Ep. 18 56:57

iOS 15 le novità interessanti!

In questa puntata Roberto e Filippo vi parlano delle novità interessanti di iOS 15.

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In questa puntata Roberto e Filippo vi parlano delle novità interessanti di iOS 15.

Note dell’episodio

Sinossi1

1. Il contesto del rilascio e il supporto ai dispositivi più vecchi

Filippo e Roberto aprono la puntata collocandola nel momento preciso dell’uscita di iOS 15 e iPadOS 15: la registrazione avviene venerdì 17 settembre 2021, a ridosso del rilascio previsto per lunedì 20 settembre. L’episodio nasce quindi come una panoramica ragionata delle novità più utili per chi lavora con dispositivi Apple, evitando deliberatamente gli aspetti più comunicativi o ricreativi dell’aggiornamento.

Roberto sottolinea subito un elemento tipico della piattaforma Apple: i nuovi sistemi operativi arrivano non solo sul nuovo hardware, ma anche su dispositivi molto datati. Nel ragionamento emerge il caso dell’iPhone 6s, supportato nonostante l’età. I conduttori ricordano che Apple, nel corso degli anni, ha avuto versioni di iOS molto pesanti per i dispositivi meno recenti, ma osservano anche che negli ultimi cicli sembra esserci stata maggiore attenzione alla stabilità e alla possibilità di usare ancora hardware vecchio senza renderlo inutilizzabile.

La puntata è impostata come racconto di esperienza diretta e di letture preparatorie, non come recensione definitiva. Filippo precisa che alcune analisi approfondite della stampa specializzata non erano ancora state pubblicate al momento della registrazione, quindi si riserva la possibilità di tornare su qualche dettaglio in una puntata successiva. Questo chiarisce il tono dell’episodio: non una lista completa di tutte le novità, ma una selezione di funzioni realmente interessanti per un uso professionale.

“Un sistema operativo che va indietro nel tempo di 7 anni non è mica da poco.” — Roberto, 00:01:43

2. Beta, prudenza e dispositivi di lavoro

Prima di entrare nelle funzioni, Roberto e Filippo dedicano una parte ampia alla questione delle beta. Roberto spiega di non aver installato nessuna versione beta, mentre Filippo racconta il suo approccio più sperimentale ma comunque prudente. Su macOS, da anni, installa i sistemi in beta su un disco esterno, così da non compromettere la macchina principale. Con iPadOS, invece, questa separazione non è possibile nello stesso modo: installare una beta significa intervenire direttamente sul dispositivo.

Filippo spiega perché per lui il rischio è accettabile sull’iPad: non conserva lì dati sensibili in senso stretto, i documenti dell’ufficio non sono l’unica copia e le foto sono sincronizzate con iCloud. Inoltre partecipa alla beta pubblica, che arriva dopo quella per sviluppatori e normalmente presenta meno problemi. La prudenza resta comunque il punto centrale: sull’iPhone, che serve anche per telefonare e può essere essenziale in viaggio o in emergenza, Filippo non installa beta.

Roberto allarga il discorso alla macchina di lavoro. Racconta di essere ancora su macOS Catalina e di aggiornare con molto ritardo, preferendo installare il sistema precedente quando quello nuovo è già uscito e stabilizzato. Il ragionamento vale per Mac, iPhone e iPad: quando un dispositivo è parte dell’attività professionale, perdere tempo per incompatibilità o malfunzionamenti significa perdere produttività reale. Per questo il consiglio è di aggiornare con cautela, soprattutto sulle macchine principali.

Filippo conferma che le beta recenti di iPadOS gli hanno dato pochi problemi rispetto ad anni precedenti, quando alcune applicazioni non funzionavano affatto. Nel 2021, dopo qualche riavvio inatteso nelle prime versioni, la beta 8 gli sembra ormai molto vicina a un uso quotidiano normale.

“Non fatelo, se lo fate, lo fate a vostro rischio pericolo.” — Filippo, 00:12:31

3. Le novità escluse e il focus sul lavoro

I conduttori chiariscono anche di cosa non parleranno. Restano fuori FaceTime, Messaggi, SharePlay e le funzioni più orientate alla comunicazione personale o all’intrattenimento. Filippo osserva che alcune funzioni annunciate per FaceTime sembrano anche rimandate o comunque poco rilevanti per l’uso professionale che interessa ad A2.

La puntata si concentra invece sugli strumenti che possono migliorare il modo di usare i dispositivi mobili Apple. Roberto include esplicitamente l’iPad tra questi dispositivi, soprattutto quando viene affiancato alla Apple Pencil. L’obiettivo è capire come iOS 15 e iPadOS 15 possano aiutare a lavorare meglio, non stabilire se ogni novità sia spettacolare o rivoluzionaria.

Da qui parte una considerazione più generale: iOS, iPadOS e macOS stanno convergendo. Roberto nota che chi arriva dagli ultimi sistemi Mac può sentirsi progressivamente più a casa anche su iPadOS. Filippo riprende il concetto dicendo che Apple non introduce da tempo funzioni davvero “da wow”, ma sta lavorando su sistemi più maturi, stabili e interoperabili. La novità importante non è una singola funzione isolata, ma il fatto che le stesse logiche inizino a funzionare su iPhone, iPad e Mac.

4. Comandi Rapidi e automazioni multipiattaforma

Il primo grande esempio di convergenza è Comandi Rapidi. Filippo spiega che con iOS 15, iPadOS 15 e macOS Monterey le scorciatoie diventano sostanzialmente multipiattaforma: un comando creato su un dispositivo può funzionare, con alcune differenze, anche sugli altri. Le azioni specifiche di macOS o di iPadOS restano legate al sistema su cui hanno senso, ma l’impianto generale è condiviso.

La novità più importante, per Filippo, è l’accesso più ampio ai file e alle cartelle. Prima, su iOS e iPadOS, Comandi Rapidi era molto limitato nella gestione del filesystem: si poteva lavorare soprattutto con la cartella Shortcuts di iCloud Drive o con soluzioni esterne come Dropbox. Con i nuovi sistemi, invece, diventa possibile operare su cartelle diverse, anche locali o disponibili nell’app File. Questo cambia il paradigma: si possono copiare, spostare, rinominare e organizzare documenti con automazioni più simili a quelle che su Mac erano possibili con Automator.

Filippo cita anche gli esempi di Matthew Cassinelli, legato alla storia di Workflow e poi di Shortcuts, che ha mostrato operazioni come backup automatici dell’iPad. È un passaggio importante perché trasforma l’iPad da dispositivo che richiede molte operazioni manuali a strumento più automatizzabile. Per chi usa iPadOS in modo professionale, poter dire al sistema di copiare su un disco esterno certe cartelle predefinite significa ridurre molto il lavoro ripetitivo.

“Lo stesso comando rapido mi funziona indipendentemente dalla piattaforma.” — Filippo, 00:18:49

5. Full Immersion: notifiche, contesti e schermate Home dedicate

Il capitolo più corposo della puntata riguarda Focus Mode, che in italiano viene individuato come Full Immersion. Filippo lo descrive come un’evoluzione del “Non disturbare”: non più una semplice modalità che blocca quasi tutto, ma un insieme di stati personalizzabili in base al contesto. Le modalità di base includono Non disturbare, Sonno, Personale e Lavoro, ma l’utente può creare configurazioni più specifiche.

Il punto centrale è decidere chi e cosa può interrompere. In una modalità di lavoro, per esempio, si può autorizzare il capo, un collaboratore o una determinata app, bloccando invece tutto il resto. Filippo paragona alcuni aspetti alla risposta automatica già prevista per la guida: chi prova a contattare l’utente può ricevere un’indicazione dello stato in cui si trova. La differenza è che ora la personalizzazione è molto più granulare.

Roberto porta un esempio concreto legato al Pomodoro timer. Se si attiva il vecchio Non disturbare, le notifiche dell’app che scandisce i tempi di lavoro e pausa non arrivano più, vanificando il sistema. Con Full Immersion, invece, si può creare uno stato concentrato che blocca le distrazioni ma lascia passare le notifiche utili al flusso di lavoro.

La parte più interessante su iPadOS, secondo Filippo, è la possibilità di associare una schermata Home specifica a una modalità. Racconta di aver creato una modalità dedicata all’editing dei podcast: quando la attiva, l’iPad mostra una schermata con le app, i widget e le cartelle legate a quella attività, nascondendo il resto. Le altre applicazioni restano disponibili se cercate esplicitamente, ma l’ambiente iniziale diventa più focalizzato. Per un dispositivo ibrido come iPad, usato sia per lavoro sia per consumo, questa possibilità di cambiare “faccia” in base al contesto è particolarmente rilevante.

“Quando entra in quella modalità, l’iPad cambia faccia.” — Filippo, 00:31:46

6. Siri offline, dettatura estesa e riconoscimento on-device

Roberto introduce poi Siri on-device: l’audio delle richieste può essere elaborato direttamente sul dispositivo, sfruttando il Neural Engine dei chip Apple, senza dover inviare tutto in rete. Questo ha implicazioni di privacy, velocità e affidabilità. Azioni semplici, come avviare una telefonata, non dipendono più necessariamente dalla connessione.

Filippo segnala però l’effetto pratico che più interessa a Roberto: la dettatura senza il vecchio limite dei 90 secondi. Con l’elaborazione locale, racconta, si può dettare molto più a lungo. Filippo ha fatto prove in italiano e conferma che il riconoscimento funziona bene, anche se inizialmente aveva riscontrato il blocco temporale e si era confrontato con test condotti in inglese.

La funzione richiede però hardware recente: almeno un chip A12 Bionic. I conduttori elencano alcuni dispositivi compatibili, come iPhone XS, XS Max, XR e iPad recenti. Questo limite torna anche per Live Text. La distinzione è importante: iOS 15 arriva anche su dispositivi molto vecchi, ma alcune funzioni più avanzate dipendono dalla potenza dei chip più moderni e dalle capacità di machine learning integrate.

Roberto conferma l’utilità della dettatura per la scrittura di bozze. Non si tratta di ottenere un testo finito: la trascrizione va riletta, sistemata e adattata, perché il parlato non coincide con lo scritto. Però per produrre una prima bozza, magari mentre si è in auto o in un momento in cui non si può digitare, il vantaggio è concreto.

7. Live Text e testo attivo nelle immagini

La seconda funzione legata al riconoscimento on-device è Live Text, che Roberto individua nella traduzione italiana probabile di “Testo attivo”. Filippo spiega che non è un’idea del tutto nuova, perché il riconoscimento del testo nelle immagini esisteva già in varie forme, ma Apple lo integra nel sistema e lo rende immediato per tutti gli utenti con hardware compatibile.

La funzione permette di selezionare testo dentro foto, screenshot, anteprime, Safari e immagini viste dalla fotocamera. Filippo insiste su un caso d’uso quotidiano: qualsiasi cattura schermo fatta su iPhone o iPad può diventare una sorgente di testo selezionabile. Questo apre possibilità molto pratiche, come copiare rapidamente un passaggio da un’immagine, estrarre dati da un documento fotografato o cercare all’interno delle foto in base al testo contenuto.

Roberto aggiunge l’esempio degli appunti presi fotografando una lavagna, una parete o un foglio. Invece di conservare solo l’immagine nel rullino, si può estrarre il testo e incollarlo in una nota, in un documento o perfino in una tavola di disegno. Anche qui la funzione non è spettacolare in senso scenografico, ma incide sul lavoro ordinario, riducendo passaggi manuali e trasformando immagini passive in materiale riutilizzabile.

Filippo sottolinea che la stessa logica arriva anche su macOS Monterey, confermando il tema della puntata: imparare a usare una funzione su un dispositivo significa ritrovarla poi anche sugli altri, con un’esperienza sempre più coerente.

8. iPadOS come strumento professionale e non sostituto universale del Mac

Prima di passare a Safari, Roberto propone di rimandare le novità specifiche di iPadOS a un’altra puntata, perché il tema merita spazio. Nel frattempo racconta il suo rapporto in evoluzione con iPad: grazie a un acquisto recente e all’uso con Apple Pencil, il dispositivo sta diventando per lui sempre più interessante.

Roberto chiarisce però la sua posizione: non considera ancora l’iPad un sostituto universale del computer, almeno per il suo settore. Un Mac resta più adatto a molte attività generaliste e professionali, mentre l’iPad eccelle in ambiti specifici, soprattutto dove l’input con Pencil offre qualcosa che il mouse non dà. Al tempo stesso riconosce che l’evoluzione da iOS a iPadOS lo ha colpito e che l’integrazione con mouse, tastiera e Pencil rende il dispositivo molto più trasversale di quanto fosse all’inizio.

Filippo gli fa notare ironicamente il cambio di entusiasmo, ma Roberto precisa di non essersi contraddetto: ha sempre ritenuto l’iPad uno strumento importante, solo non un rimpiazzo completo del computer. La combinazione di Mac e iPad, invece, può diventare molto potente per il lavoro professionale.

9. Safari tra critiche, barra in basso e gruppi di pannelli

L’ultima parte reale della puntata è dedicata a Safari, definito da Filippo e Roberto come il punto più controverso delle beta. Roberto introduce il tema osservando che Apple sembra sempre più sensibile alle reazioni della propria base utenti: cita sia le critiche alla nuova interfaccia di Safari sia quelle alla scansione delle fotografie, notando che in entrambi i casi Apple ha fatto marcia indietro o corretto la direzione.

Filippo distingue tra piattaforme. Non avendo installato la beta su iPhone, non può parlare per esperienza diretta della barra degli indirizzi in basso, che è stata il centro delle polemiche più forti. Ne riconosce però la logica: sui telefoni grandi, raggiungere la parte alta dello schermo con il pollice è scomodo, quindi portare la barra in basso ha senso ergonomico. Il problema è che molti siti web sono progettati pensando a browser con barra in alto, quindi alcuni elementi possono finire coperti o difficili da toccare. Dopo le critiche, Apple ha reso l’impostazione più flessibile e ha reinserito elementi dell’interfaccia che nella prima beta erano stati nascosti dietro menu troppo macchinosi.

Su iPad e Mac, invece, Filippo ha usato direttamente il nuovo Safari e ne apprezza soprattutto i gruppi di pannelli. Descrive la nuova barra laterale come uno spazio in cui organizzare tab per argomento: A2 Podcast, Avvocati e Mac, ricerche tecniche, social, progetti in scrittura. Invece di avere una finestra con molti pannelli mescolati, ogni gruppo raccoglie solo le schede pertinenti a un’attività. Il vantaggio aumenta perché i gruppi si sincronizzano tra i dispositivi: una ricerca iniziata su iPad può essere ritrovata sul Mac.

Filippo racconta anche gli aspetti corretti durante la beta. Nelle prime versioni la barra dell’URL si spostava dentro il tab attivo, rendendo scomodo cliccarla quando si avevano molte schede aperte. Le modifiche successive hanno riportato più stabilità e familiarità all’interfaccia, mantenendo però la novità più utile: l’organizzazione contestuale dei pannelli. Roberto, guardando l’anteprima di Safari su iPhone, si dice favorevole alla barra in basso e allo scorrimento tra le schede, soprattutto per l’uso con una mano. I conduttori citano infine anche l’arrivo delle estensioni di Safari su iOS e iPadOS, ancora limitate ma promettenti per gli sviluppi futuri.


  1. Questa sinossi è generata con l’intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione della puntata. ↩︎

Leggi la trascrizione completa

Benvenuti all'episodio 18 di A2, in cui scoprire come ottenere il massimo

della vostra tecnologia Apple.

Io sono Filippo Strozzi e sono il vostro ospite assieme a Bicco,

Roberto Marin.

Di cosa parliamo oggi, Roberto?

Pensavamo di parlarvi del nuovo episodio di Gundam che è uscito poco

fa nel Netflix.

Forse devo aver sbagliato qualcosa.

No, questa volta parleremo di iOS e iPadOS 15 che usciranno

il 20 settembre, quindi proprio dopo domani, praticamente dalla data in cui

registriamo.

Esattamente il 20, noi pubblicheremo questa puntata quindi teoricamente siamo sul pezzo

?

Siamo addirittura sopra al pezzo.

Insomma, Apple, dopo l'ultimo keynote che ci ha lasciato almeno per quanto

mi riguarda, interdetto su un punto, ma non è il momento questo

di affrontarlo.

Invece parleremo dei nuovi sistemi operativi che andranno a equipaggiare ovviamente il

nuovo hardware.

Ma non solo perché come sapete, i nuovi sistemi operativi di Apple

tendenzialmente tendono ad andare molto indietro nel tempo.

L'ultimo supportato, quale sarà?

Vado così a memoria Filippo.

Un iPhone 7 può darsi?

Mi hai colto in castagna, non avevo pensato a questa cosa qua.

Addirittura il 6S, secondo me.

Addirittura il 6S, ragazzi miei.

6S che insomma un pezzo di hardware non di poco tempo fa.

Adesso, mentre sto parlando, sto facendo anche la ricerca.

Quindi vi ricordo che io non ho mai usato un iPhone 6S,

ma mi sono fermato al 5 e poi sono passato al 7.

Quindi non ho una memoria storica di quando è stato buttato fuori.

È stato buttato fuori niente meno che il settembre del 2014.

Quindi ha la bellezza di 7 anni.

Quindi, insomma, un sistema operativo che va indietro nel tempo di 7

anni non è mica da poco.

Non so come reagirà l'iPhone 6 con un sistema operativo di questo

tipo.

Mi ricordo che c'è stato nel corso del tempo un sistema operativo

che aveva praticamente azzerato la possibilità di utilizzare l'iPhone, mi pare che

sia forse iOS 8, vado così a memoria, che aveva un po'

rallentato tutti quanti, mentre pare che negli ultimi sistemi operativi si siano

un po' dati una calmata ad Apple e finalmente si possa utilizzare

quasi normalmente anche sui vecchi hardware di Mamma Apple.

Detto questo, direi che Filippo, che è più sano di me e

dirà cose decisamente più importanti di me, vi potrà intrattenere un secondo

per delle cose davvero importanti che riguardano delle comunicazioni di servizio di

questo bellissimo podcast condotto da Filippo Strozzi di Avvocati e Mac, che

dà sottoscritto che tendenzialmente pulisce i vetri.

Va bene.

Allora, due comunicazioni di servizio molto veloci.

Se tutto va bene, abbiamo ripreso ovviamente le pubblicazioni.

Se ci state ascoltando o in diretta qui o invece in differita.

Spero il 20 settembre quando dovrebbe uscire come tutti i lunedì mattina

la nostra puntata che invece registriamo al venerdì sera.

Oggi è venerdì 17, quindi tutto potrebbe succedere.

Tendenzialmente speriamo di riuscire a fare tutto senza problemi.

Quello che vi raccontiamo oggi, ovviamente, sono le nostre esperienze, quello che

abbiamo letto online.

Ovviamente.

Non abbiamo ancora letto il mega review di Vtc, quindi è possibile

che eventualmente nella prossima puntata ci terremo 5-10 minuti per fare qualche

aggiornamento, se lo ritenremo opportuno.

Il solito discorso è: se siete interessati ad ascoltarci in diretta, ci

farebbe molto piacere anche avere la possibilità di interagire con voi.

Abitualmente le dirette sono il venerdì sera.

Vi consiglio in questo caso di iscrivervi al canale YouTube dove facciamo

le dirette, perché dipende un po' randomicamente cosa facciamo.

Ma siccome registriamo in maniera sincrona rispetto alle pubblicazioni e puntate, potete

sapere quando ci sono, praticamente se vi iscrivete.

Abbiamo già una quarantina di persone iscritte.

Che salutiamo e ringraziamo per l'iscrizione.

Ciao a tutti, lo dico perché non l'abbiamo mai detto, ma una

volta che la puntata è stata registrata, la tolgo da YouTube e

la ripubblico, tra virgolette, quando esce anche la puntata del podcast.

Quindi potete, se vi piace ascoltare su YouTube e così via, potete

ascoltarci poi su YouTube nella versione non censurata e soprattutto non editata.

Ma in questo caso io consiglio di ascoltare il podcast vero e

proprio.

Ecco, diciamo, se volete sentire le nostre castronerie, ecco qui su YouTube,

potete sentirci nel fulgore massimo, i nostri tagliati, taglialà e così via.

È il momento migliore per capire di che pasta siamo fatti.

L'ultima cosa, ovviamente, lo diciamo sempre: siccome è passato un po' di

tempo, ve lo ricordiamo, perché abbiamo fatto una pausa che per noi

è stata, credo da fine giugno, inizio luglio, quasi metà seta, ormai

settembre avanzata, chiamiamola così, perché le nostre ferie non si sono incastrate

bene.

Colpa mia!

No, non è colpa tua.

Io sono stato via un mese, tra l'altro.

Quindi quello che vi volevo raccontare, dire, ovviamente di supportare il podcast.

E attualmente il modo migliore per farlo è una recensione su Apple

Podcast, che è la piattaforma principale dei podcast.

E in più, siccome siamo, diciamo, un podcast d'argomento Apple, è il

posto dove ha più senso fare recensioni, ma ovviamente potete farle

dove volete.

In questa fase è utilissimo le vostre recensioni, ne abbiamo già ottenute

10 e recentemente ringraziamo, abbiamo il nostro maestro di chiavi e questo

qui è più difficile da dire, ma penso Man Wii 2013.

Io lo leggo così, poi è Man Wii 2013, non lo so,

che hanno fatto una recensione.

Ci fanno i complimenti quindi noi ringraziamo.

Ovviamente vi sproniamo a fare altre recensioni.

A scrivere le vostre opinioni su questo bel podcast direttamente nella recensione,

perché vi ricordo che queste recensioni aiutano sì a salire in alto

nella classifica di Apple podcast, ma ci aiutano anche a capire cosa

pensate se non ci contattate in modo diverso.

Nel senso che se ci dice che siamo due che anzi, se

c'è qualcuno tra i due che beve troppo prima di arrivare in

puntata, sappiamo benissimo a chi vi state riferendo ed è Filippo.

Quindi Filippo cerca di bere un po' meno prima di arrivare in

puntata, così riusciamo a tenerla dritta e io sono sempre qua che

ti correggo.

Chi lo perdono, chi lo perdono?

Ma è venerdì bisogna festeggiare l'arrivo del weekend.

Detto questo, passiamo subito all'argomento principale della puntata, ovvero i nuovi sistemi

operativi che in questo momento in cui vi stiamo parlando sono in

fase beta e quindi soltanto alcuni eletti hanno avuto la possibilità di

installarla e provare in anteprima queste simpatiche novità, se non le hanno

viste sul Keynote Apple oppure non ci hanno seguito prima o nei

vari notiziari che parlano di Apple e amici suoi.

E quindi, personalmente, direttamente, io non ho fatto alcun che, nel senso

che non ho installato nessuna beta da nessuna parte, nemmeno nei muri.

Invece, il nostro Filippo, che è uno che gli piace la vita

pericolosa, ha pensato bene di installare le versioni beta.

Vi spiego perché si parla di vita pericolosa.

Tendenzialmente bisogna evitare come fuoco di installare queste beta su macchine che

vengono utilizzate per la produzione tra virgolette, ovvero vuol dire sulla vostra

macchina principale che vi permette di portare la pagnata a casa.

Mentre Filippo, che nonostante utilizzi hardware Apple a GoGo, lui è molto

più furbo perché cosa fa?

Ha la possibilità di installare le versioni beta su un hard disk

esterno.

Quindi se ci sono dei problemi, butta via l'hard disk e dà

il computer a me in modo tale che lui possa vivere tranquillamente

in fere un altro paio di mesi e così può rimuginare sulle

versioni beta di iOS e di iPadOS e dirci come la

pensa.

Però c'è da dire un'altra cosa: come è giusto che sia, sono

arrivato lungo.

Tendenzialmente lui usa i sistemi operativi su hard disk solo per quanto

riguarda il Mac, mentre per quanto riguarda iPad e iOS, questa è

una novità, mi pare di aver capito perché Filippo ha aderito in

anteprima su iPadOS se non ho capito male o non mi

ricordo bene.

In ogni caso c'è Filippo che ci racconterà la sua storia con

le versioni beta di iOS e iPadOS e così almeno imparo

qualcosa anch'io di nuovo interessante.

Allora si ti confermo che per me macOS da ormai 5-6 anni

lavoro su un hard disk esterno: installo il sistema operativo altrove e

utilizzo uno dei miei Mac.

Anzi, addirittura con l'hard disk esterno posso spostare l'hard disk

anche su differenti Mac perché non è un vincolo.

Diciamo, ho subito una domanda per te.

Questo simpatico hard disk è un SSD o utilizzi quelli hard disk

meccanici

amente utilizzavo quelli meccanici con USB 3.

Tuttavia attualmente uso un SSD da un terabyte che ho partizionato, è

una partizione di 250 GB è dedicata a questo punto, Monterey, di

cui oggi ovviamente non parliamo, ma direi che a metà ottobre dovrebbe

uscire la nuova versione anche del sistema operativo per i Macintosh e

sicuramente ne parliamo perché probabilmente questo è un sistema, cioè in sé

per sé non è innovativo, ma diciamo che l'ecosistema che si crea

di intercompatibilità tra le macchine, cioè tra i dispositivi mobili e i

PC di Apple, è sicuramente una cosa interessante e probabilmente sarà la

prima volta in cui passerò tutto al sistema operativo giovane, chiamiamolo così

di Apple.

Perché devo dire la verità, quest'anno su iPad, come dicevo, non è

possibile fare questi giochi quindi, ovviamente a tuo rischio pericolo installi la

beta e potresti danneggiare la funzionalità dell'iPad.

Personalmente per come sono strutturato io, non avendo dati sensibili sull'iPad in

senso tecnico, non è un problema, nel senso che i dati dell'ufficio

non sono fisicamente sull'iPad e se lo sono sono una copia, quindi

non mi dà problemi di nessun genere.

Le foto sono backupate in iCloud, quindi, ovviamente, succede un patatrac infinito,

ma io partecipo alla beta pubblica e le beta

pubblica, diciamo, viene fatta dopo di quella per gli sviluppatori e abitualmente

è meno pericolosa, chiamiamola così, anche se ovviamente qualsiasi tipo di beta

è pericolosa a prescindere, voglio dire, però ci sono meno problemi solitamente.

Che nelle beta da sviluppatori che sono pensate.

Io, ovviamente, non riesco a avere un secondo hardware dove installare tutta

la roba.

Devo dire la verità: le ultime due beta di iPadOS, non

ho mai installato ovviamente sul cellulare niente.

Proprio perché invece il cellulare comunque serve almeno per telefonare.

Quindi avere un dispositivo che casomai ti lascia a piedi, in mezzo

ai monti o quando sei via in vacanza, non è la cosa

migliore da fare, diciamo, l'iPad, bene o male, si può passare oltre,

ma devo dire la verità: nelle ultime due beta, cioè negli ultimi

due anni, i problemi sono stati relativamente di poco conto.

Tre anni fa, invece, devo dire la verità, varie applicazioni non funzionavano

proprio, nulla di clamoroso, diciamo, ma sicuramente mi aveva dato dei problemi.

Quest'anno io ho installato da luglio, appena praticamente è stata data la

possibilità di fare la beta pubblica e all'inizio qualche ravvio inaspettato o

cose particolari, ad oggi che siamo alla beta 8, quindi ormai siamo

nella fase avanzata di beta, devo dire la verità, non mi accorgo

neanche di avere un iPad

di avere l'iPad con un software in beta.

Poi vabbè, devo dire la verità: poi chiudo una parentesi.

Abitualmente io utilizzo software in beta perché faccio la beta tester per

varie applicazioni, quindi, ovviamente, un po' mi so giostrare anche se hai

OS e hai Pados, ovviamente devi reinstallare da capo.

Se le cose vanno veramente male, diciamo, devi installare da zero tutto

il sistema operativo.

Comunque, non voglio fare una cosa lunghissima, la morale della favola è:

non fatelo, se lo fate, lo fate a vostro rischio pericolo.

Vi abbiamo avvertito.

Se no, ascoltate noi, che o quantomeno io che faccio da tester

la cavia da carerino nella miniera, vi racconto cosa succede.

Abitualmente, io a mia volta poi ascolto invece chi si lancia il

giorno del rilascio della prima beta a installare sistemi operativi e quindi

o male so se vedo che la situazione è molto brutta, aspetto.

Tuttavia, nell'ultimo periodo, come dicevo, è abbastanza tutto tranquillo.

In ogni caso, tornando a bomba sull'argomento, di cosa parleremo in questa

puntata?

Non parleremo di Face time Messaggi e compagnia cantante, perché, sinceramente, di

queste cose sono interessanti relativamente per il lavoro da professionisti, quindi abbiamo

deciso unanimamente di buttarle nel cestino e lasciare che ne parlino i

tabloid e altre cose.

Mentre parleremo invece di.

Tra l'altro, su FaceTime, una buona parte delle funzioni che avevano annunciato,

che erano senza senso, tardive, mettiamola così, c'è la possibilità di vedere

i film assieme, roba del genere, non credo addirittura che le verranno

rilasciate.

Poi devo dire la verità: proprio, io, non avendo nessuno con una

beta con cui vedere un film assieme, non ho neanche mai provato

a fare queste cose qui, però, devo dire la verità: sono appunto

tutta una serie di funzioni sulla messaggistica.

Che è vero, sono quelle che la maggior parte delle persone casomai,

sono più interessate.

Le Muggi nuove abitualmente sono quelle che fanno aggiornare al nuovo sistema

operativo di Apple, tutti, per cui, però, diciamo che noi invece, che

abbiamo un focus, mettiamola così, un po' più sul professionale o sull'utilizzo

tecnico di questi dispositivi, ovviamente parliamo di altre cose.

E quindi di cosa parliamo?

Quindi parliamo di strumenti utili per migliorare l'utilizzo dei nostri dispositivi mobili

Apple, tra cui continuo a annoverare tra questi dispositivi fantastici e l'iPad,

ma solo se ha la Pencil.

E poi faremo un focus incentrato su come lavorare meglio con i

nuovi sistemi operativi.

Dunque, tendenzialmente possiamo iniziare a fare un paio di considerazioni generali che

riguardano la parità di funzioni che si stanno sempre di più avvicinando

tra iOS e Mac OS.

Tant'è che se voi iniziate a dare una bella occhiata ad iPad

OS,

anzi incominciate già a sentirvi a casa se arrivate dagli ultimi sistemi

operativi Mac e quindi facilmente volendoli potete anche un po' interscambiare come

modalità di utilizzo.

Chiaramente quando ci sarà, Monterey ne parleremo un po' più in modo

dettagliato, ma a questo punto io direi di lasciare la parola a

Filippo che ha sicuramente testato molto meglio le cose di me.

Anche perché faccio solo una brevissima parentesi: anche per quanto riguarda i

sistemi operativi, sia per quanto riguarda iOS che MOS, sulla macchina di

lavoro.

La realtà dei fatti è che io ho un Mac su cui

lavoro, quindi quella è la mia macchina principale e tant'è che attualmente

io sono indietro essenzialmente di un sistema operativo e praticamente installo la

versione precedente di quella che esce, quando esce, tendenzialmente a ottobre uscirà

Monterey e io molto probabilmente a dicembre metterò Big Sur, che è

quello precedente, perché io adesso sono su Catalina.

Questo perché?

Perché la mia idea è quella di mantenere il sistema operativo il

più stabile possibile, perché, come tutti i professionisti sanno, nel momento in

cui si perde tempo con qualcosa che non funziona, non solo dalla

parte del sistema operativo, ma anche dalle applicazioni, perché non possono funzionare

magari bene con le ultime versioni del sistema operativo che avete deciso

di fare l'upgrade.

Io vi consiglio spassionatamente di andarci molto molto cauti per quanto riguarda

l'upgrade del sistema operativo sulla macchina principale di lavoro, ma può anche

essere il vostro iPhone o il vostro iPad in base a quello

che ne fate.

Quindi consiglio spassionato, andateci con i piedi di piombo.

A questo punto, Filippo, raccontaci un po' la tua esperienza su queste

beta, come vanno e soprattutto quello che ti hanno detto.

Ti hanno detto di essere su un nuovo sistema operativo oppure non

c'è questo stravolgimento e non ti fanno gridare al WOW continuamente.

Allora, nell'ultimo periodo Apple non ha introdotto delle funzioni da Wow, da

tanto tempo che secondo me i sistemi stanno maturando e stanno diventando

sempre più stabili, soprattutto quelli mobile, ormai, che hanno ormai tanti anni

dietro alle spalle.

Invece, quello che secondo me è la cosa interessante veramente è il

fatto che tre sistemi operativi, cioè iOS, iPadOS e macOS, stiano convergendo,

convergendo diventando interoperativi, diciamo e una delle cose più interessanti di questa

interoperatività che devo dire la verità, ho testato pochissimo per tutta una

serie di motivi perché all'inizio funzionava maluccio, mettiamola così, e adesso invece

che è più matura non ho avuto fisicamente il tempo.

Ma sono i comandi rapidi.

I comandi rapidi che con Monterei e ai Pados 15 e iOS

15 di fatto diventano multipiattaforma.

Quindi le shortcut o i comandi rapidi che creiamo in un sistema

operativo sono all'80% compatibili nell'altro.

Adesso su comandi rapidi mi piacerebbe fare una barra due puntate dedicate

esclusivamente perché c'è bisogno di trattarli in maniera più avanzata, diciamo.

Tuttavano il nuovo sistema di automazione di Apple il futuro, chiamiamolo così,

adesso un futuro multipiattaforma.

Quindi, per esempio, su Monterey, come su iPad ho

i stessi comandi rapidi, e di fatto appunto, salvo alcune operazioni che

sono disponibili solo su macOS o solo su iPad barra iOS sono

interoperative e quindi io posso fare la stessa cosa.

Lo stesso comando rapido mi funziona indipendentemente dalla piattaforma e la cosa

è sicuramente molto interessante.

L'altra cosa che comunque di cui non parleremo accenno solo per dire

che esiste, è stata presentata, ma che ovviamente necessita di avere anche

Monterey, quindi finché non esce, non è possibile utilizzarla e che mi

sembra molto meno interessante.

Praticamente è possibile trascinare i file e utilizzare con Mac, iPad e

così via, se ha un ambiente diciamo condiviso, chiamiamolo così.

Personalmente nell'80-90% dei casi non ci trovo nulla di utile e quindi

è più una bella future che, però, secondo me verrà usata poco.

È una cosa sicuramente che però dimostra quanto Apple stia andando in

una direzione di condivisione e di interoperatività del sistema operativo.

Ecco, effettivamente Airdrop, per esempio, è molto comodo.

Io ormai lo uso abitualmente per spostare velocemente file da un dispositivo

mobile al mio Mac, tutto il resto, devo dire la verità, non

ha molto senso.

Alzo la manina, perché mentre stavi parlando, stavo sfogliando amabilmente le novità

di iOS e Pad OS che vengono decantate da Apple sul sito

ufficiale, vedevo che per quanto riguarda i comandi non indicano niente.

Quindi, se ho capito bene, dal punto di vista software

sui sistemi operativi mobile non cambia niente.

Quello che cambia cambia essenzialmente su macOS.

No, diciamo che col fatto che shortcut in inglese e comandi rapidi

in italiano è stata portata su macOS, praticamente la cosa, tra virgolette,

clamorosa è che tutta una serie di limitazioni di iPadOS e iOS

sono state superate.

Quindi, per esempio, la cosa che a me interessava di più è

la possibilità di utilizzare i comandi rapidi su qualsiasi cartella del sistema

operativo di iPadOS o di iOS.

Una volta non era possibile farlo, adesso è possibile farlo.

Uno dei motivi che si presume perché io ovviamente non ho, cioè

anche ho sentito voci, ma comunque nessuno ha un contatto diretto con

gli sviluppatori è proprio che queste operazioni sono state implementate su macOS

e quindi, ovviamente, siccome con Automator si poteva tranquillamente manipolare file su

tutto il sistema operativo, ecco anche con comandi rapidi adesso è possibile

farlo con un sistema un po' diverso se vogliamo.

Tuttavia, sicuramente questo vuol dire che io, per esempio, da una cartella

A qualunque cartella sia, che sia una cartella fisicamente sull'iPad, che sia

una cartella su un dispositivo visibile da file, sostanzialmente posso spostare, copiare,

modificare documenti senza fare tutta una serie di altri giri abbastanza complicati

e quindi mi semplifica notevolmente la vita.

Certamente, la rinomina, per esempio, dei file, diventa una cosa molto più

semplice.

Ed effettivamente adesso non ho appunto ne parlo adesso in maniera definitiva,

proprio perché volevo vedere prima cosa fa Viticcio e altri vari soggetti.

Però, per esempio, Matthew Cassanelli, che non è sviluppatore, ma faceva la

parte di documentazione di workflow, che poi è passato a Shortcut.

Poi lui è andato via

dalla società, cioè da Apple, quando hanno acquisito workflows, lui ha fatto,

per esempio, delle operazioni di backup automatici dell'iPad, cosa che oggettivamente l'avevamo

parlato nella puntata dedicata all'iPad, fino ai pad OS 14, era qualcosa

che dovevi fare manina, organizzandoti in maniera diversa.

Quindi, invece, in questa maniera, ovviamente, avendo la possibilità di accedere alle

cartelle, io posso dire va bene, copiami sull'hardis esterno tutte queste cartelle

che ti ho preindividuato io, che sono le cartelle dove tengo i

miei file.

E quindi sicuramente il paradigma è diverso, notevolmente diverso.

C'è da dire che comandi su iOS come adesso sembra più un

giocattolino appunto perché rispetto a quello che c'è su Mac OS, è

decisamente castata appunto per la questione che non si riesce a lavorare

sulle cartelle o sui file.

Quindi sicuramente questa idea di avere dei comandi rapidi per tutti i

propri dispositivi che possono passare da uno all'altro, dall'iPhone all'iPad al Mac

e si sincronizzano in automatico, sicuramente è una bella apertura che permette

di fare molte cose.

La prima cosa di cui parlerei è Focus Mode esatto, interessantissimo.

Allora, ovviamente ne parlo semi mobile, ma come dicevo esiste una versione

poi anche per i Mac.

Quindi la cosa anche interessante è che il modo di lavorare su

un dispositivo mobile e il modo di lavorare su un Mac

si assomiglia sempre di più.

L'idea di fondo è quella di ampliare le potenzialità di quello che

è il non disturbare, cioè il focus mode vi permette di entrare

in modalità diciamo, modalità focalizzate, chiamiamola così, ci sono quattro modalità sostanzialmente

di base, cioè il non disturbare il sonno, che è stato secondo

me introdotto nell'ultimo sistema operativo, sicuramente che è legato poi anche all'utilizzo

degli Apple Watch, e adesso hai personale e lavoro dove sostanzialmente sono

delle modalità di focalizzazione che ti permettono di decidere chi ti può

disturbare, cioè, mentre non disturbare, diciamo che non ti può disturbare nessuno,

se non eventualmente per le telefonate, i contatti nei preferiti.

Con invece il modalità focus, per esempio, io lavoro in un'azienda, voglio

lavorare su un progetto che sto facendo, ma voglio che il mio

capo possa disturbarmi.

Ok, posso dire al sistema che il capo adesso pinco pallino, può

mandarmi messaggi e può ovviamente chiamarmi o disturbarmi e così via.

Stesso discorso.

Anzi, discorso simile è posso anche dire a tutti quelli che mi

cercano di contattare, mandare un messaggio automatico come quello che avevamo già

fatto per quando si guida.

Quindi, se quando si va in modalità guida e si attacca l'iPhone

al Bluetooth sostanzialmente in macchina, se è abilitato, questa funzione dice all'interlocutore

che tu stai guidando e quindi ti richiamerò più tardi.

Una roba del genere, poi puoi modificare la domanda e non fa

passare chiamate e messaggi per non disturbare la guida, ecco in questo

caso tu lo puoi personalizzare quindi dire tizio mi può disturbare perché

casomano il collaboratore che mi deve dare delle informazioni e così via,

non mi può disturbare invece, tutte le altre persone e determinate applicazioni

mi possono passare le notifiche e altre no.

Quindi posso, diciamo, creare appunto una modalità specifica delle mie esigenze, non

so, io voglio ricevere le mail, ma non voglio ricevere le comunicazioni

su Slack.

Adesso io dico qualcosa così a caso.

Ti faccio un esempio velocissimo: che è una cosa che mi ha

dato abbastanza fastidio perché in effetti era una mancanza, ma non è

una mancanza finché non lo vedi.

Per esempio, utilizzando l'applicazione che uso per il Pomodoro Time, che si

chiama Flat Tomato, questo ti manda delle notifiche e se hai l'Apple

Watch e ti fa vibrare semplicemente il polso quando ti dice che

è ora di terminare e quando vai in break.

Qual è il problema grosso?

Il problema grosso è che se tu ti azzardi a mettere il

non disturbare sul tuo cellulare, non ti arrivano più le notifiche, di

conseguenza rende nullo il sistema essenzialmente, perché tu vuoi essere concentrato, ma

hai la necessità di tenere il tuo cellulare che riceva tutto quanto

a meno che non lo metti, se non togli la linea fissa

e togli praticamente il bluetooth e inter.

È assolutamente assurda come situazione e non ci se ne rende conto

finché non entri proprio sul pezzo, perché fino a quel momento io

di un focus mod non me ne ero avuto mai l'esigenza.

Aggiungo un'altra piccola cosa prima di far proseguire il nostro grandissimo Filippo

è che stavo come sempre sfogliando sul sito ufficiale di Apple e

vedo che il focus mode come per magia è diventato full immersion.

Adesso non so se cambierà nome oppure no, o un refuso.

Però controllato sia su iOS 15 che sui iPad S15, va a

capire cosa sta passando nella mente di Apple.

Comunque in ogni caso potrebbe anche darsi che chiedo Vene ora.

Sto guardando sull'iPad sull'iPad aggiornato, si chiama Full Immersion per ora.

Tu consideri che anche qui alcune cose, le traduzioni in italiano sono

diverse.

Per esempio, screen time si chiama tempo di utilizzo da noi, come

shortcut si chiama Comanda Rapide.

Quindi, c'è anche probabilmente

questo discorso da fare.

Non l'abbiamo fatto.

Probabilmente io vi parlerò della roba in inglese perché la maggior parte

del materiale è in lingua inglese.

Probabilmente in lingua italiana non ci sono ancora i manuali e tutto

il resto aggiornati.

Quindi, ovviamente dovrete fare il salto della quaglia, tra virgolette, e capire

di cosa stiamo parlando.

Esatto, aggiungo un'altra cosa molto interessante, secondo me, è che c'è un

minimo di intelligenza artificiale in questo focus mode oppure full immersion, come

verrà chiamato, perché in pratica, in base al contesto, considerando fattori come

l'ora e il luogo, vengono fatti dei suggerimenti per quanto riguarda la

personalizzazione di full immersion.

Questa è una cosa interessante anche perché, insomma, tutti i processori di

Apple hanno un sacco di machine learning come core dedicati a questo

processo, e mi sembra anche giusto che lo sfruttino per le loro

applicazioni come questa.

Ecco altra funzione interessante almeno sull'iPad, sull'iPhone, devo dire la verità, non

so che vantaggio possa avere.

Collegato al full immersion o comunque alla modalità di lavoro, voi potete

avere delle home sostanzialmente, cioè una pagina iniziale personalizzata che non vedete

nelle altre modalità o che potete non vedere nelle altre modalità, e

questo è veramente molto interessante.

Perché, per esempio, io ho fatto un esperimento per l'editing dei podcast

che faccio ovviamente su iPad.

Ho la possibilità di avere quando vado in modalità podcast sostanzialmente, ho

la possibilità di vabbè, ho togliato tutta una serie di notifiche così

via, ma soprattutto, ho la possibilità di avere una schermata di apertura

dell'iPad, solo quella, tra l'altro, perché posso scegliere solo una schermata specifica

che non vedo altrimenti, cioè che non vedo nella modalità chiamiamola così

normale, dove ho ovviamente ferite per l'editing dei podcast, ho, per esempio,

tutte le cartelle con i widget legati al podcast.

Quindi, se io vado posso cliccare velocemente, posso trovare i miei file

velocemente e quindi sono molto più operativo e soprattutto non ho la

possibilità di utilizzare altre applicazioni.

Ovviamente se le richiamo funzionano.

Tenrò a precisare.

Però, diciamo, hai un ambiente di lavoro su iPad che è focalizzato

su una determinata attività.

Quindi, per esempio, non so, lavorando si possono avere solo le applicazioni

che si utilizzano per il lavoro e non quelle, diciamo, che si

usano per l'intrattenimento.

Quindi l'iPad, che è uno strumento ibrido, di consumo da una parte,

ma anche potenzialmente di lavoro, diventa ancora più interessante.

L'ultima cosa sul focus mode o comunque sul full immersion è che

ci sono tutta una serie di automazioni.

Quindi, si può decidere che quella modalità entra in funzione in un

certo periodo del giorno piuttosto che aprendo una determinata applicazione.

Quindi, quindi diciamo che c'è molta possibilità di personalizzarlo in base alle

proprie esigenze.

È sicuramente una di quelle cose che va ragionata, va approfondita, secondo

me, perché non è utile per tutti, o comunque bisogna trovare un

utilizzo concreto.

Diciamo secondo me la funzione più interessante è avere appunto la home

personalizzata, perché quando entra in quella modalità, l'iPad cambia faccia.

Esatto, potrebbe anche essere utilizzato come quasi una modalità multiutente volendo.

Io direi a questo punto di parlare un attimo di Siri, che

è diventata

un'applicazione che lavora on device, non va più in giro per la

rete, per fortuna.

E quindi tutto l'audio delle richieste viene elaborato direttamente sul proprio device,

a meno che non si scelga di condividerlo proprio

con sapienza e voglia.

Quindi, cosa fanno quelli di Apple?

Utilizzano Neural Engine che è uno dei vari core che ci sono

all'interno dei chip Apple per riuscire a fare questa funzione.

Praticamente grazie alla questione che sei offline non ci sarà bisogno di

chiedere a Siri se può telefonare a mia moglie e bisogna aspettare

però di avere campo perché l'elaborazione deve essere mandato via 3G.

Quindi è una cosa molto utile dal mio punto di vista, possono

fare un sacco di cose.

Altro da aggiungere su questa novità è che molto probabilmente c'è una

personalizzazione on device, nel senso che più si utilizza più diventa personale.

Siri è una cosa molto interessante, questo e invece per le novità

di maggior rilievo lascio come sempre la parola al mio amico Filippo.

Ti vorrei segnalare che Siri offline, a te interessa tantissimo.

Perché Siri offline ti permette di dettare oltre il 96% la cittadura

?

Ti bloccavano.

Tu puoi andare avanti senza problemi, quello non ce l'avevo pensato.

Eh, infatti ti dico io te l'ho messo come punti proprio perché

devo dire la verità: è comodo in questo caso.

Cioè, tu sei offline, puoi dettare i promessi sposi, tra virgolette, senza

nessun tipo di problemi.

E Siri, cioè il riconoscimento vocale di Siri, fa tutto senza grosse

difficoltà, e devo dire la verità: funziona bene.

Ho fatto varie prove qua anche perché originariamente avevo il blocco dei

90 secondi, tanto è che ho anche scritto a David Spark che

nella sostanza, è quello che mi ha ispirato a queste cose, perché

aveva fatto i primi test in lingua inglese.

Io ho detto cavoli, in lingua italiana non funziona.

L'unica particolarità che dobbiamo segnalare è perché se vi siete appena esaltati

dalla vicenda, per che questa funzione sia presente sul vostro dispositivo, il

vostro dispositivo deve avere almeno un chip A 12 Bionic sotto non

funziona.

Si attacca sta ceppa di dispositivi di tre anni fa sostanzialmente.

Per esempio, io sull'iPad Pro che del 2018 ho una 12 Bionic

X credo, cioè quello un po' più potente, quindi non mi ricordo

più qual è l'iPhone, secondo me, è il 10 o L'X come

iPhone.

Dunque, il primo è l'XS se non sbaglio, 12 Bionic, l'XS ha

il 12 Bionic adesso.

Guarda un attimo la 12 su cosa è montato, è montato su

sull'iPhone XX XS Max XR iPad mini, iPad Air terza, iPad 3,

iPad ottava generazione ed Apple Tv 4K.

Comunque allora diciamo i device moderni, chiamiamoli così, cioè negli ultimi 3-4

anni, sono quelli che dovrebbero permettervi di utilizzare questa funzione.

Che devo dire la verità.

Personalmente, assieme alla prossima, sono le cose più interessanti dei nuovi sisteri.

Non sono clamorose come potete ben immaginare da quello che vi stiamo

raccontando, ma fanno la differenza nella quotidianità.

Certo, assolutamente sì, io confermo.

Ci sono articoli che ho completamente dettato a Siri, li ho dettati

e poi li ho.

Bisogna dargli una ripassata per far magari anche una funzione.

Perché ovviamente si parla in un modo ma si legge in un

altro, c'è poco da stare lì.

Bisogna magari riformattare le frasi, però il lavoro brutto che è quello

di stare sulla tastiera e continuare a digitare viene risolto in un

main che non si dica.

La cosiddetta prima bozza esatto, la prima bozza la buttate giù mentre

siete in auto e andate, state rientrando dalla scuola di vostro figlio,

state andando verso casa, vi tirate su un articolo, ragazzi miei, avete

recuperato il tempo in macchina e sempre con le limitazioni che abbiamo

detto, c'è il chip 2 Bionic c'è la funzione Live Tax testo

vivo, la traduco brutalmente io vedremo come verrà tradotta da Apple.

La cosa interessante qual è?

È che praticamente era già una funzione bene o male che i

dispositivi avevano, ma in questo caso è stata semplificata e resa più

per le masse da Apple, praticamente tutti i dispositivi con la 12

Bionic possono nativamente fare il riconoscimento del testo nelle immagini.

Questo apre una serie di possibilità clamorose.

Vabbè, nelle demo hanno fatto vedere il testo nelle foto piuttosto che

il

numero di telefono in un biglietto da visita, fotografate e così via.

Ma voi rendete conto che praticamente qualsiasi cattura a schermo che fate

sull'iPad o sull'iPhone, potete selezionare il testo catturato come immagine e quindi

ovviamente avete possibilità infinite: digitalizzare velocemente o copiare velocemente un testo da

un foglio di carta che esponete al vostro cellulare e così via.

Quindi è una funzione notevolmente utile, oltre, ovviamente, il fatto che avendo

la possibilità di analizzare le immagini, per esempio, potete fare le ricerche

delle immagini con del testo e vi va a trovare le immagini

con quel testo.

Quindi, sicuramente è una funzione utilissima, e la cosa anche interessante è

che sempre in modalità touch o meno, potete selezionare parte del testo

che avete, diciamo, acquisito, chiamiamola così, o che state inquadrando con la

fotocamera.

Quindi molto intuitivo, molto rapido.

Questa funzione, peraltro, è presente anche su Monterey e quindi anche qui

diventa molto intuitivo fare determinate cose perché ovunque voi siate, queste funzioni

sono presenti dappertutto e quindi se imparate a utilizzarle vi trovate sempre

a casa.

Assolutamente sì.

Io intanto ho scoperto come si chiamerà, probabilmente in italiano sarà testo

attivo.

Questo è quanto.

Funzionerà in foto, in screenshot, visualizzazione rapida, safari, anteprima con fotocamera ed

è uno strumento che può diventare molto interessante soprattutto quando, per esempio,

dovete prendere appunti con la macchina fotografica.

È capitato più di più di una volta a tutti, immagino che

per riuscire a recuperare tempo invece di prendersi gli appunti di quello

che c'è scritto su una parete la si fotografa e la si

tiene nel rullino fotografico.

Bene, questo vi permette di avere la fotografia, prendere il testo, copiarlo,

incollarlo nella vostra nota o farci quello che volete, come per esempio

prendere il testo e incollarlo su una tavola da disegno, ad esempio.

Detto questo, vedo che è già passato più di un'ora e quindi

direi di, se sei d'accordo, Filippo, di fermarci a Safari e lasciare

le novità gustose di iPadOS per una prossima puntata se sei

d'accordo.

Che a me iPadOS incomincia a piacere sempre di più.

Ci sto mettendo le mani grazie a un recente acquisto che mi

ha permesso di entrare nel mondo dell'iPad con Pencil e quindi sono

molto interessato su quello che sarà il futuro di iPadOS che

è da avere un sistema operativo decisamente trasversale perché riesce a unire

quello che c'è di iOS con macOS, è una cosa incredibile.

Rimarrete male come me quando vedrete che il mouse funzionerà anche sul

vostro iPad.

Perché è una cosa che non vi aspettate, ma se vi collegate

un Magic Mouse, come per magia voi avete un mouse funzionante su

un tablet e la cosa lascia veramente di stucco perché non ve

lo aspettate.

Vorrei ricordarti Roberto come fino ad altro ieri non eri così entusiasta

dell'iPad, ma fa lo stesso.

Io no, non è che non sono entusiasta.

Non sono d'accordo nel ritenerlo, un sostituto del computer.

Non c'è ancora a quel livello, almeno può fare molte cose, ma

non le può fare tutte, a differenza di un computer che può

fare quasi tutte le cose, tranne forse un paio che sono quelle

che demandate a Pencil, cioè a qualcosa con un ingresso che

non è il mouse.

È molto sorprendente il passaggio che ha fatto di iOS che è

passato da iOS a iPadOS.

Mi ha molto stupito.

Rimango comunque dell'idea che non è un sostituto del computer almeno per

il mio settore, dico perché comunque ci sono molti settori che riescono

a lavorare con l'iPad e beati loro.

E ti dirò di più quando riuscirò a lavorare solo con l'iPad,

io sarò uno dei primi che festeggerà, fidati davvero perché sono stato

un forte sostenitore d'iPad da quando è nato.

Ma diciamo sono sempre andato controcorrente e non ho mai ritenuto un

sostituto del computer almeno per un certo utilizzo, solo questo.

Però per me l'iPad è un grandissimo strumento, è un compagno di

lavoro direi insostituibile, cioè nel senso che se non ce l'hai, molte

cose non le puoi fare, a differenza di quello che può regalarti

l'attività proprio professionale avendo un iPad e un Mac, è davvero qualcosa

di impressionante delle cose che si possono fare.

Quindi non mi rimangio alla parola perché sono sempre della stessa idea,

ma ha preso decisamente più punti.

Sicuramente quello sì.

Bene, allora chiudiamo con Safari che è stata la pietra della Discord:

la pietra dello scandalo.

Allora, aspetta un attimo,

lo spiego un po' io perché io non l'ho vissuta direttamente perché

non ho avuto la beta, ho sentito solo delle voci.

A questo punto mi collego, faccio un discorso un po' più generale

per quanto riguarda Apple che incomincia a sentire la pressione dei suoi

utenti.

Non so se l'hai notato, butta fuori una novità come Safari si

inventa qualcosa di nuovo.

I suoi utenti gli dicono che fa schifo.

Non so perché non ho ancora guardato se in effetti fa schifo,

però gli hanno detto che fa schifo e Apple pare che torna

indietro.

Si è lanciato su questa cosa della scansione delle fotografie, tutti gli

hanno urlato dietro praticamente unanimemente di tutti gli utenti Apple e anche

questo sta tornando indietro.

Qui ci sono due punti di vista.

C'è il punto di vista che dice che queste qui sono mosse

calcolate per riuscire a ottenere quello che vuole senza andare incontro a

sanzioni di qualsiasi tipo.

In questo caso mi riferisco alla scansione delle fotografie.

Nel senso potrebbe aver giocato dicendo ok, io dico che farò questo,

i miei utenti mi dicono che non vogliono che io faccia questo,

allora io mi sento autorizzato a non farlo e quindi chi me

lo chiede non può chiederlo a me di farlo perché ci sono

i miei utenti, la mia base di utenti mi ha detto che

non posso farlo.

Invece su Safari non ho ancora capito se è un'idea come quelle

di Apple che hanno un percorso perché tendenzialmente non sempre, ci sono

anche i casi, ovviamente i casi rari, però tendenzialmente le idee di

Apple hanno sempre uno sviluppo, nel senso che ti mettono una mezza

cosa in un sistema operativo, poi in quello dopo incomincia ad ampliarsi,

in quello dopo forse la forma completa per poi ancora svilupparsi nel

quarto sistema operativo.

Io adesso non so se Safari ha un percorso di trasformazione dietro

di sé, ma quello che è poco ma sicuro è pare che

questo Safari sia stato cazziato brutalmente da tutti i suoi utenti.

Io non ho neanche visto uno screenshot, ho sentito parlare solo di

una barra degli indirizzi che invece di essere in alto e in

basso.

E a questo punto io lascio direttamente la parola a Filippo che

ne sa decisamente più di me.

Allora, una premessa: ti dico due cose.

Uno, non ho installato su iPhone e lì è stato il pumo

della discordia più grosso.

Ah, ok.

Ho però ho utilizzato safari su iPad, su Mac, e ti dico

la verità: io ho installato le beta di safari su Catalina e

su Big Sur.

Perché mi hanno inserito nel beta testing anche per queste piattaforme.

Devo dire la verità: alla fine a piace molto il nuovo Safari,

con le corazioni che sono state fatte a precisare.

Ah, ok.

Non la versione precedente, la prima.

La primissima oggettivamente era abbastanza centrata, e secondo me, qui Apple paga

l'assenza di Steve Job.

È uno di quei casi dove l'idea è carina, l'idea è centrata,

secondo me, ma non è sostenuta, non è fatta bene.

Non so se mi spiego.

Non c'era, e infatti, hanno avuto bisogno della critica abbastanza feroce della

parte, diciamo, degli utenti, ovviamente di vecchia data e di tutti gli

scrittori di tecnologia legata al mondo Apple per fare le modifiche che

aveva senso fare.

Diciamo che la barra degli indirizzi degli URL in basso su iPhone

ha un suo senso logico, è comoda, appena è facilmente avvicinabile al

dito e soprattutto sui nuovi dispositivi, devo dire la verità: andare fino

in alto fino alla noccia è

io ho delle manone.

Quindi immaginati te una persona che, mia moglie, per esempio, che non

vuole appunto un iPhone recente, chiamiamolo così, perché è troppo grosso per

lei.

Immagini te se devi andare a cliccare col pollice perché poi alla

fine lo tieni in mano.

Quindi, tendenzialmente è il pollice che ti va in alto per cercare

la barra degli indirizzi e per modificare lì.

La barra in basso è molto comoda, ovviamente al solito la modalità

Apple fa nascondere una parte della pagina web e ovviamente è il

solito discorso, cioè loro fanno cacchio che gli pare, però i siti

web non sono pensati ad oggi per uno sviluppo di questo genere

perché loro sono i primi aver fatto una roba del genere.

Quindi hai anche un ulteriore problema che casomai sui siti web ti

trovi con della roba sotto che tu non riesci a schiacciare, perché

ovviamente il sito web è pensato con la barra in alto perché

tutti i browser fino a ieri erano fatti così, e con

nel corpo della pagina qualcosa che devi toccare, nel caso specifico dell'iPhone.

Dopo tutto questo casino, hanno messo a posto le cose che non

funzionavano e secondo me bene o male la situazione è migliorata, cioè

adesso è opzionale, quindi se tu vuoi avere in iPhone la bar

in alto, la puoi impostare come bar in alto, credo che automaticamente

venga messa in basso, ma quelle sono le ultimissime cose che andranno

viste con l'ultima release.

Poi io ti dico: non ce l'ho, quindi non ti posso dire

niente.

Di concreto, anche io ho letto.

Hanno messo tutta una serie di iconi che mancavano, che quindi di

fatto, per fare qualsiasi lavoro su una pagina web, dovevi cliccare per

forza di cose sull'URL, chiamiamolo così, e ti veniva fuori un menu

contestuale lungo che ti copriva quasi buona parte dell'iPhone,

dovevi scegliere in quel menu lì, quando effettivamente indietro, avanti e così

via, diventava più comoda averceli direttamente lì.

La cosa carina sempre sui iPhone è che facendo lo swipe a

destra a sinistra sulla barra dell'URL, sposti da una finestra, diciamo all'altra,

cioè da una scheda all'altra.

Per quanto riguarda invece iPad e Mac, devo dire la verità: la

cosa che a me piace di più in assoluta, che non gli

avrei dato molto, invece ce l'ho ovunque.

Io ti sto parlando da Catalina e ho installato la beta e

ho una scheda chiamata A2 Podcast, dove ci sono ovviamente le

note del nostro episodio e tutti i link che ho inserito nelle

note dell'episodio mentre cercavo.

Spiega meglio perché non mi è chiaro: allora, praticamente la grossa novità,

diciamo che per me è la cosa più interessante è questa gestione

dei pannelli: cioè una volta tu avevi safari con milioni di pannelli,

ok, quindi con i tab, ok, e potevi avere 100 tab aperti,

non diciamo 100, ma 10, 15, capitava.

Spesso volentieri legati a argomenti totalmente differenti.

Loro cosa hanno fatto?

Hanno tolto nella barra di sinistra, tra virgolette, dove veniva la cronologia,

i preferiti.

Segnalibri l'elenco lettura, c'è un pulsante che ti permette di aprire e

chiudere questa barra a sinistra, dove sono rimasti segnalibri l'elenco lettura e

così via, ma il grosso dello spazio adesso te lo prendono i

gruppi di pannelli dove puoi aggregare i tab sostanzialmente del browser.

Quindi, io non so, adesso ho, ne ho tantissimi, ho, per esempio,

un tab che si chiama Lavagna dove metto tutti, cioè quando faccio

le ricerche veloci, non c'è uno scopo specifico.

Non so, sono tutti lì, ok.

Ma come fai a spostarli?

Ah, prendi il tab e lo metti dentro l'elenco.

E quando sei dentro l'elenco, ovviamente ti fa vedere solo quei.

Adesso, per esempio, su A2 Podcast, io ho quattro tab aperti,

uno sono le note dell'episodio, un sito di Apple e gli articoli

che ho linkato dentro le note dell'episodio.

Certo, chiaro.

Per esempio, ho una pagina di Avvocati Macticoli in scrittura dove ho

gli articoli di riferimento che mi servono per scrivere poi l'articolo che

sto implementando.

Ho fatto una ricerca, non so, su PF Sense che è un

firewall.

Tutti i tutorial e tutte le cose sono aggregati in quel gruppo

lì e quindi è argomento proprio e tutto si sincronizza.

Cioè, quindi la ricerca che ho fatto sull'iPad, il gruppo di pannelli

che ho sull'iPad si rispecchia ovunque e io adesso ce li ho

su tutti i miei computer.

È una specie di preferiti avanzato.

Sì, sì, preferiti

monoargomenti devo dire la verità, io i Bookmark non li uso da

tantissimo tempo, quindi non ho quelle liste enormi.

Invece, in questo caso diventa molto comodo perché appunto ho tutta una

serie di

io faccio molte ricerche, quindi ho voglio cercare questa cosa qua.

Non so, un tab dove ho i social, quindi dove ho Twitter

e Slack che in finestra.

So, ho, per esempio, il mio web dove ho tutto avvocati e

Mac, la pagina, il back-end della pagina la pagina di YouTube di

Avvocati e Mac, tutte quelle cose lì.

E io so dove muovermi: non so se mi spiego

e sono contestualizzati.

Io almeno lo gestito in questa maniera e questa, secondo me, è

la cosa più interessante di questa versione.

Poi, dopo, se volete, abbiamo anche la possibilità:: non so, la pagina

di apertura di Safari è personalizzabile in varie maniere, con anche sfondi

diversi.

I tab originariamente, la cosa veramente fastidiosa è i tab erano nella

barra degli URL, e quindi

la cosa fastidiosa, diciamo, è che il tab dove tu lavoravi, aveva

la barra dell'URL, che però si sposta quindi in base al tab

in cui eri.

Cioè, tu immaginati 10 tab, il primo a sinistra e il decimo

tutto a destra, la barra dell'ur si spostava in base dove eri

tu con il tab.

Che ovviamente vuol dire se devi cliccare lì è molto scomodo soprattutto

se hai 10 tab e non 3 o 4, dove alla fine,

meno male, lo si fa.

Sono tornati anche qui tutti i pulsanti.

Abbiamo fatto una cosa molto minimalista.

Non so se mi spiego.

Adesso anche qui è tutto più o meno tornato come prima, ma

è molto funzionale e l'aggiunta invece dei pannelli per me è molto

comoda.

Io addirittura quasi abitualmente ho la finestra sinistra, diciamo, la barra sinistra

dei pannelli è sempre aperta.

Di modo che io poi velocemente su iPad Pro o comunque in

modalità landscape, cioè orizzontale, la pagina web mi rimane molto grossa, quindi

riesco a leggere tranquillamente.

E la cosa carina, per esempio, su iPad la giri e automaticamente

si autochiude la barra di sinistra quando sei in modalità invece verticale,

dove casomai vuoi avere la pagina 4 da leggere comodamente della pagina

web.

Certo, certo.

Io posso dire dal mio canto, dalla prima occhiata che ho visto

qua su l'anteprima di Safari su iOS e 15 su iPhone, io,

francamente, vedere la barra in basso e così facilmente raggiungibile, io sono

molto favorevole.

Al di là da quello che sarà poi la situazione finale mi

piace molto.

Nel senso che ho visto per l'uso basico, continuo a dire la

possibilità di passare a destra a sinistra tra le pagine, avere solo

la barra in fondo che ce ne hai solo quella barra lì,

hai a tutto schermo tutta

la pagina web, ed è molto

pulito così a vista.

Poi hai anche la possibilità di aprire tutte le tab, non vederle

più diciamo infilate come se dovessi sfogliarle, ma aperte come se fosse

tu sfogliassi una cartella con tanti file, li vedi lì aperti solo

da aprire.

Mi sembra molto interessante almeno per quanto riguarda la parte di iPhone.

Molto interessante anche l'aspetto su iPad, decisamente molto pulito, molto minimale.

Sono curioso di vedere che fine faranno le funzionalità grafiche all'interno di

iPad iOS e di Safari perché a vederlo così sembra veramente che

gli abbiano dato una nuova veste, una nuova funzionalità addirittura adesso le

estensioni di Safari funzionano anche su iOS e iPadOS, quindi adesso

c'è pochissima roba, prevalentemente degli ad blocker.

Tuttavia sicuramente il futuro è interessante.

L'altra cosa che ti volevo segnalare è che sull'iPhone avere la barra

in basso è comodo perché spesso e volentieri se fai una ricerca

direttamente nella barra, che è anche la funzione di ricerca, casomai ti

sei sbagliato di girare del testo, è molto più semplice andare col

dito, spostare il cursore piuttosto che invece dover fare tutto un giro,

sempre col pollice, tra virgolette, ragionando di utilizzare il cellulare ovviamente con

una mano sola, per cui sicuramente alla fine del discorso, una volta

che hanno aggiustato la veste grafica e seguito un po' le indicazioni

dei beta tester, alla fine è venuto fuori un risultato che non

è malaccio, non è probabilmente quello con cui erano partiti in tromba

quelli di Apple, però, effettivamente era molto estrema come cosa.

Difatti, come tutte le cose estreme, vengono o accolte o odiate subito.

Direi che a questo punto possiamo chiudere su Safari e andare direttamente

a raccontarvi: che troverete tutte le note dell'episodio con i link degli

argomenti che abbiamo trattato in puntata direttamente guardando le note dell'episodio, se

invece volete trovare i nostri riferimenti, li andate a cercare su aduepodcast.it18

dove ci possiamo vedere.

Diciamo così, per quanto mi riguarda, potete trovarmi su Mac Architettura, che

è il mio blog personale, sul mio podcast che si chiama Snap

Architettura Imperfetta, sul mio canale Telegram, sul blog di Graffisoft Italia e

poi basta così sul mio canale Instagram che pare che sia molto

interessante.

Direi che i miei canali sono conclusi qua, a parte a due

podcast.

Che ovviamente siamo qua che ci raccontiamo io e Filippo e siamo

ben lieti di raccontarvi le nostre novità, i nostri punti di vista

su come si utilizza la tecnologia Apple da parte dei professionisti.

Invece Filippo, dove ti troviamo?

Di bello?

avvocatemac.it ormai non sono io tentacolare come te, quindi io scrivo lì

bene o mano ogni tanto.

Quando tempo, pubblico qualche video su YouTube e forse, e dico forse,

perché una volta che ho editato questa puntata cercherò anche di

registrare e pubblicare una nuova puntata del podcast che si chiama Compennium.

Però non garantisco.

Speriamo che riprendi, perché è sempre molto interessante.

E niente, direi che a questo punto ci sentiamo tra due settimane.

Alla prossima, cari!

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