Introduzione all’automazione
In questa puntata introduciamo un argomento molto caro a Filippo: l’automazione! Oggi non entreremo troppo nel dettaglio di come creare una automazione o degli specifici programmi per automatizzare con macOS e iOS / iPadOS ma ci soffermeremo sul perché è importante automatizzare e quali “trappole” d
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In questa puntata introduciamo un argomento molto caro a Filippo: l’automazione! Oggi non entreremo troppo nel dettaglio di come creare una automazione o degli specifici programmi per automatizzare con macOS e iOS / iPadOS ma ci soffermeremo sul perché è importante automatizzare e quali “trappole” dobbiamo evitare.
Note dell’episodio
- Automazione — Wikipedia: voce enciclopedica citata come riferimento di base per la definizione del concetto.
- xkcd 1319 — Automation: fumetto che illustra la trappola classica: il tempo speso a costruire l’automazione supera il tempo risparmiato.
- xkcd 1205 — Is It Worth the Time?: tabella pratica per valutare se automatizzare ha senso in base alla frequenza e al tempo risparmiato.
- AppleScript — Documentazione Apple: riferimento tecnico ufficiale per il linguaggio di automazione introdotto nel 1993.
- Script Editor — Manuale Utente Apple: guida ufficiale all’ambiente di sviluppo e test degli AppleScript.
- macOS Automation — Sal Soghoian: sito del responsabile storico dell’automazione in Apple, con esempi pratici delle potenzialità di AppleScript e Automator.
- Automator — Guida utente Apple: documentazione ufficiale di Automator, l’ambiente di automazione visuale introdotto con Mac OS X Tiger 10.4.
- Keyboard Maestro: potente applicazione di automazione per macOS con trigger avanzati, simulazione tastiera, loop e condizioni logiche.
- Hazel — Noodlesoft: monitora cartelle e applica regole automatiche ai file al loro arrivo.
- TextExpander: espansione del testo con supporto a snippet dinamici e piccole automazioni.
- LaunchBar — Objective Development: launcher per macOS con supporto ad automazioni, apertura cartelle e integrazione con Keyboard Maestro.
- Alfred: launcher alternativo a LaunchBar con sistema di workflow per automazioni più articolate.
- Comandi Rapidi (Shortcuts) — Apple: app ufficiale Apple per l’automazione su iOS e iPadOS, evoluzione dell’ex Workflow.
- URL Schemes iOS/iPadOS — MacStories: guida completa di Federico Viticci ai link di sistema per automatizzare azioni tra app prima dell’era Comandi Rapidi.
- ToolboxPro: estensione per Comandi Rapidi con azioni avanzate non disponibili nativamente.
- Scriptable: app gratuita di Simon Støvring per automatizzare iOS tramite JavaScript.
- Pythonista: ambiente Python completo per iOS, utile per automazioni avanzate.
- Zapier: piattaforma cloud per connettere app web e automatizzare flussi di lavoro senza codice.
- IFTTT: servizio cloud di automazione basato su trigger “se questo, allora quello”.
- n8n: piattaforma di automazione cloud self-hostable e open source, segnalata dall’ascoltatore Ale R.
- Microsoft Power Automate: soluzione Microsoft per l’automazione di processi aziendali e integrazione tra servizi cloud.
Sinossi1
1. Cos’è l’automazione: la metafora della ricetta
Filippo apre la puntata introducendo l’automazione come uno degli argomenti a lui più cari. La definizione che propone è volutamente concreta: un’automazione è una ricetta che facciamo eseguire al computer. Così come una ricetta indica ingredienti e passi in sequenza — prendere la farina, le uova, il latte, mescolare — allo stesso modo un’automazione descrive al computer esattamente cosa fare, in che ordine, con quali elementi, per produrre un risultato.
L’obiettivo è fare lavorare il computer al posto nostro. Filippo sottolinea che usare il computer come uno strumento puramente manuale, ripetendo ogni volta le stesse operazioni, è come usare uno scalpello per fare un lavoro che una macchina potrebbe svolgere in millisecondi. Il collegamento con la puntata precedente è immediato: anche l’espansione del testo, già discussa in precedenza, è di fatto una piccola automazione.
Roberto integra con una riflessione sul tempo: ogni secondo risparmiato, sommato nel corso di una giornata e di un anno, si accumula in quantità significative. Il principio, attribuito ad Alex Raccuglia, è che il tempo è la risorsa più preziosa, e le automazioni sono uno degli strumenti principali per recuperarne.
“Invece di svolgere noi il lavoro, diamo delle indicazioni passo passo. Pensate a una ricetta.” — Filippo, 00:03:50
2. Perché automatizzare: uniformità, velocità e riduzione degli errori
Filippo illustra i quattro vantaggi principali dell’automazione attraverso esempi tratti dalla sua pratica quotidiana da avvocato.
Il primo vantaggio è l’uniformità: un’automazione garantisce che dalle stesse premesse si ottenga sempre lo stesso risultato. L’esempio concreto è la creazione automatica di sottocartelle per ogni nuova pratica legale: anziché cercare ogni volta un modello, copiarlo, incollarlo e rinominarlo, una singola scorciatoia di tastiera genera in automatico l’intera struttura di cartelle prevista. Il computer compie questa operazione in millisecondi contro i venti secondi o più che richiederebbe un umano.
Il secondo vantaggio è l’eliminazione degli errori: svolgere manualmente la stessa operazione decine di volte espone inevitabilmente al rischio di sbagliare — un numero datato male, una cifra digitata storta. Un’automazione ben progettata non commette errori che non siano stati introdotti in fase di progettazione.
Il terzo vantaggio è la velocità: i computer elaborano in millisecondi ciò che all’utente richiederebbe decine di secondi. Filippo porta come esempio avanzato un’automazione con Keyboard Maestro che copia dati da un foglio Excel e li incolla in Word, simulando fisicamente i movimenti del mouse e le operazioni di copia-incolla, ma a una velocità impossibile per un umano.
Il quarto vantaggio è evitare le attività ripetitive banali: Filippo cita un caso reale in cui si è trovato un elenco di cento persone con nome davanti al cognome, in ordine alfabetico per nome — inutile e tedioso da correggere manualmente. Con un’automazione, spostare il cognome in prima posizione e riordinare l’elenco richiede pochi secondi invece di dieci minuti.
“Il computer lo fa in millisecondi. Quello che è un’operazione che per noi fisicamente richiede del tempo, al computer richiede un istante.” — Filippo, 00:07:30
3. Quando ha senso automatizzare: la trappola del tempo speso
La puntata affronta apertamente il rischio opposto: investire più tempo a costruire un’automazione di quanto se ne risparmierebbe usandola. Roberto descrive il grafico xkcd 1319 come la rappresentazione perfetta di questa trappola: in teoria si perde tempo a scrivere il codice, poi si guadagna tempo libero; in pratica, tra testing, debugging, variabili impreviste e idee migliori emerse durante lo sviluppo, il tempo libero spesso svanisce.
Filippo riconosce di essersi trovato spesso in questa situazione: si parte con un’idea, si cerca su internet come altri hanno risolto problemi simili, si scopre che nessuno ha risolto esattamente quel problema, si assembla una soluzione ibrida da più fonti, e alla fine si è prodotto qualcosa di più complesso di quello che serviva. La consolazione è che le automazioni si riusano: una soluzione costruita per un problema tende a diventare il punto di partenza per il successivo.
La linea guida pratica che emerge è quella del grafico xkcd 1205: più spesso si svolge un’attività e più tempo richiede ogni volta, più automatizzarla ha senso. L’esempio è eloquente: se un problema richiede mezz’ora al giorno e si impiega un giorno intero a costruire l’automazione, nel giro di poche settimane il conto torna già in positivo.
“Invece di aver risolto il problema originale, vi siete relativamente complicati la vita.” — Filippo, 00:17:10
4. AppleScript: la colla tra le applicazioni macOS
La rassegna degli strumenti di automazione su macOS comincia con AppleScript, introdotto nel 1993 come successore di HyperCard. Filippo ne descrive il meccanismo fondamentale: ogni applicazione che supporta AppleScript espone un dizionario di comandi, e il linguaggio permette di fare dialogare applicazioni diverse, passando dati dall’una all’altra.
L’esempio che porta è dettagliato e autobiografico: volendo aprire file Markdown salvati in DEVONthink direttamente in Vim dentro iTerm, ha costruito un AppleScript che — selezionato un file in DEVONthink — estrae il percorso del file nelle sottocartelle interne del database, apre una nuova finestra di iTerm e le passa il comando completo per lanciare Vim puntando a quel file specifico. Un’operazione che richiede la comprensione del funzionamento interno di due applicazioni diverse e della loro interfaccia AppleScript.
Roberto ammette apertamente di essersi perso a metà spiegazione, ma Filippo sottolinea il valore storico e pratico del linguaggio: nel periodo difficile di Apple, AppleScript era il sistema che permetteva alle redazioni grafiche di far dialogare Excel, QuarkXPress e altri strumenti, generando cataloghi e listini in automatico. Era un unicum nel panorama dei sistemi operativi con interfaccia grafica, e ha contribuito a tenere Apple in vita durante gli anni più critici.
Il punto di ingresso consigliato è il sito macOS Automation di Sal Soghoian — già responsabile dell’automazione in Apple prima di essere licenziato quando il suo ruolo venne soppresso — dove sono documentati esempi pratici delle potenzialità di AppleScript, dalla generazione automatica di presentazioni Keynote alla creazione di link a email selezionate in Mail.
5. Automator: l’automazione visuale a blocchi
Automator, nato anch’esso da un’idea di Sal Soghoian e introdotto con Mac OS X Tiger 10.4, rappresenta l’approccio opposto ad AppleScript: nessun codice, tutto drag and drop. L’utente costruisce sequenze di azioni concatenandole visualmente — fai A, poi B, poi C — come blocchi Lego.
Filippo descrive in concreto l’automazione per la creazione di sottocartelle: un’azione prende la cartella selezionata nel Finder, le azioni successive creano ciascuna una sottocartella con il nome predefinito. Dieci azioni, dieci sottocartelle, zero codice.
Automator supporta anche le Quick Action, azioni rapide eseguibili direttamente dal Finder selezionando un file e scegliendo l’azione dal menu contestuale. Rimane tuttavia in uno stato di sviluppo fermo da quando Soghoian lasciò Apple: le funzionalità esistenti continuano a funzionare, ma non arrivano nuove azioni da parte degli sviluppatori terzi. La previsione di Filippo è che Comandi Rapidi, già acquisito con il suo team di sviluppo da Apple e portato su iOS come evoluzione dell’ex Workflow, possa arrivare su macOS creando un sistema unificato tra le piattaforme.
“Automator è un sistema costruito a blocchi: ci sono tante piccole azioni che voi potete concatenare l’una all’altra per ottenere il risultato.” — Filippo, 00:35:00
6. Keyboard Maestro, Hazel, TextExpander, LaunchBar e Alfred
Filippo raggruppa questi strumenti come un insieme di applicazioni di automazione avanzata per macOS, ognuna con una specializzazione.
Keyboard Maestro è il più potente del gruppo. Il suo punto di forza è la varietà di trigger: il Mac si connette al Wi-Fi di casa e monta automaticamente il disco di rete; si collega una tastiera USB con layout americano e il sistema passa automaticamente al layout corrispondente; si carica un URL specifico e parte un’azione sul Mac anche da remoto, via webhook. Supporta condizioni logiche (se/allora), loop e simulazione completa della tastiera e del mouse. Costa circa quaranta euro e Filippo lo raccomanda esplicitamente.
Hazel fa una cosa sola ma la fa molto bene: monitora una cartella e applica regole ai file in arrivo. Supporta AppleScript e altri linguaggi per estendere le sue capacità.
TextExpander è lo strumento di espansione del testo già discusso nella puntata precedente, qui citato come esempio di automazione semplice ma potente. Filippo menziona un’automazione di David Spark che, digitando una sequenza di caratteri, crea automaticamente un link URL scheme all’email selezionata in Mail.
LaunchBar e Alfred sono launcher: si invocano con una scorciatoia di tastiera, compare una barra simile a Spotlight, si digitano poche lettere e si lancia qualsiasi cosa — applicazioni, cartelle, automazioni, azioni di Keyboard Maestro. Alfred ha sviluppato nel tempo un sistema di workflow più ricco; LaunchBar rimane più essenziale. Filippo accenna di stare valutando di passare da LaunchBar ad Alfred per ragioni economiche.
Chiude la rassegna macOS con i linguaggi di programmazione tradizionali — shell, Python, JavaScript — che permettono di scrivere script veri e propri, spesso usati in combinazione con gli strumenti precedenti per automatizzare il lancio di sequenze complesse.
7. iOS e iPadOS: Comandi Rapidi e URL Scheme
Su iOS e iPadOS, l’ecosistema di automazione ruota attorno a due sistemi: Comandi Rapidi (ex Workflow, acquisito da Apple e integrato nel sistema operativo) e gli URL Scheme.
Gli URL Scheme sono link che puntano a un’applicazione invece che a una pagina web. drafts:// è lo scheme per Drafts, x-devonthink-item:// per DEVONthink. Funzionano sia su iOS che su macOS, rendendoli uno dei pochi meccanismi di automazione veramente cross-platform. Filippo descrive il suo uso pratico: da Toodledo, con il supporto Markdown per i link, crea riferimenti a specifiche email che si aprono correttamente sia su iPhone che su iPad che su Mac. Prima che Comandi Rapidi diventasse l’applicazione di riferimento, gli URL Scheme erano l’unico modo per passare dati tra app su iOS, ma richiedono la codifica degli spazi e dei caratteri speciali, rendendoli poco accessibili.
Comandi Rapidi ha superato questa complessità offrendo un’interfaccia visuale simile ad Automator ma più moderna e con un ecosistema di azioni molto più ampio. L’acquisizione di Workflow ha portato in Apple non solo l’applicazione ma l’intero team di sviluppo — un segnale, secondo Filippo, che la piattaforma è considerata strategica. Gli strumenti complementari citati per chi vuole estenderne le capacità sono ToolboxPro, Scriptable (JavaScript) e Pythonista (Python).
La previsione di Filippo è una futura convergenza: se Comandi Rapidi dovesse arrivare su macOS in forma nativa, un’automazione creata su iPhone potrebbe funzionare anche sul Mac, eliminando la frammentazione attuale tra i sistemi operativi. La convivenza con AppleScript e Automator è ritenuta probabile, visto che i linguaggi storici raramente scompaiono del tutto.
8. Automazione cloud: Zapier, IFTTT e alternative
La parte conclusiva — tagliata dall’episodio principale per ragioni di durata ma disponibile nella diretta YouTube — riguarda l’automazione cloud. Zapier e IFTTT permettono di collegare servizi web diversi senza codice, con un approccio accessibile anche ai principianti e il vantaggio della neutralità rispetto alla piattaforma. Filippo segnala anche n8n, alternativa open source e self-hostable suggerita dall’ascoltatore Ale R., e Microsoft Power Automate per contesti aziendali.
Questa sinossi è generata con l’intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione della puntata. ↩︎
Leggi la trascrizione completa
Benvenuti all'episodio 12 di A2 in cui scoprire come ottenere il massimo
dalla vostra tecnologia Apple.
Io sono Filippo Strozzi e sono il vostro ospite assieme all'amico Roberto
Marin.
Di che cosa parliamo in questo episodio, Roberto?
In questa puntata introduciamo un argomento molto caro a Filippo, ovvero l'automazione.
Oggi non entreremo troppo nel dettaglio di come creare un'automazione o degli
specifici programmi per l'automazione con macOS e iOS barra iPadOS, ma
ci soffermeremo sul perché è importante automatizzare e quali trappole dobbiamo evitare.
C'è una sorpresa di cui vi vogliamo parlare.
Qual è la sorpresa?
Una nuova e bellissima recensione di cui facciamo veramente gli applausi.
Grazie mille, siete troppo gentili.
Una domanda, ma dove possono fare i nostri ascoltatori le recensioni bellissime?
Lasciami fare che glielo spiego dopo.
Prima leggiamo la lezione, lascia fare, lascia fare, anche se divago come
sempre, ma ho tutta una mia cosa in testa.
Sono un architetto, Filippo.
Deve avere pazienza, pazienza.
Allora, ringraziamo Paolo Rendina o Rendina Orendina che scrive: aperte virgolette, c'è
tutto.
Dalla spiegazione per neofiti alla chiave per un diverso utilizzo del sistema
che non si finisce mai di imparare del tutto.
Dall'opportunità di tornare a scrivere, tra virgolette, lo cito io e non
semplicemente datilografare.
All'app che ti semplifica il processo lavorativo e da avvocato tutta la
mia stima per un approccio mai banale, innovativo, rigoroso, ma soprattutto critico,
dove l'uomo rimane comunque al centro di ogni passaggio.
Bravissimi.
Grazie mille, davvero Paolo!
Veramente bellissime parole.
Si vede che c'è dietro un avvocato, dietro queste parole, ti ringraziamo
davvero.
E se volete seguire questo esempio, sapete come dovete fare?
Basta andare semplicemente a seguire una delle tante guide che ha fatto
il nostro simpatico Filippo Strozzi sul suo sito Avvocati e Mac.
Che non metterà il link perché questa volta ti ho colto in
castagna.
Che mi ha messo il link del tuo articolo di cui parli
di come mettere le recensioni, mentre sul mio podcast link il tuo
articolo perché io sono bravo.
Bravo.
Quindi, ragazzi miei, aiutateci con le recensioni che ci aiuta a portare
gli ascolti in alto, a far ascoltare a qualche amico vostro.
Continua a dire come dico sempre a tutti quanti: se vi piace
il podcast, la miglior cosa è divulgare a amici e parenti per
far capire un po' come si può utilizzare questo mondo con la
mela morsicata sopra nel modo più fruttuoso per noi esseri umani, appunto,
seguendo la citazione che ci ha dato il nostro amico Paolo Ascoltatore.
Poi, se invece volete iscriverci, sapete qual è l'indirizzo e quello simpatico
dove tutti i nostri bambini si impappinano indelebilmente, ma noi no, perché
siamo adulti e forse riusciamo anche a leggerlo, forse si dice così.
Intanto vedo, a proposito, parlando di bambini, salutiamo mio figlio che sta
passando qua dietro.
Non so se lo vedi, saluta, lo vedo, lo vedo come ti
chiami?
Grazie per la lettera.
Abbiamo
dalla Spagna, grazie mille, Leo.
Ok, a proposito di lettera, già che ci siamo, l'indirizzo a cui
potete iscriverci è [email protected].
Allora, Filippo, raccontaci un po', cos'è questa storia dell'automazione?
Non riesco neanche a dirlo da quanto è complicato, sicuramente è una
cosa complicata.
No, non è vero, non è vero, non è vero, anzi,
apro e chiudo una parentesi, ovviamente io sono un fan dell'automazione se
non si fosse capito, e quindi parlo, diciamo per partito preso.
Però in estrema sintesi, l'automazione poi è pensata come una ricetta, una
ricetta che facciamo eseguire al nostro computer, per cui nella sostanza, invece
di svolgere noi il lavoro, diamo delle indicazioni passo passo.
Quindi pensate a una ricetta, c'è da prendere la farina, c'è da
prendere le uova, c'è da prendere il latte, mescolare tutte assieme e
ovviamente creare l'impasto.
Ecco benissimo, un'automazione di fatto fa questo: cioè indica il computer cosa
c'è da fare, indica gli elementi che vogliamo unire e modificare in
un nuovo elemento, e ovviamente crea questo nuovo elemento che dovrebbe velocizzare
le operazioni che svolgiamo quotidianamente davanti a un computer.
Esatto, bisogna iniziare a far lavorare il computer al posto nostro perché
se no, cosa ci stiamo a fare qua?
Insomma, se usiamo il computer come uno strumento, come in teoria potrebbe
essere quello di uno scalpello e un martello, cioè io semplicemente batto
ripetutamente sulla testa del martello, tanto vale usare un computer, dico io,
nel senso andate a scrivere a mano piuttosto.
Invece, per esempio, ci sono delle automazioni molto semplici, giusto per fare
il collegamento con la puntata precedente, semplicemente anche l'espansione del testo è
alla fine una piccola automazione.
Quindi non è un argomento che deve fare paura perché comunque è
una cosa molto semplice da attuare, ma come spesso ci racconta Alex
Raccuglia, ogni secondo guadagnato ti porta a fine giornata, magari a guadagnare
anche un'ora.
Perché alla fine metti un secondo qua, metti due minuti di là,
mettene cinque di qua, e una volta che fai sette operazioni tutte
uguali, alla fine ti porti a casa del tempo che, come sapete,
io sono un fatore di questo, il tempo è la cosa più
preziosa che abbiamo e che ci permette anche di fare delle scelte
in base al tempo che abbiamo a disposizione.
Anche perché non abbiamo tempo infinito a disposizione.
Esattamente.
E con questo so che mi stai ricordando di non divagare e
andare avanti sulla scaletta.
Esatto, ormai colgo le citazioni, ormai.
Quindi possiamo ragionare sul perché è utile imparare a automatizzare alcuni compiti,
ovviamente davanti al computer.
La prima cosa, forse la fondamentale, è quella dell'uniformità, soprattutto se abbiamo
un'operazione da svolgere in una determinata modalità e ripetutamente, quindi non una
sola volta, ma tante volte, l'automazione ci garantisce di avere dalle medesime
premesse un medesimo risultato, che è molto utile.
Immaginate, giusto perché stiamo parlando di digitalizzazione anche per concretizzare un po'
la parte, chiamiamola così, teorica delle precedenti puntate, dobbiamo generare una pratica,
nel caso mio specifico, da avvocato, quindi con tutta una serie di
sottocartelle ed eventualmente anche documenti presenti in questa sottocartella, è ovvio che
avere un'automazione che automaticamente, cliccando casomai un tasto o una scocciatoia tastiera,
mi genera tutte queste sottocartelle diventa molto comodo e io avrò tutte
le pratiche con la stessa sottostruttura cartella che ho predisposto originariamente io.
Quindi invece di dover andare a prendere, eventualmente copiare da un modello,
ricordarsi dov'è il modello.
Innanzitutto andare a prendere copia e incollare nella nuova cartella della nuova
posizione, io con una semplice scorciatoia tastiera automaticamente viene generato tutta l'architettura
delle sottocartelle in un attimo senza che io debba fare niente.
Ecco, anche lì un'altra cosa che a volte si sottovaluta: i computer
sono velocissimi a operare.
Per cui le automazioni si avvantaggiano di un'altra parte fondamentale dell'attività davanti
al computer.
Cioè, mentre noi casomai ci mettiamo 20 secondi a fare tutte queste
operazioni perché sposta il mouse, vai a cercare la cartella, clicca lì,
poi clicca copia, poi vai e fai.
Invece, il computer lo fa in millisecondi.
E quindi quello che è un'operazione che per noi casomai proprio fisicamente
richiede del tempo, al computer richiede un istante.
Per cui, per esempio, una volta che faccio partire l'automazione, in pratica,
le cartelle sono già create.
È veramente una questione di.
Quindi, sicuramente questa è una cosa importante e utile dell'automazione.
L'altra cosa che è collegata ovviamente è evitare errori.
Se io devo fare la stessa operazione tante volte.
Non è detto che tutte le volte la faccia in maniera uguale
e casomai a volte posso sbagliare.
Datare un documento casomai un numero lo digito sbagliato ci sta.
O digito il numero a fianco.
Ovviamente l'automazione ti permette di essere tranquillo sul fatto che non vengano
compiuti errori.
Per cui ovviamente velocizza l'esecuzione di una determinata attività.
Adesso abbiamo fatto sempre degli esempi abbastanza minimali, giusto per rimanere molto
pratici e così via.
Però a volte ci sono operazioni più complicate da svolgere.
E per esempio, non so, adesso interessante che ho visto fare è
copiare dei dati da un foglio di calcolo, quindi un foglio di
Excel e così via.
Che sono quindi in una tabella, copiarli in una maniera diversa da
come è strutturata la tabella, per esempio, non so, in un foglio
di Word.
Ecco con Kyboard Maestro ne parleremo tra i vari programmi che possono
essere utili per automatizzare su macOS.
Con Kimboard Maestro io ho visto delle automazioni dove praticamente il computer
faceva tutte le operazioni manuali di copia e incolla fisico spostandosi a
destra e a manca da un'applicazione all'altra, fatta direttamente dal computer e
vedi il computer che si muova a una velocità che comunque il
nostro taglia incolla sarebbe inimmaginabile, e casomai appunto l'errore è facilissimo perché
una volta che clicca qua clicca là, è ovvio che casomai clicchi
nel posto sbagliato e se l'automazione è ben strutturata, ovviamente il computer
non sbaglia.
L'unico eventuale errore che commette è quello che abbiamo impostato noi nella
chiamiamola così programmazione di questa attività, da ultimo, ovviamente, ne abbiamo già
parlato, in pratica, l'utilità di automatizzare e evitare operazioni banali, tipo dover
copiare o modificare, per esempio, un documento abbiamo un elenco di 100
persone e abbiamo il nome davanti al cognome, e casomai, io me
lo sono trovato recentemente, e casomai l'elenco è in ordine alfabetico dei
nomi, che è inutile, ovviamente, perché fare tutta l'operazione sposta il nome
o il cognome davanti al nome e poi riordina in ordine alfabetico
questo elenco.
Ecco, è una di quelle attività tesiose da fare manualmente, ma che
con tutta una serie di automazioni è facilmente implementabile, invece di 5-10
minuti a fare 100 nomi, casomai ci si mette 5, 10-15 secondi
perché il computer, una volta che sa, è un'attività ripetitiva, perché il
modello è sempre medesimo, cioè prendi il nome, spostalo dietro e a
fine di tutta l'operazione fai l'indicizzazione con
le lettere, è un'operazione che il computer fa in tempi rapidissimi e
senza neanche sprecare particolarmente energie.
Quindi questi possono essere degli esempi proprio per farvi capire come è
possibile automatizzare.
Invece parliamo di quando ha senso automatizzare.
Cerco di dare un'interpretata ai grafici che ho davanti ai miei occhi,
che stavo guardando mentre stavi parlando, tu per cercare di non fare
figuracce come il mio solito, perché io arrivo sempre molto preparato.
Io sono continuamente impreparato e in vento sul momento.
Quindi vedo che funziona, andiamo avanti anche qua.
Allora, vediamo qua un po' di che si tratta.
Allora, abbiamo due simpaticità.
Ti fermo solo un attimo.
Se riesco, non garantisco, le immagini che vi descriverà adesso Roberto saranno
incorporate nel podcast stesso.
Quindi, se aprite il lettore podcast di riferimento, dovreste trovare l'immagine più
o meno visibile, perché solitamente poi vengono abbastanza piccole nel riquadro del
podcast.
Ma diciamo, farò anche questa attività ulteriore visto che si può fare.
Allora, tornando alla nostra simpatica vignetta, con la chiamo così perché è
scritto: sembra quasi una vignetta
, poi la vedrete.
No, no, allora è un fumetto, una web comics, ma allora è
proprio lui l'avore riconosciuto dal fondo, XKCD.
Comunque nelle note dell'episodio ci sarà anche il link, ovviamente, perché li
ho già fatti: un sacco di lavoro, Filippo.
Allora, dunque, immaginate di avere essenzialmente un grafico dove ci sono nelle
ascisse il tempo e nelle ordinate il work, o a viceversa, dipende
da come vi viene più comodo.
Praticamente la teoria dice che per una task, diciamo che ti occupa
solo del gran tempo, tu potresti un'attività traduciamo perché siamo italiani.
Mi devo abituare a questa nuova posizione del microfono, mi sento un
po' scomodo.
Comunque detto questo, perché
level level nella prima diretta, insomma, abbiamo fatto un po' di modifiche
al microfono, ma non so se saranno.
Cosa che avevo detto di non fare, ma tu hai voluto fare
lo stesso.
Ma bisogna provare, se non le fai, non le provi mai.
Mi è già venuto caldo.
Quindi parliamo di quando si interviene con l'automazione di un task, ovvero
di un'attività.
Quindi si perderà molto tempo, diciamo così, a scrivere il codice.
Per codice si intende non un codice come programma, ma in realtà
cercare qualcosa che permetta di fare questa azione, che potrebbe essere qualsiasi
cosa.
Può essere del codice, può essere anche un'applicazione volendo, ma ci sono
anche, come vedremo più avanti, delle applicazioni che permettono in modo visuale
di aggiungere delle azioni in base a qualcosa, ma questo ne parleremo
più avanti.
Comunque, in ogni caso, il tempo che viene perso per scrivere il
codice, chiamiamolo così, viene poi direttamente guadagnato nel momento in cui l'automazione
entra al lavoro.
Quindi cosa otteniamo del gran tempo libero?
Però dobbiamo un attimo guardare, questa è la teoria.
È l'ottimo
quando becchi la cosa subito alla grande e funziona tutto.
In realtà la cosa è un po' diversa perché quando voi mettete
lì a scrivere del codice o cercare qualcosa che faccia funzionare qualcos'altro,
sicuramente farete delle prove e quindi lì iniziano le fasi di test
e debugging, ovvero quello di riuscire a trovare, se il risultato non
è quello ottenuto, capire il perché e come intervenire.
E insomma, ci vuole un attimo di presenza mentale e di spese
energetiche del vostro cervello per riuscire a capire qual è il problema.
Perché i computer sono tanto belli, ma sono decisamente molto stupidi, nel
senso che purtroppo se il programmatore pensa da umano, non riesce a
fargli fare le cose che vorrebbe questo computer.
Invece bisogna proprio parlare neanche con i bambini, perché i bambini sono
già evoluti.
Bisogna proprio cercare di portare per mano il computer a fare tutte
le cose e allora a questo punto si riesce a
togliere il problema, il bug del sistema, magari ripensare il sistema perché
come l'avete pensato per il computer non va bene, e magari è
piena di falle e ci sono delle variabili che voi non avete
pensato perché siete un umano, mentre il vostro computer le ha pensate
perché è un computer.
E allora cosa succede?
Che perderete un sacco di tempo nello sviluppo di questa applicazione tra
virgolette, codice o automazione, chiamatela come volete.
Dov'è finito il tempo libero?
È andato.
È quello che mi capita spesso, perché devo dire la verità, a
volte mi vengono anche delle belle idee, devo dire.
E quindi inizio a dire va bene.
Allora, adesso potrei fare questo per risolvere questo problema.
Innanzitutto, ovviamente al primo colpo.
Cioè, se siete come nel sottoscritto, che sì, qualcosina di codice ne
sa, ma non è che sia un programmatore professionale, anzi, tendenzialmente vi
trovate a dover affrontare il problema e cercare su internet come altri
hanno risolto il problema.
Quindi iniziate a digitare nel mio caso specifico su Duck DuckGo, cercando
soluzioni a un problema.
Quindi, innanzitutto vi ponete il problema di come tradurlo in inglese perché
è lì che trovate molte più risposte rispetto alla lingua italiana, ovviamente.
Secondariamente iniziate a guardare un tot di pagine internet e scoprite: no,
questa ha fatto una cosa però a me non interessa, questa ha
fatto un'altra cosa diversa.
A un certo punto, casomai, vi viene anche un'idea migliore, perché poi
avete visto come altri hanno risolto il problema in varie maniere diverse,
non proprio il vostro problema, ma un problema simile.
Quindi dite va bene, allora, io adesso prendo il problema.
La risoluzione A, la risoluzione B, ci aggiungo la C.
Morale da favola invece di aver risolto il problema originale, cioè, come
velocizzare la gestione dell'attività iniziale, vi siete relativamente complicati.
La vita.
A volte ottenete risultati notevoli perché devo dire la verità.
Nell'ultimo periodo mi sono reso conto che, per esempio, alcune automazioni che
ho creato, diciamo, le ho potute poi rimodellare per fare delle altre
cose.
Quindi, il vantaggio è che una volta che avete risolto un problema,
e quindi vi siete un po' scerrellati sul risolvere problemi simili, diciamo.
L'automazione 1 può servire casomai per automatizzare il problema 2.
Quindi diventa anche comodo o trovate anche dei modi alternativi e più
veloci o più efficaci o che fanno una cosa diversa o migliore.
Io nel mio piccolo non sono per niente un programmatore, anzi, non
penso di essere fatto per la programmazione.
Anche se continuo a ribadire che anche gli architetti non potranno più
tirarsi indietro davanti a questa evoluzione dell'informatica, perché dico per me che
non sono in grado e nessuno me l'ha spiegato, però penso che
nei prossimi corsi che riguardano i laureand in architettura riguarderà anche la
programmazione perché ci sono dei programmi che utilizzano la programmazione visuale.
Quindi se l'informatica.
Ho capito da te, il BIM di fatto è una costruzione programmatica.
No, non precisamente, però il BIM è un discorso diverso, è la
progettazione parametrica o quella parametrica è un conto, ma lo step successivo
è quella algoritmica, dove in effetti tu fai un vero e proprio
programma, tu hai dei programmi visuali dove metti dei blocchi che puoi
agganciare con delle linee e quindi per noi, diciamo, non programmatori è
molto più semplice lavorare così ma continuo a dire è una cosa
molto complessa molto affascinante sicuramente ci saranno degli sviluppi anche dal punto
di vista degli architetti di questo ne sono ultra convinto ma tornando
invece sull'argomento principe di questa puntata invece lascio la palla a Filippo
perché il grafico che mi ha messo sul coso è da mezz'ora
che continuo a leggerlo e da mezz'ora che non riesco a capire
di cosa parla, nel senso che non mi tornano i conti.
Non so se hai provato, a me non tornano i conti, adesso
vediamo se tornate.
Devo dirti la verità, non ho guardato il grafico in senso stretto,
ma volevo dare l'idea poi di fondo della vicenda: cioè il discorso
è come quando
decidiamo di automatizzare qualcosa, quale dovrebbe essere la nostra linea guida, per
ovviamente dire questo è un compito che ha senso automatizzare, e questo
è un compito che non ha senso automatizzare.
La mia idea di fondo, che dovrebbe rispecchiare questo grafico, che è
molto bellino per quello che volevo, lo inserito, diciamo, è che più
svolgete un'attività nel tempo e questa attività vi comunque richiede tot tempo,
più automatizzare ha un suo valore, nel senso, anche se io per
risolvere un problema ci metto, non so, un giorno di lavoro quindi
otto ore lavorative, ma è un problema che io affronto tutti i
giorni e mi
fa io ci perdo mezz'ora al giorno per risolvere il problema.
Ok, ok.
Lo stesso problema, che ha sempre la stessa soluzione, a questo punto,
se io ho impiegato un giorno a predisporre quell'automazione, ovviamente sul lungo
periodo,
quindi in un anno o due anni.
Però al posto, se è mezz'ora al giorno, ovviamente vi rendete conto
quanto tempo ho recuperato per svolgere quell'attività, perché a quel punto dovrebbe
essere lo schermo: l'immagine che vedete a schermo, dice da una parte
dice quante volte svolgete questa attività, dall'altra dice quanto tempo togliete con
l'automazione per svolgere questa attività, più ovviamente tempo togliete, più su lungo
periodo voi guadagnate una quantità notevole di secondi.
Per cui, per esempio, la premessa tra parentesi tra parentesi sopra across
5 years, cioè nel corso di 5 anni quindi per 5 anni
è
ok.
Ok, va bene.
Infatti, dice
risparmi un secondo all'anno.
Ovviamente h risparmiato in 5 anni e 5 secondi, adesso tornano i
conti.
Ma mettiamo
tutto in piccolo.
Non avevi letto tra parenti cosa servono le parentesi?
Se non sei in matematica non servono.
Allora, dunque, torniamo a bomba, che qua stiamo già di nuovo divagando.
Allora, ascolta,
comunque siamo già a metà dell'episodio quindi siamo a posto parliamo dei
programmi per automatizzare.
Ovviamente siamo in ambito Mac OS, perché partiamo da lì è un
ambito un po' più una brevissima premessa.
Ovviamente noi parliamo dell'automazione su MEC OS, su iOS e iPadOS,
ovviamente, è tutto un approccio.
Vi parleremo solo dei programmi che esistono e che potreste utilizzare, e
più o meno, quali sono i vari approcci di questi programmi.
Entreremo nel dettaglio perché andare nel dettaglio vorrebbe fare una specifica puntata
su ogni singolo.
Già, solo su Apple Script, per esempio, ce ne vorrebbero due o
tre.
Probabilmente.
Io tuttora ci capisco qualcosa, ma veramente poco.
E poi parleremo anche di quella che probabilmente il futuro dell'automazione, cioè
l'automazione nel cloud, che ha effettivamente alcuni aspetti interessanti.
Che se siete novizi, diciamo, può essere anche una cosa molto comoda
perché vi permette anche di gestire l'automazione multipiattaforma che non fa mai
male.
Adesso lascio la parola a Roberto, ambito Mac OS, ci provo io.
Dunque, Apple Script su Apple Script ti dovrò intervenire.
Sì, ma io leggo semplicemente perché non ho nient'altro da dire perché
non l'ho mai utilizzato.
Tuttavia, è qualcosa che permette di creare un sistema di collegamenti tra
differenti applicazioni di Mac OS che ovviamente devono supportare Apple Script, che
è stata introdotta nel lontano 93 ed è un successore di Hyper
Cards, dunque, giusto per fare un pelo di storia, nella sostanza, Apple
Script è quello che ha mantenuto in piedi Apple, nel senso che
Hypercard nasce ovviamente con i addirittura credo forse i primi Apple 2
o roba del genere, cioè nasce nei primissimi sistemi operativi di Apple,
però con gli ultimi sistemi operativi prima di macOS, sostanzialmente anzi di
macOS 10, perché è di quello che parliamo originariamente.
Apple Script è sempre stato un sistema per fare dialogare differenti applicazioni.
Cosa vuol dire far dialogare differenti applicazioni?
È che se io, per esempio, ho le immagini del materiale che
voglio pubblicizzare e i nomi e i prezzi di questi materiali, ok,
invece in un foglio di calcolo, posso creare un foglio di pages,
ma perché manca Word, credo, non so l'ultima versione, ma la versione
precedente per Mac
aveva tutta una serie di funzionalità di Apple Script ce le aveva
adesso non vi so dire esattamente se adesso sull'ultimo, il 3, 6,
5 di Office ci sia, vi permetteva di prendere i dati da
un'applicazione e da un'altra e farli confluire ovviamente in maniera programmatica in
una terza, per esempio, come
impostare comand in un'applicazione per fare determinate cose.
Per cui, giusto per fare un esempio, una recente Apple script che
ho fatto io, qual è una cosa abbastanza complicata?
Infatti, ci ho perso dei giorni sostanzialmente.
In pratica, con Devon Thing è possibile.
In Devon Thing è possibile salvare tutta una serie di cose, varie
ed eventuali.
A me interessava poter aprire i file Markdown salvati dentro Devanthing con
i term e in particolare con Vim.
Per cui cosa ho dovuto fare?
Ho dovuto, anzi, cosa volevo fare e cosa sono riuscito poi a
fare, selezionando determinati file, quindi Markdown da Devon Thing e cliccando una
scorciatoia a tastiera, in pratica, il file veniva aperto in, anzi, in
Vim dentro i term.
Quindi prendeva il file, individuava dove si trovava in Devonzen quel file,
sostanzialmente quindi il percorso del file, a quel punto lì l'Apple script
estrapolava quel dato ovviamente del file che io avevo selezionato.
Tenete presente il devono scening.
Mi lo facendo io sono già perso.
A quel punto lì il nome del file, la cartella dove si
trovava il file, apriva una nuova finestra dierm, diceva alla finestra di
Aterm di far partire il comando Vim per ovviamente far partire su
terminale Vim e non solo Vim, ma Vim doveva puntare a lo
specifico file.
Quindi, nella sostanza il dato, il file si trova qui, veniva passato
come comando complesso ad Iterm dicendo fai partire il programma terminale Vim
con questo percorso del file.
Una volta che si capisce tutto il funzionamento è relativamente banale.
Nella sostanza il risultato finale è che io selezionavo i file e
automaticamente si apriva la finestra col file aperto.
Bene ottimo, come avete capito, io non sono un fan della programmazione,
mi sono perso circa metà della spiegazione.
La particolarità di Apple Script, allora permesso, è un linguaggio di programmazione,
quindi lì non se ne esce, tra virgolette, la cosa particolare di
Apple Script è che sostanzialmente tutti i programmi Apple che gestiscono AppleScript
hanno dei dizionari.
Quindi il programmatore che sviluppa Hermail piuttosto che mail, piuttosto che appunto
Devon Thing, piuttosto che iterm, hanno tutti dei dizionari di Apple Script,
quindi, nella sostanza, hanno uno specifico linguaggio che ti dice: apri una
nuova finestra di ai term, impassa il comando tagli ad ai term
e fai quello che devi fare.
Stesso discorso vale per Devon Thing.
Nella sostanza, c'è un comando che dice: quando tu hai selezionato tre
file, OK, prendi da ogni singolo file e strappola, diciamo il percorso
del file, perché, peraltro, se sono salvati in Devon Thing, sono intanati
in delle sottocartelle particolari di DevonTing.
Quindi non è così semplice ovviamente andare a prendere il file col
nome, perché il file è in una serie di sottocartelle gestite
in automatico da Devanthing sostanzialmente, fa tutte queste operazioni.
Vi permette appunto di far veicolare dati sostanzialmente, perché appunto dove si
trova il file A all'interno di DevonTing, lo dice a un'altra applicazione
che poi, su quel file fa quello che deve fare e casomai
dice all'applicazione di fare una determinata operazione.
Questo è tutto il sistema di Apple Script.
La particolarità è che Apple, quando ha creato Apple Script, l'ha creata
per
essere simile all'inglese.
Quindi, ovviamente, per un italiano non è comodo, lo dico già.
Ma ovviamente i linguaggi di programmazione vivono di lingua inglese quindi non
c'è modo di uscirne.
Diciamo, non credo che esista un linguaggio di programmazione che parli italiano
per cui ovviamente dovete conoscere la lingua inglese.
Una volta che conoscete la lingua inglese, ce n'è uno Apple Script
perché Apple Script è andato ben oltre le sue origini con Apple
Studio e ha degli ambienti di sviluppi che sono stati
migrati in dialetti come il francese, il giapponese e l'italiano.
A me non risulta
al quinto capitolo, te lo spiega: come dialetti.
Io invece l'ho cercato su Wikipedia e in effetti ci è riportato
che per un certo periodo Apple Skip supportò il linguaggio in diverse
lingue, tra le quali, come vi dicevo, oltre all'inglese, per un certo
periodo, però lì, secondo me, attualmente non è, non è più così
da Mac OS 8.5 si torna a una sola lingua supportata
8.5.
Però, dicevo, è interessante, appunto, volevo non coglierti in castagna, ma dare
questa
particolarità di Apple Script, che in effetti poteva funzionare anche in altre
lingue rispetto a quella con cui era nata.
Questo sistema ha reso possibile nel periodo buio di Apple, sostanzialmente, soprattutto
nel comparto grafico, c'era la possibilità, soprattutto con Quark Express, che è
un programma di impaginazione sostanzialmente, potevi in pratica estrapolare i dati, non
so, un listino prezzi per fare un catalogo e così via, da
un foglio di Excel e inserirli invece a livello grafico all'interno di
questo programma di impaginazione.
Tutto questo ha fatto sì che Apple continuasse pur essendo in acque
pessime a galleggiare, proprio perché tantissimi sistemi di produzione utilizzavano pesantemente questi
Apple Script per gestire, per informatizzare e per far dialogare appunto queste
differenti applicazioni, cosa che, da quel che ne so io, con altri
sistemi operativi non hanno mai avuto un sistema così penetrante, perché di
fatto Apple Script ha il vantaggio di creare una sorta di una
colla tra più applicativi, diciamo per macOS ed è credo un unicum
da quel che ne so io nel mondo dell'informatica a livello di
programmi con interfaccia grafica.
Il mondo Unix, per esempio, per i programmi diciamo a regolare comando,
invece funziona su questo archetipo: cioè ho un programma che fa una
cosa, un altro che ne fa un altro.
Posso passare dati da un programma all'altro e quindi manipolare questi dati
attraverso tutti questi programmi.
Questo esiste praticamente dalla preistoria dell'informatica.
Comunque, la premessa è: Apple Script è complesso, può sembrare ostico.
Il suggerimento che do io è quello di andare a vedere il
sito macOS Automation che è gestito da Sal Soghoian che era capo
delle automazioni ad Apple, è stato più o meno licenziato in malo
modo, hanno soppresso il post, mettiamola così, vedetela voi come preferite in
Apple,
vi fa vedere.
Ci sono ovviamente tutto in inglese, ve lo dico già, però fa
vedere le potenzialità di AppleScript e l'utilità.
Per esempio, non so, in Kynote, avendo tutta una serie di informazioni,
vi genera in automatico la presentazione o comunque una grossa parte della
presentazione, sono tanti esempi di cosa può fare Apple Script.
Poi, ovviamente, se ne possono fare svariati, però.
Tuttavia, un'altra cosa carina che ha fatto David Spark, che può essere
alla portata di un po' più di tutti: ha creato un piccolo
AppleScript per cui se tu hai delle mail selezionate in mail, crea,
cliccando, credo che abbia usato l'Apple Script all'interno di un text expander,
praticamente digitando dei caratteri, automaticamente prende di crea il link alle mail
nel programma in cui state scrivendo.
Quindi, se voi avete aperto mail con una mail selezionata, state scrivendo
da un'altra parte, vi crea questo URL scheme.
Poi, di fatto, che vi permetterà poi di aprire, immaginate che sia
un file markdown di aprire di fare riferimento e di aprire quell'email.
Queste sono cosette carine.
Poi, ovviamente anche qui solito discorso.
Uno potete copiare da altri, io l'80-90% prendo e rubo pezzi di
codice da altri e cerco di assemblarli più o meno come il
dottor Frankenstein, però si fa o se no, ci sono già automazioni
belle che pronte nella sostanza.
Se avete voglia tempo e volete sporcarvi le mani, ovviamente Apple's vi
permette veramente di fare, non dico tutto, ma soprattutto se volete far
dialogare differenti applicazioni, questo può essere una cosa interessante.
Venendo invece a quello che io consiglio come primo approccio per l'automazione
su macOS è Automator che nasce da un'idea del Sal Soghoian che
è il papà di
8 è il robottino che si vede nell'icona di Automator.
Questo è un approccio totalmente diverso, cioè molto più semplice di AppleScript,
AppleScript di fatto lo utilizzate con c'è un programmino che anche qui
lascerò sempre nella notte dell'episodio il link al manuale Apple dello script
editor che vi permette di testare questi Apple Script e vi permette
di fare tutta una serie di cose, ma quello è proprio un
linguaggio di programmazione.
Automator invece è un sistema totalmente all'opposto.
Automator è un sistema di automazione, chiamamolo così, costruito a blocchi, cioè
ci sono tante piccole azioni che voi potete concatenare l'uno all'altro per
ottenere il risultato.
Quindi per fare un esempio, l'automazione che ho fatto per la creazione
delle sottocartelle è fatta con automator: in pratica automator, c'è un'azione che
dice: prendi la cartella selezionata nel finder.
A questo punto ci sono del
'azione che dice: Crea una sottocartella in quella cartella lì.
E ovviamente facendolo 10 volte con i nomi che decidi tu delle
sottocartelle, hai 10 sottocartelle strutturate nella maniera che vuoi tu.
Ed è tutto visuale, drag and drop, perché praticamente tu in
questa linea di azioni che si svolgono.
Quindi il famoso concetto della ricetta fai A, fai B, fai C,
fai D, fai E.
Ecco, voi vi create questa struttura sostanzialmente.
E automator vi permette di fare azioni singole, diciamo, o le cosiddette
quick action, cioè quelle azioni che potete lanciare direttamente dal finder selezionando
un file e cliccando sulla specifica quick action.
Adesso non entreremo nel dettaglio perché ovviamente esula dal tutto.
Per un certo periodo, anche qui Automator è stato lasciato da quando
è andato via, Sites a Goan, è stato licenziato sostanzialmente da Apple.
Autometor non è che abbia avuto, come Apple Script, abbia avuto delle
grosse espansioni, il potere c'è, cioè quello che potevano fare prima, continuano
a farlo, anche in Mixure tutto funziona, diciamo, è probabile che a
breve possa nascere un nuovo sistema di automazione per macOS.
È una tua ipotesi o hai letto qualcosa da qualche parte?
È molto paventata.
Molto probabilmente comandi rapidi arriverà su macOS.
Così si dice e quale preferisci dei due?
Per esempio, automator è molto schematico, molto facile da utilizzare.
Comandi?
Automator ha il vantaggio che diciamo ci sono già delle azioni predisposte
da Apple.
E una volta meno male che hai imparato a utilizzarle, è abbastanza
semplice da gestire.
Il vero vantaggio era che a un certo punto gli sviluppatori avevano
creato tutta una serie di azioni aggiuntive per automator e quindi avevano
in parte espanso le capacità, da quel che ne so io, ci
sono pochissimi nuovi programmi che vengono predisposte delle azioni per Autometro.
Comandi Rapidi, probabilmente il futuro è stata acquisita e l'ex Workflow, dopo
ne parleremo che è stata acquisita e integrata all'interno di iOS.
Ha veramente tante azioni ed è molto più florida adesso come ecosistema.
Visto che le due piattaforme si stanno uniformando e stanno andando verso
qualcosa non di ibrido, ma comunque di interoperativo, chiamiamolo così, immagino
che il futuro sia quello.
Molti parlano.
Ci sono stati anche dei progetti di portare comandi rapidi su macOS
e ci sono riusciti,
non avendo le capacità di Apple, alcuni sviluppatori hanno fatto un retro
engineering e alcune operazioni riuscivano con comandi rapidi su macOS.
Tecnicamente fattibile, da quel che ne so io.
È molto probabile che proprio perché la piattaforma di automazione nuova su
iOS, iPadOS, e quella su cui Apple ha investito nella sostanza, perché
non solo hanno comprato l'applicazione, ma hanno preso gli sviluppatori di questa
applicazione, li hanno portati dentro Apple.
Quindi l'applicazione non è stata acquisita per avere l'applicazione dentro Apple, ma
per avere gli sviluppatori.
Diciamo che il vantaggio grosso è che chi sa già utilizzare comandi
rapidi su iOS e iPadOS ovviamente ne beneficierebbe su macOS.
Addirittura siccome comunque sarebbe un'applicazione come tante altre, caso mai che funziona
come catalyst con dietro catalyst, il vantaggio è che probabilmente i comandi
rapidi, il comando rapido che crei su iOS potrebbe funzionare anche su
macOS e quello renderebbe ancora più interessante la cosa.
Attualmente il vero
ne parliamo prima, ma attualmente lo grosso svantaggio tranne gli scheme che
sono funzionano su tutte e due le piattaforme, le automazioni di macOS
native diciamo nel sistema operativo non funzionano su iPadOS e viceversa.
Quindi quello potrebbe essere un bel sistema per uniformare, non dico unificare,
ma comunque creare un continuum, diciamo, tra i due sistemi operativi che
di fatto poi sono cugini, quindi ha un suo senso logico, esattamente.
Si.
Immagino quelli che hanno fatto tutta questa programmazione con i linguaggi precedenti,
le madonne che tireranno quando si troveranno davanti al naso, solo più
comandi,
allora, secondo me convivranno comunque.
Cioè, tu fai conto che Apple script
c'è rimasto da tanto tempo.
Quindi, dici che ci sarà una convivenza tra i tre sistemi: Apple
Script, Automator e i comandi essenzialmente?
Secondo me sì, secondo me sì, anche perché appunto diciamo che se
per caso, comandi rapidi passerà anche su Mac OS, è più che
altro dire dare la possibilità a chi è già abituato a iOS,
che è comunque la piattaforma più vincente di Apple.
Cioè, voglio dire, c'è iOS, poi c'è iPadOS, o meglio c'è
l'iPhone, poi c'è l'iPad e poi ci sono i Mac.
Questo è l'ordine, stanno recuperando.
Parecono erano dietro ad iPad notevolmente comunque.
Facciamo un po' di parliamo degli altri programmi.
Come vi dicevamo prima c'è Keyboard Maestro, c'è Hazel, c'è Text Expander
che sono essenzialmente possiamo mettere tutti e tre assieme essenzialmente Kybo Maestro
è un sistema di automazione avanzato che utilizza un approccio simile a
Automator.
Quindi ci sono tutta una serie di azioni, diciamo, che possono essere
implementate.
Il vantaggio grosso di Kybor Maestro è che praticamente simula anche la
gestione dei tasti e ha tutta una serie di trigger, chiamiamoli così,
cioè di attivatori molto avanzati.
Per cui, giusto per fare un esempio, tu entri nel wifi di
casa, automaticamente Kybor Maestro può montare il disco di rete che ovviamente
trovi solo nella wifi di casa tua e non in un'altra wifi.
E quando non è più collegata al wifi di casa tua, automaticamente
togliere via il disco di rete dal tuo Mac e mille altre
cose.
Io, per esempio, non so, ho creato un'automazione che può sembrare banale,
ma è comodissima.
Quando collego la mia tastiera americana ai miei Mac, in automatico fa
il passaggio da layout di tastiera italiana a quella americana.
Quindi basta che attacchi la tastiera, lui vede che ho attaccato la
tastiera come dispositivo USB e impone a me cost di fare questo
cambiamento.
Le potenzialità anche qui sono clamorose e può fare veramente tantissime cose
anche perché Kybo Maestro invece rispetto a automator, ha tutta una serie
anche di programmabilità maggiore, per esempio i loop
o le ipotesi, cioè se è attaccata alla tastiera Y attiva questo,
se non è attaccata alla tastiera Y attiva quello.
Queste funzioni avanzate di programmazione che sono tutte visive tendo a precisare,
cioè combini strutturando.
La stessa cosa funziona anche con comandi rapidi come funzionamento, cioè c'è
una programmabilità maggiore, anche se di fatto viene fatta con azioni grafiche,
chiamiamole così, con mattoncini per costruire.
Quindi Kimbor maestro può fare tantissime cose, può tener monitorato una cartella,
se succede qualcosa nella cartella, attivare delle altre cose, addirittura funziona anche
il cosiddetto webbook, cioè un gancio nella rete.
Cioè, se tu fai partire, fai caricare un apposito Ul
e ovviamente il tuo Mac è collegato ad internet perché se no
non funzionerebbe, parte un'azione sul tuo Mac.
Quindi tu sei fuori casa dal telefono con un link a Safari
e puoi far partire un'azione sul tuo computer da remoto.
Insomma, c'è veramente di tutto di più.
Kibo maestro, non so, per esempio, puoi far partire delle scorciatoie a
tastiera dalle pianole MIDI quindi se tu hai una pianola midi perché
suoni, puoi attaccare al computer e tutti i tasti.
La pianola possono diventare delle scorciatoie a tastiera, giusto per darti delle
idee: insomma, c'è di tutto di più nella sostanza.
Per cui è veramente costa una quarantina d'euro.
Compratelo se potete, se volete, ovviamente.
L'unico difetto, ecco, di Kibro Maestro è che è tutto in inglese
come quasi tutte le applicazioni, tranne Xpander.
Ezzel invece di fatto fa una cosa, la fa molto bene, cioè
l'abbiamo parlato la volta scorsa: monitora una determinata cartella e quando succede
qualcosa in quella determinata cartella, se ci sono determinate condizioni, fa partire
altre operazioni.
Anche qui infinite, tra virgolette, perché addirittura si possono usare degli Apple
Script o degli script di linguaggi per fare tutta una serie di
cose anche relativamente avanzate.
Text Respander invece è quello più semplice, tra virgolette, fa solo una
cosa: fa l'espansione del testo.
Ma anche qui se si vuole nella parte avanzata, David Spark ha
fatto questa automazione.
Per cui digitando adesso mi ricordo più che cosa, però crea il
link a una determinata email selezionata in mail.
Quindi si possono fare veramente un po' quello che si vuole.
Gli ultimi due sono simili, ma anche qui non sono uguali: Launch
bar che è quello che uso io e che sto per abbandonare,
probabilmente è una questione economica, ma è un lanciatore in senso tecnico.
Quindi digitando, io abitualmente l'ho collegata a Command Space al posto di
Spotlight.
Command Space si apre una barra che vi permette di fare milioni
di cose, aprire cartelle, lanciare automazioni, copiare file e così via.
È un lancia o aprire applicazioni e così via.
Alfred che bene o male faceva le stesse cose, adesso ha implementato
anche qui tutto un sistema di gestione delle automazioni, quindi vi permette
di fare delle automazioni un po' più complesse di launchbar.
Comunque rientra sempre in questo modo.
L'idea di fondo sono dei lanchar per cui digitando il comando, cioè
la scorciata di tastiera che invoca l'unchbar piuttosto che Alfred.
A questo punto avete questo programmino che compare come una barra di
spotlight sostanzialmente nel vostro Mac e digitando pochissime lettere vi permette di
far partire qualcosa.
Automazioni, aprire cartelle,
eseguire azioni di Keyboard Maestro, di tutto di più, quindi è molto
interessante anche da questo punto di vista, e poi, a conclusione del
tutto, per gli smanettoni seri ci sono i linguaggi di programmazione vera
e propria, shell, Python, JavaScript e così via.
Qui ovviamente dovete essere avere qualche infarinatura di programmazione e di fatto
scrivete un programma un
programma per svolgere delle piccole operazioni.
Abitualmente si possono unire questi sistemi, cioè quel che abbiamo appena elencato,
con degli script per rendere, automatizzare ancora di più il lancio di
queste di queste di queste cose.
Il vero vantaggio di MEC OS è che da sempre è un
sistema pensato anche, oltre alla facilità di utilizzo, chiamiamola così, alla semplicità,
all'economia, all'automazione.
Quindi moltissime applicazioni di Mac comunque
hanno dei collegamenti e funzionano con questi sistemi di automazione.
Benissimo, detto questo, possiamo parlare tranquillamente di iPad e iOS, dove abbiamo
parlato di comandi rapidi, di URL e Schems, e poi Filippo ci
spiegherà l'ultima parte che riguarda Talbox e via discorrendo.
Allora, di comandi rapidi ne abbiamo già più o meno parlato, quindi
non ovviamente comandi rapidi sarebbe una puntata a sé stante e così
via.
Diciamo che i comandi rapidi.
La cosa più interessante è che l'applicazione di Apple, pensata esclusivamente per
l'automazione di iOS.
iOS, fino alla presenza di Workflow, che poi è diventato comandi rapidi
o shortcut in inglese,
non permetteva il dialogo tra un'applicazione e l'altra, anzi, col sandboxing era
notevolmente complicato, e l'unico accrocchio che gli sviluppatori erano riusciti a implementare
sono gli URSCIM.
Gli US Schlimm di fatto funzionano anche su macOS, sempre se l'applicazione
lo supporta, di fatto sono dei link invece di essere un link
a una pagina web, sono i link a un'applicazione.
Quindi, giusto per darvi un'idea: Drafts
due punti slashless è lo scheme di base per interfacciarsi con Drafts.
Stesso discorso vale per mille applicazioni per Mac e per iOS.
Quindi, DevonSing, credo due punti slashless sono e funziona ovviamente su Devonzing
per Mac e per iPad, io, per esempio, utilizzo spesso il link
alle mail che in Tost, in Tudo c'è la possibilità ovviamente di
utilizzare Markdown per fare i link a documenti esterni, diciamo, che possono
essere anche pagine web.
Tendo a precisare.
Siccome funziona, il link alle mail suil funziona sia su Mac che
su iOS, io posso creare questo link dovunque io sia, e agnosticamente,
rispetto alla piattaforma, aprire quella specifica mail dato Dost, che sia sui
iPhone, che sia su iPad o che sia su Mac.
Quindi, lo scheme è molto vantaggioso per questo motivo.
E l'altro motivo dove poi hanno lavorato gli sviluppatori il web funziona
anche con la possibilità di nei link sostanzialmente di inserire anche dei
dati e quindi cosa hanno fatto prima che appunto comandi rapidi diventasse
l'applicazione di base dell'automazione, i dati passavano attraverso il scheme, cioè se
io voglio copiare un dato, non so, da Safari a Drafts, io
creo uno scheme
che è proprio però un link vero e proprio.
Quindi bisogna con
vertire gli spazi bianchi, per esempio, in 120, c'è tutta una conversione da
fare sostanzialmente, non è user friendly, chiamiamolo così, che vi permette, però,
di far passare dati da un'applicazione all'altra, si potevano far salvare file
e così via.
Ed è tuttora il sistema, diciamo, un po' complesso che, però, con
comandi rapidi si può fare per passare dati da un'applicazione all'altra che
non abbia qualche interfaccia vera e propria con comandi rapidi in pratica.
Benissimo, dopo questa lunga carerata di automazione, possiamo andare tranquillamente nei note
dell'episodio per trovare il link degli argomenti che abbiamo trattato in questa
puntata, e tutti i nostri riferimenti su a2podcast.it quattordi.
Per quanto mi riguarda, potete trovarmi sul mio blog, Mac Architettura, oppure
sul mio podcast settimanale Snap Architettura Imperfetta.
Invece, Filippo, dove la troviamo?
Su AvocatoMac.itissimo, ci sentiamo tra due settimane.