La gestione dei calendari
In questa puntata Roberto e Filippo vi parlano della gestione dei calendari digitali, delle applicazioni utili e di alcuni trucchi da conoscere per sfruttare al meglio i calendari.
Guarda la diretta
In questa puntata Roberto e Filippo vi parlano della gestione dei calendari digitali, delle applicazioni utili e di alcuni trucchi da conoscere per sfruttare al meglio i calendari.
Note dell’episodio
- Webinar sul Time Blocking di Filippo Strozzi: registrazione citata in apertura; il calendario viene usato per bloccare tempo di lavoro come se fosse un appuntamento.
- Manuale utente di Calendario su macOS Monterey: guida ufficiale Apple per l’app Calendario su Mac, punto di partenza della puntata.
- Usare Calendario su iPad: documentazione Apple per creare e gestire eventi su iPad.
- Usare Calendario su iPhone: guida Apple per la gestione degli eventi da iPhone.
- Creare eventi rapidi con linguaggio naturale su Calendario per Mac: funzione discussa da Filippo e Roberto per inserire appuntamenti scrivendo frasi come “cinema venerdì alle 19”.
- Suggerimenti di Siri in Calendario su Mac: funzione che riconosce eventi in app come Mail e li propone per l’inserimento nel calendario.
- Aggiungere link e allegati agli eventi in Calendario su Mac: risorsa utile per il tema del contextual computing, dei link alle videocall e dei documenti allegati agli appuntamenti.
- Linking and Contextual Computing: articolo di David Sparks citato da Filippo per spiegare l’idea di collegare appuntamenti, documenti, email e risorse operative.
- Abbreviazioni da tastiera di Calendario su Mac: elenco ufficiale delle scorciatoie citate tra le funzioni da approfondire.
- Simboli utilizzati in Calendario sul Mac: guida Apple per capire icone, inviti, calendari condivisi e stati degli eventi.
- Condividere i calendari iCloud su iPad: guida ufficiale collegata agli esempi di calendari familiari e lavorativi condivisi.
- Fantastical: applicazione calendario usata da Filippo, citata per linguaggio naturale, widget, viste personalizzabili e integrazione con attività.
- Prezzi e funzioni di Fantastical: pagina ufficiale citata per il modello in abbonamento singolo e famiglia.
- Cardhop: app contatti inclusa nell’abbonamento Flexibits, collegata al rapporto tra appuntamenti e rubrica.
- BusyCal: alternativa a pagamento a Calendario e Fantastical, citata per licenza e aggiornamenti.
- Setapp: servizio in abbonamento citato perché include molte applicazioni Mac, tra cui strumenti di produttività e calendario.
- Microsoft Outlook: applicazione Microsoft citata come soluzione che integra posta e calendario.
- Thunderbird: client open source citato come alternativa per posta elettronica e calendario.
- Google Calendar: servizio cloud citato tra i grandi sistemi di sincronizzazione dei calendari.
- Microsoft Exchange: soluzione Microsoft citata nel confronto tra calendari cloud e infrastrutture professionali.
- Notion: applicazione descritta da Roberto come sistema flessibile per pagine, database, calendari editoriali, attività e promemoria.
- Template Notion per architetti di Roberto Marin: articolo citato da Roberto per mostrare il modello che usa con Notion su iPadOS.
- Todoist: applicazione citata da Filippo per la gestione delle attività, distinta dal calendario perché serve a organizzare cose da fare non necessariamente legate a un orario preciso.
Sinossi1
1. Un episodio diviso in due parti e il calendario come tema di inizio anno
Filippo e Roberto aprono la puntata spiegando che il tema dei calendari digitali si è rivelato più ampio del previsto. L’idea iniziale era affrontare in un solo episodio applicazioni, servizi di sincronizzazione e strumenti collegati, ma durante la preparazione Filippo si rende conto che il materiale è troppo per stare in un’ora. La puntata viene quindi delimitata: qui si parla delle applicazioni principali per gestire calendari e dei servizi cloud che li sincronizzano; le applicazioni collaterali, i servizi per fissare appuntamenti con più persone e le automazioni verranno rimandati a un episodio successivo.
L’argomento viene presentato come trasversale: anche chi non ha un workflow sofisticato usa, o dovrebbe usare, un calendario per appuntamenti, impegni familiari, lavoro e pianificazione. Il momento di pubblicazione, all’inizio del 2022, rende naturale collegare il tema alla programmazione dell’anno. Roberto sottolinea che l’iPhone, l’iPad e il Mac hanno sostituito per molti l’agenda fisica, soprattutto perché permettono di avere sempre gli appuntamenti con sé e sincronizzati tra dispositivi.
“Tutti più o meno, in una qualche maniera, utilizziamo il calendario o dovremmo utilizzare il calendario.” — Filippo, 00:01:05
Prima di entrare nel merito, i conduttori fanno anche un breve punto sul percorso di A2: la registrazione avviene ancora nel 2021, prima della pausa natalizia, ma l’episodio arriva come prima puntata dell’anno nuovo. Filippo e Roberto ricordano la crescita del podcast, il riscontro degli ascoltatori e la recensione ricevuta su Apple Podcast. Questa parte di servizio introduce anche il webinar di Filippo sul time blocking: non viene approfondito nella puntata, ma viene richiamato perché usa proprio il calendario come strumento per riservare tempo a un’attività specifica, trattando un blocco di lavoro come un appuntamento.
2. Calendario Apple: uso quotidiano, condivisione e sincronizzazione
Il primo strumento analizzato è l’app Calendario di Apple, presente su macOS, iOS e iPadOS. Roberto parte da un uso volutamente semplice: un calendario condiviso con la moglie, utile sia per la vita familiare sia per la gestione di appuntamenti di lavoro, dato che lavorano insieme. Spiega di aver creato calendari separati, per esempio “Lavoro” e “Famiglia”, differenziandoli per colore in modo da riconoscere subito il tipo di impegno nella vista generale.
Il punto centrale, per Roberto, è la semplicità dell’ecosistema Apple: quando un calendario è collegato all’account iCloud, gli eventi appaiono su tutti i dispositivi. Si può aggiungere, modificare o consultare un appuntamento da Mac, iPhone o iPad e ritrovarlo ovunque. La stessa logica vale per la condivisione: un calendario può essere condiviso con un familiare o con colleghi, e in un ufficio in cui più persone usano dispositivi Apple può diventare uno strumento pratico per coordinare scadenze e appuntamenti.
Filippo amplia il quadro distinguendo tra calendari diversi e servizi diversi. Un’app calendario non contiene necessariamente un solo calendario: può mostrare calendari personali, familiari, lavorativi, editoriali o di progetto, ciascuno con colore e scopo distinti. Inoltre può raccogliere calendari provenienti da fornitori diversi: iCloud, Google, Microsoft Exchange o altri servizi compatibili. In questo senso l’app Calendario di Apple funziona anche come interfaccia unica dentro cui far confluire più fonti.
“Possiamo avere più calendari e quindi un calendario per uno scopo, un calendario per il lavoro e un calendario per la famiglia.” — Filippo, 00:13:12
La codifica a colori diventa un aspetto operativo importante. Filippo porta esempi concreti: un appuntamento familiare al mattino, un incontro di lavoro alle 10, un’attività legata alla preparazione della cena. Guardando il colore dell’evento si capisce subito a quale area della vita appartiene. Lo stesso vale per calendari dedicati a podcast o progetti collaterali. Non è solo un dettaglio estetico: aiuta a leggere la giornata senza dover aprire ogni evento.
3. Inviti, calendari condivisi e riconoscimento degli eventi
Dopo la struttura generale, Filippo e Roberto si soffermano sugli inviti. Nei calendari moderni è possibile creare un evento e invitare partecipanti tramite email. Il servizio sottostante, per esempio iCloud, invia l’invito e registra le risposte: accettazione, rifiuto o disponibilità incerta. Roberto aggiunge una nota pratica per chi resta dentro l’ecosistema Apple: gli inviti ricevuti compaiono in un’area dedicata dell’app, con un badge che segnala la presenza di nuove richieste.
Filippo richiama anche i simboli usati in Calendario: icone per calendari condivisi, inviti e altri stati degli eventi. Sapere cosa indicano è utile perché, per esempio, la presenza di una piccola figura accanto al calendario segnala che quel calendario è condiviso con una o più persone. I conduttori citano la condivisione con le rispettive mogli, ma chiariscono che lo stesso meccanismo si applica a colleghi, team di lavoro o gruppi di progetto.
La puntata distingue però la condivisione del calendario dal problema più ampio di fissare un appuntamento con molte persone. Filippo anticipa che esistono servizi pensati per evitare scambi infiniti di email del tipo “quel giorno va bene?”, “no, meglio l’altro”, “per me quell’altro non va bene”. Questo tema, legato alla scelta di slot comuni e alla gestione degli impegni condivisi, viene rimandato a un episodio futuro.
Una funzione importante del calendario Apple è il riconoscimento degli eventi in Mail e in altre app. Se in un messaggio compare una frase come “vediamoci alle 10”, il sistema può riconoscere data e ora, sottolinearle e proporre la creazione di un evento. Lo stesso vale per email che contengono appuntamenti: passando sopra l’informazione, si può aprire una piccola scheda e aggiungere l’evento al calendario senza riscriverlo manualmente.
4. Linguaggio naturale, Siri e limiti tra Mac, iPhone e iPad
Una parte significativa della puntata riguarda l’inserimento degli eventi con linguaggio naturale. Filippo spiega che, invece di compilare manualmente campi come data di inizio, ora di fine, calendario e posizione, si può scrivere una frase sintetica e lasciare che il sistema la interpreti. Su Mac, nell’app Calendario, la funzione “evento rapido” permette esempi come “cinema venerdì alle 19”. I conduttori verificano durante la registrazione che questa possibilità esiste anche su versioni precedenti a Monterey, almeno su macOS Catalina.
“C’è la possibilità di inserire gli appuntamenti con il linguaggio naturale.” — Filippo, 00:19:12
La discussione diventa concreta quando Roberto prova a cercare la stessa funzione su iPadOS e non la trova. Da qui emerge una distinzione: su Mac si può digitare testo naturale nell’app Calendario; su iPhone e iPad, invece, l’uso del linguaggio naturale passa soprattutto da Siri. Roberto cita esempi come chiedere di fissare una riunione con una persona a una certa ora, domandare se esiste una riunione alle 10 o chiedere dove si terrà un appuntamento.
Filippo osserva che app concorrenti come Fantastical hanno spinto molto su questa funzione, rendendola una delle ragioni storiche per sceglierle. Allo stesso tempo racconta anche i limiti dell’interpretazione automatica: Fantastical può confondere parole comuni con luoghi o contatti. L’esempio scherzoso è “pasta al pesto”, che rischia di essere interpretato come una posizione perché contiene “al”. Il punto non è screditare il linguaggio naturale, ma mostrare che resta una funzione potente con inevitabili ambiguità.
La differenza tra Mac e dispositivi mobili porta i conduttori a una critica verso Apple: se una funzione è disponibile e utile su macOS, sarebbe auspicabile averla anche su iPadOS e iOS in forma testuale, non solo tramite Siri. La puntata non trasforma questa osservazione in una lamentela generale, ma la colloca nel discorso pratico: chi inserisce molti eventi da iPad o iPhone potrebbe trovare più veloce un’app alternativa.
5. Link, allegati, posizione e avvisi: il calendario come contesto di lavoro
Filippo introduce poi il tema del contextual computing, richiamando David Sparks. L’idea è che un appuntamento non debba contenere solo titolo, data e ora, ma anche il contesto necessario per svolgere quell’attività. In un evento si possono inserire link a pagine web, riunioni Zoom o altre videocall, ma anche collegamenti profondi ad applicazioni tramite URL scheme. Per esempio, se l’appuntamento nasce da un’email, si può collegare direttamente quella specifica email all’evento, così da recuperarla quando serve.
“Potete anche allegare un documento direttamente nell’appuntamento.” — Filippo, 00:25:56
La funzione degli allegati viene evidenziata come poco conosciuta. È possibile allegare documenti, immagini, prenotazioni o materiali da discutere durante un incontro. Roberto verifica che il sistema accetta molti tipi di file, anche formati professionali come quelli usati nel BIM. Filippo ricorda però che tutto questo passa dalla sincronizzazione: se si allegano file grandi o molti documenti, il calendario deve caricarli e sincronizzarli tra dispositivi, con possibili limiti pratici.
La posizione dell’evento apre un altro uso utile. Se si inserisce un indirizzo riconosciuto, Calendario può mostrare una preview del luogo e calcolare un avviso basato sul tempo di viaggio. Roberto spiega che, per il suo lavoro in cantiere, l’avviso “ora di partire” è particolarmente utile: se il calendario sa dove si trova e dove deve andare, può notificare il momento in cui è necessario muoversi per arrivare puntuali. La precisione dipende naturalmente dal riconoscimento dell’indirizzo, che in Italia può essere meno immediato se il nome della via non è scritto correttamente.
Il tema delle notifiche viene trattato con equilibrio. Filippo non ama ricevere troppi avvisi e preferisce guardare il calendario come strumento di pianificazione, mantenendo la giornata sotto controllo su Mac e Apple Watch. Tuttavia riconosce che, per chi usa il calendario in modo più saltuario, gli avvisi sono fondamentali per non dimenticare appuntamenti con clienti, dentista, commercialista o altre scadenze.
6. Fantastical, BusyCal e le alternative a pagamento
Dopo Calendario Apple, i conduttori passano alle alternative. Filippo usa Fantastical e ne descrive i punti di forza. La funzione storicamente più importante è il linguaggio naturale avanzato: si possono creare eventi scrivendo frasi, includendo orari di inizio e fine, allarmi e altri dettagli. Un esempio è scrivere un intervallo come 19-20:30 per ottenere automaticamente un evento di un’ora e mezza.
Fantastical offre anche un’interfaccia più personalizzabile rispetto a Calendario Apple. Se l’app di Apple propone viste classiche giornaliera, settimanale, mensile e annuale, Fantastical permette configurazioni più flessibili, come una vista fino a 14 giorni. Filippo tende a usare interfacce minimali, con una vista agenda e il calendario essenziale, ma apprezza la possibilità di adattare la visualizzazione al proprio modo di lavorare.
Un’altra funzione che per Filippo pesa molto è l’integrazione con Todoist, l’app che usa per gestire attività. Qui viene chiarita la distinzione tra calendario e task manager: il calendario serve per eventi collocati in un momento specifico, mentre una lista attività serve per cose da fare che non devono necessariamente essere svolte a una certa ora. Apple offre Promemoria per questo scopo, ma Filippo racconta di non usarlo molto e di non aver ancora adottato il nuovo formato più avanzato.
Fantastical viene presentato come prodotto in abbonamento, con piani singoli e familiari. Il pacchetto Flexibits include anche Cardhop, applicazione per la gestione dei contatti. Filippo osserva che appuntamenti e contatti sono ambiti collegati: quando si lavora con riunioni, clienti e persone, rubrica e calendario finiscono spesso per dialogare.
L’altra alternativa citata è BusyCal. Filippo non la usa direttamente e invita eventuali ascoltatori esperti a raccontare la propria esperienza. La descrive come una soluzione valida, con un modello non propriamente in abbonamento: si acquista una licenza che include un periodo di aggiornamenti, poi si paga per continuare a riceverli. Viene citata anche la presenza su Setapp, servizio in abbonamento che raccoglie molte applicazioni Mac. La discussione si allarga per un momento al valore di Setapp: può convenire se si usano più app incluse nel catalogo, ma il limite sul numero di dispositivi può renderlo meno adatto a chi lavora su più Mac.
7. Outlook, Thunderbird e il calendario come database sincronizzato
La puntata non si limita alle app nate specificamente per il calendario. Filippo e Roberto citano anche Outlook e Thunderbird, due applicazioni che integrano posta e agenda. Outlook è la soluzione Microsoft più nota, soprattutto nei contesti in cui email, calendario e servizi aziendali fanno parte dello stesso ambiente. Thunderbird viene ricordato come alternativa open source, principalmente su Mac, capace di gestire posta elettronica e calendari.
Da qui Filippo passa al livello sottostante: un calendario digitale è, in sostanza, un database. Può essere locale, cioè salvato sul computer, oppure sincronizzato in cloud. La sincronizzazione locale via cavo con dispositivi mobili viene ricordata come una pratica del passato, legata a iTunes e a workflow ormai poco convenienti. Filippo racconta anche la sua esperienza professionale precedente: per lavoro usava un gestionale con calendario integrato, ma la sincronizzazione richiedeva il collegamento fisico al computer e l’assenza di un’interfaccia web rendeva tutto molto scomodo.
“Il calendario digitale ovviamente nasce come un database sostanzialmente da qualche parte.” — Filippo, 00:39:57
La sincronizzazione cloud viene quindi presentata come lo scenario normale. I grandi servizi citati sono iCloud, Google Calendar, Office 365 e Microsoft Exchange. iCloud è la scelta naturale per chi vive nell’ecosistema Apple; Google Calendar è molto diffuso, anche per la presenza delle suite Google; Office 365 collega calendario, app Microsoft e OneDrive; Exchange viene descritto come una soluzione storicamente professionale, un tempo spesso installata su server fisici negli studi o nelle aziende, oggi sempre più cloud.
Il vantaggio del cloud è chiaro: un evento creato da una parte compare sugli altri dispositivi e può essere condiviso con altre persone. Ogni servizio offre anche una controparte web, più o meno usata: iCloud.com per Apple, Google Calendar via browser, le interfacce Microsoft per gli ambienti aziendali. Per i conduttori, questa capacità di caricare e scaricare dati da un server esterno è ciò che rende davvero utile il calendario digitale rispetto a un’agenda isolata.
8. Notion tra calendari editoriali, promemoria e sistemi personali
Roberto introduce Notion come una terza via. Non lo presenta come un calendario tradizionale, ma come un sistema molto flessibile, quasi sconfinato, in cui si possono costruire pagine, database, calendari editoriali e liste di attività. Il suo uso personale è più legato ai promemoria e ai to-do che alla gestione classica di appuntamenti.
Nel template che usa, Roberto può inserire un’attività e assegnarle una data o un reminder. Il promemoria funziona separatamente rispetto al sistema Apple: può arrivare come notifica di Notion oppure, se le notifiche non sono attive, come email. Dentro un to-do si possono inserire link, tag, stato, progetto associato, data di inizio e data di fine. Roberto controlla durante la registrazione alcune opzioni e nota che il reminder può essere impostato per il giorno dell’evento, un giorno prima o con un orario specifico.
Per quanto riguarda i calendari veri e propri, Roberto spiega che Notion permette di inserire una vista calendario dentro qualsiasi pagina. Questo è utile soprattutto per strutture editoriali o progettuali: una pagina per un progetto, una sezione personale, una pagina di lavoro possono contenere ciascuna il proprio calendario. Non avendo approfondito fino in fondo questa funzione, Roberto resta prudente, ma segnala che i template disponibili in Notion possono essere un buon punto di partenza.
Filippo chiede una definizione più generale di Notion per chi non lo conosce. Roberto lo descrive come un contenitore di tutto quello che si ha in testa; Filippo lo collega alla categoria dei knowledge management system. È un’applicazione web con app dedicate per macOS, iOS e iPadOS, disponibile anche con un piano gratuito. Roberto avverte però che all’inizio può spaventare, perché si può fare quasi tutto e proprio questa libertà rende difficile capire da dove partire. Il suo consiglio, soprattutto per gli architetti, è usare un template già pronto e adattarlo gradualmente.
9. Widget, Apple Watch e prossimi approfondimenti
Nella parte finale i conduttori passano ai widget di iOS e iPadOS. Filippo racconta di usare widget separati per calendari di lavoro e calendari familiari, così da non sovrapporre tutto nella stessa vista. Sul suo iPad ha una pagina dedicata che mostra i prossimi tre giorni, con calendari filtrati per ambito. Questo gli permette di capire subito se sta guardando impegni professionali o personali, senza aprire ogni evento.
Fantastical aggiunge una funzione visiva che Filippo chiama “mappa del surriscaldamento”: una vista mensile in cui i giorni più pieni tendono verso colori caldi, dal giallo al rosso. È utile per capire dove la settimana o il mese sono già saturi e dove invece c’è spazio per inserire nuovi impegni. Filippo la usa soprattutto per il lavoro, filtrando i calendari in sottogruppi come lavoro, famiglia e progetti collaterali.
“Ho a colpo d’occhio il widget che utilizzo io, una visione a tre giorni del calendario.” — Filippo, 00:50:23
L’Apple Watch chiude il discorso sugli schermi sempre disponibili. Filippo usa una complicazione del calendario che mostra il prossimo appuntamento della giornata. In questo modo non ha bisogno di ricevere notifiche continue: può controllare rapidamente cosa arriva dopo. Per lui il calendario resta uno strumento da osservare e pianificare, più che un sistema che interrompe costantemente.
Gli ultimi minuti servono a delimitare ciò che resta fuori da questa puntata. I comandi rapidi vengono rimandati, così come le app da barra dei menu su macOS per consultare rapidamente il calendario, gli strumenti per coordinare appuntamenti tra più persone e altre applicazioni specializzate. Filippo nota che, preparando l’episodio, ha scoperto molte piccole applicazioni e funzioni che meritano un approfondimento separato. La puntata si chiude quindi sui widget, sulle complicazioni e sull’anticipazione di un secondo blocco dedicato agli strumenti collegati alla gestione del calendario.
Questa sinossi è generata con l’intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione della puntata. ↩︎
Leggi la trascrizione completa
Benvenuti all'episodio 25 di A2, in cui scoprirete come ottenere il massimo
della vostra tecnologia Apple.
Io sono sempre Roberto Marin e sono il vostro ospite assieme al
solito amico, ovvero Filippo Strozzi.
Di cosa parliamo in questo episodio, Filippo?
Allora, oggi argomento che dovrebbe, o quantomeno, potrebbe interessare tutti, ovvero le
applicazioni di gestione dei calendari.
Mentre facevo le ricerche per questo episodio, sostanzialmente, c'era così tanta roba
che alla fine abbiamo deciso che non saremmo mai riusciti a farlo
stare in un'ora, un'ora e mezzo.
E quindi abbiamo deciso di fare il taglio in due episodi.
Quindi, oggi parleremo delle applicazioni principali per calendario, per la gestione dei
calendari di servizi diciamo di sincronizzazione dei calendari cloud.
Perché vedremo a breve e invece, tutte le applicazioni diciamo, collaterali alla
gestione del calendario, le terremo per un successivo episodio a data da
destinarsi, chiamiamola così.
Intanto dateci un po' di feedback.
Credo che i calendari possano essere un argomento, insomma, di quelli molto
generali, tra virgolette, perché tutti più o meno, in una qualche maniera,
utilizziamo il calendario o dovremmo utilizzare il calendario per fissare appuntamenti e
così via.
Ed effettivamente l'iPhone, piuttosto che l'iPad o il Mac, diventano uno strumento
molto utile, soprattutto il cellulare, diciamo, uno strumento utile per avere sempre
sotto mano la propria agenda senza doversi portare dietro qualcosa di fisico,
anche se ovviamente è possibile fare questo.
Ma prima di iniziare con questa bella puntata, visto che parliamo di
calendari, non possiamo che farvi gli auguri di buon anno, perché questa
sarà sicuramente la prima puntata per A2 del 2022.
E noi, ovviamente, speriamo che sia anche la prima puntata che ascolterete
nel 2022.
Non sarà possibile molto probabilmente, ma so che sarete lì con le
cuffie ben incollate le orecchie in attesa delle nostre, diciamo, chiacchierate sui
calendari.
Essendo all'inizio dell'anno, immagino che vi verrà molto molto comodo.
Perché tendenzialmente si fa alla fine dell'anno, ma si può fare anche
l'inizio dell'anno.
Bisogna iniziare a pensare come programmarci un po' questo 2022 e vedere
un po' come potrà andare.
Esatto, e poi.
Adesso noi stiamo registrando nel vecchio anno, lo diciamo ufficialmente, perché stiamo
macinando puntate prima della pausa natalizia, diciamo, dove probabilmente non avremo modo
di registrare.
E quindi vi proporremo materiale già fatto, stiamo facendo, siamo alla terza
settimana di fila di registrazione, credo, che per noi è quasi un
record e di fatti nevica,
si vede dalla neve che è successo, e comunque l'anno nuovo, tra
l'altro, noi abbiamo iniziato a registrare il podcast, direi proprio ai inizi
di gennaio dell'anno scorso, poi è uscito a febbraio, ma avevamo fatto
un mese di rodaggio e per registrazione proprio per un mese, molto
di più di un mese se ti ricordi bene,
i pre A2 che iniziano probabilmente nel 2018, ma quelli io ormai
non li considero neanche più.
Quindi,
diciamo che
per questo contesto, diciamo A due arriva all'anno sostanzialmente, quando lo stato
ascoltando, e quindi, insomma, bella soddisfazione e devo dire la verità: giusto,
perché è una puntata di inizio anno a questo punto.
Guardando indietro, diciamo che dopo una partenza lenta, come la chiamerei io?
Stiamo ingranando.
Quindi vi ringraziamo per il seguito attraverso un piccolo seguito perché non
facciamo dei numeri enormi, ma inizia ad essere una situazione dove se
io che Roberto siamo soddisfatti.
Diciamo, abbiamo un riscontro di quello che stiamo facendo.
Quindi speriamo, ovviamente, anche col vostro aiuto e col vostro feedback, di
continuare a migliorarci e così via.
Ma Roberto, assolutamente sì.
Ma prima di tutto, volevo ringraziare anche io, tutti quanti gli ascoltatori
perché è merito vostro, se noi siamo ancora qui davanti, al microfono,
a raccontare cose e soprattutto a raccontarvi la nostra esperienza di professionisti
che lavorano con la tecnologia Apple.
Ma soprattutto volevo avvertirvi che non so come funzionino le classifiche di
Apple Podcast, ma siamo andati molto bene, devo dire, abbiamo visto quest'anno
addirittura nella sezione tecnologia arrivare alla posizione 17, e penso che sia
la più alta che abbiamo mai rivestito nell'anno 2021.
Quindi un grandissimo ringraziamento da parte mia e da parte di Filippo.
Ma adesso, prima di iniziare la puntata, volevo ancora fare una cosa,
ovvero leggere la nuova recensione che ci è stata lasciata su Apple
Podcast.
Questa nuova recensione dobbiamo ringraziare il nostro Colinus che ha un nome
e un cognome, ma per privacy non lo diremo in questo momento,
ma è un amico comune.
Lo ringraziamo tanto per questa recensione.
Che ci scrive Aperte, Roberto e Filippo ogni 15 giorni intervengono e
informano, intrattengono e informano in un'atmosfera piacevole e rilassata come tra vecchi
amici al pub.
Questo è una bellissima, questo è un bellissimo complimento.
Ti ringrazio tantissimo, Colinus.
Ascolto iper consigliato.
Grazie anche per queste belle parole che ci aiutano a salire nella
classifica di Apple Podcast.
Fate come ha fatto il nostro amico Colinus, lasciate una bella recension,
and questo è un tipico modo per poterci sostenere.
Perché, grazie a queste recensioni, probablemente in classifica, molte più persone ci
ascolteranno e fa da praticamente da volano per il nostro podcast.
Se volete sapere come fare una recensione, trovate il link nelle note
dell'episodio.
Mentire se volete parlarci direttamente, a parte sui vari canali personali che
abbiamo, di Avvocati Americ per Filippo e di Snapper per il mio
che per il mio podcast, potete però, anche iscriverci direttamente a scrivi.a
chiocciola a due podcast.it.
Dunque, qualche comunicazione di servizio da rilasciarvi: lunedì 6 dicembre, Filippo ha
tenuto un webinar sul time blocking, è stato bravissimo.
Io l'ho seguito in diretta.
Mi raccomando, cercate di recuperarlo anche voi se potete, ma in questo
caso non entreremo nel dettaglio di questa puntata.
Tuttavia, mi raccomando, ci sarà un link che troverete nei note dell'episodio,
andatevelo a vedere perché è davvero molto interessante.
È stato anche un piccolo problema video, quindi ci sono.
Io in faccia in presenza, ma a scattosissimo, mettiamola così: probabilmente ho
fatto un errore nella configurazione dello streaming video la prossima volta spero
di trovare una soluzione migliore, mettiamola così.
Tuttavia, la cosa importante è il contenuto che, secondo me, è stato
molto interessante.
Qual è il contenuto in merito?
È il time blocking, appunto, che fa uso del calendario per riservare
del tempo come se fosse un appuntamento per svolgere un determinato compito.
Può essere un ultimo strumento per lavorare decisamente meno e molto meglio.
Vedrete che se seguite i webinar di Filippo, capirete il perché, ma
soprattutto correrete a metterlo subito in pratica perché ne avete degli immediati
benefici.
Detto questo, mi raccomando: andate a vedervi il link.
Passiamo subito all'argomento principe di questa bella puntata di inizio anno, ovvero
iniziamo subito dal calendario che abbiamo sotto mano tutti quanti gli ascoltatori.
Perché questo podcast è indirizzato agli amici professionisti che usano Apple, e
quindi la prima cosa che hanno sotto mano, che usano o non
usano, è il calendario messo a disposizione sulla diciamo suite di programmi
che viene preinstallata su macOS, iOS e i Pad OS.
Cosa possiamo dire di questo calendario?
Praticamente hanno detto tutti, tutto su questo calendario si può fare praticamente
quasi di tutto.
Diciamo, ci sono delle funzioni interessanti che adesso lascio spiegare al mio
amico Filippo, che è decisamente molto più sul pezzo.
Perché io, ad esempio, vi spiego semplicemente perché non sono sul pezzo,
perché è un uso molto basilare di calendario.
Essenzialmente ho un calendario condiviso con mia moglie.
Quindi sappiate che si può condividere il calendario o almeno una parte
degli impegni si può condividere con un'altra persona.
Io l'ho fatto con mia moglie, perché, tra le altre cose, lavoriamo
insieme.
Quindi, oltre alla normale amministrazione della vita, c'è anche l'amministrazione degli appuntamenti
vari con i rispettivi clienti.
Quindi abbiamo un calendario dedicato: abbiamo creato un calendario dedicato che si
chiama appunto lavoro, un altro che invece si chiama Famiglia.
Ovviamente l'abbiamo distinto per colore, in modo tale che anche visivamente si
possa vedere all'apertura del calendario i propri appuntamenti.
La possibilità di usarlo in modo condiviso è molto utile, secondo me,
in calendario, ma soprattutto nell'ecosistema Apple, perché praticamente ve lo trovate scerato,
mi viene da dire, ma è un inglesismo sbagliato.
Sincronizzato concronizzato con tutti i vostri dispositivi.
Ad esempio, io che apro indistintamente uno dei vari aggeggi che ho
in casa con Apple e sincronizzato con il mio account, praticamente mi
trovo tutto quanto.
Quindi posso aggiungere, togliere, rivedere, controllare, fare, disfare lettere e testamento.
In ogni caso detto questo, questo qui è il mio uso basico
di calendario, praticamente finisce qua, non faccio nient'altro.
Ho preferito il calendario di Apple per il semplice fatto che uno
è molto semplice e due mi permette di appunto sincronizzare i miei
appuntamenti con quello di mia moglie e viceversa.
E conseguentemente, se voi immaginate che in una struttura di più persone
all'interno di un ufficio questo può diventare molto interessante se tutti sono
dotati del sistema Apple, ma in realtà potrebbero teoria anche accedervi dal
web tramite proprio account iCloud.
Se non erro, mi sembra sia una di quelle applicazioni che è
visibile sulla propria pagina web di iCloud che potete accedere tranquillamente digitando
mi pare www.aicloud.com.
Mi pare così a memoria perché non ci accedo mai.
E quindi digitando il vostro ID app o la vostra password, accedete
a una pagina che essenzialmente cerca di ricalcare quello che avete sul
vostro dispositivo.
Quindi vedrete una serie di applicazioni tra cui anche il calendario e
da lì potete accedere alla vostra parte di calendario essenzialmente sul vostro
account.
Detto questo, direi che, però, per quanto riguarda il calendario, è uno
dei tanti calendari che sono messi a disposizione sulle piattaforme iOS, macOS
e iPadOS, ce ne sono veramente una fraccata e una fa
una cosa diversa dall'altra e c'è veramente l'imbarazzo della scelta.
Lascio la palla al nostro amico Filippo Strozzi, che invece, lui, essendo
un professionista decisamente più sul pezzo di me, su queste cose perché
per lui è importantissimo il calendario, vi dico soltanto che sulla sua
pagina iniziale di iPadOS ne ha due di calendari per sicurezza,
anche se sono per due cose completamente diverse.
Io, per esempio, non uso i widget del calendario, capite bene la
differenza tra me e Filippo.
Io ne uso veramente basico.
Potrei concludere la puntata qui ne potrei andare, ma per fortuna c'è
il nostro amico Filippo che adesso ci spiegherà un po' più nel
dettaglio e imparerò qualcosa anch'io di nuovo riguardo al calendario di Apple
e non solo.
Allora, vabbè, innanzitutto non è vero.
Tu consideri che io fino a pochissimo tempo fa non ero un
utilizzatore del calendario, perché di fatto per lavoro avevo la gestione del
calendario direttamente dentro il gestionale, e quindi di fatto faceva fede il
calendario del gestionale.
Eventualmente all'epoca facevamo una roba dal mio punto di vista, veramente anti-lucana,
ma
facevamo la sincronizzazione del calendario direttamente da computer, cioè fisicamente agganciandolo, e
lo so, lo so, lo so.
Infatti, uno dei motivi per cui ho abbandonato il gestionale, era che
veramente era imbarazzante la gestione
in questa maniera del calendario.
Era interessante perché ovviamente si interfacciava totalmente con le mie pratiche, il
lavoro sostanzialmente.
Ma dall'altro era abbastanza inutile, comunque non c'è un'interfaccia web, quindi non
c'era modo di interagire direttamente, ma dovevi andare fisicamente in ufficio a
modificare gli appuntamenti e così via.
E dovevi farsen.
Insomma, era improponibile.
Facciamo un breve passo indietro, giusto per spiegare alcune cose.
Ovviamente il calendario digitale, chiamiamolo così, perché ovviamente quello cartaceo non ne
tratteremo perché non ha senso e non si può collegare, diciamo, con
i nostri dispositivi intelligenti.
Anche se devo dirti la verità, c'è una corrente che a me
affascina molto, che riguarda la gestione appunto del calendario, questo famoso bullet
journal.
Che secondo me prima o poi dovremmo prenderlo in mano perché è
davvero una concezione molto interessante della gestione del calendario ed è tendenzialmente
tutta cartacea.
Ovviamente ci sono le declinazioni digitali, però prima o poi, secondo me,
è da prendere in considerazione perché aiuta.
No, beh, allora sicuramente è una cosa interessante.
Apro una parentesi visto che l'hai aperta tu, diciamo la continuo.
C'è la possibilità di utilizzare programmi come Good Note o Notability per
fare tutto, in digitale, ma quindi a mano perché utilizzando le pol
pencil e così via, ma appunto scrivendo a mano tutto personalmente, soprattutto
per il fatto di permettere di sincronizzare il calendario su tutti i
dispositivi e soprattutto di condividere alcuni calendari con altre persone, anche io
ho vari calendari condivisi con la moglie.
Devo dire la verità: la gestione digitale personalmente è la scelta migliore.
Ma come dicevo, appunto, sul digitale innanzitutto, facciamo una grossa distinzione: cioè
possiamo avere più calendari e quindi un calendario per uno scopo, un
calendario per il lavoro e un calendario per la famiglia.
Io addirittura ne ho tanti perché ho spezzettato in maniera abbastanza complessa
la mia gestione, ma questo è un discorso per un'altra volta casomai.
Tuttavia, la cosa anche interessante è che possiamo avere più servizi contemporaneamente
che gestiscono la sincronizzazione del calendario.
Quindi all'interno dell'applicazione calendario, diciamo che una volta si chiamava ICA di
Apple, si possono far confluire tutta una serie di diversi calendari di
diversi fornitori.
Quindi, per esempio, per lavoro potreste avere il calendario Google, perché la
vostra azienda usa la sincronizzazione dei dati di Google o Microsoft Exchange,
che forse a livello professionale la gestione diciamo dei calendari tipica.
Ma avere anche, per esempio, un calendario familiare con i cloud da
condividere, per esempio, con la moglie.
Quindi il calendario può potenzialmente far confluire differenti calendari anche da differenti
operatori.
Quindi dobbiamo considerare appunto la possibilità sostanzialmente di queste applicazioni di calendario
che alla fine uniscono più realtà e più situazioni.
L'altra cosa molto interessante dell'applicazione calendario che almeno quantomeno nel mondo Apple
è di fatto presente un po' in tutte le applicazioni, è la
possibilità di dare dei colori ai singoli calendari, battezzare un colore per
il singolo calendario e quindi vedere a colpo d'occhio che l'appuntamento delle
8 è nel calendario famiglia porta a scuola il bambino e l'appuntamento
delle 10 è rosso, è l'appuntamento di lavoro dove ricevi un cliente
o devi andare su un cantiere e così via.
E casomai l'appuntamento verde del 18
è preparare la cena e il menu della cena del giorno, ogni
riferimento a cose o persone, è puramente casuale, e puramente casuale, assolutamente
sì.
Ci sarà anche un colore per a due, immagino, ma non voglio
sapere qual è.
Un calendario solo per i podcast in generale, è viola, comunque in
generale, ok, perché ne fai 8 milioni e non me lo dici
.
Come tutti i calendari moderni, c'è la possibilità di invitare sostanzialmente dei
partecipanti a degli eventi e quindi c'è la possibilità di fissare, chiamiamolo
così, degli appuntamenti con un sistema Pro legato alla mail.
Quindi nella sostanza, io inserisco i contatti che vorrei invitare in un
determinato momento.
Il calendario a questo punto, attraverso iCloud o il servizio su cui
si basa il tutto, manda l'invito e se gli invitati accettano o
meno o rispondono sostanzialmente, poi si vedrà nel calendario tutta la vicenda.
Quindi, anche qui c'è la possibilità di fare delle cose interessanti.
Ecco un attimo, solo una precisazione.
Visto che sto a forza di stare con lo zoppo, inizia a
zoppicare anch'io.
Il invito nel caso in cui lo riceviate, sempre in zona Apple,
troverete una simpatica concina in alto a sinistra, che è proprio la
cartella degli inviti, dove li troverete un badge e lì potete accedere
all'invito che vi è stato inviato.
Chiuso la mia parentesi, vai pure avanti.
Tra l'altro, visto che hai aperto la parentesi, non so se riesco
a mettervi il link specifico, ma soprattutto nel calendario Apple ci sono
proprio delle icone specifiche, per esempio, i calendari condivisi, per gli inviti,
per tutta una serie di informazioni che è molto utile conoscere.
Tendenzialmente, soprattutto se di fianco al calendario c'è buona stilizzata di una
persona, il calendario è condiviso con una o più persone, perché ovviamente
si può avere anche un calendario condiviso.
Noi abbiamo fatto sempre l'esempio delle mogli che subiscono i nostri approcci
telematici, ma possono essere i colleghi di lavoro.
O vabbè, io e Roberto, alla fine usiamo ToDis per sincronizzare gli
impegni, però, nella sostanza potremmo avere anche un calendario condiviso per la
gestione.
Però, appunto, abitualmente ci sentiamo sufficientemente da non avere problemi a dover
avere un candivetto.
Ci sentiamo più noi due che con le rispettive mogli.
E quindi il calendario condiviso non ha molto senso, credo.
Vedremo in una prossima puntata tutto il mondo, chiamiamolo così, della gestione
degli impegni, cioè nel senso di fissare un appuntamento con più persone
e tutta una serie di servizi diciamo che aiutano a coordinarsi ed
evitare, per esempio, di mandarsi 18 mail per dire ti va bene
quel giorno.
No, non mi va bene quel giorno, mi andrebbe bene quell'altro.
No, a me, quell'altro non va bene.
Quindi, e avere un'infinità di mail, soprattutto che crescono esponenzialmente in base
alla quantità di persone che devono partecipare a questi eventi.
Ve lo lasciamo come teaser, diciamo, per un futuro episodio, alcune funzioni
interessanti che probabilmente non tutti conoscono, che voglio sottolineare perché poi, come
al solito, nelle note dell'episodio troverete i link a tutti i manuali
per tutte le piattaforme, cioè per macOS, per iPadOS e per iOS.
Quindi dopo lì, se volete potete andare anche a approfondire,
ma direi che l'interfaccia del calendario app è molto intuitiva e non
richiede particolari spiegazioni.
Cioè, appunto, i manuali fanno tutto il loro mestiere, diciamo.
Quello che vi segnalo, perché molti non lo sanno, ed è una
funzione che secondo me è stata inserita recentemente: cioè prendendola poi da
altre applicazioni che già lo facevano, c'è la possibilità di inserire gli
appuntamenti con il linguaggio naturale.
Che cosa vuol dire tutto ciò?
Nella sostanza, abitualmente cosa si fa?
Si clicca il pulsante più nelle varie forme, ovviamente tra iPhone, iPad
e i Mac, e si apre una finestra, una finestra dove è
possibile impostare la data di inizio dell'appuntamento, la data di fine dell'appuntamento,
il calendario e così via.
Ovviamente, soprattutto sul mobile, non è una roba veloce, facile da fare.
Quindi Apple, come altri, hanno implementato questa funzione dove cliccando il più
non compare tutta questa roba, ma compare una piccola finestrella dove voi
potete digitare il testo.
Per esempio, appuntamento stasera alle 8 con Roberto.
Automaticamente il sistema riconosce: no, non ce la fa fare così.
Diciamo che solitamente appuntamento oggi 21 con Roberto dovrebbe crearti l'appuntamento con
Filippo dipende dal tuo punto di vista, dovrebbe crearti l'appuntamento nella giornata
di oggi, oppure appunto, si può fare domani e così via.
E questo Ziona Roberto dallo sguardo incerto.
Allora, dunque, sto cercando di capire perché, questo qui è interessantissimo perché
io sono il tipico utonto, che è giusto che ci sia in
questo podcast perché tira fuori, diciamo,
le incapacità che uno può incontrare.
Se io faccio do il più
nel calendario di iPadOS, mi compare una tendina dove io posso
inserire il titolo e la posizione o la videochiamata non mi salta
fuori la tendina.
Io ce l'ho con Fantastica e io uso Fantastica.
Apro e chiuso una parentesi.
Ah, ecco, ok, sono su Monterey a questo punto, solo sul calendario
sul calendario diciamo per Mac.
E infatti, se si clicca sulla più di creare un evento rapido,
c'è scritto proprio.
E infatti, l'esempio è cinema venerdì alle 19.
Lo sto provando adesso.
Mentre effettivamente ho provato ad aprire e guarda sul tuo se lo
fa già o se è una funzione nuova di Monterey sull'iPad, in
effetti non esiste questa cosa.
Adesso devo andare sul calendario.
Io sto lavorando su prima di iniziare a fare gli esperimenti, sono
un vecchio utente di macOS Catalina.
Siamo alla versione 10, 15, 7 per quanto mi riguarda.
Se io faccio più posso creare evento rapido e in effetti mi
dice cinedì alle 19.
Conseguentemente, è da Catalina, almeno a memoria d'uomo mia e di Filippo,
che c'è la possibilità di inserire con linguaggio naturale, invece, da quello
che mi pare di capire anche dalla guida Apple, il linguaggio naturale
si può utilizzare con Siri.
Ad esempio, ci sono delle possibilità: tipo fissa una riunione con Giovanni
per le 9, oppure si può chiedere a Siri se ho una
riunione alle 10, oppure chiedere dove si svolge la mia riunione alle
3 e mezza.
Quindi, diciamo che questi qui sono esempi di come utilizzare Siri con
linguaggio naturale.
Purtroppo dal punto di vista testuale, nel senso di digitazione del linguaggio
naturale su iOS e pad OS, non è ancora implementato.
Io effettivamente ho guardato questa funzione sul manuale per macOS.
Davo per scontato che fossero
nella stessa linea, ma questo
direi che invece così non è.
Questa è una tirata d'orecchi per Apple.
Non è che siamo noi che ci siamo sbagliati, ma è Apple
che è indietro sui sistemi mobile.
Devo dire la verità: appunto non per fare pubblicità, fantastical, ma
anche Fantastical
mi fastidisce perché ha delle idiosincrasie.
Per cui, per esempio, pasta al pesto, ok, non posso scrivere pasta
al pesto, perché, se no, lui in automatico me lo considera come
posto e quindi cerca tutti i posti con il pesto.
Nome è una roba imbarazzante e quindi per esempio: i limiti dell'informatica.
Quando devo mettere invece velocemente il calendario dei diciamo dei pasti, tutto
quello che ha qualcosa non va bene,
è usato con pasta con pesto e probabilmente spero che vada bene,
ma secondo me con con ti cerca il contatto.
Ah, con un amico minzaga.
Quindi non lo so.
Adesso non ci ho mai provato comunque.
Devo dire la verità: anche perché è spaghetti al pomodoro per me.
Tuttavia, però a pomodoro ti inizia a cercare dappertutto.
Che si chiama pomodoro.
I ristoranti, probabilmente esatto.
Vabbè, comunque chiudendo questa parentesi, l'altra cosa interessante sono i suggerimenti di
Siri, che non sono quello che raccontava prima Roberto, ma nella sostanza,
Siri può riconoscere certi appuntamenti, certi eventi diciamo, e suggerirli per inserire
nel calendario.
Altra cosa interessante: abitualmente nell'80% delle interfacce, diciamo, sia di iPhone iPad
che Mac.
Se abbiamo, per esempio, vediamoci alle 10 del mattino, per esempio, spesso
e volentieri è possibile.
iOS sottolinea questa parte e vi permette in pratica di catturarla e
renderla come appuntamento.
Quindi, c'è un sistema di riconoscimento come numeri di telefono.
Questo è molto utile in mail.
In mail, quando vi mandano de appuntamenti con mail, viene praticamente il
90% delle volte riconosciuto e quindi si apre essenzialmente, se ci passate
sopra col mouse, si crea una specie di nuvoletta dove voi potete
cliccare e a quel punto viene inserito direttamente nel calendario senza sforzi
particolari.
Un'altra funzione che è abbastanza sconosciuta, che anch'io non conoscevo più di
tanto.
Poi qui non voglio aprire la parentesi quindi ve ne accenno, ma
David Spark mai introdotto al cosiddetto contextual computing, che oggi non approfondiremo.
È già Roberto alza le mani al cielo.
Nella sostanza è possibile inserire in calendario come in tantissime altre applicazioni.
Dei link a pagine web, per esempio Zoom Meeting o call di
vario genere, ma anche appunto attraverso il sistema degli URS Scheme, ad
altre applicazioni.
Quindi, per esempio, non so, ho un appuntamento e ho un'agenda d'appuntamento
attraverso l'email, posso inserire appunto un link diretto a quella specifica email
attraverso Ur Scheme e questo è molto comodo, ve lo consiglio.
L'altra cosa, che spesso e volentieri nessuno sa, è che potete anche
allegare un appuntamento nel calendario.
Quindi, non so, per esempio, dovete discutere di un documento o c'è
qualcosa da o la prenotazione di un ticket che ne so io.
Potete ovviamente caricare questo documento o anche creo un'immagine direttamente nell'appuntamento e
quindi andando nel calendario vedrete direttamente.
Ovviamente quel documento lo potrete aprire, potrete farlo anteprima e quindi diventa
molto comodo avere una contestualizzazione non solo dell'appuntamento, ma anche di cosa
o quantomeno dei documenti che dovrete discutere a quell'appuntamento.
Stavo osservando che appunto cercando di allegare un file, praticamente si può
allegare.
A giudicare da qua qualsiasi tipo di file, non c'è praticamente tutto.
Cioè, vi dico che si possono applicare anche file BMX che sono
del BIM e si possono tranquillamente alle.
Giusto per dire che si può prendere tutto essenzialmente.
Ricordo che è tutto un discorso di sincronizzazione, soprattutto quindi se iniziate
a caricare l'infinito e oltre, poi potreste avere qualche problema nella sincronizzazione
dei vostri calendari e così via.
Soprattutto se avete dei cricetti che vi portano i dati, come nel
mio caso, quindi state attenti.
Direi che queste sono le funzioni che io ritengo fondamentali da conoscere
perché spesso volentieri non si conoscono e invece possono diventare comode in
alcune circostanze.
Nessuno vieta che voi utilizzate il vostro calendario per appuntamento col dentista
ore 9, cioè e fine lì della vicenda, non vogliamo per forza
di cosa snaturare il sistema, e anzi, il calendario serve per quello
per fissare gli appuntamenti, comunque fissare del tempo specifico per una determinata
cosa, ecco.
Un'altra cosa che credo, perché anche questa non la utilizzo più di
tanto, che faccia Apple c'è anche la possibilità, se si indica il
posto, avere il tempo di arrivo o di stimato d'arrivo.
Sì, sì, sì.
Ecco, questo è molto interessante perché se riuscite a inserire l'indirizzo preciso,
se viene riconosciuto ovviamente da parte di Apple, e ricordo che siamo
in Italia, quindi non è tanto scontata questa cosa.
Imagino che se lo fai a copertino viene tutto riconosciuto come per
magia.
Se metti vie estrane in Italia che magari non digiti il santo
giusto, il nome e cognome.
Probabilmente non te lo becca, tu la conosci solo per cognome quella
via, magari non te la becca, devi essere un po' più preciso.
Ma è interessante perché nel momento in cui viene riconosciuto, viene indicato
il numero civico e il paese dove dovete andare, oltre ad avere
una preview quando aprite l'evento di dov'è il posto, automaticamente potete inserire
l'avviso che vi dice l'ora venite avvisati all'ora di partire in base
alla posizione in cui siete, ovviamente, con la geologizzazione attiva.
E questo è interessantissimo, ad esempio, dal mio punto di vista lavorativo,
perché se metto una serie di appuntamenti in vari cantieri, almeno l'ultimo
avviso che mi arriva è quello quando è l'ora di partire.
Vuol dire che lì non c'è santo, perché devo partire, andare a
mettermi in macchina e andare, perché, se no, non arrivo in tempo.
Quindi può essere davvero utile e provatelo, e vedete che vi verrà
in salvo un paio di volte.
Già che parlavi di avvisi, segnalo anche che è possibile.
Ovviamente io abitualmente cerco di evitare le notifiche.
Quindi, per me il calendario è da guardare e non da ricevere
gli avvisi.
Ciò detto, è possibile inserire ovviamente preavvisi per dire attenzione: tra 10
minuti, mezz'ora, un'ora hai l'appuntamento col dentista, con il commercialista, con un
cliente e così via.
Quindi, io non sono un amante delle notifiche per cui evito abitualmente.
Apro chiudo una parentesi, poi cercheremo di parlare casomai velocemente anche dopo.
Vedo il prossimo appuntamento sull'orologio, diciamo sull'Apple Watch.
Quindi tendenzialmente abitualmente un modo di supervisionare più o meno le scadenze
e gli appuntamenti.
E abitualmente per lavoro comunque ho una schermata del Mac sostanzialmente dedicata
solo al calendario e alla to-do list app, cioè to do list
nel mio caso.
Quindi è ovvio che abitualmente io ho la giornata, la tengo monitorata
e la pianifico e cerco di dare un ordine ben specifico alla
vicenda, ma non entriamo nel merito.
Se invece avete un utilizzo saltuario del calendario, può diventare comodo avere
gli avvisi proprio per non scordarsi degli appuntamenti.
Abbiamo visto come è possibile condividere con altri gli appuntamenti.
Non entriamo nel dettaglio, anche qui lasciamo comunque il link nelle note
dell'episodio per gli eventuali approfondimenti, ma è molto semplice.
Abitualmente si manda un invito al soggetto interessato con cui si vuole
condividere il calendario.
Una che questo ha accettato l'invito, i calendari si sincronizzano.
Se voi inserite un nuovo appuntamento o se qualcuno modifica un appuntamento,
verrete notiziati in qualche maniera di questi inserimenti e ovviamente vedrete i
calendari reciprocamente sui vari dispositivi sincronizzati con questo calendario.
Io farei subito un passaggio veloce sulle applicazioni alternative a pagamento perché
appunto il calendario è gratuito, è compreso all'interno dell'acquisto sostanzialmente del Mac
dell'iPhone o dall'iPad.
Le altre applicazioni si distinguono per funzioni un po' più evolute, chiamiamole
così, ma nella sostanza hanno ormai quasi tutte, cioè le due applicazioni
fondamentali per Mac, poi vedremo che ce ne sono varie altre, sono
a pagamento e sono abitualmente in abbonamento.
Io quella che utilizzo è Fantastical, che lo dice il nome: è
l'applicazione Fantastical sul calendario.
Diciamo che nella sostanza, Apple si sta sempre più avvicinando a questa
applicazione come funzioni.
È ovvio che per vari anni Fantastical aveva il grosso vantaggio del
linguaggio naturale, quindi permettere all'utente finale di inserire molto velocemente puntamenti proprio
utilizzando domani incontro con Roberto alle 19.
Addirittura si possono anche inserire gli allarmi e altre cose.
Quindi, cioè scrivendo
, è possibile completare in maniera molto avanzata e approfondita, per esempio, non
so, mettendo 1920 o per esempio 2030, l'appuntamento verrà dalle 19 alle
2030 e quindi un'ora e mezzo, per cui è anche proprio possibile
fare tutta una serie di cose.
L'altra cosa interessante, diciamo di Fantastica, per esempio l'interfaccia configurabile, nel senso
che, mentre in calendario non l'abbiamo detto, ma lo diciamo abbiamo la
vista a un giorno, a una settimana mensile e annuale.
In Fantastical si possono fare delle cose un po' più personalizzabili.
Quindi, per esempio, non so, la visualizzazione settimanale si può arrivare fino
a 14 giorni e quindi vedere l'arco temporale dei 14 giorni di
appuntamento o di impegni.
Per esempio, su iPad come su iPhone, ma anche fisicamente sul Mac,
diciamo, io anche lì cerco di avere un'interfaccia minimale.
Quindi abitualmente io tengo anche Fantastic nella versione dove si vede solo
sostanzialmente il calendario con una finta agenda, chiamiamolo così, dove c'è la
giornata e dove ci sono le varie ore della giornata.
Ma è possibile, per esempio, vedere anche, non so, tutti il mese
in cui si sta lavorando e vedere quanti appuntamenti, tra virgolette, ci
sono con una sorta di mappa calore, diciamo, dove ovviamente il rosso
sono giornate dove ci sono molti impegni, il giallo calde esatto, appunto
bravo.
E il giallo meno impegni e niente sostanzialmente vuol dire che si
è liberi o comunque ci sono pochi o nessun impegno.
Sono appunto piccole funzioni aggiuntive, diciamo, che sono comode.
Personalmente, Fantastical, per come lo utilizzo io, la funzione, diciamo, la killer
feature dal mio punto di vista è l'integrazione all'interno di Fantastical attraverso
ovviamente il login di to doist, che è l'applicazione che utilizzo per
gestire invece le attività.
Oggi.
Non ne parleremo del cosiddette to doist app, cioè le applicazioni per
fare quindi non per prendere appuntamenti, ma devo fare la spesa, devo
fare un determinato tipo di atto, devo fare una determinata tipo di
telefonata.
Abitualmente queste attività che non sono di fatto non devono essere fatte
in un momento specifico della giornata e casomai invece devono essere salvate
per il futuro e si deve poter organizzare sostanzialmente questi impegni, vengono
gestite con applicazioni diverse.
Abitualmente diciamo di mamma Apple, questa applicazione è il Pro Memoria, che
recentemente, tra l'altro, è stata migliorata molto, ma devo dire la verità,
io non la uso, anzi addirittura non ho ancora aggiornato al nuovo
formato più avanzato di Pro Memoria, quindi proprio da quel punto di
vista lì sono dietrissimo.
Ma questa era una parentesi come il nostro solito, non va bene,
giusto per darvi delle idee, il Fantastical costa con abbonamento annuale, monutenza,
chiamiamola così 3,67 euro.
Mentre per il pacchetto, chiamiamolo così famiglia, cioè per cinque utenti uniti
in famiglia, chiamiamolo un po' come Apple, costa 5,83.
Quindi alla fine della fola una quarantina d'euro all'anno per l'abbonamento singolo.
Comunque anche qui i prezzi e le funzioni collegate all'abbonamento le trovate.
La cosa interessante, recente che Fantastical ha fatto, cioè quelli di Flexbit
che sono quelli che sviluppano questa applicazione.
È che con questo abbonamento, in pratica, vi danno la possibilità anche
di utilizzare l'applicazione Cardop, che invece è l'applicazione contatti, l'equivalente all'applicazione contatti
di Apple e per la gestione dei contatti.
Che ovviamente oggi, anche qui non ne parleremo di come gestire i
contatti.
Appuntamenti e contatti vanno chiamiamolo così a braccetto in parte, pagando uno
si ottiene anche l'altra.
Applicazione simile, meno bellina, se vogliamo dire così rispetto a Fantastica, che
io non uso quindi accenniamo proprio perché anzi, se casomai qualcuno la
utilizza, contattateci.
Che casomai organizziamo una chiacchierata, è bisical molto valida, da quello che
ne so io.
Una struttura non ad abbonamento, ma quasi, nel senso che la licenza
costa 50 euro.
È valida per 18 mesi, poi si paga sostanzialmente gli aggiornamenti successivi
con un altro pacchetto a 18 mesi.
Questa applicazione la potete trovare anche all'interno di setup, che è quel
famoso store parallelo, all'appost store di Apple.
E praticamente all'interno di questo
contenitore di applicazione, voi pagate un tot al mese, in questo caso
dovrebbe essere 10 euro se non erro, 10 euro al mese e
quindi avete tutte le applicazioni che sono all'interno di setup gratuite da
usare.
Quindi fate i conti su quello che vi conviene di più, chiaramente
il costo di setup è più alto, ma d'altra parte se volete
utilizzare questa applicazione, è molto probabile che ne troverete tante altre da
utilizzare, quindi ammortizzerete il costo.
Una precisazione che mi ha sempre bloccato.
Io adoro, ci sono un sacco di applicazioni che ho già comprato
e in setup e quindi, anche lì, avendole già comprate, diciamo, lo
rendono meno appetibile.
Il vero problema dal mio punto di vista è che setup con
l'abbonamento base, che è quello da 10 euro, ti dà la possibilità
di installare le applicazioni sul massimo due Mac, barra in alcuni casi
i OS, dipende dalle applicazioni.
Tendenzialmente è vero che io ho solo due Mac di lavoro concreto,
ma spesso e volentieri ne ho un terzo con il quale ci
faccio qualcosa, 6-10 euro avrebbero un loro senso logico su vari fronti.
Diciamo in questo caso, io sono tentenante.
Tuttavia, effettivamente lo segnalo perché questa è una cosa interessante.
Setup ha veramente dentro tante belle applicazioni.
E se già solo iniziate a usare due o tre, di fatto,
a prescindere dal concetto di abbonamento, però, alla fine sono 120 euro
l'anno e avete secondo me un centinaio di applicazioni tra cui potere
a dire la verità potete usare tutte 100, tra virgolette, però avete
una scelta avaria.
Non so, per esempio, Ulysses c'è su setup.
Appunto, non sapevo Bisical, ci sono tutta una serie comunque Market 2,
Bret Terpra.
Ci sono veramente tante tante applicazioni interessanti.
Timing 2 per esempio, anche lì c'è, sono tutta una serie di
applicazioni che meritano di essere provate, varre utilizzate.
Quindi alla fine, una volta che iniziate a avere due o tre
che utilizzate, il vantaggio c'è.
Abbiamo anche ovviamente altre applicazioni che non sono strettamente legate al calendario
in senso tecnico, ma che meritano ovviamente un perché, se no, ci
accuseresti di non averne parlato.
Ovviamente abbiamo Outlook che è l'applicazione di Microsoft che è anche per
la posta, ma ha anche integrato dentro il calendario quindi la gestione
del calendario della posta insieme e l'applicazione invece open source Thunderbird, che
ovviamente in questo caso è solo per Mac, che oltre a fare
da client di posta elettronica, fanno anche da agenda e si interagiscono
con i calendari.
Dico presumibilmente perché io non li ho mai usati da tantissimo tempo,
dovrebbero interagire senza nessun tipo di problema.
Anche col Caldev, che è il formato dei calendari di Apple, e
quindi con i cloud e compagnia Bella.
Ok, direi che a questo punto si si concordo.
Il calendario digitale ovviamente nasce come un database sostanzialmente da qualche parte,
può essere in locale.
In questo caso avete fisicamente il calendario all'interno del vostro computer.
E abitualmente adesso non lo faccio neanche io più da tanto tempo,
quindi presumo che sia ancora fattibile.
Potreste sincronizzare i vostri dispositivi mobili direttamente col computer via cavo, forse
via wifi, perché da millenni che non lo faccio.
Una volta non so più come funziona, una volta c'era iTunes, adesso
non credo più da almeno due o tre versioni del sistema operativo.
Però devo dire la verità, ormai non ne vale veramente più la
pena.
Sinon, in cloud i calendari e invece, appunto, dall'altra parte abbiamo la
sincronizzazione cloud e qui abbiamo i grandi big, diciamo, della gestione dei
calendari che sono ovviamente Apple con cloud.
Se siete nell'ecosistema Apple, Google, con Google Calendar e tutte le suite,
tutta la suite di Google.
Poi abbiamo Office 365 che credo sia diverso da invece Microsoft Exchange
perché Office 365 si appoggia sul servizio appunto Office 365 con le
applicazioni e con uno spazio di OneDrive di Microsoft per il file
e credo anche, appunto, il calendario condiviso con le varie applicazioni Microsoft,
ma non solo, e invece Microsoft Exchange, anche qui non ho mai
utilizzato in vita mia, quindi ve la vendo con dei dubitativi.
Se c'è qualcuno di voi, ascoltatori, che invece lo ha utilizzato, siamo
ovviamente siamo interessati a saperlo.
Comunque, dovrebbe essere un server specifico Microsoft, probabilmente l'hanno cloudizzato
, l'hanno reso cloud anche questo.
Però, una volta era proprio fisicamente in uno studio o in uno
studio professionale, perché ovviamente ha dei costi anche significativi.
Si aveva appunto il server direttamente in ufficio proprio per gestire contatti
e appuntamenti e tutta una serie di altre cose collegate.
Ovviamente di tutti questi servizi, essendo in cloud, c'è anche oltre ad
avere le applicazioni, chiamiamole così, che potete la possibilità di sincronizzare col
vostro Mac, col vostro iPhone e col vostro iPad, c'è una controparte
web, che abbiamo già detto, come c'è per i cloud, che è
meno famosa, il calendario di Google è quello che probabilmente la farà
padrone nel mondo business e non solo, grazie anche ai programmi gratuiti
di Google.
Queste sono, diciamo, il panorama generale della gestione, ovviamente, avendo un server
esterno che sincronizza tutti e i vari dispositivi che si collegano al
server esterno e che scaricano sostanzialmente i dati, caricano e scaricano i
dati, in questa maniera, una volta che inserite una cosa da una
parte, ve la trovate anche dall'altra e oggettivamente diventa molto molto comodo.
Oltre ad avere la possibilità di condividere in questa maniera i calendari.
Direi che a questo punto Roberto invece ci puoi raccontare della tua
esperienza con Notion, che diciamo è una terza via, chiamiamola così, e
sono curioso perché io invece non lo uso e quindi sono tutto
orecchia.
Ecco, guarda, anche qui in questo caso il mio utilizzo è molto
limitato, appunto, perché Notion è molto enorme, non so come definirlo in
altro modo, è veramente sconfinato.
Si può fare di tutto, tra cui anche dei calendari, ad esempio,
editoriali.
La cosa interessante dell'utilizzo che ne faccio io è quello che riguarda
i pro memoria, ed è infatti, per quello che non ho parlato
tanto di pro memoria, perché li sto abbandonando dalla parte di Apple.
Essenzialmente, questo è interessante perché?
Perché nel momento in cui si inserisce un task.
Nel famoso se volete vedere diciamo il template che utilizzo, basta andare
sul mio blog e troverete il link apposta per notion e tutti
il diciamo il template che utilizzo.
Se voi inserite il task, che potrebbe essere un promemoria qualsiasi, o
cose da fare, chiamiamolo così un to do, non più un task,
ma è meglio to do definirlo.
Se voi inserite un to-do, avete la possibilità all'interno di questo to-do
di specificare quando ci deve essere il reminder.
Il reminder a questo punto cosa si può fare?
Si può mettere il giorno, l'ora, in che ora mettere la propria
memoria e via discorrendo.
Questo funziona però in modo separato rispetto a tutto quello che è
il sistema, per intenderci di Apple.
Per se avete delle notifiche ve le manda, ma se non avete
le notifiche attive, probabilmente vi verrà mandato addirittura un'email sulla vostra casella
di posta elettronica per appunto ricordarvi la scadenza di questo to-do.
È molto interessante.
Diciamo all'interno di questo ecosistema del template perché avendo il widget di
Notion sempre a disposizione sotto mano, voi avete praticamente alla velocità della
luce la possibilità di inserire un Pro Memoria con i classici possibilità
di mettere un Pro Memoria, cioè ora, quando, cosa richiede.
Non c'è la possibilità di mettere allegati ad esempio.
Mi sembra che si possa inviare a qualcuno.
Adesso devo fare un attimo un controllo se mi andate un attimo,
apro il mio tablet che c'ho qua di fianco, come sempre, che
mi accompagna.
Apro Notion, metto di mettermi un simpatico Pro Memoria.
Allora, ci sono dei link, si possono mettere dei link quando farle.
Poi ovviamente le classiche cose che mette Notion per definire un qualcosa,
tipo tag, lo stato, il progetto a cui è associato, ad esempio,
se volete.
Adesso stavo cercando di mettere la data, vi si apre essenzialmente un
calendario del mese.
Se volete, poi potete passare i mesi successivi partendo dalla data in
cui lo state inserendo.
Il reminder che può essere al giorno dell'evento un giorno prima o
i giorni precedenti alle 9.
Adesso non ho ben presente quale sia il motivo per cui si
è inserito le 9, magari deriva da qualche impostazione, ma non ho
ancora potuto controllare, non ho approfondito.
Però potete anche inserire un orario specifico.
Può inserire
la data di fine di questo diciamo to-do.
Sto guardando altre cose di particolare, non c'è nient'altro da segnalare.
Semplicemente questo, come vi dicevo, viene segnalato tramite ProMemoria, tramite una notifica
oppure tramite mail.
Essenzialmente vi viene inviata questa mail.
Questo qui è per quanto riguarda l'inserimento del to-do che diventa essenzialmente
un Pro memoria con un avviso.
Per quanto invece invece il calendario, immagino perché non l'ho mai utilizzato,
che abbia più o meno le stesse possibilità, ma ovviamente in formato
calendario.
Voi potete inserire un calendario in qualsiasi pagina che volete del vostro
Notion senza grossi problemi.
Quindi potete andare, che ne so, a suddividere le vostre pagine per
lavoro o le pagine personali.
E all'interno di ogni pagina, se vi serve, vi mettete un calendario
che quindi sarà, si potrà accedere a quel calendario direttamente dalla pagina.
Purtroppo io qui oltre non sono andato perché ribadisco Notion lo uso,
ma per approfondire bisogna avere anche un attimino di tempo per approfondire,
guardarsi i vari tutorial e capire quello che fa a caso proprio.
Ci sono anche tanti template direttamente all'interno di Notion che vi consiglio
di andare a vedere se non avete voglia di andare a vedere
il template che utilizzo io, che poi vedete nelle note dell'episodio.
Però, se avete Notion, potete aprire la tendina dove ci sono i
template, lì troverete un sacco di idee a cui potete ispirarvi.
Ecco Roberto, giusto per chi capitasse qui per la prima volta, Notion
esattamente che roba è?
Un contenitore di tutto quello che avete in testa essenzialmente.
Detto all'inglese, che lo sa meglio Filippo:
Nola Management System o Software, e così via
in questo caso.
Ed è un'applicazione web, quindi, perché appunto si trova sul web, poi
esistono anche le applicazioni specifiche per iPad e iPhone.
Prima esatto, no?
Giusto per dare un quadro completo di un'applicazione giusto?
Perché se qualcuno si collega adesso ne abbiamo parlato.
Effettivamente ne abbiamo parlato anche con Daniele episodi fa, ma non so
se abbiamo mai detto che cos'è Notion esattamente.
Abbiamo sempre dato per scontato che tutti che sapessero cos'è esattamente, è
un'applicazione, diciamo molto flessibile, anche troppo, e vi permette di fare veramente
di tutto, compreso per esempio la pubblicazione di pagine web, per dirvi,
nel senso che siamo assolutamente in una situazione in cui questa applicazione
vi fa anche il caffè se volete.
La cosa interessante è che c'è un piano gratuito che è accessibile
a chiunque.
Io, ad esempio, utilizzo il piano gratuito dove praticamente tutte le funzioni
ce l'avete sotto mano.
È disponibile gratuitamente per macOS, per iOS e per iPadOS, avete
solo da provarlo e vedere come funziona.
L'unica accortezza che dico a tutti quelli che vogliono iniziare a usare
Notion: non spaventatevi all'inizio, perché vi renderete conto subito appena aprite l'applicazione,
che si può fare di tutto e non sapete da dove iniziare.
Comunque, il mio consiglio almeno per gli architetti, perché il template che
ho usato io è per architetti.
Se non volete perdervi, usate quel template lì e mettetevelo a posto
per come vi serve.
Almeno avete un punto di partenza che tutto sommato e gestibile.
Canovaccio dove partire, poi fare eventualmente gli approfondimenti.
Andiamo veloci perché dobbiamo ancora raccontare due cose.
Alcune cose da tenere presenti, che sono molto comode, e appunto ne
accennavo iniziò puntata a Roberto.
Sono i widget per iOS e per iPadOS per i calendari.
Ovviamente io vi parlo di due widget perché sono solo quelli che
utilizzo io, sono quello di calendario stesso e quello di Fantastical.
Roberto dice che addirittura ho due calendari, non è vero, nella sua
stanza ho una pagina, tra virgolette, su iPad dove ho diviso calendari
di lavoro e calendari diciamo della famiglia, di modo che i pegni
non sono uno affastellato sull'altro, ma ho a colpo d'occhio, diciamo, il
widget che utilizzo io ce ne sono vari, ovviamente.
È una visione a tre giorni del calendario, quindi vi fa vedere
il calendario dei prossimi tre giorni e potete scegliere sostanzialmente quale calendario
fare vedere.
Quindi, abitualmente io scelgo tutti i calendari legati al lavoro in un
widget, e tutti i calendari legati, diciamo, alla famiglia, all'organizzazione familiare invece
nell'altro.
Di modo che mi rendo anche conto, velocemente, diciamo, innanzitutto a colpo
d'occhio posso decidere su cosa fissarmi, cioè sto guardando qualcosa per la
casa oppure sto guardando qualcosa per il lavoro.
E dall'altro li vedo abbastanza bene perché poi ovviamente il widget non
ti permette di avere la visuale calendario completa.
L'altra cosa interessante di Invece di Fantastical è la famosa mappa del
surriscaldamento, l'ho chiamata io come traduzione, ovvero appunto fa vedere quando ci
sono molti impegni, si va verso il rosso, diciamo, quindi dal giallo
all'arancione e poi al rosso, e quindi in base all'attività della giornata,
gli appuntamenti e di impegni della giornata si vede se si è
più o meno impegnati.
Anche qui è molto interessante perché è anche fantastica.
Il può vi permette, diciamo, di dividere i calendari in sottogruppi sostanzialmente.
Quindi ho un calendario lavoro, un calendario famiglia, un calendario diciamo dei
progetti collaterali, chiamiamolo così.
Quindi, per esempio, utilizzo la visuale mensile del calendario di Fantastical con
la mappa di sul riscaldamento, per esempio, per gli impegni di lavoro.
Quindi ho un'idea se ho una giornata lavorativa impegnativa o meno.
Posso regolarmi, posso avere anche un po'.
Cioè, soprattutto se voglio dire va bene questa cosa.
Quando la faccio quando la inserisco?
Ovviamente dove c'è meno confusione può essere inserita e dove c'è più
confusione sarebbe meglio evitare.
Sono piccole funzioni, ma che effettivamente fanno la differenza tra virgolette, e
quindi è importante, vi segnalo di approfondire.
Che, per esempio, anche il discorso dei calendari, cioè il widget del
calendario di Apple, che alla fine vi trovate su qualsiasi dispositivo Apple,
mobile, ovviamente, iPhone e iPad, è molto comodo.
Io all'inizio non ci avevo dato molto peso nel periodo recente perché
l'ho approfondito due o tre settimane fa.
Devo dire la verità che almeno questa configurazione, per ora è una
pagina secondaria, diciamo, della home del mio iPad, però ogni tanto ci
do un occhio e effettivamente può diventare comodo soprattutto per avere un
quadro veloce dei prossimi giorni lavorativi e non ok.
L'altra cosa da segnalare ovviamente è che, come ci sono i widget
per iOS e per i pad, ci sono anche diciamo le complicazioni
per Apple Watch.
Io abitualmente ne uso solo una per il calendario che mi fa
vedere l'appuntamento, quello che è il prossimo appuntamento della giornata nel calendario.
Visto che il tempo è tiranno, rimandiamo comandi rapidi eventualmente alla seconda
pata, diciamo, sempre legata alla gestione del calendario e gli approfondimenti su
alcune applicazioni particolari.
Ecco giusto come anticipazione, ci sono tutta una serie di applicazioni legate
alla barra del menu di macOS, per esempio, per accedere velocemente al
calendario e vedere velocemente i propri impegni, e effettivamente facendo questi approfondimenti,
io appunto come dicevo prima, non sono un utilizzatore forse nato del
calendario, però ho scoperto che effettivamente ci sono tante cose interessanti da
conoscere, tante piccole applicazioni, piccole grandi applicazioni che meritano un approfondimento.
Quindi, caso mai, appunto, poi, oltre a queste applicazioni, oltre alle applicazioni
per gestire gli appuntamenti condivisi, chiamiamoli così, è possibile ragionare anche sulle
azioni per comandi rapidi e ce le teniamo per un prossimo episodio.
Che mi sembra una cosa buona e giusta, visto che abbiamo sempre
un sacco di cose da dirvi, così abbiamo ancora più cose da
dire, noi andiamo avanti a oltranza con le nostre puntate.
Come sempre, trovate il note dell'episodio con i link agli argomenti che
abbiamo trattato in questa puntata, e tutti i nostri riferimenti su a
due podcast.it25.
Dove ci potete trovare?
Il sottoscritto, come sempre, sul mio blog personale, Mac Architettura che trovate
all'indirizzo marchonnet.wordpress.com, oppure sul mio podcast che si chiama Snap Architettura Imperfetta,
ospitato tendenzialmente da Spreaker, ma essenzialmente lo troverete anche lì.
Linkato sul mio blog, oppure sulle principali piattaforme di distribuzione di podcast
dove trovate questo simpaticissimo podcast.
Invece, Filippo, dove ti troviamo?
Sono avvocateMec.it e poi ogni tanto faccio qualche diretta.
Adesso sto sto puntando, ma lo dico piano, a fare un webinar
al mese che è un tanta roba come si suol dire.
Però mi piacerebbe appunto iniziare questa attività più che altro perché poi
è un modo come lo è a due sostanzialmente per fare degli
approfondimenti su cose che mi interessano e per formalizzare alla fine esperimenti
e trucchi che sono utili alla mia professione, ma non solo, e
quindi
considerate la possibilità anche di, se volete ascoltarmi ogni tanto, non vi
disturbo più di tanto.
Oltre ad iscrivervi al nostro canale YouTube che ha due podcast, anche
quello di Avocato e Mac invece, dove ogni tanto faccio qualche video,
anche lì dovrei ripartire, ma fare un video è complicato, mettiamola così,
tanta roba più del podcast, e invece, più o meno spero a
cadenza mensile di riuscire a fare un webinar e quindi di intrattenervi
con argomenti similari, casomai appunto in video in persona, diciamo, con le
slide e possibilmente, quello step successivo, anche facendovi vedere cose, oltre che
raccontandovi cose esatto esatto.
E se non vi bastano, tutta questa roba qui, abbiamo anche i
rispettivi canali Telegram, avvocati e Mac per Filippo e Snapper Architetto il
mio.
Quindi, insomma, avete soltanto da cercarci, ci troverete.
Potete iscriverci, come vi dicevamo, alla casella di posta elettronica di A
due podcast.
E quindi direi che a questo punto, per la prima puntata dell'anno
2022, è tutto e ci sentiamo tra due settimane.
Buon anno!