Episode 36: Minimalismo digitale con strumenti Apple
In questa puntata Roberto e Filippo prendono spunto da un video di YouTube per parlare di come rendere minimale il proprio Mac.
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In questa puntata Roberto e Filippo prendono spunto da un video di YouTube per parlare di come rendere minimale il proprio Mac.
Note dell’episodio
- ThisisE: video YouTube sul minimalismo del Mac: il video in inglese da cui nasce la puntata, usato da Roberto e Filippo come scaletta critica per ragionare su Dock, Finder, Safari, notifiche e gestione delle app.
- ThisisE: sito ufficiale del designer e YouTuber bulgaro citato a inizio episodio come autore dello spunto originale.
- Canale YouTube di ThisisE: pagina del canale del creator, utile per recuperare altri video sul rapporto tra tecnologia, design e semplicità d’uso.
- Newsletter di ThisisE: newsletter citata da Roberto tra le risorse collegate all’autore del video.
- Launchpad su Mac: guida Apple alla funzione discussa come alternativa alla cartella Applicazioni nel Dock e come spazio da organizzare in pagine e cartelle.
- Personalizzare la barra laterale del Finder: supporto Apple collegato alla pulizia dei preferiti e degli accessi rapidi nel Finder.
- Aggiungere Scrivania e Documenti ad iCloud Drive: funzione discussa da Filippo e Roberto, con vantaggi di sincronizzazione e limiti legati a spazio, connessione e controllo locale dei file.
- HEY: servizio email citato per il suo approccio alla posta in arrivo basato su triage preventivo, Imbox e notifiche ridotte.
- Bartender: applicazione a pagamento per nascondere e organizzare le icone della barra dei menu di macOS.
- Hidden Bar: alternativa gratuita citata da Roberto per ridurre la confusione nella barra dei menu.
- Ep. 13 - 10 utility per Mac: episodio richiamato perché tra le utility consigliate c’era proprio Hidden Bar.
- LaunchBar: launcher usato da Filippo al posto di Spotlight, citato per avviare app, lavorare sui file, interagire con calendario e clipboard.
- Alfred: alternativa a LaunchBar, ricordata soprattutto per le automazioni disponibili nella versione a pagamento.
- Ep. 14 - Introduzione all’automazione: puntata richiamata parlando di LaunchBar e degli strumenti che permettono di automatizzare azioni ricorrenti.
- Homebrew: gestore di pacchetti per macOS citato da Filippo come modo rapido per reinstallare o rimuovere applicazioni da terminale.
- mas: interfaccia a riga di comando del Mac App Store, utile per reinstallare applicazioni acquistate o scaricate dallo store.
- Digital Minimalism: benvenuti: discussione introduttiva della community Reddit dedicata al minimalismo digitale, citata come approfondimento del tema in senso più ampio.
- Amethyst: window manager open source per macOS usato da Filippo per organizzare automaticamente le finestre in modalità tiling.
- Amethyst: video dimostrativo: video citato nelle note originali per vedere in pratica il funzionamento del window manager.
Sinossi1
1. Lo spunto: rendere il Mac più pulito partendo da un video
Roberto e Filippo aprono la puntata spiegando che l’argomento nasce da un video di ThisisE, creator bulgaro che Roberto ha segnalato a Filippo. Il video propone una serie di interventi per rendere il Mac più minimale, eliminando elementi ridondanti, semplificando l’interfaccia e riducendo le distrazioni. I due chiariscono subito che non intendono aderire in modo acritico a tutti i consigli del video: lo useranno come base per commentare ciò che funziona, ciò che non li convince e ciò che dipende dal modo personale di usare il Mac.
Roberto presenta l’idea generale del video come un lavoro di pulizia: non tanto rendere il Mac “vuoto”, ma rimuovere i doppioni che macOS mette a disposizione per permettere agli utenti di trovare le stesse funzioni in più modi. Secondo questa impostazione, se un’app di sistema fa già bene il suo lavoro, conviene usarla invece di installare alternative solo per abitudine o curiosità. Roberto porta come esempio Note: pur avendo provato molte applicazioni per prendere appunti, riconosce che l’app Apple ha il vantaggio di sincronizzare subito i contenuti tra Mac, iPhone e iPad senza configurazioni aggiuntive.
“Se c’è un’app di sistema che fa il suo lavoro, usatela.” — Roberto, 00:04:56
Filippo concorda in parte. Per lui usare le applicazioni di sistema ha anche un valore economico: prima di comprare software esterno, ha senso imparare cosa offre già macOS. Safari, per esempio, è utile perché si integra bene nell’ecosistema Apple e sincronizza schede e navigazione tra dispositivi. Però Filippo introduce subito il limite della regola: quando le esigenze diventano specifiche, un’app specializzata può essere più adatta. Cita Fantastical, che gli permette di visualizzare e gestire le attività di Todoist dentro il calendario, e GoodNotes, che usa per scrivere a mano su iPad e ritrovare gli appunti anche su Mac, con ricerca nel testo scritto a mano.
2. Dock: togliere icone, ma capire cosa si perde
Il primo grande intervento pratico riguarda il Dock. Il video suggerisce di eliminare molte icone, comprese quelle delle applicazioni usate di recente, per ridurre l’affollamento visivo. Roberto racconta di aver iniziato a togliere varie icone, pur con qualche resistenza personale, perché era abituato a lasciare il Dock abbastanza vicino alla configurazione standard di Apple. Questa abitudine gli deriva anche dall’esperienza con AutoCAD e con i computer condivisi in facoltà: mantenere interfacce simili a quelle predefinite aiutava a spostarsi da una macchina all’altra senza perdere riferimenti.
Roberto non è però d’accordo sull’eliminazione delle app recenti dal Dock. Per lui quelle icone sono un modo rapido per vedere quali applicazioni sono aperte o rimaste attive in background. Quando ha finito di usare un’app, la chiude con Command-Q; vedere il puntino sotto l’icona gli dà conferma visiva dello stato del sistema e gli permette di evitare sprechi di RAM o disordine operativo. Ammette che macOS gestisce bene le risorse, ma preferisce comunque mantenere questa forma di pulizia manuale.
Filippo ha un approccio più radicale: nel Dock tiene pochissimo, sostanzialmente Finder e Launchpad, e rimuove tutto il resto appena configura un nuovo Mac. Per lui il Dock serve soprattutto a vedere le applicazioni attive, non a lanciare programmi. Spiega anche che usa il Dock nascosto automaticamente, e che una delle sue funzioni più utili non è tanto il lancio dell’app, quanto il menu contestuale: con il tasto destro sull’icona di Safari, per esempio, può aprire una nuova finestra o una finestra privata; con Anteprima può accedere rapidamente a documenti recenti.
“Io sono talebano invece, e quindi nel Dock io ho Finder e Launchpad.” — Filippo, 00:16:22
Da qui nasce un confronto più ampio tra Mac e iPad. Sul Mac Filippo lancia le app con Command-Spazio, usando Spotlight o, nel suo caso, LaunchBar. Sull’iPad, invece, il Dock mantiene un ruolo più importante perché spesso si usa il dito e non sempre c’è una tastiera fisica. Le ultime app usate possono essere comode per tornare rapidamente a ciò che si stava facendo. Filippo racconta anche di usare widget con le applicazioni suggerite o più frequenti, sia su iPhone sia su iPad, per ridurre il bisogno di cercarle ogni volta.
3. Launchpad, applicazioni e logica da iPad
Il discorso si sposta poi su Launchpad. Il video suggerisce di usarlo come alternativa più ordinata alla cartella Applicazioni nel Dock. Roberto trova interessante l’idea di trasformare Launchpad in uno spazio organizzato: una prima pagina con le app di lavoro, una cartella “Misc” per utility e strumenti usati raramente, e altre pagine per ciò che non serve avere sempre in primo piano. In questo modo Launchpad diventa meno simile a un deposito confuso e più simile a una schermata Home di iPad, con le applicazioni disposte secondo priorità personali.
Filippo, al contrario, dice di non usare Launchpad e di considerarlo poco utile nel suo flusso. Apprezza però il principio che sta dietro all’organizzazione in stile iPad: sulle versioni recenti di iPadOS, la possibilità di separare ciò che serve davvero dalla libreria completa delle app ha reso la schermata Home più pulita e funzionale. Sul Mac, però, preferisce rimanere su launcher da tastiera e automazioni. Roberto invita comunque gli ascoltatori a provare Launchpad, soprattutto se passano spesso da iPad a Mac e vogliono una logica visiva simile tra i due ambienti.
La rimozione delle icone Applicazioni e Download dal Dock viene trattata con meno rigidità. Il video suggerisce di toglierle perché sono già raggiungibili dal Finder. Filippo però difende la cartella Download nel Dock, non come semplice scorciatoia alla cartella, ma come pila ordinata per data di aggiunta. In questo modo può vedere gli ultimi file scaricati e trascinarli rapidamente in una cartella aperta nel Finder. Quando deve lavorare seriamente sui download, usa invece il launcher o Spotlight per aprire direttamente la cartella.
4. Finder: vista, anteprima, preferiti e scorciatoie
Una parte consistente della puntata è dedicata al Finder. Il video consiglia la visualizzazione a lista con pannello di anteprima attivo, in modo da vedere subito le informazioni e il contenuto dei file selezionati. Roberto preferisce invece la vista a colonne, perché nel suo modo di lavorare offre già un’anteprima e una struttura più chiara. Gli interessa meno avere tutte le informazioni di dettaglio del file, mentre trova utile muoversi rapidamente tra cartelle e sottocartelle.
Filippo si definisce invece “uomo da lista”. Usa spesso più pannelli nella stessa finestra del Finder, ciascuno legato a una cartella o a un gruppo di documenti. Per visualizzare rapidamente un file usa Quick Look con la barra spaziatrice. Segnala anche una funzione di macOS Monterey: in alcune anteprime è possibile selezionare e copiare testo direttamente, senza aprire formalmente il documento nell’applicazione di origine.
“Io sono uomo da lista invece. Io sono uomo da lista da pannello.” — Filippo, 00:40:04
I due discutono poi della barra laterale del Finder. L’idea di base è ripulirla, tenendo solo i preferiti realmente utili. Roberto segnala un trucco pratico: cliccando un preferito con Command premuto si apre quella posizione in un nuovo pannello del Finder. Questo rende più comodo spostare file tra cartelle senza aprire finestre separate. Filippo racconta di avere parecchi elementi nella sidebar, non per disordine ma perché alcune cartelle non meritano automazioni dedicate e sono comunque comode come accessi rapidi.
Anche la barra strumenti del Finder può essere semplificata. Roberto ha tolto alcune icone ma ne mantiene altre, come il cambio di visualizzazione, perché gli servono per attività legate al podcast. Filippo ricorda che molte funzioni si possono raggiungere da tastiera: Command-1, Command-2, Command-3 e Command-4 cambiano vista tra icone, elenco, colonne e galleria. Per l’ordinamento ci sono altre scorciatoie con i tasti modificatori. Il punto non è imparare tutto subito, ma capire che spesso la tastiera riduce la necessità di tenere pulsanti sempre visibili.
5. Safari, applicazioni inutilizzate e installazioni pulite
Dopo il Finder, Roberto passa al decluttering di Safari, trattato in modo simile: ripulire la barra e tenere solo ciò che si usa davvero. Da lì il ragionamento si allarga alla cartella Applicazioni. Roberto racconta di avere una routine mensile in cui controlla le app scaricate solo per prova: se durante il mese non le ha più usate, le elimina. In questo modo libera spazio e riduce la presenza di software dimenticato.
Filippo ha un approccio diverso, legato al fatto di avere dischi più capienti. Non fa pulizie mensili così severe, ma ogni uno o due anni preferisce reinstallare macOS da zero. In quel momento reinstalla soltanto ciò che gli serve davvero, eliminando naturalmente tutte le app accumulate e mai più usate. Roberto invece racconta di portarsi dietro la stessa installazione dal 2010, tramite migrazioni e ripristini da backup, senza problemi significativi. Per lui ripartire da zero sarebbe quasi fonte di mal di testa, perché dovrebbe ricordarsi tutto ciò che usa.
Questo porta Filippo a parlare di Homebrew e mas. Per lui installare applicazioni da terminale è un modo efficiente per rendere meno traumatiche le reinstallazioni. Con Homebrew può installare app e strumenti con pochi comandi; con mas può gestire applicazioni del Mac App Store da riga di comando. L’elenco delle app installate diventa controllabile e riproducibile, e rimuovere ciò che non serve è altrettanto rapido.
6. iCloud Drive, Scrivania pulita e pile
Il video suggerisce anche di sincronizzare Scrivania e Documenti tramite iCloud Drive. Filippo e Roberto spiegano che nessuno dei due usa questa funzione, pur riconoscendone la comodità per chi lavora su più Mac. Il vantaggio è evidente: i file salvati sul desktop o nella cartella Documenti sono disponibili su tutti i dispositivi. Però emergono diversi limiti: serve spazio iCloud a pagamento, serve una connessione affidabile, e soprattutto bisogna accettare che una parte rilevante dei propri documenti sia gestita da un servizio cloud terzo.
Filippo sottolinea anche un problema pratico: iCloud tende a ottimizzare lo spazio locale rimuovendo dal disco i file non usati di recente. Questa funzione può essere utile, ma manca un controllo fine e stabile per dire che un file o una cartella devono rimanere sempre disponibili offline. Cita alternative come Nextcloud o Dropbox, che permettono una sincronizzazione selettiva più esplicita.
Il tema della Scrivania porta entrambi a consigliare un desktop pulito. Roberto dice di non aver mai tenuto l’icona del disco fisso sulla Scrivania e di lasciare al massimo due o tre file legati al lavoro in corso. Filippo osserva che molte persone usano il desktop come luogo dove trascinare qualunque cosa, trasformandolo in un deposito temporaneo permanente. Le pile di macOS possono aiutare a ridurre la confusione visiva, ma hanno un difetto: nascondono la quantità reale di file accumulati.
“Le pile sono utili, ma dall’altra vi nascondono la confusione.” — Filippo, 00:52:16
Filippo racconta di essersi accorto di avere molti screenshot sul desktop perché una regola di Hazel, che dopo 24 ore li spostava in una cartella dedicata, era stata disattivata per errore. Le pile avevano reso la situazione meno visibile, ma non l’avevano risolta.
7. Email, notifiche e barra dei menu
La puntata affronta poi la gestione delle email. Roberto introduce il tema dal punto di vista delle notifiche: approva l’idea di spegnere suoni, avvisi e badge rossi, compreso il numero di messaggi non letti sull’icona della mail. Per lui è una scelta che libera davvero attenzione.
Filippo parla di HEY, il servizio email usato dall’autore del video. Lo descrive come un prodotto particolare e anche controverso, nato da figure note del mondo internet e costruito intorno a un modo diverso di intendere la posta. Il concetto centrale è l’Imbox: non tutto arriva nella casella principale, ma solo ciò che l’utente ha autorizzato. Le altre email vengono filtrate prima, attraverso un triage iniziale. Filippo non entra nei dettagli del prodotto, perché A2 ha già dedicato puntate alla gestione della posta, ma ribadisce un principio: la casella email non dovrebbe essere il luogo dove si gestiscono le attività. La mail va letta, valutata e trasformata, se necessario, in azioni collocate altrove.
Il decluttering prosegue con la barra dei menu di macOS. Roberto consiglia Hidden Bar, applicazione gratuita già citata nell’episodio 13, perché permette di nascondere molte icone e mantenere la barra corta. In alternativa cita Bartender, a pagamento e con più opzioni. I due parlano anche dell’icona Wi-Fi: con il Centro di Controllo introdotto nelle versioni recenti di macOS, può essere ridondante. Filippo l’ha tolta anche su MacBook, pur usando il Wi-Fi, perché controlla eventuali problemi di rete con altri strumenti, come iStat Menus.
8. Spotlight, LaunchBar, Alfred e gestione delle finestre
Verso la fine della puntata Filippo torna su Spotlight. Ricorda che non serve solo a lanciare applicazioni: può cercare documenti, fare calcoli, conversioni, risultati sportivi e altre operazioni veloci. Lui però usa LaunchBar, che considera uno strumento fondamentale da molti anni. Oltre al lancio delle app, gli permette di interagire con calendario, clipboard e file selezionati. Cita una funzione che usa molto: premendo due volte Shift su un file selezionato, può “prenderlo” in LaunchBar e poi copiarlo, spostarlo o inviarlo ad altre app.
Alfred viene presentato come alternativa, forse ancora più potente in alcune funzioni, soprattutto nella versione a pagamento con workflow e automazioni visuali. Il punto comune tra questi strumenti è spostare molte operazioni dalla navigazione visiva con il mouse a comandi rapidi da tastiera.
L’ultimo argomento operativo è Amethyst, un window manager open source per macOS. Filippo lo usa su tutti i suoi Mac e lo collega direttamente al tema del minimalismo digitale. Amethyst organizza automaticamente le finestre in modalità tiling, cioè a riquadri, assegnando spazio alle app aperte e riducendo la necessità di trascinare e ridimensionare manualmente. È utile soprattutto quando si lavora con tre o quattro finestre: una principale, una cartella del Finder, un documento o una mappa mentale.
“In questa modalità la gestione delle finestre non è più un problema.” — Filippo, 01:07:04
Roberto osserva che nel suo caso spesso bastano una o due finestre e quindi le funzioni integrate di macOS sono sufficienti. Filippo invece trova comodo che ogni nuova finestra venga collocata automaticamente e che gran parte della gestione avvenga da tastiera.
Prima di chiudere, Filippo distingue il tema della puntata dal minimalismo digitale in senso più ampio, come quello trattato da Cal Newport. Qui l’episodio si è concentrato soprattutto sulla pulizia dell’interfaccia e degli strumenti di lavoro sul Mac; il minimalismo digitale, invece, riguarda anche il modo generale in cui si usano dispositivi, app e servizi online in modo meno invasivo e più intenzionale. I due rimandano ad approfondimenti futuri su minimalismo digitale, iPhone, iPad e automazioni collegate.
Questa sinossi è generata con l’intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione della puntata. ↩︎
Leggi la trascrizione completa
Benvenuti all'episodio 36 di A2, in cui scoprire come ottenere il massimo
dalla vostra tecnologia Apple.
Io sono Roberto Marin e sono il vostro ospite assieme all'amico Filippo
Strozzi.
Di cosa parliamo di questo episodio, Filippo?
Allora, oggi, Roberto, parliamo di come rendere minimale il nostro Mac.
L'idea di questa puntata credo sia venuta da te, cioè nel senso,
mi hai fatto vedere il video, dopo abbiamo discusso su cosa, secondo
noi, funzionava e cosa no, e alla fine ci abbiamo ragionato su,
abbiamo detto: beh, perché non facciamo una puntata sull'argomento, può diventare una
cosa interessante, secondo me.
Lo spunto è carino, anche se appunto non condivido tutto quello che
dice, diciamo, l'autore del video.
A proposito, ovviamente, nelle note dell'episodio, così come nella descrizione del video,
se state guardando, se ci state guardando in diretta su YouTube o
rivedendo la registrazione.
Dice, su YouTube, trovate link al video originale, che, però, è in
lingua inglese, è l'unica cosa che segnalo.
Noi ve lo commenteremo, tra virgolette, bene o male, abbiamo fatto una
scaletta dei punti fondamentali di questo YouTube che non so esattamente come
si pronunci il nome, quindi te lo faccio pronunciare a te, Roberto.
Sì, perché secondo me è un bel gioco di parole.
Ma prima di portare il focus su questo video, vi ricordo che,
se volete supportare il podcast, vi chiediamo semplicemente con il cuore di
fare una bella recensione su Apple Podcast perché in questa fase iniziale
che ormai dura da 35 36 puntate, quindi possiamo anche pensare di
migliorare la questione, tante recensioni ci permetteranno di essere visti da più
persone possibili.
Se volete sapere come fare una recensione, trovate il link, come sempre,
nel note dell'episodio.
Se invece volete iscriverci, l'indirizzo è scrivi.
@a2podcast.it.
it.
Allora, il nostro simpatico autore di questo video YouTube si chiama Disease,
che sembra quasi uno è scritto in un modo che sembra che
sia una
specie di disagio.
Il disease.
E invece è scritto dis- quindi sembra disease ed è molto simpatico
come gioco di parole.
Io almeno lo intuito così.
Quindi, è questo, questo è perché la traduzione sarebbe questa esatto, questo
è.
Mi sembrava un po' troppo strano e secondo me è disease.
Come disagio.
Mi sembra invece un po' più mirato.
Perché sa che questo qui è l'indirizzo.
Comunque, quando avremo la possibilità, lo chiederemo direttamente a lui.
Chi lo sa, è della Bulgaria.
Se ci risponde, se ci ascolta o vedrà qualcuno che gli dice:
Ho sentito qualche italiano che ha parlato di te.
In ogni caso, voi andate a vedervi, come sempre, il video YouTube
seguendo i nostri link.
Vi mettiamo nelle note dell'episodio.
Lui è un storyteller, ha un canale YouTube, ha un canale ovviamente
Instagram, Twitter e anche una newsletter che vi consiglio di andare e
di iscrivervi e poi un bel sito, appunto, che si chiama Disease.tech.
Che magari in questo caso potrebbe essere un po' più interessante perché
questa qui è tecnologia.
Chi lo sa che possa essere questo, il significato del suo nick?
Comunque, in ogni caso, questo simpatico video che appunto ha portato alla
mia attenzione YouTube e che ho dato un'occhiata e ho parlato appunto
con Filippo di questo video perché mi ha molto colpito.
Diciamo che va subito dritto al cuore perché rende il nostro Mac
decisamente molto più pulito.
Chiamiamolo così.
Diciamo che in linea di massima la tendenza è quella di eliminare
doppioni in giro per il Mac.
Se voi ci fate caso, vedrete seguendo il video passo passo che
in effetti i doppioni ce ne sono in giro.
Probabilmente perché l'interfaccia deve essere anche semplice, nel senso che puoi trovare
una cosa da una parte o dall'altra, e diciamo che Apple tende
a non forzarti ad andare una direzione, possiamo metterla così.
Comunque, diciamo che l'idea è quella che se c'è un'app di sistema
che fa il suo lavoro, bisogna usare quella.
Questa è già una cosa che mi ha messo in difficoltà in
prima battuta perché non tanto sul Mac, tanto quanto sull'iPad, per esempio,
per prendere le note ho almeno 5-6 applicazioni che sono lì che
girano.
Per vedere i pro e i contro.
E insomma, un po' mi perdo.
Però alla fine vedo che è vero, avere un'applicazione che magari non
è perfetta dal punto di vista estetico.
Per esempio, io utilizzo note
per prendere le note.
Mi viene molto comodo avere questa nota presa su iPad o su
iPhone e trovarmela sul mio Mac senza che io mi preoccupi di
dove sia di avere la stessa applicazione o qualche problema di sincronizzazione.
E magari mi può dare fastidio, ad esempio, che la filigrana della
nota non è a puntini come piace a me, mannaggia ad Apple
e invece ha righe e la cosa mi dà un po' fastidio.
Ma sotto questo punto di vista mi sa che Disease ha proprio
ragione.
Nel senso, se c'è un'app di sistema che fa il suo lavoro,
usatela, tipo Pro Memoria, Calendario, Mail o Safari, ad esempio.
Io, ad esempio, uso Safari sempre, ho ancora installato Firefox, ma solo
per una questione di alcuni siti istituzionali che visito una volta all'anno
e magari mi hanno dei problemi con Safari, perché magari non ci
hanno pensato che qualcuno col Mac possa cederci.
Sapete, le istituzioni non sono sempre le migliori sotto questo punto di
vista, dell'aggiornamento.
Magari trovate degli intralci con Firefox.
Mi dicevi qualcosa, Filippo?
Io devo dirti la verità.
Parto dicendo che sì, sono d'accordo.
Utilizzare l'applicazione del sistema è utile per due motivi: da una parte,
comunque è utile anche imparare cosa offre il sistema, senza spendere un
euro.
E quindi è anche un discorso di
minimalismo nel senso di economico.
L'altra cosa è che ovviamente vabbè, io che sono abbastanza particolare, chiamiamolo
così, sull'argomento di utilizzare l'applicazione di sistema, non è che la veda
troppo bene, cioè o meglio, la capisco, effettivamente per esempio, anch'io sono
un utilizzatore di Safari perché lo trovo valido ed effettivamente nell'ecosistema Apple
in cui navigo, tra virgolette, per esempio, abbiamo già parlato nelle puntate
scorse quindi non mi ripeto: però avere la sincronizzazione di tutti i
pannelli tra iPhone, iPad e Mac e differenti Mac, tra l'altro, è
molto comodo perché io inizio la navigazione da una parte, posso concludere
dall'altro, posso recuperare tante cose dall'altra.
Quindi quello sicuramente è utile.
Su note, compagnia bella purtroppo o per fortuna non lo so, ho
delle esigenze più specifiche, più particolari e quindi devo dire la verità.
Probabilmente non facendo quello che devo fare, io, sono d'accordo che nell'80-90%
diciamo non c'è bisogno di un'applicazione specifica salvo quando avete esigenze molto
particolari e ve ne rendete conto sostanzialmente.
In questo caso allora avere qualcosa di strutturato su misura è sicuramente
utile.
Faccio alcuni esempi banali, ma giusto per farvi capire: io utilizzo sia
il calendario sia comunque un'applicazione di gestione dell'attività, nel mio caso specifico,
è to doist da una parte.
E l'applicazione di calendario potrei utilizzare tranquillamente il calendario di Apple, tra
virgolette, perché comunque la parte di sincronizzazione attualmente la uso su iCloud.
Tuttavia il vero problema dal mio punto di vista è che, per
esempio, Fantastical è un'applicazione a pagamento e diciamo, chiamiamole così semiprofessionale, nel
senso che comunque chiede delle funzioni più evolute.
Tuttavia, tra le funzioni più evolute che ci sono, per esempio, c'è
la possibilità di vedere le attività di toist all'interno di Fantastical e
di muoverle tra l'altro.
Quindi, nella sostanza, per esempio utilizzando queste integrazioni che ha solo Fantastical,
da quello che ne so io, e che nel mio caso specifico,
mi trovo nella posizione giusta, cioè io sto utilizzando sia Fantastical che
to doist.
È ovvio che ho dei notevoli vantaggi, diciamo, e quindi alla fine,
appunto, diventa comodo avere una soluzione di questo genere.
Trovo discorso, per esempio, oggi facevo vedere
i miei punti della settimana, cioè il tracciamento dell'attività manuale che faccio,
ma che ho deciso di passare totalmente in digitale, però anche una
comodità di gestione.
Poi perché di fatto queste note le faccio a mano sull'iPad con
l'Apple Pencil, ma grazie a questa applicazione che si chiama Good Note,
ne abbiamo già parlato, secondo me, in qualche momento
nel podcast.
Quello che scrivo a mano, tra virgolette, sull'iPad me lo ritrovo anche
sul Mac dove non posso, tra virgolette, scrivere a mano, ma trovo
tutto quello che è scritto a mano.
E oltretutto, ma questo credo ormai lo faccia anche note.
Ho la funzione di ricerca nel testo scritto a mano digitale, sì,
lo fa anche note.
Ho tutta una serie di vantaggi, e posso avere la carta puntinata
che brama, brama, Roberto!
Sì, e spero che Apple ascolti per Benino, che non è che
si può andare in giro con la carta righe, non se ne
può più.
Quindi che metta tranquillamente uno sfondo a puntini.
Grazie a sicuramente hanno preso nota.
Anzi, adesso al Kynote, che peraltro non mi ricordo più questa puntata
quando verrà pubblicata, perché siamo sfasati temporalmente, diciamo, ma secondo me potrebbe
essere l'in zona.
Anzi, vado a vedere su Twist quando dovrebbe essere pubblicata questa puntata,
giusto solo per avere un'idea, temporale vaga di quello che potrebbe capitare
nelle prossime puntate essenzialmente.
Come sapete, Filippo non lo dice mai, ma noi registriamo in molto
anticipo rispetto alle puntate che sentite.
E questa puntata uscirà esattamente il giorno del keynote.
Quindi apro e chiudo una parentesi, ma visto che il 6 di
giugno, salvo in previsti, ci sarà il keynote, vi segnalo.
Non sappiamo ancora esattamente come siamo organizzati a livello pratico.
Perché ci stiamo organizzando in questo momento, stiamo registrando l'inizio di maggio,
giusto per darvi un'idea del flusso temporale asincrono in cui lavoriamo con
le registrazioni dei due podcast.
Tuttavia, il 6 dovreste poter ascoltare me, Roberto.
Se tutto va bene, Alex Raccuglia e Davide Gatti, che peraltro è
stato ospite.
Alex è già stato ospite ben due volte da noi, e Davide,
invece, la scorsa puntata, potrete eventualmente ascoltarci in diretta, con un commento
live, diciamo, del keynote.
Quindi, appunto, se state ascoltando questo episodio al mattino del 6 giugno,
vi segnaliamo che ore 19 italiana.
Dovremmo essere attivi in diretta.
Non vi sappiamo ancora dire dove.
Adesso se ce la faccio e se sono abbastanza organizzato.
Casomai nelle note dell'episodio lascio il link.
Se domenica riusciamo ad avere già il link per la diretta di
lunedì, inserirò comunque nelle note dell'episodio.
Quindi ne approfitto per dire questo.
Non è detto che, magari, se c'è qualcosa di particolarmente interessante che
vada a impattare la nostra vita di professionisti.
Grazie alle novità che vengono presentate al keynote, magari ne parliamo anche
in una puntata successiva.
Facciamo un diciamo classico follow up a parte dove vedremo il nostro
tip.
Diciamo che visto l'asincronia temporale, potremmo fare una puntata speciale perché altrimenti
i numeri, soprattutto se tutto va bene, conto di fare registrazioni a
tamburo battente nelle prossime settimane, perché dobbiamo coprire l'estate.
Quindi, i vostri amici non vi mollano neanche d'estate.
Passando al prossimo punto, invece, riguarda la nostra simpatica doc.
Come sapete, è quella parte in basso dove ci sono tutte le
nostre concine di sistema.
Dipende,
le persone normali non ce l'hanno in basso, a destra, a destra.
Normalmente nasce in basso, ma si può mettere un po' in giro
per il mondo.
Allora, effettivamente io essendo mancino, preferisco la destra.
Tuttavia, probabilmente ho visto che molti invece tendono a tenere a sinistra
proprio perché la parte dominante è la destra.
Che sarebbe la posizione ideale per diciamo tutti gli schermi rettangolari, ma
io sono un aficionato dell'averlo in basso tranquillo, perché tanto comunque metto
tutte le applicazioni tutto schermo, quindi me ne frega relativamente di dove
sia la doc.
Detto questo, ero anche uno di quelli che lasciava la doc completamente
così come Apple l'ha fatta.
Non so per quale motivo avevo questa diciamo questa linea guida da
tenere.
Non so per quale motivo, probabilmente deriva da una cosa vecchia di
quando avevo imparato l'AutoCAD, nel senso che si tendeva quando si utilizzava
AutoCAD a personalizzare le barre degli strumenti che ce ne sono molte.
Il problema è che all'epoca, se aveva un proprio computer, si andava
sui vari computer in facoltà che erano a disposizione, e quindi diventava
difficile saltare da un computer all'altro.
Quindi quelli che dovevano lavorare parecchio sul computer cercavano di mantenere l'interfaccia
più uguale possibile a come nasceva, in modo tale che era uno
facilmente recuperabile, due sapevi tutti gli strumenti dove erano con la memoria
fisica, diciamo così.
Comunque, invece, qua andiamo al controcorrente, cioè bisogna eliminare tutto quanto.
Dunque, io sono riuscito a eliminare per adesso 5, ho già fatto
un grosso sforzo e mi piangeva l'anima.
Perché stavo cominciando a togliere le icone di sistema.
Adesso attualmente sono 2, 4, 6, 8, 10, sono 10 iconcine, ma
ne potrei eliminare ancora qualcuno perché il mio processo di eliminazione è
molto lungo, comunque ci arriveremo anche a quello.
Oltre a togliere praticamente tutte le applicazioni che ci sono del Doca
e che non vi sono utili perché lo raggiungete in qualsiasi altro
modo, bisogna toglierle e eliminarli.
Per esempio, App Store, potrei anche eliminarlo così vedendolo così ad occhio.
Comunque voleva togliere anche il nostro simpatico disease.
Anche diciamo l'elenco delle applicazioni che vengono aperte durante la giornata, che
sono quelle dopo la barra diciamo verticale, sulla destra, dopo le icone
normali, che si mettono praticamente tra le icone che avete salvato, chiamiamole
così, e la cartella dei download e le applicazioni, dei download e
delle applicazioni.
Quindi c'è quello piccolo spazio lì che sono le applicazioni recenti, chiamiamole
così, che secondo lui sono da togliere, ma secondo me non sono
da togliere.
E vi spiego perché il mio punto di vista.
Poi siete liberi di seguire il suo punto di vista.
Però volevo fare il partecipare del mio punto di vista che è
quello di però riuscire a tenere sotto controllo quali sono le applicazioni
che sono lì sotto, in background che magari vi occupano RAM.
Essenzialmente io ho questa abitudine: quando utilizzo le applicazioni, ne utilizzo tendenzialmente
uno o due, sempre aperte.
Que ho finito di utilizzare, perché so che ho smesso di utilizzarle,
faccio un command quit, command Q per killarle completamente quindi le elimino.
Quindi a colpo d'occhio, con il puntino che c'è al di sotto
delle applicazioni, nelle barre delle applicazioni usate recentemente,
vedo a colpo d'occhio quali sono aperte e quindi non mi occupano
virtualmente dello spazio inutile anche dal punto di vista della RAM.
Lo so che Mac OS X è tanto bravo, ma io sono
più bravo di lui e lo faccio lavorare tranquillo.
Tant'è che magari è anche colpa di questa mia pulizia estrema nel
lasciare le applicazioni non girare in background, non mi si pianta mai
il Mac perché non va mai a tampone essenzialmente.
Quindi è una mia pulizia, chiamiamola così, mentale e togliere
quelle 3-4 applicazioni che sta usando recentemente e non vedere il pallino
sotto per me è indispensabile.
Perché mi permette appunto di pulire il sistema.
Tant'è che durante il video il Sia Disesa ha detto che così,
però comunque non riuscite a vedere le applicazioni che avete che girano
in background, e quello in effetti l'ha detto anche lui.
Ma sicuramente c'è qualcosa da aggiungere anche il nostro simpatico Filippo.
Allora, due cose perché secondo me uno, io sono talebano invece, e
quindi nel doc io ho Finder e l'Aunchpad, hai due icone, sapevo.
L'unica icona che anzi, appena il nuovo Mac, la prima cosa che
faccio è cancellare tutta la roba che c'è.
Ovviamente, ma qui, però, a questo punto mi fai venire un dubbio.
La seconda barra, diciamo, cioè dove ho tutte le applicazioni aperte sostanzialmente.
Ovviamente ci sono le applicazioni solo nel momento in cui l'applicazione gira
su me, non è quella recentemente utilizzata dal mio punto di vista,
sono quelle che sto utilizzando.
Cioè, io ho attive, per esempio, non so, ho attivo Lunchbar, Hai
Term, Main Node Messaggi Obsidian, il Fantastical to doist Texas Spander.
Nel momento in cui vado, per esempio, by Word adesso, non lo
uso più, lo chiudo: lo chiudo totalmente,
ma io non ce l'ho più nella barra.
A tu quando chiudi le applicazioni non ne hai più.
No, a me ne rimangono le ultime tre.
Questo perché se tu vai nelle no, ah si è allora io
faccio come lui: nel senso, io non ho niente di tutto ciò,
quelle che ci sono, sono quelle che sono attive quindi so che
sono attive.
Di fatto io, lo uso che si nasconde in automatico, per cui
mi serve per andare mi serve per andare su quell'applicazione eventualmente.
Pure
una delle altre cose che non riesco a fare ancora con automazione,
ma prima o poi lo farò perché secondo me è una baggianata
da fare.
Tuttavia, una delle cose che almeno dal mio punto di vista uso
di più, è quella di avere una finestra nuova di safari, perché
apre chiudendo una parentesi.
Io ho svariate scrivanie cosiddette.
Cioè, adesso attualmente, per esempio, ho il doppio monitor, quindi ho
l'applicazione audio e jack che ci serve per registrare la puntata e
mandarla in diretta su YouTube.
Ho Skype, dove vedo Roberto da cui ci parliamo, io e lui,
diciamo, e da cui poi io traggo l'audio di Roberto per
poi mandarvelo in diretta su YouTube e avere una copia di riserva
del nostro audio sostanzialmente.
Poi su un altro schermo, invece, ho le note dell'episodio, per esempio,
la diretta su YouTube e altre cose che mi servono.
Ovviamente, ogni schermo, dal mio punto di vista, almeno ogni scriveria virtuale,
chiamiamola così, ha una sua funzione.
Quindi ho, per esempio, non so, una scrivania dove ho Telegram e
messaggi che diciamo la scrivania dove chatto, chiamiamola così, piuttosto che una
scrivania dove ho la mail aperta, se ho il programma di mail
aperto, o una scrivania dove ho Fantastic e to do list accoppiati,
chiamiamolo così.
Per cui anche lì ho le due applicazioni che mi servono per
programmare la giornata, vedere cosa devo fare, spuntare quello che devo spuntare.
E che ovviamente utilizzo solo nel momento in cui, non so, mi
telefono qualcuno, devo prendere l'untamento.
Allora vado a vedere nel calendario quel giorno lì se ho tempo.
O appunto sono andato a vedere quando veniva pubblicata questa puntata che
sarà il 6 di giugno, sono andato a vedere ovviamente in To
Doist la programmazione, la scaletta, diciamo delle puntate di A2, che ovviamente
viene tutta gestita anche lì attraverso.
Ed è una schermata per me diversa rispetto a quella che attualmente
ho per gestire tutta la diretta.
Ovviamente mentre sto lavorando, per esempio, ho i term e quindi Vim
per scrivere, ho anteprima per vedere i documenti, le cartelle del finer
che sto utilizzando per lavorare sui vari file e così via.
Di fatto per me, avere la possibilità, per esempio, di aprire velocemente
una finestra di safari e non andare nella scrivania dove ho safari
con tutte le mie varie cose, diciamo, i miei vari tab e
così via, diventa molto comodo perché, casomai voglio fare una ricerca veloce,
non so, per esempio, devo esaminare una norma, utilizzo questo sito che
si chiama normativa.it, non mi interessa che aprire andare nella scrivania dove
c'è Safari, ma mi interessa rimanere nella scrivania dove sto lavorando per
controllare quella norma per cercare quel provvedimento, per cercare quel documento online
caso mai, hai capito?
Ho capito, sì, sicuramente c'è.
E ovviamente questo è facile da fare perché poi la doc non
abbiamo parlato e forse non abbiamo mai parlato in maniera specifica, ma
lo segnalo.
Tasto destro sulle varie icone delle applicazioni aperte o anche non aperte,
però diventa molto più comodo quando l'applicazione è aperta, abitualmente c'è un
menu contestuale che ti permette di fare svariate cose.
Quindi, non so, safari ti permette di aprire una finestra privata, una
finestra non traccia, non segue le cose, oppure, non so, anteprima ti
permette di aprire i precedenti PDF aperti o le precedenti immagini aperte.
Quindi ci sono tutta una serie di funzioni, diciamo, che è possibile
accedere alla DOC dalla doc, diciamo, che sono relativamente comode.
Siccome io comunque faccio in modo che la doc non sia mai
presente, diciamo, se non quando ci metto il mouse sopra, chiamiamolo così,
quindi sia scomparsa, sono funzioni che io abitualmente utilizzo, e invece il
discorso dei download, per esempio, giusto per passare all'altro argomento che anche
lui diceva: No, io ci vado solo dal finder, io ce li
ho, devo dire la verità.
Ok, ce li ho anch'io.
Prima di passare al prossimo argomento, faccio soltanto una piccola precisazione perché
stavo controllando appunto sulla mia doc, qual è la differenza tra la
doc senza le applicazioni recenti e con le applicazioni recenti.
Essenzialmente nessuna se non per una barra che divide le applicazioni che
avete all'interno della doc e le tre applicazioni recenti.
Chiaramente che nel caso di Filippo che non utilizza le applicazioni recenti,
le ultime tre applicazioni scompaiono e li lasciano le ultime due sue
due, che sono appunto il Finder
l'unchpad esatto.
Invece se lasciasse le applicazioni recenti, troverebbe dopo queste due applicazioni una
barra verticale, poi le ultime tre utilizzate e poi il download e
le applicazioni, e poi cestino.
L'altra cosa che segnalavo invece è che secondo me è più utile
e si trova invece sull'iPad, cioè le ultime tre applicazioni utilizzate nell'iPad,
lì la trovo più utile per un motivo diverso, cioè ne parleremo
dopo, secondo me, però su macOS sostanzialmente lanciare un'applicazione è una bagianata,
anzi, io consiglio
, io lancio le applicazioni attraverso uno scorciatoio di tastiera che è Comm
Space, che nella versione normale diciamo di macOS normale, apre Spotlight e
che ti permette di tra le varie cose, lanciare anche le applicazioni
digitando le prime lettere del nome dell'applicazione, anche una, anche una, anche
perché si ricorda più o meno che applicazione tu apri e così
via.
Io non utilizzo Spotlight, ma utilizzo un lanchar vero e proprio lanciar
che si chiama Lounch Bar e che mi permette di fare tante
altre cose di cui non parleremo in questa puntata, ma di fatto,
il modo per lanciare un'applicazione dal mio punto di vista è quella.
Infatti, uno dei motivi per cui invece trovo comodo il doc, per
esempio, per Safari è che da Lunchbar non riesco a aprire, per
esempio, una finestra di Safari attualmente.
Probabilmente basta fare un Apple script e si riesce tranquillamente.
Dovrei dovrei mettermi un po' di testa a farlo.
Però devo dire la verità, personalmente, su Mac è il modo più
veloce di
fare queste cose.
Quindi ammetto che infatti, appunto, avere l'applicazione nel doc per poi lanciarle
dal doc, diciamo, perché questo è lo scopo di avere le iconcine
nel doc, per me è una cosa inutile.
E infatti, è per quello che io tolgo via tutto proprio perché
io voglio sapere solo cosa ho aperto dal doc.
Su iPad, invece, il ragionamento è totalmente opposto e contrario, attualmente, cioè
la doc che esiste anche su ipad funziona, ma siccome Spotlight, chiamiamolo
così, funziona sempre con la stessa modalità, cioè spazio, cioè command spazio,
ma devi avere una tastiera fisica per farlo sostanzialmente attaccata all'iPad, con
le ultime tre applicazioni diventano comode, perché abitualmente sono le ultime applicazioni
che ho utilizzato e quindi ci posso tornare velocemente
, e posso rilanciarle velocemente se devo riprendere e se non sono già
quelle che utilizzo nel doc.
Infatti, secondo me, il ragionamento di fondo è proprio questo: cioè se
tu approcci il Mac come l'iPad, e secondo me, da questo punto
di vista per me è una limitazione dell'iPad almeno per come utilizzo
io il Mac e come vorrei utilizzare l'iPad, quello è il modo
classico che molti utilizzano Mac, Mac OS e anche iPadOS a questo
punto, e volevo fare solo questo ragionamento che mi è venuto mentre
chiacchieravamo, appunto.
Perché effettivamente su iPadOS, dove di fatto devo utilizzare il dito per
alzare la doc, che, e per avere accesso alle applicazioni di maggior
utilizzo, utilizzo la doc per accedere velocemente a tutte le applicazioni.
Beh in realtà puoi accedere in due modi alle applicazioni più velocemente
su
, esatto, sono d'accordo con te, è però una cosa che non mi
viene e comunque ti richiede l'utilizzo della tastiera.
Cioè, adesso c'è non mi ricordo più come si chiama.
Tutta destra, c'è l'applicazione, c'è un'icona che ti permette di avere un
menu, un launch pad sostanzialmente delle applicazioni anche su iPad, quello teoricamente
è il modo più veloce, sono d'accordo con te, perché presumo che
tu volessi dire questo.
No, io mi riferivo adesso, mi viene in mente quello su iPhone,
ma sono certo che se, per esempio, su iPhone, tu prendi il
dito e prendi l'embo centrale più in alto, lo tiri giù.
Dovrebbe tirarti una mascherina con le 4 o le 8 applicazioni che
in teoria Siri ti suggerisce.
Allora, sì, che poi è spotlight.
Tra virgolette, poi non è spotlight in senso tecnico perché non è
spotlight esatto.
Su iPad non te lo fa, e poi mi riferivo a spotlight
effettivo.
Che tu circa sul centro
e viene spesso
, ma ti viene spotlight con la tastiera e tu devi dimentarti di
digitale con la tastiera
con la tastiera, con la tastiera, diciamo, video, che non è comodo,
ti fa perdere tempo.
Ma dipende come sei messo.
Nel senso, se sei senza una tastiera fisica, quello lì è il
metodo più veloce per lanciare un'applicazione che non hai lì.
Sono d'accordo con te.
Io tendenzialmente sono una tastiera fisica, le applicazioni fondamentali ce le ho
presenti addirittura.
Io ho fatto una cosa ancora più beccera, tra virgolette, proprio per
accedere velocemente alle applicazioni, te l'ho fatta anche vedere.
Di fatto esiste un widget che ti mette le applicazioni più usate,
sia sui iPhone che sui iPad.
Su iPhone ho fatto una cosa veramente becerissima: io ce le ho
direttamente come otto applicazioni nella schermata Home dell'iPhone.
Quindi, in base ai magie dell'iPhone, ho otto applicazioni, otto icone della
home che sono legate a quelle che utilizzo di più e che
mi permettono di evitare di utilizzare spotlight sostanzialmente perché mi dà le
famose otto icone.
Su iPad ho fatto la stessa cosa, cioè ho otto icone nella
configurazione, diciamo, della home dell'iPad che è molto più generosa e quindi
ho vari widget.
Uno dei vari widget è questo qui, e devo dire la verità,
anche qui mi velocizza molto perché, per esempio, non so, oggettivamente su
iPad utilizzo molto la mail, o comunque ogni tanto mi serve mail,
o meglio poi ail, perché io utilizzo Irmail, non l'ho inserita volutamente
nella doc e quindi spesso e volentieri ci accedo da qui, oppure
non so, al mattino abitualmente leggo il mio feed RS anche qui
al mattino me lo ritrovo già siccome ho bene o male delle
abitudini, abbastanza standard che l'iPhatt può imparare, me lo ritrovo direttamente tra
le applicazioni che posso lanciare con un tapp, proprio perché per questo
motivo.
Quindi ho usato una via di mezzo, perché io sono un pigro
sostanzialmente, voglio fare il minor sforzo possibile, immaginabile e quant'altro.
Scusate la parentesi, ovviamente è lunghissima, però, secondo me, dà appunto anche
un'idea: approcci diversi a stesse cose, e perché, secondo me, è comodo
togliere via tutte le icone, quantomeno dal doc di Mac, meno secondo
me, dai iPad.
Poi adesso vedremo con le novità che probabilmente ci saranno stasera ore
19.
Se ci state ascoltando, diciamo, nel momento giusto, vedremo se ci sono
novità su iPadOS.
Da una parte ci spero, non ci spero, ma questo è un
altro discorso.
Non voglio entrare nell'argomento, anche perché, se no, come al nostro solito,
riusciamo a bighiglionare, stiamo andando oltre come al nostro solito.
Quindi, altro punto di riferimento, direi: l'Anchpad a questo punto.
Sì, do ancora un'altra cosa sulla doc.
Che in effetti, volendo, potreste anche toglierla completamente.
Perché una volta che tu fai command tab, hai una doc che
ti compare sul fronte della tua facciaccia con tutte le applicazioni che
stai utilizzando.
Queste sono, diciamo, tutte le varie applicazioni.
Per esempio, command tab è molto simile a quello che si utilizza
Windows.
Difatti, all'inizio, arrivando da Windows, utilizzavo moltissimo questo comando e per me
era davvero molto utile.
Lo aggiungo tra le varie cose giusto per chiudere il discorso, ma
penso possa io lo uso tantissimo anche perché poi adesso vai, io
non uso command Tub, ma anche lì uso il command Tub di
Keyboard Maestro che si sostituisce al command tabos.
Tuttavia, nella sostanza, le funzioni principali sono le stesse.
Diciamo la comodità di Kybor Maestro tra le varie cose, perché Kibol
Maestro fa mille altre cose.
Salutiamo Daniele che è arrivato in chat da noi.
Kibbor Maestro ha il vantaggio che se hai molte applicazioni, cosa che
a me capita spesso di avere, occupano molto meno spazio e quindi
riesci a visualizzare tutto tranquillamente e puoi muoverti con le frecce su
e giù tra le applicazioni, cioè vado a memoria, perché quello di
Most non lo uso da millenni e quello di macOS, se fai
comand tab e poi continui a fare tab, ti muovi da un'applicazione
all'altra, se fai shift, torni indietro.
Con Keyboard Maestro puoi usare anche le frecce.
Quindi, se per esempio, hai più linee righe di applicazione, puoi scendere,
diciamo, andare in quella sotto che casomai è quella che ti interessa
e ci metti meno.
Sono tutta una serie di cosettine veloci per Daniele, quale fid RRS
uso?
E allora ogni volta non me lo ricordo mai, News Netwire deve
essere, è un'applicazione open source e devo dire la verità.
Faccio una cosa
veramente particolare.
Diciamo che pur amando, diciamo, la sincronizzazione di tutto, per me la
lettura del mio feed RRS è solo da una parte, cioè su
iPad al mattino.
Di fatto, io leggo il news RRS come il giornale al mattino
mentre faccio colazione.
E quindi rimane tutto su iPad, non è sincronizzato, non c'è niente
di particolare.
Appunto per me leggere vuol dire leggere sull'iPad.
Teoricamente c'è la possibilità anche di avercelo su Mac e presumo, credo,
di sincronizzare in una qualche maniera i feed.
Ma devo dire la verità, non lo faccio perché alla fine non
mi interessa, non voglio.
Anche perché appunto.
Per esempio, non ce l'ho neanche su iPhone.
Su iPhone non posso leggere le news perché non deve servire a
quello, non deve essere un intrattenimento, chiamiamolo così.
L'iPhone serve per telefonare e per fare altre cose necessarie.
Passiamo alle prossime icone da eliminare, secondo il nostro simpatico Disease, che
sono quella delle applicazioni e dei download, perché semplicemente ve lo trovate
nel Finder e ha in effetti anche ragione, però a me piace
averli lì e pazienza.
Quindi
, anche lì il download, secondo me, è comodo.
Non per avere l'icona del download e aprire la cartella dei download
diciamo dalla doc, ma almeno per come lo uso io.
Io uso non so se il termine giusto è pila, ma credo
di sia.
Adesso aspetta che vada a vedere subito
la pila, e uso in modalità data aggiunta.
Quindi, di fatto, quando vado a cliccare sopra, ho gli ultimi file
che ho scaricato e queste l'icone dei file li posso trascinare in
una cartella, cioè posso spostarli sostanzialmente.
Quello diventa comodo spesso e volentieri per accedere velocemente agli ultimi download
che hai fatto.
Che abitualmente sono quelli che necessiti di un utilizzo di un qualche
genere, e spesso e volentieri cosa ho?
Ho sotto una finestra del finder, vado e sposto poi il download
nella cartella di riferimento sostanzialmente, o comunque lo utilizzano in qualche maniera.
Quindi dal mio punto di vista quello è comodo.
Sono d'accordissimo che appunto, sia con Spotlight sia con Anti Lancia.
Accedo alla cartella.
Quando devo, diciamo, manipolare in maniera più seria i download, allora ovviamente
vado e faccio Command Space download
e solitamente automaticamente mi si apre la cartella.
Quindi è sicuramente più veloce fare così.
Certo,
lo stesso discorso per le applicazioni, in effatti, perché se passiamo direttamente
al prossimo punto, la cartella applicazione diventa praticamente un duplicato di quello
che c'è nel finder, ma soprattutto potete raggiungere l'applicazione con l'Aunchpad, che
è stato visto un po' male all'inizio quando fu introdotto su MyOS
perché richiamavo un po' troppo iPad.
Però, sotto questo punto di vista può diventare molto interessante perché, eliminata
ad esempio la cartella applicazione, questo vi consente prima di tutto di
fare una bella cartella consigliata come nel video che si chiama MISC.
Dove buttate tutte quelle applicazioni inutili, utility che utilizzate una volta l'anno
e che non servono assolutamente a niente, che siano lì in vista,
e potete cominciare a buttarle lì dentro così riuscite a liberare dello
spazio che potete dedicare alle applicazioni che utilizzate per lavoro.
La cosa molto interessante è che, come sapete, il Launchpad ha più
pagine, ok?
Quindi, per esempio, se avete la prima pagina potete dedicarla a tutte
le applicazioni che utilizzate per lavoro e quindi, nel mio caso, c'è
almeno la possibilità di mettere 2, 4, 6, 7 colonne per 5
righe.
Quindi pensate bene che ne avete già parecchie di applicazioni che utilizzate
per lavoro.
Poi potete semplicemente mettere in una seconda pagina la famosissima cartella Misca
che non mi interessa assolutamente nulla.
E poi tutte le altre cartelle che magari si sono generate all'interno
del vostro Launchpad e magari le applicazioni che, tra virgolette, sono meno
importanti rispetto a quello che utilizzate per lavoro.
Questo può essere molto interessante, diciamo, come pulizia formale della vostra cartella
applicazioni, perché in effetti, se voi andate a vedere la cartella applicazioni,
ha un suo ordine, diciamo che tendenzialmente uno non va a modificare,
mentre con l'Aunch pad potete essenzialmente crearvi il vostro spazio di lavoro
che a questo punto diventa molto interessante che diventi simile all'iPad.
Come sapete l'iPad è uno strumento molto verticale se utilizzato in un
certo modo, nel senso che tende a far vedere quello che dovete
utilizzare e quindi avere una interfaccia di questo tipo che vi libera
da tutto quello che c'è all'interno del vostro computer è molto interessante,
anche perché viene tranquillamente richiamata con un semplice swipe a mi sembra
quattro dita, a 5 dita a quattro dita a quattro dita sul
trackpad.
Io non lo uso il Lounchpad, per cui devo dire la verità.
È una di quelle cose che per.
Io lo uso poco e vi pulisce davvero.
Il Lounchpad, perché è buttato così, fa veramente c'è molto confusione.
Ripulito, infatti, poi è un approccio in stile ipad e in stile
iOS, chiamiamolo così che ho rendo.
Cioè, una delle cose che ho apprezzato, per esempio, di più dell'ultima
versione di iPadOS, è proprio quella, cioè il fatto che, alla fine
io le applicazioni, ce l'ho da un'altra parte, tra virgolette, non ce
le ho nelle varie pagine, soprattutto non ce l'ho nella HOM, e
invece nella HOM posso personalizzare con le varie modalità, tra l'altro, ho
quello che mi serve in quel momento, le cose fondamentali.
Quindi, tra home ed hoc, io ho tutto quello che mi serve
e non devo andare a cercare a destra, manca.
Effettivamente, secondo me, quantomeno, è un modo per complicarsi la vita inutilmente.
Quindi anche l'un spat, devo dire la verità, non credo si possa
togliere, se no lo toglierei.
Aspetta, che vado a vedere.
Infatti, non ti dà l'opzione.
No, c'è l'opzione rimuovi dal doc ora che vedo.
L'ho appena rimosso, quindi può rimuovere dal doc, certo, hai un'icona soltanto
che è il finder.
Invece, io potrei dire può capire delle volte che diventi molto più
facile, magari perché è una mano impegnata, non puoi usare il command,
in realtà la puoi fare con una mano sola e anche il
command space per richiamare un'applicazione.
Tuttavia può essere interessante anche questa modalità di lavoro che soprattutto nel
momento in cui passi da un iPad a un computer, lo richiama
molto.
È interessante, io vi dico semplicemente provatela e poi ci fate sapere
come va.
Tra le altre cose, viene aggiunto anche di dare un bel macchiage
sul finder, giustamente sotto un certo punto di vista.
Consiglia sempre all'autore di Ease di utilizzare la visualizzazione a lista, aggiungere
la possibilità di avere l'anteprima per vedere il file selezionato, avere un'anteprima
sulla destra e quindi avere una piccola visione di quello che c'è
all'interno di questo file.
Io dal mio punto di vista trovo che sia molto meglio, almeno
per come lavoro io, invece la visualizzazione a colonne che porta con
sé già l'anteprima già attiva, senza problemi, che è molto un po'
più schematica.
Chiaro, non ti trovi indietro tutte le informazioni del file che magari
possono tornare utili, ma spesso, almeno nel mio lavoro, non servono assolutamente
a nulla.
E conseguentemente io utilizzo questa impostazione.
Io sono uomo da lista invece.
Io sono uomo da lista da pannello.
Anche qui il discorso è abbastanza semplice.
Io utilizzo solitamente documenti all'interno di una cartella.
Quindi abitualmente cosa mi succede?
Che ho più pannelli nella finestra del finder dove ho più cartelle
con differenti documenti legati al singolo pannello.
Quindi ovviamente utilizzo l'anteprima, seleziono il file e schiaccio spazio.
L'anteprima di me cost perché casomai velocemente guardare, visualizzare o addirittura leggere
i file.
Tra l'altro segnalo: anche qui vado sempre di tangente, ma tanto oggi
ormai sono abituato.
Che con Monterey una cosa interessante è che se avete un PDF
o quant'altro, di fatto potete selezionare il testo all'interno delle anteprime.
Credo con il conoscimento del testo.
Che è molto comodo.
Però, perché, per esempio, aprite velocemente un file di testo, dove volete
copiare due righe, le selezionate, fate Comal C, le copiate e le
andate a incollare altrove velocemente senza neanche aver aperto formalmente il documento,
quindi l'applicazione stessa è molto carina come funzione.
Altra cosa da aggiungere, appunto, rimanendo sul finder è quella di ripulire
la parte sinistra diciamo dei preferiti che ci sono all'interno di questa
del finder in modo tale da avere quello che vi serve.
Una nota di colore che, visto che abbiamo parlato di pannelli, che
secondo me è molto utile, che utilizzo davvero tantissimo, è avendo i
preferiti a sinistra, voi potete aprire una nuova tab semplicemente cliccando sopra
al preferito tenendo premuto command.
Quindi, se vi serve, che ne so, se nella cartella di lavoro
in cui avete tutti i vostri file, invece poi avete bisogno di
spostarla nei documenti per qualsiasi motivo.
Voi potete cliccare tranquillamente con il tasto sinistro su documenti tenendo premuto
anche command e vi si apre una tab all'interno del finder.
Altre cose da aggiungere all'interno del finder è solo una, ovvero ripulire
la barra delle applicazioni essenzialmente.
Attualmente io ho tolto un paio di concine.
Ho mantenuto la visualizzazione.
Che diciamo il tasto di visualizzazione che vi fa passare da visualizzazione
a icona, elenco colonna e galleria, ma lì è una cosa che
serve a me perché serve più che altro per il mio podcast.
Perché ogni tanto devo passare alla visualizzazione a icone e mi viene
comodo.
In effetti si potrebbe togliere tranquillamente invece tasto che dà l'ordinamento, che
può essere utile.
Io ordino tendenzialmente per nome, però può tornare utile cambiare l'ordinamento.
C'è da dire che per cambiare l'ordinamento basta anche un tasto destro
nella cartella, e dovrebbe essere subito lì il menu.
Credo che ci siano delle scorciatori tastiere che non mi ricordo, però
sicuramente.
Sì, infatti, diciamo che giusto solo per ricordarlo.
Se non volete avere i tasti, command 1 sta come icone, command
2 come elenco, command 3 colonne e command 4 a galleria che
fa schifo.
Stesso giochino vale per le viste, cioè per l'ordinamento CTRL ALT command
1 e per nome, per data di ultima apertura è sempre CTRL,
ALT e command, quindi
i tre tasti modificatori bassi sostanzialmente è escluso lo shift e tre
e così via adesso dopo potete andare a vederle.
Questo effettivamente potrebbero essere un modo rapido, cioè come al solito, le
scorciatorie da tastiera sono molto più veloci di andare a cliccare qualcosa.
È ovvio che c'è la necessità di memorizzare tutte queste scorciatoie da
tastiera, che a volte è una memoria muscolare che dovete fare nel
tempo, e soprattutto all'inizio, vi richiede un minimo di sforzo.
Diciamo.
Volevo dire una cosa, io la sidebar del Finder, alla fine l'ho
personalizzata, ma ho abbastanza roba.
Perché trovo che, per esempio, le scorciatoie per andare velocemente in alcune
cartelle siano molto comode.
Per esempio, la cartella di lavoro invece le cartelle che uso un
po' meno, ma che comunque uso, tipo appunto per i podcast, per
tutta una serie di cose, diciamo, quelle ce le ho tutte nella
barra, chiamiamola così, dei preferiti nel finder, perché effettivamente in alcuni casi
sono comodi, cioè sono accessi rapidi e con l'unchard
ho tutta una serie di automazioni che ovviamente sono legate al lavoro,
ma che non ho predisposto per cose diverse.
Quindi, casomai, non so, per esempio, il podcast,
digitando due lettere, mi apre la cartella giusta.
Non so se mi spiego.
Quindi, effettivamente, in questi casi può diventare comodo, avere, diciamo, questa roba
qua.
Altre cose direi che sul finder l'abbiamo fatto.
Andrei veloce anche sul decluttering del buon Safari.
Essenzialmente si tratta di ripulire la barra tanto quanto quella del finder
essenzialmente.
Poi invece bisogna prendersi un attimo ancora in mano e andare a
vedere nella cartella applicazioni tutte le applicazioni che essenzialmente non usiamo, che
stanno lì a prendere polvere o che possono essere tranquillamente buttate via
e non ve le ricordate nemmeno più.
Questa è una cosa che tendenzialmente io faccio una volta al mese.
Essenzialmente ho la mia routine mensile dove faccio una serie di controlli
e tra le cose può capitare che durante il mese scarichi delle
applicazioni giusto per provarle e vedere come funziona e via discorrendo.
Poi non le uso più tutto il mese, ok?
Per me quella è da eliminare perché tanto comunque saluto con la
manina e nel caso me lo trovo nell'elenco delle applicazioni scaricate.
Quindi la ritrovo semplicemente in questo modo.
Vi consiglio di controllare perché liberate un sacco di spazio senza alcuna
pietà e quindi togliete via quello che non vi serve.
Sì.
Poi effettivamente tu che vivi con poco hard disk.
Io, per esempio, che sono invece un uomo da hard disk, non
dico infinito, ma comunque abbastanza generoso.
Ammetto che non faccio queste operazioni tantissimo, quello che faccio invece, però,
è quando posso,
una volta ogni uno o due anni faccio un'installazione da zero.
Proprio per fare una volta che faccio l'installazione da zero, ovviamente reinstallo
solo le applicazioni che mi servono, che chiamiamole così, e quindi tolgo
via tutte quelle che invece pian pianino mi sono casomai scaricato, ma
non ho mai poi utilizzato.
L'altra cosa che il nostro metico youtuber ci racconta è quello di
sincronizzare il desktop
via i cloud.
La funzione che esiste ormai, secondo me, da due o tre sistemi
operativi di Apple che ne io né Roberto utilizziamo che ha effettivamente
dei vantaggi se non avete ovviamente documenti riservati o altre cose particolari
da gestire, e se, come fa notare Roberto, non avete una connessione
internet che funziona male e avete comunque molto spazio nell'hardisk.
Perché purtroppo la teoria è che è una cosa comodissima perché è
praticamente quello che tutto il lavorato, diciamo, del desktop, a barra dei
documenti si sincronizza in automatico attraverso i cloud di Apple via Cloud
e quindi ve lo trovate su tutti i vostri computer comodissimo, ovviamente
se avete più computer, comodissimo se non fosse che uno, dovete pagare
ovviamente lo spazio web di Apple, quindi hai cloud da solo 5
GB e sopra i 5 GB, 5 GB costa una follia, però
costa io, per esempio, ho 2TB, credo che sono 120 euro l'anno.
E per quello che mi danno, cioè i 2TB e per il
fatto che lo posso condividere con la famiglia, diciamo che il suo
prezzo, il suo valore ce l'ha, mettiamola così dal mio punto di
vista, quantomeno.
Ma c'è un doppio problema: cioè appunto, avere tutto sincronizzato sul cloud,
quindi con i problemi del cloud e del cloud di un soggetto
terzo che può essere bravo, bello, buono, ma abbiamo già visto come
Apple comunque da i cloud possa estrarre quello che vuole sostanzialmente.
Due i cloud funziona in una maniera tutta sua e quindi per
risparmiare spazio vi toglie via la roba che non utilizzate.
Che è comodo, non dico di no, ma non c'è modo di
dire io questo file lo voglio e deve restare qua.
O meglio, anche lì esisteva in una beta di anni fa sia
Mayosca che a iOS, ma non l'hanno più reinserita quindi probabilmente dava
dei problemi.
Tuttavia, per esempio, da quel punto di vista lì devo dire la
verità: soluzioni come Next Cloud piuttosto che Dropbox, hanno la possibilità di
fare la cosiddetta sincronizzazione selettiva, dire io questa cartella la sincronizzo, quella
non la sincronizzo e quindi fare tutte queste operazioni.
Apple sa sempre cose meglio per noi, ma a volte non lo
sai, quindi
ci sono questi problemi da gestire.
Ho mandato una foto a Filippo di dove ho visto che hanno
fatto una riparazione vicino alla mia linea.
Non commento oltre perché è meglio non saperle queste cose.
Comunque, Filippo si sta mettendo le mani nei capelli.
Ha una faccia che commenta da sola.
Ma tornando invece alla questione di questo minimalismo, delle volte forse anche
eccessivo, ma sicuramente vi libera molto la testa.
Anche quello, per esempio, di togliere le icone della schiavania che consigliamo
a tutti quanti di avere la scrivania libera e pulita.
Anche quello del disco fisso del Mac, usare le piede dei documenti
se ne avete tanti.
Io, ad esempio, per esempio, quello del disco fisso del Mac non
ce l'ho mai avuta in vita mia e mai lavorò.
Lascio semplicemente il desktop libero, ho due o tre icone in base
ai file con cui sto lavorando, essenzialmente è molto leggero.
Ci sono altre persone che ho visto con i con miei occhi,
che almeno metà del desktop è ricoperto da icone e non si
sa per quale motivo sia coperto, nel senso che forse non li
utilizzano neanche, le hanno lasciate lì, non sanno neanche più cosa c'è
dentro.
Secondo me, devo dire la verità: il desktop viene utilizzato come rifugium
peccatorum, cioè, tu trascini lì, lavori lì sul desktop.
Che, che tra l'altro, appunto, lo ripeto, ne abbiamo già detto, secondo
me, in un'altra puntata non è il modo giusto di lavorare, anche
perché almeno una volta il desktop di me cose era il posto
sbagliato dove lasciare dei file.
Perché nella peggiore ipotesi usate una cartella dei documenti.
L'altra cosa che segnalo è effettivamente io uso le pile da sempre
ormai, da quando sono state inserite dentro il sistema operativo che effettivamente
rendono molto più organizzato il desktop, hanno un notevole difetto che alla
fine le pile non ti rendi conto di quanta roba hai sul
desktop poi.
E quindi se da una parte risolvono il problema di diciamo del
decluttering, cioè della confusione sul desktop, poi recentemente ho scoperto che avevo
più schermate.
Io sono uno che fa molti screenshot.
Diciamo, ho disabilitato per un errore una regola per cui dopo 24
ore tutti gli screenshot vengono salvati, spostati in una cartella schermata, appunto
e sincronizzata tra i vari Mac.
Non ho abilitato questa regola di Ezel recentemente su vari Mac e
devo riabilitarla.
Mi sono accorto, però, di avere delle vagonate di schermate involontariamente salvate
sul desktop e ho dovuto minimo fare pulizia.
Quindi, comunque le pile sono utili, ma dall'altra vi nascondono la confusione,
è come mettere la polvere sotto il tappeto, diciamo.
Quindi non so se poi l'utilità sia, valga la pena esatto.
E lascio invece adesso un attimo la parola a Filippo per quanto
riguarda la gestione delle email, che è quello decisamente più concentrato sul
pezzo, mi limito a dire che essenzialmente, oltre a, dal mio punto
di vista di gestione, sposo le notifiche spente di base, sono perfettamente
d'accordo.
Anche addirittura il diciamo il pallino rosso con il numero di email,
anche quello è sparito sulla mia mail e sono ben contento di
averlo fatto ed è una cosa che vi libera davvero.
Invece, per quanto riguarda la gestione delle email, lascio la parola a
Filippo che è decisamente più sul pezzo.
Allora, diciamo che il nostro mitico youtuber perché il suo nome non
me lo riesco a fare entrare in mente,
diciamo che utilizza questo servizio che si chiama E un servizio relativamente
controverso perché da due mega galattici di internet, sono quelli che hanno
inventato Base Camp e
sono due personaggi famosi e così via.
Però hanno avuto anche tutta una modalità abbastanza particolare di gestione della
loro azienda.
Tant'è vero che c'è stato anche
un certo per esempio, VTC ha smesso di utilizzare la loro applicazione
perché era contrario alle loro politiche interne aziendali.
Diciamo che è un modo inusuale di gestire la mail.
Diciamo nuovo modo, mettiamola così, al concetto dell'in box, cioè delle box
importante, cioè
della casella importante.
Di fatto fa un triage precedente, cioè box ci possono dare solo
le mail che io ho precedentemente autorizzato.
Quindi tutto va a finire da un'altra parte, salvo quelle mail che
considero importanti.
Ovviamente c'è tutto dietro una filosofia per diciamo gestire in maniera migliore
che adesso non andiamo a raccontarvi, perché comunque fa parte di questo
prodotto, che comunque è un prodotto
a pagamento e così via.
Appunto consiglia questo prodotto.
Personalmente sposo la teoria del fatto di togliervi le notifiche e così
via e di utilizzare altri sistemi per gestire la mail, se non
appunto la casella di posta, nel senso, la casella di posta non
dovrebbe essere comunque un punto dove vengono gestite le attività, ma semplicemente
dove si riceve la mail si fa un triage e poi le
attività che sono collegate a queste mail vanno inserite altrove.
Tuttavia, abbiamo già fatto due puntate sulle mail.
Quindi io non entrerei troppo nel dettaglio di questa cosa.
Diciamo, la particolarità è l'utilizzo di questo strumento.
Esatto, poi altre cose da togliere, ovviamente togliere via tutti i suoni,
tutte le notifiche, tutti i red
ballione tini rossi, vabbè, il red ballo ripuglio sarebbero
piuttosto male,
nessun problema.
Tanto insomma, siamo tra amici quindi nessun problema.
Oltre a queste cose qua che vi abbiamo già consigliato a tempo
debito, c'è anche da ripulire la barra dei menu è sempre minimale.
Dal mio punto di vista c'è poco da fare se non correre
come dei matti su Hidden Bar che è un'applicazione gratuita di cui
vi abbiamo parlato nell'episodio 13.
Pensate un po' ben 22-23 puntate fa dove parlavamo dai 10 utiliti
per me che insostituibili.
Una è proprio questa, appunto perché vi permette di avere la bar
molto molto corta.
È gratuita, utilizzatela, funziona benissimo, è una cosa spettacolare.
Se invece volete spendere dei soldi e perché per voi i soldi
sono un modo per ripagare chi lavora per voi come chi sviluppa
le applicazioni.
Avete semplicemente da utilizzare bartender 4 che è a pagamento e fa
più o meno la stessa cosa, forse ha qualche opzione in più.
In ogni caso provatela una delle due e scegliete.
Altra cosa consigliata è di togliere l'icona del wifi, è anche vero
quello perché attualmente io sono su Big Sur, in effetti c'è un
centro di controllo che vi permette direttamente di arrivare a una serie
di opzioni del vostro computer, tra cui wifi, bluetooth, airdrop e via
discorrendo, tra cui anche la luminosità dello schermo e il suono e
tante altre belle cosine, tra cui appunto come vi dicevo, il wifi,
invece potreste togliere in effetti l'iconcina del wifi che sta di fianco
a quella perché tanto è essenzialmente una ripetizione.
In effetti ha ragione, potete togliermela anch'io.
Per arrivare allo stesso menu, però dovete fare due clic a differenza,
che quella ve la dà direttamente con un click.
Comunque, sui portatili, avere il wifi, cioè l'iconcina del wifi che solitamente
ti fa vedere anche il livello di collegamento può essere utile sul
fisso, cioè se avete un cavo di rete, diciamo che non è
molto utile.
Devo dire la verità.
Per esempio, comunque nella mia attuale configurazione, cioè sono sul mio MacBook
Pro che è collegato al wifi di casa perché qui non ho
il cablaggio di rete.
Comunque l'ho tolta anch'io, devo dire la verità.
Perché bene o male, se ci sono dei problemi di rete, ho
altri modi per vederlo e casomai ho altre statistiche che mi interessano.
Per esempio, io uso agli stat menu e vedo cosa sto caricando
e cosa sto scaricando dalla rete.
Quindi bene o male mi rendo conto se ho un problema di
rete e che problema ce l'ho.
Per esempio, adesso sto, siccome stiamo facendo la direte su internet, sto
buttando su 600 capit al secondo per caricare la
velocità intensa!
È una robetta dal mio punto di vista, direi che l'uso di
spotlight bene o male, o mai l'abbiamo raccontato.
Alcune precisazioni.
Ovviamente, come avevamo detto all'inizio puntata, ovviamente, spotlight non è solo un
lancia, nudo e crudo, ma vi permette di fare ricerche anche nei
documenti, vi permettono i calcoli esatto,
le previsioni, addirittura avere risultati sportivi da quello che mi ricordo, io,
o il cambio di valuta, valuta che sia una valuta.
Ci sono alternative a pagamento.
Anche se devo dire la verità, per esempio, io ho Lunchbar, lo
credo di averlo comprato l'ultima versione di averla comprato almeno 5 anni
fa, cioè io non mi ricordo di aver pagato niente da tanto
tempo ormai, per me personalmente è un'applicazione validissima.
E giusto per darvi un'idea, Lunchbar, oltre a fare tutto questo, vi
permette, non so, di inserire rapidamente gli appuntamenti quindi di interagire col
calendario, ci sono le scorciatoie per accedere direttamente alla clipboard del sistema
e quindi di recuperare le cose che tagli incollate precedentemente.
Una funzione che per me è clamorosa è.
È se schiaccio due volte shift su un file selezionato, me lo
prende e lo posso lavorare direttamente da Lounchbar, quindi lo posso spostare,
copiare, inviare a un'altra applicazione.
Insomma, fa tutta una serie di cose molto interessante.
Ne abbiamo parlato probabilmente nella puntata 14 sull'introduzione all'automazione, ed infine abbiamo
Alfred che forse è qualcosa ancora di più di Loungepar.
Diciamo che io sono attaccato allaunchbar perché lo uso da sempre per
me, cioè su tutti i computer che ho è installato.
Alfred ha qualche funzione forse in più, perché proprio ovviamente nella funzione
a pagamento perché ci sono due versioni, due tagli, chiamiamo così una
free e una a pagamento.
Nel caso io vi consigliere di comprare quella pagamento, perché a quel
punto, lì, se volete investire tanto su queste applicazioni, ne vale la
pena.
Alfred vi permette di fare proprio una serie automazioni quindi di creare
dei microprogrammi, chiamiamoli così, visuali per fare varie cosette.
Quindi è effettivamente molto molto interessante.
Abbiamo già detto di ovviamente ripulire le applicazioni che non vengono usate
sostanzialmente, e scaricare quelle che vi servono nel caso vi servano.
Ricordo, perché io sono abbastanza fissato sull'argomento, anche se ho una nuova
new entry ma non ne parliamo.
Tendenzialmente l'installazione dell'applicazione, almeno dal mio punto di vista, è tutta fatta
attraverso Ombriu, che è un gestore di pacchetti mancanti per macOS.
Il vantaggio qual è?
È che essendo a riga di terminale, a riga di comando, voi
con digitando pochissimo sostanzialmente.
Perché, perché per esempio, volete installare Lunchbar, basta digitare Briu install Lunchbar
e automaticamente lui va su internet, cerca l'applicazione e ve la scarica
e ve la installa sul vostro Mac.
Quindi, comodissimo sia per tutte le applicazioni,
diciamo a terminale che, però ai più forse possono non interessare, ma
non è vero, perché ce ne sono veramente tante.
Interessanti, faremo forse una puntata dedicata, perché a questo punto non ha
senso che lo volevo tenere come ultima cosa, ma stiamo sforando decisamente
i nostri tempi.
Quindi direi che dobbiamo
esatto, ne parleremo un altro momento.
L'altra funzione interessantissima è che sempre le riga di comando potete installare
attraverso Ombriu Mass, che è praticamente un'interfaccia di riga di comando del
Mac App Store.
Quindi potete scaricare velocemente anche dal Mac App Store, ovviamente vi chiederà
le credenziali del Mac App Store, le applicazioni che avete comprato dal
Mac App Store.
La cosa interessante è che a questo punto li potete dire: Non
installa Lunchpar, installa Alfred, installa Kybo Maestro e così via.
No, gli puoi dire installami tutte queste queste l'elenco di queste applicazioni,
e lui in automatico fa e fa.
Per uno come me che installa X nuovo ogni tot è una
mandata
.
E facendo Bruel list vi fa vedere tutte le applicazioni che avete
installato con Ombri.
Quindi, anche lì, se volete fare un check, diciamo di cosa avete
in saccoccia, tra virgolette, senza andare nelle applicazioni, senza fare cose strane,
avete tutto l'elenco.
E ovviamente questa applicazione non la uso da millenni.
Cancella, cancella perché è Brue Remove il numero dell'applicazione.
Quindi vedete come è semplice, facile e veloce.
Eccolo, questo, per esempio, è molto interessante.
Nel mio caso, ad esempio, è una cosa che non utilizzerò penso
mai.
Ma per il semplice fatto che io non penso di sbagliare, ma
penso che ho un'installazione che mi sto portando dietro dal 2010 senza
alcun tipo di problema.
Perché cambiando Mac, non ho mai pensato di ripartire da zero.
Ho sempre fatto un ripristino da quello precedente, nel senso dal backup,
devo dire che una partenza da zero, non la faccio dal 2010,
quindi non so nemmeno più come cavolo si faccia.
Io vado avanti così.
A oltanza, il sistema regge benissimo e quindi sono ben felice.
Probabilmente sono una pecora nera, però considerate comunque che questi sistemi se
devo in pensare a quello che devo installare con un computer partendo
da zero, mi verrebbe un po' di mal di testa.
Devo dire.
In effetti, questi qui sono delle ottime utility che ha consigliato Filippo.
Uzzateli perché vi leva un sacco di problemi.
Ultima cosa che onda.
Ti racconterò il mio nuovo step che è veramente meravigliato.
Vi comincerò a abbrevidere.
Ma per chiudere la puntata, perché, se no, veramente facciamo mezzanotte questa
volta, ma giusto perché devo inaugurare il nuovo microfono con A2, dovete
spostare tutte le applicazioni su hard dix esterno, come ho fatto io,
che può tornarvi utile.
Per esempio, faccio un caso di cui vi ho parlato già, ma
continuo a ribadirlo.
Visto che io sono un poveraccio e lavoro su un
SSD da 128 GB che molti schifano, ma in realtà a me
permette di lavorare, mi ha messo soltanto in difficoltà solo da quando
Apple è cominciato a buttare fuori aggiornamenti che si aggiirano intorno, se
non ricordo male, ai 30-40 giga giù di lì.
Essenzialmente perché?
Perché dopo aver chiesto questo spazio, ti richiede un'altra ventina di giga
per avere spazio libero per installarsi.
Quindi voi considerate che tra il sistema operativo che avete prima, l'aggiornamento,
lo spazio libero da lasciare per l'aggiornamento, vi parte come minimo il
mio mezzo hard disk.
E in mezzo hard disk sfido molti di riuscire a lavorare in
modo professionale sul proprio computer.
Quindi è diventato per me difficile in quella frangente, cioè essenzialmente sono
nel momento in cui ho dovuto aggiornare il sistema, e ho trovato
la pannacea semplicemente andando a prendere le applicazioni che nel mio caso
ce ne erano alcune che occupavano anche 2 giga, 2-4 giga in
base a quello che era, alcune occupavo addirittura 20 giga.
Le ho prese e le ho spostate su hard disk esterno e
poi filtro l'aggiornamento le ho riportate dentro molto semplicemente.
L'ultima cosa di cui volevo parlare velocemente.
Poi vi lascio un video eventualmente nella notte dell'episodio per approfondire.
Sempre sull'ottica del minimalismo digitale, io ormai praticamente questa applicazione la uso
su tutti i miei Mac e non ne posso fare più o
meno.
Si chiama Ametist, è open source, tra l'altro e quindi anche gratuita.
È un window manager per macOS.
Il vantaggio qual è sostanzialmente, soprattutto su schermi piccoli, ma io lo
uso anche su schermo grosso, devo dire la verità.
Fa il cosiddetto tiling, cioè la gestione a mattonelle delle finestre.
Quindi, in base a quante applicazioni ci sono aperte, quello schermo le
configura in modo che tutte le applicazioni siano visibili e presenti.
Ovvio che se sopra le 3-4 applicazioni la vicenda diventa un po'
complicata, ma la cosa comoda è che vi evita di gestire le
finestre totalmente nella loro interzza, e ovviamente ci sono tutta una serie
di scorciatori a tastiere per spostare, modificare, gestire le finestre.
Comodissimo, diciamo a me ricorda personalmente un po' la gestione, diciamo, della
split view di iPad, proprio perché tendenzialmente avete una barra due o
tre applicazioni
sempre aperte in quella schermata.
Bene o male, l'applicazione principale ha uno spazio maggiore, poi potete, diciamo,
configurarlo un po' come volete.
In questa modalità la gestione delle finestre non è più un problema,
e oltretutto, il vantaggio grosso è che tutto gestito a tastiera quindi
anche lì l'utilizzo, anche se si interfaccia col mouse, diciamo.
Tuttavia l'utilizzazione della gestione delle finestre viene fatto direttamente da tastiera, quindi
anche lì maggiore efficienza e minor utilizzo di ma dov'è questa finestra
è sotto quell'altra finestra.
Diciamo che è ovvio che, per esempio, per uno come Roberto che
utilizza solo una finestra, allora a quel punto lì forse poco serve
però, ma guarda, in realtà quando se utilizzo tante finestre, sono solo
due, alla fine, quindi mi basta quello che mi fornisce il Mac.
No, io devo dire la verità, spesso e volentieri mi ritrovo con
tre finestre aperte di cui la principale dove lavoro, la cartella dove
ci sono i file, e non so, un file aperto piuttosto che
altre cose, ho una mappa mentale casomai nell'angolino per avere qualcosa e
quindi devo dire la verità mi trovo molto molto comodo e in
più, appunto, apro una nuova finestra e automaticamente al suo spazio, è
organizzato tutto in automatico.
Questo, secondo me, come minimalismo digitale ci poteva stare.
Abbiamo omesso, tra virgolette, lasceremo casomai qualche link nella note dell'episodio.
Di parlare veramente di minimalismo digitale, come inteso da Cal Newport che
è una cosa un po' diversa rispetto a questo minimalismo che è
il minimalismo nell'utilizzo delle applicazioni digitali, chiamiamole così.
Ma sicuramente se siete interessati, se l'argomento vi è piaciuto e volete
approfondire, vi segnalo appunto che ci sono varie fonti, tra cui il
libro di Cal Newport.
Un apposito, non so come si chiama, un'apposita cosa di reddito sostanzialmente,
dove appunto
threaddit dove si parla di questo.
Diciamo che il minimalismo digitale è qualcosa di un po' più ad
ampio livello, di livello superiore.
Cioè, qui noi abbiamo parlato di come ottimizzare e ripulire l'interfaccia di
lavoro e il minimalismo digitale, anche come utilizzare gli strumenti digitali in
maniera meno invasiva, più efficiente e più minimale, appunto.
Quindi è un altro punto di vista.
Secondo me, che oggi, però, non abbiamo tempo di approfondire
in questa puntata.
Però abbiamo almeno tre cose da fare per le prossime puntate.
Uno è prendere in mano questa cosa spaventosa che mi devi dire
fuori onda.
La seconda è parlare del minimalismo digitale anche su iPhone e iPad,
e poi parlare del follow up che non abbiamo avuto tempo adesso.
Quindi, io direi di andare tranquillamente a chiudere, ricordandovi che troverete il
note dell'episodio con il link agli argomenti che abbiamo trattato in questa
puntata e tutti i nostri riferimenti su a2podcast.it
36 dove ci potete trovare?
Allora, dunque, per quanto mi riguarda, mi potete trovare sul mio blog
Mac Architettura, che potete trovare all'indirizzo mark.net.wordpress.com dove vi spiego come si
lavora con un Mac nell'ambito dell'architettura.
Invece, se volete sentire argomenti un po' diversi, chiamiamoli così, ho un
podcast settimanale che si chiama Snap Architettura Imperfetta, dove vi parlo invece
della coevoluzione dell'architetto e della tecnologia che usa per lavorare.
Quindi parliamo di realtà virtuale, aumentata, BIM e compagnia briscola.
Insomma, chi mi segue sa benissimo di che si tratta.
Chi invece è un nuovo architetto e non mi segue, prende qualche
frustata sulla schiena perché senza il mio podcast non evolvete digitalmente, diciamo
così, e mi faccio anche un incensamento.
Poi, come se non bastasse, mi trovate anche sul blog di Graphisoft
Italia dove vi racconto le mie avventure col BIM.
Invece, il nostro Filippo, che continua a mettere nelle note dell'episodio soltanto
una cosa che fa, ma in realtà ne fa due, ci racconta
invece cosa fa.
Mi trovate su avvocatemmerk.it e da lì trovate tutto.
Tra virgolette, adesso ho finito l'ultima puntata registrata, devo registrare almeno due
o tre di tampone.
Quindi teoricamente sono arrivato a quattro mesi di pubblicazione dei compendium, ho
in cascina, diciamo, o meglio, in programmazione di registrarne altre due o
tre in stecca.
Tuttavia devo ancora farlo.
Quindi a questo punto maggio, a prescindere che appunto siamo a giugno,
quindi voi ascolterete questa giugno, saprete già se a maggio sono uscito
oppure no.
Comunque, ho anche questo podcast che ha cadenza più o meno mensile.
Se tutto va bene e si chiama Compendium esattamente.
Ringraziamo tutte le persone che ci hanno seguito in diretta e ci
sentiamo tra due settimane.
Alla prossima!