Passare a Mac nel 2021: come scegliere il vostro Mac
In questo primo episodio vi parliamo di: - Come scegliere il vostro nuovo Mac nel 2021; - Come affrontare il passaggio dal vostro vecchio PC ad un Mac; - Come funziona macOS e quali sono i trucchi utili per imparare velocemente. Se avete domande o richieste potete farcele direttamente in chat in dir
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Note dell’episodio
- Le Basi del Mac #1 — Tutto quello che devi sapere per iniziare al meglio se arrivi da PC: guida introduttiva per chi arriva da Windows, copre le fondamenta di macOS.
- 30 funzioni nascoste di macOS che (forse) non conosci: trucchi e funzionalità poco note del sistema operativo Apple.
- Come usare un MacBook — Le basi: tutorial pratico per i primi passi con un portatile Apple.
- Da Windows a macOS — Com’è andata: resoconto personale di un utente che ha effettuato il passaggio tra i due sistemi.
- Recensione MacBook Air M1 e confronto con MacBook Pro M1: analisi comparativa dei due modelli con chip Apple Silicon di prima generazione.
- Non comprate il nuovo Mac Mini se non sapete che…: punti critici e avvertenze prima di acquistare il Mac Mini M1.
Sinossi1
1. Presentazioni e obiettivo della puntata
Roberto Marin e Filippo Strozzi si presentano al pubblico nel primo episodio di A2: Roberto è architetto, Filippo è avvocato. Il tono è volutamente informale, quasi da conversazione tra colleghi che condividono la stessa passione per la tecnologia Apple. L’episodio nasce con un obiettivo dichiarato: essere una guida pratica di vita vissuta per chi vuole passare a Mac nel 2021, non una recensione asettica. I due conduttori esplicitano subito che non sono interessati alle guerre di religione tra sistemi operativi: hanno trovato nel Mac la piattaforma più adatta alla loro professione e vogliono raccontare perché, lasciando agli ascoltatori la libertà di trarre le proprie conclusioni.
L’agenda della puntata prevede quattro macro-argomenti: la crescita di Apple nel mercato dei PC, come scegliere il Mac giusto nel 2021 (con focus sul chip M1), il passaggio pratico da Windows a Mac, e un primo sguardo a macOS. La diretta si rivelerà così ricca di contenuti da richiedere un secondo episodio per completare gli ultimi due punti.
2. La crescita di Apple e il ruolo dell’ecosistema
Filippo introduce un dato di contesto: nel quarto trimestre del 2020 Apple ha superato i principali produttori di PC per quota di mercato, con una crescita che sfiora il 49%. I due conduttori interpretano questo dato alla luce di tre fattori convergenti: la pandemia ha accelerato il bisogno di computer performanti per lo smart working; il chip M1 ha spostato drasticamente il rapporto qualità-prezzo a favore di Apple; l’ecosistema iPhone-iPad ha funzionato da testa di ponte, avvicinando al Mac milioni di utenti già familiari con iOS.
Roberto sottolinea come macOS Big Sur abbia ulteriormente avvicinato l’interfaccia del Mac a quella di iOS, rendendo il passaggio più naturale per chi già usa iPhone o iPad. Il vantaggio principale dell’ecosistema, concordano entrambi, è la continuità operativa: si inizia un documento su Mac, lo si continua sull’iPad, le fotografie sono già sincronizzate, i messaggi transitano senza frizioni da un dispositivo all’altro.
“L’altra metà la fa l’ecosistema Apple: bisogna utilizzare i computer Apple per riuscire a capire quant’è integrata la situazione tra un device e il proprio computer.” — Roberto, 00:06:37
Filippo introduce però la metafora della “gabbia dorata”: l’ecosistema Apple offre un’esperienza coerente e piacevole, ma uscirne è complicato. Entrambi riconoscono che si tratta di un limite reale, pur accettandolo consapevolmente in cambio dei vantaggi in termini di produttività.
3. I percorsi personali verso Mac
Roberto racconta il suo passaggio a Mac nel 2008. Da studente di architettura aveva ammirato i primi iMac colorati di Ive nei laboratori universitari, ma il problema era AutoCAD: all’epoca non esisteva una versione per Mac. Nel 2008, passeggiando alla FNAC di Torino, un commesso Apple gli rivela la possibilità di usare Windows in Boot Camp. Roberto acquista subito un iMac 21 pollici, inizia a lavorare prevalentemente sotto Windows, poi progressivamente migra le applicazioni su macOS. La svolta arriva con il MacBook Air 2010 e il suo SSD: la velocità rispetto agli hard disk meccanici dei colleghi è sorprendente.
“Ragazzi miei, SSD è tutto lì la questione. Gli altri erano lì che macinavano con l’hard disk allo stato meccanico che è lentissimo, e quindi fungeva da collo di bottiglia per tutto questo hardware.” — Roberto, 00:13:07
Poi arriva lo schermo Retina, e con esso un altro salto percettivo: guardare lo schermo precedente sembra come avere un vetro appannato davanti agli occhi. Roberto approda al MacBook Pro 13 pollici 2019, con cui registra questo episodio, collegato a uno schermo esterno da 27 pollici tramite dock.
Filippo racconta un percorso diverso: entra nel mondo Mac nel 2006 con il primo Mac Mini Intel, attratto dalla possibilità di usare le periferiche già in suo possesso (monitor, tastiera, mouse). Non avendo software vincolati a Windows, il passaggio è quasi indolore. Da lì la collezione cresce: un secondo Mac Mini, un MacBook Pro nel 2009, poi un iMac 24 pollici, poi il 27 pollici in ufficio montato su braccio VESA — soluzione copiata da Jason Snell — che gli permette un’ergonomia impossibile con il piedistallo originale. Durante la pandemia aggiunge un MacBook Pro 16 pollici ricondizionato. Come accessori usa la Ultimate Hacking Keyboard (una tastiera meccanica ergonomica divisa a metà) e un Magic Trackpad 2, che porta avanti e indietro tra casa e ufficio nello zaino.
Roberto usa invece un mouse verticale Logitech e una tastiera esterna Logitech che dura da cinque anni nonostante i maltrattamenti. In mobilità, fino alla pandemia, si portava in giro Mac, Magic Mouse e un piccolo rialzino portatile per la cervicale.
4. Il valore del software incluso e i limiti di iCloud
I due affrontano la cosiddetta “tassa Apple”: i Mac costano mediamente il doppio o il triplo rispetto a PC con specifiche simili. Tuttavia, sottolineano, nell’acquisto è incluso un pacchetto software che ha un valore reale. iMovie permette montaggi video senza spendere nulla, a differenza dell’ecosistema Windows. GarageBand è un DAW gratuito di qualità professionale, versione ridotta di Logic Pro. La suite iWork — Pages (equivalente di Word), Numbers (equivalente di Excel) e Keynote (equivalente di PowerPoint) — è inclusa e, secondo Filippo, Keynote supera PowerPoint in molte situazioni.
C’è però una nota stonata: i 5 GB di spazio iCloud gratuito sono definiti senza mezzi termini “vergognosi” da Roberto. Con dispositivi che partono da 128 GB di storage, 5 GB bastano a malapena per un backup parziale, senza contare foto e video. Apple non mostra intenzione di aumentarli: l’interesse commerciale è chiaramente orientato verso i piani a pagamento.
Roberto precisa anche che la suite iWork è disponibile su iPhone e iPad, rendendo possibile iniziare un documento su Mac e continuarlo su iPad, o montare un video su iPhone e rifinirlo su Mac, con continuità nativa.
5. Compatibilità software: il nodo principale prima del passaggio
Roberto e Filippo concordano che la prima domanda da porsi prima di comprare un Mac è: le applicazioni che uso girano su Mac? Roberto racconta le difficoltà specifiche del suo mestiere di architetto. Il software per la certificazione energetica era storicamente assente su Mac; oggi la situazione è migliorata grazie ad alcune applicazioni web-based. Rimane il problema di DOCFA, il software del catasto fabbricati, che Roberto descrive con una certa ironia come “fermo a Windows 3.1” nonostante i professionisti paghino 50 euro a variazione catastale. La soluzione è arrivata grazie a Wine, il layer di compatibilità open source che converte eseguibili Windows per farli girare su macOS e Linux.
Filippo spiega agli ascoltatori cos’è Wine: un progetto decennale che permette di eseguire applicazioni Windows su sistemi Unix-like senza installare Windows. Non funziona per tutti i software e non garantisce la perfezione, ma per applicazioni leggere senza requisiti hardware specifici è spesso sufficiente.
L’alternativa più robusta, usata da Filippo, è la virtualizzazione con Parallels o VirtualBox: si installa Windows all’interno di macOS come macchina virtuale, con piena interoperabilità tra i due sistemi. Filippo lo ha usato per anni con un gestionale Windows; oggi non ne ha più bisogno. Roberto cita la firma digitale come esempio di software che in passato creava problemi su Mac e che nel tempo si è risolto grazie all’evoluzione dell’hardware su cui gira.
6. Il chip M1: prestazioni, consumi e benchmark
Roberto introduce il tema dell’M1 — il System on Chip ARM progettato da Apple e annunciato alla fine del 2020 — con entusiasmo mal celato. Il chip integra CPU, GPU, Neural Engine e controllori per le periferiche in un unico die, il che consente una condivisione della memoria (Unified Memory) che elimina la necessità di copiare dati tra CPU e GPU, accelerando drasticamente le operazioni.
All’annuncio, Roberto ammette, lui e altri appassionati erano scettici di fronte alle dichiarazioni di Apple. I benchmark hanno poi confermato che lo scetticismo era ingiustificato. I numeri presentati da Roberto:
- Single-core GeekBench: MacBook Pro 16" Intel → 1.023 punti; MacBook Pro 13" M1 → 1.726 punti.
- Multi-core GeekBench: MacBook Pro 16" Intel → 5.500 punti; MacBook Pro 13" M1 → 7.530 punti.
- Temperature sotto carico: MacBook Pro 16" Intel → 90°C alla tastiera; MacBook Pro 13" M1 → 45°C.
- GPU Metal (GeekBench): MacBook Pro 16" Intel (GPU discreta) → 23.000 punti; MacBook Pro 13" M1 (GPU integrata) → 21.800 punti.
- Cinebench (rendering): 16" → 727 punti; M1 → 7.700 punti.
- Esportazione RAW 42 megapixel in Lightroom: 16" → 3 minuti e 10 secondi; M1 → 2 minuti e 44 secondi.
- Esportazione 5 minuti di video 4K H.264: 16" → 336 secondi; M1 → 306 secondi.
“Il Mac Mini con l’M1 a 900 euro messo di fianco al Mac Pro da 15.000 euro: i distacchi non erano così elevati da giustificare 15.000 euro di computer.” — Roberto, 00:36:51
Il consumo energetico è l’altro dato che colpisce: il MacBook Pro 16" Intel arriva a quasi 100 watt sotto sforzo, l’M1 si ferma a 15 watt. Ne derivano autonomia nettamente superiore e temperature molto più contenute, elemento fondamentale per chi lavora ore al portatile sulle ginocchia o in mobilità.
7. Quale Mac scegliere nel 2021
Roberto e Filippo costruiscono una guida pratica alla scelta. La premessa è netta: con l’M1 disponibile, acquistare un Mac con processore Intel non ha senso. La differenza di prezzo tra le versioni Intel e M1 della stessa linea è di quasi 1.000 euro, a fronte di prestazioni dimezzate.
Mac Mini M1 (circa 900 euro): la scelta ideale per chi ha già monitor, tastiera e mouse da un PC Windows. Si collega tutto, si risparmia e si è subito operativi.
MacBook Air M1 (circa 1.200 euro): fanless, leggero, silenzioso. Ha una GPU a 7 core. Sopra certi carichi sostenuti va in throttling per contenere la temperatura, ma nella pratica quotidiana non scalda e non si sente. Perfetto per la mobilità.
MacBook Pro 13" M1 (circa 1.500 euro): GPU a 8 core, dotato di ventola — silenziosa, ma presente. Mantiene prestazioni di picco più a lungo grazie al raffreddamento attivo. Consigliato a chi fa video editing, rendering o lavori grafici intensi.
“Se avete la possibilità di attendere, ragazzi miei, attendete. Perché questa è la prima portata che ha mandato Apple a Intel per dirgli a che punto erano i suoi processori.” — Roberto, 00:52:29
Per chi non è in urgenza di sostituzione, il consiglio è aspettare le generazioni successive (M1X, M2), che promettono ulteriori salti prestazionali con probabili redesign hardware.
8. Mac usati, ricondizionati e opzioni di acquisto
Roberto introduce una sezione pratica sull’acquisto. I Mac usati hanno un mercato sano: chi vende tende a curare i propri dispositivi, e la svalutazione è molto più lenta rispetto ai PC Windows. Un MacBook Pro 13" del 2019-2020 Intel si trova già intorno ai 1.100 euro sull’usato, un anno dopo l’acquisto. Roberto ha cambiato tre computer, presi tutti usati e rivenduti: il ciclo di acquisto-uso-rivendita permette di recuperare una parte significativa dell’investimento.
Per i professionisti con partita IVA (non forfettaria), i ricondizionati Apple sono un’altra opzione interessante: acquistando da Apple si deduce l’IVA, e i prezzi dei ricondizionati sono significativamente inferiori al nuovo. Filippo ha acquistato il suo MacBook Pro 16 pollici ricondizionato a 2.000 euro, rispetto ai 3.600 del prezzo di listino.
Chi ha una partita IVA ordinaria può anche valutare il leasing o il finanziamento, che permette di spalmare il costo nel tempo scaricando le rate come costo d’esercizio.
9. I prossimi passi: il passaggio da Windows a Mac
A un’ora e un quarto dall’inizio, i due conduttori chiudono la parte dedicata alla scelta del Mac e anticipano il programma della puntata successiva: il passaggio pratico da Windows a Mac — gestione dei dati, migrazione delle impostazioni, prime nozioni di macOS. Filippo ricorda un consiglio operativo importante: Apple garantisce 15 giorni di reso senza domande. Alcuni utenti della community Telegram del podcast hanno sfruttato questa finestra per provare il Mac sulla propria scrivania reale, con il proprio software, prima di decidere. Chi ha trovato incompatibilità insormontabili ha restituito il computer senza perdere nulla.
“Fatevi prima un paio di prove prima di passare completamente. Avete 15 giorni.” — Filippo, 01:11:26
Il messaggio finale è di apertura: passare a Mac è un cambiamento significativo, ma non bisogna fermarsi alle incompatibilità presunte. La larga parte delle applicazioni professionali gira su Mac; per le eccezioni esistono Wine, le macchine virtuali e, sempre più spesso, alternative web-based. Il podcast nasce proprio per accompagnare questo percorso.
Questa sinossi è generata con l’intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione della puntata. ↩︎
Leggi la trascrizione completa
Benvenuto all'episodio 1 di A2, in cui scoprirete come ottenere il massimo
dalla tua tecnologia Apple.
Io sono Roberto Marin e sono il vostro ospite assieme all'amico Filippo
Strozzi.
Di cosa parliamo in questo episodio, Filippo?
Allora, oggi è episodio introduttivo e quindi come meglio introdurre il podcast
e questa nostra esperienza assieme con come scegliere il nostro Mac nel
2021 e come ovviamente consigli utili, diciamo, per affrontare il passaggio presumibilmente
da Mac a Windows, anche se abbiamo visto che qualcuno ha fatto
anche il salto da Linux a Mac la volta scorsa, e come
poi è importante, ovviamente, fare con i nostri dati e le impostazioni.
E infine direi se c'è tempo, perché la puntata è abbastanza pregna
di contenuti.
Un primo sguardo un primo sguardo su come funziona macOS, che è
il sistema operativo di Apple.
Quindi, una volta che abbiamo scelto quale computer comprare, ovviamente, come abbiamo
fatto il nostro passaggio da Windows, dobbiamo anche impadronirci delle basi di
M'COS.
Oggi sei veramente forbito e lanciatissimo al posto mio, invece, sembro un
infante che si lancia davanti al microfono a raccontare più o meno
le proprie passioni, ma è giusto che sia così.
Io sono quello scifine e rampante tra i due, mentre tu sei
quello più posato, sei un avvocato.
Io sono un architetto, io sono un architetto, sono un pazzo furioso
per definizione.
Detto questo, dobbiamo ricordare, ad esempio, che in questa puntata, come giustamente
il nostro Filippo ha raccontato, dovremmo dare i nostri consigli di vita
vissuta.
Al fine, perché anche noi abbiamo fatto il passaggio da qualche sistema
operativo a Mac, Filippo ne avrà fatti due o tre prima, probabilmente
conoscendolo.
Io sono solo passato da Windows a Mac.
Lui probabilmente ha fatto tutto il giro delle chiese.
Probabile!
No, no, no, devo dire la verità: vabbè, negli anni 2000 ho
anche giocato, giocchiato probabilmente con Linux, ma con scarsi esiti, anche perché
era molto immatura all'epoca.
Dal 2006 sono utente Apple di Linux, ma per il resto, e
ogni tanto ho rimesso mano a Windows, ma giusto per necessità di
colleghi, casomai.
Esattamente.
Io avevo iniziato anch'io qualcosa con Linux, qualche distribuzione sul mio PC
Windows.
Ho avevo visto intravisto anzi, BeOS, non so se l'avevi visto anche
tu, ma all'epoca quando era uscita, non ho un'interfaccia grafica super fighissima
e mi ero innamorato pure di quello.
Comunque, detto questo, oltre alle nostre scene di vita vissute, chiamiamole così,
ci sarà anche di parlare di come fare con i dati e
le impostazioni, no?
Perché, insomma, siamo tutti felicissimi dopo che ci siamo preparati la nostra
workstation lavorativa.
Poi, quando è ora di cambiare o di installare un nuovo sistema
operativo, già incominciano a pruderci le mani, cominciamo a sudare, diciamo no,
non ci ho voglia troppo lavoro.
E poi alla fine arriveremo anche, come diceva Filippo, a uno sguardo
veloce su come funziona Mac OS, che a noi è un sistema
che piace molto, ci permette di essere produttivi.
A differenza di altri che si trovano bene su Windows, non è
una guerra.
Io e Filippo non siamo per le guerre di religione, anzi, siamo
aperti a tutto quanto.
Noi abbiamo trovato questa strada per la nostra professione e speriamo che
anche i nostri ascoltatori riescano a essere molto produttivi con questo sistema
operativo che dietro alla bella interfaccia permette anche di fare le cose
gregge.
Cosa dici Filippo?
Partiamo con la sigla?
Allora, la prima notizia di questo simpatico podcast.
Dobbiamo partire da una cosa che abbiamo letto in rete.
Che il Mac è cresciuto dal 49% nel quarto trimestre del 2020,
superando tutti i principali marchi di PC.
Questa è una notizia molto interessante, soprattutto per quanto riguarda noi professionisti.
Tu hai letto l'articolo, ti sei fatto un'idea.
Cosa ne pensi di questa crescita esponenziale, quasi insomma, del Mac?
Allora, il discorso di fondo, secondo me, dalla mia esperienza personale, è
che effettivamente c'è stato e c'è tuttora un notevole aumento dell'interesse, soprattutto
con il chip M1.
Sicuramente poi c'è stata nel corso della pandemia, diciamo, una necessità di
attrezzarsi con computer.
E secondo me, alla fine i computer Apple sono quelli che inizialmente
hanno venduto di meno, nel senso che erano quelli più costosi, ma
a fronte di
perdurare della necessità di lavorare nel cosiddetto smart working, forse probabilmente molti
utenti hanno avuto esigenze un po' più complete ed effettivamente i portatili
Apple, perché immagino che la maggior parte, almeno da quel che mi
ricordo io, tendenzialmente il grosso delle vendite dei Mac è un portatile.
Credo secondo me il 50% sono portatili e poi tutto il resto
sono gli altri.
Credo che a questo punto questo abbia inciso sulla
ovviamente sulle vendite, anche perché effettivamente Apple sta facendo delle cose interessanti.
È negabile.
Credo che anche grande parte del merito derivi da iPhone e iPad.
Insomma, l'iPhone, come sapete, praticamente sostiene Apple grazie alle vendite stellari che
fa di questo smartphone, ma c'è anche l'iPad che è molto apprezzato
in molti ambienti.
Quindi penso che possa essere stato utilizzato come testa di ponte per
arrivare al Mac.
Penso proprio sia così perché comunque, soprattutto nell'ultima parte grafica che ha
avuto Mac OS con Big Sur, lo vediamo molto simile a quello
che succede nel suo fratello minore o maggiore, dipende da come la
guardi, iOS.
E quindi credo che sia trainato anche in parte da questo successo
planetario dell'iPhone.
Insomma, molti si trovano ad utilizzare questo device, che bisogna essere sinceri,
nel momento che lo utilizzi da solo, si è un gran ottimo
cellulare, ma è metà dell'esperienza.
L'altra metà la fa l'ecosistema Apple, quindi bisogna utilizzare i computer Apple
per riuscire a capire quant'è integrata la situazione tra un device e
il proprio computer.
Dal punto di vista della produttività, questo ovviamente è molto utile.
Non devo incominciare a pensare a come trasferire i dati.
Ad esempio, faccio un esempio stupido: se io utilizzo una qualsiasi applicazione
di messaggistica che può essere Telegram, come messaggi di Apple.
Io posso passare dal Mac all'iPhone senza grossi problemi.
Stessa cosa per quanto riguarda le email, la inizio da una parte,
la finisco da un'altra.
Ho bisogno di fotografie, me le trovo già tutte sincronizzate.
C'è la possibilità di avere iCloud, che sistema di, diciamo, di dati
nella nuvola che possono essere sfruttati da tutti i device.
E quindi la possibilità di utilizzare questa
di utilizzare questo ecosistema indubbiamente dal punto di vista professionale, aiuta indubbiamente.
Vi troverete sicuramente a recuperare un sacco di minuti al giorno grazie
a queste possibilità.
Che mano a mano che ci seguirete e capirete come funziona la
questione e come potete sfruttarla per i vostri lavori, converrete con noi
che questo è anche parte del successo di Apple in questo periodo.
Sicuramente l'ecosistema ha i suoi svantaggi, ovviamente, ma ha anche dei grossi
vantaggi.
Esattamente parliamo di gabbia dorata, ne parlano tutti di gabbia dorata.
Cioè, nel momento in cui sei all'interno di questo ecosistema, sei però
all'interno di una gabbia dorata, perché è stata laminata d'oro da parte
di Apple, dove uno si sta bene, ci si trova bene e
viene, diciamo, coccolato.
Ma se cerchi di uscire da questa gabbia, ti trovi veramente in
un grosso problema.
Perché spesso e volentieri, nel momento in cui ci sei, quando cerchi
di uscire, hai delle difficoltà, funziona tutto bene.
Sì, infatti, ci sono anche episodi di persone che hanno i nostri
stessi software e device e non gli funziona, per esempio, la sincronizzazione.
Ragazzi, capita anche nelle migliori famiglie, però tendenzialmente nella larga parte degli
utilizzi è molto utile questa gabbia dorata, diciamo.
Benissimo, allora ti faccio una prima domanda, anche perché così cerchiamo di
raccontare un po' le nostre storie.
Quindi, tu, quando sei passato a Mac?
Così vediamo un po' il tuo trascorso.
No, parliamo di vita vissuta.
Dunque, lontano 2008, ormai 12 anni fa.
Nell'età normale, nel senso, nel trascorrere del tempo normale,
non sono tanti anni.
Però, quando guardi queste cose dal punto di vista informatico, si parla
di aereo geologiche.
Nel senso, all'epoca c'era il Core 2.
Insomma, sembra veramente un migliaio di anni fa, e invece, no, era
solo il 2008, e mi accingevo a farmi una bella passeggiata per
l'epoca, era la FNAC, poi a Torino ha chiuso, tra altre cose.
E mentre passeggiavo, sono andato allo stand Apple che campeggiava lì appena
all'interno della FNAC.
Io avevo un piccolo trascorso precedente all'epoca dell'università perché ero rimasto molto
affascinato dai Mac.
All'epoca era il tempo del Mac, quello colorato, quello i Mac colorato,
quello che aveva fatto Johnny Hive, che aveva fatto veramente girare tutti
quanti la testa perché c'era questo policarbonato colorato rispetto al grigiume che
c'era in giro per gli uffici e nell'informatica.
Questo colpo di colore aveva veramente dato un refresh alla situazione e
c'era anche in un laboratorio, a parte nella facoltà di architettura, c'erano
questi computer.
Io li guardavo veramente affascinati perché erano bellissimi, funzionavano benissimo, solo che
c'era un leggerissimo piccolo problema.
All'epoca andava per la maggiore AutoCAD.
Come sapete in Italia siamo passati dal disegno a mano al disegno
digitale, proprio nel mezzo del cammino della mia facoltà, era intorno agli
anni 2000.
Conseguentemente, non c'era AutoCAD, quindi io non lo potevo utilizzare per lavorarci
neanche in facoltà.
E di conseguenza li vedevo come cose molto belle.
Ogni data ci usavo Photoshop, ma al di là di quello, per
me l'esperienza era chiusa.
Però quel lontano 2008 sono andato da questo personaggio che stava, facendo
una sua piccola presentazione di come funzionava i Mac.
E ovviamente io continuavo a sbavare, anche gli ho chiesto: ma ho
sentito parlare che molto probabilmente tra due o tre anni arriverà AutoCAD
sul Mac.
Lui mi ha confermato che in effetti da lì a due anni
ci sarebbe stato l'AutoCA sul Mac.
E poi mi ha candidatto: ma perché non puoi utilizzare Windows con
Boot Camp?
Io lo guardo e faccio: perché si può mettere un sistema operativo
parallelo, ma certo, così puoi utilizzare Windows e AutoCAD e via discorrendo.
Io l'ho visto lì un attimo di silenzio.
Penso che abbia visto la mia faccia un po' inebettita, ho detto
grazie per l'informazione, mi sono girato e sono andato a comprare la
i Mac.
Subito era una i Macchi hai comprato subito?
Subito, si si sono girato, ho detto a mia moglie, gli ho
detto: Guarda, si può fare, io ci voglio provare.
Ci voglio provare perché se in effetti la situazione si stava volgendo
in un'apertura di questo tipo dove si poteva anche utilizzare Autocad.
Ho detto ok, io me lo compro.
Ho comprato il 21 pollici base, una cosa molto semplice e basilare.
L'ho preso molto felice, me lo sono messo sul tavolo.
Ho iniziato a lavorarci in Boot Camp con Windows da parte.
Ogni tanto passavo di qua, ho intanto di là e via discorrendo.
Piano piano ho cominciato a decimare le applicazioni che utilizzavo su Windows
per passare più in larga parte sul Macintosh.
Poi ho scoperto VirtualBox, che insomma ha aiutato anche quello.
Per VirtualBox permette di virtualizzare una macchina che poteva essere Windows.
Quindi, il mio passaggio è stato: utilizzo il Macintosh più con Windows
che lo so che è abberrante, adesso mi vengono ancora un po'
i brividi sulla schiena, ma la situazione era proprio quella: più con
Windows, piano piano ho trasportato le mie applicazioni di là.
A un certo punto ho detto, ok, Windows la utilizzo per due
applicazioni, utilizzo VirtualBox.
E poi, alla fine, nel corso degli anni, ho scoperto che c'era
l'SSD, questa grandissima innovazione che avevano buttato dentro al MacBook Air 2010
13 pollici, dove vedevi questo MacBook Air che viaggiava come una faina
nonostante avesse meno GHz del mio i Mac.
Allora subito odorato la situazione e ho detto: bene, questo è l'ultimo
i Mac nuovo che compro, lo metto in vendita e ho iniziato
la mia carriera di compratore seriali di Mac usati.
È proprio iniziata lì.
Mi sono comprato un MacBook Air 13 Pollici 2010 con il mio
SSD e Dio mio, se viaggiava come una scheggia.
C'erano alcuni miei colleghi che mi guardavano arrivare con sto portato, dicevo:
Ma come fa ad andare così veloce?
Me lo puoi spiegare.
Ragazzi miei, SSD è tutto lì la questione.
Gli altri erano lì che macinavano con l'hard disk allo stato meccanico
che è lentissimo, e quindi fungeva da collo di bottiglia per tutto
questo hardware.
Invece, con il MacBook Air 2010 tiravi sulle cose in un attimo
e io ero felicissimo.
Anche questa la felicità è durata per un po' finché non ho
cominciato a mettere gli occhi sullo schermo retina.
Qui è stata la mia rovina, perché ho detto: Vabbè, ragazzi, ma
guardare uno schermo anche della IMAC, perché all'epoca non era retina.
Guardavi lo schermo della IMAC, guardavi lo schermo del MacBooker, sembrava appannato,
sembrava che dovevi passargli il panno sopra lo schermo perché era tutto
appannato.
Invece, con lo schermo retina, era tutto nitido, chiaro, perfetto, colorato come
si deve, come sto utilizzando adesso lo schermo retina che ormai è
diventato uguale per tutti, non c'è nessun più Mac senza uno schermo
retina.
E quindi sono passato al MacBook Pro 13 pollici, sempre usato del
2014.
Questo è andato benissimo nella mia professione, poi sono approdato adesso al
MacBook Pro sempre 13 pollici del 2019 che mi trovo molto bene
con la sua bella touch bar e via discorrendo, ma arrivano 20
da destra che mi urlano M1, ma per adesso li lascio passare
per adesso, ma prima o poi lo so lo so che mi
tocca passare all'M1, lo so benissimo, o al M2, chi lo sa?
O all'M2.
Dunque, per parlare appunto di lavoro, vi racconto che adesso sto utilizzando,
come vi dicevo, il MacBoo Pro del 2019, la mia configurazione prevede
uno schermo esterno da 27 pollici, collegato ovviamente tramite HDMI e quindi
la sua doc, perché questi portati nuovi, diciamo, hanno bisogno di una
piccola doc.
Che io
a me piace molto perché attacchi un cavo e hai tutto quanto
collegato.
Nel senso, tu hai il cavo che porta i dati
o il video dal Mac alla doc, dalla doc cominciano a diramarsi
tutti quanti i fili, e quindi c'è l'hisk esterno, c'è la chiavetta
per il mouse esterno, il mio mouse verticale.
E poi c'è ovviamente lo schermo, ma si può attaccare anche tante
altre cose.
In più ho
una tastiera esterna che è ovviamente una Logitech che utilizzo da un
sacco di anni, se sarà almeno cinque anni che continuo a utilizzarla
e non si smonta.
Neanche se la tiro contro i muri, sono veramente degli ottimi hardware
sotto questo punto di vista.
E poi invece, in mobilità, almeno quando ero in mobilità, perché io
sono uno che lavora spesso in mobilità, nel senso che non era
tanto difficile trovarmi in qualche bar a lavorare, magari per due o
tre ore mentre attendevo tra un cantiere e l'altro, tra magari un
comune e l'altro, di andare a recuperare i ragazzi a scuola discorrendo.
Quindi invece di andare a fare la scuola, casa ufficio, scuole e
altre cose, mi fermavo in un bar nel punto più o meno
baricentrico e mi mettevo a lavorare.
Semplicemente lavoro con il mio Mac, un Magic Mouse e poi un
piccolo rialzino portatile che mi permette di non farmi venire la cervicale,
che non è proprio la cosa migliore per chi lavora tante ore
al Mac.
Invece, tu, Filippo, tu che hai praticamente armadi di Mac, raccontaci un
po'.
No, diciamo che sono un collezionista seriale a questo punto ormai.
Nel senso che i vari Mac ho ancora il mio primo Mac
che è un Mac 2006, un Mac Mini e il primo Mac
Mini Intel, quindi col passaggio da Power PC ad Intel, e io
sono proprio entrato nel mondo Mac quando, diciamo, c'era la possibilità di
fatto di fare il salto con Windows, anche perché anch'io venivo dal
mondo Windows e oggettivamente, quando ho fatto il salto, più o meno
alla ceca, invece, io, perché non avendo poi necessità specifiche di software
base, diciamo, sono tutti compatibili, quelli che uso io, diciamo.
Sono andato così alla cieca, ho iniziato anche perché poi a me
interessava più la grafica, diciamo, da fare su Mac.
E avendo già tutte le periferiche, il solito noto, diciamo, è probabilmente
quello che ha fatto passare tanta gente a Mac, è il McMini,
che non richiedeva in pratica nulla, se non l'acquisto del Mac Mini
tendenzialmente attaccavi il tuo vecchio monitor, la tua vecchia tastiera, il tuo
vecchio mouse e le varie periferiche per gestire il tutto.
Quindi sono partito così.
Una volta che sono partito così e che ho rimasto contento del
tutto.
Con i miei primi guadagni dello studio legale, ho comprato un secondo
McMini che tuttora ho, che invece quello lì è fermo per ora,
ma ci sto ragionando su come riciclarlo dove
di fatto è diventato il computer fisso dell'ufficio e avevo il primo
Mac Mini invece a casa.
Poi progressivamente è stato una cosa via l'altra, diciamo.
Nel 2009 ho preso il mio primo MacBook Pro portatile per tutta
una serie di motivi.
Ho avuto vari servizi con la telecom.
Avere la possibilità di spostarmi comodamente casa ufficio con il portatile era
diventato qualcosa di interessante esatto.
E poi da lì, nella sostanza, sono un uomo invece da fisso,
devo dirlo.
Per cui sono.
L'ufficio nel mentre stava iniziando a muoversi bene, quindi credo quello non
me lo ricordo perché no, dal 2011, dal 2011-2012, ho avuto prima
il Mac 27 pollici.
No, scusami, allora ho avuto nel 2008, per casa ho comprato l'IMAC
24 pollici, che era il vecchio primo i Mac a grande schermo,
diciamo, a quel punto lì, quando mi sono abituato ad avere lo
schermo grande, sono tornato in ufficio.
Alla fine sono
passato l'IMAC invece 21 pollici.
E nell'ultimo periodo, perché non sto a raccontare tutte le varie peripezie
hardware di Filippo.
Attualmente la mia configurazione è i Mac 27 pollici in ufficio, con
una configurazione abbastanza inusuale che ho copiato da Jason Snell, in pratica,
l'iMac, che non è un IMAC Pro come invece ha Snell, è
montato su un braccio Vesa, che è una roba pazzesca perché lo
producono apposta con l'aggancio Vesa e non ha il piedistallo.
Sì, è incredibile.
Per metterci il piedistallo, credo che costi perché mi sono informato.
Perché ho detto: metti il caso che non mi piace col braccio
Vesa, costa tipo 400-500 euro solo per il piedistallo.
È stata la voglia, sì, sì, infatti devo dire la verità.
Nelle note dell'episodio, poi ci saranno i link al mio articolo.
Il braccio Vesa che ho che costa una follia.
Peraltro rende l'i Mac un meraviglioso.
Quindi, diciamo, fino a che non andrà in pensione questo i Mac
e penso e spero che non ci andrà a breve, avere un
iMac montato su un braccio Vesa è una roba clamorosa perché ti
permette di muoverlo in qualsiasi maniera addirittura lo puoi usare in piedi,
teoricamente.
Adesso non ho lo Stand index, quindi non lo uso.
Tuttavia ti permette veramente di avere una comodità, un'ergonomia che altrimenti non
avresti in nessuna maniera con una i Mac, diciamo proprio per questo
motivo.
A casa, invece, recentissimamente durante la pandemia, mi sono dotato invece di
un MacBook Pro 16 pollici a fine 2019, diciamo, ho ricondizionato, quindi
ti sto iniziando a seguire.
Nemato non ce l'ho fatta, però avere un 27 pollici è troppo
comodo.
Io scrivo davanti al computer, avere la possibilità di avere, per esempio,
due documenti, quello dove scrivo, e il documento che casomai mi serve
come riferimento alato è troppo comodo.
Al fine, devo dire la verità, avere il 27 pollici, anche se
solo un monitor a casa e un 27 pollici come i Mac
in ufficio mi permette di lavorare in maniera molto naturale, diciamo caso
ufficio.
Siccome adesso
è una cosa complicata, caso ufficio, diciamo che diventa semplice passare da
una parte all'altra.
In più, io invece mi sono dotato di una follia che è
la Ultimate Hiking Keyboard, quindi una tastiera meccanica è molto particolare.
Anche qui se lascerò il link nelle note dell'episodio, perché non è
una tastiera per tutti, diciamo.
La cosa carina è che addirittura non ho ancora utilizzato al 100%
perché richiede di imparare a scrivere in maniera diversa, ma è ultra
ergonomica per cui la tastiera si spezza metà e puoi dividere sostanzialmente
le mani, tenere divise quindi avere maggiore ergonomia e così via.
Molto molto carina, costata una follia, ma lasciamo stare.
Da ultimo, perché io sono invece un credente Magic Trackpad tutta la
vita, io non credo di aver mai avuto da quando ho preso
il primo Magic Trackpad è un mouse, e uso il Magic Trackpad
2 che fa come la tastiera avanti e dietro dall'ufficio.
Cioè, me ne porto nello zaino, e sono i miei accessori indispensabili
per lavorare.
Ho provato a usare anch'io il Magic Trackpad, è fantastico, è veramente
incredibile da utilizzare, solo che per il CAD, veramente non si riesce.
Ho provato in tutti i modi.
Ah, no, quello sì, quello non è possibile utilizzare.
Sì, il Magic Trackpad.
Vabbè, se ovviamente hai un portatile Apple, di fatto è la stessa
cosa, il vantaggio grosso è che lo tieni, lo tieni, cioè, hai
una mano libera e lo tieni comodamente sulla scrivania dove vuoi, e
quello effettivamente aiuta molto.
Le gesture ti permette di utilizzare Mac un po' in maniera simile
come con l'iPad, in pratica, perché utilizzi tutte le quattro dita, anzi,
forse addirittura credo tutte le cinque, perché hai tutta una serie di
gesture che di fatto simulano per buona parte e io ne abuso,
tra l'altro, perché uso più scrivanie quindi mi sposto da una scrivania
all'altra utilizzando ovviamente le gesture, ma non entriamo troppo nel dettaglio, perché
questo verrà dopo come si suol dire.
Quindi, a questo punto iniziamo a entrare nel caldo, diciamo, dell'argomento, perché
fino adesso siamo a 30 minuti da inizio puntata direi.
Quindi, come al solito la tireremo lunghissima, anzi, a questo punto, lo
possiamo dire, probabilmente dovremo spezzare la puntata in due episodi.
Se sei ottimista in due episodi
.
Comunque, cercheremo di fare, ci sarà un proseguito di sicuro.
Io partirei a parlare
della cosa: diciamo che dà fastidio a tutti quelli che non amano
Apple, ovvero io la chiamo la tassa Apple, nel senso che oggettivamente.
Rispetto a un PC normale, qualunque sia desktop o portatile, i portatili
Apple,
come i fissi Apple, tendenzialmente sono la metà
, cioè costano la metà o un terzo dei PC normali assemblati, chiamiamoli
così, o anche di marca tipo HP e così via, è innabile
che ti faccia pagare la sua tassa,
come l'iPhone, tra virgolette, che è un dispositivo che rispetto ad altri
telefoni della stessa fascia, con le stesse caratteristiche, costa molto di più
tendenzialmente.
Tuttavia, per essere oggettivi, bisogna dire che assieme all'hardware, Apple ti vende
contemporaneamente tutta una serie di software che rendono poi la vita su
Mac molto molto più comoda rispetto a casomai a un ambiente Windows.
Vabbè, ci sono i 5 GB di spazio cloud.
Vuoi commentare
vergognosi adesso effettivamente?
Commento io con una vergogna, perché 5 GB di spazio di iCloud
fa veramente ridere.
Perché se voi immaginate che per un qualsiasi device di Apple parte
da 128 GB ormai, conseguentemente, fare un backup solo di quello già
ti porta via tre quarti a stare proprio veramente stretti, stretti, stretti,
perché non hai ancora fatto le fotografie.
Poi, quando inizia a fare fotografie, comincia a fare filmati,
voi immaginate che ne avete un singolo utente, magari a come Filippo
ne ha 700 di dispositivi Apple, oppure, come me, che ha soltanto
un iPad, un iPhone, è un Mac, e boh, lo spazio è
finito.
Praticamente l'altro ieri.
Diciamo che ti vogliono far vedere come funziona il cloud alla fine
perché
c'è poco da fare.
Tuttavia si spera sempre che Apple diventi un po' più generosa, ma
per ora l'interesse non c'è, direi da quel che ho visto.
Orecchio da mercante esatto, un'altra cosa molto interessante e molto per la
casa, chiamiamolo così.
Tuttavia iMovie che di fatto è la versione povera di Final Cut,
ma che permette già di fare un montaggio video minimale se vogliamo,
ma sicuramente programmi simili nel mondo Windows non esistono, gratuiti fatti bene
e semplici come iMovie.
Poi c'è l'aggiunta, ormai esiste da sempre, secondo me, di Garage Band,
che invece è l'applicazione per fare musica con gli strumenti Apple, quindi
è un sintetizzatore musicale, molto avanzato e della versione povera di Logic
Pro che invece è il software professionale per l'editing audio e la
composizione multitraccia per il comparto musicale di musicisti che utilizzano Apple, e
da quello che ne so io, tra l'altro, molti musicisti usano Apple
proprio per gli strumenti che offre Apple stessa altamente professionali, poi, ultimo
ma non ultimo, ovviamente abbiamo tutta la suite X, immagino i Work,
perché secondo me non si chiama più High Work, ma la suite
di Pages che è di fatto il Word di Apple, Numbers, che
è l'Exel di Apple, ed infine, Kynote, che è il PowerPoint di
Apple.
Ma dal mio punto di vista, che ormai sono diventato un utente
avanzato,
è sicuramente superiore a PowerPoint in tantissime cose.
Sono strumenti che per diciamo appunto i Works è la casa più
che l'ambito professionale.
Tuttav sicuramente ti permettono chiavi in mano: cioè col Macquistato, di lavorare
a più o meno 360 gradi su una grossa fetta di contenuti,
e quindi alla fine è vero, Apple costa molto di più rispetto
alla concorrenza, hai anche delle finiture.
Ormai tutti i portati di Apple sono copiati sostanzialmente a livello di
design dalla concorrenza, il case in alluminio e così via, lo rend
trasportabile, leggero, piacevole alla vista e così via.
Praticamente esistono una quantità infinita di cloni, chiamiamoli così: dei MacBook, per
cui sicuramente questo è per fare giustizia, chiamiamola così.
Adesso direi che, però, Roberto, tu che ne sai, come si suol
dire: parliamo di elefante nella stanza, ovvero l'arrivo di questo nuovo SOC
questo nuovo processore, M1, che effettivamente, anche solo guardando su YouTube ma
guardando in giro, se ne parla un po' ovunque.
Adesso forse l'hype sta un po' scendendo, ma vedo il mio collega,
faccio una piccola incisa.
Il mio collega è andato oggi a cercare di comprare un nuovo
Mac sostanzialmente, il MacBooker M1, appunto, e ovviamente è introvabile.
Comunque, nell'unico Apple retailer di Reggio Emilia, l'ha dovuto ordinare.
Adesso dovrebbe arrivare la settimana prossima.
Quindi, non è che siamo, però, gli raccontavano, appunto, che fino alla
settimana scorsa, in pratica, c'era la lista d'attesa, non riuscivano a evadere
tutti gli ordini che ricevevano.
Quindi, sicuramente c'è stato, in questi ultimi due o tre mesi da
quando è stato lanciato, c'è stata
una bella vendita.
Ovviamente lo scopriremo solo tra quattro mesi se ci sono stati notevoli
aumenti del fatturato Apple, però, sicuramente c'è molto interesse.
Quindi, a te la parola, che hai fatto molti ragionamenti su questi
nuovi Mac.
Ah, sì, io sono molto sul pezzo.
Perché attendevo da molto il passaggio di Apple ai sock ARM, che
sono praticamente i chip che alla fine equipaggiano iPhone e iPad, e
quindi ero lì che li aspettavo la porta perché era questione solo
di tempo, io continuavo a sfregarmi le mani, lavevo quasi finite a
forza di sfregarle.
Finalmente è arrivato il momento.
Faccio un piccolo passo indietro per ricordare, però, che, ad esempio, come
diceva il buon Filippo, iMovie, Garage Band e la suite i Work
X i Work, chiamiamola così, sono comunque disponibili anche per iPhone iPad.
Di conseguenza, voi potete essere liberi di iniziare un documento PGI sul
Mac e poi continuarlo sull'iPad.
E poi, se volete iniziare a montare un video, lo fate su
iPad e poi tornate dietro sul Mac e fate il video con
iPhone e via discorrendo.
Quindi diciamo che questa tassa Apple viene ripagata in qualche modo non
completamente, lo sappiamo benissimo tutti, però comunque questo punto di vista aiuta
tantissimo.
E visto che parliamo di professionisti e lavoro col Mac, io non
ho assolutamente la suite di Microsoft sul mio computer.
Anzi, mi fa anche un po' schifo a vederla.
Mi dico sinceramente, perché continuo a dire: mi rimane strana l'idea di
Microsoft di fare la barra dei ribones in alto quando tutti gli
schermi sono in formato 16 nonni per intenderci.
Conseguentemente mi riduce ancora di più l'altezza della finestra e io non
capisco il motivo.
Nel senso, se io mettima da un lato, nel senso, al lato
più largo, così lo schermo rimane più di un formato più fruibile.
Ma queste sono mie personali idee che ovviamente sono condivisibili o no,
ma quello che vi volevo dire è che appunto utilizzando questa suite,
Pages, Numbers e Keynote, nel mio lavoro ho riscontrato proprio delle lieve
imperfezioni per quanto riguarda l'importazione di alcuni caratteri, ma per il resto
si riesce a lavorare tranquillamente anche con i formati Word.
Chiaramente i formati Numbers molto complessi, io non li ho mai avuti
sotto mano e spero di non averli sotto mano mai, ma penso
che siano tranquillamente apribili anche da Numbers e ci si possa lavorare
sopra.
Questo non so se tu, Filippo, hai mai avuto il modo di
aprire file Excel con Numbers?
Allora, mi dicono perché anche io diciamo la parte numerica c'è nella
mia professione, ma non è così spinta.
Mi dicono che su grossi fogli di calcolo, ovviamente Numbers non sia
in grado di gestirli.
Però fogli veramente complessi e con un file Excel a sopra il
megabyte, per esempio.
Cioè, quindi, con una quanti quasi un database, sì, sì, no, di
fatto è un database, ecco, quello non riesce perché
aprendo una parentesi, comunque per me Numbar sulle piccole cose è molto
comodo, invece, perché rispetto al foglio semplice di calcolo semplice, diciamo, la
possibilità di avere più fogli di calcolo uno affiancato all'altro e così
via, a me rende molto comoda la vita.
Ed effettivamente per piccole operazioni, diciamo, è sicuramente interessante, comodo.
L'approccio più grafico, diciamo, al foglio di calcolo che ha intrapreso Apple
è interessante.
Poi è ovvio che se siete dei professionisti dei numeri difficilmente vi
potete spostare da Excel, secondo me.
Comunque, tornando a Bomba, parliamo di questo SOC M1, M1 è semplicemente
il colpo di avvertimento di Apple verso ciò che era all'interno dei
Mac che si chiamava Intel di qualsiasi forma, tipo genere e dimensione.
Ebbene sì, perché il MacBook Air, il MacBook Pro e il Mac
Mini sono dati questo processore M1, è la prima release di questo
system on chip, che vuol dire che c'è il processore al centro
e c'è tutto un corollario di processori che si occupano di fare
la qualunque, dall'intelligenza artificiale alla GPU, all'interfaccia grafiche, all'interfaccia appunto di collegamento
con altre periferiche e via discorrendo.
Quindi, cosa è successo?
Anche gli utenti Apple come me, Filippo, Alex Raccuglia e Davide Gatti,
che erano presenti al keynote perché noi seguiamo il keynote in diretta,
eravamo un po' scettici.
Perché, di fronte alle dichiarazioni di Apple che questo simpatico processore avrebbe
distrutto le ossa a tutti i processori Intel, soprattutto dalla parte che
equipaggiava i Mac, ci sembrava un po' strano, fino a ricrederci.
In effetti, l'M1 distrugge tutti i processori Intel che sono all'interno dei
Mac senza pietà, giusto per darvi un'idea di quello che può fare
il MacBoo Pro 13 pollici con l'M1, dal punto di vista dei
risultati geek Bench fa essenzialmente paura, perché i test Geek Bench che
prendono in considerazione la velocità del processore, hanno fatto vedere che questo
M1 si mette di fianco al MacBoo Pro 16 pollici.
Se voi considerate che l'M1, il MacBook Pro con processore M1 costa,
mi sembra, 1500 euro, mentre il primo MacBook Pro 16 pollici costa
quanto filippo?
Allora, io è meglio non saperlo.
Però sarebbero 3600 euro circa il primo MacBook Pro 16 pollici livello
base, chiamiamolo così, anche se poi il livello base è comunque un
signor computer perché ha 16 GB di RAM e credo 512 GB
di SSD, quindi non è una brutta macchina, ha ovviamente un 16
pollici.
Ma no, ma non metto in dubbio che sia brutta, metto in
dubbio però, che attualmente sulla lineup del Macintosh non ha più senso
comprare roba con sopra Intel perché il rapporto prezzo-prestazioni fa veramente ridere.
Tant'è che proprio oggi guardavo un filmato che parlava di un personaggio
che si occupa di video, di
creare video quindi uno youtuber professionista come il nostro Filippo che ha
deciso bene di fare
una piccola comparazione.
Che io ho detto questo è completamente fuori di testa.
Ha preso un simpatico Mac Mini con l M1 costo 900 euro.
Ragazzi, 900 euro e gli ha messo di fianco contro niente meno
che il Mac Pro da 15.000 euro.
Ragazzi, voi vedete questo Mac Mini lì tranquillo, piccolino, che sembra quasi
un gingillo di fronte a questo armadio sette anti, tutto bucato, che
fa solo spavento e paura soltanto già col prezzo.
Fatto sta che ridendo e scherzando tra editing video, editing delle foto,
anche render, giocabilità e via discorrendo, ragazzi!
Vi stava dietro.
Nel senso, i distacchi non erano così elevati da giustificare 15.000 euro
di computer.
Stiamo parlando di un Mac mini che fa paura nel vero senso
della parola.
Ma non solo questa la cosa che ha stupito tutti quanti.
Molti hanno storto il naso di fronte anche alla RAM.
Non fatevi trarre in inganno da questa cosa
che i Mac hanno poca RAM con l'1.
È una cosa diversa, è una RAM che viene, diciamo, distribuita all'interno
del computer per farvela semplice, in modo tale che i dati possano
viaggiare molto più veloci, perché non c'è bisogno di copiare il dato,
portarlo in RAM, elaborarlo e riportarlo in RAM.
E tutto lì attaccato, quindi, essendo una memoria condivisa, tutto viaggia molto
più velocemente.
Ma quanto viaggia velocemente questo simpatico MacBook Pro 13 pollici con l'1?
Viaggia davvero tanto, tant'è che da questo punto di vista i MacBook
Pro 16 pollici incominciano a diventare quasi dei pezzi di ferro.
Ve lo dico sinceramente, perché anche dal punto di vista della GPU
è stata una scoperta.
La GPU che c'è all'interno
dell'M1 è una GPU integrata e dovrebbe essere, se non ricordo male,
un 8 core.
Questa GPU integrata è andata a battere il tempo dal punto di
vista delle prestazioni al MacBoo Pro 16 polli con la scheda grafica
discreta.
Quindi capite bene che la situazione adesso è questa.
Chi compra Intel adesso su Mac deve essere veramente convinto.
Deve avere delle ragioni fondamentali.
Le ragioni fondamentali dove si potrebbero nascondere, si potrebbero nascondere in una
incompatibilità del software.
Questa è una cosa molto chiara e soprattutto deve essere la prima
cosa da chiedersi quando si passa al Mac, le applicazioni che utilizzo
funzioneranno sul Mac?
Questa è la prima cosa che mi sono chiesto anch'io.
Come avevo spiegato all'inizio, qualche mezz'ora fa, perché ormai siamo già a
45 minuti di
sciaccolata tra di noi.
Comunque, vi dicevo, qualche tempo fa vi ho raccontato che anch'io mi
sono posto il problema perché non girava AutoCAD sul Mac e per
me, all'epoca era un software fondamentale.
Utilizzare quello nella mia professione di architetto per me era fondamentale e
non avevo nessuna intenzione di passare ad altri software anche perché avevo
paura della incompatibilità del formato DVG che poteva non essere letto bene.
Comunque, la prima cosa da fare quando passate a un Mac, indipendentemente
se è un Intel o un M1, è la prima cosa da
chiedersi appunto i tipi di software che utilizzate.
Vi fate un bel giro in rete, cercate di capire come funzionano.
Considerate che la larga parte delle applicazioni professionali che si utilizzano girano
su Mac, a parte alcune molto di nicchia, ma sono di nicchia
ma vengono utilizzate.
Dal mio punto di vista personale posso dire, per esempio, che c'è
scarsità di applicazioni per la certificazione energetica e le leggi 10 degli
edifici.
Avrei aggiunto se non fosse stato fatto qualcosa da parte di H
qualche mese fa, che anche dal punto di vista dei computi metrici
ci sarebberate delle carenze.
Ma adesso H ha permesso di elaborare i propri computi metrici direttamente
dalla web, quindi direttamente dal browser, quindi è un problema in meno.
L'altro problema sempre dalla mia parte, rimane il simpatico, chiamiamolo così pezzo
di preistoria informatica che si chiama Docfa e che viene utilizzata per
fare il catasto fabbricati.
Sapete tutti quanti che i fabbricati sono accatastati per vani e vi
discorrendo al catasto fabbricati a livello nazionale, soltanto che c'è un piccolo
problema.
Praticamente il software che utilizza, anzi, il software del DOCFA è fermo
praticamente come interfaccia a livello di Windows 3.1.
E non sto scherzando.
Ma la fortuna c'è stata anche una fortuna in questo macello che
deriva dal DOF fermo, veramente col freno a mano, picchetti tirati.
Cioè, insomma, è fermo lì e non si muove alla versione 3.1,
nonostante che io paghi 50 euro di diritti ogni volta che faccio
una variazione catastale, voi fate presente quanti edifici ci sono all'interno dell'Italia
e non ho ancora avuto modo e tempo di modificare questo software.
Ma queste qui, continuo a dire, sono idee mie e lasciamo perdere,
non è il momento di parlarne.
Ma la fortuna di questo software fatto veramente con i piedi, è
la possibilità di riuscire a utilizzare
macchine software come Wine, che, grazie a Davide Gatti, che ci è
venuto in soccorso, ci ha liberato anche da questa rottura di scatole.
Che utilizzare Windows sul Mac per riuscire a utilizzare il doffa sul
Mac.
Adesso è possibile, grazie a una guida che ho messo anche sul
mio blog, che è una guida che abbiamo stilato io e Davide
Gatti in compagnia, per riuscire a far funzionare il Doffa senza bisogno
di utilizzare Windows.
Questo cosa vuol dire?
Che con Wine a fronte di 2 giga di diciamo di
eseguibile, chiamiamolo così, è molto meglio dei 14, 15, 20, 25 giga
di Windows soltanto per far girare il Doffa.
È già questa è una cosa positiva.
Quindi capite bene che nel momento in cui utilizzate un Mac come
il mio che ha 128 GB di memoria sul SSD, capite che
togliere 18 GB così, senza battere ciglio, recuperi già il 10% dell'hard
disk senza grossi problemi.
Questi sono, diciamo, i software che io ho avuto delle difficoltà, anche
diciamo recenti, perché tutto sommato andando avanti con la professione, si riesce
anche a fare diversi tipi di approcci.
C'è stato molto tempo fa, io parlo di 3 anni fa, 3-4
anni fa, c'è stato qualche problema con la firma digitale dal mio
punto di vista col Mac, che poi nel corso degli anni si
sono risolti.
Perché essenzialmente è stato cambiato l'hardware su cui si utilizzava questa software
di firma digitale che noi utilizziamo, lui che è un avvocato, Filippo,
lo utilizza tutti i giorni, come io lo utilizzo tutti i giorni
per depositare le pratiche.
Invece, tu, Filippo, che problemi hai avuti dal punto di vista dei
software che puoi raccontare i nostri ascoltatori?
Allora, ti fermo solo un attimo perché tu hai parlato di Wine,
ma presupponendo che questa è una puntata divulgativa per chi sta passando
a Mac, bisogna anche dire che cos'è Wine, nella sostanza, Wine è
un progetto open source che praticamente vedete in termini molto semplici, converte
un eseguibile Windows per essere eseguito altrove Linux o appunto macOS.
Quindi il vantaggio grosso è che si può prendere proprio un file
ex Windows normale, ci sono dei pro e dei contro, non tutti
i file sono perfetti.
Diciamo, non funziona a 360 gradi a scatola chiusa.
Tuttavia, lo sviluppo è uno sviluppo che ormai è decennale, secondo me,
e molte applicazioni Windows sono compatibili o comunque quantomeno funzionicchiano su piattaforme
come Linux e MacOx che hanno dei progenitori in comune.
Unix-like per intenderci, ma non voglio entrare oggi in questo argomento complesso,
diciamo.
E questa era una precisazione da fare.
Quindi, se anche avete delle applicazioni un po' particolari che girano solo
sotto Windows, potete fare quantomeno un test e vedere se effettivamente Wine
vi permette di soprattutto se non hanno richieste hardware particolari.
Io lo uso pochissimo, anzi, non ho quasi mai usato Wine, perché
poi, di fatto, io non ho applicazioni necessariamente solo per Windows che
devo utilizzare, e se lo devo fare lo faccio con la macchina
virtuale, devo dire la verità.
Tuttavia, è sicuramente una soluzione da fare, io da sempre, appunto, sono
andato in macchina virtuale: cioè, uno, la tranquillità che mi ha dato
il passaggio ad Intel nella sostanza nel 2006, è che io ho
iniziato all'epoca con Parallels, ma dopo se c'è tempo, ne parleremo in
questa puntata se no, alla prossima.
Di fatto, appunto, avendo lo stesso processore sotto il cofano, Windows e
Mac, in pratica si è sviluppato una serie di software particolari specializzati
nel far girare sistemi operativi differenti su Mac OS e rendendo poi
interoperativi questi due sistemi operativi, per cui, di fatto, io all'epoca, secondo
me, usavo un gestionale che girava solo sotto Windows e
lo usavo all'interno di Parallels.
Adesso, di fatto,
non ho neanche più questa esigenza, per cui devo dire la verità:
ecco, forse anch'io, la trascrizione ipotecaria, quelle cose lì.
Ci sono software che credo viaggino solo su Windows.
Tuttavia non lo faccio così spesso e quindi non garantisco, diciamo.
Benissimo, quindi, adesso, diciamo, risolto il problema dell'anticipazione, adesso andiamo a bomba
sul mercato attuale dei Mac, cosa potete scegliere?
Beh, come vi dicevo, Intel assolutamente no, perché il rapporto prezzo e
prestazioni è veramente ridicolo.
Nel senso che anche soltanto per prendere il Mac rimanendo nell'area del
MacBoo Pro 13 pollici, se andate a vedere la differenza tra l'M1
e quello Intel passa quasi 1000 euro.
E con la questione è che il MacBoo Pro 13 pollici Intel
viaggia quasi la metà dell'M1, quindi fatevi voi i conti e fate
voi le proporzioni, non c'è santo che tenga, l'M1 è il futuro,
anche il Mac Mini è la stessa cosa.
Praticamente ci sono quasi 1000 euro di differenza tra l'uno e l'altra
e senza neanche particolari migliorie o caratteristiche diverse.
Esattamente.
Quindi, conseguentemente, vi fate due conti in tasca e vedete come anche
noi consigliamo l'M1 nonostante sia la prima versione, indubbiamente fa parlare di
sé perché effettivamente è decisamente prestante.
Questa è una cosa da dire, chiaramente l'unica cosa che bisogna, però,
anche aggiungere è capire quale scegliere, cioè il MacBook Air, il MacBook
Pro o il Mac Mini.
Dunque, se fate il passaggio come ha fatto Filippo e avete già
dell'hardware dietro, chiaramente il Mac Mini è la risposta calzante per voi.
Perché voi prendete questo scatolotto grigio e ve lo mettete lì sul
tavolo.
Perché, tra l'altro è anche carino da guardare, ci attaccate il vostro
schermo esterno, tastiera e mouse che utilizzate con Windows e via che
si parte.
E quindi siete già operativi risparmiando anche un po' di soldi, perché
comunque la versione base costa circa 900 euro.
Mentre il MacBook Air, se non mi ricordo male, intorno ai 1200,
mentre arriviamo a circa quasi a 1500 euro per il MacBook Pro.
Conseguentemente mi sembra la scelta più idonea per chi fa questo tipo
di passaggio.
Se però dovessi scegliere dal punto di vista, invece, del professionista che
cerca le prestazioni e la massima flessibilità, andrei a prendermi un simpatico
MacBoo Pro 13 pollici che non differenzia tanto dal MacBook Air, ma
ci sono due cose che per noi professionisti sono assolutamente importanti.
La prima è la questione della GPU.
Curiosamente, il MacBook Care ha una GPU a 7 core, mentre il
MacBoo Pro ha una GPU a 8 core.
Quindi chi utilizzerà la grafica, chiaramente dovrà indirizzarsi verso il MacBoo Pro
che almeno ha 8 core e quindi ha un core in più,
e di conseguenza dovrebbe reggere meglio tutti quanti i carichi che richiedono
i vostri processi graci, che possono essere il video editing.
Una piccola precisazione.
La grossa differenza
tra Air e Pro con il M1, è che nella sostanza l'Air
non è fanless così detto, cioè senza ventole, quindi non ha un
sistema di dissipazione passiva.
Da vari video che ho visto sopra una certa temperatura, in pratica
va in trolling, cioè viene automaticamente ridotta la potenza del processore per
abbattere la temperatura.
Il MacBook Pro invece ha una ventola che tutti dicono essere silenziosissima
comunque, quindi può sviluppare maggiore potenza per maggior tempo proprio perché il
sistema viene raffreddato ad aria e quindi, comunque, riesce è dotato di
più potenza anche per quel motivo lì.
Cioè, l'air, probabilmente hanno ridotto le dimensioni dei core di GPU proprio
per ridurre il suo riscaldamento, il fatto che viene sostanzialmente raffrescato in
maniera passiva, anche se tutti dicono che tendenzialmente non si sente neanche
quando scalda, esatto, non scalda, infatti non scalda, e come dicevi tu:
esattamente, la seconda differenza è la ventola.
Che
sul MayBook Air, giustamente aggiungo io, visto che non dovrebbe essere interessato
a carichi particolarmente cattivi, potrebbe anche starsene fanless e murare quando gli
viene anche voglia.
D'altra parte, però, il MacBook Pro dotato di questa ventola, permette di
appunto, avere carichi più aggressivi e gestirli meglio.
Quindi avete capito più o meno le scelte su cui vi indirizzo.
Ma a questo punto, se siete dei professionisti e avete anche un
po' di tempo, perché, secondo voi, questo non è il momento di
cambiare il computer.
Io vi dico che fate bene.
Assolutamente sì.
Cioè, se avete l'acqua al collo e dovete cambiare il computer perché
ha tirato le cuoie a quello che avevate.
Che può essere tranquillamente.
Io, a questo punto parlo di Windows e Mac con una stessa
barca.
Nel senso, se uno dei due computer vi ha mollato, voi sapete
cosa andare a comprare.
O comprate un Mac Mini per stare sul fisso, oppure un Pro
per stare mobili e via discorrendo.
Se invece avete la possibilità di attendere, ragazzi miei, attendete.
Perché, come sapete e come vi ho detto, questa è la prima
portata che ha mandato Apple a Intel per dirgli a che punto
erano i suoi processori.
Li ha frantumati tutti, non c'è stata alcuna possibilità di scampo.
Vi ricordo come terza cosa che molti non lo prendono in considerazione.
Ma io avendo lavorato spesso in mobilità, è un punto fondamentale per
i portatili: la durata della batteria.
La durata della batteria deriva da che cosa si dà lo schermo,
ma deriva anche dal processore di quanti watt si mangia.
Parliamo di un Mac GoPro 16 pollici che si porta via quasi
100 watt sotto sforzo, mentre il Mac M1 si porta via 15
watt sotto sforzo.
Capite che è un ordine di grandezza in meno e la differenza
si sente sia in termini di durata della batteria sia in termini
di temperatura rilasciata dallo chassis del MacBook Pro in questo caso.
Chiaramente non ve lo nascondo, avendo un MacBook Pro 13 pollici Intel,
quando incomincio a fare rendering operazioni complesse, incomincio a scaldare, davvero
è un computer che scalda, perché in realtà d'inverno va alla grande
d'estate, un po' l'ho patite con l'M1, praticamente anche dai test che
sono stati fatti,
è assente il riscaldamento, è una cosa assolutamente incredibile.
E come vi dicevo, questa è la prima bordata, ne arriveranno delle
altre perché bolle in pentola, sicuramente un M1X, un M2, una GPU
direttamente discreta fatta da Apple.
Beh, vi dico: se questa qui è la situazione, con la prima
bordata che praticamente gli Intel ce li dimentichiamo.
La seconda bordata, ho quasi paura a pensare di quanto possono viaggiare
dei computer Apple, che molto probabilmente avranno anche un redesign dal punto
di vista sia dei portatili che dei fissi, che avranno la possibilità,
magari, di dissipare in modo migliore e fare chissà qualche altra diavoleria
per riuscire a far arrendere ancora di più questi processori.
E continuo a dirlo: ragazzi, aspettatevi anche due processori M1 messi in
parallelo che viaggiano in coppia.
Potrebbe anche essere anche questa una soluzione.
Ma l'altra cosa che fa veramente paura è pensare a quello che
è l'interno di un Mebu Pro che è dotato di una scheda
che sarà grossa, quasi quanto un iPhone, non sto scherzando, con l'M1
e tutto il resto di batteria.
Voi potete immaginare dietro a uno schermo di un IMAC quanto spazio
c'è e quanto possono andarci giù cattivo con l'hardover perché hanno spazio,
a differenza di quello che può succedere su un portatile.
Conseguentemente, ragazzi miei, io starei un attimo alla porta per capire che
aria tira perché siamo solo davvero all'inizio.
E se potete aspettare, vi farete anche un paio di risate in
nostro compagnia.
Perché se le prospettive sono queste, non c'è santo che tenga.
Se il futuro è questo, si scaricheranno un sacco di cavalli dal
punto di vista dell'informatica.
Perché sembra davvero che l'informatica in questo momento storico stia cambiando un
po' marcia per una serie di tante altre considerazioni che non vi
sto qui a elencare perché sono davvero lunghe e non riguardano solo
Apple.
Ma diciamo che l'egemonia Intel sta incominciando a scricchiolare sotto vari punti
di vista.
E la cosa non può fare altro che bene ai noi professionisti
che non aspettiamo nient'altro che avere dell'hardware al buon mercato senza doverci
svenare.
A proposito di questa possibilità di non svenarsi, vi ricordo che, tra
le varie cose, essendo professionisti, vi rimane la possibilità per chi vuole
comprare del nuovo, la possibilità di finanziarlo o di ricorrere al leasing
per chi è professionista e ha la possibilità di scaricare e discorrendo,
insomma, le partite IVA che sono forfettari, purtroppo non possono scaricare una
bea amata ceppa di niente e di conseguente, di conseguenza per chi
rientra in questa fetta di contribuenti partita IVA tartassati, vi consiglio come
ho fatto io, di ricorrere ai Mac usati.
Ve lo consiglio per il semplice fatto che i Mac tendenzialmente chi
utilizza il Mac lo ottiene come un gioiellino.
Quindi è difficile che troverete qualcuno che utilizza un Mac per fermare
le porte oppure lo usa per tirare via il ghiaccio dai vetri
della macchina quando è inverno.
Troverete dei Mac tendenzialmente sempre in ottimo stato.
Basta cercarlo, lo troverete e potete trovare delle ottime occasioni, trovare anche
dei prezzi decisamente abbordabili, che a confronto di un portatile usato Windows,
fa veramente ridere perché i prezzi si abbattono praticamente dopo 5 giorni
che l'hai acquistato, ti fa paura.
Mentre col Mac ti può anche permettere di comprare una macchina usata
di un anno a un prezzo tutto sommato più basso.
Essendo i Mac molto più costosi, lo trovate a un prezzo decisamente
più basso rispetto a quello che è in vendita.
Perché tendenzialmente chi vende sull'usato vuole tirare sui soldi per comprare la
macchina che è appena uscita.
Tendenzialmente questo è il trucchetto.
Di conseguenza adesso è già cambiato un po' il mercato.
Trovate per esempio il Mac Google Pro 13 Pollice del 2019 o
del 2020 formato Intel, lo trovate già intorno ai 1.100 euro che
rispetto a quello che vi vendono quando escono di casa da Apple,
è decisamente un forte sconto.
Avete una macchina giovane che ha neanche un anno sulla schiena e
quindi potete permettere di portarla avanti fin quanto volete.
Chiaramente è una possibilità che aiuta molto.
Io sono uno che ha cambiato tre computer, li ha preso tutti
e tre usati e li ha rivenduti tutti e tre.
Non sto scherzando, quindi li ho usati per il mio lavoro, li
ho continuate a usare, dopo due o tre anni li ho rivenduti,
ho ripreso dei soldi che ho reinvestito in un nuovo usato.
Conseguentemente, mi sembra una scelta che può essere fatta appunto perché grazie
alla tassa Apple, tutto sommato, ci viene in aiuto anche sotto questo
punto di vista.
Sicuramente l'altra cosa che è un'opzione, lo dico perché l'ho fatto io:
sono i ricondizionati Apple.
Non sempre ci sono dei prezzi vantaggiosissimi, però, per esempio, nel mio
caso specifico, alla fine togliendo l'IVA perché acquistando da Apple se siete
partiti IVA e non avete il forfettario, non c'è l'IVA, non c'è
di fatto da sborsare l'IVA perché è un giro di partita, c'è
la possibilità ovviamente di acquistarlo a dei prezzi interessanti.
Per esempio, io il mio MacBook Pro 16 pollici.
Prima dell'uscita di M1 l'ho pagato solo 2000 euro quando IVA
a pieno prezzo, diciamo, sarebbe costato 3.600 euro quindi comunque una riduzione
significativa, anche se abbastanza costosa.
Adesso non entriamo nel discorso, se ne valza la pena o meno.
Direi a questo punto che siamo già all'ora abbondante, per cui la
prossima volta invece ragioniamo sul passaggio da Mac a Windows e poi,
se ci starà, faremo la carrellata nel prendere, chiamiamola così, confidenza con
Mac OS e quindi imparare un po' le basi di come funziona
il sistema operativo di Apple.
Cosa ne dici Roberto?
Dico che, però, dobbiamo dire ancora una cosuccia, questo è un sassolino
che mi devo togliere assolutamente.
Vi ho parlato dei test Geek Bench e compagnia briscola.
Vi devo dare qualche numero perché i professionisti hanno bisogno dei numeri
per capire qual è la reale differenza all'interno di un computer.
Come sapete, esistono, o se non lo sapete, ve lo spiego io,
esistono dei test che permettono di capire sotto pressione come lavora un
computer.
Io sotto questo punto di
vista mi diverto molto perché sono test sintetici, perché ovviamente non danno
la totalità della situazione in cui può lavorare un computer, ma almeno
li mettono sotto sforzo.
Quindi sono andato a prendermi un video e sono andato a guardarmi
questi simpaticoni che hanno messo di fianco un MacBoo Pro 13 pollici
con M1 contro un MacBoo Pro 16 pollici Intel, proprio quello di
cui vi parlavo all'inizio.
Dunque, il test Geek Bench che riguarda solo le capacità della CPU
di fare conti, è stato fatto in single core, cioè vuol dire
semplicemente che all'interno del processore viene sfruttato solo un core per riuscire
a capire come viaggia soprattutto nelle operazioni semplici.
Per operazioni semplici, intendo l'apertura di una finestra, usare web browsing, insomma,
cose molto semplici che quindi non richiedono un grosso carico, ma vi
danno l'indice di quanto è, come si dice in inglese snapper o
snappy il vostro computer perché risponde in modo molto veloce.
Dunque, parliamo del single core del 16 pollici che arriva a 1023
punti, mentre l'M1 arriva a 1726 punti e già qua incominciano a
suonare le campane a morto.
Perché vuol dire che è decisamente molto più veloce ha la reazione.
Difatti, tutti quelli che hanno utilizzato l'M1 hanno detto cacchio, questa cosa
qua è veloce e risponde velocemente.
Invece, quello che interessa a noi come professionisti va bene che risponda
velocemente, ma noi abbiamo bisogno di vedere questo computer come lavora in
test multicore per capire sotto i carichi come se la cava la
CPU.
Dunque, il 16 pollici ha tirato su 5500 punti.
L'M1 ne ha tirati su 7530 punti.
Quindi capite che incomincia già ad allungarsi la distanza e la distanza
diventa ancora più lunga nel momento in cui andiamo a vedere le
temperature.
È stato freso la temperatura dell'Intel sotto sforzo, 16 pollici arrivava a
90 gradi nel punto dove ci sono i tasti funzioni.
90 gradi, ragazzi, lì potevate buttare la pasta.
L'M1 arrivava a 45 gradi, quindi a metà è praticamente leggermente caldo
e capite che è una bella differenza.
Tu mi vuoi proprio far cambiare il computer, mi stai dicendo?
Certamente.
Te l'ho mandato prima l'idea che c'è gente che butta via il
Mac Pro da 15.000 euro perché conviene un Mac mini.
Poi io ti do anche questi dati perché è giusto che se
ne parli.
Bisogna rendersi conto di quello che succede.
Andiamo a vedere un attimo quello che può essere un test grafico
che viene fatto sempre con GeekBanch che utilizza la GPU, però con
le librerie metal.
Le librerie metal sono delle librerie grafiche che ha fatto mamma Apple
per riuscire a far funzionare meglio tutta quanta la parte grafica.
Dunque, 16 pollici si porta a casa 23.000 punti, mentre l'M1 21.800.
E dite: questa volta lM1 è stato battuto.
Sì, però l'altro c'è la scheda grafica discreta, ve lo ricordo.
Quindi capite che con integrata l'M1 va decisamente uguale, diciamo, a quello
che può essere una discreta che c'è su 16 pollici.
Evito di parlare di quello che fa la discreta dell'Intel, perché è
uscita veramente con le ossa frantumate.
È un ordine, non è anche un ordine di grandezza, è completamente
frescala la differenza.
Quindi, l'unico modo per riuscire a capire cosa fa l'M1 è prendersela
con le schede grafiche discrete, perché le schede grafiche integrate le ha
frantumate tutte dalla prima all'ultima.
Andiamo a vedere per chi
diciamo lavora come noi, è un professionista e vuole utilizzare
video.
Usiamo il Cinebench che appunto è dedicato alla grafica pesante, quella dei
rendering, quella della gestione dei fotogrammi.
Che nel test ha riuscito a totalizzare circa 727 punti per il
16 pollici, mentre l'M1 ha tirato su 7700 punti.
Poca differenza, ma la differenza grossa, come sempre, nella temperatura che è
assolutamente diversa.
Una temperatura alla tastiera di 42 gradi per il MacBoo Pro 16
pollici e di 36 gradi, quindi la temperatura che sentite sulle dita
per quanto riguarda l'M1, quindi capite che è già diversa la situazione.
La temperatura dà molto l'indice di quanto sia ottimizzato questo sistema.
Per chi invece vuole occuparsi di fotografia, abbiamo il test con Light
Room che esporta un RODA 42 megapixel, quindi non è robetta.
Io non ho mai esportato un ROD a 42 megapixel, penso che
sia una cosa inimmaginabile.
Il 16 pollici ci mette 3 minuti i 10 secondi e l
M1 2 minuti e 44.
Quindi risparmiate circa mezzo minuto solo a fare questa operazione.
Ultimo test, e poi vi lascio andare perché immagino che vi siate
noiati oppure incominciate a saltare sulla sedia come ho fatto io quando
ho visto questi test.
C'è anche l'esportazione di 5 minuti di video in 4K con il
codec H264 che è l'ultimo uscito che permette di comprare tutto quanto.
Ma soprattutto Filippo sa di cosa parlo perché lui immagino che lì
ci stia sguazzando come pochi.
Il test cosa dice?
Che il 16 pollici ci mette 336 secondi e l'M1 306 secondi.
Quindi capite che avete insomma dei guadagni con un MacBoo Pro 13
pollici che sarà anche piccolo, ma è tagliente come una lama.
Che se lo lanciate su 16 pollici si pianta dritto nello schermo
e fa sanguinare il 16 pollici perché è veramente una macchina di
una potenza abissale.
È una cosa indegna da quanto riesce a scaricare i cavalli e
di conseguenza, ragazzi, aspettatevi, faville dai prossimi MacBoo Pro e i Mac
Pro e tutto quello che verrà dopo con l'M1X M2 e compagnia
cantante.
Bene, bene, effettivamente, a questo punto fai vergognare il mio povero piccolo
MacBook Pro 16 pollici che comunque è il mio MacBoo Pro 13
Pollici è lì che sta piangendo, perché ne esce distrutto veramente non
ha neanche senso.
Comunque, devo dire la verità.
Ecco un'altra precisazione: non vogliamo farvi acquistare a tutti i costi i
nuovi M1, sicuramente se siete nel ciclo di sostituzione, è una cosa
da tenere ben presente: esatto, infatti, appunto io comunque mi trovo molto
bene sul 16 pollici, devo dire la verità: la cosa più fastidiosa,
ma non lo uso quasi mai come portatile, è il fatto che
questo computer scalda veramente tanto e si sente, abbiamo detto 90 gradi
e 90 gradi sono tanti su un portatile.
Difficilmente io lo uso, se lo uso per fare queste cose qui
me ne vado e gli lascio fare i suoi rendering.
Tuttavia, il vero problema è che anche per operazioni meno dispendiose, diciamo,
tende a scaldare immotivatamente motivamente perché ovviamente è un processore, però si
sente, e tutto il resto.
Direi a questo punto che però siamo già a un'ora e un
quarto di diretta e quindi forse ci avviciniamo alle 11 di sera
per cui forse la gente ormai è morta, per cui
dobbiamo chiudere.
Ovviamente ci vediamo a questo punto settimana prossima alle 21.30 venerdì.
Aspetta un attimo, aspetta un attimo, ti interrompo perché c'è una piccola
cosa.
Intanto, volevo ringraziare gli spettatori che, nonostante sia
tarda ora, siano aumentati, e soprattutto volevo salutare il nostro simpatico Giuseppe
Bruschi.
Che, come sempre, si è unito a noi e non smette di
fare questo, ci loda anche dicendo un saluto a due grandi podcaster.
Io veramente, Giuseppe, vi lancio un mega abbraccio sia da parte mia
che da parte di Filippo.
Perché queste sono le cose che, come sapete, ci permettono di andare
avanti.
Oltre alle parole, come diceva Filippo, avete anche altra tipologia di modalità
per farvi sentire il vostro calore e la vostra bontà e soprattutto,
aiutateci.
Esatto
.
A questo punto, però, la chiudiamo sul serio perché è
ora di andare a letto, e ovviamente ci vediamo venerdì prossimo.
Parleremo sempre di come passare a Mac da Windows e se ci
starà, perché ho visto i punti che abbiamo trattato solo oggi.
Non è detto che ci stiano, però cercheremo anche di approfondire e
darvi un po' le per chi appunto è passato a Mac, di
darvi un'infarinatura generale e di darvi quelle due o tre dritte, secondo
me, che sono necessarie per una migrazione sulla nuova piattaforma il più
proficua possibile.
Esattamente.
Vi diciamo che cercheremo di accompagnarvi in questo passaggio epocale perché chi
passa da Windows a Mac è un passaggio epocale.
Almeno c'è qualcuno che magari non si troverà bene.
Perché io quello che consiglio è: fatevi prima un paio di prove
prima di passare completamente, avete 15 giorni.
Alcuni utenti sul canale Snap di Telegram hanno riportato la loro esperienza,
hanno potuto provare il portatile, l'hanno dovuto riconsegnare perché c'era appunto un
problema di software che non potevano utilizzare in ambiente Mac, però hanno
potuto provarlo sul campo, direttamente sulla propria scrivania.
Hanno 15 giorni di tempo, lo provi, se non ti piace, non
ti trovi bene, non c'è il software, lo prendi, lo riporti indietro
e ti ridano i soldi senza problemi.
Quindi, noi vi aiuteremo nel caso in cui invece vogliete vi troviate
bene e volete usare il Mac nella professione, perché lo ricordo: si
può utilizzare il Mac nelle nostre professioni.
Dovete solo provarci.
Non fermatevi a incompatibilità presunte, a problemi di varia natura.
Insomma, è un passaggio che molto probabilmente per chi apprezzerà, aiuterà davvero
tanto nella vita.
Esatto, a questo punto direi che possiamo chiudere.
Non voglio sembrare quello che taglia via tutto, però
dobbiamo stringere come si suol dire.
Buona serata a tutti, ci vediamo appunto venerdì prossimo.
Alla prossima, ragazzi.