Ep. 20 53:24

Cucinare le idee

In questa puntata Roberto e Filippo vi raccontano me "cucinare le idee" in digitale, quali strumenti utilizzare ed il loro flusso di lavoro.

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In questa puntata Roberto e Filippo vi raccontano me “cucinare le idee” in digitale, quali strumenti utilizzare ed il loro flusso di lavoro.

Note dell’episodio

  • Mac Power Users n. 82: Cooking Ideas: la puntata del 2012 da cui Filippo prende lo spunto principale per parlare di ideazione, mappe mentali e preparazione dei contenuti.
  • Applicazioni consigliate da Apple per mappe mentali e organizzazione delle idee: raccolta App Store citata da Filippo come punto di partenza per scoprire strumenti dedicati al pensiero visuale.
  • Cucinare le idee in digitale: articolo di Filippo sul metodo per trasformare spunti iniziali in testi, progetti e materiali strutturati.
  • Cucinare le idee dal vivo: un esempio pratico: esempio applicativo del flusso di lavoro descritto nell’episodio.
  • OPML: formato citato da Filippo per spostare scalette e mappe mentali tra applicazioni diverse senza perdere la struttura dei contenuti.
  • MindNode: applicazione per mappe mentali su Mac, iPhone e iPad consigliata da Filippo per semplicità, grafica e integrazione con esportazione in scaletta e Markdown.
  • FreeMind: alternativa open source e multipiattaforma per creare mappe mentali, citata come opzione gratuita anche se meno curata graficamente.
  • OmniOutliner: applicazione per scalette strutturate, utile a chi preferisce organizzare i contenuti in forma gerarchica anziché visuale.
  • Scapple: lavagna libera degli sviluppatori di Scrivener, citata per collegare idee, note e materiali in modo meno rigido rispetto a una mappa mentale classica.
  • Scrivener: ambiente di scrittura menzionato per il collegamento con flussi basati su scalette, OPML e organizzazione di testi complessi.
  • Paper: applicazione usata da Roberto su iPad per schizzi, appunti manuali e prime idee visuali con Apple Pencil.
  • Notion: strumento citato da Roberto per scalette, riferimenti, link, board Kanban e modelli riutilizzabili nei progetti.
  • Morpholio Trace: applicazione preferita da Roberto per disegno tecnico, schizzi in scala e sviluppo digitale di dettagli progettuali.
  • Procreate: app di disegno citata tra gli strumenti creativi disponibili su iPad.
  • Concepts: applicazione di sketching e disegno tecnico citata da Roberto come alternativa per sviluppare idee grafiche e progettuali.

Sinossi1

1. L’idea da cucinare: dallo spunto iniziale al contenuto servito

Filippo e Roberto aprono la puntata giocando sulla metafora della cucina: non si parla di ricette, ma di idee che devono essere preparate, lasciate riposare, arricchite e infine servite a qualcuno. Roberto introduce il tema partendo dall’immagine di Filippo ai fornelli, per poi spostare subito il discorso sul lavoro creativo e professionale: una buona idea non nasce già pronta, ma richiede passaggi successivi.

Filippo definisce il processo come una trasformazione progressiva. Prima arriva uno spunto, poi bisogna fissarlo da qualche parte, lasciarlo maturare e infine espanderlo. Il risultato può diventare una puntata del podcast, un articolo, una lezione, un atto professionale, una presentazione o qualunque contenuto destinato a interlocutori reali. La metafora serve quindi a descrivere un metodo: raccogliere materiale grezzo, dargli tempo, riorganizzarlo e trasformarlo in qualcosa di comunicabile.

“L’idea parte da uno spunto, poi bisogna metterlo giù da qualche parte.” — Filippo, 00:01:06

Filippo precisa che la puntata nasce anche come episodio “evergreen”: l’argomento non dipende da una notizia Apple del momento, ma da un’esigenza ricorrente per studenti, professionisti e persone che scrivono o progettano. L’ispirazione dichiarata è la puntata 82 di Mac Power Users, “Cooking Ideas”, pubblicata nell’aprile 2012. Da lì i conduttori prendono il concetto di base e lo adattano al loro contesto: tecnologia Apple, lavoro professionale, scrittura, progettazione e creatività quotidiana.

Il punto di partenza è il problema del foglio bianco digitale. A scuola molti imparano a organizzare un tema o una scaletta in modo analogico, ma davanti a un computer spesso manca un metodo pratico per “imbrattare” la pagina digitale senza bloccarsi. La puntata vuole quindi offrire una panoramica di strumenti e abitudini per evitare che la scrittura o la progettazione inizino direttamente dalla forma finale.

2. Mappe mentali e scalette: due modi diversi di organizzare il pensiero

Filippo distingue subito due strumenti centrali: la mappa mentale e la scaletta. La scaletta è più lineare, cronologica e sequenziale: punto uno, punto due, punto tre. È il metodo più vicino a ciò che viene insegnato a scuola e funziona bene quando l’ordine del discorso è già abbastanza chiaro. La mappa mentale, invece, ha una logica circolare: si parte da un’idea centrale e si sviluppano rami, sottoidee e collegamenti attorno a quel nucleo.

Per spiegare il metodo, Filippo usa proprio l’episodio in corso: al centro c’è “cucinare le idee”, intorno compaiono sottoargomenti come il significato del termine, l’organizzazione iniziale, i riferimenti a Mac Power Users, le applicazioni e gli esempi professionali. La mappa non è il prodotto finale, ma un ambiente di lavoro flessibile in cui i concetti possono essere aggiunti, spostati, accorpati o eliminati senza il peso psicologico di cancellare frasi già scritte.

Questa flessibilità è uno dei vantaggi principali. Filippo osserva che quando si scrive direttamente un testo compiuto ci si affeziona facilmente a frasi magari riuscite, ma non adatte all’obiettivo. La mappa mentale, essendo fatta di parole chiave e brevi formulazioni, rende più facile tagliare e ristrutturare. Permette di concentrarsi sul contenuto prima che sullo stile.

“La mappa mentale è un modo creativo di organizzare le idee.” — Filippo, 00:08:05

Roberto racconta di avere scoperto le mappe mentali proprio grazie al blog di Filippo e di averle inizialmente sottovalutate. Dopo averle usate, però, ne riconosce l’utilità: invece di fissarsi sulla prima frase scritta, la persona resta concentrata sugli argomenti generali e sulle connessioni. Questo rende il discorso meno rigido e più “rotondo”, perché permette di vedere come passare da un punto all’altro prima di trasformare tutto in testo o presentazione.

3. Il tempo di macerazione e il valore di preparare prima

Una parte importante del metodo riguarda il tempo. Filippo insiste sul fatto che cucinare le idee significa anche non pretendere di completare tutto in un’unica sessione. Preparare in anticipo consente agli spunti di sedimentare e di intrecciarsi con conversazioni, letture, ascolti e osservazioni successive. Anche dieci minuti al giorno possono bastare, se il lavoro viene avviato abbastanza presto.

Filippo porta l’esempio delle lezioni che deve preparare per studenti universitari. Pur essendo in ritardo sullo sviluppo finale, ha creato la mappa mentale iniziale due settimane prima. Questo gli ha dato un punto di appoggio: nei giorni successivi ha potuto aggiungere idee, confrontarsi con un’altra persona, parlare con il professore che ha commissionato l’intervento e integrare nuovi spunti. La mappa diventa così una struttura viva, non un documento chiuso.

Il vantaggio è evitare l’affanno di dover scrivere tutto quando la scadenza è ormai vicina. La pagina vuota fa meno paura se esiste già una struttura, anche incompleta, da cui partire. Filippo collega questo metodo non solo alla scrittura creativa, ma anche a compiti molto concreti: email complesse, articoli, atti legali, lezioni, note del podcast e interventi pubblici.

Roberto riprende il concetto dal punto di vista di chi deve costruire un discorso in modo naturale. Se i punti principali sono già stati messi su una mappa, parlare o scrivere diventa più fluido. Non si tratta di recitare un testo preparato parola per parola, ma di avere una traccia che libera la mente dal dover ricordare continuamente “cosa viene dopo”.

4. Tony Buzan, memoria e limiti delle mappe mentali

Filippo apre poi una parentesi sull’origine delle mappe mentali e cita Tony Buzan, divulgatore inglese che ha popolarizzato il metodo e lo ha trasformato in un marchio riconoscibile. Ne parla con un certo distacco: riconosce l’utilità dello strumento, ma evita di presentarlo come una soluzione miracolosa. Buzan ha legato le mappe mentali anche a tecniche di memorizzazione, palazzi della memoria e corsi sulla capacità di ricordare informazioni, ambiti che Filippo descrive come pieni di promesse molto forti e anche di un evidente lato commerciale.

Il tema dei palazzi della memoria porta Roberto a citare la serie “Elementary”, attraverso cui ha scoperto l’esistenza di questa tecnica. Filippo collega l’argomento a un libro sul campionato americano della memoria e alla cultura dei “memory athletes”, spiegando che attorno a queste tecniche si è costruito nel tempo un vero ecosistema di corsi, livelli e comunità.

Questa digressione serve a inquadrare meglio le mappe mentali: non sono una panacea, ma uno strumento da conoscere. Ad alcune persone si adattano molto bene; ad altre no. Filippo cita anche la differenza di approccio tra David Sparks e Katie Floyd di Mac Power Users: entrambi avvocati, ma con preferenze diverse, uno più vicino alle mappe mentali e l’altra più favorevole alle outline. La scelta non dipende solo dal mestiere, ma dal modo personale di pensare e organizzare il materiale.

5. MindNode, FreeMind e le applicazioni per mappe mentali

Dopo la parte metodologica, Filippo e Roberto passano agli strumenti. Filippo consiglia soprattutto MindNode, che usa da molti anni e apprezza per l’interfaccia grafica curata, la semplicità e la velocità. La descrive come un’applicazione tipicamente “Mac”: piacevole da vedere, rapida da usare e adatta a creare mappe con colori e stili chiari. Sottolinea che la forma non è più importante del contenuto, ma un ambiente gradevole aiuta a lavorare meglio.

Roberto conferma l’impressione e nota che MindNode è disponibile nell’ecosistema Apple, quindi su Mac, iPhone e iPad. La versione gratuita consente di creare mappe mentali di base, mentre le funzioni avanzate richiedono l’abbonamento. Filippo elenca alcune di queste funzioni: formattazione del testo, collegamenti tra nodi, icone e immagini. Le immagini, in particolare, possono servire per dare un supporto visuale ai concetti, segnalare punti ancora da sviluppare o associare un riferimento immediato a un ramo della mappa.

“MindNode sia graficamente accattivante.” — Filippo, 00:22:29

Come alternativa gratuita, open source e multipiattaforma viene citata FreeMind. Filippo riconosce che funziona con i concetti base delle mappe mentali e quindi permette di sperimentare il metodo senza spese. Roberto però ne critica apertamente l’aspetto grafico, paragonandolo a un’esperienza molto datata. Il giudizio complessivo è pragmatico: se si vuole provare il metodo senza investire, FreeMind può andare bene; se si lavora su dispositivi Apple e si cerca un’esperienza più curata, MindNode è la scelta consigliata.

Filippo segnala anche che MindNode nel tempo è cresciuta molto e oggi integra una vista scaletta collegata alla mappa. Questo permette di lavorare sia in forma visuale sia in forma gerarchica, senza cambiare programma. Vengono ricordati anche tutorial di David Sparks, utili per chi conosce l’inglese e vuole approfondire l’uso dell’app.

6. Outline, lavagne libere e documenti strutturati

Accanto alle mappe mentali, Filippo introduce gli outliner, cioè le applicazioni per scalette. La più nota tra quelle citate è OmniOutliner, oggi disponibile con una versione gratuita e funzioni avanzate a pagamento. È indicata per chi preferisce organizzare i contenuti in forma gerarchica, con livelli e sotto-livelli, invece che in modo radiale.

Filippo cita poi Scapple, sviluppata da Literature & Latte, la stessa software house di Scrivener. Scapple non è una mappa mentale in senso tecnico: è più simile a una lavagna infinita dove si possono collocare idee, note, collegamenti, immagini e materiali in modo libero. Filippo la paragona alle pareti investigative viste nei film, dove fili e appunti servono a mettere insieme relazioni tra elementi diversi. Ne apprezza l’interfaccia minimale e segnala la prova gratuita, anche se nota che gli sviluppatori di Literature & Latte non sono famosi per aggiornamenti molto frequenti.

Scrivener entra nel discorso come ambiente di scrittura complesso, adatto a testi lunghi e strutturati. Filippo lo ha usato a lungo, ma spiega di non averlo adottato per certi lavori professionali a causa della sincronizzazione via Dropbox, non adatta ai suoi atti. Il collegamento tra Scrivener, scalette e mappe mentali emerge soprattutto attraverso i formati di esportazione e importazione.

Infine viene ricordata una funzione spesso ignorata di Microsoft Word: la modalità scaletta. Usando titoli e livelli di titolazione, Word può mostrare la struttura del documento in modo gerarchico e permettere di lavorare sulla forma generale prima del testo pieno. Filippo la considera una funzione non particolarmente matura, ma utile da conoscere per chi lavora già dentro Word. Roberto, più legato alla suite Apple, ribadisce invece la sua preferenza per Pages, Numbers e Keynote.

7. OPML, Markdown e riuso della struttura

Uno dei passaggi più tecnici della puntata riguarda l’OPML. Filippo lo descrive come una forma di XML pensata per rappresentare strutture gerarchiche. Il motivo per cui è importante è pratico: molte applicazioni citate, tra cui MindNode, OmniOutliner e Scrivener, possono gestire o importare strutture in OPML. Questo permette di spostare una mappa mentale o una scaletta da un programma all’altro senza dover riscrivere tutto da capo.

Filippo spiega che in passato usava questo passaggio per trasformare la mappa mentale in una prima bozza di documento. Anche se alcune formattazioni si perdono, i contenuti e la gerarchia restano. Il valore è proprio nel riuso: ciò che è stato scritto nella fase di ideazione non rimane intrappolato nell’app di partenza, ma può diventare la base per un testo, una scaletta o un progetto più avanzato.

“Recuperi tutto il testo che hai già digitato.” — Filippo, 00:38:39

Negli ultimi anni, Filippo ha semplificato ulteriormente il flusso grazie al Markdown. MindNode può esportare la struttura della mappa in Markdown, trasformando i rami in titoli, sottotitoli ed elenchi. Per il podcast questo è particolarmente utile: Filippo crea una mappa mentale, esporta il Markdown e usa quel materiale come prima bozza delle note dell’episodio. Poi interviene manualmente per approfondire, correggere, ordinare e rendere il testo pubblicabile.

Roberto, vedendo il risultato durante la registrazione, resta colpito dalla pulizia dell’esportazione. La struttura è già formattata e pronta per essere sviluppata. Anche qui il punto non è automatizzare tutto, ma evitare lavoro duplicato: se i punti sono già stati pensati e scritti, ha senso portarli avanti nel flusso invece di ricopiarli.

8. Il metodo di Filippo: atti, lezioni, slide e podcast

Filippo racconta come applica concretamente il metodo nella sua vita professionale di avvocato. Le mappe mentali sono spesso il primo passo per istanze, atti e difese. Servono sia a costruire il proprio ragionamento sia a decostruire quello altrui. Quando un atto avversario è poco chiaro o articolato in modo difficile da seguire, trasformarlo in mappa permette di vedere meglio dove vuole arrivare, quali argomenti usa e dove si possono trovare punti deboli.

La mappa mentale diventa quindi uno strumento di analisi, non solo di creazione. Filippo la usa per smontare tesi avversarie, riorganizzare documenti che non funzionano, individuare connessioni mancate e capire come rendere più efficace una difesa. Lo stesso approccio vale per la formazione: lezioni, interventi e presentazioni partono da una mappa in cui decide cosa dire, in che ordine dirlo e quali materiali visuali potrebbero accompagnare ciascun punto.

Per le slide, Filippo chiarisce un aspetto interessante: non cerca una conversione automatica dalla mappa mentale alla presentazione. Anzi, considera quasi positivo che non esista un passaggio perfetto, perché una buona slide deve essere visuale e non una semplice trasposizione di punti testuali. La mappa serve a chiarire il discorso; le slide vengono poi progettate come supporto visivo.

Anche il podcast nasce in parte da questo flusso. Filippo e Roberto discutono gli argomenti, buttano giù titoli e spunti, costruiscono una struttura e poi la usano come traccia. L’episodio stesso è un esempio del metodo: la conversazione segue una mappa mentale preparata e modificata mentre la puntata prende forma.

9. Il metodo di Roberto: schizzi, Notion, Kanban e disegno tecnico

Roberto sposta il discorso sul lavoro creativo e progettuale, dove non tutto passa dalla scrittura. Da architetto, usa strumenti che permettono di trasformare velocemente un’intuizione visuale in uno schizzo, una nota o un dettaglio tecnico. La prima applicazione citata è Paper su iPad, usata con Apple Pencil. Per Roberto è utile perché recupera la naturalezza del taccuino: si può scrivere a mano, disegnare, usare sfondi puntinati e mantenere una percezione più concreta delle proporzioni.

Il ritorno alla grafia personale lo colpisce: mentre molti strumenti digitali tendono a trasformare tutto in font e forme standardizzate, Paper permette di conservare il gesto manuale dentro un contesto digitale. Le note possono poi essere esportate in PDF e stampate, mantenendo un ponte tra cantiere, studio e archivio.

Roberto cita poi Notion, già trattato in una puntata precedente, come strumento utile per scalette, riferimenti e organizzazione. Gli elenchi puntati e l’indentazione permettono di costruire strutture rapidamente; i blocchi si spostano con drag and drop; i link possono essere inseriti come semplici indirizzi o come anteprime visuali. Questo lo rende adatto a raccogliere materiali mentre un’idea si sviluppa.

Una funzione particolarmente utile per Roberto è la Kanban, con colonne come “to do”, “doing” e “done”. Nel lavoro di progettazione aiuta a vedere lo stato delle attività e a controllare l’avanzamento di un cantiere o di un progetto. Roberto sottolinea anche il valore delle operazioni ripetitive: molti processi professionali sembrano sempre diversi, ma hanno fasi ricorrenti. Creare modelli riutilizzabili, per esempio per controlli in cantiere, sicurezza, tempistiche e presenze, consente di duplicare una struttura e adattarla al caso concreto.

“Avete una cosa un po’ più visuale, diciamo.” — Roberto, 00:47:46

Nella parte finale Roberto parla degli strumenti di disegno più tecnico. Paper è adatto allo schizzo rapido, ma per elaborare dettagli in scala preferisce Morpholio Trace. Cita anche Procreate e Concepts come alternative interessanti. Queste applicazioni permettono di tracciare linee dritte, lavorare in prospettiva, disegnare in scala, aggiungere texture, ombre, scritte e quote. Roberto fa l’esempio di un dettaglio costruttivo attorno a una finestra: da una bozza mentale si può arrivare rapidamente a un particolare già utilizzabile nel progetto finale.


  1. Questa sinossi è generata con l’intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione della puntata. ↩︎

Leggi la trascrizione completa

All'episodio 20 di A2 in cui scoprire come ottenere il massimo dalla

vostra tecnologia Apple.

Io sono Filippo Strozzi e sono il vostro ospite assieme all'amico Roberto

Marin.

Auguri Roberto che simpatico, vabbè, niente, lasciamo stare questi preamboli praticamente inutili

ormai da un sacco di tempo che sono diventato più vecchio.

Ma detto questo, cosa facciamo questa sera?

Andiamo con Filippo in cucina.

Non andremo a cucinare cose buone da mangiare, nonostante Filippo sia un

ottimo cuoco, e io lo so perché vedo cosa combina.

E so benissimo che tu non lo sai, tu non lo sai

perché non sei venuto a mangiare,

non parlarmi così, poi mi sento male, mi sento anche in colpa.

Dunque, sappiate che Filippo cucina benissimo e fa dei piatti che quando

te li manda in foto gli viene voglia di mangiare il cellulare.

Ma detto questo, nonostante stiamo parlando di cucina, questa volta non saranno

le idee a essere cucinate perché le idee vanno cucinate.

Dico bene, Filippo.

Insomma, dobbiamo metterci lì, l'idea parte da uno spunto, poi bisogna metterlo

giù da qualche parte e poi sicuramente bisogna espandere.

Bisogna lasciar lì sul fuoco, arrosolare nella sua bagnetta.

E poi, quando è il momento giusto, bisogna iniziare a mettere un

po' di salsa per far venire su un bel gusto, un bel

profumo.

Una volta che la cottura è pronta, si prende e si serve

ai nostri commensali, che sono le persone con cui interagiamo, che possono

essere quelle del podcast, possono essere le persone del nostro blog, oppure

direttamente anche per il nostro lavoro, da avvocato, da architetto o tutte

le persone che lavorano come noi in qualche ambiente creativo.

E che scrivono anche semplicemente.

Certo, certo assolutamente sì.

Allora, dunque, passiamo subito alle questioni più diciamo frivole prima di andare

in cucina, si fa un po' di aperitivo.

Quindi se volete supportare il podcast, vi chiediamo come sempre con il

cuore di farci una bella recensione su Apple Podcast

in questa fase iniziale,

ormai siamo alla puntata numero 20, però siamo ancora all'inizio, perché insomma

ce n'è di strada da fare ancora.

Però le cose che ci aiutano ad andare avanti sono le recensioni

che ci permettono di essere visti da più persone possibile e capire

cosa facciamo nella vita qua su Adue Podcast.

Se vi piaciamo, se non vi piaciamo, se avete correzioni da mandarci

oppure da criticarci, fate come feste a casa vostra, come se foste

davanti, diciamo, a un tavolo imbito di cibarie mentre state facendo il

vostro aperitivo.

Se invece volete sapere come fare una recensione, troverete il link come

sempre nel note dell'episodio.

Se invece vuoi scriverci direttamente, noi siamo qua tutti orecchi.

Mentre beviamo il nostro, il mio è uno spritz.

Tu cosa hai preso?

Acqua all'aperitivo Acqua, Filippo.

Io sì, abitualmente vado da acqua.

Una vergogna.

Comunque, se volete scrivere brutte parole a Filippo che beve acqua gli

aperitivi, potete scrivere ad scrivi.

@a2podcast.it.

Quindi a questo punto andiamo dritti dritti sulla puntata che ci siamo

dilungati anche fin troppo e parliamo di come intendiamo per cucinare le

idee, prima faccio una piccola parentesi.

Questa puntata nasce come di fatto una puntata cosiddetta Filin cioè tappabuco.

Nel senso che a breve speriamo uscirà il nuovo sistema operativo per

mecosta di Apple e vorremmo fare una puntata su questo, sul nuovo

sistema operativo.

Ma visto che per ora non sappiamo neanche se ci sarà un

evento a breve, Apple, abbiamo deciso di ciclare in parte del materiale

che comunque io avevo già in preparazione, e soprattutto questa puntata nasce

da un

copiato in senso tecnico, ma diciamo abbiamo preso grossi spunti, da una

puntata di Mac Power User dell'ormai lontano aprile 2012, la puntata numero

82 che troverete sempre le note dell'episodio: dove diciamo che David e

Katie hanno introdotto questo concetto, che adesso poi anche loro a loro

volta l'hanno male o male preso da altri, voglio dire.

Tuttavia l'idea, appunto, di creare dei contenuti, chiamiamolo così, anche se a

me parlare di contenuti, dà un po' sempre da fare, nel senso

che sembra lo youtuber medio, mettiamola così, invece però comunque effettivamente quando

si scrive professionalmente o meno per diletto, questa puntata diciamo nasce come

un evergreen.

Cioè, nel senso, bene o male che siate uno studente, che siate

qualcuno che ama scrivere e quindi vuole scrivere qualcosa che lo fa

per lavoro, ma qualsiasi lavoro, perché poi l'80-90%, un'email di fatto se

dovete scrivere un'email un po' complessa.

Comunque spesso e volentieri vi richiede del tempo e richiede di riorganizzare

le idee per rendere ovviamente le vostre idee da una parte più

chiare, dall'altra più efficaci e permettere di fatto di comunicare in maniera

più efficiente con l'interlocutore, il singolo o più interlocutori che vi trovate

davanti.

Ecco, l'idea di fondo è che se a scuola, tra virgolette, vi

hanno più o meno insegnato come si fanno queste cose in maniera

analogica, chiamiamola così, spesso e volentieri invece se si va davanti a

un computer

col foglio bianco, chiamiamolo così, ci troviamo in una situazione un po'

diversa.

Dobbiamo iniziare a imbrattare la carta digitale, ma non sappiamo come farlo.

Ecco, l'idea di fondo è appunto quella di utilizzare tutta una serie

di strumenti di cui parleremo in questa puntata.

Vi faremo una carellata e darvi delle idee appunto per lavorare meglio

con i vostri strumenti digitali.

Filippo ha parlato di ovviamente di scrittura, ma non ci fermiamo qua,

perché ovviamente c'è anche sottoscritto che scrive un po' meno e disegna

un po' di più e quindi anche una parte creativa verrà trattata

in

questa puntata che si prende spunto da Mac Power User, ma la

migliora perché ovviamente abbiamo più creatività

esatto.

Ce lo diciamo perché, insomma, bisogna anche dircelo, siamo notevoli, come direbbe

qualcuno.

Allora, cosa dici Filippo?

Andiamo ai fornelli?

Andiamo ai fornelli, andiamo ai fornelli.

Allora, l'idea di fondo è quella di cucinare le idee nel senso

di lasciare che un'idea iniziale o una serie di idee iniziali nel

momento in cui le mettiamo nel nostro calderone delle idee per mantenere

appunto sempre il gioco di metafora, assieme le idee ovviamente, i sapori

di queste idee si uniscono, si amalgamano a un certo punto e

creano, alla fine di tutta questa operazione, un nuovo e diverso concetto

che casomai è migliore delle singole componenti, così un po' come si

compone un piatto.

L'idea di fondo è doppia, cioè da una parte ovviamente darsi il

tempo per pensare, nel senso, uno dei trucchi

che effettivamente ho imparato e che ormai utilizzo da tanto tempo, è

quello di preparare le cose in anticipo, non come questa puntata del

podcast, ma questo è un altro discorso ancora.

Tuttavia, abitualmente, anche solo per preparare i contenuti del podcast, in una

situazione normale, diciamo, dove non sono con l'acqua alla gola per dire

dell'altro, cosa succede?

Io e Roberto discutiamo e iniziamo a buttare giù dei titoli, chiamiamoli

così, o degli argomenti che vogliamo trattare, e poi pian pianino vengono

elaborati prima in una fase che è quella che vabbè, se non

la conoscete, però è tipica del metodo che uso, io, cioè della

mappa mentale.

E dopo poi ne approfondiremo un attimo l'argomento, oppure della scaletta, che

è qualcosa invece che diciamo è più classica e che abitualmente vi

hanno insegnato a scuola, cioè di fare un discorso per punti e

quindi di affrontare in modo conseguenziale il primo punto, il secondo punto,

il terzo punto e così via.

Sull'argomento mappa mentale non vi faccio il pippone che abitualmente faccio, ma

che farò probabilmente la settimana prossima degli studenti di giurisprudenza.

La mappa mentale, sinteticamente, è un modo creativo di organizzare le idee.

Mentre la scaretta è un modo cronologico comunque in una qualche maniera

di presentare i contenuti, la mappa mentale invece ha l'approccio di utilizzare

circolarità delle idee.

Quindi avere uno strumento, cioè un'idea centrale.

Quindi, per esempio, giusto per non fare esempi, abbiamo la puntata di

oggi, cioè cucinare le idee, e a questo punto a raggiera intorno

abbiamo tante sottoidee, sottopunti che ci permettono ovviamente di approfondire varie cose.

La bellezza, soprattutto in digitale delle mappe mentali, dal mio punto di

vista, è il fatto che, lo vedremo con le varie applicazioni di

cui vi parleremo, questa mappa

evolve, nel senso che io pian pianino posso aggiungere punti, posso spostarli,

quindi posso, anche, in base anche alle idee che mi sono venute,

ai concetti che ho precisato o ai punti che mi sono fatto,

posso ristrutturare velocemente, rapidamente il concetto.

L'altra cosa interessante della mappa mentale è che non è il prodotto

finito, e questo vi permette anche di uccidere il vostro bambino, tra

virgolette, velocemente.

Nel senso che no, è la verità.

Quando uno inizia a scrivere, effettivamente diventa come un piccolo bambino che

ha quitien, hai scritto casomai una frase perfetta, ma non perfetta, epica,

ma non per l'argomento che devi trattare, spesso e volentieri invece avere

già qualcosa di scritto ti vincola, invece, col fatto che, alla fine

la mappa mentale, l'idea di fondo, è quella appunto di avere solo

dei concetti, delle brevi frasi, per esempio, adesso, giusto per citare come

abbiamo strutturato la nostra mappa mentale, cosa intendiamo con questo termine, come

organizzare all'inizio le idee, e infatti è quello di cui vi stiamo

parlando adesso.

I riferimenti, per esempio, alla puntata numero 82 di Mac Power User.

Tutti questi elementi ci permettono poi di gestire in maniera organica e

appunto di anche scoprire punti differenti di approccio all'argomento.

Il discorso è ovviamente che queste idee devono avere tempo di macerare

di poter far nascere qualcosa di nuovo.

E quindi ovviamente l'idea è quella di lavorare prima, casomai anche lavorare

poco prima, un po' alla volta anche 10 minuti ogni giorno, per

esempio, dipendenza anche da quali sono le proprie scadenze.

Per esempio, devo fare queste due lezioni la settimana prossima degli studenti

universitari.

Vabbè, per tutta una serie di ragioni sono in ritardo anche su

questo fronte, però la mappa mentale iniziale l'ho fatta almeno due settimane

fa.

Poi pian pianino ho avuto poco tempo quindi ho iniziato a lavorare

pian pianino negli ultimi giorni a espandere e comunque cercare di trovare

idee.

E questo, però, ovviamente ti dà la possibilità di parli con una

persona perché nel caso specifico qui faccio una lezione con un'altra persona,

quindi ovviamente ci siamo confrontati anche per dividerci gli argomenti.

Da cosa nasce cosa, ascolti qualcosa totalmente diverso, ma ti viene in

mente che forse potrei inserire anche questo.

Poi parli nel caso specifico col professore che ci ha commissionato, tra

virgolette, questi interventi e ti viene in mente un'altra cosa ancora.

Insomma, c'è modo ovviamente di organizzarti e di far crescere, diciamo, quello

che inizialmente era una pagina vuota, in maniera organica da un certo

punto di vista, e dall'altro, ovviamente, non avere quell'affanno, chiamiamolo così, di

dover scrivere e non sapere cosa scrivere, che molti di voi, io

stesso ho vissuto tante volte, soprattutto a scuola, devo dire la verità,

ma comunque dovevi parlare di un argomento specifico di cui casomai non

avevi neanche voglia di parlare, voglio dire, non ne sapevi niente.

Quello che volevo dirvi è che di non sottovalutare il potere della

mappa mentale, come ha fatto il sottoscritto, perché fino a che non

ho conosciuto Filippo, io non sapevo cos'era una mappa mentale, essenzialmente l'ho

conosciuto dal suo blog e alla fine le ho usate anch'io in

un tempo

relativamente recente, diciamo un anno, un anno e mezzo fa ho iniziato

a usarle.

E in effetti hanno un gran potere.

Quindi il mio consiglio è di non sottovalutarle perché è molto semplice.

Se voi iniziate a mettere giù scrivere così di botto, è molto

probabile che quello che state scrivendo si focalizzi appunto su quello che

state scrivendo nelle fasi iniziali.

Invece voi no, non dovete avere questo focus.

Il focus deve spostarsi sugli argomenti generali

di ciò che volete trattare.

Quindi è molto semplice, voi quando poi vi spiegheremo come fare, essenzialmente

si parte dall'argomento principe che è che ne so, cucinare le idee.

A questo punto bisogna mettere proprio i primi concetti che vengono in

mente nella propria mente, sono i primi concetti che si incominciano a

buttare giù e poi si iniziano ad ampliare, a ramificare piano piano

e vedrete che il discorso diventa molto corposo perché appunto non siete

concentrati sulla forma di quello che state scrivendo, ma bensì siete concentrati

su quello di cui volete parlare e in questo modo quasi magico,

sembra quasi magia, ma in un attimo si creano un sacco di

punti e soprattutto un sacco di punti da sviluppare in un modo

organico, perché a questo punto nel momento in cui avete la mappa

mentale di tutto ciò di cui volete parlare, sapete anche come passare

da un punto all'altro e rendere il discorso molto più rotondo invece

che spigoloso.

Sì, infatti devo dire la verità: io appunto l'ho utilizzata, la utilizzo

ormai da tanto tempo, devo dire la verità.

Non mi ricordo più perché diciamo che le mappe mentali le ho

scoperte probabilmente prima di iniziare ad ascoltare nel 2014 i Macware User

e già le utilizziavo, diciamo così.

Il limite, tra virgolette, che ho sempre trovato, e che poi adesso,

invece, appunto, dal lato tecnologico è interessante, è che tu crei questa

mappa mentale, hai dei concetti di base, a questo punto, però, devi

metterti a riscrivere, tra virgolette, questi stessi contenuti.

Ecco, apro una piccolissima parentesi.

La mappa mentale è un'ideazione di Tony Busan, che è un soggetto

particolarissimo, mettiamola così.

Diciamo che ha fatto le budella d'oro e con tutta una serie,

sì, sì, sì, sì, sì, Tony Busan

gira con una Ross Royce in epoca

e sì, sì, è un educatore inglese e effettivamente ha

brandizzato e rivenduto tutta una serie di concetti che non erano.

Di cui si era persa traccia, perché questo stesso Tony Budan è

anche quello che ha riscoperto, tra virgolette, o meglio, ha popolarizzato recentemente

i palazzi della memoria, che è poi una vecchissima tecnica mnemonica dei

romani sostanzialmente e probabilmente anche lì si tramanda da ben più tempo.

Ma io adesso non lo so se anche tu al liceo avevi

avuto qualcuno che si era intreppato in queste cose, però io poi

non avevo messo neanche assieme le cose.

Ma nel periodo, diciamo, fine liceo, inizio università, ti proponevano, e un

amico mi ha fatto andare a questi corsi dove ti facevano vedere

come

con questi corsi super mega galattici, ovviamente a pagamento, tu potevi memorizzare

qualsiasi cosa.

No, no, no, assolutamente no, per me io l'ho iniziato a scoprire,

figurati, la prima scoperta che l'ho fatta, l'ho fatto tramite un telefilm.

Ti sembrà strano, la mia ignoranza non ha limiti.

Tuttavia, dei palazzi mentali guardando Elementary,

e l'ho scoperto lì.

Quando l'ho scoperto, lì, ho detto cacchio, c'è questa tecnica e nessuno

me l'ha detto.

Allora, ti dico anche un'altra cosa: adesso andiamo un po' a ruota

libera, ma a me è piaciuto da morire.

Di fatto, Elementary, che ho seguito anch'io e così via, molto probabilmente

perché è successiva la pubblicazione di questo libro, c'è questo autore.

Adesso metteremo nelle note dell'episodio, perché il nome in italiano è agghiacciante,

è come ricordarsi tutto una roba del genere, ma in inglese invece

è Einstein sulla luna con un cavallo, tipo deve essere una roba

del genere, che poi è l'incipit del libro sostanzialmente.

Dove questo ragazzo, perché un giovane scrittore giornalista, diciamo, praticamente ti racconta

la sua esperienza di aver vinto il campionato della memoria, essere diventato

campione nazionale americano della memoria.

Praticamente seguendo

questo sport di cui non conosceva nulla, tra l'altro, e appunto tutti

questi campati della memoria e così via, sono stati poi sponsorizzati, creati,

generati da Busan e appunto dietro tutta questa roba qua c'è un

business non indifferente, tra cui anche ho scoperto poi questi soggetti che

una volta, parliamo di ormai vent'anni fa, quindi probabilmente le cose sono

cambiate, ma in Italia c'erano proprio questi soggetti che poi a livello

tu entravi nel gruppo e avevi vari livelli di accesso, esatto, non

so come definirla politicamente corretta,

gruppo va benissimo.

Gruppo appunto, anche perché poi dopo, mettendo assieme i puntini, come al

solito, ho conosciuto dalla gente, addirittura che ci credeva tanto, ecco, mettiamola

così, avevano avuto dei percorsi di questo genere.

Comunque, le mappe mentali nascono come uno strumento analogico, cioè l'idea di

fondo di Busan sostanzialmente per sviluppare, perché le mappe mentali non servono

solo per organizzare il pensiero, chiamiamolo così, ma anche per memorizzare, sono

uno strumento di memorizzazione, cioè, se tu devi studiare qualcosa, in pratica

ti fai la mappa mentale su quell'argomento, addirittura se tu devi pensare

a qualcosa adesso, Busan praticamente la vende come lo strumento perfetto per

fare qualsiasi cosa, detto proprio come deve essere detto, però, prendendo le

cose positive e dicendo che, pur non essendo nell'ottica di dire è

la panacea di tutti i mali, sicuramente è uno strumento da conoscere

a alcuni piace, ad altri no, in quel caso lì esistono anche

strumenti più, chiamiamoli così, classici, come appunto un outliner, cioè per creare

appunto delle scalette.

Però il suggerimento che faccio io è visto che in determinati ambienti,

soprattutto negli ambienti, vabbè che immagino io, cioè quelli molto classici, come

appunto l'avvocatura o comunque nel mondo letterario, ecco, queste cose qua raramente

sono conosciute.

Quindi io suggerisco, dico sempre: sappiate che esistono, hanno il loro perché

e per come possono essere strumenti donne a voi, come può non

essere, adesso, giusto sempre per citare Davide e Katie.

Davide è appassionatissimo di mappe mentali, anche lui le ama, ma Ketty,

per esempio, era contrarissima e tendenzialmente era solo per le outline.

Quindi, comunque anche soggetti sono tutti e due avvocati americani.

Quindi voglio dire di fatto fanno la stessa cosa nella vita, e

quindi è anche un approccio mentale alla gestione di queste cose.

Comunque non entriamo troppo nel merito, anche perché poi abbiamo già fatto

una bella premessa.

Diciamo che noi ovviamente guarderemo invece nell'ottica del discorso totalmente digitale, proprio

perché secondo me ci sono due o tre cose molto carine che

bisogna sapere.

Adesso i programmi si sono sviluppati veramente tanto, io ne uso uno

in particolare di cui adesso vi parleremo a breve.

Che ormai fa anche la birra, tra virgolette, di fatto ci sono

una pletora di applicazioni per la gestione delle mappe mentali quasi infinite,

perché poi appunto, soprattutto nel mondo anglosassone, si sono sviluppate notevolmente e

devo dire la verità: appunto hanno un loro perché.

Mettiamola così.

Io direi a questo punto: iniziamo a introdurre le applicazioni e poi

vi parleremo di quelle che conosciamo di più per le mappe mentali,

allora, come vi dicevo, c'è il mondo.

Diciamo che il mio suggerimento è doppio.

Personalmente lo trovo meravigliosa, la uso ormai da appunto non dieci anni,

ma quasi, MyNode che sia graficamente accattivante.

Non so se mi spiego, cioè il tripico approccio, è Macintosh e

successivamente per iOS e così via, dove appunto creano velocemente una mappa

mentale con colori piacevoli, con stili piacevoli ai vari formati.

E anche qui lo ripeto, non vuol dire niente perché, diciamo come

generi e come struttura di una mappa mentale, il contenuto è più

importante della forma, chiamiamolo così, però anche avere la possibilità di avere

un programma semplice da utilizzare, ma anche bello da vedere è utile.

L'altra applicazione, che è quella che, diciamo, se volete provare, non costa

niente, è open source e multipiattaforma, quindi lavorate in qualunque ambiente, la

potete usare Free Mind, che invece funziona con i concetti base delle

mappe mentali, quindi non cadete male, mettiamola così, ma l'approccio grafico, beh,

io non la uso da tanto.

Però

ho visto la parte grafica di abbastanza ed è veramente ti fa

sanguinare gli occhi, ragazzi!

Ma

dunque, io ho il coraggio di dirlo perché con la grafica ci

va da nozze.

Tutta, ragazzi.

Mind ha un aspetto grafico molto accattivante, molto bello, molto semplice.

Qui veramente sembra di aprire Windows 3.1 e iniziare a fare dei

grafici.

Ragazzi, siamo a questi livelli.

Quindi, se vi piace la grafica, andate su Mindnode.

Se invece avete gli occhi foderati di qualcosa di spesso che non

vi fa vedere, usate pure quella.

Vi ricordo che, tra l'altro, non l'abbiamo detto, Mindnode sia a pagamento,

ma per esempio sottoscritto usa la versione gratuita.

Quindi non vi preoccupate, non ci sono grossi limiti nell'usare Mindnode, a

parte che non so se c'è per la versione Windows o Android,

è solo Apple ok.

Ok, quindi soltanto per noi che usiamo Mac esatto, è multipiattaforma nel

senso, iOS, iPadOS, Mac OS.

Diciamo che se volete provare Mindode è gratuita, nel senso che la

struttura di base di una mappa mentale ve la fa fare.

Tutte, chiamiamole così le funzioni invece avanzate, sono a pagamento, cioè sono

in abbonamento.

Sì, ma no, dico che quali sono le funzioni perché io non

le uso a me basta per esempio quella classica non a pagamento.

Allora, ci sono alcune funzioni carine adesso.

Dimmi quella che ti viene più in mente.

Struttura base della mappa mentale è semplice: avete un nodo centrale e

tanti nodi figli o figlie, non lo so, tanti rami, chiamiamoli così,

che si snodano progressivamente.

Quindi praticamente la grafica ce l'avete così a gratis e funziona bene,

potete spostare, ci sono scorciato a tastiera.

Cioè è comodissimo.

Se avete la tastiera, potete usare solo la tastiera, se avete il

touch potete usare il touch, non ci sono veramente problemi di gestione,

è molto rapido.

Per esempio, non so, Tab genera un ramo figlio, chiamiamolo così, sotto

il punto da dove l'avete creato, se entrate nella modalità di scrittura,

tre in V vi fanno creare un ramo figlio dello stesso livello

invece e ovviamente col comm delle frecce.

Aspetta, aspetta, che ti stai lanciando?

Io chiedevo soltanto le differenze che ti ricordi tra versione a pagamento.

Ci sono tantissime.

Nella sostanza, allora, innanzitutto credo che le più importanti sono: se volete

formattare un po' il testo, cioè grassetto, italico corsivo e così via.

Sono a pagamento,

il collegamento dei nodi credo che sia a pagamento.

L'altra cosa molto carina che vi permette di fare Mind.

Tu ce l'hai quindi fammi un check perché io invece ho la

versione.

Addirittura sono beta testa da tanto tempo ormai.

Quindi

vedo anche la versione aggiornata.

Ci sono le icone, quindi hanno tutto un set di icone, poi

potete anche mettere le immagini sostanzialmente dentro.

Quindi, l'idea della mappa mentale è di avere anche un approccio visuale

al pensiero, ai concetti e così via.

Quindi, per esempio, quando genero una mappa mentale spesso e volentieri anche

avere

delle immagini collegate ai punti è comodo, perché, non so, in alcuni

casi per esempio metto dei segnali attenzione, perché devo ancora sviluppare quel

punto, piuttosto che ho un'immagine che

meno male parla del punto di riferimento, e quindi ovviamente mi dà

anche proprio un'idea grafica, oltre che scritta, chiamiamola così.

Sì, dicevo, non c'è una bella ceppa di niente di tutto quello

che ve l'ho raccontato nella versione gratuita.

Sì, non ci sono né icone, né foto né formattazione, ma aggiungo:

io per ora non ho ancora avuto bisogno.

Quindi, il mio consiglio personale è provatela prima di tutto, perché a

differenza, per esempio, di prossimo app che vi stiamo per spiegare, Mindot

la trovate su tutti i dispositivi Apple.

Forse c'è anche per Apple Watch, non vorrei sbagliarmi, ma è probabile

che ci facciamo.

Sì, credo, però è abbastanza inutile, devo dirti la verità, lo devo

aver provato una volta, ma

perché poi, tra l'altro, My Node è cresciuta tantissimo, si è sviluppata

molto nel tempo.

Per cui, per esempio, adesso, se siete interessati, oltretutto ha la possibilità

di fare la scaletta, cioè, oltre alla mappa mentale, mentre create la

mappa mentale, diciamo, vi dà anche la possibilità di creare una scaletta

e di avere la scaletta pronta.

Quindi può essere interessante ovviamente di interagire con una modalità scaletta, che

chiamiamola così, della vostra mappa mentale, quindi in un programma unico poi

avete tutto.

Tra l'altro, ecco una cosa che non avevo segnato nelle note, ma

che mi è venuta in mente nel tempo.

Appunto, David Spark ha fatto tutta una serie di video su Mind,

non recentissima, ma comunque le funzioni di base di Minod ha fatto

proprio una serie di tutorial e le guide se conoscete l'inglese, come

al solito direi che a questo punto di Minod ne abbiamo parlato

in abbondanza e di fatto l'abbiamo

consigliata profusione, l'altra applicazione

, di fatto, da quel che so io, perché appunto io utilizzo Mainode,

è iTunes, che di fatto è l'altra applicazione più o meno similare

con alcune funzioni un po' diverse.

Perché, per esempio, la mappa mentale può avere sia le ramificazioni come

vi abbiamo raccontato noi, ma addirittura avere la mappa fatta a spina

di pesce, cioè ci sono più spine nello stesso ramo, chiamiamolo così.

Ecco, aiut credo che abbia queste funzioni che Ma non ha.

Però, a parte quello, diciamo grosse differenze, se non parte grafica e

così via, da quello che ne so io non

ci sono, però devo dirti la verità.

Comunque, tra le altre cose, nelle note dell'episodio vi metteremo il link

a tutte le varie applicazioni, ma soprattutto mentre facevo le varie ricerche

c'è addirittura un articolo in italiano di Apple dell'Apple Store proprio su

questa tipologia di applicazioni.

Per cui ci sono la descrizione, una piccola recensione.

Insomma, tipico approccio dell'app store a questa tipologie di applicazioni.

Direi che i map mentali ne abbiamo parlate.

Adesso passerei invece agline, gli outliner, chiamiamoli così, e la scaletta.

L'ho trovata e perché non si chiamava in al stesso modo?

Perché è una X in più in fondo e il prezzo lievita

quasi 50 euro.

Solitamente per me costano di più.

Sì, sì, sì, la versione è questa.

Bene, direi che a questo punto possiamo andare avanti nella nostra, diciamo,

nella nostra mappa mentale del cucinare delle idee.

Abbiamo parlato

praticamente di tutte le applicazioni.

Vuole ancora mettere qualche applicazione per fare le scalette o andiamo avanti?

Sì, sì, no, anche perché per dare il confronto.

Diciamo, la più famosa è quella che anche qui ormai è una

versione gratuita, invece le funzioni più avanzate sono a pagamento è Omni

Outliner.

Diciamo se vi piace la gestione ad outline del tutto, è un'opzione

da valutare.

Un'altra applicazione molto particolare, vabbè, non so come sono riuscito, ma l'ho

comprata e l'ho persa dal mio App Store, ma non ho capito

come sono riuscito a farlo quindi

degli stessi sviluppatori di sc

rivere.

Io non conoscevo, tra l'altro è molto carina.

Allora, un approccio diverso rispetto alla mappa mentale, non è in senso

tecnico.

La mappa mentale, un foglio di carta infinito dove voi potete collegare

idee in maniera differente, mettere immagini e fare tutto un, chiamiamola così

non una mappa mentale, ma le tipiche mappe degli investigatori quando cercano

di mettere insieme le idee.

Ecco, immaginate una cosa di questo genere.

L'approccio è simile a quello lì: simile a una lavagna infinita.

Quindi la cosa anche interessante è che potete spostarvi e potete veramente

aggiungere

tantissimo materiale di sopra, come tutte le applicazioni fatte dagli sviluppatori di

Scrivener, cioè della Licture Latte, non hanno aggiornamenti frequentissimi, mettiamola così in

più devo dire la verità, alla fine, io poi l'avevo comprata perché

sono

degli sviluppatori che stimo.

Ho utilizzato per tanto tempo Scrivener e quindi, insomma, mi fidavo e

mi fido tuttora di loro.

Hanno una bella interfaccia grafica molto minimale, molto molto carina.

Vi consiglio di andarla a provare.

C'è la prova gratuita di 14 giorni.

C'è per Windows e per Mac.

Credo che sia

iOS, non c'è di sicuro.

Credo che è esatto, Windows e Mac.

No, perché anche Scrivener è stata una peripezia sostanzialmente avercelo per iOS.

Devo dire la verità: peraltro, appunto, io non l'ho mai usato seriamente

perché poi c'era tutto il problema che la sincronizzazione dei file di

scrivenere avveniva e avviene, tuttora da quello che ne so io direttamente

con Dropbox.

Quindi per quello che serviva a me, cioè per i miei atti,

non era possibile farlo.

L'altra cosa che vi segnalo: se non vi interessa nulla di tutto

ciò, cioè nel senso, non volete spendere degli euro in più, ma

avete già Microsoft Word, che è possibile posto che è il programma

di videoscrittura più conosciuto e più usato sulla faccia della Terra, sappiate

che esiste una modalità scaletta, chiamiamola così anche Microsoft Word che vi

permette utilizzando sostanzialmente i titoli e i vari ending, cioè i vari

livelli di titolazione, di creare appunto la scaletta del vostro atto e

poi passare alla versione, chiamiamola così foglio, vera e propria, dal mio

punto di vista non è molto matura come cosa.

Tuttavia è una funzione che esiste.

Se volete, se amate la scaletta e se volete fare tutto, diciamo

all'interno di Word, ecco, questa è una funzione interessante.

Non credo che esista invece in LibreOffice, dovrebbe esistere per Peges, forse

una cosa del genere, non c'è una modalità scaletta.

So che ci sono i vari titoli, sottotitoli, sì, sì, sì, ma

perché poi lì appunto funziona proprio una visuale diversa di Word.

Ah, ok, proprio cambia l'interfaccia.

Diciamo, il foglio scompare, cioè non hai più l'interfaccia del foglio bianco,

chiamiamola così, con ovviamente i contenuti, ma hai la strutturazione a punti

diventa diventa forma abbastanza rudimentare di scaletta elettronica, diciamo.

Diciamo ok direi grazie per il consiglio per utilizzare Word che è

molto lontano dal mio Mac e spero da tutti i Mac del

mondo, perché sapete che io non amo molto la suite di Office

e di Microsoft, sono più, diciamo, talebano sotto questo punto di vista.

Preferisco Peges, Numbers e Keynote, quindi, per quello vi dico: va bene

che Word

ce l'ha anche per usare in mind che è gratis e vivete

meglio.

Detto questo, raccontaci un po', Filippo.

Tu come lo usi?

Come usi le mappe mentali, o perlomeno chi e come usi le

cose?

Allora passo indietro perché tu mi salti la parte più interessante.

Che è l'OPML, che roba è una cosa da tenere presente per

questo motivo.

L'OPML sostanzialmente è una forma di XML, cioè di una

tipologia di strutturazione dei dati, e la maggior parte delle applicazioni di

cui abbiamo parlato oggi, tra cui anche Scrivener per inciso, gestiscono l'OPML.

Cosa fa tutto?

Perché ne parliamo?

Perché nella sostanza è il concetto di poter utilizzare, riciclare, chiamiamola così.

La mappa mentale che abbiamo creato, la scaletta che abbiamo creato con

i programmi di cui vi abbiamo parlato prima, in altri programmi che

ovviamente gestiscono questo formato.

L'esempio che vi faccio è scrivenere, ma ce ne sono vari.

In questo caso, cosa succede?

Una volta che avete sviluppato la vostra mappa mentale o la vostra

scaletta o addirittura l'approccio unito, diciamo, e fino a poco tempo fa,

mai non aveva la funzione di scaletta, ecco, potevate spostare i dati

l'OPML da Omni Outliner, per esempio a Main Node e viceversa, ovviamente

perdevate delle formattazioni per forza di cose, ma diciamo i contenuti, che

sono poi quello che vi interessa di più, ovviamente potevano essere spostati

a destra manca e io originariamente lavoravo anche in questa maniera.

Poi devo dire la verità: per semplificazione, per il fatto che comunque

io scrivo in Markdown adesso e quindi non

uso più scrivere tutti questi passaggi.

Tuttavia, era interessante ed è tuttora interessante poter avere già tutto quello

che abbiamo già scritto nella nostra mappa mentale, convertirlo nella prima bozza,

chiamiamola così, del nostro documento.

Certo, eviti di riscrivere, ad esempio, eviti di riscrivere tutto già fatto.

Anche qui apro una parentesi, ormai tantissimi programmi, tra cui anche My

Node, ha la funzione di esportare il Markdown.

Quindi la struttura della mappa mentale viene poi ricreata.

Per esempio, spesso e volentieri, io col podcast cosa faccio?

Faccio la mia mappa mentale, genero il Markdown, poi noi appunto abbiamo

le note dell'episodio scritte in Markdown sostanzialmente.

Quindi la prima bozza l'ho generata così, poi vado a approfondire, modificare,

strutturare meglio la scaletta, che poi sono le note dell'episodio che vedete

voi, tra l'altro, aperto chiusamente parentesi.

Quindi diventa anche comodo, appena fatto, stavo facendo vedere a Filippo.

È incredibile!

Funziona davvero bene.

Complimenti, non la sapevo questa che spostasse in Markdown e ti trovassi

tutto bene.

La comodità, ovviamente, dopo questa è una primissima bozza su cui poi

tu devi lavorare.

Tuttavia, diciamo, recuperi tutto il testo che hai già digitato e così

via, a volte devo dire la verità.

In base anche un po' a cosa.

Perché, per esempio, per lavoro, le mappe mentali io le uso per

distrutturare e ragionare le difese avversarie o la mia difesa, quindi è

uno studio di ricerca, chiamiamolo così.

Quindi a volte non mi serve fare il passaggio.

Tuttavia molto comodo.

Sì, sì, cacchio, hai già tutto fatto.

Nel senso, una volta che metti giù tutti i punti, ti trovi

già tutto tra l'altro, formattato.

Quindi è solo da scrivere.

Esatto, adesso passo un po' a raccontare cosa faccio io con tutto

questo sistema.

Ma allora, come sapete, faccio l'avvocato nella vita e quindi, ovviamente.

Ah, sì?

Davvero, ma pensa un po'.

E quindi prevalentemente tutti questi flussi di lavoro li ho pensati, li

ho ragionati per la mia attività professionale.

Quindi, la maggior parte delle volte dei casi, io utilizzo le mappe

mentali come primo step per le mie istanze, i miei atti e

così via.

Per appunto anche decostruire gli atti degli altri, perché una cosa interessante

nella mappa mentale e anche un altro approccio, probabilmente alla vita è

voi avete scritto un articolo, però non funziona o avete scritto un

documento e non vi funziona come vorreste.

Una cosa interessante è decostruire quello scritto con una mappa mentale.

Vi permette ovviamente di vederlo da un punto di vista totalmente diverso

e vi permette anche di riorganizzarlo casomai in maniera più organica e

di unire cose che casomai originariamente non avete fatto.

Io, appunto, dal punto di vista professionale, spesso e volentieri, non sempre

colleghi scrivono delle cose molto chiare o comunque a volte è utile

poter rielaborare e decostruire determinate cose.

Spesso e volentieri la mappa mentale è uno strumento che mi permette

di capire meglio cosa dicono dove vanno a parare e dall'altro, sapendo

cosa dicono, riesco anche eventualmente a approfondire quegli argomenti che mi servono

per smontare la tesi avversaria.

Insomma, è uno strumento molto flessibile.

Come vi dicevo, devo fare delle lezioni a breve e comunque tutta

una serie di attività.

Io ho fatto tanta formazione nel tempo sul PC e così via,

tutto quello che faccio passa da una prima mappa mentale per poi

qui non esiste un modo di conversione uno dei miei grossi rammarchi.

Sostanzialmente non esiste un modo di convertire la mappa mentale in slide,

diciamo comunque una struttura base di slide, però è anche un bene

da un certo punto di vista.

Perché poi la slide, diciamo come l'approccio io, è qualcosa che deve

essere visuale.

Quindi, alla fine a me serve avere una struttura di cosa voglio

dire per poi invece creare le slide visuali per quello che voglio

dire.

Mi permette di avere, appunto, a lato già un'idea, non creare le

slide così un po' anche perché effettivamente la creazione delle slide è

impegnativa.

Quindi, quindi se io non so già dove voglio andare a parare,

cosa voglio dire, come voglio strutturare il mio intervento, è ovvio che

creare le slide mentre crea anche l'intervento diventa molto più impegnativo.

Devo dire la verità: nel tempo ho proprio creato un flusso di

lavoro dove il primo approccio è decidere cosa dico.

Come lo dico, qual è l'approccio in cui lo voglio dire, e

a quel punto lì, non so, mi segno, per esempio, se voglio

far vedere dei video, delle immagini così via, le segno nella mia

mappa mentale mentre sto strutturando anche gli argomenti.

Quindi a ogni argomento, casomai, c'è idee per concretizzare poi visivamente quello

che andrò a dire nella sostanza, anche a volte organizzare l'attività, perché

comunque soprattutto attività complesse, devo fare questo, devo fare quello.

Bene o male, ci sono tutta una serie di step da gestire,

a volte poter buttare giù le idee ti vengono in mente, devo

fare questo, questo e quest'altro e riorganizzarle visivamente diventa molto comodo.

Da ultimo, ma non ne abbiamo già parlato profusamente.

Il podcast di fatto, in parte, nasce attraverso una mappa mentale, più

altre cose.

Tuttavia, lo spunto creativo iniziale è quello, io ho finito così, eh?

Ok, esatto,

ok, hai fatto una bella carellata.

Adesso dicevo parto io perché comunque non tutte le cose si possono

fare con la scrittura, ci sono persone che lavorano con la creatività

e quindi non tutto si riesce a mettere all'interno di una mappa

mentale.

Ci sono alcune cose come ha elencato Filippo certamente, ma c'è una

sfera

di progetto, di creazione di qualcosa, di un'idea che deve diventare, chiamiamola

materiale, che può anche evitare e esulare dalla mappa mentale.

Io per esempio utilizzo sia le mappe mentali, ma utilizzo anche per

esempio un metodo molto più banale, chiamiamolo così, che ricorda segnarsi qualcosa

su un taccuino e per me diventa utilissimo Paper che è un'applicazione

per iOS e quindi iPadOS dove lo uso direttamente io.

Che ovviamente si può utilizzare con pensile.

Voi avete questo foglio con qualche strumento grafico come la penna, il

righello, gomma, le solite cose.

Per esempio a me piace molto perché posso impostare lo sfondo puntinato

con una puntinatura distanziata di 5 mm da uno all'altro, così avete

anche una semidimensione di quello che potrebbe essere il vostro taccuino reale,

perché poi il problema di noi architetti che tendenzialmente cerchiamo sempre di

confrontarci con le misure realistiche di quello che facciamo.

Conseguentemente lì si possono prendere note velocemente con la pensi, si può

scrivere qualcosa, si possono fare dei disegni semplicemente e ci mette anche

prendere note scritte proprio con la propria calligrafia.

Quindi una delle cose che mi aveva stupito di pensiil è il

ritorno all'utilizzo della propria grafia nel fare le cose.

Che tendenzialmente la parte digitale cerca sempre un po' di utilizzare un

font, qualcosa che sia del tutto digitale, ma avere uno strumento che

vi permette praticamente di trasformare in digitale quello che state scrivendo o

la vostra idea è decisamente utile.

Un'altra cosa di Paper, per esempio, è il fatto che esporta in

PDF, quindi ve le potete anche stampare le vostre note in scioltezza.

Quindi avete la versione digitale, avete la versione cartacea, potete divertirvi essenzialmente

e portarvi dietro tutto quanto in cantiere come mi fa notare Filippo.

Detto questo c'è un'altra applicazione che utilizzo che è Notion, ne abbiamo

parlato qualche tempo fa, ma può tornare utile anche in questo caso.

Cosa può tornare utile?

Per esempio per le scalette, è molto semplice perché appunto ha gli

elenchi puntati, si possono aumentare l'indentazione se non sbaglio si chiama così

con un semplice tab e non solo, potete spostare le cose molto

visivamente, basta un drag and drop e voi spostate quello che avete

bisogno dove volete

senza grossi lavori mentali per riuscire ad arrivare al risultato.

Queste sono le cose che a me piacciono, cose molto semplici che

danno subito il risultato.

Notion è anche molto valido, per esempio, quando voi state pensando a

qualcosa come può essere anche la costruzione di una puntata come facciamo

io e Filippo, tendenzialmente avete bisogno anche dei riferimenti, dei link per

dire no, quella cosa lì l'ho vista su questo posto e il

link web può essere inserito anche all'interno di Notion in varie metodologie.

Potete avere semplicemente la scritta con l'indirizzo oppure potete avere una preview

direttamente del sito internet che vi interessa e questo può essere diventare

molto utile anche dal punto di vista visivo.

Questo ovviamente si può spostare all'interno della pagina e quindi può lasciare

spazio anche a qualcosa di un po' più creativo.

Un'altra cosa invece che utilizzo tantissimo è la Kanban, ne abbiamo già

parlato, sono le famose tre colonne to doing e

fatto in lavorazione e fatto è l'ultima

è Dan.

Mi sfuggeva il termine in inglese, ma è ok, Dan.

Ok, perfetto.

Fatto questo, voi avete anche questo

sviluppo delle vostre idee.

È uno sviluppo molto interessante, secondo me, perché una volta che voi

avete dei punti da seguire, li potete mettere come cose da fare,

poi a questo punto potete svilupparle e riuscire a portarle avanti come

fate, non fate.

Avete una cosa un po' più visuale, diciamo.

Anche per capire avere anche il polso di quello che state creando.

Specificatamente diventa molto utile quando state facendo progettazione, nel mio caso, perché

ci sono varie fasi da seguire e capire dove siete messi all'interno

del progetto in modo visuale questo aiuta tantissimo.

Altra cosa di Notion che diventa molto interessante per le operazioni ripetitive.

Vi faccio un esempio, una cosa che io pensavo sia

operazioni ripetitive nel mio lavoro praticamente non ci sono mai, non è

vero in realtà.

A partire dalla cartella torno indietro.

Filippo dice sempre di farti una cartella di base dove c'è praticamente

tutto quello che dovete andare a mettere dentro.

Questo diventa utilissimo anche nel nostro lavoro da architetti.

Ma per esempio può diventare utilissimo un notion se seguite ad esempio

due o tre cantieri.

Alla fine i cantieri tendenzialmente hanno tutte le stesse fasi, magari possono

essere più estese, più corte, magari leggermente diversificate, ma sono tutte operazioni

ripetitive, come per esempio quando uno deve andare a controllare sul cantiere

deve fare certi controlli sulla sicurezza, deve fare certi controlli sulle tempistiche,

fare certi controlli sulle persone che ci sono e vi discorrendo, voi

potete avere questo simpatico operazioni ripetitive per ogni cantiere, voi avete questo

per se avete un cantiere nuovo, fate una copia e avete tutto

quanto il vostro schema semplicemente da spuntare in base a quello che

state facendo.

Quindi anche in questo caso diventa

un controllo della propria idea di come sta andando avanti.

Io parlo del progetto, ma in realtà può essere una qualsiasi idea,

quindi lascio ovviamente a chi ci ascolta approfondire.

Ultimo ma non ultimo, almeno per la nostra professione, è un disegno

un po' più tecnico perché va bene lo schizzo fatto così su

Paper può andare bene come se lo facessimo su un foglio di

carta alla velocità della luce, ma grazie ai nuovi strumenti di disegno

digitale si può tranquillamente utilizzare Morfolio Trace, che è la mia applicazione

preferita, ce ne sono tante altre, c'è ProCreate, c'è anche, adesso mi

viene l'altro nome, non mi viene in mente, comunque ce ne sono

altre due o tre che sono davvero interessanti, Concept ecco che mi

è venuto in mente, c'è anche Concept che è molto interessante.

Vi invito a provarle perché per esempio per un disegno in prospettiva,

uno schizzo veloce può essere utile, diventa molto utile per il semplice

fatto che non avete bisogno del righello fisico per fare una riga

dritta, oppure ad esempio per fare un disegno in scala o in

perfetta prospettiva.

Queste sono quelle applicazioni che aiutano a portare avanti un'idea, anche in

questo caso cucinare le idee, perché voi cosa state facendo?

State semplicemente iniziando ad abbozzare le prime linee, magari con una linea

fine, iniziate a tirare le prime linee che vi servono per capire

cosa state abbozzando e poi mano a mano potete iniziare a rifinire

il disegno con le linee più spesse per dare i contorni, mettere

le texture, iniziare a fare le ombre, mettere le scritte, mettere le

quote e come per magia, come è capitato a me, in poco

tempo riuscite a passare da una bozza che avete in testa di

un particolare, di un problema da risolvere sul posto, che potrebbe essere,

che ne so, come passa l'isolante attorno a una finestra, grazie a

questi strumenti voi avete la possibilità di andare direttamente nel dettaglio, addirittura

in Morfolio 3, sapendo tutto quanto in scala, e un attimo avere

un particolare già fatto, è bello che pronto da inserire nel vostro

progetto finale.

Direi che più o meno queste qui sono le applicazioni che uso

io e giusto per darvi un'idea, tutto questo discorso qua è stato

creato appunto con una mappa mentale che ho tirato su in circa

un minuto, un minuto e mezzo.

E quindi io in questo momento l'ho semplicemente seguita e vi ho

raccontato tutte queste cose.

Come avete sentito in un minuto e mezzo, avendo i punti principali,

cucinate in diretta, perché mentre Filippo parlava e mi sono segnato queste

cose, quindi sarà circa un minuto, un minuto e mezzo non ci

avevo messo di più perché eravamo all'inizio.

Costentemente ritorno all'inizio appunto, non sottovalutate la potenza della mappa mentale perché

davvero vi permette di essere anche più scarich mentalmente a ragionare meglio

e avere chiaro il discorso.

Come avete sentito, a parte qualche dettaglio qua e là, me lo

sono inventato su due piedi senza grossi problemi.

Sicuramente, sicuramente, direi che a questo punto abbiamo fatto la nostra ora

e possiamo andare alla chiusura tempestiva.

Esatto, come sempre trovate le note dell'episodio con i link degli argomenti

che abbiamo trattato in questa puntata e tutti i nostri riferimenti seguendo

il link a2podcast.it/20.

Mi piace dirlo anche in inglese perché così fa anche un po'

figo.

Dove ci potete trovare?

Allora, sottoscritto, ormai non lo dico neanche più perché sennò vi annoio

e basta.

Insomma, mi cercate, mi trovate.

Invece Filippo.

Basta che andate a cercare avvocatemac.it e lo trovate.

Il nostro grandissimo Filippo che continua a dire è lui quello che

tiene in piedi le puntate di A2 Podcast, non finirò mai

di ringraziarlo.

Io sono come sempre una semplice comparsa, ma il Master of Buppets

di queste puntate è il nostro grandissimo Filippo.

Che ringrazio personalmente, prego.

Quindi non mi rimane che darvi appuntamento alla prossima puntata di A

due podcast con Filippo Strozzi e Roberto Marin.

Alla prossima!

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