Ep. 30 1:00:57

Prendere note con l’iPad con Apple Pencil

In questa puntata Roberto e Filippo iniziano a parlare delle possibilità di scrivere e prendere note "a mano" su iPad con l’aiuto di Apple Pencil

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In questa puntata Roberto e Filippo iniziano a parlare delle possibilità di scrivere e prendere note “a mano” su iPad con l’aiuto di Apple Pencil

Note dell’episodio

  • Usare Apple Pencil con iPad: guida Apple citata per configurazione, abbinamento e uso di Apple Pencil con iPad.
  • Scrivere con “Scrivi a mano” su iPad: funzione Scribble citata nella puntata per scrivere nei campi di testo, cancellare scarabocchiando e separare parole con un tratto.
  • Usare Note su iPhone, iPad e iPod touch: riferimento Apple per l’app Note, inclusa la creazione rapida di note e gli strumenti di disegno.
  • Usare iPad come secondo schermo per Mac: pagina Apple su Sidecar, discussa per usare iPad e Apple Pencil con applicazioni Mac.
  • Apple Pencil e Scribble nelle Human Interface Guidelines: riferimento per sviluppatori sull’integrazione corretta di Apple Pencil e Scribble nelle app.
  • Procreate: applicazione di disegno citata da Filippo come esempio di app iPad progettata bene intorno ad Apple Pencil.
  • Clip Studio Paint: applicazione citata per disegno e fumetto su iPad.
  • MindNode: app di mappe mentali citata da Filippo per l’inserimento di disegni nelle mappe.
  • Goodnotes: applicazione usata da Filippo per prendere appunti a mano, mantenendo la ricerca e l’estrazione del testo.
  • Notion: app citata da Roberto come esempio di strumento dove l’interazione con Apple Pencil non è ancora naturale.
  • Adobe Photoshop: citato per l’uso con Apple Pencil tramite iPad, Sidecar o soluzioni simili, soprattutto nel ritocco grafico.
  • Luna Display: soluzione citata da Filippo per usare iPad come display e superficie di input collegata al Mac.
  • Duet Display: alternativa citata per usare iPad come secondo schermo o tavoletta grafica collegata al Mac.

Sinossi1

1. iPad, Apple Pencil e il cambio di prospettiva sul tablet

Filippo e Roberto aprono la puntata partendo da un tema che collega molti argomenti già affrontati in A2: l’iPad come dispositivo sempre più vicino a un computer, soprattutto quando viene affiancato da Apple Pencil, tastiera e mouse. Roberto, che in passato aveva guardato l’iPad con scetticismo per limiti legati al proprio lavoro di architetto, riconosce che la separazione di iPadOS da iOS e l’evoluzione dell’interfaccia hanno cambiato molto il quadro. La dock, le applicazioni richiamate nella parte bassa dello schermo e la possibilità di usare accessori tradizionalmente associati al computer rendono l’iPad meno “tablet da consumo” e più strumento operativo.

La puntata si concentra sulla scrittura a mano, sulla presa di note e sull’uso della Pencil come strumento di input. Roberto sottolinea che Apple Pencil non è un prodotto nuovo: la prima generazione accompagna iPad Pro fin dal 2015. Il ricordo della prima prova in Apple Store è netto: rispetto alle tavolette grafiche tradizionali, dove il ritardo tra gesto e tratto rendeva l’esperienza poco naturale, l’iPad con Pencil dava la sensazione di scrivere direttamente su una superficie reattiva.

“Era veramente come scrivere su uno schermo di vetro, incredibile.” — Roberto, 00:03:48

Da quella prima impressione Roberto aveva immaginato un futuro in cui l’architetto potesse lavorare quasi soltanto con iPad. La storia, almeno per ora, non gli ha dato pienamente ragione: molte applicazioni professionali non trattano la Pencil come input principale. Per lui il problema non è l’hardware, ma il modo in cui gli sviluppatori integrano, o non integrano, questo tipo di interazione.

2. App che capiscono la Pencil e app che la ignorano

Filippo distingue subito tra applicazioni progettate per usare bene le API di Apple Pencil e applicazioni che si limitano a funzionare su iPad senza adottarne davvero le logiche. Cita Procreate come esempio positivo per il disegno a mano libera e Clip Studio Paint per il fumetto. In questi casi la Pencil è al centro dell’esperienza: pressione, tratto, strumenti grafici e precisione sono pensati per il gesto della mano.

Roberto porta invece l’esempio di Notion, che per lui mostra quanto possa diventare frustrante usare Apple Pencil in un’app non costruita intorno a questo input. Scrivere, selezionare, spostarsi tra pagine e manipolare testo può diventare complicato se l’interfaccia non riconosce la Pencil come strumento naturale. Filippo collega il limite anche alla natura tecnica di alcune app, come quelle basate su Electron, che spesso dialogano meno profondamente con il sistema operativo.

La conversazione passa poi a MindNode. Filippo racconta di avere scoperto una funzione non particolarmente evidente: pur non permettendo vere mappe mentali interamente disegnate, l’app consente di inserire disegni fatti a mano dentro una mappa. È un esempio di integrazione “ibrida”, dove l’app non diventa un programma di disegno, ma apre comunque uno spazio utile alla Pencil. Questo porta i conduttori a una prima idea ricorrente della puntata: iPad e Pencil funzionano al meglio quando testo, gesto, disegno e interfaccia non sono compartimenti separati.

3. Prezzo, configurazioni e differenze tra Apple Pencil di prima e seconda generazione

Filippo e Roberto affrontano poi le differenze tra Apple Pencil di prima e seconda generazione. Il prezzo è il primo tema: la Pencil è un accessorio costoso, soprattutto se rapportato al prezzo di un iPad base. Roberto ricorda però che spesso si trovano offerte, anche su Amazon o nell’usato, che riducono la distanza dal listino. Filippo osserva che, se si usa iPad senza mouse e tastiera, la Pencil può cambiare radicalmente il modo di interagire con il dispositivo.

La configurazione personale di Filippo è un iPad Pro con Apple Pencil di seconda generazione sempre agganciata magneticamente e una tastiera Apple più leggera della Magic Keyboard. Per lui questa combinazione è particolarmente efficace anche nell’editing del podcast: la tastiera serve per le scorciatoie del software, mentre la Pencil permette tagli e correzioni dirette sulla timeline.

La differenza più evidente tra le due Pencil è il sistema di ricarica. La prima generazione si ricarica rimuovendo il cappuccio e inserendo il connettore Lightning direttamente nell’iPad, soluzione molto discussa per l’effetto “lecca lecca” e per la fragilità percepita. Filippo la difende come compromesso iniziale: poco elegante, ma pratico in caso di emergenza e rapidissimo nella ricarica. L’adattatore femmina-femmina permette anche di collegarla a un cavo Lightning, rendendo il collegamento diretto all’iPad più una soluzione di fortuna che l’unico metodo possibile.

“Come primissima iterazione è secondo me stata una bella soluzione.” — Filippo, 00:13:48

La seconda generazione risolve molti problemi: si aggancia magneticamente al lato dell’iPad Pro, si ricarica wireless ed è sempre pronta. Filippo la descrive come il prodotto più maturo, quasi definitivo, perché elimina il problema pratico di dover cercare la Pencil o ricordarsi di caricarla. Se la matita è sempre attaccata all’iPad, viene usata molto più spesso.

4. Batteria, pairing e doppio tap della Pencil 2

La discussione entra in dettagli pratici sull’uso quotidiano. Filippo segnala un comportamento della Pencil di prima generazione: una volta abbinata all’iPad tramite Lightning, se resta abbastanza vicina può continuare a essere collegata via Bluetooth e consumare batteria. Roberto verifica che con una cover chiusa la Pencil tende a non essere rilevata, mentre riaprendo la cover torna visibile tra le batterie. Il punto non è teorico: chi tiene Pencil e iPad vicini può ritrovarsi con la matita scarica dopo qualche giorno di inutilizzo.

La Pencil di seconda generazione porta anche un fattore di forma diverso, con un lato piatto e un gesto configurabile tramite doppio tap. Filippo e Roberto discutono a lungo della comodità reale di questo “tasto virtuale”. In teoria può servire per passare alla gomma o cambiare strumento; in app come Procreate o Photoshop può assumere funzioni più specifiche. In pratica, Filippo non lo usa quasi mai perché il gesto richiede di interrompere il tratto, sollevare la mano e perdere la presa naturale sulla penna. Roberto riconosce che molto dipende anche da come ciascuno impugna la penna: per chi usa l’indice per guidare il tratto, il doppio tap può risultare meno immediato.

Il confronto con le penne da tavoletta grafica è inevitabile. Le tavolette spesso hanno pulsanti fisici raggiungibili mentre si lavora, mentre il doppio tap della Pencil richiede un gesto separato. I conduttori non negano l’utilità della funzione, ma la collocano tra le opzioni interessanti più che tra le abitudini indispensabili.

5. Gesti di sistema: screenshot, note rapide e angoli attivi

Roberto introduce una delle funzioni che lo ha colpito di più: lo screenshot con Apple Pencil. Invece di premere combinazioni di tasti fisici, basta trascinare la Pencil dall’angolo in basso a sinistra verso il centro dello schermo. Il gesto cattura ciò che si sta visualizzando e rende l’operazione immediata.

“Basta fare uno swipe dall’angolo sinistra in basso verso il centro e si crea lo screenshot.” — Roberto, 00:26:38

Il gesto opposto, dall’angolo in basso a destra, richiama invece una nota rapida. Roberto collega queste funzioni agli angoli attivi di macOS, dove il puntatore portato in un angolo dello schermo può mostrare la Scrivania o mettere il Mac in stop. Per lui è un altro segnale della convergenza tra iPadOS e logiche da computer: l’iPad mantiene la semplicità del tocco, ma introduce scorciatoie di sistema sempre più potenti.

Da qui nasce una riflessione sull’apprendimento delle nuove generazioni. Roberto racconta che sua figlia, avvicinandosi al computer per la scuola, trova il computer più difficile dell’iPad. Il mouse separa mano e schermo: si muove un oggetto sul tavolo per agire su qualcosa altrove. Con iPad, dito e Pencil lavorano direttamente sulla superficie in cui si vede il risultato. Per Roberto questa immediatezza è un valore importante e potrebbe rendere il tablet, o dispositivi simili, più naturali del computer tradizionale per chi cresce oggi.

6. Scribble e la scrittura a mano dentro iPadOS

Il centro della puntata diventa Scribble, la funzione di riconoscimento della scrittura a mano. Roberto la collega all’esperienza già vista su Apple Watch, dove lo aveva stupito la capacità del sistema di riconoscere lettere, numeri, maiuscole e minuscole scritte con il dito su uno schermo minuscolo. Portata su iPad con Apple Pencil, quella logica diventa molto più potente.

Roberto usa Scribble ovunque possibile e scrive spesso agli sviluppatori quando un’app non lo supporta bene. La funzione riconosce il suo stampatello, ma anche la sua scrittura quotidiana, che lui descrive come non semplice e con alcune lettere personali. Più la usa, più ha l’impressione che il sistema migliori nel riconoscimento. Oltre alla trascrizione del testo, lo colpiscono i gesti di correzione: per cancellare una parola basta scarabocchiarci sopra, un gesto identico a quello imparato sulla carta, ma con l’effetto digitale della parola che sparisce davvero.

“Basta il gesto più naturale del mondo di farlo con la penna.” — Roberto, 00:33:07

Filippo riassume le funzioni principali: si può scrivere a mano nei campi di testo del sistema, convertendo automaticamente il tratto in caratteri tipografici; si può cancellare scarabocchiando; si può separare una parola tracciando una linea verticale tra due lettere. Lui però usa poco questa modalità, perché ha un approccio più tradizionale: se deve scrivere seriamente, usa la tastiera; se vuole prendere appunti a mano, preferisce app dedicate come Goodnotes, dove la scrittura resta manoscritta ma viene comunque riconosciuta e resa ricercabile.

7. Scrivere su vetro, attrito e abitudine della mano

A metà puntata Roberto apre una parentesi sulla sensazione fisica di scrivere con Apple Pencil su vetro. Per chi arriva dalla carta, soprattutto dal disegno tecnico con china, squadrette e supporti fisici, la mancanza di attrito può essere destabilizzante. La punta scivola, il tratto sembra meno controllabile e la calligrafia può cambiare. Roberto racconta di avere avuto difficoltà iniziali anche solo a scrivere in modo naturale.

Filippo ha vissuto diversamente il passaggio. Avendo già esperienza con tavolette grafiche, anche prive di schermo, era abituato a separare mano, occhio e risultato. Per lui disegnare su iPad non è stato traumatico, e non ha mai sentito il bisogno di pellicole ruvide o punte alternative. Conosce prodotti come Paperlike, ma non ama l’effetto opaco che modificano sullo schermo, perché l’iPad non serve solo a scrivere o disegnare: resta un display da usare anche per leggere, vedere contenuti e lavorare.

Roberto, dopo quasi un anno di uso, dice di essersi abituato alla superficie liscia e di non sentire più la stessa esigenza di modificare l’attrito. Si chiede anche se cambiare troppo la sensazione della Pencil non vada contro l’idea progettuale dello strumento: se Apple avesse voluto una punta più ruvida, forse l’avrebbe realizzata così. Il confronto resta aperto, ma aiuta a chiarire che l’esperienza con Apple Pencil non è solo software: è anche memoria muscolare, supporto fisico e abitudini di scrittura.

8. Note come taccuino rapido e strumenti base per disegno e riconoscimento

Roberto e Filippo passano all’app Note, che entrambi non usano come applicazione principale per i propri appunti avanzati, ma riconoscono come strumento molto potente per l’uso quotidiano. Roberto, nel suo lavoro, preferisce app terze perché deve annotare PDF e gestire file con precisione. Tuttavia Note ha funzioni sufficienti e molto comode per chi vuole prendere appunti, disegnare e catturare idee rapidamente.

Una funzione importante è la nota dal blocco schermo. Con Apple Pencil di seconda generazione e un iPad compatibile, toccando lo schermo spento con la Pencil si apre direttamente una nota. Non serve sbloccare il dispositivo, cercare l’app o preparare un documento. L’iPad diventa un taccuino pronto all’uso. Con la Pencil di prima generazione il comportamento è diverso: lo schermo deve essere acceso, anche se ancora bloccato. Se si usa una cover che accende automaticamente lo schermo, la differenza è meno evidente; senza cover, invece, il passaggio in più si nota.

Dentro Note compare una tavolozza con strumenti di scrittura, gomma, colori e righello. Roberto immagina che molti utenti useranno soprattutto le prime penne e la gomma, ma il righello può essere molto utile in contesti tecnici. Note può anche riconoscere elementi scritti a mano come numeri di telefono, date e indirizzi, collegandosi alle funzioni di riconoscimento testo introdotte in iOS e iPadOS. Filippo ricorda che il riconoscimento del testo funziona anche nelle foto e nello schermo, trasformando iPhone e iPad in una sorta di OCR rapido e molto preciso.

L’app riconosce anche forme disegnate a mano: cerchi, quadrati, stelle e altre figure possono essere trasformati in forme regolari. Per appunti, schemi e piccole mappe visive, questa funzione rende il risultato più ordinato senza richiedere strumenti complessi.

9. App di scrittura, PDF, Pages e uso professionale

La conversazione allarga l’uso della Pencil oltre Note. Roberto insiste sul fatto che Scribble è esteso a tutto il sistema operativo: ogni campo di testo può diventare un punto in cui scrivere a mano. Questo riguarda app Apple come Pages, ma anche editor di testo e strumenti esterni. Cita Block Quote, editor Markdown nel quale ha scritto un intero articolo a mano. Per lui è un ritorno quasi scolastico alla scrittura dei temi: più lento della tastiera, ma diverso nel rapporto con il pensiero e con il testo.

Filippo, invece, separa di più i contesti. Per prendere appunti a mano usa Goodnotes, che mantiene il tratto manoscritto ma consente ricerca ed estrazione del testo. Questa distinzione è importante: scrivere a mano non significa sempre volere una conversione immediata in testo tipografico. A volte serve conservare la pagina come pagina, con frecce, segni, schemi e disposizione spaziale.

Roberto collega tutto al lavoro su PDF, fondamentale per molti professionisti. Apple Pencil diventa particolarmente utile quando bisogna annotare documenti, correggere elaborati, segnare punti critici o commentare file grafici. Nel suo lavoro di architetto, Note è troppo minima, ma la logica della Pencil applicata ai PDF è centrale: restituisce al digitale gesti che sulla carta erano normali, come sottolineare, indicare, correggere e disegnare sopra un elaborato.

10. Sidecar, Luna Display e iPad come tavoletta per il Mac

Nella parte finale i conduttori affrontano Sidecar e l’uso dell’iPad come estensione del Mac. Roberto spiega che Sidecar permette di usare iPad come secondo schermo o come superficie collegata al Mac, e questo diventa interessante quando si lavora con applicazioni come Photoshop. Per un architetto, il fotoritocco di render o l’inserimento di immagini nel contesto urbano è più naturale con una penna che con un mouse.

Filippo ricorda che tavolette grafiche dedicate esistono da tempo e funzionano bene, ma Roberto nota che molti utenti potrebbero avere già un iPad, rendendo Sidecar una possibilità immediata. Filippo cita anche Luna Display, che usa quando vuole disegnare con Apple Pencil su applicazioni Mac non disponibili nativamente su iPad. Il vantaggio è poter usare insieme Pencil e gesti multitouch, per esempio per ingrandire e ridurre l’immagine con le mani mentre si disegna.

I conduttori distinguono però tra app adatte e app inadatte. Photoshop funziona bene perché da anni supporta logiche di input da tavoletta grafica. Applicazioni CAD o BIM, invece, possono essere disastrose se non sono progettate per questi strumenti. Roberto critica in particolare la mancata attenzione di alcuni sviluppatori professionali verso input alternativi al mouse. Per lui, in ambiti come CAD e progettazione, una buona integrazione della Pencil potrebbe ridurre anche la fatica fisica di chi lavora molte ore al giorno con il mouse.

Filippo chiude con una precisazione sul futuro di Sidecar e Universal Control: con macOS Monterey 12.3 le impostazioni cambiano, e Sidecar può diventare meno evidente perché integrato nelle preferenze dei monitor e nella logica di controllo tra dispositivi Apple. Roberto aggiunge che Sidecar nasce comunque prima di tutto come secondo monitor, non come tavoletta grafica universale. La Pencil in Sidecar, nell’80% dei casi, si comporta più come puntatore che come strumento di disegno, a meno che l’app usata sul Mac non sia davvero pronta a sfruttarla.


  1. Questa sinossi è generata con l’intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione della puntata. ↩︎

Leggi la trascrizione completa

Benvenuti all'episodio 30 di A2, in cui scoprire come ottenere il massimo

dalla vostra tecnologia Apple.

Io sono Filippo Strozzi e sono il vostro ospite, assieme all'amico Roberto

Marin.

Di che cosa parliamo in questo episodio, Roberto?

Oh, questo episodio parliamo di una cosa interessante, soprattutto che va a

raccordare, credo, molti argomenti che abbiamo toccato qui su Adue Podcast.

È interessante appunto per questo perché collega tante cose.

E il fulcro di questo collegamento è l'iPad, guarda un po', e

anche la sua amica Apple Pencil.

Vedo già Filippo che sta esultando giustamente perché io sono uno di

quelli che era, tra virgolette, l'acerimo nemico di iPad che considerava poco

meno di un computer, ma più che altro per questioni logistiche mie

di lavoro che non potevo fare diversamente, nel senso, poche cose posso

fare io dal punto di vista lavorativo sul computer, ma scusate, sul

tablet.

Ma c'è da dire che lo chiami computer, lo chiami computer anche

se ti sbagli, vedi.

Perché stavo pensando appunto che in un prossimo articolo che prima o

poi concluderò, stavo appunto dicendo che l'iPad, grazie a questa biforcazione in

iPadOS con tutto ciò che è stato inserito all'interno, si avvicina

davvero molto pericolosamente ad essere un computer.

Fa decisamente molto effetto vedere soprattutto la doc, la parte destra in

basso, con tutte le applicazioni che vengono richiamate, sembrano quelle di MacOX.

Senza considerare che quando mettete una tastiera e un mouse, ragazzi miei,

il richiamo al computer veramente diretto.

Quindi bando alle ciance, ne parleremo più avanti di come affrontare la

questione delle note con pencil e iPad.

E passiamo subito alle richieste.

Sì, perché noi abbiamo bisogno di un sostentamento da voi, grandissimi ascoltatori

che ci seguite.

Chiediamo semplicemente di supportare il podcast facendo una bella recensione su Apple

Podcast o dove vi viene comodo, anche su Spotify si dice che

si possa lasciare delle recensioni.

Quindi, se volete, potete farlo anche lì, noi ringraziamo comunque.

E in questa fase iniziale, come sempre, le recensioni, oltre a permetterci

di capire cosa ne pensate, ci aiutano anche a farci conoscere e

quindi divulgare come si dice.

Io e Filippo siamo due divulgatori, come giustamente prima sottolineato in Sede

Separata, il mio amico Filippo Strozzi.

E se volete sapere come fare una recensione, troverete, come sempre, il

link nelle note della puntata.

Se invece volete scrivere due parole, chiederci degli argomenti specifici, avete dei

problemi o quant'altro, anche basta un saluto, c'è una bella email che

si chiama Scrivi.

Chiocciola a due podcast.it.

Hai visto la chiocciola?

Bella

bellissima, una bellissima chiocciola a forma di chiocciola.

Allora, dunque, caro mio Filippo, parliamo di prendere le note con iPad

e ovviamente con Apple Pencil, che è la morte sua.

Come si dice?

Come giustamente mai fatto notare, fai facile dire Apple Pencil, ma in

realtà ce ne sono almeno due di Apple Pencil in giro per

il mondo.

Io ho avuto il piacere di conoscerlo nel 2008, mi pare che

fosse il primo iPad Pro.

Prima?

Ti ricordi?

No, allora è il mio primo iPad Pro, che è il primo

anche iPad Pro del 2015

.

Assieme al primo iPad Pro c'era anche la prima Apple Pencil.

Quindi

ormai parliamo di uno strumento che ha 7 anni.

Esatto, uno strumento che a sette anni mi ricordo il primo giorno

che l'ho provata, ero molto curioso di questo nuovo hardware.

Sono andato direttamente in un Apple Store, l'ho provato ed era qualcosa

di fenomenale.

Perché io ero fermo, diciamo, alle tavolette grafiche e al dannatissimo lag

tra la penna e la tavoletta grafica, che quindi dava poi il

risultato sul computer, io lo odiavo veramente, non riuscivo a usare le

tavolette grafiche per problema di questo lag perché io scrivevo e poi

passava una frazione di secondo, ma sembrava veramente eterno quel caso.

E invece, usando l'iPad della Pencil, sono rimasto veramente stupefatto perché era

veramente come scrivere su uno schermo di vetro, incredibile.

Cosa molto che mi ha toccato nel profondo, tant'è che avevo anche

scritto un articolo finalmente con Apple Pencil intorno alla matita all'architetto, perché

già prefiguravo, già all'epoca, una nascita di una serie di applicazioni che

avrebbero permesso all'architetto di utilizzare solo l'iPad.

Purtroppo sono stato smentito dalla storia, per ora non è così.

Purtroppo lo dico veramente con rammarico perché le possibilità ci sono anche

grazie a Sidecar, ma non vengono sfruttate penso dagli sviluppatori.

Non hanno questa, diciamo, non dico lungimiranza, forse voglia di sviluppare in

questo senso.

Ma dal mio punto di vista trovo che in alcune applicazioni vedo

che Pensi non è considerata come uno strumento di input principale.

E questo è un errore, soprattutto dal punto di vista grafico.

Ci sono fior fiori di applicazioni che permettono di fare il disegno

digitale che sono molto valide, però tante altre lasciano un po' il

tempo che trovo.

Faccio un esempio stupido.

Se si va fuori dalla grafica, ad esempio, anche con Notion, che

è la prima applicazione che mi viene in mente, che non tratta

di grafica, ma parla di testo, quindi dovrebbe essere incentrato su questo.

Usare solo pensile è molto molto difficile perché sì che si può

sfruttare molte possibilità che permette pensil, ma diventa difficile muoversi tra una

pagina, scorrere, muovere del testo, perché appunto non c'è stata abbastanza attenzione

in questo senso.

E quindi questa qui è una panoramica di quello che ho visto

io.

Tu cosa ne pensi, Filippo?

Tu consideri che Notion credo sia un app Electron e quindi come

tale non funziona minimamente con il sistema operativo, che è il problema,

secondo me, di fondo di tutte queste applicazioni.

Il problema, diciamo che le applicazioni pensate a Apple Pencil comunque che

utilizzano le api di Apple Pencil sono funzionano bene.

Io adesso, giusto per fare degli esempi, io utilizzo Procreate che è

un'ottima applicazione di disegno, assolutamente, proprio a mano libera e così via,

anche se poi si possono fare delle cose anche carine a livello

prospettico con tutto il sistema.

Ho utilizzato Clip Studio Paint che è molto bellino.

Anche se

per disegnare fumetti, ecco, perché ricordiamo che il nostro Filippo comunque ha

la manina, diciamo, fortunata di quelle che disegnano bene.

E quindi è uno dei risvolti che ha Filippo che non pubblicizza

molto, mannaggia lui, ma ha una bella mano visto i suoi disegni:

una vita passata

fa, ma dovresti iniziare un po' a riprendere, a dare un po'

sfogo, ci vuole tempo, che non c'è ancora, quando i figli crescono

casomai.

Comunque, per esempio, mi sono accorto e devo dire la verità: una

cosa recente.

Poi, vabbè, io sono alla beta quindi non garantisco che sia che

ci sia, ma sono abbastanza convinto che ci sia.

Per esempio, anche My Node, che è una delle applicazioni che comunque

utilizza meglio la tecnologia Apple, chiamiamola così, tra le varie applicazioni che

utilizzo io tenendo a precisare, ha la possibilità, per esempio, abbastanza nascosta,

diciamo, perché io l'ho scoperta, cosa te l'ho detto?

Una o due settimane fa?

Ma addirittura non si possono fare in senso tecnico le mappe mentali

disegnate, ma si possono inserire dei disegni fatti mentre si fa la

mappa mentale all'interno di MyNode.

Quindi anche qui e questo sono, diciamo, il sistema tipico di Apple,

cioè utilizza appunto le api per gestire

l'Apple Pencil, che poi adesso lo vedremo pian pianino, sono le stesse

api che funzionano poi per note di fatto, se l'applicazione Ter accede

a questi strumenti, in pratica qualsiasi applicazione può utilizzare tutte quelle che

sono le funzioni che ha anche note, che diventa molto interessante, soprattutto

se chiamiamole così ibride.

Poi adesso vedremo un attimo che nell'ultimo periodo ecco quello non ho

fatto il controllo.

Casomai mentre ne parliamo, poi cerchiamo.

L'ultima funzione veramente interessante che è Scribble, ti permette di scrivere, cioè

del conoscimento del testo mentre scrivi con l'Apple Pencil nell'interfaccia invece grafica

di iPadOS, che è molto interessante.

Anche qui ritengo non particolarmente comoda dal mio punto di vista, però

diciamo che per alcune cose, per esempio, quando faccio editing del podcast,

appunto conferite utilizzando l'Happy Pencil, e ogni tanto devo fare i capitoli.

Quando li faccio e faccio un errore, utilizzo spesso volentieri l'Epple Pencil

per cancellare il testo che ho scritto non correttamente.

Insomma, effettivamente su una gestione ibrida, chiamiamola così, dei contenuti, l'iPad e

la Pencil sono diventate uno strumento molto interessante, secondo me, quantomeno da

conoscere.

Poi questo uso da un certo punto di vista, perché comunque l'Apple

Pencil adesso lo anticipiamo velocemente, ma credo sono 110 euro per quella

di prima generazione e 150 per quella di seconda.

C'è da dire che sì, il prezzo del lizzettino sarebbe quello, ma

si trovano delle ottime occasioni su Amazon, neanche nell'usato, nel senso, ho

visto Apple Pencil vendute 90 euro nella prima generazione e nell'usato nell'Amazon

Warehouse sono 70 euro.

L'ho visto il minimo che ho visto.

Comunque è un prezzo di un certo tipo.

Se considerate che l'iPad base costa 350 euro giù di lì.

Quindi, comunque è un terzo dell'iPad, tra virgolette, si esatto, un quinto

quello piccolo, ovviamente.

No, un terzo.

Ah, no, perché i sopra stanno da 70 euro.

Se tu parli da 110, certo,

io parlo dei prezzi e di listino, poi dopo è ovvio che

se trovi l'offerta, sono d'accordo con te.

È altrettanto vero, però, che dal mio punto di vista, forse sì,

adesso che si utilizza il mouse, è molto più facile utilizzare iPad

OS col mouse.

Però, se uno dovesse utilizzare l'iPad da solo, è molto limitato, nel

senso che tante cose non riesci a farle perché con un dispositivo

come la Pencil, anche solo quello senza tastiera e mouse ti cambia

veramente la vita obiettivamente su un iPad.

Io devo dire la verità: la mia configurazione

non base, ma comunque il mio iPad Pro, nella sostanza, è strutturato

con Apple Pencil sempre attaccata magneticamente, la versione 2, ovviamente.

Questo è forse un po' di più, cioè si potrebbe fare con

meno.

Tuttavia la tastiera Apple non la Magic la Magic, ma quella originale,

cioè senza il mouse che fa anche da cover, e che rispetto

alla Magic Key, in pratica è anche più leggera e più maneggevole,

chiamiamola così, perché in estrema sintesi la Magic Keyboard di cui non

parleremo più di tanto in questo episodio, però

non si apre totalmente.

L'iPad può essere utilizzato come laptop, come portatile, ma non di più,

mettiamola così.

Quindi io trovo che alla fine invece con gli agganci magnetici e

così via, per utilizzare la pencil, diciamo direttamente sullo schermo, con la

tastiera, faccio l'editing di questo podcast, viene fatto esattamente in questa maniera:

cioè con la tastiera che mi permette di utilizzare le scorsatoia.

La tastiera del programma di editing che utilizzo, e la pencil invece

per fare i tagli e cancellare sostanzialmente i nostri errori, soprattutto non

facciamo mai, faccio tutti io devi cancellare tutti i miei errori.

In ogni caso è molto interessante quella della peli, come hai tirato

fuori tu l'argomento.

C'è una prima generazione e una seconda generazione, le differenze sono sostanziali,

obiettivamente bisogna dirlo.

La prima, appunto, come dicevi, la partenza è il metodo di ricarica.

Si sono svegliati quelli di Apple, e hanno deciso che forse era

il caso di utilizzare l'induzione magnetica e così l'hanno utilizzata per la

seconda generazione, mentre la prima generazione, quando è uscita, ha fatto veramente

mettere le mani nei capelli.

Penso a tutti quanti e ci sarà anche qualcuno che penso che

abbia perso il posto.

Perché la prima iterazione, che era quella del 2015 che abbiamo ricordato,

per ricaricare la pensi, c'era solo un metodo, ovvero togliere il cappuccio

dalla parte posteriore della Pencil e infilarla nell'iPad, nella porta USB C

dell'iPad Lighting, era lighting,

tuttora.

Io ero già oltre.

Comunque in ogni caso, fatto sta che ti trovavi praticamente un mega

lecca lecca essenzialmente.

Esatto, sei stato molto bravo, molto politically correct.

Soltanto che io avrei avuto un po' paura perché lì è un

po' fragile l'attacco della pencil con il tablet.

Allora, diciamo, non so se nella tua versione, ma nella mia originale

c'è un adattatore, perché teoricamente, l'altra soluzione era quella di un adattatore

femmina, femmina, sostanzialmente, che ti permette di collegarlo invece a un cavo

Lightning e fare la ricarica, diciamo, in quella maniera esatto.

Oggettivamente la comunità dell'Apple Pencil è in quella maniera lì, cioè collegare

l'iPad attraverso il Lightning con questo con l'Apple Pencil che pericolosamente, tra

l'altro, spunta dalla parte finale dell'iPad.

Tuttavia, devo dire, come prima iterazione, so che tu non la apprezzi,

ma come primissima itazione è secondo me stata una bella soluzione, cioè

nel senso è una soluzione di compromesso evidentemente.

Tuttavia la pencil tonda, che è molto carina.

E ovviamente Apple ha fatto tutta una serie di cose per cui

è bilanciata, per cui non rotola in giro.

Insomma, hanno fatto tutta una serie di cose molto interessanti e hanno

ottenuto uno strumento veramente valido anche perché va da memoria, ma secondo

me è caricata per 30 secondi, ti dava tipo un'ora di autonomia

della pencil.

Quindi, anche in questo caso molto semplice e molto utile, io ho

bisogno di utilizzare la pencil, aspetto solo 30 secondi, eventualmente un minuto,

è una ricarica che mi permette di fare delle sessioni di disegno

anche abbastanza avanzate.

In più, sempre con quello sistema qui c'era il pairing, cioè la

comodità, diciamo, delle Apple Pencil è che tra virgolette, io la posso

spostare da un iPad all'altro semplicemente collegandola all'iPad attraverso la punta Lightning

dell'Epple Pencil delle iPad.

Quindi è vero, esteticamente, aveva delle limitazioni, chiamiamole così, ma sicuramente come

prima iterazione, come primo prodotto vendibile, effettivamente era un bel prodotto, e

tutti hanno.

Cioè, io per primo, devo dire la verità, ho sempre considerato ottima

questa soluzione perché effettivamente era una bella soluzione.

La seconda versione, che invece è direi il prodotto completo e finito.

Poi adesso vedremo se uscirà una terza generazione dell'Apple Pencil.

Dubito perché veramente con la versione 2, credo siamo arrivati alla soluzione.

Non dico perfetta, ma comunque più ergonomica, più semplice, più utile da

utilizzare, invece, non ha più questo meccanismo meraviglioso di collegamento.

Ma si, come spesso fa Apple, utilizza dei magneti per collegarsi magneticamente

al lato dell'iPad Pro e si ricarica ovviamente wireless.

Devo dire la verità: in questa maniera, in pratica, hai sempre l'Apple

Pencil a carica, e io devo dire la verità: la comodità vera

è che l'aggancio magnetico vuol dire, se non sei in movimento, di

poter portare sempre appresso la pencil, averla al momento del bisogno, quando

più.

Io spesso volentieri giro per casa con la pencil attaccata al mio

iPad Pro e l'utilizzo quando mi serve, però senza dovere, anche perché

se hai la pencil dall'altra parte, non la usi.

Certo, a proposito, appunto della prima generazione, devo dire che non essendo

all'inizio utilizzatore di iPad con pencil, nel senso che io ero fermo

all'iPad Air prima generazione, quindi un sacco di anni fa, non ho

mai utilizzato la Pencil e mai ho seguito da vicino la questione.

Sapevo soltanto della questione della lecca lecca, per intenderci.

Ma nel momento in cui sono riuscito ad arrivare a avere una

Pencil io e a vedere effettivamente la questione dell'adattatore femmina femmina, a

me a quel punto è diventato subito chiaro che la questione dell'attacco

a forma di lecca lecca era semplicemente una questione che se hai

bisogno, puoi ricaricarla così.

Ma non è la questione principale come pensavo fosse.

Con questo tipo di adattatore è chiaro che nel momento in cui

tu hai un iPad recente, puoi usare direttamente il caricatore dell'iPad perché

hanno la stessa porta essenzialmente.

Quindi tu con l'adattatore risolvi tutto quanto.

E secondo me fatta così, vista in questo senso, ha una giusta

funzione, perché, come dicevi tu, è una ricarica di fortuna, quella attaccata

all'iPad.

Non è bellissima, però è intanto la ricarica e ci mette 30

secondi per un'ora.

Diciamo il vero problema di tutta questa vicenda è che quel pirullino

lì che io non l'ho mai usato, devo dire la verità.

E alla fine, quando è troppo comodo, staccare il tappino e attaccarlo

per la ricarica e fare le tue cose, e poi riattaccare il

cappuccio, chiamiamolo così, e disegnare.

Per come strutturata la vicenda, quella che dovrebbe essere la soluzione di

fortuna, diventa poi la soluzione principale.

Ma io ti dirò personalmente non lo uso quasi mai quello di

attaccarlo al tablet.

Sai perché?

Perché io vedo questo tipo di soluzione quando sei in mobilità, quando

sei fuori, non hai una presa.

Se tu sei in casa, hai il caricatore e quindi tendenzialmente cosa

fai?

La prendi la attacchi lì al caricatore e boh, non ci pensi

più.

No, io devo dirti la verità, mai fatto in vita mia con

quello e il caricatore non l'ho mai usato.

Ma io sì, sì, a me viene comodo perché diciamo che la

carica è infinita.

Quindi capita che essenzialmente cosa succede, che ho l'iPad scarico verso la

fine settimana e descarico uno e scarico l'altro e li metto in

carica tutti e due, semplicemente.

Quindi mi veniva comodo in questo senso.

E quindi secondo me l'ideologia di questo caricamento era questo qua.

Ma non vorrei sbagliarmi, magari è solo un utilizzo mio personale che

faccio.

Tuttavia sicuramente avere la possibilità di caricarlo al volo senza induzione magnetica

così col tablet è un grosso aiuto.

Sì.

Ecco una particolarità da utilizzatore della prima ora.

Segnamo una cosa particolare se utilizzate la pencil di prima generazione.

Attenzione, perché una volta che è collegata l'iPad, siccome adesso non abbiamo

parlato in dettaglio, anche perché non so esattamente come funziona perfettamente, ma

sicuramente utilizza il Bluetooth e quindi in estrema sintesi il pairing lo

fa attraverso il collegamento con Lightning.

Ma una volta che è legata al vostro iPad, se non si

allontana molto, cioè quel 3-4 metri, secondo me, dall'iPad, il pairing rimane

e quindi vi ciucia, tra virgolette, la batteria della Pencil.

È una cosa che avevo notato è che per, diciamo, metterla in

modalità chiamiamola così riposo.

All'epoca è perché ormai io non la uso più da tanto tempo,

per cui garantisco che nel mentre abbiano fatto qualche aggiornamento di qualche

tipo.

Tuttavia, se la tenete, diciamo, con una cover, per esempio, vicina all'iPad,

attenzione, perché rimarrà collegata.

Ovviamente, l'iPad abitualmente ha una batteria tale per cui non sente più

di tanto il problema.

Ma la pencil, soprattutto se è mezza scarica, può perdere in qualche

giorno che non lo utilizzate, può perdere invece sensibilmente la carica.

Stavo controllando adesso.

Hanno introdotto qualcosa di particolare perché essenzialmente cosa succede?

Se tu hai, e ho fatto la prova adesso, se tu hai

il tablet chiuso con la cover, la pencil non viene rilevata e

quindi rimane in stand by.

Nel momento in cui tu apri la cover, questa guardavo appunto il

rilevamento delle batterie.

Quando apri la cover, allora si la vede anche se non la

stai usando.

Quindi se lì di fianco, come la uso io, io ho una

cover, diciamo vecchio stile dove invece di avere l'attacco magnetico hai la

possibilità di inserirlo sul lato sinistro, lo metti lì.

E in effetti è vero, solo quando è chiuso, anche la Pencil

si spegne.

Si spegne il tablet e la Pencil.

Invece, quando apri la cover, in effetti, come dici tu, si ciuccia

un po' la batteria perché torna attiva e diventa funzionale.

Ma un'altra cosa che appunto dicevamo: dalla difesa della prima e della

seconda generazione: il metodo di carica, ma ha anche un'altra cosa interessante:

prima un fattore di forma, che è la Pencil, quella di prima

generazione completamente rotonda, mentre quella della seconda invece ha, diciamo, come si

può dire, dei lati piatti, possiamo chiamarli così, anche perché ospita un

tasto molto funzionale, nel senso, Filippo non lo usa questo tasto.

Per me è scomodissimo.

Tuttavia è interessante perché richiama tanto le

penne da tavoletta, sì, lo so, una tavoletta grafica, quelle delle tavolette

grafiche,

sì, sì, allora sono d'accordo con te.

Personalmente, però probabilmente.

Ci ho provato, devi fare un movimento che per me è naturale.

Falla stecca.

Devi dare un doppio tap sostanzialmente per far partire a un sistema:

sente le vibrazioni, e a fronte le vibrazioni, ovviamente puoi avere un

tasto che chiamiamolo così secondario e anche in parte configurabile.

Dopo vedremo un attimo come.

Personalmente, però non hai mai usato.

Puoi usarlo come cancella, lo so, il discorso è che alla fine

non è così preciso come vorrei io, mettiamola così.

E secondariamente, non lo puoi fare mentre stai scrivendo.

Ovviamente devi alzare la mano, ti interrompe.

Mentre nella tavoletta grafica, di fatto hai abitualmente addirittura un doppio tasto.

Quindi con due possibili pulsanti sostanzialmente che puoi utilizzare mentre lavori, avevo

e ho delle tavolette grafiche, quindi parlo perché appunto anche io.

Anch'io ne ho una, sai, ti era giunta voce, che me ne

è arrivata una.

Babbo Natale.

Eh, vedi, vedi quando Babbo Natale è generoso, i bambini bravi e

fin troppo generoso con i suoi bambini.

Nella sostanza, quindi, devo dire la verità, personalmente, probabilmente venendo dalla Intuus,

e quindi dà comunque un certo livello di qualità e di comodità

, il doppio tap sulla pensica, non sono mai riuscito a farlo.

Probabilmente anche per una forma mentis differente, non lo so.

Io non ho mai avuto modo di usarlo.

In effetti, adesso che mi ci fa ragionare il metodo di utilizzo

di staccare, diciamo, la penna dallo schermo per dare il doppio tap,

in effetti ti fa perdere tempo.

Ti viene prima a fare cancellare a mano, ma poi usare l'indice

per fare almeno, io casomai sbaglio a farlo.

Tendo a precisare.

No, anche me verrebbe usare l'indice.

Però ti perdi la grip sulla penna.

Cioè, io tendenzialmente comunque l'indice ti serve per gestire la penna per

scrivere, disegnare, fare quel che devi fare.

Per cui questo è quello che ho trovato, la mia esperienza, casomai,

per altri, non è così.

Sì, anche perché dipende come tutte le cose che hanno un'interazione umana,

dipende un po' anche da come la reggi.

Nel senso, arrivando alla facoltà di architettura, ho visto tenere le penne

nei modi più fantasiosi, dove praticamente si usava addirittura il medio e

il pollice, e quindi avevi l'indice completamente libero.

Io non riesco a usare la penna così, ho bisogno dell'indice per

indirizzarla.

Tuttavia, può darsi che sia effettivamente una questione di utilizzo, di capacità

di utilizzare.

Devi fare questo gesto qua che per me.

Sembra molto adesso che me lo stavi facendo vedere a video, sembra

molto delle bacchette cinesi, è un po' particolare.

Probabilmente facendolo, ti abitui anche al solito poi discutere.

Ma non riesci neanche col pollice?

Come fai?

Perché nella parte sola?

Anche perché, se no, se avessi il pollice, perché non è tutto

sensibile, oltretutto, è solo un punto.

Insomma, morale la favola continua a ripetere.

È una bella opzione, secondo me.

Non così comoda, almeno anche come la facevamo vedere nelle demo.

E peraltro apro chiudono una parentesi dopo l'introduzione dell'Apple Pencil 2, io

non l'ho mai più vista in video e altre cose.

Non si vede farlo spesso.

Quindi, già, anche questo credo che sia dimostrazione di come è una

funzione che c'è, casomai qualcuno la usa, ma non è altamente utilizzata.

Può essere.

Comunque vedremo se ci sarà una terza generazione.

Comunque è molto interessante il fatto che ci sia questo tasto virtuale

che diciamo normalmente è associato alla cancellazione dell'ultimo tratto, con quello che

si è scritto, ed è parzialmente configurabile, come dicevi.

Addirittura anche qui utilizzando le api di Apple, le applicazioni possono, le

applicazioni specifiche, per esempio, Procreate ti permette di fare varie cose con

questi tasti, come poi è possibile farlo, per esempio, in Photoshop, dove

in alcuni casi il doppio tasto ti permette di aumentare o diminuire

la larghezza del pennello.

È vero è comodissimo, io uso tantissimo la scorciazione utilizzando il computer,

scorciatoia da tastiera, quindi mi verrebbe un po' scomodo, diciamo perché sono

abituato a fare così perché è molto semplice col mouse.

L'unica cosa che appunto aprendo una parentesi che io continuo a battere,

questi sviluppatori infami che hanno anche un nome in questo caso è

Autodesk.

Piace per gli utenti Autodes che fan di loro, ma devo dire

che dal punto di vista hanno fatto un lavoro egregio per quanto

riguarda AutoCAD per Mac, però manca in effetti un approccio coerente con

altri strumenti di puntamento che possono essere o la taboletta grafica o

Pencil.

Sono due occasioni che stanno mancando alla grande, perché potrebbe diventare interessante

per chi disegna ColCAD, utilizzare uno strumento che non sia il mouse.

And non viene, secondo me, sfruttato nel modo giusto.

Staremo a vedere prima o poi vedremo qualche cosa interessante.

Facciamo un esempio: una cosa interessante che si può fare con Apple

Pencil, ad esempio, grazie all'interazione che può fare mamma Apple tra hardware

e software, che è una kicca che a me è piaciuta tantissimo

andare conoscevo.

Se voi avete il tablet aperto, state guardando qualcosa, volete fare uno

screenshot, tendenzialmente ci si reca sul tasto Home e il tasto accensione

li si preme assieme per fare lo screenshot.

Se si ha l'Apple Pencil in mano, io questa non la sapevo,

ci sono rimasto veramente sbalordito.

Basta fare uno swipe dall'angolo sinistra in basso verso il centro e

si crea lo screenshot di quello che state guardando.

Quindi di una semplicità estrema, recuperate tanto di quel tempo che non

ve ne fatto una ragione.

E già solo con questo gli sviluppatori imparate da questo tipo di

gestualità che diventano interessanti perché l'interazione che si può avere all'interno dell'app,

visto che è un piccolo ambiente chiuso, che potete creare grazie a

questo tipo di interazione, avete solo da farlo, nel senso che qualsiasi

applicazione penso che possa iniziare a pensare a sfruttare anche questo tipo

di gestualità che ha introdotto Apple, introdurre anche nelle proprie app.

Come ad esempio è interessante il fatto che questo lo può fare

Apple, giustamente perché fa una chiamata direttamente al sistema operativo e lo

swipe dall'altra parte.

Sul lato destro, che si tira su e si fa uno swipe

sul lato destro verso il centro e si tira su una nota

veloce.

Rapida rapida.

Questo è molto interessante e anche questo per chi utilizzatori di Mac

OS è un chiaro richiamo agli angoli attivi che sono in siti

all'interno di Mac.

Del Mac, per esempio, si possono impostare gli angoli attivi dello schermo.

Si prende il mouse, lo si butta a sinistra, lo si butta

a destra.

A me viene comodo ad esempio quando ho la scrivania tempestata di

finestre e devo accedere velocemente al desktop per dire: basta che mi

ho impostato sul lato sinistro dello schermo del Mac che io sposto

il puntatore lì e mi pulisce lo schermo e arrivo direttamente alla

scrivania, ad esempio, e l'altro lato, quello destro, lo metto in stop,

semplicemente in modo molto semplice.

Questo qui sono due, diciamo, sono gli angoli attivi che guarda caso

vengono tirati su da iPadOS per l'interazione con Apple Pencil.

Questo, secondo me, è anche un altro indizio di come iPad si

sta trasformando lentamente ma inesorabilmente in un computer to core, volente o

nolenti.

Io potrei dire alzo la manina, ci vuole ancora un po' di

lavoro, però fa piacere vedere questo tipo di sviluppi.

Perché, ad esempio, anche qua nota personale, mia figlia avete anche sentito

qua su A2 Podcast.

Gli ascoltatori di vecchia data.

Di vecchia data, esattamente, ormai di vecchia data, ragazzi, mia siamo qua

da un sacco di tempo.

Dicevamo, adesso che affronta le medie, ha iniziato a rapportarsi col computer

e mi ha detto chiaramente che il computer è uno strumento difficile

rispetto alle iPad.

Lei si trova decisamente molto meglio con l'iPad per il semplice fatto

che è più facile da utilizzare.

Che è un po' lo scoglio che abbiamo dovuto fare noi

quando abbiamo visto i computer la prima volta.

Il computer che abbiamo visto la prima volta ci hanno sempre lasciato

un po' distanti.

Se voi ci pensate, il metodo di puntamento, che è il mouse,

è distante dallo schermo, cioè voi dovete interagire con qualcosa che fa

muovere il puntatore sullo schermo, invece, quello che può: anzi, quello che

succede mettendo il dito sullo schermo, vedete direttamente l'iterazione.

È la stessa cosa con Pencil.

Questa è la fortuna, secondo me, dei dispositivi nuovi.

Io sono molto contento che i giovani, anzi, io spero che mia

figlia non debba usare un computer, lo dico sinceramente, inteso computer come

lo intendiamo noi della vecchia guardia, un computer a tutti gli effetti.

Io spero che utilizzi tranquillamente un iPad o chi per esso che

faccia le veci di un computer che abbia un'interazione più semplice, perché

continuo a dire invece di perdere tempo a ricordarsi le scorciatoie da

tastiera, diventa molto più semplice utilizzare il dito per dire o la

pencil e le cose diventano anche molto più semplici.

È un po' come quando si cerca di scaricare il cervello da

tutti i pensieri che abbiamo mettendo giù una lista.

Queste liste famose arrivano all'interno, in questo caso, di iPad, perché anche

questa è una cosa che possiamo fare con l'iPad, ovvero prendere note,

fare liste e via discorrendo.

Ma diciamo, Apple Pencil per me è stata fondamentale nel riconoscere l'iPad

finalmente come uno strumento non solo più di consumo, ma è diventato

veramente di produzione nel mio mondo di architetto, non solo perché ci

sono tutta una serie di applicazioni che permettono di fare il disegno

digitale, ma anche perché vedo che Filippo non lo utilizza tanto.

Ma io cerco davvero dappertutto di utilizzare il riconoscimento della scrittura, questo

Scribble, che era nato, se vi ricordate, con Watch OS.

Io ero rimasto abbastanza perplesso all'inizio con Watch OS, dicevo: ma come

fai a scrivere un messaggio su uno schermo così piccolo e questo

ti riconosce la scrittura?

Io sono rimasto veramente stupito da quello che poteva fare Scribble, perché

riconosceva effettivamente maiuscole, minuscoli, numeri, tutto quanto su uno schermo piccolo e

riuscivo a scrivere piccoli testi senza grosso sforzo.

Sembrava veramente magia che potesse tradurre il mio tratto fatto con un

dito, neanche con una pencil, con un dito su uno schermo piccolo,

era incredibile.

E vederlo riportato con queste potenzialità all'interno di iPadOS mi ha

fatto veramente molto piacere.

Tant'è che io rompo tanto le scatole gli sviluppatori, infatti penso che

cominciano a odiarmi perché tutte le applicazioni che trovo che hanno dei

problemi, inteso nel senso che non sono stati sfruttati nel modo giusto.

L'interazione con Apple Pencil arriva come sempre alla mia mail dove gli

chiede un miglioramento.

Notion ormai mi conoscono, gli ho detto 800 milioni di volte, ci

stanno lavorando e devono ancora fare un po' di strada, ad esempio,

ma anche altre applicazioni che comunque mi sono fatto sentire perché secondo

me è fondamentale.

Questa scrittura a mano è bellissima perché, come vi dicevo, riconosce sia

il maiuscolo, il stampatello maiuscolo, che la mia scrittura, quella che uso

io tutti i giorni, che io non ho una scrittura semplice, è

un po' ricercata, non utilizzo per esempio le S, non sono le

S normali che insegnano, è un S un po' particolare, ad esempio,

o anche la G.

Ma nonostante questo, a forza di usarlo, lo riconosce graficamente in modo

molto semplice e vedo che più lo uso e più lo riconosce

meglio la mia scrittura.

Ed è una cosa che a me ha toccato molto perché sembra

una cosa semplice, ma immagino che per un computer non è una

cosa semplice riconoscere una scrittura.

E oltre a questo, oltre a riconoscere la scrittura, secondo me è

molto interessante il metodo che hanno inserito per cancellare una parola.

Per cancellare una parola, basta il gesto più naturale del mondo di

farlo con la penna.

Che noi della vecchia guardia, ormai la penna l'abbiamo abbandonata da tempo,

usiamo la tastiera, il mouse.

E rivedere un gesto così familiare come quello di cancellare una parola

perché era sbagliata, vederla scomparire è davvero incredibile.

Basta fare veramente come si faceva una volta, si cancellava sopra anche

con un po', diciamo, con un mezzo sorriso perché la vedi scomparire,

non è che rimane lì come sulla carta.

A proposito di carta, volevo parlare anche di un'altra cosa che non

ho messo in scaletta, faccio una piccola parentesi, tanto qua ormai di

parentesi ne abbiamo aperta: ne facciamo mai

e una cosa che appunto volevo parlare con te, Filippo, visto che

piace confrontarmi con te, se veramente è una persona aperta e soprattutto

riesce a esporre i tuoi punti di vista in modo molto coerente.

Una cosa che mi chiedevo, riguardo, appunto, visto che c'è questo richiamo

alla carta, l'utilizzo della carta, diventa.

A me ha fatto un po' effetto e diventa un po' difficile

utilizzarlo all'inizio, è Paul Pencil per il semplice fatto che sei costretto,

tra virgolette, a scrivere su un pezzo di vetro, che non è

la stessa cosa che scrivere su una carta, cioè ti manca l'attrito.

Questo attrito, da quello che ho visto, si può recuperare mettendo dei

fogli particolari, diciamo delle pellicole protettive che hanno un po' di rubidità,

oppure cambiare il pennino della pencil che è intercambiabile essenzialmente, la punta

è morbida, chiamiamola così.

Tu di che scuola sei?

Nel senso, senti la mancanza di questo attrito o non te ne

sbatte proprio niente?

Devo dirti la verità: a me non è mai cambiato niente.

Io sempre ho iniziato a disegnare, oltre che a scrivere, diciamo, anche

a disegnare.

Che sulla scrittura, tra virgolette, ci si può anche forse passare più

sopra, probabilmente.

Ma il disegno, io ero abituato a disegnare la matita.

Vabbè, allora, anche lì.

Ero già in una via di mezzo, cioè nel senso, io comunque

disegnavo molto già con la tavoletta grafica, quindi probabilmente il passaggio è

stato abbastanza graduale.

Non so se mi spiego.

Perché comunque sulla tavoletta grafica, addirittura abitualmente, se tu disegni con la

tavoletta grafica, la sentica, diciamo, quella sullo schermo, chiamiamola così, le nuove

grosse tavolette grafiche, che sono degli schermi con tavoletta grafica integrate, e

quindi disegni sullo schermo.

E lì forse il parallasso un po' si vede.

Con la tavoletta grafica normale, quella proprio tu hai il monitor e

tu vedi il cursore sostanzialmente.

Quindi disegno che prende forma nel monitor e sulla tavoletta, una tavoletta,

appunto, senza nessun tipo di, quindi scollegando mano occhio, perché abitualmente quando

disegni, vedi il disegno fatto sulla carta e quindi direttamente uscire dalla

matita, chiamiamolo così, o dalla penna o dal pennino, a me non

dà particolarmente fastidio.

E anzi, devo dire la verità, non ho mai trovato la necessità

di avere questi sistemi che conosco che non ho mai provato, quindi

probabilmente poi provandoli.

Però, per esempio, ho anche il Pepperlack, so che dà quell'effetto opaco

che a me non piace minimamente per tutto il resto, invece, perché

poi dovete considerare che, oltre a disegnare o a scrivere, con la

pencil, utilizzi tutto il resto con lo schermo.

Quindi, ovviamente, io ho uno schermo protettivo in similvetro, chiamiamolo così, e

quello

rimane l'utilizzo che faccio e l'ho sempre fatto.

Io devo, intanto, prima di tutto, volevo salutare Daniele, che ci ha

raggiunto in chat, che ci segue.

Grazie, Daniele, per essere tra di noi, molto piacevole averti tra i

nostri, diciamo ascoltatori, mi fa molto piacere.

E invece mi ricollego alla questione dell'attrito.

Io l'ho sentito all'inizio davvero molto la differenza, nel senso che abituato

da anni a disegnare con le chine, lo dico tranquillamente perché io

sono nato come disegnatore tecnico su lecchine squadrette, ho una certa familiarità

con la carta, quindi ho avuto proprio delle difficoltà, non dico a

gestirlo, però mi sono sorpreso a rendermi conto che in effetti scivolava

via la penna, non aveva attrito e quindi anche il mio tratto

ha dovuto un po' prendersi le misure.

Difatti all'inizio non riuscivo a fare praticamente nulla, neanche a scrivere, non

riuscivo neanche avere la mia calligrafia perché la sentivo scivoloso, non so

spiegarti, non facevo attrito quindi non riuscivo a fermare la penna, mi

scappava.

Soprattutto il penino a china, capisco, nel senso che il penino a

china abitualmente gratta addirittura la carta.

Quindi è quella una sensazione molto lontana.

Io disegnando più a matita utilizzando eventualmente delle penne leggere, o io

preferisco, per esempio, per inchiostrare, preferisco il pennello.

È una sensazione diversa.

E di fatti era, diciamo, non dico un avvertimento, però non stupitevi

del fatto che vi troviate una sensazione diversa e il tratto non

riuscite a seguirlo.

Poi, in questo momento, io dopo che hai quasi un anno che

la utilizzo, devo dire che mi sono completamente assuefato.

Datti, mi stavo chiedendo anch'io se era il caso di passare a

questo tipo di pellicole o cambio di pennini.

Però in questo momento, adesso che mi sono fatto la mano, non

ne sento tutta questa esigenza.

E delle volte mi chiedo anche dal punto di vista di chi

ha progettato questo strumenti se vada contro la sua idea progettuale.

Non so spiegarti, io ho intanto mi impongo questi problemi filosofici.

Che se uno strumento è nato in un certo modo è perché

deve essere utilizzato in un certo modo.

Se avessero voluto un certo grip, mi chiedo perché Apple non abbia

cambiato la rugosità della punta.

Ricapitoliamo sulla scrittura a mano e la funzione scribble, diciamo, che ne

abbiamo parlato un po' tergiversando, ma diciamo la cosa interessante è che

in estrema sintesi, in qualunque parte dell'interfaccia utente di Pad è possibile

scrivere il testo scritto, chiamiamolo così, a mano con la pencil, viene

riconosciuto, e quindi possiamo scrivere, per esempio, chiamiamo così nelle note dove

il testo che scriviamo automaticamente viene convertito in lettere tipografiche, chiamiamola così,

anche per esempio nei campi dei menu e quant'altro scrivendo è possibile

ovviamente convertire il testo.

L'altra cosa l'abbiamo già raccontata, cancellando, cioè o meglio, scarabocchiando sopra una

parola.

Questa viene cancellata, tirando, tra virgolette, una linea orizzontale, no, verticale, non

mi ricordo mai.

Verticale, direi tra in una parola tra per esempio la A e

la E, una linea verticale con la Pencil faccio uno spazio quindi

le divido.

Per cui queste sono sicuramente funzioni interessanti.

Io devo dirti la verità, le ho testate, non le ho mai

praticamente usate, salvo rare occasioni dove effettivamente viene fatto tutto ciò, devo

dire la verità, io un approccio abbastanza canonico, chiamiamolo così: la iPad

con la tastiera.

No, o scrivo con la tastiera e quindi alla fine non mi

cambia, e come dicevo all'inizio puntata, io la tastiera attaccata alla iPad.

Sostanzialmente è la cover dell'iPad e la tastiera.

Quindi, di fatto, se ho bisogno di scrivere sul serio, tiro fuori

la tastiera.

Se invece voglio prendere appunti, cioè se voglio scrivere a mano con

l'iPad, lo vedremo dopo, forse se ce n'è tempo.

Ma io utilizzo questa applicazione che è fatta apposta.

Chiamola così, che è Good Note, e in quel caso lì scrivo

a mano e non viene convertito il testo direttamente testo stampato, chiamiamolo

così, ma Good Note comunque ha riconoscimento del testo per cui di

fatto sugli appunti che prendo io a mano, posso fare le ricerche

e posso estrapolare il testo volendo.

A questo punto, secondo me, tu la usi molto più di me,

quindi lascio la parola a te, parliamo invece dell'applicazione, diciamo, cardine per

Apple per utilizzare la Pencil, che è che io non uso proprio.

Vi alzo un attimo la manina anch'io, nel senso che note è

un'applicazione che non uso spesso, perché appunto come te utilizzo delle applicazioni

terze per prendere i miei appunti.

Una cosa che per me è fondamentale nel mio lavoro, e visto

che siamo in ambito lavorativo, penso che sia possa essere interessante per

tutti, è la questione che la pensi diventa utilissima nel momento in

cui si va a editare dei PDF, o meglio, prendere delle note

su dei file PDF.

E quindi è uno questo è uno dei motivi per cui non

utilizza tanto note.

Il mio utilizzo di note, diciamo, diventa interessante perché ci sono alcune

funzionalità che diciamo che per un uso basico sono più che sufficienti.

Io purtroppo metto purtroppo tra virgolette, nel senso che ne faccio un

uso molto diverso rispetto a un normale utilizzatore di iPad, per semplice

fatto che ho un lavoro che mi richiede una certa precisione col

disegno e con l'utilizzo di alcuni file.

Quindi diventa per me note uno strumento minimo, fin troppo minimo nelle

sue funzioni, che comunque in generale sono davvero utilissime.

Una delle tante cose che abbiamo parlato è appunto il riconoscimento della

scrittura che può essere fatto in qualsiasi punto.

Una cosa di cui ho chiesto anche a Filippo perché a me

non funzionava bene, ma poi abbiamo capito qual è il motivo, era

la capacità di prendere le note al volo con iPad.

Questa qui è un'altra di quelle funzioni che permette Apple, grazie al

suo intrinseco utilizzo di hardware e software in casa.

Per chi utilizza una penna di seconda generazione con un iPad ovviamente

compatibile, se aprite lo schermo ed è spento lo schermo e nero,

voi lo toccate con la pencil di seconda generazione, si apre direttamente

una nota e potete scrivere.

Quindi diventa un taccuino molto sensibile alle vostre esigenze, perché non dovete

sbloccare il tablet oppure andare a cercare altri sistemi per riuscire a

cercare a scrivere.

Diventa molto semplice perché vi si apre la nota e voi iniziate

a scrivere.

Che può essere una scrittura semplice come su un foglio di carta,

quindi non viene riconosciuto il testo, oppure c'è la funzione anche lì

che viene direttamente riconosciuto il testo.

Fate attenzione perché sono due cose diverse: perché nel momento in cui

c'è il riconoscimento del testo, la vostra scrittura a mano sparisce e

diventa una scritta.

Se invece non l'avete abilitata nella nota, questa è un'impostazione che potete

inserire quando si apre note.

La prima nota che vi si apre, potete impostare se la scrittura

deve essere tradotta in testo o no, e quindi diventa assolutamente un

ottimo taccuino per le note volanti.

Può capitare di prendere una nota al volo e non avere niente

sotto mano.

Avete il vostro iPad lì sotto con la pensi ed è utilissimo

sfruttarlo.

Per chi invece utilizza una prima generazione come me, questo non funziona

con lo schermo spento, non funziona, deve essere acceso lo schermo.

Anche in posizione di blocco funziona, ma deve essere acceso.

Quindi dovete fare un passaggio in più che nel momento in cui

avete la cover è chiaramente non lo vedete questo passaggio perché l'apertura

della cover vi accende lo schermo e quindi toccate con la pencil

vi si apre la nota.

Però se non avete la cover, sentirete questa differenza e poi vi

capiterà come ho fatto io con Filippo a chiedermi: ma guarda che

a me non funziona, dov'è che sbaglio che non mi funziona subito

la nota al volo?

Poi abbiamo indagato un attimino, in effetti, con una delle differenze tra

la prima e la seconda generazione è appunto questa differenza nel prendere

le note.

Soprattutto credo anche alla differenza negli iPad, nel senso che gli ultimi

iPad, soprattutto i pro adesso, credo probabilmente quelli di fascia alta, c'è

già l'iPad aera e così via, tu dai un tocco sullo schermo,

automaticamente si accende, perché poi, per esempio, il mio iPad Pro non

avendo il tasto home, cioè non avendo il tach D e così

via.

Nella sostanza, farlo sbloccare, non c'è modo a meglio, è molto più

intuitivo toccarlo, lui automaticamente ti guarda il viso e si autosblocca, altrimenti

dovrei sempre andare lì e cliccare sul tasto ohm in alto e

farlo accendere, che oggettivamente è scomodo.

Sicuramente non è presente in quelle con il tasto Home sicuramente, perché

probabilmente punta il Face D,

l'ipotesi esatto.

Cioè, col Face D è necessario, chiamiamolo così, è molto più intuitivo

proprio per il discorso dei Face ID, e quindi poi automaticamente basta

cliccare con la pencil e in automatico lui fa tutto.

Perché sente comunque quel tocco sostanzialmente.

Tornando invece a note, questo strumento che secondo me è stato molto

potenziato, grazie a Apple Pencil, vedete che essenzialmente nella parte bassa vi

si apre una specie di tavolozza, chiamiamola così, con 2, 4, 6

penne di cui essenzialmente ne utilizzerete probabilmente le prime due, forse la

gomma e il resto probabilmente la abbandonerete perché non vi servirà.

Ma in ogni caso non è importante questo, potrebbe tornarvi utile.

C'è anche un righello che nel mio caso diventa super utile.

E poi ci sono ovviamente tutti i vari colori.

Diciamo che è un'impostazione di base, come tutte le impostazioni di base

di Apple, funziona per la maggior parte delle cose ed è davvero

interessante perché, oltre a questo, se non ricordo male, la nostra simpatica

utilizzo di note permette anche di riconoscere i numeri di telefono, le

date, gli indirizzi e tutti gli altri elementi scritti a mano.

Quindi può capitare che voi vi segnate un numero di telefono e

questo venga riconosciuto direttamente da note come un numero telefonico e quindi

potete salvarlo in un rubrico o fare quello che volete, o anche

addirittura i vari appuntamenti del calendario.

Sì, allora ricordiamo, questa è una funzione di iPados 15 e i

OS 15, che è il riconoscimento del testo nello schermo, chiamiamolo così,

sia nelle foto che nello schermo.

Quindi effettivamente il risultato con questo sistema è molto interessante perché potete

proprio scrivere a mano un appunto e poi estrapolare dagli appunti presi

a mano.

Che è una bomba!

Funziona veramente alla grande, in utilizzato con iPhone, basta anche puntare uno

schermo.

Se avete qualcosa che ad esempio non si riesce a copiare per

qualsiasi motivo.

Voi potete con questa funzionalità, fidatevi che riconosce lo schermo molto molto

bene.

Questo testo, è un OCR volante, è qualcosa di spaventoso perché praticamente

potete mettervi per dire, potete prendervi tutto il testo di un libro.

Essenzialmente, se avete voglia di tempo, ve lo trovate essenzialmente in digitale

e ha un riconoscimento del testo molto molto preciso.

Ho trovato veramente pochissimi errori nel testo riconosciuto.

Altra cosa che invece troviamo anche in note: che è una di

quelle funzionalità che la fanno amare, è appunto la possibilità del riconoscimento

del disegno fatto a mano e quindi riconoscere la forma.

Ad esempio, un cerchio, un quadrato, una stella, ve la trasforma.

Se voi la avete magari la mano ferma, non la disegnate perfettamente,

come capiterà tutti quanti, a meno che non siate giotto e riuscite

a fare il cerchio perfetto, e allora vi aiuta Apple in questo

senso, c'è il riconoscimento delle forme, ve le trasforma direttamente in

una forma corretta che potete ovviamente spostare in giro per il documento.

E anche questa è una di quelle funzioni davvero molto interessanti perché

facilita tutto quanto.

Considerate che il riconoscimento del testo battiamo tanto su questo, perché questo

riconoscimento del testo è esteso a tutto il sistema operativo.

Cioè voi se avete un buco qualsiasi all'interno del sistema operativo dove

c'è un campo di testo e avete la pencil in mano, voi

potete scrivere e questo testo verrà tranquillamente riconosciuto dal sistema operativo.

E anche questo bisogna fargli un plauso perché è un punto di

forza, secondo me, per quello che può essere l'utilizzo di iPad con

pencil.

Diciamo che essenzialmente queste qui sono le funzioni che potete utilizzare in

note, ma ovviamente questo si trasferisce in tutto quello che è testo.

Quindi il primo che mi viene in mente è i Pages, che

potete utilizzare tranquillamente per i vostri documenti, ma ci sono anche altri

strumenti come utilizzo io, Block Quote, che essenzialmente è un editor di

testo in Markdown.

La cosa interessante è che ho scritto addirittura tutto un articolo, la

scrittura a mano, ed è interessante perché ricorda molto quando si faceva

i temi, è molto romantico in questo senso, è vero, ci metti

di più, però il fatto di vedere di nuovo che la scrittura

a mano torna ad avere un certo impatto nella nostra vita digitale,

secondo me è qualcosa che va sottolineato in qualche modo.

Un po' come il disegno che è tornato con la pensi, è

tornato è veramente il disegno in mano all'architetto, ma non solo all'architetto,

a tutti quanti che hanno una mano felice come la tua, ad

esempio, che possono utilizzare veramente un po' di applicazioni e permettersi di

fare dei lavori grazie a questi strumenti che fino a poco tempo

fa erano anche difficili da utilizzare.

Una cosa che volevo ancora sottolineare, più che altro perché siamo sempre

in ambito Apple e in ambito lavorativo, è una cosa che abbiamo

diciamo un po' saltato perché non è questo l'argomento, ma secondo me,

visto che siamo in chiusura di puntata, lo aggiungiamo per chiudere questo

argomento, è la possibilità di utilizzare iPad con Sidecar.

Sidecar è quella funzione che permette appunto di interagire, di avere lo

schermo del Mac essenzialmente sull'iPad, oppure utilizzare l'iPad come schermo secondario, ma

quello che interessa a noi tendenzialmente è che si possono utilizzare applicazioni

come ad esempio Photoshop utilizzando le magie, chiamiamole così, di pencil.

Quindi voi almeno chi utilizza Photoshop e per esempio io l'ho utilizzato

tantissimo nel fotoritocco dei render oppure l'inserimento del render all'interno del contesto

urbanistico.

Photoshop è sempre stato abbastanza dal nostro punto di vista, di architetti

limitanti, perché dobbiamo usare questo cacchio di mouse e ci viene scomodo

fare questo tipo di ritocchi, che con questo tipo di strumenti tornerà

di nuovo piacevole a fare questo tipo di lavori.

Con la tavoletta grafica si fa tranquillamente.

Ti vorrei segnalare.

Lo so, è vero, ma io come ti dicevo, la tavoletta grafica,

finché non è passato Babbo Natale, non è mai ho viste sempre

dai miei amici, ma non è mai passata in casa e non

ho mai potuta sfruttarla.

Quindi, diciamo, è una tra virgolette delet.

Probabilmente ci sono più gli iPad che tavolette grafiche in giro per

il mondo, non vorrei sbagliarli.

Ma diciamo, uno dei motivi per cui Babbo Natale ti ha regalato

la tavoletta, è che tendenzialmente io utilizzo un'altra applicazione Luna Display, una

roba del genere.

Sì, Luna display.

L'applicazione, non invece il tema che hanno inventato, che è una specie

di dispositivo che colleghi direttamente al Mac e ti permette in pratica

di avere una parte dello schermo, perché comunque l'iPad Pro anche 13

pollici, chiamiamolo così.

Non riesce a catturare l'intero schermo attualmente del mio 16 pollici, ma

comunque di uno schermo medio grande e ti permette, ovviamente, però di

utilizzare non solo la pencil, che è molto interessante per disegnare.

Quindi, io, attualmente le poche volte che lo faccio e devo utilizzare

un programma che è direttamente sul Mac e non direttamente per Create

sull'iPad Pro.

Utilizzo questo strumento che mi permette anche di, oltre a disegnare con

la Pencil, di utilizzare le mani per ingrandire e ridurre, quindi è

molto intuitivo come sistema

funziona direi molto bene.

Ovvio che tengo collegato a cavo, diciamo, l'iPad Pro.

Tuttavia, prima di sidecar era l'unico assieme a Duet, che è l'altra

applicazione che fa cose simili, due uniche applicazioni dedicate al disegno per

utilizzare come una tavoletta grafica, sostanzialmente l'iPad.

Con la segnalazione, non è ancora, cioè oggi parliamo di sidecar come

funzione principale, ma visto che l'ho testata ed siamo ancora in beta

a riguardo.

Però Universal Control, credo che sia.

Adesso non mi ricordo più come lo chiama Apple.

Doveva essere quello il nome.

Sidecard non esisterà più, o meglio, diventerà un'opzione di Universal Control.

Quindi dalla versione 12.3 di Monterey dovrete fare una scelta volontaria per

utilizzare sidecar perché altrimenti lo schermo delle iPad rimarrà sempre delle iPad

e iPad potranno, chiamiamolo così, dialogare in maniera trasparente l'un con l'altro,

e in questo caso, però, appunto, la funzione che dice Roberto non

sarà così semplice da trovare se non si sa che esiste.

Per cui, visto che attualmente comunque molti dei nostri ascoltatori ci stanno

scoprendo, esse volentieri ascoltano anche le puntate vecchie, a prova di futuro,

visto che effettivamente uscirà, probabilmente tra qualche mese la nuova versione, appunto

con Universal Control, lo segnaliamo perché casomai qualcuno potrebbe dire, ma dove

capper è questo sidecar oggettivamente il sidecar che prima era presente le

preferenze di sistema, fino a Monterey 12.2, nella 12.3 invece non è

più presente perché si trova tutto nel monitor.

E con la magia Apple, diciamo, se avvicinate un iPad o un

secondo computer Apple, teoricamente con un semplice computer ne è riuscito a

gestire due o più.

Molto interessante.

Questo in effetti, adesso in questa sede non sappiamo come verrà gestito,

perché ovviamente nelle beta possono fare, ancora una beta esatto.

Però è fatto bene a ricordarlo perché side car probabilmente sarà una

funzione, diciamo, per gli addetti ai lavori, probabilmente perché hanno visto che

in effetti io lo ammetto, ho provato a utilizzarlo anche con applicazioni

non specificatamente studiate come Photoshop per il disegno digitale.

Provate a usarlo con un cado, un beam e vi renderete conto

di quanto la situazione sia veramente fragrosamente schifosa, nel senso che non

si riesce a utilizzare.

Diventa inutilizzabile invece con Photoshop che è da anni, molto probabilmente un'applicazione

che da anni utilizza il sistema di puntamento come quello della tavoletta

grafica, è chiaramente più portato rispetto ad altri sistemi che se lo

fossero, aiuterebbero molti a avere un po' meno di tunnel nel carpale.

Perché immagino che probabilmente disegnare con una pencil è molto meno faticoso

che disegnare con un mouse per otto ore, penso, perché noi siamo

nati con la penna.

È sistema migliore.

Il mouse.

Tut sommato, se fosse così ergonomicamente giusto, non avremmo sintomi di tunnel

carpale.

Certo che adesso ci sono i mouse decisamente più ergonomici, però considerate

che comunque è una situazione un po' particolare.

Io penso che l'utilizzo della Pencil possa decisamente migliorare la pesantezza al

polso, che i caddisti o chi nella progettazione architettonica è costretto a

utilizzare il mouse per più di otto ore al giorno.

Sì, e poi considerate che comunque sidecar nasce come monitor secondario, non

per disegnare o altre cose.

Tant'è vero che la Pencil nell'80% dei casi viene utilizzata come puntatore

dell'iPad in sidecar piuttosto che come vero e proprio pencil sidecar l'ho

usato, ma per avere uno schermo secondario in determinate circostanze dove mi

faceva comodo, non avevo un altro schermo e avevo l'iPad.

Direi che a questo punto abbiamo fatto ben più dell'ora che dovevamo

fare e non abbiamo concluso tutti gli argomenti della puntata.

Quindi, eventualmente ne faremo o una puntatona, diciamo, dove parliamo di varie

cose perché abbiamo piccole cosette da raccontarvi che sono un po' follow

up di altri episodi così via.

Quindi, probabilmente ci organizziamo per vedere un po' come fare.

A questo punto do la parola per i saluti finali al buon

Roberto, che è il nostro anfitrione.

Esagerato oggi, veramente applauso e scena aperta per Filippo per le sue

parole.

Allora, come sempre, sapete benissimo dove trovare tutti gli argomenti che abbiamo

trovato.

C'è una bella scaletta, chiamamola così, nelle note dell'episodio, che Filippo cura

amabilmente, sono sempre perfette e linde, precise.

All'interno di queste scalette troverete anche i link di tutti gli argomenti

che abbiamo toccato.

Se invece volete trovare la puntata e non avete un podcast catcher

nei vostri sistemi, ma penso che sia praticamente impossibile.

In caso, se volete accedere dal web, vi ci trovate su a

due podcast.it

30, che è il numero di questa bella puntata che abbiamo condotto

assieme a Filippo.

Dalle statistiche ti dico che c'è anche tanta gente che ci ascolta

dal computer.

Eh sì, ho notato

c'è questa tendenza, probabilmente perché diventa comodo lavorare magari con un paio

di cuffie e ci viene accompagnati nel lavoro con le nostre sua

denti voci, ma soprattutto con gli argomenti super interessanti che tira fuori

sempre Filippo ogni santa puntata.

Per quanto mi riguarda invece che diciamo l'anfitrione o quello che fa

sbaglio o quello che fa casino, mi potete trovare sul mio blog

personale che si chiama Mac Architettura.

Trovate all'indirizzo mark.net.wordpress.com.

Sono autore anche di un altro podcast che si chiama Snap Architettura

Imperfetta, che è il famoso podcast color grigio ciliegia, che accompagna gli

architetti nella transizione digitale, chiamiamola così, per passare dal tecnicrafo digitale a

qualcosa di più sviluppato, ma che diciamo che porta avanti la coevoluzione

di architetti e tecnologia che ormai devono andare di pari passo.

Mentre il nostro simpaticissimo Filippo finalmente ha trovato modo e voglia di

riprendere in mano un suo vecchio progetto che si chiama Compendium.

Sì, ho pubblicato quasi un anno di distanza dalla presente puntata, fine

gennaio, credo, l'episodio 26 di Compendium, che appunto è il compendio del

mio personale sito che è avvocatemac.it.

Perfetto, adesso sapete dove trovarci, ci sentiamo tra due settimane.

Alla prossima!

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