Ep. 35 1:29:58

4 chiacchiere con Davide Gatti

È con piacere che oggi ospitiamo, un amico, podcaster e (da qualche anno ormai) YouTuber: Davide Gatti. Con lui parliamo di tutto sul fonte Mac.

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È con piacere che oggi ospitiamo, un amico, podcaster e (da qualche anno ormai) YouTuber: Davide Gatti. Con lui parliamo di tutto sul fonte Mac.

Note dell’episodio

  • Hackintosh: tema centrale della prima parte della puntata; Davide racconta come ha iniziato a usare macOS installandolo su hardware PC compatibile.
  • Survival Hacking: progetto podcast e video di Davide Gatti, citato in puntata anche per la serie dedicata alla realizzazione di un Hackintosh.
  • Pixelmator Photo: applicazione citata nelle note originali, legata alla famiglia Pixelmator per la lavorazione fotografica.
  • Pixelmator Pro: alternativa a Photoshop discussa da Davide, apprezzata per strumenti grafici potenti, costo contenuto e funzioni di machine learning.
  • Pixelmator per iOS: versione mobile della suite Pixelmator, richiamata parlando dell’ecosistema Apple tra Mac, iPad e iPhone.
  • Cryptomator: utility consigliata da Davide per cifrare file e documenti conservati su cloud, con accesso da più piattaforme.
  • 1Password: gestore di password usato da Davide per le credenziali personali, discusso insieme al tema degli abbonamenti e delle licenze.
  • Bitwarden: gestore password open source citato come alternativa gratuita e sincronizzata via cloud, anche self-hostabile.
  • Puntata 9 di A2: approfondimento precedente sui gestori di password richiamato nelle note originali.
  • iMazing: software consigliato per gestire backup, file, foto e contenuti di iPhone e iPad in modo più chiaro rispetto a iTunes.
  • Final Cut Pro: programma di montaggio video usato da Davide per i contenuti YouTube, contrapposto ad Adobe Premiere.
  • Logic Pro: software Apple per produzione musicale citato come esempio di applicazione professionale dal prezzo relativamente accessibile.
  • GarageBand: versione più semplice e inclusa nell’ecosistema Apple, indicata come sufficiente per molti utenti domestici.
  • iMovie: editor video gratuito di Apple, citato come strumento già adeguato per molti montaggi amatoriali.
  • Audacity: programma usato da Davide per l’editing audio prima della lavorazione finale.
  • iZotope RX: suite audio citata da Davide per la pulizia dei file, usata nel suo flusso tramite Alex Raccuglia.
  • Autodesk AutoCAD: esempio discusso da Roberto per spiegare il peso della retrocompatibilità software nella transizione verso Apple Silicon.
  • Steam: piattaforma evocata parlando di giochi su Mac e dei limiti del gaming fuori dall’ambiente Windows.

Sinossi1

1. Davide Gatti, il lavoro da “factotum” e l’IT in azienda

Filippo e Roberto aprono l’episodio presentando Davide Gatti come amico, podcaster, YouTuber e compagno di commento dei keynote Apple. La puntata prende subito la forma di una conversazione lunga e libera sul mondo Mac, ma parte dal lavoro quotidiano di Davide. Alla domanda su che cosa faccia davvero, Davide spiega che negli anni gli è stato spesso difficile dare una definizione precisa: è entrato quasi vent’anni prima in un’azienda che produce schede elettroniche e, all’inizio, si occupava di tutto ciò che aveva una componente tecnologica.

Il suo ruolo nasce come figura jolly: sistemi informativi, gestionale, interfacciamento di macchinari, attrezzature per il collaudo, soluzioni tecniche interne pensate per evitare di dipendere sempre da consulenti esterni. Con la crescita dell’azienda, crescono anche complessità e responsabilità. Davide descrive un’infrastruttura arrivata a quasi duecento postazioni, una ventina di server virtualizzati, due siti collegati in fibra ottica e, fino a poco tempo prima, anche una terza sede in un’altra città. Oggi, semplificando, si definisce IT manager, pur continuando a gestire molte attrezzature e soluzioni costruite da lui negli anni.

“Ultimamente dico IT manager. Così semplifichiamo.” — Davide, 00:06:22

Da qui nasce anche una parentesi ironica sul problema di dire alle persone che si lavora con i computer. Davide racconta che in passato, in vacanza o in contesti informali, appena accennava alla sua competenza tecnologica qualcuno arrivava con computer, videoregistratori, lavatrici o tostapane da riparare. Per evitare richieste infinite, a volte inventava lavori volutamente poco comprensibili, così da chiudere subito la conversazione.

2. L’ingresso nel mondo Mac attraverso gli Hackintosh

La parte centrale della prima metà dell’episodio riguarda l’arrivo di Davide nel mondo Apple. Curiosamente, questo passaggio avviene dentro un’azienda completamente Windows: server Microsoft, SQL, gestionali Microsoft e postazioni tradizionali. In quel contesto, intorno al 2011, Davide inizia a sperimentare con gli Hackintosh, cioè sistemi macOS installati su hardware PC compatibile.

Davide spiega in modo accessibile che il fenomeno Hackintosh diventa possibile quando Apple passa dai processori PowerPC a Intel. Da quel momento i Mac cominciano ad assomigliare, almeno come architettura generale, ai normali PC commerciali. Restavano però blocchi, controlli, firmware e requisiti specifici che impedivano a macOS di avviarsi su un PC qualunque. La comunità Hackintosh lavora quindi su bootloader, patch, driver e configurazioni capaci di far apparire quell’hardware come un Mac autentico agli occhi del sistema operativo.

Il suo primo tentativo riesce quasi per fortuna: hardware adatto, procedura andata bene al primo colpo, configurazione stabile. Davide sottolinea che se fosse andata male probabilmente avrebbe abbandonato subito l’esperimento. Invece il sistema funziona e gli apre un mondo nuovo. Roberto chiede chiarimenti per chi ascolta e non conosce il tema, mentre Filippo ricorda anche la serie speciale di Survival Hacking in cui Davide racconta passo passo la realizzazione di un Hackintosh.

“La procedura è andata bene al primo colpo.” — Davide, 00:10:22

L’aspetto decisivo non è solo tecnico, ma esperienziale. Davide installa macOS, prima Leopard e poi Snow Leopard, in un’epoca in cui Windows XP e Vista rappresentavano ancora, per molti utenti, un ambiente pesante e poco gratificante. Il confronto gli sembra immediato: macOS appare più coerente, più stabile, più piacevole da usare.

3. Le prime scoperte di macOS: driver, app, stabilità e piccoli gesti

Filippo si riconosce nel racconto di Davide e ricorda il proprio passaggio a Snow Leopard. La prima cosa che lo colpisce è l’assenza della caccia continua ai driver tipica dell’epoca Windows XP. Su Mac molte periferiche funzionavano senza lunghe ricerche, installazioni fragili o conflitti. Davide aggiunge un altro elemento: il modo in cui si installavano le applicazioni. Trascinare un’app nella cartella Applicazioni e rimuoverla buttandola nel cestino era, per chi veniva da DLL, installer e cartelle sparse nel sistema, una piccola rivoluzione.

Davide insiste anche su gesti apparentemente minori che però cambiano il rapporto quotidiano con il computer. Per esempio, su Mac è possibile trascinare un file dentro una finestra di selezione per ottenere direttamente il suo percorso; su Windows, racconta, gli capita ancora di provare quel gesto e non ottenere nulla. Sono dettagli che, sommati, costruiscono una sensazione di controllo e fluidità.

Nel giro di due mesi il suo Hackintosh da esperimento diventa il computer principale in ufficio. Lavora in macOS e usa Windows virtualizzato con Parallels quando necessario, soprattutto per CAD o strumenti aziendali specifici. Poiché molte attività avvengono da remoto su server e macchine virtuali, il sistema operativo locale diventa meno vincolante. Da allora, racconta, ha sempre lavorato con un Mac, passando prima da Hackintosh e poi da Mac veri e propri.

4. Il “sogno” del Mac e il confronto con Windows

Quando Davide chiede in azienda un Mac vero, non incontra grandi resistenze. Il capo viene coinvolto dal suo entusiasmo e, anche per il fascino estetico dei prodotti Apple di quegli anni, acquista iMac e MacBook Pro. Davide racconta che molti colleghi gli chiedevano perché considerasse il Mac migliore. Non era facile spiegarlo con una singola funzione, così ritrova un vecchio testo intitolato “Un sogno”, scritto anni prima per descrivere quell’esperienza.

Nel brano, letto in puntata, elenca una serie di cose che non pensava possibili: navigare senza chiudere continuamente il browser, non vedere schermate blu, provare emozione aprendo una confezione, usare Time Machine, comprare software originale, avere una macchina silenziosa e stabile. Il testo è dichiaratamente fanboy, come ammette lui stesso, ma restituisce bene l’impatto che macOS aveva avuto su un utente tecnico abituato ai problemi ricorrenti dell’ambiente Windows di quegli anni.

“Mi ha completamente travolto. Mi è piaciuto, ne sono mai più uscito.” — Davide, 00:25:45

La conversazione però non resta su una contrapposizione rigida. Davide riconosce che Windows 10 ha fatto passi avanti enormi e che Windows 11 avvicina ulteriormente i due mondi. Anche Roberto nota che Microsoft non è più quella dell’epoca XP: lato consumer, il sistema è migliorato molto, e anche l’hardware Surface ha portato idee interessanti. Il punto, per Davide, resta la stabilità nel tempo di macOS: una macchina che può restare anni senza formattazioni o reinstallazioni, aggiornandosi e mantenendo prestazioni regolari.

5. Stabilità, hardware controllato e transizione Apple Silicon

Davide collega la stabilità del Mac a una differenza strutturale: Windows deve funzionare su un numero enorme di combinazioni hardware, con driver, schede video, periferiche e configurazioni difficilmente controllabili. macOS, invece, nasce per un insieme molto più ristretto di macchine. Questo rende più semplice costruire un sistema coerente e stabile, anche se negli anni la gamma Apple si è ampliata.

Il discorso si sposta poi sulle transizioni di piattaforma. Apple è passata da PowerPC a Intel e poi da Intel ad ARM con Apple Silicon, riuscendo in entrambi i casi a rendere il cambiamento relativamente trasparente per gran parte degli utenti. Davide sottolinea che gli utenti con software molto specifici possono incontrare problemi, ma l’utente normale tende a proseguire senza traumi. Roberto osserva che la migrazione verso Apple Silicon ha praticamente segnato il futuro degli Hackintosh: finché macOS resta compatibile con Intel, la scena può continuare, ma quando Apple completerà la transizione il margine si ridurrà drasticamente.

La discussione si concentra anche sul tema energetico. Davide vede nell’efficienza di Apple Silicon una risposta concreta a un problema destinato a diventare sempre più importante: consumare meno energia offrendo più prestazioni. Il Mac mini M1 che sta usando durante la diretta resta freddo pur con molte applicazioni aperte, mentre Roberto racconta l’esperienza opposta con un Mac Intel costretto a disattivare il turbo boost per evitare ventole rumorose e temperature alte.

“È freddo, ragazzi, è tiepido, è freddo.” — Davide, 00:40:22

6. Retrocompatibilità, processori e software pesanti

Filippo e Davide ampliano il ragionamento confrontando Apple Silicon con CPU Intel, GPU integrate e schede grafiche discrete. Secondo Filippo, Apple ha spostato il livello del confronto: le GPU integrate degli M1 non vanno paragonate alle vecchie integrate Intel, ma iniziano a misurarsi con schede grafiche dedicate. Davide nota che, mentre Apple ha fatto un salto netto in prestazioni ed efficienza, Intel da anni procede con incrementi più graduali, spesso del 10 o 20 per cento.

Il tema si intreccia con la retrocompatibilità. Davide sostiene che Intel si porta dietro molta eredità del passato, istruzioni e compatibilità pensate per software molto vecchi. Prima o poi, secondo lui, anche quel mondo dovrà scegliere di tagliare con una parte del passato per usare lo spazio nei processori a favore di potenza ed efficienza realmente utili oggi. Roberto collega lo stesso problema al software professionale: programmi grandi e storici come AutoCAD devono confrontarsi con decenni di compatibilità, componenti legacy e codice difficile da migrare. Il mancato arrivo immediato di una versione nativa Apple Silicon viene letto come sintomo di questa complessità.

La retrocompatibilità, quindi, appare come un vantaggio finché permette agli utenti di non perdere strumenti, ma diventa un peso quando impedisce di sfruttare davvero un nuovo paradigma hardware. Per i conduttori e Davide, la transizione ARM rende visibili crepe che prima erano nascoste.

7. La storia hardware di Davide: iMac, Mac mini e riuso continuo

Roberto chiede a Davide quali Mac abbia usato nel tempo. La risposta è una carrellata molto concreta. Il primo Mac vero arriva dopo l’esperienza Hackintosh: un iMac acquistato da MediaWorld, nel periodo dei primi modelli Intel in alluminio. Davide ricorda soprattutto l’esperienza dell’unboxing, la confezione, il cavo, la tastiera, gli adesivi, la sensazione di possedere finalmente un Mac autentico e aggiornabile senza paura che un update rompesse tutto.

Quel primo iMac, racconta, esiste ancora: lo ha regalato a un amico YouTuber, che ci ha installato Catalina con OpenCore, espandendo memoria e SSD. Anche altri Mac della sua storia sono ancora in funzione. Un iMac 27 pollici comprato per l’ufficio continua a lavorare in un’altra sede; un altro iMac 27 con una riga verticale sullo schermo è finito al figlio di un vicino durante il periodo Covid, utile per lezioni e compiti nonostante il difetto.

Questa longevità diventa un punto a favore dell’hardware Apple. Davide osserva che molti utenti Mac hanno avuto pochi computer in molti anni, mentre nel mondo PC è più frequente aggiornare scheda video, processore o intera macchina. Nel suo percorso recente, dopo un ultimo periodo Hackintosh molto potente, passa al Mac mini M1. Anche la moglie, ormai abituata a macOS, usa un MacBook Air M1, apprezzato soprattutto per autonomia, silenziosità e schermo.

8. Gaming, Windows e i limiti del Mac

Parlando di hardware, emerge anche il tema del gaming. Davide chiarisce che se si vuole giocare seriamente, Windows resta l’unica scelta realistica. Su Mac esistono giochi, anche tramite piattaforme come Steam, ma i titoli più importanti arrivano raramente e spesso non sono nativi. Molti giochi per Mac, spiega, sono versioni impacchettate che fanno girare codice Windows tramite livelli di compatibilità o forme di emulazione come Wine.

Per un videogiocatore competitivo, questo è un limite sostanziale. Davide descrive un mondo in cui contano latenze minime, frame rate altissimi, monitor a 144 Hz o più e risposta immediata del controllo. In quel contesto, l’emulazione non è accettabile. Il Mac può essere ottimo per tante attività, ma il gaming di fascia alta resta fuori target, almeno finché il mercato Windows non farà un passaggio più deciso verso ARM e finché non esisteranno giochi nativi pensati per quell’architettura su più piattaforme.

9. Il software quotidiano e il lavoro da YouTuber

Quando la conversazione passa al software, Davide distingue l’uso quotidiano dal lavoro di creator. Nella vita normale usa strumenti comuni: mail, browser, documenti, suite Microsoft. Pur avendo apprezzato Safari, è passato a Chrome dopo problemi persistenti nella compilazione di form che Apple non risolveva rapidamente. Per Word ed Excel non ha particolari esigenze avanzate, ma trova la suite Microsoft sufficientemente comoda e stabile per il suo uso.

La differenza emerge quando “commuta” nella modalità YouTuber. Per il montaggio video usa Final Cut Pro, programma che probabilmente sfrutta solo in minima parte ma con cui si trova bene. Lo contrappone ad Adobe Premiere, che fatica persino ad aprire mentalmente: per lui l’interfaccia e il modo di lavorare dei programmi Adobe restano poco digeribili. Per l’audio usa Audacity e, per la pulizia più avanzata, si appoggia ad Alex Raccuglia con iZotope RX.

Per la grafica, invece, consiglia Pixelmator. Davide usa ancora una versione semplice del programma, più snella di Pixelmator Pro, ma riconosce che la versione Pro offre funzioni potenti, come strumenti basati su machine learning per migliorare e ingrandire immagini. Il vantaggio, secondo lui, è il rapporto tra prezzo, semplicità e resa: per chi non è già radicato in Photoshop, Pixelmator può essere una scelta molto efficace.

10. App Apple, licenze e valore dell’ecosistema

Davide sottolinea un aspetto pratico dell’ecosistema Apple: acquistando un’app con lo stesso Apple ID, la si può installare su più Mac personali. Questo aumenta il valore percepito di software già relativamente economici. Nel caso delle app professionali Apple, il confronto diventa ancora più evidente. Logic Pro, per la composizione musicale, costa molto meno rispetto a concorrenti come Cubase e non richiede sistemi di licenza hardware complicati. Anche Final Cut Pro, pur essendo un prodotto professionale, ha un prezzo che molti creator possono ammortizzare rapidamente.

Accanto alle versioni professionali, macOS offre strumenti gratuiti o inclusi come GarageBand e iMovie. Davide ricorda che per molti utenti domestici GarageBand copre già gran parte delle necessità musicali, mentre iMovie è sufficiente per montaggi video semplici. Il punto è che un Mac, appena tirato fuori dalla confezione, contiene già browser, posta, gestione foto, editor documenti, strumenti musicali e video. Per la maggior parte degli utenti non serve installare subito molto altro.

“Per il 95% delle persone c’è tutto quello che ti serve.” — Davide, 01:09:44

Questo, per Davide, resta uno degli elementi che lo avevano colpito all’inizio e che continua a distinguere l’esperienza Mac: non solo il sistema operativo, ma un insieme coerente di applicazioni mantenute nel tempo.

11. iMazing, password manager e archivi cifrati

Nell’ultima parte tecnica della puntata Davide passa ai software che considera davvero utili. Il primo è iMazing, consigliato a chi vive nell’ecosistema Apple e vuole gestire iPhone e iPad senza passare da iTunes. Davide critica iTunes per essere sempre stato una combinazione confusa di musica, backup, foto, file e gestione dispositivi. iMazing, invece, permette di trascinare foto e file, fare backup anche automatici via Wi-Fi e gestire i dispositivi in modo più lineare.

Il secondo gruppo riguarda i gestori di password. Davide dice che senza 1Password sarebbe perso, perché conserva lì le credenziali personali. Filippo lo provoca sulla versione 8 e sul passaggio sempre più marcato agli abbonamenti. Davide spiega di usare più strumenti per separare mondi diversi: 1Password per sé, SplashID per un’azienda e Bitwarden per un’altra. Bitwarden viene apprezzato perché gratuito, open source, sincronizzato e anche self-hostabile, pur con qualche compromesso rispetto ai concorrenti più rifiniti.

Infine Davide consiglia Cryptomator, utility che cifra in tempo reale file conservati su cloud. La descrive come una cassaforte digitale: crea un’unità logica che appare come un disco, ma i dati sottostanti restano cifrati su servizi come Dropbox. Dentro conserva documenti personali, bollette, referti medici, carte d’identità, informazioni di viaggio e tutto ciò che può servire ovunque. Il vantaggio non è solo la sicurezza, ma la disponibilità: durante un viaggio o davanti a una richiesta improvvisa, può recuperare rapidamente un documento dal telefono o dal computer.

12. iPad, iPhone e il telefono che non serve quasi più a telefonare

La chiusura reale della conversazione riguarda l’uso dei dispositivi mobili. Davide ammette con ironia che l’iPad, per lui, serve soprattutto a leggere ricette. Filippo, che invece è molto più orientato a un uso avanzato dell’iPad, accoglie la cosa divertito. L’iPhone, invece, ha un ruolo molto più importante: Davide lo usa da anni, dal 3GS, e non è mai riuscito davvero a cambiare piattaforma.

Nel suo lavoro da YouTuber, gli iPhone diventano strumenti di produzione. Registra i video usando più modelli vecchi, come iPhone 6 e 6S, recuperati dai telefoni precedenti della famiglia. Il suo iPhone principale fa la ripresa verticale più dettagliata, mentre gli altri coprono inquadrature secondarie. In questo modo dispositivi ormai datati trovano una seconda vita come camere.

Da qui nasce una riflessione sull’uso contemporaneo dello smartphone. Davide nota che molti hanno abbonamenti con chiamate e SMS illimitati, ma ricevono pochissimi SMS e fanno poche telefonate. Lo smartphone viene usato soprattutto per dati, messaggi, Telegram, WhatsApp, navigazione, acquisti, ricerca di informazioni e fotografia. Roberto conferma che per lui l’iPhone è prima di tutto la fotocamera principale. Il telefono, conclude Davide, non è più davvero un telefono: è un dispositivo multifunzione che, tra le altre cose, può anche telefonare.


  1. Questa sinossi è generata con l’intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione della puntata. ↩︎

Leggi la trascrizione completa

Benvenuti all'episodio 35 di A2 in cui scoprire come ottenere il massimo

dalla vostra tecnologia Apple.

Io sono Roberto Marin e sono il vostro ospite assieme all'amico Filippo

Strozzi.

Di cosa parliamo in questo episodio, caro il mio Filippo?

Allora, in questo episodio, mio caro Roberto, sai di cosa parliamo?

Di niente, perché abbiamo un ospite e quindi adesso ci parteremo.

Ma dai, sì, è vero, è vero, e che ospite abbiamo?

E che ospite abbiamo?

Un amico, un podcaster, anche uno youtuber di una certa fama, ok?

Di una certa fame, direi.

Aspetta che ti devo presentare il nostro caro amico Davide Gatti, che,

tra le altre cose, oltre a essere tutte queste cose e molte

di più, un kinnotter.

Commenta il kinotto, assieme a noi, a me, Roberto, e anche all'amico

Alex Raccuglia.

Benvenuto, Davide, tra di noi, come si suol dire?

Buonasera, buonasera a tutti, un piacere essere qua.

Tra le altre cose, appunto, come dici sempre: un grande amico, un

grande, ma soprattutto grande nel senso che pesa 120 kg, ecco.

Grande, nel vero senso della parola, più che altro grosso.

Sei tanto, sei tanto, tanto sei un amico di peso esatto, un

amico di peso, oppure sei un po' pesante, può anche essere così

visto da questo punto di vista, ma fa niente.

Comunque, siamo tutti un po' pesanti.

È arrivato il mio amico mio amico Marco Valleggi DMV.

Blog in diretta che ci saluta.

Salutoni a Marco, grazie per esserti unito noi nella chat assieme al

nostro amico imperiale, questa qui è la definizione giusta di Davide Gatti,

è un amico imperiale.

Per chi ci ascolta in diretta in questo momento, per gestire meglio

il nostro impegno, abbiamo deciso di spostare l'appuntamento dal venerdì sera, praticamente

stramazzati a terra e non sappiamo neanche più come ci chiamiamo, soprattutto

sottoscritto.

Perché buon Filippo, invece, riesce a mantenere il suo Plomb.

Mentre io, essendo architetto di Aplombe, non so neanche cosa voglia dire.

Ma comunque, abbiamo, come sentite dalla diretta, abbiamo registrato tutto quanto il

lunedì sera, dove dovremmo avere almeno un po' più di forza e

la mia vecchitudine non si sente più.

Se volete invece supportare il podcast, invece vi chiediamo con il cuore

di fare una bella recensione perché ci serve a capire cosa pensate

del podcast, a farci conoscere di più e quindi basta andare semplicemente

nelle note dell'episodio e seguire il link e le istruzioni per dare

una bella recensione su Apple Podcast.

Mi raccomando, fatelo, fatelo, fatelo, perché c'è sempre bisogno di orecchiette nuove,

come dice un altro famosissimo podcast di cui non nomineremo in questo

momento il nome, ma chi lo sa, magari un giorno di questi

potremo avere un ospite di questo famosissimo podcast tra di noi.

Ma adesso ci godiamo alla grande questo nostro amicone imperiale, famosissimo, che

sta diventando uno youtuber di un certo livello, e per un certo

livello faccio anche il movimento di un certo livello.

E per chi guarda Cross Italia ha capito di che stiamo parlando.

Se volete sapere come fare una recensione, come vi dicevo, troverete il

link del notte dell'episodio, ma non solo, troverete anche tutti i link

che riguardano il nostro simpaticissimo amicone Davide Gatti con il suo bellissimo

canale, Survival Hacking, che è partito in sordina col podcast e poi

è esploso su YouTube.

Ma adesso direi che possiamo tranquillamente lasciare un'ultima comunicazione di servizio che

è quella di mandarci magari qualche email per chiederci di farci furdi

oppure di invitare qualcun altro, oppure di cambiare argomento, oppure sottoscritto di

andare a zappare la terra, potete scrivere tutto quanto a scrivi.chiocciola a

due podcast.it.

Comunque, in ogni caso, adesso saltati i problemi tecnici che ovviamente affliggono

i miei cricetti, che sentono la primavera e quindi stanno andando a

cercarsi una simpaticissima mogliettina da portarsi nella cuccia per fare tanti bei

simpatici cricettini così magari mi aumenta la banda, chi lo sa.

Ma andiamo subito dal nostro amico Davide Gatti e gli facciamo subito

la prima domanda al bruciapello che tutti vogliono sapere: Ma tu, Davide,

ma che lavoro stai facendo?

Allora, guarda, nel documento ho

scritto una cosa simpatica, no?

Perché mi hanno sempre detto che lavoro fai?

E me faccio questo, quello, racconto un po' il mio lavoro alla

fine, ma sei un factotum, cioè fai di tutto, solo che io

poi l'ho battezzato factotum scritto in modo diverso, però

noi lo vediamo, noi lo vediamo, un po' la Siffrey me l'hanno

suggerita, non l'ho pensato io, devo dire la verità però va bene.

Allora, io ho lavorato e lavoro ancora nella stessa azienda da quasi

vent'anni, un'azienda che produce schede elettroniche e quindi lavora nel terziario diciamo

dell'elettronica.

Quest'azienda sono entrato all'inizio quando era un'azienda diciamo media, piccola, ed è

cresciuta moltissimo.

Sono partito un po' come personaggio jolly, se vogliamo, che si occupava

un po' di tutta la parte tecnologica di questa azienda.

Quindi parliamo di sistema informativo, sistema gestionale e diciamo, progettazioni di attrezzature

particolari, magari per il colloudo, insomma, tutto quello che poteva essere utile

all'azienda per interfacciare macchinari al gestionale piuttosto che qualsiasi qualcosa che fosse

tecnico, senza la necessità di fare uso, magari, di consulenti esterni o

personaggi che si proponevano, magari ci vendevano una macchina e poi ci

dicevano: guarda, per collegare al vostro gestionale, c'è questo pacchetto, c'è questo,

c'è quello, c'è quell'altro, c'è il suo, Gesù, attacchi qui, attacchi là

e soldi, soldi, soldi.

Insomma.

E quindi mi sono

sempre preoccupato un po' di tante cose.

Negli ultimi anni l'azienda è cresciuta notevolmente.

Quindi, diciamo, la parte informatica dell'azienda è cresciuta nello stesso modo.

Quindi abbiamo già un'azienda con quasi 200 postazioni computer, abbiamo ventina di

server virtualizzati con un'infrastruttura duplicata in due siti separati collegati fibra ottica.

Insomma, tutta un'infrastruttura un po' più complessa da gestire.

E fino all'anno scorso avevamo addirittura una terza sede dislocata in un'altra

città.

Quindi, insomma, c'era un po' complicato e quindi mi occupavo fondamentalmente più

della parte IT, fino ad arrivare appunto ai giorni d'oggi dove mi

occupo quasi totalmente di IT.

Quindi seguo tutta la parte informatica dell'azienda a tutti i livelli.

Più mantengo sempre un po': essendo che l'azienda comunque ha la sua

storia e ha tante attrezzature che ho fatto io negli anni.

Continuo a gestire anche quelle cose che ho fatto al suo tempo

e che continuo.

E do supporto laddove c'è bisogno, anche se una cosa non l'ho

fatta io, perché comunque ho una certa conoscenza, un po' di tutto

e vengo coinvolto in tutti i tipi di attività di qualsiere dove

c'è bisogno di far lavorare un po' la testa.

Insomma, e quindi come lavoro, cosa faccio?

Me l'hanno chiesto in tanti, non so mai neanche io cosa dire.

Però ultimamente dico IT manager.

Così semplifichiamo, qualcuno sa cosa significa, qualcun altro no, computer.

Anche perché se cominci a parlare di computer, la gente comincia a

chiederti: ah, ma io ci ho portatile che fa un rumore, va

piano, cosa si può fare, eccetera, eccetera, eccetera.

Davide, anche perché tu sei in grado di fare quello che vuoi

con quella roba lì.

Cioè, adesso qui lo diciamo e lo neghiamo, ma Davide, del gruppo,

è quello che sa mettere mano a qualunque cosa in qualunque momento,

da risolvere.

Però, è sempre opportuno cercare di laddove la persona che ancora non

conosci, eccetera, stare sempre un po' sul vago, ma lavoro con dei

cose,

sul vago.

Ci avevi raccontato una volta che c'erano delle persone che ti avevano

importunato in spiaggia dove tu ti eri lanciato e gli avevi detto:

guarda, io occupo di computer, quello sei presentato il giorno dopo con

un computer in spiaggia praticamente.

Ma così quella lì circa allora, diciamo che io da giovane appunto

ero sempre comunque molto tecnologico.

E se raccontavo la verità di quello che io facevo e quale

erano le mie passioni, finiva che passavo l'estate con gente che mi

diceva: Ma siccome io abito vicino a casa tua, magari poi quando

torniamo ti posso portare il mio frullatore, la mia TV.

No, guarda, che io non è che riparo.

No, perché sai ho il videore registratore.

Allora, come dicevo in questo podcast, poi magari vi darò il link,

lo raccontavo che facevo un altro lavoro, mentivo perché lavoro fai?

Boh, lavoro in un'azienda dove fanno frustelle di cartone per impacchettare le

cose,

così lo dicevo: Ah, ok, finiva lì il discorso, non andavamo oltre

perché cazzo sono i fustelli di cartone.

E quindi si stava un po' così, e quindi mi inventavo dei

lavori laddove non ci poteva essere discussione, capito?

Non che se andavo avanti, appena dicevi, lavoro nel negozio di elettronica.

Che vendo componenti elettronici significa arrivava subito il videoregistratore, la lavatrice, il

tostapane.

No, io vendo componenti, non sono una Madonna di lavatrici.

E vabbè, allora a un certo punto mi inventa il lavori più

stupidi che non stupidi, che non avevano motivo di discussione, e tante

volte mi viene voglia di rifarlo anche adesso.

Che lavoro fai?

I team manager?

Ah, che computer posso comprare per mia figlia?

Ma

comprare la tua figlia?

Compra un MacBook Air M1.

Adesso questo suggerimento gli darei: ma a proposito che parliamo di computer

Apple, dobbiamo andare subito alla domanda successiva.

Perché insomma, tu sei stato molto nel mezzo all'elettronica e chiaramente bisogna

chiederti come hai fatto ad arrivare nella famosissima, chiamiamola così, gabbia dorata

che ci ha imprigionato tutti quanti.

Allora, lì è stata veramente una cosa particolare.

Perché ovviamente ancora oggi lavoro in un'azienda che è 100% Windows, cioè

non c'è niente di Mac server.

Sono tutti con SQL, sono server 2012, 2019, tutta roba Microsoft, anche

perché il gestionale stesso è Microsoft, per cui lavoro in un ambiente

Windows.

Ma forse era un momento anche di.

Era un periodo un po' così, dove c'era un po' di tempo

libero, se vogliamo, in azienda sempre.

E mi ero messo a sperimentare questi Hintosh che cominciavano a semplificarsi

molto le procedure per l'installazione perché sono sempre state cose un po'

complicate.

Però a un certo punto hanno cominciato a fare dei tool, delle

cose molto molto semplici.

Parlo del 2011 quindi parlo di più di dieci anni fa.

Sono usciti questi tool, e ho detto: Ma ciò ci provavo, no,

sai, era un periodo in cui provavo diversi sistemi, ho provato vari

Linux, varie cose per sperimentare un po'.

Ho avuto la fortuna, come spesso capita, e come spesso ho raccontato

anche nei podcast, di avere, dico la parola del culo, che la

procedura è andata bene al primo colpo, perché se fosse andata male,

avrei detto, vabbè, non cazzo, basta, chi se ne frega.

Ci abbiamo provato, ma invece è andata bene, è andata molto bene,

non bene, è andata perfettamente.

Avevo probabilmente un hardware giusto, avevo un po' di fortuna, ho avuto

anche un po' di fortuna perché in quel periodo l'hardware era veramente

importante che tu avessi l'hardware giusto, erano i primi Hingosh basati su

Intel e la selezione dei materiali per farla era molto selettiva perché

il sistema operativo aveva una copertura molto limitata delle periferiche.

Poi più è andato avanti e più la copertura si è allargata,

perché comunque anche i loro hardware

sono stati espansi a utilizzare molte più periferiche, molti più dispositivi e

quindi un po' più di bocca buona.

Ma all'inizio la bocca non era tanto buona, ci voleva proprio un

hardware selettivo.

Davide, una domanda perché io lo so, ma tu lo sai, e

anche Roberto lo sa, ma esattamente che cosa sono gli Hack Intosh?

Perché casomai qualcuno degli ascoltatori non sa esattamente di cosa stiamo parlando.

Allora, i Macintosh, sì, scusa, gli Hackintosh, anche dal nome, no?

Hack Intosh, sono dei.

Sono, diciamo che da quando Apple si è affacciata al mondo Intel

all'epoca che fu, e da poco ne è uscita.

Tra l'altro, ne sta uscendo.

Comunque è passata dalla tecnologia Power PC ed è entrata

nel mondo Intel.

Intel vuol dire utilizzare degli hardware che cominciavano a assomigliare parecchio a

quelli che erano i normali PC commerciali, che si trovavano comuni, che

avevano anche un costo molto basso, sono comunque abbordabile rispetto agli Apple.

Gli Apple, ancora oggi, come allora, forse ancora di più allora, avevano

un costo importante, molto importante.

Oggi cominciano a esserci anche delle versioni abbastanza abbordabili, ma all'epoca costavano

molto di più, era quasi proibitivo e è vero che portavi a

casa una macchina con delle prestazioni importanti, portavi a casa anche una

macchina che aveva un suo design, una sua solidità, una sua robustezza,

una qualità costruttiva elevata, per sai, in un mondo di PC assemblati

che costavano quattro soldi, che ce l'avevi lì in ditta che ballava

per fare anche degli esperimenti, oppure ha permesso a moltissimi che avevano

un PC a casa loro di provarlo.

Grazie a questi, chiamiamoli Anchitos.

E Anchitos sono praticamente

un sistema che consentiva di far girare il sistema operativo Apple che

è stato fatto per girare su una piattaforma Intel che somigliava moltissimo

a quelle commerciali, ma che aveva tutta una serie di blocchi di

configurazioni di cose che appunto impedivano il fatto che potessero essere utilizzati

su un normale PC.

E quindi questo sito operativo doveva riconoscere che l'hardware era effettivamente un

Apple originale, che avesse tutta una serie di caratteristiche e firme, piuttosto

che informazioni scritte nel BIOS, tutta una serie di informazioni.

Tra l'altro non avevano i BIOS i computer Apple, ma avevano un

loro sistema particolare, simile, diciamo, però diverso e non compatibile.

Fatto sta che, insomma, qualcuno ingegnoso è riuscito a fare un sistema

che faceva un boot e rimetteva tutte a posto le carte in

tavola per farlo sembrare completamente un hardware originale Apple e poi si

installava il sistema operativo nativo su questa macchina che in qualche modo

prendeva in giro il sistema operativo.

Poi il sistema operativo veniva coadiuvato da patch di vario genere per

aggiustare un po' di cose che sulla strada non corrispondevano, perché magari

Apple si era fatta la sua scheda di rete e non esisteva

una sua equivalente, e bisognava fare dei driver o dei truschini per

poter utilizzare dell'hardware che non era proprio quello che Apple aveva deciso

di utilizzare.

All'inizio, appunto, c'erano molti escamotage, molte cose che non rendevano magari stabilissima

la cosa, però devo dire che con le Golden Build, non so

come si dica, quelle configurazioni suggerite dalle persone: se hai questa scheda

madre, con questo processore, con questa memoria, con questa scheda di rete,

con questa scheda video, con questo, con questo, usa questo setup, fai

questa roba qui e funziona.

Allora, seguendo questa cosa, io l'ho fatto e mi è andata bene

e ha funzionato.

E mi sono ritrovato a esplorare un nuovo mondo, se vogliamo.

Un nuovo concetto di utilizzo del computer che era davvero da tanto

tempo che non vivevo, perché ho vissuto tutti i vari Windows e

la loro evoluzione fino a ancora oggi, ovviamente.

Tuttavia, in quel periodo cambiava nome, cambiava numero, ma non è che

cambiasse molto.

Non avevo un'esperienza che migliorava più di tanto con Windows, solo in

alcuni passaggi è cambiata molto con Windows 7, Windows XP, Windows 10,

eccetera.

Però ci sono stati periodi molto lunghi dove non c'era.

Insomma, quando ho visto adesso che non mi ricordo, mi sembra che

fosse Leopard o Snow Leopard, cioè, ho installato Leopard, ma pochi, tipo,

un mese dopo è uscito Snow Leopard.

Quindi ho installato, ho aggiornato a Snow Leopard poco dopo e quindi

io ho iniziato a vedere Mac OS su quella versione lì che

era uno spettacolo.

Cioè, rispetto alla versione Windows corrente che era nel 2011, ci sarà

ancora stato.

Secondo me, Windows XP stava stava

cominciando a intravedersi vista, forse.

Quindi da Windows XP passare a Snow Leopard era un'esperienza completamente diversa.

C'erano veramente tantissime cose.

Piacevoli.

Adesso faccio fatica a spiegare quali sono.

Perché sono quelle cose che ti capitano.

Invece, io me lo ricordo bene perché anch'io come te ho iniziato

su Snow Leopard e mi ricordo che la prima cosa che mi

aveva affascinato di più di tutta questa questione, a parte l'interfaccia grafica,

che per me era veramente fantascientifica e bella, ma la questione è

che non c'erano bisogno di driver.

Cioè, questa cosa che non c'era bisogno di driver, mi metteva a

agitazione.

Ho detto: ma come è possibile che non ci siano bisogno di

driver per far funzionare le cose?

Perché con XP si passava delle giornate a cercare il driver giusto

che facesse funzionare tutto quanto, che non si piantasse e che facesse

funzionare correttamente la periferica come si doveva.

A proposito di King, già con la parola adesso, ricordo soltanto agli

ascoltatori che il nostro Davide Gatti, tra le altre cose, che ha

iniziato da podcaster, ha fatto una bella serie, se non mi sbaglio,

di sette puntate, dello speciale numero uno di Survival Hacking, dove parla

appunto di come realizzare passo passo, possiamo dire, la realizzazione di un

Hintosh.

Quindi, per gli interessati, avete solo, come sempre, da andare a seguire

il nostro pozzo di informazione che è Davide.

E l'altra cosa che mi aveva impressionato molto era l'installazione delle applicazioni,

cioè, non c'era da installare le applicazioni.

Ancora oggi è così: tu prendi l'applicazione, la trascini nelle applicazioni

e l'hai installata.

La prende l'applicazione, la metti nel cestino e l'hai disinstallata.

Non ci sono DLL, cartelle, robe, eccezione per qualche programma un po'

particolare, magari un utility di sistema particolare, ovviamente si infiltra un po',

ma in generale il 99% delle applicazioni sono proprio un'icona da trascinare.

Ma era bello l'effetto grave, cioè l'aspetto grafico, la comodità d'uso, la

velocità.

E ancora oggi una delle cose che apprezzo di più quando vado

su Windows, ancora non mi capisco di come mai non ci sia

questa cosa che è una banalità.

Che tu apri una form dove devi inserire un file o un

percorso di un file.

Su Mac trascini quello che ti pare da dove vuoi, lo trascini

dentro e viene il percorso dove è quella roba lì.

Ovunque, qualsiasi cosa, tu devi fare una trascina e ti viene il

percorso, poi dopo al limite aggiusti il nome del file, le mitiche

proxy.

Icon come si soldi

quante volte lo faccio su Windows: mi apre un pop-up per aprire

un file, trascino dentro e non succede niente.

È vero che su Windows, non va,

è una comodità che poi, alla fine, ci fai caso.

A fronte di questa domanda che mi avete fatto, io me l'hanno

chiesto in molti, molte persone che mi hanno visto, finisco velocemente il

discorso diosh e quindi com'è nata la mia esperienza.

Mi sono fatto questo Hacking Tosh.

Questo Hintosh l'ho fatto in ufficio.

Mi è piaciuto, l'ho fatto come computer secondario, quindi ce l'avevo come

una cosa che stavo sperimentando.

Ho sperimentato per un mesetto e ho visto che ero riuscito a

configurarlo per fare tutto quello che mi serviva.

Al 99% facevo tutto, tranne magari un piccolo problema con alcuni CAD

particolari che giravano solo sotto Windows, ma avevo già installato Virtual Machine

con parallel con Windows che funzionava una bomba in quel Equintosh.

Insomma, alla fine, nel giro di due mesi, il mio computer principale

in ufficio era un Quintosh e lavoravo in ambiente Mac OS con

virtualizzato Windows al bisogno.

Tanto quello che dovevo fare: controllo remoto di virtual machine, server, di

verifica.

Tutto lo facevo tutto era un controllo remoto perché lo facevo il

desktop remoto, è in influente qual è il sistema con il quale

lavori.

Anche oggi oggi io lavoro in ufficio con un Mac vero e

proprio.

Lavoro da anni, da sempre, da allora.

Da allora ho sempre avuto poi un Mac partito Hacking Tosh e

poi dopo ho chiesto che mi venisse comprato un Mac e mi

venne comprato un iMac 27 pollici, ancora oggi ce ne ho un

altro i Mac 27 pollici.

Ho sempre lavorato quello e lavoro tuttora con quello ed è il

mio computer principale.

Ho di fianco un computer Windows laddove mi serve, proprio nel caso

bisogno di fare delle cose particolari, ma il mio mondo è praticamente

virtuale, virtualizzato.

Quindi potrei lavorare con Linux anche per dirti, non cambierebbe quasi nulla.

E Davide, ti posso fare una domanda, una curiosità più che altro.

In un'azienda solo Windows, tu eri l'esperto, quindi probabilmente hai avuto anche

maggiore facilità a chiedere di avere un Mac

ette, però hai ricevuto qualche

no.

Allora, quando arrivò il momento, io ero veramente molto entusiasta.

Trasmettevo un entusiasmo importante e ho coinvolto molte persone a comprare Mac,

a passare Mac a casa.

E addirittura il mio capo era anche lui entusiasta di questo entusiasmo.

Il suo computer, sebbene ci fosse stato installato sopra Windows 7, era

comunque una i Mac 27 pollici, uguale al mio, avevo un portatile

che era un MacBook Pro con su Windows 7 e io avevo

invece il MacBook Pro con su OS X, ma perché anche lui

era entrato in questo.

Lui si è fatto, diciamo, appassionare, è stato coinvolto dal punto di

vista estetico, e giustamente quello un po' più, diciamo, c'ho il Mac,

capito?

C'ho la Ferrari, c'è un po' lo sborone.

Non l'ha fatto per una necessità reale, però era un momento dove

erano stato simbol

molto più di quanto lo sia adesso, e quindi l'ha preso per

quello.

Ne ha presi due.

Uno per me e uno per lui.

Io gli ho chiesto, era un momento buono, l'azienda andava bene, c'erano

tanti soldi, non era assolutamente stato un problema.

Lui mi ha detto: 'L'importante è che tu faccia il lavoro che

devi fare, poi prendi il computer che vuoi.' E ho detto vai

tranquillo.

Io

con questo computer sarò sicuramente renderò molto di più.

Allora

,

comunque, io da quel momento sono rimasto lì.

E poi molti colleghi, amici che invece continuavano a essere utilizzatori di

Windows, mi facevano la domanda: ma perché tu, per quale motivo ritieni

sia meglio?

Tutte le volte sai, magari li spiegavi l'iconina, è questo, è il

dragon, però non era facile da spiegare.

Allora, mi ero scritto un documento di cui mi ero anche dimenticato

completamente, l'ho trovato proprio ieri sera cercando un altro documento, ho trovato

un documento che si chiamava Un Sogno e dicevo: L'ho stata leggere

e ho detto: Ma pensate, cosa ho scritto, e anche qua si

ricollega a un altro discorso che ho fatto qualche giorno fa, non

con voi.

Che nei tempi passati ero decisamente molto più brillante nella scrittura e

nei pensieri.

Adesso si incomincia a sentire un po' la vecchia, ragazzi.

Comunque,

volevo condividere con voi queste che cercano di spiegare qual è stato.

come ho cercato di spiegare le persone facendogli leggere questo documento o

dicendogli una parola.

Ora la dirò a voi e vediamo un po'.

E dicevo un sogno.

Mai avrei pensato di poter navigare diverse ore senza mai killare il

browser almeno 10 volte.

Mai avrei pensato di non vedere più schermate blu, mai avrei pensato

di provare sensazioni forti aprendo solo la sua confezione, mai avrei pensato

di ritrovare l'entusiasmo di utilizzare il computer per divertirmi liberamente.

Mai avrei pensato che ci fosse un modello di server liceing a

199 dollari una licenza oppure 999 dollari infinite licenze.

Questo lo dico perché se cominciate a affrontare il discorso dei licensing

con Microsoft, potete solo piangere.

È un bagno di sangue, non lo sa nessuno.

Tu sai solo che devi spendere un sacco di soldi, ma non

sai come, cosa stai comprando, che cos'hai, non lo sai.

Comunque, torniamo avanti.

Mai avrei pensato che il 95% di quello che mi serve è

disponibile di serie.

Mai avrei pensato di attaccare un adesivo sul retro della mia auto.

Mai avrei pensato di espellere un disco buttandolo nel cestino.

Mai avrei pensato di far girare un antivirus e ogni volta vedere

il report finale che dice scansione completata, zero virus trovati.

Mai avrei pensato di avere il computer acceso e non sentire alcun

rumore.

Mai avrei pensato di avere un desktop che è uno spettacolo.

Mai avrei pensato che le applicazioni non si bloccano mai, escluse quelle

di Microsoft Office.

Mai avrei pensato che esistesse la macchina del tempo.

Per chi ha Mac sa che c'è un utility che si chiama

Time Machine, ma che è veramente uno spettacolo.

Che è una soluzione di backup che ti consente di tornare dietro

nel tempo e di sceglierti i file, una situazione in qualsiasi momento

che tu voglia, proprio come fosse una macchina del tempo.

Mai avrei pensato di comprare software originale.

Lo dico perché da quando ho Mac, quasi tutto il software che

ho comprato è originale, incredibile!

Mai comprato un software originale con Microsoft con Mac, con OS X

ti veniva con S Mac OS ti veniva spontaneo a comprarlo.

Non so per quale motivo, ma si compra.

Ma avrei pensato di essere così soddisfatto di aver cambiato sponda, e

poi aggiungo a chi dice: Sembra di essere non sogno, e invece,

con vera gioia, mi rendo conto di giorno in giorno che è

realtà.

Questo è quello che rende grandi gli uomini, grandezza che accresce quando

si prendono decisioni importanti.

La dimostrazione che tutto può cambiare, che c'è sempre qualcosa di meglio

da scoprire.

Ciò mi fa sentire grande, mi fa sentire meglio.

Ringrazio chi ha permesso ciò, ringrazio la mela.

Sono un po' fanboy, devo dire, però onestamente, in quel periodo: lo

siamo tutti e tre, quindi

onestamente, in quel periodo è stato così.

Mi ha completamente travolto.

Mi è piaciuto, ne sono mai più uscito fondamentalmente.

Ora io sono su questa sponda, ma lavoro in tutti e due

i settori.

Ripeto, sono da tutte e due le parti.

Devo dire che Windows 10 negli ultimi anni ha fatto passi da

gigante e adesso non voglio esagerare, però, siamo a livelli sostanzialmente molto

simili a livello di esperienza.

Se li vediamo, ci assomigliano anche parecchio.

Poi adesso con Windows 11 stiamo davvero diventando, stanno diventando due sistemi

fondamentalmente molto simili.

Rimangono sempre alcune cose che avvantaggiano uno piuttosto che l'altro.

Chiaramente ognuno ha i suoi pro e i suoi contro, che non

avendo file di registro, o comunque è un sistema operativo che non

perde performance nel tempo a causa di se stesso, come lo è

Windows in generale.

Quindi chi ha installato, come nel mio caso, magari nel mio caso

non adesso, perché adesso ho cambiato computer da non molto.

Tuttavia, ho tenuto computer per 4, 5, 6, 7 anni senza mai

riformattare o reinstallare il tutto.

Ho sempre fatto gli aggiornamenti che sono stati proposti, e mi sono

sempre trovato una macchina che andava, che andava regolarmente senza bisogno di

farci nulla di particolare e quindi è una macchina molto stabile, ecco,

la stabilità che ho riscontrato, e questo lo posso proprio, cioè lo

vivo tutti i giorni: la stabilità che riscontro nella piattaforma macOS rispetto

a Windows, anche Windows 10.

Ecco, le versioni server di Windows sono dure da buttare giù, se

devo dire la verità.

Windows 2012, 2019, server sono possono stare app 10 anni, non vanno

mai giù, difficilissimo.

Certo che hanno il problemino, come però sta avvenendo anche con macOS.

Che quando arrivano gli aggiornamenti, spesso bisogna fare un reboot.

Tuttavia passato molti anni con aggiornamenti di Mac OS senza fare reboot.

All'inizio erano molto meno frequenti, adesso quasi sempre devi fare un reboot

anche su macOS.

Su Windows, i server, se non facessi gli aggiornamenti, praticamente puoi anche

te ne li accesi come Linux 365 giorni all'anno.

Ho dei server che sono virtualizzati e non devono essere aggiornati per

diversi motivi che sono app da quando non è saltata la corrente

globale del 3,80.

Neanche perché c'erano gli UPS, sono app da da anni, però, diciamo

la stabilità comunque è notevole, è notevole e la prestazione non decrementa

nel tempo.

Questa è un'altra cosa che la vivi e tutte le volte che

ci pensi, dici: ma non tornerai indietro anche per questo se vogliamo,

perché succedeva che con Windows ogni tanto un refresh lo devi fare.

Vero, tutto vero, nel senso che mi trovo molto nelle tue parole,

perché anch'io ho seguito nell'era di XP dove praticamente sono scappato da

Windows per la disperazione.

Non vedevo l'ora di arrivare a un sistema operativo che fosse stabile,

ma bisogna dirlo: nel senso, in questo momento storico, Microsoft ha fatto

passi veramente da gigante, non siamo più all'epoca di Microsoft XP dove

praticamente era un flagello continuo.

Siamo in una situazione dove in effetti Microsoft non ha fatto solo

passaggi da gigante sul sistema operativo, ma anche sull'hardware.

Bisogna dire che molte idee che ha avuto Microsoft per il suo

hardware sono davvero molto interessanti, soprattutto dal punto di vista creativo.

E secondo me questo bisogna sottolinearlo, perché comunque è vero che il

licensing, come dicevi tu, è qualcosa da spararsi alle gambe e ti

fai meno male.

Però, in effetti bisogna dire che per il resto, per il lato

consumer, almeno per noi utenti consumer, è molto interessante.

Io, per esempio, ho mia moglie che è architetto come me, e

lavora su piattaforma Windows.

Devo dire che io ho messo mano veramente raramente al suo computer

perché è stabile anche il suo computer con Windows 7, mi pare

che abbia sopra ed è una macchina stabile, continua a funzionare.

Beh, certo, bisogna dire che nel corso degli anni, ma non parliamo

più nel corso di un anno, parliamo nel corso di due o

tre anni, incomincia a vedere che ha bisogno di un refresh, di

una novità per riuscire a ritornare dal punto di vista operativo smagliante.

Ma bisogna dire che rispetto a XP, se chiudevi l'anno senza tirare

le madonne, era qualcosa che dovevi segnare sul calendario, adesso siamo in

una situazione decisamente migliore.

Poi Windows 7 è comunque nelle sue ultime incarnazioni, finché all'inizio, anche

lui aveva qualche problemino, ma verso la fine era diventato un sistema

stabile.

Noi abbiamo ancora macchinari che hanno sopra Windows 7, come anche dei

macchinari che hanno Windows XP, che da quando esistono, gli accendi i

lavori e alla fine lo spegni e ogni giorno lavori, non è

che muoiono o hanno dei problemi.

Diciamo che la giusta combinazione, senza è che il problema.

Sai qual è?

Che noi siamo degli smanettoni mondiali, vogliamo provare un sacco di robe,

tutte le schede, quelle drive sono, alla fine è certo che si

sputana tutto.

Però un macchinario industriale che nasce con un suo sistema che va,

va per sempre.

È un sistema che funzionerà per sempre, a meno che non si

rompa qualche hardware, ma in linea generale, come sistema operativo è stabile

una volta trovata la stabilità, è che un'altra grossa differenza, non dimentichiamolo

è che Windows, in qualsiasi sua forma, viene creato per girare su

una miriade di miriade di miriade di combinazioni di computer, quindi driver

di tutti i tipi, schede video di tutti i tipi.

È proprio infinito.

macOS nasce per girare su un hardware molto selettivo e molto selezionato.

Quindi è molto più facile, se vogliamo

, fare un sistema più stabile, se sai che devi girare solo su

due o tre tipi di hardware diversi.

Differentemente invece Microsoft ha molte più difficoltà nel riuscire a fare un

sistema stabile che funzioni in tutte le occasioni e che

ha più difficoltà a sopravvivere in un mondo pieno di ostilità, mentre

invece macOS gira in un mondo di bambagia e di cose belle,

facili perché c'è tre schede video, perché una volta che ho fatto

i miei tre driver fatti bene oggi.

È un po' più complicato perché l'ultima versione di sistema operativo deve

girare su una selezione di una trentina quarantina di macchine e quindi

comincia ad avere anche lui magari qualche inghippo.

Poi, dopo, in questo preciso momento storico, addirittura cambia piattaforma e il

sistema operativo deve girare su tutte e due le piattaforme, la difficoltà

comincerà a raddoppiare e poi pian piano si consoliderà nei prossimi anni.

Però devo dire che, per esempio, sembra quasi inconcepibile che si possa

cambiare piattaforma e mantenere una compatibilità, no?

E quindi ti aspetti che nel momento in cui cambi piattaforma, non

funzioni più niente, ci sia un casino pazzesco.

Invece Apple è riuscito in tutte e due le occasioni in cui

gli è capitato di farlo passando da Power PC a Intel e

da Intel a ARM, a far rendere la cosa per gli utenti

abbastanza trasparente per gran parte degli utenti.

Poi chiaramente sono quegli utenti super pro che utilizzano delle robe molto

specifiche e particolari, che avranno incontrato qualche problema.

Ma l'utente classico, anch'io mi considero un utente normale, se vogliamo, non

ho riscontrato problemi.

E questo è comunque significativo perché vuol dire che c'è un dominio

veramente importante di tutto l'hardware Microsoft, se dovesse, lo sta facendo anche

lei.

Microsoft onestamente lo sta facendo anche loro.

Anche loro hanno la versione Windows che gira su Arm e sebbene

sia ancora in technology preview, non è ancora uscita, non è ancora

proprio definitiva, è ancora l'imballo.

Nonostante tutto hanno un porting che funziona e che in qualche modo

anche loro stanno entrando in questo mondo, sebbene non lo stiano ancora

affrontando in maniera decisa a livello desktop, ma solo quindi per mobile,

per tablet o cose del genere, perché

non c'è il mondo desktop ancora.

Adesso stiamo già andando fuori discorso, se vogliamo un po', stiamo forse

andando da qualche altra parte.

Tuttavia detto questo, comunque portando a conclusione quello che volevo dire prima:

una delle cose che ammiravo di più in tutto quel discorso che

ho fatto era sicuramente la stabilità.

Poi adesso stavamo un attimo allargandoci, però che era dovuta grazie anche

al fatto che l'Hardo era un po' più sposato e matciato al

sito operativo di quanto lo fosse Windows.

Guardare una chiusura, diciamo, volevo soltanto dare ancora questa piccola notizia, che,

secondo me, visto che sulla chat si stanno veramente scatenando i fan

di Davide e li ringrazio per essere così partecipi nella nostra chat

e seguirci, volevo soltare dire appunto, la questione dell'Equintosh ha solo una

piccola particolarità che è appunto dovuta al suo sistema operativo.

Nel senso che un Equintosh, come ci ha fatto vedere Davide, giustamente

carrozzato, costa decisamente molto meno rispetto a un Mac dal punto di

vista anche prestazionale.

Nel senso è molto più prestazionale, l'Equintosh ha parità di costo.

La cosa però che bisogna ricordare che è una cosa di fatti

che io e Davide abbiamo sempre un po' parlato su questo aspetto,

è appunto la questione della stabilità.

Perché ti può andare bene, diciamo, tra virgolette, il colpo che la

configurazione hardware funziona col sistema operativo che è installato e funziona tutto

magicamente, va come una scheggia.

Il problema ci sono quando ci sono gli aggiornamenti software da parte

di Apple che non sempre funziona come funzionava prima.

Quindi è una situazione un po' particolare, nel senso che la Quintosh

dà grandi potenze a chi ha la possibilità di essere uno smanettone.

Io, ad esempio, non lo sono, per me ha più valore la

stabilità del sistema operativo e dell'hardware su cui lavoro perché è una

macchina di produzione, e invece chi ha la possibilità ed è capace,

magari come Davido o come tanti gli altri ascoltatori che sono in

chat in questo momento è più semplice gestire una situazione del genere,

cioè nel senso che se ti si pianta il computer, magari sai

anche dove mettere le mani.

Io, io ad esempio, non riuscirei su un Equintosh a capire dove

mettere le mani.

E questo, secondo me, è una parte molto interessante: il fatto che,

comunque, da una parte, Apple facendo gli aggiornamenti, in qualche modo, se

vuoi aggiornare il sistema operativo di questo Equintosh, ti metti in una

situazione un po' scomoda, che è diventata assolutamente più scomoda adesso, con

questa migrazione verso gli Apple Silcon dove praticamente ha fucilato senza grossi

problemi tutto quello che potevano essere gli Acintosh, perché fino adesso, almeno

io adesso, non sono molto sul pezzo, magari Davide può darci qualche

spiegazione in più, ma molto probabilmente la scena Hintosh incomincia un po'

a perdere potenza.

Certamente indubbiamente attualmente ancora si vive di un po' del passato, perché

comunque il sistema operativo attuale è ancora scritto per funzionare per Intel,

e secondo così quello che gira attorno, anche la prossima versione lo

potrà essere.

Non che nelle ultime 3-4 versioni di sistemi operativi sia cambiato qualcosa:

ad avere un sistema operativo di tre anni fa, secondo me, non

dà quasi nessun valore, poco valore aggiunto, per il mio utilizzo, zero

valore aggiunto rispetto a quello attuale.

Quindi non ce n'è che questa grande necessità di correre, però, sicuramente

è un sistema che avrà un suo termine, se non usciranno delle

alternative di desktop ARM sulle quali possa essere appoggiata questa release, questa

versione di macOS per ARM, che non è del tutto da escludersi,

perché non è detto che Microsoft un giorno o l'altro non entri

anche lei in questo settore, una volta che entra, entra e capite

che poi cominceranno ad uscire davvero macchine desktop, ARM che fanno girare

Windows e che quindi il mondo cambierà anche per loro.

Tuttavia, per il momento loro non hanno in programma nulla di scritto

da nessuna parte, se non il sistema operativo ce l'hanno.

Il sistema operativo gira su determinati modelli di surface, di computer che

loro hanno fatto basati su Arm, che sono più destinati all'utilizzo mobile,

insomma, un utilizzo basso consumo, eccetera, ma non visto come un computer

desktop.

Però la speranza.

Io credo che non appena lo scenario Mac sarà completamente migrato al

100% su Arma e quindi non verranno proprio più utilizzati in nessun

modo gli Intel e scompariranno anche gli Hintosh.

Questa superiorità comincerà a diventare pesante

per i costruttori, diciamo, di macchine basate su Intel, che non riusciranno

mai a stare dietro a questo tipo di superiorità, se vogliamo.

Il problema energetico è un problema che sarà sempre di più dominante

rispetto a quello che è l'aspetto della potenza di processore.

Interessera di più un prodotto che veramente consumi di meno, perché l'energia

comincia a essere un costo molto importante, comincia anche a diventare sempre

di meno, la disponibilità di energia.

Quindi avere computer che consumino poco e abbiano una grande prestazione, potrebbe

diventare così importante che qualcuno deve fare delle scelte.

E non è escluso questo il mio parere, adesso, da vivello, così,

senza aver neanche conoscenze di quello che di come sta girando il

mondo su questo argomento, perché non sono così informato.

Però, io personalmente sto vedendo che l'aspetto energetico, sta interessando molto.

Più del prestazione, e oggi Apple dà una risposta concreta a questo

tipo di: cioè, io toccando il mio Mac Mini con il quale

sto facendo questa diretta, ci ho aperto un sacco di applicazioni, un

sacco di cose.

È freddo, ragazzi, è tiepido, è freddo.

E io non commento perché ho un Intel e ho dovuto togliere

le ventole.

Nel senso che ho dovuto togliere con Utility, toglie praticamente il turbo

boost.

Perché, se no, sentivate le ventole come se fossimo dentro a un

tornado, una cosa veramente assurda.

Io ho il Mac che delle volte è quasi intoccabile da quanto

scalda, e non è che faccia cose particolarmente esose, dico questo.

Ricordiamo che comunque ridendo e scherzando, la questione del vattaggio, chiamiamolo così,

incomincia a diventare importante perché abbiamo visto le ultime schede Nvidia che

consumano tanto quanto un reattore nucleare, manca più poco, e ci vogliono

addirittura degli attacchi speciali che non sono più quelli standard per uscire

ad alimentare queste schede grafiche.

Schede grafiche che comunque, stando ovviamente una lancia verso Apple, perché a

me ha stupito molto.

In questo momento gli Apple Silicon, che alla fine hanno una GPU

integrata, non hanno più confronto con le CPU che hanno una scheda

video integrata come Intel, ormai il termine di confronto sono le schede

grafiche discrete.

Secondo me, dal punto di vista hardware, questa è una bella sfida.

Perché insomma, cambiamo proprio il livello su cui ci si va a

battere dal punto di vista grafico.

Andare a prendere con una GPU Nvidia non è proprio una cosa

semplice che possono fare tutti.

Abbiamo visto AMD che ha avuto difficoltà nel corso degli anni a

fronteggiare Nvidia e comunque adesso è arrivato Apple, diciamo bella bella, mettiamola

così, ma comunque con le prime release del suo M1 comunque ha

messo un punto fermo che è enorme, secondo me.

Sì, sì, infatti

tutto si sta ancora muovendo abbastanza tutto nella norma, non si vede

ancora questo grosso movimento, se non appunto Apple che ha presentato questi

nuovi processori molto potenti, che prossimamente ce ne farà vedere degli altri

ancora più potenti.

Si vede Intel invece cambia il numero della loro

generazione generazione 14, 13, 14, eccetera, però non si vede questo grosso

incremento.

Qui abbiamo fatto dei confronti.

Passando da Intel ad ARM, semplicemente con l'M1 siamo già passati, che

va tipo 4 volte più veloce e consuma quattro volte di meno,

adesso buttò dei numeri così a caso.

Con Intel è da anni che la generazione successiva va il 10%,

il 20% più veloce, assorbe il 10% di meno.

Abbiamo variazioni minimali nella prestazione.

Cambia solo qualcosa all'interno.

Nell'ultimissima edizione se l'avete visto, comincia ad assomigliare all'architettura che ha utilizzato

Apple per il suo M1 quindi una marea di tanti piccoli processori

dedicati e si rieteranno tutti quella storia lì.

Peccato che Intel continua a portarsi dietro fardello

di tutta la retrocompatibilità legacy, della roba degli anni del 1980, e

quindi dentro il processore c'è dell'area impiegata per delle cose che servono

solo per mantenere una compatibilità.

A un certo punto, loro dovranno dire come l'ha fatto Apple, ragazzi,

io la roba del 1980 non funziona più.

Basta, se volete fare andare, la fate andare in un'emulazione, in una

macchina virtuale, fate quel cacchio.

Sto microprocessore adesso esegue nuove istruzioni, serve un nuovo sistema operativo e

magari è sempre una piattaforma Intel che non è necessariamente ARM, però

lo spazio che c'è dentro lo occupo per della potenza che serve

alla roba che state usando, non per quella che serve se usate

ancora della roba di vent'anni fa, che è lì spenta a non

essere utilizzato.

L'MMX c'è dentro l'MMX che nessuno utilizza più perché lo utilizza magari

AutoCAD 2000 AutoCAD 12.

A proposito, mi stavo proprio legando a AutoCAD per dire una cosa,

che questo problema di legacy non è soltanto hardware ma anche software.

Tant'è che i pacchi dermi ormai li possiamo chiamare così che girano

intorno ai 3GB di programma come AutoCAD, ha in questo momento AutoCAD

per me che non è ancora nativo a M1, per il semplice

fatto che si stanno scontrando veramente in modo decisamente frontale con questa

problematica della Legacy e attualmente ormai è passato un anno e mezzo

AutoCA nativo per Apple Silicon non si è ancora visto col binocolo.

E diciamo stiamo parlando di Autodesk che immagino che di gente in

Autodesk non manchi che si metta a programmare.

Però la situazione è proprio questa, nel senso che non credo che

sia soltanto Autodesk in questa situazione che ha questo fardello da portarsi

dietro con la retrocompatibilità.

Questo nuovo paradigma incomincia a far vedere le piccole crepe che erano

nascoste dietro una bella patina, secondo me, perché comunque sì, è

vero, la retto compatibilità è importante, però a un certo punto bisogna

tagliare un po' il condone e un bel incale perché, se no,

non andiamo avanti.

E a proposito di andare avanti, volevamo chiedere al nostro amico Davide

che intanto ringraziamo per averci dedicato questo tempo e ci ha raccontato

un sacco di cose.

Come sempre, quando c'è lui, iniziamo a parlare di hardware e ci

diamo queste impressioni è veramente bellissimo e ti lanci perché tu sei

un appassionato di hardware, dillo.

Ma no, io sono molto meno rispetto a Davide, io guardo da

fuori, lui è quello che caccia le mani dentro e quindi è

decisamente più esperto di me, ma appunto perché è più esperto di

me, volevo appunto chiedere che strumenti hardware hai utilizzato o utilizzi in

questo momento, allora faccio una carellata rapida.

La mia storia non è stata molto ricca, ho avuto solo pochi

hardware, il mio primo ricollegandomi al famoso Equitos, è stata la mia

prima esperienza, mi è piaciuta, bellissimo di qui di là.

però adesso ne voglio uno, vero?

E da lì c'è stato l'acquisto.

Ed ho acquistato uno proprio come si faceva in quegli anni.

Sono andato da Media World, li ho visti, non c'era l'epostore ancora

qui in zone, credo che ci fosse nessun epostore proprio in Italia.

In quel periodo lì, si vendevano nei negozi specializzati, gli Apple center,

dei negozietti un po' particolari, speciali, che c'erano a Milano, eccetera.

Però in quel periodo c'era Media World che aveva cominciato a venderli

solo alcuni modelli.

Proprio i modelli base, alcuni proprio come anche adesso li vendono giusto

5-6 tipi, non di più, non puoi farti quello personalizzato da Media

World.

Vabbè, vado lì, li guardo, lo vedo, lo accarezzo, lo tocco, va

bene, ho deciso e ho preso l'IMAC, quello mi pare 21 pollici

o 20, quello che c'era all'epoca, quello un po' cicciotto.

Quello subito dopo quello bianco, il primo argento, il primo di metallo

Intel C2-2 Core 2-2, Core 2-2.

Mazza, ce la faccio perché all'epoca era tra virgolette insomma, quello che

girava in quel momento era un'ultima generazione, ecco.

Non ho preso la roba è stato il mio primo bacchio.

Lì è stato proprio quello che ho scritto nelle righe: quello che

dice di provare sensazioni forti aprendo solo la sua confezione.

Io lì ero arrivato a casa con questo coso.

Che lo abbracciavo tutto contento, l'ho aperto, c'erano tutti i polistiolini carini,

tutte le cose belle, il cavetto siliconato di alimentazione, era tutto bello,

la confezione dalla tastiera col suo celofanino sopra lì, tutti gli adesivi

con la mela.

Insomma, mi era piaciuto.

L'esperienza solo di aprirlo era stata favolosa di aver possedere finalmente un

mezzo, sono andato a comprarlo con mia moglie, ricordo.

Io abitavo di fronte a Media World, a comprarlo con lei, l'abbiamo

guardato, li abbiamo toccati.

Sì, bello, siamo tutti felici.

È stata un'esperienza bella io e da molto che ho esperienze così

belle nell'acquistare delle cose.

Cioè, ormai acquisto le cose, arrivano, l'apro per fare la vettoria di

fine.

Non c'ho più, anche se compro una cosa a cui ci tenevo.

L'ultima vetta ho preso una stampante 3D, l'ho preso, l'ho spacchettata, l'ho

installato, ho fatto partire stampa fino.

Non ho provato nessuna emozione, niente triste, quindi c'è stata questa emozione:

è stato il mio primo Mac vero ed è quello di proprio

amore totale, poi averlo vero che parte senza problemi, senza paura di

fare un aggiornamento, perché comunque all'epoca i primi Acintosh appena aggiornavi non

dava più niente, dovevi aspettare che usciva la patch giusta per quella

versione, se no non andava niente.

Quindi dovevi tenerti la versione che c'era finché andava, in ufficio continuavo

a avere quello in Equinth.

Comunque, questo me lo sono comprato per me a casa.

Poi dopo è arrivato anche in ufficio.

Vi comunico che questo computer è ancora funzionante, e

non ci sta ascoltando ora un amico che è un podcaster.

Scusa, che è uno youtuber come me che si chiama Giusimo89 che

saluto intanto, l'ho regalato a lui dicendogli: Guarda, questo è stato il

mio primo Mac, ha funzionato fino all'anno scorso a casa del mio

suocero con Windows 7.

Vabbè, si può stare.

Tuttavia, ha funzionato e te lo regalo, facci quello che vuoi, non

ucciderlo, e ha fatto un video in cui ci ha installato sopra

Catalina con Open Core, perché comunque ovviamente non lo supporta più, ha

espanso la memoria, ha messo l'SSD, l'ha fatto funzionare e vive ancora

funziona ancora.

È un computer D del 2011, quindi a più di 10 anni

e ancora vive.

Nonostante tutto, quasi quasi va ancora, si riesce a utilizzare per navigare

e vedere la posta, si utilizza ancora, Davide, io te l'ho raccontavo

appunto un IMac 2011 Late 2011

, per tutta una serie di motivi, ci ho fatto i miei esperimenti,

i miei piccoli esperimenti, e che in Tosh, tra virgolette, nel senso

che ho installato sopra Proxmox e poi, dentro questa macchina virtuale, ho

installato Monterey e funziona, cioè su un computer aggiornato se vuoi.

Perché ho messo anche io l'SD l'ho carrozzato di RAM, però una

macchina che comunque a dieci anni anni fa ancora girare senza problemi

un sistema operativo Apple moderno, poi con i limiti del caso, ovviamente.

Non vai a fare sicuramente grafica.

Tutti i Mac che ho avuto esistono ancora e sono ancora operativi,

comunque non sono stati molti.

Comunque, subito dopo poi ho preso un iMac 27 che mi venne

comprato dalla ditta, fondamentalmente.

In ditta ne furono comprati tre.

Uno per il mio capo

con Windows 7, uno per me in ufficio.

E ne presi uno anch'io, che in qualche modo insomma è venuto

fuori quasi in offerta speciale, se vogliamo.

Ed è arrivato circa due o tre anni dopo, era un core

2-2, anche lui, per cui era del periodo del mio primo Mac,

però era la versione quella un po' più sottile.

E poi erano 27 pollici, ragazzi.

Uno schermo fantasmagorico, bellissimo.

Gli schermi è sempre stato molto soddisfatto degli schermi e lì è

durato anche lui degli anni e questo 27 pollici, quello che avevo

in ditta, è ancora in ditta, però in un'altra sede che lì

funziona.

Ogni tanto quando sono là, vado e c'è ancora lì che funziona.

Così mi sembra Catalina, nessuno ricordo.

E poi ho preso invece il mio primo vero computer di quelli

proprio importanti dove avevo fatto i debiti quasi.

Perché ho preso un MAC I7 con 16GB di RAM, la scheda

video integrata, il fusion drive da un tera, avevo speso di 2700

euro una roba del genere.

È stato abbastanza importante ed era già di quelli che sembravano piatti

se lo guardavi di traverso, ma in realtà poi si cicciva.

Tuttavia, erano i primi design

fatti bene, i finti dimagrimenti di io che facevano dimagrire gli iPad,

le cose facendo il bordino piccolissimo, poi dopo li cicciva sotto anche

il MacBook Air, no?

Guardate, è sottile così, sottile così se lo guardi sul bordo, se

lo guardi, la ciccezza poi viene fuori, comunque fa niente, era magico,

era bello.

Tu lo vedevi solo a guardarlo spento era bello.

Poi dopo, quando lo usavi, andava e ci ho lavorato tanto.

E anche questo attualmente è in funzione al piano di sopra, dal

mio vicino di casa, glielo dato al figlio per causa Covid.

Insomma, si sono ritrovati una famiglia, tutti in casa ad avere bisogno

di quattro computer e ne avevano uno.

Io ce l'avevo lì appoggiato per terra, era quello che avevo riparato

che gli era venuta la riga in mezzo.

Non so se vi ricordate.

Sì, sì, ce lo ricordiamo.

Allora ho detto: io per fare i compiti, per studiare con la

riga in mezzo va benissimo.

Poi ero 27 pollici, era in mezzo la riga, divido in due

lo schermo, metto la roba di qua, la roba di là va

benissimo.

Ho detto: guarda, purtroppo c'è sta riga, io non riesco a lavorare.

No, no, ma noi guarda, poi esserci quattro righe va benissimo per

eseguire le lezioni a scuola, che ci frega, invece, adesso ci gioca

e tutto, avrà trovato il suo equilibrio con questa riga in mezzo

maledetta, lo usa come split screen: schermo a destra, schermo screenista.

Anche perché 27 pollici ha lo schermone per uno che è abituato

a utilizzare i 21 così, e poi.

L'anno scorso sono passato al lato scuro completamente.

Sono passato con un entry level se vogliamo.

Sono andato col Mac Mini M1.

E mia moglie è passata.

Mia moglie adesso non l'ho inclusa, mia moglie, ma mia moglie anche

lei è catechizzata.

macOS,

per lei le va portatili.

Quindi lei ha sempre avuto un MacBook Pro Core 2-2 quando io

avevo invece il Core 2-2 27 pollici, poi quando ho preso le

7, lei ha preso i 5.

Adesso c'è il MacBook Air M1, con quale è felice e contenta.

Ma

ben poco, non nota molto queste differenze, però si nota perché ricordiamo

che un MacBook Air è fanless, cioè non ha proprio neanche l'evento,

non è che ce l'ha e sono spenta, non ce l'ha proprio,

tu lo tocchi è sempre freddo, e dura 12 ore a batteria

e si vede che è uno spettacolo, anche se è un computer

che oggi si trova forse anche un migliaio di euro.

Io l'ho pagato 1200 perché l'ho preso quasi al day one, adesso

si trova forse anche meno di 1000 euro

, e

solo per lo schermo, vale la pena.

C'è uno schermo che si vede troppo bene e quindi sono al

lato scuro totale.

Adesso io sono e scusate, mi sono dimenticato ovviamente.

Tra l'M1 e l'ultimo Mac 27 pollici c'è stato un periodo di

un paio d'anni di Hingosh, e sono quelli che non racconterò qua

perché, se no, parliamo di due ore, ma li sentite nei miei

podcast?

Se volete.

Se volete vivere quei due anni che ho vissuto con gioia, perché

comunque molti dei miei video su YouTube che vedete che la gente

può vedere.

Penso, i primi 60-70 episodi video e c'è il mio Mac Macintosh

Bella vista che occupa un sacco di spazio e fa un sacco

di rumore e 26 ventole, un forno, eccetera.

E adesso ho un computerino appoggiato su una cassa acustica, freddo, che

non esiste praticamente.

Comunque, ho avuto un trascorso con questo Macintosh che mi ha permesso

di avere un periodo di un paio d'anni, un computer equivalente, avevamo

già visto all'epoca, avevo fatto un po' di confronti.

Si confrontava con un IMAC Pro dal valore di circa 5.000 euro

come prestazioni, era un computer che non era costato poco come

sui costato neanche così tanto.

No, è stato sui 2.000 euro pur avendo delle caratteristiche molto simili.

Adesso è il computer gaming di mio figlio e quindi comunque è

sempre

come un maiale, non si butta via niente adesso, è lì, va

di là.

È difficile che un hardware si fermi da qualche parte: sì, magari

sta per terra un paio di mesi perché c'è una riga in

mezzo, ma ha trovato subito un impiego da un'altra parte.

E quindi questo è stato il mio armamentario, che non è tantissimo,

ma questo è un altro punto a favore di Apple.

Perché tutti quelli che voi interrogate di Apple scoprirete che hanno avuto

due o tre computer.

E se interrogate uno che ha il PC, generalmente non dico che

lo cambi una volta all'anno, ma ci manca poco.

O lo aggiorna talmente tanto o frequentemente, che alla fine è come

averne preso uno nuovo.

Perché se tu lo prendi con una scheda grafica e poi cambi

la scheda grafica, che oggi ormai le schede grafiche costano come il

plutonio, hai cambiato computer praticamente.

Anche perché ormai i nuovi programmi, i nuovi giochi, eccetera, la potenza

di calcolo non la succhiano più dal processore, la succhiano dalla scheda

video quindi se hai una scheda video, giochi bene, se non ce

l'hai, giochi di merda, anche se c'hai l'ultima generazione di processore, perché

tutto è a carico della scheda video.

E a volte la scheda video costa come un MacBook Air.

Se vogliamo, apre una piccolissima parentesi: se vuoi giocare seriamente.

Solo Windows puoi utilizzare, non c'è altro rimedio.

Su Mac i giochi fondamentalmente non esistono.

Esistono quelli più classici, ma comunque in linea generale il gamer al

99,9% è solo su essere solo su Windows.

Faccio una domanda perché io non sono un gamer, ma avevo sentito

parlare di Steam o piattaformi di questo tipo che potevano portare magari

qualche titolo un po' più brillante su Mac.

Tuttavia alzo la manina, dico so solo questo e lascio la parola.

Portano i titoli, tanti titoli, ma i titoli quelli che chiamano Tripol

e raramente sono su Mac.

Se lo sono, se lo sono, ormai non lo sono quasi più,

soprattutto adesso con la nuova piattaforma, se lo sono, sono tutti che

girano in macchine neanche virtuali, in emulazioni dove ci gira Wine, che

ci gira una specie di versione di Wine che è un emulatore

di Windows dal quale lo rifiniscono bene per far girare in emulazione

Windows su una macchina macOS.

Quindi è lo stesso programma, è lo stesso gioco di Windows che

viene fatto girare in emulazione su Mac.

Impacchettato, che l'utente non se ne accorge.

Tutti i sim siti, tutti

i giochi lì, per esempio, che ci sono su Mac, sono tutti

fatti così operativamente sembrano molto simili, ma non sono giochi che necessitano

una grossa prestazione.

I gamer oggi giocano dei giochi dove hanno dei tempi di risposta

di millisecondi.

E se già non risponde nei millisecondi, comincia già ad essere un

gioco che ne vale tanto la pena.

Vogliono i 144 Hz, vogliono 200 FPS, vogliono che tocchi il joystick

ancora prima che lo tocchi, già sei mosso.

Deve avere latenza e niente in emulazione non esiste sta roba.

Assolutamente no, assolutamente no.

Comunque vabbè, il game è fuori target da quello che è discorso,

e lo sarà probabilmente per sempre, a meno che un giorno Windows

non passi in questo lato oscuro e allora cominceranno a esistere i

giochi nativi per arma e chissà, una volta che ci saranno, vanno

su tutte le piattaforme.

Perché andranno sui tablet, andranno sugli iPad, andranno sui telefonini, andranno dappertutto.

È anche una cosa che farebbe comodo, però al momento siamo molto

lontani.

Ma visto che abbiamo parlato di giochi, a questo punto dobbiamo parlare

di software.

Che software utilizzi tu nella tua vita lavorativa e non?

Parliamo di Mac.

Operativamente nell'uso quotidiano, uso i programmi che usate tutti voi, niente di

particolare, una mail, il browser, in questo caso io uso Chrome perché

con Safari, che è il browser, quello del sistema operativo nativo, li

ho sempre voluti tanto bene, ma a un certo momento mi ha

dato un problema.

Che non se ne veniva fuori e Apple, nonostante i problemi siano

noti, ci mette sempre una vita a risolverli.

Alcuni bacchini anche del tubo si lo sappiamo, lo sistemeremo e passano

dei mesi.

Insomma, io questo problema era grosso per me perché non riuscivo a

compilare le form

di tutte le cose, si incastrava.

Insomma, alla fine ho detto, vabbè, uso un altro browser, lo uso

oggi, lo uso domani.

La fine sono migrato completamente e uso Chrome definitivamente oramai.

Comunque, a parte questo piccolo dettaglio, diciamo che fondamentalmente i programmi tipici.

Io accendo il computer, vado su internet, guardo le email e eventualmente

apro dei documenti.

Sui documenti trovo comunque più confortevole utilizzare la suite Microsoft, che comunque

ultimamente è anche abbastanza.

Funziona, funziona bene, non mi lamento.

Poi non è che sono new user

di Word o di Excel, che ci fa delle cose articolate stranissime,

giusto per scriversi due cose.

Quindi, questi sono i programmi proprio basilari che utilizzo tutti i giorni,

mentre invece quando comuto nella condizione youtuber, qui comincia ad esserci tutto

un utilizzo di software che in qualsiasi altra piattaforma al momento non

sono disponibili.

E quindi avrei delle difficoltà a dover migrare.

Sebbene, poi dopo si vive lo stesso e ci sono 3.000 software

equivalenti.

Però utilizzo per l'editing dei video, Final Cut, che è un programma

con quale ormai mi sono abituato a utilizzarlo e lo utilizzo per

le mie necessità, lo userò al 3% probabilmente.

Tuttavia mi trovo molto bene e non ha equivalenti, Adobe Premiere, per

esempio, non è un equivalente, è un programma che non riesco neanche

ad aprire.

Io Premiere, non riesco neanche a farci due secondi di video.

È una roba proprio che è tutta roba adobe.

Proprio, non ho niente di Adobe, ma hai rubato le parole di

bocca.

Sta diventando il nostro live motiv, parlare male di Adobe.

Faccio veramente una fatica importante.

Quindi, fai dal cat.

Poi di Adobe utilizzo un programma, ma per questioni di tante cose

non lo utilizzo, utilizzo Audacity.

Quello di Adobe si chiama in modo molto simile.

Ma io utilizzo Audacity nel senso che c'è un programma che si

chiama Audition, che in realtà io non lo posso usare perché non

ce l'ho, e quindi utilizzo Audacity.

Mi cresce nel naso, ma fa

esatto,

per l'editing audio.

Quindi utilizzo questo programma, l'audio lo faccio ripulire ad Alex.

Utilizzo una suite che si chiama RX 7.

Perché anche questo non ce l'ho.

È un programma molto costoso: Alex, che molto

, mi faccio convertire i file da Alex che invece ce l'ha.

Per tutto quello che riguarda la grafica, io invece sono utilizzatore, già

non sono scarsissimo in grafica.

Ho trovato il mio bell equilibrio con un programmino.

E questo è un suggerimento.

Anche per chi sta ascoltando e che è abituato, non so cosa

sia abituato a utilizzare, magari utilizza Photoshop, ma uno che ormai utilizza

Photoshop, basta, usa Photoshop e fine.

Tuttavia, se già anche Photoshop gli sta sulle scatole, c'è Pixel Mator

che se lo provi, c'è anche Pixel Metor Pro, io li ho

tutti e due.

Però continua a utilizzare Pixel Metor una vecchia release che è molto

molto semplice.

Fa quello che ti serve.

Semplice, chiaro chiaro ed è compatibile anche Photoshop.

Quindi apre i file PSD, lavora su Layer, fa tutto, ma è

molto più snello e funziona molto bene, costa pochissimo, vale la pena

comprarlo.

Ed esiste anche su iPad e su iPhone, fa le stesse cose.

Io ho provato ieri l'altro ieri ho provato Photoshop perché c'era un

amico che aveva bisogno e l'ho verificato se funzionasse su M1.

Ho provato a utilizzare lo strumento per fare l'eliminazione delle cose o

l'ho utilizzato male io, ma quello di Pixel Metro è veramente magia

magico.

Tu vai lì, passi su una roba e scompare e scompare, non

lascia segni sembra proprio che non ci sia mai stata.

Con Photoshop l'ho fatto il risultato era decisamente peggiore.

Probabilmente esistono altri metodi o plugin o altre cose su

Photoshop che fanno il lavoro migliore perché ho visto dei video di

gente che fa delle magie anche con Photoshop.

Tuttavia, ragazzi, Pixel Mator costa poco, rende tanto.

Ve lo consiglio davvero.

Anche la versione Pro.

La versione Pro comincia già a essere più vicina a Photoshop per

quello che mi sta un po' sulle balle.

L'hanno complicato inutilmente, ha aggiunto un sacco di roba, ma il valore

aggiunto non ce n'è poi così tanto.

La pro, secondo me, la cosa molto carina.

Che non ho mai però provato: il machine learning per estrapolare dati

da una foto e quindi per ingrandire la foto e depixelarla, tra

virgolette, quello è molto carino.

Ah, ecco, non l'ho mai provato a dire la verità.

L'ho comprato perché l'ho comprato in un Black Friday o qualcosa del

genere.

È capitato a una cifra ridicola.

Tra l'altro, se avevi già quell'altro, questo veniva ancora già meno.

Più c'era l'offerta, ma alla fine l'ho preso, cose che magari non

sanno le persone che ci ascoltano e che hanno un Mac che

non hanno un Mac, che magari pensano di comprarlo.

Se compri un'app per un Mac, se usi lo stesso ID, Apple,

lo puoi installare su tutti i Mac che vuoi.

Per cui io ce l'ho in ufficio, ce l'ho a casa, c'è

la mia moglie, ce l'ho sull'iPad.

Dappertutto, l'ho comprato una sola volta, ma si installa ovunque e volendo,

c'è anche un barbatrucco per installarlo anche ad altri: cioè, entri col

tuo account, lo installi, poi rientri con l'altro account e l'applicazione rimane

installata e continua a funzionare.

Non la puoi più aggiornare, ma diciamo che finché rimane lì funziona.

Quindi questa è un'altra comodità che va ricordata perché compri una cosa,

ma la usi dappertutto, e quindi vale di più, senza contare che

i programmi Apple certi costano la ridicolagine.

Non vi ho parlato dell'altro programma che utilizzo e che veramente lì

non ne posso fare a meno, che è Logic Audio, che è

il programma per la composizione musicale, che davvero ha sicuramente tanti competitor,

ma i competitor che hanno, parliamo di Cubase, parliamo di adesso non

mi ricordo il nome degli altri, costano 100 volte, non 10 volte

tanto.

Cioè, un Qase che può essere paragonabile a un Logic Audio costa

decine di volte in più e ha un sistema di line sensing

che passa la voglia di utilizzarlo.

Ci vuole una chiave hardware apposta che va programmata, che va configurata.

Se quella chiave la perdi, non va più un tubo, ci metti

un casino a ristabilire delle volte non parte.

Io ho dei plugin che utilizzano questa chiave qua.

Che adesso non mi ricordo come si chiama, ce l'ho installata la

chiavettina hardware che si può aggiornare ogni volta che compri una licenza

di un qualsiasi robot, si va a filare in quella chiavetta.

È una chiavetta multipla che si appoggia a un gestore di licenze

generico e che lo utilizzano moltissimo nel campo musicale.

Per cui tutti richiedono che tu abbia questa chiavetta hardware nella quale

ci infilano la loro parte di licenza e funziona.

Però, delle volte, tra perché si deve collegare online, perché deve fare

la verifica, perché deve aggiornare

, non parte, è una rottura di Maroni.

Qase è una rottura di Maroni così.

Spesso costa un sacco di soldi e tutto sommato non offre moltissimo

di più.

Logica audio costa 199 dollari, non costa un tubo, non costa niente.

E lo stesso Final Cut costa 299, forse Final Cut costa, che

è un prodotto professionale con il quale alcune persone, parliamo anche di

Alex Arculia, lo ammortizza in un video.

Mentre altri programmi li ammortizzi in anni, magari di lavoro.

Questo l'ammortizza

lo fa pagare perché lo deve far pagare, se no, a concorrenza

sleale.

Ma ci manca poco che te lo trovi nel sistema.

Ricordiamo che nel sistema macOS esistono delle versioni ridotte di questi software

che sono incluse nel sito operativo gratuito: che sono Gredge Band, che

è una versione di Logico un po' più ridotta.

Che va bene per il credo il 90% delle persone, home user,

come anche iMovie, che è quello per fare i video.

Montaggi video a casalinghi che per il 90% degli amatoriali va bene,

non è che devi usare per forza final, anch'io potrei fare i

video che faccio quasi con iMovie, se devo dire la verità.

I primi li ho fatti anche con iMovie.

Ricordiamoci anche che un Mac arriva a casa, lo tiri fuori dalla

confezione, e per il 95% delle persone c'è tutto quello che ti

serve.

Non devi comprare nulla, non devi installare nulla di aggiuntivo, editi i

tuoi documenti.

Vai su internet, hai la posta, puoi fare musica, puoi fare video,

puoi fare gestire fotografie.

Tutto insomma, c'è un sacco di cose ed era una delle cose

anche che all'epoca mi aveva colpito, perché effettivamente in quel periodo Windows

7 non va dentro un cacchio, le schifette, le cose che aveva

quelle pocche che avevano introdotto, tipo media player, erano veramente dei cessi.

Quindi, ero che bottavi via.

E quindi anche questo è rimasto in qualche modo nel Mac anche

oggi, perché queste applicazioni continuano ad essere aggiornate, continuano a essere, mantengono

la loro vitalità nel tempo, perché comunque vengono mantenute, non sono abbandonate

se stessa.

Qualcuna l'abbiamo persa per strada, ma

i fondamenti rimangono che sono Numbers piuttosto che

anche chi note.

Pegis Kino, piuttosto che Garage Band, e iMovie, li continuiamo ad avere

e continuano ad essere aggiornati e assomigliano molto ai loro fratelli maggiori.

E che va bene.

Insomma, dire poi, direi che

se voi giusto per darvi un altro suggerimento per chi ci ascolta

su software, software che secondo me, vale la pena se siete molto

nell'ecosistema Mac Apple scusate, e quindi avete anche degli iPhone, dei tablet,

eccetera, degli iPad, potete, secondo me, tranquillamente dimenticarvi dell'esistenza di iTunes, che

è sempre stato uno schifo di programma e ultimamente è diventato ancora

più uno schifo.

Potete dimenticarvelo.

Vi prendete un bel iMazing e riuscite finalmente a fare le cose

che volete fare.

IM6 è un gestore dei file, delle fotografie, della musica, eccetera.

Però, è fatto come avrebbe dovuto essere fatto iTunes.

Invece, iTunes è sempre stato fatto in un modo che non ho

ancora capito oggi per quale motivo sia stato concepito in quel modo

già fin dall'inizio, e non capisco neanche come mai abbia avuto un

successo in un certo momento della sua vita.

Io non sono mai riuscito a usarlo, ragazzi.

Ho sempre fatto una fatica terribile a usare quel programma.

Non ci ho mai capito, era come i programmi adobby, era fatto

per non essere utilizzato da persone normali, ma perché altro era una

cozzaglia di cose.

Perché iTunes è stato mille cose tutte assieme,

nulla pensato l'una con l'altra.

Facevi la musica, i file a un certo punto, perché i primi

pad, per esempio, caricavi i file sopra di così: backup, di tutti

i dispositivi Apple mobile,

le foto, le foto, la cosa più, cioè, voglio scaricare una foto.

Devi diventare cretino quando invece con Amazing, vai nella tua foto, la

prendi, la trascini sul desktop e la tiri fuori come file, come

tutto quello che vuoi.

Trascini.

Basta, gestisci anche i backup, fa tutti i backup esattamente come tues,

non solo, li fa anche in automatico alle due di notte via

WiFi.

Quindi tu neanche ti ricordi più di fare i backup.

Arrivi a casa se il tuo telefono viene raggiunto dal WiFi, automaticamente

tu rifai i backup incrementali.

Quindi anche il problema backup te lo risolve.

Cioè, Amazing è un programma da valutare, costa poco.

Tra l'altro, pare che costi sempre i soliti Black Friday.

Riuscite a portare a casa forse a 29 euro o una del

genere.

E se lo comprate col mio trucchetto facendo finta di essere negli

Stati Uniti, lo pagate 29 dollari e al posto di 29 euro

e lo pagate quindi 25, 23, 24, dipende da quant'è il dollaro

in quel momento.

Vuoi sempre qualcosa di meno.

Scegliete uno Stato, ricordatevi, senza tasse come la Florida, come il Texas,

quindi ovviamente testimonierete, scrivete il falso.

Quindi sto dicendo di fare una cosa illegale

in un colloquio tra tre persone di cui una è un avvocato,

che mi sconsiglierà.

Sicuramente un avvocato te lo sconsiglio.

Tuttavia, voglio dire, per un privato, non è così una falsa testimonianza.

Dire che abiti in Texas, e che quindi stai comprando dal Texas

una cosa, per risparmiare qualche 3-4 euro.

Speriamo che non mi vengano a prendere mai.

Infatti, bisogna solo sparare quello, comunque diciamo che finché costa 10 euro

e l'andate a pagare 9, forse non conviene.

Tuttavia, se dovete spendere 299 euro e invece spendete 299 dollari.

Magari può essere un aiuto.

Ci potete fare un pensierino.

Scusa, uno password che è il programma.

Senza di quello sarei un uomo morto.

Senza one password, io non saprei più.

Davide, ti provoco.

Ti provoco perché anch'io sono un amante di one password, ma dalla

versione 8 la vedo grigia come si suol dire, non potrei più

avere la licenza, ma dovrei pagare il servizio e devi passare da

loro

.

Io adesso ho la 7 con versione lifetime e mi tengo quella,

però io ne uso tre di programmi.

Vi comunico e ce ne sono due.

Uno, sicuramente, li uso tre perché li uso per l'azienda e li

tengo separati per cui per mantenere tutte le password dell'azienda uso Splash

ID che è un programma equivalente a One Password.

Anche qua ho la licenza lifetime, che non è facile da ottenere

in questo momento, si ottiene solo in certi momenti della vita quando

fanno loro un'offerta speciale, fanno la lifetime.

Tu la compri e te la tieni, se no, è sempre ad

abbonamento, anche questa.

E poi invece ce n'è una che ho scoperto, ormai da più

di quasi due anni però, diciamo, che si chiama Bitwarden che è

gratuita completamente.

È un po' meno prestante rispetto agli altri due programmi.

Tuttavia, anche quello è un ottimo programma che lavora sul cloud e

quindi hai i tuoi dati.

Ovunque tu sia nel pianeta, ce li hai senza.

Basta che hai una connessione.

Ai tuoi dati, rimangono ovviamente locali in cache e poi qualora ti

colleghi, lui si aggiorna con il database remoto che tutti dicono: ah,

così tutte le tue password nei loro server e quindi loro sanno,

tutte le tue password.

Speriamo di no.

Parlano di cifratura, parlano di cifratura nella comunicazione.

I dati sono criptati, tanto anche se ti dicono che sono criptati,

tutto sicuro, è tutto locale, non si è mai sicuri da nessuna

parte.

Forse l'unica sicurezza è un foglio di carta scritto nel tuo portafoglio,

forse, se vuoi la sicurezza totale,

se non sbaglio, Bit Warden non la puoi anche selfostare, tra virgolette.

Datti, Bit Warden è una soluzione open source, quindi c'è tutta un'infrastruttura

anche collaterale che ci gira attorno e puoi farti il tuo server,

eccetera.

Se no, fai il account con loro e hai il tuo servizio,

diciamo, base che funziona, anche quello si può penso, comprare in qualche

modo perché mi propone la versione pro, non so cosa offra di

più a dire la verità, perché quello che fa attualmente mi è

sufficiente.

Quando uno gestisco un'azienda, con un altro gestisco un

'altra azienda, con one password gestisco me.

Quindi io ne ho tre solo perché ho tre mondi separati, se

però dovessi non avere più uno dei due mondi, sicuramente, per esempio,

Splash ID, che è stato il primo che ho conosciuto.

Ho usato dopo OnePassword.

Non mi trovo male, devo dire la verità, è un programma molto

simile, se vogliamo, più economico, molto simile.

Ritornando, comunque concludendo: senza One Password, sarei un uomo morto.

Non avrei più una password, non saprei più dove entrare.

La roba.

Ogni giorno dovrei cambiare password, sarei proprio disperso nel nulla.

Io tengo tutte le informazioni memorizzate.

Poi, dopo, forse l'avevo già raccontato in un episodio di podcast che

avevo fatto con Alex sul Must have di macOS.

Oggi vi posso dire che un altro must have è Cryptomator Cryptomator

è un utility che fa la creptazione in tempo reale di informazioni

che voi potete tenere su un cloud, magari non troppo sicuro, tipo

Dropbox.

Per esempio, ho la mia cassaforte su Dropbox, che è tutta cifrata

da Cryptomator Cryptomator mi crea un'unità logica in tempo reale, che per

me è come se fosse un hard disk.

Che si chiama, che l'ho chiamato privata.

Lo apro, vedo i miei dati, le mie informazioni, tutta la roba.

Ma in realtà questa roba sta su un disco cifrato sul cloud.

E quindi io posso utilizzare queste informazioni ovunque io sia nel mondo,

con qualsiasi tipo di device: anche telefonini, tablet.

Esiste per Linux, per Windows, per Android, per tutti i tipi di

sistemi, posso archiviare tutti i dati che voglio, non solo quindi i

password, con l'automatismo che ti infila le password nel browser, eccetera, ma

anche proprio file.

Io archivio tutti i miei file, tutti i miei PDF, tutte le

mie bollette del telefono, i miei referti medici, le mie carte di

identità, tutte le scandalizzazioni, tutte le mie informazioni che possono essermi utili

in ogni qualsiasi momento o ovunque io sia, in particolare quando sono

in viaggio, magari all'estero, sono in un posto, cioè mi serve il

documento d'identità di sua moglie, perché se no qua in banca non

puoi fare.

Di solito telefoni, Whatsapp, messaggi, mail.

Io apro il mio bel coso qui, tac-tac, fatto, ce li ho

tutti.

Si tratta solo di iniziare a cominciare a memorizzare queste informazioni.

Poi, pian piano, una volta che cominci, arriva un nuovo referto medico,

lo scannerizzi, ti abitui, lo metti là dentro e sei sempre aggiornato,

è tutto lì.

Quando vedi la dottoressa, ti chiede qual è l'ultima di esame di

sangue che ha fatto?

Guardate che visita ha fatto ultimamente?

E invece vado là, apro 2022, ho fatto queste, ve le faccio

vedere, le faccio vedere sulle telefonine, sono sempre pronto in qualsiasi occasione.

Teoricamente ci dovrebbe essere il fascicolo elettronico sanitario, però

c'è un quarto di quello che archivio io.

Poi archivio tutto, cioè, proprio tutte le informazioni che sono, magari le

bollette, anche se vogliamo.

Le mie cartelle ci sono i biglietti, bollette, casa, carte di credito,

calcio fiscale, concorsi, diplomi, bolletti, lavoro, tutte le cose, viaggi, telepass.

Qualsiasi cosa mi capita al posto di avere il foglio di carta

in giro.

Scanerizza e butto dentro.

Così so che lì dentro c'è tutto ed è tutto disponibile ovunque.

E CryptoBeta fa il suo lavoro.

Cryptometra è un prodotto gratuito.

Io comunque l'ho comprato e comprandolo semplicemente si dà dei soldi a

questi ragazzi che sviluppano, ma non ti danno funzionalità in più.

L'unica funzionalità in più che ti danno è il Dark Mode, che

è l'unica aggiunta che hai comprandolo.

Se hai dalla chiave, puoi attivare il Dark Mode e quindi diventa

tutto dark.

Ma di fatto fa le stesse identiche cose.

Quindi, diciamo, l'ho comprato per supportarli, visto che comunque erano robe tipo

9 euro, forse una roba del genere costa una cosa simbolica.

O forse puoi decidere tu quanto pagare su iOS c'è un pagamento

apposta, tra virgolette, invece credo su Mac sia gratuita invece.

Sì, però, se vuoi avere il Dark Mode, devi comprarlo con un

obulo, un minimo obulo.

Tu decidi 2 euro o 5 euro e loro ti mandano una

chiave di attivazione che fili dentro e si attivano due o tre

funzioni.

Il Dark Mode forse è un'altra cosa, ma niente di che.

E devo dire che ha resistito agli Arm.

Quando ho detto muovere l'ARM, ho detto col cavolo, che questa cosa

funzionerà perché si infila, si innesta bene nel sistema operativo Cryptomator, no?

Ha detto avrà vita dura.

E invece sono passati attraverso Fuse e se la sono cavata aggregiamente.

Prima passavano da Web DAV, adesso sono passati a Fuse,

le gestivo tutte e due, però adesso va solo con Fuse su

M1.

Tuttavia è andato subito all'inizio, subito così come era andato, ti dicevano

solo che per farla andare, devi per forza, mettere Fuse, e fine.

E nonostante sia un programma molto intrusivo, che convive molto a basso

livello con il sistema operativo perché emula una periferica c'è un drive

virtuale, praticamente ti fa l'accrettazione in tempo reale.

La gestisce, cioè, tu non te ne accorgi di niente e fa

tutto lui.

È un bel programma, è un programma che consiglio, suggerisco.

E direi che con questo concluderei quello che è il mio utilizzo.

Come vedete, non sono l'utilizzatore così non solo come Filippo, che praticamente

fa i salti mortali con iPad.

Ah, sì, perché poi delle domande.

Quiano se io ho un iPad o iPhone, sì, ce li ho

l'iPad, ho scritto lo uso solo per vedere le ricette.

Quindi, per me l'utilizzo dell'ipad è guardo le ricette.

Fine, mi dai delle soddisfazioni, Davide.

Mi dai delle soddisfazioni e iPhone è il mio telefono che utilizzo

per tutto e ho provato, io ho l'iPhone dal 3GS e ho

provato in diverse occasioni a cambiare mondo e sono ci sono riuscito.

Comunque, voglio ricordare che io tutti i miei video li registro con

degli iPhone.

Ho quattro iPhone, tutti vecchi, ho degli iPhone 6, 6S, che sono

i miei vecchi telefoni o i telefoni vecchi dei miei figli o

di mia moglie, li utilizzo tutti come camera perché tutti i video

che vedete vengono fuori, grazie al mio iPhone, che è quello che

fa la ripresa verticale, che è quella un po' più dettagliata.

E gli altri proprio scarsoni fanno tutte le altre riprese.

Quindi l'iPhone in questo caso è lo strumento di lavoro principale da

youtuber, non come telefono, però, nonostante sia un telefono, in realtà lo

uso come tutt'altri durante la giornata.

Ecco, non so se ci avete fatto caso.

Ci pensavo l'altro giorno che ero seduto nel mio posto dove faccio

dei rilasci.

Abbiamo tutti oramai degli abbonamenti con chiamate illimitate, sms limitati e dati

sono quasi illimitati a 30GB, 50GB.

Stavo guardando, allora, io ricevo tipo un SMS al mese o due

e io personalmente, magari non ci lavoro forse, ma che c'è gente

che ci lavora, ma io non ci lavoro.

Più di tanto col telefono, ho circa una telefonata al giorno due

al massimo.

Cioè, quindi il telefono non si usa più per telefonare.

Si usa, io uso sempre Telegram, Whatsapp, lo uso per navigare, per

guardare e cercare informazioni per comprare la roba su Amazon, su Wish,

su Aliexpress, si utilizza solo per i dati difficilissimo.

Che si usi più come telefono, quindi e ci facciamo.

Ormai non è più un telefono, è una periferica multifunzione, un dispositivo

multifunzionale che fa anche da telefono, ecco.

Cheamola così, chiamiamolo così.

Anche voi immagino che l'utilizzo oramai è così.

Io qualche telefonata la faccio ancora.

È la mia fotocamera principale, direi.

Tuttavia, per il resto, sì, sì, ogni tanto anch'io telefonate per forza

di cose.

Ma

sono un utilizzatore degli sms perché io non ho Whatsapp, perché tu

sei uno che ti escludi, ti sei autoescluso dal Telegram,

Telegram

Telegram va bene, ci si parla anche volendo.

Bene, dai, mi sembra che mi abbiate spremuto a sufficienza, no?

Direi proprio di sì, anzi,

ti dobbiamo anche fare andare a letto a un certo punto.

Direi che prima di tutto ti ringraziamo per il tempo che ci

hai dedicato.

Dopo di voi, devo andare in un'altra live da un amico che

è in live a sua volta su MVV Blog.

Eh, sì, avevo intuito che anche lui è in live.

Quindi adesso passerò da lui a passare un altro salutino.

Sì, se ci scelgo ancora, sì.

Certo, ho gli affari miei da fare, sempre qui, vado a letto

le due, eccoci.

In ogni caso, complimenti Davide per quello che stai facendo, stai facendo

una progressione che fa paura.

Sono davvero contento che finalmente raccogli un po', come si può dire,

del successo che ti merita, perché non è ancora abbastanza.

Te ne merita ancora di più, perché sei veramente una persona squisita,

grandissima, dal cuore enorme, ancora più grande del tuo possiamo definirlo, piccolo

successo in questo momento, ma che sono sicuro che è solo l'inizio.

Ti auguriamo tutto il bene del mondo.

Ti ringraziamo inoltre per il bel tempo che ci hai dedicato insieme.

C'è stata una bella chiacchierata.

Se vuoi invece salutare tutti i tuoi ascoltatori e dire dove possiamo

trovarti, hai ruota.

Dove trovarmi oggi più facilmente, semplicemente su www.survivalhacking.it.

Comunque andate su YouTube, cercate Survival Hacking e mi trovate.

Ci sono ancora un

po' fermo con i podcast, ma comunque ce ne sono un bel

po' da ascoltare per chi non li ha mai ascoltati.

E lo ricordo sempre nei video.

Inizio sempre dicendo dove troverete i link in descrizione del video, troverete

tutte le descrizioni dove trovarmi.

Su podcast, quello che volete.

E se volete parlare con me direttamente, mi trovate su Telegram l'indirizzo

è T.me Survival Hacking.

Se volete, magari non ci sono sempre fisso, però sono sempre.

È un sistema che voi scrivete la domanda e io comunque rispondo.

Ci sono.

Ringrazio tutti voi che state ascoltando e che siete qua a sentire

i nostri deliri su questo

podcast, con i nostri amici Kinnotters.

Che ci sentirete ancora.

Comunque a presto, credo,

anche perché giugno è vicinoti.

Ormai il 6 giugno siamo qua, come si suol un attimo arriva

e ci sentirete ancora.

Parleremo ancora di queste mele, di queste aziende di frutta, come diceva

Forz Gump.

Andiamo avanti, e quando mai non abbiamo preso le azioni quando era

un'azienda di frutta, siamo ricchi a questo punto, eh lo so, di

poi anche prendere un Bitcoin quando costava un euro, un dollaro, un

centesimo, li buttavano via.

Avremmo dovuti prendersi 40.000 euro adesso.

47.000.

Va bene, dai, basta così.

Grazie a tutti voi, grazie di tutto, grazie per questa chiacchierata e

l'opportunità di essere qua insieme a voi.

È stato un piacere, come sempre, Davide, buona continuazione, farai un sacco

di strada e tutto il nostro, come si può dire, il nostro

cuore con te.

Allora, per quanto mi riguarda, invece, sono Roberto, potete trovarmi sul mio

blog personale, Mac Architettura, dove parlo appunto di Mac e architettura, la

professione dell'architetto.

Potete trovare all'indirizzo martonet.wordpress.com.

Potete trovarmi sul mio podcast Snap Architettura Imperfetta, che esce una volta

alla settimana, dove vi racconta essenzialmente la coevoluzione dell'architetto con la tecnologia.

Infine potete trovarmi anche sul blog di Graphisoft Italia che si occupa

essenzialmente di Bim, ovvero del building information Modeling, oppure su Twitter, LinkedIn

e via discorrendo, insomma, sapete dove trovarmi.

Invece, Filippo, dove ti troviamo?

Di bello?

Avocato Mac.it e non solo, anche su Compendium, che è il podcast

del mio sito, diciamo del mio blog ottimo.

Infine, trovate come sempre tutte le note dell'episodio e i link degli

argomenti che abbiamo trattato in puntata.

Come sempre, nella solita scaletta che troverete in coda, oppure potete andare

su adduepodcast.it slash numero 35.

Per il resto, non ci rimane che salutarvi tutti quanti.

Una buona serata da tutti noi tre.

Ci sentiamo tra due settimane.

Ciao ciao.

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