Ep. 16 1:09:48

Editor di testi

In questa puntata Roberto e Filippo esaminano gli editor di testo dopo aver esaminato nella puntata precedente i programmi di video-scrittura.

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In questa puntata Roberto e Filippo esaminano gli editor di testo dopo aver esaminato nella puntata precedente i programmi di video-scrittura.

Note dell’episodio

  • A2 episodio 10: Markdown: puntata richiamata da Filippo per approfondire il Markdown come livello minimo di formattazione del testo semplice.
  • Byword: editor minimale per macOS e iOS citato come porta d’ingresso semplice alla scrittura in testo semplice e Markdown.
  • Drafts: applicazione per catturare rapidamente testo, link e bozze, con azioni avanzate e sincronizzazione tra dispositivi Apple.
  • Screencast su Drafts: playlist citata nelle note originali per vedere esempi pratici di uso di Drafts.
  • Obsidian: base di conoscenza basata su file Markdown locali, plugin e collegamenti tra note.
  • Video su Obsidian di Andrea Ciraolo: approfondimento in italiano segnalato da Filippo per capire funzioni e flussi di lavoro di Obsidian.
  • Zettlr: editor open source e multipiattaforma con esportazione avanzata tramite Pandoc.
  • Pandoc: convertitore universale citato per trasformare documenti Markdown in PDF, DOCX, ODT, RTF e altri formati.
  • Zettlr: postmortem del primo incidente di sicurezza: comunicazione ufficiale richiamata nelle note originali sull’incidente del 13 maggio 2021.
  • MacDown: editor Markdown open source per macOS con anteprima affiancata.
  • Homebrew: gestore di pacchetti per macOS citato per installare MacDown con brew install --cask macdown.
  • BBEdit: storico editor professionale di testo e codice per macOS.
  • iA Writer: editor minimale disponibile su macOS, iOS, Android e Windows, citato per chi lavora in ecosistemi misti.
  • Sublime Text: editor professionale per testo e codice, citato tra gli strumenti più avanzati e personalizzabili.
  • Atom: editor open source nato in ambito GitHub, menzionato tra gli strumenti per sviluppatori.
  • Visual Studio Code: editor Microsoft open source ed estendibile con plugin, citato come uno degli strumenti più usati dagli sviluppatori.
  • Vim: editor da terminale open source, centrale nel flusso di lavoro di Filippo e disponibile su molte piattaforme.
  • Playlist video su Vim: video citati da Filippo per approfondire il suo uso di Vim.
  • a-Shell: ambiente shell per iOS e iPadOS citato come modo per lavorare con strumenti da terminale.
  • iVim: porting di Vim per iOS.
  • iSH: ambiente Linux emulato su iOS, citato come altro modo per usare Vim su iPad.
  • Blockquote: editor Markdown per iOS con anteprima, esportazione e funzioni avanzate a pagamento.
  • Notion: applicazione cloud per note, database, kanban e gestione della conoscenza, raccontata da Roberto nel suo uso professionale.
  • Electron: tecnologia su cui si basano diverse applicazioni citate nella puntata, inclusa Notion.

Sinossi1

1. Dal videoscrittore al testo semplice

Roberto e Filippo aprono l’episodio collegandosi direttamente alla puntata precedente, dedicata ai programmi di videoscrittura. Qui il punto di vista cambia: invece di parlare di strumenti pensati per impaginare e produrre documenti già formattati, la conversazione scende più in profondità e si concentra sul testo puro, cioè sulla materia prima della scrittura digitale.

Roberto imposta il tema con il suo tono ironico: il testo viene descritto come qualcosa di universale, leggibile quasi ovunque, indipendente dal dispositivo e dal sistema operativo. Un file .txt può essere aperto da computer moderni, vecchie macchine, smartphone e ambienti informatici molto datati. Questa universalità lo rende non solo radicato nel passato, ma anche resistente al futuro: il testo semplice resta alla base dell’informatica e, proprio per questo, sopravvive ai cambiamenti delle applicazioni.

“Il testo è universale, è un po’ come l’amore.” — Roberto, 00:01:47

La puntata insiste su una distinzione importante: il testo è il contenuto, mentre l’impaginazione è una fase successiva. Per scrivere note, articoli per il web, libri, documentazione scientifica o atti giuridici, il punto di partenza può essere un file di testo. Solo dopo quel contenuto viene trasformato, esportato, impaginato o pubblicato altrove.

2. Perché il testo semplice resta utile

Roberto e Filippo riprendono alcuni argomenti già trattati nella puntata sul Markdown, senza ripeterli nel dettaglio. Il testo semplice viene presentato come una scelta pratica perché è semplice, multipiattaforma, durevole e permette di separare la scrittura dalla formattazione finale.

Filippo precisa che, quando si parla di testo semplice, non si parla solo del .txt più elementare. Spesso il passo successivo è il Markdown, che consente una formattazione minima e leggibile anche senza software speciali. Più in alto ci sono linguaggi come LaTeX, molto usato in ambito scientifico, e HTML, che resta comunque testo semplice con marcatori specifici.

Roberto aggiunge un aspetto operativo: il testo non nasce solo dalla tastiera. Può arrivare anche dal riconoscimento vocale, dalle note vocali trasformate in parole scritte, o dalle funzioni di riconoscimento del testo nelle immagini. Per lui la dettatura è un modo concreto per produrre bozze, articoli e relazioni mentre si è in movimento, per esempio durante gli spostamenti in auto.

Filippo collega questo tema alle novità allora in arrivo con iOS 15 e iPadOS 15: la dettatura on device promette di essere più rapida, privata e senza i limiti precedenti di durata. Roberto conferma l’utilità pratica della dettatura, spiegando che in mezz’ora di viaggio riesce a produrre molto più testo di quanto farebbe digitando.

3. Markdown, markup e flussi di scrittura

Filippo chiarisce che molte applicazioni citate nella puntata ruotano attorno al Markdown, perché è diventato una lingua franca per chi vuole scrivere in testo semplice mantenendo una struttura minima. Titoli, enfasi, elenchi e collegamenti possono restare leggibili nel file sorgente e diventare formattazione solo in fase di anteprima, esportazione o pubblicazione.

La discussione tocca anche il rapporto tra Markdown, LaTeX e HTML. LaTeX viene citato soprattutto per i documenti complessi, le formule matematiche e la documentazione scientifica. HTML, invece, viene ricordato come il linguaggio che sta alla base delle pagine web: guardando il sorgente di una pagina si trova, in fondo, un file di testo con una sintassi precisa.

“Il Markdown è la lingua franca, chiamiamola così, che si applica in questi casi.” — Filippo, 00:10:09

Da qui nasce la struttura della puntata: prima le applicazioni disponibili sia su macOS sia su iOS e iPadOS, poi quelle principalmente per Mac, quindi gli strumenti multipiattaforma e infine alcuni editor professionali più vicini al mondo della programmazione.

4. Byword e Drafts: semplicità e cattura rapida

La prima applicazione citata è Byword, che Filippo descrive come semplice, minimale e a pagamento. È disponibile per Mac e iOS, può lavorare sia con file di testo sia con Markdown, e viene consigliata a chi vuole iniziare senza essere travolto da troppe funzioni. Non è l’applicazione più aggiornata o appariscente, ma proprio la sua essenzialità la rende ancora utile: apre velocemente i file Markdown e consente una scrittura senza frizioni.

Subito dopo arriva Drafts, che per Filippo ha un ruolo molto diverso. Non è tanto l’applicazione in cui scrive testi lunghi, quanto il punto di cattura iniziale. Drafts sta nella dock di tutti i suoi dispositivi e serve per salvare rapidamente testo, link, idee e bozze. Filippo racconta che anche la newsletter di Avvocati e Mac nasce lì: i link vengono raccolti in Drafts durante la lettura, poi spostati e lavorati in una fase successiva.

Drafts ha una versione base gratuita e una parte avanzata in abbonamento. Le funzioni più potenti includono workspace, azioni, automazioni e personalizzazioni dell’interfaccia. Filippo segnala però anche un limite importante: la sincronizzazione passa da iCloud e quindi non è lo strumento che usa per dati legali o sensibili.

“Drafts ha il vantaggio di catturare velocemente il testo.” — Filippo, 00:17:47

L’applicazione viene ricordata anche per il supporto ad Apple Watch e alla dettatura, rafforzando l’idea che il testo possa essere catturato ovunque, anche senza una tastiera.

5. Obsidian e la conoscenza in file Markdown

Obsidian occupa una parte ampia della conversazione. Filippo lo presenta come un’applicazione gratuita per uso non commerciale, ma non open source. La sua caratteristica centrale è che le note restano file Markdown locali, organizzati in una cartella accessibile anche da altri strumenti. Questo lo rende interessante per chi vuole costruire una base di conoscenza senza chiudere i propri dati in un formato proprietario.

Filippo spiega che Obsidian può sincronizzare tramite un servizio a pagamento cifrato end-to-end, ma può anche essere usato con sistemi di sincronizzazione scelti dall’utente. Nel suo caso cita SyncThing tra Mac e l’accesso ai file da iPad tramite altri strumenti. La versione iPad, al momento della puntata, è in beta privata.

Un tema ricorrente è Electron. Obsidian è un’applicazione Electron, e questo permette anche una forte estendibilità tramite plugin in JavaScript. Filippo sottolinea la vivacità della comunità: plugin ufficiali, plugin di terze parti, modalità Vim e molte possibilità di personalizzazione. Roberto, guardando numeri e interfaccia, riconosce il potenziale ma ammette che per lui Obsidian rischia di fare troppo e quindi di diventare dispersivo.

L’applicazione viene collocata nel filone dei gestori di conoscenza, adatti a raccogliere appunti, collegare concetti e scrivere testi molto lunghi. Filippo cita l’uso previsto da Federico Viticci per lavori estesi, come esempio delle potenzialità del sistema.

6. Zettlr, MacDown e BBEdit su macOS

Passando alle applicazioni per Mac, Filippo introduce Zettlr. È open source, multipiattaforma e basato su Electron. Il suo punto forte, secondo Filippo, è l’integrazione con Pandoc: non si limita a esportare in PDF, ma può produrre anche DOCX, ODT, RTF e altri formati. Questo lo rende utile per chi vuole scrivere in Markdown e poi consegnare o lavorare il documento in formati tradizionali.

Zettlr viene apprezzato anche per la gestione di documenti lunghi: consente di ripiegare i capitoli, vedere la struttura del testo e orientarsi meglio durante la scrittura. Filippo racconta che la scaletta stessa dell’episodio è stata scritta lì.

Roberto porta invece MacDown, editor Markdown open source per macOS. Gli piace per l’interfaccia semplice, per l’anteprima affiancata e per il fatto che salva i file dove decide l’utente. La vista divisa, con il Markdown a sinistra e il risultato formattato a destra, è per lui un modo immediato per controllare quello che sta scrivendo.

“A me piace MacDown.” — Roberto, 00:35:27

Infine Filippo parla di BBEdit, storico editor professionale per Mac, esistente da decenni e molto amato dagli utenti di lunga data. Non lo approfondisce in modo operativo perché non lo usa, ma ne riconosce la potenza: automazioni, ricerca avanzata, manipolazione del testo, espressioni regolari e strumenti per chi lavora professionalmente con testi e codice.

7. iA Writer e gli editor professionali

Nel blocco multipiattaforma Filippo cita iA Writer, disponibile su macOS, iOS, Android e Windows. È un’applicazione a pagamento, ma interessante per chi usa dispositivi diversi e vuole mantenere lo stesso ambiente di scrittura. Filippo si concentra soprattutto sulla versione iOS, che gestisce bene le funzioni avanzate di File e permette di aprire cartelle sul posto, lavorando direttamente sui file senza duplicazioni o passaggi inutili.

iA Writer viene descritto come minimale ma non banale: ha un’interfaccia curata, strumenti di evidenziazione sintattica delle parti del discorso, font dedicati e localizzazione in italiano. È consigliato a chi ha esigenze già un po’ più definite e accetta il costo dell’applicazione.

La conversazione passa poi agli editor professionali nati soprattutto per programmare: Sublime Text, Atom, Visual Studio Code e Vim. Filippo chiarisce che scrittura e programmazione condividono molte esigenze, come manipolare testo, usare plugin, gestire più cursori e personalizzare il comportamento dell’editor. Roberto scherza sul GPU rendering di Sublime Text, mentre Filippo spiega che queste funzioni hanno senso in strumenti pensati anche per il codice.

Atom viene ricordato come progetto open source legato a GitHub. Visual Studio Code viene indicato come uno degli editor più diffusi tra gli sviluppatori, open source, personalizzabile e ricchissimo di plugin. Anche qui ritorna il tema delle interfacce web e della possibilità, in certi contesti, di usare strumenti evoluti perfino dentro una finestra del browser.

8. Vim su Mac, terminale e iPad

Vim è l’editor a cui Filippo è più legato. Lo descrive come open source, multipiattaforma e meritevole di una o più puntate dedicate. Roberto ammette che per lui è troppo lontano dal proprio modo di lavorare, ma riconosce che Filippo riesce a tirarne fuori risultati notevoli.

Filippo rimanda ai suoi video su Vim per chi vuole approfondire e racconta anche il lato estetico e operativo del terminale: temi, colori, configurazioni e modalità di scrittura. Il punto non è soltanto la nostalgia del terminale, ma la possibilità di avere uno strumento potentissimo e coerente su ambienti diversi.

La parte più interessante, per il tema Apple, è l’uso di Vim su iOS e iPadOS. Filippo cita a-Shell, iVim e iSH. a-Shell gli consente di fare diverse operazioni da terminale su iPad; iVim è un porting diretto di Vim; iSH emula un ambiente Linux in cui è possibile installare anche Vim. Tutte queste soluzioni si integrano con i file di iOS, quindi permettono di aprire e modificare documenti presenti nel sistema.

Roberto, più orientato alla semplicità, propone invece Blockquote per iOS: un editor Markdown gratuito con funzioni a pagamento, anteprima affiancata, esportazione in HTML o PDF, stampa di Markdown formattato, supporto LaTeX e integrazione con File. Per il suo uso, Blockquote insieme a MacDown copriva l’esigenza di lavorare sulla stessa cartella iCloud da Mac e iOS.

9. Notion come spazio di lavoro cloud

L’ultima parte della puntata è dedicata a Notion, raccontata soprattutto da Roberto. Pur essendo inizialmente diffidente verso Electron e verso applicazioni molto ampie, Roberto spiega di aver cominciato a usare Notion per organizzare lavoro, articoli, note e procedure.

Notion viene descritto come uno strumento tentacolare: pagine, database, to-do list, tabelle, calendari, kanban, toggle list, link, template e sezioni organizzate in colonne. Roberto racconta di usarlo per una pagina settimanale, per i progetti dello studio, per procedure operative standard e per le note di Snap. La forza dell’applicazione è la possibilità di collegare la stessa tabella in pagine diverse e filtrarla in base al contesto, per esempio mostrando solo le attività di lavoro dentro una pagina dedicata.

Roberto cita l’esempio delle procedure ricorrenti, come l’installazione di una stampante o le fasi di un progetto architettonico. L’idea è non dover ricordare ogni volta passaggi, link, driver o criteri: tutto può stare in una pagina consultabile e aggiornabile. Usa Notion anche per scrivere articoli, sfruttando un Markdown “simile” ma non perfettamente equivalente al Markdown standard.

“Fa un po’ paura perché è un’applicazione che ti permette di fare la qualsiasi.” — Roberto, 00:54:12

Filippo chiede del Web Clipper, che Roberto non ha ancora usato. Ne discutono come possibile strumento per catturare pagine web, testi e riferimenti, in modo simile a quanto faceva Evernote. Filippo colloca Notion nello stesso scenario generale di Obsidian: strumenti per raccogliere informazioni, concetti e materiali da sviluppare poi in articoli, libri, formazione o lavoro professionale.


  1. Questa sinossi è generata con l’intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione della puntata. ↩︎

Leggi la trascrizione completa

Benvenuti all'episodio 16 di A2, in cui scoprire come ottenere il massimo

della vostra tecnologia, Apple.

Io sono Filippo Strozzi e sono il vostro ospite assieme all'amico Roberto

Marin.

Di che cosa parliamo in questo episodio, Roberto?

Potremmo parlare di un sacco di cose, tra cui anche dell'evento Apple,

ma non è questa la sede.

Invece parleremo della puntata precedente in cui abbiamo parlato dei programmi di

videoscrittura.

Speriamo che vi siano piaciuti che siano stati interessanti.

Immagino che la maggior parte

li conoscevate già tutti, mentre quest'oggi parleremo del testo puro e semplice

e i programmi che permettono di utilizzare questo testo come se non

ci fosse un domani.

Ovvero il testo è la nostra, come si può dire la nostra

Bibbia.

Ma prima di passare a cose trascendentali, veniamo a noi e cercate

di supportare il podcast.

Come potete farlo?

Semplicemente con una bella recensione su Apple Podcast, e perché in questa

fase iniziale abbiamo bisogno di recensioni in modo tale che uno, ci

conoscono di più, due saliamo su

nella classifica dei podcast, tre, vi fate conoscere e conosciamo i nostri

ascoltatori.

4.

Se ci date dei feedback e non riusciamo a metterci anche sulla

strada giusta per piacervi sempre di più, ancora meglio.

E come vi dicevo, per questa recensione troverete il link nelle note

dell'episodio con tutte le istruzioni per divertirvi a fare questa bella cosa

che vi chiediamo.

Se invece volete parlare direttamente con Mimie e Coco che sono Filippo

Strozzi di Avvocati e Mac e Roberto Marin di Mac e Architettura

e Compagnia Briscola.

Potete scriverci a scrivi.

it.

Perfetto.

Sei stato bravissimo.

Ormai.

Sei velocissimo.

Complimenti, Roberto, velocissimo, grazie, grazie.

Adesso però andiamo subito subito sul dunque, che siamo già in ritardo,

ma ti vedo già sorridente perché questo è il tuo pane, la

cosa che ti piace un sacchissimo, ovvero il testo, che ce ne

facciamo del testo, oltre a mandare delle lettere, anzi, delle letteracce agli

avvocati perché non ci difendono nelle sedi opportune.

Possiamo, ad esempio, sfruttare le nuove tecnologie Apple che fanno il riconoscimento

del testo nelle immagini.

Cosa ce ne facciamo di questo testo?

Ce lo scriviamo con Apple Pencil nei vari sistemi operativi tipo iPad

OS.

Cosa facciamo del testo?

Ci aiuterà un sacchissimo il testo, perché il testo è universale, è

un po' come l'amore.

È universale, ognuno ha il suo modo di oggi gira così, Filippo.

Deve aver pazienza.

E anche tutti gli ascoltatori oggi sono così e va bene.

Comunque dicevamo il testo è come l'amore, ognuno lo usa come meglio

crede.

Quindi, conseguentemente, ognuno lo usa con, come dicevamo nella scorsa puntata, con

i programmi di videoscrittura, ma c'è anche qualcuno che gli piace fare

lo strano.

E quindi farlo strano si utilizzano degli strumenti che permettono di usare

questo amore per le lettere in modo semplice.

Prima di tutto, perché è una cosa che è universalmente riconosciuto: un

file TXT, mancano soltanto i tavoli che lo riescono a leggere, poi

lo riescono a leggere qualsiasi cosa che avete di informatico in mano,

dal computer, dall'ultimo a quello di 20 anni fa, 30, forse 30

anni fa, il vostro smartphone, il vostro Nokia 33.10, probabilmente anche quello

lo fa.

In ogni caso, la cosa interessante è che, oltre a essere ben

radicato nel passato, è anche a prova di futuro.

Perché nel futuro il TS servirà a tutti quanti, anche per il

semplice fatto che è proprio la base anche dell'informatica.

E tanto base tanto quanto multipiattaforma.

Avete Linux, il TS lo leggete, avete Mac, avete Windows e siete

disperati perché a poco arriverà Windows 11.

Non sapete come farete a leggere i file di testo, lo potrete

fare anche con Windows penso 11 che si chiama, e altrettanto con

iPadOS 15 e compagnia cantante che sono usciti adesso.

Soprattutto Monterey ha una.

Che usciranno

.

Devono uscire a settembre.

Vabbè, ma praticamente questa puntata sarà a settembre, arriverà più o meno

circa e quindi siamo lì agli sgoccioli.

Ma in ogni caso ci sono tutte le beta, perché so che

i nostri ascoltatori sono gente cattiva, gente arrabbiata, gente che testa tutte

le beta che gli passano sotto, vero Filippo?

Certo, certo.

Non vedo l'ora di che

la beta pubblica sia aperta.

Come dicevamo, Filippo è sul pezzo e lui ci spiegherà tutto quanto

sul file di formato TXT e soprattutto se hai pad OS, quindi

ce lo leggerà, ma ho quasi la certezza che lo leggerà come

tante altre cose.

Come dicevamo prima, praticamente tutto è multipiattaforma, adesso non so se anche

BOS, ah sì, anche BOS, non so se ve lo ricordavate, BOS

leggeva i file TXT.

Praticamente penso che anche quelli del catasto riescono a leggere i file

TS che insomma sono molto anziani e lavorano con programmi che girano

in Windows 3.1.

Conseguentemente riescono anche a loro a leggere i file TT.

File di testo, sono leggibili da DOS, da praticamente qualunque sistema informatico.

È la base dell'informatica per quel motivo lì.

Praticamente, cosa ci permette di fare?

Anzi, cosa vi consigliamo di fare in questa puntata?

È essenzialmente di trascendere il programmi di videoscrittura che praticamente fanno l'impaginazione

del file di testo e scendiamo un po' di più in una

profondità sul testo, che è quello che vi permette di fare la

vera scrittura.

Il contenuto, il content creator di fatti, usano il testo.

Vero Filippo?

Tu sei uno che usa il testo a gogo e a manetta

come se non ci fosse un domani.

E anche io, tutto sommato, nel mio piccolo, uso il mio testo

per qualsiasi cosa che mi capita sottotorto, anche perché comunque la memoria

dopo i 45 incomincia a perdere un po' i colpi.

Conseguentemente abbondano le note dappertutto, poi io continuo a ritornare agli US

15 alle quick notes che vengono prese con l'Apple Pencil, ma ne

parleremo in un'altra sede.

Vuoi proprio parlare, esatto, vuoi proprio parlare

?

Cerco di punzecchiarti perché so che hai voglia di parlarne.

E poi cosa ce ne facciamo di questo testo?

Lo possiamo usare anche per scrivere articoli per i web, ebbene sì,

perché poi alla fine quello che vedete sul web, a parte le

immagini, che ovviamente se andiamo proprio a vedere anche quelli sono testo.

Ma in ogni caso, il testo vi serve appunto per scrivere gli

articoli e anche documenti complessi.

Come mi ha fatto vedere il mio amico Filippo poco tempo fa,

nel senso che sarà stato ieri o l'altro ieri al massimo, mi

ha fatto vedere la differenza da un formato file di testo pure

e semplice che praticamente rimane una cosa quasi incomprensibile se nel momento

in cui vengono aggiunte tutto il dialetto La Tex e compagnia cantante.

In ogni caso mi ha fatto vedere davvero come si trasforma un

documento complesso utilizzando i metodi che utilizza, che insomma sono di tutto

rispetto.

Io me ne tengo la lontana perché per fortuna o per sfortuna

di documenti complessi non ne faccio molti, anzi li devo leggere, ma

diciamo le mie relazioni tendono un po' al minimalismo, nel senso come

il mio carattere, tendo a dirti subito come stanno le cose e

non ho bisogno di fare 8 milioni di riferimenti.

In ogni caso, oltre agli atti giuridici ci sono anche i libri.

I libri vengono fatti col test, testo, col testo, che è meglio

che col test, in ogni caso vengono fatti col testo tutti i

libri che avete sotto mano dal formato digitale, formato cartaceo ad altri

formati di cui adesso i riferimenti.

In ogni caso parliamo di testo.

Il testo può essere, come dicevamo, formattato come si vuole, ma se

andiamo a prendere contenuto si parte dal testo.

Non c'è soltanto questo tipo di tipologia di documenti, c'è anche la

documentazione scientifica.

Documentazione scientifica che tendenzialmente, adesso qui correggimi se sbaglio, viene tendenzialmente fatta

con latex se non sbaglio.

C'è tutta la parte, diciamo, scientifica non letteraria, chiamiamola così.

La parte umanistica raramente utilizza questi strumenti, siccome invece nella parte scientifica

le formule matematiche la fanno da padrone, spesso e volentieri, per abitudine,

diciamo, il mondo scientifico lavora con la

.

Quindi conseguentemente, alla fine il testo è quello che ti permette di

scrivere i tuoi pensieri ed esportarli in qualche altra parte in cui

vengono utilizzati.

Nel senso che in questa parte possono essere appunto i programmi di

videoscrittura oppure l'editor web per il WordPress o differentemente anche in una

relazione.

Ma il testo è anche comunque una cosa che aggiungo io, che

non c'era in scaletta, come sempre io vado sempre per i campi

perché mi piace.

Il testo è anche quello che dite, nel senso che

con i programmi di riconoscimento vocale le vostre note vocali diventano testo,

conseguentemente decisamente duttile e veloce riuscire anche a scrivere articoli o relazioni

come faccio io grazie a questo metodo che appunto vi trasforma automaticamente

ciò che dite in testo.

Questo testo poi alla fine si può portare in giro per il

vostro mondo informatico e formattarlo nel modo migliore che ritenete.

Quindi a questo punto io e Filippo abbiamo deciso bene di parlare

in questa sede anche dei programmi degni di nota, chiamiamoli così, che

sono stati divisi essenzialmente in due macro, in alcuni macro gruppi, io

ne ho visti due, ma in realtà ce ne sono di più.

In ogni caso, questi macro gruppi hanno una caratteristica, dipendono dalle esigenze

che potete avere sia per macOS che per iOS, o addirittura per

Windows e Android e Linux.

E qui arrivano le macro gruppi di cui dicevo prima che non

avevo visto.

Quindi, da dove vuoi partire?

Allora, due precisazioni.

Ovviamente quando parliamo di testo semplice, spesso e volentieri si fa riferimento

al testo più basico, che vabbè, quello semplice, proprio se non formattato,

o a un pelino più in alto che è il Markdown.

Abbiamo parlato nella puntata 10.

Quindi, quindi ovviamente non ne parliamo oggi.

Tuttavia, sappiate che tendenzialmente la maggior parte dei programmi di cui vi

parliamo e se volete arrivare a un livello minimo diciamo di formattazione,

il Markdown è la lingua franca, chiamiamola così, che si applica in

questi casi.

Poi, ovviamente si può andare a livelli più elevati.

L'abitualmente il livello più elevato è la tech, che, però, ovviamente richiede

tutta una serie di altre formatazioni, ma anche l'HTML, il semplice HTML

è un formato di testo semplice perché questo è, quindi se aprite

una pagina e guardate il sorgente della pagina, scoprirete che è un

file di testo normalissimo con ovviamente tutto il linguaggio di markup legato

all'HTML.

Però ovviamente oggi non ne parleremo in dettaglio perché poi, in base

al linguaggio di markup, ovviamente le cose cambiano, ma la maggior parte

di questi programmi serve proprio per rendere semplice, intuitivo o comunque anche

gestire in maniera semi-professionale tutte queste sfaccettature che

non possiamo

specificare programma per programma, perché se no, ovviamente la puntata diventerebbe decisamente

troppo lunga.

E quindi chiudendo direi la mia strutturazione della scaletta è questa: cioè

se avete bisogno di lavorare multipiattaforma Apple, chiamiamola così, adesso parliamo di

queste applicazioni che si trovano sia su Mac che su iOS e

iPadOS.

Poi vediamo alcune applicazioni che si trovano prevalentemente su Mac e poi

invece quelle che sono, chiamiamole così, multipiattaforma e che quindi sono disponibili,

per esempio, se avete un ambiente misto Windows e Mac o Mac

Android e così via.

Quindi, giusto per dare un quadro generale di quelle che diciamo, se

state cercando una cosa, casomai è bellissima l'applicazione che ne so, Macdown,

ma l'applicazione MacDown ovviamente,

come il nome, è solo per Mac.

Quindi se la volete utilizzare per Windows, non la potete utilizzare, per

cui vi trovereste in difficoltà.

Poi potreste anche avere applicazioni diverse per piattaforme diverse, però effettivamente quello

che ho notato io se ti trovi bene con un'applicazione è probabile

che te la porti dietro di posto in posto.

Sì, sì, no, no, stavo ascoltando.

Il mio approccio è stato invece un po' diverso perché

la mia idea era quella di utilizzare applicazioni gratuite che permettessero di

salvare file txt in iCloud.

Questo perché?

Perché l'unico lato negativo che ho intravisto in queste applicazioni che funzionano

su, diciamo, nei vari ambienti, nel senso nell'ambiente Apple, per esempio, salvano

in un formato loro tendenzialmente.

Quindi devi dirglielo proprio tu di salvare in TXT e salva, diciamo,

io volevo fare in modo che ci fosse un file puro Txt

salvato su i cloud che io potessi accedere da qualsiasi posto con

qualsiasi cosa essenzialmente.

La maggior parte delle applicazioni che uso io, per esempio che ho

elencato, salva tutto in Markdown.

E invece, io volevo proprio che salvasse in TXT, volevo proprio che

fosse proprio puro puro puro puro montale.

Allora, guarda, la prima applicazione di cui parliamo ora è By World

che ha le due opzioni, ha

le due opzioni o TXC o Markdown.

Quindi potrebbe interessarti anche se a pagamento, quindi esula

dalle tue specifiche tecniche.

La prima specifica è taglia subito le gambe, nonostante sia bellissima, perché

sto guardando qua.

Esatto, applicazione semplice, minimale e a pagamento esatto, molto semplice.

È la prima applicazione che ho usato.

Io sto guardando.

Quanto costa?

Te lo dico io.

Intanto voi poi avanti, che io sto controllando.

Mentre vado avanti, cosa dire?

Effettivamente rimane nel minimalismo di queste applicazioni.

Diciamo dalla formatazione Markdown.

Quindi, oltre a vedere il semplice testo, potete vedere le enfasi e

così via del Markdown.

Quindi all'interno proprio dell'applicazione stessa, per essere trasparente, non è aggiornatissima, ma

effettivamente è per quello che deve fare, lo fa e non ha

bisogno di grossi cambiamenti.

Ogni tanto viene aggiornata in base a nuovi sistemi operativi.

Per cui la consiglio non costa neanche tantissimo secondo me.

11 euro per il Mac e 6 euro per iOS.

Esatto, comunque con 20 euro te la sei portata via su tutte

e due le piattaforme.

Io l'acquistai ormai 4-5 anni fa, probabilmente ed effettivamente ce l'ho installata

su tutti i dispositivi, anche se oggettivamente su iOS non la utilizzo

quasi più.

Su Mac, invece, ogni tanto mi capita perché alla fine è molto

veloce.

Se devo aprire un file in Markdown velocemente la apro con questa

categoria.

Tra l'altro sto guardando sul loro sito ufficiale.

In effetti, noto che non è aggiornata perché i dispositivi che vengono

visualizzati in home page hanno qualche anno addosso.

In effetti, nel senso che a occhio c'è sempre un

perché poi di fatto 6S a occhio un iPad, io mentre facevo

le ricerche per le note dell'episodio e per la scaletta, ho visto

un copyright 2017 sul sito che già non già non.

però effettivamente vengono aggiornate.

Non sempre, però recentemente mi ricordo di averla vista aggiornata per i

OS.

Si sta aggiornando, ma non ogni sito, però piccole cose, perché sono

un'applicazione semplicissima, diciamo la verità.

Quindi non è che consigliatissima se volete iniziare a introdurre e ovviamente

acquistando la stessa Mac che su iOS, sostanzialmente ve la trovate senza

problemi in tutte le parti, per cui non male.

La seconda applicazione che è in parte gratuita: è Drafts, che io

consiglio caldamente.

Attualmente la situazione è questa.

La versione base del programma è gratuita ed è presente sia su

Mac che su iOS e iPadOS.

Per le funzioni elevate, però, le funzioni elevate sono veramente elevate perché

sono i cosiddetti workspace, cioè potete configurare l'applicazione in base a un

differente luogo di lavoro, chiamiamola così modalità di lavoro, in modo appunto

che se entrate in una certa modalità, vedete determinate note e invece

altrimenti no, o avete determinate funzioni che invece in un'altra modalità non

avete.

Quindi è interessante.

Cioè sono però funzioni molto avanzate.

Ecco, voglio dire, quindi tendenzialmente non servono a tutti.

E io appunto consiglio di almeno provarla.

Ecco, mettiamola così, perché ha tante piccole cose carine.

Io pago l'abbonamento anche se non è l'applicazione che uso per scrivere

o quant'altro.

Ma effettivamente Drafts ha il vantaggio di catturare velocemente il testo.

È nella doc di tutti i miei dispositivi.

Quindi se devo copiare testo, salvare dei link.

La newsletter di Avvocati e Mac nasce da Drafts.

Cioè catturo i link mentre leggo gli articoli dentro Drafts, una bozza

newsletter del mese tale tali.

Poi da lì sposto i link e a quel punto creo la

vera e propria newsletter insomma in maniera un po' più avanzata dopo,

ma tutto nasce da lì per cui io lo consiglio tantissimo, è

veloce, semplice, potete twittare, potete fare un po' di tutto attraverso queste

applicazioni.

Lo sviluppatore che è passato a questo sistema di abbonamento sostanzialmente l'abbonamento

annuale costa 20 euro più o meno 19,99 dovrebbe essere.

Tuttavia, ne vale la pena un unico sviluppatore che vive di questo

ed effettivamente c'è una bella comunità, ci sono le azioni.

Insomma, è veramente addirittura per i folli, c'è la possibilità di personalizzare

l'interfaccia, praticamente si può fare quello che si vuole.

I limiti sono dovuti all'esperienza, alle necessità dell'utente stesso, e adesso che

su multipiattaforma effettivamente è molto comodo.

È l'unica cosa che, per esempio, se avete necessità di privacy, è

meno interessante, è che tutto il sistema delle note viene salvato in

high cloud nel back-end, tra virgolette, per il sviluppatori, quindi non vi

va a incidere sulla quota prescindere che il Markdown di fatto non

pesa, mettiamola così: esatto, viene sincronizzato sui server Apple quindi, per esempio,

per tutta la parte legale, ovviamente io non lo utilizzo minimamente proprio

per questo motivo ed è uno dei limiti grossi di questa applicazione.

Tra virgolette, se avete dati sensibili, ecco, ovviamente lì vi trovate un

attimo in difficoltà, mettiamola così.

Tuttavia, per il resto consigliatissima: particolarità di questa applicazione è che funziona

anche su Apple Watch.

Ah, sì, sì, sì, sì, è con la dettatura vocale, come diceva

Roberto.

E a questo punto, visto che Roberto ci teneva, e ho appena

visto un video molto interessante, tra l'altro, con iOS 15-iPadOS 15, la

dettatura vocale con Siri è fatta on device.

Io ho visto ovviamente David Spark farlo in inglese, quindi ovviamente bisogna

attendere, devo attendere la beta pubblica per poterlo provare su iPados, ma

è molto interessante perché ovviamente non avete bisogno di un collegamento internet,

non c'è più il vincolo della dittatura vocale di sistema di qualche

tot minuti credo.

Quindi potete andare avanti con la dettatura senza nessun tipo di problema.

E per quella inglese, che vabbè, chiamiamola così la più semplice, nel

senso che è quella dove ci sono più dati quindi è più

facile da gestire, i risultati effettivamente erano buoni.

Poi David Spark.

Nel caso specifico, è uno come te, Roberto, che ama dettare quello

che scrive e quindi è anche abituato, per cui c'è anche quel

passaggio ulteriore lì.

Tuttavia, sicuramente è una cosa da tenere presente per il futuro a

settembre, quando non questa puntata uscirà, ma usciranno i nuovi sistemi operativi

di Mamma Apple esattamente.

La detatura è molto utile.

Tante volte ho visto che ci metto molto meno a dettare che

a scrivere.

Mi trovo dei tomoni scritti in poco tempo con la dettatura anche

in auto.

A me capita spesso di fare viaggi in auto perché abito in

Colonia.

In montagna si dice, questo è un podcast per tutti, ricordiamolo.

Vabbè, ma questo posto lo conoscono tutti.

In ogni caso, è molto utile perché vi fa guadagnare un sacco

di tempo, perché potete dettare mentre guidate e come per magia vi

trovate il lavoro fatto dopo un viaggio di una mezz'oretta.

Che per me è un normale viaggio per andare a fare anche

di lavoro per scendere dalla montagna.

La mezz'orta me la faccio, quindi è un attimo tirare su un

articolo.

Detto questo, passiamo a un altro software che si chiama Obsidian e

che da quello che ho capito sta soleticando le fantasie di Filippo.

Come mai

te le sta soliticando?

Premetto, attualmente no, perché alla fine, se sono riuscito a fare quello

che spero di riuscire a fare che fuori onda, racconto spesso e

volentieri a Roberto non ne avrei bisogno, non ne avrei bisogno.

La cosa interessante di Obsidian: innanzitutto, è gratuito, ma non è open

source.

Quindi è gratuito solo se non si utilizza a livello commerciale.

Per commerciale, dovete andare a vedere cosa intendono loro.

Tendenzialmente, se lo utilizzate per lavoro, è considerato commerciale, ve lo dico

già.

Tuttavia per il podcast, se ci guadagni, sì.

Quindi per il podcast

nostro no, blog anche.

Quindi o male potrei usarlo.

Sì, dipende molto da se fai le cose amatorialmente, oppure se io

ci scrivessi sopra gli atti, teoricamente, dovrai pagare la licenza,

business

, che costa varia, costosta varia, perché praticamente dopo lì eh sì, perché

praticamente c'è una versione minima e una versione massima che però ti

rende, diciamo, sponsor e quindi

il metodo di lavoro sono due o tre programmatori che vivono di

questo, e il metodo è sensato: cioè, se tu vuoi avere le

caratteristiche e le funzioni più moderne, l'applicazione la stanno sviluppando, nel giro

di una settimana escono due versioni.

Se vuoi avere le ultime versioni e così via, ovviamente paghi e

contribuisci allo sviluppo.

Finché va, perché il problema grosso è nella fase di solitamente di

lancio di queste applicazioni quando non sono ancora mature, ovviamente progressivamente su

Obsidian in particolare c'è stato un notevole hype quindi c'è tanta gente

che ne sta parlando.

A proposito, lasciamo nella nota dell'episodio un video di un'ora e mezza

di Andrea Ciraolo con due altre persone che adesso mi ricordo i

nomi, mi scuso, ma non.

Dove parlano di fatto della maggior parte delle funzioni di Obsidian per

scrivere, per prendere note e così via.

Obsidian, il vantaggio grosso è tutto in Markdown, sostanzialmente.

Quindi quello che andate a salvare, le note di Obsidian, sono tutti

i file in Markdown che rimangono sul vostro computer.

Quindi ottimo, ci sono dei servizi a pagamento, cioè se per esempio

volete sincronizzare le note in maniera sicura, hanno un servizio a pagamento

credo 5 o 5 euro non mi ricordo più al mese, dove

tutto è cifrato end to end.

Quindi perfetto

, se non volete fare così, comunque potete sincronizzare per i fatti vostri

tutto senza problemi e funziona tutto perfettamente.

Io, giusto per darvi un'idea, l'archivio di Obsidian lo sincronizzo con Sync

Thing tra i vari Mac e invece utilizzo Sicuro Shelfish per accedere

ai file direttamente sul Mac e vederli con su iPad, con gli

hair writer, ma con qualsiasi applicazione che ha accesso poi al file

system di iPad.

Sostanzialmente volendo, potete farlo poi.

Peraltro, le mie note di Obsidian non sono di lavoro, quindi potrei

anche utilizzare qualsiasi altro strumento, ma insomma, per prassi vado in questa

maniera.

C'è anche la versione per iPad che attualmente è in beta privata,

quindi anche lì, se pagate per lo sviluppo, venite sostanzialmente invitati in

questa beta.

Probabilmente a mesi dovremmo uscire la versione appunto gratuita per iPad.

La cosa particolare è che Obsidian è un'applicazione Electron e oggi di

applicazioni Electron ne parleremo a bizzeff perché ce ne sono varie nel

nostro elenco a fine dei discorsi.

Le applicazioni Electron Roberto fa sempre le facce quando ne parlo.

Nel caso specifico di Obsidian, però oggettivamente è un sistema interessante, anche

perché ha il vantaggio che essendo di fatto un'applicazione sviluppata per il

web, vi permette anche di creare plugin, cioè espansioni dell'applicazione stessa utilizzando

il JavaScript sostanzialmente.

Quindi, per esempio, per iPadOS questo è un bel modo di espandere

le funzioni, e il VTC nazionale, sta facendo un sacco di lavoro

adesso, ovviamente, ne ha parlato in vari podcast, non ha ancora condiviso

nella sua newsletter esattamente il come e il cosa, ma quello che

posso dire è che la iOS review, diciamo di quest'anno lo farà

molto probabilmente direttamente in Obsidian, quindi a dimostrazione delle potenzialità, abitualmente VTC

scrive 10.000 parole per una review: un piccolo libro in pratica

,

credo che sia tra i 100.000 e 150.000 parole, credo, vada a

memoria,

per cui vi fa capire le potenzialità di questo sistema.

La cosa interessante è appunto che Obsidian, essendo un'applicazione web.

In pratica, permette di interagire con tante cose effettivamente una volta che

si hanno le capacità o c'è una cerchia di soggetti interessati che

sviluppano appositi plugin e anche qui la comunità di Obsidian sta crescendo

e molto viva e così via, per cui ci sono, se andate

a vedere una quantità di plugin di terze parti notevoli, giusto per

dirne una: Obsidian ha una versione, una versione V-Mode sostanzialmente, per cui,

per esempio, in Obsidian è possibile scrivere con le stesse più o

meno con le stesse modalità di Vim, e insomma, ovviamente, per esempio,

per un soggetto che ama scrivere così, tipo sottoscritto, è una cosa

interessante, anche perché ovviamente nella stessa applicazione si hanno la stessa interfaccia

e le stesse modalità, ed è il bello, diciamo, di avere l'applicazione

sia su Mac che su WaiOff.

Tra l'altro ci sono la bellezza di 22 core plugin e 223

community plugin.

Quindi insomma potete farci un po' quello che volete con questo essenzialmente.

Dal punto di vista dell'interfaccia molto carina, mi piace molto.

Interessante, non fa per me perché fa anche troppo per quanto mi

riguarda,

è facile che mi perda semplicemente.

In compenso, però funziona su Windows, su macOS e su Linux senza

grossi problemi.

Come diceva il nostro amico Filippo, basta pagare, potete anche iniziare a

usare la beta della versione per iPadOS o iOS che siano.

In ogni caso tenetelo ad occhio perché appunto se ne parlano i

grandi nomi come Btci e compagnia cantante della sua

compriccola, vuol dire che un motivo c'è, vuol dire che il software

ha un certo API ed è notevole.

A questo punto direi che chiuso il

capitolo Mac OS e iOS.

Stavo pensando, Text edit non c'è per iOS, forse c'è una versione.

No, sarebbe stato male.

Per esempio, andava bene come uno di questi programmi che funziona anche

di là.

Comunque,

note potrebbe essere un programma, no?

In RTF, non fa il testo sempre,

neanche RTF in senso tecnico.

Ci avevo pensato.

Poi avevo detto: no, no,

utilizza tutto un sistema suo.

Un sistema in Apple che funzionasse per questo, ma non c'è.

Scusa un attimo, faccio un controllo che è venuto in mente adesso.

Mi ricordo, forse in una versione precedente di iOS che c'era in

file, se non erro, c'era anche una cartella text edit.

O me lo sono fumato: sì, ma se ce l'hai su me

è perché è il cloud: siccome lo apri di qua.

Ah, beh, allora, iOS ha l'anteprimata, il file di testo te li

legge tranquillamente, ma non te li modifica, e quindi se a punta

capo.

Poi di fatto, allora, su iOS, senza avere un'applicazione, non so, vuoi

modificarlo, teoricamente con shortcut e smacchinando un po'.

Lo fai tranquillamente perché basta appendere del testo al file di testo

originale, è già risolto.

Però, insomma, diciamo che non è un'applicazione

.

Va bene.

Adesso direi di passare a macOS.

Anche qua ci sono praticamente un'applicazione che uso io.

Il resto non la conosco, però mi inoltro verso Ziama così Z

editor Electron Open Source e multipiattaforma.

Funziona sia su Windows, macOS e Linux e compagnia.

Tutti quanti con tanti, con funzioni molto interessanti.

Stavo guardando adesso dal punto di vista dell'interfaccia grafica, non mi esalta

tantissimo perché mi ricorda qualcosa che ho già visto ma che non

mi è mai piaciuto molto.

Sembra veramente una pagina web a tutti gli effetti: l'interfaccia grafica.

Anche qui essendo un'applicazione Electron, di fatto è una pagina web in

pratica,

si possono modificare i temi e quindi si può fare un po'

quello che si vuole.

C'è come Obsidian, per esempio, ha una versione base, ma ha tutta

una serie di temi che sono personalizzabili, conoscendo il CC, il CSS

e così via, perché alla fine sono una renderizzazione di testo semplice,

in pratica

lì, dopo, appunto, va a

gusto, diciamo,

la cosa carina di Zettlr, diciamo, rispetto alle altre.

Non abbiamo parlato nelle altre, ma in molte applicazioni diciamo in qualche

maniera da Markdown si genera il PDF anche se spesso e volentieri

sono PDF generati dall'HTML nella sostanza.

Zettlr ha questa particolarità, ho fatto anche un video quindi non me

ne sto a preoccupare più di tanto nella spiegazione specifica.

Ma in pratica sotto si interfaccia con Pandoc e quindi avete la

possibilità non solo di generare dal markdown i PDF, che vabbè, quello

comodo, ma lo fanno un po' tutti.

In questo caso vi permette anche di fare i PDF avanzati.

Quindi, quello che hai visto tu, per esempio, si può fare direttamente

con Zettlr e con le configurazioni che ho fatto io.

La cosa carina è che essendo Pandoc, Z può esportare in DocX,

ODT, RTF, tu chiedi, e lui fa.

E la cosa carina, vera, è proprio che c'è un pulsantino: quindi

vuoi fare il Docx, tu schiacci il pulsantino Docx e lui ti

butta fuori il Docx.

Per cui questa secondo me come applicazione ha questo grosso vantaggio.

Se volete scrivere in testo semplice e volete esportare facilmente in maniera

trasparente, diciamo, ecco questa un'applicazione che merita da quel punto di vista

lì.

Sì, sì, no, allora adesso progressivamente lo fanno in tanti, però questa

è Taipora, sì, esatto, ma anche Taipora, che anche lì dovrebbe essere

così.

Io la chiamo così, perché è typo, sarebbe da typo.

Io la chiamo Taipora.

Poi sarebbe dipende anche lì, se la legge in inglese o in

semi-italiano.

Ecco, perché poi sono quelle applicazioni che non sai esattamente come.

Comunque, anche Taipora funziona nella stessa maniera, cioè sotto si interfaccia con

Pandock e permette l'esportazione, ha questa interfaccia web.

A me non piace l'approccio, molto bello graficamente, mettiamola così.

Non mi piace l'approccio ti nasconde il Markdown.

A me piace poter mettere le mani in maniera, però, anche Zettlr

ha difetto, tra virgolette, in alcuni contesti di togliere via il Markdown,

poi, se vai dentro il testo, lo fa.

Ecco l'altra cosa che mi piace molto di Zettlr: se scrivete cose

lunghe, tipo le note della scaletta di questo episodio, Zettlr ha già

incorporato un ripiegamento dei capitoli.

Quindi, se tu stai scrivendo i capitoli che hai già scritto, li

ripieghi, per esempio, e tutto il resto invece lo scrivi pian pianino,

hai tutto l'episodio, insomma, ti permette di vedere a colpo d'occhio, per

esempio, la struttura del documento, dove manca qualcosa e così via.

Insomma, sono tante piccole funzioni che però aiutano chi scrive.

Quindi io la consiglio.

Appunto, le note di questo episodio, barra la scaletta per noi, sono

ovviamente.

Oggi le ho scritte qua.

A volte poi le scrivo altrimenti, ma diciamo che Zettlr è una

bella applicazione, mi ci trovo molto bene, e quindi ogni tanto la

uso consigliata.

Vai con la tua invece applicazione.

Ecco, Zettlr potrebbe andare sempre nelle caratteristiche di Roberto, cioè gratuita.

Però a me piace Macdown, Macdown.

Già il nome mi piace tantissimo perché richiama il Markdown, ma su

Mac questa crasi tra le due nomi.

Poi mi piaceva anche l'icona, che è molto carina e molto simpatica,

tonda minimale.

La cosa interessante di questo editor di testo che mi è sempre

piaciuta molto, è la possibilità di avere questa applicazione a tutto schermo

e automaticamente divide in due lo schermo in modo tale che sulla

sinistra avete il testo che state digitando e invece sulla destra avete

la preview essenzialmente

del markdown come viene tirato fuori.

Questo mi aiuta moltissimo perché vi permette di avere subito, come diceva

Filippo, sulla parte sinistra avete il testo che potete modificare in qualsiasi

modo, avete il markdown da fare a quello che volete, e vedete

sulla destra invece quello che succede usando la sintassi Markdown.

Sotto questo punto

, chiamiamola così, sotto questo punto di vista o l'anteprima in italiano, in

effetti la chiamante prima.

Sotto questo punto di vista, oltre al fatto che è molto leggero

e molto facile da utilizzare e di una semplicità quasi disarmante, è

la cosa che non ha praticamente icone.

Vi si apre questo file, questa enorme scrivania dove voi dovete semplicemente

scrivere e quindi vi toglie anche tutte le distrazioni.

A me è piaciuto molto questo approccio, appunto, come vi dicevo.

Il mio editor di Markdown fino a poco tempo fa, diciamo, perché

purtroppo, o per fortuna, ho virato su un altro tipo di sistema,

anche un po' tirato da alcuni video che ho visto di un

architetto che mi piace.

Ma ne parleremo dopo, ne parleremo dopo.

Detto questo, Markdown ha anche un'altra cosa bella che è anche open

source.

Come dice il buon Filippo, che io non ho mai provato, è

possibile installarlo con Omebrew.

Io non ho mai provato il comando è Brew install trattino.

Cask, se ho letto bene.

Markdown.

Dico bene

praticamente Ombriu.

O installa i pacchetti senza il cask, i cask sono sostanzialmente dei

sistemi per scaricare dal sito dove si trova il DMG o così

via.

In automatico, ti scarica e ti installa il pacchetto senza che tu

faccia niente.

Io lo consiglio tantissimo sempre perché veramente ti semplifica molto la vita

nell'installazione dei software e nell'aggiornamento dello stesso.

Eh, per adesso è così minimale che non è che c'è molto

da aggiungere.

Io mi trovo molto bene, come vi dicevo, i file li salva

dove dici tu e non dove dice lui.

Conseguentemente, è molto facile da gestire da questo punto di vista, invece

BB Edit, che pare che sia uno degli editor preferiti da parte

dei Mac user della vecchia guardia, come mai?

Innanzitutto, BB Edit esiste da 30 anni sotto Mac, quindi è una

delle applicazioni più antiche per Macintosh e anche una delle applicazioni più

avanzate, diciamo così, nel senso che di fatto è automatizzabile, giusto per

dare un po' il panorama, John Gruber scriveva la documentazione tecnica di

BB Edit, insomma, a dimostrazione del fatto che comunque è legata strettamente.

John Gruber per chi non lo sapesse, è uno dei maggiori opinionisti

nel mondo Apple, è uno dei più famosi.

Per cui alla fine appunto nasce tantissimo tempo fa espressamente per l'interfaccia

grafica di macOS, o meglio, addirittura dei sistemi precedenti a macOS

o

M'Cos X, per cui nella sostanza la vecchia guardia lo apprezza molto

anche perché appunto ha tutta una serie di funzioni che adesso non

possiamo neanche andare, devo dire la verità, mai usato in vita mia.

Tro sicuramente ha Rex, ha tutta una serie di cose veramente anche

a livello relativamente avanzato e che vi permettono di fare sul testo

tantissime cose, quindi viene utilizzato da tantissime persone che utilizzano da tanto

tempo a un costo, a un costo che non me lo ricordo,

secondo me comunque costa scosticchia, perché questa non è un'applicazione e comunque

ha una base utente di un certo tipo quindi non credo sia

un abbonamento, ma comunque una licenza di BB Edit costa dei soldini.

Secondo me.

Stavo appunto dando un'occhiata,

costa.

Sì, costa 50 euro.

Poi adesso continua a ripetere per un'applicazione, che presumibilmente per uno scrittore

professionista costa pochissimo.

Tuttavia, se consideri che Word

ti costa 40 o 60 euro al

contrazione se vuoi, però all'anno alla fine BBI ti costa molto meno

ed è una licenza, una tanto, diciamo o meglio, poi ovviamente ci

sono gli aggiornamenti, ma questo è quanto.

Non entrerei più nel dettaglio, anche perché siamo poi già abbastanza oltre.

Io invece passerei alla multipiattaforma e l'unica applicazione veramente multipiattaforma che conosco

e che effettivamente vale la pena è iRider, è presente su Mac

OS, iOS, Android e Windows, quindi di fatto copre quasi tutta applicazione

a pagamento 30 euro la versione, diciamo, per desktop, chiamiamola così, cioè

Mac e Windows, credo 1999 quindi 20, invece la versione per iOS

e Android.

Il vantaggio, appunto, è che se avete un ecosistema misto, diciamo, è

presente su tutti gli ecosistemi.

È ben sviluppata.

Io vi parlo ovviamente della parte Mac.

Io ce l'ho solo per iOS.

E una delle cose più interessanti di iOS è che gestisce tutte

le funzioni avanzate del sistema operativo.

Quindi, per esempio, la possibilità di avere l'apertura delle cartelle sul posto,

quindi la cartella di un'altra applicazione, io la posso recuperare se ovviamente

l'applicazione su iOS o iPadOS gestisce la modalità corretta di Apple

sostanzialmente.

Vi permette, però, di lavorare direttamente su quei file contenuti in quella

cartella sottocartella che condividete con i writer ed è una delle pochissime

applicazioni per scrivere che lo fa.

Quindi da considerare, all'epoca l'ho presa proprio per questo motivo perché mi

permetteva di manipolare i file in markdown in questa maniera, cioè senza

dovere fare dei giri strani, spesso e volentieri ho una cartella dove

per esempio, l'avvocato e Mac ho una cartella dei file in scrittura

dove ci sono tutti gli articoli che ho iniziato a scrivere che

devo finire.

Quindi, ovvio che condividere solo quella cartella, mi diventa comodo per fare

le mie cose, perché in quella cartella trovo tutta la mia roba

e modificando in hair writer, dopo riesco a fare tutto il resto,

tutto il mio flusso di lavoro, diciamo, continua in maniera trasparente.

Quindi consigliatissima soltanto due note, una che costa 30 euro praticamente per

tutte le versioni.

L'altra cosa interessante è che una nota di colore che porta con

sé quattro font di high writer che si chiama Mono 4

e non li ho ancora visti.

Adesso volevo dargli un'occhiata per capire che tipo di font erano.

Sono particolari, carini.

Penso che poi quel font lì sia stato preso, cioè sia stata

una loro personalizzazione del font dell'IBM simile.

Però adesso

vado a memoria oggettivamente sono carini.

Ovviamente aspetto grafico minimalista, ha tutta una serie di funzioni molto carine.

La possibilità di vedere graficamente colorare differentemente i sintassi le parole.

Esatto, le parole quindi se sono avverbi, se sono verbi, se sono

insomma è interessante.

Sicuramente, un'applicazione che ha un costo quindi deve essere giustificata.

È anche in italiano quindi, anche da questo punto di vista, se

si vuole un approccio, diciamo, lineare, se non si conosce bene l'inglese

o comunque non si vuole avere un'interfaccia in inglese.

Ecco questo è un punto a favore.

Infatti, è una di quelle applicazioni che io consiglio sempre.

Diciamo già a un livello un po' più elevato, mettiamola così, perché

comunque hanno un costo.

Io su Mac non l'ho mai comprata e non l'ho mai usata,

quindi non posso dare giudizi di nessun genere.

Ah, no, nemmeno io, tanto sono applicazioni professionali, visto che parliamo di

applicazioni professionali, direi di parlare di sublime text, cui non ho alcun

approfondimento.

Però stavo guardando dal punto di vista, come sempre, faccio un giro

sul loro sito e mi fa abbastanza ridere che c'è una GPU

rendering.

Nel senso allora no, adesso ti spiego, ti spiego, ti spiego perché

tu non hai fatto la dovuta premessa.

Queste che seguono sono applicazioni particolari, sono veri e propri text editor

che sono prevalentemente pensati per la programmazione.

Ci ho detto, scrivere e programmare sono molto simili.

Queste applicazioni hanno la particolarità appunto di avere una quantità di plugin

incredibili.

Sono pensate per ovviamente fare coding.

Quindi le GPU e tutto il resto hanno questo motivo, nel senso

che permettono alcune di queste applicazioni, ovviamente permettono anche di fare la

codifica dei programmi e di fare tutta una serie di cose che

esulano da quello che ci interessa a noi, ovviamente.

Ma appunto hanno funzioni molto interessanti, non so su Blind Text, ma

quasi tutti le varie versioni di questi programmi.

Puoi andare a modificare, con avere più corsori.

Quindi, se per esempio, hai il testo ripetitivo, devi modificare del testo

in maniera particolare, tu puoi modificare parole in posti diversi della pagina

contemporaneamente con otto cursori diversi che si muovono, puoi fare delle robe

un po' folliche, però rido perché il GPU rendering no, no, ma

io rido per il GPU rendering che continua a farmi ridere, perché

qui dice che ha bisogno della GPU, utilizza la GPU del vostro

computer per renderizzare l'interfaccia.

Ave se va un po' sopra le righe, comunque io la GPU

rendering ci faccio tutt'altro che utilizzarlo per fare quello.

Comunque in ogni caso ha fatto ridere questa particolarità.

Ecco.

Subime Text è l'unico che non costa, o meglio, lo puoi scaricare,

ti dice di comprarlo, ma non fa null'altro da quello che ne

so.

Io.

Atom invece è una cosa simile.

Parliamo di tutti i programmi più o meno simili.

Tendo a precisare.

Atom è open source in questo caso, invece è stato sviluppato da

GitHub e anche qui appunto.

GitHub è la piattaforma diciamo comprata poi da Microsoft recentemente dove trovate

tutta una serie di progetti open source per sviluppo di programmi sostanzialmente.

Per cui hanno creato addirittura un loro text editor.

L'altro text editor che bisogna citare, perché di fatto credo che sia

utilizzato dal 50-60% degli sviluppatori.

Questo ve lo dico con beneficio del dubbio, comunque è il text

editor maggiormente utilizzato, tristemente è Microsoft ed è Visual Studio Code, però

è open source e altamente personalizzabile.

Infatti, anche qui a livello di plugin ce n'è una marea.

La cosa interessante di questo strumento è che, tra l'altro, è anche

qui un credo una sorta di applicazione Electron comunque un'interfaccia web per

cui nell'assurdo non esiste una interfaccia per iPad, per esempio, ma è

possibile, diciamo, emularla in una finestra del browser quindi potete avere un

editor di testo avanzato in una finestra del browser sostanzialmente.

Quindi ovviamente anche lì dipende dalle vostre esigenze, però

è una cosa da tenere presente.

Diciamo che tutte queste applicazioni sono tutte comunque per utenti molto di

nicchia, mettiamola così.

Diciamo, le ho volute raccontare perché poi l'ultima, quella a cui sono

invece più legato: è Vim che è open source, ovviamente merita.

E per chi ama scrivere in DOS,

un editor di testo, da rigri comando, punta.

Quindi, quello è.

Ovviamente, meriterebbe una o più puntate del podcast, ma Roberto se ne

andrebbe.

No, no, ma io mi metto lì ma faccio altro io intanto

dico qualcosa.

Comunque, se per caso siete interessati, facciamo che invece sono appassionato, ho

fatto una serie di video quindi lo trovate sul mio canale YouTube

e nella notte dell'episodio, trovate il link alla playlist, così vi posso

intrattenere sul perché uso Vim su tutta una serie di cose legate.

Beh almeno il colore, la cosa bella, esatto, se volete, perché poi

se non volete, non è perché se caricate da una finestra di

terminale.

No, beh, se la carica

del terminale

ha il colore del terminale, quindi dipende come lo usi addirittura poi

ci sono le applicazioni del terminale che ti fanno l'effetto monitor catodico

per i nostalgici.

Vabbè, comunque ci sono anche i caratteristiche

quel verde no, no, beh, allora il terminale di Mac o è

bianco o è verde e quello lì

.

Ti ricordi quei vecchi termi?

Sì, sì, è il verde fluorescente sul sfondo nero, esatto, si, su

sfondo nero, si, si

dopo un'ora di Vim, così esce con gli occhi come la peggio.

Io invece ho il Nord Team che è bellissimo, ha dei colori

splendidi per me.

Tuttavia, sì, sfondo nero con tonalità color ghiaccio, sull'azzurrino, sull'azzurrino, comunque con

colori freddi.

La cosa particolare è che essendo open source, Vim ovviamente è multipiattaforma.

Su iOS, che è quello che mi interessa di più, iPadOS

a dire la verità.

Abbiamo vari software che vi permettono di utilizzare Vim sostanzialmente, tra cui

la Shell, che nell'ultimo periodo sto utilizzando per fare tutta una serie

di cose che forse un giorno vi racconterò.

Hai Vim, che è il porting diretto, diciamo su iOS di Vim.

E la cosa carina è che anche qui tutte queste applicazioni comunque

sono integrate in iOS, quindi potete apri con queste applicazioni qualsiasi file

su iOS, quindi è molto carino da questo punto di vista.

Oppure iSH, che invece è una virtualizzazione, un'emulazione di Linux, e quindi

li potete installare sopra tra le varie cose, ovviamente, anche Vim.

Molto interessante, ma io Vim per me è troppo al di là

della mia comprensione del motivo del perché si utilizzano questi strumenti.

Ma Filippo è molto bravo a utilizzarli, questo bisogna dire, tira fuori

delle cose spettacolari.

Invece, io sono uno proprio più base base.

Tant'è che vi consiglio di utilizzare Block Quote su iOS, che è

un'applicazione gratuita molto minimale, con delle funzioni a pagamento, ma ricorda un

po' Markdown dal punto di vista dell'interfaccia.

Tant'è che c'è la possibilità di avere solo l'interfaccia che riguarda l'editazione

del testo, oppure la split, che appunto divide in due lo schermo

a sinistra, come sempre il Markdown e a destra la preview, e

poi in effetti avere solo la preview.

Questo è molto interessante, ha anche un diciamo un file manager che

è stato introdotto con iOS 12 che appunto il file punt, che

consente appunto di vedere tutti i vostri file di testo ed è

quello che a me servia molto come integrazione tra Markdown su MyOS

e block quot su iOS.

Esatto,

Macdown su MyOS e Block quot su iOS, mi permetteva appunto di

accedere indipendentemente dagli strumenti che utilizzavo nella stessa directory che c'era su

iCloud, che era essenzialmente una cartella con tanti file di testo e

via discorrendo.

Di particolare, che come sempre, visto che lo uso io, ha una

particolarità, ovvero che è gratuito.

Tuttavia, tra le funzioni a pagamento c'è la possibilità di esportare in

MD, in HTML o PDF, o addirittura stampare MD formattati, che MD

sta per Markdown formattati.

La cosa che ha stupito invece il nostro amico Filippo che supporta

la Tex e quindi equazioni

oggi è una giornata molto particolare, la mia.

Comunque lasciamo perdere, chiamiamola la Tech va benissimo.

Potevano mettere una C a posto della X in ogni caso.

Detto questo, perché ovviamente devo fare un po' di polemica.

Passiamo invece alla versione cloud.

Che questa mi riguarda perché mi riguarda perché sono approdato a una

particolare applicazione, anche se appunto probabilmente Electron che fa schifo, ma in

questo caso toglie molto probabilmente

trovate l'instant

dell'electron che ti dice questa è un'applicazione Electron.

Quindi voglio dire dicendo: Vedete, noi abbiamo anche questa.

Nonostante che io sia uno abbastanza refrattario, ho cercato di chiudere un

occhio, se non tutti e due, e girarmi dall'altra parte.

E ho utilizzato questa simpatica applicazione che si chiama Notion.

Fa un po' paura questo Notion perché vabbè, a parte che un'applicazione

gratuita quindi ha tutta la mia simpatia.

Lo puoi utilizzare sia su Boom Mac che su iOS, su iPad

OS senza grossi problemi.

La cosa interessante è che fa un po' paura.

Fa un po' paura perché?

Perché è un'applicazione che ti permette di fare la qualsiasi e per

la qualsiasi intendo davvero la qualsiasi.

Essenzialmente il mio utilizzo qual è?

È quello appunto di avere delle metterci dentro delle nozioni.

Adesso, giusto per portarvi un caso pratico, apro il mio notion direttamente.

Voi avete sulla vostra sinistra tutta una serie di, chiamiamole così, di

cartelle, io le chiamo, preferisco chiamarle cartelle, ma diciamo di progetti che

potete semplicemente aprire.

In realtà sono delle pagine web come giustamente ci fa notare il

nostro Filippo, essendo electron non può essere diversamente, ma la cosa interessante

è che sono decisamente facili da configurare, tant'è che la prima mia

pagina riguarda la settimana, quindi avete la vostra pagina divisa in 5

colonne dove potete mettere quello che dovete fare durante queste giornate.

Quindi conseguentemente ci sono i to-do che potete inserire delle pagine indipendenti,

delle togli list e adesso vediamo cosa si può inserire.

Basta che si prema shift slash e avete l'elenco.

Per esempio, diceva appunto, semplice testo, una pagina dove potete inserire un

sacco di cose, to-do list.

Chiaramente ci sono essendo markdown like che non è proprio markdown, è

vero e proprio, perché ho visto che se io copio una qualsiasi

parte del testo formattato come dico io, Markdown, non sempre viene letto

nel modo giusto.

Quindi, diciamo che Markdown like ci sono appunto i famosi H1, H2,

H3, poi c'è il bullet list per chi piace la Bujo Life,

ovvero il Bullet Journal, che non lo conosci?

Lo conosci?

Sì, sì, no, lo conosco.

Non capisco stava arrivando.

Perché la bullet list poi la list puntata però è molto utile

nel caso, per chi piace Bugio.

Io, per esempio, cerco sempre molto qualcosa che si avvicina a questo

tipo di pratica, perché mi piace moltissimo, l'ho utilizzata sulla carta tanto

tempo fa.

Adesso sto applando un po' a Notion, ma io tanto so già

che ci ricado.

Adesso che avendo un iPad con Apple Pensi, so già che ci

ricado dentro come un povero bambino.

Tornando a Notion, tra le altre cose, potete mettere ovviamente le liste

puntate il toggle list, che in realtà sono semplicemente dei file del

testo che potete cliccare con la freccettina di fianco e si apre

come un menu a tendina.

Poi ci sono ovviamente

altre cose molto particolari, come potete mettere degli elementi come divisione delle

pagine sia in orizzontale che in verticale, potete un po' giocarvela come

volete, ma non è finita qua.

Fale anche dei piccoli database che potete utilizzare, ad esempio, per

i task table, ovvero tutte le cose che dovete fare.

Potete mettere essenzialmente potete mettere una simpatica griglia come se fosse un

Excel e potete divertirvi a buttarci dentro dei campi che vanno dal

campo semplicemente con il quadratino di spunta al che ne so, alle

date.

Potete metterci la priorità, i tag, i link, potete metterci quello che

volete in questa tabella, potete riordinarla, potete filtrarla, potete metterla in altre

pagine.

Conseguentemente voi che ne so, avete una tabella, fate una tabella che

è un progetto, definiamolo così, voi potete prendere e linkarla all'interno di

un'altra pagina.

Conseguentemente può essere utile per avere, che ne so, la stessa tabella

dove avete tutti i task da fare, però per esempio potrebbe essere

richiamata in una pagina che è il vostro lavoro e a questo

punto filtrate quella tabella solo con il tag lavoro.

A questo punto sulla pagina lavoro vedete soltanto la task table solo

con tutto quello che avete da fare sul lavoro.

Questo è uno degli esempi, ma non è finita qua perché c'è

molto molto altro ancora.

Adesso volevo soltermi una pagina in particolare che era molto completa, perché

ho seguito il simpatico Eric Reynolds di 30 by 40, che è

uno studio di architettura che lavora in America in qualche posto desolato

perché quando vai in giro non c'è mai niente nessuno.

Una cosa interessante che potrebbe essere è le SOPS, ovvero che sono

gli standard operating.

Procedure standard di operatività.

Essenzialmente, come ha fatto il nostro buon Eric, potete fare una pagina

che racchiude tutto quello che fate ripetitivo ma che non volete più

ricordarvi.

Ad esempio, lui faceva una cosa molto semplice: che è quella dell'installazione

di una stampante.

Che vi sembra abbastanza stupido sul momento,

però quando dovete andare a incominciare a cercare i driver, i link

e capire come avete fatto l'ultima volta per farla funzionare se avete

avuto delle procedure, questo potrebbe essere una cosa molto interessante.

Ma non solo, per esempio, potete utilizzarle per le meeting notes oppure

anche, che ne so, se avete delle particolari idee per il marketing

oppure, che ne so, anche per le parcelle potrebbe funzionare.

Ad esempio, io non lo uso perché questa parte qua mi affido

a qualcos'altro, ma diciamo che potrebbe trattenere tutta la vostra vita non

solo sociale ma anche lavorativa.

Adesso finalmente sono uscito a pigliare questo non ancora, perché adesso volevo

soltanto cercarvi la pagina che mi interessava che non riesco a trovarla

perché è veramente tentacolare, nel senso che se non avete bene le

idee chiare fate un po' fatica a trovarla.

Allora vado sulla mia pagina che è quella del mio studio.

Se vado su faccio

una nuova pagina, dovrebbe a questo punto aprirmi quella che cercavo esattamente.

Che è molto completo, dipende da cosa lo volete fare.

Per esempio, se usate, io ho usato questo tipo di

modello, potete avere una serie di modelli dove avete per esempio in

progress potete mettere tutto quello che il cliente, il contratto, i consulenti,

i vendor ti richiedono, i follow up, cioè le cose da fare.

Le azioni che ti vengono chieste, potete farvi anche delle canban direttamente

all'interno della pagina del vostro progetto.

Per esempio, io ho tutta una serie di progetti, i progetti sono

racchiusi in queste pagine dove posso applicare

dei filtri per le task table e aggiungere anche delle canban che

come sapete sono essenzialmente divise in to do, doing e delle bacheche

esatto.

Però queste sono divise in tre colonne essenzialmente.

Quello che c'è da fare è quello che state facendo, quello che

avete completato e via discorrendo.

La cosa interessante, per esempio, è che potete aggiungere i dettagli sul

brief, ovvero quando incontrate il cliente, mettere l'indicazione anche con Google Maps

all'interno della vostra pagina dove è il sito, un elenco di procedure,

ad esempio potete avere, che ne so, io parlo della mia parte,

una procedura che riguarda il pre-design oppure lo schematic design, oppure il

design di

sviluppo, e poi alla fine l'esecutivo e via discorrendo.

Quindi è molto completo, si può fare davvero di tutto.

Quello che vi consiglio io è iniziate da una pagina, partite da

lì e iniziate a pacioccare per scoprire che in effetti si può

fare di tutto di più.

Un'altra cosa per cui utilizzate appunto è la scrittura degli articoli.

Visto che ha la possibilità del markdown like, chiamiamolo così, gli articoli

ormai li scrivo più qua dentro perché essenzialmente in un'applicazione ho tutto

concentrato, quindi come se fosse un'applicazione di lavoro dove ho tutto lì,

se cerco qualcosa, una procedura che devo fare, che ne so, per

il rendering, sapere le luci che metto di solito.

Il miglior modo per fare una cosa ce l'ho lì.

Sapere la situazione aggiornata dei lavori che sto seguendo, ce l'ho lì.

Ho anche le cose di casa, per esempio, le note dell'episodio di

Snap le scrivo tutte lì, nel senso che semplicemente ho

un file che si chiama note episodio che utilizzo diviso in tre,

dove appunto sono gli argomenti generali che tratto, quelli che riguardano il

BIM e l'arc quiz.

Ho il link all'articolo o al riferimento che mi serve.

Conseguentemente io basta che prendo e sposto nella parte in alto di

questa pagina la cosa che ho trattato, gli aggiungo il minutaggio e

le mie note belle che ho fatte, nel senso che è una

cosa molto semplice, veloce e schematica.

Ultimamente stavo provando anche addirittura a scrivere con Pencil ebbene sì, c'è

questa possibilità perché come sapete Pencil ha la capacità di capire la

vostra scrittura.

Proprio oggi stavo provando a scrivermi un articolo con Pencil.

Quindi voi siete in questa pagina qua e incominciate a scrivere a

mano libera normalmente e riuscite a scrivere un articolo semplicemente così.

Anche con

il dettato, se la cava egregiamente perché si appoggia ovviamente al sottosistema

in cui è, tipo Mecco S e iOS, e se la cava

molto bene.

Direi che più o meno dovrei detto tutto, però so che Filippo

voleva farmi qualche domanda e vedo se riesco a rispondere.

A questo punto, bene o male, le domande che mi hanno appuntato,

le hai più o meno risposte tutte.

L'unica cosa utilizzi Web Clipper ed è così valido come dicono, oppure?

No, non l'ho mai usato e francamente non so neanche come si

utilizza, nel senso che una parte del programma che non conosco, sto

ancora sperimentando, perché in effetti, nel momento in cui metti le mani

dentro il database, incomincio a perderti, perché in effetti c'è la possibilità

di fare un sacco di cose avendo un database interno dell'applicazione.

Sì, ho visto che

adesso a prescindere che sul web, quindi a me non va bene

e ci sono sempre stato a distanza.

Poi sapevo che è una di quelle applicazioni che probabilmente mi ci

perderei a ragionarci sopra.

Tuttavia, so di colleghi, per esempio, che l'hanno trovata molto interessante e

ben fatta.

Quindi ero curioso.

Io mi sono trovato bene nel senso che lo dico chiaramente: subito

mi ha spaventato, l'ho installata, l'ho guardata e ho detto, porca miseria,

cos'è sta roba tolta, nel senso che l'ho tolta, poi l'ho lasciato

decantare.

Ho visto anche questo video dove spiegava appunto come poteva essere l'utilizzo

nel mondo del lavoro, l'ho riaperta, mi ha rifatto paura.

E ho preso proprio a piccolissime dose, ho fatto proprio un giro

molto largo per riuscire a farmela andare bene, adesso capisci che in

effetti le possibilità sono davvero tante.

Non bisogna solo spaventarsi tutto qua, perché te le spiattella tutte in

faccia, non è una cosa che devi andare a scoprire.

Una volta che apri l'applicazione, ti vengono date tutte queste nozioni, nello

senso della parola, è un po' spaventa solo quello.

Una delle cose che non ho utilizzato è il web Clipper.

Che adesso volevo cercare di capire come funziona e fare un esperimento

per capire se potrebbe tornarmi utili.

Da quello che ho capito io è come il web clipper.

Anzi, dicono addirittura che sia meglio del web clipper di Evernote che

effettivamente io quello l'avevo usato tempo addietro e ti permetteva di fatto

di catturare il testo delle pagine HTML pagine web mentre navigavi e

così via.

Quindi diventava molto comodo per catturare informazioni, link a materiale di riferimento

e così via, che poi potevi organizzare.

Ma sicuramente quello è molto utile, nel senso, se fa un effetto

di questa cosa che io non conosco, però ci vuole appunto un'estensione

da quello che vedo da installare su Chrome, Safari e Firefox, e

poi, forse è per quello che non l'ho installato, c'è anche da

quello che ho capito, c'è anche per iOS, conseguentemente diventa molto molto

utile.

No, no, infatti, è esatto, cioè dovunque tu sia, riesci a catturare

e buttare adesso, non so come e non so dove, perché appunto

non ti so dire come funzioni nel dettaglio Notion, però può essere

un sistema interessante, diciamo che Notion è assieme ad altri software come

Obsidian, questi gestori di conoscenza vengono definiti

per avere un unico posto, diciamo, tutto quello che sono le informazioni

che ti interessano, chiamiamolo così, o comunque i concetti che vuoi puoi

eventualmente sviluppare, quant'altro.

Diciamo, la cosa che ho visto in alcuni video e così via

è notion, catturi tutta una serie di cose che ti potrebbero interessare,

poi da lì scrivi articoli, crei un libro, organizzi la tua formazione

professionale piuttosto che.

Sì, decisamente molto potente.

Io per adesso mi trovo bene, devo ancora finire di organizzarmi.

Nel senso, è davvero tentacolare, è una cosa.

E a questo punto direi che visto che abbiamo sforato come il

nostro solito, possiamo anche chiudere l'episodio.

Andiamo a chiudere, chiudo io.

Chiudo anche io, visto che sono andato per le lunghe, mi scuso

per essere andato per le lunghe, ma troverete le note nell'episodio tutti

i link di cui abbiamo parlato negli argomenti.

E poi trovare la puntata andando a digitare a2podcast.it

16.

Dove ci potete trovare questi due simpatici ragazzoni?

Per quanto mi riguarda potete trovarmi sul mio blog Mac Architettura oppure

su Snap Architettura Imperfetta o in qualche altra parte perché sto incominciando

a diventare anch'io tentacolare ma il tempo è sempre meno.

Mentre Filippo lo trovate su avvocatiemac.it e probabilmente su qualche podcast tipo

A2, ma ce n'è un altro di cui io non dirò niente

perché so che Filippo non ne vuole parlare, ma comunque c'è sia

un podcast a suo nome ma anche un canale YouTube che vi

prego di andare a vedere e soprattutto cercate di farglielo fare ancora

perché comunque è molto bravo come youtuber.

Quindi direi che a questo punto Filippo possiamo dare un bel saluto

a tutti quanti e ci sentiamo tra due settimane.

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