deve avere implementato tutto
il sistema del Paschi sostanzialmente.
Deve avere la sua bella chiave pubblica.
Quindi è ovvio che adesso con iOS, con tutti i nuovi sistemi
operativi, Apple, perché poi è generale, diciamo, è multipiattaforma Apple, tra virgolette,
tu avrai la possibilità di generare e gestire queste chiavi.
Tuttavia, il discorso è se non hai il modo di utilizzarlo, diciamo
adesso, per esempio, credo che si chiamano fido queste chiavette che puoi
inserire nel computer che di fatto fanno una cosa simile sostanzialmente.
Quindi è un hardware apposta, diciamo.
Invece qui tu non avrai più bisogno dell'hardware, ma del dispositivo stesso,
e poi, ovviamente, tutti il sistema attraverso il portachiavi di iCloud, in
pratica verrà sincronizzato tra i dispositivi nell'enclave sicuro e tutto il resto.
Ho detto bene, Lucio?
Hai detto benissimo, sai che abbiamo parlato prima del problema culturale.
In azienda c'è una ennesima figura che non abbiamo ancora descritto, ed
è quella della persona che programmaticamente non sa fare quello che gli
viene detto di fare.
E quando tu gli dirai di gestirsi un sistema come questo, come
prima reazione, ti dirà: Ma io non lo so fare.
Alla prima occasione dirà: Ma mi sono dimenticato.
Mentre in questo momento, nel bene o nel male, nessuno può lamentarsi
di aver dimenticato la password, o meglio, lo può fare, però è
soggetto alla riprovazione sociale dell'ambiente che lo circonda.
Il problema sarà anche qui, intanto, far capire che è una situazione
più sicura, e poi superare la barriera di questa cosa.
Non l'ho imparata.
Quindi siccome mi sono laureato nel '65 o so tutto quello che
devo sapere sul mio lavoro.
Tra l'altro, l'altra problematica che non è stata ancora risolta, io sto
cercando di convincere la gente di utilizzare un gestore di password.
Non ho le pretese di tutto questo sistema, devo convincere la gente
che un programma di gestione delle password, forse è meglio, del taccuino
delle note sicure di Apple, perché ho dei colleghi che utilizzano le
note sicure per salvare le password.
A me basterebbe già che non imponessero la rotazione periodica della password
senza nessun motivo, senza nessun senso, senza nessuna ragione,
già sarebbe qualcosa.
Sì, perché utilizzate anche voi il metodo pinco pallino 01, poi il
mese dopo pinco pallino 02 e avanti così per tutti i mesi.
Immagino, perché a un certo punto dice: Sì, sì, ma alla fine
ci sono quelli che si stufano e appunto fanno cipa lippa 01,
se sono furbi, fanno cipa lippa gennaio, cipa lippa a febbraio, già
è molto.
È già tanto tutte queste cose fanno parte di giganteschi problemi culturali.
Ovviamente, poi giocano a favore di chi riesce alla possibilità e ha
la volontà di approvarli.
Perché comunque se il tuo computer è più sicuro, capiterà che arriverà
il temibile ransomware, e tu non lo prenderai.
Invece, gli altri computer.
Sì, allora succederanno già delle cose come la legia delle entrate proprio
oggi.
Hai preso.
Non so se siete al corrente, ma pare che sia stata che
l'Ade abbia perso 78 GB di dati dei contribuenti italiani, sia stata
hackerata, abbia beccato un ransomware.
Insomma, un po' di casino si sono chiamati tra l'agenzia delle Ade
e il Soj, che sono le stesse persone, che poi alla fine
fa parte della stessa immensa ditta.
Che ha detto: Ma io veramente adesso chiedo a Soj, Soj dice
io non ne so nulla, ragazzi miei.
Però, se è vero quello che si è visto, i 78 GB
sono spariti, vediamo come andrà a risolversi.
Tutto questo perché?
Perché, appunto, dicevi, i sistemi non sono intrinsecamente sicuri, ma c'è un
altro aspetto che purtroppo è quello da considerare, come dicono sempre: il
problema non è il computer, ma è quello che sta tra il
computer e la sedia.
Come si dice, e qual è la cosa migliore per riuscire a
sfruttare la vulnerabilità delle persone è l'utilizzo delle mail.
Secondo me, che quello lì è veramente un portone aperto verso questo
tipo di problematiche.
Mi ricollego a questo punto all'utilizzo delle mail che è stato modernizzato,
finalmente un po' aggiungiamo tutti tra parentesi, perché, insomma, mail è il
mio client di posta preferita, semplice, chiaro, quello che deve fare lo
fa, io ho tutto sotto controllo, non ho bisogno di particolari cose.
Tant'è che questa modernizzazione l'ho sentita poco, se non per quelle piccole
particolarità che possono essere, ad esempio, quello di programmare l'invio che può
diventare utile in certe situazioni.
Nel mio caso, tendo già di mio a dire OK, ragazzi, non
mi preparo neanche le mail alla sera, te la scrivo alle 10
perché te la mando alle 10 e mezza o quel range, non
mi metto neanche a prepararla prima perché non voglio neanche pensarci.
E quindi ho proprio questa
regola personale di avere appunto degli orari ben precisi per mandare le
mail e leggere le mail.
Quindi l'ho sentita sì, utile, ma non fondamentale dal mio punto di
vista.
Però mi rendo conto che in molte situazioni le novità che sono
state introdotte sono state richieste a gran voce.
In ogni caso, piccolo inciso per chi ci sta seguendo in diretta:
Filippo, che è praticamente il Master of streaming del DA2 podcast, ha
avuto un problemino di tipo elettrico.
È caduta la linea.
Conseguentemente è caduto anche
la connessione, esatto, c'è stato il blackout per 10 minuti, credo a
questo punto.
E grazie al fatto che ho appena messo, perché era già successo,
quindi ho recuperato l'ultimo gruppo di continuità che avevo e l'ho attaccato
al McMini e quindi il McMini è sotto il gruppo di continuità
e per fortuna qualcosa ho registrato poi cosa abbia registrato nel momento
in cui non c'era più il collegamento, o penso niente, però, insomma,
la registrazione è andata avanti.
La mia domanda che ti devo fare è: da cosa ripartiamo per
riuscire a fare il collegamento?
Io ho una proposta: siccome Roberto prima parlava di mail, parlavamo un
po' delle aggiunte a mail, lui raccontava di come gli piacesse un
uso abbastanza basico, abbastanza semplice di mail rispetto a un uso molto
sofisticato e molto articolato.
Io ho l'aneddoto inedito che non mi fa sembrare un anziano, perché
non l'ho mai raccontato a nessuno a proposito dell'uso della mail.
Se come volete, ripartiamo da questa azienda con la mail aziendale che
a un certo punto è vittima di un qualche furto di indirizzi
o cose che capitano.
Insomma, i clienti dell'azienda cominciano a receber mail di phishing da indirizzi
dell'azienda, and l'azienda dice: Come facciamo?
Dice, facciamo cambiare le password a tutti.
Dicono.
E dice: Guardate, che a nessuno è stato violato l'account.
Queste mail non stanno partendo dagli account delle persone.
Qualcuno è venuto in possesso di una lista di indirizzi o l'ha
generata, perché tanto basta generare degli indirizzi mail per trovarne di veritieri,
e sta mandando il suo phishing il suo spam.
E come facciamo?
Faccia una proposta che li getta nel panico.
Ricordate il problema culturale nelle aziende.
Stanno nuotando nel panico tuttora.
Passiamo alla posta in formato solo testo.
Ma come io rispondo: intanto mandate via file più piccoli e consumate
meno banda.
Secondo, se mandate degli allegati si capisce che sono allegati.
Terzo, smettete di illudervi che la mail in testo formattato che mandate
in giro venga vista allo stesso modo su tutti i sistemi, perché
ha fatto così.
Quarto, voi lo dite al cliente, il cliente imparerà molto rapidamente a
capire che se una mail non è in formato solo testo, non
sta arrivando da voi, ma da qualcun altro, e si sentirà più
tranquillo.
Questa transizione sta occupando molte ore.
Uomo vi dico solo questo.
Questo perché intanto ci sono tanti sistemi.
Questo perché scusami?
Perché, come minimo, adesso oramai in un'azienda hai IPC, tipicamente c'è Outlook
e va bene.
Poi però ci sono i telefoni Android, ci sono degli iPhone, perché
almeno un iPhone, almeno l'amministratore delegato l'iphone ce l'ha, quindi l'iPhone va
supportato.
Poi c'è un tecnico che quindi, comunque ha una macchina che magari
non dico Unix, però insomma, sfugge un po' le definizioni.
E poi, questa è una cosa che non ho ancora provato sulle
nuove beta e non saprei dirvi se si può fare.
Ma io non confesso di non sapere bene come impostare una mail
e una firma solo testo su iOS o iPadOS per dire
che ci sono sistemi, su Android mi pare che sia lo stesso,
dove impostare una mail solo testo integralmente solo testo se non è
impossibile, è difficile, richiede qualche sforzo importante.
E la proposta di fare la transizione a una posta solo testo
che è più semplice, più veloce, più economica, più sicura, più anche
rappresentativa.
Perché quando mandi una mail, sai benissimo che non importa l'aspetto che
abbia, perché tanto verrà vista da client che ognuno lo rappresenta a
suo modo il messaggio.
Quindi ha tanti vantaggi mandare una mail solo testo, ma convertire un'azienda
in modo organico e totale a questo è di una notevole complicazione.
Non ci avevo pensato.
Questo era l'aneddoto e sono molto lieto che mi faccia sembrare più
giovane.
Sì, è vero, che poi, tra l'altro, gran parte della comunicazione che
avviene tra i vari utenti e in formato testo, a meno delle
emoji e diciamo GIF che ci sono, alla fine.
Teoricamente, le emoji sono dei caratteri, quindi vengono converti anche in solo
testo.
Bisogna che il programma supporti Unicode, se supporta Unicode, non c'è nessun
problema.
Dovrebbero fare delle email in markdown.
Esatto, non esistono i lingi.
E la formatazione in grassetto, e tutto il resto, che può variare,
ma le emoji sono di fatto codificate.
Lascia stare, mi è già venuto un mal di testa solo a
pensarci.
Però anche lì dopo apri delle parentesi ancora più complicate.
Credo, vedo anche mia moglie,
Markdown.
Quando io dico ai colleghi che scrivono Markdown, mi guardano come vabbè,
lasciamo perdere, faccio prima dire lasciamo perdere a spiegargli quali sono le
utilità.
Siamo a questo punto, ma è normale, perché sto cercando di portare
un gruppo di maestre su Markdown ed è uno spettacolo, non posso
dire di più.
Tornando invece a Mail, parliamo un attimo delle nuove funzionalità smart.
Ovviamente io qui lascio Filippo parlare, perché lui è uno che vive
essenzialmente di mail.
Immagino che abbia tenuto alta l'attenzione, anche perché ribadisco che io faccio
un uso di mail molto basico.
È uno strumento di comunicazione, ma che uso limitatamente, nel senso che
tendo a non aver bisogno di troppi orpelli o funzionalità, per il
semplice fatto che penso che, come direbbe qualcuno, meno c'è meno si
rompe, conseguentemente, più è veloce e chiara la comunicazione, meno ci sono
fraintendimenti.
Filippo.
Tu
delle novità che ci sono state, qual è la parte che ti
è piaciuta di più e che ti ha interessato?
Tu considera che comunque Mail, tra virgolette, è uno dei programmi più
chiamiamoli così, obsoleti di Apple, nel senso che non è che ci
abbiano lavorato molto negli ultimi anni, client in posta di tutti i
sistemi operativi Apple.
E con questa, con iOS 16 e Microsoft Ventura hanno un po'
svecchiato
, e implementato alcune funzioni che ormai qualsiasi
client di posta elettronica ha.
La parte forse più interessante, ma è una di quelle che io
non considero interessanti dal mio punto di vista, sono le ricerche smart.
Cioè, abitualmente l'email diventa anzi, la casella di posta elettronica diventa il
rifugio peccatorum di tutte le ricerche, di tutto quello che è lo
scibile umano e così via.
Quindi si va alla ricerca di quel vecchio documento che due milioni
di anni fa abbiamo mandato e che adesso devo recuperare che non
ho salvato sul computer.
Ma mi ricordo che c'era un'email dove lo mandavamo.
Ecco, in questi casi le ricerche Smart effettivamente sono utili e anche
lì Mail aveva tutta una serie di problemi, ha tutta una serie
di problemi attualmente.
Io, peraltro uso Gmail come back-end finale, e da quello che ne
so io, ci sono tutta una serie di ulteriori problematiche di dialogo.
Perché ovviamente Gmail
famo lo strano, non usa un'IMAP normale, ma un suo IMAP quindi
con ulteriori problemi di compatibilità varie ed eventuali.
Le cose interessanti invece, secondo me, che rendono mail un po' più
moderno, mettiamola così, è la possibilità di inviare
in differita le email.
E questo da una parte per me è la normalità, nel senso
che io ho colleghi che casomai io ricevo mail da un collega
alle 3 di notte, personalmente trovo e casomai anche io mi ha
dato email, io sono un mattiniero, quindi casomai io scrivo le mail
alle 6 del mattino, diciamo così.
Tuttavia, mi sembra poco sensato!
Che la mail rica la mail esca alle 6 del mattino.
Per cui abitualmente io uso come programma di post elettronica Irmail sia
su iOS che su Mac.
Ed è una di quelle funzioni, diciamo, che sono presente da molto
tempo, mettiamola così.
Stesso discorso vale per la possibilità di ricordarsi se qualcuno ti ha
mandato una mail oppure no, cioè nel senso se ti ha risposto
a quella mail oppure no.
Sono tutte funzioni relativamente avanzate, ma comode, diciamo.
Sì, è più interessante.
Per esempio, quello di ricordare di rispondere a un'email è molto interessante
perché ti permetterebbe, in teoria, di risolvere il famoso problema dell'inbox zero,
potrebbe aiutare.
No, devi buttarla fuori, devi buttarla fuori.
Usare la mail
come task manager, è il modo giusto per complicarsi la vita immotivatamente,
secondo me.
Non lo so, io non utilizzo questa procedura, però, molti clienti di
posta elettronica puntano ad avere questo tipo di funzionalità.
Quindi immagino che in molti sia sentito.
Sia Mail che altri programmi come Airmen, per esempio, comunque hanno la
possibilità di avere il link alla specifica email che è molto più
comodo perché a quel punto lì ti metti il reminder anche in
promemoria di Apple, tra virgolette, con il link puoi andare direttamente all'email
a cui devi rispondere, o a cui aspetti una risposta, per esempio,
che è molto più.
L'annullamento della mail, cosa ne dite?
Aiuta, capita più di una volta, tipo quando non si manda l'allegato.
Allora si aiuta, ma non come l'ha fatto Apple, nel senso che
credo.
Ma è inutile fino a un certo punto, perché parlavamo prima di
mandare mail senza allegati.
A me è capito un milione di volte e mi viene sempre
in mente appena ho cliccato invia.
Subito inviato cacchio!
L'allegato, allora a quel punto se riesco a toglierlo.
Quello sì, allora quello sì.
Sul fronte allegati, teoricamente c'è anche l'aggiunta, ma solo con lingua inglese,
quindi comunque dovresti mettere attachment, una roba del genere perché funzioni almeno
in italiano.
C'è anche il controllo degli allegati in questo senso: cioè se tu
digiti un testo all'interno della mail, però appunto un testo inglese con
attachment e non vede che c'è un allegato, allora ti avverte che
manca l'allegato.
E invece l'annullo invio.
Io, per esempio, su Airmail lo puoi configurare innanzitutto, quindi è più
comodo.
E io abitualmente, quando lo configuro, lo metto almeno a 120 l'email
parte dopo due minuti, perché
hai quel lasso di tempo che poi ovvio che le mail che
si autodistruggono, credo che siano solo di Google, però insomma, diventa una
cosa abbastanza complicata, barra inutile, dopo un arzigogolo, mettiamola così.
L'altra opzione interessante
è quella che, da quello che ho capito io, si possono avere
i link.
Le anteprime dei link sostanzialmente all'interno di me stesso, un po' come
nelle note di Apple.
È una funzione a mezzo e mezzo, perché poi anche in questo
caso credo dei problemi di sicurezza qui ci potrebbero essere perché, se
fa partire un JavaScript dal server remoto, cose belle potrebbero succedere sul
tuo sistema.
Tuttavia, insomma, diciamo che c'è da capire esattamente come è implementato sotto,
ma comunque non voglio entrare nel meandri tecnici, conoscendo Apple, abitualmente farà
passare qualcosa dai loro server o comunque da quindi un minimo di
pulizia del link.
Probabilmente ci sarà dietro, anche perché tutte le nuove funzioni che hanno,
direi che è abbastanza probabile.
Scusate un attimo, ma l'anteprima non c'era già, sto provando adesso.
L'anteprima degli allegati degli allegati, non del link.
No, del link.
Sì.
C'è, se tu vai sul link, che l'anteprima adesso non la fa
vedere.
No, si apre un piccolo triangolino di fianco al link.
Che se tu lo clicchi ti fa una piccola anteprima: sì, ma
quello che tu stai facendo è una cosa diversa.
Sì, sì, l'ho capito.
Qui va sul sito e ti fa un'anteprima del sito, invece, come
note di fatto ti viene fuori una bolla, chiamiamola così un riquadro
con il titolo dell'articolo, per esempio.
E se c'è un'immagine, l'immagine dell'articolo.
Quindi di fatto cosa fa di sottofondo?
Prende il link immagina un articolo del tuo sito e va prende
e fa lo scraping del titolo dell'articolo e dell'immagine di presentazione, chiamiamola
così, o la prima immagine che trova, e a quel punto lì
ti crea la bolla col titolo e sotto un'immagine come note puoi.
Cioè, tu, quando metti un link in note, hai proprio una piccola
l'anteprima già dentro la nota, è un'anteprima mirata.
Ok, ho capito cosa intendi.
Io confondevo l'anteprima del link che vedo io con quello che potrebbe
essere il link in versione anteprima che inserisce all'interno delle note per
intenderci, è un piccolo quadratino con appunto l'immagine e il titolo, come
diceva Filippo, io ho confuso completamente le cose, ok, chiaro, adesso è
molto piccola, commento di Filippo, cose che dicevo prima Roberto.
Non so se sono finite in registrazione, presumibilmente, no, a questo punto,
viva le ricerche smart, viva i messaggi in differita, viva tantissimo reminder
degli allegati mancanti dei destinatari mancanti, viva l'annullamento dell'invio, abbasso lo standard
BIMI o Bimi, o come cavolo, si chiamerà quello che si parlava
prima con Roberto.
Si preoccupa di mostrare i loghi delle aziende quando ci sono mezzo
mail aziendali.
No, è fondamentale, questo
ti fa entrare in una quota di mercato enorme,
lo so, lo so, però a me io sono un po' come
Roberto.
Mi piace la mail ancora cruda,
senza condimento,
la mia firma, tra virgolette, è solo un file di testo: solo
del testo, praticamente.
Tra l'altro, vi allaccio un attimo a mail mentre ne stavamo parlando,
che Daniele ha fatto una domanda in chiede: conferma del fatto che
con la nuova versione di email non si possono più installare plugin.
Io, francamente, non ho mai installato plugin a mail,
da un po' cioè
una nuova piattaforma di plugin di estensioni per la precisione, non credo
che siano plugin che è dalla versione, cioè, da questa da mail,
diciamo di iOS 15 e macOS Monterey.
Tant'è vero che tutta una serie di plugin TPC, che erano Mail
Butler e quelle cose lì che poi facevano tutte queste funzioni.
Apple di fatto ha riscritto tutto e quindi tu dovevi riscrivere l'applicazione
da zero, molti sviluppatori ci hanno mollato da quello che ho capito
io, perché potenzialmente in un futuro ci sarà ci sarà la possibilità
per nuove applicazioni di nascere, la comodità è che multipiattaforma.
Quindi da quello che l'ho capita io le estensioni zonano sia su
Mail per Mac che su iOS.
Quindi, diciamo come al solito come hanno fatto sui work, che hanno
raso a terra le applicazioni per Mac e le hanno ricostruite multipiattaforma.
Anche qui credo che abbiano fatto un'operazione del genere e credo anche
che Mail sia stata riprogettata, anche probabilmente sottofondo, perché le due piattaforme
stanno riprendendo, si stanno rincorrendo e le funzioni adesso sono paritetiche, cioè
quello che c'è da una parte, c'è dall'altra.
Si armonizzano esatto, bravissimo.
A proposito di armonizzare, una interessante novità potrebbe essere la libreria foto
condivisa.
Ovviamente Filippo ha giunto finalmente.
Adesso ovviamente ti chiedo come mai finalmente l'attendevi con così tanta diciamo
ansia.
Non so, tu, io sono in questa situazione.
Ho la moglie che mi chiede: mi mandi via messaggio la foto
che hai fatto a nostro figlio in quell'evento, o ti ho preso
il cellulare perché fa le foto più belle.
I suoti e richiedono quel video che hai fatto tu.
Ma non c'era già la libreria condivisa, allora
puoi avere l'album condiviso,
ma non la libreria condivisa, e anche qui la libreria condivisa è
per chi sta sotto lo account i cloud, cioè famiglia i cloud.
Tuttavia, effettivamente diventa molto comoda, anche perché, non so, tu prendi e
fai delle foto, tua moglie fa delle foto.
E tra virgolette, dovete incrociare le librerie che sono comunque separate.
Ma a me sembra che esploderà esploderà la libreria.
Non me ne vuol dire Roberto.
Tu che sei braccino, il problema è che Apple vuole una cosa:
che tu compri terabyte di iCloud, ok?
Nel momento che sei braccino, c'è poco da fare, però io
ascolto il verbo, i miei due terabyte di famiglia ce li ho,
sono tutto pacifico.
Ecco, ma io ti faccio un esempio pratico.
Io l'iPhone lo utilizzo anche per lavoro l'ultimo cantiero ho fatto 300
foto e sono la libreria condivisa, queste 300 foto vanno sulla libreria.
No, allora anche qui c'è da testarla la cosa.
Tuttavia, teoricamente è intelligente e quindi capisce che quello è lavoro.
O comunque sono curioso di vederlo.
O comunque teoricamente tu puoi dirgli quando attivare le foto condivise, chiamiamola
così, e quando no.
Ci sarà già dentro l'applicazione, mentre fai le foto proprio.
Questo onestamente non lo so, ma banalmente, la libreria condivisa di famiglia
è una libreria separata e puoi mandargli sopra quello che vuoi.
Tu hai la tua libreria perché l'hai sempre avuta, perché Apple ti
vuole bene.
Nel momento in cui con iOS 16 e gli altri sistemi paralleli,
decidi che apri una libreria per tutte le foto della vacanza a
Fossombrone, quella libreria è separata dalla tua, proprio un'altra libreria diventa uncemente,
le foto vanno direttamente lì e quindi a quel punto lì non
devi fare ulteriore attività.
Ma scusatemi, ci ho pensato soltanto io che siamo in Italia e
con l'informatizzazione che conosciamo e soprattutto le amanti che girano, non capiteranno
dei disastri, famiglie che scoppiano da un momento all'altro, perché appunto facendo
la famosa gita.
Guarda, ti do una brutta notizia.
Prassi che ho scoperto essere abbastanza consueta, diciamo quando ci sono problemi
di fedeltà.
È che uno dei due coniugi cosa fa?
La prima cosa che fa è un profilo Whatsapp web e cattura
tutto quello che viene dal Whatsapp dell'altro coniuge o
del partner e così via.
Quindi siamo già sotto sotto controllo.
Il tech savitto, fa queste mosse qui, poi ovviamente da lì nascono
problemi giuridici.
Voi che siete farfalloni, ve la spassate.
Ma io non voglio saperlo.
Io che sono fatto uomo tutto d'un pezzo, eccetera, eccetera.
Vi dico che intanto la libreria condivisa ha gli strumenti per selezionare
in anticipo le photo, e poi per esempio indicare le persone che
devono finire dentro la libreria condivisa oppure le date, oppure altri criteri.
La seconda cosa che riguarda marginalmente la libreria del cloud, ma tantissimo
gli amanti e gli infedeli, è che gli album nascosti
dal prossimo sistema sono chiusi e cifrati per default.
Mi ricordo questa particolarità adesso mi è venuta in mente: però aggiungo
un'altra cosa che mi ha fatto venire in mente mentre parlavi, avevo
visto uno sketch comico dove questa ragazza raccontava di come capire se
l'altra metà stava tradendo in qualche modo senza ricorrere all'informatica.
Dice, voi non avete bisogno di controllare il cellulare del partner perché
basta vedere il comportamento.
Perché noi maschi come siamo fatti?
Soprattutto dalla parte dei maschi, del donne, questo è difficilmente applicabile.
Tuttavia, per noi maschi è molto semplice beccarci in fragrante, perché se
non abbiamo l'amante, il cellulare lo lasciamo in qualsiasi parte della casa
a disposizione, aperto, acceso senza blocco, chi se ne frega.
Quando vedi un cambiamento del tipo che il cellulare ce li seppe
in tasca, il pin è cambiato, non lo perdi più da nessuna
parte, vuol dire che molto probabilmente il maschio
della coppia è molto probabilmente ha un amante, ha qualcosa da nascora.
Una cosa di cui vado molto fiero è che le mie figlie
hanno il passcode dei miei apparecchi e lo usano regolarmente, ma non
ne abusano, e questo mi rende orgogliosamente papà.
La stessa cosa, per tutti i dispositivi della famiglia, tutti sanno tutto,
puoi mettere il codice che vuoi, però ovviamente devi comunicarlo in modo
tale che tutti siamo liberi di accedere a qualsiasi cosa in qualsiasi
frangente, perché ovviamente
è giusto che io di fiduciare i miei figli dandogli la possibilità
di utilizzare il mio cellulare, ma d'altra parte voglio che loro si
fidino di me che non vado a usare il loro cellulare per
controllarli, ma che nel caso in cui ci sia bisogno, per qualsiosa,
io posso accedere tranquillamente senza chiedere niente a nessuno, è una forma
di libertà ed anch'io sono molto contento di questa prassi perché vedo
che non è più come la nostra generazione, che forse era più
abituata a mantenere una certa forma di controllo sotto questo punto di
vista, nel senso dello strumento informatico.
Ce l'ho io, lo uso io e io ci metto io le
mie cose a non a cedere.
Vedo che invece, a differenza delle nuove generazioni, sono un po' meno
individualiste.
Sotto questo punto di vista, tendono un po' anche a farli girare.
Un'altra novità che di conseguenza si aggancia essendo della lock screen, penso
che si aggancia anche con la nuova lock screen widget, chiamiamola così.
Cosa ne pensi, Filippo?
Allora ti devo dire la verità: io su Full Immersion lo sto
usando poco, cioè, nel senso, a parte due cose, infatti, la differenza
tra me e fatti, era quello che ero curioso di sapere, la
tua opinione.
No, no, l'unica beta che non ho installato, è quella sull'iPhone, quindi,
perché lì devo dire la verità, ero a tanto così dal farlo,
devo dire la verità.
Ma poi mi hanno detto: ho sentito che solitamente le applicazioni delle
banche, quindi, quelle per accedere, poi con l'OTP alle banche, hanno dei
problemi, e lì mi dava molto più da fare
che la tentazione di fare altre cose.
Quindi, l'unica cosa che non ho fatto è l'iPhone, devo dire la
verità.
Attualmente, su iPad, per esempio, la full immersion la uso per editing
dei podcast, prevalentemente, cioè per passare da una modalità all'altra, diciamo, e
per far scattare automaticamente dei timer di tracciamento del tempo.
Dovrei lavorarci un po' di più, ma devo dire la verità: bene
o male se lavoro, lavoro e quindi non mi pongo il problema.
Ho un approccio diverso, ecco, mettiamola così.
Sulla carta è una cosa che mi è piaciuta moltissimo perché avvicina
il workflow che ho sull'iPad al workflow che ho su Mac, dove
più o meno tendo a impostare schermi diversi per i clienti, che
poi cosa che poi diventa più sofisticata con Ventura, ha premessa se
io provo a pronunciare Ventura in inglese, escono fuori in flessioni bergamasche,
bresciane, venete, comunque è ridicolo perché non sono madrelingua, quindi per me
Ventura è basta.
Eventura rimane.
Dicevo, Ventura aggiunge sofisticazione da questo punto di vista.
E sono molto contento perché uno dei miei obiettivi nel modo indeterminato
è avere un workflow il più possibile simile su Mac, sull'iPad, perfino
sull'iPhone where occorre, avere lo stesso modo di fare the coach quando
la cosa è la stessa.
Ho la sensazione, sto ancora un po' provando e smanettando, ho la
sensazione che mi rimanga un problema che mio non è della funzione,
è che è legato al fatto che io sono un libero professionista
e ho più clienti.
Allora per me impostare
una full immersion lavoro ha poco significato.
Dipende dal cliente di cui mi sto occupando in quel momento lì.
Molto spesso certe applicazioni si sovrappongono.
Voi sapete benissimo che il paradigma su iPad è che i documenti
di un'applicazione appartengono a quell'applicazione.
Allora io uso la stessa applicazione per il cliente A e il
cliente B.
Avere i file del cliente A separati nella visibilità, nella reperibilità da
quelli del cliente B è una cosa che è ancora oltre le
possibilità della funzione.
È anche una cosa che io mi forzo a usare, però non
mi piace tanto perché sono istintivamente un multitasker: cioè ho una priorità,
ho delle priorità, però tendo comunque a riservare dell'attenzione anche alla notifica
che sta arrivando da un altro cliente, alla comunicazione che arriva dalla
famiglia, perché è il mio modo con tutti i pregi che hai,
tutti i difetti che ha.
E anche questo confligge un po' con lo scopo che si prefigge
full immersion.
Però in tante e direi nella maggior parte delle situazioni normali dove
c'è un ambiente casa, un ambiente lavoro, un ambiente svago, la cosa
dei giochi che raccontava Roberto è fondamentale avendo figlie piccole, lì veramente
full immersion a tutto spiano e perché non ce l'hanno dato prima,
datecene ancora di più.
Confermo sottoscrivo.
Io apro solo una parentesi, ma perché non ci danno la multienza
sui iPad?
Perché no, perché perché un iPad non è un Mac, sì, ma
è sempre il mio.
Io non mi sognerei mai di aprire sul Mac un utente diverso
a seconda del cliente che servo per questo, no, no, no, io
dicevo più che altro, appunto, figli in questo caso, quindi avere utenti
diversi per utenti diversi, non lo so, è una discussione che ovviamente
dura da molto tempo.
Allora, Lucio, ci stavi raccontando della tua idea della multiutenza che secondo
me è molto interessante.
Cosa ci stavi raccontando?
Ma per far degenerare l'argomento in rissa, mi sembra di poter dire
questo: la multiutenza non è una novità che ci sono dei sistemi
che ancora non sono arrivati ad adottare tipo l'iPad, ma è un
retaggio del passato che alcuni sistemi invece stanno superando tipo appunto l'iPad.
Per la ragione che i computer, come dimostrano credo le famiglie di
molti di noi, sono diventati apparecchi personali.
Io ne conosco veramente poche di famiglie dove c'è un solo computer
e due o più membri della famiglia, si disputano.
Il mio Apple Watch certamente è un apparecchio personale.
Via di questo passo.
Per me la tendenza è verso l'apparecchio personale, e in questa fase,
cioè in questo contesto, più che la multiutenza servono piuttosto che delle
buone restrizioni nel caso il sistema vada in mano al figlio, oppure
degli oggetti come lo stage manager della situazione, come gli schermi, come
food immersion, per cambiare paradigma di visione di utilizzo con uno schiocco
di dita.
Esatto, anche perché alla fine stavamo anche valutando insieme che la multiutenza
è utile soprattutto nel momento in cui c'è un utente super user
che ti permette di utilizzare tutto il computer e invece un utente
normale che non può fare danni essenzialmente al computer.
Quindi rimane utile per quello.
iPadOS e iOS sono già praticamente intrinsecamente sicuri e difficile fare
danni con questi sistemi.
Quindi, anche sotto questo punto di vista sta un po' scemando l'utilità
di questa multiutenza.
Lucio mi trova davvero d'accordo perché a costo di scatenare una rissa
è molto interessante questo punto di vista da tenere bene sotto occhio
quando si parla di nuovi sistemi.
Parlando di nuovi sistemi, passiamo a continuity per la fotocamera.
Filippo, idea riguardo?
Allora, non ho avuto la possibilità di testarlo perché non ho l'iPhone
con iOS 16.
Ho visto dei video però, anche di test specifici, ve lo devo
avere anche girato.
Un video di David Spark che ha fatto qualche prova.
Credo che a luce interesserà perché effettivamente è una funzione che è
per lui può essere di interesse, ma devo dirti la verità: anch'io
che ogni tanto ho utilizzato l'iPhone come webcam, diciamo, del computer.
Apple, anche in questo caso, ha un po' rubato l'idea ad altri.
Perché esistono varie applicazioni, diciamo, che ti permettono già di utilizzare l'iPhone
o un cellulare come webcam per il computer.
Qui alcune cose interessanti ci sono.
Perché ovviamente può gestire in profondità i dispositivi, ti dà da una
parte tutte le funzioni, per esempio, l'iPhone 13 Pro ha tutta la
funzione sfocata, diciamo, direttamente nella webcam.
Quindi l'iPhone di fatto ti fa le riprese, già modificando, quindi scontornando
l'immagine e così via, dall'altra tutta una serie di funzioni di abbellimento,
chiamiamole così, del video sono presenti negli iPhone precedenti.
L'altra funzione che non so quanto sia utile, ma diciamo almeno ha
fatto molta impressione nel keynote è che utilizzando per gli iPhone, ovviamente
che ce l'hanno, il grand angolare, addirittura è possibile fare una ripresa
di cosa stai manipolando e diciamo della scrivania, chiamiamola così.
Che effettivamente
che effettivamente può diventare una cosa abbastanza interessante in determinati contesti e
comunque, diciamo l'interoperatività, meno male.
Se hai un Mac, probabilmente hai anche un iPhone e così via.
Diciamo che sono funzioni molto interessanti.
Una cosa che, tra virgolette, tutte queste novità stanno facendo vedere è
come Apple comunque sia sempre più lanciata, chiamiamola così, in un lavoro
ibrido e da remoto e probabilmente anche il fatto che abbiano dovuto
lavorare così tanto da remoto a gioco forza e inserito tutta una
serie di nuove necessità che fino a prepandemia, chiamiamola così, erano molto
meno sentite perché erano il lavoro da remoto era qualcosa di inusuale
o per determinate specifiche categorie di lavoratori che poi alla fine si
erano già arrabattati, chiamiamola così, da soli senza l'intervento di Apple.
Qui effettivamente, Apple ha fatto tutta una scelta di scelte di sviluppo
negli ultimi due anni, molto incentrati sul lavoro a distanza, chiamiamoli in
questi temi.
Questa funzione è stata ovviamente molto controversa.
Io la trovo veramente geniale, forse una delle aggiunte più significative.
Geniale i debiti del diabolico, intanto perché ti sei svenato per un
iPhone e io ti do un modo in più per usare un
iPhone che non ti aspettavi, non sapevi ed è di impatto.
Poi ho un sistema per fare presentazioni di ufficio, desk view appunto
che bagni nel naso della condivisione dello schermo che ormai ha tutti,
nessuno lo sa fare, and fa abbastanza schifo.
Poi esiste un mercato che stiamo sottovalutando perché abbiamo altri indirizzi professionali,
però c'è tutto un mercato di aspiranti e professionisti, influencer, persone del
video, persone che si guadagnano la vita o intendono guadagnarela, filmandosi, facendosi
vedere, and tu li dai in un attimo una serie di funzioni
sofisticate che loro potrebbero tranquillamente replicare, ma con un sacco di hardware
and software di complicazione in più.
And tu gli darci questa possibilità di farlo, magari in giro per
la Joonla, attaccato al coperchio del portatile.
A me dico una stupidaggine, uso poi l'iPhone come videocamera.
In questo momento sto usando l'iPad come videocamera, per essere precisi.
La cosa che interessa di più è una cosa molto banale.
Apple lo fa anche wireless.
Io sto usando l'iPad come videocamera dell'iPhone, ma senza il cavo non
lo posso fare.
Poterlo fare senza il cavo mi darebbe una serie di libertà per
cui io potrei appenderlo al soffitto, questo iPad, e cambiare inquadratura, per
dire una sciocchezza.
Con tutto questo, veramente hanno aperto un nuovo mercato, hanno cannibalizzato potenzialmente
quello della webcam, hanno
strizzato l'occhio a una categoria professionale nuova, hanno strizzato l'occhio a tutte
quelle vecchie che hanno appunto un modo con Desk View di mostrare
il lavoro, mostrare le cose che è inedito.
Poi con Center Stage o Stage Center non mi ricordo mai come
è l'ordine, hanno l'obiettivo che ti segue, la sfocatura incorporata è un
altro caso in cui non si è inventato niente, però hanno rivoltato
il paradigma d'uso.
Hanno detto, ma in realtà se lo usi in modo furbo, con
hardware sviluppato e integrato con il software, puoi fare delle cose interessanti.
Vero, vero.
Ad esempio, è una di quelle cose che a me hanno colto
subito perché ho detto cacchio!
Potrei fare anche questo senza appunto sopparcarmi tutta l'attrezzatura che mi servrebbe
perché è tanto facile vederlo.
L'inquadratura dall'alto sulla perfetta verticale di quello che stai facendo, però devi
cominciare a ragionare dal fatto che sicuramente c'è un'impalcatura che ti tiene
quello che ti sta facendo l'inquadratura in modo zitale rispetto al tavolo.
E io, francamente, per quello che faccio io di comprarmi tutta l'impalcatura
per mettere una camera o qualsiasi tipo di dispositivo che mi permette
di riprendere quello che sto facendo sul tavolo, me lo risparmio anche
e me lo evito.
Invece, anche per me, che non sono un vero e proprio influencer,
non è quello il mio obiettivo, può diventare interessante per far vedere
anche quello che faccio.
Ad esempio, la prima cosa che mi viene in mente è su
come si disegna su iPad, per esempio.
La prima cosa proprio al volo che è venuta in mente.
Scivolando tranquillamente verso la fine, abbiamo parlato bene di tutto e adesso,
però, bisogna toccare un punto dolente che, un po' bene o male,
tutti quanti sono rimasti un po'
dire con la bocca un po' amara.
Io, per primo, perché avendo vissuto così per una vita, non sono
ancora abituato a questo passaggio, ma ce lo faremo andare bene.
Filippo non mi sembra per niente dello stesso avviso, voto zero.
Mi sembra abbia dato la questione.
La questione, in proposito, sono le impostazioni di sistema che diventano iOSizzati.
Forse sono vecchio, forse sono vecchio, vi avevo mandato anche uno screenshot,
tra virgolette, però ammetto che non sono mai stato un amante delle
preferenze di sistema Nime Cos, che effettivamente è un guazzabuglio di tante
cose messe anche un po' a casaccio nell'ultimo periodo, credo che la
dettatura, per esempio, sia sotto la tastiera come impostazione, che quindi, se
non sai che c'è, fai fatica a trovarla.
Le nuove, però, impostazioni di sistema a scimmiottare poi quelle di iOS
e iPadOS.
Ammetto che forse perché sono state ripensate, riprogettate e così via, la
roba non si trova, c'è confusione, secondo me.
Più che poi probabilmente siamo ancora in una beta, quindi probabilmente ci
saranno delle modifiche e così via.
Però devo dire la verità: si fa fatica a trovare le cose,
secondo me.
Forse io che sono abituato a spulciare tutti questi menu in maniera
abbastanza approfondita e così via.
Però poi lascio la parola da altri su iOS e iPadOS
c'è il problema dell'eccesso di menu che non mi piace.
Su Mac c'era l'eccesso di clutter, di affollamento e incasinamento che riferivi
tu.
Io per ora sospendo il giudizio perché la trovo una cosa fortemente
legata all'abitudine.
Anche a me è capitato di trovare delle cose, apprezzare, trovarne altre,
non apprezzare, non trovarle, apprezzare ancora meno.
Però le preferenze di sistema sono una cosa che se le usi
dopo la terza volta, diventano così e basta.
Mentre se non le usi, rimangono comunque un oggetto misterioso.
Perché appunto la dettatura va sotto la tastiera, le cose si chiamano
non sempre nel modo in cui le voresti tu e così via.
Quindi non ho un giudizio netto sulle nuove preferenze.
Uno potrebbe dirmi che occupano molto meglio, sfruttano molto meglio lo spazio
che c'è a disposizione sullo schermo di un Mac tipico.
Io potrei rispondere che sprecano molto più spazio di prima, cioè possiamo
discutere all'infinito da un punto di vista negativo a un punto di
vista positivo.
Mi verrebbe da dire che un po' come quando eravamo messi a
litigare sulla direzione dello scorrimento con il trackpad
scorrimento naturale o scorrimento come abbiamo sempre fatto, e alla fine, empiricamente,
avevo visto che la platea era divisa per metà, il 50% diceva
che era meglio prima, il 50% diceva meglio adesso, il che mi
ha fatto pensare che in realtà la cosa non avesse la minima
importanza perché se non ti abitui vai come prima, e se invece
non vai come prima, ti abitui.
Alla fine, la realtà è quella: sono quelle decisioni che è un
sinonimo di cambiamento.
Come tutti i cambiamenti, o li prendi così e ti piacciono oppure
te li fai andare bene perché comunque non puoi tornare indietro.
Non sono decisioni che dipendono essenzialmente da te, a meno quello dello
scelimento del mouse, che mi pare che ci sia l'opzione da qualche
parte di cambiare.
Adesso non so, toglieranno io.
Ma alla fine, secondo me, il discorso è che esiste una struttura
Swift UI o roba del genere, che adesso è più o meno
la stessa per tutti gli apparecchi, e prima invece ce ne erano
due diverse.
O bisognava farne una per il Mac.
In questo senso, per me hanno semplicemente semplificato, non hanno messo le
preferenze come sono solipado S, hanno messo le preferenze come le stanno
programmando ora.
Sì, sì, l'interfaccia,
poi effettivamente il vero problema è proprio di menu sono strani, mettiamola
così, cioè si sposta da una versione, diciamo, orizzontale, e poi ogni
tanto ti compare qualcosa.
Schermato, è acerbo, però è vero che è una beta, quindi io
continuo a ripetere, probabilmente col tempo verrà raffinato e verrà migliorato.
Attualmente si sente almeno ho notato notevolmente da esperto, tra virgolette, del
sistema precedente, quindi comunque da persona che era abituata a utilizzare quello
prima, la differenza è notevole e si sente.
Ma per esempio, l'assurdità è che non so, per riabilitare le proxy
icon, devi fare tutto un lavoro infinito.
Nelle preferenze di sistema, e ogni volta io mi sono fatto la
guida perché non so mai dove devo andare a trovare sui nuovi
Mac devo sempre attivare la prox icon
perché non ci vivo, davvero
vecchio, o davvero anziano nel Mac a questo punto, non lo so,
però sono quelle cose che utilizzo spesso e quindi
dover fare invece il click e aspettare che venga fuori l'icona, per
me è fastidioso.
Dei livelli innerrabili.
Tuttavia, capisco che tantissimi non sanno neanche che cos'è la proxy Icon
e quindi dicono: Vabbè, che roba è.
Ci diceva prima del fatto che Apple lavora per un pubblico che
è consumer e che è sempre più consumer.
Quindi, certe strutture che noi diamo per scontate, in realtà sono degli
oggetti misteriosissimi, che se spariscono, semplicemente tolgono di mezzo un problema a
miliardi di persone.
Esatto, sicuramente, e aggiungo un'altra cosa, visto che stiamo andando scivolando verso
la fine della puntata e stavamo parlando di vecchi, bisogna parlare di
Klaus di cane mucca.
Il mucca.
Chi è che lo racconta?
Lo racconto io, lo racconta Filippo, lo racconta Roberto.
Perché sono vecchio.
Quando Mac ha cominciato a stampare, perché una volta non c'erano le
stampanti o c'erano, ma facevano ridere, il software non era in grado
di rappresentare l'anteprima di stampa con la forma reale del documento e
faceva vedere un foglio di carta con sopra l'icona in pixel bitmap
disegnata a quadratini, di un cane mucca che aveva il manto pezzato
la faccia di un cane, però le zampe di una mucca o
viceversa.
Insomma, mischiava i tratti del cane e della mucca.
A un certo punto
questo cane sul foglio, a seconda di come era impostata l'anteprima di
stampa, faceva vedere mediante l'orientamento del cane che la stampa era in
orizzontale oppure era in verticale oppure era invertita oppure era bianco su
nero invece che nero su bianco.
Il cane mucca cambiava rotazione, inversione, riflessione, colori a seconda di come
erano le impostazioni di stampa.
Poi il cane mucca ha ricevuto il suo verso ufficiale, che era
move.
Questo non lo sapevo.
Certo, certamente.
Esisteva ed esiste ancora, se si va a cercare da qualche parte
una nota tecnica che spiega le caratteristiche del cane Mucca.
Ha ricevuto un nome, Clarus, ed è stato venerato per lunghi anni
finché a un certo punto non è sparito sostanzialmente dalla documentazione e
dalle cose che pubblicava Apple.
Ora finalmente è tornato, disegnato orribilmente in vettoriale perché lo ha visto
negli splendori dell'epoca passata.
Non serve assolutamente a nulla sul piano pratico per quella che oggi
la stampa, però è come un easter egg che Apple ha abbandonato
da un po', ma ogni tanto qualcosa salta fuori è tornato il
cane.
Mucca che ha tipo quasi 40 anni di vita.
Assolutamente, molto interessante questo aneddoto.
Io non vedo l'ora di vederlo perché voglio usarlo da qualche parte.
Sicuramente lo metterò da qualche parte in qualche progetto tipo eas all'interno
delle tavole.
Mi ometto lì, mi sa che in pochi capiranno, ma quelli che
capiranno avranno un grande rispetto per me, sicuramente.
Invece, dal punto di vista del Linux, cosa ci racconti come Kik
Filippo?
Chiedo a te, perché ovviamente sei tu quello più sul pezzo su
Linux.
No, diciamo che sono un amante, sto diventando un amante delle macchine
virtuali, è uno dei limiti grossi e dei nuovi chip Apple, quindi
M1 e M2, quelli che verranno, è che non hanno la possibilità,
o almeno fino a poco tempo fa, avevi bisogno di tutta una
serie di sistemi o di un software apposta per virtualizzare e virtualizzare
solo ovviamente per
chi ARM.
Adesso una cosa che effettivamente diventa molto comoda è virtualizzare o il
cost stesso, quindi avere, per esempio, la possibilità di creare una macchina
virtuale della beta e utilizzare la macchina virtuale della beta sul tuo
computer, diciamo, funzionante e stabile, mettiamola in questi termini.
O addirittura per gli sviluppatori avere un sistema Linux per fare tutte
le varie cose, per avere lo sviluppo web e altro.
Io il mio piccolo, ho tutto un sistema alternativo, cioè un sistema
di gestione di macchine virtuali per giocare appunto con queste macchine che
ti permette anche di parare poi l'utilizzo di questi strumenti da come
costventura, nella sostanza, attraverso un piccolo programma, in pratica utilizzando Swift, è
possibile creare rapidamente delle macchine virtuali sui chip M1 e a seguito.
L'altra cosa che ho scoperto, e qui lascio il link nelle note
dell'episodio, perché è una cosa ancora più particolare, è che c'è chi
è riuscito a ottimizzare
queste macchine virtuali con Rosetta, quindi riuscendo a far girare anche applicazioni
per Intel, chiamiamole così, o comunque X86 su M1, ma utilizzando il
layer di conversione di Rosetta come cos diciamo per le sue applicazioni
native.
Per cui, effettivamente, questa è una nota di colore, mettiamola così, ma
se volete, bisogna seguire tutta una serie di istruzioni.
È una cosa un po' gogolata, mettiamola in questi termini, ma ci
si riesce e c'è un progetto che vi permette di fare anche
questo, che è effettivamente molto comodo.
Recentemente mi facevano vedere un collega che chiedeva: Io ho comprato il
nuovo M1, ma Windows su Parallels come funziona?
C'è i colori che lo sbeffeggiavano, tra virgolette, perché ovviamente devi fare
una roba che è ancora più azzigolata?
Pervi utilizzare.
Non è possibile usare Windows normale, ovviamente su un M1, ma devi
utilizzare la versione ARM per Windows che non è neanche in beta,
è una pre-release, credo che sia.
E quindi, comunque diciamo che non è per l'utente medio ecco, mettiamola
in questi termini.
La chiamano ARM perché è come usare Windows con un braccio solo
effettivamente.
Sì, anche perché poi tantissimi software non funzionano per Windows Arm.
Quindi, comunque l'esperienza è castrata.
Direi che a questo punto, con la chiusura su ARM, direi che
possiamo concludere questa bella puntata.
Molto interessante, ricca di spunti.
Ovviamente, grazie Lucio per tutto quello che sei riuscito a dare in
questa puntata.
Che è stata tratta molto per inconvenienti tecnici.
Ma in ogni caso, Lucio non ha mollato.
È stato con noi, anzi, super simpaticissimo, e ovviamente alla mano, grazie,
davvero di cuore, Lucio, per quello che fai per noi, perché siamo
veramente come dicevo all'inizio della puntata, se la volete ascoltare, orgogliosi e
soprattutto, felicissimi di stare con Lucio, una persona squisita.
Per quanto riguarda la puntata,
grazie a te, davvero, è un onore per noi.
Per quanto ci riguarda, trovate tutte le note dell'episodio con i link
e degli argomenti che abbiamo trovato, che avete ascoltato in questa puntata,
tutti i nostri riferimenti su due podcast.
it
numero tondo, quindi ve lo dovete ricordare.
Dove ci possiamo trovare?
Dunque, iniziamo da Lucio Bragagnolo, raccontaci un po' dove ti troviamo.
Ma dai, ho un piccolo blog che si trova a Macintelligence.org o
se no frequento Twitter come Lox L O X e ovviamente molto
interessante su piccolo, chiamiamolo piccolo comunque il suo blog.
Spunti sempre interessanti, mai banali.
Tant'è che abbiamo avuto anche modo di discutere in separata sede sulle
questioni del nuovo MacBoo Pro M2 è stato molto piacevole.
Come sempre, è un signore, Lucio.
Seguitelo perché lo capirete anche voi, è veramente una persona splendida e
squisita.
Invece, il vostro zapatore dell'informatica che sottoscritto mi trovate sul mio blog.
Quello lì è veramente piccolo.
Si chiama MAC Architettura.
Dove vi parlo della mia professione con il Mac oppure nel podcast
settimanale Snap Architettura Imperfette, dove invece vi racconto come si utilizza l'informatica
e le novità informatiche all'interno dello spazio dell'architettura che va a coinvolversi.
Questa è la puntata di agosto.
A settembre vi prannuncio già, se non ci sentiamo prima, che ci
saranno novità nel corso di settembre per quanto mi riguarda.
Mi sentirete magari sotto in un'altra veste e vediamo un po' come
va questa nuova avventura.
E se volete leggere qualcosa di particolare che riguarda il BIM, ovvero
la modalità nuova di progettazione odierna e soprattutto moderna, mi trovate sul
blog di Grafisoft Italia.
Invece Filippo, dove ti troviamo?
Avocato.
È Compendium, che è il podcast omonimo che scegliamo una volta al
mese.
Devo sempre spingere questo compendium.
È bello, bisogna ascoltarlo.
Allora, Lucio, vuoi chiudere in qualche modo la puntata?
Salutando i nostri amici qualche novità di chiusura, qualche cosa che ti
passa per la mente?
Oddio novità di chiusura.
Vorrei dire che sto apprezzando tantissimo.
Il dibattito che c'è su Swift UI.
Perché Apple sta cambiando da tempo oramai.
Objective C, il linguaggio precedente che si usava con Swift.
Lentamente viene utilizzato, però framework come Swift UI consentono di fare dentro
Swift anche una serie di cose come per esempio progettare l'interfaccia utente.
Swift UI, quando se ne è cominciato a parlare, era in termini,
diciamo, benevoli, moderati, un cesso, e con tanto input da parte di
tanti sviluppatori, a volte anche arrabbiati, sta diventando invece qualcosa che contribuirà
molto a fare andare avanti la piattaforma dato software.
Perché avendo una tavoletta, un computer da tasca, un computer da polso,
un computer da scrivania, i portati, i pro, eccetera, eccetera.
Riuscire a uniformare non l'interfaccia, non il sistema operativo, ma lo stile
di programmazione diventerà sempre più una cosa di cui noi non ci
accorgiamo minimamente al nostro livello di utenza, ma che disegna un sacco
di progressi e di possibilità che si aprono per il futuro.
È interessante, ottimo, ottimo.
Io molto da programmatore, ma sicuramente ne vedremo delle belle anche dalla
parte dell'utente.
Visto che abbiamo cominciato, alla fine stiamo parlando di WW
DC, e insomma, questo è quello che c'è sotto, il cofano, dobbiamo
ricordarcene un po' perché ci aiuta.
Assolutamente sì, bisogna ringraziare tutti gli sviluppatori che lavorano essenzialmente per noi.
Bene, direi che con queste note di chiusura possiamo andare in conclusione.
Un saluto a tutti quanti, passate delle buone vacanze.
Ci sentiamo a settembre con la nuova stagione di A2 Podcast,
sempre più interessante di tutti gli altri podcast.
Grazie, Lucio.
Grazie, Lucio.
Ciao a tutti, grazie a voi.
Ciao
.