Ep. 1 1:12:39

Passare a Mac nel 2021: come scegliere il vostro Mac

In questo primo episodio vi parliamo di: - Come scegliere il vostro nuovo Mac nel 2021; - Come affrontare il passaggio dal vostro vecchio PC ad un Mac; - Come funziona macOS e quali sono i trucchi utili per imparare velocemente. Se avete domande o richieste potete farcele direttamente in chat in dir

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Note dell’episodio

Sinossi1

1. Presentazioni e obiettivo della puntata

Roberto Marin e Filippo Strozzi si presentano al pubblico nel primo episodio di A2: Roberto è architetto, Filippo è avvocato. Il tono è volutamente informale, quasi da conversazione tra colleghi che condividono la stessa passione per la tecnologia Apple. L’episodio nasce con un obiettivo dichiarato: essere una guida pratica di vita vissuta per chi vuole passare a Mac nel 2021, non una recensione asettica. I due conduttori esplicitano subito che non sono interessati alle guerre di religione tra sistemi operativi: hanno trovato nel Mac la piattaforma più adatta alla loro professione e vogliono raccontare perché, lasciando agli ascoltatori la libertà di trarre le proprie conclusioni.

L’agenda della puntata prevede quattro macro-argomenti: la crescita di Apple nel mercato dei PC, come scegliere il Mac giusto nel 2021 (con focus sul chip M1), il passaggio pratico da Windows a Mac, e un primo sguardo a macOS. La diretta si rivelerà così ricca di contenuti da richiedere un secondo episodio per completare gli ultimi due punti.

2. La crescita di Apple e il ruolo dell’ecosistema

Filippo introduce un dato di contesto: nel quarto trimestre del 2020 Apple ha superato i principali produttori di PC per quota di mercato, con una crescita che sfiora il 49%. I due conduttori interpretano questo dato alla luce di tre fattori convergenti: la pandemia ha accelerato il bisogno di computer performanti per lo smart working; il chip M1 ha spostato drasticamente il rapporto qualità-prezzo a favore di Apple; l’ecosistema iPhone-iPad ha funzionato da testa di ponte, avvicinando al Mac milioni di utenti già familiari con iOS.

Roberto sottolinea come macOS Big Sur abbia ulteriormente avvicinato l’interfaccia del Mac a quella di iOS, rendendo il passaggio più naturale per chi già usa iPhone o iPad. Il vantaggio principale dell’ecosistema, concordano entrambi, è la continuità operativa: si inizia un documento su Mac, lo si continua sull’iPad, le fotografie sono già sincronizzate, i messaggi transitano senza frizioni da un dispositivo all’altro.

“L’altra metà la fa l’ecosistema Apple: bisogna utilizzare i computer Apple per riuscire a capire quant’è integrata la situazione tra un device e il proprio computer.” — Roberto, 00:06:37

Filippo introduce però la metafora della “gabbia dorata”: l’ecosistema Apple offre un’esperienza coerente e piacevole, ma uscirne è complicato. Entrambi riconoscono che si tratta di un limite reale, pur accettandolo consapevolmente in cambio dei vantaggi in termini di produttività.

3. I percorsi personali verso Mac

Roberto racconta il suo passaggio a Mac nel 2008. Da studente di architettura aveva ammirato i primi iMac colorati di Ive nei laboratori universitari, ma il problema era AutoCAD: all’epoca non esisteva una versione per Mac. Nel 2008, passeggiando alla FNAC di Torino, un commesso Apple gli rivela la possibilità di usare Windows in Boot Camp. Roberto acquista subito un iMac 21 pollici, inizia a lavorare prevalentemente sotto Windows, poi progressivamente migra le applicazioni su macOS. La svolta arriva con il MacBook Air 2010 e il suo SSD: la velocità rispetto agli hard disk meccanici dei colleghi è sorprendente.

“Ragazzi miei, SSD è tutto lì la questione. Gli altri erano lì che macinavano con l’hard disk allo stato meccanico che è lentissimo, e quindi fungeva da collo di bottiglia per tutto questo hardware.” — Roberto, 00:13:07

Poi arriva lo schermo Retina, e con esso un altro salto percettivo: guardare lo schermo precedente sembra come avere un vetro appannato davanti agli occhi. Roberto approda al MacBook Pro 13 pollici 2019, con cui registra questo episodio, collegato a uno schermo esterno da 27 pollici tramite dock.

Filippo racconta un percorso diverso: entra nel mondo Mac nel 2006 con il primo Mac Mini Intel, attratto dalla possibilità di usare le periferiche già in suo possesso (monitor, tastiera, mouse). Non avendo software vincolati a Windows, il passaggio è quasi indolore. Da lì la collezione cresce: un secondo Mac Mini, un MacBook Pro nel 2009, poi un iMac 24 pollici, poi il 27 pollici in ufficio montato su braccio VESA — soluzione copiata da Jason Snell — che gli permette un’ergonomia impossibile con il piedistallo originale. Durante la pandemia aggiunge un MacBook Pro 16 pollici ricondizionato. Come accessori usa la Ultimate Hacking Keyboard (una tastiera meccanica ergonomica divisa a metà) e un Magic Trackpad 2, che porta avanti e indietro tra casa e ufficio nello zaino.

Roberto usa invece un mouse verticale Logitech e una tastiera esterna Logitech che dura da cinque anni nonostante i maltrattamenti. In mobilità, fino alla pandemia, si portava in giro Mac, Magic Mouse e un piccolo rialzino portatile per la cervicale.

4. Il valore del software incluso e i limiti di iCloud

I due affrontano la cosiddetta “tassa Apple”: i Mac costano mediamente il doppio o il triplo rispetto a PC con specifiche simili. Tuttavia, sottolineano, nell’acquisto è incluso un pacchetto software che ha un valore reale. iMovie permette montaggi video senza spendere nulla, a differenza dell’ecosistema Windows. GarageBand è un DAW gratuito di qualità professionale, versione ridotta di Logic Pro. La suite iWork — Pages (equivalente di Word), Numbers (equivalente di Excel) e Keynote (equivalente di PowerPoint) — è inclusa e, secondo Filippo, Keynote supera PowerPoint in molte situazioni.

C’è però una nota stonata: i 5 GB di spazio iCloud gratuito sono definiti senza mezzi termini “vergognosi” da Roberto. Con dispositivi che partono da 128 GB di storage, 5 GB bastano a malapena per un backup parziale, senza contare foto e video. Apple non mostra intenzione di aumentarli: l’interesse commerciale è chiaramente orientato verso i piani a pagamento.

Roberto precisa anche che la suite iWork è disponibile su iPhone e iPad, rendendo possibile iniziare un documento su Mac e continuarlo su iPad, o montare un video su iPhone e rifinirlo su Mac, con continuità nativa.

5. Compatibilità software: il nodo principale prima del passaggio

Roberto e Filippo concordano che la prima domanda da porsi prima di comprare un Mac è: le applicazioni che uso girano su Mac? Roberto racconta le difficoltà specifiche del suo mestiere di architetto. Il software per la certificazione energetica era storicamente assente su Mac; oggi la situazione è migliorata grazie ad alcune applicazioni web-based. Rimane il problema di DOCFA, il software del catasto fabbricati, che Roberto descrive con una certa ironia come “fermo a Windows 3.1” nonostante i professionisti paghino 50 euro a variazione catastale. La soluzione è arrivata grazie a Wine, il layer di compatibilità open source che converte eseguibili Windows per farli girare su macOS e Linux.

Filippo spiega agli ascoltatori cos’è Wine: un progetto decennale che permette di eseguire applicazioni Windows su sistemi Unix-like senza installare Windows. Non funziona per tutti i software e non garantisce la perfezione, ma per applicazioni leggere senza requisiti hardware specifici è spesso sufficiente.

L’alternativa più robusta, usata da Filippo, è la virtualizzazione con Parallels o VirtualBox: si installa Windows all’interno di macOS come macchina virtuale, con piena interoperabilità tra i due sistemi. Filippo lo ha usato per anni con un gestionale Windows; oggi non ne ha più bisogno. Roberto cita la firma digitale come esempio di software che in passato creava problemi su Mac e che nel tempo si è risolto grazie all’evoluzione dell’hardware su cui gira.

6. Il chip M1: prestazioni, consumi e benchmark

Roberto introduce il tema dell’M1 — il System on Chip ARM progettato da Apple e annunciato alla fine del 2020 — con entusiasmo mal celato. Il chip integra CPU, GPU, Neural Engine e controllori per le periferiche in un unico die, il che consente una condivisione della memoria (Unified Memory) che elimina la necessità di copiare dati tra CPU e GPU, accelerando drasticamente le operazioni.

All’annuncio, Roberto ammette, lui e altri appassionati erano scettici di fronte alle dichiarazioni di Apple. I benchmark hanno poi confermato che lo scetticismo era ingiustificato. I numeri presentati da Roberto:

  • Single-core GeekBench: MacBook Pro 16" Intel → 1.023 punti; MacBook Pro 13" M1 → 1.726 punti.
  • Multi-core GeekBench: MacBook Pro 16" Intel → 5.500 punti; MacBook Pro 13" M1 → 7.530 punti.
  • Temperature sotto carico: MacBook Pro 16" Intel → 90°C alla tastiera; MacBook Pro 13" M1 → 45°C.
  • GPU Metal (GeekBench): MacBook Pro 16" Intel (GPU discreta) → 23.000 punti; MacBook Pro 13" M1 (GPU integrata) → 21.800 punti.
  • Cinebench (rendering): 16" → 727 punti; M1 → 7.700 punti.
  • Esportazione RAW 42 megapixel in Lightroom: 16" → 3 minuti e 10 secondi; M1 → 2 minuti e 44 secondi.
  • Esportazione 5 minuti di video 4K H.264: 16" → 336 secondi; M1 → 306 secondi.

“Il Mac Mini con l’M1 a 900 euro messo di fianco al Mac Pro da 15.000 euro: i distacchi non erano così elevati da giustificare 15.000 euro di computer.” — Roberto, 00:36:51

Il consumo energetico è l’altro dato che colpisce: il MacBook Pro 16" Intel arriva a quasi 100 watt sotto sforzo, l’M1 si ferma a 15 watt. Ne derivano autonomia nettamente superiore e temperature molto più contenute, elemento fondamentale per chi lavora ore al portatile sulle ginocchia o in mobilità.

7. Quale Mac scegliere nel 2021

Roberto e Filippo costruiscono una guida pratica alla scelta. La premessa è netta: con l’M1 disponibile, acquistare un Mac con processore Intel non ha senso. La differenza di prezzo tra le versioni Intel e M1 della stessa linea è di quasi 1.000 euro, a fronte di prestazioni dimezzate.

Mac Mini M1 (circa 900 euro): la scelta ideale per chi ha già monitor, tastiera e mouse da un PC Windows. Si collega tutto, si risparmia e si è subito operativi.

MacBook Air M1 (circa 1.200 euro): fanless, leggero, silenzioso. Ha una GPU a 7 core. Sopra certi carichi sostenuti va in throttling per contenere la temperatura, ma nella pratica quotidiana non scalda e non si sente. Perfetto per la mobilità.

MacBook Pro 13" M1 (circa 1.500 euro): GPU a 8 core, dotato di ventola — silenziosa, ma presente. Mantiene prestazioni di picco più a lungo grazie al raffreddamento attivo. Consigliato a chi fa video editing, rendering o lavori grafici intensi.

“Se avete la possibilità di attendere, ragazzi miei, attendete. Perché questa è la prima portata che ha mandato Apple a Intel per dirgli a che punto erano i suoi processori.” — Roberto, 00:52:29

Per chi non è in urgenza di sostituzione, il consiglio è aspettare le generazioni successive (M1X, M2), che promettono ulteriori salti prestazionali con probabili redesign hardware.

8. Mac usati, ricondizionati e opzioni di acquisto

Roberto introduce una sezione pratica sull’acquisto. I Mac usati hanno un mercato sano: chi vende tende a curare i propri dispositivi, e la svalutazione è molto più lenta rispetto ai PC Windows. Un MacBook Pro 13" del 2019-2020 Intel si trova già intorno ai 1.100 euro sull’usato, un anno dopo l’acquisto. Roberto ha cambiato tre computer, presi tutti usati e rivenduti: il ciclo di acquisto-uso-rivendita permette di recuperare una parte significativa dell’investimento.

Per i professionisti con partita IVA (non forfettaria), i ricondizionati Apple sono un’altra opzione interessante: acquistando da Apple si deduce l’IVA, e i prezzi dei ricondizionati sono significativamente inferiori al nuovo. Filippo ha acquistato il suo MacBook Pro 16 pollici ricondizionato a 2.000 euro, rispetto ai 3.600 del prezzo di listino.

Chi ha una partita IVA ordinaria può anche valutare il leasing o il finanziamento, che permette di spalmare il costo nel tempo scaricando le rate come costo d’esercizio.

9. I prossimi passi: il passaggio da Windows a Mac

A un’ora e un quarto dall’inizio, i due conduttori chiudono la parte dedicata alla scelta del Mac e anticipano il programma della puntata successiva: il passaggio pratico da Windows a Mac — gestione dei dati, migrazione delle impostazioni, prime nozioni di macOS. Filippo ricorda un consiglio operativo importante: Apple garantisce 15 giorni di reso senza domande. Alcuni utenti della community Telegram del podcast hanno sfruttato questa finestra per provare il Mac sulla propria scrivania reale, con il proprio software, prima di decidere. Chi ha trovato incompatibilità insormontabili ha restituito il computer senza perdere nulla.

“Fatevi prima un paio di prove prima di passare completamente. Avete 15 giorni.” — Filippo, 01:11:26

Il messaggio finale è di apertura: passare a Mac è un cambiamento significativo, ma non bisogna fermarsi alle incompatibilità presunte. La larga parte delle applicazioni professionali gira su Mac; per le eccezioni esistono Wine, le macchine virtuali e, sempre più spesso, alternative web-based. Il podcast nasce proprio per accompagnare questo percorso.


  1. Questa sinossi è generata con l’intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione della puntata. ↩︎

Leggi la trascrizione completa

Benvenuto all'episodio 1 di A2, in cui scoprirete come ottenere il massimo

dalla tua tecnologia Apple.

Io sono Roberto Marin e sono il vostro ospite assieme all'amico Filippo

Strozzi.

Di cosa parliamo in questo episodio, Filippo?

Allora, oggi è episodio introduttivo e quindi come meglio introdurre il podcast

e questa nostra esperienza assieme con come scegliere il nostro Mac nel

2021 e come ovviamente consigli utili, diciamo, per affrontare il passaggio presumibilmente

da Mac a Windows, anche se abbiamo visto che qualcuno ha fatto

anche il salto da Linux a Mac la volta scorsa, e come

poi è importante, ovviamente, fare con i nostri dati e le impostazioni.

E infine direi se c'è tempo, perché la puntata è abbastanza pregna

di contenuti.

Un primo sguardo un primo sguardo su come funziona macOS, che è

il sistema operativo di Apple.

Quindi, una volta che abbiamo scelto quale computer comprare, ovviamente, come abbiamo

fatto il nostro passaggio da Windows, dobbiamo anche impadronirci delle basi di

M'COS.

Oggi sei veramente forbito e lanciatissimo al posto mio, invece, sembro un

infante che si lancia davanti al microfono a raccontare più o meno

le proprie passioni, ma è giusto che sia così.

Io sono quello scifine e rampante tra i due, mentre tu sei

quello più posato, sei un avvocato.

Io sono un architetto, io sono un architetto, sono un pazzo furioso

per definizione.

Detto questo, dobbiamo ricordare, ad esempio, che in questa puntata, come giustamente

il nostro Filippo ha raccontato, dovremmo dare i nostri consigli di vita

vissuta.

Al fine, perché anche noi abbiamo fatto il passaggio da qualche sistema

operativo a Mac, Filippo ne avrà fatti due o tre prima, probabilmente

conoscendolo.

Io sono solo passato da Windows a Mac.

Lui probabilmente ha fatto tutto il giro delle chiese.

Probabile!

No, no, no, devo dire la verità: vabbè, negli anni 2000 ho

anche giocato, giocchiato probabilmente con Linux, ma con scarsi esiti, anche perché

era molto immatura all'epoca.

Dal 2006 sono utente Apple di Linux, ma per il resto, e

ogni tanto ho rimesso mano a Windows, ma giusto per necessità di

colleghi, casomai.

Esattamente.

Io avevo iniziato anch'io qualcosa con Linux, qualche distribuzione sul mio PC

Windows.

Ho avevo visto intravisto anzi, BeOS, non so se l'avevi visto anche

tu, ma all'epoca quando era uscita, non ho un'interfaccia grafica super fighissima

e mi ero innamorato pure di quello.

Comunque, detto questo, oltre alle nostre scene di vita vissute, chiamiamole così,

ci sarà anche di parlare di come fare con i dati e

le impostazioni, no?

Perché, insomma, siamo tutti felicissimi dopo che ci siamo preparati la nostra

workstation lavorativa.

Poi, quando è ora di cambiare o di installare un nuovo sistema

operativo, già incominciano a pruderci le mani, cominciamo a sudare, diciamo no,

non ci ho voglia troppo lavoro.

E poi alla fine arriveremo anche, come diceva Filippo, a uno sguardo

veloce su come funziona Mac OS, che a noi è un sistema

che piace molto, ci permette di essere produttivi.

A differenza di altri che si trovano bene su Windows, non è

una guerra.

Io e Filippo non siamo per le guerre di religione, anzi, siamo

aperti a tutto quanto.

Noi abbiamo trovato questa strada per la nostra professione e speriamo che

anche i nostri ascoltatori riescano a essere molto produttivi con questo sistema

operativo che dietro alla bella interfaccia permette anche di fare le cose

gregge.

Cosa dici Filippo?

Partiamo con la sigla?

Allora, la prima notizia di questo simpatico podcast.

Dobbiamo partire da una cosa che abbiamo letto in rete.

Che il Mac è cresciuto dal 49% nel quarto trimestre del 2020,

superando tutti i principali marchi di PC.

Questa è una notizia molto interessante, soprattutto per quanto riguarda noi professionisti.

Tu hai letto l'articolo, ti sei fatto un'idea.

Cosa ne pensi di questa crescita esponenziale, quasi insomma, del Mac?

Allora, il discorso di fondo, secondo me, dalla mia esperienza personale, è

che effettivamente c'è stato e c'è tuttora un notevole aumento dell'interesse, soprattutto

con il chip M1.

Sicuramente poi c'è stata nel corso della pandemia, diciamo, una necessità di

attrezzarsi con computer.

E secondo me, alla fine i computer Apple sono quelli che inizialmente

hanno venduto di meno, nel senso che erano quelli più costosi, ma

a fronte di

perdurare della necessità di lavorare nel cosiddetto smart working, forse probabilmente molti

utenti hanno avuto esigenze un po' più complete ed effettivamente i portatili

Apple, perché immagino che la maggior parte, almeno da quel che mi

ricordo io, tendenzialmente il grosso delle vendite dei Mac è un portatile.

Credo secondo me il 50% sono portatili e poi tutto il resto

sono gli altri.

Credo che a questo punto questo abbia inciso sulla

ovviamente sulle vendite, anche perché effettivamente Apple sta facendo delle cose interessanti.

È negabile.

Credo che anche grande parte del merito derivi da iPhone e iPad.

Insomma, l'iPhone, come sapete, praticamente sostiene Apple grazie alle vendite stellari che

fa di questo smartphone, ma c'è anche l'iPad che è molto apprezzato

in molti ambienti.

Quindi penso che possa essere stato utilizzato come testa di ponte per

arrivare al Mac.

Penso proprio sia così perché comunque, soprattutto nell'ultima parte grafica che ha

avuto Mac OS con Big Sur, lo vediamo molto simile a quello

che succede nel suo fratello minore o maggiore, dipende da come la

guardi, iOS.

E quindi credo che sia trainato anche in parte da questo successo

planetario dell'iPhone.

Insomma, molti si trovano ad utilizzare questo device, che bisogna essere sinceri,

nel momento che lo utilizzi da solo, si è un gran ottimo

cellulare, ma è metà dell'esperienza.

L'altra metà la fa l'ecosistema Apple, quindi bisogna utilizzare i computer Apple

per riuscire a capire quant'è integrata la situazione tra un device e

il proprio computer.

Dal punto di vista della produttività, questo ovviamente è molto utile.

Non devo incominciare a pensare a come trasferire i dati.

Ad esempio, faccio un esempio stupido: se io utilizzo una qualsiasi applicazione

di messaggistica che può essere Telegram, come messaggi di Apple.

Io posso passare dal Mac all'iPhone senza grossi problemi.

Stessa cosa per quanto riguarda le email, la inizio da una parte,

la finisco da un'altra.

Ho bisogno di fotografie, me le trovo già tutte sincronizzate.

C'è la possibilità di avere iCloud, che sistema di, diciamo, di dati

nella nuvola che possono essere sfruttati da tutti i device.

E quindi la possibilità di utilizzare questa

di utilizzare questo ecosistema indubbiamente dal punto di vista professionale, aiuta indubbiamente.

Vi troverete sicuramente a recuperare un sacco di minuti al giorno grazie

a queste possibilità.

Che mano a mano che ci seguirete e capirete come funziona la

questione e come potete sfruttarla per i vostri lavori, converrete con noi

che questo è anche parte del successo di Apple in questo periodo.

Sicuramente l'ecosistema ha i suoi svantaggi, ovviamente, ma ha anche dei grossi

vantaggi.

Esattamente parliamo di gabbia dorata, ne parlano tutti di gabbia dorata.

Cioè, nel momento in cui sei all'interno di questo ecosistema, sei però

all'interno di una gabbia dorata, perché è stata laminata d'oro da parte

di Apple, dove uno si sta bene, ci si trova bene e

viene, diciamo, coccolato.

Ma se cerchi di uscire da questa gabbia, ti trovi veramente in

un grosso problema.

Perché spesso e volentieri, nel momento in cui ci sei, quando cerchi

di uscire, hai delle difficoltà, funziona tutto bene.

Sì, infatti, ci sono anche episodi di persone che hanno i nostri

stessi software e device e non gli funziona, per esempio, la sincronizzazione.

Ragazzi, capita anche nelle migliori famiglie, però tendenzialmente nella larga parte degli

utilizzi è molto utile questa gabbia dorata, diciamo.

Benissimo, allora ti faccio una prima domanda, anche perché così cerchiamo di

raccontare un po' le nostre storie.

Quindi, tu, quando sei passato a Mac?

Così vediamo un po' il tuo trascorso.

No, parliamo di vita vissuta.

Dunque, lontano 2008, ormai 12 anni fa.

Nell'età normale, nel senso, nel trascorrere del tempo normale,

non sono tanti anni.

Però, quando guardi queste cose dal punto di vista informatico, si parla

di aereo geologiche.

Nel senso, all'epoca c'era il Core 2.

Insomma, sembra veramente un migliaio di anni fa, e invece, no, era

solo il 2008, e mi accingevo a farmi una bella passeggiata per

l'epoca, era la FNAC, poi a Torino ha chiuso, tra altre cose.

E mentre passeggiavo, sono andato allo stand Apple che campeggiava lì appena

all'interno della FNAC.

Io avevo un piccolo trascorso precedente all'epoca dell'università perché ero rimasto molto

affascinato dai Mac.

All'epoca era il tempo del Mac, quello colorato, quello i Mac colorato,

quello che aveva fatto Johnny Hive, che aveva fatto veramente girare tutti

quanti la testa perché c'era questo policarbonato colorato rispetto al grigiume che

c'era in giro per gli uffici e nell'informatica.

Questo colpo di colore aveva veramente dato un refresh alla situazione e

c'era anche in un laboratorio, a parte nella facoltà di architettura, c'erano

questi computer.

Io li guardavo veramente affascinati perché erano bellissimi, funzionavano benissimo, solo che

c'era un leggerissimo piccolo problema.

All'epoca andava per la maggiore AutoCAD.

Come sapete in Italia siamo passati dal disegno a mano al disegno

digitale, proprio nel mezzo del cammino della mia facoltà, era intorno agli

anni 2000.

Conseguentemente, non c'era AutoCAD, quindi io non lo potevo utilizzare per lavorarci

neanche in facoltà.

E di conseguenza li vedevo come cose molto belle.

Ogni data ci usavo Photoshop, ma al di là di quello, per

me l'esperienza era chiusa.

Però quel lontano 2008 sono andato da questo personaggio che stava, facendo

una sua piccola presentazione di come funzionava i Mac.

E ovviamente io continuavo a sbavare, anche gli ho chiesto: ma ho

sentito parlare che molto probabilmente tra due o tre anni arriverà AutoCAD

sul Mac.

Lui mi ha confermato che in effetti da lì a due anni

ci sarebbe stato l'AutoCA sul Mac.

E poi mi ha candidatto: ma perché non puoi utilizzare Windows con

Boot Camp?

Io lo guardo e faccio: perché si può mettere un sistema operativo

parallelo, ma certo, così puoi utilizzare Windows e AutoCAD e via discorrendo.

Io l'ho visto lì un attimo di silenzio.

Penso che abbia visto la mia faccia un po' inebettita, ho detto

grazie per l'informazione, mi sono girato e sono andato a comprare la

i Mac.

Subito era una i Macchi hai comprato subito?

Subito, si si sono girato, ho detto a mia moglie, gli ho

detto: Guarda, si può fare, io ci voglio provare.

Ci voglio provare perché se in effetti la situazione si stava volgendo

in un'apertura di questo tipo dove si poteva anche utilizzare Autocad.

Ho detto ok, io me lo compro.

Ho comprato il 21 pollici base, una cosa molto semplice e basilare.

L'ho preso molto felice, me lo sono messo sul tavolo.

Ho iniziato a lavorarci in Boot Camp con Windows da parte.

Ogni tanto passavo di qua, ho intanto di là e via discorrendo.

Piano piano ho cominciato a decimare le applicazioni che utilizzavo su Windows

per passare più in larga parte sul Macintosh.

Poi ho scoperto VirtualBox, che insomma ha aiutato anche quello.

Per VirtualBox permette di virtualizzare una macchina che poteva essere Windows.

Quindi, il mio passaggio è stato: utilizzo il Macintosh più con Windows

che lo so che è abberrante, adesso mi vengono ancora un po'

i brividi sulla schiena, ma la situazione era proprio quella: più con

Windows, piano piano ho trasportato le mie applicazioni di là.

A un certo punto ho detto, ok, Windows la utilizzo per due

applicazioni, utilizzo VirtualBox.

E poi, alla fine, nel corso degli anni, ho scoperto che c'era

l'SSD, questa grandissima innovazione che avevano buttato dentro al MacBook Air 2010

13 pollici, dove vedevi questo MacBook Air che viaggiava come una faina

nonostante avesse meno GHz del mio i Mac.

Allora subito odorato la situazione e ho detto: bene, questo è l'ultimo

i Mac nuovo che compro, lo metto in vendita e ho iniziato

la mia carriera di compratore seriali di Mac usati.

È proprio iniziata lì.

Mi sono comprato un MacBook Air 13 Pollici 2010 con il mio

SSD e Dio mio, se viaggiava come una scheggia.

C'erano alcuni miei colleghi che mi guardavano arrivare con sto portato, dicevo:

Ma come fa ad andare così veloce?

Me lo puoi spiegare.

Ragazzi miei, SSD è tutto lì la questione.

Gli altri erano lì che macinavano con l'hard disk allo stato meccanico

che è lentissimo, e quindi fungeva da collo di bottiglia per tutto

questo hardware.

Invece, con il MacBook Air 2010 tiravi sulle cose in un attimo

e io ero felicissimo.

Anche questa la felicità è durata per un po' finché non ho

cominciato a mettere gli occhi sullo schermo retina.

Qui è stata la mia rovina, perché ho detto: Vabbè, ragazzi, ma

guardare uno schermo anche della IMAC, perché all'epoca non era retina.

Guardavi lo schermo della IMAC, guardavi lo schermo del MacBooker, sembrava appannato,

sembrava che dovevi passargli il panno sopra lo schermo perché era tutto

appannato.

Invece, con lo schermo retina, era tutto nitido, chiaro, perfetto, colorato come

si deve, come sto utilizzando adesso lo schermo retina che ormai è

diventato uguale per tutti, non c'è nessun più Mac senza uno schermo

retina.

E quindi sono passato al MacBook Pro 13 pollici, sempre usato del

2014.

Questo è andato benissimo nella mia professione, poi sono approdato adesso al

MacBook Pro sempre 13 pollici del 2019 che mi trovo molto bene

con la sua bella touch bar e via discorrendo, ma arrivano 20

da destra che mi urlano M1, ma per adesso li lascio passare

per adesso, ma prima o poi lo so lo so che mi

tocca passare all'M1, lo so benissimo, o al M2, chi lo sa?

O all'M2.

Dunque, per parlare appunto di lavoro, vi racconto che adesso sto utilizzando,

come vi dicevo, il MacBoo Pro del 2019, la mia configurazione prevede

uno schermo esterno da 27 pollici, collegato ovviamente tramite HDMI e quindi

la sua doc, perché questi portati nuovi, diciamo, hanno bisogno di una

piccola doc.

Che io

a me piace molto perché attacchi un cavo e hai tutto quanto

collegato.

Nel senso, tu hai il cavo che porta i dati

o il video dal Mac alla doc, dalla doc cominciano a diramarsi

tutti quanti i fili, e quindi c'è l'hisk esterno, c'è la chiavetta

per il mouse esterno, il mio mouse verticale.

E poi c'è ovviamente lo schermo, ma si può attaccare anche tante

altre cose.

In più ho

una tastiera esterna che è ovviamente una Logitech che utilizzo da un

sacco di anni, se sarà almeno cinque anni che continuo a utilizzarla

e non si smonta.

Neanche se la tiro contro i muri, sono veramente degli ottimi hardware

sotto questo punto di vista.

E poi invece, in mobilità, almeno quando ero in mobilità, perché io

sono uno che lavora spesso in mobilità, nel senso che non era

tanto difficile trovarmi in qualche bar a lavorare, magari per due o

tre ore mentre attendevo tra un cantiere e l'altro, tra magari un

comune e l'altro, di andare a recuperare i ragazzi a scuola discorrendo.

Quindi invece di andare a fare la scuola, casa ufficio, scuole e

altre cose, mi fermavo in un bar nel punto più o meno

baricentrico e mi mettevo a lavorare.

Semplicemente lavoro con il mio Mac, un Magic Mouse e poi un

piccolo rialzino portatile che mi permette di non farmi venire la cervicale,

che non è proprio la cosa migliore per chi lavora tante ore

al Mac.

Invece, tu, Filippo, tu che hai praticamente armadi di Mac, raccontaci un

po'.

No, diciamo che sono un collezionista seriale a questo punto ormai.

Nel senso che i vari Mac ho ancora il mio primo Mac

che è un Mac 2006, un Mac Mini e il primo Mac

Mini Intel, quindi col passaggio da Power PC ad Intel, e io

sono proprio entrato nel mondo Mac quando, diciamo, c'era la possibilità di

fatto di fare il salto con Windows, anche perché anch'io venivo dal

mondo Windows e oggettivamente, quando ho fatto il salto, più o meno

alla ceca, invece, io, perché non avendo poi necessità specifiche di software

base, diciamo, sono tutti compatibili, quelli che uso io, diciamo.

Sono andato così alla cieca, ho iniziato anche perché poi a me

interessava più la grafica, diciamo, da fare su Mac.

E avendo già tutte le periferiche, il solito noto, diciamo, è probabilmente

quello che ha fatto passare tanta gente a Mac, è il McMini,

che non richiedeva in pratica nulla, se non l'acquisto del Mac Mini

tendenzialmente attaccavi il tuo vecchio monitor, la tua vecchia tastiera, il tuo

vecchio mouse e le varie periferiche per gestire il tutto.

Quindi sono partito così.

Una volta che sono partito così e che ho rimasto contento del

tutto.

Con i miei primi guadagni dello studio legale, ho comprato un secondo

McMini che tuttora ho, che invece quello lì è fermo per ora,

ma ci sto ragionando su come riciclarlo dove

di fatto è diventato il computer fisso dell'ufficio e avevo il primo

Mac Mini invece a casa.

Poi progressivamente è stato una cosa via l'altra, diciamo.

Nel 2009 ho preso il mio primo MacBook Pro portatile per tutta

una serie di motivi.

Ho avuto vari servizi con la telecom.

Avere la possibilità di spostarmi comodamente casa ufficio con il portatile era

diventato qualcosa di interessante esatto.

E poi da lì, nella sostanza, sono un uomo invece da fisso,

devo dirlo.

Per cui sono.

L'ufficio nel mentre stava iniziando a muoversi bene, quindi credo quello non

me lo ricordo perché no, dal 2011, dal 2011-2012, ho avuto prima

il Mac 27 pollici.

No, scusami, allora ho avuto nel 2008, per casa ho comprato l'IMAC

24 pollici, che era il vecchio primo i Mac a grande schermo,

diciamo, a quel punto lì, quando mi sono abituato ad avere lo

schermo grande, sono tornato in ufficio.

Alla fine sono

passato l'IMAC invece 21 pollici.

E nell'ultimo periodo, perché non sto a raccontare tutte le varie peripezie

hardware di Filippo.

Attualmente la mia configurazione è i Mac 27 pollici in ufficio, con

una configurazione abbastanza inusuale che ho copiato da Jason Snell, in pratica,

l'iMac, che non è un IMAC Pro come invece ha Snell, è

montato su un braccio Vesa, che è una roba pazzesca perché lo

producono apposta con l'aggancio Vesa e non ha il piedistallo.

Sì, è incredibile.

Per metterci il piedistallo, credo che costi perché mi sono informato.

Perché ho detto: metti il caso che non mi piace col braccio

Vesa, costa tipo 400-500 euro solo per il piedistallo.

È stata la voglia, sì, sì, infatti devo dire la verità.

Nelle note dell'episodio, poi ci saranno i link al mio articolo.

Il braccio Vesa che ho che costa una follia.

Peraltro rende l'i Mac un meraviglioso.

Quindi, diciamo, fino a che non andrà in pensione questo i Mac

e penso e spero che non ci andrà a breve, avere un

iMac montato su un braccio Vesa è una roba clamorosa perché ti

permette di muoverlo in qualsiasi maniera addirittura lo puoi usare in piedi,

teoricamente.

Adesso non ho lo Stand index, quindi non lo uso.

Tuttavia ti permette veramente di avere una comodità, un'ergonomia che altrimenti non

avresti in nessuna maniera con una i Mac, diciamo proprio per questo

motivo.

A casa, invece, recentissimamente durante la pandemia, mi sono dotato invece di

un MacBook Pro 16 pollici a fine 2019, diciamo, ho ricondizionato, quindi

ti sto iniziando a seguire.

Nemato non ce l'ho fatta, però avere un 27 pollici è troppo

comodo.

Io scrivo davanti al computer, avere la possibilità di avere, per esempio,

due documenti, quello dove scrivo, e il documento che casomai mi serve

come riferimento alato è troppo comodo.

Al fine, devo dire la verità, avere il 27 pollici, anche se

solo un monitor a casa e un 27 pollici come i Mac

in ufficio mi permette di lavorare in maniera molto naturale, diciamo caso

ufficio.

Siccome adesso

è una cosa complicata, caso ufficio, diciamo che diventa semplice passare da

una parte all'altra.

In più, io invece mi sono dotato di una follia che è

la Ultimate Hiking Keyboard, quindi una tastiera meccanica è molto particolare.

Anche qui se lascerò il link nelle note dell'episodio, perché non è

una tastiera per tutti, diciamo.

La cosa carina è che addirittura non ho ancora utilizzato al 100%

perché richiede di imparare a scrivere in maniera diversa, ma è ultra

ergonomica per cui la tastiera si spezza metà e puoi dividere sostanzialmente

le mani, tenere divise quindi avere maggiore ergonomia e così via.

Molto molto carina, costata una follia, ma lasciamo stare.

Da ultimo, perché io sono invece un credente Magic Trackpad tutta la

vita, io non credo di aver mai avuto da quando ho preso

il primo Magic Trackpad è un mouse, e uso il Magic Trackpad

2 che fa come la tastiera avanti e dietro dall'ufficio.

Cioè, me ne porto nello zaino, e sono i miei accessori indispensabili

per lavorare.

Ho provato a usare anch'io il Magic Trackpad, è fantastico, è veramente

incredibile da utilizzare, solo che per il CAD, veramente non si riesce.

Ho provato in tutti i modi.

Ah, no, quello sì, quello non è possibile utilizzare.

Sì, il Magic Trackpad.

Vabbè, se ovviamente hai un portatile Apple, di fatto è la stessa

cosa, il vantaggio grosso è che lo tieni, lo tieni, cioè, hai

una mano libera e lo tieni comodamente sulla scrivania dove vuoi, e

quello effettivamente aiuta molto.

Le gesture ti permette di utilizzare Mac un po' in maniera simile

come con l'iPad, in pratica, perché utilizzi tutte le quattro dita, anzi,

forse addirittura credo tutte le cinque, perché hai tutta una serie di

gesture che di fatto simulano per buona parte e io ne abuso,

tra l'altro, perché uso più scrivanie quindi mi sposto da una scrivania

all'altra utilizzando ovviamente le gesture, ma non entriamo troppo nel dettaglio, perché

questo verrà dopo come si suol dire.

Quindi, a questo punto iniziamo a entrare nel caldo, diciamo, dell'argomento, perché

fino adesso siamo a 30 minuti da inizio puntata direi.

Quindi, come al solito la tireremo lunghissima, anzi, a questo punto, lo

possiamo dire, probabilmente dovremo spezzare la puntata in due episodi.

Se sei ottimista in due episodi

.

Comunque, cercheremo di fare, ci sarà un proseguito di sicuro.

Io partirei a parlare

della cosa: diciamo che dà fastidio a tutti quelli che non amano

Apple, ovvero io la chiamo la tassa Apple, nel senso che oggettivamente.

Rispetto a un PC normale, qualunque sia desktop o portatile, i portatili

Apple,

come i fissi Apple, tendenzialmente sono la metà

, cioè costano la metà o un terzo dei PC normali assemblati, chiamiamoli

così, o anche di marca tipo HP e così via, è innabile

che ti faccia pagare la sua tassa,

come l'iPhone, tra virgolette, che è un dispositivo che rispetto ad altri

telefoni della stessa fascia, con le stesse caratteristiche, costa molto di più

tendenzialmente.

Tuttavia, per essere oggettivi, bisogna dire che assieme all'hardware, Apple ti vende

contemporaneamente tutta una serie di software che rendono poi la vita su

Mac molto molto più comoda rispetto a casomai a un ambiente Windows.

Vabbè, ci sono i 5 GB di spazio cloud.

Vuoi commentare

vergognosi adesso effettivamente?

Commento io con una vergogna, perché 5 GB di spazio di iCloud

fa veramente ridere.

Perché se voi immaginate che per un qualsiasi device di Apple parte

da 128 GB ormai, conseguentemente, fare un backup solo di quello già

ti porta via tre quarti a stare proprio veramente stretti, stretti, stretti,

perché non hai ancora fatto le fotografie.

Poi, quando inizia a fare fotografie, comincia a fare filmati,

voi immaginate che ne avete un singolo utente, magari a come Filippo

ne ha 700 di dispositivi Apple, oppure, come me, che ha soltanto

un iPad, un iPhone, è un Mac, e boh, lo spazio è

finito.

Praticamente l'altro ieri.

Diciamo che ti vogliono far vedere come funziona il cloud alla fine

perché

c'è poco da fare.

Tuttavia si spera sempre che Apple diventi un po' più generosa, ma

per ora l'interesse non c'è, direi da quel che ho visto.

Orecchio da mercante esatto, un'altra cosa molto interessante e molto per la

casa, chiamiamolo così.

Tuttavia iMovie che di fatto è la versione povera di Final Cut,

ma che permette già di fare un montaggio video minimale se vogliamo,

ma sicuramente programmi simili nel mondo Windows non esistono, gratuiti fatti bene

e semplici come iMovie.

Poi c'è l'aggiunta, ormai esiste da sempre, secondo me, di Garage Band,

che invece è l'applicazione per fare musica con gli strumenti Apple, quindi

è un sintetizzatore musicale, molto avanzato e della versione povera di Logic

Pro che invece è il software professionale per l'editing audio e la

composizione multitraccia per il comparto musicale di musicisti che utilizzano Apple, e

da quello che ne so io, tra l'altro, molti musicisti usano Apple

proprio per gli strumenti che offre Apple stessa altamente professionali, poi, ultimo

ma non ultimo, ovviamente abbiamo tutta la suite X, immagino i Work,

perché secondo me non si chiama più High Work, ma la suite

di Pages che è di fatto il Word di Apple, Numbers, che

è l'Exel di Apple, ed infine, Kynote, che è il PowerPoint di

Apple.

Ma dal mio punto di vista, che ormai sono diventato un utente

avanzato,

è sicuramente superiore a PowerPoint in tantissime cose.

Sono strumenti che per diciamo appunto i Works è la casa più

che l'ambito professionale.

Tuttav sicuramente ti permettono chiavi in mano: cioè col Macquistato, di lavorare

a più o meno 360 gradi su una grossa fetta di contenuti,

e quindi alla fine è vero, Apple costa molto di più rispetto

alla concorrenza, hai anche delle finiture.

Ormai tutti i portati di Apple sono copiati sostanzialmente a livello di

design dalla concorrenza, il case in alluminio e così via, lo rend

trasportabile, leggero, piacevole alla vista e così via.

Praticamente esistono una quantità infinita di cloni, chiamiamoli così: dei MacBook, per

cui sicuramente questo è per fare giustizia, chiamiamola così.

Adesso direi che, però, Roberto, tu che ne sai, come si suol

dire: parliamo di elefante nella stanza, ovvero l'arrivo di questo nuovo SOC

questo nuovo processore, M1, che effettivamente, anche solo guardando su YouTube ma

guardando in giro, se ne parla un po' ovunque.

Adesso forse l'hype sta un po' scendendo, ma vedo il mio collega,

faccio una piccola incisa.

Il mio collega è andato oggi a cercare di comprare un nuovo

Mac sostanzialmente, il MacBooker M1, appunto, e ovviamente è introvabile.

Comunque, nell'unico Apple retailer di Reggio Emilia, l'ha dovuto ordinare.

Adesso dovrebbe arrivare la settimana prossima.

Quindi, non è che siamo, però, gli raccontavano, appunto, che fino alla

settimana scorsa, in pratica, c'era la lista d'attesa, non riuscivano a evadere

tutti gli ordini che ricevevano.

Quindi, sicuramente c'è stato, in questi ultimi due o tre mesi da

quando è stato lanciato, c'è stata

una bella vendita.

Ovviamente lo scopriremo solo tra quattro mesi se ci sono stati notevoli

aumenti del fatturato Apple, però, sicuramente c'è molto interesse.

Quindi, a te la parola, che hai fatto molti ragionamenti su questi

nuovi Mac.

Ah, sì, io sono molto sul pezzo.

Perché attendevo da molto il passaggio di Apple ai sock ARM, che

sono praticamente i chip che alla fine equipaggiano iPhone e iPad, e

quindi ero lì che li aspettavo la porta perché era questione solo

di tempo, io continuavo a sfregarmi le mani, lavevo quasi finite a

forza di sfregarle.

Finalmente è arrivato il momento.

Faccio un piccolo passo indietro per ricordare, però, che, ad esempio, come

diceva il buon Filippo, iMovie, Garage Band e la suite i Work

X i Work, chiamiamola così, sono comunque disponibili anche per iPhone iPad.

Di conseguenza, voi potete essere liberi di iniziare un documento PGI sul

Mac e poi continuarlo sull'iPad.

E poi, se volete iniziare a montare un video, lo fate su

iPad e poi tornate dietro sul Mac e fate il video con

iPhone e via discorrendo.

Quindi diciamo che questa tassa Apple viene ripagata in qualche modo non

completamente, lo sappiamo benissimo tutti, però comunque questo punto di vista aiuta

tantissimo.

E visto che parliamo di professionisti e lavoro col Mac, io non

ho assolutamente la suite di Microsoft sul mio computer.

Anzi, mi fa anche un po' schifo a vederla.

Mi dico sinceramente, perché continuo a dire: mi rimane strana l'idea di

Microsoft di fare la barra dei ribones in alto quando tutti gli

schermi sono in formato 16 nonni per intenderci.

Conseguentemente mi riduce ancora di più l'altezza della finestra e io non

capisco il motivo.

Nel senso, se io mettima da un lato, nel senso, al lato

più largo, così lo schermo rimane più di un formato più fruibile.

Ma queste sono mie personali idee che ovviamente sono condivisibili o no,

ma quello che vi volevo dire è che appunto utilizzando questa suite,

Pages, Numbers e Keynote, nel mio lavoro ho riscontrato proprio delle lieve

imperfezioni per quanto riguarda l'importazione di alcuni caratteri, ma per il resto

si riesce a lavorare tranquillamente anche con i formati Word.

Chiaramente i formati Numbers molto complessi, io non li ho mai avuti

sotto mano e spero di non averli sotto mano mai, ma penso

che siano tranquillamente apribili anche da Numbers e ci si possa lavorare

sopra.

Questo non so se tu, Filippo, hai mai avuto il modo di

aprire file Excel con Numbers?

Allora, mi dicono perché anche io diciamo la parte numerica c'è nella

mia professione, ma non è così spinta.

Mi dicono che su grossi fogli di calcolo, ovviamente Numbers non sia

in grado di gestirli.

Però fogli veramente complessi e con un file Excel a sopra il

megabyte, per esempio.

Cioè, quindi, con una quanti quasi un database, sì, sì, no, di

fatto è un database, ecco, quello non riesce perché

aprendo una parentesi, comunque per me Numbar sulle piccole cose è molto

comodo, invece, perché rispetto al foglio semplice di calcolo semplice, diciamo, la

possibilità di avere più fogli di calcolo uno affiancato all'altro e così

via, a me rende molto comoda la vita.

Ed effettivamente per piccole operazioni, diciamo, è sicuramente interessante, comodo.

L'approccio più grafico, diciamo, al foglio di calcolo che ha intrapreso Apple

è interessante.

Poi è ovvio che se siete dei professionisti dei numeri difficilmente vi

potete spostare da Excel, secondo me.

Comunque, tornando a Bomba, parliamo di questo SOC M1, M1 è semplicemente

il colpo di avvertimento di Apple verso ciò che era all'interno dei

Mac che si chiamava Intel di qualsiasi forma, tipo genere e dimensione.

Ebbene sì, perché il MacBook Air, il MacBook Pro e il Mac

Mini sono dati questo processore M1, è la prima release di questo

system on chip, che vuol dire che c'è il processore al centro

e c'è tutto un corollario di processori che si occupano di fare

la qualunque, dall'intelligenza artificiale alla GPU, all'interfaccia grafiche, all'interfaccia appunto di collegamento

con altre periferiche e via discorrendo.

Quindi, cosa è successo?

Anche gli utenti Apple come me, Filippo, Alex Raccuglia e Davide Gatti,

che erano presenti al keynote perché noi seguiamo il keynote in diretta,

eravamo un po' scettici.

Perché, di fronte alle dichiarazioni di Apple che questo simpatico processore avrebbe

distrutto le ossa a tutti i processori Intel, soprattutto dalla parte che

equipaggiava i Mac, ci sembrava un po' strano, fino a ricrederci.

In effetti, l'M1 distrugge tutti i processori Intel che sono all'interno dei

Mac senza pietà, giusto per darvi un'idea di quello che può fare

il MacBoo Pro 13 pollici con l'M1, dal punto di vista dei

risultati geek Bench fa essenzialmente paura, perché i test Geek Bench che

prendono in considerazione la velocità del processore, hanno fatto vedere che questo

M1 si mette di fianco al MacBoo Pro 16 pollici.

Se voi considerate che l'M1, il MacBook Pro con processore M1 costa,

mi sembra, 1500 euro, mentre il primo MacBook Pro 16 pollici costa

quanto filippo?

Allora, io è meglio non saperlo.

Però sarebbero 3600 euro circa il primo MacBook Pro 16 pollici livello

base, chiamiamolo così, anche se poi il livello base è comunque un

signor computer perché ha 16 GB di RAM e credo 512 GB

di SSD, quindi non è una brutta macchina, ha ovviamente un 16

pollici.

Ma no, ma non metto in dubbio che sia brutta, metto in

dubbio però, che attualmente sulla lineup del Macintosh non ha più senso

comprare roba con sopra Intel perché il rapporto prezzo-prestazioni fa veramente ridere.

Tant'è che proprio oggi guardavo un filmato che parlava di un personaggio

che si occupa di video, di

creare video quindi uno youtuber professionista come il nostro Filippo che ha

deciso bene di fare

una piccola comparazione.

Che io ho detto questo è completamente fuori di testa.

Ha preso un simpatico Mac Mini con l M1 costo 900 euro.

Ragazzi, 900 euro e gli ha messo di fianco contro niente meno

che il Mac Pro da 15.000 euro.

Ragazzi, voi vedete questo Mac Mini lì tranquillo, piccolino, che sembra quasi

un gingillo di fronte a questo armadio sette anti, tutto bucato, che

fa solo spavento e paura soltanto già col prezzo.

Fatto sta che ridendo e scherzando tra editing video, editing delle foto,

anche render, giocabilità e via discorrendo, ragazzi!

Vi stava dietro.

Nel senso, i distacchi non erano così elevati da giustificare 15.000 euro

di computer.

Stiamo parlando di un Mac mini che fa paura nel vero senso

della parola.

Ma non solo questa la cosa che ha stupito tutti quanti.

Molti hanno storto il naso di fronte anche alla RAM.

Non fatevi trarre in inganno da questa cosa

che i Mac hanno poca RAM con l'1.

È una cosa diversa, è una RAM che viene, diciamo, distribuita all'interno

del computer per farvela semplice, in modo tale che i dati possano

viaggiare molto più veloci, perché non c'è bisogno di copiare il dato,

portarlo in RAM, elaborarlo e riportarlo in RAM.

E tutto lì attaccato, quindi, essendo una memoria condivisa, tutto viaggia molto

più velocemente.

Ma quanto viaggia velocemente questo simpatico MacBook Pro 13 pollici con l'1?

Viaggia davvero tanto, tant'è che da questo punto di vista i MacBook

Pro 16 pollici incominciano a diventare quasi dei pezzi di ferro.

Ve lo dico sinceramente, perché anche dal punto di vista della GPU

è stata una scoperta.

La GPU che c'è all'interno

dell'M1 è una GPU integrata e dovrebbe essere, se non ricordo male,

un 8 core.

Questa GPU integrata è andata a battere il tempo dal punto di

vista delle prestazioni al MacBoo Pro 16 polli con la scheda grafica

discreta.

Quindi capite bene che la situazione adesso è questa.

Chi compra Intel adesso su Mac deve essere veramente convinto.

Deve avere delle ragioni fondamentali.

Le ragioni fondamentali dove si potrebbero nascondere, si potrebbero nascondere in una

incompatibilità del software.

Questa è una cosa molto chiara e soprattutto deve essere la prima

cosa da chiedersi quando si passa al Mac, le applicazioni che utilizzo

funzioneranno sul Mac?

Questa è la prima cosa che mi sono chiesto anch'io.

Come avevo spiegato all'inizio, qualche mezz'ora fa, perché ormai siamo già a

45 minuti di

sciaccolata tra di noi.

Comunque, vi dicevo, qualche tempo fa vi ho raccontato che anch'io mi

sono posto il problema perché non girava AutoCAD sul Mac e per

me, all'epoca era un software fondamentale.

Utilizzare quello nella mia professione di architetto per me era fondamentale e

non avevo nessuna intenzione di passare ad altri software anche perché avevo

paura della incompatibilità del formato DVG che poteva non essere letto bene.

Comunque, la prima cosa da fare quando passate a un Mac, indipendentemente

se è un Intel o un M1, è la prima cosa da

chiedersi appunto i tipi di software che utilizzate.

Vi fate un bel giro in rete, cercate di capire come funzionano.

Considerate che la larga parte delle applicazioni professionali che si utilizzano girano

su Mac, a parte alcune molto di nicchia, ma sono di nicchia

ma vengono utilizzate.

Dal mio punto di vista personale posso dire, per esempio, che c'è

scarsità di applicazioni per la certificazione energetica e le leggi 10 degli

edifici.

Avrei aggiunto se non fosse stato fatto qualcosa da parte di H

qualche mese fa, che anche dal punto di vista dei computi metrici

ci sarebberate delle carenze.

Ma adesso H ha permesso di elaborare i propri computi metrici direttamente

dalla web, quindi direttamente dal browser, quindi è un problema in meno.

L'altro problema sempre dalla mia parte, rimane il simpatico, chiamiamolo così pezzo

di preistoria informatica che si chiama Docfa e che viene utilizzata per

fare il catasto fabbricati.

Sapete tutti quanti che i fabbricati sono accatastati per vani e vi

discorrendo al catasto fabbricati a livello nazionale, soltanto che c'è un piccolo

problema.

Praticamente il software che utilizza, anzi, il software del DOCFA è fermo

praticamente come interfaccia a livello di Windows 3.1.

E non sto scherzando.

Ma la fortuna c'è stata anche una fortuna in questo macello che

deriva dal DOF fermo, veramente col freno a mano, picchetti tirati.

Cioè, insomma, è fermo lì e non si muove alla versione 3.1,

nonostante che io paghi 50 euro di diritti ogni volta che faccio

una variazione catastale, voi fate presente quanti edifici ci sono all'interno dell'Italia

e non ho ancora avuto modo e tempo di modificare questo software.

Ma queste qui, continuo a dire, sono idee mie e lasciamo perdere,

non è il momento di parlarne.

Ma la fortuna di questo software fatto veramente con i piedi, è

la possibilità di riuscire a utilizzare

macchine software come Wine, che, grazie a Davide Gatti, che ci è

venuto in soccorso, ci ha liberato anche da questa rottura di scatole.

Che utilizzare Windows sul Mac per riuscire a utilizzare il doffa sul

Mac.

Adesso è possibile, grazie a una guida che ho messo anche sul

mio blog, che è una guida che abbiamo stilato io e Davide

Gatti in compagnia, per riuscire a far funzionare il Doffa senza bisogno

di utilizzare Windows.

Questo cosa vuol dire?

Che con Wine a fronte di 2 giga di diciamo di

eseguibile, chiamiamolo così, è molto meglio dei 14, 15, 20, 25 giga

di Windows soltanto per far girare il Doffa.

È già questa è una cosa positiva.

Quindi capite bene che nel momento in cui utilizzate un Mac come

il mio che ha 128 GB di memoria sul SSD, capite che

togliere 18 GB così, senza battere ciglio, recuperi già il 10% dell'hard

disk senza grossi problemi.

Questi sono, diciamo, i software che io ho avuto delle difficoltà, anche

diciamo recenti, perché tutto sommato andando avanti con la professione, si riesce

anche a fare diversi tipi di approcci.

C'è stato molto tempo fa, io parlo di 3 anni fa, 3-4

anni fa, c'è stato qualche problema con la firma digitale dal mio

punto di vista col Mac, che poi nel corso degli anni si

sono risolti.

Perché essenzialmente è stato cambiato l'hardware su cui si utilizzava questa software

di firma digitale che noi utilizziamo, lui che è un avvocato, Filippo,

lo utilizza tutti i giorni, come io lo utilizzo tutti i giorni

per depositare le pratiche.

Invece, tu, Filippo, che problemi hai avuti dal punto di vista dei

software che puoi raccontare i nostri ascoltatori?

Allora, ti fermo solo un attimo perché tu hai parlato di Wine,

ma presupponendo che questa è una puntata divulgativa per chi sta passando

a Mac, bisogna anche dire che cos'è Wine, nella sostanza, Wine è

un progetto open source che praticamente vedete in termini molto semplici, converte

un eseguibile Windows per essere eseguito altrove Linux o appunto macOS.

Quindi il vantaggio grosso è che si può prendere proprio un file

ex Windows normale, ci sono dei pro e dei contro, non tutti

i file sono perfetti.

Diciamo, non funziona a 360 gradi a scatola chiusa.

Tuttavia, lo sviluppo è uno sviluppo che ormai è decennale, secondo me,

e molte applicazioni Windows sono compatibili o comunque quantomeno funzionicchiano su piattaforme

come Linux e MacOx che hanno dei progenitori in comune.

Unix-like per intenderci, ma non voglio entrare oggi in questo argomento complesso,

diciamo.

E questa era una precisazione da fare.

Quindi, se anche avete delle applicazioni un po' particolari che girano solo

sotto Windows, potete fare quantomeno un test e vedere se effettivamente Wine

vi permette di soprattutto se non hanno richieste hardware particolari.

Io lo uso pochissimo, anzi, non ho quasi mai usato Wine, perché

poi, di fatto, io non ho applicazioni necessariamente solo per Windows che

devo utilizzare, e se lo devo fare lo faccio con la macchina

virtuale, devo dire la verità.

Tuttavia, è sicuramente una soluzione da fare, io da sempre, appunto, sono

andato in macchina virtuale: cioè, uno, la tranquillità che mi ha dato

il passaggio ad Intel nella sostanza nel 2006, è che io ho

iniziato all'epoca con Parallels, ma dopo se c'è tempo, ne parleremo in

questa puntata se no, alla prossima.

Di fatto, appunto, avendo lo stesso processore sotto il cofano, Windows e

Mac, in pratica si è sviluppato una serie di software particolari specializzati

nel far girare sistemi operativi differenti su Mac OS e rendendo poi

interoperativi questi due sistemi operativi, per cui, di fatto, io all'epoca, secondo

me, usavo un gestionale che girava solo sotto Windows e

lo usavo all'interno di Parallels.

Adesso, di fatto,

non ho neanche più questa esigenza, per cui devo dire la verità:

ecco, forse anch'io, la trascrizione ipotecaria, quelle cose lì.

Ci sono software che credo viaggino solo su Windows.

Tuttavia non lo faccio così spesso e quindi non garantisco, diciamo.

Benissimo, quindi, adesso, diciamo, risolto il problema dell'anticipazione, adesso andiamo a bomba

sul mercato attuale dei Mac, cosa potete scegliere?

Beh, come vi dicevo, Intel assolutamente no, perché il rapporto prezzo e

prestazioni è veramente ridicolo.

Nel senso che anche soltanto per prendere il Mac rimanendo nell'area del

MacBoo Pro 13 pollici, se andate a vedere la differenza tra l'M1

e quello Intel passa quasi 1000 euro.

E con la questione è che il MacBoo Pro 13 pollici Intel

viaggia quasi la metà dell'M1, quindi fatevi voi i conti e fate

voi le proporzioni, non c'è santo che tenga, l'M1 è il futuro,

anche il Mac Mini è la stessa cosa.

Praticamente ci sono quasi 1000 euro di differenza tra l'uno e l'altra

e senza neanche particolari migliorie o caratteristiche diverse.

Esattamente.

Quindi, conseguentemente, vi fate due conti in tasca e vedete come anche

noi consigliamo l'M1 nonostante sia la prima versione, indubbiamente fa parlare di

sé perché effettivamente è decisamente prestante.

Questa è una cosa da dire, chiaramente l'unica cosa che bisogna, però,

anche aggiungere è capire quale scegliere, cioè il MacBook Air, il MacBook

Pro o il Mac Mini.

Dunque, se fate il passaggio come ha fatto Filippo e avete già

dell'hardware dietro, chiaramente il Mac Mini è la risposta calzante per voi.

Perché voi prendete questo scatolotto grigio e ve lo mettete lì sul

tavolo.

Perché, tra l'altro è anche carino da guardare, ci attaccate il vostro

schermo esterno, tastiera e mouse che utilizzate con Windows e via che

si parte.

E quindi siete già operativi risparmiando anche un po' di soldi, perché

comunque la versione base costa circa 900 euro.

Mentre il MacBook Air, se non mi ricordo male, intorno ai 1200,

mentre arriviamo a circa quasi a 1500 euro per il MacBook Pro.

Conseguentemente mi sembra la scelta più idonea per chi fa questo tipo

di passaggio.

Se però dovessi scegliere dal punto di vista, invece, del professionista che

cerca le prestazioni e la massima flessibilità, andrei a prendermi un simpatico

MacBoo Pro 13 pollici che non differenzia tanto dal MacBook Air, ma

ci sono due cose che per noi professionisti sono assolutamente importanti.

La prima è la questione della GPU.

Curiosamente, il MacBook Care ha una GPU a 7 core, mentre il

MacBoo Pro ha una GPU a 8 core.

Quindi chi utilizzerà la grafica, chiaramente dovrà indirizzarsi verso il MacBoo Pro

che almeno ha 8 core e quindi ha un core in più,

e di conseguenza dovrebbe reggere meglio tutti quanti i carichi che richiedono

i vostri processi graci, che possono essere il video editing.

Una piccola precisazione.

La grossa differenza

tra Air e Pro con il M1, è che nella sostanza l'Air

non è fanless così detto, cioè senza ventole, quindi non ha un

sistema di dissipazione passiva.

Da vari video che ho visto sopra una certa temperatura, in pratica

va in trolling, cioè viene automaticamente ridotta la potenza del processore per

abbattere la temperatura.

Il MacBook Pro invece ha una ventola che tutti dicono essere silenziosissima

comunque, quindi può sviluppare maggiore potenza per maggior tempo proprio perché il

sistema viene raffreddato ad aria e quindi, comunque, riesce è dotato di

più potenza anche per quel motivo lì.

Cioè, l'air, probabilmente hanno ridotto le dimensioni dei core di GPU proprio

per ridurre il suo riscaldamento, il fatto che viene sostanzialmente raffrescato in

maniera passiva, anche se tutti dicono che tendenzialmente non si sente neanche

quando scalda, esatto, non scalda, infatti non scalda, e come dicevi tu:

esattamente, la seconda differenza è la ventola.

Che

sul MayBook Air, giustamente aggiungo io, visto che non dovrebbe essere interessato

a carichi particolarmente cattivi, potrebbe anche starsene fanless e murare quando gli

viene anche voglia.

D'altra parte, però, il MacBook Pro dotato di questa ventola, permette di

appunto, avere carichi più aggressivi e gestirli meglio.

Quindi avete capito più o meno le scelte su cui vi indirizzo.

Ma a questo punto, se siete dei professionisti e avete anche un

po' di tempo, perché, secondo voi, questo non è il momento di

cambiare il computer.

Io vi dico che fate bene.

Assolutamente sì.

Cioè, se avete l'acqua al collo e dovete cambiare il computer perché

ha tirato le cuoie a quello che avevate.

Che può essere tranquillamente.

Io, a questo punto parlo di Windows e Mac con una stessa

barca.

Nel senso, se uno dei due computer vi ha mollato, voi sapete

cosa andare a comprare.

O comprate un Mac Mini per stare sul fisso, oppure un Pro

per stare mobili e via discorrendo.

Se invece avete la possibilità di attendere, ragazzi miei, attendete.

Perché, come sapete e come vi ho detto, questa è la prima

portata che ha mandato Apple a Intel per dirgli a che punto

erano i suoi processori.

Li ha frantumati tutti, non c'è stata alcuna possibilità di scampo.

Vi ricordo come terza cosa che molti non lo prendono in considerazione.

Ma io avendo lavorato spesso in mobilità, è un punto fondamentale per

i portatili: la durata della batteria.

La durata della batteria deriva da che cosa si dà lo schermo,

ma deriva anche dal processore di quanti watt si mangia.

Parliamo di un Mac GoPro 16 pollici che si porta via quasi

100 watt sotto sforzo, mentre il Mac M1 si porta via 15

watt sotto sforzo.

Capite che è un ordine di grandezza in meno e la differenza

si sente sia in termini di durata della batteria sia in termini

di temperatura rilasciata dallo chassis del MacBook Pro in questo caso.

Chiaramente non ve lo nascondo, avendo un MacBook Pro 13 pollici Intel,

quando incomincio a fare rendering operazioni complesse, incomincio a scaldare, davvero

è un computer che scalda, perché in realtà d'inverno va alla grande

d'estate, un po' l'ho patite con l'M1, praticamente anche dai test che

sono stati fatti,

è assente il riscaldamento, è una cosa assolutamente incredibile.

E come vi dicevo, questa è la prima bordata, ne arriveranno delle

altre perché bolle in pentola, sicuramente un M1X, un M2, una GPU

direttamente discreta fatta da Apple.

Beh, vi dico: se questa qui è la situazione, con la prima

bordata che praticamente gli Intel ce li dimentichiamo.

La seconda bordata, ho quasi paura a pensare di quanto possono viaggiare

dei computer Apple, che molto probabilmente avranno anche un redesign dal punto

di vista sia dei portatili che dei fissi, che avranno la possibilità,

magari, di dissipare in modo migliore e fare chissà qualche altra diavoleria

per riuscire a far arrendere ancora di più questi processori.

E continuo a dirlo: ragazzi, aspettatevi anche due processori M1 messi in

parallelo che viaggiano in coppia.

Potrebbe anche essere anche questa una soluzione.

Ma l'altra cosa che fa veramente paura è pensare a quello che

è l'interno di un Mebu Pro che è dotato di una scheda

che sarà grossa, quasi quanto un iPhone, non sto scherzando, con l'M1

e tutto il resto di batteria.

Voi potete immaginare dietro a uno schermo di un IMAC quanto spazio

c'è e quanto possono andarci giù cattivo con l'hardover perché hanno spazio,

a differenza di quello che può succedere su un portatile.

Conseguentemente, ragazzi miei, io starei un attimo alla porta per capire che

aria tira perché siamo solo davvero all'inizio.

E se potete aspettare, vi farete anche un paio di risate in

nostro compagnia.

Perché se le prospettive sono queste, non c'è santo che tenga.

Se il futuro è questo, si scaricheranno un sacco di cavalli dal

punto di vista dell'informatica.

Perché sembra davvero che l'informatica in questo momento storico stia cambiando un

po' marcia per una serie di tante altre considerazioni che non vi

sto qui a elencare perché sono davvero lunghe e non riguardano solo

Apple.

Ma diciamo che l'egemonia Intel sta incominciando a scricchiolare sotto vari punti

di vista.

E la cosa non può fare altro che bene ai noi professionisti

che non aspettiamo nient'altro che avere dell'hardware al buon mercato senza doverci

svenare.

A proposito di questa possibilità di non svenarsi, vi ricordo che, tra

le varie cose, essendo professionisti, vi rimane la possibilità per chi vuole

comprare del nuovo, la possibilità di finanziarlo o di ricorrere al leasing

per chi è professionista e ha la possibilità di scaricare e discorrendo,

insomma, le partite IVA che sono forfettari, purtroppo non possono scaricare una

bea amata ceppa di niente e di conseguente, di conseguenza per chi

rientra in questa fetta di contribuenti partita IVA tartassati, vi consiglio come

ho fatto io, di ricorrere ai Mac usati.

Ve lo consiglio per il semplice fatto che i Mac tendenzialmente chi

utilizza il Mac lo ottiene come un gioiellino.

Quindi è difficile che troverete qualcuno che utilizza un Mac per fermare

le porte oppure lo usa per tirare via il ghiaccio dai vetri

della macchina quando è inverno.

Troverete dei Mac tendenzialmente sempre in ottimo stato.

Basta cercarlo, lo troverete e potete trovare delle ottime occasioni, trovare anche

dei prezzi decisamente abbordabili, che a confronto di un portatile usato Windows,

fa veramente ridere perché i prezzi si abbattono praticamente dopo 5 giorni

che l'hai acquistato, ti fa paura.

Mentre col Mac ti può anche permettere di comprare una macchina usata

di un anno a un prezzo tutto sommato più basso.

Essendo i Mac molto più costosi, lo trovate a un prezzo decisamente

più basso rispetto a quello che è in vendita.

Perché tendenzialmente chi vende sull'usato vuole tirare sui soldi per comprare la

macchina che è appena uscita.

Tendenzialmente questo è il trucchetto.

Di conseguenza adesso è già cambiato un po' il mercato.

Trovate per esempio il Mac Google Pro 13 Pollice del 2019 o

del 2020 formato Intel, lo trovate già intorno ai 1.100 euro che

rispetto a quello che vi vendono quando escono di casa da Apple,

è decisamente un forte sconto.

Avete una macchina giovane che ha neanche un anno sulla schiena e

quindi potete permettere di portarla avanti fin quanto volete.

Chiaramente è una possibilità che aiuta molto.

Io sono uno che ha cambiato tre computer, li ha preso tutti

e tre usati e li ha rivenduti tutti e tre.

Non sto scherzando, quindi li ho usati per il mio lavoro, li

ho continuate a usare, dopo due o tre anni li ho rivenduti,

ho ripreso dei soldi che ho reinvestito in un nuovo usato.

Conseguentemente, mi sembra una scelta che può essere fatta appunto perché grazie

alla tassa Apple, tutto sommato, ci viene in aiuto anche sotto questo

punto di vista.

Sicuramente l'altra cosa che è un'opzione, lo dico perché l'ho fatto io:

sono i ricondizionati Apple.

Non sempre ci sono dei prezzi vantaggiosissimi, però, per esempio, nel mio

caso specifico, alla fine togliendo l'IVA perché acquistando da Apple se siete

partiti IVA e non avete il forfettario, non c'è l'IVA, non c'è

di fatto da sborsare l'IVA perché è un giro di partita, c'è

la possibilità ovviamente di acquistarlo a dei prezzi interessanti.

Per esempio, io il mio MacBook Pro 16 pollici.

Prima dell'uscita di M1 l'ho pagato solo 2000 euro quando IVA

a pieno prezzo, diciamo, sarebbe costato 3.600 euro quindi comunque una riduzione

significativa, anche se abbastanza costosa.

Adesso non entriamo nel discorso, se ne valza la pena o meno.

Direi a questo punto che siamo già all'ora abbondante, per cui la

prossima volta invece ragioniamo sul passaggio da Mac a Windows e poi,

se ci starà, faremo la carrellata nel prendere, chiamiamola così, confidenza con

Mac OS e quindi imparare un po' le basi di come funziona

il sistema operativo di Apple.

Cosa ne dici Roberto?

Dico che, però, dobbiamo dire ancora una cosuccia, questo è un sassolino

che mi devo togliere assolutamente.

Vi ho parlato dei test Geek Bench e compagnia briscola.

Vi devo dare qualche numero perché i professionisti hanno bisogno dei numeri

per capire qual è la reale differenza all'interno di un computer.

Come sapete, esistono, o se non lo sapete, ve lo spiego io,

esistono dei test che permettono di capire sotto pressione come lavora un

computer.

Io sotto questo punto di

vista mi diverto molto perché sono test sintetici, perché ovviamente non danno

la totalità della situazione in cui può lavorare un computer, ma almeno

li mettono sotto sforzo.

Quindi sono andato a prendermi un video e sono andato a guardarmi

questi simpaticoni che hanno messo di fianco un MacBoo Pro 13 pollici

con M1 contro un MacBoo Pro 16 pollici Intel, proprio quello di

cui vi parlavo all'inizio.

Dunque, il test Geek Bench che riguarda solo le capacità della CPU

di fare conti, è stato fatto in single core, cioè vuol dire

semplicemente che all'interno del processore viene sfruttato solo un core per riuscire

a capire come viaggia soprattutto nelle operazioni semplici.

Per operazioni semplici, intendo l'apertura di una finestra, usare web browsing, insomma,

cose molto semplici che quindi non richiedono un grosso carico, ma vi

danno l'indice di quanto è, come si dice in inglese snapper o

snappy il vostro computer perché risponde in modo molto veloce.

Dunque, parliamo del single core del 16 pollici che arriva a 1023

punti, mentre l'M1 arriva a 1726 punti e già qua incominciano a

suonare le campane a morto.

Perché vuol dire che è decisamente molto più veloce ha la reazione.

Difatti, tutti quelli che hanno utilizzato l'M1 hanno detto cacchio, questa cosa

qua è veloce e risponde velocemente.

Invece, quello che interessa a noi come professionisti va bene che risponda

velocemente, ma noi abbiamo bisogno di vedere questo computer come lavora in

test multicore per capire sotto i carichi come se la cava la

CPU.

Dunque, il 16 pollici ha tirato su 5500 punti.

L'M1 ne ha tirati su 7530 punti.

Quindi capite che incomincia già ad allungarsi la distanza e la distanza

diventa ancora più lunga nel momento in cui andiamo a vedere le

temperature.

È stato freso la temperatura dell'Intel sotto sforzo, 16 pollici arrivava a

90 gradi nel punto dove ci sono i tasti funzioni.

90 gradi, ragazzi, lì potevate buttare la pasta.

L'M1 arrivava a 45 gradi, quindi a metà è praticamente leggermente caldo

e capite che è una bella differenza.

Tu mi vuoi proprio far cambiare il computer, mi stai dicendo?

Certamente.

Te l'ho mandato prima l'idea che c'è gente che butta via il

Mac Pro da 15.000 euro perché conviene un Mac mini.

Poi io ti do anche questi dati perché è giusto che se

ne parli.

Bisogna rendersi conto di quello che succede.

Andiamo a vedere un attimo quello che può essere un test grafico

che viene fatto sempre con GeekBanch che utilizza la GPU, però con

le librerie metal.

Le librerie metal sono delle librerie grafiche che ha fatto mamma Apple

per riuscire a far funzionare meglio tutta quanta la parte grafica.

Dunque, 16 pollici si porta a casa 23.000 punti, mentre l'M1 21.800.

E dite: questa volta lM1 è stato battuto.

Sì, però l'altro c'è la scheda grafica discreta, ve lo ricordo.

Quindi capite che con integrata l'M1 va decisamente uguale, diciamo, a quello

che può essere una discreta che c'è su 16 pollici.

Evito di parlare di quello che fa la discreta dell'Intel, perché è

uscita veramente con le ossa frantumate.

È un ordine, non è anche un ordine di grandezza, è completamente

frescala la differenza.

Quindi, l'unico modo per riuscire a capire cosa fa l'M1 è prendersela

con le schede grafiche discrete, perché le schede grafiche integrate le ha

frantumate tutte dalla prima all'ultima.

Andiamo a vedere per chi

diciamo lavora come noi, è un professionista e vuole utilizzare

video.

Usiamo il Cinebench che appunto è dedicato alla grafica pesante, quella dei

rendering, quella della gestione dei fotogrammi.

Che nel test ha riuscito a totalizzare circa 727 punti per il

16 pollici, mentre l'M1 ha tirato su 7700 punti.

Poca differenza, ma la differenza grossa, come sempre, nella temperatura che è

assolutamente diversa.

Una temperatura alla tastiera di 42 gradi per il MacBoo Pro 16

pollici e di 36 gradi, quindi la temperatura che sentite sulle dita

per quanto riguarda l'M1, quindi capite che è già diversa la situazione.

La temperatura dà molto l'indice di quanto sia ottimizzato questo sistema.

Per chi invece vuole occuparsi di fotografia, abbiamo il test con Light

Room che esporta un RODA 42 megapixel, quindi non è robetta.

Io non ho mai esportato un ROD a 42 megapixel, penso che

sia una cosa inimmaginabile.

Il 16 pollici ci mette 3 minuti i 10 secondi e l

M1 2 minuti e 44.

Quindi risparmiate circa mezzo minuto solo a fare questa operazione.

Ultimo test, e poi vi lascio andare perché immagino che vi siate

noiati oppure incominciate a saltare sulla sedia come ho fatto io quando

ho visto questi test.

C'è anche l'esportazione di 5 minuti di video in 4K con il

codec H264 che è l'ultimo uscito che permette di comprare tutto quanto.

Ma soprattutto Filippo sa di cosa parlo perché lui immagino che lì

ci stia sguazzando come pochi.

Il test cosa dice?

Che il 16 pollici ci mette 336 secondi e l'M1 306 secondi.

Quindi capite che avete insomma dei guadagni con un MacBoo Pro 13

pollici che sarà anche piccolo, ma è tagliente come una lama.

Che se lo lanciate su 16 pollici si pianta dritto nello schermo

e fa sanguinare il 16 pollici perché è veramente una macchina di

una potenza abissale.

È una cosa indegna da quanto riesce a scaricare i cavalli e

di conseguenza, ragazzi, aspettatevi, faville dai prossimi MacBoo Pro e i Mac

Pro e tutto quello che verrà dopo con l'M1X M2 e compagnia

cantante.

Bene, bene, effettivamente, a questo punto fai vergognare il mio povero piccolo

MacBook Pro 16 pollici che comunque è il mio MacBoo Pro 13

Pollici è lì che sta piangendo, perché ne esce distrutto veramente non

ha neanche senso.

Comunque, devo dire la verità.

Ecco un'altra precisazione: non vogliamo farvi acquistare a tutti i costi i

nuovi M1, sicuramente se siete nel ciclo di sostituzione, è una cosa

da tenere ben presente: esatto, infatti, appunto io comunque mi trovo molto

bene sul 16 pollici, devo dire la verità: la cosa più fastidiosa,

ma non lo uso quasi mai come portatile, è il fatto che

questo computer scalda veramente tanto e si sente, abbiamo detto 90 gradi

e 90 gradi sono tanti su un portatile.

Difficilmente io lo uso, se lo uso per fare queste cose qui

me ne vado e gli lascio fare i suoi rendering.

Tuttavia, il vero problema è che anche per operazioni meno dispendiose, diciamo,

tende a scaldare immotivatamente motivamente perché ovviamente è un processore, però si

sente, e tutto il resto.

Direi a questo punto che però siamo già a un'ora e un

quarto di diretta e quindi forse ci avviciniamo alle 11 di sera

per cui forse la gente ormai è morta, per cui

dobbiamo chiudere.

Ovviamente ci vediamo a questo punto settimana prossima alle 21.30 venerdì.

Aspetta un attimo, aspetta un attimo, ti interrompo perché c'è una piccola

cosa.

Intanto, volevo ringraziare gli spettatori che, nonostante sia

tarda ora, siano aumentati, e soprattutto volevo salutare il nostro simpatico Giuseppe

Bruschi.

Che, come sempre, si è unito a noi e non smette di

fare questo, ci loda anche dicendo un saluto a due grandi podcaster.

Io veramente, Giuseppe, vi lancio un mega abbraccio sia da parte mia

che da parte di Filippo.

Perché queste sono le cose che, come sapete, ci permettono di andare

avanti.

Oltre alle parole, come diceva Filippo, avete anche altra tipologia di modalità

per farvi sentire il vostro calore e la vostra bontà e soprattutto,

aiutateci.

Esatto

.

A questo punto, però, la chiudiamo sul serio perché è

ora di andare a letto, e ovviamente ci vediamo venerdì prossimo.

Parleremo sempre di come passare a Mac da Windows e se ci

starà, perché ho visto i punti che abbiamo trattato solo oggi.

Non è detto che ci stiano, però cercheremo anche di approfondire e

darvi un po' le per chi appunto è passato a Mac, di

darvi un'infarinatura generale e di darvi quelle due o tre dritte, secondo

me, che sono necessarie per una migrazione sulla nuova piattaforma il più

proficua possibile.

Esattamente.

Vi diciamo che cercheremo di accompagnarvi in questo passaggio epocale perché chi

passa da Windows a Mac è un passaggio epocale.

Almeno c'è qualcuno che magari non si troverà bene.

Perché io quello che consiglio è: fatevi prima un paio di prove

prima di passare completamente, avete 15 giorni.

Alcuni utenti sul canale Snap di Telegram hanno riportato la loro esperienza,

hanno potuto provare il portatile, l'hanno dovuto riconsegnare perché c'era appunto un

problema di software che non potevano utilizzare in ambiente Mac, però hanno

potuto provarlo sul campo, direttamente sulla propria scrivania.

Hanno 15 giorni di tempo, lo provi, se non ti piace, non

ti trovi bene, non c'è il software, lo prendi, lo riporti indietro

e ti ridano i soldi senza problemi.

Quindi, noi vi aiuteremo nel caso in cui invece vogliete vi troviate

bene e volete usare il Mac nella professione, perché lo ricordo: si

può utilizzare il Mac nelle nostre professioni.

Dovete solo provarci.

Non fermatevi a incompatibilità presunte, a problemi di varia natura.

Insomma, è un passaggio che molto probabilmente per chi apprezzerà, aiuterà davvero

tanto nella vita.

Esatto, a questo punto direi che possiamo chiudere.

Non voglio sembrare quello che taglia via tutto, però

dobbiamo stringere come si suol dire.

Buona serata a tutti, ci vediamo appunto venerdì prossimo.

Alla prossima, ragazzi.

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