Ep. 19 1:11:25

iPadOS 15 le novità di interesse

A conclusione della puntata scorsa, Roberto e Filippo parlano delle novità di iPadOS 15 ed alcune novità interessanti di Apple collegate ai nuovi sistemi operativi “mobile”.

Guarda la diretta

A conclusione della puntata scorsa, Roberto e Filippo parlano delle novità di iPadOS 15 ed alcune novità interessanti di Apple collegate ai nuovi sistemi operativi “mobile”.

Note dell’episodio

Sinossi1

1. Ripartenza da iOS 15: drag and drop e ricerca nei file

Roberto e Filippo aprono la puntata spiegando che l’episodio nasce come seconda parte del discorso iniziato nella puntata precedente: dopo le novità generali di iOS 15, questa volta l’attenzione si sposta su iPadOS 15 e sulle funzioni più rilevanti per chi usa l’iPad come strumento di lavoro. Prima di entrare nel tema principale, però, recuperano due aspetti di iOS 15 rimasti fuori dalla puntata precedente.

Il primo è il drag and drop su iPhone. Filippo precisa che su iPad esisteva già da alcune versioni del sistema operativo, mentre su iPhone arriva con iOS 15. Non lo descrive come una funzione comodissima, soprattutto per limiti fisici di spazio e gesture, ma lo considera utile in alcuni casi pratici, per esempio quando si vogliono spostare file o elementi tra app e cartelle.

Il secondo punto riguarda l’app File. Con iOS 15 e iPadOS 15 diventa teoricamente possibile cercare testo dentro i documenti, in modo simile a quanto avviene su macOS. Filippo racconta di aver letto la recensione di Federico Viticci su MacStories, dove veniva segnalata la presenza della funzione ma anche il fatto che non sembrasse funzionare in modo affidabile. Dopo alcuni test, Filippo nota che la ricerca interna ai documenti sembra funzionare soprattutto con file creati dalle app Apple, come Keynote e Pages, mentre non trova parole contenute in altri documenti di testo o PDF che sarebbero, per il suo lavoro, molto più utili.

“La ricerca funziona solo, però, con la suite di iWork attualmente.” — Filippo, 00:08:13

Questo passaggio serve anche a impostare il tono dell’episodio: iPadOS 15 introduce funzioni interessanti, ma non sempre complete, mature o paragonabili a ciò che gli utenti Mac si aspettano.

2. Il nuovo multitasking di iPadOS 15

Il primo grande tema di iPadOS 15 è il multitasking. Roberto introduce la questione partendo dalle reazioni di alcuni utenti, infastiditi dal fatto di dover imparare un nuovo sistema dopo essersi abituati alle gesture precedenti. Filippo chiarisce subito che, sotto il cofano, il multitasking non è stato rivoluzionato: Split View, Slide Over e le gesture esistenti continuano a funzionare. La novità principale è che Apple ha reso più visibili funzioni che prima erano nascoste e difficili da scoprire.

Il simbolo più evidente di questo cambiamento sono i tre puntini che compaiono in alto al centro delle finestre delle app compatibili. Non si possono nascondere e servono proprio a far capire all’utente che da lì si può gestire la disposizione della finestra. Toccandoli, compaiono icone per portare l’app a schermo intero, metterla in Split View o spostarla in Slide Over. Filippo spiega il flusso: si parte da un’app, si toccano i puntini, si sceglie la modalità a metà schermo, l’app si sposta e l’utente torna alla schermata Home per selezionare la seconda app da affiancare.

“La cosa che Apple ha cercato di fare, e secondo me in parte ci è riuscita, è quella di rendere più intuitivo determinate attività.” — Filippo, 00:11:41

Roberto chiede se le vecchie gesture continuino a funzionare, e Filippo conferma che non sono state eliminate. La novità, quindi, non sostituisce il modo precedente di lavorare, ma crea un percorso più esplicito per chi non conosceva le gesture o non aveva mai scoperto davvero il multitasking dell’iPad.

3. Finestra centrale, shelf e app switcher

Dopo aver spiegato i tre puntini, Filippo passa alla finestra centrale, una modalità nuova disponibile inizialmente soprattutto nelle app Apple come Mail e Note. L’esempio principale è Mail: tenendo premuto su un messaggio nell’elenco, si può aprire l’email in una finestra flottante al centro dello schermo, sopra il contesto di lavoro esistente. Da quella finestra si possono poi richiamare ulteriori opzioni di multitasking.

La finestra centrale si collega a un’altra novità: lo shelf, chiamato in italiano “elenco finestre”. Quando un’app ha più finestre aperte, lo shelf permette di vedere e richiamare rapidamente quelle disponibili, comprese eventuali finestre centrali. Filippo ne descrive il potenziale, soprattutto per chi lavora con più email o documenti e vuole conservarli come finestre distinte senza perdere il contesto.

Detto questo, Filippo ammette di non aver ancora trovato un’utilità pratica forte nel suo flusso di lavoro, anche perché non usa abitualmente Mail e Note. Riporta però che Viticci, durante la preparazione della recensione, usa per mesi le app Apple di base proprio per testare le novità nel loro contesto naturale, e ne ha tratto un giudizio più positivo.

Si passa poi al nuovo app switcher. Con lo swipe dal basso verso l’alto si continua a vedere la panoramica delle app aperte, ma ora si possono creare e sciogliere associazioni tra due app direttamente da quella schermata. Filippo mostra l’esempio di un’app trascinata vicino a Mail per creare una Split View. La funzione è utile, ma ha un limite importante: se un’app ha più finestre, non si può scegliere con precisione quale finestra associare a quale altra app. Su Mac sarebbe normale affiancare un documento specifico a una finestra specifica; su iPadOS 15 questa granularità manca ancora.

“Come posso unire, posso disunire, chiamiamola così scindere, e quindi tirare via un’applicazione abbinata a un’altra.” — Filippo, 00:23:10

4. Tastiera, scorciatoie e navigazione dell’interfaccia

La parte successiva entusiasma soprattutto Filippo: iPadOS 15 migliora molto il rapporto tra iPad e tastiera fisica. Roberto anticipa che chi non usa una tastiera può saltare idealmente questa sezione, mentre per chi lavora spesso scrivendo sull’iPad il cambiamento è significativo.

Tenendo premuto il tasto Comando si apre un nuovo menu delle scorciatoie, ridisegnato in modo più simile ai menu di macOS. Le scorciatoie sono organizzate per funzioni e app, e questo avvicina ulteriormente le app iPad a quelle Mac, soprattutto quando le stesse app girano su macOS grazie a Catalyst o alla compatibilità con Apple Silicon.

Filippo spiega poi che molte operazioni di multitasking si possono comandare dalla tastiera. Il tasto centrale è il globo, presente sulle tastiere Apple per iPad. In origine serviva soprattutto a cambiare lingua o richiamare le emoji; con iPadOS 15 diventa un modificatore importante per le scorciatoie del multitasking. Il problema nasce con tastiere non Apple, dove il tasto globo può mancare. In quel caso bisogna entrare in Impostazioni, Generali, Tastiera, Tastiera hardware, Tasti modificatori, e rimappare un tasto come Caps Lock affinché funzioni da globo.

Un altro aspetto importante è che le scorciatoie cambiano in base al layout della tastiera. Filippo usa spesso tastiere americane, ma verifica anche una tastiera italiana e nota che i comandi visualizzati si adattano. Questo è fondamentale perché combinazioni semplici su una tastiera americana possono diventare scomode su una tastiera italiana, per esempio quando entrano in gioco parentesi quadre o caratteri raggiungibili con modificatori.

Infine, iPadOS 15 introduce una navigazione più completa dell’interfaccia tramite tastiera, usando Tab in modo simile a macOS. Filippo fa l’esempio di Note, dove ci si può spostare tra elenco cartelle, elenco note e contenuto della nota. Quando però il cursore è dentro un campo di testo, Tab inserisce una tabulazione; per uscire dal campo bisogna usare Control-Tab. La funzione è promettente, ma deve essere implementata anche dalle app di terze parti.

5. Widget sulla Home e uso con Full Immersion

Il discorso passa ai widget. Roberto dice di non usarli molto su iPhone, mentre Filippo racconta come cambiano su iPad. In iPadOS 14 i widget erano confinati nella colonna laterale sinistra, che Filippo teneva sempre visibile perché comoda per informazioni rapide. In iPadOS 15, invece, i widget possono essere posizionati liberamente nella schermata Home, anche se questo comporta una perdita: non è più disponibile la modalità compatta delle icone che permetteva di avere molte app visibili sullo schermo.

Filippo non considera i widget in generale indispensabili, ma segnala una funzione che trova davvero utile: il widget di File, soprattutto nella dimensione più grande disponibile su iPad. Questo widget può mostrare una cartella specifica, trasformandosi in una sorta di accesso rapido stile Finder. La funzione diventa più interessante se combinata con Full Immersion, perché ogni modalità può avere schermate Home diverse.

L’esempio concreto è il podcast A2. Filippo ha creato una modalità dedicata al lavoro sul podcast, con Ferrite per l’editing audio e widget di File collegati alle cartelle delle puntate, dei loghi e degli altri materiali. In questo modo, quando entra nella modalità giusta, l’iPad mostra direttamente gli strumenti e i documenti pertinenti a quel contesto.

“Ho vari widget di file per accedere velocemente a questi documenti.” — Filippo, 00:40:25

Vengono citati anche altri widget, come quelli per Foto e quelli collegati a Toggl, ma il focus resta sul valore pratico del widget File quando è inserito in un flusso di lavoro organizzato.

6. PDF, stampa e Comandi Rapidi

Una delle novità più rilevanti per chi usa l’iPad professionalmente è il miglioramento della gestione dei PDF. Filippo ricorda di aver scritto un articolo su come unire PDF in iPadOS, funzione già possibile in parte anche prima, ma spiega che iPadOS 15 amplia gli strumenti disponibili.

Le novità riguardano sia l’interfaccia di anteprima dei PDF, sia Comandi Rapidi. Apple ha portato dentro Comandi Rapidi alcune azioni provenienti dal mondo Automator su macOS: unire PDF, estrarre pagine, trasformare PDF in immagini e gestire documenti in modo più flessibile. Questo aumenta molto le possibilità operative su iPad, soprattutto per chi lavora con atti, allegati, scansioni o documentazione.

Anche la stampa migliora. La vecchia schermata era minimale; ora permette di scegliere orientamento, formato carta e altre opzioni prima della stampa. Rimane valido anche il trucco dell’anteprima di stampa trasformata in PDF tramite condivisione. Filippo sottolinea che iPadOS non raggiunge ancora Anteprima di macOS, ma si avvicina e riduce una distanza che per anni è stata evidente.

7. Note rapide, dati sensibili e sicurezza

Roberto introduce le Note rapide, o Quick Notes, come una funzione che potrebbe essere utile a molti. Filippo è più scettico, non perché la funzione sia mal progettata, ma perché non usa Note di Apple e soprattutto perché nel suo lavoro di avvocato tratta dati sensibili. Le note sincronizzate via iCloud non sono, per lui, il posto adatto per appunti legati a una causa o a informazioni riservate.

Roberto, che nel suo lavoro ha una quantità minore di dati sensibili, vede invece un possibile uso per schizzi, link, parole chiave o idee volanti. Filippo descrive il funzionamento: con Apple Pencil o tramite gesture dall’angolo dello schermo si apre una finestra flottante in cui si può scrivere, disegnare o catturare un link. L’avvertenza riguarda il riconoscimento del testo scritto a mano: anche se una nota sembra “solo” manoscritta, Apple può riconoscerne il contenuto, renderlo ricercabile e sincronizzarlo.

Da qui nasce una parentesi sulla sicurezza. Filippo spiega il suo metodo: usa un sistema che accede a dati conservati e cifrati sul Mac, sincronizzati in modo protetto verso iPad. Cita anche soluzioni come Cryptomator, che crea casseforti cifrate e, nelle versioni più recenti, migliora l’integrazione con File. Il punto centrale è che i dati su iPad sono cifrati quando il dispositivo è spento, ma la situazione cambia quando il dispositivo è acceso o sbloccato. In quel momento il sistema deve poter leggere almeno parte dei dati per funzionare.

“Sicuro non è nulla in informatica.” — Filippo, 00:49:49

La sezione non diventa una lezione tecnica completa, ma offre un criterio pratico: per dati davvero sensibili bisogna sapere dove vengono salvati, come vengono sincronizzati e in quale stato si trova il dispositivo.

8. Screen Time, traduzione offline e tracciamento del lavoro

Filippo passa poi alle API di Screen Time, chiamato in italiano Tempo di utilizzo. La funzione esisteva già per mostrare quanto tempo si usa un dispositivo o una categoria di app, ma con le nuove API si apre la possibilità che gli sviluppatori accedano a dati utili per creare applicazioni di tracciamento più evolute.

Il confronto principale è con Timing su Mac. Filippo lo usa per sapere automaticamente quanto tempo passa in una determinata applicazione e persino su un determinato file, collegando quel tempo a una pratica o a un’attività professionale. Su iPad questo livello di tracciamento non è ancora disponibile. App come Toggl funzionano, ma richiedono di avviare e fermare manualmente un timer. Le API di Screen Time potrebbero consentire, in futuro, un tracciamento più automatico e meno dipendente dalla memoria dell’utente.

Filippo cita anche le automazioni di iPadOS: entrando in un’app o attivando una Full Immersion si può far partire un timer o una sequenza di comandi. Tuttavia le considera soluzioni approssimative, utili per avere un’idea generale ma non sufficientemente precise per un uso professionale strutturato.

Subito dopo segnala il miglioramento dell’app Traduci. Durante un periodo con poca connessione, Filippo ha apprezzato la possibilità di usare la traduzione offline, a patto di scaricare prima il dizionario della lingua necessaria. L’app di Apple prova così ad avvicinarsi a Google Traduttore, con funzioni avanzate di traduzione conversazionale quando c’è connessione.

9. iCloud+, Relay privato, email e privacy

L’ultima parte sostanziosa riguarda iCloud+. Filippo spiega che Apple ha rinominato i piani iCloud a pagamento e vi ha associato nuove funzioni di privacy. Chi già pagava un piano, come lui con 2 TB condivisi in famiglia, non paga di più per accedere a queste novità.

La funzione più discussa è Relay privato, che Filippo descrive in modo semplificato come una sorta di VPN Apple, anche se con differenze importanti. L’obiettivo è rendere più difficile il tracciamento della navigazione, impedendo ai siti di collegare direttamente l’attività all’indirizzo IP dell’utente. Filippo confronta questo modello con le VPN commerciali: in una VPN tradizionale il traffico passa dai server del provider, e quindi bisogna fidarsi di quel soggetto. Apple prova invece a costruire un sistema in cui nemmeno lei dovrebbe poter ricostruire tutto il percorso dell’utente.

Si parla poi di dominio email personalizzato con iCloud Mail. Con iCloud+ diventa possibile usare un proprio dominio per la posta gestita da Apple, per esempio un indirizzo su dominio personale invece del classico indirizzo iCloud. Filippo non lo considera particolarmente utile per sé, ma riconosce che può interessare chi vuole usare iCloud Mail al posto di Gmail o altri servizi.

Infine, Filippo descrive la protezione della privacy in Mail, con particolare attenzione ai pixel di tracciamento. Spiega che molte newsletter includono immagini invisibili di un pixel, caricate da un server remoto; quando l’utente apre l’email e il client carica l’immagine, il mittente può sapere che l’email è stata aperta, quante volte e spesso anche da quale area geografica. Apple cerca di ridurre questo tipo di tracciamento, e Filippo nota che Airmail, il client che usa, già offre funzioni simili bloccando il caricamento automatico delle immagini.

Roberto segnala anche il resoconto sulla privacy, e i due chiudono la discussione osservando che Apple ha fatto un lavoro significativo: non una protezione assoluta, ma un filtro utile, soprattutto per chi vive già dentro l’ecosistema Apple o paga già iCloud.

10. SketchUp per iPad, progettazione e firma digitale

Prima dei saluti, Roberto aggiunge una notizia che lo riguarda da vicino: l’arrivo di SketchUp per iPad. Per chi lavora nell’architettura o nella progettazione 3D, SketchUp è uno strumento importante, e la sua presenza su iPad rappresenta un altro passo verso un uso professionale più completo del tablet Apple.

Roberto spiega che, se su iPad avesse anche un programma di progettazione pienamente adatto al suo lavoro, potrebbe avvicinarsi molto all’idea di sostituire il Mac con l’iPad. Per lui rimarrebbero pochi ostacoli, tra cui la firma digitale. Filippo osserva che esistono soluzioni con chiavette Bluetooth e firme remote, anche se non sempre perfette. La firma remota è spesso la via più semplice, ma richiede comunque connessione e strumenti adeguati.

La puntata si chiude così su un tema coerente con tutto l’episodio: iPadOS 15 non trasforma l’iPad in un Mac, ma aggiunge tasselli importanti. Multitasking più visibile, tastiera più potente, PDF più gestibili, widget più contestuali, privacy più curata e app professionali sempre più presenti rendono l’iPad uno strumento più credibile per lavori complessi, pur con limiti ancora concreti.


  1. Questa sinossi è generata con l’intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione della puntata. ↩︎

Leggi la trascrizione completa

Benvenuti all'episodio 19 di A2 in cui scoprire come ottenere il massimo

dalla vostra tecnologia Apple.

Io indovinate un po', sono Roberto Marin e sono il vostro ospite

assieme a uno sconosciuto.

Chi è qui con noi?

Non lo so, chi è tu, Filippo.

Ah, questa la rifacciamo.

Ma no, va bene così, è naturale, naturale, va bene.

Allora, mi devi presentare.

Se tu sei l'ospite, l'ospite è presenta.

Lo sconosciuto di turno si chiama Filippo Strozzi, uno sconosciuto quindi non

so cosa fa.

Tuttavia posso chiedere un'altra cosa.

Di cosa parleremo in questo episodio, caro il nostro Filippo?

Visto che abbiamo tirato lungo lo scorso episodio, abbiamo spezzato in due

l'episodio, quindi la volta scorsa, l'episodio 18, abbiamo parlato delle novità di

iOS 15 in generale.

Oggi, finalmente, parliamo dell'argomento diciamo che mi è caro, ovvero delle novità

di iPadOS 15.

E se ci sta in coda, perché conoscendoci sforeremo come il nostro

solito, ma mi piacerebbe anche parlare di alcune, diciamo, novità interessanti di

Apple collegate ai sistemi operativi mobile, ma che sono generali e quindi

non sono legate strettamente ad iPad o iPhone.

Ok, detto questo, direi che possiamo subito andare ai preliminari in questo

caso.

E se volete supportare il podcast, vi chiediamo con il cuore di

fare una bella recensione indovinate un po' dove su Apple Podcast, e

in questa fase iniziale, tante recensioni ci aiuteranno a essere visti da

più persone possibile, ma soprattutto anche di essere ascoltati, nonché capire cosa

ne pensate di questo podcast.

Se invece volete sapere come fare una recensione, troverete, come sempre, il

link nelle note dell'episodio.

Potete anche iscriverci a scrivi.

Podcast.

it.

E detto questo, andiamo subito a bomba sull'argomento che sta facendo andare

in soluco il nostro amico Filippo Strozzi, che con l'iPad ci vive.

Ma prima dobbiamo dirvi alcune cose.

Ci sono un paio di cosine che ci siamo scordati su iOS

15, il primo è il drag and drop, che

le più importanti.

Il drag and drop presente anche su iOS, non solo su iPad

OS, non comodissimo, come potete sperimentare e sperimenterete, ma sicuramente utile in

alcuni casi anche su iPhone.

Certo che se avete i padelloni più grossi, tipo l'iPhone Pro Max,

Uffi e Sbuffi, riuscite anche ad usare due dita.

La precisazione è: mentre su iPadOS c'è da, secondo me, almeno

due o tre sistemi operativi, su iPhone drag and drop non esisteva

fino ai iOS 15.

È la particolarità.

Diciamo, l'ho visto fare, non è comodissimo, come dicevo, ho visto un

video, credo, anche perché appunto non sapevo neanche che ci fosse.

Però, effettivamente, se siete abituati a lavorare col drag and drop su

iPad, ogni tanto poterlo utilizzare per, per esempio, catturare due o tre

file e spostarli da una cartella all'altra, che non è proprio dei

più semplici.

Invece, andando invece al cuore di iOS, andiamo su file, c'è la

possibilità di cercare testo all'interno dei documenti come in Mac OS.

Qui lascio la parola a Filippo perché io vi dice da un

pezzo che non lo seguo più, da quando incomincia a fare le

capriole all'indietro e dopo che ha finito di fare le capriole indietro,

è cominciato a scrivere delle bibbie su iOS e su iPadOS,

che per carità, gran bel lavoro, però ci vuole anche un po'

di tempo per stargli dietro.

E Filippo, per fortuna nostra, ha il tempo e le capacità, ma

soprattutto anche la voglia, di riuscire a seguire, e ha trovato qualcosa

a riguardo, che ha detto Federico Vittici Nazionale, Supremo Maestro di iOS.

Allora, mentre facevo, mentre oggi pomeriggio preparavo un po' le note di

oggi perché volevo approfondire alcuni argomenti.

Siccome il 20 è uscito il nuovo sistema, tutti i nuovi sistemi

operativi sono usciti, contestualmente è uscito anche review su Macstory.net.

Chiaramente ti interrompo?

Volevo subito fare una domanda fuori scaletta.

Cosa hai installato?

Già installato tutto?

Io sono iOS ai Pados 15 e Apple Watch, quello che è,

non mi ricordo mai.

8?

Ecco, ho aggiornato, ho aggiornato tutto.

Mac no e no, non è uscito a Monterey, per cui faccio

fatica.

Ho la beta.

Anzi, a dirti la verità, io ho iOS iPadOS 15.1.

Già.

Ah, c'è il 15.1, che è la versione che invece io attendo

per installare la versione 15 di tutti e vari cosi.

Perché come avete capito per chi ci conosce, chi ci segue, avete

capito che io sono quello che vado sempre col freno a mano

tirato, con i piedi per terra, sugli aggiornamenti.

Vi confesso non ero così, io ero uno degli early adopter.

Già da tempo all'inizio della mia carriera sul Mac, appena usciva il

sistema operativo, lo installavo qualunque esso fosse era mio.

Adesso ho un po' mollato, forse perché non voglio avere il covchio,

sto invecchiando, esatto, sto diventando boomer, sto diventando boomer.

Comunque tornando a Bomba, raccontaci un po' di questa storia qua del

VTC nazionale.

Nella sostanza, vabbè, sono abbonato al Club Mac Story, quindi ho anche

il review, tra virgolette, con i pub e quindi mi sono anche

scaricato sull'iPad della review.

Ammetto ammetto di non aver letto tutto.

Ho fatto una scelta accurata e il tempo è quello che è

purtroppo.

Lo so quante pagine sono a sta giro?

Aspetta, vedo cosa mi dite.

Il mio programma per leggere i documenti.

Secondo me ha superato le 300.

Mi da le 500 pagine, però essendo un ebook, non

è reale, è un libro:

ci sono anche molte immagini, tenendo a precisare.

È dotato di molti screenshot video e così via.

Sono 300 megabyte di ebook, quindi ho piluccato a destra.

Manca, e alcune cose che vi racconteremo anche oggi sono prese appunto

come avevamo detto, siccome abbiamo potuto aspettare una settimana nella registrazione, abbiamo

avuto la possibilità anche di vedere un po' di video, un po'

di altre cose interessanti.

Io ho visto, io visto, e ho mandato dei video a Roberto

che non ha guardato, diciamo tutta la verità.

Anzi, con Improperio, ma sono 45 minuti di video.

45 minuti di video, ragazzi, è una vita.

Non riesco a stare davanti al video.

Tutto questo tempo per guardare l'iPad ma come me, io metto a

velocità aumentata e me li vedo.

Casomai, le robe che non mi interessano giorno avanti, schippa schippa.

Vabbè, comunque stiamo facendo parentesi su parentesi, non va bene.

Nella sostanza, l'unica novità di file in iOS 15 barra iPadOS

è il fatto che, teoricamente, appunto, è possibile fare la ricerca, cosa

che non era possibile fare prima, all'interno del testo dei documenti.

Quindi, se voi andate a provare adesso sui vecchi sistemi operativi, vi

trovo ovviamente il file col nome che cercate eventualmente.

Ma non vi trova la parola all'interno dei documenti.

Perché io, ovviamente, sto provando col vecchio sistema operativo.

Questo documento deve essere all'interno del cloud.

Si chiamarlo Residente su iPad o anche su i cloud.

Ovunque, teoricamente adesso.

Io ho fatto delle prove veloci, ma a me tirava fuori anche

i dati che avevo nei vari document provider senza fare la ricerca

solo di qualcuno.

Mentre su macOS, voi potete tranquillamente inserire una parola nei campi di

ricerca e lui non solo ve la va a cercare ovviamente nei

file con quel nome, ma eventualmente vi trova il file all'interno.

Volevo chiedere il campo di ricerca quale intendi?

Quello all'interno di file o quello che tiri giù con il titolo,

no, no, quello di file, ma tanto anche teoricamente, dico, teoricamente, non

ti dovrebbe funzionare neanche Spotlight.

Conferma e sottoscrivo non funziona.

VTC nel suo review, ovviamente diceva: c'è questa possibilità in iOS 15

e iPadOS 15, ma a me non funziona.

Io ho fatto qualche prova e subito ho detto: sì, effettivamente non

funziona.

Poi mi è venuto un trip, ho iniziato a scrivere avvocati e

qui, facendo la ricerca, comunque, nella sostanza ho trovato un documento, un

documento di keynote delle slide che avevo fatto.

A questo punto mi si è accesa la lampadina in testa e

dice: Vuoi vedere che Apple ha fatto la ricerca dei documenti, del

testo nei documenti solo per le sue applicazioni, e infatti, ho creato

velocemente un documento in Peges che non uso mai, ho inserito una

parola, il documento di Peggio si chiama voto 6 quindi non era

facile e me l'ha trovato al primo colpo.

Quindi la ricerca funziona da quello che ho potuto capire, funziona solo,

però, con la suite di High Work attualmente.

Tutti i miei documenti testuali, che teoricamente sono anche semplicissimi da indicizzare,

non ce la fa.

C'è l'opzione, quindi, probabilmente spero si svilupperà nel prossimo futuro in maniera

finalmente pari come con macOS, dove, come vi dicevo, questo è quanto.

Ma abbiamo già esagerato

nel nostro approfondimento.

E quindi direi di passare direttamente ad iPados, che è l'oggetto invece

della puntata di oggi.

Nelle note dell'episodio, ovviamente troverete il link alla Review di BTC e

al famoso video da 45 minuti che Roberto non ha visto, nonché

un video che non mi ricordo di quanti minuti è, che ho

sguarduzzato anch'io, ma non ho guardato approfonditamente, ve lo dico già.

Tuttavia, in italiano per chi non mastica l'inglese abitualmente, perché devo dire

la verità, Roberto non solo doveva vedere un video di 45 minuti,

ma addirittura in inglese.

Quindi, questo glielo concedo, ecco.

No, beh, ma sai, non è un grosso problema per quello.

Ah, questo è l'altro video invece di 14 minuti, è un po'

più alla portata.

Ok, esatto, ho cercato di venire incontro ad Roberto e ai nostri

ascoltatori.

Grazie, allora, contriamo subito con la bomba.

Allora, la cosa che, come dicevo a Filippo, che bisogna dire assolutamente

nuovo sistema di multitasking, incominciano a saltare fuori qualche utente che incomincia

a credare, non dico lo scandalo, ma sta dicendo che due scatole

per dire parole che possono andare in podcast, che due scatole, ho

imparato fino all'altro ieri il sistema di gestione multitasking di iPadOS

e adesso me lo cambiano.

Dunque,

io sono della parte,

io sono della parte di quello che ci ha messo un attimo

a prendere confidenza con il multitasking di iPadOS 15 perché io

ero fermo ancora sul sistema iOS che andava sugli iPad, perché ricordo,

passo da un iPad Air a un iPad recente e ci ho

messo un attimo, ve lo dico sinceramente, e chiedo a Filippo che

invece lui è sempre sul pezzo è davvero così diverso?

La situazione tra il multitasking pre e post gliPad OS 15?

Diciamo che questo sistema operativo di iPadOS non fa delle clamorose

modifiche al sistema.

Anzi, primi i commentatori, sostanzialmente dicevano: che aggiornamento è oggettivamente, secondo me,

l'aggiornamento alla fine si fa sentire, ci sono delle novità, ma anche

il nuovo sistema di multitasking non cambia sotto il cofano, non cambia

praticamente niente.

Nel senso che funziona esattamente come funziona su iPadOS 14 sostanzialmente.

La cosa che Apple ha cercato di fare, e secondo me in

parte ci è riuscita, è quella di rendere più intuitivo determinate attività

anche a chi non sa che, per esempio, poi trascinare a destra

e manca le varie finestre, fare lo scambio tra un'applicazione e l'altra,

cioè fare delle movimentazioni, diciamo, del sistema appunto con il multitasking in

maniera molto chiara.

Col fatto che in qualunque finestra di un'applicazione in alto, al centro

della finestra singola, trovate tre puntini, quello è fastidioso, infatti, molti si

sono infastiditi perché ci sono questi tre puntini che sono comparsi dal

niente, questi tre puntini sono fissi, non li puoi togliere, non ci

puoi fare niente.

Cioè, nel senso, no, ci puoi fare delle cose, ma non puoi

farli sparire, chiamiamoli così, nasconderli esatto.

E lo scopo è proprio quello: cioè rendere evidente che ci sono

tre puntini e dirti: guarda, che potresti schiacciarli e vedere che cosa

succede.

Mentre prima se tu non sapevi le gesture, cioè il modo di

spostare le finestre, di affiancare due finestre così via, o di spostarle

o di convertirle, non sapevi che esisteva questa feutura del sistema operativo,

ecco, i puntini te lo fanno capire.

E una volta che schiacci i puntini, a questo punto hai abitualmente

tre icone.

Tre icone che sono sostanzialmente un riquadro a schermo intero, o un

riquadro a metà e un riquadro aspetta, che lo vado a controllare

perché dello slide over sostanzialmente ricorda un po' tenere premuto sul puntino

verde del Macto che si apre una piccola tendina con attività tutto

a schermo.

Ti dà la possibilità di spostare a destra e a sinistra e

così via, oppure sposta anche su iPad, tra l'altro.

E quindi questo è il sistema di multitask nuovo che non cambia

niente.

Nel senso, se voi affiancate due finestre, ovviamente l'icona tra virgolette, centrale

dove c'è una metà dello schermo bianca e l'altra metà vuota, chiamiamolo

così.

Cosa fa?

Fa partire il sistema di multitasking.

Quindi la finestra che state utilizzando, immaginate di aver aperto note, ok.

Cliccate sui tre puntini, si apre questo nuovo pop-up sostanzialmente.

Cliccate su quello dove c'è una mezza finestra bianca, chiamiamola così.

A questo punto la finestra di note va tutta a destra e

si sposta tutta a destra.

E cosa succede?

Succede che vi trovate nella home in pratica.

Cliccando su una qualsiasi icona di un'app, ok, che sia nella doc,

che sia sulla home stessa.

Questa va in clip over.

Quindi avete a questo punto la seconda applicazione affiancata alla nostra note,

ipotizziamo calendario, calendario a fianco di note da qui, ovviamente, cosa potete

fare?

Potete fare un po' quello che vi pare, cioè se utilizzate la

linea centrale, potete fare il passaggio da 50 a 50 a un

terzo o due terzi, come preferite voi.

O se andate a premere, diciamo, il tasto che aspetta che ci

provo anch'io.

Se andate a premere il tasto tutta a destra, cioè quello dove

diciamo la finestra bianca e quella a destra e sottile, mandate l'applicazione

in cui avete schiacciato in slide over, ok.

Quindi prima era in split view, dopo la mandate in slide over.

Quindi la comodità è che premendo questi tasti, sostanzialmente avete tutte queste

funzioni a portata di dito o di dita.

Ovviamente, io sono sempre quello che interrompe, sono, diciamo, il boomer della

situazione.

Le gesture di prima funzionano ancora o questo è l'unico modo per

interagire?

Tutto funziona uguale prima.

Quindi è

effettivamente rende più esplicite alcune operazioni.

Cioè, adesso, se io prendo e a fianco finestra che avevo in

split over slide over in split view

funziona esattamente come prima, quindi mi ritorna in modalità 50 e 50,

non fa niente di diverso.

Sì, forse l'unica cosa diversa è la finestra centrale.

Allora, adesso arriviamo, non volevo complicare ulterior la vita subito, ma comunque

allora due cose che da dire.

Il sistema è interessante anche perché se noi andiamo ad aprire per

esempio impostazioni.

Che, come sai, come sai, non è possibile anche lì follia, mettere

in split view le impostazioni, quindi sono a tutta pagina sostanzialmente.

In questo caso non vi compare neanche l'icona.

Infatti, vi fa capire che non ci sono santi che tengano, voi

le impostazioni di iPados, non le potete mettere in split view.

A questo punto ci sono tutta una serie di nuove applicazioni allo

stato, solo Apple che hanno un'ulteriore funzionalità.

Diciamo adesso aspetta che vado ad aprirmi mail se ce la faccio.

Sì, praticamente stiamo parlando della finestra centrale, dico bene.

Questa nuova modalità di visione,

diciamo, con le applicazioni Apple di avercele sopra a una visione in

split view essenzialmente.

Se per esempio prendete un'email, ok: quindi avete presente il programma mail

di Apple.

Se andate a cliccate sopra una mail, ok.

Quindi sopra

nella barra di sinistra dove c'è tutto l'elenco delle email, non nella

parte di destra dove abitualmente viene visualizzata la mail.

Tenete premuto si aprirà un menu contestuale.

A questo punto, dal menu contestuale, potrete scegliere in Apri una nuova

finestra.

A questo punto vi troverete l'email nella sostanza in una finestra sopra

finestra, e anche da qui potrete fare varie cose.

E in questo caso, premendo sui puntini non avrete più le tre

icone, ma ci saranno quattro icone.

La cosa interessante di questo sistema, se verrà implementato anche da altre

applicazioni.

Adesso questo funziona per note, funziona per mail, non so in quante

altre applicazioni funzioni, perché poi devo dire la verità: non uso né

mail né note, quindi lo ho sperimentato poco.

Questo è interessante perché vi permette con l'altra funzione di cui dobbiamo

parlare, cioè lo switch di applicazioni, con l'altra funzione, ovvero la shelf,

ovvero l'elenco delle finestre in italiano, che vi trovate nella parte bassa

quando andate a premere sui famosi tre puntini, se avete in un'applicazione

più finestre aperte, vi permette di scegliere quale finestra aprire.

Tra le varie finestre che troverete, troverete anche la finestra centrale.

Quindi la cosa comoda è che volete aprire una mail e leggerla

con calma, ma state facendo dell'altro sotto i mail.

Benissimo, lo potete fare, potete ridurla, cioè togliere la finestra, ok.

Metterla nello shelf, cioè nell'elenco finestra, e aprire, per esempio, un'altra e

fare avanti e indietro così.

Quindi poter guardare con calma casomai, tante mail spostandovi velocemente e avendole

comunque sempre in una finestra specifica, nel senso che vi trovate tutte

le mail che avete aperto in questa shelf, in questo elenco finestre.

Quindi è un sistema abbastanza evoluto, devo dire la verità appunto, non

avendolo utilizzato molto, ad oggi io non ne trovo una mia utilità

pratica.

Non so se mi spiego.

Vicici: sostanzialmente: invece riteneva, lui abitualmente quando fa il review, utilizza tutte

le applicazioni base di Apple per due o tre mesi proprio per

viverle, diciamo.

Riteneva appunto che questo sistema vi permette di essere più focalizzati e

di lavorare anche meglio nella gestione quotidiana.

Io questo vi trasmetto, tra virgolette, da parte mia.

Aggiungo che stavo guardando e ricontrollando del perché non sono tanto esaltata

da questa versione.

Questo, per esempio, questa introduzione delle tre icone posso capirla, può funzionare,

mi dà un po' da pensare che non siano a scomparsa.

Ma diciamo che questo tipo di switcher applicazioni, chiamiamolo così, rinnovato.

Non so se in effetti dà questa utilità che decanta Vitici.

Spero di sì da un certo punto di vista, ma dall'utilizzo che

almeno basico che ho io non ne vedo almeno non ne ho

sentita la mancanza, è diverso, cioè, nel senso, magari è lì e

potrei sfruttarlo e potrei dire oh, guarda, che bello funziona, ma dire

che ne sentivo la mancanza, quello no, francamente, a me andava bene

anche iPadOS 14, e diciamo che il solito discorso.

Se sei già abituato a lavorare con l'iPad in una certa maniera,

e devo dirti la verità, è la stessa cosa anche per me.

Nel senso che, seppure, io ormai ho iPadOS 15 da luglio

quindi ormai vari mesi che lo utilizzo, io ho il mio modo

di utilizzare l'iPad e devo dire la verità, Plit View la uso

spesso, diciamo, lo slide over a volte, però ormai io sono le

gesture e quindi vado

di andare a premere nei puntini, mi viene poco intuitivo soprattutto ormai

ho delle abitudini formate.

Non so se mi spiego.

Sicuramente è pensato invece per il contrario: cioè per l'utente che non

sapeva neanche che esistesse questa funzione, ti rende più evidente la funzione

a quel punto se ti abitui.

Poi a usare quello, diciamo che probabilmente ci sarà gente che dice:

Ma no, è comodissimo, io ho sempre usato così.

È un nuovo default sostanzialmente, quindi è un nuovo modo principale di

far funzionare una cosa.

Mio figlio, per esempio, a cui ho aggiornato ai Pados 15, si

è subito lamentato: non mi piace perché c'è tutta quella roba lì?

Perché poi non abbiamo parlato dell'altra cosa che è evidente, ma direi

di finire la parte di multitasking, poi ne parliamo dei widget, ne

parliamo a stretto giro, diciamo.

Quindi hanno anche aggiornato lo switch delle applicazioni: cioè, quando fate lo

swipe dal basso, diciamo, verso l'altro di apertura delle iPad che vi

manda i nome.

Se continuate un attimo, ovviamente.

E questo funziona così già in iPadOS 14, vi si aprirà una

finestra.

Diciamo, che vi fa vedere tutte le finestre che avete aperto.

Quindi tutte le applicazioni che avete aperto.

Ecco una volta non potevate farci in pratica niente, potevate cambiare

da applicazione a applicazione o da abbinamento di applicazione a applicazione o

chiudere le applicazioni con lo swipe in alto dell'applicazione stesso.

Le novità quali sono?

Sono due barra tre, due grosse, una piccola.

La prima è che adesso finalmente potete riunire le applicazioni utilizzando direttamente

lo switch di applicazioni.

Quindi se io prendo per esempio Margin Note che ho aperto e

l'avvicino a mail, che in un'altra finestra, c'è una animazione che mi

permette di mettere in 50 e 50 quindi in split view le

due applicazioni assieme.

Come posso unire, posso disunire, chiamiamola così scindere, e quindi tirare via

un'applicazione abbinata a un'altra.

L'unico grosso limite di tutta questa cosa, che peraltro sarebbe anche carina

ed è un limite generale.

È il problema che se io in un'applicazione ho più finestre, la

finestra è la finestra principale, cioè quella che stavo utilizzando, che viene

abbinata, così anche se faccio, se non ho la possibilità di dire

la finestra 1 dell'applicazione A va assieme a un'altra applicazione, no, e

invece la finestra 2 dell'applicazione A va da un'altra parte, la socio

per esempio, una con Safari e l'altra col calendario.

No, non funziona così purtroppo.

Ed è questo, secondo me, il grosso limite della vicenda, quello che,

tra virgolette, sarebbe normale in ambito Macintosh, così non è invece su

APA dosso.

La cosa interessante è che, oltre alle singole applicazioni a tutto schermo,

chiamiamole così, o in split view, adesso sono visualizzabili anche tutte le

applicazioni slide over quindi è anche molto comodo per avere appunto un'idea

completa di quello che si è aperto, di come gestirlo e di

spostarsi da una parte all'altra.

L'ultima piccola cosa che è stata aggiunta che si serve, ma fino

a mezzogiorno, secondo me, è la possibilità se io ho un'applicazione con

più finestre aperte, ci saranno due quadratini affianco al nome dell'applicazione.

Se clicco su quei due quadratini passerò una nuova finestra dove vedrò

tutte le finestre, una nuova schermata, una nuova vista bravissimo, come sei

preciso oggi dove vedrò tutte le finestre.

Quindi potrò scegliere ovviamente la finestra o addirittura creare una nuova finestra

col tasto più.

Ecco, questo è molto interessante dal mio punto di vista, perché in

effetti la possibilità di riunire le finestre nonostante il limite che ha

descritto Filippo, può diventare davvero utile in molte circostanze.

Unirle e dividerle.

È molto interessante questa possibilità che è offerta dal nuovo switcher.

Secondo me lo rifineranno e vedrai che ci sarà poi la possibilità

di, che ne so, abbinare documento 1 di Pigis con una finestra

di Safari e documento 2 di Pigis con calendario.

È la logica conseguenza finale, però probabilmente il 16 e poi invece

arriviamo alla gioia di Filippo.

Che probabilmente invece molti diranno: ma che me frega come al sottoscritto,

perché allora chiunque non ha una tastiera, tutto quello che state per

ascoltare, non vi interessa, mandate oltre il capitolo sul prossimo capitolo gestione

delle scorciatoie a tastiere nel pad host, non vi interessa, se invece,

come me, avete una tastiera quasi sempre collegata all'iPad creare l'iPad mentre

si scrive, a me non dà fastidio, ormai sono gesti normali.

Anzi, addirittura, ogni tanto, mentre scrivo sul Mac, mi viene di toccare

lo schermo, quindi

è tanto abitudine che vado al contrario, mettiamola così, però questo aggiornamento

del sistema operativo lato tastiera, cioè lato scorciatoia tastiera, ha fatto una

rivoluzione copernicana nel doppio senso, nel senso che abbiamo innanzitutto una rigestione

con nella sostanza un menu di tutte le scorciatoie tastiera visibile su

iPadOS un po' come su MEC OS.

Quindi, quando abbiamo il menu che scende dall'alto verso il basso con

tutte le varie voci di menu in MAC, giusto per darvi il

quadro complessivo.

Ecco la stessa cosa si può fare su APADOS, ma non scende

dall'alto, ma sale dal basso.

Come la richiamo?

Si richiama come tasto comm o comando, perché abbiamo nelle puntate precedenti,

abbiamo scoperto che il tasto command si legge in italiano comando esisteva

già questa funzione.

Il menu è stato totalmente reinventato.

Proprio come un menu per il Mac.

E tra l'altro, tutto ciò rende ancora più sinergica l'attività, perché queste

applicazioni, cioè tutte le applicazioni che funzionano in questa maniera su iPADOS,

quindi hanno le scorciatoie a tastiere visualizzabili e così via, automaticamente se

sono passate su Mac, funzionano col menu di Mac e con ovviamente

i comandi e il sottomenu, chiamiamoli così, le voci di menu già

specificate per la singola applicazione.

E questo potrebbe essere in un futuro un avvicinamento dell'interfaccia grafica.

Nel senso, potremmo immaginare che le prossime applicazioni abbiano effettivamente una menu

barissa, come ce l'ha il macOS, allora direi di no per un

semplice motivo.

Adesso tu non ce l'hai presente, ma la barra del menu qui

è impegnativa, cioè

va a coprire lo schermo.

E non è comodo avercela lì, mettiamola così.

È comodo avercela, ha bisogno scomparsa, esatto, sì, sì, sì, sì.

Come dovrebbe essere su macOS?

Perché se no mi pare.

Allora, ci sono le impostazioni, per addirittura nascondere la bar del menu

a dire la verità.

Tuttavia, devo dire personalmente, anche lì è un modo di lavorare.

O veramente è uno schermo mignone.

Poi devi utilizzare ogni pixel o quella barretina lì, cioè non è

che dà fastidio, ecco, mettiamola così.

Mentre su iPad, dove lo schermo più grande è un 12.9, un

13 pollici, lì effettivamente io adesso parlo sempre dal mio 13 pollici,

ma gli schermi degli iPad viaggiano decisamente sotto questo 10,2 esatto, senza

considerare il minimo esatto.

Quindi sicuramente quello che per me è un'aggiunta, tra virgolette, che copre

per chi usa delle dimensioni più piccole, probabilmente è ancora più fastidioso.

L'altra cosa che viene fatta è che a fronte di questo menu,

chiamiamolo così, hanno aggiunto tutta una parte di gestione a tastiera di

quello che abbiamo visto prima, cioè del multitasking.

Quindi, oltre a poter usare le dita per muovere le finestre, per

tornare la home e così via, ecco benissimo, adesso tutto si può

fare, tutto quello che abbiamo visto prima si fa anche con le

scorciatoie a tastiera, e qui ovviamente cambia l'archetipo, perché invece teoricamente tu

puoi non alzare tranquillamente le mani della tastiera mentre stai digitando e

spostarti da un'applicazione all'altra, e quindi diventa molto interessante.

L'altra cosa che e poi torno alle scorciatoia a tastiera per il

multitasking, l'altra cosa che è stata inserita e che è interessantissimo.

E anche qui, però, ovviamente vanno implementate dalle applicazioni terze parti, è

il fatto che adesso, sempre come Mac, è possibile muoversi nell'interfaccia grafica

di iPadOS con il tab, cioè a tastiera, come è possibile fare

su macOS, ovviamente senza utilizzare il mouse.

Non è anche lì comodissimo perché molte applicazioni fanno uso intensivo del

mouse, ma se l'applicazione è studiata bene, e anche qui devono essere

fatti.

Il sistema funziona bene, devo dire la verità.

Per esempio, il note ti permette di spostarti dall'elenco delle note singole

cartelle delle note alla nota stessa.

Per fare questo si usa appunto il tab.

L'unica precisazione che faccio è quando, ovviamente, per esempio entro nella nota

e quindi posso scrivere quindi il tab mi dà il tab vero

e proprio, cioè lo spazio.

In questo caso bisogna utilizzare CTRL tab per invece uscire, diciamo, dalla

finestra dove digito test.

Di fatto la finestra dove c'è un input e quindi io, ovviamente,

digitando con la tastiera inserisco quell'input, chiamiamolo così, ovviamente lì il tab

deve per forza funzionare come tab e non come altro.

Quello di cui non abbiamo parlato precedentemente è come cavolo si fanno.

Quindi, qual è la scorciatoia tastiera per gestire le gesture del multitasking?

La risposta di Apple è un po' particolare, personalmente fastidiosa, ma questo

è e come al solito questo ci teniamo perché mamma Apple ha

deciso così.

Ovvero passo indietro su tutti gli iPad, con tutte le tastiere Apple,

abbiamo un tasto che abitualmente non esiste in tutte le tastiere, che

è il globo.

Queste tastiere, il globo di fatto originariamente serviva per passare alle emoji

o per cambiare input della tastiera se avevate una tastiera americana, italiana

e così via.

Chi come me, per esempio, è multilingua, tra virgolette, ho una tastiera

americana, ma ho anche una tastiera italiana, diciamo.

Ovviamente questa funzione diventava comodo perché passavo da una tastiera all'altra.

Benissimo da adesso in poi, cioè dai Pados 15 in poi, quel

tasto, assieme ovviamente ad altri tasti, vi permette di invece fare tutte

le gesture del multitasking.

Ora voi mi direte: vabbè, ma tanto tu c'hai la tastiera Apple

che te frega.

È vero, però il problema qual è?

Nel momento in cui io non ho la tastiera Apple, può essere,

io, per esempio, una tastiera meccanica con cui abitualmente scrivo anche sulle

iPad, non ho il tasto globo, e a quel punto lì nasce

un problema.

Il problema come si risolve si risolve facendo un'operazione relativamente complicata, ma

che vi spieghiamo quindi non abbiate paura.

Dovete andare sostanzialmente nelle impostazioni in generale tastiera, tastiera hardware e a

questo punto andare alla voce tasti modificatori.

Vi si aprirà sotto menu dove è possibile dire, per esempio, utilizza

il cap lock, cioè il tasto maiuscolo che blocca i maiuscolo tra

virgolette, quando voi digitate, e configuralo come tasto globo.

Quindi la soluzione più semplice anche perché tutti gli altri tasti diventano

scomodi.

Cioè apro qui una parentesi sulle tastiere di iPad non esiste il

tasto S.

Quindi già avete un problema perché se come me, per esempio, il

tasto S vi serve tra virgolette, perché scrivendo in Vim il tasto

ASC è fondamentale, ma in alcune cose comunque vi serve l'ES.

O utilizzate la scorciatoia tastiera che è comando punto comando punto che

simula il tasto esco.

Comodo, no, è abbastanza anche lì.

Scusami, su tastiera americana è comoda, su tastiera non americana non è

comoda, ovviamente

.

Perché comunque tutti questi scorciatoie da tastiera nascono in testa la tastiera

americana, però Apple stu giro ha fatto una cosa interessantissima.

Chiudo con la questione tastiere, però una cosa da sapere: non vi

ho detto volontariamente, volutamente: diciamo tutte le scorciatoie per il multitasking per

un motivo: che in base alla vostra tastiera, le scorciatoie cambiano.

Quindi, io, per esempio, adesso sto utilizzando l'iPad Pro con la mia

tastiera americana Apple, e se vi racconto quali sono le scorciatoie a

tastiera, sono sbagliate rispetto a una tastiera italiana.

La cosa carina.

Quindi, si configura in base alla nazione, esatto.

Ho fatto delle prove perché avevo anche la tastiera italiana Apple che

ho collegato all'iPad, effettivamente, proprio in base alle scorciatoie, cambiano, ma anche

le scorciatoie visualizzate nel menu famoso delle scorciatoie.

Quindi, comunque in base alla tastiera che utilizzate, è ovvio che l'unica

attenzione che dovete fare, è quella ovviamente di controllare che tastiere usate

e quali sono le vostre scorciatoie.

Nell'80-90%, la gente scrive con la tastiera italiana.

Quindi le scorciatoie saranno sempre quelle per chi fa cambio tastiera però

è importante.

Questo è sensato perché ovviamente su una tastiera italiana le parentesi quadre,

per esempio, che sono comodissime perché sono un tasto apposta specifico nella

tastiera americana, devi fare Alt e l'haccentata, credo che sia.

Se dovete anche cliccare il globo per fare globo e parentesi quadra,

impazzite.

Non so se effettivamente, anche qui le scorciatoie da tastiera e la

tastiera italiana hanno senso per la tastiera italiana.

Han fatto una roba che, devo dire la verità: è ineccepibile dal

mio punto di vista.

L'unica particolarità bisogna sapere che c'è e quindi appunto ne parliamo, anche

se è una cosa molto tecnica, tra virgolette, però può capitare casomai

vi trovate dove utilizzare l'iPad con la prima tastiera che avete sotto

mano e casomai avete una tastiera americana o una tastiera non italiana,

chiamiamola così, è ovvio che diventa comodo.

Direi che di andare avanti, perché, se no, qua non chiudiamo più.

Allora, parliamo dei widget?

Alla fine.

Sono.

Personalmente, sono una roba inutile dal mio punto di vista, nella maggior

parte dei casi.

Diciamo che l'unica particolarità che vi spiego: i widget funzionano ovviamente come

i widget di iOS 14 li usi tu?

Su iPhone?

No, non ci riesco.

Allora, su i pad adesso vi spiego due o tre cose e

vi dico come le uso io.

Ok, vai che sono curioso.

Su iPad, diciamo ci sono alcune particolarità.

Adesso i widget funzionavano, ma solo nella barra di sinistra che una

volta esisteva nei pad che io tenevo aperta dove c'erano i widget

sostanzialmente.

Fai uno swipe verso destra dal bordo sinistra.

Io c'era un'opzione per tenerla sempre attiva, io la tene attiva da

sempre, perché era comodo perché ci potevi mettere tutta una serie di

cosette.

No, no, no, io avevo le mie temperature.

Insomma, avevo una DOC di servizi che poteva diventare comodo.

però era così e niente.

Adesso invece si possono utilizzare in tutto lo schermo.

Questo costa, nel senso che mentre con la home di iPadOS

14 c'è la possibilità di renderla più avvicinare le icone sostanzialmente quindi

avere sulla home molte icone, più icone perché di fatto nello schermo

grande ovviamente avere le icone vicine è meno fastidioso di quello, per

esempio, di un iPhone, dove l'icona hanno uno spazio tra l'una e

l'altra strettissimo, sui pad c'è un dito o due dita di spazio

tra un'icona e l'altra.

È come ho fatto la riduzione.

Questa l'abbiamo persa, l'abbiamo persa a fronte del fatto che possiamo mettere

i widget dove vogliamo.

Vabbè, sui widget non mi addentro troppo.

Parlo solo di un widget che personalmente trovo clamoroso e direttante.

Tuttavia, diciamo che può rendere l'utilizzo delle iPad molto più simile all'utilizzo

di un computer, ovvero il widget di file che

passo indietro velocissimo.

L'unica particolarità dei widget di iPadOS è che ne esiste uno di

dimensioni extra large.

Quindi vi permette di avere veramente una dimensione del widget di 3-4

colonne di icone.

Credo 4 colonne dicone che sono grosse.

Fidatevi: diventa un finder.

Bravissimo, nella sostanza, diventa un finder e il file vi permette di

prendere una cartella e metterla sostanzialmente in una schermata del vostro iPad.

Ora, secondo me, ovviamente non ha senso averne troppe.

Tuttavia, tornando a quello che abbiamo raccontato la puntata precedente, cioè il

focus mode, e il fatto che io posso avere una home specifica

solo per un determinato focus mode, anzi, scusami, full immersion, perché io

dico sempre nel modo sbagliato.

Qui inizia a diventare interessante perché appunto vi dicevo, potete scegliere la

cartella, diciamo che il widget base vi permette di scegliere quello che

ci pensa Apple, come al solito, cioè le cartelle più utilizzate, i

recenti scomodissimo.

Tuttavia, se andate nelle opzioni del widget stesso, potete scegliere dai cloud,

o meglio, da file, tutte le cartelle presenti sulla vostra iPad.

Quindi, per esempio, giusto per dare un esempio e concretizzare, io cosa

faccio?

Ho creato una modalità, una full in ash e un per i

podcast.

Quindi io Ferrite che è il mio programma per l'editing di questo

podcast.

Ho l'applicazione Ferrite nella home page, ho varie cartelle del podcast dove

ci sono le puntate, dove ci sono i logo del podcast, dove

ci sono tutta una serie di robe.

Quindi ho vari widget di file per accedere velocemente a questi documenti.

E di fatto, ovviamente, io quella modalità lì lavoro solo sul podcast.

Quindi, per esempio, modalità lavoro avete le cartelle che utilizzate per lavorare,

modalità divertimento, avete dell'altro.

Io, per esempio, nella modalità normale, non so, ho il widget delle

foto, che quello è bellissimo, devo dire la verità.

Tuttavia, appunto vi fa vedere le foto che avete fatto che avete

sue foto.

E quindi se non avete anzi, scusate, su foto, non hai foto

perché hai foto da anziani per chi non lo ricordasse, la versione

pre

on, vado a memoria.

Comunque, avete la possibilità, ovviamente c'è un carosello di foto e addirittura

non abbiamo parlato la volta scorsa, ma giusto solo come

hanno aumentato ulteriormente i video che riuscite a fare dalle vostre foto.

Cioè Apple addirittura adesso vi dà la possibilità, crea dei video raggruppando

le foto per tema molto carino, devo dire la verità, soprattutto se

avete figli o avete fatto determinate vacanze, molto molto bellino, devo dire

la verità.

Comunque, diciamo, questo interessa poco a livello pratico.

E quindi questa è la funzione dei widget che io ho trovato.

Per esempio, se utilizzate Taggol c'è un'applicazione apposta dove ha tutta una

serie di widget per far partire i timer di Tangle.

Tuttavia anche lì

, questo è pagamento, te lo dico già, Roberto, così ti cadano gli

interessi.

Deve essere abbonamento mensile, tra l'altro.

Grazie, ma no, grazie, me la capo così: vedi, sono io sono

Bellese, sono verde più genovese a questo punto, col braccino corto, non

so, tra i biellesi e i genovesi se le danno di stata

ragione.

Questo è.

L'ultima cosa di cui, secondo me, è interessante parlare per noi su

iPadOS, è la migliore gestione del supporto di PDF.

Ecco, questo è interessante.

Ho già scritto un articolo che ho ovviamente nelle note dell'episodio dove

da una parte facevo vedere come si uniscono due PDF che non

sapevo anche già e che funziona già in iPadOS 14 con iPadOS

15, però anche ai os, devo dire la verità, anche se meno

comodo, l'iPad diventa più comodo gestire i PDF, ci sono tutta una

serie di funzioni aggiuntive nella gestione dei PDF.

Quindi c'è la possibilità di ruotare, di aggiungere delle pagine bianche, di

unire PDF.

Insomma, si possono fare tante cose interessanti e utili e quindi ve

lo segnalo.

L'altra cosa che è stata fatta e tutto questo nasce poi perché,

nella sostanza, comandi rapidi è stato migliorato, sono state importate tutta una

serie di azioni di automator che vi permettevano appunto di unire PDF,

di estrarre le pagine in modo dispari del PDF, di trasformare il

PDF in immagini, tutte queste opzioni sono presenti adesso in comandi rapidi

e quindi ovviamente iPadOS

aumenta notevolmente le sue capacità di gestione dei PDF, da ultimo, abbiamo

anche una versione migliorata, diciamo, della stampa, chiamiamola così.

Quindi, quando andate a cliccare su stampa nei vari menu delle share

sheet,

non vi troverete più su quella finestra abbastanza misera dove si vedeva

forse il PDF e era molto minimale.

Adesso potete scegliere l'orientamento della carta anche se non avete la stampante,

tendo a precisare.

L'orientamento della carta, il formato della carta, quindi potete fare in Area,

4 o altre tipologie di formato, e ovviamente il trucchetto che vi

abbiamo raccontato, che ricordiamo, del appunto aprire fare un'anteprima di stampa, chiamiamola

così, e poi condividere la stampa come PDF funziona.

Quindi, anche qui diciamo mentre prima potevate generare un PDF in solo

un formato, adesso il PDF che potete gestire, creare da questa stampa

è di vario genere, quindi diventa anche più comodo.

Insomma, alcune novità

non equiparano, probabilmente

l'anteprima nascosta di iOS e iPadOS all'anteprima invece visibile di macOS,

ma sicuramente ci si avvicinano un po', certo, assolutamente sì.

A questo punto direi che possiamo passare alle novità di minore rilievo,

ma che comunque sono interessanti.

Una tra tutte sono le note rapide o le quick notes che

secondo Filippo sono inutili.

Io le vedo invece un po' più abbastanza utile.

Potrebbero utili.

Diciamo questo: sono inutili per quello che faccio io, nel senso che

il mio discorso è ovviamente le note di Apple sono sincronizzate via

i cloud.

Si, è vero che potresti cifrarle, non posso prendere appunti tra virgolette

per una causa su note e io non le uso da mai,

mettiamola così.

Per cui il mio discorso è: io non le uso, per esempio,

vi dici le tesse le lode, ma giustamente se devi catturare pensieri,

puoi scrivere, puoi catturare link, puoi fare tutta una serie di cose

che se non hai dei vincoli di riservatezza e di sicurezza sono

sicuramente utili.

Si possono sfruttare, assolutamente sì.

Come ti dicevo, secondo me possono essere interessanti anche nel mio lavoro.

Certo, una parte del mio lavoro riguarda i dati sensibili, ma decisamente

in minore parte rispetto alla tua.

Conseguentemente l'utilizzo di quick notes per metterci sopra, un disegno, uno schizzo,

un link, un'idea, un'ipotesi, una parola chiave, quello che ti viene in

mente può diventare utile.

Non ho idea se lo utilizzerò, nel senso che quando ce l'avrò

ve lo dico, nel senso che non l'ho ancora installato, ma penso

che possa diventare utile per molti.

Chiaramente non mi vado lì sopra segnato il codice del sblocco di

qualcosa di importante di sicuro.

Però per delle note volanti può essere molto utile.

Una precisazione, un'attenzione.

Se prendete appunti rapide, le note rapide, giusto solo per dirlo.

Nella sostanza, se cliccate credo con la pencil, se fate uno swipe

da destra a sinistra nell'angolo a destra, mi pare

emerge questo taccuino, tra virgolette, flottante o questa finestra flottante, dove potete

fare qualunque cosa da catturare, ovviamente, un link a appunto anche scrivere.

L'unica attenzione che vi dico è che ovviamente anche se scrivete a

mano e voi dite: vabbè, tanto scritto a mano come fa.

Tuttavia, adesso che Apple fa riconoscimento del testo, ha anche scritto a

mano, se scrivete i dati delle persone, allora se prendete proprio punti

fisicamente scrivendo dati riservati, però attenzione, perché anche quelli lì sono a

questo punto ricercabili e tutto, non c'è neanche più il problema di

dire: ah, ma tanto è scritta a mano,

ci vuole intelligenza artificiale piuttosto che l'OCR del testo, scritta a mano,

di fatti, ma io volevo chiederti: appunto, perché noi siamo gente che

usa la tecnologia Apple nella professione, come eviti questo problema delle note

mentre stai facendo il tuo lavoro in modo tale che siano, diciamo,

sicuri questi dati sensibili che stai prendendo, come fai?

Abitualmente scrivo in formato testuale, passo indietro.

Nella sostanza io uso questo programma su iPad che si chiama Secur

Shelfish di fatto, si collega i dati che sono sul mio Mac

e sul mio Mac sono cifrati, e ovviamente, quando

se, per esempio, sono duplicati sull'iPad, sono fisicamente sull'iPad se è spento,

sono cifrati.

E nella sostanza, quindi addirittura se io se io non lo scarico,

mettiamola così, il dato viene sincronizzato in remoto: cioè, se io prendo

appunti su un foglio, il foglio comunque rimane sul mio computer e

quindi io non ho quel problema lì.

E ovviamente tutto lo scambio viene attraverso un tunnel cifrato, per cui

è tutto sicuro, ok?

E infatti, per me è l'unico modo, se no, bisognerebbe utilizzare, ci

sono tutta una serie di programmi di cassaforti cifrate, diciamo, anche per

utilizzare, non so, iCloud piuttosto che Dropbox piuttosto che Cryptomator, che ha

consigliato Davide Gatti.

Ecco adesso la versione 2 che io sto testando, adesso non mi

ricordo più il numero della versione, comunque l'ultima versione che sto testando

in beta, ha implementato finalmente, creavi delle cassaforti sostanzialmente, ma dovevi sempre

entrare nell'applicazione per fare tutto, che era scomodissimo.

Sì, era molto scomodo.

Adesso invece

queste cassaforti funzionano con file, quindi vengono viste, diciamo, fisicamente come all'interno

di file, quindi ci puoi fare quel che vuoi in pratica.

Quindi sembra abbastanza buono questo sistema di cripto metod.

Adesso non ho fatto delle prove intensive nel senso di dire: poi

ho aperto, chiuso e lavorato su questi file perché io il mio

metodo ce l'ho già.

Ho fatto qualche test veloce, funzionale, funziona, sono ancora in beta.

Ovviamente non lo consiglio, anche perché attualmente non è disponibile se non

con la beta.

Tuttavia, esistono altre soluzioni, anche software di questo genere.

Ti faccio un'altra domanda: sempre per questa questione della sicurezza dei dati,

se invece si utilizzasse un'applicazione che non accede a internet, ma è

solo residente sul proprio iPad, potrebbe essere giudicato una soluzione sicura?

Anche qui, sicuro non è nulla in informatica.

Beh, certo, più sicuro che sia, ci ho detto tutto quello che

risiede sull'iPad, se avete messo il passcode sostanzialmente, viene cifrato.

Aspetta, l'unica cosa che segnalo, perché molti dicono: no, beh, allora sono

a posto, cioè, il problema qual è?

Non ogni volta che sbloccate l'iPhone o l'iPad, è ovvio che l'hard

disk viene decifrato, perché, se no, non riuscireste a leggere i documenti.

Quindi, l'iPhone spento e l'iPad spento, sono sicuro al 100%, se io

vi prendo l'iPhone, vi prendo l'iPad, ve lo rubo e cerco di

accedere a quei dati, eventualmente vedo i dati cifrati, ma non so

come decifrarli.

Diverso discorso invece vale se l'iPhone è acceso o l'iPad è acceso.

Poi, dopo entriamo in cose che voi umani, nel senso, si va

nella Digital Forensic.

Sostanzialmente esistono programmi che vi permettono anche di fare tutta una serie

di manovre, per esempio, anche col dispositivo bloccato.

Perché ovviamente a dispositivo bloccato, alcune cose vengono comunque bloccate.

Ma siccome il sistema operativo deve girare, deve funzionare, non può essere

tutto cifrato.

Altre sono libere.

Quindi è ovvio, come sempre, se andate in giro per stare sicuri,

vi conviene spegnere il computer e avere l'hard disk ovviamente cifrato, come

vi converrebbe spegnere l'iPad o l'iPhone.

Ovviamente in determinate occasioni non è fattibile, mettiamola così, però, questo è

giusto per darlo.

Direi che sei stato come sempre utilissimo: delle pillole di sicurezza informatica,

chiamiamole così.

No, no, ma sono sicuramente utilissime e uno si regola.

Premetto che non sono

un tecnico un esperto di sicurezza informatica.

Sono appassionato.

Quindi qualcosina ho seguito, soprattutto dalla parte di iOS, ci sono ovviamente

delle persone molto più competenti.

Io so proprio l'ABC:

Ma è importantissimo.

Ha dato già delle bellissime dritte.

Secondo me, che aiutano sicuramente i professionisti a capire un po' come

gestire al meglio i dati che sono onni presenti nella nostra vita,

non solo nella nostra vita normale, ma anche nella nostra vita digitale

di professionisti.

A questo punto direi di passare appunto perché parliamo di professione, di

tempo e quindi di tempo di utilizzo.

Raccontaci un po' cos'è queste nuove api screen time api che fanno

il miele.

No, sono ovviamente passi indietro: screen time o tempo di utilizzo in

italiano c'era già prima, la cosa è che

tu puoi sapere quanto tra virgolette hai utilizzato il tuo iPad per

cosa, più o meno, perché tra altre cose con le modalità Apple

solo sull'iPad.

Questo, ovviamente, è scomodo se, per esempio, vuoi tracciare automaticamente quanto tempo

hai passato a scrivere un documento su Word, adesso giusto per farmi

un esempio proprio molto banale.

Su Mac, io per esempio utilizzo Timing 2, che è questa applicazione,

che ovviamente una volta che gli ho dato accesso indiscriminato al mio

Mac perché quella è la verità.

Però traccia tutte le applicazioni e l'utilizzo delle applicazioni che faccio.

Quindi sto non solo sto usando Word, ma sto usando Word per

aprire quel determinato file che abitualmente è legato a una pratica, e

quindi mi traccia quanto tempo sono stato a scrivere un documento.

Quindi, a fine della giornata, io so che ho lavorato tre ore

per quella cosa lì, un'ora per quella cosa lì, casomai ho navigato

su internet un'ora su Amazon, invece di dover fare altre cose diventa

molto utile su iPadOS e iOS ad oggi era impossibile a tutt'oggi

è ancora impossibile quindi non saltate non saltate.

Ma con questa ap è possibile che in futuro ovviamente gli sviluppatori

interessati possano accedere ai dati conservati appunto nel sistema Apple estrapolarli e

lavorarli poi per permettervi, per esempio, di avere io una delle cose

che mi dava più fastidio è che so quanto ho lavorato sul

mio computer, ma se io lavoro sull'iPad non lo so, o comunque

lo so a livello spannometrico, chiamiamola così, e applicazioni come Timing 2,

il vantaggio grosso è che non vi dovete ricordare di attivare un

timer e casomai eventualmente vi ricordate di attivare e non è neanche

detto questo, ma se ve lo ricordate, non ve lo ricordate, poi

dispegnano.

E quindi voi dopo state lì a dire: Ah, ma quindi ho

fatto due ore, un'ora 45 minuti, ho ricevuto una telefonata.

Sì, ha un controllo più pervasivo, ad esempio, di togg che io

uso, decisamente più pervasivo.

Ad esempio, c'è una timeline delle applicazioni che vengono usate all'interno, diciamo

e di fianco affianco, una timeline della cosa che state facendo, ma

non c'è una correlazione tra applicazione e pratica, quindi, decisamente più pervasivo

quello che usi tu e decisamente anche più funzionale.

Io, per esempio, mi devo sempre ricordare di mandarlo in esecuzione perché

se non lo mando in esecuzione, non lo stop, io e non

lo fa nessuno.

Quindi adesso è diventato normale per me, nel senso, dopo un po'

ci prendi la mano e.

Ma, poi, per esempio, anche lì non voglio prendere una parentesi, ma

giusto solo perché se volete fare degli approfondimenti, sappiate che VTC ha

fatto tutta una serie di automazioni di vario genere.

Si riescono a fare adesso con iPados un po' di giochini per

se io entro nell'applicazione posso far partire un timer.

Se io so che scrivo in high writer, per esempio, posso far

partire un timer scrittura ogni volta che entro in high writer, o

se entro in una modalità, per esempio addirittura la full immersion, puoi

far scattare delle automazioni tra cui anche far partire un timer eventualmente.

Quindi c'è modo di lavorarci sopra, però comunque sono automazioni pressapochiste, mettiamola

così: o veramente fate una full immersion per lato A, una full

immersion per la cosa B.

Però dopo ne avete 18, non funziona, voglio dire.

Diciamo che ecco, se volete avere un'idea, ho lavorato tot e invece

ho guardato YouTube tot, allora lì sì, riuscite a farlo anche abbastanza

bene, già adesso su Apados.

Comunque, questa è una informazione per il futuro, ma credo che sia

una cosa interessante, mi auspico veramente.

Anzi, adesso, appena un attimo di tempo, provo a scrivere lo sviluppatore

di Timing 2 per vedere se ci ha pensato, se no, gli

rompo le scatole.

Io, ovviamente non mi indierà di no, ma casomai, se iniziamo a

fare in tre è interessante.

Io direi di concludere con due cose velocissime.

Una è una cosa che vi segnalo perché nel mio mese di

astinenza da internet l' tra i monti con Annet l'ho utilizzata tanto

ed effettivamente comodo.

Una delle cose ovviamente io leggo le-mail anche in inglese e quindi,

a volte, ovviamente non conosco tutte le parole dell'inglese e a volte

vai a cercare le parole.

E ovviamente se hai un collegamento internet non ci sono grossi problemi,

perché c'è il traduttore di Google, c'è lo stesso traduttore di Apple.

Quindi ci mettete poco.

Se non avete questo, vi segnalo che l'applicazione traduttore adesso funziona anche

offline, ovviamente se scaricate prima il dizionario della lingua di vostro interesse,

e effettivamente sta cercando di l'applicazione di Apple, sta cercando di dibattersi,

diciamo, con quella di Google che è più famosa e probabilmente più

utilizzata.

Sempre nella review di VTC, addirittura ovviamente qui con internet, diciamo che

c'è una funzione tipo Star Trek, chiamiamola così: di traduttore universale.

Cioè se io mostro a te il mio telefono da una parte,

tu parli nella tua lingua e mi viene tradotta nella mia, e

io

a livello vocale, anche e io quello che ti dico viene tradotto,

viene vocalizzato a te nella tua lingua, ovviamente, io non ho testato,

non ho fatto niente interessante, sicuramente.

Io stavo pensando che ci vorrebbe una cosa del genere invece per

i nostri dialetti in Italia, sarebbe fantastico.

No, è infattibile, te lo dico già.

Perché già il dialetto è ancora più complesso perché hai pochissimo machine

learning per le parole, cioè dovresti prendere un tot di gente, poi

noi ne abbiamo veramente troppi.

Comunque, comunque anche qui non andiamo oltre.

L'ultimissima cosa, che non ho approfondito neanche troppo.

Ve la segnalo solo perché, comunque, è passata in secondo piano posto.

Posto che Apple ha creato una beta a parte, iCloud Plus e

tutte le funzioni di privacy che con questo sistema operativo sono state

abilitate.

Visto che è passato una settimana da quando abbiamo fatto il passaggio

con i nuovi sistemi operativi, vi racconto una storia.

Cioè, io la domenica, il sabato prima del 2020 dove è uscito

poi iPadOS e iOS, l'avevo l'iPad che non funzionava, o meglio,

non riusciva ad andare su internet, credo appunto, perché Apple stava lavorando,

immagino perché adesso funziona senza problemi a questi relay, a questi sistemi

che adesso sono attivi automaticamente nel momento in cui installate i nuovi

sistemi operativi, raccontate in maniera banale è una sorta di VPN di

Apple, cioè trade il vostro traffico in maniera anonima per chi vi

guarda, e quindi teoricamente il tracciamento dei dati dovrebbe essere reso più

complicato adesso.

Tutta la parte tecnologica non l'ho approfondita più di tanto, è anche

relativamente complicato.

Diciamo che Apple cosa ha fatto nell'ottica di privacy?

Ha creato questo sistema che teoricamente dovrebbe essere un doppio cieco, cioè

non solo, diciamo il provider o comunque il sito internet su cui

navigate, non sa il vostro indirizzo e quindi tendenzialmente non vi riesce

a riconoscere.

Poi vabbè, praticamente per essere intracciabili su internet è impossibile, mettiamola così,

ma diciamo per rendere un po' più difficile certe funzioni di tracciamento,

tipiche di Facebook e di altri siti poco piacevoli, in più neanche

Apple, con questo relay che dovrebbe appunto rendere oscuro anche Apple, tutto

perché una VPN, quelle nord VPN dove fanno la pubblicità che vedete

su YouTube, sui podcast e così via.

Di fatto cosa succede?

Il vostro traffico internet viene dirotato in uno dei server di questi

provider e ovviamente voi navigate con l'indirizzo IP di questi server provider.

Qual è il problema di tutte queste vicende che ve la vendono?

È la privacy e la privacy?

È che voi non sapete questi soggetti cosa fanno loro, lo vedono.

Cosa state navigando e possono anche vendere cosa state navigando.

Quindi, morale della favola è il solito discorso.

Cioè, fidasse bene o non fidasse meglio, è ovvio che creiamo sostanzialmente

quelli che in termini informatico si dicono on i pot, cioè dei

cestini pieni di miele, dove ovviamente le persone che vogliono avere determinati

dati li prendono.

Perché ovviamente se ci sono 100.000 abbonati nel Nord VPN e tutti

usano quel server lì,

se tu prendi tutti i dati che ci sono su quel server

lì, conosci la rava e la fava di tutte le persone che

hanno girato su quel server.

Quindi da un certo punto di vista non è così semplice.

E ovviamente avere 100.000 server e quindi rendere anonimo sul server il

tutto non è economicamente vantaggioso.

Perché, ovviamente avere 100.000 server vorrebbe dire spendere un sacco di soldi.

E dovrebbe fare un qualcosa di più di diverso proprio per non

avere la possibilità neanche lei di capirlo.

E quindi ovviamente un terzo che riuscisse a bucare Apple e vedere

questa roba qua non riuscirebbe a sua volta a capire niente, chiaro

giusto per dare un'ine, il costo di questo oggettino a due varianti,

non a costo, ma a costo, mi spiego.

Esatto, i Cloud, diciamo che ci sono due versioni: iCloud Plus, è

la nuova brandizzazione di Apple di iCloud a pagamento.

Quindi, se voi avevate già, come per esempio, sottoscritto,

io, per esempio, 2 teraby di iCloud, di fatto, io non spendo

nulla in più: quanto ti costavano i 2 tera?

I 2 tera costano 9,99 al mese, sono 120 euro l'anno.

Tuttavia 2 tera che sono divisibili in famiglia è una meraviglia.

Perché ho tutte le foto di casa backuppate di tutti i telefoni,

dispositivi vari backuppati e i backup di telefono di mia moglie e

così via troppo comodo.

Poi sì, ci sono problemi di privacy e tenendo a precisare.

Tanto è vero che io non faccio backup sui cloud delle mie

macchine.

però

per loro sì, perché mi toglie una quantità di rotture di scatole

è infinita, mettiamola così.

Tuttavia, intanto facendo così ti trovi il relay e anche nascondi.

La mia mail esatto.

E non solo, ecco un'altra cosa di cui non abbiamo parlato: anzi,

due cose di cui non abbiamo parlato.

Una non so cosa possa interessare, ma lo dico: se voi avete

un'email ai cloud, ok, con sempre questo servizio e avete un vostro

dominio, potete non avere più la mail ai cloud, ma la mail

infochiocciola filippostrazzi.it.

Ok, non è il mio dominio, non l'ho comprato, non ce l'ho

quindi anche perché esistono dei Filippo Strozzi più importanti del sottoscritto in

quelle differenze.

E quindi presumo che sia acquistato da altri.

Ma se l'avessi, ovviamente, potrei utilizzare il mio dominio sulla mail, sulla

mail di cloud di Apple, in pratica.

Alcuni l'hanno fatto, ci ha provato, non vi so dire personalmente lo

ritengo abbastanza inutile.

Tuttavia, per esempio, se volete utilizzare cloud mail al posto di Gmail,

per esempio, lo potete fare a questo punto, cosa che prima non

si poteva fare.

L'altra cosa invece molto interessante che è stata fatta è il blocco

di tutti i tracciamenti delle email.

Con ovviamente sommossa popolare, invece di tutti quelli che di campagne email

vivono.

E che vabbè, io, per esempio, non utilizzando mail, io Airmail, tra

le varie cose, ho una funzione di privacy per cui blocca il

caricamento di tutte le immagini sostanzialmente e quindi i cosiddetti pixel di

tracciamento, cioè quei pixel che vengono inseriti nelle mail, perché le mail

sono o solo di testo, in questo caso non vi possono tracciare,

ma nel 99% dei casi c'è anche un file HTML quando il

file HTML è una pagina web sostanzialmente che punta anche a delle

immagini, ovviamente.

Questi pixel invisibili perché sono pixel un pixel, quindi voi non lo

potete vedere.

Se io creo un'immagine di un pixel sul mio server e dico

quell'immagine lì che è la 1111111

2, ok, è collegata a quella quella email lì e quindi ovviamente nel

momento in cui tu apri l'email che ti ho mandato e che

ha quel pixel e tu carichi la pagina web, cioè carichi l'email

in questo caso e carichi anche vai sul mio server, carichi quella

quel pixel, ok, quell'immagine a forma di pixel, ok, ovviamente io so

che tu hai aperto la mail.

Non solo, se la carichi due volte so che l'hai guardata due

volte, tre volte, quattro volte e così via.

Tutte MailChamp, tutte le varie newsletter funzionano in questa maniera.

Questo giusto che oggi siamo con tema privacy, vi aggiungo queste cose

che molti non sanno, e adesso ho detto proprio papà papale.

Io, per esempio, ho una piccola newsletter, e ovviamente, grazie a questi

sistemi posso vedere, per esempio, chi ha fatto cosa, poi personalmente ho

scelto di disabilitare tutte queste cose.

Tuttavia, di fatto, se voi vi scrivete una newsletter, tendenzialmente sappiate o

utilizzate dei sistemi per prevenire l'apertura di queste immagini o sanno, quantomeno

che vi è arrivata dove vi è arrivata, perché tendenzialmente voi l'immagine

viene caricata da un ICP, quindi so per esempio che tu hai

caricato da Torino o dall'America e quindi so che tu ti trovi

in America o a Torino.

Sono cose abbastanza inquietanti, perché molta gente non lo sa, ma è

fattibilissimo in varie maniere.

Sì, tra l'altro sto guardando che c'è anche una funzione di resoconto

della privacy, è stato introdotto.

Non mi sembra che ci fosse.

No, hanno fatto un grosso lavoro, ovviamente non vi proteggia al 100%.

Questo ve lo dico già, però sicuramente è un bel filtro ed

è un bel filtro, tra virgolette, gratuito.

Nel senso che se vivete nel mondo dorato di Apple o nella

gabbia dorata di Apple.

Però una cosa diciamo che un servizio in più che hanno aggiunto,

non costa niente di più di quello che già pagavate eventualmente.

O casomai dite vabbè già che c'è questo, intanto mi faccio anche

200 GB, che taglio più piccolo, credo, o i 2TB che il

taglio più grande, di spazio al cloud.

Diciamo che ha un suo senso logico, mettiamola così, a meno che

voi già non utilizzate tutta una serie di programmi apposta per cercare

di evitare di filtrare tutte queste cose.

Direi che a questo punto possiamo andare tranquillamente verso la conclusione, abbiamo

fatto quasi un'ora e mezza di registrazione, aggiungo solo una piccolissima cosa,

velocissima.

Ragazzi, mi è arrivato a SketchUp per iPad, vi faccio solo sapere

quello.

Chi è nell'ambito dell'architettura, conosce, sa e sta già andando a comprare

l'iPad, chi non lo conosce è un programma di modellazione 3D.

Quindi continua il percorso di avvicinamento di iPad a un computer vero

e proprio, manca un programma di B moutoring per me, però per

il resto lo potrebbe fare tutto.

Sempre lamentarsi

.

Ma io non vedo l'ora di vederlo sto programma, una volta che

lo mettono lì sopra, butto via il Mac a questo punto

lo lascio da parte perché io sarei presa di più uno di

quegli utenti che potrebbe tranquillamente passare in toto da un Mac a

un iPad nel momento in cui c'è un programma di progettazione.

Non penso di avere grosse problematiche se non per la firma digitale,

ma quelle sarebbero bypassabili.

Diciamo che nella mia attuale configurazione la prima potrebbe essere la firma

digitale, il primo blocco vero e proprio nel momento in cui ci

fosse un programma di progettazione.

Giusto, ma lo dico velocemente, esistono tristemente delle chiavette per la firma

digitale che funzionano, funzionano non tanto bene, ma questa è una cosa

c'è forse la firma digitale remota potrebbe essere una soluzione, l'alternativa è

quella lì che è la più semplice, quella che funziona meglio.

Ma poi dopo devi venire Speed e firma digitale remota e comunque

devi avere sempre internet.

con invece le chiavette, di fatto si collegano via Bluetooth e quindi

non c'è problema.

Direi che a questo punto siamo verso la fine della puntata.

Trovate le note dell'episodio con il link degli argomenti che abbiamo trattato

in questa puntata e tutti i nostri riferimenti seguendo il link a

due podcast.it slash19 dove ci potete trovare sottoscritto bene o male dappertutto.

Ormai non sono neanche più a delencare perché se no, passo la

giornata.

La puntata già spera.

È aperto un vero podcaster, dico solo questo, quasi, chi lo sa,

vedremo e intanto parliamo di Filippo invece, che lo possiamo trovare avvocatemac.it

come al solito perfetto.

Allora sapete dove trovarci, ci vediamo, anzi, meglio, ci sentiamo tra due

settimane.

Ciao ciao.

↓ Scarica SRT