10 utility per Mac
In questa puntata Roberto e Filippo di 10 utility da avere sul vostro Mac.
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Note dell’episodio
- Homebrew: gestore di pacchetti open source per macOS che permette di installare applicazioni non disponibili sull’App Store tramite riga di comando; utile anche per reinstallare tutto su un nuovo Mac con
brew listebrew install. - Articolo Homebrew Cask su Avvocati e Mac: guida di Filippo su come installare applicazioni fuori dall’App Store con Homebrew Cask.
- TripMode: utility per controllare quali app accedono a Internet; versione 3 compatibile con Big Sur e M1, licenza singola da 14 €.
- Hazel: automazione per cartelle e file su Mac; rinomina documenti, sposta screenshot, archivia email in base a regole visive. Hazel 5 costa 42 $, Family Pack 65 $, upgrade 20 $.
- Hidden Bar: nasconde le icone in eccesso nella menu bar; gratuito, disponibile sul Mac App Store, compatibile con Big Sur e M1.
- Bartender: alternativa a pagamento a Hidden Bar; aggiunge scorciatoie da tastiera per accedere alle icone della menu bar.
- Amethyst: tiling window manager open source per macOS; gestisce le finestre automaticamente e tramite scorciatoie da tastiera senza usare il mouse.
- AlDente: limita la percentuale massima di carica della batteria quando il Mac è collegato alla corrente; gratuito, compatibile con Big Sur e M1.
- Timing: tracciamento automatico del tempo passato su Mac, per applicazione e progetto; 79 €/anno, con sincronizzazione tra più Mac.
- Toggl Track: alternativa gratuita citata da Roberto per tracciare manualmente il tempo con timer, app mobile e reportistica.
- Amphetamine: impedisce al Mac di andare in sleep; gratuito, programmabile, disponibile sul Mac App Store.
- TextExpander 5: versione standalone dell’espansore di testo, 44,95 $; consigliata rispetto alla versione 6 ad abbonamento per uso personale.
- Keyboard Maestro: automazione avanzata per Mac con funzione di espansione del testo inclusa; ~37 €, licenza permanente.
- Sostituzione Testo di macOS: espansione testo nativa di Apple, sincronizzata tra Mac e iOS/iPadOS; meno potente ma gratuita e immediata.
- NightOwl: cambia tra modalità chiara e scura con un clic; gratuito con donazioni, permette di escludere singole app dalla modalità notturna.
- Time Machine Editor: permette di programmare gli orari di backup di Time Machine; gratuito con donazioni, compatibile con Big Sur.
Sinossi1
1. Presentazione della puntata e contesto
Il tredicesimo episodio di A2 nasce da un’idea di Roberto, che ha proposto un formato volutamente leggero: una carrellata di dieci utility per Mac consigliate dai due conduttori, senza approfondimenti tecnici estremi ma con il taglio pratico del professionista che usa questi strumenti ogni giorno. Filippo avverte subito che alcune delle sue scelte hanno richiesto un certo coraggio nella selezione, e che eventuali approfondimenti su singole applicazioni potranno arrivare in puntate future, se il riscontro del pubblico lo giustificherà. Roberto ricorda che nella puntata 7 si era già parlato di utility per la manutenzione del Mac, ma precisa che le applicazioni di oggi sono tutte diverse, tranne una.
2. Homebrew: installare il Mac da riga di comando
Filippo apre con Homebrew, definendolo il suo primo consiglio per chiunque usi un Mac. Si tratta di un gestore di pacchetti open source che opera da terminale e permette di installare applicazioni non presenti sull’App Store con un singolo comando. Il valore principale, spiega Filippo, non è tanto la riga di comando in sé, quanto la possibilità di ricostruire l’intero ambiente software su un nuovo Mac in pochissimo tempo: basta digitare brew list per ottenere la lista di tutto ciò che è installato, copiare il risultato e rieseguirlo su una macchina nuova. Homebrew si occupa di scaricare, installare e in molti casi anche aggiornare le applicazioni. Il comando brew upgrade controlla il repository e aggiorna tutto ciò che ha una nuova versione disponibile.
Roberto chiede come funziona la gestione degli aggiornamenti rispetto all’App Store: Filippo chiarisce che il processo è in due fasi — prima brew update per sincronizzare il catalogo, poi brew upgrade per installare le nuove versioni. Le singole applicazioni di solito mostrano le novità al primo avvio, come avviene con Hazel, Keyboard Maestro o Timing. L’assenza di un’interfaccia uniforme è compensata dal fatto che molte applicazioni professionali non vogliono o non possono stare nell’App Store per via del sandboxing Apple, e Homebrew risolve elegantemente il problema.
“Homebrew è un modo veloce di installare tutto. Nella beta di Big Sur ho installato tutto attraverso Homebrew e ci ho messo molto poco.” — Filippo, 00:06:29
3. TripMode: tenere sotto controllo il traffico Internet
Roberto presenta TripMode, un’utility per la menu bar che mostra in tempo reale tutte le applicazioni e i servizi che cercano di comunicare con Internet e permette di bloccarli selettivamente. L’icona diventa rossa non appena un’app non autorizzata tenta di uscire dalla rete locale. Roberto descrive tre scenari pratici: durante una chiamata Skype, quando si vuole riservare tutta la banda a un solo programma; in mobilità con il tethering del cellulare, per evitare che aggiornamenti da gigabyte consumino i dati; e in montagna o in contesti con connettività limitata, dove anche applicazioni come Foto possono divorare la banda inosservate.
Filippo aggiunge di usare Little Snitch, uno strumento più avanzato che mostra anche su mappa geografica a quali server si collegano le applicazioni. Il risultato, ammette, è “un po’ angosciante”, perché molte app telefonano a casa anche quando non sono in esecuzione attiva.
“Quando mettete un’applicazione di questo tipo, vedete quanta roba esce dal vostro computer e cominciate a spaventarvi.” — Roberto, 00:13:15
TripMode 3 è compatibile con Big Sur e i chip M1; per sistemi precedenti va usata la versione 2. La licenza singola costa 14 €, con opzioni multi-utente fino a 49 €.
4. Hazel: automazione delle cartelle e archiviazione digitale
Filippo introduce Hazel come uno degli strumenti centrali del suo sistema paperless, già citato nelle puntate dedicate all’archiviazione digitale. Hazel monitora cartelle specifiche e, al verificarsi di determinate condizioni sui file in entrata, esegue azioni automatiche. L’interfaccia è visuale: non servono competenze di programmazione, perché le regole si costruiscono combinando condizioni come tipo di file, contenuto testuale, data di creazione o nome.
Gli esempi concreti che Filippo porta sono tre. Primo, la rinominazione automatica dei PDF scansionati: se il documento ha un testo riconoscibile via OCR e contiene una data, Hazel può estrarre quella data e rinominare il file nel formato AAAA-MM-GG. Secondo, lo spostamento degli screenshot: qualsiasi cattura schermo sul desktop viene automaticamente trasferita in una cartella apposita dopo 24 ore, e cancellata dopo un ulteriore periodo. Terzo, l’archiviazione delle email: una mail salvata come PDF nella cartella di input viene riconosciuta in base al numero di pratica e archiviata automaticamente nella sottocartella giusta, compresa quella del mittente — nell’esempio portato, tutte le email con “Roberto Marin” nel nome finiscono nella cartella corrispondente.
Roberto nel frattempo cerca il prezzo: Hazel 5 costa 42 $ la licenza singola, 65 $ per il Family Pack (fino a 5 membri dello stesso nucleo familiare), 20 $ per l’upgrade da versioni precedenti. Filippo precisa di essere ancora sulla versione 4, compatibile con Catalina, e di pianificare l’aggiornamento alla 5 contestualmente al passaggio a Big Sur, poiché la nuova versione del sistema operativo ha rimosso il pannello delle preferenze di sistema da cui Hazel operava in precedenza.
5. Hidden Bar e Bartender: ordine nella menu bar
Roberto passa a Hidden Bar, un’applicazione gratuita — suggerita proprio da lui a Filippo — che nasconde le icone in eccesso nella barra dei menu. Con il crescere delle utility installate, la menu bar può diventare affollata; Hidden Bar permette di spostare le icone meno usate oltre una linea separatrice invisibile, rendendole accessibili con un clic sulla freccia. L’applicazione è disponibile sul Mac App Store, pesa 7,4 MB, ed è compatibile con Big Sur e M1.
Filippo aggiunge che esiste anche Bartender, l’alternativa a pagamento, che ha un’ulteriore funzione: associare le icone della menu bar a scorciatoie da tastiera personalizzate, cosa altrimenti impossibile su macOS. Questo lo renderebbe interessante per chi vuole interagire con la barra senza usare il mouse. Roberto menziona anche Vanilla, un’altra alternativa, scartata però per un fastidioso glitch grafico che faceva ricomparire tutte le icone nascoste quando si cambiava schermo o si attivava la modalità a tutto schermo.
“Ho abbandonato Bartender e sono passato alla versione gratuita. Dal Mac App Store quindi non avete nessun tipo di problema.” — Filippo, 00:25:39
6. Amethyst: gestire le finestre con la tastiera
Filippo porta Amethyst, un tiling window manager open source per macOS. L’applicazione ridispone automaticamente le finestre ogni volta che se ne apre una nuova, mantenendo tutte le finestre aperte visibili sullo schermo senza sovrapposizioni, salvo le finestre di dialogo e configurazione che si sovrappongono comunque per natura. La struttura di base prevede un’applicazione principale in una metà dello schermo e le altre che si suddividono l’altra metà, con possibilità di configurare il layout.
La vera potenza, sottolinea Filippo, è la gestione via tastiera: spostare il focus da una finestra all’altra, ridimensionare le proporzioni tra le finestre, trasferire una finestra su un monitor diverso — tutto senza toccare il mouse. Utile soprattutto per chi scrive di professione e lavora contemporaneamente su un documento, una mappa mentale e una cartella di riferimento. L’unica eccezione sono alcune applicazioni come Firefox, che non rispettano le API di gestione delle finestre di macOS e causano comportamenti inattesi. Amethyst è alla versione 0.15, tecnicamente ancora in fase beta, ma stabile nell’uso quotidiano.
Roberto ammette che nel suo caso, dove si lavora principalmente con grafica e applicazioni a tutto schermo, l’utilità sarebbe limitata, ma riconosce il valore per chi ha un flusso di lavoro testuale intenso.
7. AlDente: preservare la batteria dei portatili
Roberto introduce AlDente, un’utility che limita la percentuale massima di carica della batteria quando il Mac è collegato alla corrente. Il razionale è semplice: le batterie agli ioni di litio si degradano più rapidamente quando rimangono a lungo al 100% di carica. Per chi usa il portatile quasi sempre collegato alla presa — come Roberto in ufficio — tenere la batteria ferma all'80% può contribuire a prolungarne la vita utile. La percentuale limite è configurabile dall’utente a piacere.
AlDente è gratuita, compatibile con Big Sur e M1, e si installa tramite Homebrew (nessuna distribuzione App Store). Roberto precisa di essere ancora in fase di test e che le ultime versioni di macOS (da Catalina in poi) includerebbero una funzione simile a livello di sistema, ma senza la granularità di un’applicazione dedicata.
8. Timing: tracciamento automatico del tempo
Filippo presenta Timing come la sua utility preferita per la rendicontazione professionale. A differenza dei tradizionali time tracker che richiedono di avviare e fermare manualmente un timer, Timing monitora in background tutto ciò che avviene sul Mac — quali applicazioni si usano, quali documenti si aprono, quali siti si visitano — e ricostruisce automaticamente come è stata spesa la giornata. Il costo è di 79 € all’anno, ma per un avvocato che fattura a ore, spiega Filippo, il ROI è immediato.
Il caso d’uso principale è la verifica della redditività: se su una pratica si sono incassati 1.000 € ma si sono lavorate 100 ore, il bilancio è negativo; se invece le ore sono state due, quella è stata una pratica eccellente. Timing supporta la sincronizzazione tra più Mac con lo stesso account, utile per chi divide il lavoro tra studio e casa. Il limite rilevante è l’assenza di un’applicazione nativa per iOS/iPadOS: esiste una versione web, ma richiede l’avvio manuale del timer.
Filippo confronta Timing con “Tempo di utilizzo” di Apple, che su macOS risulta impreciso — ad esempio conta come tempo attivo un’applicazione aperta in background — e non offre la granularità necessaria a un professionista. Come alternativa gratuita, Roberto suggerisce Toggl, che funziona con timer manuale ma ha un’app per iOS e una buona reportistica.
“Se nella posizione 1 ho portato a casa 1000 euro ma ho lavorato 100 ore, ovvio che non ci ho guadagnato. Se invece ci ho lavorato 2 ore, è stata una posizione molto positiva.” — Filippo, 00:35:48
9. Amphetamine: impedire il sonno del Mac
Roberto presenta Amphetamine come evoluzione di Caffeine, l’utility classica per impedire al Mac di entrare in sleep. La differenza è la programmabilità: si può specificare per quanto tempo tenere il Mac sveglio, in quali condizioni farlo, e associare il comportamento a eventi specifici. Gratuita, disponibile sul Mac App Store, occupa 6,6 MB. Roberto la usa principalmente durante i rendering e quando deve registrare lo schermo — ad esempio per catturare un webinar da rivedere in seguito.
10. Espansione del testo: tre livelli di investimento
Filippo dedica l’ultimo slot a una categoria invece che a un singolo prodotto, presentando tre soluzioni per l’espansione del testo in ordine crescente di complessità e costo. Il principio comune è digitare poche lettere di abbreviazione per ottenere in output un blocco di testo preimpostato — firma dell’email, intestazione di una pratica, data nel formato corretto, indirizzi, codice fiscale.
La prima opzione è TextExpander 5, la versione standalone a 44,95 $, che Filippo preferisce alla versione 6 ad abbonamento (3-4 €/mese): quest’ultima sincronizza i dati sui server di TextExpander in America, mentre la 5 gestisce la sincronizzazione autonomamente. TextExpander funziona anche su Windows e iOS, il che lo rende interessante per ambienti misti o team che condividono risposte standard.
La seconda è Keyboard Maestro, a circa 37 €, che include l’espansione del testo tra le molte funzioni di automazione. Filippo lo usa dalla versione 7 e lo aggiorna a ogni release; per chi ha già bisogno di automazioni più ampie, è l’opzione più conveniente.
La terza è la Sostituzione Testo nativa di macOS e iOS, gratuita e sincronizzata tra le due piattaforme via iCloud. Meno potente delle prime due, ma sufficiente per le abbreviazioni di base: email, numero di telefono, via di casa, firma semplice. Roberto la usa attivamente — doppia chiocciola per l’email, _CF per il codice fiscale, pvirgola tel per il cellulare.
Filippo consiglia di usare la X come prefisso delle abbreviazioni, ispirandosi al metodo di Merlin Mann: la X è rara nelle parole italiane comuni e non richiede il tasto shift, il che la rende ideale come marcatore. Un altro utilizzo pratico è la formattazione automatica: Filippo ha un’espansione che converte la parola “latex” scritta in minuscolo nel formato tipografico corretto (LaTeX), evitando errori di battitura.
“Io digito XCS e automaticamente viene espansa tutta la firma, con numero di telefono, mail, PEC e qualifiche. Con tre lettere.” — Filippo, 00:41:53
11. NightOwl e Time Machine Editor: gli extra di Roberto
Roberto chiude con NightOwl, un’applicazione gratuita che permette di passare con un clic dalla modalità chiara a quella scura di macOS. La funzione aggiuntiva rispetto all’impostazione di sistema è la possibilità di escludere singole applicazioni dalla modalità notturna: Roberto porta l’esempio di “Podcast Cleaner Pro”, sviluppato senza supporto per il dark mode e quindi tenuto in modalità chiara anche quando il resto del sistema è in modalità scura.
Come bonus — giustificato dal fatto che è stato lui a proporre la puntata — Roberto aggiunge Time Machine Editor, un’utility gratuita per programmare gli orari di backup di Time Machine. Il backup automatico ogni ora può interferire con il lavoro in corso e sollecita inutilmente i dischi rigidi a piatti se non si è al computer. Time Machine Editor permette di spostare il backup a orari precisi: ad esempio, all'1:05 di notte e alle 18:35, lasciando la macchina libera durante le ore di lavoro. Roberto non l’ha ancora testata personalmente ma la considera molto promettente.
Questa sinossi è generata con l’intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione della puntata. ↩︎
Leggi la trascrizione completa
Benvenuti al nuovo e sfavillante episodio, che in questo caso è il
numero 13 di A2, in cui potete scoprire come ottenere il massimo
dalla vostra tecnologia Apple.
Indovinate chi sono io, sono Roberto Marin e con me c'è il
mio simpatico ospite, co-ospite, cost e via discorrendo, soprattutto amico Filippo Strozzi,
che adesso ci spiega di cosa parleremo in questo episodio.
Che ci racconti?
Allora, questo episodio è voluto da Roberto innanzitutto, e sarà un episodio
speriamo leggero, nel senso che l'idea è quella di darvi dei consigli
su 10 utility indispensabili per il lavoro del professionista ma anche non
che utilizza Mac.
Quindi episodio incentrato sul Mac faremo a turno, tra virgolette, io e
Roberto.
Un'applicazione mia, un'applicazione diciamo utilizzata e amata da Roberto, che possa essere
utile un po' a tutti.
Ovviamente sarà una carrellata abbastanza veloce, non approfonditissima.
È un episodio, tra virgolette, un po' più leggero.
Poi se avremo tempo nei futuri episodi invece, casomai, su determinate applicazioni,
perché io ci sono andato giù pesate, nelle mie, diciamo stranamente, faremo
poi dei singoli approfondimenti eventualmente se ci sarà interesse, voglia e così
via.
Esattamente, quello che dovete fare voi è darci qualche simpatico feedback, perché
vogliamo un po' capire anche che aria tira dalle vostre parti con
le cuffie ben piazzate sulla testa.
Tra l'altro volevo ringraziare Fabrizio, che ovviamente Filippo non conosce, ma che
conosco io perché è sul canale Snap di Telegram.
Che ha fatto una bellissima lista di podcast non richiesti, tra i
quali, tra ovviamente quelli più importanti, c'era anche Snap, ma soprattutto c'era
anche A2.
Grazie Fabrizio per averci fatto questa pubblicità che raccomandiamo a tutti quanti
di fare.
Ditelo a tutti i vostri amici se c'è qualcuno che è un
po' tentennante con la tecnologia Mac, gli fate semplicemente il nostro nome,
troverete questo bellissimo podcast e soprattutto riuscirete a capire il perché è
bello lavorare col Mac.
Perché ci sono due simpatici cristiani che fanno i professionisti e vi
raccontano cosa fare nella vita con i vostri Mac, gli iPhone, iPad
e tutto quello che ci gira attorno.
Detto questo, vi ricordo che il podcast è ufficialmente online e potete
ascoltarlo su Apple Podcast, su Spotify e Amazon Music Podcast.
È operativo anche il sito ufficiale con le note degli episodi.
Lo trovate all'indirizzo a due podcast.it, oppure se volete potete andare direttamente
su YouTube, lo troverete come vi dicevo prima all'indirizzo a duepodcast.it, ma
questa volta slash YouTube.
Lì troverete il canale dove troverete le nostre dirette del venerdì sera.
Se invece volete supportare il podcast e dovete farlo assolutamente, fate una
bella recensione e trovate il link nelle note dell'episodio per sapere come
fare.
Adesso passiamo direttamente all'argomento principe di questa simpatica puntata che ha visto
un po' in difficoltà a me e Filippo, perché stiamo attraversando due
momenti un po' strani entrambi.
E quindi mi sembrava giusto tenere leggera la puntata anche per noi,
perché
ci sbattiamo un sacco, soprattutto Filippo.
Quindi bisogna lasciarlo anche un attimo un po' respirare questo santuomo.
E quindi, tornando a argomenti seri, se vi sembra di aver sentito
qualcosa di simile sugli utility, è perché molto probabilmente avete sentito la
puntata 7 dove abbiamo parlato della manutenzione del Mac procedure ed appunto
utility.
Io me ne sono fregato e ho riproposto una puntata anche perché
io non ripropongo le utility che ho citato là tranne una, e
quindi sono tutte nuove utility che vi serviranno, che utilizziamo sia io
e Filippo nella vita e nel mondo Mac per la nostra professione.
E abbiamo deciso, come vi diceva Filippo, di farne una testa.
Chi parte se non Filippo?
Ok, parto io cattivo.
Allora, primo programma che io suggerisco di installare a tutti è Ombriu.
Ombriu è di fatto un gestore di pacchetti software open source a
riga di comando, e voi mi direte: che capero ci interessa una
roba del genere.
Esatto, sono già qua che sto dicendo.
E invece
, vi devo dire: vabbè, a parte che ci sono tutta una serie
di programmi open source utilissimi e che bisognereboscere, ma non è oggetto
di questa puntata.
La cosa veramente interessante, ho scritto anche un articolo a riguardo poi
nella note dell'episodio ci sarà il link.
Io utilizzo tra le varie cose Ombriu per installare tutte quelle applicazioni
che non sono sull'App Store.
Nella sostanza, Ombriu vi permette tra le tante cose, di installare applicazioni
che non sono presenti sull'app store per mille motivi, tra cui appunto
alcune applicazioni di cui vi parlerò poi nei punti successivi.
La cosa più interessante di questo approccio è: vabbè, innanzitutto vi evita
di andare sul sito A, sul sito B, sul sito C, cercare
il download, scaricare il file e installare il file.
Perché a riga di comando, basta dire Briu installa il nome del
programma e siete a posto, fa tutto lui.
Al massimo, vi chiede la password.
Ok, ok?
Quindi molto veloce, molto rapido e senza sbattimento.
La cosa interessante è se avete un nuovo computer e avete già
installato tutta una serie di applicazioni.
Adesso, per esempio, Azel, Kivo Maestro e altre applicazioni di questo genere
non si trovano sul Mac App Store.
Io cosa faccio?
Digito a regga di comando Brive List, cioè dammi la lista delle
applicazioni che ho installato.
A questo punto posso copia e incollare questa lista in una nuova
installazione.
Quindi io gli dico installami
estro piuttosto che mille altri software, e automaticamente lui mi va, scarica il
mondo e fa le cose.
Io sono a posto, in alcuni casi addirittura non in tutti, perché
dipende se nell'applicazione c'è un sistema di autoaggiornamento dell'applicazione stessa, ma in
molti casi ti fa anche l'aggiornamento.
Quindi ogni tanto io do il comando Blue Upgrade e va a
vedere se nel repository di Ombriu ci sono delle novità, se ci
sono, mi scarica tutta la roba nuova.
Quindi, un sistema molto semplice, rapido e intuitivo una volta che si
conoscono tre comand in croce, per tenere aggiornato il proprio Mac senza
sbattimento.
Quindi, questo è il mio suggerimento pratico di oggi il primo, perché
effettivamente ormai da quando l'ho imparato, a prescindere che, vabbè, io uso
anche abbastanza il terminale quindi comunque utilizzo questo software anche per altri
motivi.
Tuttavia è diventato un modo veloce di installare tutto.
Per esempio, nella beta di Big Sure che ho utilizzato, ho installato
tutto attraverso Umbriu e ci ho messo molto poco proprio perché come
con Mac App Store, tutte le applicazioni che hai comprato, le puoi
scaricare con un clic e tirare da giù nella sostanza, in maniera
diversa ma simile puoi fare con Ombriu programmino apri una parentesi è
open source quindi gratuito
non vi costa nulla.
Ti volevo chiedere se ci sono degli aggiornamenti particolari a un programma
che
di cui fai l'upgrade con Ombriu, come fai a sapere quali sono
gli aggiornamenti?
Non te lo dice, è trasparente questa cosa.
Diciamo che ho omesso di dire, ma perché era una roba che
si interessa, la si va a cercare.
Ci sono due step: uno è digitare Briw update che cerca gli
aggiornamenti e va a vedere nei repository se c'è qualcosa di nuovo.
A questo punto, ti stampa la lista degli eventuali programmi che tu
hai installato e che sono aggiornabili, e poi puoi fare l'upgrade e
a quel punto lì aggiorni tutto.
E comunque mentre fa l'upgrade ti dice
qual è l'aggiornamento dell'applicazione.
Ti dice tu hai questa versione dell'applicazione, adesso io ti scarico questa.
Le novità che sono nella nuova versione, non lo puoi sapere: ah
no, allora il sistema è un automatismo per scaricare i file.
Poi è ovvio che, non so, le novità di Kibor Maestro.
Abitualmente ormai tutte le applicazioni native Mac hanno comunque la finestra di
apertura che ti dice questa versione ha questa novità.
La maggior parte di quelle che utilizzo io è così.
Buon sapers Kibbor Maestro, Azel, Timing 2 di cui vi parlerò, sono
quasi tutte Omnifocus, Devo and Think sono tutte applicazioni che abitualmente danno
anche le novità.
Ho capito la prima volta che le apri, perché io sono molto
abituato invece al make up store.
Di conseguenza mi chiedevo come la gestita.
Sì, sì, beh,
ovviamente non è una cosa cura.
Cioè, ognuno può fare quel cappero che vuole, ovviamente, perché sono le
applicazioni non sono gestite in modo talebano da Apple.
Ecco, quello sì.
Quindi non hai un uniformità.
Anche perché ci sono molti che non vogliono pagare la gabella Apple
quindi si buttano fuori dal make up store, giustamente.
Ma molte applicazioni addirittura non possono essere installate perché comunque richiedono privilegi
che Apple non vuole dare, quindi c'è tutto il problema del sandboxing
e così via.
Anche questo è un problema che purtroppo non so se si risolverà
mai, anzi, potrà essere solo peggio, penso, perché penso che ci si
arriverà a un sistema simile a quello di iPad o iOS per
quanto riguarda questo sistema.
Ma il sistema vicino, non sono i S, piccoli passi, ma la
strada tracciata è quella, ho paura.
Comunque tornando invece alla mia applicazione che consiglio è Tripmode.
Non è il sito che pensate che sia perché se cercate Tripmode.it
e tutta un'altra cosa, voi dovete andarvelo a cercare invece come tripmode.ch.
Cosa fa questa simpatica utility?
Si mette lì nella menu bar e controlla tutte le applicazioni o
servizi che comunicano con l'esterno del vostro computer tramite internet.
Quindi voi vi troverete questa iconcina nella system tray, chiamiamola così, nella
menu bar che diventa magicamente di colore rosso quando c'è un'applicazione di
quelle che non volete che comunichi con l'esterno che cerca di comunicare
con l'esterno.
Quando è che vi viene utile questa simpatica applicazione?
Beh, almeno in tre momenti.
La prima, per esempio, è quella di fare una chiamata come sto
facendo io con Filippo su Skype e quindi avete bisogno di banda.
Se avete bisogno di banda incominciate a killare.
Ad esempio, vi faccio un elenco qua non esaustivo, ma solo per
dirvi: acceso il Mac e quello che ho killato.
Per esempio, l'applicazione podcast, iCloud, iCloud Sync, c'è l'app Store, calendario, poi
ci sono i contatti e tutta un'altra simpatica di servizi che ho
killato tutti in modo tale che soltanto Skype, in questo caso, Safari
e Telegram potessero accedere all'esterno.
Quindi io ho lasciato praticamente la banda solo a poche cose in
modo tale che nessuno mi andasse a rovinare le uova nel paniere.
Un secondo caso d'uso possibile può essere quando sei in giro e
magari hai bisogno di una connessione, non c'è una connessione wifi, ti
devi collegare col cellulare e dà un po' fastidio, magari che il
cellulare si metta a scaricare l'aggiornamento dal Make Up Store di 700
applicazioni oppure farti direttamente scaricare l'aggiornamento di Big Sure che sono circa
15 giga e conseguentemente gli potete dire no, grazie, magari in questo
momento anche no, per dire una cosa del genere.
Ma anche foto, per esempio, io purtroppo a me è capitato varissime
volte per motivi quando sono in montagna.
Che bene o male, per motivi vari, dobbiamo avere il wifi funzionante
e così via, magicamente vengono mangiati gigabyte in un giorno e poi
invece con Triponto, voi gli dice: Sai cosa c'è?
Simpatica foto.
Tu te ne stai bella bella tranquilla lì,
non comunichi con nessuno, te ne stai nel tuo angolino.
E questo qui poi di fatto è un piccolo firewall
che blocca le comunicazioni solo in uscita, niente di che, nel senso,
blocca in uscita e Amen.
Però è molto chiaro perché tu da un momento all'altro puoi sbloccare
l'applicazione senza problemi, ma soprattutto hai un elenco di gente che vuole
comunicare con l'esterno, che ti chiedi perché comunica l'esterno, ad esempio, ci
sono dei programmi che comunicano all'esterno senza che ce ne sia bisogno,
o perché magari non è nemmeno in esecuzione.
Mi è capitato di vedere anche questo.
E io giusto solo perché fai quello, io ti chillo e stai
tranquillo lì
nel mio computer senza comunicare all'esterno, perché giustamente non ci crederete, quando
mettete un'applicazione di questo tipo, vedete quanta roba esce dal vostro computer
e cominciate a spaventarvi.
Sì, io ho il little snitch, che comunque è una cosa un
po' più evoluta di questa, ma è meglio non sapere, perché addirittura
ti fa vedere sulla mappa dove si va a collegare cosa, scoprite
che vabbè, a prescindere che viviamo in dipendenza dall'America, perché praticamente tra
la California, New York e in giro per l'America avrete dei collegamenti
di sicuro, ma anche in posti che mai immaginereste, devo dire la
verità, effettivamente è un po' angosciante la cosa.
Ti fermi un attimo, ci pensi e poi moltissime applicazioni telefonano a
casa per qualunque qualunque: anche a me è capitato di vedere applicazioni
che chiamano casa per dire che c'è un'applicazione simile che sto aprendo.
Siamo arrivati a una cosa di questo tipo: cioè l'applicazione non è
in esecuzione, ma chiama casa per dire che c'è un'applicazione simile che
è partita sul computer.
Quindi io vi consiglio a tutti quanti di installarla.
Vi ricordo soltanto che c'è una versione La 3 che è compatibile
con Big Sure e i chip M1, ma se avete sistemi precedenti,
dovete installare la 2 per quanto riguarda la licenza.
C'è una free trial di 7 giorni che vi consiglio di provare
così.
Dentate bianchi con i capelli bianchi come me, Filippo.
Poi iniziate a pagare circa 14 euro per la licenza singola, oppure
dipende da quanti utenti, lo acquistano nello stesso ufficio, 49 euro e
così vi levate il dente.
A questo punto passo la palla a Filippo che ci racconta che
cosa: la seconda applicazione di cui vi voglio parlare io e che
ritengo sia indispensabile, è Azel.
Ne approfitto perché la posso attaccare alle due puntate precedenti, perché Azel
fa praticamente parte dei miei sistemi di automazione per l'archivazione digitale.
Quindi è un'applicazione di cui io non posso fare a meno.
Non ho ancora la versione 5, devo dire la verità, ma semplicemente
perché attualmente la versione 4 fa quel che deve fare dal mio
punto di vista, e non sono su Big Sure.
Quindi la versione 5 è necessaria per questa versione del sistema operativo,
di fatto, con Big Sure, tutte le applicazioni come Hazel, che andavano
a installarsi nelle preferenze di sistema del Mac, non è più possibile
farlo e quindi, ovviamente, il programmatore, di fatto, ha dovuto fare questo
grande cambiamento.
Ezel, appunto, è sempre stata fino alla versione 4.
La si trova all'interno delle preferenze di sistema una volta installata, adesso
diventa un'applicazione chiamiamola così a sé stante.
Pi sono state alcune migliorie, ma non fondamentali dal mio punto di
vista.
Per cui quest'anno non hanno dove bisogna stare all'occhio, anche se il
programmatore.
Questa è un'applicazione sviluppata da un singolo programmatore.
Peraltro, ho avuto qualche conversazione come beta tester con lui carinissimo.
Insomma, gli do volentierissimi i soldi però nel caso specifico.
Per ora no, ma appena farò il grande passo a Big Sure,
una delle prime cose che farò, ovviamente è quella di aggiornare la
mia versione attuale di Hasel, ma credo di essere in sella dalla
2, credo quindi hai dato il tuo contributo.
Allora, cosa fa Azel nella sostanza?
Nella sostanza, Aisel tiene monitorata delle cartelle che decidiamo noi.
E una volta che cambia qualcosa in questa cartella, quindi è creato
un file o è salvato un determinato file e il contenuto è
un determinato contenuto, svolge un'automazione, una sostanza, svolge un'operazione.
Quindi Hazel è molto comodo perché vi permette di fare delle cose
clamorose, tra virgolette, cioè se riuscite a dare dei parametri specifici, forse
l'aspetto più complicato di questa applicazione.
Oggi non riusciremo ovviamente a parlare nel dettaglio, vi do un'infrenatura generale.
Poi, se ci sarà tempo modo, mi piacerebbe approfondire perché è una
di quelle applicazioni che non sono andato a vedere quanto costa, ma
Roberto, mentre parlo, va a cercare il prezzo e ve lo dirà
brevissimo.
È una di quelle applicazioni che se volete lavorare in digitale con
un Mac sono fondamentali e vi cambieranno la vita.
Alcuni esempi di cosa è possibile fare giusto per darvi un'idea dell'utilità:
anzitutto, rinominare i documenti in base al loro contenuto.
Quindi vi ricordate, parlavamo appunto del fatto di datare i documenti.
Ecco una cosa che è possibile fare con Azel.
Se, per esempio, il PDF che avete scansionato ha anche il conoscimento
del testo, se c'è una data, indicando ad Azel dove andare a
cercare il pattern, cioè il modo in cui la data è formata,
vi permetterà per esempio di anporre il famoso 2001-2021, 05 perché è
maggio e 14 perché oggi è il 14 di maggio, mentre stiamo
registrando questa puntata.
Un'altra cosa comodissima che sembra banale, ma è veramente utile: è spostare
i file dopo un determinato tempo che si trovi in una posizione,
esempio tipico: se voi fate come sottoscritto varie catture schermo e ve
le lasciate sul
desktop, io ho impostato su tutti i miei computer un'automazione per cui
tutte le catture a schermo, quindi tutte le immagini invece di rimanere
lì giacenti sul desktop, dopo un tot di tempo, solitamente sono 24
ore, vengono spostate in un'apposita cartella e da lì poi eventualmente vengono
cancellate dopo un totto di tempo, perché è proprio quello che può
essere fatto.
L'altra cosa clamorosa di Edel è che, come vi spiegavo, vi permette
appunto di andare a vedere all'interno anche il contenuto di un determinato
file di testo piuttosto che un PDF, se ha appunto l'OCR, e
a fronte di parole o
modelli di fatto all'interno del testo che vengono ritrovati nel testo, per
esempio, estrapolare questi dati e rinominare il documento di conseguenza.
Quindi anche qui diventa molto comodo.
L'esempio che vi posso fare io è l'archiviazione dell'email.
Io come la faccio?
Nella sostanza, una volta che salvo la mail come PDF o come
file ML, la dato perché solitamente sono io a datarla e inserire
chi ha mandato l'email e a chi è indirizzata, automaticamente io la
salvo in una specifica cartella che ho denominato in maniera molto utile
email da archiviare, ebbene in base a un determinato pattern, cioè il
numero della pratica nel mio caso specifico.
Ho anche, non so se, per esempio, voi tenete una corrispondenza con
Roberto.
Io tutte le email con il nome Roberto Marin automaticamente vengono salvati
una cartella col nome Roberto Marin corrispondenza.
Automaticamente fa tutto questo: cioè, una volta che vede nel nome del
file un determinato, il numero della pratica, automaticamente va e salva questa
file all'interno della pratica dentro una specifica cartella legata alla corrispondenza.
Ci sono infiniti modi di gestire il tutto, di fatto, l'unico limite
che avete è la vostra fantasia e le vostre capacità informatiche.
La cosa carina di Ezzel è che non richiede di avere conoscenze
specifiche informatiche, nel senso che le regole sono costruite con un'interfaccia grafica
sostanzialmente.
Quindi tutti i file che contengono una determinata parola, tutti i file
che contengono o non contengono una determinata parola o che sono stati
creati entro una determinata data o sono stati creati da tot tempo.
Tutte queste regole le potete comporre voi visualmente, unirle e creare appunto
la specifica regola che vi interessa.
Quindi secondo me vi aiuta notevolmente nella gestione digitale del vostro computer.
E grazie Roberto.
Vi posso dire che Azel 5 costa 42 euro la licenza singola,
e poi abbiamo varie altre licenze, cioè superiore a 5 membri, per
esempio, della stessa famiglia, che è la tipica licenza Apple, chiamiamola così,
che va a 65 e poi c'è l'upgrade che è quello che
pagherò io probabilmente.
Che è di 20 dollari.
Poi vanno tradotti in euro, ma questo, insomma, meno male, è il
discorso della vicenda, e a questo punto vai Roberto con la seconda
applicazione che devo dirlo subito: Roberto mi ha consigliato e è presente
sui miei macchini.
Questa è un'applicazione che uso anch'io.
Perché gli ho consigliato questa applicazione?
Perché prima di tutto è gratuita e fa il suo sporco lavoro
e l'applicazione si chiama Idem Bar e fa proprio questo, nel senso
che interviene sulla vostra menu bar e visto che sarete pieno di
utility di concine là sopra in alto a destra, ma se incominciano
a diventare più di 20, incomincia a diventare fastidioso avere tutta quella
roba lì che vi occupa spazio.
Quindi noi tendiamo a essere minimalisti per riuscire ad avere anche un
po' la testa libera e usiamo questa simpatica applicazione che si chiama
Idem Bar che è un'alternativa a quella a pagamento che è bartender.
Che anche questa fa il suo lavoro.
Ce n'è un'altra che mi pare che non si paghi, si chiama
Vaniglia, ma questa applicazione aveva un fastidiosissimo glitch grafico che mi faceva
davvero perdere la pazienza perché nel momento in cui c'era uno schermo
esterno oppure c'è un aggiornamento dello schermo perché magari avevi le applicazioni
a tutto schermo, tendeva a far rivedere tutte le icone e poi
a richiuderle.
Quindi non so se questa applicazione ha risolto questo problema, ma sicuramente
Idem Bar ha risolto il problema e funziona perfettamente.
Come vi dicevo?
Una piccola precisazione su Bartender: perché è un'applicazione a pagamento.
Quindi, da questo punto di vista, anche io, anche perché di fatto
bartender viene aggiornato a ogni sistema operativo, quindi ogni sistema operativo dovete
fare l'aggiornamento e così via.
Volevo farvi dirvi una cosa che però ho già perso: perché, secondo
me, l'unica cosa interessante di bartender nella versione 4, che è la
nuova, sostanzialmente, è che vi permette di dare delle scorciatoie a tastiera,
se non mi ricordo male.
Che vi permette sostanzialmente di legare le applicazioni del menu a una
scorciatoria tastiera da voi scelta, cosa che da quello che ne so
io, non è possibile fare in nessuna maniera.
Sì, direi che è abbastanza nascosta nelle feature, diciamo, ma è uno
di motivi per cui sarei interessato a acquistare la nuova versione di
bartender perché effettivamente diventa comodo poter accedere ai menu, diciamo, della barra
del Mac anche attraverso il scorciato da tastiere.
Quindi interagire con S con la tastiera, sostanzialmente, che altrimenti è impossibile
da fare o comunque bisogna fare tutta una serie di operazioni che
non sono comodissime.
Sì, per esempio, è una cosa che io non utilizzo, preferisco tenermela
lì tranquillo, tutte quante le iconcine nascoste.
Come vi dicevo, questa applicazione è gratuita, è compatibile con Big Sure
e M1, pesa la bellezza di 7,4 MB quindi fa abbastanza ridere,
ma soprattutto lo trovate sul Mac App Store e conseguentemente è abbastanza
sciolto.
Comodissimo, comodissimo, peraltro.
Appunto nella beta di Big Sure l'ho utilizzata da subito, funziona perfettamente.
È una delle cose più comode.
Per esempio, io che ogni tanto faccio i video su Mac, utilizzo
iden bar per nascondere, diciamo, la quantità clamorosa di roba che ho
nel Mac.
Nella barra del menu è effettivamente molto comoda e molto intuitiva anche
da utilizzare perché basta spostare la barra rispetto alla posizione dei programmi
della barra del menu per nasconderli o farli vedere nella sostanza, quindi
semplicissimo, cliccando invece sulla freccetta si aprono tutti a ventaglio.
Diciamo è una versione un po' più fine, chiamiamola così, soprattutto nelle
ultime versioni, però effettivamente credo che costi 15 euro, cioè 15 dollari
ogni versione più o meno.
Quindi, comunque, per quello che fa, chiamiamolo così adesso, con la possibilità
delle scocciatore tastiera, devo dire la verità: ha qualcosa in più che
mi atrica.
Tuttavia, fino adesso, a un certo punto, quando Roberto mi ha aperto
il mondo di questa hiden bar, ho abbandonato bartender e sono passato
la versione gratuita e funzionate.
Peraltro, dal make up store quindi veramente non avete nessun tipo di
problema.
È sicura, tra virgolette, quindi è il top.
Diciamo: assolutamente sì.
Considerate che io adesso, in questo momento, ho tre concine, la batteria
più la data.
Eh, io ho chiuso in alto a destra, ho chiuso tutto qua.
Io non ti dico cos'ho, non voglio saperlo perché so già cosa
ci sarà il mondo.
Ma vabbè, no, neanche, o forse c'è anche meno.
Non so se aspettarmi il mondo o solo la data.
Non uso i den bar solo sul 27 pollici, ti dico solo
questo.
Perché ho tutte le icone sul 27 pollici e ci stanno, se
no,
ok, vai tranquillamente alla tua terza applicazione, number three, number three.
Allora, anche qui è un'applicazione inusuale.
In questo caso però è gratuita quindi non vi facciamo spendere niente.
E si chiama Ametist, è una fissa mia, devo dire la verità,
ma soprattutto se fate un lavoro come il mio, cioè se avete
varie finestre aperte contemporanea e uno schermo relativamente generoso, perché se lo
schermo è piccolino, più di due applicazioni affiancate nella sostanza, poco ci
si riesce a fare.
Tuttavia, se rientrate in questa categoria, quindi avete io, per esempio, ho
un documento dove scrivo abitualmente, e almeno una o due applicazioni a
fianco dove c'è o il documento che sto leggendo, quindi devo prendere
traccia.
La mappa mentale, o una cartella del find dove ho tutti i
miei documenti di riferimento e casomai in base alla necessità, apro.
Ecco Ametist è un gestore di finestre.
Un gestore di finestre, ovvero invece di dovere voi manipolare la finestra,
spostarla sullo schermo o coprirla con un'altra finestra, quindi dopo andare a
cercare la finestra dove è finita, dove è finita, in automatico, ogni
volta che ho aprite una nuova finestra, Ametist riadatta le finestre presenti
in modo che tutte le finestre a schermo siano visibili, tranne ovviamente
quelle finestre, diciamo, pop-up, chiamiamole così, quelle
piccoline, che in questo caso invece si vanno a sovrapporre, ma perché
normalmente sono le finestre di menu di configurazioni e così via.
Ametes funziona abbastanza bene anche se una 0.15, quindi è un'applicazione, è
una beta, chiamiamola così, però funziona abbastanza bene, è open source, quindi
potete ovviamente ispezionare il codice se vi interessa.
La cosa carina è che oltre a gestire in automatico le finestre,
che forse non è indispensabile, anche se io ritengo sia molto utile
perché la scrivania diventa molto più ordinata e più semplice da gestire,
la cosa carina è che vi permette di gestire tutte queste finestre
con il scorciatoio a tastiera, è un po', cioè inizialmente diventa complicato
o meglio, subito è un po' frastonante gestire le applicazioni in questa
maniera.
Quando imparate il scorciatoio a tastiera, è una roba clamorosa perché vi
permette di muovervi velocemente da un'applicazione all'altra, semplicemente con la tastiera, quindi
senza dover toccare il mouse.
Modificare l'aspectare, cioè la dimensione tra una finestra e l'altra, sempre scorciatoia
a tastiera, e spostare addirittura le finestre da uno schermo all'altro.
È un'applicazione eccezionale con alcune applicazioni strambe, tipo Firefox, che secondo me
non utilizzano la gestione delle finestre di macOS in pratica.
È lì ogni tanto invece dà dei problemi perché non riesce a
capire bene come funziona la finestra sostanzialmente.
Tuttavia, l'organizzazione del tiling manager è veramente una cosa molto comoda.
Nella versione base in pratica avete o a sinistra o a destra
a vostra preferenza l'applicazione principale e nell'altra metà dello schermo le applicazioni
vanno a spezzettare lo schermo.
Quindi, quella metà viene divisa in due, in tre o in quattro.
In quattro già diventa abbastanza ingestibile.
Però diciamo che vi permette di muovervi velocemente senza dover alzare le
mani dalla tastiera.
Quindi, per esempio, per uno che scrive di professione è molto comoda
e vi permette di essere molto efficienti nella gestione delle finestre, del
vostro computer e anche della tastiera.
Esatto, invece stavo pensando che a me non tornerebbe utile un'applicazione del
genere perché tendenzialmente al massimo vado con applicazione a metà schermo da
una parte, ma proprio per il mio tipo di lavoro, nel senso
che tendenzialmente o è l'applicazione a tutto schermo, oppure ne hai massimo
due.
Però interessante.
Dovendo fare grafica e altre cose simili.
Più schermo hai e più.
Certo certo, però è interessante sicuramente questa applicazione, ma non tanto interessante
quanto la mia, soprattutto per il nome.
Questa applicazione si chiama Al Dente.
Ho visto
è una particolare applicazione che può tornare utile a chi utilizza i
portatili che sto testando in questo momento.
Un test che, tra l'altro, è abbastanza semplice da fare perché l'altro
è gratuita, chiaramente è compatibile con Big Sur ed M1, quindi è
appunto anche sul pezzo, oltre a essere al dente, fa semplicemente una
cosa: ti blocca la percentuale di carica del portatile quando sei collegato
alla rete.
Per esempio, non essendo tanto in mobilità, io ho sempre il computer
essenzialmente collegato alla rete elettrica.
Perché così è così rimarrà per un po' finché non se ne
vasto, rompipelle del Covid.
Conseguentemente, per cercare di preservare la batteria, non lo so, sto facendo
dei test.
Mi è venuto in mente di cercare un'applicazione che potesse limitare la
carica della batteria fino a una certa percentuale che si può decidere,
e quindi conseguentemente non arriva al 100%.
Questo perché?
Perché le batterie al litio, come sapete, non è che stanno benissimo
al massimo, non stanno benissimo nemmeno al minimo.
Conseguentemente sto provando a testare questa applicazione, vedere come se la cava
e quindi vi consiglio di provarla, perché comunque è gratuita e si
mette lì
nel system tray.
Io continuo a chiamarlo così, ma non si chiama così nel menu
bar.
Quando per esempio ho settato l'80%, io l'ho settata così, quando è
attaccata la corrente elettrica si blocca lì e non va oltre, conseguentemente,
non surriscalda o comunque mantiene una percentuale della batteria sempre allo stesso
livello invece che sia al 100% e all'80%.
Voi potete metterlo al 20, al 50%, quanto vi pare, ma è
un'interessante applicazione che merita, diciamo, di essere messa nella vostra menu bar.
Teoricamente, con le ultime versioni del macOS dovrebbe farle in automatico il
sistema operativo.
Io non garantisco, credo da Catalina in su.
Vado alla quarta applicazione, signore e signori.
Quindi ormai siamo arrivati in fondo alla puntata e effettivamente vabbè, siamo
partiti tardi, ma siamo in arrivo.
Timing 2 applicazione di tracciamento del tempo automatico passata davanti al vostro
Mac, è a pagamento e costa costicchia, come si suol dire?
Perché la versione che uso io costa 79 euro all'anno.
Però è veramente eccezionale.
Nel senso che rispetto alle applicazioni che in pratica vi permettono di
tracciare il tempo che passate davanti al computer, ma dovete far partire
voi il timer timing in estrema sintesi, ovviamente, chiede una serie di
permessi abbastanza importanti di accesso alle vostre attività, perché deve di fatto
monitorare cosa fate.
Quindi per forza di cose a una visione completa o quasi completa
di cosa fate.
Tuttavia, in base all'applicazione che utilizzate, in base ai parametri che gli
date, vi permette di tenere in maniera trasparente quindi senza una volta
avendoli dato i parametri, sostanzialmente, vi permette invece di tenere tracciato il
tempo in cui utilizzate il computer e come.
Ora, a livello generale, può essere utile per sapere se su internet
siete stati un'ora su Twitter e invece che lavorare, per esempio.
Ma quello secondo me non è lo scopo più interessante.
Non ne vale la pena per pagare 79 euro all'anno per questo,
quello per cui la uso invece io e per cui, secondo me,
ne vale molto la pena è perché inserendo i vari parametri vi
permette di tracciare il tempo per esempio, su cui lavorate su una
determinata posizione, e questo diventa molto comodo dal mio punto di vista,
perché ogni tanto vengo pagato a ore, quindi comunque tenere traccia dell'attività
che svolgo è fondamentale.
Ma anche per capire, per esempio, se nella posizione 1 io ho
portato a casa 1000, ma ho lavorato 100 ore, ovvio che non
ci ho guadagnato in estrema sintesi, se invece la stessa posizione ho
portato a casa 1000 euro, ma ci ho lavorato 2 ore è
stata una posizione molto positiva.
Per cui quello secondo me per un professionista è molto utile e
comunque anche se non vi pagano ad ore, vi permette anche di
ragionare se una determinata attività ha un suo senso logico oppure non
nel complesso generale dell'attività, e ammetto, a volte quando andate a vedere
i report di queste applicazioni vi rendete conto che la vostra giornata
non è stata così produttiva come pensavate e così via.
Altra cosa molto interessante sempre con 79 euro, è che funziona, ha
un sistema di sincronizzazione.
Quindi se avete differenti computer e li avete installata sopra con lo
stesso account, vi tiene traccia del lavoro fatto in pezzi diversi, diciamo,
della vostra attività.
Molto comodo.
Io, per esempio, tra caso e ufficio ho due computer diversi e
mi permette di tenere traccia del lavoro fatto da una parte o
dall'altra, ma complessivamente anche.
Unico grosso limite è che non esiste un'applicazione, cioè un'applicazione compagna, chiamiamola
così per iOS e iPadOS.
Lì esiste adesso un'applicazione, una versione web, diciamo, però anche lì bisogna
far partire il timer manualmente in estrema sintesi.
Ad oggi, siccome di fatto il tempo di utilizzo di Apple non
è aperta come api agli sviluppatori terzi, non è possibile utilizzare in
qualche maniera anche questa versione, che è la versione, tra virgolette, gratuita
di Apple, anche se devo dire la verità, da qualche test che
ho fatto io su Forse iOS è abbastanza precisa, non precisissima, e
comunque non vi permette di arrivare alla granularità che interesserebbe a un
professionista.
Diciamo, vi dà un'idea generale di come avete o quanto e come
utilizzate un vostro dispositivo o i vostri dispositivi, su macOS ha dei
notevoli problemi.
Perché, per esempio, quello io me ne sono accorto perché ho messo
dei blocchi di tempo su Telegram, su tutte le applicazioni social sostanzialmente.
Anche quando non sono, cioè ho Telegram aperto il Macground, ma non
lo uso quindi di fatto non sono sull'applicazione.
Il tempo passa e mi blocca l'utilizzo di questa applicazione.
Quindi c'è qualcosa che tocca nella sostanza.
Per cui su Mac ancora io non ho provato big sure abbastanza
da avere dei dati certi, ma su Catalina che comunque ha il
tempo di utilizzo, non funziona corretto.
Non ha la granularità e comunque l'affidabilità che un'applicazione come timing invece
ha.
Esattamente, stavo guardando appunto il tempo di utilizzo, non è così preciso
di quello che ho fatto oggi.
Se invece non volete spendere soldi, vi posso consigliare un'alternativa toggle, che
invece lo mandate sempre manualmente il timer in avanti, ma insomma è
un'alternativa gratuita.
Vi permette anche di vedere l'istat delle applicazioni che avete usato in
quel tempo.
Insomma, può essere interessante, c'è anche l'applicazione per iOS.
Vedete voi cosa preferite tra le due.
Timing sicuramente ha qualcosa in più per cui si fa pagare.
Io invece vado alla mia quarta applicazione che si chiama Ampetamine.
Che il nome la dice già lunga e ha una sua ragione
d'essere.
Essenzialmente deriva da un'applicazione precedente che si chiama Caffein, che serve semplicemente
a non mandare il computer in sleep quindi a farlo addormentare.
La differenza qual è che Ampetamine è decisamente più programmabile.
È più programmabile nel senso che potete dire quando e come, dove
spegnersi, accendersi e via discorrendo.
Io lo utilizzo da anni anche perché è gratuita.
Si accettano anche in questo caso le donazioni, è sul Mac App
Store, quindi non dovete neanche andare a cercare l'anfetamina sul web che
potrebbe essere un po' compromettente, e poi, ovviamente, vi dico che occupa
semplicemente 6,6 megabyte sul vostro hard disk.
Occupa poco, poca spesa, tanta resa perché fa quello che deve.
Quando ti può servire una cosa del genere, ma ad esempio a
me serve quando mando i rendering in esecuzione oppure hai bisogno di
registrare lo schermo perché vuoi registrare qualcosa a schermo che ti serve,
come potrebbe anche essere un webinar per future visioni con più calma
e cercare di capire nel dettaglio cosa di cosa si tratta, questa
potrebbe essere un ottimo aiuto per il vostro lavoro.
Vado alla mia ultima applicazione, siamo anche in tempo direi: allora, devo
dire la verità: qui ho barato, lo dichiaro fin da subito, ma
volevo dare
un po' di spettro complessivo.
Quindi espansione del testo.
Sono varie applicazioni, ma perché esistono varie soluzioni, mi sembrava corretto dare
il quadro completo potenzialmente agli ascoltatori, poi ognuno decida se spendere dei
soldi, quanti soldi spendere, cosa comprare, cosa utilizzare a livello gratuito.
Non ho fatto la lista della spesa, ne esisterebbero di più, però,
ho voluto dare quelle che, secondo me, sono i tre pilastri per
la gestione dell'espansione del testo.
Allora, la base
Text Expander, che è di fatto la mamma di tutte queste applicazioni
perché è la prima, da quel che ne so io presente nel
mondo Mac per le automazioni di espansione del testo.
In estrema sintesi, queste applicazioni cosa fanno?
Noi digitiamo 3-4 lettere, che sono delle abbreviazioni, delle sigle, adesso vedremo
velocemente come possono essere fatte, e a fronte di queste poche lettere,
viene espansa invece un testo abbastanza complesso.
Immaginate, non so, io per esempio, abitualmente, quando scrivo le mail, la
parte finale che è cordiali saluti, o in dipendenza dal tono diciamo
della mia mail, un caro saluto o a distinti saluti, quindi le
varie sfumature, più le qualifiche che ho, tra virg
olette, più tutto il pezzettino dici della firma vera e propria, quindi con
il numero di telefono dell'ufficio, la mail, la PAC e tutte queste
cose.
Io digito XCS, che è sostanzialmente l'abbreviazione per fare tutto questo.
Con tre lettere, con la possibilità poi di avere addirittura dei menu
a tendina per cui scegliere quale specifico saluto dare, faccio tutto senza
dovere ovviamente digitare la mano, tutto che è una roba, e su
questo fronte c'è di tutto di più, nel senso che dopo
il limite e l'immaginazione dell'utente, nella sostanza, per esempio, per le mail,
tutta la parte di intestazione dell'oggetto del nome della pratica, io la
standardizzo e quindi digitando semplicemente il numero della pratica preceduto dalla X,
mi apre invece mi espande.
Tutto il nome della pratica con il nome delle parti e così
via.
Insomma, mi permette di fare tutta una serie di cose.
Text expander ha veramente delle funzioni avanzate.
Quella che vi consiglio io e che uso tuttora.
È la versione 5, non la versione 6 perché la versione 5
è chiamiamola così monutenza e costa 45 dollari.
Perché attualmente il text spander nella versione 6 ha dei vantaggi, ma
è abbonamento.
Quindi vi costa 3-4 euro al mese e devo dire la verità:
è utile, ma non è così utile da spendere con 40-50
euro all'anno, in più.
Ecco, diciamo che l'altra cosa fastidiosa, è che mentre una versione 5
la sincronizzazione ve la potete gestire, tra virgolette, voi su vari sistemi,
invece dalla versione 6 di fatto
per farsi pagare a offrire un servizio, voi sincronizzate i dati sul
server di Tex Expander, che ovviamente è in America e di cui
ci si può fidare ciecamente forse, ma non così ciecamente, non credo
che sia cifrato.
Non ho visto.
Comunque, insomma, tra tutte le cose non la ritengo una cosa valida.
Può essere invece molto valido se avete un'attività multipiattaforma, cioè sotto Windows
e sotto Mac, perché la cosa interessante di Test Expand funziona sotto
Mac sotto iOS, con delle limitazioni.
Sotto Windows, quindi vi dà una possibilità di lavoro a 360 gradi.
Addirittura nelle versioni professionali, ma qui andiamo oltre.
Vi permette di avere delle, per esempio, non so, avete un ufficio
e quindi ognuno dell'ufficio deve avere delle risposte standard.
Diciamo, vi permette di gestire in maniera centralizzata queste risposte standard.
Quindi, non so, avete la segretaria che deve darvi delle risposte specifiche
e tipiche di una determinata situazione, voi potete già generare queste risposte
e non dovete preoccuparvi, diciamo, di chi le fa perché di fatto
è tutto sincronizzato nel cloud in maniera uniforme.
Quindi questo è molto utile, si spende anche molto di più, è
una però, per necessità business decisamente avanzate.
La seconda applicazione che non è specificamente di espansione del testo, cioè
non fa solo questa, costa intorno ai 37-38 dollari
e ne vale la pena.
A prescindere dall'espansione del testo è Kibbo Maestro meriterebbe una puntata a
parte solo per Kibbo Maestro quindi non mi c'è addentro troppo.
Tra le varie funzioni di automazione, Kibbo Maestro vi permette di fare
un sacco di automazioni su Mac, c'è anche quella dell'espansione del testo
e funziona in maniera abbastanza simile a Test Espander, anche se ovviamente
Test Expander fa solo quello.
Kibbo Maestro fa tanto altro, il prezzo, sicuramente è vantaggioso.
Io ormai ce l'ho dalla versione 7, siamo già la 9.
Ogni volta io pago l'aggiornamento ed non ci sono problemi.
Anche qui l'applicazione di un singolo sviluppatore fatta bene.
La uso tantissimo, quindi non c'è modo di dire altrimenti, se vi
interessa approfondire, c'è anche e conoscete l'inglese, c'è anche la guida di
David Spark molto dettagliata, molto specifica.
però, nel caso nostro specifico, fa anche questo, ne vale la pena
se volete fare anche dell'altro e non volete investire esclusivamente dei soldi
su test spanda che di fatto costa di più comunque, e quindi
è così.
Da ultimo, e concludo il mio intervento di oggi.
A questo punto, sono le preferenze testo di macOS che equivalgono alla
sostituzione testo di iOS.
La cosa carina è che in questo caso il funzionamento del medesimo,
cioè voi gli date molto più rudimentale, tenendo a precisare, ma voi
gli date, per esempio XS un caro saluto Filippo.
Ecco automaticamente se io digito sia su Mac che su iOS queste
lettere, automaticamente iOS in particolare va a sostituire quella digitazione con il
testo espanso, non può fare tutta una serie di automazioni che non
sono presenti su iOS.
Il vantaggio grosso è però di avere un soprattutto, non so, l'email.
È comodissimo, dovete digitare l'email su iOS è scomodo, ci si mette
abitualmente molto tempo.
Invece, con questo sistema qua, ovviamente io velocizzo molto perché, per esempio,
XM, che vuol dire espandi l'email, velocizza notevolmente.
Ecco, una piccola precisazione sull'espansione del testo.
La regola base sarebbe quella di usare la punte e virgola, perché
in America sostanzialmente punte e virgola è una lettera, è inusuale, e
il punte e virgola, nella tasca americana è uno specifico tasto che
non vi chiede neanche il tasto shift di utilizzo, ok, mentre da
noi non è così.
Io utilizzo il trucchetto di Merlin Man perché alla fine X è
una lettera che è abitualmente difficile che venga messa assieme ad altre
parole, diciamo o comunque un composto per cui X è un'abbreviazione di
quello che si vuole fare, quindi per me sta per email, diventa
molto comodo e vi permette comunque di digitare tutto con la tastiera
normalmente, molto velocemente.
Funziona molto bene anche su
iOS che su Mac, quindi è molto trasparente all'utente una volta che
ovviamente vi ricordate tutte queste abbrevazioni.
Perché ecco il piccolo dettaglio di questa vicenda: all'inizio partite con una
o due abbrevazioni e progressivamente quando le avete memorizzate, diventa comodo ovviamente.
Aggiungere delle altre nel tempo.
Tuttavia, per esempio, non so, tutte le varie email che ho, io
le digito in questa maniera qua.
I saluti li digito in questa maniera qui e tutta una serie
di altre cosette.
Addirittura l'altra cosa molto comoda dell'espansione del testo è un esempio tipico
che faccio è la Tech che si scrive L maiuscolo A minuscolo
T maiuscolo e minuscolo X maiuscolo.
Ho un'espansione del testo per cui io la scrivo invece normale, tutto
minuscolo, e in automatico mi viene sostituito col testo giusto, che ovviamente
evita errori e così via.
Quindi, insomma, applicazione fondamentale in una delle sue varie varianti proprio perché
diventa molto comodo.
Ah, ecco l'altra cosa comodissima che non ho detto è sempre legata
all'automazione.
Test expand così come Kybo Maestro non è presente questa automazione invece
su iOS, diciamo sul sistema Macintosh di base.
Potete anche automatizzare l'inserimento della data, lo faccio sempre: cioè se la
data è quella della data di oggi, io scrivo X data e
automaticamente mi viene già nato 22 20210514, o se io scrivo X
ieri mi viene messo il 13 e così via, per cui è
molto più semplice inserire le date in questa maniera.
Qui per la nomenclatura dei file diventa molto più comodo da fare
se siete nella range di questi giorni qua, cioè se è scansionato
un documento che vi arrivato oggi che quindi è datato oggi, o
per voi è datato
oggi o qualche giorno fa, e con questo ho concluso.
È molto interessante quello
dell'abbreviazione in tastiera che viene sincronizzata tra Mac e iOS.
Io vi dico le mie: per esempio, ho trattino basso CF tira
fuori il codice fiscale.
Ah, esatto, un'altra cosa tremenda, oppure punte virgola, tel ed esce fuori
il mio numero del cellulare, oppure per le mail doppia chiocciola, due
volte chiocciola, tira fuori le mail, e poi, per esempio, v via,
la doppia V davanti a IA mi tira fuori la via dove
abito essenzialmente.
Queste sono quelle che utilizzo io, soprattutto le mail.
Il trucchetto diciamo è cercare di scrivere qualcosa che abbia un significato
logico ma che difficilmente si scriva quotidianamente.
È molto utile, troverete giovamente sotto tutti i punti di vista.
Ve li consiglio, seguite i consigli di Filippo.
Arriviamo alla mia ultima app, si chiama Night Hall.
C'è questa simpatica app?
Semplic è un'app, anche questa gratuita se accettano donazioni che cambia con
un click il passaggio dalla light alla night mode di macOS.
Può essere utile.
Io, ad esempio, tendenzialmente tengo sempre tutto in notturna, però la cosa
interessante è che
non è solo per tutto il sistema.
Se volete, ci sono alcune applicazioni che elencate, possono essere escluse dal
light o il night mode in base a quello che vi serve.
E conseguentemente potreste avere delle applicazioni.
Come, ad esempio, mi sembra che ce n'è una che ha fatto
Alex che si chiama Pod Cleaner Pro.
Ad esempio, questa è meglio usarla in light mode.
Costentemente quella lì è stata flaggata in modo tale che anche quando
sono in night mode, quella compare in light mode e riesco a
leggere tutto quanto perché non è stata sviluppata per il night mode.
Questo qui è un esempio.
Però anche la possibilità di comandare voi se preferite la light o
la night mode può essere molto utile.
Per me è blindato su Night Mode e non ci sono altre
soluzioni.
Comunque è interessante, usatela, giusto perché ho proposto io la puntata, ho
deciso anche di aggiungerne una che è da provare, che secondo me
deve essere molto interessante, che si chiama Time Machine Editor.
È un programma che permette interessante, secondo me da provare anche perché
è gratuito, anche queste donazioni sono ben accette.
È compatibilità con Big Sur che permette di programmare Time Machine.
Il Time Machine tendenzialmente fa un backup uno all'ora essenzialmente e magari
può essere un po' fastidioso perché magari vi rallenta le operazioni mentre
state lavorando oppure volete decidere voi cheh, io ho finito a 1
finisco a 1 tutti i giorni, voglio che alle 1 e 5
inizi a fare il backup e poi quando tornate voi avete già
il computer backup e potete fare l'altra mezza giornata e magari reimpostare
di fare un backup alle 18 e 35 minuti per dire.
E quindi è interessante programmarlo perché, ad esempio, non è sempre utile
tenere un hard disk collegato magari tutto il tempo al vostro Mac
e ogni ora questo qui parte.
Vuol dire che gli hard disk
a piatti ogni volta che si sollecitano in questo senso comunque non
dico che patiscono ma vengono usati.
Quindi se preferite fare un backup a fine giornata è meglio farlo
con Time Machine Editor oppure staccate il vostro hard disk esterno, lo
collegate quando serve cioè alla fine giornata.
Può essere molto utile, provatela, io non l'ho ancora provata e direi
che a questo punto qui abbiamo concluso questa bella puntata che secondo
me è stata molto interessante perché sono state anche 10 o 15
utiliti che vi abbiamo proposto.
Adesso il nostro Filippo ci avrà qualcosa da aggiungere, sentiamo cosa ci
dice semplicemente una breve intermezzo pubblicitario.
Questa puntata, se tutto va bene, dovrebbe venire pubblicata intorno al 31
di maggio.
Quindi la settimana prossima.
Se tutto va bene, ci sarà il World Wide Development Conference 2021:
TV10 esatto.
Dice se tutto va bene.
Qui perché stiamo registrando per un futuro incerto, io Roberto Alex Craculia
e speriamo anche Davide Gatti.
Probabilmente faremo una diretta.
Quindi vi segnaliamo oggi per allora di seguirci, perché ho grossa aspettativa
per questo evento.
Sì, perché praticamente qua ci stiamo tutti quanti sfregando le mani.
Perché abbiamo visto uscire un iPad Pro con chip M1 che le
dà di santa ragione al MacBoook Pro 16 pollici e ci siamo
chiesti tutti quanti.
Ma l'hanno buttato fuori così a caso, o avranno intenzione di utilizzare
iPadOS e aggiungerci funzioni o ancora chissà che cosa.
Oggi ne parlavo sul mio canale Snap di Telegram.
Che diceva: Ragazzi, considerate che con la potenza che ha l'1 se
gira male, sarà possibile installare le applicazioni desktop sull'iPad, quello diventa l'arma
totale perché è leggero e touch e vi fa solo male a
tutti quanti.
E diventa a questo punto preferibile a un desktop o addirittura a
un portatile.
Diciamo che effettivamente con le specifiche hardware che ha, rischia veramente di
poter avere anche il Dual Boot macOS al Pados o una forma
di visualizzazione.
Non lo so.
Mi sembra strano, mettiamola così, ma probabilmente è possibilissimo che qualcuno poi
riesca a farlo lo stesso.
Staremo a vedere, siamo lì abbastanza sulle spine perché almeno ci aspettiamo
questo da Apple e penso che non ci sbagliamo perché non penso
che abbia buttato fuori una macchina così, non solo per mera scalabilità
del processore, secondo me bolle qualcosa in pentola e staremo tutti quanti
a sfregarci le manine.
Dicevamo, abbiamo delle note dell'episodio dove potete trovare tutti gli argomenti che
avete trovato, link e via discorrendo.
I nostri riferimenti li trovate ovviamente seguendo il link A2 Podcast
puntoit 13 e dove ci potete trovare il sottoscritto.
Mi potete trovare su Mac e Architettura che è il mio blog
dove racconto un po' di cose.
Un po' fermo in questo periodo, ma c'è anche un perché e
poi lo scoprirete nei giorni a venire.
E poi ho un simpatico podcast che si chiama Snap Architettura Imperfetta.
Che esce tendenzialmente il venerdì.
Se non ho gratta capi o non ci sono cruise che mi
arrivano e devo gestire in qualche modo.
Perché comunque, vedendo scherzando, come Filippo si è sobbarcato questo podcast, santuomo
sa benissimo quanto tempo ci vuole a fare un podcast sia come
ideazione che come metta giù la scaletta che soprattutto come editing.
Che lui si diverte a farlo con l'iPad, prima o poi riuscirò
a farlo anch'io.
Chi lo sa?
Magari allora magari lo potrò.
Adesso che è arrivato un nuovo oggetto.
Eh sì, non volevo tenere una segreto, ma, ragazzi, miei
.
Mia moglie mi ha regalato evidentemente che gli facevo pena, probabilmente, o
perché vuole che io raddoppi la quantità di lavoro.
Mi ha regalato un iPad di ottava generazione, nuovo di pacca, nel
senso che stranamente non è usato.
È entrato qualcosa di Apple in casa mia nuova ed è una
cosa un po' particolare perché chi mi conosce sa che tendenzialmente è
tutto usato, quello che arriva da me da parte di Apple.
E comunque è nuovo di Trinca è una versione base, pagata circa
90 euro in meno rispetto al prezzo di listino.
Quindi, secondo me, ha fatto un buon affare, la nostra simpatica mogliettina.
Chiudo i miei saluti, tra virgolette, quindi Ametto invece trovate su avvocateMac.it
e nient'altro, perché in questo periodo il podcast non credo che uscirà
a breve.
Mettiamola così, alla prossima, ciao a tutti