Ep. 15 1:03:37

i programmi di video-scrittura

Roberto e Filippo oggi esaminano lo stato dell’arte dei programmi di video-scrittura. Come nascono quali sono i loro limiti ed i software più conosciuti.

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Roberto e Filippo oggi esaminano lo stato dell’arte dei programmi di video-scrittura. Come nascono quali sono i loro limiti ed i software più conosciuti.

Note dell’episodio

  • Videoscrittura — Wikipedia: voce enciclopedica che definisce la videoscrittura come scrittura effettuata mediante tastiera e video, con visualizzazione in tempo reale del testo digitato.
  • WYSIWYG — Wikipedia: spiegazione del principio “What You See Is What You Get”, il paradigma alla base di tutti i programmi di videoscrittura trattati nell’episodio.
  • Microsoft Word: lo standard di fatto della videoscrittura, disponibile su Mac, Windows, iOS e iPadOS tramite abbonamento Microsoft 365; gratuito su dispositivi con schermo inferiore a 10,1 pollici.
  • Pages — Apple: suite gratuita Apple per macOS, iOS e iPadOS; accessibile anche via browser su iCloud.com da qualsiasi sistema operativo.
  • LibreOffice: suite open source multipiattaforma (Windows, Mac, Linux), successore attivo di OpenOffice, con formato nativo ODT.
  • Collabora Office — App Store: versione mobile di LibreOffice per iOS e iPadOS, utile per aprire file ODT su dispositivi Apple.
  • Documenti Google — Wikipedia: voce che ripercorre la storia di Google Docs, incluso il passaggio da tecnologia Microsoft ASP.net a Linux nel 2006.
  • Scrivener: software di scrittura creativa e strutturata (non videoscrittura tradizionale), anticipato come argomento di una puntata dedicata.
  • Ulysses: editor basato su Markdown per macOS e iOS, anch’esso rimandato a una puntata specifica.

Sinossi1

1. Che cosa si intende per videoscrittura

Filippo apre l’episodio con una distinzione storica fondamentale: i programmi di videoscrittura non nascono come strumenti per scrivere, ma per dattiloscrivere, cioè per mettere in bella copia testi già composti. Nelle cancellerie e nelle redazioni giornalistiche, prima dell’informatica, le dattilografe battevano a macchina producendo copie su carta carbone — un sistema tedioso e poco emendabile. L’avvento del personal computer trasforma quel foglio fisico in un foglio virtuale: si digita, si vede il risultato in tempo reale, si può correggere senza riscrivere tutto da capo.

Filippo porta un esempio diretto dal mondo legale: depositare un atto in tribunale richiedeva originariamente di preparare manualmente una serie di copie sovrapponendo carta velina e carta carbone, battendo tutto in un’unica sessione alla macchina da scrivere. La fotocopiatrice aveva già migliorato le cose, ma il computer le ha rivoluzionate. È in questo contesto che nascono i programmi di videoscrittura — strumenti pensati per l’ufficio, non per la letteratura.

“Questi programmi nascono per dattiloscrivere, cioè per scrivere in bella copia gli scritti. Non sono software per scrivere.” — Filippo, 00:15:59

Il principio tecnico che li accomuna è il WYSIWYG (What You See Is What You Get): il documento sullo schermo è la rappresentazione esatta di ciò che verrà stampato o esportato. Il foglio digitale replica fedelmente il foglio di carta, con tutti i vantaggi della modifica e della duplicazione illimitata.

2. Funzioni base e funzioni ignorate

Roberto e Filippo concordano che la maggior parte degli utenti usa il 10-20% delle funzionalità di questi programmi. Le funzioni elementari — grassetto, corsivo, sottolineato, elenchi — sono nella faretra di quasi tutti. Quelle avanzate, invece, rimangono pressoché sconosciute.

Filippo segnala le intestazioni strutturali (H1, H2, H3 nel gergo web e Markdown) come una delle funzioni più trascurate e più utili: permettono di strutturare visivamente e gerarchicamente un documento, di piegare sezioni, di navigare in testi lunghi. La maggior parte degli utenti le ignora del tutto.

Roberto aggiunge l’interruzione di pagina come altra vittima della disinformazione: invece di inserire decine di invii consecutivi per mandare il testo alla pagina successiva — pratica che genera caos non appena si modifica il contenuto precedente — l’interruzione di pagina risolve il problema in un’operazione sola.

“Io ho visto tantissimi documenti con invio, invio, invio, invio, invio. E tra l’altro crea una confusione notevole.” — Roberto, 00:13:27

Filippo, che si definisce un «talebano della tipografia», introduce anche il concetto di spazio unificatore (spazio bianco non separabile): il carattere che impedisce, per esempio, che il simbolo «€» finisca a fine riga e il numero relativo vada a capo da solo. Chiude con il suggerimento di attivare la visualizzazione dei caratteri nascosti — quell’icona con la ¶ presente in tutti i word processor — per rendersi conto dello stato reale di un documento ricevuto: doppi spazi, interruzioni spurie, caratteri speciali improvvisati.

3. Microsoft Word: lo standard di fatto e il suo peso

Word è l’elefante nella stanza. Roberto e Filippo lo trattano come punto di riferimento inevitabile, pur essendo entrambi utenti limitati: Filippo ha smesso di usarlo intorno al 2003, dopo essersi spostato su OpenOffice su una macchina poco performante; Roberto lo utilizza solo per test occasionali.

Word nasce storicamente su Macintosh — prima ancora che esistesse Windows — come primo programma di videoscrittura per Apple, poi migra e prospera su Windows diventando lo standard globale. Il meccanismo di adozione di massa è chiaro: veniva preinstallato (o circolava «cadendo dal camion», come dicono i due) e le università lo distribuivano gratuitamente agli studenti, replicando la stessa strategia di Autodesk con AutoCAD nelle facoltà di architettura.

Il punto critico è il peso: su macOS, Word occupa circa 2 GB di disco. Roberto fa il paragone con Photoshop — un software per la manipolazione grafica professionale che a malapena raggiunge quelle dimensioni — e con AutoCAD. La causa è strutturale: Word porta con sé decenni di codice legacy necessario per mantenere la retrocompatibilità con formati come il vecchio .doc, che ancora circolano in abbondanza nonostante l’esistenza del formato .docx.

“Un programma di videoscrittura che occupa 2 GB. Manco forse un videogioco o Photoshop.” — Roberto, 00:26:00

Su iOS e iPadOS la situazione è peculiare: Word è gratuito solo su dispositivi con schermo inferiore a 10,1 pollici; su iPad di dimensioni normali o Pro richiede un abbonamento Microsoft 365. L’app pesa 1,1 GB anche su mobile. L’interfaccia replica quella desktop, il che crea problemi di integrazione con il sistema operativo Apple: la gestione dei file nasconde Files, il collegamento preferenziale è con OneDrive, e alcune funzioni — come impostare gli stili o i livelli di intestazione su un documento non preformattato — risultano assenti o difficili da trovare.

4. Pages: leggero, gratuito e integrato nell’ecosistema Apple

Roberto è il principale utilizzatore di Pages nel duo, soprattutto per le relazioni di lavoro, grazie alla dettatura vocale di macOS. La prima cosa che sottolinea è il peso: 294 MB contro il gigabyte e passa di Word.

Pages è gratuito per chi acquista dispositivi Apple e ha attivato le applicazioni sul proprio Apple ID. Roberto precisa però che la suite — Pages, Numbers, Keynote, GarageBand — è accessibile anche da browser su iCloud.com, quindi anche da un computer Windows: ha usato questa funzionalità per un periodo in cui lavorava su PC, esportando poi i documenti in formato .docx quando necessario.

La compatibilità con Word non è perfetta: l’impaginazione di file .doc scaricati da pubbliche amministrazioni a volte risulta scompigliata. Ma per l’uso quotidiano, Pages copre la grande maggioranza delle esigenze. Roberto menziona la stampa unione — funzione tipicamente associata a Word — come presente anche in Pages, seppure in forma limitata.

Due funzioni distintive emergono nella discussione: la prima è l’Apple Pencil, che su iPadOS permette di aggiungere note grafiche ancorate alle parole del testo digitato, utile per la revisione di documenti in ambiente completamente digitale. La seconda è la dettatura vocale di sistema, che Roberto usa costantemente per le relazioni: su macOS è possibile scaricare circa 500-600 MB di modelli linguistici per far funzionare la dettatura offline, senza connessione internet.

“Vi garantisco che dettare è decisamente più veloce. In giro di poco tempo vi trovate delle pagine piene di testo.” — Roberto, 00:43:29

La collaborazione in tempo reale su Pages esiste e funziona, secondo Roberto, per piccoli gruppi (due o tre persone), ma non raggiunge la fluidità di Google Docs per team più numerosi.

5. LibreOffice e Collabora Office: l’opzione open source

Filippo introduce LibreOffice come erede di OpenOffice. Quest’ultimo era basato su una suite originariamente di Sun Microsystems, passata di mano in mano tra acquisizioni e licenze fino a creare tensioni nella comunità open source. Il risultato è stato una scissione: LibreOffice è il fork che ha vinto, attivamente sviluppato; OpenOffice è rimasto indietro e sta lentamente declinando.

LibreOffice è multipiattaforma (Windows, Mac, Linux), gratuito e open source. Il suo formato nativo è ODT, ma apre e salva file .doc e .docx. Filippo avverte però che la formattazione non sempre sopravvive al passaggio: la colpa, secondo lui, è di Microsoft, che mantiene il formato .docx come uno «standard semi-aperto» che in pratica non lo è completamente.

Il tallone d’Achille storico di LibreOffice è l’assenza su mobile. Roberto segnala Collabora Office come soluzione: un fork di LibreOffice per iOS e iPadOS, gratuito, che permette di aprire file ODT su dispositivi Apple. Pochi la conoscono, ma è utile nell’arsenale di chi lavora con formati aperti. Roberto la usa anche su Nextcloud, dove Collabora Online si integra come editor web per file ODT e DOC direttamente nel browser.

6. Google Docs: collaborazione potente, privacy discutibile

Roberto introduce Google Docs con una premessa netta: è gratuito «col sedere degli altri», perché Google monetizza i dati degli utenti. Per documenti che contengono dati sensibili — anche una semplice relazione professionale con nomi di proprietari — caricarli su Google è, a suo avviso, una scelta rischiosa. Filippo condivide la posizione: il loro server Nextcloud esiste proprio per questa ragione.

Detto questo, entrambi riconoscono il punto di forza reale di Google Docs: la collaborazione in tempo reale su scala. Roberto descrive di aver visto decine di persone modificare simultaneamente lo stesso documento, con cursori identificativi di ogni utente visibili in diretta. Nessuna altra soluzione trattata nell’episodio regge il confronto a quella scala.

La diffusione capillare di Google Docs passa, come per Word, dall’istruzione: molte scuole lavorano interamente su Google Workspace, e gli studenti imparano a usare Documenti Google dalla terza elementare. Il lock-in funziona allo stesso modo — chi conosce uno strumento lo porta con sé nel mondo del lavoro.

Filippo cita alcune limitazioni tecniche trovate su Wikipedia: il limite di 1.024.000 caratteri per documento e il massimo di 256 colonne per foglio negli spreadsheet. Chiude con una nota storica curiosa: Google Docs in origine si appoggiava alla tecnologia Microsoft ASP.net e girava su server Windows; nel 2006 la migrazione è avvenuta completamente su Linux.

“Parliamo di Google. Sappiamo benissimo che fa gozzita dati e li rivende a chi che sia per mantenersi. Conseguentemente, vedo un po’ dubbioso utilizzare questa suite per documenti sensibili.” — Roberto, 00:55:17


  1. Questa sinossi è generata con l’intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione della puntata. ↩︎

Leggi la trascrizione completa

Benvenuti all'episodio 15 di A2, in cui scoprirete come ottenere il massimo

dalla vostra tecnologia Apple.

Io sono il solito, ovvero Roberto Marin e sono il vostro ospite

assieme al solito amico Filippo Strozzi.

Di cosa parliamo in questo episodio, Filippo?

Oggi, mio caro Roberto, parliamo dei programmi di videoscrittura: che cosa sono,

come funzionano e quali sono.

Ma prima, prima parola a te per fare il solito discorso.

Apro chiudo una parentesi.

Non abbiamo almeno guardato ieri, quindi direi che oggi è difficile che

ci fossero recensioni.

Quindi non abbiamo nuove recensioni su Apple Podcast, quindi non le leggiamo.

È un peccato.

È un peccato, lo so.

È un peccato.

Quindi, cari ascoltatori, correte a fare recensioni che ci aiutano a salire

e a farci conoscere ed è un modo dei tanti per poterci

sostenere.

Ma potete anche fare altre cose, come ad esempio fare una recensione,

come vi dicevo prima, seguendo il link nelle note dell'episodio della guida

che penso abbia fatto a manina il nostro grandissimo Filippo.

E poi, prima o poi, quando il sottoscritto inizierà a svegliarsi e

magari non essere tartassato anche il sabato mattina di lavoro perché purtroppo

ci sono delle scadenze, potete anche poi trovare altri modi per aiutarci.

Per adesso, intanto, potete anche iscriverci alla mail scrivi.a chiocciola a due

podcast.it.

Quindi a questo punto direi che possiamo andare a vedere l'argomento principale,

ovvero i programmi di videoscrittura.

Non vi nascondo che il sottoscritto, visto che ci sarà poi un'altra

puntata più avanti dove parleremo di altre tipologie di scrittura, chiamiamola così,

ho chiesto al mio amico Filippo, che richiederò di rispiegare in questo

momento qual è la differenza tra un programma di videoscrittura e quelli

di scrittura.

Allora, diciamo che la partenza è questa: tutti sanno, l'elefante nella stanza

è uno o nell'armadio, dipende dai punti di vista, comunque è uno

e

Microsoft World che tutti utilizzano per scrivere.

Di fatto Microsoft Word, che ormai è l'archetipo ed è il programma

de facto che ovviamente si utilizza per scrivere, diciamo, i suoi emuli

non sono in senso tecnico dei programmi per scrivere, ma sono dei

programmi per dati lo scrivere, ovvero per mettere in bella copia, chiamiamola

così, quello che si scriveva una volta a mano.

Adesso non vi faccio la storia lunga, ma ve la faccio molto

breve.

Nel tempo, negli uffici soprattutto, ma anche per pubblicare un qualsiasi libro,

gli articoli di giornale e così via, cosa facevano i reporter piuttosto

che gli scrittori?

Scriveva la macchina.

Ovviamente scrivere la macchina vuol dire che non solo devo scrivere con

un apposito sistema, ma ovviamente se faccio un errore e sono a

metà pagina spesso e volentieri mi tocca riscrivere tutta la pagina, o

fare le modifiche, diciamo direttamente sul foglio e così via, creando, però

ovviamente tutta una serie di.

Una volta appunto si barrava

il testo sbagliato, ripassando indietro con la macchina da scrivere e così

via.

Un altro mondo diverso invece era quello dell'editoria, chiamiamolo così, della carta

stampata vera e propria, dove ovviamente vivano e vivono tuttora tutta una

serie di altre regole dove vengono costruiti una volta a mano, proprio

fisicamente, cioè si metteva una lettera dietro l'altra per la stampa pressa,

diciamo, adesso si utilizzano strumenti più avanzati, ovviamente sempre informatici nell'ultimo periodo,

ma dove si impaginava il testo creato da scrittori di vario genere,

se un giornale, i giornalisti, se è di un libro, lo scrittore

del libro o gli scrittori del libro.

Cosa succede nel momento in cui passiamo da macchina da scrivere a

computer, i primi computer, nascono ovviamente tutta una serie di programmi di

cosiddetta appunto video scrittura, cioè scrittura video invece di scrivere a macchina

sulla macchina da scrivere, si scrive a video, quindi si vede quello

che si fa scrivendo ovviamente con la tastiera.

E da qui su Mac addirittura perché Windows addirittura scusami, non Windows,

ma Word, addirittura nasce sotto Macintosh come applicativo.

Microsoft è il primo, nasce, diciamo, come casa che ha prodotto il

primo programma di videoscrittura per Apple, perché all'epoca forse non esisteva neanche

il Macintosh, parliamo di uni fast a livello di storica storia dell'informatica

esatto.

Microsoft ovviamente è una software house di biglize e così via.

Dopo si mette a fare tutt'altro e tante altre cose, ma Word,

diciamo, nasce prima su Mac, poi passa sotto Windows e poi in

Windows prospera.

Diciamo perché poi di fatto diventa lo strumento che tutti utilizzano.

Perché tutti utilizzano Windows come PC, diciamo cioè come personal computer, comunque

computer da casa, chiamiamolo così, o da ufficio.

E da qui passa un po' come il signore degli anelli.

La storia dell'anello del potere passa nel tempo, nessuno si accorge più

di che cosa vuol dire scrivere, perché questo è il vero problema.

E abbiamo questi programmi che nascono ovviamente per mettere in bella copia

e per fare quello che una volta con la macchina da scrivere

era un'attività tediosa e complicata.

Per gli uffici, ma anche per casa, perché poi a questo punto

diventa tutto un calderone unico.

E quindi chi scrive inizia a scrivere utilizzando questi programmi che nascevano

appunto per datti lo scrivere, cioè per scrivere in bella copia gli

scritti e così via.

E infatti il funzionamento di base di tutti questi software di video

scrittura, appunto, è quello del foglio digitale di carta: cioè il vecchio

principio della macchina da scrivere dove infilavi il foglio e sopra quel

foglio battevi a macchina e ovviamente digitavi sostanzialmente il testo.

Ecco, stesso discorso vale per Word e tutti i suoi succedani, ma

abbiamo un vantaggio che è un vantaggio grosso che poi è il

vantaggio competitivo che ha fatto che ha reso questi programmi ovviamente da

padrone: che puoi modificare il foglio, vedi esattamente qual è il foglio

quindi cosa comparirà, cosa verrà stampato perché una volta si stampava solo

su carta progressivamente.

Poi se siete bravi e se avete seguito le nostre puntate sulla

digitalizzazione, non stampate più su carta, ma semplicemente generate dei PDF digitali

dei succedani appunto del foglio di carta.

A questo punto comunque così si faceva e effettivamente i risultati erano

notevoli, anche perché una volta che io ho finito il mio documento

ne potevo stampare 10, 100.000 copie e negli uffici, una volta, era

anche solo dispendioso fare le copie, per esempio, adesso, io, facendo l'avvocato,

mi raccontavano perché io sono arrivato.

Che diciamo i primi computer erano già presenti in ufficio, quindi si

stava già passando.

C'erano ancora le vecchie macchine da scrivere le elettroniche elettriche, chiamiamole così,

ma si utilizzava prevalentemente ovviamente i computer per fare tutto, anche se

c'erano ancora, secondo me, dei monitor a tubo cattodico di quelli piccolissimi

da 10-12 pollici, tipo e appunto mi raccontavano come si faceva a

fare, per esempio, noi in carta dovevi depositare lo stesso atto varie

volte, cioè un atto per il giudice, un atto per te come

copia per sapere cosa avevi depositato, ovviamente, e un atto per la

controparte.

Poi, se c'erano più controparti, ovviamente ne dovevi fare n copie.

Si prendeva la carta carbone e cosa succedeva?

Mettevi un foglio sull'altro di quella che veniva chiamata carta velina, proprio

che era sottile sottile sottile, facevi delle specie di sandwich di carta,

carta carbone, carta, carta carbone carta e così via.

Battendo macchina, ovviamente si creavano.

Io la segretaria, la datilografa.

Scrivevo un foglio e mentre ne uscivano 2, 3, 4, 5, 6.

Questo era il metodo precedente: della fotocopiatrice, sì, sì, esatto.

Per cui questo era il modo di lavorare una volta, e questi

programmi nascono in questo ambiente, perché è in questo ambiente che poi

il personal computer prospera, cresce e diventa quello che ormai non dico

che tutti abbiamo un nostro computer.

O meglio, tutti abbiamo il nostro computer tra un telefono, un tablet

o un computer, diciamo che sia un laptop, un portatile o un

fisso.

Però questo è quanto

per cui qui nascono questi programmi.

E il sistema che utilizzano, è questo, quello che si dice WYSI,

W

Wiz, cioè what you can see, what you can get, ovvero ciò

che vedi è quel che ottieni, sono programmi che di fatto virtualizzano

il foglio e vi permettono diciamo di scrivere su un foglio virtuale

come se fosse un foglio di carta vero con impaginazione e tutto.

Quindi ovviamente tutti questi programmi hanno le funzioni di base.

Adesso non entreremo nel dettaglio anche perché diamo quasi per scontato che

qualcosa gli utenti lo sappiano, anche se anche qui, una piccola parentesi,

tantissima gente è convinta di sapere usare World tra virgolette, quando appunto

World è un programma enorme, ha funzionalità

, dopo ne parleremo un po' più nel dettaglio.

Ma ci sono veramente tantissime funzioni che nell'80-90% non si conoscono e

non si utilizzano.

È una nota alla vicenda, a parte il grassetto corsivo, sottolineato, barrato,

tutte queste cose qua che dovrebbero essere nella faretra, diciamo, dello scrittore

digitale, chiamiamolo così, una cosa che pochi conoscono e che invece è

molto utile, quindi io lo sottolineo sempre, sono le intestazioni.

Nel senso che testo, diciamo, può avere vari livelli di intestazione.

Noi che scriviamo, per esempio, sul web li conosciamo perché, vabbè, come

nel Mark Now, ma anche nell'HTML, appunto, esistono vari livelli di intestazione

e i vari livelli di intestazione sono legati

all'importanza, quindi il titolo vero e proprio, il sottotitolo, chiamiamoli così adesso,

che abitualmente non vengono minimamente utilizzati

nella scrittura di un documento perché progressivamente appunto la gente non lo

sa fare, diciamo o comunque li sa fatica.

Io adesso non l'ho mai capito, credo la prima più che la

seconda.

Poi appunto, siccome la gente non lo sa, poi quando tu dici

ma guarda, che si potrebbe fare così, no, ma io lo faccio

già così e quindi esatto, diciamo che è un gatto che si

morde la coda, è un circolo vizioso, mettiamola così.

Io lo sottolineo sempre perché vi permette poi di strutturare in maniera

visivamente e anche strutturale, perché la titolazione poi permette di nei vari

formati ripiegare o comunque gestire in maniera più organica un documento, comunque,

non entriamo troppo nel dettaglio, segnalo solo che questa funzione è una

di quelle funzioni interessanti, ovviamente ormai.

Ma non so, io aggiungo anch'io la mia, che è l'interruzione di

pagina.

Vabbè, scusami, l'interruzione di pagina è così sconosciuta.

Allora, giusto, solo per aggiungere un'altra, gli spazi bianchi consecutivi: cioè, se

tu non vuoi che una parola, per esempio, ecco quello a me

manda in bestia.

Devo dire, allora premetto: io ormai sono diventato un talebano della tipografia.

Quindi

non fai più esatto.

Tuttavia, però una delle cose che mi manda più in bestia sulla

faccia della Terra è euro e il numero, e l'euro è alla

fine della riga precedente, e sotto c'è il numero.

È una roba in guardabile

, e appunto lo spazio bianco consecutivo diciamo è uno spazio bianco ma

differente perché appunto permette di legare la parola precedente a quella successiva.

Quindi anche se euro e 1000, per esempio, sono separati, perché appunto

la tabulazione sostanzialmente permetterebbe di mettere l'e come l'ultima lettera della prima

della riga 1 e invece 1000 come la prima parola della seconda

riga successiva, ecco in questa maniera si fa assieme.

Quindi ovviamente l'interruzione di pagina sembra una bagianata, ma io ho visto

tantissimi documenti con invio, invio, invio, invio, invio, e tra l'altro, crea

una confusione notevole, perché ovviamente, se tu, dopo aver fatto passare, diciamo,

il testo nella pagina successiva, nella prima pagina ci scrivi di nuovo,

casomai, si cambia tutto invece, con l'interruzione di pagina, è un sistema

molto lineare.

Ma oggi vi insegneremo a utilizzare

, come si chiama?

Io non so come si chiama quell'icona con la P dove

i

nome, però non te lo so dire per me.

Comunque, se voi è il testo nascosto, chiamiamolo così: esatto.

Ma se per caso vi capita in un testo qualsiasi che vi

hanno mandato, cliccate su quell'icona lì.

Probabilmente perdete due diotrie da tutto il macello che vedete di nascosto

sotto, perché quello vi fa vedere quanto è curato il testo dalla

parte di chi l'ha scritto, nel senso, appunto parlare di introduzione di

pagina, di capitoli, di sottocapitoli discorrendo, con quello salta tutto fuori e

delle volte veramente c'è da piangere.

I doppi tripli spazi, o addirittura i caratteri speciali, chiamiamoli così, i

puntini sono un apposito carattere, non sono tre puntini giusto per dare

qualche idea, ecco!

Però, insomma, io ho paura a mandare il testo a Filippo.

Glielo mando sempre in testo semplicissimo, che non ci sia mai un

errore, perché se no, qua è un casino.

Nel caso, su avvocati Mac oggettivamente trovate abbastanza articoli sull'argomento, e addirittura,

qui andiamo un po' più nel dettaglio.

Siccome appunto sono appassionato di tipografia, c'è anche un webinar: tipografia per

avvocati, ma ovviamente si applica a chiunque.

È ovviamente pensato un po' più per il mondo legale, quindi con

anche tutta una serie di particolarità tipiche del mondo legale, ma in

generale le regole della tipografia si applicano a qualsiasi tipo di testo,

a qualsiasi tipo di scritto.

Quindi sono, diciamo, generali.

Poi, ovviamente, in base alle necessità, vanno gestiti in una certa maniera.

Ma non ci addentriamo troppo perché, se no, riusciamo ad andare oltre.

Anche perché è un'ulteriore piccola premessa, appunto, abbiamo detto questi software di

videoscrittura, in senso tecnico, dal mio punto di vista, quantomeno, non sono

software per scrivere, cioè, vi permettono di mettere in bella copia qualcosa

che avete già scritto dal mio punto di vista.

Ci potete scrivere, ovviamente, nessuno vi vieta di scrivere con Word se

volete scrivere con Word o con un altro programma.

Vi segnalo che esistono altri programmi pensati invece per creare dei testiamo

per quindi creare contenuti, chiamiamoli così, non ne parliamo minimamente.

Eventualmente, se ci sarà voglia, ne parleremo in puntate dedicate.

Addirittura speriamo di avere un ospite nel caso specifico, ma Roberto deve

sentirlo quindi, lo metto online così sappiamo chi deve fare e se

non lo fa, di chi è colpa, vedrò di sentirlo.

No, a parte gli scherzi, saranno due programmi che io non utilizzo,

quindi devo per forza chiamare qualcuno che ne parli.

Allora, su Scrivener che ho usato per almeno 4-5 anni, che è

a colpa, diciamo, di avere di tutte le mie peripezie successive.

Diciamo, posso parlarle tranquillamente io.

Quindi,

volentieri vi aprirò la mente su.

Io praticamente sarò un ascoltatore, farò io le domande al posto vostro.

Ma poi continuo a ripetere anche tu.

Vabbè, adesso, secondo me, fai meno relazioni di una volta.

Tutto, appunto, tutto quello che è fare relazione e quant'altro, utilizzare questi

strumenti è comunque molto più utile.

Io lo dichiaro proprio: Ah sì, sì, ma io ho un altro

metodo.

Sono due software che utilizzi tu, ma che non utilizzo io.

Io utilizzo un'altra serie di software.

A questo punto per quanto riguarda, per le relazioni, mi sono più

invece appoggiato ai Pages per il semplice fatto che posso sfruttare agevolmente

la dettatura di MyOS.

Mentre per quanto riguarda veramente lo scrivere, utilizzo due software che non

sono citati qua, ma che comunque essenzialmente mi appoggia al Markdown, brutto

a brutto, nel senso che è proprio testo e basta.

Conseguentemente dipende da quello che devo fare.

Nel blog tendenzialmente utilizzo il Markdown, invece per le relazioni preferisco dettarle

perché posso farlo in macchina e recupero un po' di tempo.

Invece per quanto riguarda il blog o tutte quelle cose che tendenzialmente

escono come articolo, preferisco curarle un po' di più per il semplice

fatto che

ci si rende conto soprattutto che parlare è una cosa e scrivere

è un'altra.

Ci sono una serie di modi di dire che puoi utilizzare parlando

perché non c'è bisogno di rileggerlo, di risentirlo, mentre invece la lettura

è diversa, deve avere una serie di spiegazioni che nel parlato evidentemente

le puoi anche saltare.

Ma detto questo, passiamo subito invece.

Non abbiamo citato l'altro software che Ulysses, diciamolo giusto solo per dirlo.

Si appoggio sul Markdown.

Poi scrivere come Ulyssis di fatto possono essere utilizzati tranquillamente tutti e

due col Markdown.

Anche se scrive un approccio, chiamiamolo così, più classico, nel senso che

la base del suo testo, l'RTF, grazie a tutta una serie di

sistemi, poi può esportare in vari formati differenti, ma evitiamo di andare

oltre perché non ha senso.

No, no, no, prima ti devo fare una domanda: subito: come hai

fatto a scoprire i due software?

Allora, scrivener

l'ho scoperto per caso, devo dire la verità.

Perché poi diciamo nei miei passati trascorsi ho anche una vena di

scritto, una parola grossa, comunque, diciamo sono appassionato di fumetti e mi

è sempre piaciuto anche scrivere le storie a fumetti.

Quindi, nella sostanza, l'ho acquistato all'epoca per quello, l'ho usato poco perché

poi, vabbè, essendo un hobby, tutto il resto, è andata così.

Però quando non mi ricordo neanche più per quale motivo, ma ho

provato a utilizzarlo per lavorare nella sostanza, e lì c'è stato proprio

il cambio epocale, nel senso che mi sono reso conto che per

determinate cose, veramente era molto più comodo.

Mi permetteva di organizzare meglio soprattutto gli atti complessi e così via.

Ulissis invece nasce molto dopo, anche perché Ulissis credo che abbiano più

di 5-6 anni di vita, ok,

nasce invece dalle frequentazioni, diciamo, legate a Mac, iOS, Markdown.

Effettivamente all'inizio ormai scrivo Markdown da tanto, mettiamola così, almeno da quando

è iniziata avvocate Mac, quindi almeno da 5 anni, se non di

più, ed effettivamente, è una delle applicazioni interessanti.

Io all'epoca avevo comprato la versione per iPad, poi, mentre sono passati

all'abbonamento.

Insomma, morale della favola, io mi sono diretto in altre direzioni.

Era interessante come applicazione, è tuttora molto interessante.

Vari autori ci scrivono libri quindi non è un'applicazione da poco.

Non so se mi spiego, però appunto sono andato decisamente da un'altra

parte.

Grazie anche per questa condivisione.

Invece, passiamo direttamente al programma standard di fatto che Microsoft Word, e

soprattutto ci chiediamo, tutti come abbiamo fatto conoscerlo, semplicemente perché era preinstallato

nei computer che abbiamo utilizzato la prima volta tendenzialmente.

Io arrivo dal mondo Windows, tu non ho anch'io, ovviamente, ma la

cosa vera è una versione di straforo di Word: si, cade sempre

dal camion.

Tutti ce l'avevano, e poi anche uno dei motivi per cui perché

adesso prendiamoci chiaro è anche quello: tutti poi utilizzano questo sistema.

Nel tempo, tra l'altro, Microsoft si è fatta molto più furba, tra

virgolette, una cosa che ho notato che poi ritengo anche comoda da

un certo punto di vista, ma sicuramente è una bella politica commerciale.

Io, come ti raccontavo in prediretta, mi sono iscritto a dei corsi

di perfezionamento all'università e con l'iscrizione all'università, tra le varie cose, ho

anche accesso a tutta la suite office gratis come studente.

E questo, ovviamente, mi permette di utilizzare, diciamo, grazie appunto alla mia

iscrizione all'università, tutti i loro software, tra cui ovviamente anche Word.

E questo è un bel modo di entrare nel

mondo del lavoro.

Proprio perché se io, studente universitario, ho a disposizione gratuitamente questi strumenti

e imparo in qualche maniera a utilizzare questi strumenti.

È anche evidente che in un domani utilizzerò lo strumento che conosco

piuttosto che uno strumento sconosciuto, tipo la Tech,

che ovviamente devo imparare da zero e che casomai mi intimidisce notevolmente

perché devo imparare tutta una serie di cose che oggettivamente richiedono tempo,

richiedono sforzo.

Certo, politica perseguita anche da altri software house, come ad esempio, Autodesk

con il suo AutoCAD.

Praticamente c'era qualcuno di Autodesk ufficiale che arrivava nelle facoltà di architettura

e lanciava essenzialmente i CD-ROM con l'Autocad gratuito per tutti e fatene

buon uso.

Insomma, alla fine ci siamo trovati a usare Autocad come standard di

fatto nel bene e nel male, e mi fermo qui e non

aggiungo nient'altro.

Detto questo, passiamo a Microsoft Word che tutti ricordiamo per Clippy.

Al fine, quella simpatica.

Gli anziani come noi ricordano perché poi è sparito, adesso non c'è

più.

Che triste!

Tuttavia, se andate a cercare su internet lo trovate.

Quindi, non vi preoccupate.

Anzi, se sono bravo, cercherò di mettere anche o nelle note dell'episodio,

addirittura sul podcast il mitico Clippy a un certo punto.

Quindi guardate anche le icone del podcast.

Clippi era molto simpatico, ma non ce ne erano altre altre di

cui mi sfugge il nome.

Comunque era un assistente, diciamo, una prima forma di assistenza virtuale, chiamiamola

così, dove ti aiutava nella digitazione del testo e via discorrendo e

ti faceva anche delle proposte o scene come stampare un file.

In ogni caso era interessante, è una bella cosa che ti teneva

compagnia delle volte volevi solo ucciderlo, ma si poteva anche farlo perché

si poteva spegnere.

Ma detto questo vi ricordo che il sottoscritto non mette mano a

Microsoft Word praticamente da quando ci sono i ribon.

Nel senso che io non li ho mai visti, nel senso che

non ho mai usato un ribo in vita mia.

Io ti so dire da quando, per lavoro, diciamo, poi, per esempio,

appunto anche recentemente ho fatto qualche test su Word, ma non lo

uso per lavoro o per scrivere in qualche sua forma, diciamo, non

l'uso da tantissimo tempo dal 2003, perché a un certo punto su

un vecchio computer che ovviamente andava a carbonella, l'ulteriore esplosione di Word,

perché, diciamo, ce l'ho anche fino a un po' di tempo fa,

World aveva

i suoi problemi.

Ho deciso che non l'avrei mai più usato e effettivamente, all'epoca sono

passato a Open Office, ne parleremo dopo in una sua diversa incarnazione,

devo dire la verità: però, la stabilità di Open Office era rispetto

a quella del World del tempo, su una macchina ovviamente vecchia, non

performante.

Quindi non diamo tutta colpa a World.

Diciamo, ma sicuramente uno dei difetti di World grossi, è quello che,

per esempio, su Mac occupa circa 2 GB un programma di videoscrittura,

cioè un manco forse

un videogioco o Photoshop.

Photoshop arriva a 2GB

giusto per il contesto, Photoshop è un programma per manipolare le immagini

per fare milioni di cose nell'ambito grafico.

Quindi e Photoshop anche lì è un programma che prima serviva per

ritoccare le foto, adesso praticamente ci fai qualunque cosa.

C'è intelligenza artificiale lì dentro.

E poi c'è anche AutoCAD occupa una Madonna e mezza.

Altri programmi di Beam Autoring, ad esempio, pesano meno di AutoCAD e

fanno molto di più.

Questo giusto per darvi l'indizio di quando i programmi erano nati negli

anni 70, giudì di lì, si sono portati indietro tutto il codice

fino a diventare delle cose abominevoli, mentre il software più recente alla

fine è meno pesante perché è semplicemente molto più ottimizzato e tante

menate

di software precedenti se li possono scordare, quindi sono anche delle volte

molto più stile.

Anche perché poi alcuni software devono essere retrocompili, anche se ovviamente questo

crea ulteriori, perché un altro discorso grosso è che ormai, per esempio,

i file vecchi di Word sono i file.doc, adesso esiste lo standard

semi-aperto da quel che ne so io di Doc X, però io

vedo ancora circolare tantissimi file doc.

Ovviamente, per far funzionare tutto software, diciamo, cioè o meglio, formati di

file di 15, 20, 25 anni fa, è ovvio che bisogna fare

degli arzigogoli notevoli a livello informatico.

No, no, questo non lo metti in dubbio, solo che insomma, certe

cose si notano alla fine sul peso del disco e anche sulla

mastodonticità diciamo

perché poi appunto ovviamente un programma che occupa 2 GB

richiede anche tante risorse del vostro computer e così via.

Tant'è vero che spesso e volentieri si utilizzano le versioni per mille

ragioni, ma anche versioni antiche diciamo di Word.

Perché io ho visto computer con Word 2000 e Word, ci sono

poi perché poi Word, fino alla sua incarnazione attuale che Office 365,

cioè la piattaforma a 360 gradi di Microsoft, prima i singoli programmi,

ovviamente venivano venduti separatamente e c'erano aggiornamenti a cadenza

un po' differenziati, quindi si avevano le varie annate, diciamo, di Word,

giusto per dare un'idea.

Adesso, almeno Microsoft, con Windows 10, in sostanza, è da un po'

che mantiene sempre gli stessi nomi, cambia il numero di release sotto,

ma l'utente finale è abbastanza trasparente.

Parliamo un po' velocemente di Word, anche se anch'io appunto tutte e

due, non è che siamo degli esperti utilizzatori.

Io mi ricordo solo una cosa: quando facevo l'installazione, dovevo deselezionare tutta

una serie di opzioni infinite.

Solo per l'installazione di Word mi ci voleva mezz'ora, perché l'installazione standard

occupava, che ne so, dico 2 giga, tolte tutte le spunte che

dovevo togliere perché c'era tutta roba inutile che nessuno usava come delle

volte installava anche il visual basic per

le tante cose, Word è programmabile comunque con i programmi di Microsoft,

ma è programmabile, mettiamola così.

E quindi il vantaggio di Word ovviamente è attualmente multipiattaforma, multipiattaforma fino

a mezzogiorno, cioè, per esempio, Linux non credo che ci sia.

Però Mac e Windows bene o male sono la pari.

Una volta Mac era indietro rispetto a Windows, adesso ho visto che

l'interfaccia è praticamente uguale, quindi c'è anche uniformità di piattaforma.

Mettiamola così.

Esiste una variante per iOS e iPadOS, ne parleremo brevemente dopo.

Adesso Microsoft, che sta invece andando alla rincorsa, chiamiamola così, visto che

aveva il mercato dominante, ovviamente era il mercato del software per computer.

Vale alla rincorsa di Google.

Quindi ha creato anche una Word, diciamo, per il web, chiamiamolo così,

che si può utilizzare ovviamente da un qualsiasi browser

per la collaborazione online.

Quindi esiste anche la possibilità di collaborare online.

Anche se, lo continuo a ripetere, non è detto che sia la

cosa migliore, mettiamola così, e comunque è tendenzialmente un po' limitato rispetto

al Word vero e proprio, anche se lo ripeto, World ha talmente

tante funzioni che spesso e volentieri se ne usano nella normalità dei

casi tra il 10 e il 20%.

Quindi abitualmente per un utilizzo normale di scrivere, diciamo, si fa tranquillamente

senza nessuna

maggior parte delle funzioni.

E qui posso parlare velocemente delle applicazioni su iOS e iPadOS.

La particolarità di innanzitutto di Word è che, o meglio, di Office

365, perché credo e dico, credo che non sia più acquistabile separatamente

come programma, mettiamolo così, ma è in abbinamento con Office 365.

Addirittura con la pandemia, Office 365 è diventato ancora più grosso, c'è

dietro Teams le facce di Roberto che voi non potete vedere, sono

emblematiche, ma qui stendiamo a velipietosi.

Comunque, a prescindere da questo, le licenze sono molto particolari.

Per cui, per esempio, su iOS, se non sbaglio, se non è

cambiato qualcosa, perché anch'io non è che ci stia troppo dietro.

Su iOS è gratuito, nel senso che voi potete scaricare Microsoft Word

per iOS, quindi per il telefonino, per intenderci, o addirittura per gli

iPad piccoli e non pagare niente e avere tutte le funzioni senza

dover fare niente.

Roberto mi dice che ho sbagliato, immagino.

No, no, no, no, no, domanda cosa si intende per iPad piccolo?

Nel senso, l'iPad base, allora vado a memoria e non ho controllato,

devo dire la verità.

Sono stato un bambino cattivo.

Lo io, non ti preoccupavo.

Nella sostanza, l'ultima volta che me lo ricordo io, perché poi ascoltando

le varie cose, però non utilizzandolo non mi interessa.

Per la mia versione, cioè l'iPad Pro di grosse dimensioni, era pagamento.

Tanto, è vero che un anno giusto per provare com'era, l'ho pagato

anche un anno di abbonamento.

L'avoi fatti male proprio,

ma non costava poco, erano 30 euro, tipo, ho detto: Vabbè, caso

mai, tutti ne parlavano molto bene, tra l'altro, per cui ho detto:

proviamolo poi oggettivamente, come tutte le cose di Microsoft, soprattutto per il

sistema Apple, se Word, diciamo, per Mac va anche bene,

sto guardando adesso perché visto fare una faccia strana, ma per un

semplice fatto: ho aperto l'App Store, ho guardato il mio simpatico Microsoft

Word che ti dice che lo puoi scaricare, sì, ma solo lo

puoi usare se hai un abbonamento Microsoft 365 idoneo.

Sono sceso un po' e ho visto che occupa la bellezza di

1,1 GB

solo per Microsoft World!

Sono purtroppo avendo una serie di codici incredibili.

Ecco un'altra cosa da dire: soprattutto nell'ottica di Apple, chiamiamola così, se

appunto vi dicevo su macOS sostanzialmente non ci sono grossi problemi, da

quel che ne so io, su iOS e iPadOS che richiede ovviamente

implementazioni più avanzate di determinate tecnologie tipiche del sistema operativo, una tra

tutte la gestione dei file Microsoft Word, come tutte le varie applicazioni

Microsoft, sono tutto forché semplici da utilizzare sotto sotto iOS, sotto iPadOS,

addirittura proprio perché invece vanno al contrario, cioè l'interfaccia è la stessa

interfaccia che trovereste sul vostro Mac o su Windows, però nasconde di

fatto, per esempio, l'interfacile viene nascosto.

E per esempio, sì, è bellissimo perché ho dei colleghi che mi

hanno chiesto alcuni consigli.

Ovviamente lavoravano solo su Word.

Quindi, ma io ho l'iPad, mi piacerebbe lavorare sulle iPad.

Ovviamente loro facevano tutto attraverso OneDrive,

e anche lì l'interfaccia di Word si aggancia direttamente a OneDrive.

Saltando tra virgolette, file.

Quando gli ho fatto vedere, ma guarda, che puoi fare con anche

con file, è rimasto basito.

Tra virgolette, ok.

Invece ho trovato la notizia che cercavamo, sentite qua che simpatici di

Microsoft adesso gli rigo la macchina subito perché è gratuito per l'editing

dei testi.

Per, diciamo, dimensione dello schermo più piccolo di 10,1 pollici.

Quindi la base tagliato fuori.

Io mi ricordavo proprio una roba del genere, cioè il minifun c'è,

ma la in panna normale no.

Io mi ricordavo una cosa così, perfetta.

Che è assurda come cosa, tra l'altro, perché la diagonale del però

è assurda, ma non così assurda, perché ovviamente Word c'è anche per

i tablet, Microsoft, e forse per Android, non lo so.

E quindi probabilmente loro hanno fatto

una loro politica così.

Poi vabbè, Microsoft e Microsoft.

Insomma, non ne possiamo parlare di più perché, se no, intanto che

parliamo di Microsoft, volevo salutare il nostro amico comune, Nicola Losito,

che ci ha raggiunto in chat.

Ciao, Nicola.

Grazie, Nicola, per essere qua con noi e ad ascoltarci.

È un piacere, ovviamente averti in compagnia.

Stavamo parlando essenzialmente del male del millennio che è World, giusto per

fare i complimenti.

Comunque, tornando a Bomba, cosa ce ne facciamo di World?

Cioè di un giga e uno di spazio per fare due righe

di testo.

Possiamo sfruttare la collaborazione come dicevi.

C'è lo spazio cloud.

Bisogna pagare un abbonamento che mi pare di aver intravisto sui 70

euro per quanto riguarda la piattaforma Mac OS invece su iPad e

iOS, mi pare di aver intravisto un 7 euro.

Non ho capito se l'esa anche lì è abbastanza complicato, ma tendenzialmente

quello che consiglio io è di prendere la multilicenza, cioè ovviamente se

avete più di un dispositivo perché se no non ha senso.

Ma con la multilicenza se lavorate in ambienti misti, cioè World, Mac

e iOS iPad, perché poi alla fine, appunto abbiamo visto.

iPad nella sostanza, se avete un iPad normale fino al Pro, vi

tocca pagarlo eventualmente World.

Vi consiglio il multilicenza perché a questo punto potrete lavorare in maniera

indifferente.

Diciamo sia su Windows che su Mac che su iOS.

Credo la multilicenza vada fino a 5 dispositivi o 5 o 6,

anche lì vado a memoria, per cui da un certo punto di

vista, se volete utilizzare su vari dispositivi, ha molto più senso, diciamo,

avere che costa un po' di più ovviamente una multilicenza.

L'altra cosa che vi volevo raccontare sulla versione per iPad barra per

iOS, è che ovviamente non è un world completo al 100%, per

esempio, una delle cose che a me personalmente manda in bestia, ma

ci sta, voglio dire, è il fatto che non sia possibile impostare

gli stili e ovviamente la titolazione, se non un documento preformattato preformattato.

Certo, puoi utilizzare

, allora, credo e dico credo, perché anche lì non ho fatto un

controllo casomai.

Dopo ci provo mentre parli, un attimo, anche Pegis ha questo difetto

a livello pratico.

Su iPad, no, no, adesso io ce l'ho, infatti, ho solo il

Mac con me.

Ce l'ho.

Infatti, dopo lo provo immediatamente quando parliamo di Pegis.

A questo punto direi che parliamo di Pegis.

Che stavo dando una bell'occhiata giusto per dare due righe di differenza.

Parlatene male fin quanto volete di Pegis, ma intanto pesa solo 294

megabyte.

Ripeto 294 in confronto a un giga e pulsa inutili di Word.

Ovviamente immagino che il mio parere l'avete già intravisto dalle mie parole.

Che uso praticamente i Pegis e tutta la suite che ci ha

donato, tra virgolette, Apple, perché bisogna ricordare che questa suite: Peggis, Numbers,

Keynote, Garage Band, tutta la compagnia cantante è del tutta gratuita per

chi utilizza o compra.

Esatto, che utilizza, chi compra, diciamo per l'altro, attenzione, ecco, piccola particolarità:

perché non è solo comprare, ma devi avere attivato, agganciato le applicazioni

al tuo account Apple ID, che è un'altra mezza fregatura, tra virgolette,

mezza fregatura, perché ci stavo pensando perché appunto questa cosa qua dell'Appoli

D può essere però utilissimo perché stavo leggendo appunto nella nota della

scaletta che funziona solo su Mac, ma qua su Mac iOS o

iPadOS, ma qua in realtà non è completamente vero perché questa

tipo di suite è raggiungibile anche dal proprio account iCloud.com passando dal

sito ufficiale iCloud.com vi trovate il vostro spazio e in realtà potres

aprire qualsiasi tipo almeno di computer, chiamiamolo così, perché non so se

è fattibile su

smartphone o iPad diversi, ma in ogni caso sicuramente se avete computer

Windows voi potete accedere tranquillamente a Peges e compagnia cantante direttamente dal

browser.

Io l'ho usato per un po' di periodo dal browser perché qualche

anno fa lavoravo su computer Windows e mi veniva da grattarmi tutte

le volte, non riuscivo a capire come far funzionare Word e mi

sanguinavano gli occhi.

Preferivo quindi a questo punto farmi i miei documenti con Pages e

poi esportarli in formato DOX o come cavolo si chiama

di Word che appunto è diventato uno standard che non è di

fatto uno standard perché essenzialmente uno standard dovrebbe essere completamente aperto, completamente

libero, ma così non è da quello che ho capito.

In ogni caso, tornando invece per quanto riguarda, il nostro simpatico Pages,

fa tutto quello che fa essenzialmente Microsoft Word, a parte alcune parti

che tendenzialmente il 90% di tutti noi, compreso penso anche Filippo, non

utilizzi di Word, per esempio, fare le macro.

Penso che non te ne siete nutritioni,

ho anche questo.

No, no, no, non ci sono mai entrato dentro,

utilizzavo perché era necessario.

Creare le lettere sostanzialmente con un file di Excel, con tutti i

nomi, gli indirizzi e così via.

E fare 100 lettere uguali, diciamo soltanto che dove cambia l'indirizzo.

Una stampa unione, stampa unione.

Che comunque esiste in una qualche forma anche su Peges.

E chiudo una parentesi, ma non ci entro minimamente dentro.

Ovviamente Page su Mac, soprattutto, gestisce tutti gli Apple Script, quindi è

automatizzabile, ovviamente.

Buon sapersi.

Neanch io sono mai entrato dentro l'Apple Script e me ne tengo

da lontana, perché appunto diciamo che è più programmazione quella nel senso

della parola, a differenza di automator che ne abbiamo parlato qualche puntata

fa, che è decisamente più visuale, e si riesce a seguire anche

dagli ignoranti come sottoscritto, quindi tendenzialmente è più facile.

In ogni caso, come avevo accennato precedentemente, il utilizzo per le relazioni

perché posso parlare al Mac e il Mac scrive liberamente, quindi scommetto

che potete dirmi tutto quello che volete, che siete velocissimi nella vostra

scrittura, ma vi garantisco che dettare è decisamente più veloce, perché in

giro di poco tempo vi trovate delle pagine piene di testo, avete

soltanto forse da formattarlo, però è un costo che si va anche

a pagare volentieri perché ne avete risparmiato di tempo.

Certo bisogna rileggerlo, perché ovviamente se non siete abituati a dettare, bisogna

andare a capire un po' quali sono i problemi.

Per esempio, so che esistono

delle parole chiave per farlo andare a capo, ma porca miseria non

me lo ricordo mai tutte le volte.

Deve essere qualcosa come salta paragrafo, una cosa del genere.

Comunque ci sono delle parole chiave che permette anche di andare a

capo.

Nuovo paragrafo, prima o poi lo imparerò, me lo memorizzerò tutte le

volte devo smancare.

Su Make OS c'è l'assistente che è molto comodo perché ti dice

tutte le parole che devi dire.

I comandi, chiamiamolo così.

Tuttavano entriamo nel discorso.

Su iOS invece non è così automatico, ma di fatto, da quel

che mi ricordo, io, i comandi ci sono e probabilmente c'è anche

una pagina di supporto Apple.

Adesso vada a memoria, probabilmente sì, ma come sapete io sono abbastanza

pigro.

Conseguentemente mi piace sperimentare per conto mio.

Tuttavia, vabbè, userò la guida.

Grazie Filippo.

Adesso me la vado a cercare.

Ecco una piccola parentesi: anche World, anche per Mac e per iOS,

ha implementato la funzione di dettatura diciamo del testo.

Credo poi utilizzi sostanzialmente l'intelligenza artificiale, tutto il resto, di Cortana e

cose simili.

Quindi riconoscimento vocale, diciamo, stessa cosa vale per Apple, la cosa carina

su Mac è che addirittura potete utilizzare, esatto, non va sulla macchina

in automatico, diciamo, ma se vi scaricate, secondo me, 500-600 megabyte di

roba e dovete farlo.

Volutamente, cioè fisicamente dovete andare nell'impostazione apposta e dirglielo.

A quel punto lì funziona anche

senza collegamento internet per la dettatura vocale iPhone, da quello che ne

so io, invece non è possibile, è una delle grosse limitazioni.

Che lo sappia che no, deve avere un collegamento.

Però ho notato che secondo me su iOS non si appoggia a

Siri direttamente, ha proprio una dettatura interna.

Perché ho notato che, soprattutto nella zona in cui abito o cui

faccio la strada e poco coperta, la dettat comunque funziona allo stesso

con una copertura molto bassa del segnale.

Quindi ipotizzo che non si vada proprio a collegare a Siri per

la detatura, ma forse a un meccanismo interno che si associa all'hardware

del dispositivo che state utilizzando.

Ancora tutto da sperimentare, come sapete né io né Filippo, o perlomeno.

Io sicuramente non sono in grado di aprire un iPhone e guardare

dentro come funziona e capire quali siano i dettagli hardware che possono

far funzionare un software di questo tipo.

Però in ogni caso c'è qualcuno che si è anche lanciato a

capire queste cose, io me sono tenuto fuori, penso Filippo.

Io non sono un utilizzatore della dettatura, proprio, devo dire la verità.

Io lo uso costantemente perché mi viene comodo, nel senso che spesso

anche invece di fare i messaggi vocali, mi viene molto più comodo

fare un messaggio di testo dettato.

Apriamo chiudiamo una parentesi: il vocale non si fa al massimo.

Dettate un messaggio a Siri.

O quel che è, sono d'accordo, oppure ci sono anche adesso.

Ci si lancia anche sui video videopalla infiniti, che è capitato.

Nel senso, quelli degli amici si guardano volentieri, ma ci sono alcuni

videopalla.

No, allora i videopalla non si riesce.

I videopalla di Telegram sono a un minuto si bloccano un minuto

per carità un minuto, ma te ne trovi sette?

Ah, no, no, vabbè, quello.

Ma io tanto sono dalla teoria che mandatemi tutti i video e

audiomessaggio che volete, non li ascolto, ok, tagli direttamente.

No, la cosa interessante è che c'è la funzione due per quindi

si saluto molto.

È vero, è vero, è vero.

Nel caso di Alex, devo dire la verità, ogni tanto faccio un'eccezione.

No, ma

x ci sta per carità, perché possono anche essere interessanti, ma ti dico

che alcuni clienti mi mandano dei video parla che veramente mi vedi

capotato sulla sedia.

Ti dico solo questo.

Ah, no, anche lì, approccio diverso.

I miei clienti non hanno il cellulare, quindi apposto così, niente

, io vivo col cellulare.

Comunque, adesso chiudiamo la parentesi delle cose personali, ricordiamo di Pegis che

stiamo sforando come il nostro solito.

Adesso andiamo a chiudere su LibreOffice e il resto.

Due parole ancora su Pegis, che permette la collaborazione tra persone sullo

stesso documento.

Io l'ho provato, ha funzionato abbastanza bene.

Filippo l'ha definito non super fantastico.

Diciamo che la collaborazione per due o tre persone va.

Se si vuole utilizzare qualcosa di maggiore, chiamiamolo così.

Allora è qui iniziare.

L'ho usato per piccoli gruppi.

Altra cosa interessante è che, giustamente, visto che siamo in casa Apple,

non possiamo non parlare di Apple Pencil che permette di aggiungere delle

note smart al vostro documento, ovvero la possibilità di creare delle note

grafiche sulle parole che seguono il testo digitato.

È utile per la correzione di un documento interamente in digitale, molto

utile.

Davvero, questa Apple Pencil, apro una piccola parentesi, ma questa volta sono

due parole.

Continuo a dire che è una grandissima invenzione più che altro implementazione

sotto tutti i punti di vista del sistema su cui si va

a appoggiare tendenzialmente iPadOS.

Chiudo questo, la parentesi, usatela e mi ringrazierete.

Lascio la parola invece al mio amico Filippo per LibOffice.

Due parole, anche perché appunto bene o male tutte queste suite si

equivalgono.

Diciamo che office è bene o male a pagamento, salvo poi i

soliti discorsi, sconti, avere, per esempio, come sottoscritto da 5 euro

anche quelle lì, sì, esatto.

Oppure essere iscritti all'università e quindi poter usufruire come studente e così

via.

Pages è, tra virgolette, gratis se avete dato a mamma Apple il

vostro portafoglio, e infine abbiamo LibreOffice che è la versione open source

bene o male della suite Office che abbiamo visto fino adesso.

Ovviamente vi parlo di LibreOffice perché

all'epoca, cioè 10-15 anni fa, esisteva Open Office, ma c'è stata tutta

una serie di atribe, tra gli sviluppatori.

Per cui attualmente il software che viene sviluppato dopo una serie di

discussioni, diciamo, di gestioni differenti di questi software, perché Open Office, o

meglio, il sistema operativo, la suite, diciamo su cui si basava Open

Office era credo da Sam Microsystem, che ha fatto dei vari passaggi

ovviamente

di licenza e così via nelle varie acquisizioni.

Insomma, c'è stata un po' di confusione e il mondo open source

si è incacchiato sostanzialmente.

LibreOffice, però adesso è quello più sviluppato.

Quindi non ha senso andare su Open Office che è dietro anni

a questo punto, probabilmente

, sta morendo perché ovviamente se non viene sviluppato.

Invece, LibreOffice comunque viene sviluppato, è multipiattaforma.

Quindi Windows, Mac, Linux.

Ovviamente riuscite, non l'abbiamo detto chiare tondo, ma ovviamente tutti questi programmi

riescono bene o male ad aprire file DOC e DOCX.

Ognuno ha il suo formato proprietario.

Quindi Pages e Pages, appunto, LibreOffice è un formato aperto O di

T.

Bene o male, tutti li aprono.

I file Word sostanzialmente, non sempre la formatazione è corretta.

Ci sono degli svarioni delle volte.

Questo è grazie a Mamma Microsoft perché non c'è niente da fare.

Teoricamente, il DocX dovrebbe essere aperto, uno standard aperto.

Ci ho detto, non è esattamente così, almeno dalla mia poca esperienza,

perché poi devo dire la verità: io non utilizzo praticamente questo formato,

quindi mi interessa fino a mezzogiorno.

Però, spesso e volentieri, se scarico dei file DOC dalle pubbliche amministrazioni,

che peraltro dovrebbero un PDF, ma questo è un altro discorso.

Ancora, lasciamo perdere: l'impinazione viene fuori quando li apro su Apple, viene

fuori in maniera imbarazzante, ma alla fine, poco importa.

La cosa che voglio specificare, diciamo di più è quella che una

delle grosse mancanze, diciamo, di LibreOffice è che su iOS e iPadOS

di fatto non c'era nulla di concreto.

Ecco, recentemente poi da ormai due o tre anni, credo.

C'è Collabora Office, che è una versione, un fork di LibreOffice per

piattaforma mobile, credo scritto in JavaScript, credo questo ve lo vendo come

con dei dubitativi, che è la versione mobile e diciamo per il

web di LibreOffice, che attualmente non è ancora stata come LibreOffice sviluppato

approfonditamente.

Tuttavia, se andate e scaricate, è gratuita, quindi se volete aprire file

ODT anche su iOS e iPadOS, ovviamente con Collabora Office è

l'applicazione che fa per voi, chiamiamola così.

Pochi la conoscono perché non è molto conosciuta, ma è comoda per

avercelo come arsenale.

E se non per mille motivi è difficile, perché se avete iPado

a meno o mani, in qualche maniera avete comprato un iPhone o

un tablet di Apple.

Comunque, se aveste necessità, per esempio, di aprire un ODT perché ogni

tanto invece si vedono anche questi file, su iOS, lo potete fare

con questa applicazione che è Collabora Office.

Ovviamente la parte online esiste anche per queste applicazioni.

Noi ce l'abbiamo perché avendo un'istanza di Next Cloud, ho anche installato

Collabora Office su Next Cloud.

Quindi

è un pezzo aggiuntivo, chiamiamolo così, ma vi permette di aprire anche

in un browser web sostanzialmente un file ODT o un file doc

e così via, utilizzando appunto un software open source e così via.

Quindi, se siete più della parte dell'open, se volete appunto avere la

possibilità di mettere mano ai programmi e così via, ecco, questo è

il lato open source della vicenda.

Poi a questo punto chiudiamo a Roberto se va bene la palla,

ma velocemente, tanto

non è che c'è molto da dire su questo sistema.

Che è nuovo, però vero concorrente che ha sbaragliato tutti per certe

cose.

Ma pare di sì, questo Google Docs che io per fortuna non

lavoro, ma più che altro dico per fortuna perché molti non si

rendono conto che è gratuito, sì, ma come si dice col sedere

degli altri.

Nel senso che parliamo di Google, sappiamo benissimo che fa gocita dati

e li rivende a chi che sia per riuscire a mantenersi.

Quindi, conseguentemente, vedo un po' dubbioso dal mio punto di vista utilizzare

questo tipo di suite per documenti sensibili che possono anche essere una

semplice relazione, perché ricorda che sulla relazione devo mettere di chi parlo

chi sono i proprietari.

Conseguentemente ci sono dei dati sensibili e io di farli girare su

Google proprio non mi piace per niente.

Penso che Filippo sia della stessa opinione.

Ma ci sono molti.

Noi stiamo lavorando su un server Next Cloud per un motivo direi.

Sì, infatti esattamente.

Ma detto questo, ce ne sono molti che se ne fregano.

Beati loro e spero che non abbiano mai problemi.

Ma nel momento in cui avranno dei problemi, io sarò il primo

a ridere soprattutto per quanto riguarda quando arriverà come nascure l'attuazione della

Shremst 2, come parla Data Neither, quando arriverà questo simpatico taglio cesareo

con i server americani rimarrà tutti in Europa, sempre che succederà.

E se succederà ci saranno delle ripercussioni anche per Google Docs, ve

lo garantisco.

Detto questo, per mettere la collaborazione che è un aspetto fondamentale sotto

questo punto di vista, perché su questo è vincente Google perché grazie

anche a tutto il sottoinsieme di server che ha alle spalle può

permettersi anche di mettere 50 persone a lavorare su un documento che

riesce a gestire tutto quanto, ma anche perché gestisce decisamente più dati.

Tendenzialmente si accede dal cloud e essenzialmente cosa c'è da dire?

Funziona, lasciate tutto sul vostro sulla vostra spazio cloud, lo lasciate lì,

poi si può accedere da altre persone, fare il suo sporco lavoro.

Immagino che anche loro di Google abbiano dei problemi importare la formatazione

di Words nel caso in cui si importi, questa è una mia

domanda, ma penso che sarà così conoscendo i nostri amici di Microsoft.

La cosa carina è che adesso, secondo me, c'è il problema inverso,

cioè, siccome effettivamente nel mondo di collaborazione, tantissimi usano Google Docs e

in particolare,

anche qui Google, cosa ha fatto, ha cooptato le scuole.

Quindi tantissime scuole

hanno lavorano su Google e ovviamente gli studenti scrivono dei documenti su

Google Drive e quindi con Google Docs o documenti Google, perché questa

è la traduzione in italiano.

Ho scoperto da Wikipedia, e effettivamente, anche qui c'è gente che ha

imparato dalla terza alimentare a usare questi strumenti e anche qui, ovviamente,

soprattutto nell'ambito del lavoro con la G Suite, Workspace, Google Workspace, perché

qui ormai cambiano i nomi, Google ha la bellezza di cambiare ogni

tre per due nomi.

Il cimitero

è sicuramente verrò anche che io ho visto modificare in diretta e

tu addirittura vedi dove sono le persone mentre stanno modificando, veramente con

centinaia di persone.

Quindi, adesso prescendo dalla sensatezza di una roba del genere, però lavorare

in gruppo sicuramente può diventare molto interessante e molto utile.

Quindi, il punto di forza di Google è questo, e di fatto

poi appunto le funzioni sono più o meno simili.

Anche qui se si vuole andare verso la possibilità di scriptare, tra

virgolette, cioè di automatizzare alcune cose.

Anche qui Google vi permette di fare veramente tante cose, addirittura con

i servizi online.

Quindi moltissimi servizi online ormai si interfacciano con è più facile con

lo spreadsheet di Google.

però anche il doc

può essere gestito.

Quindi è molto interessante da questo punto di vista, secondo me.

Poi con tutti i semi del caso della gestione Google.

Aggiungo solo un paio di cose che stiamo leggendo qui su Wikipedia,

giusto per farmi un'informazione su questa simpatica suite che originalmente sfruttava la

tecnologia Microsoft ASP.net, che utilizzava quindi Microsoft Windows dal 2006 praticamente hanno

tagliato i ponti e hanno detto, ok, ragazzi, andiamo tutti su Linux

giusto per farvi capire che

non costa, è quello il vero vantaggio.

Non costa, ma soprattutto quanto Microsoft incomincia a avere il dente avvelenato

verso i nostri simpatici amici di Google.

Detto questo, direi che l'unica cosa che vi posso consigliare è di

andarvi a fare un simpatico giro su G Suite.

Sperare di non superare il milione e 24.000 caratteri.

Perché, se no, documento.

L'ho letto anche io, l'ho letto anche quella, era meraviglioso, meraviglioso.

E poi ci sono tutta un'altra serie di problemi che vi lascio

intuire, che sono abbastanza resibili come 256 colonne per foglio per i

fogli elettronici.

Ma io concludo qua su quanto riguarda, diciamo i vari problemi che

ci possono essere dietro alla G Suite, vi lascio, però vi esorto,

anzi, perché questa qui è la nostra missione di A2, vi esorto

di andare a fare un giro e provarlo per vedere come funziona

e se fa il caso vostro.

A noi non possiamo utilizzarlo per le cose di lavoro.

Per il resto magari lo utilizziamo anche, ma sperimentate, fate, disfate e

soprattutto ci dite qualcosa.

Come sempre sapete dove trovarci.

Beh, direi che a questo punto abbiamo concluso.

Siamo stati anche bravini, direi perché probabilmente con dei tagli dovremmo stare

sotto l'ora.

Per cui

chiudo io velocemente: trovate le note dell'episodio, come al solito con tutti

i link e gli argomenti di cui abbiamo parlato in questa puntata,

con anche i nostri riferimenti su adduepodc.

15 che il numero della puntata, dove ci potete trovare Roberto.

Lo trovate a Mac Architettura o Mac Dotnet WordPress.com sul podcast settimanale

Snap Architettura Imperfetta color grigio ciliegia, se non mi ricordo, sbagliato

.

E invece, sottoscritto lo trovate.

Spero che anche di riniziare a scrivere, perché effettivamente mi sono reso

conto che per tutta una serie di motivi e da un po'

che non scrivo su avvocatimac.it e poi il podcast che è decisamente

saltuario a questo punto, ma se no, appunto sul nostro due.

A questo punto ci sentiamo tra due settimane.

Perché lo ricordo, siamo passati a cadenza bisettimanale.

Quindi gli episodi del podcast vengono pubblicati bisettimanalmente assieme alle registrazioni su

YouTube.

Cioè, se avete ascoltato come Nicola grande Nicola in diretta questa sera,

che nel caso specifico era il sabato, perché avevamo avuto degli altri.

Bene, altrimenti, le dirette anche su YouTube, le vedete, anzi, le potete

ascoltare, dire la verità

quando esce la puntata del podcast.

In estrema sintesi, ovviamente, con la diretta non editata, quindi con i

pro e i contro della vicenda, soprattutto,

benissimo, ragazzi.

Ci sentiamo

alla prossima puntata, perfetto.

↓ Scarica SRT