Note con l’iPad ed Apple Pencil - i programmi e bullet journal
In questa puntata Roberto e Filippo concludono l'approfondimento su come usare iPad ed Apple Pencil per annotare documenti, prendere appunti ed organizzare la giornata lavorativa con il Bullet Journal.
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In questa puntata Roberto e Filippo concludono l’approfondimento su come usare iPad ed Apple Pencil per annotare documenti, prendere appunti ed organizzare la giornata lavorativa con il Bullet Journal.
Note dell’episodio
- Utilizzare Apple Pencil con Pages su iPad: guida Apple per usare Apple Pencil nei documenti Pages su iPad.
- Annotare un documento di Pages su iPad: istruzioni Apple per aggiungere annotazioni a un documento Pages.
- Blockquote: applicazione citata nelle note come strumento per lavorare con testo e citazioni.
- PDF Expert: app discussa da Roberto per annotare PDF, evidenziare, inserire forme e lavorare su documenti tra iPad e Mac.
- PDF Expert per iOS e iPadOS: panoramica delle funzioni disponibili su iPhone e iPad, comprese annotazioni e strumenti avanzati.
- Goodnotes: app presentata da Filippo per appunti scritti a mano, riconoscimento del testo, ricerca e gestione di quaderni digitali.
- Notability: app citata per prendere appunti su iPad, con particolare attenzione alla registrazione audio sincronizzata con le note.
- Bullet Journal: metodo di organizzazione analogico e digitale basato su task, eventi, note e revisioni periodiche.
- Bullet Journal Italia: versione italiana con spiegazioni del metodo e risorse introduttive.
- Le basi del sistema Bullet Journal: introduzione pratica ai simboli, ai log e alla struttura del metodo.
- Bullet Journal App: applicazione ufficiale collegata al metodo Bullet Journal.
- Timeblock Planner: planner di Cal Newport citato per organizzare la giornata in blocchi di tempo.
- Webinar di Filippo sul time blocking: approfondimento sul time blocking applicato al lavoro professionale.
- Video di Cal Newport sul time blocking: spiegazione in inglese del metodo di pianificazione a blocchi.
- Paper: app citata da Roberto per prendere appunti e usare sfondi adatti alla scrittura manuale.
- CollaNote: app per note e appunti su iPad citata tra le alternative per lavorare con sfondi e scrittura manuale.
Sinossi1
1. Ripresa del tema: Note, iPad e Apple Pencil
Roberto e Filippo aprono l’episodio spiegando che questa puntata conclude l’approfondimento sulle note con iPad e Apple Pencil. Dopo alcune comunicazioni iniziali sui webinar di Filippo, il discorso entra nel vivo con un ritorno sull’app Note di Apple, che Roberto ha ricominciato a usare dopo un periodo passato soprattutto su Notion. La riscoperta dell’app nasce dall’uso dell’iPad con Apple Pencil e dall’interesse per capire quanto l’applicazione di sistema sia maturata negli ultimi anni.
Roberto sottolinea prima di tutto la semplicità dell’esperienza: si crea una nota, si scrive a mano, si scelgono colore e strumenti dalla barra, e la prima riga scritta diventa automaticamente il titolo. Anche se il testo resta manoscritto, Note riesce a riconoscerlo e a usarlo per funzioni pratiche. Questo gli sembra una piccola automazione integrata, molto coerente con l’approccio Apple.
“La prima riga che viene scritta, quella è il titolo della vostra nota.” — Roberto, 00:04:04
Un’altra funzione che Roberto apprezza è la possibilità di selezionare una porzione di scrittura manuale e spostarla all’interno della pagina. È utile quando si prendono appunti in modo non lineare, lasciando spazi per aggiunte future o riorganizzando una nota dopo averla scritta. Filippo aggiunge che esiste anche il comando “inserisci spazio sopra”, che consente di creare spazio senza dover trascinare manualmente tutto il contenuto.
La conversazione passa poi al riconoscimento del testo scritto a mano. Roberto ricorda che si può selezionare una parola o un gruppo di parole manoscritte, copiarle come testo e incollarle altrove, ad esempio in un documento Word. Filippo conferma durante la registrazione di aver fatto delle prove e segnala la funzione “copia come testo”. Per entrambi è un aspetto importante: la nota può rimanere visivamente scritta a mano, ma il sistema permette comunque di recuperare il contenuto testuale.
2. Luci e limiti dell’app Note di Apple
L’app Note viene descritta come un buon alleato per chi vuole un sistema semplice, sincronizzato e integrato nell’ecosistema Apple. Roberto apprezza la possibilità di organizzare le note in cartelle, condividerle e ritrovarle su iPad, iPhone e Mac. La ricerca testuale dentro le note manoscritte è un punto molto rilevante, soprattutto se confrontata con app che lui ha usato in passato, come Paper, che non nascono con lo stesso tipo di gestione del testo riconosciuto.
Accanto alle luci, però, emergono alcune ombre di interfaccia. Roberto racconta la difficoltà incontrata nel rinominare una nota su macOS Big Sur. Su iPadOS il titolo può essere modificato tirando verso il basso la nota e facendo comparire il comando “modifica”; su macOS, invece, la logica è diversa: bisogna modificare direttamente la prima riga della nota. Filippo, cercando insieme a Roberto durante la puntata, conferma che il comportamento è poco immediato.
Il punto non è tanto che la funzione manchi, ma che i due sistemi operativi ragionino in modo diverso. Su Mac, soprattutto quando si lavora con finestre e documenti, ci si aspetterebbe di poter modificare il titolo dalla barra o da un comando contestuale. Invece Note mantiene la logica della prima riga come titolo, e questo può disorientare. La conclusione pratica è che Note funziona bene per appunti rapidi, testo riconosciuto, sincronizzazione e condivisione, ma alcune scelte di interfaccia richiedono un po’ di adattamento.
3. Annotare PDF: il punto di vista dell’architetto e del professionista
La seconda parte della puntata si sposta sulle applicazioni per annotare PDF. Roberto parte dalla sua esperienza di architetto: usa i PDF soprattutto come tavole di progetto, disegni, piante e documenti tecnici su cui prendere misure, segnare variazioni, aggiungere indicazioni e fare schizzi. Filippo, da avvocato, lavora invece più spesso su documenti testuali, atti e bozze da correggere.
Il PDF viene presentato come un formato percepito storicamente come “immodificabile”, ma Roberto e Filippo chiariscono che questa idea è solo parzialmente vera. Roberto ricorda che in ambito architettonico il PDF è stato a lungo considerato un mezzo sicuro per scambiarsi progetti senza consegnare file CAD modificabili. Tuttavia, se il documento non è protetto correttamente, può essere modificato, convertito o persino importato in software come AutoCAD.
“Il PDF è stato visto sempre come quel mezzo di scambio dei progetti essenzialmente immodificabile.” — Roberto, 00:11:39
Questa premessa serve a distinguere due attività diverse: modificare davvero un PDF e annotarlo. Nell’episodio l’attenzione è soprattutto sull’annotazione, cioè scrivere sopra un documento, evidenziare, firmare, inserire forme, commenti o frecce. In questo contesto l’iPad viene definito lo strumento più naturale, perché permette di scrivere direttamente sullo schermo con Apple Pencil.
4. PDF Expert tra annotazioni, strumenti e abbonamenti
Roberto racconta di aver scelto PDF Expert come una delle prime applicazioni per lavorare sui PDF su iPad. La descrive come un’app con molti anni di storia nell’ecosistema Apple, sviluppata da Readdle, società nota anche per strumenti di gestione documentale. Filippo ricorda che Readdle era già importante ai tempi in cui l’iPad aveva bisogno di applicazioni come Documents o GoodReader per gestire file in modo più flessibile.
Roberto si concentra sulle funzioni che usa concretamente: apertura dei file da iPad, iCloud o altri spazi cloud, strumenti di penna, evidenziatore, colori, trasparenza e forme. Gli piace soprattutto la semplicità dell’interfaccia. Con la penna rossa annota tavole e documenti, una pratica comune sia agli architetti sia agli avvocati. L’evidenziatore funziona a mano libera, con colori preimpostati e possibilità di regolare la trasparenza. La penna può avere tratto persistente o variabile, a seconda che si voglia uno spessore costante o sensibile all’inclinazione della Pencil.
L’app permette anche di inserire simboli come frecce, quadrati, cerchi e linee, con colori e spessori regolabili. Roberto trova questi strumenti molto utili nella correzione di tavole e documenti tecnici. Viene poi affrontata la parte degli abbonamenti: Filippo segnala che alcune funzioni avanzate, come conversione dei PDF, riduzione delle dimensioni, strumenti specifici e funzioni pro, sono legate alla versione a pagamento. I prezzi annuali indicati in puntata sono considerati significativi, ma i conduttori riconoscono anche il problema economico dello sviluppo software: molte app nate come acquisto una tantum sono passate all’abbonamento per sostenere aggiornamenti continui.
Roberto prova anche la funzione di misurazione, interessante per chi lavora con piante e disegni. PDF Expert consente di calibrare una scala scegliendo due punti con distanza nota e poi misurare elementi del documento. Per un architetto è una funzione di nicchia, ma molto concreta. Roberto evidenzia inoltre un vantaggio dell’uso tra iPad e Mac: le annotazioni fatte su un dispositivo sono riconosciute anche sull’altro, e spesso restano modificabili anche aprendo il PDF con Anteprima.
5. Anteprima, Mail e continuità tra Mac e iPad
Prima di passare a Goodnotes, Filippo richiama una risorsa spesso sottovalutata: Anteprima. Su iPad e iPhone non esiste come app autonoma con quel nome, ma la funzione di anteprima dei file consente comunque di annotare PDF, inserire segni, evidenziare e firmare rapidamente. Non permette di modificare il testo interno di un PDF, ma è sufficiente per molte operazioni veloci.
Filippo cita il caso tipico della firma al volo di un documento: si apre il PDF, si firma con Apple Pencil e lo si reinvia senza stampare e scansionare. Roberto aggiunge che su macOS Anteprima può acquisire una firma tramite webcam e inserirla nel documento. Filippo racconta anche una funzione legata alla continuità tra Mac e iPad: facendo uno screenshot o annotando un documento su Mac, può comparire la possibilità di passarlo all’iPad per scrivere con la Pencil e ritrovarsi poi l’annotazione sul Mac.
“Se utilizzate mail e avete un PDF in mail, potete annotarlo e a fine annotazione lo potete allegare alla risposta.” — Filippo, 00:28:05
I conduttori precisano però che Anteprima non è sempre perfettamente conforme allo standard PDF, soprattutto con documenti avanzati, moduli complessi o firme digitali. Roberto cita i PDF generati da amministrazioni comunali, con campi editabili e menu a tendina, che spesso funzionano correttamente solo con Acrobat Reader. Filippo aggiunge che firme o annotazioni fatte con strumenti Apple talvolta non vengono visualizzate correttamente su Windows o in altri software.
6. Goodnotes e la scrittura manuale ricercabile
Filippo presenta Goodnotes come un’app centrata sulla scrittura manuale digitale. A differenza di PDF Expert, che nasce più chiaramente per lavorare sui PDF, Goodnotes ragiona in termini di quaderni, pagine, appunti e riconoscimento della scrittura. Filippo la usa da anni e ricorda di averci realizzato un video già nel 2017, quando l’app era alla versione 4.
Il punto forte è il riconoscimento del testo scritto a mano. L’utente può prendere appunti su iPad, mantenerli nel loro aspetto manoscritto, ma cercare parole e argomenti come se fossero testo digitale. Filippo sottolinea quanto sia utile per studenti o professionisti che accumulano decine o centinaia di pagine di appunti. Gli strumenti come il lazzo permettono poi di spostare porzioni di scrittura, riorganizzare il contenuto e migliorare la resa grafica.
“Quello che ha fatto Apple con Note esisteva cinque anni fa in Good Note.” — Filippo, 00:31:20
Goodnotes viene descritta anche per funzioni più visive: timbri, stickers, penne diverse, evidenziatore che resta sotto al testo senza coprirlo, creazione automatica di forme geometriche ordinate partendo da disegni imperfetti. Filippo spiega che, nel suo lavoro di avvocato, può correggere atti e documenti come se fossero su carta, usando la penna rossa per cancellare, riscrivere e annotare. Se necessario, il testo scritto a mano può anche essere estratto grazie al riconoscimento.
Si parla poi del formato proprietario dell’app e dell’esportazione in PDF. Goodnotes può generare PDF “flat”, cioè come immagine, oppure PDF con livello OCR nascosto, utile per cercare il testo scritto a mano anche fuori dall’app. La versione Mac viene descritta come una companion app, utile per consultare e gestire i documenti, anche se Filippo non garantisce che abbia tutte le stesse funzioni della versione iPad.
7. Notability e la sincronizzazione tra audio e appunti
Roberto introduce Notability come un’altra app storica per prendere appunti su iPad. Ricorda di averla usata tempo prima, ma senza Apple Pencil l’esperienza non gli sembrava completa. A grandi linee la colloca nello stesso ambito di PDF Expert e Goodnotes, con strumenti per scrivere, annotare e lavorare sui PDF.
Filippo segnala però una funzione specifica che può fare la differenza per studenti o persone che seguono lezioni, corsi e conferenze: la registrazione audio sincronizzata con gli appunti. Notability permette di registrare l’audio mentre si scrive e, in fase di riascolto, vedere quali note venivano prodotte in quel momento. Questo crea un legame diretto tra ciò che si è ascoltato e ciò che si è scritto.
La funzione è particolarmente adatta a contesti universitari o formativi, dove gli appunti non sono solo un elenco di informazioni, ma una traccia collegata a una spiegazione orale. Filippo precisa che non è una funzione che gli interessa direttamente, ma la considera molto utile per chi ha quel tipo di esigenza.
8. Bullet Journal: task, eventi e note
La parte finale dell’episodio si concentra sul Bullet Journal, indicato da Roberto come uno dei motivi pratici per parlare così a lungo di app di note. Il metodo nasce su carta, tipicamente su quaderni A5 puntinati. Roberto spiega di amare molto gli sfondi a puntini e di cercarli subito anche nelle app digitali, perché aiutano a mantenere ordine nella scrittura e nella struttura della pagina.
Il Bullet Journal viene presentato come un sistema semplice per organizzare cose da fare, eventi e note. Nella versione base illustrata da Roberto, le azioni sono rappresentate da un puntino, gli eventi da un cerchio e le note da un trattino. Le azioni devono essere sintetiche, chiare e condensate in poche parole. Gli eventi indicano impegni o appuntamenti, mentre le note raccolgono idee, fatti, pensieri e ricordi.
“La cosa importante è appunto avere questa distinzione tra azione, eventi e note.” — Roberto, 00:44:36
Roberto precisa che il metodo può essere personalizzato: lui, ad esempio, tende a usare il trattino per le azioni o piccoli quadratini da spuntare, perché gli viene più naturale. Accanto ai simboli principali si può lasciare una colonna libera per indicare priorità, spostamenti o migrazioni. Una freccia può segnalare che un’attività è stata rimandata, mentre numeri o altri segni possono aiutare a ordinare le cose importanti.
Il daily log, cioè la pianificazione giornaliera, è la parte che Roberto consiglia di sperimentare per prima. Si scrive la data, si indica il giorno e si elencano task, eventi e note. Anche se il Bullet Journal completo prevede future log annuale e monthly log mensile, Roberto trova più utile partire dal livello quotidiano, perché è quello che incide direttamente sul lavoro.
9. Dal quaderno al digitale: calendario, appunti e modelli PDF
Roberto distingue tra la filosofia completa del Bullet Journal e il suo uso personale. Per gli impegni annuali, mensili e familiari preferisce usare il Calendario Apple, perché è sempre sincronizzato, sta sullo smartphone e può inviare notifiche. Il taccuino fisico, per quanto efficace, non può ricordare un appuntamento con una sveglia. Per questo delega al calendario digitale la gestione generale di mesi, settimane e impegni pianificati.
Il daily log, invece, può funzionare bene sia su carta sia su iPad. Roberto lo usa soprattutto per il lavoro: sedersi, fare il punto della giornata, decidere cosa va fatto e avere davanti una lista chiara. Le app di note permettono di unire questo approccio con ricerca testuale, sfondi personalizzati, forme geometriche e scrittura manuale. Paper viene citata perché offre sfondi puntinati; Note di Apple, invece, viene criticata perché non offre quel tipo di sfondo. Tra le alternative vengono nominate anche Morpholio Journal e CollaNote.
Roberto propone inoltre un incrocio tra Bullet Journal e PDF: creare un modello PDF personalizzato, con spazi già predisposti per data, giorno, note, task e simboli, magari con sfondo puntinato. Aprendo quel modello in un’app come PDF Expert, Goodnotes o simili, si può costruire un planner digitale su misura, continuando a scrivere a mano ma sfruttando gli strumenti dell’iPad.
10. Time blocking e Pomodoro dentro il Bullet Journal
L’ultimo argomento reale della puntata è l’integrazione tra Bullet Journal, time blocking e tecnica del Pomodoro. Roberto spiega che, pur non essendo parte della filosofia più rigorosa del Bullet Journal, lui inserisce nel proprio sistema anche blocchi di tempo dedicati a lavori specifici. Il time blocking consiste nel riservare porzioni precise della giornata a determinate attività.
Roberto fa un esempio pratico: se ha tre ore davanti, può dividerle in blocchi da mezz’ora e assegnare ciascun blocco a un progetto o a un lavoro. Se un lavoro è più urgente o arretrato, può ricevere più blocchi rispetto agli altri. Questo aiuta a non farsi dominare solo dall’ultima telefonata o dall’ultima urgenza percepita. Il tempo disponibile diventa visibile e limitato, quindi più gestibile.
Il collegamento con il Pomodoro serve a dare ritmo: blocchi di lavoro alternati a pause brevi. Roberto nota che i cinque minuti di pausa sembrano pochi, ma diventano preziosi per cambiare modalità, respirare o svolgere micro-attività leggere. Il vantaggio principale è imparare a stimare quanto tempo richiede davvero un lavoro. Se dopo mezz’ora si è arrivati solo a un quarto dell’obiettivo, si può correggere la pianificazione, aggiungere blocchi e riorganizzare la giornata.
Per Roberto la combinazione tra annotazione digitale, Bullet Journal e time blocking è una chiusura pratica del discorso iniziato con iPad e Apple Pencil: non si tratta solo di scegliere un’app per scrivere, ma di costruire un sistema di lavoro che permetta di prendere appunti, correggere documenti, pianificare attività e distribuire il tempo in modo più consapevole.
Questa sinossi è generata con l’intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione della puntata. ↩︎
Leggi la trascrizione completa
Benvenuti all'episodio di A2, in cui scoprire come ottenere il massimo dalla
vostra tecnologia Apple.
Io sono sempre il solito Roberto Marin e sono il vostro ospite
assieme al nostro amico comune Filippo Strozzi.
Di cosa parliamo in questo episodio, Filippo?
Allora, oggi concludiamo il nostro approfondimento sulle note con l'iPad e l'Apple
Pencil parlando dei programmi da utilizzare e se ci resterà tempo dei
metodi per prendere note.
Se mi dai 3 secondi tre, alcune comunicazioni di servizio molto molto
veloci.
Segnalo e troverete nella nota dell'episodio, se vi interessa, che nel giro
di tipo 15 giorni ho fatto due webinar e quindi se volete
seguirli lo potete fare.
Sono abbastanza particolari, mettiamola così.
Ma uno è sull'automazione documentale, quindi come automatizzare appunto la creazione dei
documenti, l'inserimento dei dati dei documenti.
Il secondo recentissimo quando stiamo registrando, ma voi lo vedrete già da
un mesetto, perché questa puntata dovrebbe uscire a fine marzo, anche se
siamo a fine febbraio, mentre la registriamo, è invece sull'utilizzo di Markdown,
Pando e la Tech, in particolare come creare delle lettere, carta intestata
sostanzialmente.
Con questi strumenti.
Sono stato abbastanza operativo.
Il prossimo webinar invece sarà ad aprile.
Quindi, nell'eventualità che mi interessi, dovremmo, perché forse avevo un ospite, ma
lo scopriremo vivendo.
Non sono io.
Che non sei tu.
Dovremmo parlare di Devon Think, che poi, eventualmente, se interessa, ne parleremo
anche qui.
Tuttavia, per ora ne parliamo di là
, giustamente, io purtroppo non sono un utilizzatore di Devon Think, faccio tutt'altro,
però deve essere sicuramente molto interessante.
Sono molto curioso di vedere quale sarà il tuo ospite.
Non ce lo dici, vero?
Ovviamente no, anche perché mi ha detto di sì, ma mi ha
fatto.
Vediamo, vediamo.
Non dico niente fino a che eventualmente ci sarò solo io.
Ok, che non è mai male.
Se sente la puntata, se la sente la puntata per caso, forse
avrà il messaggio subliminale.
Sicuramente gli arriverà.
Come potete sostenerci?
Dunque, se volete supportare il podcast, vi chiediamo con il cuore di
fare una recensione su Apple Podcast.
In questa fase iniziale, tante recensioni ci permetteranno di essere visti da
più persone possibili.
Se volete sapere come fare una recensione, trovate il link nei note
dell'episodio.
Se invece vuoi scriverci una bella letterina, vai sul tuo programma di
posta elettronica e scrivi all'indirizzo scrivi.
it.
Dunque, oggi parliamo di un sacco di cose e abbiate pazienza perché
Roberto, qua è il sottoscritto andrà a braccio, quindi vi potrà dire
di tutto e di più senza un costrutto mentale.
Allora, dunque, intanto volevo fare qualche follow-up come dicono quelli bravi e
quelli che sono capaci.
Vi voglio raccontare due cose su note, che è l'applicazione di Apple
che ci permette di prendere note perché ho avuto, diciamo, una recrudiscienza
nell'utilizzo di note.
Cos'è successo nella mia vita professionale e non solo?
Ho usato note fino all'altro ieri, poi a un certo punto è
arrivato Notion mi sono invagito di Notion e ho abbandonato note di
brutto.
Quindi mi sono perso tutta l'evoluzione che ha fatto circa da due
o tre anni più o meno, da due anni di evoluzione di
note e adesso l'ho ripreso in mano appunto, perché anche con l'occasione
di avere la fortuna di utilizzare un iPad con la sua simpatica
pencil, ho provato a vedere un po' come funziona.
E in effetti ci sono alcune cose che vorrei dire delle luci,
ma ci sono anche delle ombre.
Raccontaci, raccontaci!
Ombre tra parentesi, perché devo vedere, poi con l'aiuto di Filippo che
chiederò di fare una prova, ma sicuramente lui è sul pezzo di
me su questo tipo di strumento, ma poi vediamo un po' insieme
se riusciamo a fare una prova comparativa.
Allora, le luci quali sono?
Essenzialmente una cosa che mi ha sorpreso molto come tipico di Apple,
è la semplicità dell'utilizzo.
Una volta capita la prima nota, avete la vostra barra sotto dove
potete scegliere il colore.
Io, ad esempio, avendo sempre il tablet e l'iPhone e tutto quanto
in modalità scura, io ho un foglio nero e quindi utilizzo la
mia simpatica color bianco perché mi piace avere questo contrasto.
Ma detto questo, la cosa interessante che mi è piaciuta di note,
ve la faccio abbastanza breve: è la possibilità appunto di che la
prima riga che viene scritta, quella è il titolo della vostra nota
e quindi prende automaticamente il nome della nota in base a quello
che scrivete nella prima riga.
Voi potete scriverlo tranquillamente con la vostra caligrafia e questa viene riconosciuta.
Quindi è già una forma di automazione, chiamiamola così, che permette appunto
di scrivere qualsiasi cosa, quella viene presa con il titolo.
Poi voi proseguite, andate avanti con la vostra caligrafia e prendete le
note.
Un'altra cosa che mi è piaciuta molto di Apple Note è anche
la possibilità di scrivere, come capita sempre spesso a me, perché magari
ho delle aggiunte da fare: ne so, mi scrivo una frase che
magari prende tre righe, poi cambio argomento e lascio uno spazio di
2 cm perché dico: boh, magari devo ancora aggiungere qualcosa.
E poi prendo un altro appunto che riguarda qualcos'altro e mi faccio
il mio solito i due o tre righe.
La cosa interessante è che in Apple Note su iPad c'è la
possibilità di evidenziare tutta la nota, e questa viene vista, diciamo così,
da parte di Note come un'immagine, a fianco in alto a sinistra
di questa frase che avete evidenziato c'è una specie di identazione, e
potete prenderla lì col ditone e spostarla in giù.
Quindi, cosa succede?
Essenzialmente vi permette di spostare la nota all'interno del vostro foglio.
E secondo me è davvero molto interessante perché in modo molto semplice
vi permette di spostare la vostra nota perché magari volete aggiungere delle
altre cose che vi sono venute in mente dopo.
Quindi può essere interessante sotto questo punto di vista.
Altra cosa interessante che nella scorsa puntata Filippo mi ha tagliato perché
sono arrivato a lungo.
Lo dico io perché c'è stato un bel taglio di una cosa
che non mi ricordavo, ma che adesso mi è venuta in mente.
È appunto una cosa che anche questo aiuta davvero molto per quanto
riguarda le vostre note.
Ovvero è quello di evidenziare una parola della vostra note presencia scritta
mano.
Parlo sempre di scritta mano, non col text.
Evidenziate questa simpatica scritta, potete vedere che questa scritta viene riconosciuta come
una vera e propria scritta, quindi potete copiarla e incollarla in qualche
altro punto del mondo, nel senso che potete, per esempio, selezionare un
tot di parole, copiarle andle in un foglio un documento Word.
And anche questo è un sicuro aiuto.
Voi praticamente la vostra nota che prendete con la scrittura a mano
senza che venga convertita automaticamente in testo, può essere direttamente copiato e
incollato in un'altra zona del vostro, chiamiamolo così, del vostro sistema di
lavorare, ok?
Questo è all'interno di iPad, pad OS.
Tra l'altro, perché ti sto seguendo, ti sto seguendo, ho fatto dei
test, è interessante.
C'è un'ulteriore funzione, oltre a copia come testo, che ti permette appunto
di copiare il testo della nota scritta a mano, ok?
C'è anche inserisci spazio sopra che proprio ti dispostano di un paragrafo,
non so come definirlo, altrimenti è la nota in automatico.
È molto interessante.
Altra cosa interessante, secondo me, è la ricerca testuale.
C'è la possibilità appunto di cercare all'interno della vostra nota un testo.
Molti programmi di noti non hanno.
Faccio un esempio che non è nato come programma di note, ma
io l'ho usato fino all'altro ieri come programma di nota che è
Paper, ha tutta una serie di funzioni che Paper non ha.
Invece, Apple Note, tra le altre cose, ha una carta vincente che
è anche quella di distribuire le note sui sistemi operativi macOS o
iPhone, e se li gestisce tranquillamente.
E annciandomi a questa cosa che viene gestita tranquillamente, aggiungo la mia
ombra, che è la cosa che mi ha lasciato abbastanza perplesso.
Ho parlato prima della questione: che voi prendete una nota, scrivete la
prima riga e quello diventa il titolo della vostra nota.
Per rinominarla, come si fa?
Dunque, su iPadOS basta prendere col vostro ditone, spostare in basso
la nota e compare in alto un modifica e riuscite a modificare
il testo della vostra nota.
Se invece andate in Mac OS, questa nota, io parlo di Mac
OS su Big Sur, io non riesco a rinominarla.
Non c'è un modo di rinominare la nota.
Non ho trovato un menu, non ho trovato un tasto destro, non
c'è una ceppa di niente, non sono riuscito a fare nulla.
Probabilmente perché è da un po' che non lo uso.
In effetti su Big Sur per me è un ambiente diciamo relativamente
nuovo perché lo uso da due mesi.
Io facendo il salto, diciamo, di sistema operativo praticamente una volta all'anno,
sono indietro di un anno perché non seguo il rilascio, e ho
trovato delle difficoltà a rinominare le note.
Ma magari appunto in questo senso Filippo forse riusciva a darmi una
mano che magari ne sa un po' più di me.
Le mie conoscenze di note sono tremende.
Tra virgolette, nel senso che anch'io
lo uso pochissimo, e devo dirti la verità: sto cercando di ravanare
nei vari menu.
Ma ecco l'ho scoperto adesso perché ragionano in due modi diversi.
Questa è una cosa diversa tra macOS e i padOS.
Paddo S, come vi dicevo, bisogna prendere la nota e farla scendere
per fargli comparire in alto il testo modifica e quindi vai a
modificare il titolo della nota.
Invece cosa succede su macOS?
Che tu vai a modificare la prima riga della nota e quello
cambia il titolo della nota,
effettivamente intuitivo quando l'hai capito, relativamente intuitivo.
Eh sì, adesso sì è chiaro, ma l'ho cercato con te adesso,
perché comunque è la mia bella, il mio quarto d'ora, diciamo, di
ravanatura me la sono fatta perché non lo trovavo.
Sì, perché diciamo, la possibilità di fare questo passaggio.
Il titolo della nota non ti fa niente, anzi, te la apre,
ma anche la parte alta, che è inusuale, poi, tra l'altro, perché
abitualmente quando è una finestra aperta su Mac, soprattutto se è un
file, chiamiamolo così, lo puoi modificare dalla barra un po' aberrante, come
gestione dell'interfaccia.
Sì, sì, è un po' strano.
Difatti, sono contento che mi hai dato il fianco, nel senso che
mi supporti, perché anche io l'ho trovato abbastanza poco intuitivo in questo
caso, purtroppo aggiungo.
Diciamo che io ho trovato in note un buon alleato per ora,
anche perché ci si può creare delle cartelle in cui archiviare queste
note all'interno proprio di note, in modo tale che abbiate anche ne
so, degli argomenti separati.
Altra cosa interessante, secondo me, è appunto questa integrazione e la possibilità
anche di condividere le note.
Ma direi che su note abbiamo detto abbastanza.
Direi che possiamo tranquillamente scivolare con un po' di simpatia verso le
applicazioni per scrivere sui PDF.
Dunque, la mia esperienza, come sapete sono un architetto, la mia esperienza
è quella di scrivere sui PDF delle tavole essenzialmente.
Un po' meno testuale rispetto a quello di Filippo, che invece li
vendo di testo essenzialmente e lavora sotto questo punto di vista.
Dal mio punto di vista, invece, io sono abituato a prendere le
note sui PDF per le più svariate motivazioni.
La prima che mi viene in mente è quando vado in un
cantiere e devo prendere delle misure, me le noto sul PDF di
progetto, oppure, che ne so, posso anche segnarmi delle variazioni o fare
dei disegni e via discorrendo.
Quindi partendo dal fatto che il PDF è quel famoso file, metto,
immodificabile perché era nato come un file immodificabile, ma nel corso della
storia del tempo abbiamo visto che.
No, tu non hai avuto questa esperienza che il PDF era immodificabile
e quindi era sacro santo per mandare in giro i progetti.
Allora, di fatto, chiamiamolo così, che molta gente non sa che i
PDF sono modificabili, per rendere immodificabili tra virgolette, bisogna utilizzare chiamano così
opzioni avanzate dei programmi avanzati.
Per esempio, inserire una password non per bloccare la visualizzazione del PDF,
ma per proprio bloccare la modifica del PDF.
Addirittura modifica stampa, perché poi giochino, si può ottenere in maniera molto
semplice.
Se tu lasci la stampa di un PDF, di fatto puoi fare
una stampa virtuale di PDF a PDF e comunque se hai dei
blocchi, li togli abitualmente.
Questo lo dico perché nel nostro ambiente di architettura, il PDF è
stato visto sempre come quel mezzo di scambio dei progetti è essenzialmente
immodificabile.
Non me lo puoi fregare.
Esatto, vi svelo un piccolo segreto.
Autocad per Mac converte i file PDF creati con un qualsiasi programma
di CAD e lo trasforma direttamente in vettoriale.
È già vettoriale.
Cioè, un PDF vettoriale.
Sì, sì, no, no, ma inteso vettoriale che io ho le linee.
Le linee che vedo sono linee effettive che posso modificare in questo
senso.
Te lo importa sostanzialmente.
Sì, sì, te lo importa non come un file immagine per intenderci,
oppure te lo veterizza proprio con le linee diventano delle vere e
proprie linee.
Il testo diventa un testo, e quindi all'interno di un programma come
AutoCAD per Mac ti permette proprio di fare delle modifiche.
Quindi sotto questo punto di vista il copyright salta di brutto.
Quindi spero di non avervi svelato l'acqua calda, ma la realtà dei
fatti è questa.
In ogni caso, noi invece torniamo sulla zona di, in questo caso
di iPad, perché secondo me è lo strumento putativo per riuscire a
prendere delle note per il semplice fatto perché ci puoi scrivere sopra
uno schermo.
E quindi la prima, diciamo, mia scelta è stata appunto su PDF
Expert.
Applicazione con un bel po' di anni sulle spalle, se non ricordo
male, è una delle primissime che mi pare che circolasse su iPad
all'epoca.
Quindi io l'avevo già sull'iPad Air, probabilmente è nato qualche anno prima,
quindi, insomma, sarà dal 2010, la butto lì.
La società che sviluppa PDFX Expert come altre soluzioni, diciamo, sempre molto
legate alla gestione documentale e non solo.
È una società che credo ci sia da tanto tempo e è
in ambito Apple lavora da tanto, non come per esempio Omni Group
di Omni Focus, Omni Eyeliner e così via, ma la Riddle c'è
da tanto.
C'è da tanto, anche perché aveva fatto il primo document provider essenzialmente
esatto, Document che è proprio l'applicazione, diciamo, per la gestione dei documenti
era una delle primissime, assieme a Good Reader, che ti permetteva di
fare qualcosa con l'iPad, non collegandolo solo al cavo e spostando file.
Esatto.
Dunque il DF Expert è comunque un'applicazione che se vado un po'
a memoria perché da un po' che ce l'ho.
C'è una versione free, non so quali siano le limitazioni, perché, francamente,
non me lo ricordo.
Nella mappa mentale che ti ho implementato, che ce l'hai.
Di fatto ti ho inserito le versioni a pagamento.
Ma c'è qualcosa che non mi torna.
Ti spiego.
Se non ricordo male la versione free, però, questo vado proprio a
memoria perché io l'ho acquistata tempo fa e non mi ricordo più
quali sono stati i passaggi.
Diciamo che la versione free, se non ricordo male, leggeva semplicemente il
PDF e ti permetteva di annotare questo dai pad OS.
Io ho anche la versione per macOS di PDF Expert che ti
permette proprio di modificare il testo che c'è all'interno del PDF, sì,
allora però appunto macOS il problema qual è?
E non so come è distribuito la questione la versione a pagamento.
Il problema è che loro hanno fatto il mitico passaggio ad abbonamento.
Quindi, la versione free le funzioni, chiamiamole così, base.
Se vuoi delle funzioni avanzate, almeno per iPad, perché non ho fatto
l'approfondimento su Mac.
Anche io credo di aver
la comprata a Temporis, la
versione chiamiamola così a pagamento:
di fatto, invece, su iPad, adesso gli strumenti di genere architettura edilizia,
che forse a te interessa,
la conversione di PDF.
Quindi, hai la possibilità di convertire il PDF in Word, pages e
così via, e quindi puoi modificare il PDF, la riduzione delle dimensioni
e la barra degli strumenti preferiti, immagino perché la traduzione così non
avrebbe molto senso.
La bar degli strumenti preferita sono tutte opzioni, diciamo, della versione pro
a pagamento in abbonamento, da quello che mi ricordo io.
Ok, qui prendo un attimo la parola perché stavo appunto facendo un
po'.
Come sempre faccio le prove io mentre Filippo parla.
La cosa interessante secondo me è di PDF Expert.
Voi aprite il vostro file PDF che questo può essere caricato direttamente
sull'iPad oppure sul vostro spazio iCloud o spazio cloud che vi interessa.
Ve l'ho andata prendere, lo aprite.
E molto interessante perché io non utilizzo tante funzioni, utilizzo essenzialmente quello
per le note, come vi dicevo, che è sulla parte centrale.
A me piace molto perché sono quelle cose molto semplici che durante
la notazione diventano normale utilizzare perché non sono veloci e semplici.
Se voi c'è appunto il simpatico simbolo al centro, in alto al
centro della finestra dove c'è una pennina, voi la selezionate e da
lì potete ad essa si apre la possibilità di scegliere il colore
della pennina.
Io tendenzialmente uso il rosso perché noi architetti siamo abituati a fare
le correzioni sulle tavole con la penna rota perché si veda: anche
gli avvocati, anche gli avvocati.
Anche gli avvocati, anche gli avvocati.
Quindi siamo siamo quelli che spargono il rosso sui propri documenti come
se non ci fosse un domani.
Altra cosa interessante è che di fianco a questa pennettina c'è il
classico evidenziatore che funziona effettivamente come un evidenziatore.
E anche questo va a mano libera, è molto interessante.
Funziona allo stesso modo, a destra, nel momento in voi date un
tap con la penna sullo strumento, si apre a destra il colore
da scegliere.
E anche questo è molto facile perché ce ne sono essenzialmente 5
preimpostati.
Tuttavia, se volete potete darci giù decisi e scegliere i colori che
volete.
Ad esempio, per l'evidenziatore c'è anche da selezionare in modo semplice la
percentuale di trasparenza dell'evidenzazione.
La diversità della penna è che la differenza del tratto della penna,
che a me piace anche queste impostazioni semplici, c'è persistente o variabile.
Qual è la differenza?
A me piace avere la penna persistente, chiamiamola così, vuol dire semplicemente
che il tratto non si modifica al variare del movimento della vostra
pencil.
Invece quello variabile, giustamente perché è variabile, quindi potete avere il tratto
che può andare verso un po' più fine se intendete a inclinare
la penna, oppure rimanere più grande quando la tenente è dritta, quella
è la grossa differenza.
E per me è molto interessante avere questa differenziazione molto veloce, tra
altre cose, si può anche scegliere in modo molto veloce anche lo
spessore della penna.
Queste qui sono le prime funzioni che utilizzo in PDF Expert.
L'altra funzione che è molto interessante è la possibilità di inserire dei
simboli.
Io, per esempio, metto delle frecce, delle frecce di richiamo che sono
molto facili da trovare, anche quelle rosse, chiaramente perché sono dei simboli
che utilizzo all'interno della notazione.
C'è il quadrato, c'è il cerchio, c'è la linea e ovviamente la
freccia che utilizzo costantemente.
E anche questo è bello perché si può scegliere facilmente il colore
tra quelli preimpostati che ci sono, che vanno benissimo: ci sono i
classici verde, arancione e rosso, e poi c'è l'azzurro o il nero,
anche qua lo spessore, poi anche lo stile di bordo.
Quindi, insomma, ci sono tante piccole opzioni che vi vengono presentate in
modo molto semplice e vi vengono davvero utili durante la notazione.
Poi c'è anche la modifica dei PDF che lo può fare anche
questa applicazione.
Ed è proprio qua che non sono convintissimo che la versione free
lo possa fare.
Metto un punto interrogativo per le cose con le molle perché come
cercavo di spiegarvi prima, anche Filippo ha comprato la versione a pagamento
su macOS e funziona in un modo, qua funziona in un altro.
Nei vari passaggi ci siamo persi un po' come funziona.
Io, anche PDF Expert, non è la mia applicazione di preferenza, diciamo,
per annotare i PDF e quindi ti devo dire la verità, anche
non ti so dire esattamente tutto il pacchetto.
Ti posso dire perché appunto avevo fatto le ricerche: che, tra l'altro,
è abbastanza caro come abbonamento, perché è un acquista in app e
ce ne sono svariati.
Tuttavia, diciamo, dal prezzo minimo di 45 euro l'anno a 55 euro
l'anno, praticamente.
Quindi, comunque un abbonamento annuale piuttosto significativo pesante e quello mensile è
di 11 euro.
Devo dire la verità, non male.
Non male, sì, sì, io potrei dire, ho avuto la fortuna di
beccarmi in un momento che costava una ciofeca, sì.
Credo anche io.
Infatti, di aver acquistato con le varie offerte.
Adesso, giustamente, apremo una parentesi brevissima: ma queste applicazioni circolano da tantissimo
tempo.
Io, come te l'abbiamo acquistate tempo addietro, lo sviluppo di un'applicazione costa
dei soldi, e quindi, in una qualche maniera, devono giustamente portare a
casa la pagnotta.
Tutti, e adesso, per mille motivi, l'abbonamento è quello che probabilmente garantisce
maggior sicurezza economica agiluppatori,
diciamo che era partito come un sistema one shot.
Tu pagavi l'applicazione.
Il sistema era quello.
Poi si sono accorti nel corso del tempo perché all'inizio se ne
vendevano un botto, poi si sono accorti che a un certo punto
il mercato diventava saturo e comunque loro, gli sviluppatori dovevano portare avanti
lo sviluppo dell'applicazione.
L'unica alternativa sensata era o inondare l'applicazione di pubblicità oppure chiedere un
abbonamento per mantenere e sviluppare nuove funzionalità.
A proposito mi incollego a questo.
Probabilmente la pubblicità comunque non ti paga abbastanza.
E quindi mi ricollego a questione delle funzionalità a nuovo perché ne
volevo provare una adesso che non avevo ancora provato.
È una cosa che per noi architetti, ma penso che generalmente nel
momento in cui si ha a che fare con una piantina in
PDF, può essere utile a molti, c'è la possibilità di misurare il
PDF, ovvero metterlo in scala.
Adesso io lo faccio qua per la prima volta direttamente come prova.
Voi andate sulla tab misura, poi a un certo punto c'è Calibra.
Vediamo se funziona perché questa qui dovrebbe essere una funzione a pagamento,
non ho ancora capito perché riesco a farla.
In ogni caso, Calibra permette appunto di mettere in scala un PDF.
Qui dice che si può selezionare il primo punto del segmento con
distanza conosciuta e si può inserire la scala manualmente.
Una cosa molto interessante è che impianta riconosce addirittura gli spigoli.
Quindi vedo che il cursore va a beccare gli spigoli in modo
giusto, e questo mi ha sorpreso molto.
E poi si può selezionare il secondo punto.
Una volta che si selezionano i due punti, dice che ci sono
delle distanze selezionate.
Io gli dico accetta.
A questo punto, con quella scala lì che era in mm, riuscite
a riconoscere la misura, bisogna inserire la misura, ovviamente quello che pensate
che sia.
Io avevo semplice perché ho 60 cm, ho fatto in modo molto
semplice l'inserimento.
E a questo punto, se io vado su distanza, che invece questa
è l'applicazione e la parte a pagamento.
Una volta che l'avete calibrato, potete prendere le distanze.
Come vi dicevo, con la parte a pagamento.
A questo punto potete girolare la vostra pianta e prendere le misure
che possono essere in prospetto in sezione e via discorrendo.
Davvero interessante, secondo me, sono quelle funzionalità che possono per una nicchia,
chiamiamola così perché noi architetti siamo una nicchia, ma che comunque possono
diventare utili più o meno a tutti quanti.
Altre cose da aggiungere su PDF Expert, non avrei molto da aggiungere.
A me diventa molto utile perché avendo l'applicazione su MecS e avendo
l'applicazione su iPadOS, per me diventa semplice gestire da una parte
o dall'altra il mio file coeditato perché le note prese su un
dispositivo vengono riconosciute dall'altro, quindi possono anche modificarle e conseguentemente diventa molto
facile la gestione del PDF all'interno di questo ecosistema e chiaramente è
uno dei punti di forza di Apple e chi riesce a sfruttare
questa possibilità e penso faccio una previsione anche nel futuro che sarà
molto sfruttabile con l'incrocio, chiamiamolo così, tra il sistema operativo desktop e
quello mobile da parte di Apple, la possibilità di far passare un'applicazione
scritta per iOS, farla passare su Mac.
In ogni caso questo diventa ancora ulteriormente interessante perché non vediamo l'ora
essenzialmente di vedere sul campo questa tipologia di applicazioni che passano da
un sistema operativo all'altro.
Alcune le ho già viste direttamente, ci sono delle applicazioni che sono
nate su macOS e poi si sono trasferite su iPadOS e
anche viceversa sono nate su iPadOS e poi sono andati un
po' a contaminare la questione Mac OS ovviamente con i pro e
i contro perché comunque se voi considerate che un'applicazione su iPadOS
è nata per essere touch e quando arriva sul Mac incomincia probabilmente
a avere delle difficoltà di sviluppo che io personalmente, avendo fatto da
beta tester a una di queste applicazioni, si è reso chiaramente una
difficoltà da superare.
In ogni caso, come diceva Filippo, per quanto riguarda PDF Expert c'è
la versione Pro di un anno che costa la bellezza di 53
euro, se non l'hanno modificato, che ha poi tutta una serie di
pacchetti da prendere insieme che comunque io vi rimando direttamente al sito
di Riddle per capire bene come funziona, oppure sul vostro app store
che usate sul iPadOS.
A questo punto io invece chiudo la questione PDF Expert se Filippo
non ha nient'altro da aggiungere, invece gli chiederei di parlare di good
notes, sì, ma prima mi sono reso conto mentre parlavi e mentre
riguardavo la scaletta, o meglio la mappa mentale e che non abbiamo
parlato di una cosa qui abbiamo già accennato, però sarebbe bene segnalarlo:
esiste un'applicazione gratuita, abbastanza nascosta, perché mentre anteprima fa parte del pacchetto,
diciamo di programmi disponibili nel sistema operativo, di fatto non esiste una
vera applicazione per i PAD OS e ai OS chiamata anteprima, ma
l'anteprima c'è e grazie a questa anteprima, tra l'altro, è possibile anche
modificare i PDF e così via, modificarli nel senso di annotarli
annotarli più che altro inserire a frecce, inserire a freccia, non si
può modificare nel senso, non posso cambiare il testo all'interno del PDF.
Questo sì, però, tutto il resto lo riesco a fare.
Quest'applicazione è utile.
Per esempio, se devo firmare qualcosa al volo, lo firmo con quello
perché di fatto aprendo in file un PDF, anteprima, chiamiamolo così, funziona
e ti permette, appunto, da una parte di selezionare il testo, copiarlo,
evidenziarlo e se utilizzi la Pencil, anche andare a non a modificarlo,
ma a commentarlo, chiamiamolo così.
Esatto, è una cosa da tenere presente.
Questo diciamo, fa parte del pacchetto completo delle applicazioni di sistema.
Sì.
Aggiungo una cosa: anteprima su Mac OS, molto interessante come inserire la
firma se non è cambiato, anteprima permette di fare una scansione tramite
la webcam del vostro MacBoo Pro, fa la scansione della vostra firma
che avete fatto su un foglio e poi li applica direttamente canale
Alfa e quindi diventa molto carino da inserire.
Do una chicca che ho provato ieri, credo non ci avevo mai
provato.
Ma nel magico mondo di Apple se tu hai un Mac e
un iPad, e per esempio, vai a fare delle modifiche a un
documento o un PDF o roba del genere, lo puoi passare o
un'immagine, la puoi passare a notare su iPad e te lo ritrovi
notato sul Mac.
L'ho fatto recentemente perché mi è comparso proprio la possibilità di passarlo.
Passatemi il termine, con continuo?
Sì, adesso probabilmente una versione librea.
Perché io nel caso specifico ho usato Big Sure.
Perché in ufficio avevo Big Sure.
Tuttavia, in estrema ho fatto uno screenshot di qualcosa.
Credo volevo
annotarlo, mi è venuto in mente.
Di fianco avevo l'iPad, è comparso l'iPad il nome dell'iPad nella finestra
per gestire lo screenshot, chiamiamolo così, che comunque è una versione di
anteprima, e ho potuto fare questa operazione che è effettivamente molto comoda.
Molto interessante, non la conoscevo e grazie per avercelo detto.
Stesso discorso che è abbastanza sconosciuto, ma molto comodo.
Se utilizzate mail e avete un PDF in mail, potete annotarlo e
a fine annotazione quindi sempre con anteprima
lo potete allegare alla risposta di quella mail.
Vi arriva il PDF in mail, dite c'è un errore qui, c'è
un errore qui e mettete il matita rossa, chiamiamolo così.
Automaticamente o addirittura volete firmarlo.
Io, per esempio, alcune cose chiedono di fermare.
Ovviamente non è una firma vera e tutto il resto.
Però se devo fare delle robe veloci e o casomai sono in
mano l'iPad, mi evito di fare mille giri e comunque abitualmente, soprattutto
se stampare e scansionare, diventa una rottura di scatole e al valore
uguale di una firma fatta con l'iPad, cioè niente.
Però
diventa una comodità, una rapidità notevole, soprattutto per il fatto che ti
chiedono di restituire un documento firmato via email.
Tu non fai altro che aprirlo in mail su iPad, firmare e
rispedirlo indietro direttamente senza passare dal via.
Questa è una delle poche ipotesi in cui io utilizzo mail.
Tra l'altro di una comodità notevole, semplifica molto venendo invece a Good
Note, di fatto vi segnalo due cose perché, allora, in pratica, quello
che ha raccontato Roberto su PDF Expert, praticamente ha tutte le funzioni,
tranne la parte di misurazione di modifica dei PDF, che sono comunque
quelle avanzate, chiamiamole così, ha le stesse funzioni base di PDF Expert.
La particolarità di Good Note è invece un'altra, che fino a pochissimo
tempo fa, cioè fino all'ultimo aiOS 15 e Pados 15, riconosceva il
testo scritto a mano.
Quindi, potevate da una parte ovviamente annotare i PDF, caricare i PDF
o anche l'immagine della verità e annotarli, ma in questo caso il
testo veniva riconosciuto.
Io ho fatto un video, il mio primo video pubblico su YouTube,
appunto parlando di Good Note nel caso specifico, la versione 4.
Adesso siamo alla versione 5 e delle sue capacità di riconoscere il
testo, ed era il 2017, quindi ormai un pelino di anni fa.
Ovviamente se è sviluppata nel tempo e così via, recentemente ha tutta
una serie di funzioni anche molto carine come timbri, ma timbanzati non
avanzati, ma diciamo che c'è la possibilità di inserire per esempio delle
immagini come timbro, quindi hanno addirittura personalizzato come con degli stickers, chiamiamoli
così.
Ci sono tante funzioni interessanti in più rispetto a applicazioni come PDF
Expert, proprio perché il ragionamento è quello di scrivere a mano in
maniera digitale con il riconoscimento del testo, quindi con la possibilità poi
di recuperare e ricercare quel testo, quello che ha fatto Apple con
Note appunto, esisteva cinque anni fa in Good Note, di fatto prendere
appunti a mano, anche se in digitale, quindi ritrovarsi poi tutti i
documenti, tutti gli appunti si chiamano così scritti a mano in digitale.
Ovunque noi siamo, passarli tranquillamente come PDF in un documento sul computer
fisso, e ovviamente avendo sotto il riconoscimento del testo poter ricercare i
nostri appunti scritti a mano direttamente per gli studenti, per esempio, è
comodissimo.
Proprio perché casomai ho 10-100 pagine di appunti scritti a mano su
iPad e posso andare a cercare i vari argomenti o le varie
parole, chiamiamole così chiave lì sopra.
L'altra cosa molto carina di Good Note sono le capacità di ottimizzare,
diciamo, queste note per se a mano, perché avendo strumenti come il
lazzo e così via, è possibile fare delle modifiche successivamente e spostare
il testo, modificare il testo a livello grafico tendo a precisare, proprio
per rendere gli appunti anche più accattivanti.
Un'altra cosa molto molto carina che, per esempio, il PDF Expert non
ha quando si fa l'evidenzazione, diciamo, con la penna, chiamiamola così, cioè
non l'evidenzazione del testo del PDF qui è stato fatto OCR, chiamiamolo
in questo termine.
Quindi il testo vero e proprio va
a coprire, chiamiamolo così il nero.
Invece, in Good Note, quando scriviamo una nota possiamo evidenziarla, ma l'evidenzazione,
diciamo, sta sotto, chiamiamolo così e il testo rimane sopra.
Quindi, se io ho scritto una nota in testo nero, diciamo, non
viene sbiadito, ma l'evidenzazione avviene sotto, insomma, molto carina da gestire e
appunto per queste cose molto ben fatta.
Anche qui varie penne.
Possibilità appunto di avere la penna sfera piuttosto che sorta di penna
stilografica o una linea così una linea, un marker, ecco, chiamiamolo in
questa maniera: possibilità di creare forme geometriche disegnando come ha poi anche
note.
Io faccio un cerchio tutto fatto male, non sono giotto, ma mi
trasforma ovviamente l'oggetto in un vero cerchio ben fatto come si deve.
Stesso discorso per quadrati, stelle e così via.
Altre cose fondamentali direi che non ci sono.
Io, per esempio, utilizzo se devo correggo Roberto, anche gli avvocati utilizzano
appunto, anzi, io ritengo che sia una funzione utilissima.
Abitualmente gli atti, i documenti vengono riletti e corretti, e io proprio
correggo come se fosse un foglio di carta.
Quindi con la penna rossa vado a cancellare, a scrivere, modificare, prendere
degli appunti e così via.
Ovviamente questo sistema è comodissimo e a maggior ragione quello che scrivo
non solo, diciamo, lo posso appuntare
come se fosse un commento a una pagina di foglio o cartacea,
ma addirittura volendo, anche se poi devo dire la verità, utilizzo questa
funzione poco.
Se ho scritto qualcosa che mi interessa, posso strapolarlo appunto grazie al
riconoscimento del testo e andarla a copiare sul file digitale, chiamiamolo così,
e andare a modificare poi il falso urgente del PDF.
Quindi è molto comodo.
Ok, good notes, se non ricordo male, dovrebbe costare intorno agli 8
euro per la versione.
Quello non me lo ricordo, non me lo ricordo.
Dovrebbe costare 8 euro per la versione per iOS.
Adesso invece vado a vedere un attimo sul sito mentre parliamo.
Invece andiamo a vedere invece per Mac quanto costa, non costa niente
perché se ce l'hai per uno, ce l'hai anche per l'altro, anche
perché
è un'applicazione companionale, cioè ti permette di vedere i PDF che hai
generato dall'iPad, ma non credo che tu possa fare con una, per
esempio, tavoletta grafica, scrivere e avere tutte le funzioni che ha sull'iPad.
Quindi di fatto diventa comodo perché se tu non esporti, diciamo, cioè
ovviamente ecco questo, non l'ho detto, ovviamente non è.
Ma l'applicazione Good Note utilizza un formato proprietario.
Quindi possiamo generare un PDF o cosiddetto flat, cioè senza nulla dentro,
è quindi un PDF immagine, oppure un PDF con un livello chiamiamolo
così nascosto di OCR, cioè di riconoscimento del testo scritto che ci
permette ovviamente di col PDF andare a cercare anche il testo scritto
a mano.
Però in questo caso poi non lo posso reimportare dentro Good Note,
e quindi l'applicazione compagna sostanzialmente mi permette di avercela su Mac e
potere, per esempio, non so, posso estrarre addirittura solo una pagina del
documento che ho commentato, annotato.
Tutte queste funzioni ci sono nell'applicazione compagna e ti permettono casomai di
fare operazioni sul Mac se non hai, per esempio, a mano l'iPad,
ma non è un'applicazione completa, quel che ne so io, anche se
devo dirti la verità, lo uso così poco su Mac che non
garantisco.
Mi hai fatto venire in mente però una cosa riguardo al PDF
Expert, che invece il PDF editato da PDF Expert sia su iOS
che poi portato sul Mac e viene riconosciute tutte le notazioni, ma
non solo.
Se questo PDF non viene aperto con PDF Expert, ma con anteprima,
le notazioni vengono comunque riconosciute e vengono modificate da anteprima ed è
una cosa interessante perché questo si vede probabilmente anche da quanto tempo
sono sul pezzo rispetto alle altre applicazioni.
Perché essenzialmente hanno la piena compatibilità addirittura con Anteprima, che è un'applicazione
di sistema del Mac.
Anteprima è una roba strana, perché anche lì anteprima, se ne avanzate
di PDF, fa delle cose strane, non è conforme allo standard PDF,
secondo me è il 100%.
Per esempio sulle firme digitali fatte sul PDF, addirittura fino a poco
tempo fa potevi cancellare la firma.
Sì, no, c'è da dire che di anteprima, ad esempio, per chi
lavora nel mio ambito come architetto, si è dovuto magari scontrare con
dei PDF generati da parte delle amministrazioni comunali.
Essenzialmente che vanno editate su un programma tipo il normale Acrobat Reader
che anche se li legge, però si possono scrivere all'interno del testo.
Ci sono dei campi di scelta, per esempio, sono dei PDF avanzati,
dove magari nel campo si può selezionare una linguetta colatita a una
scelta multiplali, oppure la modifica o la scelta all'interno di questo PDF
editabile, diciamolo così, si aprono delle altre tendine da cui puoi ancora
aggiungere delle altre richieste che riguardano la pratica comunale.
Questo tipo di file PDF, per esempio, da anteprima non viene aperto
ma neanche se gli spari le gambe, nel senso che non lo
capisce assolutamente, mentre Acrobat Reader, nella sua declinazione solo di lettura, lo
legge tranquillamente, senza grossi problemi.
Sì, sì, purtroppo ho portato alcune cose, anteprima le fa in maniera
diversa.
Per esempio, la firma, del famoso PDF fatto su iPad, a volte
non viene riconosciuto, proprio non si vede su Windows o su altre
cose, quindi ogni tanto c'è da fare dei mageggi, chiamiamoli così.
Io spesso ho dovuto stampare un PDF che avevo firmato
per far vedere la firma.
Insomma, Apple, appunto, non utilizza al 100% le specifiche di Acrobat, che
è quello che ha creato i PDF.
Direi che a questo punto possiamo scivolare su Notability, che è un'applicazione
che ho usato molto tempo fa con l'iPad, ma ovviamente mi sono
subito fermato perché non avendo una pensi non è che si gustasse
molto la questione.
Tendenzialmente, se non ricordo male, ha più o meno a grandi linee
tutte le funzioni che hanno gli altri due che abbiamo nominato precedentemente.
In particolare posso dire che se devo andare un po' a memoria
mi pare che ci sia nato prima PDF Expert, poi Notability e
poi Good Notes.
Notability so che per un certo periodo è stata veramente l'applicazione non
plusulta per chi andava all'università e poteva prendere le note sui PDF
che i professori rilasciavano ed era molto molto funzionale appunto anche per
la capacità di prendere le note a mano.
Io altro francamente non mi ricordo, possiamo dire semplicemente che anche l'abbonamento
annuale costa 12,50 euro circa.
E poi ci sono anche tutta una serie di pacchettini che bisogna
andare a scoprire un po' andando a vedere l'app store.
A questo punto lascio la parola al nostro amico Filippo.
Una piccola nota chiusura sulla notability.
Premesso che io appunto sono metà testa di Good Note e lo
uso da appunto dal 2017.
Anzi, da prima del 2017, perché ci ho fatto un video quindi,
quindi ben prima, la particolarità, secondo me, interessante per gli studenti o
comunque per chi segue corsi e così via.
Non credo ci sia in Good Note, non è una funzione che
me ne interessa, però, casomai a qualcuno che ascolta, può interessare.
È che Notability ti permette anche di registrare l'audio giusto di una
lezione che stai seguendo, ovviamente con il microfono dell'iPad, chiamiamolo così, e
hai praticamente mentre produci l'audio, puoi vedere la nota che stavi scrivendo
nel momento.
Quindi è molto interessante da quel punto di vista lì, nel senso
che ti permette di avere un raffronto tra audio della registrazione della
lezione e i tuoi appunti.
Quindi, questa, secondo me, è una funzione abbastanza particolare e molto utile.
Esatto.
Quindi andate a vedere un attimo.
Io a questo punto direi che possiamo andare nella seconda parte, andiamo
a vedere un po' un metodo molto simpatico ed è anche il
perché di questo super pippone sulle note.
È perché, appunto, uno dei metodi che vi consigliamo, almeno io personalmente
vi consiglio di utilizzare nel vostro lavoro è appunto il bullet journal
che per gli amici è bujo.
A me ogni volta che dici bujo mi vengono in mente altre
cose, ma comunque.
Comunque è così sul diminutivo.
Ho iniziato a utilizzare il bullet journal sulla carta, perché in realtà
parte dalla carta questo metodo.
Voi utilizzate i classici quadernetti in formato A5, meglio se puntinato con
le pagine puntinate che molto sono molto più carini di quelli con
le righe o con i quadretti.
Io, per esempio, l'ho cercato per tantissimo tempo e mi piacciono un
sacco, li ho usati fino all'altro giorno, e anzi, vi dirò di
più, una delle prime cose che guardo quando apro un'applicazione per prendere
le note è se hanno un foglio preimpostato di sfondo con i
puntini.
Questo perché sono abbastanza quadrato sotto questo punto di vista, perché diventano
molto utili nel metodo bujo.
Allora, il metodo Bullet Journal è un sistema di organizzazione delle cose
da fare, chiamiamole così.
Molto semplice, nel senso che ci sono varie versioni.
Vi parlo della versione più semplificata che utilizzo io direttamente, perché secondo
me lì è la base e bisogna andarci decisi sotto questo punto
di vista, si divide essenzialmente in tre tipi di annotazione.
La prima è l'azione che viene tendenzialmente rappresentato con un puntino.
Quindi, voi che ne so, hai un compito da svolgere, per esempio,
pulire casa, ok?
Voi andate
nella vostra pagina bianca, fate un bel puntino piccolo che sta all'incirca
nel centro dei quattro pallini che vi dicevo prima del foglio sotto,
lo mettete lì e poi vi spostate di un quadratino e iniziate
a segnarvi la pallottola.
Cioè devono essere azioni semplici, chiare, che devono essere anche condensate in
poche parole.
Quindi non è che dovete iniziare a scrivere domani devo andare a
prendere la macchina dal meccanico perché poi devo vedere se ho fatto
il tagliando e pagare via discorrendo.
No, niente di tutto questo, dovete fare un'azione corta, comprensibile al volo
e che soprattutto sia condensabile in un'azione.
Poi c'è un altro tipo di cose che si possono notare che
sono gli eventi che vengono rappresentati da un cerchio.
Quindi il puntino è proprio una punta piccola, diciamo di un millimetro
di diametri, invece il pallino è proprio un cerchio di un diametro
circa intorno a, io di sotto l'utilizzo, sarei intorno a un diametro
di 4 mm, 4-5 mm, che rappresenta appunto l'impegno di varia natura.
Per esempio, mi devo vedere con Filippo.
Allora ti segno il pallino, vi devo vedere con Filippo, vi segnate
l'ora.
E poi ci sono proprio le vere e proprie note, che queste
sono proprio note, niente di particolare, cioè fatti, idee, pensieri, ricordi.
Voi segnate una nota con un trattino, con una linea, con un
meno, e poi di fianco scrivete la vostra nota.
Dunque da qua poi incominciano a dipartire le varie personalizzazioni, perché questa
qui è un'idea in realtà.
Ad esempio per me viene molto più facile scrivere l'azione con un
trattino perché ho ragiono così, non so per quale motivo, invece che
il pallino, quindi diventa un po' diverso, ognuno se lo può personalizzare.
Ma la cosa importante è appunto avere questa distinzione tra azione, eventi
e note.
Un'altra particolarità di questo bullet journal è che oltre a suddividervi le
cose in modo molto schematico, in modo tale da avere chiaro subito
cosa avete da fare, dovete lasciare a di fianco di questi segni
uno spazio bianco sulla sinistra.
Questo perché?
Perché questi eventi che avete suddiviso in queste tre categorie possono essere
ulteriormente annotate, come per esempio se voi avete da fare qualcosa e
per qualsiasi motivo è spostato al giorno dopo, voi gli mettete una
frecciolina di fianco per indicare che è stato spostato a una data
successiva, che può essere annotato in quel momento o un altro momento
non è importante.
Un'altra cosa che può essere utile: questo spazio, questa colonna immaginaria di
fianco e i segni, può essere anche l'indicazione delle priorità, con un
simpatico 1, 2, 3, 4 via discorrendo in modo tale che riuscite
anche a capire la giornata come deve essere gestita.
E poi ci sono tanti altri segni.
Quello che vi posso dire direttamente è che questa metodologia di segnarsi
all'inizio, quando vi sedete al tavolo e dovete incominciare a pensare cosa
c'è da fare durante la giornata diventa davvero molto utile perché in
uno schema semplice, chiaro, che si può racchiudere in una pagina, questo
è nato su carta, ci sono anche tutta una serie di versioni,
chiamiamole così, digitali che possono essere fatte con le applicazioni di note
che vi abbiamo spiegato nella scorsa puntata e in questa puntata, oppure
c'è addirittura l'applicazione che è nata con diciamo questa filosofia, che è
un'applicazione che serve appunto a prendere note con questa metodologia.
Ma non si ferma qua perché quella che vi ho spiegato io
è quella diciamo quotidiana.
Mettete al tavolo quando vi svegliate, quando vi viene comodo essenzialmente, si
parte mettendo la data in alto a sinistra tendenzialmente, segnate la data
in formato numerico e poi iniziate a scrivere il giorno.
Che giorno è, lunedì, martedì, mercoledì, giovedì quello che sarà, e poi
andate giù a scrivere quello che c'è da fare.
Questa è la minima parte perché in realtà questo si sviluppa ancora
molto molto più ampiamente, perché in realtà la pianificazione della giornata è
la versione finale del bullet journal.
Ma io vi consiglio da partire invece da questo, perché è quello
che direttamente vi aiuta tutti i giorni.
In realtà sembra partire da una pianificazione annuale, ci sono un sacco
di immagini che potete trovare come spunto per come utilizzare, come personalizzare
il proprio bullet journal, andando o sul sito o anche su Instagram
ed è molto bello perché dal punto di vista grafico è molto
accattivante.
Ognuno può fare un po' quello che vuole perché è ultra personalizzabile.
Si parte dall'anno se non mi ricordo male, perché io, per esempio,
quello dell'anno non lo utilizzo mai, ma si vede anche perché io
sono un disorganizzato cronico, nel senso che non c'è modo per me
di riuscire a creare questa vista che nel metodo Bullet Journal si
chiama Future Log, che è una vista generale sui mesi in cui
indicare impegni e cose da fare già definiti.
Ad esempio, che ne so, mi devo sposare, devo fare il compleanno
o una cena aziendale, la butto lì.
E serve solo come proprio memoria delle cose più importanti, perché poi
tutta questa roba qua verrà buttata nella così famosa to-do list giornaliera,
ok?
Ma non si finisce qua c'è anche il monthly log che invece
è la vista mensile.
Quindi, voi avete all'inizio del mese, vi appuntate tutti i numerini.
Prima mettete il mese di gennaio, vi segnate tutti i numerini 1,
2, 3, 4, 5, 6, andate avanti fino al 31.
E questo di sotto sta tutto in una pagina in formato A5
e si compila essenzialmente in due parti.
Allora l'elenco con un numero iniziale del giorno della settimana, e all'altro
ciascun giorno si potrà indicare sinteticamente il task e gli eventi già
pianificati e specifici per quel giorno.
E poi chiaramente nel corso del mese incominciate a infilargli dentro le
cose che magari vi capitano durante il mese e quindi avete questa
vista mensile che vi permette appunto di avere abbastanza chiaro cosa c'è
da fare nel mese.
Questo bullet journal parte da una vista annuale per scendere da quella
mensile che anche questa obiettivamente è utile.
Però, dal mio punto di vista, a me viene molto più comodo
utilizzare il calendario di Apple dove all'interno, lì in quel calendario, inserisco
tutti quante gli eventi pianificati, gli impegni di lavoro.
Vi riscorrendo perché mi viene davvero comodo perché riesco a gestirlo con
l'incrocio degli impegni familiari e gli impegni del podcast e di tutte
le cose che faccio che incominciano ad essere un po' tante, devo
darmi una regolata perché ho anche una certa età.
E poi comunque io ho trovato una buonissima forma di incrocio tra
quello che può essere il bullet journal nato sulla carta, a un
bullet journal digitale.
La mia è una via di mezzo, me ne rendo conto, non
è un'applicazione in toto della filosofia bullet journal.
Demando tutto quanto all'applicazione calendario di Apple, che può essere qualsiasi applicazione
che utilizzate per il calendario in formato digitale, diventa molto comodo sotto
questo punto di vista, perché invece di avere bisogno di qualcosa su
cui appuntarsi le cose in formato fisico, quindi avete bisogno di una
penna e di un tacuino, deve essere sempre quello e deve essere
sempre con voi.
Purtroppo bisogna dirlo: la cosa che è più con noi nella vita
in questo momento è lo smartphone.
Quindi mi sembra più giusto delegare questa parte della generale, chiamiamola così,
della gestione delle giornate, delle settimane, dei mesi.
Mi viene più giusta infilarla all'interno del calendario, anche perché una cosa
che non ha la versione, chiamiamola così, cartacea del Bullet Journal è
che non ti può dare una sveglia, invece, io mi posso applicare
all'interno del calendario una sveglia che mi dice guarda che tra due
giorni devi andare a salutare Filippo perché arriva l'instazione.
A me diventa interessante questo.
Invece, la parte del daily log, chiamiamolo così, che invece quello giornaliero
che vi dicevo all'inizio di quando vi ho parlato del bullet journal,
invece quello è una cosa che va bene sia cartacea che digitale,
secondo me.
Nel senso che Cartacea tendenzialmente quando ti mette a fare il daily
log vuol dire che seduti e stai facendo il punto della situazione
della giornata e devi pensare a come gestire il tuo lavoro.
Perché io lo applico tantissimo al lavoro, ma in realtà si può
applicare anche a tutta la vita.
Sono più per una questione più lavorativa e visto che anche a
due podcast è indirizzato a chi lavora con questi strumenti, invece io
preferisco utilizzare all'inizio la versione cartacea dove mi appunto tutto quanto, poi
sono passato a queste applicazioni che appunto permettono di prendere le note
e quindi fare anche il bullet journal tranquillamente in scioltezza con il
vostro tablet appoggiato di lì e potete avere anche la possibilità di
ricercare le note, cercare il testo e via discorrendo.
Aiutano anche le applicazioni che prendono le note, quelle che ti permettono
anche di fare dei segni grafici come diceva appunto Filippo all'inizio, dove
se non sei Giotto non fai il cerchio giusto, però almeno c'è
l'applicazione che ti aiuta a chiudere il cerchio in modo abbastanza chiaro.
Un'altra mia particolarità, come vi dicevo, è quella di cercare subito immediatamente
se all'interno dell'applicazione di note che viene utilizzato c'è questo sfondo puntinato,
su Paper ad esempio c'è ed è una delle mie preferite appunto
per quello, su note non c'è mannaggia loro, nel senso che se
mettessero anche un po' di sfondi non sarebbe male.
E poi ci sono tante altre applicazioni che permettono appunto di cambiare
gli sfondi, ne cito due, giusto al volo, uno potrebbe anche essere
Morfolio Journal eppure Cola Note, che è un'altra applicazione per prendere note,
ma ce ne sono tante altre.
Questa cosa si incrocia anche con l'applicazione per prendere appunti sui PDF.
Questo perché?
Perché è una cosa interessante, nel senso che voi potreste addirittura fare
come ho intenzione di fare io, perché sto sviluppando un modello preciso
apposta per questo: un foglio PDF dove ci sono già gli spazi
per questa tipologia di notazione, potete creare autonomamente un file PDF dove
in alto c'è la data da compilare, il giorno da compilare.
Poi avete lo spazio, magari puntinato come piace a me, senza grossi
problemi.
Voi potete inserire le vostre notazioni, il vostro quadratino, il vostro cerchio,
il vostro puntino.
Dipende.
Io per esempio, un'altra cosa che non ho detto, non ho la
notazione classica del bullet journal, ma per esempio utilizzo quasi dei to-do
con dei quadratini dove io posso segnare appunto che ho fatto quel
task.
Un'altra cosa che mi sono dimenticato che mi sta venendo in mente
adesso è che la notazione principale era quella del puntino per delle
cose da fare, perché poi quando l'avete finito ci mettete sopra una
bella X e quindi conseguentemente diventa più semplice da fare, per esempio
che il meno, ma io uso il meno perché mi viene comodo,
oppure utilizzo il quadratino.
Dipende anche dalla giornata, non è che io non sono uno che,
mentre si segna le cose, usa delle regole precise.
Se vedete poi in giro per internet e tutte le varie cose,
vedrete che ci sono proprio delle opere d'arte, sono così ricercate, così
belle da vedere, anche semplicemente delle opere veramente da amanuense per scrivere
il nome del mese.
Sono veramente delle cose incredibili e poi non ci si ferma lì.
C'è chi le personalizza facendo dei disegni.
Io, per esempio, lavorando nel campo tecnico dove disegno anch'io, tante notazioni
non si fermano con la nota, ma lascio uno spazio sulla destra
che mi può venire utile per fare quei piccoli disegni, quei piccoli
schemi che mi vengono utili nel corso delle notazioni.
Questa forma di bullet journal è molto interessante perché è un cerchio
chiuso, nel senso che una grande chiarezza mentale per cercare di capire
come potrebbe andare l'anno.
Poi avete questo montly log per il mese, nel momento in cui
voi finite un mese il mese dopo, dovete fare, diciamo, la somma
di quello che avete fatto il mese prima, perché magari vi siete
appuntati de obiettivi, delle cose da fare che non sono state fatte.
Quindi dopo è cominciate a prendere, ok, ragazzi, di tutto il mese
scorso, di tutti i miei daily log che mi sono appuntato come
bravo amanuense, non come me che vado più o meno a caso
e le faccio non proprio bellissime perché sono un po' più pratico.
Però, come vedete poi anche dalle varie immagini che troverete su internet,
questa forma di ripasso di quello che è stato fatto nel mese
precedente aiuta anche a non perdersi i pezzi, perché magari nella vita
caotica che abbiamo tutti quanti nella nostra vita questo ripasso di quello
che viene fatto questo mese, che è stato tralasciato, che vi siete
dimenticati così non mi sfugge niente.
Buon Filippo penso che nelle note dell'episodio metterà un po' di link
per le varie possibilità, la filosofia e magari qualche pagina di riferimento
lo troverete nelle note dell'episodio.
Questo è uno dei tanti metodi.
Io, per esempio, aggiungo che la questione è un po' più complessificata,
ma neanche troppo nel mio punto di vista, perché all'interno del bullet
journal che non si potrebbe, secondo la filosofia dritta e chiara del
bullet journal non
si potrebbe, ma io all'interno del bullet journal ci ficco dentro anche
il time blocking.
Cos'è il time blocking?
Abbiamo già parlato.
Sul podcast essenzialmente è dedicare del tempo preciso all'interno della giornata per
varie task, nel mio caso è per vari lavori, perché magari all'interno
di una giornata devo portare avanti tre lavori, allora decido che il
time blocking coincide col pomodoro time.
Arrivo in ufficio, magari alle 10, perché la mattina ho dovuto fare
una serie di commissioni ho portato i bambini e via discorrendo.
So che davanti a me faccio un numero per fare una cosa
semplice, ci sono tre ore.
Decido di dividere questi tre ore in segmenti da mezz'ora.
Quindi ho sei segmenti.
Quindi, cosa faccio?
Mi faccio una colonnina in fondo alla mia pagina dove mi sto
segnando tutto quanto le cose da fare, che divido all'interno di questi
blocchi mi segno di fianco a cosa dedicato.
Ad esempio, se ho tre lavori, chiaramente posso decidere io normalmente di
dedicare a questi tre lavori lo stesso tempo, ma se sono indietro
con un lavoro posso anche decidere di dare quattro blocchi a un
lavoro e gli altri rimanenti blocchi agli altri due lavori.
Quindi riuscite anche a gestirvi mentalmente con le priorità, grazie al time
blocking, questa tipologia di lavori che si vanno a sovrapporre.
Cosa succede tendenzialmente nella testa di qualsiasi professionista?
Ho otto lavori assieme, non so da che parte girarmi, non so
quale portare.
Do tutto il tempo che posso a quello che mi hanno telefonato,
mi hanno detto che è urgente.
E se mi arriva la seconda telefonata che mi dice che è
urgente, vado in panico, vado in palla e molto probabilmente lascio indietro
qualche lavoro per portare avanti quello che è
diventato urgente.
Questo sistema di time blocking può diventare davvero utile anche per cercare
di dedicare il tempo che avete nella giornata, che ricordiamolo a tutti
quanti: il tempo della giornata non è infinito.
Bisogna darsi delle scadenze e il pomodoro time, incrociato col time blocking,
diventa assolutamente molto tagliente perché quando suona capite se state andando a
lungo o siete corti.
Questa è un'abilità che vi viene dopo.
Per esempio, a me ho visto recentemente che riesco a beccarlo circa
10 secondi prima che si metta a suonare so che suona.
Ma un'altra cosa che diventa, secondo me, molto importante dal punto di
vista del professionista è la gestione del tempo.
Come vi dicevo, noi abbiamo un tempo limitato, può capitare che dal
punto di vista del cervello il time blocking aiuta tantissimo perché vi
date una scadenza.
Quante volte vi capita che magari dico ok faccio questo lavoro ma
non so quanto ci metto e vi trovate che magari a metà
della giornata siete a un quarto di che pensate e quindi incomincia
a sballarsi tutta la gestione del lavoro.
Invece, dandovi delle scaden del genere, dici ok, in mezz'ora riesco ad
arrivare a questo punto, si incomincia a fare questo ragionamento mentale, incomincio
a capire che a mezz'ora arrivo a questo punto, però devo arrivare
al doppio di quello che penso di fare in mezz'ora e chiaramente
devo aggiungerci due blocchi.
Perché così riesco a coprire dove devo arrivare e cerco di dedicargli
il tempo giusto.
La cosa migliore, secondo me, è metterci dentro il pomotoro time perché
appunto avete questi 5 minuti di pausa che sembrano tanti, però in
realtà sono veramente pochi tra un passaggio e l'altro, nel senso che
vi sembrano veramente stretti.
Però in quei 5 minuti lì ringrazierete di averlo perché se voi
fate il conto di questi 5 minuti che passate tra un pomodoro
e l'altro, nell'esempio che ho fatto prima delle tre ore, voi avete
essenzialmente 10 minuti ad ora, quindi avete fatto mezz'ora circa di pausa
in modo molto corto.
Io ad esempio ci infilo delle cose da fare molto semplici come
possono per esempio scrivere due righe per l'articolo.
Però capite che cambio modalità di vista, per me non è lavoro,
scrivo un articolo, penso ad altro e quindi mentalmente rimango più scarico.
Posso fare quello o posso anche, che ne so, andarmi a vedere
un video, chi lo sa.
Comunque, diciamo che a me diventa molto interessante riuscire a mettere insieme
il time blocking il bullet journal con la notazione dei file PDF
o le app che permettono di prendere note.
Diciamo che questo qui, secondo me, è la chiusura del cerchio, almeno
dal mio punto di vista, della filosofia che ci sta dietro all'utilizzo
di questi strumenti.
Sì, direi che siamo arrivati al punto giusto, come si suol dire,
e quindi chiudiamo la puntata con questi argomenti.
Quindi do nuovo la parola a Roberto per i saluti finali come
al suo solito.
Per quanto riguarda questa simpatica nota gigante di come fare le note
all'interno del vostro lavoro, sperando di avervi fatto un bel servizio.
Troverete come sempre tutto quanto.
Il link e tutte le spiegazioni degli argomenti che abbiamo trattato in
questa puntata e tutti i nostri riferimenti su aduepodcast.it31 che è la
puntata che abbiamo fatto quest'oggi.
Dove ci potete trovare?
Allora, dunque, come mi piace definirmi Filippo Prezzemolino Roberto perché sono un
po' dappertutto, ma perché do fastidio senza mezzo.
Sono dappertutto e do fastidio perché sono dappertutto mi trovate.
È vero, è vero.
Allora, ho un blog personale che si chiama marcodonnet.wordpress.com che è dedicato
al Mac e architettura.
Non solo, si sta sviluppando anche sul digitale e all'interno sto mettendo
anche gli articoli che sto scrivendo per il blog di Grafisoft Italia
che sono tendenzialmente dedicati al BIM, che è una filosofia che serve
a progettare meglio.
Poi c'è un simpatico podcast che si chiama Snap Architettura Imperfetta.
Che recentemente ha anche ricevuto qualche riconoscimento, non te ne ho ancora
parlato Filippo, te ne parlo poi in separata sede.
Ma sono stato molto contento.
Un podcast molto verticale dedicato agli architetti e alla coevoluzione di quello
che è la professione dell'architetto con la tecnologia.
E come vi dicevo prima, mi trovate anche sul blog di Graffisoft
Italia su Instagram, su LinkedIn, su Twitter e penso che possa bastare
così.
Invece, il nostro amico Filippo, dove lo troviamo?
Avvocati e Mac.it non solo, perché adesso escono le nuove puntate negli scorsi
mesi di Avvocati e Mac Compendium da gennaio, sto uscendo.
Cioè siamo a febbraio mentre registrò, sto uscendo mensilmente, non garantisco che
i due di fila porteranno anche un terzo, ma ci sto provando
e anche qualche webinar.
Non lo dice spesso, però, sta facendo anche questo.
Quindi anche il nostro Filippo, a forza di stare col gobo, sta
incominciando a zoppicare anche lui: il gobo.
Si vede che sei tardi, non ce la faccio più, ragazzi.
Un bacio a tutti, ci sentiamo tra due settimane.
Alla prossima!