Introduzione a Scrivener
In questa puntata Roberto e Filippo parlano di una applicazione che può interessare a tutti i nostri ascoltatori che scrivono in maniera semi-professionale, parleremo di Scrivener.
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In questa puntata Roberto e Filippo parlano di una applicazione che può interessare a tutti i nostri ascoltatori che scrivono in maniera semi-professionale, parleremo di Scrivener.
Note dell’episodio
- Scrivener: applicazione di Literature & Latte al centro della puntata, pensata per scrivere e organizzare testi lunghi, romanzi, saggi, tesi, atti, articoli e sceneggiature.
- Literature & Latte: software house britannica che sviluppa Scrivener e ne pubblica versioni per Mac, Windows e iOS.
- Scrivener per Mac su Mac App Store: una delle modalità di acquisto citate nella puntata per la versione macOS.
- Scrivener per iOS: versione per iPhone e iPad, descritta da Filippo come applicazione “compagna” con interfaccia diversa rispetto alla versione Mac.
- Pandoc: convertitore usato da Filippo nel suo flusso di lavoro successivo a Scrivener, per trasformare Markdown in documenti finali.
- LaTeX Project: sistema di composizione tipografica citato da Filippo per ottenere PDF impaginati in modo avanzato.
- Markdown: formato di scrittura in testo semplice richiamato più volte come alternativa alla videoscrittura tradizionale.
- OPML: formato interoperabile citato per importare scalette, outline o mappe mentali dentro Scrivener.
- OmniOutliner: applicazione di outlining richiamata come esempio di strumento per costruire strutture e scalette prima della scrittura.
- Episodio 20 di A2: Cucinare le idee: puntata richiamata per approfondire il metodo di raccolta, maturazione e organizzazione delle idee prima della scrittura.
- Episodio 8 di A2: Backup a bendella: episodio citato quando Filippo parla dell’importanza dei backup e della conservazione del lavoro scritto.
- Il mio attuale flusso di lavoro per scrivere atti telematici: articolo di Filippo sul flusso di lavoro per atti giudiziari, collegato all’evoluzione da Scrivener verso Markdown, LaTeX e Pandoc.
- Webinar su Scrivener 3: introduzione pratica di Filippo a Scrivener 3.
- Salvare i progetti in Scrivener e fare i Backup: approfondimento dedicato a salvataggio, struttura dei progetti e copie di sicurezza in Scrivener.
- Alcune funzioni di Scrivener per velocizzare la stesura di un documento: articolo sulle funzioni operative utili durante la scrittura.
- Scrivener: come creare un Modello di Progetto ed i Modelli di Testo: guida ai template di progetto e ai modelli di testo.
- Scrivener: inserire le immagini in un documento: approfondimento sull’uso di immagini all’interno dei documenti.
- Scrivener: utilizzare le etichette per visualizzare lo stato di avanzamento di un atto: articolo collegato alla parte della puntata su etichette, stati e controllo dell’avanzamento.
- Scrivener: come manipolare i PDF con programmi esterni: guida per lavorare con PDF e programmi esterni nel contesto di un progetto Scrivener.
- 5 motivi per provare Scrivener: introduzione sintetica ai vantaggi di Scrivener per chi scrive documenti complessi.
Sinossi1
1. Perché parlare di Scrivener
Roberto e Filippo aprono l’episodio presentando Scrivener come un’applicazione verticale, pensata per chi scrive in modo professionale o semiprofessionale. Non è un normale programma di videoscrittura e non nasce per la “relazione” breve: il suo campo naturale sono testi lunghi, complessi, pieni di materiali, versioni, parti da spostare e sezioni da riorganizzare. Roberto lo definisce subito uno strumento rivolto a chi scrive libri, tesi o documenti corposi; Filippo aggiunge che può essere utile anche a professionisti che non si percepiscono come scrittori, ma che devono comunque costruire testi strutturati.
La puntata viene impostata come una panoramica: storia dell’applicazione, filosofia di lavoro, interfaccia, costi, uso su Mac e iOS, vantaggi rispetto a Word o Pages, e limiti nella collaborazione. Filippo precisa anche un punto importante: Scrivener è stato centrale nel suo modo di scrivere per anni, ma oggi non lo usa più come strumento principale. Questo non riduce il valore dell’applicazione; al contrario, gli serve per spiegare come Scrivener gli abbia cambiato il modo di pensare la scrittura.
“Scrivener ti cambia anche la forma mentale con cui lavori.” — Filippo, 00:10:35
2. Origine dell’applicazione e idea di fondo
La storia di Scrivener viene ricostruita a partire dal suo autore, Keith Blount, che non nasce come programmatore ma come insegnante. Roberto racconta che Blount iniziò a studiare programmazione nel 2004 perché non trovava un software adatto a scrivere il proprio romanzo. Cercava uno strumento che tenesse insieme composizione, outlining e materiali di ricerca: non solo una pagina bianca, quindi, ma un ambiente completo per progettare, ordinare e scrivere.
Da questa esigenza nasce nel 2006 la prima versione di Scrivener. Filippo e Roberto sottolineano che molte applicazioni nate da un bisogno personale preciso finiscono per fare molto bene proprio quella cosa. Scrivener si rivolge originariamente a romanzieri, sceneggiatori, poeti, studenti, giornalisti, accademici e avvocati; Roberto scherza sul fatto che gli architetti non sembrino il pubblico naturale, perché “disegnano”, ma poi durante la puntata emergerà che anche un architetto potrebbe usare Scrivener per organizzare una perizia, una relazione o una ricerca documentale.
Filippo racconta di avere comprato Scrivener inizialmente non per gli atti giudiziari, ma per scrivere sceneggiature a fumetti mai realizzate. Solo in seguito lo ha portato nel lavoro quotidiano, scoprendo che il suo approccio non lineare era molto adatto alla scrittura professionale.
3. Scrivere in modo non lineare
Il cuore della puntata è la differenza tra Scrivener e un word processor tradizionale. In Word, Pages o LibreOffice Writer si parte da un foglio digitale e si procede in modo lineare: si scrive dall’alto verso il basso, mentre il documento prende già una forma visiva. Scrivener separa invece le fasi: ideazione, struttura, raccolta delle ricerche, scrittura, revisione e solo alla fine formattazione o produzione del documento.
Filippo insiste sul fatto che questa separazione è la vera forza dell’applicazione. Scrivener non chiede di pensare subito all’impaginazione, ma permette di costruire un progetto: capitoli, paragrafi, scene, sezioni, bozze, materiali di riferimento, appunti. La scrittura diventa atomica: ogni parte può avere un titolo, una sinossi, uno stato, una posizione nella scaletta e una vita autonoma.
“L’idea non è quella di avere un semplice editor di testo, ma un unico software per permettere l’ideazione, la strutturazione, la scrittura e la revisione.” — Filippo, 00:07:10
Roberto paragona questo approccio a Notion, perché consente di buttare dentro idee e organizzarle, ma Filippo chiarisce che Scrivener resta più specializzato: nasce per testi lunghi e per la costruzione progressiva di un documento finale. Il paragone con la puntata 20, “Cucinare le idee”, serve a spiegare che scrivere non significa solo battere parole, ma raccogliere ingredienti, lasciarli maturare, ordinarli e trasformarli in un testo leggibile.
4. Dal lavoro di Filippo a Markdown, LaTeX e Pandoc
Filippo spiega perché oggi non usa più Scrivener come prima. Il suo flusso si è spostato verso Markdown, LaTeX e Pandoc: scrive in testo semplice, usa Pandoc per trasformare il contenuto in PDF e sfrutta LaTeX per la composizione tipografica avanzata. Questo passaggio, però, non sarebbe avvenuto senza l’esperienza di Scrivener, che gli ha insegnato a separare il contenuto dalla forma finale.
Markdown da solo, dice Filippo, non era sufficiente per produrre atti giudiziari con l’impaginazione e le raffinatezze che desiderava. LaTeX gli ha permesso di gestire la composizione tipografica in modo più sofisticato, mentre Pandoc tiene insieme il sistema convertendo il testo. Roberto scherza dicendo che sembra di scrivere “in MS-DOS”, ma riconosce che il risultato finale è molto curato.
Scrivener resta quindi una tappa fondamentale: ha abituato Filippo a pensare il testo come struttura prima che come pagina. Anche quando passa a strumenti più tecnici, ricrea molte funzioni di Scrivener in cartelle, file di testo, Vim e sistemi di compilazione.
5. Versioni, prezzi, lingua e sincronizzazione
I conduttori passano poi ai costi e alle versioni. Filippo segnala la prova gratuita di 30 giorni effettivi, cioè giorni reali di utilizzo e non semplicemente giorni di calendario. La considera una scelta generosa e sensata, perché Scrivener richiede tempo per essere capito. La versione per Mac viene indicata intorno ai 53 euro, mentre quella iOS intorno ai 20 euro; nelle note originali erano presenti anche i riferimenti al Mac App Store, all’acquisto diretto da Literature & Latte e alla versione iOS.
Filippo ricorda che Scrivener nasce su Mac, arriva poi su Windows e nel tempo sviluppa anche una versione per iOS. La versione 3 è tradotta in italiano, elemento importante per chi non ha dimestichezza con l’inglese. Sulla versione iOS Filippo è più cauto: l’ha seguita anche in beta, ne riconosce l’interesse, ma segnala due limiti. Il primo è che l’interfaccia non replica esattamente quella Mac, perché cerca di sfruttare le caratteristiche di iOS e iPadOS. Il secondo riguarda la sincronizzazione, che per lui è stata un problema perché basata soprattutto su Dropbox; lavorando con atti legali e dati sensibili, non era una soluzione adatta alle sue esigenze.
6. Backup, progetto e struttura interna
Quando si apre Scrivener per la prima volta, Filippo nota una scelta molto significativa: l’applicazione chiede subito dove salvare i backup. Per lui questo rivela la mentalità del programma. Scrivere richiede tempo, fatica ed energia, quindi il testo deve essere protetto. Anche la creazione di un nuovo progetto è diversa da Word: non si apre semplicemente un foglio bianco, ma si dà subito un nome al progetto e lo si salva.
“La prima cosa che voglio fare è che siccome la scrittura richiede tempo, richiede energie, richiede fatica, non voglio perdere il lavoro fatto.” — Filippo, 00:29:52
Filippo spiega anche che il file .scriv non è un file unico nel senso tradizionale, ma un contenitore. Dentro ci sono molte informazioni e, cosa importante, le singole parti del testo sono conservate in formato RTF. Questo rende il contenuto più recuperabile: anche se Scrivener non fosse disponibile o se il progetto avesse problemi, le parti scritte possono essere estratte più facilmente rispetto a un file Word corrotto.
Il tema si collega all’episodio 8 sui backup: Scrivener non sostituisce una strategia di sicurezza completa, ma mostra attenzione alla conservazione del lavoro.
7. Binder, bozze, ricerche e uso professionale
La colonna sinistra di Scrivener è il “binder”, tradotto come raccoglitore o area delle bozze. Qui si struttura il documento: cartelle, testi, capitoli, paragrafi, sezioni. Filippo sottolinea che il progetto non coincide necessariamente con un singolo documento finale. Nel suo lavoro legale, ad esempio, non creava un progetto per ogni atto, ma per ogni pratica giudiziale. Dentro quel progetto inseriva l’atto introduttivo, le memorie successive, le conclusioni e le parti ricorrenti.
Questo gli permetteva di riutilizzare intestazioni, recuperare passaggi già scritti, mantenere insieme materiali e testi legati alla stessa posizione. La logica vale anche per un romanzo, una tesi, una relazione tecnica o una perizia: il progetto raccoglie tutto ciò che serve per produrre più testi o più fasi di un lavoro.
Sotto o accanto alla struttura delle bozze c’è la sezione delle ricerche. Filippo la considera una delle funzioni più importanti per chi lavora con fonti: giurisprudenza, documenti di controparte, allegati del cliente, materiali narrativi, schede personaggi, informazioni su luoghi o ambientazioni. Roberto riconosce che anche per un architetto potrebbe essere utile raccogliere documenti su un immobile, permessi, progetti e materiali storici nello stesso ambiente in cui si scrive la relazione.
8. Layout, schede, outline e scrittura atomica
Filippo descrive poi l’interfaccia operativa. Oltre al binder, al centro c’è l’area di scrittura, che può sembrare un foglio ma non è davvero una pagina impaginata. La forma finale arriverà più tardi, con la compilazione. Una delle funzioni che consiglia subito è la divisione dello schermo, orizzontale o verticale: si possono avere due documenti affiancati, oppure un testo da scrivere e un documento di riferimento da consultare.
Questa possibilità è particolarmente utile per chi deve scrivere confrontando fonti, immagini, atti o appunti. Filippo la usava tenendo a sinistra la struttura, al centro il testo e a destra il documento da esaminare. Scrivener consente anche di visualizzare il progetto come lavagna di schede: ogni sezione può essere rappresentata come una scheda con titolo e sinossi, da spostare avanti e indietro nella struttura.
“Ogni parte ha una vita autonoma.” — Filippo, 00:36:37
La modalità outline offre una vista gerarchica con titoli, sottotitoli e sotto-paragrafi comprimibili. A questo si aggiungono etichette e stati: bozza, da fare, da revisionare, completato. La scrittura diventa così un processo visibile e gestibile, non solo una sequenza di pagine. Roberto collega questa evoluzione mentale al passaggio dal CAD al BIM: non si disegna più solo un ingombro, ma si definisce già la natura dell’elemento su cui si lavora.
9. Compilazione ed esportazione del documento finale
Verso la parte finale, Filippo si concentra sulla compilazione, cioè il momento in cui il progetto Scrivener diventa un documento esportabile. Scrivener non è lo standard finale per pubblicare libri, inviare articoli o depositare atti, quindi prima o poi il contenuto deve uscire dall’applicazione. La compilazione può produrre PDF, DOC, ODT, RTF e anche Markdown, ma non è una semplice stampa.
Durante la compilazione si può decidere cosa includere e cosa escludere, quali sezioni esportare, quale formattazione applicare, quale font usare e quale struttura produrre. Filippo racconta che, avendo un progetto unico per un’intera pratica, compilava solo la cartella relativa al singolo atto di cui aveva bisogno, non tutto il progetto.
Questa fase permette anche di rileggere il documento in modo diverso. Filippo suggerisce, ad esempio, di scrivere con un certo carattere e poi compilare o visualizzare il testo con un font differente, magari monospaziato, per intercettare errori che l’occhio non vede più quando è abituato alla stessa forma grafica. La compilazione diventa quindi anche uno strumento di revisione.
10. Funzioni avanzate, limiti collaborativi e casi d’uso
Filippo chiude la panoramica citando alcune funzioni avanzate. Scrivener ha una modalità senza distrazioni, che isola il testo e permette di concentrarsi su una singola parte del documento. Nel pannello informazioni si trovano sinossi, segnalibri, tag, note, commenti e istantanee. Le istantanee sono particolarmente utili perché fotografano una versione del testo: si può modificare una sezione, confrontarla con una versione precedente e recuperare parti cancellate.
Ci sono poi funzioni pensate per chi scrive molto: traguardi giornalieri di parole, obiettivi di lunghezza del progetto, ingrandimento del testo indipendente dal font finale, autocompletamento di nomi o termini ricorrenti, template per romanzi, sceneggiature, fumetti e altri generi. Filippo segnala che Scrivener ha una comunità ricca, soprattutto in lingua inglese, e molto materiale da esplorare.
Il limite principale riguarda la scrittura collaborativa. Scrivener non è pensato per più persone che modificano insieme lo stesso documento come avviene con strumenti cloud. Si può lavorare fino alla fase di revisione interna, ma quando un editor o un collaboratore interviene su un file Word, le modifiche non rientrano automaticamente in Scrivener. A quel punto, secondo Filippo, conviene usare Scrivener fino alla costruzione e revisione personale del testo, poi esportare il documento finale e gestire le ultime correzioni nello strumento richiesto dal contesto.
Questa sinossi è generata con l’intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione della puntata. ↩︎
Leggi la trascrizione completa
Benvenuti all'episodio 33 di A2, in cui scoprire come ottenere il massimo
della vostra tecnologia Apple.
Io sono sempre il solito Roberto Marin e sono il vostro ospite
assieme all'amico Filippo Strozzi.
Di che parliamo questo giro, Filippo?
In questa puntata, Roberto, parliamo di un'applicazione che ho utilizzato per vari
anni, che credo possa essere di interesse ai nostri ascoltatori che scrivono,
diciamo, in maniera professionale o semiprofessionale.
E in particolare parleremo di scrivener.
Adesso, visto che abbiamo sempre la solita piccola parte introduttiva che ho
semplificato, però perché ormai ho deciso che abbiamo chiesto di fare le
recensioni, se verranno bene, ma se non verranno, amen.
Se volete invece scriveteci, qui Roberto vi dirà dove scrivere perché è
roba di Roberto
, e io poi invece introdurrò come nasce Scrivener, un po' come l'interfaccia
che effettivamente è inusuale rispetto a un programma di videoscrittura normale.
Perché utilizzarlo, cosa costa?
Insomma, faremo un po' il nostro solito approfondimento su questa applicazione che
a molti potrebbe suonare sconosciuta.
Diciamo se non lavorate nell'ambito della scrittura professionale, barra semiprofessionale, ma che
secondo me può diventare un bello strumento di lavoro se scrivete per
lavoro o comunque aspirate a scrivere in maniera professionale.
Sì, diciamo che è un'applicazione molto verticale, indirizzate a delle persone che
possono scrivere libri oppure tesi oppure qualcosa di più corposo che sia
la semplice relazione per intenderci.
Quindi, questa applicazione che io, francamente, non ho mai utilizzato, l'ho sentita
nominare e la nomea è punto quella di essere un'applicazione molto professionale.
Ma bando le ciance, vi ricordo che se volete sapere come fare
una recensione, troverete, come sempre, il link di notte dell'episodio.
Invece, se volete scriverci qualcosa, come ad esempio, se volete fare un
approfondimento su una particolare applicazione,
avete soltanto da scriverci una bella mail a scrivi.
it.
Poi, per quanto riguarda Scrivener, diciamo che questa applicazione è molto corposa,
ci sarà molto da raccontare, ma prima di tutto partiamo dalla storia
di Scrivener.
Come nasce Scrivener?
Allora, l'applicazione, io nel medio sto cercando di aprirla, ma ovviamente mi
è crashata miseramente, mettiamola così.
Oggi Filippo è una giornata che con i computer non va, non
va.
Oggi non va niente e quindi non c'è niente da fare.
Non è colpa di Scrivener, è colpa essenzialmente di Filippo.
Che oggi ha la manina un po' sfortunata per quanto riguarda l'informatica.
Vabbè, capita, capita.
Ho tradito
la mia musa, e si sta e si sta rivoltando contro di
me.
Comunque adesso cercherò nelle pause, mentre parla Roberto, di trovare un modo
per aggiornare Scrivener o vedere cosa è successo, che non va e
perché non vuole fare, non vuole aspetta un attimo.
Che anche qua la mia linea si sta incominciando a ribellare di
fatti, ti sento un po' attratto.
Comunque, scrivener.
Che cos'è Scrivener?
Adesso lo vediamo assieme perché sto cercando appunto qualche informazione direttamente qui
su Wikipedia, vediamo cosa ci dice di questa applicazione.
Allora, sappiamo che perlomeno, è nata nel 2006, con che motivo non
si sa, nel senso che immagino che.
Che te lo posso dire, te lo posso dire.
Ma vado lì avanti, così tu puoi andare avanti col tuo, col
tuo col tuo problema.
Ah, vabbè, ma adesso devo fare una cosa lunga, questa, non ti
preoccupare.
Allora, dicevamo, è un'applicazione che essenzialmente è nata dal suo programmatore, che
signor Kate, che l'ha creato appunto per scrivere il suo romanzo.
Quindi, come tutte le applicazioni che nascono da un programmatore che ha
una precisa esigenza, tendenzialmente, questa applicazione fa solo quello e lo fa
sempre di solito molto molto bene.
Qual era il problema di questo personaggio?
Quello che tutti i programmatori che fanno nuove applicazioni tagliate sulle proprie
misure è perché non trova un software che integrasse la composizione, l'outlining
e le ricerche per un libro.
Quindi, cosa ha fatto?
Ha preso, ha buttato tutte queste cose interessanti di cui uno non
conosco, che è la schematizzazione, ma ovviamente ci sarà il nostro Filippo
che farà un approfondimento, le ha buttate tutte assieme.
L'outlining è programmi come Homi, Outliner o le mappe mentali dove appunto
poi organizzare la struttura di un documento.
Non lo dico non vado in avanti, ma di fatto scrivere tutta
una serie di funzioni abbastanza avanzate dove prima di mettersi a scrivere
il documento vero e proprio, si può proprio creare una scaletta, si
può strutturare un documento in maniera molto organizzata.
Appunto, immaginiamo un romanzo, ovviamente è strutturato in capitoli, è strutturato in
archi narrativi, casomai, che richiedono ovviamente tutta una serie di informazioni prima
di potersi mettere a scrivere il libro vero e proprio.
Esatto, comunque il nostro simpatico Kate non è nato come programmatore, ma
in realtà era un insegnante della scuola primaria.
Nel 2004 è iniziato a studiare programmazione per riuscire a mettere le
mani sul codice e come per magia, due anni dopo nasceva la
prima versione di Scrivener.
Una versione che molto probabilmente era funzionale per i suoi servigi, ovvero
quello che ne aveva bisogno, ma questa applicazione alla fine è indirizzata
agli scrittori di romanzi e novelle, agli sceneggiatori, quindi cinematografici e non
ai poeti, agli studenti, ai giornalisti, gli accademici, gli avvocati e non
agli architetti, pare perché gli architetti pare che sia una classe non
compresa nella scrittura perché noi essenzialmente disegniamo.
Noi disegniamo.
Allora, tu consideri che addirittura c'è gente che lo utilizza per scrivere
il proprio blog, quindi, veramente, la possibilità di scrivere sono le più
varie, mettiamola così, ti dico la verità: credo di averlo mai detto,
ma nella sostanza, io ho comprato scrivere non perché volessi utilizzarlo per
il mio lavoro, ma perché volevo utilizzarlo per scrivere le sceneggiature a
fumetti dei fumetti che non ho mai fatto, ma questo è un
altro discorso.
Diciamo, lo scopo finale di tutta questa vicenda era proprio quello di
della parte, diciamo, creativa, appunto da romanziere, mettiamola così, una versione un
po' più basso livello.
E come l'avevo acquistato?
Credo nel 2012.
Poi per uno o due anni, di fatto, a parte appunto questi
esperimenti molto superficiali, diciamo, quando iniziò il percorso di approfondimento e di
ricerca di nuovi strumenti, diciamo, per lavorare, qual è la filosofia di
questa simpatica applicazione che fa un po' fatica a partire?
Quella di produrre un documento di testo in modo non lineare.
Quindi è una cosa già particolare, perché voi quando aprite un editor
di testo che possiamo identificarlo come Word, come PGS, praticamente voi scrivete,
andate avanti e scrivete in modo lineare, nel senso che continuate a
scrivere questo il documento va avanti in senso verticale e lineare.
Quindi, l'idea non è quella di avere un semplice editor di testo,
ma un unico software per permettere l'ideazione, la strutturazione, la scrittura e
la revisione di un testo molto corposo.
Quindi voi potete immaginare che è qualcosa che si avvicina molto a
Notion, ovvero quello che fa notion con le idee.
Essenzialmente voi avete tutta una serie di idee in testa, con Notion
le buttate dentro questo programma e viene più o meno gestito come
volete.
La stessa cosa vale per questo software, ovvero voi avete un'idea, la
mettete lì dentro, quindi potete metterci insieme l'idea, la strutturazione, cioè come
vanno gestiti i capitoli, la scrittura vera e propria e poi ovviamente
le forme di revisione.
Tutto questo ovviamente escludendo la formatazione, perché la formatazione è un concetto
che viene dopo, a differenza di quello che capita con un normale
editor di testo, che essenzialmente ti propone sì, la scrittura, ma devi
già pensare alla formatazione.
Invece, normalmente quello che consigliamo anche noi, perché noi sia io che
Filippo amiamo il Markdown appunto perché non abbiamo problemi di formattazione perché
bastano dei piccoli segni qua e là prima della parola che vogliamo
magari modificare, e questo diventa come per magia direttamente formattato senza che
noi dobbiamo andare a perdere l'idea che abbiamo in testa e a
cercarci i pulsanti per formattarlo.
Quindi, anche qua è più o meno la stessa cosa.
No, ma adesso riintervengo io, signori e signori, sono riuscito a farlo
partire.
Quindi, ce l'abbiamo fatta, ce l'ho davanti, ce l'ho davanti.
Quindi posso descrivere anche mentre parlo esattamente l'applicazione.
L'applicazione effettivamente visto che poi vedremo i costi, perché anzi, partiamo subito
dai costi e così chiudete subito il programma.
No, non è vero, perché di fatto costa molto meno di Word.
Ah, non è che ci voglia tanto!
Il Office 365
, innanzitutto, se lo volete provare, vi consiglio di provarlo.
Ha una versione gratuita di 30 giorni effettivi, cioè 30 giorni utilizzati
di lavoro esatto, quindi è veramente molto generosa come cosa.
Ma devo dire la verità: fanno bene perché questa applicazione funziona molto
bene, secondo me.
E proprio a parte questo problema
di mia partenza, ma devo dire la verità: a onore del vero
di scrivener, diciamo che probabilmente l'applicazione non l'ho riaperta recentemente perché non
la uso più, e questa è l'avvertenza che vi do, nel senso
che l'ho usata per sbagliare anzi subito la manina, perché bisogna subito
chiederlo, perché l'hai buttata lì.
Stiamo facendo una presentazione di scrivener, però ci stai dicendo che non
la stai usando, cosa usi al posto di scrivenere?
Le mie cose folli, tra virgolette, esatto, che sono che sono Markdown,
la Tech e Pandoc per gestire tutta la parte di creazione, realizzazione
di un documento.
Sì, essenzialmente stai scrivendo, diciamolo, perché magari non tutti conoscono la questione,
essenzialmente tu stai scrivendo come se stessi scrivendo in MS 2?
Non è esattamente così.
Scherzo, sapete che
mi piace prenderlo in giro per questo, ma comunque vai pure avanti.
Quello che sto facendo adesso non l'avrei mai fatto se non avessi
usato per così tanto tempo Scrivener.
Proprio perché Scrivener ti cambia anche la forma mentale con cui lavori
e Scrivener è un software che appunto mi ha dato tutta una
serie di idee di modi di poi lavorare che ho amplificato, chiamiamola
così, utilizzando gli strumenti che vi ho appena detto.
Come ci sono arrivato?
Già iniziavo a scrivere i Markdown per scrivere gli articoli del blog.
Quindi ero già abituato a scrivere Markdown, ho iniziato a cercare se
c'erano delle possibilità per scrivere anche gli atti giudiziari, i contratti e
così via in forma di Markdown.
E oggettivamente il Markdown non ha le funzioni sufficienti necessarie per fare
un atto come l'avrei voluto fare io.
E come meno male, un atto avanzato, chiamiamolo così, impaginato una certa
maniera, con tutta una serie di raffinatezze.
Sì, diciamo che quello che scrivi tu è decisamente molto molto bello,
nel senso che l'ho guardato anch'io e spettacolo.
Appunto, la tech, che è l'altra faccia della medaglia, diciamo, di tutta
la vicenda, è uno strumento per impaginare e tipo comporre, si direbbe
con i termini giusti, un documento a livello di pubblicazione in un
giornale, in una rivista e così via.
Quindi è ovvio che mettendo assieme le due cause, e questo sistema,
diciamo, viene tenuto assieme da questo programma che si chiama Pandoc, che
trasforma sostanzialmente il Markdown in PDF e con l'impaginazione, però a monte
e dietro di la Tech,
e quindi inserendo anche dei
comandi o io lo chiamo dialetto la Tech all'interno del Markdown, riesco
a impaginare in maniera molto avanzata il testo, e tra l'altro senza
far fatica, nel senso che appunto tutta una serie di caratteristiche tipografiche
del testo vengono già automaticamente gestite dalla tech.
Quindi io scrivo in testo semplice, cosa che è possibile fare, peraltro
anche in scrivenere tendo a precisare.
E scrivener si interfaccia con pandoc.
Quindi anche lì se si vuole, tra virgolette, non ne parleremo in
maniera dettagliata.
Ma se volete approfondire, diciamo se non vi piace utilizzare il testo
semplice, diciamo, con i programmi che utilizzo io.
Perché poi ho avuto un'escalation, diciamo, di tecnologismi.
Che poi anche lì sono tutti programmi che hanno 30-40 anni.
Cioè, ho riscoperto il passato, chiamiamolo così.
Però nel caso specifico è grazie a Scrivener che ho fatto questo
ulteriore passaggio.
Sono passato dalla videoscrittura semplice, diciamo, anche comunque PG e LibreOffice utilizzano
l'archetipo di Word, cioè un foglio digitale, diciamo, che viene scritto e
viene impaginato mentre si scrive.
Scrivener scompone queste fasi, quindi già così ve lo inizia a presentare.
In scrivere invece il concetto è totalmente diverso, è l'opposto, cioè noi
generiamo una struttura prima si inizia a generare una struttura del documento
con eventuale sinossi, divisione in punti, paragrafi, capitoli e così via, si
lavora assieme con le ricerche, quindi c'è anche tutta una parte legata
alle ricerche per scrivere un determinato documento, dal punto di vista legale,
per esempio, la giurisprudenza, i documenti che la parte o la controparte
fanno e così via.
Immaginate un romanzero, ovviamente non so, immagini la cosiddetta Bibbia di un
romanzo, cioè tutta la parte che non nasce nel romanzo stesso, che
non viene riprodotta nel vero romanzo, ma che serve per creare l'ambiente
in cui si svolge il romanzo, oppure appunto la caratterizzazione dei personaggi,
dei luoghi e così via.
Insomma, c'è tutto
nasce dalla necessità di scrivere un romanzo, perché scrivere oggettivamente è nato
per quello.
Però appunto proprio perché romanzo è una scrittura complessa, cioè lunga, richiede
comunque una struttura, richiede anche un certo tipo di ricerca.
Scrive ovviamente in ambito accademico o dovunque c'è da gestire vari documenti
sia come fonti sia come appunto prodotto finale diventa ovviamente uno strumento
molto valido perché in un unico programma ci si trova tutto e
adesso lo vedremo.
Utilizzando un archettipo totalmente diverso dalla semplice pagina un foglio di carta,
ma utilizzando la strutturazione del documento del foglio si riesce ovviamente a
gestire in maniera veramente avanzata la scrittura, chiamiamolo così.
Tornando a quello che dicevamo prima, però i prezzi sono i seguenti.
Innanzitutto, la scrivener esiste sia per Windows che per Mac.
Quindi, quindi tra l'altro, c'è l'ulteriore vantaggio
che
adesso non mi ricordo più se le due piattaforme sono perfettamente in
sincrono.
Diciamo Scrivener nasce come applicazione per Mac, passa anche a Windows e
negli anni la versione di Windows era sempre un po' indietro, chiamiamola
così.
Attualmente, da quello che ne so, però non ho approfondito, siamo molto
vicini tra Mac e Windows e addirittura se andate a vedere i
trucchi, i suggerimenti per Scrivener valgono più o meno nella stessa maniera
sia per Windows che per Mac.
Nel tempo, credo nel 2018, giù di lì, è stata sviluppata anche
l'applicazione per iOS, di cui oggi non parleremo più di tanto perché
devo dire la verità: io ho partecipato alla beta, ho partecipato alla
beta della versione 3 che è l'attuale, con anche la traduzione in
italiano.
L'altra cosa è che mentre la versione 2 non era in italiano
ma in inglese, questa versione è totalmente in italiano.
Quindi, anche qui la semplicità diciamo di utilizzare scrivenere
per chi non conosce la lingua inglese aumenta notevolmente, c'è una versione
compagna, chiamiamolo così per iOS.
L'unico difetto grosso di questa versione, dal mio punto di vista, che
è personale, però, è che per sincronizzare i documenti tra Mac e
iOS, il grossa sincronizzazione si fa via Dropbox, che, ovviamente, dal mio
punto di vista non era percorribile, o comunque non era quello che
volevo fare io.
Perché, comunque utilizzata per svariati anni per produrre tutto quello che scrivevo
a livello giuridico e legale, e ovviamente c'erano anche dati sensibili quindi
non potevo
utilizzarli in questa maniera.
Non esisteva un modo semplice, mettiamola così, per una sincronizzazione diversa.
Non ho avuto modo di scaricare recentemente scrivere per iOS, anche perché
l'interfaccia è anche abbastanza diversa dalla versione invece per Mac, e questo
è interessante perché l'approccio che è stato utilizzato per fare la versione
per iOS e iPadOS è quello di avvantaggiarsi dei lati positivi, chiamiamoli
così, di iOS, e di non ricreare la stessa applicazione, diciamo che
c'era sul Mac.
Questo, però, anche lì fa sì che le due applicazioni non siano
esattamente uguali.
Quindi comunque passare dall'uno all'altro può venire un po' scomodo.
Arrivo finalmente con chiuse 18 parentesi diversa, ai prezzi di scrivener che
sono 53 euro.
L'ho appena visto mentre mi chiedeva la licenza per la versione per
Mac, e invece 20 euro di fatto, questo ha fatto i controlli
Roberto.
Quindi è colpa di Roberto se sbaglio, ho in merito di Roberto
se è giusto.
Quindi 20 euro invece per la versione iOS, sono, tra virgolette, applicazioni
costose ma neanche tanto, nel senso che, per esempio, la versione 3,
diciamo su iterazione adesso vado a vedere per sicurezza, siamo alla versione
3.2.3, quindi
è un acquisto che vale per svariati anni sostanzialmente, perché appunto io
l'ho acquistata almeno e di almeno 3-4 anni fa, e ancora appunto,
inserendo la mia licenza, riscaricandola e tutto il resto, ho la possibilità
di utilizzarlo.
Anche lì, una politica comunque di aggiornamento tranquilla, di rifinitura e spesso
e volentieri le nuove versioni.
Anzi, ci sono state tre versioni dal 2006, a dimostrazione di quanto
tempo e quanta cura
venga data allo sviluppo di questa applicazione, che effettivamente è sviluppata dal
suo papà e da pochi altri sviluppatori, perché la Licturan Latte, che
è la casa di prodotti di scrivener, è una piccola software house
con sede in Gran Bretagna.
Aggiungo che la versione, ad esempio, sta guardando appunto gli aggiornamenti, la
versione per iOS è stata aggiornata solo due anni fa.
Infatti, immaginavo la versione per iOS, adesso qui diciamo racconto un po'
di storia vissuta.
Praticamente David Spark ha inviato dall'America allo sviluppatore un iPad
nella speranza che lui sviluppasse l'applicazione per iOS.
Con il primo iPad, quindi parliamo nel 2010, credo, l'applicazione per iOS
ha avuto una serie di vicissitudini notevoli, mettiamola così, per tutta una
serie di motivi particolari, tra cui l'aveva di fatto esternalizzata.
Perché, come vi diceva Roberto all'inizio, Kitz non nasce come programmatore, ma
nasce come insegnante e ha imparato a programmare per scrivere questa applicazione.
Quindi, comunque non ha una base, diciamo, da programmatore vero e proprio.
Morale della favola: l'applicazione subito viene esternalizzata, ma il risultato non è
quello che insomma sperava il papà di scrivener.
Poi alla fine decide di svilupparla lui riprende in mano tutto il
progetto, e ovviamente da qui a là, secondo me, appunto è uscita
o nel 2017 o nel 2018 la versione per io.
E ovviamente comunque tenere per una piccola casa di produzione, tenere gestito
tutto questo non è così semplice.
Per cui, ovviamente, l'applicazione comunque è relativamente di nicchia, anche se devo
dire la verità, io l'ho proposta a vari colleghi, molti l'hanno utilizzata
e mi hanno ringraziato, nel senso che effettivamente, una volta che si
impara l'utilizzo e alcune particolarità, diciamo, e apro qui una parentesi.
Comunque trovate tanti articoli ho scritto veramente tanti articoli in italiano.
Su scrivere non è tutto lo scibile, diciamo, ma vi posso dire
che comunque ci sono abbastanza articoli scritti da me e credo da
sempre vado a memoria, ma c'è anche qualcosa di italiano, non di
mio.
Diciamo, con un'introduzione a scrivere proprio per dare una prima infarinata, ovviamente
dal punto di vista dello scrittore vero e proprio, mentre il mio,
ovviamente, è un punto di vista più da avvocato, ovviamente che lo
utilizza per le sue cose, mettiamola così.
Stavo guardando l'interfaccia su iOS, è comunque molto interessante appunto, perché poi
vedremo un po' più avanti come si configura, ma considerate che in
effetti è l'idea è davvero molto interessante, comunque merita la prova almeno
di 30 giorni, come diceva il buon Filippo.
Sì, sì, è proprio perché è un'applicazione scritta per scrittori da un
aspirante scrittore, poi la nota a margine di tutto questo, Kizio.
Non ha mai scritto il suo libro
è diventato un programmatore,
è diventato un programmatore, ha scritto un programma per scrivere i libri,
ma lui da quello che ne so io, almeno, il libro non
l'ha mai scritto.
Alla fine, che dire, continua a ripetere, però, è diventato programmatore esatto,
appunto, alla fine, poi, anche qui è tutto nato, con un hobby
che è diventato poi il suo mestiere e la sua realtà.
Quindi, da un certo punto di vista, la sua strada, l'ha portato
a fare altro, però credo con soddisfazione.
Ho anche ascoltato
alcune sue interviste, mi sembrava soddisfatto di quello che ha fatto.
Effettivamente, comunque, seppur di nicchia, seppur poco conosciuta, spero che in questa
maniera diciamo di farvela un po' conoscere, sicuramente scrivere è uno strumento
innovativo, soprattutto rispetto al panorama della scrittura, diciamo, normale della videoscrittura in
particolare, dove appunto
ne abbiamo già parlato poi nelle puntate scorse, quando abbiamo parlato di
videoscrittura, di scrittura Markdown e così via, dove alla fine per 30-40
anni invece c'è stato solo un modo e spesso e volentieri, lo
dico sempre, la scrittura è diventata datilografia, cioè tutti i programmi di
videoscrittura nascono, diciamo, per sostituire la macchina da scrivere con i suoi
limiti tipici e quell'approccio di riscrittura, non di scrittura creare nuovi contenuti
o creare un pensiero nuovo o un qualcosa appunto di inventato o
di inusuale.
Effettivamente l'approccio per ottenere qualcosa di nuovo è ben diverso da quello,
chiamiamolo così, di imbrattare velocemente un foglio di carta.
Scrivere in qualunque forma richiede comunque un pensiero a monte, richiede appunto
degli appunti, richiede una strutturazione per poi arrivare allo scrivere le parole,
che però sono l'ultimo pezzo della parte di scrittura, diciamo, non la
parte iniziale.
Scrivere di fatto vi permette di mettere insieme tutte queste fasi e
quindi anche creare un flusso di lavoro più elaborato, più fine.
Dal mio punto di vista, scrivere personalmente mi ha aiutato a scrivere
meglio, nel senso che approcciando la scrittura in maniera atomistica, chiamiamola così,
cioè potendo scrivere anche la parte finale per poi mettermi a scrivere
la parte iniziale, proprio perché io la struttura l'avevo già fatta e
quindi già avevo anche un filologico da seguire.
Io ho sempre trovato questo approccio, l'approccio migliore, anche più chiaro per
il lettore, perché, ovviamente, se io so che in quel punto devo
parlare di A, B e C, non lo vado a inserire nel
punto successivo o in dieci punti dopo.
Quindi anche le ripetizioni, per esempio, si evitano.
Come abbiamo già parlato del concetto, diciamo di cucinare le
idee, non mi ci soffermo.
Casomai, Roberto va a vedere esattamente qual è la puntata di cucinare
le idee che abbiamo fatto del podcast, qui vi lascio solo alcuni
spunti, secondo me, interessanti.
Scrivener, tra le varie cose, ha la possibilità di importare i dati
nel formato OPML di cui abbiamo parlato anche lì in questa puntata,
che è un formato interoperativo, diciamo, che vi permette di estrapolare sostanzialmente,
per esempio, o le mappe mentali o un'outline tipo omni outline e
caricarlo direttamente all'interno di Scrivener.
E quindi, diciamo, avere la vostra scaletta, mettiamola così, generata altrove dentro
Scrivener, e quindi da lì poi iniziare la fase, diciamo, di raffinamento
e di strutturazione più approfondita dei contenuti, cosa che si può fare
seguendo l'episodio 20 di A2 Podcast, appunto cucinare le idee.
Abbiamo approfondito questa questione di cucinare le idee.
L'idea è molto interessante perché continua a dire cucinare proprio la forma
ideale per dire che bisogna prendere tanti ingredienti, saperli amalgamare, dare anche
il tempo a quello che si è cucinato perché abbia la sua
forma da proporre a chi ci sta leggendo, oppure a chi dobbiamo
dare le nostre idee.
Quindi è molto interessante cucinare, penso che sia proprio il verbo adatto
a questo tipo di cose, come possono essere appunto la scrittura con
Scrivener che permette appunto questa tipologia di azione.
Altra cosa che aggiungo, stavo guardando appunto sul sito web di Scrivener,
che anche sotto questo punto di vista è interessante, nel senso che
l'interfaccia grafica ricorda molto quella di iOS che ho guardato un attimo
fa, e continuo a dire che è un concetto che secondo me
vale la pena affrontare, perché è molto probabile che possa darvi lo
spunto per come affrontare un qualsiasi tipo di relazione di scrittura o
di qualsiasi altro tipo di idea perché dà proprio una struttura.
È una struttura che probabilmente all'inizio, quando iniziate a pensare a qualcosa
da fare, non avete e invece scrivener vi accompagna in questo sviluppo
dell'idea perché vi dà degli strumenti che vi mettono di fronte alla
questione che ci vogliono certe cose per arrivare alla fine del vostro
obiettivo, essenzialmente.
Io direi che a questo punto, però, potremmo passare anche a parlare
dell'interfaccia grafica o se voleva approfondire.
Esatto, esatto, sì.
No, no, no, direi che abbiamo tergiversato come il nostro solito abbastanza.
Per cui adesso vediamo un po' nel dettaglio come funziona a scrivere
nella sua complessità, anche da un certo punto di vista, ma non
così grossa, come lo ripeto sempre.
Una volta allora, la prima cosa che succede quando aprite a scrivenere,
sono due, la primissima volta vi chiede dove fare il backup dei
vostri documenti.
E già, questa è l'ottica di ragionamento di scrivener.
Cioè la prima cosa che voglio fare è che siccome la scrittura
richiede tempo, richiede energie, richiede fatica, non voglio perdere il lavoro fatto.
Quindi scrivere la prima cosa che vi fa e vi fa decidere
dove avere una copia di backup di tutto quello che fate, e
quindi anche lì il ragionamento di fondo è appunto professionale da un
certo punto di vista e comunque mirato per ottenere il risultato finale.
La seconda cosa che vi permette di fare, ovviamente, è o aprire
un progetto che abbiamo già, ma nel caso non abbiamo sia il
nostro primo progetto, vi chiede il nome del progetto e vi chiede
di salvarlo.
Anche qui il discorso è immaginate World.
World ha aprito un foglio bianco e non ve lo fa salvare
inizialmente, non vi chiede neanche il nome.
Che è una follia da un certo punto di vista: sì, è
un po' strano.
Invece, qui la prima cosa che fate è quella dare un nome
al vostro progetto e salvarlo.
A quel punto lì, comunque, la base c'è e non ci saranno
problemi.
Ovviamente utilizzando le funzioni base di macOS, il salvataggio è automatico, quindi
non vi dovete neanche più preoccupare di salvare, ma
credo che ogni dopo tre secondi di inattività lui salva per sicurezza
tutto.
L'altra cosa interessante di scrivere, e qua faccio la mia solita digressione,
ma ne stiamo parlando quindi ha senso farla: è che il file.
scrive, tra virgolette, che è il file, diciamo, proprietario di scrivere, non
è veramente un file, cioè non è veramente un file, ma è
come
buona parte dei programmi per macOS è un contenitore all'interno del quale
ci sono tutta una serie di informazioni.
Tra cui la cosa più interessante è che quando iniziate a scrivere,
adesso vedremo come si fa, tra virgolette,
le singole parti del vostro documento sono salvate come singole parti in
formato RTF.
Quindi, tra l'altro, il testo, anche se non l'avete più scrivere, anche
se ce l'avete ancora, ed è facilmente si può accedervi in maniera
molto facile e molto semplice.
E quindi anche qui il vantaggio grosso di tutta questa vicenda è
proprio che tutto quello che fate c'è è recuperabile.
Non vi serve neanche il programma in senso tecnico.
E anche se per caso aveste un file corrotto di scrivere, chiamiamolo
così, ovviamente tranne probabilmente quello che ha dato origine al problema, ma
tutto quello che circonda il vostro documento, cioè tutte le parti che
compongono il vostro documento, le riuscite nella peggiore delle ipotesi a recuperare.
Quindi, anche qui, l'idea è: il testo ha una sua importanza, diciamo,
e bisogna conservarla in tutte le maniere.
Quindi, anche qui è molto interessante come approccio rispetto a un file
di Word, dove se il file di Word è corrotto, probabilmente all'80%
voi non riuscite a strappolare niente.
Su Macat c'è time machine, ci sono tutta una serie di sistemi
che vi potrebbero permettere di recuperare qualcosa, ma anche lì già solo
il fatto che, per esempio, un Word, il salvataggio automatico se configurato,
ogni 15 minuti direi che è la dimostrazione di uno pressappochismo generale.
Se invece volete evitare di fare il pressappochisti, andate a sentirvi l'epis
odio 8 dove abbiamo parlato di backup a bendella, decisamente con varie tecniche
e strategie.
Quindi l'applicazione si apre e cosa trovate?
Sostanzialmente nella colonna di sinistra c'è quello che è il adesso.
Come al solito, io ho le versioni in inglese.
Diciamo, io ormai parlo in inglese esatto, che sarebbe il binder, cioè
il raccoglitore, perché anche qui l'approccio è quello tipico dello scrittore, cioè
ha un faldone, chiamiamolo così, il raccoglitore, appunto, dove ci sono tutte
le varie parti del romanzo, le varie parti scritte del manoscritto, appunto,
e sotto il raccoglitore, appunto, dove nelle bozze sostanzialmente credo che sia
stato tradotto come bozze Binder alla fine in italiano.
Nelle bozze si struttura il nostro documento, il nostro documento, che non
è un documento unico, e anche qui è proprio il passaggio di
punto di vista, ma è una parte del documento sostanzialmente, anche se
devo dire la verità, come è un testo, noi possiamo aggiungere un
nuovo testo, una nuova cartella che di fatto diventa un raccoglitore, non
so, per esempio, un capitolo, un punto e così via.
Addirittura, io, dal mio punto di vista, cosa facevo per la mia
attività professionale, ma giusto per darvi degli spunti, diciamo, per utilizzare anche
in maniera non da scrittori, diciamo, scrivener.
Io cosa facevo?
Siccome abitualmente non so, nel giudiziale tu hai tutta una serie di
fasi, quindi hai un primo atto che è l'atto introduttivo, chiamiamolo così,
e poi una serie di memorie, infine hai una parte conclusiva dove
trai le conclusioni a fronte di tutto quello che c'è stato nel
giudizio e chiudi, chiamiamolo così il giudizio.
È ovvio che, essendo la stessa posizione, parlando si sempre diciamo della
stessa cosa, io non utilizzavo, non creavo un atto, un progetto come
un atto, ma il progetto era la singola pratica, la singola posizione
giudiziale, dove a mia volta, dentro le singole cartelle, invece, avevo tutti
i singoli atti, creavo pian pianino e da dove ovviamente potevo anche
alla bisogna diciamo pescare dai precedenti atti, copiare alcune parti perché, per
esempio, da noi l'intestazione è sempre la medesima, e quindi, alla fine
perché doverla riscrivere tutte le volte, ma bastava duplicare l'intestazione del precedente
atto e inserirla come intestazione nel secondo, e così via.
Quindi ci sono tutta una serie di modalità diciamo di utilizzo di
scrivener che con un po' di fantasia e ragionando su cosa vi
serve e come poterlo utilizzare, ovviamente, scrivere vi dà queste possibilità.
Proprio perché appunto anche qui i singoli nuovi testi possono essere postati
e quindi una parte che avete scritto la potete spostare, per esempio,
dalla fine all'inizio e viceversa.
Ed è proprio il bello di scrivenere è proprio questo: cioè che
ogni parte ha una vita autonoma, io la chiamo appunto è atomica,
nel senso che è un punto specifico e quindi anche la scaletta
l'avete iniziata a fare in una certa maniera.
Ma poi mentre scrivete vi rendete conto che il punto 2 sarebbe
meglio dopo il punto 4 e non doveva essere, potete tranquillamente spostarlo
e avendo utilizzato questo approccio atomico alla scrittura, ovviamente non dovete fare
altre correzioni.
O comunque dovete fare solo delle correzioni di piccolo respiro.
Sotto il binder c'è la ricerca, che è appunto un concetto anche
abbastanza inusuale, tra virgolette, per chi lavora con Word o comunque con
un world processor, che è quello di avere assieme a quello che
stiamo scrivendo tutto il materiale di riferimento del nostro scritto, chiamiamolo così,
anche qui dal mio punto di vista, per esempio, io l'utilizzavo con
tutti, non so, la giurisprudenza relativa al caso piuttosto che gli atti
di controparte o i documenti di controparte o i documenti del mio
cliente.
Ovviamente vi ho già fatto l'esempio del romanzo, ma ci possono essere
tantissimi esempi adesso per cercare di convincere Roberto che non ne ha
bisogno nel senso che non fa perizia e così via.
Però anche lì per esempio, tutta la documentazione su un immobile se
si dovesse fare una stima, per esempio, del valore di un immobile
o delle caratteristiche o delle problematiche che può avere, nella fase di
ricerca, ovviamente cosa fa un architetto o un geometra e così via.
Va a fare uno storico di quell'immobile, i permessi a costruire, i
progetti e così via.
Quindi vedete come adesso, giusto per fare proprio due esempi, avere le
ricerche nello stesso posto in cui si iscrive, ovviamente è comodissimo.
Ma non finisce qui perché anche
se avessimo solo chiamiamola così una finestra, cioè appunto a parte la
colonna di sinistra c'è una colonna, chiamiamola così di destra, che è
una finestra dove effettivamente se
non siete abituati, diciamo, scrivere, vi presenta così una sorta di foglio
bianco, anche se ha delle caratteristiche particolari, perché appunto non è un
foglio in senso tecnico, non è impaginato.
E l'impaginazione che trovate mentre scrivete, la potete, diciamo, sovraimpaginare, mettiamola così,
perché c'è una successiva fase, una volta finita la scrittura, di cosiddetta
compilazione, cioè di creazione di un documento finalizzato, chiamiamolo così.
Ma la cosa interessante, che io suggerisco sempre di applicare, è quella
di modificare il layout di questa pagina, che è la potenza di
scrivener.
E la modifica che vi consiglio di fare è di dividere in
maniera orizzontale o verticale il layout.
Una volta che avete fatto la modifica orizzontale o verticale, scoprirete che
non avete solo un foglio, ma ne avete due.
La comodità grossissima di Scrivener in questo caso qual è?
È quella che io ho sempre utilizzato, e anche qui è una
di quelle cose che io trovo vantaggiosissima.
È che se, per esempio, io faccio la divisione in maniera verticale,
io posso avere un documento, diciamo, sulla sinistra e un altro documento
sulla destra.
Addirittura lo stesso documento è posso averceli in due momenti differenti.
Il vantaggio qual è?
Il vantaggio è che, per esempio, sto ragionando su un punto e
devo avere, non so, del materiale di riferimento, devo vedere un'immagine, devo
vedere dei documenti.
Io cosa faccio?
Abitualmente sulla diciamo binder a sinistra al centro diciamo la finestra dove
il testo che sto scrivendo, ok.
E a destra ho invece il documento che sto esaminando che mi
serve per scrivere.
Alternativamente, e anche qui appunto, si vede come si discosta il sistema,
a parte l'anteprima di un altro documento.
L'altro vantaggio di questa vicenda è che si può anche generare una
lavagna, tra virgolette, dove impostare tutte le parti del documento come cartelline
sostanzialmente, come lo scrittore.
Se avete un'idea di come lavorano in alcuni casi gli scrittori hanno
chiamamoli dei post-it piuttosto che delle piccole cartelline dove scrivono su ogni
punto della trama, e vedendo, cioè potendole proprio lavorare fisicamente, si possono
spostare accadimenti da un punto all'altro della storia narrativa.
Questo discorso che voi mi direte, vabbè, io non faccio lo scrittore
quindi a me cosa può interessare.
Stesso discorso vale, io lo utilizzavo ma non per scrivere un romanzo,
ma per scrivere gli atti giuridici.
Perché appunto atomizzando le singole parti di un vostro documento non solo
generate la scaletta, ma potete modificare la scaletta mentre la state elaborando
sostanzialmente.
Quindi appunto potete cucinare le famose idee, potete definire perché
queste carte
, queste cartelle.
Sostanzialmente potete scrivere una piccola sinossi.
Quindi qual è il contenuto del futuro documento, del futuro pezzo testo
atomico che andrete a scrivere.
Io Spesso e Volentieri cosa facevo?
Iniziavo a strutturare l'atto, iniziavo a popolarlo con le varie sinossi, dando
un nome dando un titolo, diciamo, alla singola parte di quel documento,
vedendo qual era la sinossi, a fronte della sinossi, a fronte del
titolo, io rapidamente dovevo solo mettere, diciamo, in bella copia o comunque
con le parole giuste quel
determinata parte atomica del mio documento.
In questa maniera, tra l'altro, se mi mancava qualche pezzo, perché, non
so, mi mancava quel documento, dovevo fare quell'approfondimento del punto 1, potevo
andare direttamente al punto 2, che casomai, di fatto, dovevo solo
, buttare giù bene.
E questo, ovviamente, diventa un modo di strutturare appunto le idee molto
avanzato.
La cosa ancora più carina è che poi, sempre in questa modalità,
diciamo, esiste un'ulteriore modalità che si chiama cosiddetta outline.
Adesso aspetta, che provo a vedere se riesco a vederlo, come mi
dà la si, outline lo chiamano, quindi hanno tradotto, non hanno tradotto,
mettiamola così: esatto, in questa modalità è simile e gerarchica invece che
con le cartelle che si possono muovere, diciamo, con le schede, ecco
scheda, è il termine corretto che ho sempre sbagliato: è scheda, potete
spostare queste schede avanti e indietro o anche in maniera non lineare,
perché proprio è come una originariamente poi adesso hanno tolto questa versione,
ma l'idea della lavagna era proprio la lavagna di sughero a cui
con le puntine tu attaccavi queste schede e potevi muovere le schede.
Adesso la versione 2 era così, questa versione invece è un po'
più avanzata, cioè in stile poi recente MAC, diciamo, meno scemorfismo, diciamo.
E quindi è una versione chiamiamola così virtualizzata, però i concetti sono
i medesimi.
L'altra cosa interessante oltre ad avere la possibilità di appunto avere la
struttura, diciamo, ad outliner, quindi titoli, sottotitoli, sottoparagrafi e così via e
quindi che si possono anche comprimere.
Quindi, appunto, stai lavorando in un determinato pezzo, tieni aperto tutta la
parte che stai lavorando, stai lavorando da un'altra parte, hai la possibilità,
ci sono tutta una serie di funzioni che ti permettono, per esempio,
di etichettare una parte, di indicare lo stato, cioè, per esempio, lavorata,
bozza da fare, da ultimare, da revisionare.
Quindi, qui la cosa interessante è che
la scrittura diventa un qualcosa di più corposo, di più organico e
ti permette anche, soprattutto se hai ovviamente dei testi complessi, di organizzarti
in maniera visuale anche su come strutturare, diciamo, tutti i propri contenuti
e tutte le varie parti.
Hai domande richieste in questa parte?
No, no, perché è stato molto chiaro.
Mi interessa questo nuovo tipo per me di gestione di un documento
scritto.
È interessante che più o meno ho trovato la stessa cosa in
notion per varie cose, perché ovviamente notion sotto questo punto di vista,
è più indirizzato a cose generaliste che possono anche essere, ad esempio,
una piccola relazione.
Ad esempio, potrebbe andare tranquillamente bene.
Quindi voi avete la possibilità di suddividere appunto e dare una struttura
che comunque è interessante questo approccio, perché è una struttura che ti
viene richiesta e ti dà obiettivamente da pensare.
È un po' come quello che si può dire il passaggio che
bianominale affrontano i progettisti quando passano dal CAD al BIM, nel senso
che col CAD lavori in bidimensioni e devi disegnare un muro e
dire che questo qui è l'ingombro del muro.
Invece, col beam devi già pensare a che tipo di muro è,
cosa c'è al suo interno, e quindi dal punto di vista mentale
è un altro step in avanti che permette appunto di migliorare l'azione
effettuata.
Infatti, io continuo a ripetere, dal mio punto di vista è proprio
stata questa forma mentale, cioè che a un certo punto, quando inizi
a lavorarci molto è normale, cioè diventa il tuo flusso di lavoro
costante, che poi mi ha permesso, diciamo, di fare un passo differente,
diciamo, ma comunque utilizzando strumenti in maniera simile.
Non voglio andare troppo per la tangente perché le abbiamo già prese
varie.
Tuttavia, attualmente io cosa faccio?
Di fatto tutti i documenti per un determinato atto stanno in una
determinata cartella dove sto scrivendo quell'atto, quindi io, di fatto,
ho ricreato alcune funzioni di scrivener direttamente, diciamo senza utilizzare scrivener.
Anche l'atto che scrivo, ovviamente sta lì dentro.
Quindi in una cartella ho tutto, e per esempio, alcune funzioni che
ho inserito in Vim per poter lavorare in maniera mi permette per
esempio di chiudere appunto come in un outline le varie parti del
documento, e quindi ho la possibilità di lavorare solo su un punto
e vedo solo quel punto lì.
Addiritto, anche qui Vim ha la possibilità di mettere a fianco documenti,
quindi riesco in varie maniere a fare esattamente le stesse cose che
fa scrivere.
Perché io sono abituato a lavorare come scrivere.
Non so se mi spiego, è quella la forma mentale che mi
ha dato, ed è quello il di più, diciamo, di questo programma.
Che ovviamente è molto più user-friendly, diciamo, di quello che faccio io
adesso, ma che dal mio punto di vista, ovviamente, ho trovato la
quadra di tutto quello che faccio, perché sia la parte, diciamo, dei
progetti collaterali, che la parte invece del lavoro quotidiano è gestita in
maniera uniforme dal mio punto di vista.
A un certo punto ho anche provato a scrivere il blog in
scrivere, però devo dire la verità, non mi ci sono trovato abbastanza
proprio perché c'era tutto il discorso di scrivere in Markdown, però poi
non ha la formattazione in Markdown in automatico.
Insomma, è ovvio che scrivere non nasce per quello, e a volte
voleva far fare una cosa, quello che non è nata per fare,
è un po' una forzatura esatto.
Direi di andare verso la fine, perché comunque, ovviamente, Scrivener ha veramente
tantissime funzioni.
Adesso, casomai a chiusura, butto lì alcune funzioni che, secondo me, sono
interessanti, possono essere interessanti, che potrete approfondire, perché ovviamente non possiamo andare
a vedere tutto.
La cosa interessante, però, su cui voglio puntare molto adesso, prima di
chiudere, è quella di come si compila un progetto: cioè una volta
che abbiamo fatto tutta l'attività, diciamo, di scrittura, siamo arrivati a un
certo punto.
Ovviamente dobbiamo far uscire da scrivere questo documento, perché scrivere di fatto
non è lo standard per la pubblicazione dei libri, non è lo
standard per la pubblicazione degli articoli, non è lo standard per scrivere
memorie per avvocati e così via.
Quindi l'unico modo, diciamo, per poter esportare il nostro documento appena scritto
è appunto quello di compilarlo.
La compilazione in scrivena non è una semplice chiamiamo così stampa, ma
è un ulteriore step potenzialmente diventa solo una stampa.
Cioè, se non abbiamo cose particolari, se non vogliamo, non abbiamo richieste
particolari, noi possiamo semplicemente generare un PDF, un file doc, addirittura genera
ODT, RTF, anche markdown volendo, e in questo caso credo che faccia
un minimo di sostituzione tra la formattazione RTF.
La formattazione che c'è all'interno di Scrivener comunque è RTF, cioè testo
ricco.
Quindi abbiamo i link, il grassetto, il sottolineato, il corsivo e così
via.
Le note a piedi pagina e quant'altro, ok?
Quindi tutta questa cosa qua ce l'abbiamo e di fatto funziona in
maniera molto simile a un Word o un programma di videoscrittura.
Il vantaggio, però, qual è?
È che io posso.
Quando estrapolo questi dati, quando compilo questi dati posso lavorare ulteriormente.
Per esempio, posso dire questo paragrafo qua non lo voglio e quindi
non lo stampo, chiamiamolo così.
Il concetto di stampa poi è di compilazione, non lo faccio finire
nel documento finale.
Posso riformattare tutto quello che ho scritto con un font diverso, con
un formato diverso, uno spazzatura diversa e così via.
Ovviamente va tutto spiegato al programma.
Quindi dovrò dire: fonte deve utilizzare questo per questa cosa qua e
per questa cosa qua.
Il vantaggio di questo, per esempio, è poter vedere il nostro documento
in formato diverso, che è molto interessante perché ovviamente l'occhio si abitua,
per esempio, a quello che abbiamo scritto.
Quindi alcuni errori non li riconosciamo proprio perché abbiamo già letto, visto
e così via.
Invece, scrivere fa proprio un passaggio epocale.
Quindi potreste scrivere, per esempio, in formato avanzato con il Garamond o
un altro font, ma poi utilizzare un monospace per la revisione del
documento, di modo che quello che le andate a leggere non è
esattamente uguale a quello che avete scritto.
Non so se mi spiego.
Sì, certo.
E ovviamente diventa molto utile se, per esempio, voi dovete lavorare contro
terzi, cioè se dovete pubblicare un libro, se dovete scrivere un articolo,
abitualmente il formato diciamo che vi chiedono è un file DOC o
un DOCX.
E ovviamente, casomai, a voi piace usare questo tipo di font, questo
tipo di carattere, ma invece nel vostro publisher, chiamiamolo così, richiede una
formatazione totalmente diversa.
Ovvio che in questo caso anche qui compilando come preferite, cioè potendo
andare a fare tutta una serie di operazioni, io ne accenno e
basta.
Veramente la compilazione è un'arte, tra virgolette, di scrivere, nel senso che
comunque ci sono veramente un sacco di parametri, la possibilità di fare
veramente tante cose.
Io, per esempio, appunto, siccome generavo un unico documento per tutta la
pratica, chiamiamolo così, la compilazione la dovevo fare in una maniera un
po' particolare perché ovviamente andavo a stampare, a compilare solo una singola
cartella, cioè solo un singolo atto specifico e non l'intero complessivo.
Però anche qui, avendo questa esigenza,
la funzione di compilazione di scrivere mi ha permesso di fare
tutti questi passaggi senza troppi problemi.
Ovviamente scrivere non ha solo quazioni, ne ha veramente tante, tante altre.
Alcune cose che vi segnalo perché secondo me sono molto interessanti, se
andate in alto a destra, troverete, ovviamente ecco, quello non l'ho detto,
ma è una funzione che tra i primi ha avuto scrivere ormai
un po' dovunque.
C'è la possibilità, diciamo, di creare una modalità senza distrazioni, dove in
estrema non è neanche un full screen in scrivener, ma è proprio
cambia totalmente la gestione del sistema e voi vi trovate con lo
schermo, diciamo, e solo il vostro testo e vi mettete a scrivere
basta.
Quindi esiste proprio una funzione, e addirittura, se appunto come vi suggerisco,
lavorate in maniera atomica, avrete solo quel punto di quel documento, non
avrete nulla di più.
Sempre in alto a destra invece trovate il pulsante delle cosiddette informazioni.
Anche qui è una cosa fondamentale di scriverla, soprattutto perché è pensata
per progetti di grosso calibro, c'è la possibilità di fare svariate cose.
Trovate la sinossi, trovate i segnalibri che vi permettono di fare
dei segnapos, diciamo, nelle varie parti del vostro documento.
I tag che abitualmente non servono molto, ma per esempio, se dovete
scrivere un romanzo, potete inserire il tag dove ogni singolo personaggio compare
in un determinato parte del libro.
Che sembra una banalità, ma ovviamente se avete più personaggi protagonisti o
comunque varie figure.
Ovviamente potete rapidamente cercare all'interno del vostro documento quando è comparso tizio,
quando è comparso Caio e così via.
E anche qui, tra virgolette, questa funzione la potete utilizzare per mille
necessità.
Non so se vi spiego.
In questa parte del libro parlo
di questa voce, di questa cosa che si ripete casomai dopo mille
pagine, ok.
Infine abbiamo un'altra funzione interessantissima di scrivere: sono le istantanee.
Gli istantanee, anche qui fanno una fotografia sostanzialmente di quello che avete
scritto fino a quel momento, potete a questo punto andare a modificare
quello che avete scritto e vedere in un secondo momento le differenze
tra una prima e la seconda versione.
O addirittura se c'è una ulteriore revisione tra la prima, seconda e
terza versione e recuperare le parti, non so, cancellate, posso reinserirlo e
posso recuperarlo e posso anche fare un raffronto uno con l'altro quindi
molto interessante come funziona.
Poi vabbè, abbiamo le note e i commenti a piedi pagina, che
nel caso specifico spesso e volentieri proprio perché scrivere comunque non è
il risultato finale, non so come spiegarlo, vengono inseriti direttamente in una
sezione a parte, anche perché in questa maniera potete poi gestirli come
volete.
Cioè, per esempio, le note a piedi pagina le potete fare a
piedi pagina dove c'è la nota specifica o a fondo diciamo capitolo,
in base appunto a tutta una serie di vostre necessità e compilazione.
Potete lasciare dei vostri commenti e i commenti ovviamente non si vedono
nel risultato finale.
Insomma, ci sono tutta una serie di funzioni molto avanzate.
Unica cosa che vi segnalo è che è da tenere presente: scrivere
non è un software di scrittura collaborativa o comunque diventa molto complicato
da utilizzare in questa maniera.
Perché ovviamente sono più
perché sono più documenti diciamo quindi, ovviamente, se io mi mettes a
scrivere la parte iniziale del documento e Roberto nella parte finale, anche
ce la potremmo fare perché andremo a modificare dei file diversi.
Tuttavia, però la sincronizzazione e tutto il resto è una cosa complicata
proprio perché è una struttura, una struttura gerarchica di file non indifferente.
E non funziona così.
Tendenzialmente, cosa succede?
Una volta diciamo che avete fatto tutte le vostre modifiche, avete ottenuto
il risultato finale, l'idea è quella di esportare il vostro documento nel
formato finale, chiamiamolo così, e da lì le revisioni eventualmente avverranno i
Word o nel programma a vostro piacimento, anche perché il problema qual
è
se il vostro editor, per esempio, vi fa le modifiche sul file
di Word, non c'è modo, tra virgolette, di importarlo dentro scrivener.
Dovreste farlo manualmente a quel punto lì.
Dipende molto da.
Io abitualmente consiglio di utilizzatelo fino alla fase di revisione, diciamo, di
pubblicazione, nel senso proprio di commerciale, mettiamola così, ma quando siete in
quella fase lì, Scrivener va accantonato, anche perché poi il grosso del
lavoro l'avete già fatto in estrema sintesi, dopo una revisione di tipo
diverso, chiamiamola in questi termini.
Altre cose che vi segnalo se possono essere interessanti, ci sono ovviamente
tutta una serie di funzioni avanzate pensate per la scrittura, quindi scrivere
tot avere i traguardi sostanzialmente.
Quindi ogni giorno devo scrivere mille parole o 500 parole al giorno,
posso impostare questi traguardi, posso anche impostare una lunghezza più o meno
desiderata del documento.
Pensate per un romanzo, abitualmente i romanzi hanno dei tagli specifici, mettiamola
così, cioè
determinate tipologie, soprattutto per la vendita diciamo dei romanzi, non possono essere
inferiori a tot parole e superiori a tot parole, perché ovviamente cambierebbe
anche il formato del libro, o appunto per una rivista avete un
determinato livello lunghezza dell'articolo e così via.
Ci sono tutta questa serie di funzioni che sono molto molto comode.
L'altra cosa che vi segnalo che io utilizzo tantissimo, che utilizzavo tantissimo
nel scrivenere è la funzione di ingrandimento che è svincolata dai font
sostanzialmente, cioè io posso decidere di visualizzare il testo a una determinata
dimensione, chiamiamola così, ma il font vero, casomai un font 11 che
è relativamente piccolo, ma posso utilizzare la visualizzazione a 125 o a
130 per centi e siccome non c'è tutto il discorso del foglio,
il testo fluisce in maniera autonoma e quindi anche qui non c'è
la necessità di avere la scatola del testo, diciamo che vi blocca.
Questo è anche molto comodo.
Proprio perché vi permette.
E anche qui, per esempio, l'ho ritrovata nei file di testo, nudi
e crudi in Vim.
Proprio perché, in base alle mie necessità, posso aumentare la dimensione del
carattere senza però variare il risultato finale del mio prodotto tipo composto.
Probabilmente ci sono altre mille funzioni che potrei raccontarvi, o che in
alcuni casi il mio consiglio è spulciare scrivere all'inizio, per esempio, c'è
tutta una serie di funzioni di autocompletamento.
Quindi, se avete, non so, questo è tipico dei libri.
però, se avete i vari protagonisti o i vari nomi, anche abbastanza
se sono di fantasia, abbastanza complicati da scrivere, scrivere la possibilità di
auto autocompletare questi nomi o anche di autoformatare
determinate parti di paragrafi.
Una cosa che per esempio ho utilizzato e che utilizzano molto gli
sceneggiatori, per le sceneggiature c'è un modo particolare di gestire le sceneggiature,
c'è la parte dialogata, c'è la parte di descrizione della singola scena,
e questa si può tutta automatizzare e velocizzare.
Quindi ci sono anche, se andate a vedere, una serie di template
per appunto scrivere romanzi, scrivere scenografie, sceneggiature, anche fumetti e così via.
Quindi anche qui non so, per la poesia, cioè effettivamente scrivere a
una comunità florida, se anche qui in lingua anglofona, tendenzialmente purtroppo per
la maggior parte, però c'è veramente un sacco di materiale e si
possono fare veramente tante tante cose con questo programma che appunto pur
non utilizzando più, spesso e volentieri consiglio a chi non si voglia
imbarbescare nelle mie modalità folli di scrittura, che, però, secondo me dà
una marcia in più proprio a livello di organizzazione, di gestione di
documenti complessi, chiamiamoli così.
Direi che una panoramica decisamente esauriente di questa applicazione.
Che, come vi diceva Filippo, consiglio anche io di usare, provare a
vedere come vi trovate.
Come sempre sapete anche dove trovarci per scriverci le vostre impressioni.
Non rimane che a questo punto indicarvi che alla fine dell'episodio troverete
le note con il link degli argomenti che abbiamo trattato in questa
puntata e tutti i nostri riferimenti direttamente sulla pagina a2podcast.it
slash 33 dove potete trovarci per quanto mi riguarda bene o male,
un po' dappertutto su Instagram, Twitter e LinkedIn essenzialmente, oppure sul mio
blog Mac Architettura che parla di appunto Mac Architettura nella professione, marco.net.wordpress.com
l'indirizzo, oppure sul mio podcast settimanale Snap Architettura Imperfetta, dove appunto ribadisco
la questione del lavoro dell'architetto con la tecnologia.
Se volete potete anche leggere un po' più qualcosa di specifico riguardo
la tecnologia che utilizzo direttamente sul blog di Grafisoft Italia dove troverete
un articolo mensilmente, tendenzialmente, e poi direi che essenzialmente c'è bene o
male tutto quanto.
E invece Filippo dove lo troviamo di bello?
Su Avvocati e Mac, come sapete, è il suo punto di riferimento
dove scrive un sacco di articoli interessanti.
Spunti per gli avvocati che utilizzano il Mac nel loro lavoro.
Oppure sul suo redivivo podcast Compendium che sta andando alla grande perché
finalmente sta mantenendo una cadenza mensile e siamo tutti molto contenti di
ascoltarlo.
E poi da qualche altra parte, Filippo, ti dobbiamo trovare?
No, no, tendenzialmente, sai che io sono parco, a differenza mia.
Ma in ogni caso fa lo stesso, noi ci sentiamo tra due
settimane.
A presto, o alla prossima, era però vabbè, uguale.